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venerdì 17 settembre 2010

Mangia Prega Ama: una recensione

Immaginate di pesare 40 kg. Ci siete? Pesate 40 kg, avete due coscette sottovuoto e la pancia piallata da ere di addominali? Ok.
Ora immaginate di dover recitare una scena in cui vi lamentate di avere "la ciambella" di grasso e fingete di non riuscire a chiudervi un paio di skinny jeans gialli (i famosi skinny jeans gialli che ogni donna sovrappeso tiene nel suo guardaroba) palesemente della taglia giusta.

Questa è l'unica scena del film Mangia Prega Ama in cui sono stata tentata di alzarmi e andarmene, per protesta. Per fortuna non era recitata da Julia Roberts ma da una coprotagonista.
Il resto è gradevole, davvero. Come definirlo? "Allegro e colorato" sono i primi aggettivi che mi vengono in mente, e denotano una pellicola quantomeno innocua, ma gradevole.
Ad essere onesta mi aspettavo qualcosa in più. Non ho letto il libro ma ho il sentore che sia migliore del film, anche perché credo sia impossibile inanellare una sequenza di luoghi comuni così ininterrotta. Quello che esce fuori sono scenari da cartolina e sentimenti impressi in troppa fretta, con un inchiostro che non riesce a passare il foglio.
La Roma tutta case sgarrupate, vecchine alle fontanelle e monumenti. Una Roma dove, nella realtà, se una turista svedese ti consiglia un "bravo cicerone":
a. in realtà è il suo complice romeno Bogdan, che dopo averti preso a roncolate sulla nuca in un vicolo ti frega scarpe, portafogli e documenti
b. si chiama Mario Er Trivella e riesce a trombartisi dopo mezz'ora
c. si chiama Ciccio e non sa una mazza di Roma perché è dei castelli, ma in compenso ti fa pagare un caffè 8 euro e ti consiglia il b&b del suo amico: 150 euro a notte vista Verano
L'opzione d. ovvero è Luca Argentero, si comporta in modo impeccabile, ha amici della "Romabene" che ti offrono cene e scampagnate e infine ti porta a cucinare a casa di sua madre: non pervenuta.
Poi: la definizione di Roma. Parliamone.
C'è questa scenetta in cui tutti i commensali giocano a trovare una parola che definisca le varie città. Per dire, Londra è "impettita" e NY è "ambiziosa". Vogliamo provare a indovinare quale parola hanno scelto per Roma?
Dai, andiamo sull'ovvio: "eterna".
No.
Mmmm... "trafficata".
No.
"Antica"? "Magica"? "Appetitosa"? "Fancazzista"?
No. La parola che scelgono per definire Roma è:
SESSO.
Ahahahaha.
No. Un attimo: come "sesso"? Che la Roberts a Roma manco tromba.
Sesso. Scusate, adesso mi viene voglia di uscire e beccare i primi due che si accoppiano dentro a un portone. Come dite? Non ce ne sono? Ah, ok.
Se tra tutte le parole per definire Roma scegli "sesso" secondo me non c'hai capito molto della faccenda. Il sesso è consequenziale alla parola, you know? All'atmosfera...
Dopo le gioie della bulimia capitolina e aver goduto appieno della fase MAGNA (vedi episodio della "ciambella"), la Roberts se ne parte per l'India e incontra un tipo anzianotto e gagliardo, che le sta appresso con fare da moscone. Questa è la parte PREGA: quella in cui dopo aver invano aspettato una risposta da Dio nei primi dieci minuti del film, la Roberts decide di sostituirlo con una santona di dubbia provenienza, che lascia i fedeli a morì ammazzati de malaria nell'ashram di Calcutta mentre lei si sollazza in un loft nuiorkese.
Non volendo spoilerare troppo giungiamo alla parte AMA, ovvero a Javier Bardem con contorno di Bali. Allora, ne avevo una vaga idea prima ma, avendolo visto anche dal vivo, posso confermare: Bardem appartiene alla specie bovina. Gnocco, per carità. Ma mai come in questo caso ho avuto la tentazione di esclamare: "che manzo".

