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giovedì 25 marzo 2010

Forse vorrei e forse posso

Ho sempre desiderato avventura, nella mia vita.
Oh beh, detto adesso, mentre il mio placido culo è stanziato sulla sedia del soggiorno mentre aspetto che la Porpi si svegli dal riposino pomeridiano, è decisamente argomentabile.
Un po' me la sono presa, nella vita: c'è stato un tempo in cui coglievo le occasioni con l'incoscienza dei vent'anni, ma non è durato molto. Sono tornata quasi subito nei ranghi, legata a ciò che credevo giusto. Normale. Sicuro.
Quanta gente vive davvero la sua vita?

A volte immagino il mondo come un enorme parco giochi, e mi vedo dondolare sempre sulla stessa altalena. Quell'altalena è tutto ciò che già conosco. Il resto del parco è tutto ciò che non conoscerò a meno che io non lo scelga.*
E' ridicolo, nonostante io abbia viaggiato tanto non ho mai vissuto altrove.
Nonostante io abbia avuto tante idee diverse, non ne ho realizzate che un paio.
Cambiare mi ha sempre fatto paura.
Oggi invece mi fa ancora più paura non cambiare.
E' una sorta di impronta che vorrei dare anche alla vita della Polpetta. Trasmetterle naturalmente il senso del "puoi fare tutto". La vita è tua e ne hai una sola. Rendila bella. Se non sei felice, cerca la felicità. Spostati, muoviti, agitati, corri, cancella o ritrova. Ma non stare ferma. Non c'è niente da aspettare, c'è solo da scegliere uno tra i milioni di percorsi che hai sotto ai piedi.

Perché questa riflessione?
Non sono ubriace ne' sotto l'effetto di droghe pesanti, anche se sa tanto di peace&lovefratello.
E' che io e la mia piccola famiglia pensando di fare una cosa un po' matta. E io penso sia spaventosa, ma anche assolutamente giusta. Bella.
Siamo qui a torturarci coi se e coi però, e chissà se riusciremo mai a dire "ok, facciamolo". Però intanto mi fa pensare a queste cose. E al fatto che, se domani fossimo convinti di essere più felici in un chiosco di banane alle Antille, dovrei onestamente alzare il culo da questa sedia e prendere il primo volo.
Voi non pensate? O meglio: voi cosa pensate?
Tra gente che lo fa, gente che sostiene che la felicità è una scelta, e la mia assurda natura in costante bilico bipolare, oggi sono al livello "forse vorrei e forse posso".
Che è sempre meglio di vorrei ma non posso, e anche di potrei ma non voglio.
Ora, cortesemente, qualcuno chiami la croce verde.

*no, notate che finezza di metafora materna. Una volta avrei probabilmente scritto "mi vedo in una discoteca a sei piani sempre a ballare la stessa cazzo di YMCA".

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81 commenti:

CloseTheDoor ha detto...

Cioè in pratica, stai dicendo che volete emigrare? Se lo fate ti seguirò doppiamente, il mio Marlon me lo domanda da quando stiamo insieme, più di 5 anni. E io posticipo posticipo posticipo

Wonderland ha detto...

Qualcosa del genere... ma è tutto da capire.

mammafelice ha detto...

Io sono una di quelle rompimaroni che dice che la felicità è una scelta. Quindi non posso dirti altro che: sceglila! ;)

La cosa triste sarebbe appunto 'vorrei ma non posso', che è poi quello con cui si trova a fare i conti la maggior parte della gente.
Ma tu sei giovane, hai talento, ha la possibilità di farlo... se non scegli tu, chi deve scegliere, mia nonna? :D

Scusa se io la faccio sempre facile, è la mia malattia. Ma alla fine le cose son già difficili da sole senza che glielo diciamo...

Wonderland ha detto...

E'vvero Barbara... tra l'altro mi sono finalmente registrata a Boopen per ordinare il tuo librino! Non sei un po' fiera di me??? :D

Wonderland ha detto...

Anzi... ho pure linkato il tuo librino, così anche in questo post intimistico qualche troll mi darà della markettona! :D

Alessia ha detto...

Io invece credo che siamo fatti apposta per lamentarci....un giorno, ti sveglierai, ti metterai il tuo gonnellino di paglia, aprirai il tuo chiosco di banane e ti lamentrai perchè sei sempre seduta con il tuo placido culo su una seggiolina di bambù mentre aspetti che qualcuno decida di fare una merenda pomeridiana a base di frutta!!!!!!!!!!
Forse non è un buon motivo per demordere, ma dai..in realtà è così!!
Tipo la storia della palestra....

mammaemigrata ha detto...

Ho sempre creduto possibile vivere con il rimorso del "cavoli, avrei forse era meglio NON fare quella cosa", piuttosto che con il rimpianto del "cavoli, perchè NON l'ho fatto?". Almeno ci ho provato. E nel tuo caso, se non ci provate ora che la porpi è piccola, non ci proverete di sicuro quando andrà a scuola! Carpe diem!

AMELIA E ALE ha detto...

se vuoi insegnare alla porpi a prendere in mano la vita devi farlo tu per prima. non so cosa vuoi fare, ti dico solo una cosa. se lo fai quando lei è piccola è più facile. i bambini si adattano bene. man mano che cresce è sempre più dura. insomma sbrighete

non mi va di cambiare l'account, ma come forse avrai capito dallo sbrighete sono sempre piattins

Wonderland ha detto...

LOOOL Alessia ma quanta ragione hai??? Che sagge donne che ho nel mio blog....

Anonimo ha detto...

Io sono stata costretta a vivere in un'altra città per studiare, è stata un'esperienza costruttiva, sono tornata a casa, mi sono già pentita e sto pensando di ripartire e vivere almeno qualche anno da un'altra parte, poi si vedrà. Per me è facile, ho 24 anni e nessun vincolo che mi ferma, con una famiglia probabilmente la decisione andrebbe ponderata molto di più. C'è gente che riesce ad essere soddisfatta restando sempre sulla stessa altalena, io lo trovo angosciante e mai vorrei trovarmi a 40 anni pensando a come non ho tentato di migliorare la mia vita, e di cambiarla un po', sono pro cambiamento (anche se mi fa paura) e assolutamente pro pazzie che ti possono rendere più felice.

