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lunedì 8 febbraio 2010

Stipendio e Venezia

Oggi è lunedì, e solo per questo un po' di irritazione è giustificata.
Stanotte mi è preso uno di quegli attacchi di insonnia cronici, alle tre ero ancora a rotolarmi nel letto rabbiosa e piena di pensieri orrendi - che i pensieri orrendi escono dalla tana col buio e ti si attaccano ai capelli come i pipistrelli.
Alle cinque e mezza è suonata la di Lui sveglia, doveva prendere un aereo. Ci ho messo più di un'ora a riaddormentarmi. Alle otto e mezza si è svegliata la Polpetta.
Ho fatto pace con la mattinata grazie a castagnole unte e cocacola, quindi nel pomeriggio dovrei andare in palestra e se devo dirvi quanto mi va, posso citare percentuali con zerovirgola davanti.
Poi: sono tre mesi che non uso il forno e il congelatore funziona male. Ho chiamato l'assistenza Whirpool circa due mesi e mezzo fa. Secondo voi in questo lasso di tempo sono riusciti ad aggiustarmi qualcosa? Of course not. Dovevano venire stamattina, dopo che un mese fa gli ho fatto un bonifico per un pezzo di ricambio che doveva arrivare "entro una settimana". Si sono presentati secondo voi? Ma soprattutto: hanno avvisato o risposto alle mie chiamate?
In tutto ciò sto scrivendo con lentezza esasperante, sembra che ogni parola sia sepolta sotto cumuli di distrazioni, questo post ad esempio lo è. E dire che sto facendo quello che amo... Non so, dicono che avere un blocco a un certo punto sia normale. Lo è anche voler riscrivere tutto da capo?
A proposito di lavoro: sono qui a scrivere anche lettere di presentazione per il mio cv.
Mi sento strana a cercare un lavoro serio dopo ben due anni da freelance, ma ho bisogno di facce. Di parole. Di aria. Di dovermi vestire bene. Di uscire tutti i giorni. E, cosa dimentico? Oh, certo.
Ho bisogno di uno stipendio.

Mi consolo pensando che venerdì mi godrò finalmente il mio regalo di compleanno: un weekend a Venezia. Ok, ora la giornata non sembra più tanto male :)

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54 commenti:

MAMMOLINA ha detto...

Ti capisco in pieno, io che quando lavoro da casa resto in pigiama fino alle 12 e se suona il postino fingo di essere malata.
Uscire, incontrare colleghi, avere un ufficio, è faticoso, ma ha i suoi vantaggi. Per lo meno sono costretta ad avere un aspetto decentemente curato, e questo giova, all'umore, alla mia autostima e agli occhi, forse, anche del mio lui!
Un abbraccio e goditi il carnevale di venezia che è favoloso!

fefe ha detto...

Concordo in pieno...io ho ripreso a lavorare che Matteo aveva 7 mesi, è stato faticoso, ma sicuramente è servito al mio umore!
Poi sono anche fortunata, faccio il lavoro che amo, pubblico libri, vedo gente e la sera quando torno dal mio piccolo è tutta un altra cosa!!!!
Buon week end!

mammina ha detto...

potrei aggiungerti un motivo di letizia? Una Polpettina che si sveglia alle 8.30 del mattino!!!
Non so come vada il resto della notte, ma le 8.30 sono un bel numero.
La mia Polpettoncina, anticipa di un 2 orette circa, viene portata nel lettone, ove viene biberonata a dovere. Si sazia, ma non si muove a pieta'. Finito il brekfast, si accomoda vicino vicino, in una posizione comodissima, sta li' dieci secondi, ti schiocca un bacio e senti una vocina che fa: "Sceeeendi?" Intanto scende lei, si son fatte forse le 7 meno un quarto i giorni che va bene, e siamo pronti a partire.

ALCHEMILLA ha detto...

E' bello quando in una giornata no si riesce a trovare il positivo.

Allora ti faccio in anticipo gli auguri per un buon week end a Venezia!!!

bismama 2.0 ha detto...

Quoto Mammolina, ma ti dico che venerdi è vicino. Sarà un week end porpi free?

Anonimo ha detto...

Oh mamma! Domenica sarò a Venezia come regalo di San Valentino... Ti leggo sempre ma ho commentato solo un paio di volte. Se vedo in giro una coppia + polpetta riccioluta e bionda con codina da dalmata saprò che siete voi ma - giuro - non mi paleserò nè vi romperò le scatole. Dirò solo al marito "Io loro li conosco", tutta orgogliosa!
Buona settimana da una lettrice affezionata

Maddalena ha detto...

anche io comprendo la frustrazione da free lance (in parte lo sono!) per fortuna entro una settimana al massimo il lavoro che mi porto dietro sin da GIUGNO 2009 (!) sarà definitivamente finito e consegnato, e mi resteranno solo i semi-lavori fuori casa (due per ora, ma ne cerco altri perchè a quanto pare il lavoro bisogna comporselo da soli a spizzichi e bocconi, trovarne uno che valga per tutti oggi è chiedere troppo...)quindi capisco anche la frustrazione da lettere di presentazione, cv eccetera eccetera. ma anche io per ora faccio qualcosa che mi piace: insegno :) la parte difficile sarà farlo durare...

buona Venezia, io l'ho sempre adorata al di là di ogni clichè ;)

M.

