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giovedì 16 aprile 2009

Addiopatica

Gli addii mi hanno sempre creato un sacco di problemi.

Quando ho dovuto dire addio alla mia amichetta delle elementari che se ne tornava in Korea ho rifiutato di lasciarle un mio ricordo. Voleva BebiMia nuova fiammante. "Col cavolo" ho detto io. "Stronza" ha risposto la koreana, sfoderando un'insospettabile padronanza della lingua. Ed ecco che come primo addio non è andata molto bene.

Quando ho dovuto dire addio a un ex, amato di quell'amore follemente idiota che puoi provare solo a 19 anni, ho pianto così tanto che ho avuto le convulsioni e tra le lacrime non sono riuscita a dire un'emerita mazza di senso compiuto. Ho rimpianto quel momento per anni.

Quando ho dovuto dire addio al mio gatto, morto letteralmente stecchito di crepacuore, ho deciso di fare la coraggiosa e dare l'ultimo saluto alla povera Grey. Ho fermato mio padre e gli ho detto: "lasciamela tenere un'ultima volta". "Guarda che ti impressioni" ha ribattuto. "No papà, io sarò forte per questa gattina che è stata la mia compagna di avventure e con cui ho condiviiiiiiIIIH oddio è tutta rigida, riprendila, riprendila! Riprendila!" e l'ho lanciata.

Ecco.
No. Non sono mai stata brava negli addii. Anzi. Li detesto.
Sono addiopatica.

Mi riempiono di tristezza, inadeguatezza, insicurezza, pessimismo e fastidio.

E adesso sono qui che sto facendo gli scatoloni perchè, si, trasloco.
Dico finalmente addio a questa casa con quattro piani di scale senza ascensore e nessuna stanza nanica.
Dico addio alla luce del giorno che finisce alle 14 e ai vicini sputacchioni.
Dico addio a lasciare il passeggino in macchina perchè pesa troppo per issarlo su.
Dico addio ai 40 minuti di macchina per lasciare Viola a mia madre qualche ora.

Però.
Questa casa è stata il nido dove io e lui abbiamo iniziato a conoscerci e poi a vivere insieme.
Questa casa è aperitivi a base di Spritz amatoriale e olive verdi sdraiati sul tappeto peloso.
Questa casa è cenette cucinate con cura andando a fare la spesa insieme.
Questa casa è il mazzo di chiavi che mi ha regalato dopo pochi mesi.
Questa casa è la frittata alle zucchine che ho cucinato la prima volta che l'ho accolto di ritorno da un viaggio.
Questa casa è il divano che odio, ma dove stiamo sempre la sera.
Questa casa è "scarichiamoci tutto Heroes e vediamocelo a palla".
Questa casa è il bagno nella vasca con le candele profumate e il vino rosso.
Questa casa è il vaso di fiori rosso fuoco che ho comprato io per darle una nota di colore forte.
Questa casa è noi.
E' chi eravamo.

E' quei due ragazzi giovani che tornavano continuamente da viaggi e weekend, sempre coi trolley all'ingresso, che lavorano tutti e due e litigano per il bagno, che tornano alla stessa ora e si fanno l'aperitivo in piazza, che sognano di andare all'estero, che escono tutte le sere, che stanno sempre col bicchiere in mano.

Questa casa è tutto quello che non vorrei lasciarmi alle spalle.

Per questo è così maledettamente brutto dirle addio.

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39 commenti:

Lalaura ha detto...

sai wonder, anche io e mr Issimo tra 25 giorni traslochiamo.
Finalmente, perchè odiamo questa città.
Però... un po' di magone c'è.
E allora auguro a te quello che auguro a me: di ritrovare un po' di romanticismo, di vita di coppia, di te gnocca e in tiro, di lavoro soddisfacente, di valigie, viaggi, incontri e scambi.
Perchè una donna felice e soddisfatta, due genitori innamorati, sono quello che le nostre bimbe meritano.

ps: se aggiungo alla lista una notte di quelle come si deve proprio in "quel" senso, fa brutto? no perchè a me manca.

