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martedì 19 ottobre 2010

Ancora sul pink: modelli di genere per giovani Polpette

Alla fine di questo post, un unico commento sarà possibile.
Tipo: districa la tua matassa neurale e ritrova la pace.
Trova un personal consultant per il tuo emisfero destro.
Fa' che le tue costipate meningi ritrovino la loro naturale regolarità.
In pratica: fai pace col cervello.

Qualche mese fa ho espresso la mia opinione sul fenomeno PinkStinks, ricordate?
Ecco. La mia brevissima esperienza nel settore asilo (a proposito, dopo di lei mi sono influenzata io per cui sono due giorni che non posso portarla -.-) mi ha portato a rivedere leggermente la mia opinione.
Complice il tema del blogstorming di questo mese, ho pensato di rifletterci su e parlarne con voi dal punto di vista "mamma di una femmina".



Allora, io partivo dalla mia posizione di adulta PeterPan, che ha ancora fortemente a cuore l'immaginario della sua infanzia. Per capirci, questo è un ripiano della mia libreria (in salotto!), e ancora nessuno ha chiamato la neuro:

Ora. Sono stata drogata di roba contenente bacchette magiche, maghette, superpoteri, rosa in tutte le sue declinazione e puccipucciagine per una decina d'anni. Ricordo al mondo che la famigerata Hello Kitty e tutti i meglio parenti suoi (My Melody, Little Twin Stars & co.) hanno avuto il boom proprio quando io avevo 5-6 anni.
Eppure non mi sembra di aver riportato danni cerebrali.
O meglio: è ancora da verificare.

Insomma, quello "pink", è un'immaginario a cui sono molto legata e che ha certamente contribuito a costruire parte della mia identità quando ero bambina. Da qui a dire che sono rimasta ferma a quello, ce ne corre. Le contaminazioni successive, a partire dalle medie in poi, hanno sicuramente smorzato e integrato la cosa. Anche avere un fratello maschio ha fatto la sua parte: anche io andavo a pescare, anche io avevo le macchinine, anche io giocavo coi Lego e la pista HotWheels.
Anche i miei sono stati abbastanza equilibrati in questo. Avevo la cucinina rosa e la carrozzina della bambola, guardavo Creamy e la Bella Addormentata nel Bosco (un nome che è una dichiarazione d'intenti), però mio padre era supercreativo per cui mi regalava il robottino o la famigliola degli orsi boscaioli, roba così. Per non parlare del Carnevale, a cui ho già accennato in questo post. Tra "damine", "rosselleohara" e "fatine/ballerine" i miei travestimenti hanno spaziato dalla più classica Corsara, al dalmata (ci ho vestito pure la Porpi) al cielo stellato, fino alla celebre Bottiglia di Vino.

Insomma, ricordo ancora il mio immaginario in rosa con enorme affetto e penso che mi sarebbe mancato qualcosa, se non l'avessi avuto. Però mi ha decisamente arricchito perché era ben dosato, conviveva con una serie di altri modelli che era facile trovare. Per questo secondo me demonizzare tutto ciò che ruota attorno alle "principessine" (chiamiamo così la categoria, per facilità) è sbagliato, è un estremo anche quello.
Il problema non è sottrarre il pink, ma aggiungere gli altri colori.

Pensavo che la questione mi si sarebbe posta più avanti, quando la Polpetta avrebbe avuto 5-6 anni e dall'asilo in poi avrebbe riportato a casa modelli e richieste omologate e bamboleggianti, stile Wynx per intenderci.
Invece: orrore! Sta cominciando tutto adesso. Ricordate la spasmodica ricerca dello zainetto e la mia ferma intenzione a non cedere ne' a Hello Kitty ne' a Winnie the Pooh? Non ho ancora avuto successo e siamo ancora con una borsetta provvisoria, forse me lo farò portare da un'amica in Uk.
E' stato questo a costringermi a esplorare gli anfratti dell'offerta per bambine, e ho rabbrividito. Hello Kitty ovunque: per zainetti, pennarelli, grembiulini, giochi di qualsiasi tipo. Winnie the Pooh pervasivo con moderazione. Principesse Disney - ormai un brand a sè - che ben presidiano le varie categorie merceologiche, e anche il design ne ha risentito. Alternative: minime. Forse qualche robetta di Barbapapà ed estensioni scolastiche non di personaggi ma di giocattoli (tipo CuccioliComeSiChiamano, quelli delle bustine).

Il succo del discorso è: abbiamo un problema. Non di intenzioni di noi mamme acquirenti, ma di reperibilità.
Ci rendono più facile seguire un percorso merceologico ben tracciato, che ci propina HelloKitty a 2 anni, le Wynx a 6, e a 9 in direttissima i vari High School Musical, Hannah Montana e il Mondo di Patty.
Ragioniamoci: telefilm destinati a un pubblico quantomeno di preadolescenti, che invece cercano di acchiappare come target - riuscendoci benissimo! - bambine della scuola elementare.
Basta guardare gli zainetti e l'abbigliamento.
Ora, lungi da me fare la bacchettona, ma non stiamo un po' precocizzando il tutto? Perché oggi non mi disturba se i pastelli della Porpi sono brandizzati Hello Kitty anzi, sono pure carini. Ma domani, se a 7 anni dovesse fare i capricci per un astuccio dove un'adolescente popstar ammicca in stivali e minigonna, come mi comporterei?
Il consumo sta contribuendo a cambiare la morale o la sta soltanto seguendo e amplificando?

Questo era il mio immaginario tipo a circa 8 anni (notare, include la temibile Barbie, allora noto modello di perdizione che attualmente è quasi 'na brava ragazza):

Questo lo stesso immaginario di una bambina di 8 anni oggi:

Ora, non voglio demonizzare nessuno dei modelli qui sopra, so' tanto carucci, ballano, cantano e non si danno nemmeno un bacio con la lingua. Però mi fa strano che una bimba delle elementari prenda come modello di comportamento una di 15.. a voi no?
Come al solito, visto che devo ancora fare pace col cervello, rivendico il diritto di rivedere le mie opinioni quando, tra 4 anni, sarò plagiata dai modelli correnti e canterò canzoni della Hannah Montana di turno.

Nel frattempo mi limito a sperare di no, ad augurarmi che ci sia un'inversione di tendenza altrimenti la Asl regalerà la pillola insieme al diploma di scuola elementare, e che io sia abbastanza saggia da continuare percorsi alternativi che includano giochi fai-da-te, aria aperta, abbigliamento di tutti i colori, negozi avveduti come Imaginarium, dove puoi ancora trovare un kit di pronto soccorso e non di pronto trucco con cui far giocare tua figlia.
Insomma: il mainstream non aiuta, è un dato di fatto.
E' che avrà così tanto tempo per minigonne, lipgloss, pentoline e sculettamenti, che non vedo il motivo per iniziare a 6 anni.

Ops, ora che ci penso: giocare al dottore forse non è tanto una buona idea.... ;)))

questo post partecipa - lateralmente - al blogstorming su GenitoriCrescono

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83 commenti:

bebe ha detto...

d'accordissimo con te... i modelli proposti dai media stanno precocizzando la crescita... l'altro giorno ho visto la pubblicità delle scarpine Lelly Kelly COL TACCO, e mi sono venuti i brividi!!

MademoiselleBovary ha detto...

Ho una cuginetta di 6 anni che esige: costume 2 pezzi, borsetta, collant leopardati, magliette con paillettes.

Qui la colpa è dei genitori, ovviamnete, che per mancanza di gusto personale assecondano capricci o pensano che sia "tanto carina" la seienne che vuole i trucchi e si veste da battona (o da winx, ma tanto il concetto è quello)

Il problema che poni tu, però, mi fa spostare il dibattito a un punto più alto: perché ESISTONO collant leopardati e magliette di paillettes taglia 5-6 anni?

a me il modello principessina non è mai piaciuto, con le Barbie ho avuto pochi, sporadici contatti. Ma ora mi sembrano il male minore...meglio la "principessa disney" che sogna castello eprincipe azzurro della lap-dancer con i denti da latte.

Paola ha detto...

Assolutamente d'accordo. E lo dico da complice (più o meno involontaria) di una parte almeno di questo mainstream. A volte penso di stare cooperando attivamente alla mia prossima rovina (poi guardo mia figlia che stacca regolarmente la testa alle Barbie, e penso che la rovina può attendere).

P

Cla ha detto...

la neuro? invidia pura per Creamy e per Yu sul mobile della sala!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Per il resto hai ragionissima...l'anno scorso il mio ex voleva prendere a sua figlia di 7 anni nel negozio Disney per Natale un kit coroncina-bacchetta magica-scarpetta luccicante col tacco....eh??? scarpetta col tacco a 7 anni? ma giochiamo alla principessa o alla piccola baldra***????

