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domenica 16 maggio 2010

Quello che rimane di Tokyo



Di Tokyo ti rimane l'impressione di un formicaio. Di quelli veri, sopra e sotto la terra. Centinaia di persone che si muovono tutte insieme allo scattare di un semaforo e stazioni che non portano solo ai treni, ma ad enormi centri commerciali sotterranei, con altrettante persone che scorrono qualche metro sotto ai piedi delle altre, poi riemergono e si sotterrano di nuovo, scambiandosi, incessantemente.
Di Tokyo ti rimangono le insegne luminose a qualsiasi ora del giorno e della notte, i locali di Pachinko affollati e rumorosi (alienante!) e i disegni manga -ovunque - che pubblicizzano locali notturni come ristoranti, stanze per karaoke, negozi ma anche centri per gli anziani, ospedali, dentisti. Il manga in Giappone non è un pupazzo, è il modo in cui rappresentano se stessi. Non a torto. Non è il giapponese che assomiglia al manga, è il manga che assomiglia al giapponese.

Prendiamo le ragazze, quelle di Tokyo. Vanno a scuola con divise alla marinaretta riadattate: gonne cortissime, calzini lunghissimi quasi alla parigina e maglioni oversize. Oppure girano alle dieci di mattina di un martedì qualsiasi con minigonna leopardata, reggicalze e tacco 12. O magari ecco, vestite da principesse punk, o da piratesse. Perfettamente pettinate e truccate, con acconciature e cura del dettaglio che noi nemmeno a Capodanno. Non una persona che le guardi male: vestono quasi tutte così, fiere delle loro gambe sempre un po' storte ma mai grasse, sexy in un modo leggermente perverso, come siamo stati abituati a immaginarle dai fumetti. Piccole Lamu che se ne vanno in giro, identiche in tutto e per tutto alle ragazze di Masakazu Katsura. Visi splendidi o sgraziati, senza vie di mezzo.

Di Tokyo ti rimane lo stordimento da 12 ore di volo (senza sonno, almeno per me) e poi quello da "lost in translation", che le linee della metro si arrampicano una sulle altre e sono indicate in ideogrammi: quando ti dicono "prendi la linea verde" vallo a capì se è quella verde chiaro, verde smeraldo, verde pisello o verde prato. Che i nomi dei ristoranti non hanno mai la traslitterazione, e tu sai come si chiama il posto dove devi andare ma non sai identificarlo in una strada piena di tendine. Che hai scaricato otto applicazioni per l'iPhone che funzionano da paura, e dicono in giapponese tutte le parole che vuoi. Ecco: poi il giapponese ti risponde. In lingua locale, ovvio.

Di Tokyo ti rimane la voglia di shopping: non ce n'è. Trovi di tutto, cose che cercavi da una vita, cose alluncinanti e cose di cui ti innamori istantaneamente. Per lo più, un sacco di cazzate. Akihabara, la electric city, tempio di otaku e maniaci della tecnologia. Si trovano manga, anime, gashapon, gadget di ogni genere e graziose ragazze vestite da cameriera sexy che pubblicizzano i "maid cafè", posti dove per poche decine di euro ti servono un dolce e ti imboccano pure. *perversiooone!*

Restando in tema, i sexyshop di Akihabara sono la mecca degli appassionati. Oltre a costumes di vario genere - dalla più classica scolaretta, alla hostess, passando per i personaggi Disney rivisitati - si trovano accessori immancabili. Nella foto che vedete più in basso, la celebre "Federica mano amica".
Dopo un giretto in cui confesso: stavo per comprare una divisa da marinaretta rossa e blu, siamo andati più sul soft: per l'equivalente di dieci euro mi sono portata a casa un'action figure di Creamy alta una trentina di centimetri, che ora campeggia maliziosa in salotto accanto alle cornici. Io, che sono una maniaca dei cartoon anni 80, sono stata accolta dai giapponesi con grande stima. "Do you have some artobook about Creamy Mami or general Majokko, Lady Georgie or Video Girl Ai?" ecco. Li ho stesi ^^
Anche con Miyazaki non se la cavano male. In generale, Totoro, Stitch, Doraemon e Hello Kitty te li tirano dietro. Fomentano le tue più infantili fantasie con proposte ad ogni angolo. Confesso, oltre a prendere borraccia, posatine e bento box per la Polpetta (rispettivamente targati CareBears, MyMelody e LittleTwinStars), ho ceduto a qualche ....erhmm... gadgettino per me. Incluso cappellino da marinaretta, che a Tokyo va molto.