Lalaura ha detto...

ps: son qua che piango pensando "a quella volta che".
che nostalgia, posso dire anche questo anche se fa brutto?

Tinky81 ha detto...

se lasci la casa non significa che lasci anche i ricordi... quelli li porterai sempre con te ovunque andrai.. e pensa che nel posto nuovo dove starai di ricordi se ne creeranno altri fantastici e meravigliosi che dividerete anche con Viola..
quando si chiude una porta, si apre un portone ricorda...

p.s comunque BebiMia hai fatto troppo bene a tenertela!te lo immagini che trauma per lei trasferirsi in Korea!?!?
sarah

Panzallaria ha detto...

mi hai commossa e fatta ridere, tutte e due insieme

bellissimo post
davvero

tanto ai ricordi, a quelli, non si dice mai addio

un abbraccio solidale
panz

Pura ha detto...

Sono sempre stata come te.
Ho un fottuto terrore dell'abbandono da quando ero piccola.
Eppure nessuno mi ha mai abbandonato, se non per cause di forza maggiore, tipo... la.
Il bello è che questa paura di essere abbandonata si traduce nell'impossibilità di abbandonare io qualsivoglia cosa o persona.
Di abbandonarla davvero.
Sarà una coseguenza del mio peregrinare durante l'infanzia.
Del fatto che in cinque anni ho cambiato due volte città, cinque volte scuola, due volte scuola di danza e tre volte e mezza (se si considera anche un residence dove ho vissuto qualche tempo) casa.
Odio fare i bagagli.
Perfino per andare e tornare dalle vacanze.
Perché una valigia è un commiato, più o meno definitivo.
Per me questo è un problema grosso.
E anche la causa del mio ossessivo collezionare immondizia dal profondo valore emotivo (tengo tutto, da ragazzina nascondevo le tazzine di caffè sporche quando chi ci aveva bevuo era qualcuno che contava per me e anche oggi non sono da meglio: ho tenuto i test di gravidanza sporchi di pipì, i numerini delle visite in ospedale, il fazzoletto di carta del cornetto che Luca mi ha portato dopo uno dei prelievi. Ho faticato persino a buttare i copriscarpe indossati da Luca in sala parto quando è nata Misia).
Ti capisco molto bene, quindi.
Questo post mette un grandissimo dito in una delle mie peggiori piaghe.
Vorrei essere come mia madre che butta senza rimpanto, che si reinventa e dice che i ricordi sono dentro di noi, non nelle cose che conserviamo.
Ma sono fatta di un'altra pasta.
Per me un trasloco è materiale prezioso per la psicoterapia.

Ad un nuovo inizio, Wonder.
Che porti ricordi preziosi a tutti e tre.
La vostra prima casa da famiglia.
Cin.

Rita ha detto...

Io sono rimasta legata ad entrambe le case che abbiamo vissuto prima di questa, erano delle mezze catapecchie, ma quello che mi porto nel cuore è quello che hanno rappresentato e tutto quello che abbiamo vissuto tra quelle mura.
E ogni volta che mi capita di ripassare in quella via, guardo sempre con un po' di malinconia e affetto quel terrazzino....

Saetta ha detto...

;-(
Ecco... io son sensibile a queste cose... :-(
Ho lavorato per anni stagionale al mare. Dormivo là in camere stipate di gente, gente che molto spesso non amavo alla follia. Con la puzza di muffa e nemmeno uno spiraglio di luce perchè, si sa, il personale non ha bisogno delle finestre in camera.

Eppure... tutte le volte che la stagione finiva e dovevo abbandonare quei luoghi... mi si stringeva il cuore. Non sai quanti pianti... :-(

1982clara ha detto...

CIAO WONDER sai che il tuo post mi ha fatto piangere...mi son venuti in mente i momenti del mio trasloco quest'estate con un pancione di otto mesi!e tutto quello che ho lasciato alla mia minuscola vecchia casa...

Ylenia ha detto...

Ho sempre voluto BebiMia!!
Ma non ho mai detto "stronza" a nessuno..
Questo post è meraviglioso.
Davvero.
:)

Lara ha detto...

