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giovedì 9 luglio 2009

Essere tutto.

Leggo questo e rifletto.
Lei mi piace, riesce a scrivere cose dolci ma anche pesanti come macigni con una leggerezza agrodolce invidiabile.
Questa volta prendo in prestito il suo pensiero come spunto per andare oltre.
O almeno, per credere che andare oltre sia possibile.

Non nego che, quando sono rimasta incinta, erano pensieri simili a quello che mi facevano aver voglia soltanto di scappare via da qualsiasi decisione.
Quella nostalgia metallica tra i denti, quel "mai più", la sensazione di donare l'indipendenza per una gabbietta familiare soffocante. Lo stereotipo secondo cui diventare mamma non era soltanto rinunciare a quella leggerezza di vivere, alla spensieratezza, ma era anche perdere una femminilità che sembrava indissolubilmente legata a quello che puoi permetterti di fare, al tempo che puoi regalarti, alle scelte senza interferenze, all'egoismo sfrenato.
Perchè io ero così, sguazzavo in un edonismo infantile finalmente consapevole, che credevo non avrei scambiato con nulla al mondo.

Poi ho scelto. Poi è arrivata Viola.

E sai cosa c'è.

Che cazzo, passati i primi mesi sono tornata alle gambe liscie e ai completini col pizzo.
Quando posso, all'aperitivo con le amiche, ad una mezza giornata di shopping, alla cenetta con lui.
Permetto ancora alla mia mente quei progetti impossibili ancora mai realizzati.
Voglio leggerezza. La voglio al mattino dopo una notte insonne, quando mi metto a ballare insieme a lei.
La voglio la sera, quando ci prendiamo un aperitivo (spritz e olive per me, succo di pera e pane per lei).
E a volte è tutta una finzione, a volte è semplicemente pretendere di avere ancora tutto, ma più spesso è una leggerezza diversa da quella di prima, più bella, più completa.
E so che le cose miglioreranno, che questo è solo l'inizio.

E se ho iniziato a scrivere qui è anche perchè cercavo una risposta, o forse una smentita.
Volevo provare a me stessa che diventare mamma senza per forza lasciar andare la parte migliore di se stesse è possibile.
Non so ancora se ho ragione o torto.
Vorrei che fosse finita l'epoca della mamma che guarda il gruppo di ragazze chiassose e divertenti con una punta di nostalgia.
Vorrei che la mamma fosse semplicemente una di loro.
Che magari non farà le 4 di notte, che il giorno dopo non andrà alla Spa ma al parco, ma da fuori nessuno lo direbbe mai.

Ecco.
Voglio credere, vorrei anche dimostrare prima o poi, che sia possibile essere entrambe le cose.

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65 commenti:

MammaNews ha detto...

Brava Wonder! Che belle belle parole.
Hai fatto (abbiamo fatto, tutte noi giovani donne piene di curiosità, interessi e voglia di vivere nonsolodamamme) un percorso straordinario. E certo: possiamo essere entrambe le cose e possiamo dimostrarlo. senza forzature. Con naturalezza e con spontaneità.

Anonimo ha detto...

Ciao WOnder, è sì possibile essere entrambe le cose specie se - come te - hai il vantaggio di essere giovane... Però, nel cose meravigliose che un figlio/a ti dona ed anche nella sensazione di catena che hai... niente sarà mai più come prima. Ti potrà anche capitare di ubriacarti, di tornare alle 5 con la complicità della nonna, di fare shopping ogni tanto SOLO per te.. ma sarà sempre uno "stordimento" di passaggio. Alla fine, la cosa più importante è che i + sono decisamente più numerosi dei - ... e che effettivamente, non ci sarà gioia più grande al mondo per te di un sorriso di tua figlia... e questo non si può comprare! In bocca al lupo, Christine

Rottenmeier ha detto...

Wonder, sei la numero uno! Sono stufa di mamme lagnose, sfatte e sciatte, che semplicemente mettono da parte il loro essere 'essere umano' per far spazio al nuovo essere umano che hanno messo al mondo! Ma dico!! Valiamo forse meno dei nostri figli ? io non credo!

E pensa che non avevo neanche letto il tuo post prima di inserire il mio commento da Elasti!

Bene, sono contenta che tu esista!!

E se poi vorrai vedere i miei blog....

baci!

Clara

www.viaggiattrice.splinder.com
www.uomono.splinder.com

Angela ha detto...

Ciao Wonder, brava, diretta ed esplicita come sempre. Mi ritorvo nelle tue parole e nello spirito di questo post. Grazie al cielo non riesco ad abbandonare i sogni impossibili e i progetti che sembravano già strampalati prima di Giorgia..pensa quanto lo sono ora! Ma continuo a crederci e a proporli e finchè c'è qualcuno che mi da corda non mollo!

nicoz ha detto...

anch'io cerco di vivermi mia figlia con leggerezza e capisco cosa intendi. pero' credo che per "elasti" sia un po' diverso. ha già due "hobbit" e ne sta aspettando un'altro e , come di certo saprai, anche quando ci facciamo gli aperitivi o le cenette con le amiche una parte di te va sempre al nano/a che t aspetta a casa (o dai nonni). quella "spensieratezza" di quando si era "soli" nn potrà mai più esserci.
:))

mara ha detto...

ok quet argomento mi tocca nell'anima..a 7+ 9 mesi di distanza sto cercando di rimettere insieme i pezzi fondamentali della mia vita...senza i quali non sono io e non ce nè ci ho provato...ma ci sono dei punti saldi e vivi dentro di me che non posso e non voglio cambiare...e allora ci sto provando a volte con grande fatica...a ritrovare me stessa...ritornare nel mio corpo è dura ma se non comincio non arriverà la fatina che aspetto da mesi a farmi tornare com ero...uscire..purtroppo questa scelta insana e pessima che abbiamo fatto un anno fa di andare fuori milano per la casa più grande e il verde...decisamente non mi apparteneva allora e non mi appartiene adesso..però ci provo...amiche punto dolente...ho sempre avuto una sola grande amica rapporto che non mi ha permesso di stringere amicizia con altre ragazze se non in modo superficiale...e ora ne pago le conseguenze..perchè mi sento sola...e lei ogni giorno che passa è più distante da me anni luce..mentre io cresco lei sta regredendo ai 16 anni..e come si fa a farsi delle amiche a 25 anni e non quelle strane donne che vanno al parco coi bambini voglio parlare di cacca e poi di gossip girl e poi di pappa e poi grey's anatomy e poi della brums e poi di prada voglio andare si al parco ma a deridere quelle strane aliene con figli adesso lo faccio con un albero..ho bisogno di un amica con cui condividere forse me la compro le venderanno...e poi lui...l'amore della mia vita...la passione folle che ci ha travolto..il sapere che era lui..la complicità più pazzesca che hai mai sentito sulla pelle..il sonno i vestiti sporchi di vomito i problemi di soldi ucciderebbero qualsiasi passione..ma noi siamo ancora qui forse non come 2 anni fa ma sicuramente più solidi e consapevoli di essere in grado di superare qualsiasi cosa insieme..il vero grande problema è il sesso..a me fa ancora malissimo la sotto la cicatrice...è tutte le volte è una semi tragedia..ma mi sono data dei tempi umani cmq qualsiasi cosa succeda almeno 3 o 4 volte al mese porca cazzo a 25 e 31 anni dobbiamo fare sesso per forza...questa è la mia situazione traballante in ogni punto..ma decisamente ad una svolta..leggere quel post mi strazia il cuore..è inutile mentire forse avrei voluto essere una di quelle li sempre leggera sempre a posto...ma c è solo una domanda che io mi posso fare oggi e ad essere sincera fino a qualche mese fa la risposta sarebbe stata diversa...Vivresti senza di lei...? se portassero indietro il tempo e potessi scegliere di non avera..cosa faresti?...oggi..riaffronterei tutto...perchè lei c è non solo fisicamente lei inesorabilmente indissolubilmente c'è e punto, è parte del mio star bene e parte di tutto e parte di noi...e per quanto questa vita sia un gran casino..wonder forse grazie un po anche a te...voglio e devo riuscire a far equilibrare le mie 2 vite...a volte per ora sembra più forzato che altro e un po recitato..ma la famiglia finta e degenerata del mulino bianco...ce la farà...ti voglio bene wond non posso non volertene tu senza saperlo ci sei sempre al momento giusto con l argomento giusto..non so se esista una sottile empatia...sta di fatto che quando ho bisogno di sentirmi dire qualcosa..tu inspiegabilmente scrivi...