In sintesi: un film carino, che però ha perso più di un'occasione. Bella fotografia, regia discreta, ottimi attori e paesaggi mozzafiato penalizzati da una montagna di clichè e da frasi ad effetto per spiegare sentimenti ben più complessi. Come dire, mancavano forse dei passaggi. Tra il vecchio amore e il nuovo, tra il senso di colpa e il perdono, tra la crisi e la soluzione. Qualche deus ex machina che non convince.
La storia però è splendida e tanto di cappello alla vera Liz che ha realizzato il "mollo tutto e parto per meravigliarmi ancora" che la gente si limita per lo più a predicare. E' per questo che ho grande fiducia nel libro, che leggerò. Ed è anche per il mio immenso amore per i viaggi che non riesco a parlar male di Mangia Prega Ama, e che vi consiglio comunque di vederlo.
Niente grandi aspettative, ma sicuramente un paio d'ore di evasione assicurata e di piacere per gli occhi. Non sono uscita con la sensazione "mammamia, ch bel film!" ma con quella (forse migliore?) "cavolo, quante cose che voglio fare e quanti posti voglio vedere. subito! ora!".
E lo trovo comunque un ottimo risultato.

p.s. nota di merito allo splendido allestimento indiano-balinese che potete ammirare sul mio twitter

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36 commenti:

Cecilia ha detto...

il libro non e' niente di che sinceramente, mi e' piaciuta la parte su roma solo perche' e' buffo leggerla raccontata da un'americana.

la vera Liz secondo me non merita tanto di cappello, perche' e' stata pagata per partire, per quello che doveva essere sin dall'inizio un libro.

troppo facile cosi!

Alessia ha detto...

quindi vuoi forse farmi credere che se vengo a roma svoltando l'angolo non mi imbatto in Argentero che mi fa da cicerone???????????
che delusione......

Diletta ha detto...

"mollo tutto e parto per meravigliarmi ancora" è un pò quello che ho fatto io. Come te adoro viaggiare e mi hai fatto incuriosire :)

Wonderland ha detto...

Nuooo Cecilia: veramente è stata pagata??? No, vabbè, che presa a male.

Laura ha detto...

A me il libro non è dispiaciuto. Sapevo che era stata pagata, ma sotto alcuni aspetti non fa molta differenza! Ho voglia di vedere il film ma ho paura di restare delusa....

Micol ha detto...

Posso rovinarti l'idea che il libro possa essere meglio del film senza nessun peso sulla coscienza?
Perché davvero è pieno di cliché, non ha capito nulla di Roma, dell'Italia... sembra una cartolina con la prospettiva di un americano che forse ha percepito poco e visto ancora meno!
E la parola "sesso" è tutto fuorché Roma.
Il film, piacerebbe vederlo perché ho idea che Julia Roberts sappia recitare meglio di quanto la Gilbert sappia scrivere...
È un libro facile, peggio di un harmony qualunque, una presa in giro.
Ed io la devo smettere di comprare libri sull'onda delle emozioni, ma quel "tutti sognano di cambiare vita. Lei ha osato farlo davvero" mi aveva catturato come una calamita.

Anonimo ha detto...

volevo andare a vederlo al cinema...però quasi quasi aspettoil dvd dopo la recensione.

lacionina

Wonderland ha detto...

Oh beh, allora niente libro sicuramente. Peccato perché (almeno nell'edizione uk) aveva una splendida copertina!

Marty ha detto...

Ecco, lo sapevo. Il film non è sulla storia, ma sulla Roberts (come tutti i suoi film). Io ho letto "Eat, Pray&love". Mi è capitato tra le mani grazie a un'amica, che aveva lavorato alla Leonardo Da Vinci Academy. E l'ho amato semplicemente perchè è la storia di una donna che riprende in mano la sua vita, ri-amandola. A partire dal suono della lingua italiana, alla ricerca della sua voce interiore fino etc.etc.etc....
Sono indecisa se andare a vedere il film...sgrunt sobh uff
Ma almeno è un film svuotatesta? ;)

Wonderland ha detto...

