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lunedì 24 novembre 2008

Cose che non si dicono.

Quando, per i primi due mesi, ho avuto a che fare con una nana di 50cm che mangiava, dormiva e piangeva di tanto in tanto, mi sembrava che tutte quelle storie sul trauma della maternità fossero state inventate da acide 40enni in carriera in cerca di giustificazione.
Lei era brava, bella e sorridente.
Io ero stanca, ma tutto sommato felice.

Non immaginavo che il trauma sarebbe arrivato adesso.
Ora si che il baby blues è arrivato. Mi ritrovo con una neonata incomprensibile e ribelle, che soffre di tutti i disturbi - non gravi ma fastidiosi - di cui può soffrire un neonato: reflusso, coliche, inappetenza, irritabilità.
A nulla serve il Maalox prima dei pasti, le palline omeopatiche anticolica sciolte nell'acqua e somministrate con pazienza a qualsiasi ora del giorno e della notte, mentre lei te le sputa in faccia.
Non serve cullarla con amore, e con lo stesso amore lavare e rilavare bavaglini e tutine sempre sporchi, che si accumulano ai lati del fasciatoio. Un paio di ammolli al giorno, risciacqui, e la volta che ti stufi e metti tutto il lavatrice esce grigio e non capisci perchè.
E vederla piangere è uno strazio, e aspettare le liste d'attesa dei pediatri lo è altrettanto.
E intanto i miei nervi si stanno sfibrando, piango mentre lei piange, mentre piego tutine, mentre lavo biberon e ciucci, mentre sterilizzo l'odioso tiralatte.
Ho il latte e ai suoi occhi sembra che io abbia le tette piene di acido muriatico.
Ho sacrificato la mia indipendenza per allattarla e passarle tutto quel che di buono potevo darle, e sembra inutile, anzi dannoso. Non posso neppure prendere le pillole per farlo andar via, devo prima far calare un po' la produzione oppure rischio di dover lottare per settimane contro un latte che mi riempie tette, corpo e cervello.
Tutti a dire quant'è bello l'allattamento, ma nessuno che sprechi una parola su quanto sia stressante se non hai il neonato perfetto. O quanto possa essere difficile e doloroso smettere.
Solo la mia ginecologa mi aveva vivamente sconsigliato - per il mio carattere e la mia poca tolleranza allo stress - di non farlo, ma io ho voluto provare lo stesso, e sto pagando carissima la mia scelta.
Dovrebbero fare dei test psicoattitidinali sia per la maternità che per l'allattamento.
Non scherzo.
Sotto una certa soglia, dovrebbero affiancare dei consulenti alla neomamma.
Non che non ci siano, basta telefonare al consultorio in effetti, peccato che la burocrazia italiana riesca a rovinare qualsiasi buona iniziativa. Sembra incomprensibile ai loro occhi che una donna sull'orlo di una - vera - crisi di nervi possa aver bisogno di aiuto SUBITO, non "tra una settimana quando si libera il primo appuntamento".
Se ci fosse maggior attenzione alle neomamme, soprattutto quelle giovani o quelle alle prese con una gravidanza indesiderata (e mi includo in entrambe le categorie) ci sarebbero sicuramente bambini più felici e mamme più serene.
Perchè i papà ci sono, le suocere anche - e nel mio caso mi aiutano tantissimo e sono insostituibili - ma a volte servirebbe qualcuno che davvero ti osserva, si prende due appunti e poi ti dice cosa fare.
Magari anche una pacca sulla spalla non guasterebbe.

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15 commenti:

Mamigà ha detto...

Wonder, credimi, come non esiste il neonato perfetto (benchè TUTTI quelli degli altri sembrino esserlo, alla faccia di chi ti dice che il tuo ti sembra il migliore di tutti... balle e straballe), così non esiste la mamma perfetta. Esistono donne che nascono bambine e diventano donne, e poi mamme se Dio vuole. Nessuno nasce madre. E nessuno ti insegna ad esserlo, perchè semplicemente ogni donna fa quel che può. Credimi, ne ho conosciuta qualcuna di madre che dice di non essersi mai sentita una perfetta inadeguata o che non si sia mai pentita di aver messo al mondo un bebè almeno per un nanosecondo in vita sua. Ebbene, queste (ho riscontrato poi) sono le più grandi raccontapalle che io abbia conosciuto. Puoi mentire agli altri, ma a te stessa MAI.
Se potessi esserti in qualche modo di aiuto mi farebbe piacere, vieni a visitarmi su Splinder e lasciami un messaggio in pvt cosicchè io possa contattarti via email. Sempre se ti va. Altrimenti sarà sempre un piacere continuare a leggerti. Perchè difficilmente ho trovato madri che hanno il coraggio di dire la verità, tutta la verità, come fai tu.
Mamigà
www.mamamma.splinder.com

Cecilia ha detto...

