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giovedì 15 ottobre 2009

Essere presa sul serio quando lavori da casa

"Ehm, mamma stamattina verresti a tenere la Porpi che ho un lavoretto da freelance e devo scrivere..."
"Ma esci?"
"No no, scrivo qui da casa, mica gli danno l'ufficio ai freelance."
"Ah ok. Vedrai: non ti disturberemo per niente."
Sollevata, accolgo mia mamma e lancio la Porpi tra le sue braccia.

Dunque, ho passato tutta la mattina così:
Scusa ma la devo cambiare o l'hai già cambiata?
Mi dici dove sono i vestitini? Ma questo è nuovo? E questo è sporco?
Ma la lavatrice non l'hai mandata! Ma perchè usi questo ammorbidente che puzza?
Scusa la tieni un attimo devo fare una telefonata.
Questo giochino è un po' pericoloso, ha gli angoli. E quant'è brutto st'orso rosa!
Le do un po' di succo di pera? Questo biberon è da lavare?
Scusa la tieni un attimo devo andare al bagno.
Pronto? Si sono a casa di tua nipote, tieni, è lo zio che ti vuole salutare.
Mi dici dove sono i calzini antiscivolo?
Ma la febbre stamattina glie l'hai provata? E ste unghie glie le tagli mai?
Oooh prendila un attimo che vuole te! Sei senza cuore!
Tienila un attimo che non riesco ad aprire il box.
Come fuori fa troppo freddo? Le ho messo il golfino! Ah, è di cotone? Davvero?
Ma la pastina la cuoci tu?
Senti ieri le hai dato la carne o il pesce?
Scusa la tieni un attimo che devo girare il brodo.
Certo che non ti va mai bene niente eh, vengo qui e devo stare pure zitta!

Penso che a casa mia neanche il Dalai Lama riuscirebbe a concentrarsi più di mezzo minuto.

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42 commenti:

angela.carra ha detto...

Ciao Wonder,
non avresti potuto descrivere meglio osa succede quelle (poche, per fortuna) volte in cui posso decidere di stare a casa a lavorare e chiedo a mia suocera di tenere Giorgia. Non le entra in testa che lavorare a casa E' LAVORARE!!! arriva a chiedermi di quantificare in ore il lavoro che devo fare e, considerato che faccio la ricercatrice e che se sto a casa è èer scrivere articoli, mi sembra difficile stabilire a priori quanto tempo impiegherò a scrivere quella e quest'altra cosa!
per questo scapo al lvoro quasi ogni giorno!
Tieni duro anche se non so se cambierà mai!
Angela

PS Come sta Viola?

don luca ha detto...

L'uomo lavora nella sua generazione, la madre nella futura. (Fulton J. Sheen)

Coraggio, il futuro scommette su di te :-)

Ciao, in alto il cuore!

Federica ha detto...

ahahahahah :))) come ti capisco!

e' dura la vita da freelance con una mamma per casa !!

Wonderland ha detto...

Grazie Angela, mi capisci eh? Viola sta meglio grazie, la febbre da vaccino è passata :)

don Luca: bentornato sul blog e grazie dell'illuminante massima, però vorrei anche lavorare nel presente. una mamma realizzata anche come persona e lavoratrice a mio avviso è una mamma migliore.

Federica: si, anche con la tata non so se cambierebbe molto cmq...

caia coconi ha detto...

consiglio: esci.
fai la figa che scrive seduta a un tavolino di un bar, molto meglio.

M. ha detto...

Wonder, sei mitica come sempre!

io lavoro da casa (o meglio, è solo uno dei lavori che faccio)come ricercatrice e scrivo, e credo che far capire agli altri che il lavoro da casa è LAVORO VERO E PROPRIO (anzi, forse anche meno dispersivo di quello in ufficio, per certi versi) sia una vera e propria missione impossibile...c'è ancora gente che crede che io non stia lavorando, solo perchè non vado in un ufficio ogni giorno alle nove di mattina. io ci ho quasi rinunciato, ormai. tu non demordere!

M di MS ha detto...

Benvenuta nel club!
La dura verità è che alla fine si opta per un nido part-time (solo la mattina), altrimenti non si combina niente, manco una telefonata all'idraulico.

Ondaluna ha detto...

Ma che mi hai rubato la madre???
Ecco perché stamattina non è venuta da me: era da te!!!

mammafelice ha detto...

