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sabato 12 dicembre 2009

Com'è desiderare un figlio?

C'è questa domanda che rimbalza nella mia testa da un po'.
Da quando ho visto qualche amica con il pancione, forse. Da quando ho letto nei loro sorrisi una gioia che a me non è appartenuta. Da quando le loro parole sanno di felicità quella buona, quella autentica. Da quando nulla è un peso e tutto è una scelta consapevole e cercata.
Forse, da quando il natale si è affacciato ancora, e io ho ripensato a quello di due anni fa.

Com'è desiderare un figlio?

Io non lo so. Quando sono rimasta incinta non volevo figli. Non cercavo una gravidanza, non volevo responsabilità, non volevo crescere. Non era il mio momento. Mi sono sentita vittima di un qualche bieco inganno. Della mia mente - per non essere stata abbastanza attenta, del mio corpo - per essere stato così arrendevole, del mio ragazzo - per non avermi protetta.
Io subivo quelli che altri chiamavano miracolo. Io osservavo il mio corpo con terrore, sentivo arrivare le nausee e insieme le lacrime, vedevo fatti a pezzi tutti i miei progetti, mi sentivo già ferma in corsia di emergenza dopo aver passato una vita su quella di sorpasso.

Poi è arrivata Viola, e dire che la amo è poco, ma al tempo stesso l'amore di oggi non è in grado di cambiare la paura di ieri. La diffidenza con la quale ho vissuto la mia gravidanza, fino alla fine, senza rendermi conto. Come in balìa degli eventi. Come una resa.

E allora vorrei tanto sapere com'è questa felicità. Assaporarne un po' dalle vostre parole, per condirci i miei ricordi o per leggere in modo diverso una lieve sensazione, l'eco un pensiero.
E' prematuro dire se e quando farò altri figli. Al momento, dovesse succedere, mi troverei nella stessa situazione di due anni fa. No, non sarebbe il momento. Ma magari, tra qualche anno, o molti anni, chissà. Sarebbe bello provare un'emozione che, pur da mamma, per ora sono in grado soltanto di domandare:

Com'è desiderare un figlio, e poi averlo?

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89 commenti:

Mamma F ha detto...

Desiderare un figlio o desiderare il secondo figlio? Forse la domanda dovrebbe sdoppiarsi perchè il primo figlio è un salto nell'immenso sconosciuto... Io Simone l'ho voluto tanto, ma quand'è nato ho capito che era tutto e ancor di più, senza essere nulla di quello che avevo desiderato in gravidanza.
La prima gravidanza che è un'incognita assoluta e il primo parto un'apertura sulla nuova vita (tua e sua). La seconda gravidanza, credo, (visto che per ora mi son fermata a un bimbo solo) sarebbe più simile al ripercorrere un cammino conosciuto: un cammino CONSAPEVOLE. Un abbraccio.

Mammaliturchi ha detto...

Cara Wonderland,
leggo sempre il tuo blog e non ho mai commentato ma questa volta mi tiri per i capelli e non posso esimermi.
Ho un bimbo di 8 mesi, il Topolo, e l'abbiamo aspettato 3 anni, non 3 mesi, 3 anni interi ed è un periodo luuuuuunghissimo di tempo. Quando finalmente sono rimasta incinta è stato un sogno, un miracolo, una commozione così forte ma così forte che credevo non avrei retto. Ho avuto nausea per 9 mesi, la sciatica, sonno e sfinimento, stitichezza, acidità e altre orribili manifestazioni fisiche ma avevo il mio bimbo nella pancia e non mi importava di nulla. Ho assistito alla trasformazione del mio corpo come ad un miracolo, ho ringraziato ogni giorno l'universo e la vita che mi avevano fatto questo dono, l'ho sentito muovere, avere il singhiozzo, calciare, rigirararsi con un incanto che mai avevo provato.
Il parto è stato lunghissimo (30 ore di travaglio indotto) ma l'ho visssuto come una benedizione perchè, porca miseria, stavo mettendo al mondo il MIO bambino, e lo stavo facendo tutta da sola, con le mie forze!
Insomma, desiderare un figlio e averlo è stata l'esperienza più forte, femminile, stupefacente di tutta la mia vita.
Ti auguro possa essere così anche per te, la prossima volta.
Scusa la lunghezza, un abbraccio
Maddalena

bismama ha detto...

Bhe....desiderare un figlio è una cosa strana....nel senso che la prima volta desideravo qualcosa che non conoscevo...!
L'ho desiderato per un anno....soffrivo ad ogni ciclo, ma in fin dei conti non sapevo cosa mi sarei persa se non fosse arrivato. Quando poi è arrivato sono comunque andata in panico....si, in panico. Quello che tanto avevo desiderato era arrivato e ora on sapevo gestirlo, o meglio....avevo paura che avrebbe portato troppi cambiamenti. Nel desiderarlo vedevo solo gli aspetti positivi, incinta vedevo solo quelli negativi.....man mano che la pancia cresceva le sensazioni si bilanciavano...
Desiderare il secondo è stato molto diverso. Ero già mamma e sapevo a cosa andavo incontro, sentimentalmente parlando....che dire...a volte avrei voluto che "mi fosse capitato" (per me era il momento e lo avrei accolto con felicità) ma ho dovuto cercarlo e dopo un pò mandando anche all'aria il "romanticismo"....

Questa la mia storia

mammafelice ha detto...

Io ho pensato a Dafne da sempre: ancora prima di conoscere suo padre, ancora prima di poterla avere, ancora prima di tutto...

Per me, cercarla, è stata semplicemente accogliere una presenza che sentivo da sempre, da quando ero ragazzina.
Perchè io era come se sentissi che lei un giorno sarebbe arrivata, e che io sarei stata una mamma.

Dafne c'è stata sempre, ancora prima di esserci.
Era ovunque dentro di me, e io ero per lei.

Per me il desiderio di maternità è stato questo.
ome se dovessi semplicemente fare spazio a lei, che in realtà nei miei spazi era già presente.

la.stefi ha detto...

Io sono una di quelle che ha davvero pianificato e non sa ancora se riuscirà a diventare mamma, perché puoi pianificare quanto vuoi, ma non dipende da te.
Com'è desiderare un figlio? Non so bene. Io non è che mi senta di dire tutte quelle cose sul miracolo della vita o sulla maternità, ma sento che voglio un piccolino tutto mio, da coccolare, da allevare, eccetera. Sento che nel momento in cui dovessi avere un test positivo inizierei a volergli bene. Senza far arrabbiare nessuno, paragono questo sentimento a quello che provo per i miei gatti, che sono bambini per sempre, perché ti guardano con quello sguardo innocente, dipendono da te, ti si mettono vicini felici, si accorgono del tuo stato d'animo. Ecco: un figlio penso che sarebbe tutto questo amplificato, e mi piace.
Per quanto riguarda invece il fatto di cercare una gravidanza, sappi che c'è tantissima, tantissima gente che non la cerca, solo che poi non lo va a dire in giro. Tantissime tra le mie conoscenze non volevano un figlio in quel momento, pur essendo più che trentenni e sposate e si sono ritrovate incinte. Ecco: non credo che loro abbiano avuto chissà che desiderio o provato chissà cosa. Alcune mi hanno confessato che sono andate in crisi alla vista del test positivo, perché non volevano.
Quindi, io credo che siano molte di più quelle che non sanno cosa vuol dire desiderare un figlio, sul totale.

Fiammamelia ha detto...

Vorrei essere in grado di risponderti, ma non lo so. E dire che i miei mostricciattoli hanno già 10 e 7 anni! E' stato uno shock la prima volta quando attesi ben 2 mesi prima di decidermi a fare il test e ancora ricordo le lacrime mista risate(lacrime da "oddio, ci sono!" e risate di sollievo perchè non era una chissà quale malattia); altro shock quando feci il test la seconda volta: piansi per un'ora. Onestamente sono contenta che le cose siano andate come sono andate(a mente lucida so con certezza che non ne avrei mai cercati) e mi piacerebbe capire com'è quel desiderio, ma ...non voglio approfondire: e se poi cominciassi a desiderare il terzo? O.o No, grazie. Io ho chiuso e di altri figli da crescere non voglio saperne. Già è iniziato il conto a ritroso: ancora 10 anni e poi io e il maritino potremo farci una signora vacanza con la tranquillità nel lasciare i figli a casa.

Anonimo ha detto...

Ciao wonder ho cominciato a leggere il tuo blog quando il dubbio che fossi incinta si e` insinuato nella mia mente cioe` l'estate scorsa ( ho appena compiuto 28 anni).
l'ho letto dall'inizio alla fine tutto in un weekend.
avevo paura.
sono lontana dalla mia famiglia, lontano dall'italia, lontano dal mio ragazzo con cui sto insime da 8anni.
leggere il tuo blog, nn mi ha aiutato.
tu, la mia stessa eta`, le tue paure, i tuoi cambiamenti... ho fatto il test: negativo !
ecco li` mi sono resa conto che in fondo sarei stata feice, che in questo momento cio` che ritengo piu` importante e` la mia famiglia, il mio amore, ogni bambino che vedo mi commuove, l'immagine di una creatura che somigli a noi due, nn andare piu` alle feste ma al supermercato insieme...si lo desidero, e spero che tra un paio di anni possa averlo.

Anonimo ha detto...

desiderare un bambino per me e' stata una follia.una gioia e una paura,dei sogni e delle lacrime per le rinunce.insomma,un po' comeaverlo. avevo 27 anni e ho deciso "ora faccio un bimbo",e' arrivato subito,roba che un mese dopo forse avrei gia' cambiato idea.infatti quando ho trovato il tuo blog mi sono ritrovata in molte cose.
ora ho quasi 33 anni e il mio secondo quasi 1. se il primo e' stato passione e spaesamento il secondo e' stato un caldissimo "siamo proprio una famiglia".piu' facile,lo stesso emozionante,col primo di 3 anni,gia' sapendo cosa mi aspettava in termini di sacrifici.non potevo invece immaginare che la gioia sarebbe raddoppiata,che avrei amato ancora di piu' il primo tramite questa nuova,piu' consapevole,gravidanza.
anna

Carpina ha detto...

Io ho un bimbo di quasi tre anni, e tra due mesi arriva il fratellino.
Li ho desiderati entrambi.
Ero pronta.
Impaziente.
Del primo - ovviamente - non sapevo bene a cosa andavo incontro: i primi, difficili mesi, erano stemperati dalla immensa felicità donatami dai suoi sorrisi, dai suoi occhi e dalla sua semplice esistenza.

Sono anche stata fortunatissima perchè 1) è arrivato subito e 2) ho avuto una gravidanza meravigliosa.
Chili a parte, ma vabbè.

Adesso, del secondo, mi è accaduta la stessa cosa: sentivo una specie di urgenza che saliva dal fondo ventre: una forza immensa che mi spingeva verso quella scelta, sempre più consapevole.

Desiderare un figlio e poi averlo, sano, bello, forte, e avere la fortuna di vederlo crescere, è la cosa più totalizzante che mi sia mai successa.

Sere ha detto...

cara wonder,
non ti commento da mesiiiii!!!!
sono serenella gemella di panza...
sono spartita perché sono piena di cose da fare, perchè mi sono messa a curare più la mia vita reale che quella virtuale (e mi va bene così per adesso)..però ti ho sempre letta in questi mesi, e oggi ho sentito il tuo intervento a radioradicchio..sono tornata qui per dirtelo e trovo un nuovo post..quale migliore occasione per farmi risentire???
allora...com'è desiderare un figlio...
mmm...
io e il mio ragazzo quando abbiamo deciso di avere un figlio stavamo insieme da pochissimo, è stata una decisione folle irrazionale e illogica, eppure meravigliosa...come d'altronde gli inizi del nostro amore, è stato perfettamente in tono con noi..
è stata una decisione che a sangue freddo adesso, che tanti mi chiedono: e il secondo? non riprenderei mai, non adesso...
è bello, aspettare un figlio perché lo desideri è una cosa meravigliosa nelle idee, nei sentimenti..
perché per il resto la gravidanza sappiamo tutte e due che non è stata rose e fiori...e le nausee, e la contrazioni, e come si chiamava quella roba che prendevo per le contrazioni? e il travaglio che non finiva mai, e il perdere il controllo sul proprio corpo ecc ecc ecc...insomma, ce le siamo dette tutte in quei mesi...
non so, leggevo il tuo blog e tante cose erano le stesse cose che scrivevi tu, quindi non credo che ci sia una grande differenza dal punto di vista fisico...
non so, io la differenza al corso preparto la vedevo come una differenza generazionale... c'erano quelle donne oltre i 30, che erano così felici, così beate, così...boh, sembravano miracolate!
e poi c'eravamo noi "giovincelle", 23, 24, 25... che sembravamo spaurite..eppure tutte (tranne 1) avevamo cercato i nostri figli...
boh, non so...forse il sentirsi fuori luogo, forse l'essere ancora tutto sommato troppo figlie per fare le mamme, forse gli sguardi che ci lanciavano del tipo "poveraccia..."...
però doveva esserci una differenza. me la ricordo. ricordo che tanta gente mi vedeva e diceva di vedermi più bella, più luminosa, di vedermi raggiante. Ecco, raggiante. Era così che mi sentivo quando ho visto quel test.
Era così che mi sentivo (e che mi sento tuttora, devo dire) quando tutto andava come doveva (e cioè quando non avevo nausee, non avevo contrazioni, non mi svegliavo 14654 volte per la pipì). toccavo la mia pancia e pensavo che avremmo scoperto il mondo, io e la mia bimba.
che pensiero scemo, effettivamente... :)

Anonimo ha detto...

