il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

giovedì 5 marzo 2009

Ospiti di MCD: VereMamme. "Mamme di tutte le età: unitevi!"


Prendi due mamme, una fra i 20 e i 30 anni, una di dieci anni più grande.
Mettile un giorno a discutere di com'è dura avere un figlio quando sei giovane, ma anche di com'è complicato mantenere gli equilibri quando diventi mamma a più di 35 anni.
Io e Flavia ci siamo conosciute tramite i rispettivi blog, e abbiamo discusso un po' sulle due diverse generazioni di mamme alle quali apparteniamo.
Questa è la riflessione di Flavia sulle giovani neomamme.
Trovate la mia, sulle mamme vecchie che fanno buon brodo, sul suo.
Abbiamo scoperto che siamo molto diverse, ma in fondo anche molto simili.
Che mai, come in questo caso, l'unione fa la forza.
Fateci sapere cosa ne pensate!

-------------

"La cosa migliore è diventare Direttore, prima. A quel punto nessuno potrà dirti niente.”

La mia amica milanese-bene, dalle cui labbra pendevo ad ogni pausa pranzo, da cui dipendevo completamente essendo da sempre allergica all’arte del pettegolezzo, predisse così, involontariamente, il mio futuro di primipara attempata: davanti ad un panino, in una di quelle tipiche giornate grigie che solo Milano può “vantare”. Avevo 28 anni e neanche un fidanzato serio all’orizzonte, avevo una moto che di lì a poco avrei venduto per incompatibilità metereologiche con quella città, lavoravo fino a sera tardi ma mi godevo le feste e i brunch nei week end e pensavo con una certa dose di orgoglio che un marito non sarebbe stato strettamente necessario alla mia auto-realizzazione (mentre notavo che all’avvicinarsi dei trenta le mie amiche single impazzivano e si lanciavano nella “caccia”, e questo non mi piaceva per niente)... ma un figlio, o una figlia? quello sì!, prima o poi l’avrei proprio voluto.

Avevo la stessa età di Wonderland. Un bambino era un desiderio proiettato in un futuro tutto da costruire, ma nel presente era solo, puntualmente, quell’esserino diabolico che prendeva a calci il mio sedile in aereo. Oddiomio che cosa insopportabile. Sempre uno seduto dietro, me ne doveva capitare.

Accolsi la saggia sentenza della mia amica con un sorriso distratto, come di solito accolgo tutte le sagge sentenze degli altri, e anche con un pizzico di ribellione verso il suo ostentato cinismo. Non avrei mai immaginato che un giorno, per insondabili casualità, mi sarei trovata molto (ma molto) d’accordo con lei. Non per mie particolari doti di pianificazione, ma solo perché il mio percorso professionale con l’azienda giusta si trovò a precedere di qualche anno il percorso personale con l’uomo giusto, e così tutti questi misteriosi percorsi giusti mi donarono il primo figlio a 35 anni, tra una promozione ad Atene e quella successiva a Londra, tra valigie e traslochi e residence, e il secondo al rientro in Italia, in un’azienda diversa, nel bel mezzo di un’acquisizione con tutto il suo carico di caos che ho scansato con grande piacere, rientrando poi in circostanze leggermente più tranquille. Mi era andata bene in tutti e due i casi: convinta che tanto a dar retta al lavoro un momento giusto non ci sarebbe stato mai, mi sono concessa il lusso di fregarmene (molte altre non riescono mai a farlo). Fortunata, forse incosciente, mi dico oggi, ora che ascolto tante altre storie diverse dalla mia.

E una di quelle storie, quella che più mi ha colpita, è proprio quella di Wonderland: quel beffardo “ma che davvero?” che mi costringe ad interrogarmi continuamente: cosa avrei fatto se fosse capitato a me, a 28 anni? Sì, l’avrei voluto quel bambino, di questo sono abbastanza certa. Ma poi, come me la sarei cavata? Sarei stata abbastanza forte? E quali altre direzioni avrebbe preso tutto il resto?