Ondaluna ha detto...

Mi sono emozionata.
Un pò perchè nel tuo racconto ho rivissuto il percorso di questo tuo anno di blog, le paure, le speranze, l'ironia. E' bello vedere quanta strada hai fatto.

Un pò invece perché nelle tue parole mi ci rivedo spesso, e anche tanto.
Nella voglia di gridare no, di non piegarsi alle cose che non sono su misura, a volere scegliere, e non piegarsi alle regole dei luoghi comuni.

Mi piace la tua determinazione, e lo sai. E in questa determinazione ci sono gli alti e bassi, le vittorie e le sconfitte, i successi ed i piccoli fallimenti. I cambiamenti e le solite certezze di sempre.

Non credo si possa lasciare andare la parte migliore di se stesse. Forse si può riadattarla. Forse ci si può spaventare del cambiamento e di quello che non si conosce, come io sto facendo perora, ma alla fine l'ignoto diventa sempre noto, basta viverlo.

Credo che tu perora stia prendendo il meglio da quello che ti capita di vivere. E, sì, hai ragione, andrà sempre meglio. Forse non è sempre così, ma per come hai saputo riorganizzare le tue cose, penso che sarà così. E quando la piccola andrà a scuola, e sarà sempre più indipendente, vedrai quanti voli ti verrà voglia di fare! E magari anche con qualche lacrimuccia di commozione perché vedrai crescerla sempre di più.

Giulia ha detto...

ciao wonder, l'altra notte ho letto tutto il tuo blog e la storia di viola. Bello!!
Anche io ho avuto la mia bambina a 28 anni, a sorpresa un po' come te, ma sai l'ho avuta in un altro paese, dove non c'è sto macigno italiano della DonnaMammaAbnegataAdultaBastaAperitivi. A berlino i figli li fanno i ventenni e le mense universitarie e i bar hanno tutti i seggioloni, gli asili nidi costano poco e la vita coi bambini saicosa? continua. Per cui quando è arrivata la mia bambina mi son detta: ce la posso benissimo fare anche se non ho la station wagon e non vado al mare in romagna e mi piace uscire la sera.
Tu continua la tua battaglia, mi raccomando! Io ho fatto un altro figlio e viaggio e vado al bar :) certo ora sono un po' più carampana, ne ho quasi 36 di anni, e vabbé l'alcool non lo reggo come prima...
Giulia

Anonimo ha detto...

"diventare mamma senza per forza lasciar andare la parte migliore di se stesse è possibile." Era/è anche il mio sogno... e se è vero che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni allora forse è possibile che questo essere mamma e donna si concretizzi prima o poi. Ma che fatica ogni giorno. Compromessi con le nonne - che sono le nostre madri - ore rubate al sonno per lavorare e scrivere... Mi sembra così difficile e mi dico che forse bisognerebbe cambiare un po' la prospettiva e cercare, anzichè di essere quel che si era prima più anche la mamma, cercare una forma nuova... La verità è che sono un po' stanca di fare l'equilibrista per dimostrare a me stessa che riesco ad essere la me stessa di prima più la mamma.
Scusate lo sfogo confuso: ho tante ambizioni, tanti pensieri e una pargola di tre anni in giro per casa mentre lavoro (la scuola, sai com'è ha chiuso!!) e poi... non vado dall'estetista da un mese!!!
:) Federica

TuttoDoppio ha detto...

Credo che tutto questo sia possibile in modo proporzionale al numero di figli che si fanno! :-)

Nella pratica: tu hai più possibilità di me. Sfruttale!

Monica ha detto...

da mamma "vecchietta" oramai alcune cose non le capisco, e forse nemmeno quando a 34 anni ho avuto la prima figlia...
ma se mi confronto con le paure del mio compagno attuale, più giovane di me, sento che anche lui ha ancora un pò questa scissione e paura di perder qualcosa ...

eppure senza voler fare la mistica della maternità, credo di avere perso tanto quanto ho raccolto.

tanto per la cronaca 15 gg prima di partorire ho fatto un esame per il cosrso di consulente pedagogico che stavo facendo e dopo due mesi ho fatto un corso residenziale di 4 (con la piccolina e la nonna sitter) come chiusura ed esame del corso.

insomma nemmeno a 45 anni ho perso gran che, ho modificato le priorità, ne ho individuate di nuove.
e mi chiedo oggi come allora, con la prima figlia se quel timore di perder qualcosa avesse un senso.
era il timore di cambiare noi, forse, non quello di cambiare abitudini.
accettando con leggerezza, questo si, le mutazioni della vita.

ma non è merito o colpa dell'essere madri.
semplicemente è la disponibilità a viversi la vita ...

acasadiclara ha detto...

sai cosa? che con 2 figli la cosa si complica e se hai 40 anni e le tue amiche anche e magari anche loro hanno 2 o 3 figlioletti, non è che hai tanta voglia di fare le 4 di mattina. e magari lavori a tempo pieno. allora trovi un'altra dimensione e in quella vivi e un po' ti adatti. le cose pazze io le faccio (1 volta all'anno) con le mie amiche, 40enni ma single, e comunque devo trovare un posto dove lasciare i piccoletti, accettare di svegliarmi all'alba per prendere un treno e arrivare in ufficio dopo un week end altrove. e comunque lascio il marito a casa, regalandomi questo sprazzo di libertà "da universitaria". Invece quando decidiamo un viaggio con il papàprof ci portiamo anche i piccoli, che sono bravi e che ci dispiace lasciare a casa. così ci divertiamo tutti insieme e non continuiamo a pensare a cosa stanno facendo e dove e sono e se stanno bene etc etc. è la nostra dimensione famiglia e così stiamo bene. non riuscirei a partire senza i miei piccoli!!! ho tantissime cose da mostrar loro in giro per il mondo.
ciaooooo

Fiordaliso ha detto...