Marty sì, assolutamente svuotatesta :D Anche per questo non mi sento di sconsigliarlo.. solo... aspettarsi il giusto, non troppo.

Marty ha detto...

Uh,grazie ;) Io ti consiglio il libro inglese. La parte sull'India è un po' noiosa, ma quella sull'Italia e Bali sono davvero belle. Soprattutto per alcuni giochi linguistici di traduzione, che mi sembra l'edizione italiana non abbia mantenuto. Anyway, buona lettura ;)

lea ha detto...

Il film è indecente. passatemi il termine. e' l'insieme dei luoghi comuni: dai baci perugina ai foglietti dei biscottini cinesi. il contorno è tutto figo. l'attore teatrale povero che vive in un loft da paura, la casa che julia ormai senza un soldo affitta a roma affaccia su via giulia ed è piena di affreschi, poi l'india è fantastica non c'è l'ombra della povertà e pure il santone sembra un guru uscito da benny hill...poi arriviamo a bali dove le famiglie senza case vivono in negozi di new york...il tutto condito da frasi retoriche. consiglio invece somewhere..

Misspenny ha detto...

Ciao!
Ho appena scoperto il tuo blog e volevo farti i complimenti!

Comunque, anche io ho letto "Eat, pray, love" in inglese e l'ho trovato molto godibile, quindi a limite leggitelo in lingua! :D

prudence ha detto...

un bovino anche per me grazie!

Anonimo ha detto...

mi hanno regalato il libro ma vi assicuro non spendete la cifra per codesto scritto....mi avessero regalato un buono di pari valore avrei saputo io come meglio investirli perchè un libro è sempre un investimento così io per non lasciare infruttuosa sta spesa lancio sti idea.....chi lo vuole me lo richieda lo invierò a mie spese.
Per il film credo proprio che andrò a vedere altro.
Buon we.
paola

Max Giordan ha detto...

Potrebbe interessarmi perchè presenterà vari paesaggi mozzafiato, ma mi risultano insopportabili quelli che fanno i film con approssimazione e pieni di clichè: cavolo, è il tuo lavoro, fallo bene, approfindisci le tue conoscenze sul posto di cui parli e arricchisci tutti quelli che vedranno il film, invece di diffondere per il mondo i più pacchiani luoghi comuni...

Anonimo ha detto...

Oh Wonder grazie della recensione, mi stavo giusto chiedendo se andare a vederlo o meno. Anche a me hanno regalato l'edizione UK del libro (che, confermo, ha una bellissima copertina), ma dopo un paio di pagine ho smesso di leggerlo perché ero a -3 mesi dalle nozze, in pieno panico prematrimoniale, e stupidamente mi è venuta paura che che leggere quella storia mi facesse decidere di mollare tutto ad andarmene!
Ora , a ben +3 mesi, non mollerei tutto neanche morta, però tutto sto battage sul film mi ha fatto passare un po' la voglia di leggere il libro!
Gaia

LadyLindy ha detto...

ero indecisa se vedere quel film... ma mi hai incuriosita! Davvero è stata pagata x partire? Checcavolo, perché nessuno fa mai queste proposte a me?

P.S. Bellissimo blog, sono una nuova utente!

http://vitainpillole.wordpress.com

Apprendista mamma ha detto...

Vogliamo parlare del titolo? Ultimamente rimango spesso senza parola di fronte ai titoli dei libri, ma soprattutto dei film. Personalmente, non ce la posso fare ad andare al cinema per vedere un film che si intitola: Mangia, prega, ama. E tantomeno a leggere il libro. Da quando ho una bambina, il numero di romanzi che leggo ogni anno è passato da circa 20 a circa 2. E anche al cinema, ormai, ci vado molto di rado. Sarà forse per questo che sono diventata così selettiva? Prometto solennemente a me stessa che troverò presto il tempo di guardare più film e di leggere più romanzi e che non mi farò più condizionare negativamente dai titoli...