Ormai sono una specialista: ecco i miei segreti:

- la sordità selettiva: se ti alleni, puoi escludere dalla tua mente qualunque range di suono, compresa la voce di tua figlia che chiede aiuto in una pozza di sangue. Da usare solo in prossimità delle consegne;

- il potenziamento della parte destra del cervello: il tuo emisfero destro può diventare preponderante nello svolgimento del tuo lavoro. Devi solo allenarti a svolgere incarichi di precisione, come ad esempio sistemare 1 pixel alla volta tutti i padding di un sito, mentre canti una canzoncina da bambini o elenchi l'alfabeto. Praticamente devi essere bipolare. Se hai dei problemi psichiatrici come i miei, ovviamente sei più avvantaggiata;

- il finto ictus: usi una sola parte del corpo, e con l'altra intrattieni tua figlia. Per esempio, se sta male, la prendi in braccio con la sinistra, l'appoggi sulla spalla sinistra come una stola di ermellino, e con la parte sinistra del corpo fai la mamma, mentre con la destra lavori.

Io ho fatto così per 2 anni.
Sarà un caso che sto ancora col Regime dei Minimi? :))

don luca ha detto...

.. ma ogni istante è già futuro!

Comunque, da figlio parecchio disordinato e disordinante posso dire che due mamme nella stessa stanza non possono convivere!

Da prete pensavo di non avere più questo problema ed invece mi trovo decine e decine di mamme in parrocchia che sbuffano per il mio disordine.. povero me!

Anonimo ha detto...

io lavoro da anni da casa come traduttrice, e ha ragione M. quando dice che è quasi impossibile far accettare agli altri che il lavoro da casa è un lavoro vero; ma io vado più in là: è difficile prima di tutto farlo accettare a noi stesse, che il lavoro a casa, senza spostamento in ufficio, senza colleghi, senza capo rompiballe, senza pausa alla macchinetta caffè, è comunque lavoro. Noi siamo le prime a non crederci troppo. E infatti ad esempio mettiamo nella stanza accanto figlia di pochi mesi+nonna invadente..
scusa wonder, tu hai un grande talento, credo che per come scrivi hai un futuro da free-lance assicurato, ma perchè non ti ritagli un tuo spazio, tipo 3 mattine alla settimana, in cui ti dedichi a lavorare/scrivere/CREARE? lascia tua figlia dai nonni, o in un asilo, togli la suoneria al cell e dedicati a te stessa.. in fondo non è questo che vuoi, che vai dicendo da tempo che ti manca?

sononera ha detto...

Ci vuole un santissimo ufficio , ci vuole proprio, e, per come sei brava a scrivere tu, te lo meriteresti davvero....

emily ha detto...

quando è nata mia figlia mi mancavano 2 esami e la tesi: a un anno di vita ho deciso di mettermi e finire e ho preso una baby sitter....dovevo uscire e andar in biblioteca altrimeti nn cobinavo nulla e mi sentivo pure dire: una bs xkè? ma tu nn sei a casa? ma sei proprio una sfaticata!!! e mi sono ridotta a studiare di notte, mi svegliava mio marito alla mattina che mi trovava addormentata con la testa sul libro e l'evidenziatore piantato sulla pagina che aveva fatto una macchia pazzesca.
come ti capisco!!!

Castagna ha detto...

ehehehe
ahahah
rido ma son solidale
molto solidale
non hai idea di cosa faccio io per sfuggire al telefono e al marito quando scrivo
(ripeto NON HAI IDEA ma forse ti posso illuminare con uno spaccato tra i tanti: parcheggio dell'autogrill, camionisti, brioche di cartongesso e puzza di pipì)

Aspetto con ansia di leggere il commento di Silvietta che, come sapete, uno dei tanti lavori che fa lo fa da casa... lei però ha un marito con l'aureola, posso testimoniare

Peyton Maria ha detto...

Io non ho la mamma, ma pezzi del genere me li fa mio fratello..se ho bisogno di lavarmi i capelli, ad esempio o di guardarmi un telefilm per un'ora.

"ma perchè piange?"
"ma che devo fà mò?"
"e che è la tettarella?"
"ma perchè, già dopo 4 ore la cambi?"
"mica vorrà stare tutto il tempo così (in braccio"
"la posso mette sul girolo (leggasi: girello)?"

ITmom ha detto...

ah ah ah, rido per non piangere... o meglio per non ringhiare dalla rabbia. perché questo post mi ha fatto ricordare tutti i momenti in cui cercavo di concentrarmi su qualcosa da scrivere, e immancabilmente i pargoli si aggrappavano urlanti alle mie caviglie, con nell'altra stanza una nonna e un papà inermi che ripetevano: 'eh, vogliono solo te, non sappiamo che fare...'
hai capito perché poi per un po' ho rinunciato?

tobina ha detto...