Di Tokyo rimangono le stranezze di Harajuku, l'eleganza di Ginza con le sue boutique di design, il quartiere a luci rosse di Shinjuku e la fatiscente ma affascinante Golden Gai - una stradina piena di microlocali dove entrano solo 3-4 persone al massimo. Le strade di Asakusa, così incasinate di giorno, così solitarie e suggestive di notte.

Di Tokyo rimane un sapore, che è un po' una nota di fondo per tutti i cibi. Ramen, okonomiyaki, udon, soba, yakitori. Niente sushi che non mi piace il pesce. Gusti diversi eppure amalgamati in quest'unica nota, se (non) ci penso bene. Non che non mi abbia soddisfatto la cucina giapponese, specie quando siamo andati a cucinarci gli okonomiyaki da tale Matsuryabashi (o roba simile), un posticino incastrato tra decine di ristoranti e segnalato solamente da piccole scale che salivano al primo piano. Dentro, quattro tavoli di numero, forse cinque. Splendido. Ecco come li abbiamo cotti :)

Oppure lo sputtanatissimo Gonpachi, da dove pare si sia ispirato Tarantino per Kill Bill. Il ramen scrauso per strada che devi prepagare ad una macchinetta che ad una prima occhiata sembra un distributore automatico O_o Le crepes arrotolate con dentro IL MONDO... non avete idea della bontà (l'ultima assaggiata era gelato alla vaniglia, fragole, pesche e panna). O il posto del tempura, definito da qualcuno su internet "il miglior tempura che potrete assaggiare", ed era assolutamente vero. Solo che era in periferia, e per raggiungerlo abbiamo camminato una mezz'ora tra palazzoni anonimi e antenne della corrente, sotto la pioggia. (ne è valsa la pena)


Di Tokyo rimane il caos, anche se visiti i templi. Perché i templi veri quelli li vedi a Kyoto, c'è poco da fare. Eppure recandoti in uno dei tre-quattro più famosi della città si resta comunque incantati dalla pace al confronto col caos. Dai lenti rituali al confronto con il formicaio.
Funziona più o meno così: entri, lavi le mani ad una piccola vasca, poi purifichi anche il corpo con il vapore di una grande incensiera. Davanti all'altare solitamente getti una monetina, batti le mani un paio di volte o suoni un piccolo/grande gong (per "chiamare" il Dio?) e preghi.

All'interno del tempio spesso e volentieri si trovano questi piccoli oracoli a pagamento. Per cento yen (80 centesimi circa) puoi agitare un barattolo finchè non esce un bastoncino con un numero. Il numero corrisponde alla predizione. Se ti dice bene, prendi e porti a casa con un sorriso :) Se invece la previsione non è positiva puoi semplicemente lasciare il foglietto appeso negli appositi spazi, e il Dio ti proteggerà da ciò che vi era scritto. Molto semplice, eppure sono riuscita a confondermi le idee rovesciando tipo due o tre bastoncini contemporaneamente... -.-

Ecco, forse più di ogni altra cosa, di Tokyo rimangono impresse le contraddizioni. Prendere un cocktail al 52esimo piano del Park Hyatt, con vetrate che ti spalancano il cuore sulle luci della città, e sapere che nei ristoranti più eleganti più spesso mangiano chiusi in una piccola stanza privata, spesso senza nemmeno finestre. Vedere ragazze che ostentano le gambe magre senza pudore e uomini che mangiano il loro ramen con le spalle alla porta e lo sguardo fisso sulla ciotola. Camminare prendendo spallate dalla folla di Shibuya e perdersi in una stradina sterrata che porta al tempio, dove alle sei non c'è già quasi più nessuno e senti distintamente i tuoi passi. Allontanarsi di qualche fermata di metro dal centro, e scoprire luoghi di incredibile pace.

Questo non pretende di essere un racconto esaustivo. Sono suggestioni, qualche foto tra le centinaia scattate in corsa, forse nemmeno le migliori. Ma sono le prime impressioni che ricordo di Tokyo quindi, forse, hanno un senso.
Presto la seconda puntata su Kyoto. Molto, molto diversa :)

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32 commenti:

Fiordiciliegio ha detto...

*_* Che bellezza...e che invidia :D Prima o poi riuscirò ad andare in Giappone...spero presto!! Attendo con ansia la puntata su Kyoto :)

Cleopatra was Blonde Inside ha detto...

Potessi... partirei anche ora!! Tra il fascino del viaggio, dell'ignoto, dell'Oriente...
Questo post mi ha fatta sentire piccolissima in un mondo enorme: è vero, siamo tutte formiche.

donnette fever ha detto...