Leggo il tuo blog da mesi, da molto prima che la nana avesse un nome e tu la potessi stringere fra le braccia e l'ho sempre fatto con piacere. Queste pagine, qui sul web, non sono mai state scontate o finte, ma ho sempre potuto leggere di una ragazza piena di contraddizioni e di paure, di una ragazza viva capace di dire come stessero le cose per davvero. Forse ti sembrerà stupido, dato che non ti conosco nemmeno, ma sono convinta, solo leggendo quello che scrivi, che sei cambiata in meglio. Tre mesi fa morivi letteralmente di paura e non ti sentivi pronta, ora inizi a dispensare consigli per le neomamme con sicurezza. Prova a guardare le cose sotto questa ottica. Sei cresciuta, sei diventata più matura e più forte ed hai dimostrato di potercela fare. Forse non è tanto, di sicuro non basta e non renderà più semplici le cose, ma credo che ce la farai. Una pacca sulle spalle virtuale... Cecilia

cowdog ha detto...

la germania è ben lungi dall'essere perfetta, però qui ogni puerpera ha diritto alla propria ostetrica, pagata dall'assicurazione sanitaria, che segue fino a che il pupo ha due mesi. 10 visite nei primi 10 giorni e altre 16 distribuite nel rimanente tempo. dopo il secondo mese, si ha ancora diritto a due visite e a 2 colloqui telefonici, per ulteriori consigli. non è molto, ma se si aggiunge che si rimane in ospedale per una settimana o anche dieci giorni, tempo in cui si viene istruite e consigliate, credo che sia comunque già tanto per una madre alle che si sente perduta.
riesco ad empatizzare con il tuo stato d'animo, anche se mancano ancora due mesi. fortunatamente vivo qui, perché purtroppo io non ho né mamma né suocera ad aiutarmi.
hai fatto moltissimo e la tua scelta di allettare è solo da ammirare. le debolezze soo parte del tuo essere umana, non ti giudicare e non punirti.

Anonimo ha detto...

Ciao,
io penso che sia una normalisssima mamma, non esistono neonati perfetti come non esistono donne più dotate di altre per la maternità e l'allattamento, io ho avuto 4 bimbi ora ho 37 anni e credimi ad ogni gravidanza mi sono sentita incapace, inadeguata, stanca e depressa, usata...ma adesso che il più piccolo va alla scuola materna e sono finalmente uscita dal tunnel dei pannolini li rifarei tutti e 4 al volo. Sono sicura che devi solo trovare un po' di tranquillità. Comunque non credere a quelle mamme che dicono che è tutto perfetto, è normale sentirsi e provare quello che provi tu e che ho provato e pensato anche io e come noi tutte le altre mamme.
Detto questo ti consiglio di guardare questo sito http://www.lllitalia.org/ è la lega del latte, magari puoi rivolgerti a loro sicuramente ti aiuteranno.
Sono sicura che tra qualche mese sorriderai ripensando a tutta la fatica e la tristezza di questi primi mesi...è capitato anche a me.
un abbraccio forte
Daniela

Blimunda ha detto...

Tesoro, se hai letto miei post sull'allattamento, sai che ti capisco benissimo. E per i baby blues, ora che sono fuori dal tunnel confesso che i primi 2, 3 mesi con Beatrice sono stati senz'altro i più difficili della mia vita. Ma per quanto riguarda l'allattamento, seriamente: è vero che serve aiuto, e non smettere di cercarlo anche se sembra impossibile. Però interrogati anche, cerca di capire i tuoi bisogni e le tue azioni. Stai allattando perché se no "non ti sentiresti una buona madre"? Lo fai (anche) per essere una madre "perfetta" agli occhi altrui? Se dopo alcuni mesi la situazione non migliora, se continui ad avere problemi e a sentirti inadeguata, riflettici seriamente. So che esistono molte talebane dell'allattamento a tutti i costi, ma sono sempre più convinta che sia meglio il latte artificiale di una mamma stanca, depressa e frustrata.

Wonderland ha detto...

Mamiga': ti ho lasciato un msg sul tuo blog, ma puoi tranquillamente scrivere alla mail che trovi qui.n Grazie :)

cowdog: accidenti, come siete avanti. Magari ci fosse anche qui una cosa del genere...