Ma, non è possibile... mi sono commossa... Certo che le gravidanze giocano brutti scherzi... Diventiamo tutte "lacrimefacili"!!!!
Lara

2Gemelle ha detto...

partire è un pò morire... però se lo fate son certo che è per andare a star meglio.
Anche noi vorremmo cambiar casa e quando pensiamo a lasciarla... ci sentiamo un pò morir dentro, perchè qui siamo legati a tanti, bellissimi, unici ricordi. Indimenticabili.
Auguri!!!

Gloglo ha detto...

E' quasi un anno che ho traslocato. Ho ancora scatoloni in corridoio, mancano i lampadari e stiamo dormendo stile futon in attesa di un grande progetto per la camera da letto. Ma la vecchia casa non mi manca. Forse perchè in sei anni non sono mai riuscita a farla diventare la nostra casa, nonostante il nanetto ci sia nato e cresciuto e abbia cucinato con amore ecc, ecc. A volte dire addio permette di aprirsi a un nuovo, meraviglioso mondo. spero sia così per voi.
In bocca al lupo

MammaNews ha detto...

il primo nido non si scorda mai. il mio era bellssimo, romantico, bucolico e pieno di sole e se ci ripenso mi sale un magone... ma da ora in poi le cose hanno un altro sapore e vanno gustate lo stesso. e poi voi siete sempre voi anche con una polpetta vicino e una casa più a misura di famiglia. Auguri per questo nuovo inzio!

Silvia gc ha detto...

Caspita... mi sono un po' commossa anche io...
Qui non è solo una questione di addii... qui è questione di epoche che finiscono, di strade che si biforcano e tu ne suoi imboccare solo una, di scelte, insomma una questione di crescere... E non c'è epoca della vita in cui questa storia del crescere non sia pesante come un macigno ed elettrizzante come il primo giro su una moto nuova.
Auguri per la nuova avventura, per i prossimi ricordi da costruire nella casa nuova, per la memoria che conserverai di tutto ciò che è stato. Auguri a voi tre, che prima eravate due... e questa è la vera differenza.

regina87 ha detto...

Ma sai che ti capisco!!!? Anche a me è pianto il cuore quando abbiamo lasciato il nostro vecchio bilocale! Certo lo lasciavamo per una casa più bella e spaziosa, tutta nostra, con il giardino......ma quel bilocale è pieno di nostri ricordi....tutto è cominciato lì!!!
E fra qualche mese diremo addio (bè, sarà sempre nostra ma la affittiamo) anche a questa....sigh!!!
eh si...ti capisco!!!

ps. l'immagine del tuo gatto che vola a mo di superman mi accompagnerà per tutta la serata!!!

Anonimo ha detto...

Wonder mi hai fatto commuovere.
Anche io ho dei seri problemi nei riguardi degli addii, dei traslochi e di tutto quanto rappresenti un cambiamento in genere.
Quando un anno e mezzo fa ho dovuto lasciare la mia Roma e con lei tutta una serie di persone, cose, case, ricordi, fatti, una fetta di vita - e pure parecchio consistente - credevo di morire. Infatti sono un pò come morta ma poi si rinasce e si ricostruisce anche. Cose nuove, persone nuove, case nuove... con nel bagaglio un vissuto fatto di ricordi tutti nostri che portiamo sempre dentro e che ci lasciano una nostalgia "buona".
:-)

Alessandra & Rospo

Anonimo ha detto...

è il primo post non a base di polpetta... :-)
ciao b.

girl68 ha detto...

beh dai la prossima sarà la casa polpetta vuoi mettere....
a dire il vero anch'io sogno spesso la mia primissima casa che ho lasciato quando avevo 15 anni.

alice ha detto...

Gli addii non sono i momenti del distacco ma le cose che di quella persona o di quel luogo ci portiamo dentro. Quella sarà sempre la vostra casa proprio perché non ci vivrete più, altrimenti sarebbe stata "quella casa troppo piccola dove sì prendevamo l'aperitivo sul divano ma non sapevamo mai dove mettere Polpetta". Resterà la casa di chi eravate per sempre!

marti ha detto...