Purtroppo non so rispondere a questa domanda,noi avevamo deciso che era il momento e ci siamo detti:vabbè dai proviamo tanto chissa quanto tempo ci vuole e invece lui ha fatto centro al primo colpo quindi non so cosa significa desiderare ardentemente un figlio,non so com'è sperare che il ciclo non arrivi,non so cosa significa piangere davanti al test positivo anzi si questo lo so ma il mio pianto era terrore perchè mi faceva strano sapere di avere un esserino crescere dentro di me e piu andavo avanti e piu mi sentivo un extraterrestre :)
E' un controsenso lo so ma noi l'abbiamo cercata con leggerezza,non programmando nulla e con la convinzione che sarebbe capitato dopo mesi e mesi di prove. Nonostante queste sensazioni innaturali che ho sentito dentro di me per tutta la gravidanza,come te,anche io amo mia figlia piu della mia stessa vita.

Ile&Vale(la piccola pulce)

Ps:la cosa peggiore è che quella sensazione non la proverò mai nella mia vita perchè per problemi gravi di salute non potrò avere altri bambini.

parisjam ha detto...

Io non so se l'ho proprio desiderata, a dire la verità.
Ma era il momento giusto, lui abbastanza più grande di me da non voler essere un padre-nonno e un bel lavoro ben assestato. Così ho smesso la pillola, pensando che ci sarebbe voluto chissà quanto.. e invece è arrivata subito!
Quando l'ho scoperto praticamente ho scoperto il tuo blog e mi sono ritrovata in tantissime delle cose che scrivevi. Perchè, comunque, è stato un salto nel vuoto e ho dovuto rinunciare a tante cose che mi piacevano, tipo gli aperitivi fino alle 4 di mattina, ecc. ecc. Insomma... non sapevo bene se essere felice o no. Ero in confusione, soprattutto.
Beh, in conclusione non posso aiutarti molto... ci sono voluti diversi mesi dopo la sua nascita, dopo baby blues e altro che conosci, per sentirmi davvero mamma e felice. Però ho un bel ricordo di tutto, in fondo. E lei è una meraviglia.

Lisa ha detto...

Ciao , ti leggo da sempre ma non commento molto..ma questa volta ci provo.
Io desidero un figlio da sempre, è sempre stato uno degli obiettivi della mia vita.
Ho sempre sognato il momento in cui avrei visto il test diventare positivo , ho sognato mille modi in cui l'avrei comunicato a mio marito , a mia sorella e agli amici.
E' una cosa che sento nel cuore da sempre.
Purtroppo però non è arrivato e non so se mai arriverà, ma nel mio cuore continuo a desiderarlo.
Spero la prossima volta anche tu senta questo desiderio!
un bacino a viola da parte mia.
liz

Anonimo ha detto...

desiderare un figlio è surreale. perchè quello che desideri è l'idea di un figlio, e questa idea è solo un mito, un ideale, un'immagine da catalogo prenatal che vorresti veder realizzata e nel mio caso è stata completamente idealizzata al punto di arrivare a credere di "essere pronta".
non lo si è pronti per quello che implica un figlio, non lo si è davvero mai. che lo si desideri o no, il panico dei primi tempi è comune a tutte, e quel desiderio che tanto la faceva da padrone prima, deve d'un tratto fare a botte con la stanchezza, l'inadeguatezza, il senso di colpa, il "stavo meglio prima" (o "vojomorì" come dici tu), che è una cosa completamente destabilizzante. cioè ti trovi nella condizione di dire "ma come? io questa bimba la desideravo con tutto il cuore, e ora che è qui non riesco a godermela, non sono l'immagine del catalogo prenatal, mi sento uno straccio, sono lacerata fisicamente e mentalmente, sono stanca come 2, e non so come fare.
che se vuoi è anche peggio, come sensazione, per chi "se l'è cercata", per chi la bicicletta l'ha voluta e ora non sa da che parte cominciare a pedalare.
desiderare un figlio è un ideale.
da quando arriva siamo tutte nella stessa barca, che lo si abbia desiderato oppure no.
quello che conta è il dopo, l'amore che sai darle, la tua presenza nel crescerla. non importa averlo desiderato, se poi quando ci sei in mezzo sei in grado di dare il tuo massimo. ecco.

TuttoDoppio+1 ha detto...

E che ne so Wonder, io di figli non ne ho premeditato neanche uno. Ho vissuto la seconda gravidanza esattamente come la prima, anche se con la seconda già sapevo com'era avere figli (anzi, forse pure per questo sono stata molto inquieta e perplessa e pessimista).
E pure io tra una gravidanza e l'altra ho desiderato di provare l'esperienza di fare un figlio col desiderio di farlo (hai capito, no?). E invece.
Ma che vuoi che ti dica, c'è chi le gravidanze se le gode, chi va in estasi, e chi quando ci si trova in mezzo non le sa assaporare, ne è troppo spaventata. Chi vive esperienze diverse a seconda del momento.
Io sono così, nun gliela fo, ma che vuoi che ti dica, appena nascono poi mi innamoro. Mannaggia.

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder,
nemmeno io so cosa vuol dire desiderare un figlio. Anche per me, Alice è arrivata nel mio momento d'oro: 28 anni, un buon lavoro che mi piaceva un sacco, appena andata a convivere con il mio ragazzo. Ho sempre pensato che un figlio l'avrei voluto, non a 40 anni, ma nemmeno a 28. E invece...il test positivo mi ha spiazzata ma, probabilmente inconsciamente, sono stata subito molto felice e ho passato una gravidanza fantastica, praticamente asintomatica fin da subito. Ancora non mi rendevo bene conto di tutto quello che mi sarei persa. Perchè sì, i figli ti danno tantissimo e li amiamo incondizionatamente, però si rinuncia a tante cose...poi è ovvio ci sono persone che ne risentono di più, altre di meno. Io ho ripreso a uscire (ogni tanto, eh, mica tutte le sere!!!!) la sera con le amiche e con il mio ragazzo fin da quando Alice aveva due mesi, perchè ne avevo bisogno, perchè probabilmente mi sarei sentita soffocare. C'è anche da dire però che ho scelto volutamente di lavorare prevalentemente da casa (e sono fortunata perché il mio lavoro me lo consente, lo so) per stare vicina a lei durante il giorno.
Ecco, però io un secondo figlio non credo lo vorrò mai, ora che so cosa mi aspetta, non ho nessuna intenzione di ricominciare con poppate, pannolini da cambiare, svezzamento…perché di natura sono poco paziente, e non mi ci vedo a star dietro all'Alice e allo stesso tempo a crescere un secondo figlio. Credo impazzirei perché, diciamocelo, tutte queste cose sono una gran palla!! :-). Quindi, onde evitare di diventare la madre isterica di due o tre bambini (quante se ne vedono in giro??), preferisco essere la mamma "normale" di uno solo.
…questo è il mio personalissimo parere.

Un bacino alla piccola grande Viola

Francesca mamma di Alice, 14 mesi

Anonimo ha detto...

...oddio, cosa penserebbe Alice se leggesse queste righe??? ;-)

Francesca

cowdog ha detto...

io pensavo che avrei voluto essere madre, un giorno. *un giorno*, appunto. intanto lavoravo, sognavo, esperivo e pensavo che *un giorno* sarei diventata madre. gli anni passavano e quel pensiero diventava sempre piu' importante. un giorno il mio compagno mi ha proposto di avere un figlio. e per quanto volessi diventare madre *un giorno*, non riuscivo ad immaginarmi come madre, non piu' come figlia. ci siamo buttati, abbiamo provato ed io sono rimasta incinta subito. ma poi ho avuto un aborto. mi sono ripresa lentamente, ho avuto paura di non potere avere un figlio. e allora mi sono accorta che quel figlio era piu' importante di quanto credessi. la mia mente era ormai impostata per un nuovo ruolo, e quello che avevo non mi apparteneva piu'. ho avuto un altro aborto. e quel pomeriggio, seduta sulla panchina, aspettando che il mio compagno mi venisse a prendere per portarmi dal medico, sono stata ad un passo dallo sbriciolarmi come un biscotto.
ma mi sono rialzata, incoraggiata dal medico ho riprovato. sono rimasta nuovamente incinta, subito. non ho avuto una gravidanza serena, temevo di fare del male al mio bambino, qualunque cosa facessi. da allora, ho avuto paura di quell'amore grande che e' cresciuto giorno dopo giorno. paura che fosse spazzato via. solo ora comincio a gioire appieno del mio bambino di quasi un anno. e rido della sua faccetta buffa. e mi ricordo di quando era solo un pensiero, che *un giorno* avrei realizzato.

cowdog ha detto...

come "desideratrice", sottoscrivo pienamente quello che anonimo ha scritto: si desidera un'idea, ma non si ha la minima idea di quel che ci si aspetta. e la stanchezza e il senso di inadeguatezza sono i medesimi delle mamme "per caso". con l'aggravante che noi ce la siamo voluta e non ci sentiamo legittimate a provare fatica e dolore. o ancora peggio, ad esternarli.

Rita ha detto...

Ho sempre vissuto l'idea della maternità molto serenamente, già da adolescente pensavo che non avrei mai potuto rinunciare ad essere madre.
Quando ho trovato il mio amore eravamo molto tranquilli e sicuri di noi e della nostra unione, non volevamo dei figli da fidanzati ma se fossero arrivati non sarebbe stato un problema (questo è quello che ci dicevamo), poi ci siamo sposati e (anche se per la verità non l'abbiamo cercato) siamo stati felicissimi dopo appena due mesi di scoprire che eravamo già in tre (è stato concepito subito dopo il viaggio di nozze). Ho pianto sul test positivo perché avevo solo 24 anni, vivevo da solo 2 mesi in quella città ed io e maritino eravamo soli. Insomma mi sono fatta prendere dalla paura, mi sentivo giovane e inadeguata, non mi ero ancora abituata alla mia nuova vita da moglie che dovevo fare i conti con un bimbo. Che faceva mio marito in tutto questo? era felice, un sorriso a 32 denti e la certezza che sarebbe stato "super", mi ha detto solo una frase e dopo ho cominciato a "vedere" con i suoi occhi... "ti ricordi cosa ci dicevamo? in qualunque momento arriverà noi saremo pronti perché ci amiamo" (so che queste cose rischiano di far venire un attacco di diabete a tutti quelli che lo leggeranno, ma è andata davvero così). Da quel momento, (insomma dopo 3 ore di lacrime) abbiamo cominciato a fantasticare su quello che sarebbe stato e non abbiamo più smesso. Ho avuto una gravidanza splendida, mi sentivo in una specie di estasi e sono stata fortunata perché ho avuto pochissimi fastidi tipici della gestazione. Gli ultimi 15 giorni di gravidanza comincio ad accusare dei dolori alla schiena allucinanti e dopo la sua nascita scopro il dramma: avevo (ed ho) una osteoporosi post gravidica mi ritrovo a non poter lasciare il letto per ben 2 mesi, quanta paura e quanto dolore ma nemmeno in quei momenti mi sono pentita di essere madre, ero felice di avere il mio bambino e triste per tutto il resto.
E' stata dura, ma mi sono rimessa in piedi. Dopo 4 anni di cure, ogni volta che guardavo una bimba, o prendevo in braccio la figlia di un amica, chiedevo sarcasticamente a mio marito "la facciamo una?" ma entrambi sapevamo che era troppo presto, entrambi sapevamo che la mia schiena rischiava troppo e "quel desiderio non potevamo permettercelo", poi... poi, scopro di essere incinta, la mia bambina è stata il rischio più grande e più prezioso della mia vita!!!!
Ho avuto una tremenda paura e mi sono maledetta per non essere stata abbastanza attenta. Prendevo dei farmaci (che ho interrotto subito) e avevo paura per lei, avevo paura per la mia povera schiena da ottantenne (non lo dico io lo dicono i medici), avevo paura che il mio medico mi consigliasse di interrompere la gravidanza e invece lui mi ha detto "tranquilla va tutto bene, staremo attenti e non capiterà ancora" non era vero, è ricapitato sono stata ancora male e quel poco che avevo recuperato in 4 anni me lo ero perso. Adesso continuo a fare i conti con la mia schiena (pur vivendo una vita "quasi" normale) ma, ho desiderato mia figlia fortemente e ringrazio il cielo che me l'ha mandata perché io razionalmente non potevo prendere quella decisione.

Mammamsterdam ha detto...

Cara, hai davvero aperto il vaso di Pandora e ne esco fuori anch'io, per dire quello che in fondo ti dicono già in parecchie. Mi ritrovo moltissimo nell'anonima della pubblicità prenatal. A me, appena uscita da una depressione e con una vita lavorativa, affettiva e sociale molto meglio della precedente davanti, è venuta la famosa fame.

Quella necessità assolutamente fisica di fare un figlio. ho avuto pure un paio di quei test positivi che poi durano poco e ricordo come ci siamo indignati. ma come, qui si mettono in discussione le nostre capacità procreative! Da quel momento anche il capo, che io mi sono presa e non ho mollato più per le sue intrinseche capacità paterne, era nella fame.

Ci è durata 4 anni e mezzo. Con a ogni mestruazione quel senso di insulto da parte della vita. Ma come, con tanta gente che in fondo un figlio non sa se lo vuole e gli capita, noi, siamo qui, dei geni fantastici da trasmettere, i genitori perfetti, cazzo stiamo ad aspettare?

Ma io non ero affatto pronta, cioè, in teoria sapevo tutto e volevo tutto, ma è stata proprio l'esperienza fisica a cogliermi alla sprovvista. Io che di avere un corpo avevo deciso di ignorarlo fino a che non sono rimasta incinta.