Wonder, adesso viviamo tutte le cose molto più intensamente di prima perchè non le diamo più per scontate! Vuoi mettere?? ;D

cowdog ha detto...

anch'io - prima che ian nascesse - mi sono spesso chiesta se sarei stata capace di preservare quella parte di me stessa che mi rende 'me stessa'. dopo la nascita, ho faticato, ho traballato, ma ho continuato a leggere (mentre allattavo), mi sono sempre presa cura del mio corpo (però ho rinunciato ai fronzoli e alle unghie laccate), ho cercato di mantenere ordine in casa (e nella mia vita). ed ora, a 5 mesi dall'arrivo di ian, i *miei* spazi si stanno dilatando sempre più (nonostante l'allattamento) e gradualmente mi sto ritrovando.

conosco anch'io una donna come quelle di cui elastigirl parla. per me e per una mia amica era l'immagine del successo: una 45enne sposata ma senza figli, in carriera, in viaggio, senza problemi di denaro; non le mancava nulla per essere felice. quando due anni fa ha divorziato dal marito, ha confidato alla mia amica che le mancava un figlio. un bimbo non era mai arrivato, loro non ci avevano più pensato - presi dai loro lavori, dalle loro immersioni e arrampicate. ma poi era loro mancato. la donna forte si è rivelata fragile. il successo si è rivelato la copertura di un fallimento.
le donne felici senza figli esistono. ma molte non la raccontano tutta.

nemmeno io credo nell'immagine madre=sciattona. il tempo per prendersi cura di sé - nel senso che si vuole - si trova. concordo con giulia: all'estero avere un figlio è visto come parte normale di una vita normale: i genitori continuano a studiare, a lavorare, a vedere gli amici, ad essere ciò che erano. solo un po' diversi *dentro*.

Jewel ha detto...

Bel post!!!!
Essere tutto è possibile ed è molto più facile quando la mattina devi alzarti per andare al lavoro.
Nei 5 mesi di maternità ero diventata un po' noiosa. parlavo sempre e solo di Giada hadormito/quantacaccahafatto/siha mangiatotutto/nononharigurgitato.
Mi sono sempre curata tantissimo : appena ho potuto ho fatto massaggi e anche se dovevo passare tutta la giornata in casa mi truccavo e mi vestivo come se dovessi uscire.
Il rientro a lavoro ti riporta alla "normalità". la testa si riempie di vecchi pensieri, di scadenze da mantenere e di progetti da portare a buon fine. E poi ci sono le colleghe "quelle senza figli" con cui puoi solo parlare di scarpe e di vacanze (esclusi gli argomentilavorativi)

Alla fine ci si sente un po' come Dott. Jekill e Mr Hide ma mi sentivocosì anche prima di Giada quando dopo il lavoro mi ritrovavo a pulire il bagno di casa.
Scusa il commento tanto llungo

Diletta ha detto...

Prima che nascessero i gemelli avevo paura di dover rinunciare a tutto invece ogni tanto riesco a trovare il tempo per uscire con qualche amica, per passare del tempo con lui per divertirmi anche da sola. Nonostante le notte insonni, i sacrifici e la stanchezza riesco a trovare il tempo per fare qualcosa per me. E mi sento meglio perchè ho anche l'amore dei miei figli.

zauberei ha detto...

Ci riuscirai e certo che hai ragione!
Se si sta attente - ma tu sei attenta - e se si riesce a smezzare un po' la fatica, la maternità regala due cose alla propria identità.
- La prima è ho meno tempo perciò lo spreco di meno e faccio per bene le cose che mi riguardano e sono mie. Le proteggo: cincischio di meno e produco di più rinuncio a certi lussi molli che prima avevo (parare dieci minuti con la conoscente un po stronza) e dire, non ho più tempo pe li stronzi c'è lo spritz! Quello con le amiche.
- La seconda è vedere se stesse con il proprio figlio, e vedere la propria identità declinarsi nel materno. Vedere che si cambia perchè si cambiano le cose che si fanno, ma siamo sempre noi a farle.
Noi che parliamo dei nostri figli con la nostra lingua, e chi parliamo loro con la nostra lingua. E anche questo rende più forti.
Io cullo Pipìk coll'opera omnia de Paolo Conte - per dì (avevo provato gli inni nazionali ma l'esito era scarso).

PsychoGaia ha detto...

Ad ognuno le sue priorità!
Credo che ci riuscirai, se son queste!
Ti ho seguita dal blog di elasti.
Io esteticamente mi sono "allargata e annullata" da quando mamma, ma non ho mai rinunciato ad un corso di aggiornamento, a prendere una specializzazione o a seguire un paziente.
Ci vuole una bella forza, ma ci si fa.
Il punto è, SECONDO ME, che avere SOLO l'aperitivo, SOLO il coordinato di pizzo, SOLO la Spa, come solo le specializzazioni i master o i pazienti, credo che sia vuoto.
I pieno, il senso, ce lo danno quelle che elasti definiva catene o reti.
Sempre secondo me...
Un abbraccio!

Psychogaia

MammainblueJeans ha detto...

"adesso come fai? guarda che un figlio ti cambia la vita"
Questa è stata la frase fatta più sentita in assoluto durante la gravidanza.
Detta da mamme-suocere-zie-cognate con l'aria sfatta. Per una volta tutte d'accordo.
Fine della pacchia, del cazzeggio, delle serate con gli amici, delle feste, delle vacanze selvaggie. Praticamente avevo un biglietto di sola andata per la camera mortuaria. O la pensione.
Dovevo dire basta alla musica che piace a me, e spalancare il mio lettore CD alle compilation dello zecchino d'oro.
Basta alle mie mille attività. Basta ad avere una VITA.
Qualche mese fa ho scritto sul mio blog: alle mamme cui un figlio ha cambiato la vita, ma non il modo di viverla.
Continuo a fare mille cose, ascolto Beatles, e Placebo, e Nirvana, intervallati da Jhonny Bassotto e Mago Pancione.
Vado dall' estetista una volta al mese, e mi sono messa a dieta per rientrare nei miei jeans preferiti.
Sopratutto continuo a sognare, a fare progetti, perchè non ho mai pensato di essere finita come persona.
E il bello è che adesso mi sento una persona migliore...

Anonimo ha detto...

son sicura che ci riuscirai, a conservare te stessa :)

a me (da 24enne senza prole che vive del proprio egoismo e di responsabilità solo su stessa - che poi è più di molti coetanei vabbè - ) viene un pensiero.

