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martedì 11 agosto 2009

Alcune madri

Alcune madri "implodono" il loro mondo intorno al figlio. Diventa un alibi perfetto per non-vivere - o meglio - per smettere di faticare a costruirsi un'identita' che presuppone un superamento dei limiti, una violenza della routine, un perdersi cosciente. Mettere in discussione alcune certezze e altre, dimenticarle.
Alcune madri, se non parlano dei figli non sanno di che parlare. Se non vivono i figli, non sanno di che vivere. Girano in tondo appese ai fili di giostre serene e sughi profumati, felici.
Con alcune madri vorrei riuscire a parlare ma non riesco mai a trovare quella gioia nelle mie parole.
A volte sono sicura che i limiti non siano i loro ma, a questo punto, i miei.
Altre volte, quello che mi tiene lo stomaco in piedi e le dita strette intorno a me stessa, e' affogare ad occhi chiusi nella certezza che vedo ancora tutto quello che c'e' da inseguire.
E sapere che, un giorno,io e lei lo sapremo vedere insieme.

Ci sono tanti modi di essere madri, e forse nessuno e' giusto o sbagliato.

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39 commenti:

cowdog ha detto...

e forse dipende molto anche dall'età delle madri. e da ciò che si è vissuto o che ancora si vuole vivere.
di certo avrei vissuto questa maternità molto diversamente dieci anni fa - quando avevo la tua età.

Silvia gc ha detto...

No... non credo... non l'età.
Io, dai miei 10 anni più di Wonder, mi sento sempre molto felice CON mio figlio, ma non sempre PER lui.
Ammettere che ogni tanto ci si sente in trappola non mi preoccupa poi molto e nello stesso modo non sono preoccupata da tutto quello che avrei potuto essere e non sono.
Anche a me proprio non va, ogni tanto, di gioire entusiasta per ogni mirabolante trovata del mio bambino. Spesso poi, invece, mi va. E mi va anche di chiacchierare con altre mamme...
Ma non mi chiamate "lamammadiAndrea" vi prego perchè ancora ce l'ho un nome!

M. ha detto...

il problema, cowdog, è che questa società ti consiglia di fare figli presto perchè a quanto sembra è meglio per tutti (per te mamma e per il bambino)e poi "se sei in gamba puoi comunque fare tutto, dai, le donne sono multitasking!" (cit.) ma poi se lo fai e per caso osi alzare un minuscolo "lamento" ti viene detto che sono fatti tuoi, che potevi aspettare, che "ora che hai la bicicletta devi pedalare" eccetera.

io credo che la vita che una donna si sceglie vada rispettata sempre, sia che trovi tutta la sua realizzazione solo nell'essere madre, sia che voglia essere madre ma anche donna e lavoratrice, sia che voglia dedicarsi solo alla propria vita senza sentire il desiderio di un figlio. il fatto è che una donna senza figli, o che non ne vuole, viene considerata da tutti (e, mi spiace dirlo, soprattutto dalle altre donne) come una donna mutilata, una donna a metà, una poveretta che non sa cosa si perde. ho letto una volta in un blog di una mamma che scrive anche qui (non mi ricordo il nickname però, se si riconosce nella descrizione si faccia avanti! e mi scuso se ho preso a prestito questo suo momento di vita) che quando ha detto che desiderava cambiare lavoro tutti le hanno subito risposto "sei di nuovo incinta, vero?" quando invece non era così, quando lo voleva fare solo per se stessa pur essendo già madre. ecco, lei da madre si chiedeva come mai quasi tutti pensano che per una donna l'unica vera grande svolta sia solo fare un figlio, e come per una donna sia legittimo e logico solamente investire la propria realizzazione personale in altri esseri umani, e non in qualcosa d'altro. e mi dispiace vedere come una donna che vuole ancora fare qualcosa solo per se stessa pur essendo madre debba per forza essere tacciata di essere una madre degenere, disattenta al benessere primo del figlio. tutto questo mi sembra pazzesco, ma tant'è.

poi, personalmente (sottolineo, personalmente, e senza l'intento di voler giudicare nessuno o alcunchè) ritengo che annullarsi sia sbagliato sempre e nei confronti di qualunque altro essere umano: sì, anche nel caso di un figlio.