A.

cowdog ha detto...

io me ne sono andata dall'italia perche' niente mi soddisfaceva piu' e andarmene era l'unico modo per darmi un'opportunita'. avevo 34 anni, vivevo sola e senza figli; mi sono detta "ora o mai piu'". dal primo trasloco ne sono seguiti altri due, il secondo in un'altra nazione ancora, con un bimbo di quasi 4 mesi. tra tre mesi ne faremo un altro di trasloco, in una nazione diversa. come vedi, non e' mai troppo tardi, per provare, per vivere, per esperire, per imparare una terza lingua, per prendersi un altro titolo di studio e fare un figlio (magari un altro ancora).
forza! i cambiamenti sono stancanti (te lo dice una che li teme come la peste), ma sono un'iniezione di entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco.

Lanterna ha detto...

Io e Luca ci abbiamo provato seriamente, a trasferirci, ma, dopo un sopralluogo, abbiamo deciso che, in quel caso specifico, avremmo fatto una cazzata. Ci saremmo trasferiti per stare bene pochi anni e poi sarebbe stato un inferno per la logistica di scuole e (mio) lavoro.
Ora boh, stiamo valutando altri posti e cercando di valorizzare al massimo quello in cui viviamo. Perché è vero che il mare in Lombardia non c'è e che non posso eliminare le zanzare con la sola forza di volontà, ma è vero anche che non vivo a Quarto Oggiaro ma in un parco naturale che offre scorci bellissimi nelle stagioni giuste.
In conclusione: go, Wonder, go!

mammafelice ha detto...

ahhahaaa ma grazieeeeeeee
marchetta a rendere, naturalmente :D

Didi ha detto...

allora io dico Si e ancora SI....la scorsa estate siamo stati un mese negli States e avevamo deciso, al ritorno, di organizzarci in modo da poter fare 6 mesi li e 6 li....tutto questo prima che restassi incinta....ora diciamo che l'idea c'è sempre, accompagnata dal sogno di volere per LEI una vita in cui tutto è possibile....
io a 29 anni mi sono licenziata e sono andata a avivere a Londra che non è stata una scelta radicale ( infatti dopo 1 anno ero di nuovo in Italia)....mi ha però insegnato una cosa fondamentale....la "pazzia" va preparata con cura....io mi ero lancoata senza paracadute e senza paracaduta sono rimasta li, con uan vita molto più dura di quella che avevo in Italia......

allora dico di nuovo SI, ma che il cambiamento sia un vero cambiamento e non un tuffo nel vuoto!

Anonimo ha detto...

Mmmmmmh.....io a 20 anni sono andata a vivere in un'altra nazione. Lo rifarei? Mille volte. E forse se avessi avuto il mio amore accanto a me sarei ancora là. Comunque concordo con COWDOG, non è mai troppo tardi. Ciò detto. Affrontiamo le questioni pratiche, perché un conto e prendere e fare la fricchettona a 20 anni...un altro è spostare famiglia e Porpi a quasi (tuoi) 30. Cosa vi spinge ad andarvene? Sicura che poi non finirebbe come dice Alessia? Dove andreste e perché? Opportunità di mantenersi? Soluzioni logistiche? In questi casi bisognerebbe smettere di sognare e iniziare a pianificare metodicamente. Poi quando alla fine avrai due termini di paragone chiari potrete parlarne meglio.....

p.s. sono tornata a casa dopo 2 anni...mi mancava la mia sorellina :)

Wonderland ha detto...

Per ora c'è solo una possibilità nell'aria, ma il resto è tutto da capire... ecco il perché di questi pensieri. Anche io credo sia giusto non fare un salto nel vuoto ma organizzare bene tutto, altrimenti il panico da disorganizzazione pu dissuadere facilmente, o addirtittura far apparire sbagliata una scelta giusta.

bismama 2.0 ha detto...

Io ho attraversato diverse fasi...dal vorrei ma non posso al POSSO MA NON VOGLIO di oggi.
E oggi sono felice...domani? chi lo sa?

Pinkdaisy ha detto...

Cara Wonder tu con me sfondi una porta aperta! L'esperienza "all'estero" è una cosa bellissima. Io la mia la porto nel cuore, mi ha arricchito moltissimo! E forse proprio perchè ce l'ho avuta che adesso sto bene qui, vicino ai miei affetti e nella comodità di avere i nonni "a disposizione".
Faccio il tifo per te... basta però che continui a coltivare il tuo blog ;)

francesca ha detto...

per me vuoi andare a Londra... :-)
Basta che continui a deliziarci con il tuo blog, per me puoi anche trasferirti in Australia hehehe

Francesca mamma di Alice

LucyintheSky ha detto...

bello! ma anche...paura!
io lo farei, se avessi un progetto condiviso col mio compagno, se non amassi il sole della mia terra e se non avessimo già un lavoro.
a volte penso che preferirei non avere tutte queste cose per avere una scusa per partire, senza pensare che magari poi non ne avrei cmq il coraggio.
nel tuo caso c'è di buono che, data l'età e la presenza della Porpi, non potrai lanciarti troppo alla cieca...sarete bravi e vi munirete, non dico di paracadute, ma almeno di un acquilone! :D

*°Chiaretta°* ha detto...

ecco la mia risposta:
http://www.facebook.com/#!/profile.php?ref=profile&id=559595518

:)

Sabrina ha detto...

Io ho fatto così: dopo essermi trasferita in un'altra città per motivi di studio a 19 anni, sono tornata a casa nel mio piccolo paesino di montagna e non stavo bene perchè mi sembrava che la città potesse darmi di più; ho iniziato a convivere col mio fidanzato che si è trasferito da me perchè detesta il caos cittadino; ora, a distanza di 2 anni, stiamo pensando di trasferirci di nuovo in città perchè la montagna offre poche opportunità; ma io sono un po' combattuta perchè col tempo ho imparato ad apprezzare il mio paese e non lo cambierei con nient'altro.
Concordo quindi con chi dice che alla fine non siamo mai contenti di quello che abbiamo.
Però sperimentare e scoprire cose nuove fa bene, è uno stimolo, ci impedisce di fossilizzarci. Perciò il mio consiglio è: pensaci bene (ma non troppo) e prendi una decisione che ti soddisfi, anzi che VI soddisfi.

Anonimo ha detto...

... e certo che DEVI emigrare.... e che voi morì a Vigna Clara???? In bocca al lupo, Alessandra

Alberto ha detto...