Sei grande, perchè riesci sempre a raccontare tutto con profondità e insieme leggerezza, perchè in quello che scrivi mi ci ritrovo sempre, anche se ancora una bimba non ce l'ho ma la vorrei prima o poi e tu fai credere che sia tutto così "semplicemente" possibile. Ho divorato il tuo blog partendo dall'inizio quando ti ho scoperta. Grazie!! E anche buon trasloco!

Tatti ha detto...

"sorridi perchè è accaduto, non piangere perchè è finito"...questo ho imparato nel corso della mia vita.....hai la fortuna di aver trascorso un periodo meraviglioso nel momento in cui da "ragazzi" vi siete trasformati in "adulti"...bene....è un'ottima premessa per una gran bella continuazione nell'avventura di genitori, di coppia, di una donna e di un uomo che maturano e crescono.....alle spalle ti lascerai solo la "house"...non la "home"...quella sarà con te per sempre...perchè siete tu, lui, e lei....
Un abbraccio e un occhiolino
Tatti

Panzottina83 ha detto...

Capito per caso nel tuo blog (permesso) e mi succede di ritrovarmi, in tante cose, già nel primo topic che leggo.
Sono addiopatica anch'io. E anch'io sono (quasi) prossima ad un trasloco che adesso non vedo l'ora di fare per una serie di ottime ragioni pratiche... ma che so già che mi causerà un gran magone quando arriverà il momento di lasciare questa casa dove "siamo iniziati noi".
Mi scappa già la lacrimuccia a pensarci.

manu ha detto...

eh... quasi quasi dispiace pure a me che la lasciate questa casa non nanopredisposta

ecco arriva il magone.. mannaggia ai post belli come questo!
http://vyrtuosa.giovani.it/

Anonimo ha detto...

Ciao WOnder, per prima cosa il tuo blog è speciale ed allegro.
Per quanto mi riguarda anche io porto nel cuore una casa così... che ho lasciato quando il mio bimbo aveva 2 mesi perchè era piccola e senza "stanza da nano". Sai cosa faccio quelle volte in cui non riesco a dormire, sono stressata o triste? Chiudo gli occhi e ripenso intensamente a quella stanza da letto, all'odore del letto e quello che veniva da fuori... al colore delle pareti, alla brezza ed ai raggi di sole che entravano dalla finestra. Immagino di trovarmi ancora lì... e nel 99% dei casi l'ansia sparisce e mi addormento di botto. (resta sempre l'1% in cui mi vengono le lacrime.. ma la statistica serve anche a questo ;-) !!! in bocca al lupo per il trasloco!!! ciao Christine

Maddalena ha detto...

è bella la descrizione che fai di te, di voi, prima della nascita di Viola. immagino che il trucco stia tutto nel pensare che la sua presenza non vi ha tolto nulla, ma ha invece arricchito la vostra vita con qualcosa di grande in più. spero di riuscire anche io a vederla così, quando e se avrò un bimbo - cosa che ora mi terrorizza.

sembri una persona che ha vissuto in pieno la sua vita finora e che è stata capace di afferrare tutto il bello che poteva dargli, e bella è la vostra storia. quello che ci si lascia alle spalle lo si conosce e lo si ama, il futuro ancora no ed è per questo che fa paura e che gli addii sono così malinconici e difficili. ma se fai due più due, quello che hai ottenuto in passato è stato anche per gran parte merito tuo, e questa è un'ottima premessa per un futuro altrettanto luminoso =)

buon trasloco! io finora non ne ho mai mai fatti, ma mi dicono sia qualcosa di massacrante...però dai, vai a stare in un posto nuovo pronto da riempire di ricordi e di presente =)

Sarah ha detto...