Le mamme giovani, 20qualcosa, le immaginavo ragazzine romantiche perse nel sogno di una maternità ideale, inebetite dai pucci-pucci-micio-micio, succubi del mito della abnegazione totale. Ora leggo la quotidianità di Wonder mettendomi nei suoi panni, partecipando al suo sgomento, facendo sempre di più il tifo per lei, identificandomi completamente nei suoi flashback, ricordando i miei baby blues e immaginandoli in lei moltiplicati per dieci. Ammiro quella sua testa sveglia e le auguro di formulare chiaramente e poi realizzare tutti i suoi desideri.

Mi rendo conto che in fondo ho concepito VereMamme proprio per quelle come lei, sempre sul filo, per sostenerle, per esortarle a lottare, e mi chiedo se riesco a comunicare efficacemente con loro o se interesso solo le quarantenni come me (sì..ci siamo quasi ormai), che hanno conosciuto già da un po’ le acque tempestose e i tanti scogli della maternità...

Poi leggo tutti i commenti delle sue lettrici con avidità, per capire gli stati d’animo di una generazione di mamme più giovane di me ormai di dieci anni, che si ritrova da lei e cerca supporto nella sua ironia. Certe volte vorrei urlare alle più timide: non cedete! Lottate per voi stesse! Non fatevi riportare indietro di decenni da un modello di maternità che non avete scelto e costruito voi! Non mollate il vostro lavoro o quello che vi piace fare, non tradite voi stesse, non funziona così, avere un figlio non è questo! Altre volte vorrei rispondere alle ottimiste che dicono “vedrai, passerà tutto, tornerà tutto come prima, andrà tutto bene” che ecco, in effetti no, secondo me non è esattamente così. Non si torna mai indietro quando si diventa mamme, si va solo avanti, e per farlo consapevolmente e felicemente, per diventare persone migliori e non un grumo di rancori inespressi occorre lavorare sempre su noi stesse, darci degli obiettivi, fare dei piani, agire, e non basta stare ad aspettare fiduciose che tutto volga al meglio, mettendo tutto in standby e “pensando solo ai bambini”. Scopriremo altrimenti che il prezzo da pagare è altissimo: dimenticarsi di vivere e poi magari infelicitare anche la vita di qualcun altro.

E’ un pessimo paese questo, e un pessimo momento per le neomamme. Vedo tendenze reazionarie, retrograde, che stanno riportando le donne a casa, stanno distorcendo la loro consapevolezza al punto da far passare come “scelte” fatte per il bene dei figli e della famiglia delle vere e proprie violenze psicologiche. Si tratta di farsi sentire, di non arrendersi alla precarietà, di non cedere ai ricatti morali, di lottare per le cose che si amano, lottare perché quei padri che ancora non vedono tutto questo, quelli che prima ti sembrano così progressisti e poi di fronte a un neonato regrediscono al medioevo, lo capiscano, ed anche tutti gli altri. Lottare per maggiori servizi alle famiglie e rifiutare l’idea ridicola tutta italiana che “siccome sei la mamma” è giusto che sia tutto sulle tue spalle.

Pensavo che tra la mia esperienza allo stesso tempo fortunata e disincantata e quella delle tante giovani mamme come Wonder, che oscillano tra la celestialità e i baratri della depressione, ci fosse un abisso, ma la magia dei blog è che mondi apparentemente distanti possono parlarsi, capirsi, e lavorare insieme. Quindi grazie, Wonder, perché ci sei. Anch’io ci sono, per te e per tutte voi, per porci tutte le nostre domande più scomode, dire tutte le cose che le “mamme per bene” non dovrebbero dire, e anche, perchè no, per prenderci un po' in giro.

Per la cronaca, ultimo viaggio in aereo con Pezzetto: il malcapitato passeggero seduto davanti, all’ennesimo scossone, si gira. Senza dargli il tempo di fiatare gli faccio “ I told him to be quiet. Now, what do you want. I cannot kill him.”