Anche io e mia moglie abbiamo sempre pensato che quello che vogliamo insegnare alla nostra piccola (2 anni da poco) è che la felicità è a portata di mano, che la può scegliere, che seguire i suoi sogni magari le costerà fatica, ma che provarci è sempre meglio che stare seduti a lamentarci... quindi si, hai ragione. E allora: forza! Magari trovi un'altalena ancora più bella...

manuela ha detto...

la vita è fatta di cambiamenti, persino i batteri cambaiano, sai che noia. devi pensarci bene, ponderare bene, pensarci molto bene, hanno ragione tutte, ma soprattutto devi pensare al cuore. hai volgie di andarci?ti immagini la con porpi e lui e magari un nuovo parchetto e magari un bimbo che davvero si chiama Venceslao ??? parti, tanto se c'è un aereo per andare ce ne sarà uno anche per tornare... basta che non molli il blog, sei il mio appuntamento quotidiano..
buona riflessione
manuela

Anonimo ha detto...

Wonder vola..io sono ancora attaccata a quell' altalena e non ho il coraggio di alzarmi perché ho paura dei cambiamenti, ho paura di non avere più accanto le mie certezze e sopratutto i miei affetti e quindi vivo una vita a metà con la gioia delle cose semplici a me care ma con tanti sogni da voler realizzare! Ora guardo il mio piccolo e vorrei potesse fare tutto nella vita, lo guardo con la consapevolezza che un domani dovrò vederlo andar via e con il rammarico di non avergli potuto offrire un parco giochi in cui crescere solo per non aver avuto il coraggio di seguire i miei sogni.
Oddio che pensieri iniettatemi del tiramisù per endovena...devo smetterla di affacciarmi alla finestra quando il cielo è grigio se lo so di essere metereopatica...giù la tenda please che tanto c'è edison come sole!
Lory

Erika ha detto...

Il gene dell'emigrazione deve scorrere nel sangue italiano... quanti siamo ad essere in giro per il mondo, in cerca di avventure, in carriera o semplicemente... in amore!
La mia 'altalena' deve avere delle corde lunghe e resistenti perche' mi ha permesso di vivere in 2 diversi paesi, oltre che l'Italia.
La mia vita e' cambiata ogni volta, io sono cresciuta nel frattempo ma sono sempre la stessa, e la mia felicita' l'ho trovata nell'esperienza che ne ho tratto.
Non posso che dirti quindi, perche' no?

Apple ha detto...

Io vorrei tanto cambiare. Tanto quanta paura mi fa il cambiamento. Ma a differenza tua, il mio lui non è pronto. Troppi se e troppi ma, nascondono solo un secco NO. Forse non è pronto ed io mi sento legata qui, come un palloncino ad una sedia... Tengo unita la mia famiglia ma non faccio che chiedermi se questo è tutto ciò che voglio per i miei figli. Che casino questa vita! Forse è vero che non siamo mai contenti di nulla...
Wonder, se però tutti siete d'accordo, se l'ingranaggio è perfetto..perchè no? ;)(con la vita degli altri è sempre più facile ;) )

Didi

superpomettomela ha detto...

uff ecco cerco di scrivere sto post da 10 minuti.. leggo le poche righe..oggi che cerco di capire dove devo andare.rimanere qui..con il supercontratto..la casa da comprare e la mia eterna insoddisfazione..o mollare tutto andare da lui..storia non sciura da sempre..e provare a vivere?
sorry..sono andata fuori tema...
superpomettomela sloggata

lavolpearchitetta ha detto...

Se non hai mai vissuto altrove, allora dovresti farlo; scoprirai cose inaspettate su di te e su cosa conta davvero nella tua vita; intendo dire se l'ambiente in cui vivi (i luoghi e anche le persone che ti circondano quotidianamente)ti è indispensabile, oppure se e a quali condizioni sei disposta a cambiarlo. E' impossibile valutare lati positivi e negativi di un cambiamento se non lo si sperimenta almeno un po'. Sono d'accordo con chi ti ha detto che devi organizzarti bene perchè non sono cose che si improvvisano, ma nemmeno devi immaginarlo come una scelta irreversibile. Cambia in modo "responsabile", avendo da parte anche un eventuale "piano B" (chè se la tua nuova vita dopo un annetto non dovesse piacerti, hai fatto cmq una bella esperienza e te ne torni a casa).
Qualunque cosa deciderai, ti auguro di non avere rimpianti!

Anonimo ha detto...

se vi sembra che la possibilità nell'aria si trasformi in una cosa reale, fatelo. consapevoli però: sarà dura, è dura da soli a meno di 30 anni (e, wonder, te lo giuro, io quando l'ho fatto ero preparatissima, nonostante questo...) sarà più dura con la polpetta. ma forse anche più gratificante.
avrai l'appoggio di chi ti vuole bene e ti toccherà ascoltare tante critiche... 'sti cazzi...
scusa, forse parlo per me, che incinta sto pensando di andare via di nuovo. per il momento da sola, lui ci raggiungerà quando possibile. ci si prova wonder, ci si sbatte contro e si cambia. a volte miglioriamo a volte ci accartocciamo.
a volte si cambia dentro, e il posto dove stai non ha importanza!
in bocca al lupo, davvero. e grazie per darmi una possibile visione sul come diventare mamma!
pim

Diletta ha detto...

Noi ci siamo trasferiti a Parigi un anno fa. E' stata un'opportunità presa al volo senza pensarci tanto. Io odio pianificare e decidere e si, siamo stati incoscenti a trasferirci così ma lo rifarei ancora. E' stata dura perchè ero in una città che non conoscevo, con due bambini piccoli, iniziamo ad ambientarci bene solo ora, ma ne è valsa la pena te lo assicuro. E se vuoi insegnare alla polpetta che nella vita può fare tutta la prima a farlo devi essere tu.

cowdog ha detto...

volevo scrivere altro, ma lavolpearchitetta ha gia' detto tutto: ci si deve preparare, anche se e' impossibile prevedere tutto. tantissime cose si imparano lungo il cammino, anche su se stessi. si impara che in realta' si puo' fare tutto benissimo anche senza appoggio della famiglia, che molte cose che si credevano indispensabili non lo sono. certo, talvolta ci si sente soli e "stranieri", pero' e' meglio non pensare a questo prima di partire, altrimenti si finisce per essere divorati dalla malinconia ancora prima di essere lontani da casa (io una lacrimuccia l'ho versata su quel treno di sola andata, ma ero anche eccitata all'idea di una vita tutta da reinventare)

Hoshi ha detto...