Wonderland ha detto...

Bovary, io sul perché esistono punterei più sul: perché sono targettizzati su bambine così piccole... forse hanno esaurito lo spunto creativo per la fascia d'età più bassa? O forse la società va a roooootoliiiiiii..... >.<

MademoiselleBovary ha detto...

Wonder, io a questi misteri del marketing non so che dire...ma stiamo assistendo a una "baldracchizzaizone precoce", e questo è innegbile.
Tanta colpa, però, ce l'hanno le mamme (e i papà) che asseconfano e spesso incoraggiano.

Costume a due pezzi a 5 anni? siamo pazzi? e scarpe "con il tacco"...sta a noi dare ai bambini i modelli giusti, costruire uno scudo contro le cose sbagliate.

Ma io più ci penso più mi convinco che farò una selezione genetica per avere solo figli maschi..sigh

LGO ha detto...

Il diploma di scuola elementare non esiste più.
Alle medie però la pillola sarebbe senz'altro un gadged assai utile da diffondere.

Carolina ha detto...

Con questa storia de "la Asl regalerà la pillola insieme al diploma di scuola elementare" mi hai fatto morire dalle risate... :D

Ma torniamo un attimino seri. Come si suol dire "mi caschi a fagiolo". Sto lavorando ad un articolo su un fatto della scorsa settimana successo qui, in Inghilterra. È stata ricoverata all'ospedale una bambina di 9 anni con gravi problemi di anoressia. In realtà questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha dato via ad una guerra ai modelli che vengono proposti in televisione e al fatto che non sono più solo le adolescenti a cercare di imitarli, ma persino le bambine (7-9 anni!). Io non sono una bacchettona di natura, ma una cosa così la dice lunga sulla società... È anche vero che qua mi pare che tutto venga vissuto molto prima rispetto a quello che succede in Italia... Dovresti vedere le minigonne delle uniformi delle ragazzine che frequentano le medie!

Però, Wonder, guarda bene la tua Creamy sullo scaffale della libreria. Indossa una miniminiminigonna, delle sexyssime parigine ed ha le movenze di una che ci sa fare sul serio. Non è provocante almeno quanto l'odierna Hannah Montana?

Silvia gc ha detto...

macchè lateralmente, sei dentro a pieno titolo!

valepi ha detto...

condivido in tutto e mi spaventa totalmente non avere soluzioni o modell alternativi... mi spiego, vorrei tante cose per mia figlia quando sarà grande, tra le altre vorrei non doverle comprare un cellulare prima dei 13 anni, non essere costretta a comprare questo o quello zainetto solo perchè ce l'hanno le amichette e non doverle comprare le orribili lelly kelly con il tacchetto o gli stivaletti con il tacco clicclac... quello che mi chiedo però è come farò a renderla libera, o meglio obiettiva, di fronte al modello dei pari... gli amichetti e le amichette... come farle capire che se per noi non è valido l'esempio di quella che lei considera la più in della classe ci sarà forse un motivo? non lo so... la forza del gruppo è sempre molto più forte di quella dei genitori, eppure ci siamo passate tutte e tutte siamo cresciute chi più chi meno influenzate e influenzabili... non ho idea di come abbiano fatto i miei genitori, ma credo che per osmosi un certo tipo di valori siano riusciti a trasferirmeli... intanto, mi sento un po' bacchettona, ma veramente non riesco a sopportare che uno dei modelli più invidiati dello scorso inverno (o primavera?)andasse in giro, supportata da un motivetto orecchiabile, cantando
Before I leave, brush my teeth with a bottle o Jack...
... pulling up to the parties trying to get a little bit tipsy...
... Ain't got a care in world, but got plenty of beer
Prima di partire mi lavo i denti con una bottiglia di Jack...
... andando a tutti le feste, cercando di diventare un po' brille...
... non una preoccupazione al mondo, ma un sacco di birra...

ecc ecc

lei era Kesha, la canzone Tick Tock... e io sarò diventata troppo bacchettona?

p.s. intanto per quest'anno sono riuscita ad acquistare lo zainetto per il nido in un outlet: ottima marca, ottima fattura, nessun idolo sopra, pagato una fesseria...

mae ha detto...

Partiamo da .. la società va sicuramente a rotoli!
Mia figlia rientra perfettamente nella categoria "principesse", avrò sicuramente contribuito, di mio sono in rosa, amo i colori, ma non mi è mai piaciuto vestire mia figlia di giallo ed arancione e lei da quando aveva un anno e mezzo ha iniziato a dire la sua.
Non ci vedo nulla di male in hello kitty .. ne winx, però sono d'accordissimo con te .. si corre troppo e se alle elementari dovremmo entrare ne "fantastico" mondo di patty mi prende un colpo!!
Quando ho visto la pubblicità degli stivaletti delle Lelly Kelly .. non ci potevo credere ... avrei urlato "qualcuno li fermi!!".
Ci vuole un'alternativa, bisogna seguire sempre di più i nostri figli .. e non sarà facile!

Ah .... favolosa la tua Creamy!! :D
ciao
Maè

Wonderland ha detto...

Carolina: accidenti, non lo sapevo! Cmq per quanto riguarda le Creamy, Barbie & co: erano SEXY! sono sexy! minigonnate! ma la cosa in qualche modo finiva lì. in primis perché erano "finte", non modelli reali, e poi perché dietro non c'era una strategia di marketing che te le continuava a propinare come stile di vita sugli zainetti di scuola, sulle mutandine, sulle scarpe... non so, a me oggi sembra tutto molto meno innocente.

fra.petwy ha detto...

concordo..secondo me sono assurde pure le scarpe da bambina col tacco..io fino almeno al liceo non sapevo nemmeno da che parte fossi girata (non è che ora l'ho capito tanto di più cmq..).
mi sembra che le bambine siano "istigate" ad essere grandi sempre prima, mentre i bambini possono tranquillamente continuare a gicare con carte e mostriciattoli vari..

valepi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
con il ♥ e le mani ha detto...

d'accordissimo, su tutta la linea. sul perchè e il percome esistano certe cose destinate alle più piccole non ho spiegazioni, a parte questa: se i genitori non le comprassero certe cose "di moda" avrebbero vita breve...
il mondo va a rotoli? sì, di sicuro. ma io il mio piccolo pezzettino di questo mondo me lo voglio coltivare con cura! gli altri, sono liberi di fare come credono. e non si tratta solo di proibire o demonizzare, ma di spiegare e far riflettere. penso che noi genitori con il nostro esempio e i nostri valori possiamo lasciare un segno ben più profondo di quello delle mode nelle menti dei nostri cuccioli. sono un'inguaribile ottimista?

mae ha detto...

Ah ... scusate .. aggiungo che mia figlia a 3 anni era in spiaggia con un costume a due pezzi, gliel'ha regalato la nonna e negarglielo mi sembrava davvero esagerato. Anch'io da piccola avevo una foto con il costume a due pezzi ... e non sono mai diventata una baldr...!
Vietare le cose non serve a nulla, mia figlia gioca con i trucchi .. con le mie scarpe con il tacco, è difficile spiegarle che sono cose da grandi, ma ci provo.

Wonderland ha detto...

E' vero, anche io sono convinta che l'educazione faccia molto, per questo vorrei tanto rendermi conto se "eccedo" da un lato o dall'altro. Spero che i valori non inizino a vacillare perché "il mucchio", così importante a 8 come a 12 anni, dice il contrario. Certo sarebbe bello essere anche supportate da esempi diversi, ma secondo me a cercar bene ci sono anche, soprattutto all'estero.

Morgaine le Fée ha detto...

"perché sono targettizzati su bambine così piccole..."

Ci ho pensato. La mia personalissima opinione é che cosí creano una generazione addestrata a spendere enormi somme da adulte per sentirsi adeguate socialmente.
Addestrano ad usare: trucchi, vestiti costoni, scarpe, accessori, borsette, eccetera. Eventualmente anche a consumare prodotti e servizi per avere un corpo perfetto.
Le addestrano a pensare che una vera donna non puó assolutamente vivere se non si presenta in questo modo, e verrá penalizzata sul lavoro, nella vita sociale, nella vita sentimentale.
Pensavo a questa cosa giá quando ero all'universitá, non avevo letteralmente una lira, e i miei si lamentavano che andavo in giro in condizioni esteticamente pietose. E riflettevo: per vestirsi decentemente, farsi trattamenti estetici, mettere a posto i capelli, comprare trucchi e accessori, servono soldi. Che io non avevo, nemmeno per cose budget!
E poi, serve tempo: per andare in giro a scegliere, provare, farsi le cerette, acconciarsi i capelli.
Tempo che una donna deve usare a scapito di attivitá magari intellettualmente piú produttive!
Che poi, una persona che si dedica ad attivitá pensanti forse comincia addirittura a interrogarsi se questo consumismo dilagante veramente ne vale la pena...
Ecco, secondo me qua c'é dietro il dio denaro, tutto qui.
E poi, pensando ad un altro punto: se i vestiti per bimbi fossero abbastanza unisex, una volta che arriva un fratellino o sorellina di sesso diverso (com'é statisticamente piú probabile), li potresti comunque riciclare. Se i vestitini/giochi, ecc sono pesantemente sessualizzati, allora ti tocca ricomprare tutto doppio. Mica puoi dare al maschietto la bamblina tutta rosa coi brillantini? o mettergli quel body a pizzetti e volant? Un'altra furbata del marketing, insomma!