Mi ha ribaltato tutto, mi ha costretta a prendere atto del mio corpo, a lavorare sulle mie pippe mentali, al volere al più presto un secondo che è arrivato, prima che ricominicassi a ricordarmi com è dormire tutta una notte senza interruzioni.

Però ero tanto curiosa, davvero, mi faceva strano il corpo che cambiava e le macchine che si fermavano per farmi attraversare (quando mai?), mi faceva Alien l'idea di una cosa che stava crescendo per conto suo nella pancia, mi veniva regolarmente il panico da: sarò capace, sarò una buona madre.

Però quanto me le sono godute sia le gravidanze che i parti, guarda, ne rifarei un altro paio di bambini, se la data di scadenza non fosse già un bel po' imminente, proprio con l'incoscienza, la curiosità la memoria corta e la voglia di innamorarmi di nuovo di un rospetto rugoso che esce dalla mia pancia.

Incrociate le dita per me, e come vedi, ce ne sono di tutti i tipi. Goditi per adesso quello che hai, non porre limiti alla divina provvidenza, hai tutto il tempo davanti per goderti intanto la giovinezza, la carriera e tutto il resto, e se ti gira, farne un altro paio oppure no.

Tanto Viola già ti riempie il modo, comunque vada vi divertirete comunque.

Marlene ha detto...

touscè wonder colpita e affondata. Benvenuta nel club del chissà com'è? Peccato che è una domanda che ci poniamo sempre dopo, almeno io ho cominciato a chiedermelo da quando mi sono resa conto che forse non me la stavo vivendo come in realtà avrei desiderato, o cambiato prospettiva, ma non è lo stesso. Chissà con il prossimo!

Anonimo ha detto...

ecco, Mamma F. ha espresso alla perfezione il mio pensiero!
Io il mio nanetto l'ho desiderato e aspettato per un paio di anni (la ns. filosofia era: se arriva, arriva ^_^)
Ci piacerebbe quindi poter ripetere l'esperienza, con la stessa filosofia ma con una consapevolezza maggiore ^_^

Mamit ha detto...

Sono diventata mamma a 27 anni, e quella bimba l'ho cercata. Dopo 2 anni di fidanzamento a distanza e 3di matrimonio; anni tra i più felici in assoluto della mia vita, un po' folli e con tanti amici, a far tardi la sera, a girare in moto, a partire senza mèta, a disporre del mio tempo e della mia vita, imperiosamente ho sentito il bisogno di avere un figlio. E ho avuto stupidamente paura che nel momento in cui lo desideravo, lui non sarebbe arrivato. Invece, dopo solo 3 mesi, mentre eravamo in vacanza in Calabria, il test mi disse "c'è".
Posso dirti che in quei 3 mesi in cui l'ho "aspettato", ho pensato a qualsiasi cosa, passando attraverso qualsiasi stato d'animo.
Ma sentendo con tutto il mio corpo che era arrivato il momento di avere una creatura. Desiderare un figlio è vivere in 3D. Eppure, nonostante questo, e nonostante una gravidanza bellissima, quand'è nata Sarah sono andata in crisi.
Improvvisamente sommersa dall'enormità di quel che avevo combinato. Peccato che allora non esistessero blog come il tuo; mi sarei risparmiata qualche lacrime e mi sarei fatta qualche risata.

mammagiovane ha detto...

Ricordo che dopo aver fatto il test ho esclamato:: "E mò?" - Io al contrario tuo avrei voluto esclamare un "ma che davvero?" per vivere questo momento come nei film, quando la protagonista scopre di essere incinta inaspettatamente, insomma, avrei voluto la sorpresa, mentre non è stato così perchè il mio corpo mi ha mandato dei segnali ben precisi..
mammagiovane.blogspot.com

la.stefi ha detto...

Quante storie diverse e interessanti! Mi fa piacere leggerle!

M. ha detto...

è vero, sono bellissime queste esperienze. grazie per volerle condividere: per me, non-mamma e spaventatissima solo all'idea, è davvero positivo leggere commenti così veri, sinceri e senza retorica. una cosa vorrei chiedere, se qualcuno vorrà rispondermi: molte di voi citano "la necessità fisica di avere un figlio"...ecco, questo è un concetto che io proprio non riesco ad afferrare. qualcuna è così brava da poterlo spiegare in modo comprensibile a una persona, come me, che non l'ha mai provata? :)

ilona ha detto...

non so darti una spiegazione.
Le mie figlie sono state desiderarte dal primo momento che ho percepito di averle dentro ma non cercate .Sono stata fortunata perchè non ho avuto bisogno di aspettare per rimanere incinta e ti posso dire che fin da quel primo attimo ho avuto la certezza che le avrei amate per sempre senza se e senza ma..
Con la piccola, Aurora, che ora ha quasi 12 anni è stato più complicato...alla nascita ho dovuto lottare con uno strano sentimento... mi chidevo perchè non riuscivo ad amarla come la sorella... abbiamo avuto bisogno di conoscerci perchè i bambini come gli adulti non sono tutti uguali. Forse è per questo che avevo sbagliato..avevo creduto che fosse una copia della sorella enon una bambina diversa...ora sono entrambe tutta la mia vita e giuro che scalerei le montagne , andrei sulla luna e darei la vita per loro!! ciao Wonder

Wonderland ha detto...

Grazie, sono storie bellissime. Di alcune condivido in parte "l'idea", anche io, avvicinandomi al parto, iniziavo ad accettare un immaginario di gravidanza, una bambina astratta. Poi tutto è stato molto diverso ma, ade sempio, non l'ho mai sognata o immaginata. Per me è stata astratta fino alla fine, fino al suo primo respiro. Anche dopo, è stato difficile capire davvero che fosse mia figlia. Ora lo sento, ma per molti mesi è stata la ragione e non la pancia a farmi andare avanti...

Plenitude Messi ha detto...

io credo che nel come si viva la propria gravidanza, giochino al contempo l'indole, il contesto, e la propria storia, non solo la situazione che l'ha fatta scaturire.

io ho 34anni, la bimba che sto aspettando è stata voluta, in quanto abbiamo scelto di interrompere la contraccezione e lei inaspettatamente è arrivata subito, ugualmente passo almeno 2 notti del Griso a settimana, a pensare se non ho fatto una cavolata, se me la saprò cavare, se sarò degna, se lei sarà sana, etc..

e non è che per il resto del tempo io cammini abitualmente a tre metri dal cielo, perchè di indole sono sempre stata restia ai cambiamenti, più riflessiva che entusiasta.

e poi ci si mette il contesto dovuto all'età. ho un'amica che vorrebbe un figlio ma non riesce fisicamente ad averlo, una che non lo vuole, ma teme di pentirsene, una terza che lo vorrebbe ma è appena tornata single.

tutto questo mi fa essere estremamente cauta nelle mie esternazioni, e a chi mi chiede come sto e se vivo in uno stato di grazia mi sento di dover rispondere sempre di sì, anche se non è vero.

leggere il tuo blog, mi ha rassicurata e fatta sentire meno sola, nell'arco di molte notti in cui mi sentivo indegna e snaturata.
e dopo anni che non scrivevo più ho deciso di ricominciare aprendone uno mio, proprio per vedere se razionalizzando tramite la scrittura io possa riuscire a venire a pace con me stessa e accogliere come si deve la mia polpetta. che arriverà a fine gennaio.

Un abbraccio,
Plenitude

Mamit ha detto...

Su questo tuo ultimo commento, cara Wonder, posso dirti che io, pur avendola cercata, ho "imparato" a voler bene alla mia bimba concreta dopo che è nata.
Prima era appunto una bimba astratta, un sogno, un'idea, un sentimento. Poi, quando l'ho avuta tra le braccia, ho capito tutto d'un colpo che sarebbe stata la MIA bambina, e che avevo una responsabilità enorme e perpetua per averla chiamata alla vita. credo che molte mamme vadano in crisi proprio perchè c'è questa leggenda dell'istinto materno che scatta subito, e che è appunto una leggenda. Non è così, non sempre almeno. Senti visceralmente che per lei faresti qualcosa cosa, ma contemporaneamente senti anche il "peso" di un legame che invaderà per sempre il tuo territorio. Mamme si diventa, giorno per giorno, passando attraverso la passione totalizzante e la una razionalità che ti imporrebbe di metterle dei paletti. 9 mesi per prepararsi a questo stravolgimento della propria vita non sono nulla. per 9 mesi fai la chioccia o l'incubatrice. quando nasce lei, nasci anche tu.

Anonimo ha detto...

Anche per me è stato difficile capire che fosse davvero mia figlia, la chiamavo per nome, ed era strano quando magari, al telefono con il pediatra, dicevo "mia figlia". E non riuscivo davvero a capacitarmi del fatto di essere diventata MAMMA. Ora che Alice ha 14 mesi va "molto meglio". Credo questo dipenda dal fatto che, come dicevo nell'altro commento, questa gravidanza mi sia capitata. Quando è nata Alice non ho reagito come molte, piangendo...me l'hanno messa sulla pancia, ho detto "ciao", "che bella" e basta...ero felice? Sicuramente sì, ma in quel momento ero più che altro frastornata...e ho pensato: oddio che figata, ho fatto una bambina! Non ci posso credere!
A volte mi chiedo se per caso non sia stata una "cattiva" mamma in quel momento, perchè ho sempre immaginato il momento in cui un figlio viene alla luce come una esplosione di lacrime ed euforia. Io in realtà mica avevo ancora capito che era mia figlia.

Francesca mamma di Alice

Ps: Wonder consolati, pure io sto lavorando nel weekend perchè ho il mio Lui che tiene la piccola canaglia...che palle però!!! :-)

Watanabe ha detto...

Eccomi.Ci sn anche io.Mi sbottono.
Io nn ho mai desiderato un figlio,è arrivata Carolina.
Mi rispecchio molto in quello che hai scritto.
Io mi sento privata della mia giovinezza,ma nel momento stesso in cui ho finito d scriverlo mi rimangio tutto perchè mi sento in colpa e spero che mia figlia nn lo legga mai.
Nn so nemmeno come sia desiderare un figlio dalla persona che credi sia l'uomo per una vita.
Noi stavamo insieme da neanche un anno.Allora mi do uno schiaffetto e cerco d ricordarmi che mia figlia è parte d me,qualunque cosa accada...
Questo mese il ciclo nn si è presentato (il test è negativo) ed io ho tremato come tremai tempo fa.
Spero almeno per una volta nella vita d provare quel tanto discusso desiderio d maternità.

mara ha detto...

mmmm desiderio di gravidanza...questo sconosciuto....la verità è che saprei molto meglio rispondere alla domanda contraria so con certezza cosa vuol dire non volere una gravidanza cosa vuol dire abortire e cosa vuol dire andare avanti dopo...e so con certezza che se non avessi avuto quest'esperienze 2 anni prima olivia oggi non sarebbe qua...è arrivata come un fulmine a cielo sereno..non l'abbiamo cercata non l'abbiamo aspettata è arrivata semplicemente in un momento in cui l'amore folle la pazzia l'inconsapevolezza l'immaturità dei miei 24 anni la nostra storia agli inizi ci hanno fatto decidere di tenerla...ignorando completamente la grandezza e l'impegno della cosa...sai che ho vissuto quest'esperienza in un modo molto simile al tuo quindi non posso aiutarti... ho passato i primi mesi a guardala con sospetto e a chiedermi chi era quella strana cosetta... ancora oggi quando la gente magari in un bar comincia una frase dicendo "sua figlia" mi fa strano...l'altro ieri ha fatto un anno e in questo lungo percorso però la stranezza è diventata abitudine l'abitudine è diventata tenerezza la tenerezza affetto e l affetto amore...ogni volta mi vergogno a dire che il mio non è stato amore a prima vista..ci sono voluti lunghi e sudati mesi di conoscenza...grazie per questo post wonder è bello leggere di gravidanze sognate di bimbi desiderati di amori nati primi esserci...so che questa non sarà mai la mia storia...non credo che avrò mai il coraggio di cercare un altro figlio...mi sa che dovrà ricapitare...ma se un lontano giorno dovesse succedere...almeno saprò a cosa vado incontro e la scelta sarà decisamente più consapevole...bacio

Sara ha detto...

Ahi,Wond, che domandona...!!
Com'è desiderare un figlio e poi averlo? Me lo sono chiesto tante volte...perchè io,come te, non lo so...
Ma so che un bambino è la cosa più bella del mondo, e per me è stata la gioia più grande che potessi provare.
Non ho mai avuto istinto materno, i bambini erano per me solo esserini fastidiosetti e troppo urlanti.
Poi.
Poi è successo che sono stata dal ginecologo per una visita di controllo, e lui profferì le fatidiche parole:
"oh,guarda, che sei incinta!"..
"Ma chi,io?? Non è possibile, ho avuto il ciclo regolare SEMPRE!" fu la mia risposta.
"Eh,vabbè,ogni tanto succede.Sei di quasi 2 mesi!"
Poi il buio.Totale,completo,paralizzante.
Ho lottato per non svenire sul lettino mentre il doc tutto felice mi faceva vedere la camere sul monitor e un minuscolo puntino bianco che diceva essere il cuore.
Poi.
Poi la sera, in lacrime,l'ho detto a Lui.
Ci siamo chiesti "che facciamo?" e la tentazione di non tenerlo è stata forte.
Poi.
Poi è scattato un qualcosa, che ancora non mi spiego, e adesso Margherita è qui con noi da quasi 3 mesi-
Ed io sono la persona più felice del mondo.
Ancora non so il perchè, so solo che ho affrontato gravidanza e parto (cesareo,d'urgenza) con leggerezza e coraggio allo stesso tempo.
Io, che svenivo alla vista di un ago, io, la solita Sara pasticciona e testa fra le nuvole, eterna distratta,io, sognatrice incallita che viveva alla giornata,senza pianificare mai nulla...
Io sono ancora così.
Ma con una figlia,una parte di me, che non riuscivo ad immaginare finche era dentro .
Che la prima volta che l'ho vista,Lei,sono scoppiata a ridere come una pazza per la felicità...che ho sentito il cuore riempirsi di gioia, di una felicità mai provata prima...
che ancora la guardo e non mi sembra vero di averla...che il baby blues non mi ha mai nemmeno sfiorato,che da quando c'è Lei, il mondo mi sembra un posto migliore..
Che la amo con tutta me stessa, e la ringrazio per farmi essere ogni giorno più felice.
Io, quella che detestava i bambini.
E' bastato un attimo.
Però..mi chiedo spesso se vorrò altri figli..perchè mi sembra impossibile amare qualcun'altro come amo Lei.
Ma non pongo limiti al Fato.
Mi piace giocare a carte col destino e, a volte, lasciarlo vincere.....

