il blog di una mamma per caso

venerdì 20 febbraio 2009

Cose che non si dicono/4 (di babyblues, solitudine e chimmelhafattofa')

Le neomamme mi scrivono. Mi parlano. Ed è una cosa bellissima.
Non so se sono degna delle loro confidenze, degli sfoghi che puntualmente richiamano qualcuno dei miei.
Forse è che io, semplicemente, dico quello che molte (non tutte) pensano ma ancora non riescono ad ammettere, e quindi è più semplice iniziare a parlare con chi ti capisce.
Ascolto e leggo racconti di gioia ma anche di spiazzamento, di solitudine, di fatica, di rimpianto.
Che dire, io un piantarello al giorno ancora me lo faccio.
Quando cambio un pannolino e vorrei essere altrove.
Quando vorrei uscire a fare una passeggiata e invece mille piccole cose da fare mi incatenano ai muri della mia casa.
Quando penso a quando potevo fare del mio tempo ciò che volevo, coltivare le mie passioni, viaggiare, vedere gente, essere sempre in costante movimento, sempre dove succedevano delle cose.
E' dura stare in un posto dove non succede niente, o meglio, tutto quello che succede è già successo mille altre volte e i progressi sono così lenti che da vicino non puoi vederli.
Sto leggendo un libro bellissimo che parla proprio di questo: della Solitudine delle Madri.
Lo inserirei tra le letture obbligatorie post-partum, per capire che una percentuale di senso di soffocamento è quasi fisiologica, che bisogna semplicemente affrontarla e superarla. Mi verrebbe spontaneo usare il termine "face it", che in inglese vuol dire piu' o meno la stessa cosa ma che ha anche il senso figurativo di mettersi faccia a faccia con qualcosa. Guardarla negli occhi senza abbassarli, per quanto possa essere scomoda.
A volte provare questi sentimenti di amore-odio nei confronti della maternità è uno shock, non si riesce assolutamente ad accettarlo, lo si nega.. però è difficile fare i conti con qualcosa che non esiste.
Io ho capito, ho iniziato a digerire la cosa, la affronto con l'arma che mi è più congeniale: l'ironia.
A volte sclero, e la mia personalita' bipolare senz'altro non aiuta. Sono quei 5 minuti (diciamo 5 per comodita'...ehmmm) in cui se non fossi legata a lei dall'allattamento salterei letteralmente sul primo volo per ovunquesia.
Poi passa, certo. I suoi sorrisi sono soffi di aria fresca sulle ferite e la fortuna di avere accanto una persona paziente e meravigliosa mi fa sentire fortunatissima anche quando sono chiusa in bagno alle sei di mattina a tirarmi il latte e mi addormento sul lavandino.
Come ogni cosa, va guardata in prospettiva. Ci sono donne che amano i neonati, che si sentono realizzate e felici perche' sono capaci a prendersi cura col massimo amore e la totale pazienza di questi esserini piagnucolosi che chiedono senza interagire, che piangono senza spiegare, che guardano senza vedere. Altre, come me, stanno solo stringendo i denti e aspettando il momento in cui inizieranno a conoscere il proprio figlio per davvero. Quando un sorriso sara' un espressione felice e quando un pianto potra' essere confortato con un abbraccio. Quando si potra' giocare, raccontare, far scoprire, emozionare, divertirsi insieme.
E io respiro.
Inspiro.
Espiro.
Faccio tutto quello che devo per far star bene Viola, cercando nel frattempo di rubare attimi, istanti, magari ore. Tutte per me.
Per ricordarmi chi sono. Cosa voglio fare.
Cosa non sono disposta a sacrificare.
Come ora.
Che sono qui in casa da sola anche se fuori c'e' il sole.
Lei e il papi sono fuori a fare una passeggiata. Io avevo bisogno di me.
Adesso mettero' i Pixies e i Franz Ferdinand a palla e mi faro' una doccia lunghissima.
Con il bagnoschiuma al Ginger.
Ecco..ora che ci penso...
Magari riesco pure a depilarmi!
Yahoo!

mercoledì 18 febbraio 2009

La prossima volta con la cuffietta.