Diana (Apple pie, love for details) ha detto...

La mia Polpetta ha due anni e mezzo e nonostante io tenti, come te, di trovare alternative varie alle varie kitty e simili mi ritrovo a dover cedere al meno-peggio!
Concordo con te, riga su riga e come te mi pongo le tue stesse domande...
Leggo ansiosa le risposte di questo post.
(grazie per la tua visita sul mio blog ieri, è stato bellissimo partecipare!)

country life ha detto...

hai già inquadrato bene la situazione a cui andrai in contro. sono arci-convinta che la differenza la facciamo noi mamme... proponendo "validi percorsi alternativi". ho cercato di crescere le mie pargole con un forte senso critico e non a seguire la massa tanto per...
spero di aver "lavorato bene"!!!
baci...

Emporio74 ha detto...

Non ci posso credere, anche io ho Creamy & Yu sulla libreria della sala (la mia Creamy ha il vestito giallo pero')!!!
L'unico "problema" e' che avendo un maschietto chi le vede mi chiede: "ma di chi sono?".
Mie! E ci gioco tutte le sere ;D

Mina ha detto...

Disamina dal tono leggero ma davvero molto acuta...! Questi messaggi del marketing così poco adatti ad un pubblico di bambine/i lasciano davvero perplessi. Forse noi genitori oggi abbiamo meno tempo di controllare i loro pomeriggi (e questo non sfugge all'occhio attento della pubblicità), o forse tendiamo ad accontentarli di più, presi un po' dai sensi di colpa (e non sfugge nemmeno questo...). Io ho due maschietti, e per quanto il problema sia un po' meno evidente, sono anche loro continuamente attratti da cartoni (e gadget correlati) davvero poco adatti a bimbi così piccoli. Con mio figlio maggiore, temporeggio dicendo che nella nostra zona i Gormiti non vengono trasmessi per problemi di satellite, e lui si dimostra molto interessato a questi disservizi di messa in onda. Ma non so per quanto tempo la scusa riuscirà a reggere...

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder ti seguo dall'inizio della mia gravidanza che è stata più o meno all'inizio della tua dato che le nostre piccole si portano un mese, ma non ho mai commentato e a dir la verità non so neanche bene il perchè. Però stavolta ho l'ispirazione!! Sono una mamma giovane anche un pò più giovane di te a dir la verità ed anch'io sono perplessa su questi argomenti. Per adesso sto cercando di evitare pooh e la sua gang (da sempre odiata da parte mia) hello kitty e simili ma è tutto inutile! Lei va all'asilo da Gennaio ora ha due anni e l'altro giorno passiamo davanti un cartellone pubblicitario in cui è raffigurata la gatta fashion e mi dice "maaaammaaaa chetto è ello titti" mi sono cadute le braccia IO che al massimo tollero i barbapapà perchè li trovo educativi e simpatici... i regali sono tutti made in "città del sole" (essendo romana credo tu lo conosca come negozio tutto legno e giochi a mio parere mooolto stimolanti per ogni età) oppure immaginarium o anche "l'albero diventò" (altro negozio romano piccolino ma con tanti giochi di legno e non)insomma ho perso e forse prima o poi mi dovrò arrendere in fondo anch'io amavo quello che amavano le altre tra cui la tua barbie citata e pure come dici tu a parte qualche grandissimo difetto non sono diventata così male...spero! Però non cederò mai alla tv come babysitter, alle mini gonne a 7 anni, alla visione di film tipo cinepanettoni (dove purtroppo lavorando al cinema mentre ero all'università ho visto che bambini anche di 8-9 anni andavano a vederlo con i genitori)...però ovviamente dovrò cedere prima o poi a qualcosa alla moda tipo pooh (orrore!!). Continua a farla stare all'aperto, a vestirla colorata e a prendere giochi selezionati!!! Infine credo molto nell'educazione dei genitori ok avevo la barbie super sexy ma se chiedevo a mia mamma di vestirmi come mi capita di veder vestite alcune bambine con il ciufolo che me lo avrebbe permesso!!!
non ho scritto per più di due anni ma mi sono rifatta credo!!!
baci
F.

PS= per lo zainetto ce ne sono molto carini e personalizzabili con il nome alla città del sole il negozio di cui sopra. Scusa ma non ricordo il costo.

Wonderland ha detto...

Morgaine è una riflessione molto interessante e la penso come te... stanno crescendo una generazione dipendente da una serie di "must" superficiali, molti acquistabili. Come cantava Madonna: "cause we're living in a material world..." e qui ci siamo sguazzando, direi.

F. conosco i negozi che citi e li trovo molto carini, anche se Imaginarium lo preferisco boh, mi sembra più accurato. Senza contare alcune cose di IKEA!!! :)

Diana grazie a te e benvenuta.

countrylife ecco perché mi pongo il problema da ora!

Mina ogni tanto anche io uso escamotage del genere... tipo "la tv adesso dorme!" LOL

Waiting ha detto...

Scusate il commento forse un po' scemo...una bambina di 2 anni non conosce le marche!! Quando siamo insieme io e giada (20 mesi) non la porto in un negozio di giocattoli e non le compro palloncini...e anche se entriamo in un negozio di giocattoli non compro niente per lei. Ho avuto un'educazione rigidissima "se chiedi non hai"...Tornando al discorso credo che siamo noi mamme (non mi escludo a priori) a "brandizzare le nostre figlie".
Es. per la scuola Giada ha uno zainetto con la Sua foto sopra (me l'hanno regalato) l'anno scorso aveva una zainetto di stoffa con olivia di braccio di ferro...come vedete niente Hello Kitty, niente winnie the pooh o principesse e la ricera non è stata neanche tanto difficile

Wonderland ha detto...

Waiting, il tuo commento non è per niente scemo, infatti credo che tutte qui stiamo molto attente a non "brandizzare" le nostre figlie. QUesto però non ci salva dall'osservare il mercato mainstream e notare come le alternative te le devi davvero andare a cercare, e che entrare in un negozio di giocattoli o accendere la tv, o semplicemente acquistare dei pennarelli o un'astuccio, spesso ti porta a "scontrarti" con modelli di riferimento diffusi in modo massiccio.

Anonimo ha detto...

mamma di femmina presente! guardo con orrore quelle pubblicità per scarpe per bimbe delle elemntari con il tacco. E il problema è che mia figlia di 3 anni già le vuole. Per me può aspettare almeno i 15 anni prima di avere delle scarpe con tacco 1 cm....
però è anche assai difficile sottrarsi a queste cose da piccola velina.
Sto cercando tute non rosa confetto e mica è tanto semplice. Al momento mi hanno accontentato solo pochi negozi...il resto pink su sfondo pink su fodera pink....
prima lo amavo il rosa, adesso lo odio!

romì ha detto...

Bhè, wonder, in effetti anche i "nostri" modelli femminili erano zoccoleggianti tuttosommato e noi manco ce ne rendevamo conto. Io non mi sono persa una puntata di "saranno famosi" (tutte le puntate, tutte le serie riviste almeno due volte). A me piaceva Heather Parisi e a 6 anni volevo fare la ballerina e la cantante.
Questi telefilm che citi, che sono rivolti ad un pubblico di adolescenti (ma non lo era anche Saranno famosi?) io non li ho mai visti. Ma mi pare di capire che sempre di ballare e cantare si tratta.
Io non mi preoccuperei più di tanto. E noialtre donne del web, siamo una generazione fortunata, dal momento che, se il marketing impone una scelta obbligata, noi con un click ce ne andiamo a comprare altrove zainetti coi fiori e con gli arcobaleni, se questi ci sembrano più adatti ad una bimba in età da asilo.

Comunque, alla fine io sono mamma di maschi. Quindi mi tocca fare i conti con tutta un altra fetta di mercato (supereroi dai nomi impronunciabili) dalla quale finora sono riuscita a stare alla larga. Ma mo' mi tocca prendere ripetizioni che questi tornano a casa dalla scuola materna e mi parlano di oscuri personaggi. Tutto sommato per me sarebbe stato più facile gestire Hello Kitty! Per dire. Baci.