Marta ha detto...

cara é da temo che ti leggo, ma solo ora mi fermo un attimo per
scriverti e per dirti che sei semplicemente fantastica!
coraggio: l'insonnia é solo ansia cattiva, tu, la tua porpy e i tuoi
sogni siete più
importanti di ogni cosa! con forza e determinazione, con pazienza
nell'affrontare i blocchi e i giorni no tutto si risolverà e andrà
per il meglio. un abbraccio&buona venezia

EffeEmme ha detto...

come ti capisco!
Io sono due settimane che al lavoro non giro come al solito....ci metto due giorni a scrivere un testo e che puntualmente mi fa schifo e mi viene cassato.
Sono due settimane che non riesco ad avere la solita verve, non ho idee e mi sembra di brancolare nel vuoto....mi sento come una trottola che gira, gira, gira ma che alla fine non arriva a nulla.

La mia capa, saggia donna, ha passato due settimane a cazziarmi pesantemente....e io continuavo demoralizzarmi, sempre più triste e demotivata.....sempre più nella fase: "Ho sbagliato tutto, non sono capace di fare il mio lavoro, meglio che cambi subito!"

Fino ad oggi: oggi ho tirato fuori tutte le mie doti Ariete e mi sono detta che devo spaccare il culo a tutti! *_*

Buttati, lanciati....esci, sparati le riunioni...se sei come me, queste cose sono vitali!

S ha detto...

in bocca al lupo con il lavoro!

Ondaluna ha detto...

Nooooooooooooo!
Senza il forno Whirpool non si può vivere!!!!
Hai tutta la mia soolidarietà.
Io avrei fatto tende davanti all'assistenza.

Smartys ha detto...

Sono d'accordo con te, specie sull'ultima parte.... aver bisogno di uscire, di vestirsi bene, di vedere facce e parlare di qualcosa che non sia pappe e pannolini!!! E' quello di cui avrei estremamente bisogno anche io.... solo che, con un bimbo di 10 mesi, sto per metterne in cantiere un altro..... pazza io!!!!

romì ha detto...

Allora la dedico di tutto cuore, anche a te
http://bonasorte.blogspot.com/2009/10/ode-chi-cerca-lavoro.html

Anonimo ha detto...

portati gli stivali alti di gomma...
Chris

Elisabetta ha detto...

Quanto ti comprendo...considera che sono tornata 4 giorni fa in ufficio...dopo 10 mesi con la cicciola...ero diventata uno zombie !
Anche Il Marito mi ha detto che mi trova meglio...almeno mi vesto e mi trucco e non sto più con la mia tuta sbiadita (...quando va bene... se no il pigiama...)
Divertiti a Venezia...anche io l'ho regalato a Lui 20gg fa per il suo compleanno...però senza la cicciola... (capisciammé !!! ;) )

Emy ha detto...

Oh hai ragione..anche io dovrei andare a venezia...e dire che ce l'ho a 10 minuti.
Se vedi dei pazzi in kayak salutali

Cristina ha detto...

tutta la mia solidarietà per l'angoscia da pagina bianca...non ho polpette, ma sono uscita dal tunnel "tesi di dottorato" solo 15 gg fa e ho faticato un sacco a scrivere, proprio perchè continuavo a rileggere e volevo buttare via tutto e ricominciare da capo. Non credo che ci sia una ricetta speciale, ma forse il segreto per andare avanti è non rileggere troppo spesso....insomma se ti è possibile, finisci il libro senza pensarci troppo :)! sarà una cosa del genere l'ansia da prestazione che ossessiona i maschi?!

Francesca ha detto...

Ciao!! Sono mamma di due marmocchi, maschietto di 5 anni quasi che è tesoro di figlio e femminuccia di 2 anni che è una peste bubbonica!!Sono una decoratrice e lavoro a casa su ordinazione...vojo scappà!! anch'io come te ho bisogno di aria, di togliermi di dosso sta benedetta tuta e di uno STIPENDIO!
Ti auguro un gran in bocca al lupo
Fra

Katefox ha detto...

Cara Wonder
non posso darti torto.
Mi sono goduta la maternità, faccio un lavoro che non amo e, quindi, quando sono dovuta tornarci (un mese fa), ho fatto molta fatica.
Ma parlare ogni giorno, qualche ora, con persone alte più di 70 cm e vestirsi bene la mattina, in effetti sono cose che mi hanno fatto sentire di nuovo donna.
In bocca al lupo, quindi, affinchè anche tu trovi un buon lavoro con scrivania, telefono abilitato alle conference call, colleghe nano-munite con cui parlare di nani, colleghe con cui parlare di moda, shopping, sesso ecc..., con cui prendere schifosi caffè alla macchinetta parlando male dei capi...
ciao ciao

Mafaldanellarete ha detto...

anch'io sto cercando di uscire dalla sindrome del free-lance. Una casa nel caos, io ho la faccia di una gattara....se qualcuno mi dice come si fa....

elisa ha detto...

