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venerdì 23 gennaio 2009

Le favole di nonna L. : "Pulce e pidocchio"

Vi avevo già parlato di nonna L., esempio di forza fisica e sprezzo del pericolo per tutta la famiglia.
Bene.
Giusto stamattina mi è tornata in mente una delle favole che nonna L., tra un rally in moto e un viaggio al Polo Nord, usava raccontare ai nipotini nei rari momenti in cui interrompeva il suo moto perpetuo.
L'ho ripetuta oggi a Viola - con qualche omissione di dettagli, insomma, sono passati 20 anni! - mentre la cambiavo.
In realtà l'ho raccontata quasi in automatico a me stessa, stupita dalle mie stesse parole.
Questa è la storia, a grandi linee.
Sentitevi liberi di usarla per inquietare e deprimere i vostri nani.

C'erano una volta Pulce e Pidocchio.
Pulce era la femmina, ovviamente, perché il nome è femminile. PidocchiO - maschiO - era suo marito.
Vivevano in una casetta sgangherata ed erano poverissimi. Così poveri che non mangiavano quasi mai.
Un giorno Pidocchio tornò a casa tutto eccitato: "Pulce! Pulce! Mia adorata! Ho trovato un soldino per terra! Evviva! Compriamoci da mangiare!"
Pulce, dopo aver insultato il marito - "se tu lavorassi altro che soldo trovato per terra brutto figlio di un acaro che non sei altro e blablabla" - si prese il soldo e si preparò per andare a fare la spesa al mercato.
Prima di uscire, mise l'acqua sul fuoco e raccomandò a Pidocchio di controllarla di tanto in tanto.
Il povero Pidocchio, represso e sottomesso, obbedì.
Pulce andò al mercato e, dopo aver girato un po' per i banchi, trovò finalmente quello che cercava: un pisello.
(e qui, i più maliziosi potrebbero pensar male.. che dire, anche le pulci nel loro piccolo hanno dei pruriti)
Fiera della sua spesa, si mise in cammino per tornare a casa.
Era ormai a pochi passi quand'ecco che... incontrò un moscone.
Nemmeno a dirlo, lo sporco moscone si portò via in volo la preziosa spesa di Pulce.
Lei, disperata, corse a casa per sfogare le sue frustrazioni su Pidocchio.
"Pidocchio!" chiamò.
Nessuno rispose.
"Pidocchioo!" chiamò di nuovo.
Niente.
Intanto sentiva il rumore del pentolone che ribolliva. Pensò che forse Pidocchio si era addormentato e sicuramente non aveva nemmeno dato un'occhiata alla loro cena.
Sbagliato!
Si avvicinò al pentolone e... indovina un po' chi galleggiava stecchito nel brodo?
Il povero Pidocchio! Che si era sì addormentato, ma mentre lo girava in attesa di Pulce.
Pulce non resse il colpo: senza marito, senza cena e soprattutto senza nessun succube su cui sfogare le proprie frustrazioni.
Stirò le zampe sul colpo.

Fine.

Ah no: il moscone cattivo nel frattempo s'era strozzata col pisello.
Cose che capitano.



Ora capite perchè io sono cresciuta così?

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10 commenti:

lady ha detto...

Diciamo che non è prorpio la classica favola sdolcinata!! Se ti può consolare ti racconto questa: mia sorella non è mai stata una bambina dolce e tenera amante delle favole...tutto il contrario; un giorno di ritorno dall'asilo tutta felice e contenta si mette a canticchiare :"la povera cieca caduta nel pozzo salvarla non posso, tiratemi su!!" Immagina la faccia di mia madre; da quel momento stop alle favole.

Oscar ha detto...

Beh devo dire che ha inquietato me, un virtuale pat pat sulla spalla ...

Oscar

Anonimo ha detto...

Ci sono rimasta male...
Ma la morale qual'è?
Tutte le storie per bambini ce l'hanno, a me capita di prenderle ad esempio per "terrorizzare" Vittoria sulle conseguenze a cui va incontro quando non ho più argomenti per farmi obbedire.
Un abbraccio e resto in attesa di un'altra bella storia come questa siammai che decidi poi di pubblicare un libro di favole alternative.
Un abbraccio.
Stefania mamma di Vittoria

shot ha detto...

ti posso garantire che ne conosco di peggiori e anche più macabre....quando vuoi...basta chiedere...alle mie figlie ne ho raccontata spesso una che (stranamente) adorano...:)

Wonderland ha detto...

Stefania: bella domanda. me lo chiedo da 20 anni. la morale non c'è! non ho mai capito il senso di questa orrida favola. a me faceva ridere la coppia pulce-pidocchio, al di là di questo non ho mai afferrato il senso della storia.

Shot: la voglio sentire! ti prego!

kosenrufu mama ha detto...

beh... mhh...originale, io opto per cose più classiche... leggo da poco il tuo blog, delizioso, a presto.

Anonimo ha detto...

Beh, le fiabe tedesche raccolte da Grimm sono tutto tranne che sdolcinate! Prendiamo Hansel e Gretel, eccetera...
O certe fiabe di Andersen, tipo la piccola fiammiferaia, dove la fine non è certo rosea.
:-)
E' un argomento interessantissimo da studiare, sociologicamente.

Però... Pulce finisce per E, mica per A!

Wonderland ha detto...

Aaaah, oddio è vero! Mi sono confusa con l'articolo "LA" pulce, infatti ho corretto subito ;)

Anonimo ha detto...

Questa favola è orrenda!! Salva tua figlia, non raccontargliela più!

D. ha detto...

Pensa che mi ero immaginata che il povero Pidocchio si era sacrificato bollendosi nel pentolone, per far mangiare la sua Pulce. Terribile, lo ammetto. D'altra parte sono cresciuta con le fiabe di Oscar Wilde, tragedie infilate una dietro l'altra (non ti far venire in mente di farle leggere a Viola!:)).
Ti leggo da pochissimo e ho iniziato dal primo post, adoro la tua svelta ironia e la tua "penna". Sei bravissima! Un saluto dal Giappone.

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