Wonderland ha detto...

Mara, quanto tempooo *_* Mi eri mancata.

Sara, il tuo commento è bellissimo, ma sta cosa che eri incinta anche col ciclo regolare, te lo dico, mi ha SCIOCCATA. Vado a fare un test, va...

Anonimo ha detto...

Oddio...io la gravidanza l'ho desiderata, l'ho vissuta benissimo....e sono mamma da cinque mesi ma la vita è talmente cambiata, mi sento talmente in gabbia chiusa nella routine che i primi mesi comportano, le incertezze, le paure, la stanchezza, che.....sembra quasi che io questa gravidanza non l'abbia desiderata! Guai per la mia piccola, ma io, personaggio bipolare, non sto vivendo al massimo le gioie che si dovrebbero trarre da una maternità...e più ci penso e più mi sento in un labirinto senza uscita! Mi dico che passeranno questi mesi, e che forse tra un annetto la vivrò meglio...ma per ora quanto mi manca la MIA vita!
Kiki.

manuela ha detto...

ciao, il primo giglio è arrivato a 21 anni per un preservativo rotto, se non avessi avuto il mio amore accanto, degli amici fantastici e una famiglia molto paziente non ce l'avrei fatta. non lo desideravo, non era programmato,
dopo 5 anni ho voluto , desiderato, anelato, sospirato ardentemente una piccolina che ci ha messo ad arrivare. dopo 5 anni, noi siamo come la peresroika, arriva un altro maschietto, inaspettato, fuori programma, non atteso, in totale contrasto coi miei piani.
i maschi a casa mia hanno un tempismo di m...a
li amo tutti e tre, e ringrazio il cielo che qualcuno lassù li abbia desiderati per me, io solo... non lo sapevo ancora di volerli...
il tuo blog mi fa riflettere molto, grazie
manu

mammagiovane ha detto...

Caspita mi sono accorta solo adesso che ho pubblicato solo l'ultima parte del commento che avevo scritto. Letto come è apparso non ha molto senso..

La mia gravidanza l'ho cercata , ricordo perfettamente il giorno in cui mi sono lasciata andare e ho sperato che la cicogna mi venisse a far visita.
Ricordo perfettamente che ancora prima speravo che ogni mio ritardo del ciclo fosse stato il sintomo di una gravidanza, ti confesso che ogni volta mettevo la pulce nelle orecchie dei miei amici insinuando la probabilità che io fossi incinta. E invece ogni volta un falso allarme. Decine di test buttati.

Poi un giorno l'ho desiderato e ci sono riuscita al primo colpo.
Ero fiera del mio pancione, mi sentivo immersa in un aurea bianca di felicità. Mi sentivo già mamma prima di conoscere mia figlia. Per me, fare la mamma non è stato altro che continuare un qualcosa che già stavo facendo seppur mentalmente.
Ricordo che dopo aver fatto il test ho esclamato:: "E mò?"... ma non ero spaventata, avevo un sorriso a 36 denti.
Ero così attaccata all'idea di diventare madre che per me è stato un vero choc quando a 17 settimane mi hanno ricoverata per minacce...se tutto non fosse andato bene credo sarei impazzita...

http://mammagiovane.blogspot.com

Anonimo ha detto...

Ci conosciamo via blog, ma stasera non me la sento di firmarmi.

Io avevo venticinque anni e, come te, stavo con l'uomo della mia vita da meno di un anno. Una sera ci siamo detti che volevamo questa cosa, ma credevamo che fosse un momento di quelli in cui ci dicevamo quanto eravamo felici e quanto futuro vedevamo insieme. Invece nell'attimo in cui lo abbiamo desiderato è successo. Sul test positivo per poco ci viene un infarto, vivevamo insieme ma eravamo senza lavoro, stavamo ancora studiando. A Natale, quell'anno, ero incinta e lo sapevo da tre giorni. Uscivo per strada e mi sembrava pazzesco che la gente non vedesse cosa mi stava succedendo, non mi fermasse per chiedermi come mi sentivo o congratularsi. Ero trasfigurata dalla gioia e dal terrore contemporaneamente. Lui mi riempiva di attenzioni, eravamo unitissimi. L'ho detto ai miei, e avevo una paura senza precedenti nel farlo. Subito sembravano incazzati. Poi si sono sciolti in mille dimostrazioni di tenerezza. Allora ho cominciato a essere completamente, assolutamente felice, ma ho perso il bambino poco dopo. Mi ha fatto l'effetto di un bombardamento a tappeto, non sono più stata la stessa persona. Ho odiato con tutta l'anima i sei Natali successivi, e solo da poco riesco di nuovo a pensare a quel fatto e alle feste senza piangere. Nel frattempo desiderare un figlio è diventato una specie di malattia cronica, tanto più che la vita ci ha messo in condizioni di rimandare per tanto tempo i tentativi successivi, solo di recente siamo entrati tutti e due di nuovo nell'ottica di provare seriamente ad averne uno. Che, ovviamente, adesso non si decide ad arrivare, e io, che nel frattempo ho guardato nascere e crescere i bimbi di tante amiche, ogni mese oscillo tra il sollievo di non essermi ancora stravolta la vita e il senso di essere stata defraudata ancora una volta di un diritto.
Che dire. Sto imparando a essere fredda, per non starci male ogni volta. Solo quando sto con i bambini degli altri mi rendo conto di quanto mento a me stessa.

Anonimo ha detto...

Cara Wonder, ti ho lasciato il primo ed unico commento per il tuo compleanno ma questo argomento risuona troppo dentro di me per non dir nulla. Com'è "poi averlo" non lo so...lo sogno, lo immagino ma credo di non avvicinarmi mai alla realtà della vita "reale". Su com'è desiderarlo potrei scrivere tomi enciclopedici! All'inizio (tre anni fa) per me è stato un desiderio dolce, morbido, di ritrovare gli occhi del mio amore negli occhi piccoli di una creatura tutta nostra...poi è diventato un chiodo piantato nel petto che mi inondava gli occhi guardando le altrui panze...poi si è trasformato in speranza sottoforma di scienza e punture e dolore, poi è rimasto solo il dolore e la rabbia.. Ora è di nuovo un pensiero dolce, non più solo come "voglia di farcela" ma come speranza di realizzare, alla fine, quel piccolo grande sogno d'amore....E' ritornato grazie al grande amore di coppia ed alla voglia di prendere la vita con più leggerezza, che a volte traggo molto anche dal tuo blog e dalle splendide persone che commentano. E per questo ancora e sempre grazie! Simona

marina ha detto...

Desiderare un figlio è prendersi per mano e trovare il coraggio di tuffarsi da uno scoglio altissimo in un mare blu. Scoprire di essere incinta dopo solo il primo tentativo è sentire l'acqua fresca e limpida del mare intorno a te, dopo quel tuffo. è guardarsi negli occhi emozionati, spaventati e incoscienti. perdere quel bambino dopo poche settimane è vedere all'improvviso il mare ritirarsi. è uscire dal proprio corpo, perchè ormai il tuo corpo lo stavi dividendo con il tuo piccolo tesoro e adesso così vuoto non lo vuoi più. è sentire che un figlio non lo potrai più desiderare, perchè non potrai mai sostituire quel piccolo che per così poco tempo avevi amato così tanto. desiderare di nuovo un figlio è capire che non cancellerà il tuo dolore. semplicemente sarà altro. è vivere la nuova gravidanza con mille paure, ma senza il senso di onnipotenza che avevi provato prima, perchè ormai sai che siete fragili, che il tuo amore non basta a far sì che vada tutto bene. e in fondo lo sai anche adesso, che vedi la tua piccola camminare, correre, crescere, sperimentare. sai che puoi amarla infinitamente, ma che puoi proteggerla solo in parte. e ti culli nell'idea che quel fratellino che non ha conosciuto sia in un posto dove la guarda e la protegge.
avere un figlio ci si sente pronti è un privilegio di pochi: in mezzo ci sono tante storie uniche di amore e dubbi, e paure e sofferenze e ansie e gioie. un abbraccio wonder e grazie per la possibilità di provare a spiegare questi sentimenti.
marina

Bietolina ha detto...

Vorrei poterti rispondere...
vorrei provare anche io la gioia che leggo negli occhi di una mia amica che l'ha cercato....e ora ha il suo bel pancino!
Come te amo il mio piccolo, ma ho vissuto malissimo il sapere di essere incinta....non era il momento...
Non mi son goduta questo momento come nn mi son goduta la gravidanza per questioni varie, come nn ho vissuto le "gioie" del parto visto il cesareo o le gioie dell'allattamento visto che dopo un mese di tiralatte ci ho rinunciato...
A volte mi chiedo se con il secondo mi rifaro'...pero' per ora mi leggo anche io i commenti delle altre!! :)

Anonimo ha detto...

Io ero giovane ma non così tanto, 25 anni. Ci siamo sposati e abbiamo voluto un bambino, ci siamo buttati in questa avventura con incoscienza, la maturità è arrivata e come se è arrivata :) La gravidanza è stata stupenda, anche con tutti i disagi fisici, ma lui era lì, eravamo una cosa sola come non capita mai più nella vita. Lui era il mio cucciolo, era il singhiozzo e i calcetti e calcioni, a lui parlavo, inventavo storie, facevo ascoltare la musica... Dopo gli ho dato le ali e ora sta imparando a volare e oggi la sua mà è proprio una rompi p.... Sara

Nicoletta ha detto...

Le tue parole un po mi fanno male. Perchè io un figlio l'ho desiderato con tutta me stessa, ero fiera della mia panciona, e ora mi rimane solo una tomba su cui piangere...

Anonimo ha detto...

Ciao, sono Marina. E’ la prima volta che commento ma è davvero interessante leggere la varietà di esperienze e di racconti che ha scatenato questo post. Ci metto anche la mia, di esperienza: sono mamma da quasi tre anni. Io, al contrario di quanto accaduto a te, un figlio lo desideravo tanto. Però ho aspettato, forse troppo, a decidermi di concretizzare questo desiderio. Io e il mio compagno stavamo già assieme da qualche anno, inizialmente dicevamo: a 30 anni facciamo un figlio. Ci sembrava l’età giusta. Poi, per tutta una serie di motivi pratici, ma anche per immaturità (a 30 anni? Sì, può succedere di essere ancora immaturi a 30 anni), per comodità, per troppa razionalità abbiamo aspettato ancora. A 34 (i miei 34) abbiamo incominciato a “cercare” per davvero…e il figlio non arrivava. Ogni mese la delusione aumentava e dopo un anno abbiamo iniziato a fare esami su esami: mi dicevo, io sto qui a provare ogni mese e magari siamo incapaci di procreare per problemi indipendenti dalla nostra volontà, meglio saperlo subito che illudersi ogni volta…E così è iniziata la trafila dolorosa degli esami, che probabilmente molte altre donne come me conoscono… Non emergeva niente di preciso, nessun ostacolo fisico grosso, se non quello dell’età (che diminuisce le probabilità di un concepimento). Ma a un certo punto mi sono ammalata: io, che per la prima volta nella mia vita non riuscivo ad avere qualcosa che desideravo tanto e mi sentivo totalmente impotente di fronte a questa (ipotetica) sconfitta, sono crollata. Attacchi di panico, una depressione pesantissima, tutto nel giro di 2 o 3 mesi…E ovviamente, nel momento in cui il desiderio della gravidanza ha smesso di essere al centro dei miei pensieri (non riuscivo ad alzarmi dal letto la mattina, figuriamoci a fare l’amore nei momenti “giusti”…) sono rimasta incinta. E’stata dura: ero felice ma la depressione non passa in un giorno per un test positivo… Ho lottato, non ho preso più un farmaco: non potevo permettere di fare male alla bimba che era dentro di me, dovevo farcela con le mie forze (e con le sue, perché lei di forza me ne ha data tanta, da subito). L’ho detto spesso: quei 9 mesi di gravidanza sono stati come scalare una montagna con dei pesi enormi sulle spalle. Ma ce l’ho fatta…e sono guarita, piano piano, a piccoli passi, insieme al mio compagno e a mia figlia… Anch’io mi chiedo spesso com’è desiderare un figlio e affrontare una gravidanza normale, felice perché quel desiderio si è concretizzato e senza fantasmi nella testa da sconfiggere…Non so se la vivrò, ora ci si riprova (alla soglia dei 40), ma con molta più serenità…

Cla ha detto...