La prima pappa è, nell'immaginario collettivo, quel momento in cui la mamma fa l'aeroplanino col cucchiaio mentre l'hangar del poppante non ne vuole sapere di aprirsi.
Per me è stato diverso.
Io mi ero preparata.
Avendo fatto una specie di sondaggio tra conoscenti on e off line, ero riuscita a capire alcune cose:

1. un neonato alla prima pappa ha un potenziale di gittata della suddetta pari ad un frullatore lasciato aperto. Se vogliamo essere precisi, 360gradi in ogni direzione, di conseguenza occorre premunirsi.
Io mi sono messa la tuta più brutta che ho, quella dell'Adidas primianninovantissima. Una roba da vergognarsi, non avrei aperto nemmeno alla nettezza urbana (che, forse, mi avrebbe semplicemente caricata).
A lei ho messo un bavaglino di castità, ascellare e con maniche. L'ho chiuso ermeticamente come se dovessi farle fare un sopralluogo al reparto di infettivologia dell'Umberto I.

2. la pappa la devi assaggiare, è chiaro che se fa schifo te la sputa. Ho fatto il brodo vegetale (e solo per questo voglio un applauso. IO! Io che fino all'anno scorso sapevo fare a malapena il caffè, ho fatto un BRODO VEGETALE!) ho unito la crema di riso, olio e parmigiano. L'ho assaggiata. Uno schifo.
Ho aggiunto crema di riso, parmigiano e riassaggiato: il semolino dell'ospedale è più saporito, ma vabbè. Lei ha 5mesi e mezzo e non posso mica farle il riso al curry.
Ora capisco perchè i piattini per bambini sono colorati al limite della psichedelia: sta brodaglia pallida mette depressione.
Mi consolo pensando che tra una settimana aggiungiamo il liofilizzato e tra due - botta di vita - anche qualche verdura passata.

3. bisogna distrarre il nano mentre lo si nutre. Io ero aiutata da mia mamma, che per l'occasione ha rispolverato uno Zecchino d'Oro vintage (Johnny Bassotto e Il Caffè della Peppina... altra nota brodaglia schifosa, tanto per restare in tema), versi di animali con problemi linguistici ("Mooor!!!" "mamma...cos'è mooor?" "il dinosauro!" -.-) e balletti russi incredibilmente agili. Viola è rimasta assolutamente indifferente a tutto, tranne quando lei ha tentato di spiaccicare un moscerino in volo. Il risultato è che mia mamma ha spiaccicato inesistenti moscerini per un ora.

Lei è stata brava, devo ammetterlo.
Ha mangiato ben 2/3 della pallida pappa in meno di un'ora, si è sporcata il prevedibile e si è lasciata distrarre.
Solo all'ultimo cucchiaino ha storto il naso. Inspirato forte.
E.
SHHH'PUAH.
Starnuto con sputo.
Dritto sui miei capelli.

lunedì 16 febbraio 2009

Per dimenticare che sei uno sfigato, posta anche tu delle foto di piedi.

Siamo tutti acciaccati.
L'intestino di Viola ha delle crisi di identità e crede di essere la fontana di Trevi.
La mia schiena ha deciso che vuole svernare dal fisioterapista.
Il papi ha delle occhiaie che gli manca giusto il logo del WWF.
E nemmeno Olga si sente tanto bene.

Non mi va di scrivere un post lagnoso su queste giornate lagnose.
Vi lascio con una composizione feticista.

sabato 14 febbraio 2009

Quelli che ti salutano con un "buongiorno" e tu pensi "buongiorno un cazzo!"

Perdonate il francesismo.
Questo e' il titolo del gruppo di FB in cui mi ritrovo di piu'.
Parliamo di stamattina.
E' Sabato, sono le 9.50 e sono al pc. Gia' questo di per se' e' piuttosto malsano.
Vogliamo parlare di quello che ho fatto nelle due ore precedenti? Ma si, dai.
Mi sono trascinata giu dal letto per tentare di prelevare dei campioni biologici (non entro nel dettaglio, ma e' facilmente intuibile) da Viola.
In due ore e' riuscita a farla due volte: una addosso a me, appena scartato il pannolino, e una in diagonale.
Nessuna delle due nel famigerato sacchetto sterile.
E' arrivato il mio povero ragazzo dicendomi "buongiorno e buon S.Valentino" e nemmeno a dirlo ho risposto come il titolo di questo post. L'ho anche costretto a presidiare il fasciatoio mentre io mi facevo il caffe'.
Ale'.
In tutto cio' sono molto preoccupata perche' questo malessere le e' iniziato il giorno dopo aver fatto il richiamo del vaccino esavalente, e voi sapete quanto odio i vaccini e quanto possa essere sospettosa al riguardo.
Adesso mi stacchero' dal pc, la riscartero' e iniziero' tutto da capo in attesa che la faccia.
E Buon San Valentino a tutti.