Sante parole... io insegno, e al di là delle ore effettive passate fuori casa, il lavoro (enorme) che dovevo fare a casa cominciava sempre DOPO l'addormentamento dei pargoli... in genere per far dormire loro mi addormentavo anch'io, riemergevo verso le 23 e COMINCIAVO a lavorare...
Anche senza madre in casa, anche se i bimbi ora sono un po' più grandi, appena mi siedo e cerco di cominciare a fare qualcosa, vengo interrotta minimo ogni 5 minuti per qualsiasi cosa venga loro in mente: "Maaaaaaaaammaaaaaaaaaa... mi accompagni in bagno?" Lo accompagno. Dopo 5 minuti il secondo: "Maaaaaaaaaaaaaaammaaaaaaaaaaaa... devo andare in bagno anch'io!" (e meno m,ale che abbiamo due bagni...). Dopo 5 minuti, dal primo bagno: "Maaaaaaaaaammaaaaaaaaaaaa... mi dai un libro?" Dopo 5 minuti dal secondo bagno: "Maaaaaaaaaaammaaaaaaaaaaaaaaaa... mi raccogli il dinosauro che è caduto?"... e così discorrendo...

bombamagagna ha detto...

LOL :D

son cose che ai corsi preparto non dicono :(

arianna ha detto...

Io studio medicina...come ti capisco!! Ho una baby sitter e devo chiudermi a chiave dentro per non essere disturbata. Quando ho fatto domanda al nido e ho detto che studiavo, l'impiegata comunale mi ha guardata come se avessi la scabbia. Le ho detto che no, non sono una supermamma io. Se sto col pupo non riesco a studiare, ma che vuoi se non sei wonderwoman da noi è dura...
vistodalei.splinder.com

g.g. ha detto...

sei proprio forte! un abbraccio

mammolina ha detto...

Anche io lavoro un po' da casa...per ora e per fortuna. Il mio tato è mio padre...che chissà su quale libro ha letto (visto che non legge mai!) che i bambini vanno stimolati in continuazione per cui parla alla Birby di continuo...se rimane con noi per 4 ore...per 4 ore...
Io lavoro in un'altra stanza, ma la mia attenzione selettiva ancora non ha imparato a ignorare quel brusio continuo...e per ora le giornate di sole hanno concesso a me qualche ora di pace e alla Birby un po' di respiro e silenzio a spasso al sole...Come farò ora che arriva l'inverno??

Paola ha detto...

Ah, come ti capisco! Quante mattine ho passato tentando il colpaccio giornalistico tra una crisi senilfanciullesca e l'altra...
Il brutto è che non sono solo le nonne a ritenere il lavoro da casa poco credibile, purtroppo. Ne parliamo domani, credo (isn't it)?
CJ

PAOLA DECORARTE ha detto...

Io ho un lavoro part-time da impiegata (che non mi piace) e ho un secondo lavoro come pittrice..., che adoro!!
Ebbene sì, dipingo, anche se oggigiorno non è considerato un lavoro. Ma io dipingo e riesco, con tanto impegno e fiducia in me stessa, però, a lavorare su commissione... da casa, ovviamente e ovviamente se non c'è mia figlia (che va al nido), perchè se no non riesco a combinare nulla (e questo anche se ci sono i nonni, perchè, dal momento che tu sei lì, vuol dire che sei "disponibile"!).
A volte ci si vergogna un po' o si ha timore quando si dice che si lavora da casa perchè nessuno ti prende davvero sul serio!
Che ci vuoi fare? Siamo in Italia no? E' la mentalità corrente!
Ciao
Paola

amrita ha detto...

ti dò una buona notizia:tra pochi mesi viola comincerà a starsene comodamente seduta sul divano a guardare i cartoni.ogni tanto farà una risatina,di tanto in tanto la vedrai baqttere le mani di felicità.tu dovrai solo tendere le orecchie per capire con cosa sta giocando.io ho fermato una volta diego,che aveva iltenzione di arrampicarsi sulla tv,ma per il resto,a parte un paio di succhi di pera sputazzati sul divano,non ha mai tentato il suicidio.certo,le ceste dei giochi sono sparpagliate in ogni dove,ma poco importa,io nel frattempo mi sono depilata,mi son letta la posta,ho pagato l bollette,ho fatto una partitina a zuma,e un paio di telefonate.e son tornata dal pupo felicemente rilassata.ogni tanto una lavata all'uva,una scartata ad una merendina,l'acqua nel biberon,ma niente madre tra i piedi.CHE SPETTACOLO!

Francesca ha detto...

uff ma come fate tutte quante, anch'io vorrei tanto lavorare da casa :(

Mikela ha detto...