-----

p.s. SI, per scrivere tutti questi complimenti l'ho pagata profumatamente...

Condividi

21 commenti:

Anonimo ha detto...

Flavia, sei grande anche tu.
VereMamme è una realizzazione (stavo per scrivere concetto, ma no, è molto più in là!!!) bellissima, capace di attrarre donne molto diverse con un comune sentire, e capace anche di aiutare davvero. Te lo dice che nonostante rientri nel gruppo delle over 30/35 pianificatrici, ha vissuto le maternità come due onde possenti al termine delle quali (mica son finite) la sua vita è stata completamente diversa da quello che era prima... Ho oscillato anch'io, e parecchio, fra la celestialità e i baratri della depressione. E se me ne sento fuori, è anche grazie all'incontro con voi
Grazie!
mariangela

Mammanews ha detto...

Cara Wonder, mi è molto piaciuto questo scambio di riflessioni. Ho commentato su VereMamme.
Un abbraccio
Francesca

barbaraT ha detto...

ti leggo da sempre, non so nemmeno come ci sono finita sul tuo blog.. non ho mai commentato fino ad ora, ma stavolta ne sento proprio il bisogno.
ho letto il tuo post su vere mamme, e mi hai fatto venire le lacrime agli occhi, di solito mi vengono per le risate che mi faccio con i tuoi racconti pieni di humor, ma questa volta è diverso. quella frase mi ha fatto un segno nel cuore come un temperino su una corteccia. non sono pronta, a 37 anni (quasi 38) mi sono sempre ripetuta questa frase come un mantra (non mi sento ancora pronta, non mi sento ancora pronta...) e guarda che sto con lo stesso meragliglioso uomo da quasi 11 anni (quindi, fatti du' conti, ho smesso di rimorchiare figaccioni in palestra prima di te...).. e quella tua frase mi ha aperto gli occhi, davvero... non lo sarai mai pronta... hai ragione, è proprio così.. tutto questo tempo ad aspettare il momento giusto che non esiste, un figlio si fa, e basta...
ti ringrazio cara, oggi ho pensato che un figlio lo voglio veramente, adesso...
un abbraccio,
barbaraT

sakscia ha detto...

Non tutte le mamme si sentono incatenate nel loro ruolo: io ho quasi 30 anni, 2 figli piccoli, un marito molto presente, non lavoro, e se possibile, preferirei starmene a casa ad accudire la mia famiglia. Non ho mai ambito ad una carriera. Ovviamente starsene sempre con i bimbi ha i suoi contro, non è tutto rose e fiori, un po' mi manca l'uscire e vedere delle persona che non siano solo mamme e maestre.

Anche in Italia i servizi alle famiglie ci sono, purtroppo però solo in alcune isole felici.

Wonderland ha detto...

barbaraT... quella commossa adesso sono io ;___: sembro una cinica, ma la verita' e' che ho il cuore tenero. E adesso devi tornare qui a dirmi quando aspetti, eh! :) In bocca al lupo... anzi... in becco alla cicogna.

Sakscia: verissimo. Questo e' solo il mio piccolo punto di vista, ma la maternita' si affronta in tanti modi diversi, ed e' bellissimo che ci siano anche persone che trovano la loro realizzazione nel fare la mamma!

Mammanews: grazie!

VereMamme ha detto...

wow Wonder, hai visto che bello, anche facendo guerrilla maternity o maternity non convenzionale...si ottengono bei risultati!

Anonimo ha detto...