Quante diverse e intense esperienze di vita! Io desidero un bimbo e una famiglia da quando sono piccola, mi sono sposata a 23 anni pensando che sarei diventata mamma giovane (proprio come mia mamma che mi ha avuta a 25 anni e tra noi c'è un bellissimo rapporto proprio forse grazie alla differenza d'età) ma con mio marito è finita dopo 1 anno (e stavamo insieme da 10 anni!), poi ho avuto un altro fidanzato con cui ho convissuto 4 anni ed è finita ad aprile, nessuno di loro era quello giusto per costruire una famiglia me ne rendo conto e alle volte penso che è troppo grande la mia voglia di maternità, forse io voglio un figlio e basta, nemmeno un compagno, solo un figlio mio. Ora sto con un uomo che ha una bimba di 7 anni e ci amiamo e parliamo di altri bimbi, ovviamente con calma senza fretta ma io il mese prossimo faccio 33 anni e mi sento da 10 anni "sullo scaffale a prender polvere".....ecco com'è desiderare un figlio....sei fortunata Wonder perchè Viola ti è arrivata come un dono di Dio e anche se non era "programmata" e non hai vissuto la gravidanza tra le nuvolette rosa alla fine c'è, la ami e questo basta! Io intanto continuo a sperare e incrocio le dita! ;o)

Anonimo ha detto...

ho sempre pensato di voler avere un figlio. ho sempre pensato di desiderarlo veramente. ma poi non era il momento giusto, ma poi la casa era minuscola, ma poi la situazione economica non era ancora stabile, ma poi i figli del suo precedente matrimonio erano ancora troppo piccoli, ma poi.. ma poi...
tutti questi ma poi si sono risolti negli anni, i figli sono cresciuti, abbiamo cambiato casa, due ottimi posti di lavoro e un'unione solida come il cemento, rafforzata da mille difficolta`..
e adesso che non ho piu` scuse, a 38 anni suonati, non riesco a trovare il coraggio di smettere di prendere la pillola, mi sento un po' come quando hai un sonno tremendo ma non puoi dormire, passato il momento non riesci piu` a chiudere occhio per tutta la notte. vorrei sentirmi dentro il fuoco vivo della maternita`, vorrei commuovermi davanti ad ogni pancione ma non e` piu` cosi`.. pensavo di desiderare un figlio ma, onestamente, mi accorgo di stare benissimo anche senza, e sono combattuta tra questo sentimento e la consapevolezza che la scelta di non averne un domani potrei rimpiangerla duramente. amo con tutta me stessa il mio compagno, ho lottato contro mille difficolta` per raggiungere oggi un equilibrio al quale non so se voglio rinunciare. so che la mia e` una voce un po' fuori dal coro, in fondo la domanda e` rivolta a chi ha desiderato ed avuto un figlio,ma leggere alcuni dei vostri commenti mi aiuta molto e ringrazio wonderland per aver ospitato questo post e per il suo costante punto di vista alternativo e sincero sulla maternita`.
la b.

aspirantemamma ha detto...

Ho provato a descriverlo ma non mi viene niente. Provo a ripensare a come mi sentivo tre anni fa e mi viene da piangere dall'emozione, anche perché è quello che sento anche ora (ora mi faccio un po' più di pippe, ma di base è lo stesso).
Per me non si può dire....e questo è uno dei post più belli e veri che hai scritto.

Bubittilove ha detto...

Ciao Wonder
io so bene cosa significica desiderare un figlio, ma ho quasi 10 anni più di te e alla tua età ero come tebe seono certa che se mi fosse capitato come a te sarei stata esattamente come te. Alla tua età pensavo che un giorno o l'altro avrei fatto un figlio ma ero presa dai miei viaggi, dal mio lavoro, dagli impegni con amici e dal mio uomo. Ho avuto varie vicessitudini sentimentali, tra cui anche una storia importante extra-compagno (convivevo)che poi però mi hanno spinto a riconfermare con forza rinnovat il rapporto col mio compagno. E a quel punto è arrivato quel desiderio, quasi per suggellare il nostro ritrovato amore, quell'amore che aveva passato una prova così dura ed importante. Ma il bimbo non arrivava. Mesi e mesi ad aspettare. sperare e disistere quando arrivava il ciclo, e di nuovo iniziare a sperare.. Dopo un anno abbiamo deciso di sposarci e lo abbiamo fatto con gioia intrisa a malinconia, visto che il mio allora fidanzato aveva fatto alcuni tes che avevavo avuto risultati molto molto negativi. Mi ricordo io vestita da sposa che guardavo il bimbo di un'amica invitata al matrimonio.. e non sapevo ancora cosa mi aspettava..
un aborto, una fecondazione assistita da cui rimango incinta e poi però abortisco.. e da lì il precipizio. Ho passato diversi anni dentro al precipizio, anche il lavoro stava andando parecchio male e alla mia dottoressa che mi chiedeva come mi vedevo tra cinque anni rispondevo che non mi vedevo.. giorni bui, scritti bui, ancora adesso mi capita di andare a leggerli e rabbrividisco. Ma in quegli anni ho risolto qualche mio problema di rapporti con le persone e la situazione lavorativa è progressivamente migliorata, ho fatto qualche meraviglioso viaggio e finalmente mi sono sentita pronta per iniziare il percorso di adozione. Dentro di me desideravo moltissimo un figlio, mi sentivo con un braccio tagliato, desideravo vedere continuare me stessa e mio marito, quel che eravamo e che saremmo stati in un'altra creatura. Abbiamo iniziato il percorso ma dopo qualvhe mese, proprio alla vigilia del primo incontro con gli assistenti sociali, durante un bellissimo ncapdanno a londra, beh.. non mi viene il ciclo.. sopresa meravigliosa.. abbiamo fatto il test in un pomeriggio nevoso su un treno da torino a venezia. Ci siamo fotografati abbracciati, abbiamo fotografato il test positivo. Oggi Alberto è con noi. A volte è dura, di scuro tante volte ripenso alla mia vita da scavezzacollo. Poi mi dico che ho 37 anni, ho viaggiato dappertutto, ho fatto la qualunque, ho cercato un bimbo per 5 anni attraversando mesi e anni di disperazione e mi riprendo e mi dico che devo fare in fretta a farne un secondo, visto che a quanto pare ci impiego più di tante altre..
Un bacio
Ele e Alberto, 15 mesi

Anonimo ha detto...

la mia domanda invece e': com'e' avere attorno delle persone che sono felici per te che aspetti un figlio? io e il mio compagno l'abbiamo voluta, cercata e le due tacchette ci hanno fatto piangere.. ma ero circondata da persone che hanno commentato con "ah..ohssignore". Evidentemente un figlio a 36 anni e' troppo presto..

Cris

mammaemigrata ha detto...

Ciao!!! Io, come te, la prima gravidanza non l'ho cercata, è arrivata senza avvertire! Invece il secondo e il terzo li ho "programmati"... che dire, la differenza per me stava solo nel fatto che "durante il tentativo" pensavo "chissà se è la volta buona"!!! :-D
Per Invasato poi di tentativi non ne abbiamo fatti molti, ero incinta in meno di un mese!
Pacifico invece ci ha messo un po' di più, ma è arrivato presto anche lui.
Però veramente, l'unica differenza stava nel fatto che appunto i due maschi erano aspettati, mentre Radiolina è arrivata "di suo". Cioè, a livello di gravidanza e di amore per i figli, non c'è nessuna differenza.
Però devo dire che durante i "tentativi", almeno i primi due-tre, mi sono sentita nervosa e pensavo sempre "ma che bello, stiamo facendo l'amore per avere un figlio", ecco, in questo senso, cercarli e programmarli è bellissimo perchè ti dici "mio figlio sarà frutto di questo momento d'amore" e non di un contraccettivo che non ha funzionato...
Vabbé, mi rendo conto che magari ho detto un sacco di cavolate, ma insomma, spero che tu mi abbia capita!

Serena ha detto...

Desiderare Alida è stato bellissimo.
E' stato un sentimento a lungo condiviso con il suo papà, mio compagno dai tempi del liceo. Un pensiero sempre alimentato, ritoccato, mai messo da parte, fino a quando abbiamo deciso, leggendo chissa' quali segnali, che fosse arrivato il momento giusto. Ma ha deciso lei quando arrivare, non è stato così immediato come credevamo. E poi quando è successo, quando, dopo alcuni mesi, sono rimasta incinta, lo sapevo già. Lo sentivamo benissimo, percepivamo questa piccola presenza che si inseriva tra noi, diffondendo maggiore serenità nel nostro rapporto, più voglia di affetto. Ho fatto il test per pura formalità, ricordo chiaramente l'emozione di quella mattina, lui che mi aspettava nel lettone, il lungo abbraccio con cui mi ha accolta quando gli ho detto semplicemente "sì". E poi l'attesa della sua nascita, la gravidanza, è stata bellissima, un periodo che ricordo con grande gioia perché, fortunatamente, sono stata benissimo. Ricorderò per sempre l'emozione autentica negli occhi degli amici quando gli comunicavamo la notizia, le testimonianze di gioia vera da parte di parenti e conoscenti.
E alla fine dei nove mesi è arrivata lei, il 30 novembre, proprio come te.

dany ha detto...

Per me desiderare un figlio e poi averlo è stato un sogno che si realizzava...dopo due tentativi finiti male, finalmente la terza volta la gravidanza è giunta al termine ed ora sono mamma di una splendida bimba di 7 mesi! I 9 mesi li ho passati a pregare, vivevo nell'ansia che ancora una volta le cose non sarebbero andate bene, ma poi il sogno si è realizzato e a maggio ho potuto abbracciare la mia piccolina.
Nonostante ciò anch'io come tante altre ho vissuto in questi 7 mesi e vivo tutt'ora momenti di sconforto, sensazioni di inadeguatezza misti a tristezza alternati ovviamente a momenti di gioia e serenità... .Certe volte mi dico anche:" ma come? hai tanto desiderato questa figlia ed ora ti lamenti se non hai più tempo per te stessa?"... Pensieri e sensazioni che credo siano fisiologici in ogni neo -mamma, sia che questo figlio l'hai sognato oppure no... .
Un abbraccio!

Bonzomamma ha detto...

Da bambina dicevo di volere due gemelli: un maschio e una femmina. E poi un altro maschietto.
Questo era il mio sogno, poi a 30 anni la storia della mia altra vita finisce... e inizio a vivere veramente sono single, mi diverto ho un lavoro divertente... a fare i figli non ci ho proprio pensato fino a quando non ho incontrato una sera di dicembre di 5 anni fa il mio Amore che sei. Pochi giorni dopo guardandomi negli occhi mi dice che vede i nostri nipoti.
Siamo andati a convivere e lui i figli li avrebbe voluti subito. Io no... pensavo alla mia vita autonoma e indipendente che svaniva, ai pochissimi soldi dell'epoca che neanche un paio di scarpe mi potevo comprare (amo fare shopping), al matrimonio che volevo ma anche no... e sono caduta in depressione... perchè non volevo vivere con pochissimi soldi... non volevo una vita di privazioni. Piano piano ne siamo usciti insieme. E nel febbraio successivo per gioco io e un mio amico abbiamo buttato i preservativi davanti a Lui... che adesso aveva paura che mi deprimessi di nuovo. Poi a maggio... test positivo, beta altissime e il mio ginecologo che alla V settimana urla "DUEEE"... mi ricordo ancora la sensazione di panico e insieme di immensa tenerezza verso mimì e cocò. Li ho subito chiamati così, ho detto fuori dallo studio medico che erano un maschio e una femmina. Io sentivo che erano arrivati, che il mio sogno era diventato realtà. E quei 8 mesi sono volati sulla leggerezza del nostro amore infinito per questi due fagiolini, per i primi calci di Tommy sentiti su un aereo di ritorno da Miami. Per i singhiozzi continui di Flavia.
Come è stato volerli? Breve... 3 msei a 35 anni sono un lusso ma intenso. E gioioso anche.
Averli poi è stata la più grande avventura della nostra vita... tra un pò vicino ai 40 so che vorrò il terzo maschietto... il cui desiderio sta già nascendo adesso alla vista dei cuccioli delle mie amiche.
Volere un figlio però non differenzia da colei a cui capita... lo ami comunque.

Anonimo ha detto...

So solo che non desiderare un figlio e poi averlo

dev'essere mille volte meglio che

desiderare un figlio e non averlo.

Rizia ha detto...

Potresti aiutarci per favore?
Milù, 9 mesi, è stata rubata a Roma, zona Prati l'8 dicembre.

http://www.splinder.com/mediablog/rizia/media/21868461

Questa è la foto di Milù, una carlina di nove mesi che è stata rubata a Roma in zona Prati martedì 8 dicembre.
Il suo papà e la sua mamma erano intorno alle 10.15 la mattina e una signora che abita sopra di loro ha visto 3 ragazze che bussavano sulle porte degli appartamenti (compreso il loro), ma impietrita dal terrore non ha fatto niente...un ragazzo del palazzo ha visto insieme alle tre donne un uomo che faceva da palo alle 3......la ragazza è rientrata alle 13:30 e in salotto ha trovato il portariviste che era a terra rovesciato (evidentemente hanno corso dietro al cane che cercava di scappare).Da casa sono spariti 1000,00 euro,un paio di scarpe Nike nere,una Playstation 3 e la dolce Milù.
Il cane è un CARLINO FEMMINA,colore del manto SABBIA,9 MESI di età, DOLCE,AFFETTUOSA E VIVACE! Il numero del microchip è: 982000121908957 qualsiasi tipo di aiuto è ben accetto.....sono disperati e non sanno dove sbattere la testa!!!!!
Troppo facile darsi per vinti senza lottare e illudersi di trovarla!!!!
Chiunque ci porterà a casa la nostra cucciola sarà ben ricompensato!!!!!!

p.s. forse il cane non è ancora intestato a Moneta Massimiliano perchè il negoziante aveva detto che avrebbe pensato a tutto lui...ma alla ASL canina risulta il nome in un appunto del foglio del passaggio di proprietà (dove si dice che il compratore avrebbe dovuto ritirare i documenti per il passaggio,ma non essendo stato mai avvertito che la prassi era questa non si è mai recato alla ASL a fare il passaggio di proprietà......l Lo ha scoperto in questi giorni che ha fatto delle telefonate per sapere come muoversi!!!!)......
Il Cedente dovrebbe essere il negozio BRACCOBALDO al centro commerciale PORTA DI ROMA

GRAZIE DI CUORE!!!!I recapiti per dare notizie di Milù sono:
Massimiliano 3338899084
Claudia 3314361395

Wonderland ha detto...