E' esattamente quello che succede quando c'è mia madre in giro... mi stressa all'inverosimile, ogni semplice attività deve chiedere il permesso... e mio marito si chiede ancora perchè non la chiamo mai per farmi dare una mano!!

Silvietta. ha detto...

richiamata da Castagna ti dico la mia:
- in prossimità della scadenzadi una consegna, mandavo lapulce a passeggio con il nonno (o il papà) per 120 minuti (contati!).
- adesso riesco a fare quello che un tempo facevo in 3 ore in 20 minuti di pisolino (suo).
- e poi ovviamente c'è la sera .... - e le ex pause pranzo dell'altro lavoro. ....
- e, ok, ammetto, come dice mammafelice a volte vale anche l'ascolto selettivo ;-)

auguri!!!

MammaTuttoFare ha detto...

anch'io per un periodo ho lavorato da casa, ma mi mettevo direttamente sul pc dalle 23 all'1, almeno ero sicura di non essere disturbata.
A volte la mentalità delle persone, delle donne in particolare, è disarmante. Pensa che quelle rare volte che chiedo a mia suocera se può venire da me al pomeriggio perchè io possa andare al lavoro, arriva quando cavolo vuole e poi si stupisce se io ovviamente le comunico che rientrerò la sera tardi. Probabilmente essendo io dipendente di mio papà è convinta che riceva lo stipendio anche restando a casa....grrrrrrr !!!

sybin ha detto...

Mmmm...Mammafelice, ora capisco molte cose!

Io ho una persona in famiglia che usa la sordita' selettiva: mio marito.
Se e' seduto al computer o su uno dei suoi libri (e sta lavorando, per carita') e capita che gli faccio una domanda, anche semplice, per non disturbare troppo, la risposta arriva 20 minuti dopo e solitamente si riferisce a un mio borbottio di disappunto fatto 5 minuti prima, quando non e' un "EH?"

Mi ricordo quando studiava per l'universita' e al posto mio c'era sua madre: la povera donna aspettava paziente gli interi 20 minuti che ci volevano per avere un segno di vita dal figlio. Con me che nel frattempo pensavo "Aaah, NON ESISTE che a me non risponde!"
E invece...

Ma conosco qualcuno che lo guarira' da questo tipo di sordita': i nostri -molto- futuri figli. Che ci provi, ad ignorare un pargolo che pone una domanda.

Prima di concludere vorrei solo farvi sapere che la parola di verifica di oggi e' "trittini".

sybin

Wonderland ha detto...

Oh menomale che qualcun altra condivide la sorte di lavoratrice non riconosciuta dai familiari... a me ancora a dire "ma hai trovato lavoro?" Beh ma questi sono lavori! Però prima o poi voglio tornare ad avere un ufficio questo è fuori discussione. So che anche a Roma ci sono scrivanie in affitto, office sharing e cose simili ma ancora non posso permettermeli.. Altrimenti come mi ha consigliato la mia amica Pink, andrò a scrivere in un caffè come la Rowling. Certo, averne di Starbucks con il wifi gratuito qui a Roma...

la.stefi ha detto...

Io sono una traduttrice con poco lavoro e molto da studiare, però anche a me fanno la stessa domanda e, anzi, si chiedono come mai io non voglia fare un lavoro d'ufficio e mi "accontenti" di voler tradurre a casa mia!
Secondo loro, è un lavoro temporaneo, non un lavoro vero.
E poi tutti a chiedere favori: "Visto che sei a casa, mi porti la bambina a ginnastica?", "Visto che sei a casa, potresti accompagnarmi ...".
Oh, io sono a casa fisicamente, ma mica a guardare le telenovelas perché non so come passare il tempo, eh?
Una addirittura mi ha detto "Beata te che TI FAI MANTENERE dal marito." Come se facessi la bella vita tutto il giorno, invece di farmi il c*lo sui libri e fare marketing di me stessa per trovare lavoro!
Io ti consiglio una cosa: vai in biblioteca col pc. Un posto silenzioso, dove lavorare senza nessun rompiscatole.

la.stefi ha detto...

Aggiungo anche (scusate se metto la mia autobiografia) che ho lavorato per 12 anni, facendo la pendolare (anche con viaggi di 2 ore + 2 ore), senza sede fissa (ero consulente) e in ambienti non proprio meravigliosi.
Ma poi magari ti senti dire dall'impiegatucola statale che lavora in paese che tu "ti fai mantenere".
Aaaaaargh!

Apprendista mamma ha detto...