Wonder, questo è uno dei tuoi post più belli e sentiti in assoluto. io vorrei poter essere una mamma come te, un giorno.

zauberei ha detto...

E' un discorso immenso: si incrociano mille cose in mezzo. I modi di essere l'età etc. Io mi sento di somigliarti, perchè mi tengo stretta le mie cose e perchè guardo il dentinocentrismo con un senso di asma. Forse sono anche peggio perchè piuttosto che andare in ferie con mia madre mi stacco entrambe le mano:) Faccio fatica perchè sono sola con mio marito... e forse sono viziata da mio marito: ma non amo il concetto di rete. Il dover parlare con altre femmine di mio figlio per il fatto che sono femmine, e in quanto femmine dovrebbero avere più voce in capitolo di lui. Non critico chi lo fa, sto solo ecco un po' per conto mio. E' questione di stili esistenziali. C'è chi invece in queste cose ci sguazza (mia sorella per dire) e sta bene lo stesso. Credo che la cosa migliore sia una specie di flessibilità. Il saper piegarsi a dei cambiamenti provvisori. Un dentinocentrismo sporadico per esempio a noi ci fa bene. Così zitte zitte bbone bbone e a piccole dosi:)

Anonimo ha detto...

Credo che nessuna di noi dovrebbe sentirsi una madre migliore di un'altra. Ciascuna ha il proprio mondo, chi fatto di gioie, di concquiste (fatte o ancora da fare), di delusioni, di giorni sì ed altri no.
Personalmente neppure io appartengo alla categoria delle mamme che parlano solo di pannolini, rigurgiti e dentini, ma forse solo perchè sono fortunata, ho tante cose che amo fare, che già faccio o che farò.
Lavoro come pedagogista, studio medicina e organizzo convegni di agopuntura.
Fare tante cose e avere un figlio piccolo è faticoso (specialmente senza nonni ad aiutarci), a volte piango dalla stanchezza e maledico il mio eclettismo, ma sono certa che non potrei vivere senza ciò che amo. Ovviamente questo include mio figlio e certi giorni diventa il protagonista assoluto, ma certo non l'unico!
http://vistodalei.splinder.com

aspirantemamma ha detto...

l'importante - sempre e comunque - è trovare l'approccio che rende felici. Tu lo sei, wonder?

Wonderland ha detto...

E' una bella domanda. Io non ancora, o meglio, vacillo. La sfioro a tratti. Ma forse e' una mia caratteristica personale, quella di usare l'insoddisfazione come trampolino e di restare quasi impantanata quando arriva la felicita'. Questo e' stato un post scritto molto di getto, per cause molto personali. Spero che non sia preso come un paragone stupido, perche' non lo e'.
Io stessa a volte sono - come dice zaub - dentinocentrica, ma a volte osservando queste madri che lo sono 24/7 mi prendono riflessioni serie. Forse e' quello il vero senso dell'essere madre, quello che io cogliero' piu' avanti o che forse non cogliero' mai... Intanto mi pongo le mie domande. Faccio le mie riflessioni. E mi piace che anche voi mi facciate pensare con le vostre critiche o le vostre storie.
Che la virtu' sta nel mezzo e' una grande verita'. Che io non sia una virtuosa, anche.

Mamma Cattiva ha detto...

Wonder, mi piace il tuo blog e questo post arriva bene dopo lo scambio di commenti di alcuni precedenti. Mi è mancata l'aria e virtualmente mi è sembrato di tornare a quel periodo buio in cui le altre facevano tutto meglio di me. O così raccontavano. Tanto da decidere di isolarmi completamente. Non conta l'età. Conta l'esperienza, il guardare oltre. E non conta neanche il mito della felicità. A me a volte piace pure essere un pò infelice. Mi dà la voglia di uscirne. Alzi la mano chi è felice!

@M. - Mi sa che sono io quella di cui parli. Quel post la dice lunga e nn posso che ringraziarti di avermi tirata in ballo.

Ondaluna ha detto...

Consierazioni giustissime, giustissima conclusione. Hai cercato, stai cercando, stai trovando IL TUO modo di essere madre (ti ho sempre ammirato per questo) ed è vero che un giorno saprai insegnare a tua figlia a guardare oltre.

