il blog di una mamma per caso

martedì 28 luglio 2009

Fatece vedè il papà

La nuova pubblicità dell'Olio Johnson è un fenomeno di fantascienza.
Più la guardo, più mi pongo delle domande:

1. perchè l'asciugamano della mamma, in quella comoda posizione fasciatette, non cade alle caviglie dopo un centesimo di secondo?
2. perchè, se intuibilmente madre e figlio hanno fatto quella cosa impossibile che è fare la doccia insieme, sembrano rilassati come appena usciti da una Spa? (ve lo dico io com'è realisticamente: la mamma esce dalla doccia come un cane bagnato, il pupo strillante tenuto sotto il braccio come una baguette, il suo asciugamano tra i denti e quello del nano..."dov'era? l'avevo poggiato proprio qui" mentre saltella tentando di schivare pozze larghe mezzo metro che continuano fino alla stanza da letto)
3. come fa la madre a mollare il nano incustodito sul fasciatoio mentre si spalma la crema? perchè il pupo nel suddetto lasso di tempo non tenta il suicidio lanciandosi a volo d'angelo, com'è noto farebbe qualsiasi nano della sua età?
4. è fine Luglio e si sono appena spalmati una roba che idrata più di una crema e attira le zanzare più della marmellata. La domanda è: che se ridono?

La risposta a queste domande è una: il padre del pupo è nascosto da qualche parte dietro le tende della doccia. Dopo averle sostenuto l'asciugamano dalle quinte, ha fatto lui il bagnetto a mamma e figlio e adesso si sta strizzando pure le mutande. Mentre lei si spalmava lascivamente l'olio, ha acchiappato al volo il neonato in tentativo suicida e l'ha rimesso a posto. Sempre dalle quinte, agitava giochi sonori per farlo ridacchiare. Ora è all'angolo della stanza con la paletta moschicida che acciacca zanzare.
E' l'unica spiegazione plausibile.
Quindi vi chiedo: sto pover'uomo, lo volete inquadrare ogni tanto?

domenica 26 luglio 2009

Poi dici "casalinghe disperate"...

Non abbiamo fatto in tempo a tornare che Lui è andato a un aperitivo di lavoro.
Di Domenica sera.
Con una donna.
Non c'è gran che da pensar male, conosco i perché e i percome della storia, ma comunque mentre lui è fuori con una birretta ghiacciata e almeno un centiaio di persone intorno, io sono rimasta a casa con la polpetta, che si è accasciata da un po'. Non c'ho manco il cane, che in queste situazioni di solito una parla almeno col cane.
Tra poco inizierà la tarantella dei risvegli (ma non voglio pensarci).
A farmi compagnia c'è il Mac, la tv in sottofondo e un Magnum mini.
Mi sento uno strano incrocio tra Susan Mayer e Homer Simpson.

p.s. mi è arrivato ora un sms: "farò tardi". Ecco, adesso sono meno tollerante. Urge un secondo Magnum mini.

venerdì 24 luglio 2009

Smile, don't be shy



Viola indossa: abitino PetitBateau, bandana rosa DalMioCassetto
p.s. la bretella scesa non è per fare la secsi (che il papà potrebbe prenotare il collegio svizzero fin da ora) ma perchè è un abitino taglia 12mesi con bretelle taglia 12anni
p.p.s. il trancio di Brontosauro che spunta a destra è il braccio della nonna materna, nel caso vi stiate preoccupando

martedì 21 luglio 2009

Amichette

A Viola non interessano i suoi coetanei e ai suoi coetanei non interessa Viola.
E' vicendevole ed inspiegabile.
In compenso riscuote enorme successo con i bambini più grandi.

Durante i primi giorni c'è stato questo amore folle tra lei e F., la seienne vicina di ombrellone.
F. le correva incontro, le costruiva castelli di sabbia, le diceva le paroline, le faceva battere le manine, le andava a prendere l'acqua al mare, le improvvisava storie favolose in cui il suo granchio rosso diventava il "perfido dottore", la formina della ranocchia era "Diana l'esploratrice" e un sasso trovato a terra era "il terribile Uindo" (???).
F. era uno spasso, mi ha fatto pensare che tra qualche anno - quando la Polpetta giocherà a "Osvaldo il palombaro" con il primo mozzicone di sigaretta trovato tra la sabbia - la vita inizierà ad essere divertente sul serio.
Viola rispondeva con interessati "U!" tipo scimmia, e con sporadici e casuali applausi, segno di enorme ed incondizionata approvazione per la sua amichetta.