E cioè. per quanto sia difficile con un pargolo (posso solo immaginare) conciliare il tutto e trovare il tempo per se stesse, la coppia e in generale per non fuggire urlando...

hai mai pensato a tutte le persone che anche senza pargolo erano così? cioè, non so che gente frequentassi prima di Viola, magari erano tutte pazze scatenate festaiole come te :P

Però ecco, anche se io sono più come te, non posso negare che esistano 25-30enni (tante!) che comunque non fanno una vita esaltante, che magari escono solo il sabato col ragazzo per carità di dio, che sono un po' sciatte di default (reggiseni di pizzo? eh?? e conosco troppa gente che "fa niente se mi crescono i peli tra una ceretta e l'altra"), che già a 25-30 anni contano solo il ragazzo, la famiglia, e *forse* una due amiche del cuore. Che comunque, per dire, le 4 di mattina non le farebbero mai. Che non hanno poi tanti interessi e aspirazioni, perchè sanno già che è inutile puntare sulla carriera, perchè poi quando ti sposi devi pensare più a quello (arghhhhhh).

Ecco, pur facendo una facoltà di per sè dinamica, io di gente così ne ho vista a palate. Mai capita, ma esiste.

Quindi poi, quando diventano mamme, posso solo immaginare, grazie che il loro mondo inizia e finisce nel ruolo. Perchè prima comunque iniziava e finiva nell'essere fidanzata o brava figlia per dire, non hanno mai sviluppato una vita indipendente, interessi, etc.

Quindi ecco, probabilmente se io avrò un figlio (chiamate i servizi sociali preventivamente intanto) avrò le stesse paturnie tue e mi darò alla disperazione (ho le stesse tendenze melodrammatiche). Però senti, meglio questo che non *averla* la scelta.

La "donna monotona" non sarebbe comunque mai stata, non era, quella in carriera strafiga che faceva le 5 e aperitivi etc. E' inutile che si illuda, non tutte possono esserlo, non facciamo i buonisti.

E se non hai niente da perdere, cosa mai potresti rimpiangere?

Però ecco, invece l'avere scelte e alternative, per quanto magari difficili, sicuramente ti rende una persona più ricca. Io morirei piuttosto che essere me stessa solo in relazione agli altri: figlia, fidanzata, o mamma che sia.

Tu eri una persona indipendente prima di Viola, ed è giusto che ora lotti per mantenere viva questa parte.

Sei sempre tu ed è giusto così. Più esaurita e stanca, però ecco, sempre tu.

ps: (sei autorizzata a salvare cotale post e sbattermelo in faccia se tra ALMENO 5 ANNI nel mio blog scriverò "oddio chi me l'ha fatto fare di avere un figlio") (accompagnato al rumore sbeffeggiante tipo Nelson dei Simpson)

(britishkiller)

Wonderland ha detto...

Intanto grazie a tutte. Vi ho lette con attenzione e sono felice - fe-li-ce - che le cose che scrivo e penso non siano solo i capricci di una persona che non riesce a crescere, ma che siano pensieri condivisi e condivisibili.
Per rispondervi, posso dirvi che io penso che la SPENSIERATEZZA sia un concetto sopravvalutato.
Io non lo ero a 18 anni, non lo sono oggi e non lo sarò mai. Certo, a 20 anni avevo più tempo per me e risolvevo i cavilli esistenziali con shopping e amiche. Ora ne ho 28 e i miei cavilli si sono trasformati in pensieri su mia figlia. La testa è ugualmente occupata. Il corpo è più stanco, quello è vero, ma io qui discuto di una cosa diversa, e cioè del cambiare essenza.
D'accordo con Britishkiller e con tante di voi, io credo che molte di quelle che si lamentano che la maternità le ha "sfatte" in realtà lo erano da prima, o meglio si tenevano sul filo del rasoio e forse usano la maternità come una giustificazione per adagiarsi su una comoda sciatteria.
Questo è un estremo.
Penso solo che si può continuare ad essere donne anche dopo. Donne affascinanti, piene di interessi, stimolanti, curate, socialmente attive. Donne. E anche mamme. Prima tra le tante sfaccettature di quello che si è.

M. ha detto...

Wonder, ormai sai che questi discorsi mi toccano sempre nel profondo. sono cose belle e giuste, ed è necessario che qualcuno le dica, che si faccia passare anche questa immagine di maternità e non solo quella classica, vieta e sacrificale che ci portiamo appresso come una scomoda eredità.

le tue parole mi toccano anche come persona, in quanto spaventatissima all'idea di avere un figlio per timore di perdere me stessa, la mia individualità; inoltre io, come te a quanto ho ormai capito, sono sempre stata una persona indipendente da far quasi schifo, e ora ho deciso di proseguire gli studi anche dopo la laurea specialistica e questo significa che ancora per qualche tempo la mia vita scorrerà al di fuori dei binari prestabiliti casa/matrimonio/figli. quindi mi faccio ancora più domande, e trovo sempre meno risposte.

molte volte mi dico che non sarà impossibile: dopotutto per me, nonostante la mia estrema indipendenza, non è stato affatto difficile intraprendere e portare avanti una relazione stabile che riesce a ripagarmi un milione di volte tanto i piccoli sacrifici della libertà individuale che comporta il condividere la vita con qualcun altro. però so anche che un compagno e un figlio sono due cose profondamente diverse, che richiedono impegni molto diversi e che non sono assolutamente paragonabili in quanto a tsunami emotivo. quindi i dubbi restano, mordenti e tenaci.

io so solo che se leggo i blog di alcune neomamme in giro per la rete, invece che tenerezza mi vengono i brividi. perchè io non voglio, non vorrò mai essere così.

la mia più grande paura - irrazionale, lo so, ma io sono un califfo nelle paure irrazionali! - è che questa trasformazione avvenga mio malgrado. mi spiego meglio: temo che, per quanto prima io possa mettermi lì convinta a dire che rimarrò sempre la stessa, che riuscirò a conservare quella parte di me che adesso mi caratterizza totalmente, la mia individualità e la mia libertà...tràc, ecco, accada quella magia che tutte le neomamme raccontano e che ti fa gettare alle ortiche tutti i buoni propositi precedenti senza nemmeno accorgertene, in nome del nuovo status di "mamma". mi è piaciuta moltissimo la frase che ha detto qui MammaInBlueJeans:
"praticamente a sentir loro avevo in mano il biglietto di sola andata per la camera mortuaria" perchè è vero, anche io ho questa impressione, tutte le neomamme non fanno che ripetere in modo arcano e inquietante "la tua vita non sarà più la stessa", con un tono di minaccia nemmeno tanto velato. non so perchè lo facciano, non so se sia così davvero oppure no, so solo che è qualcosa che a me mette i brividi e la tremarella. sono anche d'accordo con chi dice che all'estero la situazione è profondamente diversa perchè ho potuto constatarlo di persona: lì fare figli è semplicemente una tappa della propria vita, non una ragione di vita; la vita continua, seppur con qualche inevitabile modifica. solo in Italia è rimasta la cultura della mamma come icona quasi sacra, creatura devota ai figli in tutto e per tutto perchè non può fare altrimenti: siamo pieni zeppi di questi esempi, dalla carta stampata alla vita quotidiana. lungi da me voler giudicare e entrare nel merito delle scelte altrui, ma mi chiedo anche che immagine trasmettano alle loro figlie le donne così: a che pro far studiare una figlia, farle sognare un futuro, delle aspirazioni, se le si passa il messaggio che tanto quando fai figli - in quanto donna - la tua vita di individuo è finita? non so, mi sembra un grosso controsenso.

ma quando leggo persone come te, quando leggo la tua voglia di continuare a essere la te stessa di prima anche se mamma, quando leggo degli aperitivi tuoi e di Polpetta con spritz e succo di pera, mi dico che forse davvero un altro modo di vivere la maternità è possibile. magari costa più fatica, ma del resto è così per tutte le cose belle. grazie di cuore per quello che scrivi, come sempre.

romì ha detto...