mercoledì 11 febbraio 2009

I consigli dell'ucraina/3

"Questa tutina meglio di altra rosa."
"Eh, grazie: l'altra è di Oviesse, questa è di marca!"
"Anche io preferisce cose di marca. Dura di più e rompe meno. Tu paga qualità."
"Olga, che bel pensiero. Ora capisco perchè i beni di lusso non conoscono crisi."
"Si io preferito comprare una maglietta a mio figlio invece che tre, ma comprata di ottima marca, a outlet."
"Bene. Che marca hai comprato?"
"Marca Pollo."
"Pollo?"
"Dai si che tu conosce, la Pollo."
"Non mi pare Olga..."
"Quella con omino del Pollo."
"E che è? Lo spennapolli? Il macellaio? Sarà mica quel truzzo di Joe Rivetto?"
"No Giorivetto! Pollo.. comesichiama... Pollo Ralph Lauren!"

lunedì 9 febbraio 2009

Che se pioveva pure, m'ammazzavo.

ore 00.30 - con la solita ora e mezza di differita rispetto agli anni 90, finita la puntata del Dott.House. Viola russa. Ok, posso andare a dormire.
ore 01.00 - mentre finisco di lavarmi i denti, rovescio una bottiglietta di tintura di iodio sul lavandino di marmo. Non di alcol, di profumo o di shampoo. Di TINTURA-di-iodio. Solo il nome ti fa correre a prendere il Cillit Bang.
ore 01.30 - in bagno aleggia una strana e orrenda puzza chimica, ma è tutto pulito. Ok, posso andare a dormire.
ore 02.00 - Il sonno non arriva. Penso a quello che devo fare domani.
ore 02.15 - Il sonno non arriva. Penso al Dottor House, ma non mi piace. Penso a Chuck di GossipGirl, ma è minorenne. Provo a svegliare il mio ragazzo, ma è in coma.
ore 2.30 - Il sonno non arriva. Penso che domani devo fare benzina e che oggi ho speso i miei unici 10 euro per "Pierino il Pesciolino", un libretto morbido da neonati imbecilli.
ore 2.45 - nel silenzio totale, le chiavette della Chicco con carillon iniziano a suonare. Da sole. Sentire la canzone dell'alfabeto nel silenzio della casa è una delle cose più inquietanti alle quali io abbia mai assistito. Decido di non indagare.
ore 3.00 - Il sonno non arriva. Mi faccio di Valeriana a rapido rilascio. Doppia dose. On the rocks.
ore 3.30 - Il sonno nzzzzzzzzz.
ore 5.30 - Beepbeepbeep. Oddio: un attacco aereo! Ah no: è il mio ragazzo che ha un volo per Londra alle 7. Diotiprego, fa che non abbia svegliat...
ore 5.45 - Mm'eh.
ore 5.50 - Noooooooooooooooooooooooo.
ore 6.00 - Canto tutto il repertorio delle ninne nanne che conosco, invento rime istantanee tipo bella/mortadella e salto sul posto. Certo, con 7kg di nana in braccio.
ore 6.30 - Invento una filastrocca di insulti, chiamo lui sul cellulare e glie la recito d'un fiato. Poi attacco.
ore 6.45 - Lei piange, io dietro. Per simpatia.
ore 7.00 - Decidiamo di giocare. Giochiamo al "prepara la camomilla con una mano sola", al "bruciati il polso per sentire se brucia" e al "nel dubbio, falla congelare così poi te la sputa".
ore 7.15 - Dorme.
ore 7.30 - La nettezza urbana suona il citofono. Si sveglia.
ore 8.00 - Rinuncio a dormire e la nutro.
ore 8.30 - Si riaddormenta.
ore 10.15 - Si risveglia. Strillando. E' un saccoccio totale. Almeno c'è il sole.

Sono un po' stanchina.

sabato 7 febbraio 2009

Sguazziamoci


p.s. da oggi siamo anche su Facebook!

giovedì 5 febbraio 2009

Madre coraggio

"Si, prego. Può attendere in questa sala."
Sei ancora in tempo per scappare....

"Mi scusi ma c'è ancora un minuto da attendere..."
Scappa! Avanti, scappa! Subito! Sei ancora in tempo!

"Si può accomodare"
No, non farlo! Scappaaaargh!