Se pensate di trasferirvi a Londra... FATELO!

Però per essere ottimisti e coraggiosi, ci vuole anche e soprattutto, fortuna, aiuto e SOLDI.

Non bastano le buone intenzioni e la volontà... magari fosse così!

Anonimo ha detto...

Ahahahah!!!
E' una risata isterica.
Io sto facendo il dottorato di ricerca, mio marito è ricercatore all'università.
L'anno prossimo staremo via 3 mesi per il mio dottorato, dopodichè andremo 1 anno all'estero.
Dobbiamo solo scegliere la meta, che vada bene ad entrambi (ma non è molto difficile).

Ah già, dimenticavo...
2 bimbi. Di 2 e 4 anni, al momento.
Vorrà dire che invece di affittare un attico in centro affitteremo una casetta di mattoni in zona residenziale e partiremo 1 mese prima per inserirli in una scuola di lingua inglese o internazionale.

Dov'è il problema?

Questo pese fa schifo, i nostri cervelli (ma anche i vostri!) sono sprecati qui.
La vita è una sola, lo dici anche tu.

Partite! Che hai da perdere qui?
Tutto sommato nessuno ti vieta di tornare indietro se non ti trovi bene, o di cambiare posto.

In bocca al lupo!
ciao
Michela

mara ha detto...

Wonder mi sa che è Londra nei tuoi pensieri....

Anonimo ha detto...

Cara Michela,
l'Italia è un paese che non funziona bene, è vero. Ma questo non è mai un buon motivo per abbandonare un paese.
Il coraggio di partire va trovato solo nel proprio cuore.
Io a tutti auguro di partire. E di tornare.
Matilde

Maddalena ha detto...

per quanto riguarda la questione "cambiamenti", io sono una contraddizione vivente. per sentirmi viva ho bisogno di stimoli sempre nuovi, odio fossilizzarmi sulle cose, adoro viaggiare e fare nuove esperienze -allo stesso tempo però ho un grande bisogno di stabilità e di radici solide per stare bene davvero. insomma, sono "splittata" a metà.

questa cosa la sento soprattutto nel lavoro, ora come ora: sono laureata da nemmeno un anno e ho già fatto più o meno cinque lavori completamente diversi (perlopiù in contemporanea), voglio fare più esperienze possibile, mettermi alla prova in diversi settori, cercare e sperimentare prima di dire "ho trovato il lavoro che fa per me!". se non lo faccio ora, quando? se la precarietà ha un unico misero lato positivo, è di certo questo: ti spinge a metterti in gioco, a continuare a formarti, a non perdere mai la curiosità e la voglia di imparare. in compenso, ho amici che dal giorno seguente alla laurea erano già lì con lo spauracchio del posto fisso vita natural durante, magari a cinque minuti da casa. e lo hanno voluto e lo hanno trovato, e ora sono felici così. le persone sono diverse, credo. non è che tutti saremmo più felici per forza da un'altra parte, o cambiando vita. magari potremmo scoprire di aver lasciato perdere una strada che invece era la migliore per noi, per la nostra felicità. ma finchè non si rischia, non si saprà mai.

per quanto riguarda l'espatriare, anche noi ci stiamo pensando seriamente. ma lui ha 25 anni e io quasi 27, ovviamente non abbiamo figli, e per una serie di fattori e impostazioni mentali siamo ancora più dalla parte dei ventenni scapestrati che dei trentenni che devono già pensarci su due volte, in barba all'età anagrafica. abbiamo già vissuto insieme a Berlino per tre mesi, io ci tornerei anche domani, ma voglio farlo per un buon motivo, non così tanto per. per noi è più facile, non avendo legami, e immagino che con una bimba piccola ci si ponga qualche domanda in più.

tu sei brava, hai coraggio e soprattutto talento: se senti di volerti mettere in gioco, osa :) potrebbe davvero essere un'esperienza bellissima e formativa per tutti e tre (e sono curiosissima di vedere la Porpi nei panni di una "real british little lady" ;)

Anonimo ha detto...

Sono per il Sì Assolutamente Se Puoi Non Indugiare Realizza. :)

Siamo fatti di mutazione incessante e movimento. Ne sono convinta. Non partire è un po' morire.

(posto, ovviamente, che il desiderio di andare ci sia! sono costretta al massimo rispetto per le creature intimamente stanziali; mia madre è così.)

Layla

Wonderland ha detto...

Grazie a tutte, ho letto velocemente i commenti ma mi riprometto di leggerli con calma insieme a Lui perché sono storie utilissime per noi...
Ehi ma siete proprio sicure che sia Londra ad essere in ballo??? :D

Mamma Cattiva ha detto...

Vai Wonder, vai!! Sai come la penso...
e grazie per gli spunti molto utili questa sera...

amrita ha detto...

bo,e che ti dico?arrivo 42esima...
però,disoccupata per disoccupata....almeno se deciderete di tornare in italia anche solo dopo 2 anni,perchè che so,ne avete fin sopra i capelli,o perchè la vita è strana e ti mette davanti possibilità che mai avresti creduto,almeno viola avrà delle basi buone di un'altra lingua.viaggiare fin da piccoli rende la mente aperta,dà modo di conoscere altre culture,altre lingue,e perchè no di amare ancora di più le proprie radici.ti fa capire che il mondo non è così lontano.mia nonna a 83 anni quando rientra dall'aver fatto visita alla sorella 20 km più il là ti racconta il suo "viaggio".sarebbe bello avere dei figli che non hanno paura di scendere dall'altalena.è anche vero che se mano nella mano con mamma il parchino lo hanno già visto 2000 volte,avranno meno paura.io potendo andrei.ma anche ovunque.

Emy ha detto...

Se è la felicità che cerchi, non serve andare tanto lontano. Il viaggio che devi fare è dentro.
Sembra banale, ma tutta la tua pelle dev contenere tutto il tuo corpo non un ricordo striminzito che ti rende difficile la vita.

Se cerchi tempi più umani, meno stress, più naturalità, probabilmente fai bene a partire.

E' molto meglo in certi casi sbagliare, togliersi la voglia, piuttosto che mantenere a vita un desiderio inespresso.
Certo dipende da quanto forte è questo desiderio.
Forse avete solo bisogno di un cambiamento....e non di stravolgere tutto

190.arch ha detto...