Oilà! Venezia! Coniughi carnevale e san valentino, eh?
Se posso darti un consiglio da veneziana,fatti un gito di spritz a Rialto, vicino al mercato del pesce ci sono un sacco di localini niente male..anche se ci sarà "baito" ovunque.
Divertiti
Elisa

Piccola Bambina ha detto...

wonder, a volte hai una profondità che mi avvolge, davvero! te lo giuro! non è uno scherzo!
A volte, però, mi scadi in una superficialità fuori controllo.

Wonderland ha detto...

Grazie a tutte dei commenti...si, uscire di casa e confrontarsi con altre persone adulte che non parlano di nani è cosa buona e giusta. Vediamo che posso fa...
A Venezia siamo solo noi due (Loooove!), la Porpi si gode il weekend tra due nonne, due nonni, quattro zii e due cani :D


Piccolabimba: confermo. Parte delle mie infinite contraddizioni :) Anche se onestamente in questo post non ci vedo gran che di superficiale...

Piccola bambina ha detto...

trovati un lavoro e alzati tutti i giorni per andare a lavorare come facciamo tutte noi.
Se sono le tue contraddizioni ok, basta che tu non te ne compiaccia.
Non per criticarti, poi ognuno vive a proprio modo ma in alcuni post si sente puzza di insoddisfazione. Ti lancio una provocazione:
non è perchè hai troppo da pensà e non fai praticamente un tubo?
ti dico che il valore del tubo in questione è paragonato a quello che fanno le mamme che si fanno il culo per mandare avanti la baracca.

Wonderland ha detto...

E daje. Lo sto cercando, il lavoro. Non so come mai questo concetto non sia sufficientemente chiaro... e si, sono insoddisfatta, voglio un ufficio e un po' di persone più alte di 80cm con cui parlare durante il giorno. :)
Purtroppo il settore in cui cerco (giornalismo o marketing) è particolarmente bersagliato, senza contare il fatto che la maggior parte delle redazioni e delle grandi aziende non sono a Roma ma a Milano. Io continuo a provare, qualcosa verrà fuori ma è chiaro che può dirti bene dopo due settimane come dopo sei mesi. Chi sta cercando lavoro in questo periodo può capirmi.

Anonimo ha detto...

d'accordo, non è facile trovare un lavoro. più che altro non è facile trovarlo nel giornalismo o nel marketing. e questo non significa che non sia lecito cercarlo. però se quello di cui dici di aver bisogno è" Di parole. Di aria. Di dovermi vestire bene. Di uscire tutti i giorni. e di uno stipendio", non è solo un lavoro nel giornalismo o nel marketing a darti questa possibilità. qualsiasi lavoro ti dà tutto quello che elenchi sopra.
e forse dovresti considerarlo, visto che comunque hai quell'immenso salvagente, o meglio salvapsiche, che è il tuo libro, cioè stai riuscendo a rendere concreto quello che ami di più, che non è da tutti, sei stata brava, c'è gente che non ci riuscirà mai.
puoi dirti soddisfatta di quello che fai, anche senza andare a cercare un lavoro che combaci perfettamente con le tue ambizioni, se davvero quello di cui hai bisogno è quello che hai scritto sopra. perchè se quello che cerchi invece è ulteriore soddisfazione personale e professionale, allora è un altro discorso. sacrosanta e legittima, ma sarebbe più corretto non nascondersi dietro il dito di "ho bisogno di parole. Di aria. Di dovermi vestire bene. Di uscire tutti i giorni".

Anonimo ha detto...

Io l'ho fatto il percorso free lance - lavoro dipendente, e poi sono tornata indietro. Il che, credimi, è molto più difficile del passaggio inverso. Anch'io avevo l'ansia da carenza di stipendio fisso, la voglia di passare delpiù tempo con degli adulti, e rosicavo un po' a vedere le mie amiche in carriera sempre tutte in tiro e piene di pubbliche gratificazioni. Perciò, quando ho avuto l'occasione di fare il salto, non ci ho pensato due volte. Poi ho visto che allo stipendio fisso corrisponde la totale assenza di libertà; che quando sei dipendente possono passarti da un lavoro che ti gratifica ad uno che ti fa schifo nel giro di un giorno; che i colleghi non te li scegli ma ti toccano, e molti di loro sono mooolto meno interessanti di un tappo alto un metro; che doversi mettersi i tacchi anche il giorno che non ne avresti nessuna voglia non è poi così gratificante; che che tutto questo mi aveva fatto perdere molta di quella serenità che, come donna (e in questo ci metto la madre, la moglie, la professionista), mi era indispensabile per stare bene. Questo per dirti di non perdere di vista anche gli aspetti positivi della tua situazione, che sono tanti. Sei libera. Di lavorare quando vuoi, di stare con tua figlia quando vuoi, di metterti i tacchi quando vuoi e di non metterli se hai voglia di stare in ciabatte. Anche dal punto di vista economico non è detto che sia così diverso, si tratta di avere pazienza e lavorarci. So che con un bambino intorno si combina poco, ma gestendoti con un aiuto o una mezza giornata al nido potresti ritagliarti tutto il tempo che ti serve per lavorare più tranquillamente. Il tempo della scuola arriva presto, e hai dalla tua il vantaggio di essere relativamente giovane. Credimi, non è una fortuna da poco.
Bianconiglia