"Scusi dottore siamo sicuri che è tutto ok?"
"Signora, la medicina non è una scienza esatta, ma la casistica ci consiglia caldamente di procedere."
"Ah! Anche lei ha fatto quel corso sulla rassicurazione..."
"Lei è troppo ansiosa."
Avrà visto che in sala d'attesa mi mangiavo le unghie?

"Quanto ci mette?"
"Un attimo."
"Posso bere un po' d'acqua prima? Ho visto il distributore..."
"Signora."
"Ok ok. Mi dia un minuto."
"Signora!"
"Lo facciamo?"
"Facciamolo."
"Siamo sicuri? Sicuri sicuri intendo?"
"Signora!"
"Ok."
"Su, adesso la sdrai sul lettino e la distragga con questa bottiglia piena di bottoni."

E io mi sono sentita un'assassina mentre distraevo Viola con la bottiglia mentre il dottore le iniettava nella coscettadipollo il secondo richiamo del vaccino esavalente.

Cavolo però.
Se reagisco così ai vaccini, alla prima carie dovrò farmi assistere da un'equipe di psicologi.

p.s. fin ora non dovendo andare al nido su consiglio della pediatra non le ho ancora fatto lo Pneumococco. In realtà sono tentata, anche perchè se fatto dopo i 6 mesi è a pagamento... Voi cosa ne pensate?

mercoledì 4 febbraio 2009

5

E oggi sono 5 mesi.
Tu ridi se ti faccio "cucùsettete" e quando ti canto i Cugini di Campagna (solo per questo dovrebbero togliermi l'affidamento).
Tu ti attacchi a qualsiasi cosa ti passi davanti, la acchiappi e la ciucci selvaggiamente.
Tu hai imparato a tirarti su col busto quando ti prendo le manine, quindi hai sicuramente più addominali di me.
Tu russi!
Tu guardi insieme a me Ally McBeal alle 9 di mattina. Dovrò ringraziare Italia1 per il palinsesto, di solito a quell'ora passavano roba stile Casa nella Prateria.
Tu mi fai certi graffi sulle tette che sembro uscita da una nottate sadomaso.
Tu ti svegli all'alba, e le mie occhiaie confermano ai più i sospetti di cui sopra.
Tu della dipartita di Polpetto non te ne sei ancora fatta una ragione, si vede da come torturi l'elefante di pezza.
Tu sei ancora pelata.
Tu domani hai il richiamo del vaccino, e quella che se la fa sotto sono io.
Tu sputi il ciuccio a due metri di distanza.
Tu piangi appena vedi mia nonna (e te credo!).
Tu sei fichissima con la tutina smilza che ti hanno regalato.
Tu sei stata dalla pediatra, e adesso sei un bel polpettone di 6.650 kg lunga 65cm
Ma soprattutto...
Tu tra qualche giorno assaggerai la prima pappa!
Aspettatevi un resoconto completo.

domenica 1 febbraio 2009

Giornata di m.

"Tie', cambia il saccoccio."

Saccoccio e' il nome con cui chiamiamo Viola al momento del cambio, quando da neonata standard si trasforma in contenitore di roba fententissima.
Il saccoccio, appunto.

"Il saccoccio e' pulito!"
"Come pulito? E' il quinto pannolino che bagna soltanto! Non e' cosa da saccocci!"
"Sono preoccupato."
"Si anche io."
"Dici che ha un blocco del saccoccio?"
"Cavolo, beve solo il mio latte, e' difficile.."
"Propongo di aspettare la notte. Secondo me entro domattina la fa."

Si si.
L'ha fatta.
Erano le 3 di notte e tra i denti ho tirato gli accidenti a quelli del centro sociale sotto casa che fanno rombare i motorini mettendoli in moto per tornare a casa.
Ok.
Non erano i motorini.
Era il disastro, il panico, un pannolino che ha ceduto come il Vajont.
A seguire c'e' stato un cambio drammatico di vestiti e lenzuola, un'ora per riaddormentarla, risvegli continui fino alle 8.
E quindi, tutto questo per dire che noi qui siamo in piedi con tipo, boh, forse 4 ore spezzettate di sonno alle spalle.
E lei non si placa. Rogna da stamattina, una non-stop di lamenti e urla.
Questo spiega perche' adesso sono inebetita tra pc e partita in tv, e vorrei solo qualcuno che se la prendesse tipo un paio d'ore.
Lasciate pure le offerte nei commenti e il saccoccio vi sara' recapitato via Ups in giornata.

Blog Widget by LinkWithin