Se vuoi, puoi!
Io, al contrario di altre che commentano qui, sono arrivata in Italia invece di lasciarla hehehe... e penso che la lasciero' quando la mia neonata comincera' a trasformarsi in articolo da inventariare in casa perche' non se ne va piu' : P
Io ho lasciato la casa dei miei a 17 anni, allora ho scelto di studiare in una universita' lontanta, quasi a posta, da allora non mi sono mai fermata e voglio che mia figlia faccia lo stesso : )
Magari avrei dovuto sistemare la mia bussola meglio hehehe.. ma allora chi pensava che l'Italia sarebbe diventanta questo circo?
Il tuo blog e' meraviglioso!!

Silviaviola ha detto...

In Italia il difficile è il lavoro, la casa, e quella imprevedibilità data dal funzionamento iper discrezionale di tutto.
Se andare via vuol dire poter realizzare le proprie aspirazioni lavorative, visto che gran parte della vita la passiamo a lavorare, allora sì, direi che pensarci sul serio è, appunto, serio.
Certo è allontanarsi dal conosciuto ma vuol dire anche sentirsi 'potenti' per cambiare le cose.
Qui hai una famiglia allargata amorevole che ti aiuta nella gestione casa pupa. Però è un casino per il lavoro.
E alcuni fremiti e inquietudini potrebbero essere soddisfatti anche con un cambio di meridiano :)

Solo due pensieri:
sei sempre in grado di tornare se le cose non ingranano come vorresti
è bene pensare di partire non aspettandosi 'la felicità' ma una nuova 'possibilità'

Io ho vissuto un po' altrove, anni anni fa a Londra e un periodino a NYC però poi sono tornata qui e complice l'imbrocco con il lavoro ho messo su famiglia e non penso di cambiare per ora. Io che fino a pochi anni fa avevo la fregola del trasferimento. Ora sto bene qua, poi chissà!:)

Comunque cara Wonder io penso che 'yes you can' :) veramente hai una favolosa energia bella e pura nelle sue luci e ombre e al di là di tutte queste considerazioni stareOandare penso che tu possa rendere bello e colorare il mondo intorno a te, dovunque esso sia.

guadina ha detto...

Ciao wonder, non ho mai commentato ma ti seguo fin da alf e ti dico quello che mi disse un caro amico ormai tanti anni fa: segui il cervello che hai nella pancia....lui ti dirà cosa fare!
A 22 anni ho preso il coraggio a quattro mani e ho deciso di seguire il cuore, la follia chiamala come ti pare ma ho lasciato la mia psichedelica Milano per trasferirmi in un paesino della toscana solo per amore contro tutto e tutti compresi i genitori....certo la decisione è stata ponderata mi sono trasferita con la consapevolezza che avrei potuto finire in toscana l'università e che avrei avuto una vita nuova!
Tu dirai sticazzi io a 27 anni ho deciso di avere Viola....per cui vedi lo hai già fatto il salto nel vuoto una volta alla fine sarebbe solo uno in più....ma io sono fatta così preferisco lasciare le altalene agli altri e godermi la vista dalle montagne russe!
Un bacione
Francy e la sua nuova avventura....unaminime!

MammaDiGnoma ha detto...

allora mi aggiungo anche io... vengo da una famiglia di nomadi internazionali, a 18 anni ho cambiato città (lasciando roma, mica pizza e fichi!), a 22 l'ho ricambiata ancora e ora sono nella stessa città (italiana) da 9 anni, con marito e gnoma 4mesenne - e anche mutuo trentennale sul gobbone. A causa di questo dna, avere radici è una delle mie priorità, e far sentire radicata mia figlia uno dei miei obiettivi di mamma. A causa di questo dna, so che le radici sono dentro di te, di Lui, e questa è l'unica sicurezza che conta davvero per la Porpi. Tutto il resto - viaggi, traslochi, lingue nuove, nuovi amici - sono solo un regalo in più che le potete fare, sempre e solo a patto che voi vi sentiate sicuri per far sentire al sicuro lei, e voi 3 as a family! Nell'era di skype lo spazio è relativo, non abbiate paura se vi sentite che la felicità ha un altro indirizzo! e se invece no.. che male c'è? la normalità è un dono, se la scegli consapevolmente. Certo scegliere non è mai facile, ma crisi significa anche opportunità, no? un pò come quando ti nasce un figlio, giusto?!?!?

Anonimo ha detto...

e perchè no?
non farai stupidaggini, se ve la sentite è una bella possbilità, arricchisce di sicuro (non in senso monetario, quello si spera e basta). Anche io spero di farlo :)

"Chi non viaggia è convinto che solo sua mamma sa cucinare" ahahah!
Cecy

Cla ha detto...

ragazze chapeau!!! io mille volte ho avuto la tentazione di mollare tutto, partire, andare via (soprattutto dopo la fine della mia convivenza) ma poi sono troppo radicata qui, nella mia città, con la mia famiglia, i miei amici, la mia casa che a fatica mantengo ma che mi rende fiera ogni giorno e ringrazio Dio per tutto quello che ho quindi alla fine no, non ce la faccio proprio ad cambiare tutto.
Ma se è qualcosa che ti senti dentro è giusto seguirla quella vocina interiore!!!!

p.s. ho appena ordinato il libro di mammafelice!!!!

Anonimo ha detto...

Se non è Londra... non è che, più banalmente, stai pensando di trasferirti a Milano?

daniela ha detto...

Anch'io e mio marito spesso ci perdiamo in pensieri di questo tipo...prima Londra poi addirittura New York.... .Parlarne ci fa sentire bene, sapere di poter scegliere, questo ci fa sentire ancora meglio! Poi però la realtà è che non prendiamo mai la cosa davvero seriamente e lasciamo le cose così come sono.... .Forse perchè con una bimba piccola non è poi così semplice, forse perchè non ce la sentiamo di lasciare i nostri affetti...forse chissà...forse un giorno voleremo via davvero... .

Laura ha detto...

..io vivrei di cambiamenti....per me vivere significa sperimentare tutto il possibile, non porsi limiti di alcun tipo, soprattutto quelli imposti dagli altri. Putroppo però giunta a 36 anni mi rendo conto che troppo spesso la mia libertà è vincolata dalle scelte altrui. Non ho ancora capito se ciò avvenga in particolare in questo paese (e intanto ho fatto domanda per la green card...) o sia un'abitudine diffusa un pò ovunque....mi sento oppressa dal dover sottostare alle regole di altri....sarà che in questo periodo mi sento completamente senza meta....ma mi sembra di sbattere contro un muro di gomma ogni volta che provo a fare un passo....