Cey ha detto...

Secondo me il libro è godibile =) non ci si esce di testa ma è bellino =) Il film invece l'ho visto ieri e nì. Anche a me ha lasciato la voglia di uscire e di scoprire posti ma poi a stringere mi è sembrato che mancasse sempre qualcosa. Non dico soldi buttati ma nemmeno waaaa.
Sono milanese ma su Roma ---> sesso sono rimasta un attimo con il punto di domanda, avrei detto traffico =D o storia =D

Giuppi ha detto...

L'ho letto anch'io in inglese e mi associo a chi ti consiglia di leggerlo in lingua originale, appunto.
A me e' piciuto molto, l' ho trovato stimolante e mi ha fatto riflettere, in alcuni punti. Certo, non e' un classico della letteratura, ma secondo me vale la pena, poi, ovvio, de gustibus...:-)
Comunque, visto il film ieri sera e tutto sommatto pensavo - e temevo - peggio. Ho apprezzato molto fotografia e attori e mi ha stupito, in positivo, Bardem.
Detto questo, Roma un cliche' continuo, ma tant'e'...
Pero' passate due ore spensierate e rifatta gli occhi con paesaggi meravigliosi.
Giuditta.

Silvia ha detto...

Ho visto il film venerdì sera e concordo in pieno con la tua recensione! carino, piacevole, in certi punti fa pure riflettere, ma decisamente troppo pieno di clichè e luoghi comuni

Anonimo ha detto...

Scusa, ma il commento sul rumeno "che dopo averti preso a roncolate sulla nuca in un vicolo ti frega scarpe, portafogli e documenti" oltre che essere uno stereotipo puzza di razzismo. non è carino per niente.

leucosia ha detto...

in effetti l'Italia rappresentata nel film è troppo piena di luoghi comuni...i vicoli di Napoli poi che immagine stereotipata!
sono rimasta conquistata dall'attore protagonista, mentre non imamginavo che la Roberts avesse così tante rughe!cmq film godibile,da vedere a pancia piena!

Jackie ha detto...

Avevo letto il libro e la Gilbert fin dalle prime pagine mi stava antipatica... sono andata avanti per inerzia e forse verso la fine a Bali aveva "recuperato qualcosa".

Son andata a vedere il film ieri sera e... stereotipi a più non posso... :)

Case senza acqua calda??? Ma la vecchina sbaglio o NON aveva l'accento romanesco?

Roma = sesso mi ha fatto ridere :)

Comunque sia... mi aspettavo MOLTO peggio...e per lo meno mi son rifatta gli occhi con i vari luoghi che compaiono durante il film...

...ma dite che cercheranno di propinarci anche il seguito via film (il libro si intitola Committed )?

ps: ieri sera, durante la proiezione, più o meno a metà un gran numero di persone si son alzate e se ne son andate...a quanto pare a loro è stato completamente indigesto:)

Mrs Craddock ha detto...

Luoghi comuni a bizzeffe.
Qualità scadente.
Julia Roberts brava, ma non abbastanza da sollevare tutto da sé.
Javier Bardem mutilato da un terribile accento pseudo-bresileiro che non gli si confà affatto. Ma ve lo ricordate in "Vicky Cristina Barcelona", dove era da smutandamento immediato?
E poi il film è noioso, noioso da morire. Ho rischiato di addormentarmi mille volte.
Sconsigliatissimo.

Anonimo ha detto...