Ciao Wonder
sapessi quanti traslochi ho dovuto affrontare io...come ti capisco! Ma con le tue parole riesci sempre a trasmetterci quelle emozioni che a volte ci teniamo dentro e non sappiamo tirare fuori. A 16 anni mia madre mi ha portato via da mio padre (figlia di separati!).Dalla mia dolce Emilia sono approdata in Liguria. Mi ricordo come fosse ieri quel pomeriggio prima di partire: seduti sul divano, davanti alla televisione senza dire una parola. Così in un pomeriggio ho dovuto dire addio a lui, al fidanzatino, a tutti i miei amici e le mie migliori amiche! A 23 anni sono andata a convivere, altro trasloco. Dopo un anno abbiamo cambiato casa, il nostro nido, il posto in cui abbiamo cercato la nostra piccola Beatrice. Ma nella nuova casa siamo scappati dopo 2 soli mesi perchè era invivibile! Quindi per il 4° trasloco siamo tornati dai miei. Anche perchè io ero incinta e non avevo voglia di cercare casa in fretta e furia. Finalmente dopo 6 mesi trovammo una casetta in affitto. Indipendente, su 2 piani, in campagna e con tanto giardino intorno, come l'avevamo sempre sognata. Mia figlia è cresciuta lì e quando questo Dicembre abbiamo dovuto lasciarla, è stato...be lo sai come è stato! Ora abbiamo comprato un rustico, indipendente sempre in campagna, ma è completamente da rifare, così "momentaneamente" siamo tornati dai miei un'altra volta. Di questi tempi è duro tirare fuori affitto e mutuo e meno male che qui da mia madre c'è posto! Siamo in attesa del 7° trasloco e a dirti la verità non vedo l'ora, perchè a certo punto della tua vita hai voglia di stare con la tua famiglia, voglio vivere le mie figlie e il mio compagno in libertà. Ho bisogno di ritrovare quel quotidiano che ci eravamo creati. Chissà, magari tra un anno o due! Nel frattempo ti faccio imbocca al lupo per il tuo di trasloco. Credo lo si possa paragonare ad una ceretta: fa male quando la fai, ma poi è tutto più bello! Baci
Sarah

ZiaManu ha detto...

io, dall'alto dei miei 11 traslochi in 32 anni, ti posso dire che ci si abitua subito.
E non pensare che tutte le cose fatte in quella casa non torneranno mai più. Torneranno in altra forma, torneranno riviste e corrette. Torneranno ancor più belle...con un sapore di Polpetta che adorerai!!!!

Zia Manu

Letizia ha detto...

...che siano nuove cenette, aperitivi da "grandi" e grandi risate con la polpetta...e quel misto di rimessa in questione di identità che un trasloco può provocare. In bocca al lupo!

Trilly ha detto...

post meraviglioso, mi hai fatto sentire quella fitta dolorosissima e dolcissima, che si chiama malinconia... per quante pagine si voltino non dobbiamo strapparne mai nessuna!
un abbraccio

Anonimo ha detto...

Oddio come ti capisco.....lo stesso è stato per me e quello che ora è mio marito quando abbiamo lasciato la prima nostra casa, piena di difetti, di quando eravamo spensierati e dove è iniziata la nostra storia. All'inizio ritenevo impossibile abbandonarla. Ma poi piano piano capisci che vai semplicemente avanti,e avrai una casa che amerai altrettanto e che rappresenterà un'altra fase della tua vita, magari altrettanto meravigliosa anche se diversa.

Lily
www.pupina.splinder.com

mara ha detto...