Wonderland ha detto...

Avete ragione tutte e due.
Anonimo (ma firmatevi, anche con un nome finto, almeno so a chi rivolgermi!), è chiaro che oltre a quello che cito sento il bisogno di gratificazioni professionali, perché so di avere delle capacità e non vedo perché mortificarle facendo un lavoro che non corrisponde a quello che so fare, a quello per cui ho studiato e a quello che mi piace. Pensavo si capisse senza bisogno di spiegarlo :)
Bianconiglia, questa è anche la mia paura. Ma adesso sento questo bisogno. Se poi ne soffrirò potrò sempre ripensarci, ma per il momento il mio desidero è tornare ad un lavoro fuori casa. Purtroppo l'ideale (il part time) in Italia è difficilissimo da ottenere. So di essere privilegiata in questo momento, ma ne soffro anche un po'. Sono due anni che parlo con persone adulte solo saltuariamente nel weekend.

Elena la Venexiana ha detto...

Ciao!
mi chiamo Elena e sono nuova in questo blog-world!
Volevo solo augurarti un fantastico e coloratissimo week end a Venezia!!
Ti assicuro che ci sono già tante mascherine - vedrai come ti tireranno su il morale!!
Il Carnevale è una festa magica - non rovinartelo e se proprio la giornata è "no" guarda come si illuminano i volti dei bimbi - ma anche degli adulti - di fronte a maschere coriandoli e - perché no - galani e frittelle!!

un baso da Venessia! =*

Wonderland ha detto...

Ciao Elena!
Ah ma sei venessiana :D e allora consigliami qualche posticino no? :DDD Dove possono andare due ragazzi in maschera (maschera vera eh!) a cena?

Maddalena ha detto...

se posso permettermi un piccolo consiglio, Wonder...cerca di non essere troppo selettiva. cerco di spiegarmi meglio: non vuol dire che devi andare a friggere patatine o a vendere aspirapolveri porta a porta (sono esempi, rispetto chi fa questi lavori esattamente come rispetto chi fa il supermanager o l'avvocato, sia chiaro!) ma magari puoi provare a cercare in certi ambiti che forse hai escluso a priori. abbiamo fatto studi simili (anche se non proprio uguali) e anche a me piacerebbe moltissimo un lavoro nella comunicazione, ma è davvero difficile trovarlo almeno all'inizio, e allora nel frattempo cerco di fare altro. mai, dico MAI, avrei pensato di insegnare: credevo di non essere in grado, che non mi piacesse affatto...e invece si è rivelato tutto il contrario. e, mentre continuo a guardarmi intorno e a collaborare ad altri progetti, ho il mio stipendio, faccio esperienza e insegno le cose che a mia volta ho studiato. hai ragione quando dici che non trovi giusto mortificarti scegliendo un lavoro che non ti corrisponde in pieno, ma intanto il tempo passa e...non so, tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto che la cosa più tremenda che si possa avere in un curriculum non sono di certo i vari lavoretti anche poco inerenti, ma i famigerati buchi (ovvero mesi/anni in cui non si fa apparentemente nulla), questi sì che ti tagliano le gambe durante un colloquio di lavoro.
un percorso di studi umanistico come il nostro ha mille difetti ma anche una grande fortuna, a mio avviso: è molto versatile, si possono fare diverse cose in ambiti differenti utilizzando comunque quello per cui hai studiato e per cui ti senti preparata.

è solo un mio parere, in ogni caso :) in bocca al lupo per tutto!

sononera ha detto...