Il libro della Gilbert certamente divide. C'e chi lo ama e chi lo detesta, ed entrambi credo abbiano buone ragioni. Si fa amare perché in certi punti è davvero godibile, ben scritto (nell'originale inglese), auto-ironico pur parlando di problemi seri( stiamo parlando di una donna che ha tentato il suicidio ed è finita sotto psicofarmaci..), e pieno di una sincera volontà di auto-analisi e scoperta interiore. Ma allo stesso tempo irrita in alcune parti perché è molto superficiale, pieno di stereoptipi, di immagini da cartolina. E' come se l'autrice invece di descrivere la realtà che la circonda descrivesse l'idea idealizzata che lei ha della realtà (e di conseguenza dei paesi che visita, le persone che incontra ecc), mentre invece quando descrive sè stessa e le sue nevrosi è molto precisa, lucida e incisiva. Comunque credo che valga una lettura.

Alice

Anonimo ha detto...

Arredatori: 10
Costumista: 10 (non ditemi pero' che tutti quegli splendidi e azzeccatissimi vestiti stavano nel salsiccetto di borsa che Julia portava con sè...come dite? li comprava in loco?con quali soldi non è dato sapere...)
Paesaggi di Bali: 10 (presi all'alba e convenientemente ripuliti credo, Bali è decisamente peggiorata negli ultimi anni...).
Resto del film: 0, ma proprio ZERO. Non ha capo nè tantomeno coda, nessuna filosofia se non quatro frasette in croce tipo "devi credere nell'amore" o "dio è in noi". Bardem, unica luce in questo tunnel di scenette stereotipate (no, dico, avete mai visto DAVVERO una signora mordersi le mani contrattando l'acquisto di una piantina?) ha l'accento del Gabibbo perchè hanno confuso il portoghese con il ligure e ti aspetti dica "belaaandiiii" da un momento all'altro...Insomma, NON andate a vederlo!
Emanuela (una julia-fan assai delusa)

Anonimo ha detto...

letto il libro in inglese in quanto regalato da una mia carissima amica che l'ha trovato stupendo. l'ho letto tutto perchè
- era un regalo. di una mia carissima amica.
- leggo tutti i libri fino in fondo anche se mi fanno schifo
- ho sperato fino all'ultima pagina di capire perchè abbia venduto 9 milioni di copie.

a distanza di sei mesi, la mia amica ha superato la brutta rottura con 1 pezzo di emme in seguito al quale la lettura del libro le era sembrata una rivelazione.
ho finito il libro veramente a fatica
non ho ncora capito come abbia potuto vendere 9 milioni di copie.

la trama è una sequela di luoghi comuni bestiali, resi ancora più atroci dal fatto che questi luoghi comuni sono i pensieri veri sulla sua vita vera dell'autrice, pagata fin dall'inizio per andarsene a zonzo col suo ego mostruoso a scrivere questo libro.

se volete un riassunto in poche parole della serie attenzione SPOILER eccolo.

mangia prega ama
storia di una stronza piena di sè al quale tutti offrono lavoro, soldi, amicizia, favori, cibo che va per 12 mesi spesata dal suo editore in italia, india e indonesia a fare il pieno di luoghi comuni sui quali scrivere un libro. Il libro racconta di come nonostante sia una stronza piena di sè al quale tutti offrono lavoro, soldi, amicizia, favori e cibo, le manchi tanto l'amore, e poi lo trova e si prepara quindi a scrivere secondo libro sull'essere una stronza piena di sè pure fidanzata.

ecco :-D

Valentina Vaselli Konzal

emanuelas ha detto...

Ciao Wonder,
era un po' che non passavo,
qua è sempre molto carino.
anche io sono andata a vederlo, e sono delusa.
mi aspettavo qualcosa in più anche se la Robers è imbattibile.
concordo con tutti.
non credo leggerò il libro dopo aver letto i commenti.
e comunque per la cronaca, la mia amica che mi ha accompagnato, ha dormito da subito e per tutto il film.
U_U
e.

AleAzul ha detto...

confermo la manzitudine di Bardem.
beccato per caso in aeroporto a Madrid...a momenti svengo,mi è calata la mascella.