vorrei tanto parlare di te vorrei tanto fare un post per una volta tutto tuo...pieno di consigli...ma ogni volta che leggo pezzi della tua vita inevitabilemente mi riportano alla mia....e non riesco a non pensare a casa sua...quella casa che ci ha nascosto amato fatto litigare follemente...ci ha fatto spruzzare con una cassa di birra vecchia...fatto fare l amore ovunque...l amore lento...e quello violento...quel materasso buttato in sala...in cui abbiamo passato interi week and senza muoverci...film cibo e sesso cibo sesso e film...solo noi...completi...l odore di quella sua casa..che in 5 anni era ancora tutta da finire...sono dovuta arrivare io per dirgli che un lavandino dove non entrano i piatti e senza miscelatore non era comodo...quei 5 piani a piedi che mi uccidevano...non mi dimenticherò mai di quell odore di lui...ci vedevamo solo nei week and ed entrare li dentro ogni volta mi lasciava senza fiato...la mia nana in quella casa non ci è mai stata...volevo tanto una cameretta meravigliosa..e gli ho fatto davvero la camera più bella che abbia mai visto...ma quella casa...dio...ci sono tornata un mese fa non la vedevo da quando sono rimasta incinta...ci è andata a vivere sua madre...forse sarebbe stato meno doloroso non vederla più..era così nostra...l ha rifatta tutta..ha messo porte cambiato colore cambiato sapore...cambiato quel lavandino tanto scomodo in cui ho rotto un milione di piatti e con cui mi sono scottata mille volte..un altro odore...appena sono entrata...ho capito che noi non c eravamo più..svegliarsi all una di domenica e andare a fare colazione col sole...le nostri notti passate a bere e baciarci sul tetto..dio quel tetto dove ho rischiato di morire mille volte...ma al tramonto era davvero una scena da film...scusa wonder scusami come al solito parlo di me e non di te...ma so che un sacco di persone più in grado di me ti daranno consigli...io mi metto semplicemente affianco a te..e ti dico semplicemente che...lo so!!!

wwm ha detto...

un dolcissimo post.
e...lo dice una che trasloca di continuo. che si trasferisce da un paese all'altro, da una città all'altra giusto giusto appena si riesce ad adattare.
tieniti stretta i ricordi che porti dentro. le foto. i piccoli oggetti...
e in bocca al lupo per la nuova casa!

Wonderland ha detto...

Mara... che bel racconto anche il tuo. Sinceramente m'è presa ancora più male a leggerti ma... è bello sapere che qualcuno sa ESATTAMENTE a cosa mi riferisco... così come tutte le altre commentatrici/traslocatrici...
Grazie a tutte.

Renata ha detto...

Bellissimo il tuo post e quello di Mara. Traslocare è sempre lasciare qualcosa di noi...il nostro primo bilocale di 40 metri quadri balcone compreso...
Renata

TuttoDoppio ha detto...

Dopo aver cambiato 4 case delle quali 2 vissute da single, posso comprendere lo stato d'animo... e anche la minacciosa prospettiva che la nuova casa non ti possa a offrire le stesse emozioni.

ma si fa presto ad affezionarsi anche alla nuova casa, mentre i ricord della vecchia restano indelebili.

Elisa Stocco ha detto...

Io ho lasciato a febbraio la mia adorata casa in affitto a Verona a 100 metri dall'Arena. La casa in cui è nata la bambina, luminosissima in un elegante palazzo del '700.
Ho pianto tanto, tantissimo, mi sembrava un tragedia...adesso sono in Spagna in un'altra casetta e stiamo tutti 3 divinamente.
I cambiamenti sono difficili, ma a volte si cambia in meglio.

Nanà ha detto...

Ciao addiopatica Wonderland,
ho letto il tuo post e volevo solo dirti: bello. Hai scritto delle cose così "vere", e le hai scritte così bene, che mi è sembrato di sfogliare un album di fotografie...della tua vita, ma forse anche della mia...grazie.
Conosci questa canzone?
...So many faces in and out of my life
Some will last
Some will just be now and then
Life is a series of hellos and goodbyes
I'm afraid it's time for goodbye again...
("Say goodbye to Hollywood", Billy Joel)

Beh...ciao :-)

Lucy van Pelt ha detto...

A parte che il neologismo addiopatica è magnifico e lo adotterò nella mia professione.. Ma quante cose vere hai scritto, che dolcezza in questo post. Solo che ora posto un commento due anni e mezzo dopo quel trasloco, e chissà quante emozioni hai attraversato e che ricordo hai di quella casetta...

widepeak ha detto...

accidenti, ce l'avevamo anche noi una casetta così. ma dirle addio, sai, è stato più facile di quanto non pensassi, e oggi non la rimpiango più...però, però, mi hai fatto piangere lo stesso a ripensarla, a ripensare quei noi due come voi(anche se, diciamocelo, in questi giorni basta un niente) un abbraccio, amica

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