P.S. Domani è per me il grande giorno.

mamma al quadrato ha detto...

Io sono una di quelle madri che ha fatto i figli "nel momento giusto" (nel senso di giusto-per-me)e fino ad oggi non mi è pesato niente (o quasi) della vita con i pupi. Detto questo parlo di bambini solo se mi si chiede dei bambini, so che la mia vita oggi è quello, soprattutto quello, ma anche qualcos'altro. L'altro (cioè me stessa, il mio compagno, il mio lavoro, i miei interessi, etc.) ha uno spazio diverso rispetto a prima ma continua ad esistere, eccome. Chi parla solo di pappe, giostre e pannolini forse prima avrebbe avuto poco da dire. Ah, nel mio blog parlo solo di quello ma il mio blog non è la mia vita.

mammafelice ha detto...

Sposo parola per parola, e tu lo sai.
E adesso, per favore, diventa felice.

S@R@ ha detto...

Se non vivono i figli, non sanno di che vivere. Girano in tondo appese ai fili di giostre serene e sughi profumati, felici.
questa è mia suocera che adesso tenta di vivere di mio figlio,,..
è come quando parlo della mia paura del futuro senza un lavoro...e tutti mi dicono" eh ma ora goditi tuo figlio poi ci pensi" ma io mio figlio me lo godo meglio se sono serena e ho delle prospettive anche per me....

chiara71 ha detto...

penso anch'io che dipenda molto dall'età delle madri,se prima di com'era la loro vita prima dell'arrivo del loro bimbo etc etc

Marilena ha detto...

Secondo me le donne che parlano solo dei bambini, che vivono solo per loro prima non avevano niente da dire o da fare. Io ho più o meno la tua età, mia figlia l'ho desiderata tantissimo (come desidero tanto la bambina in arrivo) perchè mi sentivo e mi sento pronta.Sono stata anche felicissima di accogliere i bambini di mio marito e li amo tutti e tre. Ma non mi vergogno a dire che a volte sono davvero stanca e se loro per qualche ora non ci fossero mi riposerei davvero. Forse sono io egoista però in certi momenti è davvero dura.
Un abbraccio wonder!

la.stefi ha detto...

Io penso che non dipenda dall'età, ma da come si è e da quanto si pensa. Io, che penso molto, analizzo tutto, solo adesso mi sento pronta ad avere un figlio, e ho più anni di te. C'è chi si sente pronta a 20 anni, chi a 25, chi a 40: l'importante è non forzare né se stesse, né la natura (per quanto mi riguarda).
Il fatto di parlare solo di una cosa, che siano i figli o la moda o il lavoro a seconda delle fasi della vita dipende dal carattere della persona, che può essere monotematica o molto incentrata su se stessa o non avere molti interessi.
Io, le persone così, non le reggo. Ma anche io mi sento spesso un pesce fuor d'acqua.

TuttoDoppio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
TuttoDoppio ha detto...

Per quanto mi riguarda:
felicità: quando i miei bambini dormono, cioè, quando li osservo mentre dormono. Penso che li ho fatti io e che questo è un gran miracolo.
infelicità: alle 7 del mattino, quando ho ancora sonno e uno, o due, o tutti e tre i bambini mi svegliano in modo selvaggio e mi rendo conto che mi attende una lunghissima giornata insieme a loro, e che prima del mio caffè viene la loro colazione e un cambio di pannolino.
felicità: quando sono al parco, i grandi giocano con altri bambini, il piccolo sgambetta sull'erba, e io ho avuto l'accortezza di portarmi la mia rivista preferita.
infelicità: quando inizio a fare qualcosa di impegnativo in casa, come cucinare, e i grandi iniziano a litigare e fanno un baccano tale da svegliare il piccolo, nel frattempo suona il telefono e il pentolino col sugo brucia.
felicità: riuscire a trovare un gioco da fare insieme ai miei figli che piaccia anche a me.
infelicità: essere costretta a giocare a gormiti perché quello è il gioco del momento.
(continua)

tutto questo per dire che ho smesso da tempo di cercare la felicità duratura nel tempo, universale, in ambito familiare.

sono già contenta di avere una vita serena, una buona salute, tre bambini che stanno bene (e questo non lo sottovaluto mai).

ma la giornata è scandita da momenti di soddisfazione e altri di frustrazione, lo ritengo normale.