Anonimo ha detto...

...wonder, in questo post ti sei veramente superata. lo trovo meraviglioso. brava!!! e sto facendo fatica a commentare brevemente.
...quando(?) avrò dei figli, spero di riuscire ad insegnargli che non esiste solo "voglio quello, perchè ce l'hanno tutti", ma esiste sopratutto "scelgo quello, perchè piace a me e perchè non ce l'ha nessuno". vorrei insegnarli a decidere con la propria testa. non a seguire per forza, le masse brandizzate. perchè essere unici è la vera normalità. speriamo di riuscirci, come mia madre ha fatto con me...più che altro per non sentire più la solita frase:- eeeh, ma saiii, i bambini di oggi non sono come quando eravamo piccoli noi. ora sono così esigenti!-
ma infatti, mi vien da dire, che bambini esigenti fa rima con genitori defic...diversamente intelligenti!
:D

sabilar
un eterna e fiera peter pan, a 34anni, childfree...

Anonimo ha detto...

da insegnante elementare Hello Kitty, Winks ecc vedo che vanno sicuramente per la maggiore.. io non credo che le mamme di bimbe possano a lungo sottrarsi dall'acquisto di questi oggetti, che vanno dalle bambole agli zaini ecc ecc.. come del resto le mamme dei bambini avranno sempre a che fare con le mode da maschietto tipo gli orridi gormiti o peggio. Io penso che sia fondamentale fornire alternative non tanto sul piano dei giochi da comprare (perché prima o poi ci si casca per forza), quanto sullo stile di vita che non deve essere condizionato dalla televisione per quanto possibile.. far fare uno sport, portare i bimbi per esempio alle attività organizzate dai comuni (tanti fanno laboratori creativi).. se si ha la fortuna di vivere in campagna far conoscere gli aspetti della natura ai bambini, avere un cane ecc.. secondo me è così che ci si difende dalla baldracchizzazione.. Elena

Anonimo ha detto...

Morgaine ha centrato perfettamente il punto, si vuole convincere le donne ad essere sempre più simili ad un determinato modello che DEVE essere sensuale, ammiccante, giovane e bello. E ci stanno riuscendo già con le generazioni precedenti, basta andare a vedere il fatturato dell'industria cosmetica, quante ragazze e donne sprecano soldi in creme inutili perché le hanno convinte che con le loro imperfezioni non verranno accettate? Quante si sentono insicure a causa del loro aspetto?
Le bambine sono estremamente a rischio, i disturbi alimentari colpiscono già alle elementari, se non altro nella vita reale hanno la possibilità di avere modelli diversi di donna, ma considerando che spesso già le madri sono le prime a considerare l'aspetto una delle cose più importanti...
Wonder se non l'hai letto procurati "ancora dalla parte delle bambine"!

anna

Beta ha detto...

Quoto in pieno... e pensa a chi come me, deve lottare ogni giorno con una ott'enne che ha per sorella una tredicenne abbondante.... la piccola sa a memoria tutte le canzoni di Finley e Sonhora di turno... dov'è finito lo zecchino? Impossibile... il fascino della "maturità"! ;-D
(ps: e per fortuna la grande abborisce (?) Hanna Montana e Patty... sennò, aiuto!!!!)

Carolina ha detto...

Hai ragione!
C'è una bella differenza tra i modelli in carne ed ossa e quelli "finti". In effetti è vero e non ci avevo pensato...

Sarah ha detto...

Ciao Wonder, secondo me la giusta strada sta nel mezzo, anche se è una banalità da dire...Io non me la sento di essere integralista in nessun senso, nel mio immaginario (ha 4 mesi quindi un po' presto ancora) avrà Kitty e i Lego, Pooh (spero di no...io Pooh lo trovo irritante!) e le insegnerò a fare le formine con la pasta di sale. Ci proverò, le ho decorato la cameretta con le mie mani con fiori anni 70 molto colorati sulle pareti (se la si osserva leggermente sbronzi per altro fa il suo effetto psichedelico! :-D ), cercherò di farla appassionare a cose che non siano puramente un brand televisivo, ma non so dire a priori con quanta forza dovrò scontrarmi con tutto ciò...Ma ci sono punti fermi: gli stivali col tacco a 5 anni, adolescenti ammiccanti e vagamente zoccole come modello a 8 no, dai, per poi passarmi in un nanosecondo ai Tokiohotel, ai provini per Maria de Filippi?

Sarah (32 anni, adorante Creamy e anche quelle superbonazze di occhi di gatto e quella vagamente ninfomane di Georgie!)

PS: Io sono anche perplessa in merito a giocattoli del tipo il minifolletto, la minilavatrice, il mini mocio vileda, perché cacchio deve FARE I MESTIERI come gioco? Se vuole li potrà fare veramente con me! :-)

Anonimo ha detto...

d'accordissimo!
e infatti sono contenta di vivere in Svizzera. qui non si va molto dietro a tutte stè mode.ci sono ancora molti articoli per bimbe e davvero da bimbe, con tante alternative ad hello Kitty. vogliamo parlare dei giochi di plastica?!?!?
non so, io qui mi ci trovo bene, e mi conformo a questa controtendenza di giochi di legno e immagini di funghetti e nuvolette...
quando per strada vedi uno con un triciclo tutto plastificato, che il bimbo neanche riesce a guidare, super accessoriato, e se magari è una bimba, c'ha pure la obrsetta... allora puoi star sicuro che sono italiani...
mamma di due, quasi tre!

Mamma in pentola ha detto...

Ciao, passavo di qua! Sono blogger dilettante da pochi giorni e mi sono iscritta al tuo blog perchè penso che ripasserò molto spesso...è troppo bello...e poi tra neomamme "schizzate" magari ci capiamo meglio!
Complimenti ancora!

Daniela ha detto...

Che dire, hai ragione!!!

Mia figlia, 5 anni, ha visto il cartone delle winx due volte. Beh, sapeva già tutto almeno 6 mesi prima di vederlo! All'asilo aveva scoperto nomi, sembianze, magie, capacità...

E vabbé, benvenga, anche se queste care ragazze, così magre, così tirate, così perfettine, lucide anche dopo una lotta tra erba e terra, con fisici da urlo, tanto begli esempi non mi sembrano... E ho anche visto il giornalino, in edicola, abbiamo iniziato col winnie pooh, per passare ai teletubbies, e poi ha visto le winx...

Ok, se le vuoi tesoro... Santo cielo, pieno di pagine sulla moda, vediamo se sei trendy, stivali, mini che non ti coprono né l'ombelico né il sedere, top, guanti fino alle spalle, calze a rete, scegli come vestirti per una serata fuori... Ohhh, ma fuori sei tu! Ok, mi dico, forse non è studiato per la sua età. Ma se le winx le guardano alla sua età, insomma, se tanto mi dà tanto...

Qui corriamo troppo, ma non più per creare delle cenerentole tutto casa e bambini (modello che comunque non mi piace nemmeno un po') ma per tirare su delle strafighe (scusate la finezza) con occhi solo per la moda (ma qualcuno si chiede come le pagheranno tutte quelle cose da star?) e l'aspetto.

Mah, per fortuna per ora la mia si è riconvertita a manny tuttofare, esploriamo il corpo umano, e ora sta dando un occhio a un ben poco femminile ben ten. Finché dura me la godo!

Anonimo ha detto...

Quando andavo a scuola era riesplosa la moda hello kitty, e nessuna delle mie amichette aveva gadget rosa: c'era quella con il portamonete nero di batzmaru, quella con il paperotto blu, quella con la ranocchia verde... insomma "Kitty" la si snobbava per i suoi amichetti colorati. Si trovano ancora in giro?
Perché le bimbe dovrebbero volere solo l'inespressiva Kitty e il rosa?
Sembra che l'immaginario femminile diventi sempre meno libero e se ci si abitua fin da piccole a non avere scelta, da grandi non alzare la testa sarà automatico (non che noi la alziamo moltissimo, ma almeno ci rendiamo conto che qualcosa non va...)

Layla

P.S. sei grande Wonder, non è da tutti cambiare idea con tanta onestà

Mary ha detto...

Fortunatamente ho due maschi! Comunque è vero, proprio ieri al campetto vicino casa ho notato una bambina di 9 anni con le unghie lunghe e lo smalto verde (che non era certo rubato alla mamma!)davvero orrido!!!Buona fortuna !!! ;-)

CloseTheDoor ha detto...

Complimenti Wonder, sono colpita da come hai rivisto la tua opinione.