Sono mamma e freelance anch'io e leggendo il tuo post mi è venuta voglia di scriverne uno su come ho trovato una specie di equilibrio tra vita professionale e vita mammesca. Ho citato il tuo post, spero non ti dispiaccia.

mammanicoz ha detto...

aahahahahaha! t capisco tantissimo!
:)

wwm ha detto...

sacrosanta verità.

cowdog ha detto...

(@wonder il wifi non e' gratuito da starbucks. forse lo e' in UK [non ricordo], ma non lo e' da nessun'altra parte.

lastaccata ha detto...

Mio figlio è decisamente più grandicello della tua e ha ovviamente esigenze e risposte diverse ma la solfa è più o meno quella...
Appartengo anch'io alla schiera privilegiata delle telelavoratrici, ma sotto certi aspetti non è poi così vantaggiosa come posizione.
Cito ad esempio la tragedia di quando si ammala mio figlio. Ferie o permessi non posso prenderne " tanto lavoro da casa", posso fare entrambe le cose... Premesso che non ho alcun aiuto esterno tranne quello di mio marito, lavorare a cinque centimetri da un nano febbricitante che pretende di spiegare al referente di un gruppo di turisti come raggiungere il centro storico o quanto costa una doppia uso singola è aberrante.
Non parliamo poi di quando le scuole sono chiuse per le vacanze o le vacanze pasquali/natalizie.
E arrivo alla situazione da te così ben descritta adattandola a quanto accade a me: papà e figlio in casa mentre lavoro.
Marito - Gliela faccio io la doccia? -
Staccata - Mssssfsssssssi ( si distratto)... - mentre continua a scrivere una mail.
Marito - Dove sono le mutandine? E i calzini? E lo shampodoccia? E il Gormita che cambia colore sott'acqua? E il phon? E il bambino? Hai per caso visto il bambino? Era sotto la doccia ma l'ho perso -
Staccata - SGRUNT! -
Bambino - Mammaaaaaaa! Sono qui. Glielo dico io a papà dov'è tutta quella roba che cerca? -

La staccata prosegue nel suo lavoro, confortata dal fatto che almeno uno dei maschi che bazzicano casa sua sappia dove caccia i calzini...
Coraggio mia cara, coraggio. Pensa che esiste addirittura chi ci invidia perchè lavoriamo da casa!

lastaccata ha detto...

PS: Ho letto il tuo splendido post su Mommy Pride e, visto che l'argomento mi ha interessato da vicino per quasi 3 anni e mezzo, ho lasciato una testimonianza.
Sei grandissima Wonderland, il biglietto lasciato ai piedi del lettino indirizzato ad Estivill è stato un autentico tocco da maestra.
In qualità di ( quasi ) scrittrice mi inchino di fronte alla tua bravura. Un testo meraviglioso, avrei voluto scriverlo io!

alelanzani ha detto...

immagino la scena povera e ti capisco io con leo da mia mamma non riesco a leggere la posta figuriamoci a lavorare...
sono felice che stia meglio
bacio ale

Lay ha detto...

Oddei quanto è vero! XD
Hai reso benissimo la non comprensione dello "sto lavorando" anche quando si è in casa! XD

valec ha detto...

ciao a tutti,
anch'io sono una freelance, lavoro da casa e, pur non avendo figli (cosa non da poco ovviamente), vengo guardata in maniera compassionevole soprattutto dai miei genitori. Sono una giornalista, ma per loro è solo un hobby, un modo per passare il tempo in attesa di un "posto vero", che possa darmi certezze e soprattutto contributi. Mia mamma è arrivata a dirmi che è meglio fare la segretaria di studio medico piuttosto che la giornalista free lance. Ho aperto un blog su questo, si chiama noalpostofisso.blogspot.com.
Bravissima chiara, fai morire dal ridere, ma anche attraverso la risata dici cose serie. Ti meriti tutto il tuo successo!

Anonimo ha detto...

Ti ho scoperto da poco grazie a my Sister che sta per avere una bambina e che è si è innamorata del tuo libro :)
Il pomeriggio lavoro come segretaria (lavoro che non amo ma mi fa avere una indipendenza economica), la mattina sono un'aspirante pubblicista, con collaborazioni in diversi siti web, che svolgo da casa! ;) non ho ancora una bambina, ma quante volte, soprattutto prima quando abitavo ancora con i miei, il fatto che lavorassi da casa non era preso per niente sul serio! Lo prendono come un gioco! Ti parlano, ti chiedono di tutto, e poi si lamentano e ti dicono: "sei sempre a casa ma è come se non ci fossi mai"! Io ogni volta:" Sto a casa ma è come se fossi in ufficio!", meno male che ora convivo e il mio fidanzato invece mi sprona e quando stiamo a casa e scrivo, lui si che mi capisce!
Un abbraccio

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