Improvvisamente in quattro ha detto...

Io sto preparando un post che parla della mamma ideale: non solo la mamma ideale che gli altri (la società etc) vorremo che fossimo, ma anche la figura di mamma ideale che ci diamo noi stesse perchè ci portiamo dentro e dietro da tutto il nostro vissuto.
Io, ti dico, la verità, non ho ancora capito che tipo di mamma sono... sto cercando di capirlo, ma i condizionamenti vari non aiutano.
Comunque è vero: ci sono tanti modi di essere madri. L'importante è acccettarsi (e accettare le altre) per quello che si è.

marina ha detto...

la verità è che siamo circondate dai giudizi. quando diventi mamma si sentono tutti in diritto di elargire consigli non richiesti o raccontare personali esperienze probabilmente per ricacciare indietro insicurezze mai risolte. se non allatti non sei una brava madre. se allatti ma osi dire che ti senti più mucca che donna non hai istinto materno. se allatti per 12 mesi e pure a richiesta e magari sei sfatta sei la madre perfetta oppure sei una pazza. se applichi "fate la nanna" sei crudele ed egoista perchè ogni bimbo ha i suoi tempi, siamo noi che ci dobbiamo adeguare. se il nano non dorme "ma perchè non leggi fate la nanna?, a me ha salvato la vita, mio figlio dorme dodici ore, io e mio marito trombiamo come ricci e la mattina sono riposata come dopo un weekend al club med". e questi sono solo pochi esempi. personalmente non credo nella felicità ostentata, mi puzza sempre di insoddisfazione repressa, ma magari mi sbaglio. il problema wonder (che magari problema non è) è che ci facciamo condizionare. e allora ci facciamo delle domande su noi stesse. ma è proprio per quelle domande, e quelle cose che non sai e non sei che tua figlia ti apprezzerà. un abbraccio e come sempre grazie!
marina

Anonimo ha detto...

Solo una buona madre si chiede se
lo è....stai tranquilla sei un ottima mamma anche se,fortunatamente,riesci a vedere oltre...

Anonimo ha detto...

...toccante e un pò amarognolo questo tuo post, ma concordo pienamente..ma che mamma è, dico io, una mamma che è solosolo mamma..?? i figli poi crescono e si aspettano da noi risposte, stimoli..spintarelle ad andare avanti..ma se noi ci blocchiamo sul ruolo mammaebasta cosa offriremo loro quando ci chiederanno di più? quando ci metteranno in discussione?
..forse te puoi capire perchè mi innervosisco se non riesco a trovare una mezzora per studiare. quando la mia bimba frigna incessantemente vorrei spiegarle che se riuscirò a laurearmi ne trarrà notevoli benefici anche lei..io,da quando sono mamma, mi interesso di molte più cose, sono energica, attiva e curiosa come non lo sono mai stata..è tutto merito suo cmq, anche se mi tiene sempre occupata mi da una carica fortissima, ogni giorno.. buona notte..

si. ha detto...

Seguo da poco il tuo blog e mi piace, mi piace un bel po'.
Non perchè si parla di "essere mamma", ma semplicemente di "essere", portandosi inevitabilmente dietro tutti i suoi imprevisti (ed essere mamma è una piacevole complicazione della vita).

Amo viaggiare, sai quei viaggi sporchi a bordo di mezzi pubblici, prima uno scossone, poi un altro e un altro ancora. Dopo otto ore ti ritrovi a soli 100 km da dove sei partito e sei esausto, soddisfatto, felice.
In passato ogni mia attività era affrontata come questi viaggi, sempre in movimento, avvolta nel rumore.
Poi il 3 settembre del 2008 nasce la mia bimba (esattamente 23 ore prima della tua) e tutto si blocca e diventa silenzioso (eccetto gli strilli della pupa in piena notte). E' un black out in piena regola, ma quando la luce torna ogni cosa ha cambiato ordine e priorità.
Il movimento, quello che prima mi aiutava a sopportare le giornate e mi costringeva a non pensare è cessato e si sa, nel silenzio tutto si amplifica.
Vado in tilt e devo ripartire trovando nuovi modi per poter sopravvivere a questo mondo, nuovi stimoli all'interno di schemi rigidi dai quali per 30 anni ho cercato di fuggire.
Poi mi ascolto e benedico questo momento ovattato e mutevole, perchè questa rottura dalla vita precedente è nuova linfa per quella futura e so per certo che se la mia bimba non fosse arrivata in mio soccorso il mio animo irrequieto avrebbe sicuramente escogitato qualsiasi cosa pur di sovvertire l'ordine delle cose.
Anch'io come tutte sto faticando per modellarmi un nuovo spazio, ma non per "essere mamma" ma per "essere" e trovare quiete nel posto giusto, scelto da me.