Eligraphix ha detto...

Sono incerta se leggere il libro oppure no. Devo comunque decidere se leggerlo in lingua originale piuttosto che in traduzione ... per quanto riguarda il film, mi incuriosisce e penso che alla prima occasione lo vedrò, ma probabilmente non al cinema, sembra che non valga la pensa spendere i soldi per il biglietto. Per quanto riguarda i luoghi comuni sull'Italia non sono una novità, gli americani hanno un sacco di idee completamente sbagliate sull'Italia e su come si vive qui. E il loro cinema non fa che alimentare questi pregiudizi. Quanto a javier bardem ... che dire? ...slurp slurp

Anonimo ha detto...

Ciao ho scoperto da poco il tuo blog e mi piace un sacco...mi ci ritrovo tantissimo...anche la mia frase preferita quando sono rimasta incinta (per caso a 20 anni) era ma che davvero???
La mia bimba ha qualche mese in più della tua Porpi...è di giugno 2008
Cmq mi ha colpito il fatto che quello che hai scritto sul film sono praticamente le stesse identiche cose che mi ha detto la mia amica raccontandomelo oggi...soprattutto sui luoghi comuni su roma e sull'Italia...
cmq cercherò di vederlo...

Elena ha detto...

Ciao ho scoperto da poco il tuo blog e mi piace un sacco...mi ci ritrovo tantissimo...anche la mia frase preferita quando sono rimasta incinta (per caso a 20 anni) era ma che davvero???
La mia bimba ha qualche mese in più della tua Porpi...è di giugno 2008
Cmq mi ha colpito il fatto che quello che hai scritto sul film sono praticamente le stesse identiche cose che mi ha detto la mia amica raccontandomelo oggi...soprattutto sui luoghi comuni su roma e sull'Italia...
cmq cercherò di vederlo...

Anonimo ha detto...

Una sera ad una cena tra amiche è uscito fuori il titolo di questo libro ma forse non ho prestato attenzione al commento di chi lo aveva già letto.... così ho guardato la prima mezz'ora di film.... poi ho sperato che il libro fosse meglio.... ed invece mi ha deluso tantissimo!!!! Senza ripetere che il libro è pieno di luoghi comuni su un'italia è anche un copiaticcio, per lo meno nella parte dell'Italia del libro "sotto il sole di Toscana".... evidentemente agli americani (visto la posizione in classifica che ha avuto anche questo libro)piacciono tanto questi stupidi e leggeri ritratti dell'italia... ma questo ha superato tutti i limiti!!!! Anare a Roma e non godersi le opere d'arte ma soltanto delle ricette veramnte inesistenti!!!! DAI!!!! L'ho trovato MOLTO NOIOSO e anche di CATTIVO GUSTO... parlare di politica poi daiiii.... loro che hanno eletto per 2 volte Bush suvvia....
non l'ho finito... ed è una cosa che odio non finire i libri....non lo comprate, semmai guardate il film, solo x gli attori ed i nostri paesaggi....

Anonimo ha detto...

Ho visto il film giusto ieri sera... non l'ho trovato affatto deludente, mi è piaciuto molto soprattutto per la voglia di "fuggire" che ha scatenato nella mia testolina! :)
Il libro non l'ho letto e penso che non lo farò ma solo perché ho già visto il film (di solito faccio al contrario... prima libro e poi film altrimenti mi passa la voglia di leggere!). E' un genere molto leggero e questo è stato detto in tutte le lingue e salse, soprattutto del libro! Parlarne male, secondo me, è superfluo perché se cercate delle letture più impegnate o dei film dal contenuto profondo siete cadute male! :) Lasciate noi, "povere mammalucche sentimentali", l'arduo compito di inforcare gli occhiali per concentrarci sul genere che più ci si addice! Evviva i luoghi comuni, evviva lo svago e la leggerezza del vivere senza pensieri (almeno per 2 ore!)... EVVIVA "MANGIA PREGA AMA"!

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