Grazie ai vostri commenti ho spalancato finestre sulle vostre vite, su una sensibilità che a volte manca, su pensieri su cui non mi ero mai soffermata.
Mi dispiace se questo post in alcune di voi ha toccato corde dolorose. C'è sempre l'altra faccia della medaglia, e questa volta sono io da quella "buona".
Vi ringrazio però di tutte le storie che avete raccontato, io mi sono davvero persa tra le vostre emozioni e i vostri sentimenti. In alcuni racconti ho ritrovato molti dei pensieri che ho fatto anche io prima e dopo il parto, altri sono così lontani da me eppure così pieni di bellezza, di forza.

So che siete sempre qui a ricordarmelo, e per questo vi ringrazio, ma sono consapevole di essere molto fortunata ad avere avuto una bimba. Sana. Bella. Nostra.
Me lo ricordo ogni giorno quando vado a vedere la pagina Facebook di Giorgia (link a lato) e ogni volta che rileggo qualcuno dei vostri commenti, di oggi o di ieri.
Questa però se la leggete bene non era una lamentela. Era la verità. Nonostante le vostre storie, lo è tuttora. Non posso cambiare il modo in cui mi sentivo due anni fa, posso semplicemente ammetterlo. E chiedere a voi. Uno strumento in più per capire.
E ancora grazie.

leucosia ha detto...

ciao wonder,
il desiderio di diventare madre l'ho sempre avuto, anche se all'inizio le priorità della mia vita erano altre. era un desiderio nascosto, il mio, coltivato in segreto. poi quando ormai ero pronta nel crearmi una famiglia tutta mia nel vero senso della parola, arriva l'altolà medico. "sei pazza a fare un figlio, ad affrontare una gravidanza con il tuo sistema immunitario già pesantemente provato da una malattia autoimmune!" mi diceva il dottore, ed io per anni ho dato retta ai suoi consigli, ai suoi stop, poi mi sono lasciata andare, anzi ci siamo lasciati andare io e mio marito. ed è nato il nosro cucciolo da ormai otto mesi. erto la gravidanza l'ho vissuta tra alti e bassi, con ansie e paure magari leggermente più profonde del previsto. a distanza di tutto questo tempo e di tutto quello che ho dovuto sopportare in termini fisici, quindi nonostante tutto, mi ritengo fortunata e cosciente della scelta che ho fatto. il nostro bimbo è la nostra vita, tornassi indietro rifarei tutto!
leucosia.
buon natale e bune feste!

zauberei ha detto...

Che ne saccio io Wonder?
Io non è che desiderassi un figlio. Io non lo desideravo affatto. Ho deciso di farlo perchè mio marito lo desiderava, e per una specie di oscura ma anche molto cerebrale sensazione che i figli sono una delle poche grandi occasioni esistenziali. Non la cercavo, stavo una favola senza, ma pensavo che privarmene era troppo stupido, era troppo una grande occasione di pensare, di sapere, di vivere. Poi è arrivato Pipik e quell'impressione ha preso forma concreta e si è davvero confermata.
Al punto che no - non disdegno l'ipotesi del secondo figlio. Anzi:)

Wonderland ha detto...

Ammazza, Zaub, come sai portare sempre filosofia acuta qua dentro. E io che pensavo che la troppo grande occasione di pensare, di sapere, di vivere fosse farmi un viaggio di un mese in Australia. Vedi le prospettive! (no, certo, Viola supera qualsiasi esperienza al singolare. magari me la carico, e andiamo insieme. tra qualche anno però.)
Già il PipikkeSecondo? Ommamma. Eroina. Tu, ma forse ne fai anche uso? :p

Anonimo ha detto...

è come tutte le cose: il meglio sta nell'attesa...

Brigantia ha detto...

Cara Wonder
come diciamo qui a Bologna
mo soccia!!
il domandone...

rispondo lo stesso anche se un figlio non ce l'ho ma ho un anno più di te e da quando ero bambina penso che mi piacerebbe essere mamma, mi ci vedo/sento.

mi sono avvicinata al mondo dei blog grazie al tuo, trovato quando la mia prima amica è rimasta incinta, involontariamente, a 28 anni. da allora mi sono appassionata al mondo dei blog e dei blog di mamme, di certo anche per questo desiderio.

negli ultimi anni questo desiderio si fa più intenso (saranno anche tutti sti blooog!!! ;) )
ho trovato il compagno della mia vita, trovarci è stato come tornare a casa, nel momento giusto, con le stesse idee sulla vita che vogliamo, per riassumere in un'immagine (un po' naif, come riassunto esige): una fattoria-centro culturale-dove ognuno possa fare il proprio lavoro, da casa.
io personalmente sento l'orologio biologico che ticchetta veloce, e un po' mi stressa 'sta cosa, e non abbiamo ancora scelto di farlo perché io da gennaio finirò il mio contratto all'università, e puoi immaginare le prospettive, lui di lavoro ne ha, e gli piace, ma è artigiano e non c'è la certezza di un flusso di clienti, e ce la facciamo perché siamo in due a portare avanti la baracca.
non vogliamo cedere a fare dei lavori che non ci piacciono, che non riteniamo giusti, e mi sento come se stessimo combattendo una battaglia, e forse è così, fatta anche di rinunce, perché preferiamo la libertà rispetto ai vestiti nuovi (ma ora ne vorrei proprio!!).
insomma io un figlio lo farei anche ora, subito, fatto con la pazzia, e lo sento come fosse un salto nel vuoto, come hanno già detto, ma lui è più razionale di me e forse ha ragione...
ogni tanto vorrei che capitasse, e molte volte mi trovo in pre-mestruo a pensare "dai che stavolta c'è scappato"
(sono molto auto-suggestionabile) ma così non è.
ma altre volte poi mi ripiglio e penso che ha ragione, che mi piacerebbe farmi un anno America, prima di fare un figlio, e adesso questa possibilità è comparsa all'orizzonte...(e, roba da matti, forse mi tocca accettare, per continuare a ricevere uno stipendio discreto)...
e ora sono qui, a metà tra due strade diverse, e penso "caspita, ma se rimanessi incinta adesso niente SudAmerica..."
e c'è una parte dentro di me che pensa, chissenefrega, quel che sarà sarà!
allA fine nella vita le cose capitano, e basta.
per esempio dalle amiche che vedo a cui è capitato involontariamente (e sono la maggioranza...) vedo che chi è più sincera, mette a nudo le sue paure e il fatto che un figlio rappresenti una costrizione, per certi versi, alla fine è più affettuosa, più materna, più dolce, e alla fine si è innamorata del suo piccolo, mentre chi rimane più nel ruolo sociale di mamma e vive di frasi fatte "un figlio è la gioia più grande", ecc. alla fine sono quelle più rigide e fredde, almeno a vedersi, sono quelle che scappano al lavoro pur di stare in mezzo alla gente, mentre le altre scelgono il tempo col loro piccolo, e non per questioni economiche.
io credo che tu sia solo più sincera, con te stessa e con gli altri, e questo sarà di grande aiuto a Viola per crescere molto in gamba, voluta o non voluta. Ma comunque accolta al meglio.
Perché tu non l'avrai desiderata ma io credo alla storia che ci scegliamo i genitori, quindi credo che lei abbia desiderato te, voi, e nessun altro.
scusa la lungaggine ma hai smosso mari e monti!

un abbraccio

roBBy

la.daridari ha detto...

Desiderare è stato per me sinonimo di: "ok, basta scuse, buttiamoci e poi si vedrà".
Era andata bene subito. Ero sorprendentemente felice per l'IDEA di diventare mamma, per le nuove me che avrei dovuto inventarmi, per vedermi cambiare giorno dopo giorno, anche quando sarebbe nato.
Poi la prima visita, a 10 settimane: non c'era nulla, solo una casetta vuota (e due tette enormi e dure come il marmo), un castello di sogni fragile come una palafitta, crollato in un secondo. Macerie e macerie, più di quante pensassi...
Io mi infiammo sempre come la paglia, brucio di colpo tutto alla massima energia, e penso che se voglio veramente, posso ottenere qualsiasi cosa.
Ma un figlio non dipende da te, per quanto tu possa volerlo, mentre diventi genitore sei solo uno strumento.
Questo ho imparato, e adesso che forse ci riproveremo voglio LEGGEREZZA, la stessa che tu ricerchi ogni giorno per te.
E adesso non desidero un figlio, desidero buttarmi ancora in questa avventura, sia come sia, mi auguro di saper accettare quello che il destino mi riserverà.

Annaelle ha detto...

Ciao Wonder,
siamo amiche da poco ;-) Anche su Facebook, ma amo il tuo blog.
Sono mamma da 3 mesi e mezzo di Grace. Premetto che sono un italiana in america, la mia vita e' tutta una sfida e questa gravidanza lo e' stata ancora di +.
Niente famiglie vicino, solo una carriera, un marito americano (american boy) bellissimo (ogni scarrafone...) e ora la pupa.
L'ho voluta da sempre, sapevo che avrei avuto una bimba, che l'avrei chiamata Grace, americanizzando il nome antico di mia mamma. Ho comprato regali alla piccola prima ancora di essere incinta. E non cercavo figli, ma coltivavo il desiderio. Poi sono rimasta incinta. E l'ho perso. E' stato veloce e doloroso come una pugnalata al cuore. Ho pianto per settimane, piu' di quanto sono stata incinta. Il mio sogno di mamma in un lago di sangue. E quando sono rimasta incinta di nuovo, senza aspettarmelo, cosi in fretta dopo l'aborto, ho capito che era ancora lei, la mia piccola Grace, che stava bussando alla porta. Da allora e' stato tutto un percorso in salita, e lo e' tutt'ora... Grace e' la mia gioia, ma io soffro perche' non ho una famiglia vicina, perche' non dorme la notte, perche' ha il reflusso, perche' la mattina devo andare in ufficio e voglio (non devo, voglio!) continuare a lavorare...insomma pesantissimo.. pero' e'arrivata, Grace Alexandra, nonostante la mia ginecologa che sospettava la mia infertilita' o incapacita' di portare a termine la gravidanza.

Il desiderio e' stato aspettarla, e coccolarsi la pancia per 9 mesi sognando di abbracciarla.

Castagna ha detto...

beh... uau

io mi associo a quella che ha detto che se hai e non desideravi scopri lati belli, mentre se desideri e non hai...
del resto è proprio quello che dimostri tu, Wonder, con i tuoi post su questa enorme sorpresa che ti ha fatto la vita. Non sentirti in colpa per aver fatto pensare cose tristi a qualcuno, questo post ha aperto molte porte dietro le quali guardiamo di rado, ma è giusto arieggiare ogni stanza... e qui si respirava l'aria leggera delle confidenze e della comprensione reciproca. A me è piaciuto molto pensare quante persone si portano dentro ricordi e speranze di una dolcezza sempre enorme, anche se tristi, perchè sono tutte storie d'amore.

Ma SICCOME IO ALL'INIZIO MI FIRMAVO STREGA SENZAFIGLI...
pensandoci, stonava un tantino quella che ha scritto "il meglio è nell'attesa"... a parte che poteva anche scrivere "non esistono più le mezze stagioni", banalità per banalità, un conto è viversela come te Wonder, che non aspettavi un bel niente e ti godevi la vita, un conto è essere inchiodate a un calendario sul quale i giorni e i mesi passano e tu, per tanto che ti sforzi di non patirci, ti senti malissimo!

va beh va', non voglio essere l'unica voce acida in cotanto coro di dolcezza.
Torno su Facebook a picchiarmi verbalmente con i sostenitori di Berlusconi, che qua si parla di cose serie...

Wonderland ha detto...

roBBy: grazie. e quella storia della fattoria-centro culturale è proprio figa. e vedrai, quando sarà il momento... com'è che si dice?

la.daridari: conosco più di una persona, per esperienza familiare, che dopo una serie interminabili di tentativi ha rinunciato. Alcuni hanno addirittura adottato. Dopo, senza tensione, senza scopi obbligati, senza ansie, sono rimaste incinta. A volte non è un modo di dire che si riesce quando si smette di provare. In bocca al lupo.

Annaelle: che bella storia, e che bel nome Grace. So quanto possa essere dura lontano da casa, e col reflusso... argh, ci sono passata. Sei forte.

Castagna...aaah, allora altro che strega.. ;)

Anonimo ha detto...

Cara Wonder,
io non lo so cosa vuol dire avere un figlio. Il mio bambino non l'ho voluto, ho fatto l'ivg. Sono M., ti ricordi?
Ho sentito che al Mam mi hai citato (parlavi di me giusto?), lì per lì non mi ha fatto molto piacere, mi sono sentita ridicolizzata, poi ho capito che volevi portarmi ad esempio, nessun problema. Se mi vedessi Wonder, io sono davvero molto simile a te, non fisicamente, noi ci assomigliamo nei modi di concepire le cose. Noi vogliamo arrivare in alto, io sento la tua ambizione ma anche la frustrazione nel non poter raggiungere subito i tuoi obiettivi. Anche se entrambe siamo consapevoli delle nostre potenzialità abbiamo fatto scelte diverse. Tu ha scelto enormi catene ai piedi, io ho scelto la possibilità di volare ancora ma forse mi sono fatta più male di te. Non lo so. Questo post che hai scritto è una bella riflessione. Mi ha colpito molto. A volte, egoisticamente, è bello sapere che anche chi ha fatto scelte diverse dalle tue può soffrire e porsi dubbi esistenziali almeno quanto te.
Con affetto,
M.