cowdog ha detto...

quando ho parlato di età, mi riferivo soprattutto alla mia età. ho avuto mio figlio quando mi sono sentita pronta per diventare madre (per quanto pronte ci si possa sentire), quando avevo raggiunto quelle pietre miliari che mi ero prefissata e sentivo che avrei potuto tenere in sospeso 'il resto di me' per un po' senza rimpianti. ho avuto paura di questo cambiamento, come tutte del resto, ma funziona. ho scoperto parti di me che non conoscevo, come la capacità di prendermi cura del mio bambino a tempo pieno, ma ho anche capito che mi manca avere un mio spazio, il mio lavoro, dove esisto io come me stessa. quella parte per ora è congelata, vi ritornerò gradualmente, quando il mio essere madre mi lascerà energia sufficiente per altro. ma ho fatto tutto consapevolmente e forse per questo vivo tutto più serenamente. ma ciò non significa che non vi siano difficoltà, paure e senso di inadeguatezza.
la mia situazione poi d'isolamento - all'estero, sola con il mio partner - mi rende immune da mamme 'dentinocentriche', quindi (per mia fortuna) sfuggo la noia monotematica; gli unici momenti di scambio sul mio essere madre li ho quando commento sul tuo blog, wonder.
ultimo, ma non per importanza: mi pare che la società italiana sia molto portata al giudizio delle madri, comunque siano. come ho già scritto, in germania la maternità, i figli sono vissuti in modo più naturale, come parte della vita, ma non come il centro di essa.

e ancora una volta mi scuso per questo commento prolisso. ultimamente gli argomenti sono troppo importanti per riuscire a fare tacere i tasti

superpomettomela ha detto...

mm no n so..non sono mamma quindi non posso capirti a pieno, sono quella che eri tu prima di Viola ma in ogni post del tuo blog si respira l'amore folle che provi per tua figlia, non credo ci sia un modo giusto o sbagliato ma solo che occorra esserci e tu.. da quello che si legge ci sei il resto lo imparerai

Francesca ha detto...

sai cosa wonder?
io sono come eri tu prima..ho ora l'età che avevi tu quando sei rimasta incinta e pensavo che forse per me sarebbe stato meglio astenersi dalla maternità perchè c'è chi è tagliato e chi no..
questo è quello che pensavo, poi quest'inverno mi sono imbattuta in questo blog al quarto giorno di ritardo (poi rivelatosi solo ritardo) e ho iniziato a leggerti, con avidità dal primo post all'ultimo e sai cosa ho imparato leggendo te e tutte queste, permettetemelo, magnifiche donne, prima che madri, che leggono e commentano?
che vorrei essere una madre come te e che non è vero che c'è chi è tagliato per la maternità e chi no e allora forse chissà..magari anche io un giorno mi lancerò in questa avventura e sarà grazie a te e al tuo non vergognarti di dire di aver bisogno di essere te stessa prima de lamammadiviola se avrò un pò meno paura.

f.

paprika ha detto...

io vivo per figli, ma vivo davvero quando dormono :-P

mara ha detto...