Cecilia: grazie :) e beata te quanto sei giovaneeee ;_;

Daniela: sinceramente la leche league la conosco, ma mi sembra troppo talebana. ad esempio mi sono sempre rifiutata di allattare a richiesta, e solo x questo smonto tutte le loro basi teoriche. non credo facciano x me... cmq grazie!

Blimunda: non sono assolutamente per l'allattamento a oltranza, fosse per me avrei gia smesso ma dal momento che produco come la Parmalat la mia dottoressa mi ha raccomandato di prendere il famigerato dostinex solo quando la produzione mi e' un po'calata, altrimenti smettere l'allattamento di botto per me potrebbe essere molto doloroso e problematico ;_; Se no da quel di che avrei smesso!!!!! Che sfiga oh...

Lila ha detto...

Leggere questo tuo post è come leggere le mie giornate...capisco e convivo ogni tua singola parola specie in questo periodo che Alessandro non so per quale motivo mi stressa ogni secondo, urla e strepita (anche adesso nel lettino) e io vivo con la paranoia di restare sola in casa con lui...quando il mio ragazzo esce di casa vorrei tanto piangere, sempre, e spesso lo faccio. Poi come ho scritto pochi giorni fa in un mio post io non ho vissuto l'allattamento come sento dire dalla maggior parte delle mamme, io l'ho fatto per cinque mesi solo perchè mi dicevano che era l'unico modo sano, l'ho fatto fino a quando ho potuto e alla fine ho preso le pasticche, ma mi hanno dato nausea e vomito così ho dovuto smettere e soffrire un po' fino a che non è andato via da solo (il latte)...il panzerotto è cresciuto benissimo (anche troppo) con il suo Mellin Progress 1 e poi 2 ed è andato tutto bene, quindi appena possibile fai quello che ti senti di fare tu e solo tu, tappati le orecchie, ascolta solo chi di competenza e porta avanti ciò che pensi sia meglio per te. Sarebbe bello poter condivivere anche questi momenti difficili oltre a quelli felici dal vivo, certe volte mi viene proprio voglia...vorrei tanto un'amica o anche solo conoscente nella mia stessa situazione, e vorrei tanto averla vicina per darci forza a vicenda e scambiarci opinioni sul da farsi, purtroppo però non è così non posso che abbracciarti da qui.

sakscia ha detto...

I miei bimbi ormai son "grandicelli", ma leggendo il tuo post, mi è scesa la lacrimuccia al ricordo dei primi durissimi mesi. :-(

Fai quello che ti senti, qualunque decisione prenderai, inizialmente ti farà star male, ma poi passa e i figli crescono belli e sani ugualmente e ti assicuro che anche se ti senti la mamma peggiore del mondo, i bimbi non subiscono nessun trauma. ;-)

Enrico ora ha 4 anni, e bello, grande, sano e la disperazione di tutti, eppure nei suoi primi 5 mesi di vita ha pianto in continuazione per la fame, perché mi sono ostinata a dargli il latte che non avevo. Omar ha 1 anno, è ovviamente un po' più delicato di salute, ma non perché ha preso il latte artificiale a 4 mesi e quello di mucca a 6, ma solo perché è il secondo.

Il baby blues è una brutta bestia, ma più ci pensi, più diventa brutta.

sakscia ha detto...

Dimenticavo: le coliche solitamente spariscono dopo il terzo mese, ancora poche settimane... :)

bianca ha detto...

Era un po' che non passavo, mi spiasce trovarti così giù. Posso solo consigliarti che la cosa migliore è fare quello che ti senti, per te e per Viola. Prova a parlare con qualcuno esperto in allattamento, spesso nelle strutture sanitarie o nei consultori ci sono specialisti veramente comprensivi. E non abbatterti, trova la persona giusta per te, quella che saprà ascoltarti.
La questione dell'allattamento è delicatissima - io ho allattato la piccoletta per molto tempo, ma all'inizio è stata dura - io sono del parere che vada vissuto con serenità, altrimenti è meglio lasciar perdere. E ciò non vuol dire che non sei una mamma perfetta, ma una mamma in grado di accettare i propri limiti.

Ti abbraccio

ps: le mamme perfette, o almeno quelle che sostengono di esserlo, secondo me si fanno, di roba assai pesante.

alice ha detto...

Lo so che non è la stessa cosa, ma ti mando una pacca sulla spalla virtuale, e un abbraccio forte.

miciobigio ha detto...