Ecco... io appartengo all'altra fascia e mi riconosco perfettamente nelle caratteristiche che hai elencato, e sono qui ad aggiungere una cosa molto banale, ovvero che ogni medaglia ha i suoi rovesci.
Me la sono divertita (e tanto ^_^) dieci anni buoni in più di te, non so cosa sia un co.co.pro. e tutto mi fila liscio e dritto esattamente come io decido. Ma ho smesso di studiare (ergo di crescere professionalmente, perchè sono già arrivata) e soprattutto ho dieci anni in meno da vivere con quella che ora è la mia bimba, e forse non sarò mai nonna... se lei farà come me. Così, non so se ci avevi mai pensato :-)
un abbraccio
Barbara

Ondaluna ha detto...

"(...) ma la magia dei blog è che mondi apparentemente distanti possono parlarsi, capirsi, e lavorare insieme. Quindi grazie, Wonder, perché ci sei. Anch’io ci sono, per te e per tutte voi, per porci tutte le nostre domande più scomode, dire tutte le cose che le “mamme per bene” non dovrebbero dire, e anche, perchè no, per prenderci un po' in giro."

Ho letto Wonder, emozionandomi, mi emoziono anche nel trovare le parole di Flavia. Due blog che ho scoperto quasi contemporaneamente, e che mi hanno fatto credere di non essere impazzita (solo perché pensavo le stesse cose che ho trovato scritte qui) ma di essere solo una del gruppo.
Io ci credo.
Sì, ci credo a quello che sostenete, che l'unione fa la forza, e che un picoclo contribto può essere un grande sostegno per qualcuno.
La mia mente progetta qualcosa di più grande: un progetto lavorativo, che possa portare nella realtà di tutti i giorni uno spazio che dia voce a chi tra le mamme non riesce a dire ciò che sente ("quello che non si dice", per intenderci). Non so se ci riuscirò, ma di certo ci proverò.


Detto questo, cara Wonder, oggi mi prende proprio male: pensavo che certi dolori mestruali potessero essere acantonati (almeno questo) ed invece oggi mi ritrovo piegata in due dal dolore a chidermi se quelo che sento è normale e se ci faccio la figura da scema a chiamare il ginecologo per dirgli che mi sento tornata un'adolescente ai primi cicli.
Tristezza :(

VereMamme ha detto...

Ondaluna, io se sento parlare di progetti, soprattutto uno come quello che hai in mente tu, mi butto subito!
appena passano i maledetti doloretti, se hai voglia di raccontarcelo e se possiamo essere di aiuto in qualche modo, mandaci più dettagli :)

Anonimo ha detto...

Ciao!anchio ho 28 anni e una bimba di pochi mesi...a me non sembra così presto per diventare mamme ormai siamo donne di quasi 30 anni!negli altri paesi si diventa mamme prima!io non ho quasi nessuno che mi aiuta e il mio ragazzo è sempre via per lavoro però sono lo stesso felicissima di esere mamma e non rimpiango niente

Biancaneve ha detto...

cara wonder...ti leggo spesso ed è come se t conoscessi un po!..leggendo i tuoi non solo sorrido,ma spesso mi rivendo,anzi... è come "la sorella più grande" mi avvisasse di quali sensazioni possono scaturire giorno dopo giorno durante la crescita CON UN FIGLIO!eh si xkè il nostro ruolo di giovani(ogiovanissime come me) madri non è solo di crescere i NOSTRI FIGLI,ma CON i nostri figli!leggendo di te sono riuscita ad ammettere a me stessa,che nonostante sia STRAFELICE di avere questa bimba,alle volte è proprio dura,e non bisogna avere vergogna nel dirlo! noi amiamo i nostri figli...ed io sicurissimante la rifarei ....anche se..quello che t puoi immaginare è sempre diverso da quella che poi è realtà!
un bacio

BlueEyes ha detto...