tutto quello che mi da più fastidio di mia madre è che io e mia sorella siamo state il suo unico vero grande motivo di vita..gli voglio un bene dell'anima ed è stata la madre più amorevole del mondo e mi ha dato cose che io probabilmente non saprò mai dare a mia figlia...ma voglio e pretendo da me stessa che la mia vita le mie soddisfazioni siano anche altro..perchè da figlia che ha fatto una figlia ti rendi conto che quella cosina che adesso pensi sia tua non lo è lei cercherà di costruire il suo di percorso e certo ci ameremo per sempre ma lei penserà alla sua di vita alla sua carriera e poi ai suoi figli...è così è inevitabile e giusto...e allora cerchèrò più che posso di trovare un equilibrio...e di fregarmene della gente che parla...io accetterò quel lavoro che mi porterà via da casa tutto il giorno..perchè sotto la vocina dentro di me mi dice che è giusto che fra qualche mese tra cacche e pappe io me ne pentirò...io ho bisogno di sapere che sono anche qualcos'altro poi magari scoprirò che non riesco a stare lontano da lei tutto il giorno...ma prima devo provarci..perchè lei sia serena io devo essere serena..questo è fondamentale...io e lei insieme

Anonimo ha detto...

Io non sono una mamma ma vorrei tanto esserlo. Così tanto che forse mi sto impanicando un po'...quando hai amiche coetanee capita che gli obbiettivi spesso coincidano ... e il caso ha voluto che le mie migliori amiche ( ben 3) siano rimaste incinta in qs mesi e 1 ha una bimba di 2 anni... non si fa altro che parlare di figli , di nausee , di ecografie , amniocentesi...non si organizza più nulla perchè nulla è adatto alla nuova condizione... probabilmente vorrei solo essere al loro posto...probabilmente io sarei peggio .... probabilmente è normale .... però mi mancano le mie vecchie amiche con cui parlare di lavoro , di viaggi o quant'altro... con cui andare a prendere un'aperitivo e discutere del resto della vita ...ovviamente davanti a un sano succo di frutta.

Brigantia ha detto...

Io non so i colloqui tra mamme, ma nei colloqui tra me e una mia amica neomamma non la ritrovo più, sento parlare di luoghi comuni e sempre e comunque il bimbo di mezzo, anche al telefono parla sempre con lui anche se lui ancora non parla...
dev'essere una cosa che ti stravolge (anche in positivo, eh!) la vita, ma penso che sia giusto restare, come dici tu, aggrappate con le unghie a sé stessi. questo poi anche nella coppia, no? forse è la stessa cosa quando uno, uomo o donna che sia, si fa troppo assorbire dall'altro/a e si identifica come "compagno/a di"...

Denise ha detto...

Condivido. Anche se non penso che sia giusto in quel modo lì: quelle che esistono solo per i figli, che non hanno altri interessi oltre ai figli, sono dannose per i figli stessi. L'affetto diventa claustrofobico e assolutistico, il figlio lo vivrà, da grande o prima, come un peso; il genitore gli inculcherà un senso di colpa "non vuoi bene alla mamma" e si vivrà su una corda tesa tra il non poterne più e il non voler far soffrire.
Comunemente le iperpresenti (anche in senso metaforico) vengono considerate le mamme migliori, io direi che per certi versi sono le peggiori.

Wonderland ha detto...

Mara: che culooooo >.< dorme e deambula, ma che vuoi di piuuuu?

Francesca: grazie di ogni parola.

Si. "questa rottura dalla vita precedente è nuova linfa per quella futura e so per certo che se la mia bimba non fosse arrivata in mio soccorso il mio animo irrequieto avrebbe sicuramente escogitato qualsiasi cosa pur di sovvertire l'ordine delle cose." Come capisco, e come trovo belle e sagge queste parole!!!

Denise: pienamente d'accordo... ne conosco almeno una. Mia mamma.

Tuttodoppio: grazie per lo spaccato... realistico e anche molto incoraggiante (per me, che ora vedo un po' nero)

A tutte, grazie mille. Non credo siano i dubbi a rendermi una brava madre e non credo nemmeno di esserlo. Molto spesso mi vergogno del senso di claustrofobia che provo a starle accanto, in certi momenti. So che passerà. Certo, se dormissi la notte, sarebbe tutto piu semplice. Sono molto stanca...
Ed è vero, ci sentiamo giudicate e guidichiamo. Dovremmo smetterla. Ma è così umano, che poi ci si ricasca sempre.
Buone vacanze a tutte.

Layla ha detto...