Io ho sintetizzato la questione "pink" in questo modo: passato il momento della nascita in cui c'è ROSA per le femmine e AZZURRO per i maschi, viene un momento in cui l'azzurro sparisce mentre rimane il rosa.
Cioè i vestiti di un colore soltanto sono abbinati solo alle femmine. Ci hai fatto caso? In quanto madre di figlia femmina di 10 mesi, se ricevo un regalo - vestito giocattolo libro - al 99% è di colore rosa. Mentre la mia amica, mamma di un maschietto, riceve vestiti giochi libri : blu, azzurro, verde, nero, grigio giallo, marrone e perché no anche rosso e arancione. Ora io mia figlia la vesto rosso arancione grigio blu verde e mi si domanda "Ma non la vesti di rosaaa?" Tradotto: i COLORI sono maschili. Il ROSA è per le femmine.

Seconda cosa. Quando ero piccola io il dolceforno era bianco con alcuni punti verde e marrone. Oggi prova a cercare un giocattolo tipo dolceforno, passeggino o aspirapolvere, insomma qualche cosa che ricordi la casa e prova a guardare se trovi qualcosa di colore diverso dal rosa.

Solo una strana coincidenza?

Sui 'role models' delle donne ci sarebbe un fiume di parole da scrivere ma mi trattengo. Del resto, basta guardare la nostra tv, da "Drive In" in poi è stato un trionfo di tanga e reggipetti, e poco cervello.

Mamma Cattiva ha detto...

Non lo so wonder, non lo so se le barbie, la danza, i nostri modelli non abbiano fatto danni. A me sicuramente perché se no non mi sarei sposata per andarmene di casa e scoprire solo dopo che potevo farcela da sola. Che poi si riconquisti la lucidità per opporsi è un altro discorso ma ad aver avuto anche altri stimoli, altri obiettivi da raggiungere magari ci ritroveremmo ad essere più soddisfatte di noi stesse e meno turbate dall'onda che ci sta travolgendo.

Wonderland ha detto...

Grazie dei vostri commenti. Come potete notare se leggete il vecchio post non ho realmente CAMBIATO opinione, piuttosto l'ho rivista alla luce di questo episodio degli zainetti che mi ha fatto toccare con mano il problema.
Rimango dell'idea che il PINK deve esserci! Dico SI alle principesse e alle fatine, ma sono contraria al loro monopolio totale su qualsiasi gioco. Al rosa ovunque e comunque.
Però ci deve essere, quello sì.
Soprattutto forse la cosa che mi preoccupa di più è questa cosa del percorso merceologico e di role models quasi naturale, che detta legge, e se a 2 anni è Hello Kitty a 5 le Wynx e a 8 Hannah Montana. La precocizzazione la trovo allucinante e spero di preservare la Porpi non solo grazie all'educazione ma anche grazie alle alternative possibili.
Purtroppo non tutto viene dalla tv/non basta spegnere la tv, ma aiuta, e comunque cerco di offrirle stimoli sempre diversi, che sia l'aria aperta e giochi semplici o roba creativa. Sporca, divertente, scema e creativa :)

Wonderland ha detto...

@MC non so risponderti, forse hai ragione tu... però noto che erano modelli che non avevano tutto questo seguito nella realtà quanto oggi. Oggi sembra quasi un percorso predefinito, tu non trovi? Ciò non toglie che ovviamente il problema esiste ed esisteva anche quando eravamo piccole noi, però davvero dobbiamo incolpare le favole se abbiamo voluto cercare un principe azzurro? Io sono stata fragile per certi versi e basta, a prescindere da tanti modelli...

Mamma Cattiva ha detto...

Certo! Trovo, trovo che stiamo amplificando quei modelli. Fa comodo! Ci semplifica la scelta.. ma tu lo sai che il gioco deve invece essere difficile. Se facciamo capire ai nostri bambini che la vita non è semplificabile ma affascinante proprio perché complessa, non si scoraggeranno alla prima difficoltà.
Le nostre figlie non si troveranno ad avere dei figli credendo che sia tutto rosa. E i nostri figli avranno come possibilità di scelta quella di avere anche ruoli diversi da quelli prefissati, senza credere che sia un'eccezione.
Mi piace quando scrivi che bisogna aggiungere colori e non togliere il rosa.

Anonimo ha detto...

Sai Wonder, non credo che le Barbie fossero cosi innocenti, nè tantomeno i cartoni giapponesi, che come tradizione nipponica vuole, erano costantemnete imperniati sul sesso e su una determinata immagine del femminile.Se vogliamo il rosa in tutte le sue declinazioni come cifra di una femminilità al tempo stesso urlata e tradizionale è nato con Barbie (o meglio con la Barbie degli anni 80!). e forse noi tendiamo a dimenticarlo ma anche all'epoca c'rano abiti di barbie, accessori per la scuola di barbie, profumi di barbie(disgustosi intrugli dolciastri), e persino i mobili della stanzetta.
Eppure siamo tutte qui a parlare di come ci spertichiamo per insegnare alle nostre figlie "a non seguire la massa", a essere critiche e autonome. il che è sacrosanto e leggittimo per carità, ma ci siamo mai guardate allo specchio veramente?

La generazione di noi giovani donne nate tra i 70 e gli 80 è stata la prima ad essere un target commerciale a lungo termine. le prime a spendere in massa ingenti somme di denaro nell'industria dell'apparenza, le prime a scrivere e a leggere libri come confessions of a shopaholic, le prime ad andare in visibilio per telefilm come S&TC, le prime a sdoganare il cinema porno facendo sesso davanti alle telecamere del Grande fratello. E anche le prime a dare per scontato che le conquiste delle nostre madri fossero un dato di fatto acquisito, quasi fossero un dogma scolpito nella pietra dalla notte dei tempi.

sia chiaro, non sono nè una bacchettona nè una veterocomunista. credo semplicemnete che oggi stiamo osservando solo l'evoluzione di un processo nato 30 anni fa, un processo di cui siamo tuttora vittime e complici allo stesso tempo.

sono convinta che non riusciremo mai a sottarre le nostre figlie dai mainstream che ci sono e che verranno. Ma possiamo insegnare loro il senso critico, cosicchè un giorno potranno discernere e operare scelte per sè stesse in tutta libertà.

Castagna ha detto...

@Wonder. Hai ragione tu. Il segreto sta nella varietà, nel non limitare gli orizzonti. Io adoravo Hello Kitty e gli altri pupazzini giapponesi allora rari come il plutonio, avevo le Barbie, le casette dei Pimpirosa, ma giocavo anche coi Lego, coi Trasferelli, con l'Allegro Chirurgo (che è un modo diverso da quello comunemente inteso di giocare al dottore, decisamente meno legato alla sessualità e più al sadismo alla Mengele), facevo l'erbario con mia mamma, imparavo a fare i biscotti giocando in cucina con mia zia, correvo come una pazza in BMX con i maschi, insomma tutte cose che avrebbero potuto essere spese bene anche su un eventuale fratellino che io non ho avuto.

@LGO e tutte le mamme qui presenti. State attente, LGO ha ragione, presto toccherà dare la pillola alle medie, insieme alle merendine della ricreazione, e alle medie è decisamente tardi per riacchiappare una figlia che sculetta. Le mie alunne, quando sono azzoccolate, sono azzoccolate tanto, ma tanto da far venire i brividi a un adulto neanche eccessivamente timido. Ora, io forse vivevo nel mondo dei Minipony, ma il concetto di pompino a dodici anni non era compreso nemmeno nel mio vocabolario, figuriamoci nel mio bagaglio di esperienze. La sessualità maschile preadolescenziale è decisamente più facile da gestire: per loro l'equazione visione anche parziale di tette = uragano ormonale, e rispettive estensioni della curiosità al resto dell'anatomia femminile, non è molto cambiata rispetto ai miei compagni delle medie.

Secondo il mio modesto parere, e ricordo a chi non lo sapesse che non ho figli ma passo la settimana in mezzo ai dodicenni, andare per negozi con un figlio cercando di non cedere a certe mode può essere arduo ma anche divertente, come dire, può diventare una ricerca di mediazione e un modo allegro di insegnare a pensare ai soldi che si spendono e a muoversi nel mercato in cui siamo comunque immersi. Quello che fa realmente il danno è non sapere cosa guardano in televisione e su Internet i propri figli. Ho avuto purtroppo modo di constatare che il pomeriggio è un susseguirsi continuo di trasmissioni di un trash aberrante, tra De Filippi, D'Urso e certe cosucce veramente vomitevoli che danno su MTV. Voi non avete idea del macello che si verifica nella testa di un dodicenne di fronte a certi discorsi e modelli da cui siamo bombardati in televisione, io un po' sì, perchè poi a scuola aprono la bocca e parlano, a volte più che a casa. Io comprerei le Barbie e butterei il telecomando nel cesso. E Internet solo con presenza FISICA del genitore immediatamente a fianco, finchè non si è ben sicuri che i bambini sono grandi.