Mamma mia, ho letto alcuni dei commenti e posso dire una cosa? l'invidia è una brutta bestia..
wonder, io sono una che ha lottato con fatica per fare quello che fa, non sempre il mio lavoro rispecchia le mie aspettative, ma faccio quello che mi piace e nel mio piccolo lo faccio bene..
NON MOLLARE e cerca quello che più ti garba..NON TI ACCONTENTARE..
Io sono ho esperienza in selezione del personale, so tutto di cv e di lettere di presentazioni, se hai bisogno di consigli contattami pure tramite il blog o su questo indirizzo donna.bambina@virgilio.it..
in bocca al lupo...

francesca ha detto...

io mi trovo perfettamente d'accordo con Maddalena. Anche io ho una laurea nel settore della comunicazione e ho lavorato per alcuni anni in una agenzia di pr a milano. ora so bene dalle mie "fonti" che questo settore ha risentito particolarmente delle crisi e negli ultimi mesi diversi miei amici sono stati lasciati a casa. per questo cerca di non "fossilizzarti" troppo su questo settore, quando mandi cv. cerca di aprirti anche ad altre opportunità. perchè tutte noi laureate ci siamo fatte un mazzo tanto fra esami, corsi, stages e quant'altro, però purtroppo non sempre è possibile fare quello per cui si ha studiato, perlomeno non da subito e per sempre. forse solo un laureato in medicina (mi viene in mente questo esempio, ora) ha quasi la garanzia di poterlo fare.
e poi il part time...magari!!! io ho scelto di continuare a fare la free lance, perchè mi sento più libera, perchè posso lavorare quando e come voglio (anche dalle 21 alle 3 di notte, per dire), perchè so che non potrei mai fare un lavoro che mi occupa fino alle 19 di sera, permettendomi di vedrfe mia figlia solo per 2 ore al giorno. purtroppo qui in italia è un vero schifo per noi donne, il part time è un vero miraggio...forse soprattutto in questo settore, non so.
penso comunque che magari non sei nella situazione di DOVERE lavorare per forza, per "mangiare", quindi magari puoi permetterti il lusso di essere molto selettiva...o comunque potresti accettare anche un lavoro non inerente ai tuoi studi, e questo non ti impedisce do continuare a guardarti intorno...
tema interessate, quello del lavoro! non lo trovo affatto un post superficiale!

Francesca mamma di Alice

Francesca mamma di Alice

francesca ha detto...

perchè invidia, sononera? io non vedo invidia verso una neomamma che non trova lavoro...o forse io sono troppo ingenua... :-)

Francesca mamma di Alice

Wonderland ha detto...

Non penso si tratti di invidia, sono solo punti di vista diversi. Al momento per fortuna non ho l'impellente bisogno di lavorare-per-mangiare, dal momento che qualche lavoro l'ho fatto e lo sto facendo, non pensate che io stia incollata al mac tutto il giorno a giocare a Farmville ehehe! Insomma, finchè posso cerco di puntare al settore che preferisco, ma non escludo altro. C'è anche da dire che un conto è presentarsi per una posizione già coperta in precedenza, e quindi poter chiedere un contratto che non sia a progetto o a stage, un altro conto è cominciare da zero un lavoro nuovo: gli entry level oggi come oggi sono molto poco retribuiti...
Però come già detto non escludo nulla. Certo, non mi proporrò come spazzina, ma sto pensando a diverse declinazioni del settore, e inviando cv.
CI FOSSE UNO CHE RISPONDE, OH!
>.<

sononera ha detto...

Francesca: mi riferisco al commento di Piccola Bambina, che mi è sembrato un pò troppo duro rispetto al senso del post di Wonder..ma magari può essere solo un punto di vista espresso male..
;-)

cristina ha detto...

Ciao Wonder!posso chiederti che tipo di laurea hai conseguito?
grazie!

a. ha detto...

uuueeela, sai che è stata una settimana storta per un sacco di mamme bloggers e da 'faccia libro' (io inclusa)? chissà che cavolo è successo.

in ogni caso, anche secondo me se si può non si deve mollare ma provare a seguire il proprio sogno - se si può. occhio però a chi ti aspetta all'angolo per sbattacchiarti il giornale in testa redarguendoti a dovere. cavolo, proprio il lunedì che è già giornataccia? ;) stammi bene.

ps: ho un'amica che sta da anni tentando la strada della fotografia, caparbia come poche, e guarda caso anche lei ha una bimbetta che si chiama viola - per me violaciocca - 'ma che, davero?'. è per questo che mi sei simpatica. beh, ANCHE per questo.

AVC ha detto...

cara Wonder
ti leggo sempre ma non ho mai commentato, sono una giovane mamma, anni 28, nano 10 mesi e un pò!Romana di adozione trapiantata ora nel cuore dell' Alta Irpinia.
Non ci crederai ma in questo periodo di crisi nera, in una terra flagellata dalle raccomandazioni e dalla disoccupazione, così per caso ho mandato un curriculum e sono riuscita a trovare "da sola" un lavoro part-time (4 o 6 ore al giorno dipende dai turni), mi occupo di segreteria, rispondo al telefono, registro gli ospitim in entrata e in uscita, apro e chiudo il cancello pedonale/carrabile.
A volte mi sento sottovalutata (e pure un pò sfruttata con questi contratti a tempo del caxxo!!) perchè ho alle spalle 6 anni in un azienda di import/export a Fiumicino, dove mi sono fatta veramente il Cxxo per anni per arrivare poi a una certa posizione e gratificazione personale e a quel punto cosa ho fatto io?!Ho mollato tutto, famiglia, lavoro a tempo indeterminato, casa, amici, per seguire mio marito, sposarmi a 26 anni e avere un bambino a 27. Ma ringrazio Dio (o Allah, o Buddha, o che ne so'!!)per tutto quello che ho, per questo lavoro che mi da la possibilità di uscire di casa, di truccarmi, di conoscere gente, di confrontarmi con gli altri e anche se a volte mi sembra di essere ritornata indietro nel tempo, ai miei primi giorni di lavoro a Fiumicino,non mi lamento perchè tutti i lavori sono dignitosi(vedi tutti quei ragazzi extra-comunitari che sono laureati e qui in Italia vanna a raccogliere i pomodori)e credo che solo l'umiltà un giorno ripaga dei sacrifici fatti regalandoci e spero regalandoti tante soddisfazioni.