«Chi parla solo di pappe, giostre e pannolini forse prima avrebbe avuto poco da dire. Ah, nel mio blog parlo solo di quello ma il mio blog non è la mia vita.»
«Secondo me le donne che parlano solo dei bambini, che vivono solo per loro prima non avevano niente da dire o da fare. »
come dirlo meglio? :-) senza contare quello che diceva Caterina Cavina: spesso (sempre?) si scrive in un blog per colmare una frustrazione di qualsivoglia tipo.

Figli non ne ho, ma sono figlia di una madre che ha mantenuto vive - proprio quando eravamo piccole - la sua arte, la sua passione politica, la sua vita interiore. Ma pure quella esteriore, ad esempio i pranzi con gli amici, il giro in piazza la sera, i pranzi con gli amici (ai tempi l'aperitivo non era di moda sennò... ;-) ).
Ieri mi ha detto: “beh, CERTO che quando eri APPENA NATA ti lasciavo con tua nonna e me ne andavo al mare!” (mia nonna c'era solo in estate e io sono nata in estate... :D)

Manteneva tutti i suoi interessi perché li aveva già da prima.
E io adoravo quella mamma che ci amava ma - lo scopro ora - con un bel po' di sano distacco o come ama dire lei “i bambini sono belli a 3 anni!”
Il che rende un po' dei noiosi rompicojoni tutti quelli che si trovano nelle altre fasce d'età, con tutto il rispetto per Viola. ;-)
Comunque, adoravo mia madre e mantengo un buon ricordo della puzza di trementina, della focaccia che lei si prendeva doppia + pizza mentre noi potevamo avere solo una delle tre cose, sono divertita perfino del ricordo delle bruciature di sigaretta che ci beccavamo quando le giravamo intorno mentre si faceva gli affari suoi. (per caso eh :-D)

Passiamo al controesempio: la mia conoscente X non ha mai trovato qualcosa che l'appassioni quanto gli uomini e sogna solo di avere una famiglia. Non so, potrebbe diventare una di quelle mamme 24:7 oppure pentirsi di non essersi ritagliata un'identità prima dell'arrivo di un'altra identità da formare! «i figli poi crescono e si aspettano da noi risposte, stimoli..spintarelle ad andare avanti..ma se noi ci blocchiamo sul ruolo mammaebasta cosa offriremo loro quando ci chiederanno di più?»
NB: conoscente X ha avuto una genitrice di quelle che inculcano «un senso di colpa "non vuoi bene alla mamma" e si vivrà su una corda tesa tra il non poterne più e il non voler far soffrire.»

L'importante per me, ancora figlia, è che una mamma... in qualsiasi modo faccia la mamma... trasmetta delle fondamenta solide su cui poi l'identità del figlio si costruisca liberamente, evitando il vuoto morale e umano, per me basta "solo" questo...

Silvia gc ha detto...

Wonder, può sembrare una spiegazione semplice ad una domanda complicata: la claustrofobia, secondo me, contnuerari a sentirla sempre, magari per brevi, brevissimi momenti (ma del resto non c'è anche la claustrofobia da matrimonio/convivenza, da figlitudine o da lavoro?). Ma posso assicurarti che quando ricomincerai a dormire (accadrà, accadrà davvero), sarà realmente tutto più leggero. La tua risposta semplice "sono molto stanca" è anche molto, molto vera.

sicampeggia ha detto...

per me è molto semplice: i nostri marmocchi sono piccoli e hanno MOLTO bisogno di noi.
ah quanto vorrei dedicarmi alle mie cose quanto e come dico io!
Ma adesso vado di fretta perchè ho un gigantino di cui prendermi cura e in fondo al cuore lo sò, come lo sai tu, che questa, ADESSO, è la cosa più importante.
E poi consolati: almeno tu sei in vacanza!

VereMamme ha detto...

Cara Wonder, questo post me l'ero perso tra la sabbia e le onde. Ora che l'ho scoperto, ti chiederei: vorresti portare su VereMamme alcune tue riflessioni su inadeguatezze, blues, e molto altro? quello che dici qui è proprio quello che mi ha fatto concepire VM un anno fa, stanca di vedere tante donne torturate dai confronti (e di sentirmi sottoposta a simili pressioni). Nnn esiste un modo giusto e un modo sbagliato, è proprio nato tutto da lì. esistiamo solo noi e abbiamo il dovere di cercare la nostra felicità. Questo non dovrebbe restare in singoli nostri post sparpagliati, ma dovrebbe diventare il messaggio di un movimento di opinione , forte e chiaro, a cui io vorrei dare una casa :)

Anonimo ha detto...