Castagna ha detto...

@Wonder. Hai ragione tu. Il segreto sta nella varietà, nel non limitare gli orizzonti. Io adoravo Hello Kitty e gli altri pupazzini giapponesi allora rari come il plutonio, avevo le Barbie, le casette dei Pimpirosa, ma giocavo anche coi Lego, coi Trasferelli, con l'Allegro Chirurgo (che è un modo diverso da quello comunemente inteso di giocare al dottore, decisamente meno legato alla sessualità e più al sadismo alla Mengele), facevo l'erbario con mia mamma, imparavo a fare i biscotti giocando in cucina con mia zia, correvo come una pazza in BMX con i maschi, insomma tutte cose che avrebbero potuto essere spese bene anche su un eventuale fratellino che io non ho avuto.

@LGO e tutte le mamme qui presenti. State attente, LGO ha ragione, presto toccherà dare la pillola alle medie, insieme alle merendine della ricreazione, e alle medie è decisamente tardi per riacchiappare una figlia che sculetta. Le mie alunne, quando sono azzoccolate, sono azzoccolate tanto, ma tanto da far venire i brividi a un adulto neanche eccessivamente timido. Ora, io forse vivevo nel mondo dei Minipony, ma il concetto di pompino a dodici anni non era compreso nemmeno nel mio vocabolario, figuriamoci nel mio bagaglio di esperienze. La sessualità maschile preadolescenziale è decisamente più facile da gestire: per loro l'equazione visione anche parziale di tette = uragano ormonale, e rispettive estensioni della curiosità al resto dell'anatomia femminile, non è molto cambiata rispetto ai miei compagni delle medie.

Secondo il mio modesto parere, e ricordo a chi non lo sapesse che non ho figli ma passo la settimana in mezzo ai dodicenni, andare per negozi con un figlio cercando di non cedere a certe mode può essere arduo ma anche divertente, come dire, può diventare una ricerca di mediazione e un modo allegro di insegnare a pensare ai soldi che si spendono e a muoversi nel mercato in cui siamo comunque immersi. Quello che fa realmente il danno è non sapere cosa guardano in televisione e su Internet i propri figli. Ho avuto purtroppo modo di constatare che il pomeriggio è un susseguirsi continuo di trasmissioni di un trash aberrante, tra De Filippi, D'Urso e certe cosucce veramente vomitevoli che danno su MTV. Voi non avete idea del macello che si verifica nella testa di un dodicenne di fronte a certi discorsi e modelli da cui siamo bombardati in televisione, io un po' sì, perchè poi a scuola aprono la bocca e parlano, a volte più che a casa. Io comprerei le Barbie e butterei il telecomando nel cesso. E Internet solo con presenza FISICA del genitore immediatamente a fianco, finchè non si è ben sicuri che i bambini sono grandi.

LauraS ha detto...

Mia sorella 9-quasi-10 anni ha ottenuto un paio di settimane fa le famigerate scarpe (stivali) lelly kelly col tacco. io (25 anni) l'ho un po' presa in giro facendole notare che il tacco fa un gran rumore quando cammina e che starà scomoda. Li avrà messi altre due volte e glieli devo ancora rivedere. Morale della favola: secondo me bisogna cercare di far ragionare i bambini. Per loro, come ricordo per noi ai nostri tempi, l'omologazione ci salva dal periodo della scuola, ce ne fa uscire indenni e spesso immuni dalle prese in giro dei compagni (lo dice una che è stata presa in giro per il taglio di capelli e le scarpe non griffate dai 9 ai 13 anni). Come è stato detto anche la mia idea è che in questi tempi ci sia alla base solo un piano per far spendere più soldi e per creare un'identità femminile spiccata e posticcia prima del tempo, ma anche che bisogna cercare sempre di mediare, di far riflettere il bimbo, non accontentarlo a scatola chiusa ma chiedersi perché voglia proprio quella cosa lì, se è solo un capriccio o per certi versi un necessario bisogno di omologazione. L'omologazione che abbiamo avuto noi l'avranno anche le nostre figlie e questo fa sperare che anche loro diventeranno brave ragazze come noi appena avranno capito quanto valgono.
Beninteso che questo discorso vale per bimbe in età da scuola elementare e non per quelle più piccole su cui bisogna vigilare con tranquillità e fornire sempre delle alternative ai modelli proposti (e come è stato detto MAI lasciare la tv come baby-sitter!! Mia sorella ha imparato ad usare il telecomando di SKY a 4 anni e ora non riesce a stare ferma su un canale per più di 5 minuti, in nessun caso, deve sempre vedere cosa c'è sugli altri canali, non a caso ha una capacità di concentrazione pari a zero e i compiti, in 5' elementare, sono ancora un problema).
Scusate il commento eterno ma volevo dare una testimonianza di chi ha a che fare con bimbe un po' più grandi.

Noemi ha detto...

Su questo importantissimo (secondo me) argomento avevo letto un libro altrettanto interessante, si intitola "Dalla parte delle bambine" http://www.ibs.it/code/9788807809613/gianini-belotti-elena/dalla-parte-delle.html
Poi "rivisitato" di recente da Loredana Lipperini in una nuova versione con il titolo "Ancora dalla parte delle bambine"... però sono d'accordo sul fatto che la fragilità non dipende solo dai modelli imposti ma dai singoli individui :)

Anonimo ha detto...

la differenza la facciamo noi mamme. ma è una lotta continua. mamma di bimba di 4 anni cresciuta con stimoli diversi, passeggino ma anche trenino, cucinetta ma anche banco da lavoro meccanico, lego a profusione e tanti animaletti oltre ad hellokitty.
eppure siamo arrivati alla fase winx, che peraltro in casa non abbiamo mai visto (cioè chi sono queste, che fanno, quando perchè?), perchè le amichette dell'asilo giocano ai superpoteri e fin qui tutto bene.
il problema si presenta quando tua figlia ti chiede lo smalto sulle unghie e gli stivaletti lellykelly col tacco, solo perchè ce li ha la sua miglioreamicadelmomento.
e tu rispondi di no.
e lei ti chiede il perchè, visto che non ti ha chiesto di andare all'hollywood a ballare, ma solo due cose che la sua amichetta di fatto ha.
e allora glielo spieghi, o ci provi, ma la sensazione che hai, per quanto tu ti senta nel giusto, è che lei ti stia reputando meno brava della mamma dell'amica in questione. e poco importa, ma questa è una lotta quotidiana. un continuo spiegare il perchè sì e il perchè no. non è il rosa in se', e sono d'accordo che ci sono mille altri colori da aggiungere, ma certi aspetti del mondo rosa, così come ce lo vogliono imporre, io li bandisco a prescindere, come i trucchi da poppante, il salone di bellezza, e le scarpine da microzoccola.
aggiungerei un'altra cosa che è quantomai allarmante: la percezione che le bimbe hanno del modello magroesasperato rappresentato dalle winx, o le principesse, o le eroinediturno: mia figlia ha la netta convinzione che magro sia qualcosa di positivo, da contrapporre al grasso che è negativo. non è un messaggio che le deriva da casa, dove il discorso peso, aspetto, taglia, non viene sottolineato in alcun modo, è un'altra derivazione dell'asilo. che trovo agghiacciante.
bambina=rosa=winx=magra? davvero? aiuto.
nila

rocciajubba ha detto...

Ecco, questo approccio al problema (perchè effettivamente di problema si tratta) è quello che intendevo anche io su genitoricrescono.
AGGIUNGERE colori.
Possibilità.
Idee.
Ho avuto un'infanzia uguale alla tua, paro paro.
Mia madre non avrebbe voluto cedere ai giochi "da femmina" ma a un certo punto si è dovuta arrendere al fatto che alle bimbe piacciono.
E così ha scelto il mix: ok la Barbie ma anche le macchinine, ok i mio miny pony (pure quelli tornati di moda) ma che ne dite anche di costruire col legno?
E ripeto: credo che sia più facile farlo anche oggi con le femmine che con i maschi. Penso che sia più facile proporre un mix di attività e giochi e modelli alle bambine che ai bambini che sono in realtà molto più fossilizzati in stereotipi duri a morire (i maschi non piangono, non dicono "ti voglio bene", non fanno nulla in casa, ecc...).

rocciajubba ha detto...