Saretta ha detto...

Penso che delle storie così belle, veramente nonle avevo mai letto su questo blog. Leggerle mi ha fatto veramente capire quanto siamo folli, forti, infinite noi donne e noi mamme. grazie Wonder che con il tuo blog ci fai uscire allo scoperto.
Aggiungo la mia esperienza: sono stata una donna per la quale la maternità non era mai stata un chiodo fisso.
verso i 33 anno ho iniziato a guardare con malinconia le carrozzine. Quando incontrai l'amore folle dfella mia vita, il pensiero di fonderci in un bambino fu automatico. Sono rimasta in cinta a 37 anni, dopo che avevo fatto tutti i giri di valzer lavorativi, frequentato tutti i rave, bevuto tutti i bicchieri di vino possibili, senza rammarichi quindi. Ho tracorso i 9 mesi d gravidanza con un sorriso ebete sul viso.
Ma si paga tutto: da quel momento la mia carriera, e la mia dignità professionale sono state azzerate. vabbè: ma vuoi mettere?
Un bacio Wonder!

Wonderland ha detto...

M. ...quando ti ho citato (in realtà eravate in due comunque ad aver fatto la stessa domanda allora) ero così emozionata che mi tremava la voce. Se questo è ridicolizzare... Ti ho portata ad esempio per spiegare che bell'atmosfera di condivisione e di assenza totale di giudizio si era creata nel blog. Come una mamma con quattro figli in quattro anni, tutti voluti e amati, e una donna che si accingeva a fare l'ivg erano accolte con la stessa empatia. Perchè io in fondo sono questo: sono mamma, ma avrei anche potuto non esserlo. Capisco tutti e due i lati della vita, in questo momento. Capisco chi cerca un figlio, ma capisco anche chi ha scelto diversamente, con coscienza, con motivi personali inguidicabili dall'esterno. Spesso comprensibili, soprattutto da me che mi pongo ancora queste domande. Ed è solo un piacere risentirti.

sybin ha detto...

Se vuoi ti racconto di quando ho pensato di essere incinta e invece era un' indigestione...

Non posso rispondere completamente alla tua domanda, ma gia' il fatto che leggo questo e altri blog di mamme mi ha fatto interrogare piu' di una volta: faccio tanto la vaga, ma non sara' che voglio un figlio? Anche se al momento non ho molta scelta perche' sarebbe il Carriera Time (per me&Marito), entro ed esco dall'idea della maternita' alla velocita' della luce: SI, NO, SI, NO, ma sto tanto bene cosi, machimelofafareadesso, etc. E' sempre il solito problema: adesso no, dopo si, ma dopo quando?
Il momento giusto, a detta di molti, non esiste.

E ti diro', ho anche una spiegazione sul mio "fare la vaga": non voglio desiderare un figlio alla follia e poi non riuscire ad averlo. E' la mia paura piu' grande. Pertanto, se faccio finta di niente, forse arrivera' lui da solo al momento...giusto?
Si, non sarebbe male.

Abbracci pre-natalizi!

Layla ha detto...

Nessun figlio, nessun partner fisso ora e due anni in meno di te: non sono la voce della saggezza ma ho già desiderato un figlio. Stavo con un uomo che sarebbe un gran padre, ne sono convinta ancora oggi, ai tempi poi mi faceva stare bene. Mi faceva soprattutto pensare che esistesse ancora qualcuno capace di rendere meno brutale il mondo.
Il desiderio di un figlio per me è stato questo, intensissimo: voler dare una forma a tutto l'amore che provavo e di cui mi sentivo inondata. Era un'esigenza fisica, per questo non ho faticato a credere nell'istinto materno. (ora so che non è un istinto universalmente riconosciuto)

Poi la storia è andata avanti, io sono cambiata e diventata molto meno fiduciosa tanto che ora reagirei con terrore ad una gravidanza (ettecredo! Paio una masochista sentimentale.)

Forse per me rimane uno sbocco naturale. Sono cresciuta in una famiglia numerosa e anche nelle storie sbagliate ho sentito quell'impulso uterino che premeva in sottofondo, la consapevolezza che il figlio di qualcuno che amo/ho amato sarebbe un irrinunciabile sconvolgimento esistenziale. Con tutti i casini e le depressioni che può portare, sembra comunque l'esperienza più autentica in un mondo troppo patinato. E poi sarebbe una parte di me, nuova e inesplorata, che a me pare già dotata di un suo spazio riservato. Ogni volta che può, lo reclama.
Quando sono sola l'utero si sta zitto, ma quanto durerà? Magari quel desiderio tornerà con nuove forme e colori meno romanticinfantili...

mpax ha detto...

Figùrati che io invece mi sono sempre domandata come fosse avere un figlio senza cercarlo, in quello che è il modo naturale che è sempre stato: fare l'amore per amore, e rimanere incinta.

Invece per me misurazione della temperatura basale, rapporti sessuali programmati, il test di gravidanza già con un giorno di ritardo perché subito dopo avrei dovuto iniziare le punture di progesterone.

Le esperienze sono le più varie, i miei bambini cercati e desideratissimi ormai li ho avuti e ancora mi domando come deve essere rimanere incinta senza cercarlo e aspettarselo e come debba essere bello. L'erba del vicino è sempre più verde?
Ciao!
mpax

Wonderland ha detto...

Mmmm.... so che avete commosso un sacco di lettrici con le vostre storie, sapete? :) E io sto qui... con un sacco di domande in testa.
grazie :)

Eleonora ha detto...

Ciao Wonder,
ti seguo da quando hai aperto questo blog, trovato su una risposta di Alf, all'epoca io già cercavo un figlio che non arrivava, l'ho aspettato quasi 2 anni, ora sono incinta, di sole 6 settimane, e ancora non mi sembra vero, ho quasi paura di abbandonarmi a questa felicità cosciente di quanto questo primo periodo possa essere infido.

In questi giorni ti ho pensato molto perchè ieri sono tornata da Londra, un viaggio organizzato ben prima del positivo, durante il quale ho ascoltato molto il mio corpo con la paura di tirar troppo la corda, con uno stupore che leggevo sul viso di mio marito, sempre attento a rallentare il passo.
Ti ho pensato quando sono passata davanti a QUEL body che hai raccontato qualche tempo fa, a come fossero diverse le nostre emozioni in un periodo abbastanza simile della nostra gravidanza.
Neanche io QUEL body l'ho comprato, ma l'ho fatto per scaramanzia, perchè adesso per me questa gravidanza è ancora un sogno, non riesco a sentirla vera, forse perchè grazie al cielo non ho disturbi, forse perchè dopo averla aspettata tanto ho bisogno di tanto tempo per metabolizzarla.

Davanti a quella vetrina ho capito quanto l'ansia faccia parte di questo periodo che qualche maschio beffardo definisce dolce attesa, per me per la paura che le cose non vadano come devono andare, per te per la paura che il futuro non sia come lo avevi immaginato.

Spero si capisca qualcosa di questo confuso sproloquio.

E.

Wonderland ha detto...

Grazie E. sono davvero orgogliosa che la mia esperienza e i miei racconti abbiano fatto parte almeno per un attimo della tua meravigliosa avventura. Dai, 6 settimane sono metà percorso, poi potrai considerarti fuori rischio, giusto? Il mio più grande in bocca al lupo.

cla ha detto...

post tosto.
nella mia ermeneutica elugubro.
e uccido la mia anima ogni giorno per capire.
ora ho bisogno di riflettere, di asciugare, e mentre scrivo con ale accanto che dorme sento di la il suo respiro.
la volevo e l'ho, l'ha, avuta.
ti regalo questo per star meglio io adesso.

http://www.lyricsmania.com/lyrics/assalti_frontali_lyrics_3072/banditi_lyrics_9371/viaggiatore_lyrics_108187.html

notte a tutti.

dortom ha detto...

Io il mio bambino l'ho voluto fortemente, ed è arrivato subito. Sono stata incosciente perchè nn era il momento giusto: eravamo giovanissimi(19 e 23) e senza una casa...ma è arrivato e dalla gioia alla disperazione è stato un attimo...sono rimasta sola per tutta la gravidanza e i primi quattro mesi di vita del mio dolcissimo Tommaso. Poi con il papà sì è sistemato tutto(ora nn vorrei annoiarti) e ora ho anche una bellissima donnina di 9 mesi! Nn rimpiangere ciò che nn è stato, goditi ciò che hai!L'amore che dimostri a tua figlia giorno dopo giorno ti deve rendere fiera, nn credere di avere meno valore delle mamme consapevoli....Alessia

Amalia ha detto...

Ad essere sincera non lo so nemmeno io benché la mia gravidanza sia stata cercata e voluta. E' che è arrivata subito e mi ha preso di sorpresa. Il giorno in cui feci il test di gravidanza piansi. Un po' per la gioia, ma soprattutto per il terrore.
mammasidiventa.ilcannocchiale.it

Bialastrega ha detto...

com'è desiderare un figlio?? te lo farò sapere in un futuro ipotetico , dove sarò una psicologa , madre non stressata e piena di soldi , quindi forse ... mai.. so com'è come te , averlo ed esserci dentro , e questo già lo sai, so solo che come la legge del contrappasso dantesca , volevo la sorellina e mi è arrivato un rompico.. di fratellino , volevo la figlia femmina (per continuare a comprare hello kitty a 26 anni e nn sentirmi scema) e me so beccata un maschio!!! e ogni volta che qualche simpaticona , senza figli mi esclama "bhè la prossima sarà femmina!!!" io deliziosamente inacidita le rispondo "ma perchè non la fa tu che non ne hai nemmeno una :)"

Anonimo ha detto...

Credo di aver cominciato a provare il desiderio di avere un figlio verso i 20 anni. Una sera vedendo un bel ragazzone sui 15 anni, mi sono sorpresa a pensare che mi sarebbe piaciuto tanto... avere un figlio così! Ma una storia d'amore finita male mi ha fatto scommettere il mio avvenire sullo studio che era la mia passione, la mia stella, una cosa che mi faceva sentire speciale ed importante, tanto da tentare la strada della ricerca, mentre sul piano fisico l'ovaio policistico mi dava meno possibilità, quindi ho accantonato l'idea di realizzarmi con una famiglia.
La determinazione e un pizzico di fortuna mi hanno permesso di agguantare il mitico posto fisso, quello che non avevo messo nel conto, in quasi 10 anni di lavoro per farcela, era il prezzo che avrei pagato in termini di stress, non solo perche' ci si impone tempi e standard "giapponesi", ma soprattutto a causa di un capo che ha progressivamente manifestato segni di squilibrio.
Ho coltivato e difeso la storia d'amore con quello che è oggi mio marito come una boccata d'aria fresca. Nel frattempo avevo superato i 30 e cambiando città, la nuova ginecologa mi domanda a brutto muso se non voglio figli. Ho scoperto poi che oggi lo fanno sistematicamente con le ultra30enni, perché sono sempre di più quelle che rimandano, senza rendersi conto che se mentalmente (ed economicamente) si è pronte sempre più tardi, il corpo umano non cambia la propria storia evolutiva nel giro di una generazione, e quindi una che partorisce a 35 anni è classificata come "primipara attempata" :-D !!!
Il mio allora-fidanzato-oggi-marito coltivava l'idea di fare il genitore dopo i 40 anni "tanto ci sono le cure ormonali", mentre io quando vedevo una mia coetanea incinta, ero felice sì per lei, ma avevo una fitta al petto e facevo gli occhi lucidi. Poi la situazione lavorativa è precipitata nel mobbing e mi sono definitivamente nauseata del mio lavoro, dei miei capi, e di quella sensazione di vuoto per cui ai convegni ci si accapiglia su questioni di lana caprina. Ho quindi convinto mio marito non a programmare un figlio, ma a lasciare che accadesse, lui sperando io temendo il mio ovaio policistico e i nostri incontri a singhiozzo (viviamo in due città diverse). Quando un giorno vado in farmacia per un'influenza intestinale, la farmacista mi guarda e invece dell'aspirina mi dà dei fermenti lattici. Curiosando su Internet mi accorgo che i sintomi che ho sono quelli della gravidanza, faccio il test e vedendo la striscia non rosa, ma proprio viola, sono rimasta ipnotizzata sul water credo per 5 minuti buoni.
Mi ricordo che sono andata a fare benzina con lo stato d'animo di chi è in cima a una montagna, per i mesi successivi ho vissuto con leggerezza le nausee e tutto il resto. Mio marito ha vissuto il tutto in maniera ambivalente, quando gliel'ho detto è stato felice, poi si svegliava la mattina e sembrava fosse stato colpito da una trave, ma man mano l'ho visto sempre piu' paterno, e devo dire che quando poi ho partorito, non so se è stata la delusione del cesareo e sentirmi immobilizzata a letto e dover chiedere di poter toccare mia figlia, ma ero così frastornata che ho avuto una sensazione di BIANCO e per un giorno ho temuto la depressione postparto, è stato solo vedere mio marito così assolutamente felice che mi ha dato la risposta. Oggi mi godo l'allattamento, i risvegli notturni, i cambi pannolino, e come in un sogno è arrivato il primo sorriso.
Oggi mia figlia è il mio spazio libero, la mia stella, e sono qui che mi domando quali sono le prossime scelte da fare, per essere una buona mamma verso di lei.