Brava Wonder! Aderisco all'iniziativa E.T. (essere tutto). Ce la possiamo fare. E che ci manca a noi? L'importante è darsi obiettivi giusti (tipo andare in discoteca e tornare all'alba è un po' incompatibile con successiva giornata con pupo) e godere appieno quando riusciamo a stare sia di qua che di là. Insomma che culo ciabbiamo noi mamme? Noi possiamo sia ogni tanto fare le fike leggere che sempre godere delle gioie dei nostri pupi. Lo stesso non vale per l'altra categoria di donne, insomma loro non possono ogni tanto fare le mamme, no? Non dimentichiamocelo mai. Ti abbraccio.

EricaML ha detto...

un'ovazione per questo post! Non commento da un pò di tempo ma non mi perdo un goccio del tuo blog ...Perchè mi dai carica, mi anticipi sul tempo sulle mie paturnie e depressioni varie e mi rimetti in moto.
GRAZIE

la.stefi ha detto...

Perfetto. Sottoscrivo in pieno. Anche io "di là" ho scritto la stessa cosa.
Perché io sono io! Tu sei tu!
Adesso hai una persona che dipende da te, ma non devi diventare un'altra donna: sarai solo te stessa con una responsabilità in più.
Non piegarti (non pieghiamoci) alla figura della mamma tutta sacrifici che sembra essere la migliore (Ho appena avuto la conferma che mia suocera mi vorrebbe così...).
Sfatiamo il mito, insomma! Quelle che non escono coi bambini non uscivano nemmeno prima, altro che...

Fiordaliso ha detto...

Beh, pensa che io ho più cura di me stessa adesso! Ovvio che il tempo che rimane è poco, che a volte sei talmente stanca che non hai la forza nemmeno di alzarti dal letto.. Però la gravidanza mi ha fatto capire quanto tengo a me stessa e a non perdermi come donna, cosa che invece stavo facendo prima. Ero pigra, indecisa, aspettavo che le cose cadessero dal cielo. E non ero per niente serena, per l'appunto.
Neanche adesso sono serena ma quello che mi è successo mi ha destata, ho capito che non devo star qui ad aspettare ma AGIRE! Mi è venuta più voglia di prendermi cura di me, di uscire, di fare cose nuove, di cantare su di un palcoscenico, di iscrivermi alla specialistica, lavorare ecc. A volte restano solo bei pensieri, a volte si trasformano in realtà.
Non ho mai apprezzato tanto un aperitivo, due chiacchiere con l'amica che non vedo da un pezzo, una sana scop.. Insomma, ci siamo capite! ;)

la.stefi ha detto...

Aggiunta, per M.:
vorrei solo dirti che anche io mi sento esattamente come te, e ho qualche annetto in più.
So che io sarò sempre così, energica e "diversa", ma anche io ho paura di trasformarmi mio malgrado.
Spero che non sia così...

Silvia gc ha detto...

Ecco il punto Wonder... anche io la spensieratezza non l'ho mai considerata un traguardo. Sarà che ho un cervello in continuo movimento che mi provocava insonnie anche a 18 anni, sarà che mi sono sentita sempre ottimista anche senza bisogno di togliermi i pensieri dalla testa, sarà che io le mie uscite con le amiche non me le sono mai fatte mancare e, quindi, se le ho stoppate per un paio d'anni non ho sentito questa grande privazione. Insomma, io questa sensazione di "è tutto finito" non me la sono sentita addosso. Però è anche vero che il Sorcetto è stato "deciso" e pianificato, a 33 anni a testa dei suoi genitori, dopo circa 4 anni di matrimonio, quindi il tutto decisamente senza fretta e sicuramente senza sorprese.
Il dopo-Sorcetto è stato indubbiamente tutta un'altra cosa, ma forse il "prima" mi aveva anche un po' stufato, roba già vista, c'era voglia di cambiare vita nell'aria.
Stranamente quello che mi manca è il tempo per lavorare: le mie colleghe o single o accompagnate senza figli, hanno clienti migliori, guadagnano di più e seguono cause più interessanti... Ma sai che ti dico? Che se avendo poco tempo per lavorare, ho deciso pure di mettermi a scrivere un blog (seppure a 4 mani) mi sa che alla fine non me ne importa poi molto o, comunque, io ferma non ci so stare.
Ecco, i figli ti fanno sentire in movimento, in evoluzione. E qui veniamo a questo post di Raperonzolo http://sullorlodunacrisidinervi.blogspot.com/2009/06/la-vita-sospesa.html
che mi sembra dia una delle tante risposte possibili a tutto questo.
E poi, alla fine, ho fatto una bella selezione delle amiche con cui esco e mi diverto molto di più.
Secondo me sono assolutamente possibile entrambe le cose, o comunque è possibile fare le cose che ti assomigliano di più in quel momento: qualunque esse siano.

Hoshi ha detto...

Sono d'accordo sul curarsi e non perdere se stesse anche con un bimbetto di cui occuparsi, però, lasciatemelo dire, essere "se stesse" non è andare in discoteca fino alle 04:00 del mattino, ubriacarsi, vestirsi gnocche, quello è voler continuare a rimanere ragazzine senza responsabilità nè pensieri. Ci sono modi e modi d'essere felice, c'è chi ama leggere un libro, chi fare un viaggio, chi vedere un film, chi andare al parco, chi fare jogging, chi uscire e fare una romantica passeggiata con il proprio compagno/marito. Quindi, evitate di dare delle sfigate o sciatte a chi ama cose vere, cose semplici, sono punti di vista.

elisa ha detto...

Ciao Wonder, sono capitata sul tuo blog per caso ieri sera ed ho letto tutti i post dall'inizio...Mi piace questo spazio e continuero' a passare da qui'!Io ho 26 anni e nonostante non abbia una bambina un po' ti capisco.Ma credo fermamnete che si puo' essere entrambe le cose, basta solo crederci...Viola e' arrivata ed e' un regalo prezioso.I primi tempi sono duri ma vedrai che tra un po' riuscirai a conciliare benissimo tutto.
Sei forte:)
Passero' presto da qui'.
Un abbraccio virtuale a te e alla piccola!
Elisa.

cowdog ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cowdog ha detto...

volevo puntualizzare che per 'sciattona' intendo quella donna che non si cura di sé *in senso lato*: la donna dimentica di se stessa.

io non sono 'na strafiga col tacco, quindi potrei benissimo essere catalogata esteticamente sciattona, da chi strafiga col tacco invece è.
però *io* non mi sento sciatta (a parte le mattine no, e vabbé quelle ci sono sempre) perché mi prendo cura di me stessa.

poi d'accordo con hoshi:
essere se stesse può significare altro che tornare alle 4. per me ad esempio non è mai stato importante prima, e tantomeno lo è ora (che di anni ne ho 38, e non mi pare il caso di fare il muttondressedasalamb).