Bellissime foto !!!
Aspetto di vedere Kyoto!
Ciao Elisa

Ranatan ha detto...

che spettacolo. potessi, salterei sul primo aereo e starei tre mesi fra giappone e cina, bimbo in spalla e via.

Michela ha detto...

Ho quasi finito il tuo libro e passare dalle tue frasi "tornerò mai come prima" alla lettura del resoconto di un viaggio tanto atteso e desiderato, a solo 1 anno di distanza, mi fa sentire sollevata :-)
Sarà che mi ritrovo in ogni virgola di quello che hai scritto...

Ovviamente, le tue foto sono sempre bellissime, c'hai proprio del manico :))))

Michela

๑۩۞۩๑ Barbara๑۩۞۩๑ ha detto...

che fortunata!!! Anch'io adoro il giappone ... sei andata a vedere il tokyu hands?? mi sono incantata davanti alle tue foto!! e adoro anch'io i manga anni 80 .. creamy mami!!! xò una divisa da marinaretta potevi prenderla!!!!
complimnenti e aspetto kyoto!!
barbara

stefania ha detto...

come sempre, leggendo i tuoi post, è come farsi un viaggio con gli occhiali che fanno vedere la realtà virtuale! che trip!!! :)
fantastico!!...anche se, ad una claustrofobica come me...ha messo un pò d'ansia.....

stefania/cannella

Lucia ha detto...

Bellissime le foto, come sempre...però che invidia!! Anch'io sono appassionata di cartoons anni '80...credo che il mio portafoglio non reggerebbe le spese pazze che farei in Giappone...a proposito, la Bento Box che hai portato alla Porpi è uno spettacolo!!!

rocciajubba ha detto...

Voglio il costume di Sailor Moon!!!!!!
Un racconto bellissimo come sempre.

manuela ha detto...

sei proprio brava a raccontare, grazie, ora vado a lavorare un po' più leggera. non farci attendere molto per la seconda puntata...

Anonimo ha detto...

Non sarà un racconto esaustivo come dici tu, ma ti assicuro che le tue parole mi hanno fatto immergere completamente nell'atmosfera e nonostante io non sia attratta dal Giappone, mi hai fatto venire una grande voglia e curiosità di andarci o perlomeno di approfondirne la conoscenza, quindi attendo con impazienza la prossima puntata. Grazie
Stefania mamma di Vittoria

Ali ha detto...

Fantastico...e il tuo raccontofa capire quanto ti sia piaciuto!
Domandina: ma che macchina fotografica usi? Le foto sono fantastiche (ovviamente il merito è anche tuo).

Ps: un giorno o l'altro può essere che vedremo te ed il papà di Viola per bene? :D Sono curiosa (ti ho vista solo in un video)

Luca L. ha detto...

Ciao! Ti ho sentito parlare a Radio Deejay del tuo libro. Avendo una sorella che ha appena partorito ho avuto modo di constatare che la vita di mamma non è sempre come sembra. Ti ho cercato su internet ed ecco che ho trovato il tuo blog. Non vorrei dilungarmi troppo e quindi ti dico:brava! Per tutto! Per come scrive e per come sei mamma! Adoro il giappone e ora ho ancora più voglia di andarci! :)

MammaMaggie ha detto...

Bello il racconto su Tokyo. Belle anche le foto. Bello, anche se aspetto di leggere quello su Kyoto, perché mi affascina molto di più. Intanto ho finito il tuo libro e mi è piaciuto molto. Questo è un periodo strano per me e Superbaby: lo svezzamento cambia le nostre prospettive, da una parte e dall'altra, e leggere la tua storia, poter ridere di certe cose mi ha fatto davvero bene. Però, c'è un però. Una cazzata, lo devo ammettere. Ma ci ho pensato davvero tanto, con qualche accenno di pelle d'oca: perché lavavi tutte le tutine a mano? Io ho fatto sempre con la lavatrice e il napisan: niente grigio, è andata bene. Lo stesso però, tutta presa da questo nuovo ruolo di madre solo-il-meglio-per-il-mio-bambino (da cui non riesco ad abdicare nonostante abbia fatto significativi passi avanti sul cammino della ripresa), mi è venuto il dubbio: c'era qualche motivo effettivo, tipo evitare allergie? Non so, non so. E mi preoccupo. (oddio, mi vengo a noia da sola).

Brux ha detto...