CloseTheDoor

Anonimo ha detto...

....desiderare un filgio è leggere il tuo blog, vedere le foto di Viola e pensare intensamente: "anch'io, anch'io, anch'io...."

Ti leggo, ma non ho mai commentato: 8 anni più di te e solo ora mi sono decisa. E non ti dico che voglia mi viene quando vedo pupi, abbigliamento di pupi, scarpette da pupi, foto di pupi... e quante volte penso a quello che direi ad un mio figlio, a come lo crescerei, ai libri che gli leggerei.... e tutto ciò sapendo che non è detto che succederà. Desiderare un filgio è paura, commozione, attesa, speranza, matematica, parole, attenzione al tuo fisico e.... sesso; ecco, sesso a go go ;-)
Complimenti per il blog e non pensare mai di non "essere una brava mamma" o di non fare la "cosa giusta" per tua figlia: mai e nessuno può permettersi di dire cosa è giusto o sbagliato: è.
xxxx
Mica

Anonimo ha detto...

Ho 26 anni e da 4 mesi sono mamma. Mia figlia l'ho voluta, appena il mio compagno ed io abbiamo deciso di fare un figlio insieme lei è arrivata... SUBITO.
E, nonostante avessi deciso di avere un bambino, qnd ho guardato il risultato del test di gravidanza, ho pensato anch'io... "ma che davvero???!!"
Un po' di incoscienza e coraggio hanno accompagnato la mia gravidanza...
il parto è stato lunghissimo, ho rischiato di perdere un rene, il primo mese è stato un inferno: lei in terapia intensiva ed io terrorizzata di perdere la bimba che ancora non avevo abbracciato.
Poi siamo tornati a casa... siamo usciti dall'angoscia, peccato che io fossi così stanca che non riuscivo neanche ad essere felice di essere tutti e tre a casa, finalmente.
Mi sentivo invecchiata di 10 anni, non volevo stare da sola con lei e mi sentivo così incapace come madre...
Non solo sono passata dai pampero ai pampers, ma anche dalla vita caratterizzata da feste, uscite, amiche alla solitudine della paura che ciò che senti come un' immensa e sconosciuta parte di te possa stare male.
Non so come, ma ora è tutto cambiato... lei sta bene ed io sono innamorata di lei, ogni giorno di più ed insieme stiamo proprio bene.
Questo non vuol dire che fare la mamma sia un'esperienza idilliaca... ci sono momenti in cui non la sopporto e non vedo l'ora che il mio fidanzato torni dal lavoro per mollargliela un po'...
devo organizzarmi anche il momento per fare la doccia, ho abbandonato la piastra... ottimizzare i tempi!!! E non sempre ci riesco!!!!
Appena riesco a trovare qualche nonno volenteroso, mi trucco, mi vesto ed esco, torno ai pampero per qualche ora... ma dopo la serata (non troppo lunga, perchè al mattino la mia pulce mi sveglia alle 6) sono felice di tornare da lei e dal suo sorriso sdentato!!
Un abbraccio. S.

Anonimo ha detto...

Vorrei vedere le reazioni di tutte queste mamme quando i loro figli e le loro figlie cresceranno e si scontreranno inevitabilmente con loro...
parole di una figlia

Mary ha detto...

Certo, gli scontri ma genitori e figli co sono e ci saranno.... credo sia inevitabile, ma non per questo noi mamme amiamo di meno i nostri figli. non tutte hanno scelto la gravidanza, qualcuna si è "trovata" in una situazione inaspettata, qualcun'altra è andata in panico, altre l'hanno vissuta male, ma credo che alla fine tutte abbiamo amato e amiamo i nostri figli!
Per rispondere alla domanda originaria.... io sono rimasta incinta del mio primogentio a 20 anni, non ero pronta e la situazione che avevo alle spalle non era facile! il mio compagno (ora marito) era entrato nella mia vita come un uragano lasciando un caos inimmaginabile nella mia esistenza! Non parlavo con la mia famiglia da più di un anno e il test positivo non mi di certo fatta fare i solti di gioia.... il panico totale! Volevo la discoteca, le amiche, godermi quella storia di appena 1 anno e 1/2.... insomma questo bambino non ci voleva! Ho pianto da sola pensando a cosa sarebbe stato di me, terrorizzata da quello che mi aspettava (parto, responsabilità, notti insonni, distruzione della mia libertà ecc...)! Ma poi.... la prima ecografia, il suo battito cardiaco così forte nella stanza, gli occhi lucidi del padre.... insomma mi sono innamorata di mio figlio! non dico che è stato facile, ma tra una crisi e l'altra sono riuscita ad essere felice della mia pancia e di quel minuscolo essere che sarebbe dipeso da me! A conferma di ciò due anni dopo ho "obbligato" il mio compagno a dargli una sorellina!
La seconda gravidanza come diceva qualcun'altra è più consapevole.... più "facile" e l'ho vissuta diversamente. Adesso ho 27 anni, due figli di quasi 6 e quasi 3, molte cose mi mancano ancora, spesso mi sento vecchia rispetto alle mie coetanee, ma quando guardo i miei bambini correre incontro al loro papà la sera mi rendo conto che rifarei tutto così com'è stato!

TsUnAmIbAy ha detto...

Ti leggo da un pò...da quando per caso ho visto il tuo libro in libreria e ho deciso di regalarlo alla mia amica rimasta incinta (lei dice che lo stavano cercando, lui ha detto che è capitato....). La piccola nascerà a febbraio 2012....
Non ho potuto fare a meno di leggere questo post, quando l'ho incontrato, perchè il titolo mi ha colpita, soprattutto per la somiglianza con una affermazione che invece mi perseguita da 5 lunghi anni: com'è brutto DESIDERARE un figlio, e non riuscire ad averlo!
...sentire un desiderio irrazionale e un vuoto a forma di bimbo anche se la mia vita con Lui inizia solo da tre anni ad essere serena (per tutta una serie di "scosse di assestamento" dovute a fattori ahimè esterni)... pensare che forse è meglio così, che il mondo in cui lo/la metterei non mi piace affatto, che il futuro è grigio in Italia e soprattutto al Sud del Sud per i giovani (in particolare nel Salento)...per la salute..per l'inquinamento....eccetera......
e poi mi ritrovo quasi ogni sera a leggere i tuoi post e a seguire i vostri problemi di mamme, a pensare di condividere con voi le mie idee e i miei consigli, e poi a non farlo perchè mi auto-classifico come un'esclusa, una che "non riesce ad avere un figlio e lo vorrebbe"....e allora per partecipare che faccio? Linko i tuoi post più significativi, esilaranti e anche profondi alla mia amica col pancione, che secondo me vive fuori da ogni previsione, che non ci pensa affatto, che non sembra interessata a informarsi, che non cerca niente su google per capire com'è e come sarà...perchè tanto tra qualche mese lo scoprirà, anzi lo sta già vivendo...quello che io desidero tanto...quello che io continuo a cercare su google e a leggere su post di mamme che non desideravano esserlo.....
Scusa se commento un post così "vecchio" , magari nemmeno lo leggerai, non lo so...ma volevo solo dirti GRAZIE perchè mi fai vivere le emozioni della maternità (quelle brutte e SI, anche quelle belle ecchecavolo! Ci sono! Diciamolo!), con i suoi alti e bassi, con il tuo "bipolarismo emozionale" e la tua sensibilità .... mi sento come qualcuno che spia dal buco di una porta la vita di qualcun altro che vorrebbe potesse assomigliare alla sua, o perlomeno poterne parlare.... :(
momento depression.
Ciao Chiara

Anonimo ha detto...

Ho desiderato Caterina molto prima di poterla avere, molto prima di conoscere suo padre, molto prima di averla fatta. Ho desiderato avere un figlio sin da quando per la prima volta ho preso in braccio un neonato da bambina. Ho sempre saputo che volevo diventare madre. Caterina è stata voluta fortemente, cercata impazientemente per mesi... e poi se guardi la foto post test di gravidanza, fatto con leggerezza perchè ormai avevo perso le speranze, io e suo padre siamo il ritratto del terrore... L'abbiamo rifatta, la foto, ma il risultato è un finto sorriso di circostanza. Ho vissuto la gravidanza (il momento più bello per una donna "ma de chè????") con una fatica incredibile, ho provato le tue esatte sensazioni.... Il corpo che si trasforma, l'insonnia, i piedi gonfi... non è stato per nulla il periodo più bello della mia vita, anzi! E poi la storia del parto e del momento catartico sono una farsa... Ho avuto un parto indotto a 41 settimane suonate, ho avuto contrazioni per settimane prima e un giorno e mezzo di travaglio dopo, per poi benedire il cesareo come una manna del cielo (sono anche sicura che io cento anni fa sarei stata una delle tante donne morte di parto) e pensare che in fondo la piccola non l'ho fatta io. E poi eccomi qui 4 mesi dopo a guardare il mio piccolo capolavoro, la mia bimba bella che dorme tutta la notte d sempre, ed io no; che ha i reflussi, e che vuoi che sia...; che ho un sacco latte e mi stressa tantissimo allattare ma poi, per fortuna?!?!, arriva la mastite e via di artificiale. Alla fine siamo tutte uguali, più o meno.

Beatrice

Anonimo ha detto...

Io non l'ho desiderato tanto nel pre-concepimento, nel senso che con mio marito ci eravamo detti "proviamo tra un mese, per questo, appena sospesa la pillola, azzardiamo l'ogino-knauss", poi però, per non rischiare troppo, abbiamo avuto un unico rapporto non protetto nella fase pre-fertile e poi giù di preaservativo... bè ogino e knauss erano due cazzatari, io sono rimasta incinta in occasione di quel 27 agosto, e per quanto lo volessi un bebè, il test ha lasciato un pò perplessa anche me, perchè mi sembrava impossibile che fosse successo veramente, così in fretta, senza sforzi e senza averlo cercato a lungo come sentivo succedere a tanti...
Però l'ho desiderata tanto mia figlia nell'attesa, non vedevo l'ora di sapere il sesso, non vedevo l'ora che uscisse, di vedere a chi somigliava, se era calma o tutto pepe come sembrava dall'attività dimostrata nel grembo, di baciarla, di respirare il suo odore, ed ero consapevole che tutto sarebbe cambiato e mi dicevo che l'amore per lei mi avrebbe fatto digerire tutto. Per me l'attesa è stata veramente bellissima, perchè incosciente, perchè non immaginavo quanto sarebbe stata dura svegliarsi di notte ogni ora, scalpitare perchè allatti e quando esci hai i minuti contati perchè devi tornare a casa a dare da mangiare al tuo amore, resistere ai sentimenti ambivalenti che tutte le mamme, o quasi, provano, l'amore incondizionato per i figli da una parte, e l'amorprioprio dall'altra, che spesso confliggono. E mi piacerebbe di nuovo riprovare quelle bellissime emozioni, anche se stavolta saprei a cosa vado incontro.
Durante la mia attesa tutto è andato bene, gravidanza fisiologica, nessun fastidio, aumento di peso standard, unica nota dolente il cesareo finale programmato, dovuto al malposizionamento fetale della bimba.
La scorsa settimana vado a fare un'isteroscopia perchè il mio gine, all'eco di controllo, mi dice che gli sembra di vedere che il mio utero è diviso in due cavità, e di fatti è così. E nel darmi il responso mi fa sentire una miracolata, perchè sembra che con un utero come il mio sia più difficile rimanere incinte e portare avanti le gravidanze, si rischiano parti prematuri o malposizionamenti (finalmente scoperto il motivo della presentazione podalica!).
E io lo vorrei tanto un altro bambino, non ancora, ma tra un paio d'anni vorrei tanto rivivere quelle bellissime sensazioni della gravidanza, vorrei tanto desiderare di nuovo un figlio, ma ho troppa paura, perchè so che se succederà, fatto che non sembra essere più così scontato come in passato, anche se questo difetto all'utero è congenito per cui poteva capitare di tutto anche nella gravidanza precedente, mi cagherò in mano, scusate il french, per tutto il tempo.

Tosca ha detto...

Desiderare un figlio è scatenare la parte più egoista di noi. Non so cosa ci si possa aspettare da una gravidanza e certe affermazioni "il MIO bambino" " lo faccio perchè IO VOGLIO qualcuno da amare e crescere" ecc. mi hanno sempre lasciato dubbiosa sulla reale percezione del figlio come una persona a sè, non come un inquietante prolungamento di se stessi o, peggio, un accessorio che la società impone.
Nelle tue parole in tutto il blog ho letto invece una volontà di essere mamma vista dagli occhi di chi è ancora figlia, in parole povere di non essere una mamma rompicojoni ma anzi di essere mamma per LEI e non per TE.
Non voglio generalizzare con chi un figlio lo ha sempre sognato ma spesso credo che volere un figlio sia componente del voler essere mamma per arrivare a questo "traguardo".
Io ho 29 anni, ho buttato la pillola a fine agosto e a ottobre ho scoperto di essere incinta. Per quanto lo abbia fatto consapevolmente il primo pensiero è stato "e ora? E ora che ne sarà di me, dei miei viaggi, del mio super lavoro, cavoli devo rinunciare alla mia vita!" sinceramente sono stata più spaventata del previsto.
Una settimana fa l'ho perso e ora... lo rivoglio disperatamente.
Non so se avrò un'altra gravidanza a breve, non so se vorrò neanche riprovarci. Sicuramente aspetterò che questo delirio di onnipotenza passi perchè in questo momento se voglio un figlio lo voglio per dimostrarmi che anche io lo posso fare, che questo è un obiettivo come un altro e come li ho sempre raggiunti nella mia vita avrò anche questo.
Il che mi riporta all'egoismo iniziale...

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