Scusate...sempre io.
Non ho letto tutti gli interventi ma mi è cascato l'occhio su questo di MammaCattiva: "Non lo so wonder, non lo so se le barbie, la danza, i nostri modelli non abbiano fatto danni. A me sicuramente perché se no non mi sarei sposata per andarmene di casa e scoprire solo dopo che potevo farcela da sola. "
Ecco, qui io posso dare la versione da parte di chi se ne è andata prima di sposarsi.
Prima di sposarmi ho vissuto da sola per due anni e mezzo in un paesello della mia provincia (i miei stanno nel capoluogo).
Quando ho detto "non ho più voglia di fare avanti e indietro dal lavoro su strae orrende nella nebbia e poi è il momento che faccia da sola" i miei liberalissimi genitori di cui sopra...sono andati giù di testa!
Mia madre...MIA MADRE...non mi ha parlato per 3 giorni.
Non ha visto casa mia per 3 mesi.
Per dire che anche chi cresce coi modelli più equilibrati deve affrontare momenti di scontro e difficoltà in merito.

MammaMoglieDonna ha detto...

Wonderland, il tuo post è bellissimo e sconvolgente, almeno per me.
L'idea che le bambine di 6 anni possano avere certi modelli, mi disturba, mi secca tantissimo. I nostri modelli, Cremy era svestita? Anche lei aveva tacchi e minigonna? Si, ma era una bambolina. Queste sono bambine in carne ed ossa...
No, non rassegnamoci.
Io penso che possiamo fare molto per offrire ai nostri figli delle alternative, e dobbiamo impegnarci in questo senso.
Quando si confronteranno col gruppo, familiarizzeranno con i marchi brandizzati, ma sapranno che c'è dell'altro.

Mammolitta ha detto...

sono in effetti del tutto d'accordo con te... il problema è la mancanza di alternative, non tanto il fatto che ci siano hello kitty e principesse varie...

Francesca ha detto...

Quello che hai posto è un problema serio,che personalmente mi preoccupa molto:ho una nipotina che è cresciuta letteralmente con me, e che ha 10 anni .Io mi ostino a chiamarla "nipotina" perchè, bontà sua, è molto bambina ancora,ma quando mi ripropone i balletti di Patty o di Antonella rimango basita.E'evidente la "velinizzazione"!Io alla sua età (ho 28 anni)giocavo con il nastro di Hilary, a pallavolo come Mila e anche gli altri modelli proposti dalla tv "adulta"(per esempio Lorella Cuccarini a buona domenica) non erano minimamente paragonabili a qualli di adesso..trovo che rendano le bambine terribilmente legate a questo stereotipo di donna-oggetto sessuale.Certo, da grandi avranno modo di rifarsi un'idea..ma per adesso la cosa mi sconvolge.
Come mi sconvolgeva l'abbigliamento delle Winx,o delle orripilanti Bratz..
Ora è il periodo Hallo Kitty, giusto ieri sono andata in un grande centro commerciale per carcare qualcosa per il suo onomastico..e dopo 2 ore di ricerca ho dovuto arrendermi ancora una volta a Hallo Kitty..
E non è facile educarle diversamente, quando il main streem è così forte..un altro esempio:lei è in quinta e molte sue amiche da 2 anni hanno il cellulare..non credo riusciremo a tenerla lontana ancora per molto!!

Francesca ha detto...

Ah dimenticavo, magari lo conoscete gia,ma c'è un altro negozio (anche on line) che ha giochi bellissimi e molto educativi:si chiama Eureka Kids.

Anonimo ha detto...

all'età di 8 anni (e oltre) adoravo Yu/Creammy, Georgie e Yattaman. Nello stesso tempo leggevo Il corriere dei piccoli e divoravo le sotrie de La Stefi e di Pimpa (!!!). Ecco, per esempio la Pimpa, leggevo le sue storie a 8 anni, mia figlia di anni ne ha 4 e la Pimpa comincia già a stufarla. Non so se ho reso l'idea, al di là dei gusti personali, sono comunque 4 anni di differenza. Per il resto è (per ora) figlia unica e riesco ancora a proporle giocattoli e zainetti che ritengo più adatti alla sua età, non sa davvero cosa siano le winx, ne sente parlare a scuola ma finita lì, riconosce Hello Kitty (La Lelo Kiti come lei dice) ma non la desidera a ogni costo. Per zainetto ne ha uno a forma di ranocchia e uno della carica dei 101. Insomma credo sia più facile evitarle l'omologazione anche perchè non ha sorelle più grandi ma solo due cugini maschi. Alla scuola materna le maestre fanno il possibile per proporre modelli differenti (lo dico davvero).

la tua mensola mi ha lasciato a bocca aperta + un tuffo al cuore. come creamy nessuna più!!!

Federica

Hoshi ha detto...

Mi ricorda tanto questo video:

http://www.youtube.com/watch?v=XA9w4voK9YY

E se lo pensa/dice una che si chiama PINK! ;D

Anyway, i bambini devono restar tali, facciamoli giocare, sporcare e divertire senza remore! :)

MammaMaggie ha detto...

confesso che sono terrorizzata all'idea che il mio bimbo di un anno si ritrovi tra poco con la fantasia colonizzata dai gormiti. sarà dura, temo.

Anonimo ha detto...

Da mamma di bambina “grande” (10 anni), io dico che il problema c’è, e non è da poco. A seguire alla lettera i modelli proposti, i passaggi teorici sono confettino>principessa>winx>velina>mignotta. Insomma, un bel percorso netto che chiarisca bene a queste femmine piene di pretese che il loro ruolo futuro sarà esclusivamente di oggetto sessuale, e che i posti che andranno eventualmente a ricoprire nella società saranno quelli che i maschi, bontà loro, vorranno gentilmente concedere: preferibilmente in cambio di qualche servizietto. Brutale? Lo so. Eccessiva? Forse. Ma se non ci diamo una svegliata andrà a finire così. Come diceva il Gattopardo, “bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima”. Ci hanno illuse che bastasse aver conquistato una certa libertà sessuale per ritenerci emancipate e invece rischiamo che le nostre figli si ritrovino più sottomesse delle loro trisnonne.
Sarò esagerata, ma la considero una guerra, e come tale la affronto. E a me va anche bene, perché per indole mia figlia non manifesta – al momento – alcuna particolare propensione verso questo tipo di modelli. Durerà? Lo spero. Io la mia battaglia quotidiana (fatta di tantissimo dialogo, di massiccia educazione al senso critico ma anche – e non me ne vergogno - di censura, soprattutto rispetto alla televisione), la porto avanti, con lei e con suo fratello. Perché le madri dei maschi non hanno meno lavoro da fare, anzi: il maschilismo di certi compagni settenni di mio figlio, ve lo garantisco, fa paura.
Ciao
Bianconiglia

lastaccata ha detto...

Concordo su tutta la linea. Le tue riflessioni mi hanno fatto ricordare questo vecchissimo post:

http://lastaccata.splinder.com/post/17942631/giule-mani-dalla-barbie

Lì esprimo la mia opinione in merito.
Un bacio a Porpi, e uno pure a te così ti guarisce la bua :-)

Anonimo ha detto...

anch'io sono rimasta colpita dallo spot delle lellikelly col tacco! e mia nipote alla veneranda età di sette anni già chiede il rossetto!
io a sette anni giocavo con le barbie, vedevo georgie e lady oscar...ma durante e dopo il cartone la visione della tele era controllata da mia madre...anche perchè i cartoni dell'estremo oriente lanciavano segnali ambigui, in fatto di sessualità e ambiguità più o meno esplicite! ma oggi l'innocenza dell'infanzia è sporcata dai media, non c'è altro da dire.
leucosia

Mammabradipo ha detto...

Wonder, questo tuo post mi ha appassionato, come i commenti, perchè è un argomento che sento particolarmente! Per quanto riguarda i miei figli (3 e 6 anni) cerco il più possibile di tenerli lontani da certi modelli che la società propina. Uso moderato della tv e soprattutto controllato! Attuo una censura preventiva e non credo sia sbagliato. Preferisco concedergli di vedere un dvd innocuo che già conosco (ho ancora le mie vecchie videocassette e per ora le apprezzano) piuttosto che piazzarli davanti ad un palinsesto incontrollato. L'unico canale per bambini che concedo è rai yoyo perchè i cartoni animati che propone non mi sembrano devianti, certo è rivolto ad un età molto piccola e dubito che a 8 anni siano ancora interessati. Per quanto riguarda il vestire me ne occupo io, difficilmente li porto a fare shopping con me, vedo di andare dietro ai loro gusti, alla bimba piace il rosa quindi non faccio fatica ad accontentarla, ma vedo comunque di variare un po' come colori e di prendere capi comodi ed adeguati alla loro età. Niente baldraccaggine quindi. Però questi modelli esistono e nemmeno facendo così ne restano indenni!
Una compagna d'asilo di mia figlia indossava un paio di stivali col tacco, per un periodo erano arrivate a scambiarsi le scarpe in aula e mia figlia ha manifestato il desiderio di volerli anche lei. Il no è stato categorico. Ne riparliamo tra una decina d'anni! Per adesso siamo noi genitori a tenere le redini ed a decidere cosa è meglio per loro ma mi chiedo per quanto potrà essere ancora così! I modelli che ci propongono non mi piacciono per niente ma prima o poi (spero poi!) so che dovremo affrontarli anche noi. Parlano tanto dei diritti dell'infanzia, ma vivere da bambini facendo i bambini non è un loro diritto? Perchè dobbiamo trasformarli in piccoli adulti?