Partita F, da ieri la Polpetta è oggetto delle attenzioni di L. una cinquenne di origini tedesche, biondissima e bellissima.
L. non parla un'acca di italiano. Ne' di inglese. Ne' di francese. Ne' di spagnolo.
Avendo terminato le lingue che conosco ho provato coi gesti: niente.
Si è silenziosamente seduta vicino a Viola e ha cominciato a giocare con lei a palla.
Nel giro di un nanosecondo lei e la Polpetta hanno iniziato a comunicare con un linguaggio X fatto di urletti, sillabe e giochi passati di mano in mano.
Wow.

La mamma di L. è venuta poco dopo a chiedere, in un italiano lento ma molto preciso, se la bambina disturbava.
Abbiamo iniziato a parlare e ho stranamente colto l'occasione di parlare del mio problema col sonno di Viola - ormai lo sa pure il bagnino - sperando in qualche miracoloso rimedio tedesco.
"Anche L. primi tempi mai dormito tutta la notte, lei tre quattro risvegli a notte."
"Ah, e come hai risolto?"
"Io aspettato, poi piano piano col tempo è passato. Ci vuole un po'."
"Quanti mesi?"

"Mesi?" sembrava confusa "No, lei stata così per tre anni e mezzo. Ma ora dorme tutta notte eh!"
Deve aver visto la mia faccia sconvolta e sconfortata, quindi si è seduta accanto a me e mi ha dato una pacca sulle spalle tedesca che per poco non mi ha fatto finire a faccia avanti nella sabbia.
Le due piccole insonni, la mia e la sua, si sono girate e hanno sorriso.
Secondo me hanno capito tutto.

venerdì 17 luglio 2009

Red Passion



Viola indossa: abitino vichy Mayoral

mercoledì 15 luglio 2009

Polli, bagnetti & bugie

Succedono cose strane, al mare.

Al mare i nani svalvolano di brutto.
La mia, che speravo stesa a letto alle nove dopo una giornata di schiamazzi marini, è se possibile più insonne e iperattiva di prima.
Ora ha imparato questo verso "ppoppòppòppòpò" detto col labruzzo gonfio. Considerando che ha messo su quattro capelletti biondi che vanno a vento, sembra in tutto e per tutto un pollo.

La duenne vicina di sdraio Flavia, che gira solitamente con elegantissimi pannolini da bagno, oggi se l'è semplicemente sfilato, ha fatto ciaociao con la manina e ha riccamente sparso le sue esigenze corporali nell'acqua.
Nemmeno uno squalo avrebbe svuotato l'acqua in tempi così rapidi.

Al mare mia madre decide improvvisamente di mentire spudoratamente.
Lei la notte c'è - è presente - lei sa che la polpetta non se la dorme consecutivamente per più di due ore, ma quando una giovane mamma mi chiede come va la notte risponde al mio posto dicendo: "mah, qualche piccolo risveglio ma tutto sommato dorme..."
"Qualche picc... ma questa è il demonio! Non le creda, mia figlia non dorme."
"Ah, la mia dorme undici-dodici ore" ha risposto lei, affatto solidale e per nulla colpita dal mio outing.
"Però c'ha gli occhi storti" le avrei voluto rispondere io in un impeto di rabbia, ma mi sono morsa il labbro.

Al mare sembro sempre un ambulante.
C'è la borsa del mare con dentro la roba mia (asciugamano, crema) e quella della polpetta (due asciugamani, due cambi, borsetta del cambio, crema, cappellino, bandana, acqua e qualcos'altro che ora mi sfugge). C'è la borsa dei giochi. C'è il canottino. C'è - ovviamente - la polpetta col suo passeggino.
Quando vado al mare da sola, di me si vedono solo i piedi.