Sono stata in Giappone 4 anni fa: le tue prime impressioni sono uguali ai miei ricordi e la voglia di tornarci è uguale se non maggiore al desiderio che avevo di andare in questo "strano" Paese! Aspetterò che il mio piccolo cresca per poter condividere anche con lui questa magica esperienza...
ps nel frattempo sto divorando il tuo libro, complimenti!

francesca ha detto...

A me quasi quasi è venuto mal di testa solo a guardare le foto...non mi è mai ispirato il Giappone e dopo aver sentito il tuo racconto e aver visto le immagini me ne convinco ancor di più...ma aspetto i tuoi pensieri su Kyoto perchè voglio ricredermi...

Francesca mamma di Alice

La_Border ha detto...

Che invidia!
Le foto sono molto belle ;)

Cla ha detto...

belle queste istantanee di vacanza!!! il giappone non mi attira ma leggerlo così è stato bello! io mi sarei sicuramente presa il costume da sailor moon!!!!

MammainblueJeans ha detto...

voglio partire anche iooooooo! (ma con sta' panza dove devo andare? a spiaggiarmi sul lungomare do Bari, aimè!)
splendide le foto!

PS(finalmente ho il libro nelle mie mani! mi hanno beccata a ridere istericamente in macchina, con le lacrime agli occhi e incapace di proferire parola)

Diletta ha detto...

mi hai fatto venire voglia di partire adesso!

Laura_Writer ha detto...

leggerti rende più leggere le mie giornate.
E con una panza da venti settimane non è cosa da poco :DD
Il Giappone mi ha sempre intrigata e adesso mi viene ancora più voglia di visitarlo...prima o poi...
Belle anche le foto!

astroposta ha detto...

wow...
il prossimo libro lo scrivi sui tuoi viaggi - con e senza polpetta?

astroposta ha detto...

wow...
il prossimo libro lo scrivi sui tuoi viaggi - con e senza polpetta?

astroposta ha detto...

wow...
il prossimo libro lo scrivi sui tuoi viaggi - con e senza polpetta?

Ravin ha detto...

Sono delle splendide foto... Complimenti (immagino le migliori).
Mi hai fatto venire una grande voglia di viaggiare, e ci vorrebbe!!!

BollediSapone ha detto...

Le foto sono uno spettacolo!come sempre del resto(hai davvero colto ciò che poi esprimi nei tuoi commenti).Davvero efficace il riassunto sulle impressioni di Tokio;pur non avendomi mai attratto in particolar modo il Giappone,mi hai fatto venir una gran voglia di andarci!!Attendo anche io il resoconto di Kyoto..e intanto da stamattina alle 11(ora in cui l'omino UPS ha suonato alla porta col mio agognato bottino!)bevo a "piccoli sorsi" il tuo libro in cui,da che ho cominciato a leggere,mi sono ritrovata quasi in tutto il marasma di paure,dubbi e sensazioni di cui scrivi!Continua così Wonder..baci.Bolle

sweetmaremma ha detto...

che meraviglia tokyo! sicuramente da mettere nei luoghi da non perdere. stò leggendo il tuo libro e mi piace tantissimo. bravissima

Laura ha detto...

OT: finito il 30% di sconto sul sito della FNAC :((
Comunque comprato altrove (+ copia da regalare ad amica-mamma-mojito!).
A presto feedback!

Layla ha detto...

Ho apprezzato tantissimo :))) e di foto di Tokyo ne ho viste tante...

Wonderland ha detto...

Grazie a tutte, a m il Giappone è piaiciuto moltissimo nonostante le contraddizioni. Spero di riuscire a postare presto anche il racconto di Kyoto. Intanto, sssiore e ssiori, dopo 6 giorni ristampiamo. Grazie di cuore a tutti :*

Matthew the Cat is Sara ha detto...

Wonder complimenti x la ristampa grandissima !!!!!

Posso chiederti le info su
-ristorante con la tempura buona buonissima e su quello degli okonomiyaki ( zona e indicazioni, magari visive)grazie :D

ti lascio la mail ( sara.matthewthecat@gmail.com)

grazie mille

Sara

Marchio ha detto...

Ciao Wonder... del Giappone vorrei sapere una cosa... visto che siamo quasi coetani (ho 26 anni) e anch'io sono cresciuto a pane e cartoni animati giapponesi vorrei chiederti: ma è vero che i campi da calcio li fanno in cima ad una collina come Holly e Benjie e alle partite dei ragazzini di 12 anni ci sono migliaia di spettatori e la telecronaca in mondo visione?!
scherzo! belle foto, bei racconti... che vogliaaaaaaaaa!!!! credo che a breve mi consolerò con una cena in un sushi bar!

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