Ciao,
e'la prima volta che scrivo... ho trovato per caso il tuo Blog e me lo sono letto quasi tutto in tre giorni usando ogni minuto dei riposini della mia Dada.
Anche io SONO una donna in carriera che ha messo in "pause" per qualche tempo il lavoro e tante altre cose... alle quali pero'non rinuncio che temporaneamente.
Una mia amica che sta, con fatica ma felicemente, conciliando un bimbo e il suo lavoro fighissimo, un giorno mi ha detto una grande verita'che mi ripeto sempre quando mi manca la mia liberta': "ricordati che quando fai qualcosa, o rinunci a qualcosa alla fine lo devi fare per te non per lei. Se lo fai per lei prima o poi glielo farai pagare...".
Credo sia vero, se si implode per un figlio poi nel tempo, magari quando e'grande, magari quando si e' vecchi, si pretendera' che il figlio/a faccia lo stesso.
Credo sia meglio riconoscere la fatica e per questo decidere coscientemente di farla e portarne le conseguenze.
Ti abbraccio e grazie per il tuo blog.
LU

kiarrin ha detto...

Io mi sento come te, Wonder, con la differenza che sono più serena, perchè riesco a dormire la notte (fidati che il tuo umore nero è solo dato dall'insonnia). Sono felice di essere mamma, ma non mi sono dimenticata di quella che sono. Continuo a coltivare i miei interessi, soprattutto quelli più inutili, di puro cazzeggio; confesso di aver tralasciato un po', per pigrizia, le attività più impegnative a livello mentale, ma presto riprenderò. NOnostante faccia tanti errori,nonostante deleghi le cure della mia nana a mio marito o ai nonni, quando sento di non potercela fare,mi sento una brava mamma e sento che potrò solo migliorare. Guardare le altre mamme mi induce spesso al confronto, a volte mi sento "meno brava di", ma poi penso che tutto è relativo, che con due figli sei più scafata che con uno, che se sei sola sei più indipendente di chi, come me, ha un marito che aiuta molto e una mamma-nonna super (a dire il vero è un po' fissata che devo diventare una brava casalinga, oltre che brava madre, ma lei è una di quelle che ha rinunciato al lavoro per i figli, ed è ben consapevole che io non farò come lei).
Come te io non vedo mia figlia come la realizzazione piena della mia vita, ma come un pezzo importante di essa. Insieme a lei cresco anch'io.
Un abbraccio
Chia

Laura ha detto...

ciao Wonder, ho scoperto da poco il tuo blog e mi piace tantissimo:sto leggendo tutti i post vecchi ma, quando ho visto questo, non ho potuto fare a meno di commentare! sottoscrivo OGNI parola che dici! Io non ho figli e alla tenera età di 35 anni l'istinto materno inzia ora a fare capolino timidamente. Non sopporto tutte quelle che non parlano altro che dei figli, che ti ripetono in continuazione le frasi fatte che sono il sottotitolo del tuo blog e che vogliono sembrare sempre perfette. Adesso però c'è anche chi racconta com'è davvero,come te. Grazie a te e a tutte loro, perchè nel passaggio dal Pampero ai Pampers almeno si sappia a cosa si va incontro!
laura

Anonimo ha detto...

Ti ho scoperta da poco, come da poco sono mamma. "prima" ero anch'io, perdona se ti tiro in mezzo alle tue stesse parole, una "cojona".

Ero diventata una mamma triste e sconsolata, vedevo sempre e solo nero.

Tu mi hai fatto ritrovare la forza di essere nuovamente me, pur senza dormire, pur senza allattare e sentendosi per ciò una cacca, molto di più dei vari "siccome sei mamma" sentiti sinora e che suonano più come una condanna che come un incoraggiamento.

Centellino i tuoi post, godendomeli tutti e rido col naso, magari col mio piccolo sul braccio, in attesa che, forse, prenda sonno.

Grazie, sei meglio del Prozac.

Michela

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