Grace ha detto...

Ciao wonderlan, ho trovato il tuo blog cercando info sulla maternità.... ti faccio tanti complimenti, sei fortissima!Io ancora non ho bambini, non ne prevedo prima di un annetto o 2 (anche se nn si sa mai...) ma in questo periodo ci sto cominciando a pensare seriamente... leggere la tua esperienza è davvero utile! Un abbraccio

Anonimo ha detto...

ciao
io vado spesso a Venezia ma non a Carnevale perche' c'e' troppo casino. comunque per uno spuntino veloce e tipicamente venexiano ti consiglio: in zona Rialto dove c'e' la statua di Goldoni di andare sotto il Sottoportego della Bissa avanti neanche 100mt c'e' una gastronomia/bar che fa: tramezzini, mozzarelle in carrozza, polpettine di carne e di riso e se vuoi anche dei primi niente male e soprattutto pesce.
ciao Michela

Anonimo ha detto...

cena romantica al ristorante La Zucca tra San Stae e San Giacomo dell'Orio (bisogna prenotare)!
Ti leggo sempre! Bianca

Anonimo ha detto...

E ti pareva se non veniva fuori il logoro discorso dell’invidia..
Quando non si hanno argomenti, e quando ci si sente attaccati, si cade tutti puntualmente nel clichè del “sei invidiosa”
Sono l’anonimo delle 12:16.
Partivo da quello che c’era scritto per sottolineare come la necessità di uscire e di vedere gente e di vestirsi bene, etc., non fossero necessariamente collegate ad un lavoro nel marketing e nel giornalismo.
Quindi partiamo da questo presupposto: la necessità di un lavoro come lo è per la maggior parte delle persone, cioè quella di portare a casa la pagnotta, è solo secondaria alla necessità di uscire, avere nuovi stimoli, respirare aria lontana da casa.
Perché solo in quest’ordine di idee, una persona cerca lavoro solo in un settore (piuttosto off limits peraltro) e non si pone minimamente il problema di cercarlo altrove.
Perché può permetterselo.
E va benissimo.
Sono contenta per Wonder, beata lei.
E fa benissimo a cercare un lavoro nei suoi ambiti preferiti, ma se poi mi aggiunge “part time”, mi viene il dubbio che forse non sa di cosa sta parlando.
Perché part time e marketing sono due concetti che fanno a pugni.
Sai Wonder chi lavora part time nel marketing? Le segretarie, le contabili, le office manager (parolone per descrivere chi acquista la cartoleria e i dvd).
Nessun altro. Perché in Italia è così, e questo “così” non l’ho inventato io.
Ci sono stata dentro, e ne sono uscita in concomitanza alla nascita della mia bimba proprio perché le due cose erano semplicemente inconciliabili.
Gli eventi, la pubblicità, il marketing in generale sono ambienti in cui si comincia a lavorare alle 10 del mattino, perché prima è troppo out, e poi non si sa quando si potrà uscire dall’ufficio perché c’è sempre l’imprevisto dell’ultimo minuto, la riunione sadicamente fissata alle 18:30, l’aperitivo con il cliente al quale non puoi mancare, la fondamentale decisione del colore dei centritavola. E se tutto questo è molto divertente (lo dico in modo ironico, ma per certi aspetti il lavoro in pubblicità ed eventi è davvero molto divertente) a 24 anni fresca di laurea lo è molto meno quando pensi che hai una bimba a casa. Perchè se esci alle 19, ti guardano e ti chiedono “cosa facciamo oggi? Mezza giornata?”, poco importa se tu sei lì dalle 9 del mattino. E questo capita tutti i giorni.
La maternità è stata una scusa per andarsene, e non perché il lavoro non mi piacesse, anzi LO ADORAVO, ma semplicemente ho dovuto scegliere, come spesso capita a noi donne.
Ovvio che avrei voluto continuare a fare quel lavoro ma volevo essere prima di tutto una mamma “presente”. E questa cosa, con quel lavoro, non s’aveva da fare.
Il rischio di conciliare le due cose, quel lavoro e maternità, era quello di fare male entrambe.