Francesca ha detto...

Brava Wonder così ti voglio!!

Baci

Anonimo ha detto...

da tempo non capitavo nel tuo blog...ma sai che sei diventata (per me)finalmente leggibile? oh, finalmente gioia e positività...così si hai ritrovato il tuo charme femminile...prima eri così acida...! Grazie per il tuo cambiamento...allora è possibile essere una mamma non lamentona e incazzata? mi incoraggi molto! Diane

Anonimo ha detto...

"Che magari non farà le 4 di notte, che il giorno dopo non andrà alla Spa ma al parco, ma da fuori nessuno lo direbbe mai"


l'elogio dell'apparire

Wonderland ha detto...

Caro Anonimo,

io fino a pochi anni fa facevo le 4 e il giorno dopo uscite, shopping e chi più ne ha più ne metta.
Ma non ero AFFATTO spensierata, anzi.
L'apparenza della spensieratezza è a 20 come a 30 anni. Prendi una 25 enne e chiedile se non ha un pensiero per la testa, probabilmente ti risponderà che ne ha duemila come tutti. E non saranno pannolini e sveglie ma magari relazioni tormentate e lavoro che non si trova.
Quindi.
Elogio l'ESSENZA che si traduce in apparenza.
Quando esco con le mie amiche e da fuori sembro una giovane ragazza con tante energie, progetti, iniziativa, io semplicemente APPAIO QUEL CHE SONO.
Anche se il giorno dopo non vado alla Spa ma alla Sma ... ahahhaa

Se questo è elogio dell'apparenza, amico mio...

la.stefi ha detto...

Wonder, ragazze: io sono una vecchietta di quasi quarant'anni. Responsabilizzata molto più presto delle mie coetanee e anche delle ragazze d'oggi, ma vi assicuro che se uno ha voglia di fare, fa a 20 come fa a 40!
A 20, andavo in discoteca. Ora ne ho quasi 40 e mi piacciono altre cose, ma reggo l'alcool e la stanchezza esattamente come prima. Mi dà fastidio quando mi dicono che è più dura avere un figlio a quest'età o che non abbiamo più l'età per fare le nottate: ma che? Ognuno parli per sè! Chi sente così tanto la stanchezza, probabilmente è il tipo che dormiva sul divano anche a 20 anni.
Qui non si fa la gara a chi è più figa o chi meno: bisogna semplicemente accettarsi per come si è senza voler imporre alle altre di essere come noi solo perché mamme e/o sposate.
Io sono una di quelle che odia i completini di pizzo e mette solo cose lisce e in tinta unita. La ricrescita dei peli ce l'ho, sì, perché non tutti i giorni ho voglia di ritoccarmi, ma questo non mi impedisce di essere a posto e godermi la vita.
Basta con le guerre fighe vs sciatte! Anche le fighe a tutti i costi hanno qualcosa che non va, secondo me: il fatto di non poter mai essere se stesse e doversi sempre "mettere giù da sbarco" anche per pulire casa!
;-)

Silvia gc ha detto...

ho letto ora un tuo vecchio post "ma che davvero? (reazione al mio test di gravidanza)... beh... eri preparata a tutto tuttissimo fin dall'inizio... (alla faccia della spensieratezza!!!), sei partita benissimo ed andando avanti hai pure mantenuto la rotta (ammesso che ne avessi una)... meglio di così!

Wonderland ha detto...

La.stefi: ti do ragione su tutto, ma proprio tutto tutto.Lo scopo del mio post - e questo spero fosse chiaro - non era una polemica ne' tantomeno una guerra "fighe vs sciatte", ma semplicemente il mio pensiero riguardo a una riflessione che mi ha toccato da vicino. Si è liberissime di fare e di essere quello che vogliamo, sia la figa in tiro che balla nei locali, sia la country lady che legge romanzi in campagna, sia la manager in carriera, sia qualsivoglia forma dell'essere femminile ci aqggradi. Semplicemente, volevo esprimere il concetto che la maternità non deve e non può castrare parti di noi. Che il "prima" e il "dopo" possono convivere e rispettarsi. Che non si deve rinunciare a parti di se per spirito di immolazione se poi queste parti bisogna rimpiangerle quando le vediamo addosso a qualcun altro. O almeno, questa è stata la mia riflessione dopo aver letto il post e dopo aver macinato dei miei pensieri latenti.
:)

Monica ha detto...

mi sembra che ci possa essere un ultimo tema da esplorare ...
la necessità di individuare quanto ciò che è esser fighe, divertirsi in discoteca e quant'altro alla fine ci appartiene o è indotto.

mi sento "figa", per esempio ed è fatto puramente personale quando mi sento bene e comoda nella mia pelle, se recupero il contatto con me "interamente".

dei 24 anni ricordo la necessità di dovermi divertire come facevano tutti, le stesse cose e gli stessi luoghi, e non sapere cosa divertisse "me stessa" e per davvero.
oggi c'è la consapevolezza che un aperitivo e una serata sono scelte e godute sino in fondo, lo stesso vedere un film con la figlia grande o rotolarmi nel letto con la piccola.

il rischio che sento o vedo, alle volte nel mio compagno, come dicevo più giovane è il timore di non divertirsi come gli altri, di perdere qualche treno, qualche serata ...
e in alcune pressioni, diciamo esterne, che insistono a dirci come divertirci e cosa diverte, ma anche quando, come essere donne (pizzo e scollo), e come madri ...

ma come dire magari è meglio stare fuori dai luoghi comuni e decidere da sole...

emily ha detto...

mia figlia ha 16 anni e mezzo è stata una lunghissima camminata arrivare fin qui ma adesso ce ne andiamo alle terme insieme, ai corsi serali di dizione ( e ci divertiamo da matti a stare sedute in baco insieme) a fare spese e a raccontarci i fatti nostri sotto le coperte la notte, sul divano.
arriveranno tempi migliori te lo assicuro.
poi arriverà un maritozzo di due metri e allora sigh....

sakscia ha detto...

sono d'accordo con te Wonder: essere mamma non deve per forza significare essere ESCLUSIVAMENTE mamma. É necessario ritagliarsi degli spazi per sé (che sia la spa, il libro, il lavoro, la palestra, il letto...), per ricaricarsi e affrontare la vita coi figli con più energia e senza sentirsi delle geishe.
Io, dopo 5 anni, questo weekend parteciperò ad un torneo di pallavolo, e miei 2 cuccioli o staranno coi nonni oppure faremo a turno con il papà. Ecchecavolo, me lo merito!!! e mi merito pure le rare pizze con le amiche, il rarissimo shopping, e l'aerobica bisettimanale!!!