Rileggo questo - come mi avete suggerito - e un po' mi viene da ridere.
La polpetta è una nana panata, non ce n'è.
Tu la sistemi sull'asciugamanino coi giochi e lei dopo averli sistematicamente buttati ovunque, solleva di proposito il telo, prende manciate di sabbia e prima ancora che tu abbia la voce per dire "no" se la lancia addosso con gusto. Spesso la mangia anche. Ah, quanta ne mangia.
Stasera ho trovato nel pannolino un castello di sabbia con tre torri e il ponte levatoio.

martedì 14 luglio 2009

Say hello to the sea

sabato 11 luglio 2009

Quando la mamma è in vacanza

Ci siamo trasferiti al mare, in Abruzzo.
Sono finalmente iniziate le vacanze di Viola.
Ci sollazzeremo per due settimane tra spiagge attrezzata, nani in costume (questa sembra proprio una cosa da circo), bagnini con la panza (siamo mica in Romagna), parchetti per bambini, sagre paesane.
Cioè una specie di Ibiza all'italiana.
Come da copione, si lascia il papà in città a lavorare - e questa è una cosa tristissima ma lo invidio dal profondo perchè potrà dormire ogni notte - e ci si incolla la nonna al seguito.
Bella pe' noi.

p.s. la connessione c'è, e io vi aggiorno, promesso.

venerdì 10 luglio 2009

Alicetta nel paese delle meraviglie



Viola indossa: camicia ZaraBaby, abitino vintage appartenuto alla zia

giovedì 9 luglio 2009

Essere tutto.

Leggo questo e rifletto.
Lei mi piace, riesce a scrivere cose dolci ma anche pesanti come macigni con una leggerezza agrodolce invidiabile.
Questa volta prendo in prestito il suo pensiero come spunto per andare oltre.
O almeno, per credere che andare oltre sia possibile.

Non nego che, quando sono rimasta incinta, erano pensieri simili a quello che mi facevano aver voglia soltanto di scappare via da qualsiasi decisione.
Quella nostalgia metallica tra i denti, quel "mai più", la sensazione di donare l'indipendenza per una gabbietta familiare soffocante. Lo stereotipo secondo cui diventare mamma non era soltanto rinunciare a quella leggerezza di vivere, alla spensieratezza, ma era anche perdere una femminilità che sembrava indissolubilmente legata a quello che puoi permetterti di fare, al tempo che puoi regalarti, alle scelte senza interferenze, all'egoismo sfrenato.
Perchè io ero così, sguazzavo in un edonismo infantile finalmente consapevole, che credevo non avrei scambiato con nulla al mondo.

Poi ho scelto. Poi è arrivata Viola.

E sai cosa c'è.

Che cazzo, passati i primi mesi sono tornata alle gambe liscie e ai completini col pizzo.
Quando posso, all'aperitivo con le amiche, ad una mezza giornata di shopping, alla cenetta con lui.
Permetto ancora alla mia mente quei progetti impossibili ancora mai realizzati.
Voglio leggerezza. La voglio al mattino dopo una notte insonne, quando mi metto a ballare insieme a lei.
La voglio la sera, quando ci prendiamo un aperitivo (spritz e olive per me, succo di pera e pane per lei).
E a volte è tutta una finzione, a volte è semplicemente pretendere di avere ancora tutto, ma più spesso è una leggerezza diversa da quella di prima, più bella, più completa.
E so che le cose miglioreranno, che questo è solo l'inizio.

E se ho iniziato a scrivere qui è anche perchè cercavo una risposta, o forse una smentita.
Volevo provare a me stessa che diventare mamma senza per forza lasciar andare la parte migliore di se stesse è possibile.
Non so ancora se ho ragione o torto.
Vorrei che fosse finita l'epoca della mamma che guarda il gruppo di ragazze chiassose e divertenti con una punta di nostalgia.
Vorrei che la mamma fosse semplicemente una di loro.
Che magari non farà le 4 di notte, che il giorno dopo non andrà alla Spa ma al parco, ma da fuori nessuno lo direbbe mai.