Detto questo, io te lo auguro di cuore di riuscire a trovare quello che vuoi, magari in un ambiente un po’ più sano di quello in cui sono lavorativamente cresciuta io (ma permettermi di metterti sul chi vive: è difficile), in cui uscire alle 18 non sembrerà una presa di posizione da extraterrestre, e in cui avere una bambina non sarà considerata una scelta che fa sbarrare gli occhi e storcere il naso.
Il naso delle donne, sia ben chiaro.
Che o hanno 24 anni e sono fresche di laurea o ne hanno 45, 2 figli in analisi, e sono fresche di divorzio.

Cinica? Realista. Almeno per quello che riguarda la mia esperienza. Forse il mio era un contesto lavorativo troppo grande, troppo sempre in prima pagina, troppo competitivo.
Magari in realtà più piccole si può respirare un’aria diversa.
Magari puoi partire da lì. E vedere come gira.
Ti auguro ogni bene, davvero.
Alexis

Wonderland ha detto...

Ciao Alexis,
su questo argomento con me sfondi una porta aperta. Avendo lavorato nell'ambiente conosco bene l'impegno richiesto e gli orari. Pensi che non abbia fatto colloqui in cui mi hanno fatto capire che con una figlia non avrei potuto "immolarmi" alla causa, quindi non andavo bene?
E' così purtroppo. E pensa che non ho nemmeno richiamato il mio vecchio ufficio perché lì - mamme o non mamme, manager e stagiste - l'orario di lavoro era nove/nove come minimo, per non parlare dei weekend. Tutti straordinari non pagati, ovvio, ma quello che "pagava" era l'ambiente creativo e stimolante... certo, finchè puoi!
RIcordo una manager messa da parte perché alle 18 le chiudeva il nido e doveva scappare... beh dire che l'hanno declassata è dire poco, infatti oggi ha cambiato lavoro.
Io conosco i limiti della mia situazione, prima potevo fare alcuni tipi di lavoro...adesso non posso più, però il discorso è che finchè posso non rinuncio comunque a un settore che mi piace. Farò dieci, venti, cento colloqui e nel frattempo continuerò a fare la freelance (ecco, non è che non porto a casa una lira, non so se hai capito...).
Poi. Il discorso del vestirsi bene per una pigra come me purtroppo E' legato al dover uscire e vedere gente, perché per stare in casa o andare a fare la spesa per quanto mi riguarda jeans e AllStar vanno benissimo... per me è un obbligo che fa bene, che i tailleur e i tacchi nel mio armadio stanno facendo la muffa -.-
Che dire: speriamo bene..

fefe ha detto...

ciao Wonder,
mamma mia quanti commenti su questo post!!!! comunque credo che avere punti di vista diversi è bello e anche stimolante.
Per quanto riguarda il lavoro io sono fortunata credo. Ho uno studio di grafica pubblicitaria e una casa editrice con mio marito e altri due soci. Ho lavorato fino all'ottavo mese e sono rientrata che Matteo ne aveva 7!! Mi ritengo fortunata perchè ho la possibilità di lasciare Matteo da mia madre e cosa fondamentale ho la possibilità di lavorare 3 giorni anzichè 5. Mi sono organizzata così...vengo a lavoro molto presto, alle 7.30 sono già in ufficio e andiamo via non prima delle 19.00 (che con il traffico di Roma significva tornare a casa alle 20.00 se ti dice bene!)Facendo così riesco ad organizzarmi le giornate sia lavorative che non e poi a casa con il computer, quando il nano dorme, faccio altre cose!
Ti auguro di trovare il lavoro che desideri NON MOLLARE!Ti giuro che ti prenderei a lavorare con me, GIURO GIURO, ma non è proprio un bel momento per assumere personale sono sincera! C'è crisi...
ti abbraccio
Raffaella

parisjam ha detto...

Ciao Wonder!
oltre a seguirti dall'inizio e ad avere una bimba che ha un giorno meno della tua, sono pure Veneziana del centro storico... quindi eccoti alcuni consigli:
a. preparatevi ad affrontare una bolgia immane, soprattutto nei luoghi centrali
b. fatevi un giro a castello, verso i Giardini: meno turisti e una Venezia più "autentica".
c. fate un giro al mercato di Rialto sabato mattina e mangiate qualche cicchetto in uno dei tanti localini in zona (alla Naranzaria fanno un ottimo sushi e al Pronto Pesce tante cosettine sfizionse a base - appunto- di pesce)
d. Per la cena La Zucca (già consigliata) è ottimo, ma è indispensabile prenotare. Ottimo e con prezzi onesti anche il Muro Frari, nuovo e molto frequentato dai veneziani. Fantastica, ma decisamente più cara, l'Osteria di S. Marina
e. Per la sera consiglio vivamente Campo Bella Vienna a Rialto. DJ, locali carini e un mare di gente. Perlopiù veneziana.

Mille altre cose ci sarebbero da dire, ma soprattutto... divertitevi!