Cecilia ha detto...

come già sai dai miei racconti non è che sia sempre facile...

e sì che io ero iperpreparata ed era una vita che lo volevo.

ma nonostante questo sono felice e spero di riuscire a rimanere, NON voglio tornare in italia, e se sarò costretta pazienza, ma ci rimarrò malissimo.

secondo me iperazionalizzare ti inchioda... ok essere preparati ma a volte bisogna buttarsi con un po' di incoscienza, perchè non sarai mai preparato al 100%, è impossibile.

chè poi non è quello che la gente dice dei figli? (ah io che ne so, dimmi te :P)

amrita ha detto...

ho dormito da schifo,e poi il titolare mi ha svegliata alle 8"hai lasciato la chiave nella serratura e non riesco ad entrare,e io son l'unico senza le chiavi del retrobottega(fattene na copia no?visto che è casa tua!)".
c'ho una roba che mi tormenta...un tarlo,un pensiero fisso.

ma dove andrai se deciderai di andare?mica apri un chiosco di piadina romagnola in qualche spiaggetta caraibica??

a,la finezza del paragone con l'altalena è superbo.;O)

zauberei ha detto...

Allora spero di non dire cose già dette da altre persone. Se accade scusatemi.
Io non sono per gli estremi, io sono per il gioco ragionato. Si va altrove se vale la pena, se no si rimane. Quindi Wonder valuta la contingenza. Io non ho capito se è un trasloco o un rischio imprenditoriale. So però che al momento - a quel che mi pare di capire - tu non hai una strutturazione professionale tale per cui, lanciarti in un altrove fisico o lavorativo sia una perdita. Ti stai ricreando! E ricrearsi in Italia spesso ha bisogno dell'aiuto de nostro signore Chicchessia, stante la situazione. Però dovete vedere voi che c'è sul piatto daa bilancia.
(Moro de curiosità)

Wonderland ha detto...

Mmmm... ari-grazie a tutte, davvero, mi state facendo riflettere molto anche se il consiglio generale mi pare sia PONDERARE.
Pondero. Pondero un sacco. Ma la cosa è sufficientemente lontana per lasciarsi andare al ponderaggio (oddio, mica tanto poi..).
Sarete ovviamente informate di ulteriori sviluppi, intanto vi ringrazio di ogni singolo commento.

Anonimo ha detto...

Io ADORO zauberei...giuro, me fa spaccà!!!!
E tra l'altro appoggio totalmente il suo discorso!
Credo che vivere all'estero sia una delle cose più esaltanti che esistono, ma solo se ci sono tutti i presupposti, nel senso buon lavoro (almeno del tuo Lui), buona sistemazione!!E poi anche io non c'ho capito bene il perchè e il percome e sto a morì de curiosità!!!!!
Maura!!

Anonimo ha detto...

Io ADORO zauberei....giuro, me fa spaccà!!! E in questo caso appoggio il suo commento al 200%!!
Nn aggiungo molto quindi, solo che nn ho capito bene il perchè e il percome e anch'io sto a morì de curiosità!!!!!!

Wonderland ha detto...

Anche io ADORO Zauberei :DDD è un genio.

romì ha detto...

Da expat, ti posso dire che lo sport preferito degli expat e dire frasi tipo "che schifo l'Italia!" e un attimo dopo "in che paese demmerda ci siamo trasferiti, certo che l'Italia è un'altra cosa!".
Come dire.
Ci si contraddice felicemente.

L'unica cosa che ti consiglio veramente, attentamente, profondamente, di valutare (se davvero di espatriare si tratta) è che, a meno che non vi muoviate in carovana tipo er circo togni, laddove andrai, sarete tu, lui e la polpetta. Nessuno straccio di nonno. Pensaci.
Un abbraccio sentito.

elisa ha detto...

Beh, visto che me lo chiedi, ce lo chiedi, giusto un mese fa ho scritto questo:http://la-serenissima-elisa.blogspot.com/2010/03/sogni-di-fuga.html
..mi sto preparando

viavai ha detto...

ciao, noi viviamo a londra e abbiamo un nano di 15 mesi. prima di diventare mamma ti avrei detto: parti subito, che fai ancora li'?
adesso ti dico: all'estero senza uno straccio di familiare vicino e' dura. davvero. considera tutte le volte che tua madre/tua sorella o che ne so tiene la polpetta. considera che tutte le cose che fai in quel tempo non le puoi piu' fare. considera. io sono mesi che non tiro il fiato. lavoro e il bimbo va all'asilo ma ultimamente e' sempre malato. percio' non ti dico i doppi e tripli salti mortali miei e del papa' per fare quadrare il cerchio. e se avessi una nonna disponibile ogni tanto ti assicuro che farebbe una bella differenza!
poi, certo, per farcela ce la si fa'. ma che fatica!

sybin ha detto...

Io l'ho fatto.
Anzi, NOI l'abbiamo fatto visto che e' stata una decisione comune presa con quello che era il mio ragazzo e poi, out of the blue, e' diventato mio marito.

Io "Ma che davvero" l'ho detto quando lui mi ha chiesto di sposarlo, e da li e' cominciato un percorso, inaspettato, che non ha portato altro che cose belle. Londra. Un bel lavoro. Un master. Sudati, faticati, smadonnati, ma belli. Quando cammino per strada ho ancora quel senso di irrealta' ad essere davvero qui. Io, che ero cosi fifona anche di prendere l'autobus (a 12 anni), vivo a Londra e parlo un'altra lingua. Awesome.

L'esempio dei miei, con lavoro sicuro vitanaturaldurante, mi faceva rizzare i peletti del collo, eppure se non avessi avuto questo sprono probabilmente e' cosi che sarei finita, e magari mi sarebbe anche andata bene. Finche' non avrei realizzato che no, la stessa altalena non puo' andare bene per sempre.

E' che in Italia ti tagliano le gambine mentre (ad esempio) qui a Londra la gente cambia completamente lavoro anche a cinquant'anni. Se ti stufi, ti prendi i tre mesi sabbatici, pagati, e quando torni la tua scrivania e' ancora li.