Un' altra cosa, Wonder, dai tempo al tempo. Quando arrivano i figli è inevitabile che i ritmi, le priorità, le abitudini cambino, ma la nascita di un bimbo è anche un utile scossone alla propria vita, che ci fa capire chi siamo o cosa davvero conta.

paprika ha detto...

Spa, aperitivo, shopping, discoteca... è questo che ti manca? che tristezza...

Anonimo ha detto...

Saro' scema ma non vedo il problema, forse perche' non ho ancora partorito. O forse perche', per me, un figlio rappresenta la possibilità di una mia vita privata, che ho imparato a difendere con le unghie e con i denti dall'invadenza del mio lavoro. Nel mio caso, i battiti d'ala di questo uccellino che mi sento nella pancia mi fanno sentire tanto leggera.

closethedoor ha detto...

il commento precedente era mio

Mamma Cattiva ha detto...

Wonder, mi scoccia un po' suggerirti di leggere la mia storia sul mio blog. Ti forzerei dove vorrei che entrassi spontaneamente ma è l'unico modo per darti vera testimonianza che possiamo essere quello che vogliamo.
Pensa che al Mam non mi sono avvicinata a conoscerti perché mi sembrava da sceme, io 40enne, venir lì e dirti "Ehi wonder, lo sai che sono una tua fan?" ;))

lamorachevola ha detto...

succede che si possa arrivare molto oltre i 27 con il terrore della maternità, aggrappate con le unghie a quella leggerezza di cui parli... per poi avere un terrore peggiore che sia troppo tardi. Per tutto.
Non so se sono ancora in tempo... ma mi è piaciuto il tuo post e verrò a fare qualche iniezione di positività da queste parti in futuro...
ciao
M

Closethedoor ha detto...

@ Spa

Non credo che sia una tristezza, evidentemente ci sono molte mamme che sentono pesare su di sé uno stereotipo diffuso, cioè che diventando mamme, hanno rinunciato per sempre a essere donne. Ti pare poco?

Concordo con chi dice che le cose si vivono molto diversamente quando si comincia a domandarsi se si è ancora in tempo per diventare madri. Io ho 34 anni, e tre-quattro colleghe fra i 36 e i 45 che mi guardano facendo i lucciconi agli occhi. Alle donne come noi della leggerezza forse frega meno.

Wonderland ha detto...

Paprika e tutti quelli che hanno commentato il "particolare": please, be a little smart. Considerate il discorso GENERALE. Sostituite le parole e le situazioni con quelle che più vi aggradano e meno vi mettono tristezza. Il discorso, ripeto, è molto più ampio.

tobina ha detto...

"Vorrei che fosse finita l'epoca della mamma che guarda il gruppo di ragazze chiassose e divertenti con una punta di nostalgia."
E' vero... ora pioi essere UNA MAMMA in un gruppo di altre mamme chiassose e divertenti circondate da cuccioli!
A parte il "particolare", io dopo due figli e mezzo ho capito che se sono felice e realizzata io stanno meglio anche loro (e capirai che novità... ma io lo sto FACENDO solo ora...) e tante cose che credevo di non poter più fare, ora le faccio CON LORO. E' anche una questione di età (dei figli) ma soprattutto di come si è: io il mondo in mano e il timone in pungo non credo li avrei mai avuti, senza figli. Ora invece, mi sento SOLIDA, che non è opposto a leggera. Che poi... "leggera" io non lo sono mai stata! ;)

Anonimo ha detto...

Guarda, io ti capisco alla grande! La maternità è una cosa meravigliosa, nulla è paragonabile, come esperienza.
Però è altrettanto innegabile che comporta rinunce, che a volte possono pesare. Ci sono giorni in cui il tuo cucciolo riempie la tua "essenza", altri in cui mi ritrovo a fantasticare su un cinema, una cena fuori con mio marito ecc. (non abbiamo nonni che possano supportarci).
Ma ti garantisco che non mi sento nè superficiale, nè una pessima madre, sono semplicemente un essere umano!
Diffidare sempre dalle madri immolate alla causa, parola di pedagogista..
http://vistodalei.splinder.com

PAOLA DECORARTE ha detto...

Fai bene a dire così, sono sante parole!
E' giusto che, se una donna era in un certo modo prima della gravidanza, cerchi di restare uguale anche dopo, seppur con alcune differenze... Ed è giusto che, se una donna non era così prima, non cerchi di esserlo a tutti i costi dopo. Non so se mi sono spiegata. Ad alcune donne viene voglia di fare tutte queste cose dopo la nascita di un figlio, solo per attirare l'attenzione su di sè e su quanto sia dura, anche se prima della gravidanza in fondo non gliene fregava niente.
Io dico, siamo quello che vogliamo, l'importante è non farlo pesare e non lamentarsi continuamente con se stesse e con gli altri. Ci si rende la vita difficile e si vive male.
Perciò, se ci tieni a fare l'aperitivo, ad una serata con le amiche, ad una cenetta a due, alla seduta in palestra, e così via, devi trovare il modo di ritagliarti il tempo per farlo (nei limiti del possibile) perchè fa parte del tuo essere e perchè, in fondo, una madre un po' più soddisfatta di sè non è egoista, anzi, trasmette più serenità anche al figlio.
Io la settimana scorsa, mentre mia figlia era al nido, mi sono fatta una corsetta, come non facevo più da tempo, ma non mi sono sentita in colpa perchè non ero a casa a lavar calzoncini, ci mancherebbe!
Non ho il diritto di pensare anche a me stessa ogni tanto?
Sacrificarsi a tutti i costi e rinunciare a TUTTO anche quando non serve e anche quando si può farne a meno ci rende, a mio modo di vedere, inutilmente patetiche e si rischia di trasmettere questa sensazione di frustrazione anche ai nostri figli.
Brava Wonder!
ciao
Paola

la.stefi ha detto...

Monica: sono ancora d'accordo con te.
Wonder: idem.
Anche io direi esattamente che "non si deve rinunciare a parti di sè per spirito di immolazione se poi queste parti bisogna rimpiangerle quando le vediamo addosso a qualcun altro".

Ecco: io vedo, in molte mamme, l'invidia per chi non lo è ed è più libera. Vedo in molte mie amiche sposate l'invidia verso chi, come me, è indipendente e libera anche da sposata (che non vuol dire mollare il marito ogni due per tre o mettergli le corna!).
Vedo, in parole povere, molte donne frustrate.
Ma noi no!
Dài!