Ciao Wonder e Flavia, grazie per i bellissimi contributi!
IO sono un po' a metà strada tra voi, anche anagraficamente, anche se 30 anni (anzi a giugno 31) non sono poi così lontani da 28.... effettivamente l'età c'è, non siamo poi così giovani, anche se si sa qualè l'età in cui si inizia davvero a lavorare qui da noi....
io il mio bambino l'ho cercato e voluto, sono felice di questa scelta, anche se a volte è dura... sarà che non sono contenta del mio lavoro e ormai mi sono un po rassegnata, non mi interessa fare carriera, anche perchè quello che volevo fare in ambito universitario e per il quale ho studiato l'ho accantonato per vari motivi.... quindi questa pausa dal lavoro non mi pesa e non sento di aver rinunciato a granchè con questo figlio, anche perch ho amici che iniziano a mettersi anche loro su questa strada. certo che quando rivedo gli amici senza bambini inizio già a sentirmi abbastanza fuori dal mondo rispetto a loro.
Comunque forza mamme l'unione fa la forza! W Internet!
Baci
Francesca

Wonderland ha detto...

Grazie a tutte!
Barbara:hai ragione, non ci avevo pensato:)
Ondaluna:racconta, racconta! Se posso aiutarti lo faccio volentieri e comunque sono sempre alla ricerca di nuove avventure in cui buttarmi (come se non mi bastasse questa! ahaha).
Biancaneve/Kikki: ..ti ammiro molto sai???:)
Francesca:grazie!seondo me la tua e'l'eta' ideale, anche se per mia stessa ammissione "non esiste"...

Ondaluna ha detto...

Wonder, ho scritto qualcosa sul tuo post del 24 novembre "cose che non si dicono". Ti terrò aggiornata su quello che mi verrà in mente, ma dammi il tempo di PARTORIRE (in questo caso mi rifervo alle idee, non a Panza! ahahaha!)
Lunedì ho la prossima ecografia: chissà se si vedrà il sesso.
Buon sabato.

Wonderland ha detto...

In bocca al lupo, facci sapere se nano o nana :)
Non trovo il tuo commento... e non riesco a vedere il tuo blog..come mai? In caso scrivimi.

Anonimo ha detto...

Ciao: che emozione veramente! Incredibile come un mondo quasi "nascosto" possa diventare il tuo pane quotidiano: leggo i vostri blog con avidità e sentendomi parte di un qualcosa di bello ed importante. Una comunità, dunque, fatta di donne che comprendono e condividono.Che regalo prezioso, grazie! Abbracci, Letizia

Wonderland ha detto...

Letizia... grazie A TE.
Sono i vostri commenti e il vostro supporto che mi fanno venire voglia di condividere, raccontare, sfogarmi, prendermi in giro, mettermi in gioco.
Spero che in qualche modo questo possa essere utile e che magari da questo possano nascere amicizie virtuali e reti di mamme :)

mara ha detto...