Cambiare fa paura ma fa anche bene, e a questo punto non so se "adesso o mai piu'" conti piu' molto. Vagliare si, ovvio. Ma prendere la palla al balzo anche.
Come on, Wonder Internescional!

Ps: qualora fosse Londra e ti servisse una mano io son qua...

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder.... é da quando ho 18anni [adesso sono vicina hai 40!!!], che a fasi alterne dico BASTA!! e sparo la stessa frase: "VADO IN POLINESIA A PESCAR COZZE!!!" ..e sinceramente manco sò se in Polinesia le cozze ci sono!!???
La voglia di cambiamenti e di provare nuove strade é probabilemnte insita nella natura umana, poi ci sono gli umani che si "lanciano" con o senza paracadute e quelli come me, che continuano a parlare/fantasticare, ma alla fine continuano ad avere il "deretano" ben posizionato sul divano del soggiorno ...
Dal mio discorsetto delirante si potrebbe pensare che ho un po' di rimpianti con i quali fare i conti, in realtà NO ...ho sinceramente, soprattutto a livello affettivo tutto quello che desideravo ... ma sognare di movimentare un po' il tutto, non costa niente ...
Vedrai che saprai scegliere ...un abbraccio.
LAURA

Francesca ha detto...

Grandissima Wonder!Intanto complimenti per il blog! Ti leggo sempre ma non ho mai commentato, stavolta mi sento di farlo perché anch'io condivido questa voglia matta di emigrare all'estero, e ti dico : vai, vai più lontano che puoi, sei una persona un sacco in gamba, buttati! Altrimenti quando Viola sarà grande rischierai di pentirti di non essere partita! Pensa anche solo alla Polpetta: al regalo magnifico che fa una madre alla propria figlia decidendo di donarle la possibilità di crescere in un paese straniero ( che sotto molti apsetti sarà sicuramente migliore di questo in cui viviamo ora), a contatto tra più culture e lingue. Pensa a tutte le marce in più che potrebbe avere Viola crescendo in un altro paese e anche alle possibilità che tu potresti avere lavorativamente. Pensa cosa vorrebbe dire vivere la propria vita ogni giorno a Londra ( città che io adoro) lontano dal bigotto e arretrato provincialismo in cui questo piccolo paese del sud Europa ci costringe a vivere. Fidati Wonder, tu sei sprecata qui! Se vuoi partire sul serio parti, parti subito, non pensarci due volte! E scegli in fretta finché Viola è ancora un cucciolo!
Con affetto,
Fra

Anonimo ha detto...

Io ti seguo sempre anche se non commento mai... ma a questo non potevo resistere. VAI!! Noi stavamo per andare ma poi sono rimasta incinta. Adesso aspettiamo che il cozzino arrivi almeno all'anno di vita poi spero riprenderemo i vecchi progetti, stavolta in 3 :)

c.

Anonimo ha detto...

io me ne andrei volentieri a Londra..

cowdog ha detto...

anch'io sospetto che tu voglia anche "solo" trasferirti nella nostra amata-odiata milano...

PS comunque si puo' partire anche con un bimbo piccino. io mi sono ri-trasferita quando il mio aveva quasi 4 mesi. certo la lingua la parlavo gia' e avevo gia' un'esperienza in un paese estero, pero' qui non avevo mai vissuto. le cose si possono fare, l'importante e' avere un tetto e indipendenza economica. non ci sono i nonni, e va bene, pero' mi sembra che questa sia sempre un po' una scusa per non volere fare le cose; in fin dei conti mica si puo' vivere solo in funzione dei nonni, o mi sbaglio?

francesca ha detto...

ecco pure io se non avessi una figlia quasi quasi non ci penserei su due volte. approvo il commento di viavai...se mi dovessi pensare all'estero senza uno straccio di parente la vedrei durissima...oddio per farcela ce la si fa, ma penso a tutte le volte che ho fatto affidamento su mia mamma o mia sorella per tenermi Alice, senza contare che ho pure una babysitter per le emergenze...sì è vero che vanno all'asilo questi pupi, ma quando si ammalano? e se ti ammali tu, il tuo lui è al lavoro e devi star dietro a tua figlia, mentre sei uno straccio? oppure, se devi lavorare oltre l'orario dell'asilo? sì insomma non è impossibile, però è indubbio che ci voglia molto coraggio. perchè è vero che è fighissimo immaginarsi nella propria città del cuore, però penso che già è un casino per noi mamme stare nella nostra città natale, figuriamoci in un luogo dove non si conosce nessuno e non si hanno punti di riferimento, cioè insomma sareste voi tre e basta. oddio mica voglio scoraggiarti, ho solo esternato le mie riflessioni che ho fatto mille volte....oh poi magari hai una zia londinese o un cugino parigino... ;-)

Francesca mamma di Alice

Wonderland ha detto...

Nooo Milano no. Se devo trasferirmi me ne vado all'estero (SE...)

Micky ha detto...

sono stupida a pensare che la felicità bisogna trovarla anche nella rutilante routine di tutti i giorni? perché anche il chiosco alle antille dopo un paio d'anni diventa routine? ok io non sono propriamente una di quell "Ok facciamolo" però sono una che si impegna nelle cose in cui crede, a volte prendendo delle cocenti delusioni, a volte delle grandi soddisfazioni...
Quello che mi fa rabbia é che la nostra generazione é quella dei 30 enni che devono ritenersi fortunati di quel poco che hanno...
hai un lavoro a tempo indeterminato? SEI UN DIO
hai un lavoro a tempo determinato? DAI PUò DARSI TE LO RINNOVINO! RITIENITI FORTUNATO
hai un contratto cococo e tutto il resto della fattoria? BEH ALMENO TU UN LAVORO CE L'HAI PENSA CHI é DISOCCUPATO
insomma siamo la generazione del "stiamo bene perché c'é chi sta peggio" e un po' ce lo stanno insegnando ad accontentarci.
Anche se a volte i sogni riprendono il sopravvento e...niente...ti ricordi che hai un mutuo da pagare...
Ma che fortuna...tu una casa l'hai potuta comprare! pensa a chi é in affitto!! :)

Wonderland ha detto...

Non so se nell'ultima parte ti riferivi a me, cmq anche io sono in affitto.... :/ per comprarsi una casa decente con 2 camere da letto in una zona decente oggi o ti vendi i reni su ebay o ti imbarchi in mutui quarantennali... (se te li danno!!!!).
Detto ciò sono d'accordo con te. E non è giusto che sia così. Figurati, a me dicono che "COI TEMPI CHE CORRONO" e con tutti i giovani che cercano lavoro devo ACCONTENTARMI.
Beh non mi sembra la strada giusta per la felicità...