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con la.stefi: ci sono molte donne frustrate in giro, di tutte le categorie: sposate, single, con figli, giovani, di mezza età, professioniste, casalinghe.. ciò che le accomuna è la loro frustrazione, il fatto di non piacersi, e di rincorrere modelli di donna (e di felicità) esterni. Essere "fighe", essenzialmente, è uno stato d'animo: vuol dire guardarsi allo specchio e piacersi, e piacere anche agli altri, perchè si è vive, si hanno delle passioni, dei progetti, delle idee, delle relazioni umane, della creatività..
ognuno esprime la sua "fighezza" a modo suo: chi sta a ballare con i tacchi a spillo in disco, chi sta in biblioteca a studiare kant, chi fa la calciatrice (io lo fui!), chi fa volontariato, chi fa la casalinga e tiene un blog di ricette, e tutte le combinazioni possibili di queste cose.. mi sembra che un errore che si commette spesso quando si parla di femminilità è sostenere dei modelli unidimensionali: figa vs impegnata socialmente vs sportiva vs moglie&madre vs intellettuale.. ma una non può essere tutte le cose insieme?? ad es. c'era una biondona "figa"-tacchi a spillo che giocava a calcio nella mia squadra, e infatti la chiamavamo "la barbie", aveva pure una figlia, eppure legnava quando era in campo, eccome!
secondo me, con la nascita di un figlio siccome c'è poco tempo per sè e poche energie, a volte bisogna rinunciare a un po' di quello che ci rendeva "fighe" (vedi sopra), trasformandolo e riadattandolo alle nuove esigenze spazio-tempo. Ma se una riesce a farlo, poi anche l'essere madre farà parte di quello che ti rende figa, uno charme in più da aggiungere all'elenco, cosa che le non-madri non hanno. Certo che se una si riduce SOLO ad esistere in funzione dei figli, perde la sua "fighità", diventa una non-persona, un'appendice della prole.

E comunque, ha ragione chi dice che questo malessere è un fenomeno italiano, in Francia le mie colleghe hanno in media 2 figli, non hanno problemi lavorativi (leggi=l'azienda LE TUTELA SEMPRE e vede nella maternità un valore da premiare),l'asilo pubblico è garantito, hanno il mercoledì libero per stare a casa coi bimbi, e la maternità è vissuta come una fase naturale e logica della vita, tipo: dopo il liceo, vai all'università, no? ma non è che dopo la laurea non fai più niente, ti siedi a rimpiangere la gioventù perduta e le serate da studente, anzi, la vita inizia proprio allora!

Alis

My ha detto...

con me sfondi un portone aperto. anche a me, come già detto da altri, pare brutto dirti di andartia leggere il mio blog, ma se cerchi la garanzia che è possibile, la trovi.

certo, al primo figlio per i primi mesi ho dovuto fare tutta la trafila interiore che stai facendo tu, contro ogni stereotipo e verso la mamma che volevo/potevo essere. Ma ci sono arrivata e sono felice.

e no, non le guardo con invidia, mai. perchè io ho molto più di loro. ho le uscite, i concerti,il cinema, le vacanze che desidero e IN PIU' ho la grandiosità dell'essere madre.

non c'è paragone cara. Siamo molto più ricche noi perchè possiamo TUTTO.

dabogirl ha detto...

GRAZIE. Di cuore. Adesso non riesco a dire altro (l'ormone mi pervade) ma GRAZIE. Avevo bisogno di parole come queste.

leucosia ha detto...

a me basterebbe essere mamma, semplicemente.

Anonimo ha detto...

Sì...tutto questo blog, per dire che sei stata forte a tenerti la bambina, però isomma che sforzo a metabolizzare quelle rinuncia...e tutte dietro..sìììì brava...ci hai letto nel pensiero....quando inizi a cambiare registro...non ti starai macerando in questo brodo?

cris ha detto...

io dopo i primi mesi ho continuato a fare quel che facevo prima, certo con l aiuto del marito, ma i figli daltronde si fanno in 2... non sdopporto ki pensa che il bebè sia la fine della vita, dvi solo volerlo, certo farti il mazzo, ma 6 sempre rpagata,m come donna e come mamma
bacino :*

elisa ha detto...

Scusate, ma non vi eravate un po' stufate della vita di prima? Alla fine si girava in tondo...
Non lo so, sarà che io ho avuto mia figlia a 35 anni ed è stato l'inizio di una nuova vita e, se vogliamo, di un'avventura.
L'unica cosa che rimpiango è la sveglia tardi il fine settimana, e lo sport. Però, almeno per il secondo sto recuperando..
deb

Stella ha detto...

Evviva!!! Ci sei arrivata, finalmente!:)))

Paterpuer ha detto...

Il tuo blog è come un flash (...che ti fulmina sul ring).
Mi piace come scrivi e mi piace ciò che pensi.

Questo post mi sorregge nella fatica di essere un quasi quarantenne che non vuole (e costitutivamente non è capace di farlo) rinunciare a sognare e a vivere. i tempi di recupero - ahimè - non sono più quelli di una volta ma ci provo lo stesso.

Per noi l'aperitivo è più incasinato perché Samuele Yannick quando vede il Negroni che riempie un bicchierone di rosso non ne vuol sapere di limitarsi al succo di frutta... Grazie al cielo ci sono gli stuzzichini!

Una cosa volevo dirti (si finisce sempre per parlar di sé altrimenti), credo che il tuo tentativo di essere madre e contemporaneamente non "essere il ruolo di madre" sia salutare per te e per la tua bambina. Quante mamme sfracassano le palle ai figli perché "dopo la maternità ho dovuto rinunciare", quanti figli devono subire lo sfracassamento!
Sono spesso quelle stesse mamme che dopo aver partorito assumono un aspetto "asessuato", non se mi spiego. Come se si dovesse diventare dei vegetali... Bah...

Genitori vivi, vivaci e audaci. Questo ci vuole. Questo tu sei. Brava.

Intanto stasera Samu viene a un altro concerto :-)

Buone ferie.

silvia ha detto...

Sai anch'io ho un po' di malinconia del passato ...ma me la faccio passare guardando la mia famiglia !!!! Purtroppo non fare tutto cio' che ti pare con un bimbo di un anno ...pero' io e mio marito ogni tanto ci concediamo una pausa e grazie alla nonna noi ce ne andiamo in moto ...come facevamo fino all'anno scorso ...torniamo ad essere fidanzati e la vita di copia si rivitalizza alla grande!!!! Poi quando rientriamo siamo tutti per il nano !!!!

Mamma Che Paura! ha detto...

questo è il motivo per cui ho aperto il mio blog, ho lanciato dodicimila progetti che prima non avevo il coraggio di realizzare... come hai fatto tu... che sia tutta una bufala questa cosa della maternità-catenaccio? Che ci sia veramente una novità nell'aria... ne riparleremo presto.

Nel frattempo complimenti per il meritato successo del blog!!!

Anonimo ha detto...

Ciao!
Ho scoperto il tuo blog per caso un mesetto fa e sto approfittando di questi giorni chiusa in casa per l'influenza per leggerlo tutto dall'inizio! E' strano leggere la tua avventura con Viola in un soffio, tanti anni ed emozioni condensati in poche ore. Ho deciso di lasciare un commento su questo post, dopo tanti letti d'un soffio, perchè qui mi sembra di vedere di nuovo uno spiraglio di leggerezza e di ottimismo. Quello che mi serviva in un momento in cui, poco più che trentenne, mi faccio ogni giorno domande sul mio desiderio di maternità. E ora continuo a leggere, non vedo l'ora di arrivare a scoprire come sono Viola e la sua mamma oggi!

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