Ecco.
Voglio credere, vorrei anche dimostrare prima o poi, che sia possibile essere entrambe le cose.

martedì 7 luglio 2009

Saldi time

Com'è possibile che io stia qui alle sei del pomeriggio, sola e tranquilla a scrivere sul blog?
Sono accaduti due miracoli nelle ultime 24 ore.
Se state pensando che Viola abbia iniziato a dormire vi fermo subito: ahimè, non si tratta di quello. Anzi siamo arrivati al punto che la mattina ci svegliamo sorridenti se la notte si è svegliata SOLO 4 volte. Solo. Quatt... Non ci voglio pensare.
Dicevo, a voi i miracoli:
1. mi hanno messo Internet a casa. Per averlo, mi sono fatta raccomandare. Avete sentito bene: raccomandare. Ho dovuto chiamare un amico di un amica che lavora per una di queste grandi aziende e dirgli "hey amico, vorrei tanto pagarvi. ma proprio tanto. sono due mesi che provo a sottoscrivere un contratto con voi ma niente. hey, amico ti prego, vorrei proprio pagarvi per i vostri servizi ma finchè non li ho non posso, che vi capita di installarmeli? ah, domani?grazie."
Un minuto di vergogna.
2. ho iniziato a fare pena a mia madre. Mi ha iniziato a dire che mi vede sciupata, con le occhiaie, sempre a pezzi e allora ha deciso di tenersi Viola ogni tanto. Oggi pomeriggio è uno degli ogni tanto.
Ho approfittato per fare shopping e mi sono buttata alle ore due del pomeriggio (si, avete letto bene) in uno di quei supermega Centri Commerciali. Ho fatto razzia di qualsiasi cosa, perchè lo shopping è la miglior terapia che conosco dopo l'alcol (e con questa potete chiamare il Telefono Azzurro).
Per Viola ho comprato:
piattino e cucchiaini rosa
copertina trapuntata da lettino o "da prato"
fasciatoio da viaggio
accappatoio e asciugamanino per il mare (tutto ZaraHome)
set di duecento calzini corti per compensare quelli spariti in lavatrice
abitino con farfalline (H&M Baby)
ciambella da mare orrenda ma ipertecnologica (Decathlon)
costumino (Prènatal)
Per me ho comprato:
una maglietta (H&M)

Ma, succede solo a me? Di considerare *soldi ben spesi* quelli per un vestitino taglia 1-2 che durerà una stagione e di lesinare sui saldi per me? Ma è disumano, cosa mi succede?! Sono rimasta la shopaholic che ero ma ho rimpiccolito le taglie di 27 misure? Ommamma.

Aiuto: sono malata!

venerdì 3 luglio 2009

Yes, weekend (con polpetta)

Sopravvissuti anche a questo.
Ci siamo caricati l'impossibile in macchina e siamo partiti per due giorni sperando che l'aria di mare avrebbe steso la polpetta.
Beh, non ha funzionato.
Abbiamo tentato di stordirla con interminabili giornate di sole, bagni, novità, ma lei non ha fatto una piega.

Si stendeva la protezione con cura...


Si divertiva sulla sabbia...


Si faceva un tuffetto...


E concludeva la giornata con l'immancabile aperitivo...


Con quattro ore di sonno a notte e una giornata sotto al sole, lei si che è sulla buona strada per Formentera.

giovedì 2 luglio 2009

Weekly Style

Tanto per non pensare al sonno, inauguro una nuova, deliziosamente inutile sezione del blog: weekly style.
Dal momento che è un po' che non posto foto di Viola, ho deciso di farlo seguendo il criterio dello stile.
Ogni settimana, una foto polpetta con mise rigorosamente documentata.
A voi.



Viola indossa: abitino ZaraBaby

mercoledì 1 luglio 2009

Non dormire

Non dormire ti diluisce i pensieri migliori, li lascia galleggiare come barchette di carta in una testa neropece.
Non dormire prende i tuoi progetti e li riempie di cotone grigio, ne vedi l'inizio ma poi non sai più dove mettere i piedi, perdi il sentiero, cambi strada.
Non dormire ti prende i sorrisi e li nasconde, ma non ti lascia la forza di giocare a nascondino.
Non dormire riempie di gomma morbida le tue ossa, spiegazza le fodere dei divani e li riempie di briciole.
Non dormire lascia polvere sullo smalto dei tuoi sentimenti, e quelli smettono di brillare.
Non dormire è tempo sprecato, quello dei vani tentativi di riposo, dell'inutile e beffardo sonno diurno.
Non dormire non mi fa più ricordare chi sono, cosa voglio fare, perché sono qui.

Ho di nuovo tanto sonno.
Rivoglio le mie notti.
Rivoglio la mia vita.

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