Micky ha detto...

No non ce l'avevo con te..anche perché nn sapevo fossi in affitto! Eh beh sì io sono una folle che si é accollata un mutuo trentennale..e pensa che quando abbiamo comprato casa io ero senza lavoro! Sì a me e mio marito ci hanno definiti "pazzi" e forse ora col senno di poi posso dire che lo siamo stai.
Fortunatamente oggi le cose sono cambiate e no, nemmeno io penso che la strada giusta per la felicità sia quella di accontentarsi.
Per ora io ci provo con tutte le mie forze e oggi so che il mio mondo é qui tra queste quattro mura che faticosamente rendiamo nostre giorno dopo giorno.
E sì ho paura a dirlo ma forse sono davvero felice (anche se provo una vertigine al pensiero che questa casa sarà mia tra circa 336 rate..)

alice ha detto...

cara wonder, mi sento un po' chiamata in causa perché sai, è una settimana che non leggo il tuo blog perché... sono emigrata. sì, l'ho fatto. deciso ponderato e fatto in 4 mesi (cioè ponderato poco).
ovviamente è ancora presto per dire se ho fatto bene, se ho fatto male, se ho fatto così così, ma poi chi potrà mai dirlo? io sono "a favore" dei cambiamenti, piccoli e grandi, e sono anche convinta che alcune decisioni bisogna prenderle senza pensarci troppo (il che non vuol dire "sull'onda dell'entusiasmo"). io personalmente ho una famiglia piccola come la tua (una puzzola che per la cronaca non dormiva in italia e continua a non dormire qui), e prima di partire sapevo che comunque noi tre saremmo sempre stati noi tre, ovunque.
poi ovviamente ci sono stati i pensieri pratici tipo: meglio emigrare adesso che la puzzola è piccola ecc... ma te li risparmio.
in pratica non ti do nessun consiglio, solo non avere paura! perché quella non serve.

Castagna ha detto...

Nella mia testa, "cosa un po' matta" = prendersi una responsabilità enorme nei confronti di altre persone = prendere quel famoso bambino in affido.
Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto, ma sto parlando della mia vita, non della tua.
Quanto al trasferirsi, a me la differenza non l'ha fatta tanto lo spostarmi, quanto l'allontanarmi da cose e persone. Noi siamo sempre gli stessi anche sull'isolotto felice a vendere aragoste, ma non abbiamo intorno i legami e le abitudini di sempre e questo, a me, ha fatto crescere.

Attendo i vostri sviluppi!

Stregatta ha detto...

"Cambiare mi ha sempre fatto paura.
Oggi invece mi fa ancora più paura non cambiare."

Potrei averlo scritto io, davvero. Stesso periodo, stessi pensieri, stese valutazioni. Come andrà a finire non lo so.

Quello che so è che sono un'esperta del ponderare troppo e che spesso questo è stato più un handicap che un vantaggio.

Quello che so è che le cose più importanti che ho oggi sono qui grazie agli unici slanci di pazzia che ho avuto nella mia vita e che sinceramente spero avrò il coraggio di ripetere.

Quello che so è che prenderai la decisione giusta per te, anche se forse non sarà la più saggia. Perchè non sempre queste cose vanno di pari passo.


Un abbraccio

Annalisa ha detto...

Questo intervento potrei averlo scritto io.
Come ti capisco!!! Incinta al nono mese, marito che fa su e giù dal nord italia dove ha scelto (anzi, abbiamo scelto insieme) di andare perchè era l'unico modo per crescere professionalmente, io co.co. pro - a volte felicemente (il tempo indeterminato mi metteva quasi ansia, ora decisamente lo rimpiango) a volte inkazzata nera - da anni. Sono sicura che potrei mettermi a frutto molto meglio in un luogo dove ci siano le possibilità per farlo(se c'è crisi al nord, al sud non ci suicidiamo solo perchè siamo ottimisti) ma poi mi dico che ho scelto di restare qui in Puglia, rinunciando alla mia natura girovaga, proprio per cambiare le cose. A volte mi sembra una battaglia persa e mi dico che mia figlia merita di crescere e andare a scuola in un posto dove possa avere più chances...e forse me lo merito anch'io che in fondo ho investito su me stessa e nella mia formazione e peccherò di superbia ma penso di non essere proprio una deficiente, anche se tale mi sento quando devo andare all'inps a chiedere perchè ancora non mi danno quella miseria di assegno di maternità, destinata a finire in qualche studio professionale a fare la segretaria per disperazione.

Anch'io ho mille brillanti idee al giorno ma quante ne realizzo? Sono forse troppo superficiale per andare a fondo in un progetto?

Forse questo è proprio il momento giusto per rimettersi in gioco, per avere coraggio, coraggio di andare o restare ma in ogni caso di darsi una mossa, così mia figlia un giorno potrà dire "mia madre è una tosta!" ;)

In bocca al lupo, Wonder.

Anonimo ha detto...

cavolo se hai ragione. Io sono in una discoteca di sei piani a ballare sempre la stessa cazzo di ymca...e a prendere fiori di bach per darmi la spinta a cambiare con la speranza o l'illusione che si materializzino davanti ai miei occhi e prendano loro le decisioni al mio posto. Perchè io lo so qual è la mia strada ma non ho il coraggio di intraprenderla. Grande mamma, wonder!

Maurizio Firmani ha detto...

Probabilmente lo conosci già, ma in caso contrario vorrei segnalarti il libro "Adesso basta. Cambiare vita si può" di Simone Perotti (ed. Chiarelettere). E' una fonte di spunti di riflessione sulla voglia di cambiare vita ed è zeppo di suggerimenti su come pianificare eventuali aperture di bancarelle di banane da Antigua... :-)

M. Rubino ha detto...

La ricerca della felicità. L'unico senso buono del vivere. Anche se.

Anonimo ha detto...

sono capitata nel tuo blog, in questo post, esattamente ora, mentre cerco di non pensare al fatto che probabilmente questo non è il chiosco di banane che vedevo nei miei sogni. accidenti.. queste parole mi servivano, ora. grazie mille, ne approfitto.
a. (tua nuova lettrice fedelissima)

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