ecco qui per una volta forse seria o forse no non sono capace o più probabilmente l unico modo che conosco per reagire a tutto è l'ironia....vorrei poter esprimere il concetto con poche parole cosa a me un po difficile non ho il dono della sintesi e tendo ad essere un po prolissa...cmq sono rimasta incinta che avevo compiuto 24 anni da tre mesi...ero terrorrizzata e mi sentivo stupida e un po solo...e oggi davvero voglio dirti grazie wonder a prescindere da tutto tu...tra cazzate e verità...sei stata il mio aiuto più grande nei momenti di sconforto...non so come mai... si passa una vita a cercare di essere unici ma in queste situazione trovare gente così simile a te ti fa sentire a casa...risalendo le righe di ogni tuo intervento mi sentivo meno pazza meno mostro..sensazione di inadeguatezza paura di non essere pronta avere ancora così tante cose da fare così tanta voglia di essere libera di poter vivere quest amore che è stato così forte e così immediato ancora un po da soli..sentire dentro che avresti voluto dare di più a questa storia più pazzia più viaggi più leggerezza che ti contraddistingue...e invece è arrivata lei tra capo e collo pensavi che avresti abortito tu cinica non hai mai pensato davanti ai mille test di gravidanza negativi che hai fatto nel corso della tua vita che forse alla fine non te la saresti sentita..forse che fa la differenza a tutto è lui (probabilmente se fossi rimasta incinta di quella aborto umano di alesso la scelta sarebbe stata diversa)...la prima volta che sono entrata nel tuo blog mi è venuto da ridere più leggevo più ti capivo più mi sembrava di conoscerti da una vita...forse da qualche mio commento l avrai intuito...una cosa ti invidio molto la tua costanza e la tua volontà...nel corso di quest esperienza avrei potuto scrivere un milione di cose...ma mi è mancata la voglia..cmq in realtà centra poco con il post...è solo che leggendo quello che hai scritto mi sono sentita in dovere dopo mesi di dirti grazie...è stato meno strano più naturale ed estremamente diverso da come me lo sarei mai immaginato e anche grazie a te...la verità è che non lo sai mai ne a 20 ne a 40 come reagirai è una cosa troppo grande e complicata per essere in grado di saperlo prima....la cosa bella di questi blog anche se molti non mi appartengono...e non sentirsi mai sole...prima non capivo adesso mi rendo che la maternità per essere supportata e sopportata ha bisogno di essere condivisa capita imitata e tendezialmente più simile possibile alle altre..era una cos difficile da capire per me..direi che il concetto l ho espresso in più righe di quelle che avrei voluto e non troppo bene siccome pupetta rompe...cmq grazie wonder sei stata fondamentale...e grazie a tutte le mamme che hanno la possibilità di ritrovarsi nelle righe di qualcun altra e di sentirsi meglio l età non conta

mara o maretta


però sinceramente avrei preferito farla dopo i 35...e che cazzo

Wonderland ha detto...

Grazie Mara! Sono davvero senza parole... Che bel commento, mi fa davvero tanto piacere.
E' un peccato non abitare vicino a te e a tutte le mamme stupende che questo blog mi da modo di conoscere virtualmente...

mara ha detto...

è un attimo..un istante...un momento e sei suo..anche tu cinica stronza..ragazzina viziata..egoista ed egocentrica....oggi...oggi devi farla passare davanti...oggi impari a camminare in silenzio dietro di lei..pronta a prenderla se cadrà...oggi impari ad amare incondizionatamente..perchè lei dorme...e si fida di te..inconsapevole...piccola...lei ha... Visualizza altro.. incredibilmente bisogno di te...è un attimo e la riconosci parte di te parte di quell'amore incredibile incosciente indissolubile che siamo noi...è un nuovo odore che diventa casa..dei rumori dei suoni...che divantano quotidiani...e siamo noi..noi...che assomigliamo così tanto ad una famiglia vera da farmi quasi ridere..ma forse mi fa piangere..credo mi faccia semplicemente felice...

Bella mà ha detto...

Incredibile, ho letto la prima volta Flavia e poi da Flavia ho scoperto Wonder, adesso da Wonder di nuovo leggo Flavia! L'unica cosa che posso dire da mamma a settimane 45 enne , anzi da "bella Mà" come mi urla la figlia adolescente, è che sono esattamente come voi! Mi diverto da morire a leggervi ma l'unica cosa che trovo diversa dai miei 30 anni da primipera attempata di allora è nel fatto che non avevo il tempo di pensare alla mia condizione di madre, ne di guardarmi da fuori e capire a quale stereotipo potessi appartenere. Ero una stakonivista dell'allattamento (per questo infilzare il ciuccio se sgarrava l'orario ed evitare che da orologio svizzero diventasse partenopeo era un dovere), sempre affaticata e felice, ma non ho mai mai avuto il tempo di rendermi conto del mio modo di essere mamma (tra l'altro una mamma rimast sola al 6° mese!). Che invidia essere felici o disperate ma consapevoli di quello che ti sta accadendo e di riuscire anche a comunicarlo al mondo intero prima durante e dopo!! Questa si che è una grande opportunità che hanno le mamme di oggi ..io il mio primo cellulare l'ho visto a 30 anni e pesava mezzo chilo! A prestissimo....

Blog Widget by LinkWithin