Allora...ci sono passata e ci sto ancora un po' dentro.Hanno capito che si trattava di reflusso gastrico dopo sei mesi da incubo in cui la mia bimba non mangiava nonostante io avessi le tette sempre cariche, non cresceva e ogni pesata era un tormento, era tuttoa un contorcersi per le coliche.E di tutto questo la colpevole era la perfida mamma-io che tramava nell'ombra perchè in realtà odiava la sua nuova pupa.Sono andata dall'analista perchè quasi quasi mi ero convinta anch'io della mia cattiveria.Poi una dottoressa omeopata (dopo 1000 pediatri,ricoveri al meyer ecc...)ha capito che reflusso era a siamo cresciute a Maalox 1/2 ora dopo i pasti(?) tre volte al giorno e con un latte speciale Humana disanal (che il mio dopo l'esaurimento se n'era andato via)che sa di banana e solo l'odore fa vomitare...e pilloline omeo.Finchè la mimma ha compiuto 1 anno.Fatidico, è stata la svolta.Quindi pazienta, sfogati,incazzati,chiedi aiuto senza pietà e soprattutto convinciti che:1-passerà tutto questo trambusto;2-hai il diritto di sentirti uno schifo;3-lo sguardo della tua gnoma ti ripaga di tutto. Ti abbraccio forte, scusa lo sfogo anche un po' mio.

Roberta ha detto...

Appunto, come dicevo prima... è importante il latte materno i primi mesi, ma molto meglio il latte artificiale che una mamma depressa ed esaurita!!!
Anche io mi sono sentita come te per altri motivi, anch'io, ancora adesso, ogni tanto mi sento sull'orlo di una crisi di nervi e penso di essere una pessima madre.
Anche la mia bimba ha sofferto di coliche, ma credimi, pian piano passano anche quelle. La mia con la camomilla stava un po' meglio, o quantomeno un po'l e si calmavano i dolori...
E ti posso assicurare che pian piano anche dentro di te rimarrà solo ciò che di bello la tua bimba sa darti.
Devi avere tanta pazienza e fare ciò che reputi sia meglio per te!! Per far stare bene tua figlia dewvi prima star bene tu! E' diventato questo il mio motto, per questo ho smesso di sentirmi in colpa se talvolta la sera la lascio col papà ed io vedo le amiche per fare due chiecchiere o rimango al pc a pensare a ciò che piace fare a me, solo a me!
Io ci ho messo un po' a ritrovarmi donna, con i miei interessi, oltre che mamma. Ancora non riesco del tutto a far convivere tutte le parti di me, ma sono sulla buona strada!!!
Lo farai anche tu, staccare la spina ti renderà più serena!
Una pacca sulla spalla... anzi, un abbraccio fortissimo per dirti che ci sono, se vuoi, quando vuoi.
Come tutte coloro che qui ti seguono e capiscono :)

Roby

Babe ha detto...

Ti capisco, e in queste settimane vedo nero, mi sento sola e il problema sono io non la mia bimba di 4 mesi...lei fa solo la bimba! Mi sento senza una mia identità, madre da troppo poco e donna lavoratrice da troppo...a presto.

Ondaluna ha detto...

"Sembra incomprensibile ai loro occhi che una donna sull'orlo di una - vera - crisi di nervi possa aver bisogno di aiuto SUBITO, non "tra una settimana quando si libera il primo appuntamento".
Se ci fosse maggior attenzione alle neomamme, soprattutto quelle giovani o quelle alle prese con una gravidanza indesiderata (e mi includo in entrambe le categorie) ci sarebbero sicuramente bambini più felici e mamme più serene."

Cara Wonder, queste tue parole mi sono rimaste incise sul cuore come uno scalpello farebbe sulla pietra, e spero, prometto e giuro che non me le dimenticherò.
Se hai dato un'occhiata al mio profilo, per il mestiere che faccio, prenderò come impegno personale quello di riconsiderare una cosa che non avevo mai visto così bene. Cioè, intendiamoci, lo sapevo anche prima che ci sono situazioni in cui la persona NON VUOLE un appuntamento, ma vuole parlare subito, ma leggerlo adesso (non so se sono gli ormoni, o se sei stata proprio tu a toccarmi) fa un altro effetto.
Mi sono resa conto di quanto la struttura in cui lavoro faccia poco (anzi niente) per queste mamme.
Ho pensato, anche se non ho ancora niente di concreto per la testa, che forse qualcosa si potrebbe fare.
Un progetto. Uno spazio di ascolto. Forse (come sempre finora mi è capitato) da un dolore che vivo sulla mia pelle posso tirare fuori qualcosa di buono per gli altri.
Non so se ci riuscirò, ma mi piace pensare che posso provarci.

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