EffeEmme ha detto...

Ciao Wonder!
io lavoro nel settore comunicazione e condivido per metà le considerazione di Alexis.

Se lavori in agenzia al 90% delle volte gli orari sono assurdi, soprattutto nelle grosse agenzie di comunicazione. Ma esitono tante altre piccole realtà di comunicazione e marketing dove non è così, certo non ti puoi aspettare di seguire clienti come Nike o Valentino.

Dipende quello che vuoi fare: se per te lavorare nella comunicazione è vitale, ma solo se segui grosse aziende, oppure trovi stimolante lavorare anche in una realtà più piccola e meno blasonata ma che ti permette di spegnere il pc alle 18 senza che ti facciano sentire una fannullona.

Io ho resistito un anno e mezzo in una grossa realtà a Milano, partivo da casa alle otto ed ero di ritorno, quando mi andava bene, alle otto (con uno stipendio da fame).

Mi sono stufata e ho cambiato agenzia, adesso lavoro in una realtà più piccola ma seguo clienti molto interessanti. Mi sto sperimentando su diversi progetti (cosa che a Milano non potevo, dato la rigida ripartizione dei compiti) e alle 18 posso spegnere il pc e andare a casa serena.

In bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

@Alexis
con il tuo commento devo farci un manifesto.
quello che scrivi è tutto vero e l'hai raccontato con estrema lucidità.

wonder, dì la verità, tu c'hai solo voglia di riprendere la vita che facevi da dove l'hai interrotta, con buona pace di viola.
e avresti anche ragione in fondo, perchè quella vita l'hai fatta solo per qualche mese, tanto poco da non riuscire nemmeno ad assaporarla.

è diverso per chi l'ha vissuta per anni (e molte di noi continuano a farla con gli stessi ritmi e orari massacranti), per chi ha superato la luna di miele col proprio capo, per chi è cresciuta e ha scoperto i lati noiosi oltre a quelli divertenti e con una punta di vergogna ha capito che fare la poser con le amiche giocando a "quanto-è-fico-il-mio-lavoro" è da idioti.

per chi, pur non potendo nè volendo rinunciare al lavoro, ai propri spazi e alla propria "vocazione" professionale, tuttavia ha scelto di mettere i figli al primo posto.


ma appunto, tu ce devi ancora passa'.

K.

CloseTheDoor ha detto...

a me la frase "in Italia purtroppo è così" suscita ormai un robusto conato di risentimento. sul part-time che se lo chiedi ti licenziano, sulla competizione sleale fra donne, ecc. ecc.

d'altra parte, in Italia purtroppo è così.

Wonder, io per un cicchetto segnalerei la punta della Dogana, ci sono dei bacari carini e meno gente. divertiti e rivolgi un pensiero di commiserazione per i Veneziani invasi dalla marea di turisti ;-)

piattinicinesi ha detto...

è normale il blocco e anche voler riscrivere tutto da capo :))
sì un lavoro fuori ci vuole, sono d'accordo

zauberei ha detto...

Mio marito mi ha appena detto che siccome deve preparare un concorso per adesso io non devo lavorare troppo.
Sig.
Ma siccome lui mi ha tenuto il topo per la tesi e due concorsi è solo che giusto
In compenso sono mezza Veneziana, mi sono sposata a Venezia e ho diverse dritte da darti per il tuo uichende - in zona cibarie e altro. Se te serveno famme sapè.

Meandy ha detto...

Concordo, in questo periodo mandi curriculum e mai, dico mai che ti rispondano! il bello è che non ti rispondono anche quelli che sono considerati i lavori più semplici, tipo cameriera...aho! ma che succede? e non dite la grisi perchè mi cadono le braccia..

Anonimo ha detto...

Un abbraccio e tutta la stima da parte di una incazzata nera che "scrive" da un anno e non hai mai visto nemmeno un rimborso spese!

Ps: e pensa che la sera non ho nessuna porpi con cui distrarmi :(

Magda

Ilaria ha detto...

Ohmioddio Wonder, leggo il tuo blog da un po' ma di solito gusto i tuoi post e mi addentro poco nei commenti... Cosa mi ero persa qui!
Intanto, da giornalista freelance sperimento sia la difficoltà di questo mondo che i commenti della gente. Non capisco perché da quando ho detto "voglio fare la giornalista" annaspo quotidianamente contro una marea di "accontati di quel che trovi se hai bisogno di lavorare", mentre se dicessi "cerco lavoro come giardiniera ma è difficile" non credo che sarebbero in molti a dirmi "accontentati anche di fare cose diverse". Io incoraggio sempre le aspirazioni/ambizioni altrui. Fa già tanto la vita per metterci i bastoni tra le ruote.
P.S. Il tuo libro è carino. Lo leggo quando trovo il coraggio di andare avanti (mi sono arenata alla pagina "culinudi" e sto cercando di elaborare la consapevolezza che i miei genitori non saranno mai così desiderosi di fare i nonni).

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