Anonimo ha detto...

d'accordo con Bianconiglia! se è vero che non tutto viene dalla televisione, è altrettanto vero che la maggior parte dei modelli sbagliati perché finti viene dalla televisione. Secondo me è questa la principale nemica (e se vogliamo andare nello specifico Mediaset è il male del male secondo me.. le armi che le mamme hanno (sia nel caso di mamme di bimbe che di bimbi.. io appartengo a quest'ultima categoria!) sono l'educazione, il dialogo, la capacità di offrire esperienze diverse e soprattutto reali.
Se un bambino ha questo bagaglio i giochi sono qualcosa che anche da parte loro possono essere usati con testa, non identificandosi ma usandoli per dare libertà alla loro fantasia. Elena

Anonimo ha detto...

la mia Bea è nata il 6 ottobre e mentre io sapevo che era una bimba, mio marito voleva tenersi la sorpresa fino all'ultimo ...riuscire a comprare cose per il minimo indispensabile (biancheria culla, tutine etc) non rosa è stata un'impresa colossale, alla fine ho recuperato alcuni maglioncini fatti da mia madre per la mia nascita (lei non sapeva che cos'ero, qyindi tutto biancoblu biancogiallo biancorosso biancoverde) e tante cosette bianche, un paio gialline..ma insomma trovare cose carine non rosa si è dimostrato così difficile che alla fine ho portato a casa un pacchetto con 3 tutine con motivi rosa e l ho tenuto chiuso con lo scotch e nascosto dentro l'armadio fino all'ultimo.
concordo con te: il rosa non è IL MALE, il MALE è la mancanza di altri colori. Non è che non voglio vestire mia figlia di rosa, le sta benissimo tra l'altro, ma vorrei vestirla anche di altri colori,e così come anche io ho avuto nell'infanzia creamy, twinstars, hello kitty,lady lovely, la barbie e poochie, c'erano anche memole, i puffi, i popples, hello spank, lady oscar e occhi di gatto e un sacco di altri brand non rosa per forza.

Valentina Vaselli Konzal

Anonimo ha detto...

Anche io mamma di una femmina ho avuto problemi con gli altri colori, mi spiego meglio, nel mio caso il problema non era tanto reperire cose carine di altri colori (che ci ha passato il cuginetto maschio per altro...) ma riuscire a far capire a tutti che mia figlia era una bambina nonostante la tutina verde, la carrozzina blu e il cappellino rosso. Perchè femmina deve fare per forza rima con rosa? E per commentare il post posso dire che sono toalmente d'accordo, tutto questo precorrere i tempi è ridicolo! Ho una nipote di 8 anni (sorella del suddetto cuginetto)e apparte la fissa per il mondo di patty, hannah montana e co. ha delle fisse da vera e propria teenager, anzi io quelle fisse ce le ho avute tipo a 16 anni! io a 8 anni non avrei passato il pomeriggio a farmi il french alle unghie! l'ho scoperto quando mi so sposata il french!!! e dire che mia cognata non è di queste che segue i brand anzi è stata una delle poche a comprarle lo zainetto invicta invece che winx, ma è che è proprio so precoci! la mia caterina non ha nemmeno un anno ma io già ci penso e non vi dico mio marito...

Susanita72 ha detto...

Ciao, io sono mamma di un bimbo di 3 anni e di una bimba di due e mezzo (sì, sì, solo 18 mesi di differenza...) mi ritengo fortunata perchè i giochi dell'uno sono intercambiabili con quelli dell'altra e viceversa (a natale il bimbo ha ricevuto la cucina). Anch'io sono choccata dalla zoccolaggine precoce imperante...di fatto le ciabattine con il tacco che ha ricevuto mia figlia dalla nonna (dopo che le avevo espressamente detto che le abborrivo..)le ho infognate in fondo all'armadio...ma scherziamo? un conto è se giocano con i miei trucchi, le mie scarpe...un'altro è quando usano (anzi: vengono usati da) prodotti a loro misura...allora sì che si crea una mega confusione...e poi la storia degli abiti sessualizzati è veramente frustrante...riciclo qualche pantalone e i body e poco altro...e sì che sto attenta ma non posso mica diventare pazza a girare per negozi o spendere un fottio per qualcosa di unisex... un bacio a wonder...da un mamma/donna/moglie/lavoratrice mooolto più vecchia ma con il tuo stesso spirito ;)

Anonimo ha detto...

A me pare una grandissima contraddizione di questa società, in cui l'ultimo tabù rimasto è quello della pedofilia, e però nello stesso tempo si fa di tutto per spingere le bambine a vestirsi, atteggiarsi, parlare e pensare in maniera sexy e provocante. Il problema è che i bambini hanno un grandissimo spirito di imitazione, vogliono fare quello che fanno gli altri, o quello che vedono in TV, e se vedono il telefilm di successo in cui bambine di 10 anni sono truccate e in minigonna, loro le vogliono imitare, senza però essere consapevoli del significato di trucco e minigonna. Se vedono che nel gruppo dei pari "fa figo" dire certe cose, loro le ripetono, senza rendersi conto delle implicazioni. Il problema è che queste bambine già prima della pubertà hanno tutto il "bagaglio" per essere delle donne adulte (si vestono da donne adulte, si truccano, sculettano, provocano, si mettono a dieta) ma naturalmente non hanno la consapevolezza che viene dall'ESSERE una donna adulta. Quindi sono corpi da mini-zoccola (scusate l'espressione) con menti da dodicenne. Ecco perché poi leggiamo le notizie come quell'inchiesta di Panorama che parlava delle ragazzine delle medie che si prostituivano ai loro compagni di classe in cambio di una ricarica di cellulare. Poverine, non si rendevano nemmeno conto di avere fatto qualcosa di anormale. Ed erano provenienti da famiglie benestanti di Milano.

Anonimo ha detto...

ciao, io non ho figli ma quando ero bambina ero molto sportiva e soprattutto amavo moltissimo giocare a calcio. il problema è che in Italia abbiamo una divisione dei ruoli di genere rigidissima, e il calcio è un gioco DA MASCHI, questo è un dogma incontestabile. se sei una bambina, esistono la danza, la ginnastica ritmica o al massimo la pallavolo. io ho sofferto tantissimo per questa discriminazione, mi ritrovavo sempre a dover giocare con i maschi e alla fine quando ho trovato una squadra di calcio femminle (cosa rara allora come ora) mi sono resa conto che comunque molte ragazze che ci giocavano avevano problemi dell'identità sessuale, ovvero erano dei maschi mancati e di conseguenza si comportavano come lo stereotipo dell'"uomo-macho". l'allenatore (inevitabilmente sempre maschio) ti diceva di "marcare l'uomo". atmosfera da caserma. certamente, non un ambiente adatto ad una bambina in crescita. io volevo giocare a calcio, ma senza rinunciare al rosa e alla femminilità. purtroppo alla fine ho mollato per questo motivo. la cosa che mi dispiace di più, è che nel resto del "mondo civile", ad es negli stati uniti, questo non esiste, il calcio è considerato uno sport ANCHE da donna, le calciatrici sono donne normali e addirittura fanno la pubblicità dei reggiseni.

alice

Anonimo ha detto...

Ti seguo da quando hai creato il blog, (comprato il libro e regalato una copia a mamma, sorella, cognata e tre amiche)con tutti i tuoi dubbi sull'essere una madre adeguata. Ed eccoti a lottare con le unghie e con i denti per dare un'educazione decente alla nana, mettendoti in discussione molto piu' di quanto lo facciano tante altre genitrici. Uau, se posso permettermi, sei davvero una mamma super cool. (tra parentesi, la mia, di madre, mi ha riempito la testa di "no", niente barbie, niente marchi,niente mini pony - sigh- e tutto cio' mi serve ora, che ho la tua eta', perchè capisco piu' facilmente a cosa posso rinunciare e cosa mi è indispensabile)

Anonimo ha detto...

magari avessero sti modelli alle elementari...eh no! io insegno alla materna e ho bimbe che non sanno cos'è un panda, ma sanno esattamente cos'è una velina!!!!
e i cd che ci portano per ballare sono di patty e hanna montana!
io ho un maschio duenne come la porpi e per ora va di macchinine, ma rabbrividisco al pensiero dei gormiti!
ps. adooooooooooooro le tue foto, mi hai fatto scattare una passione!!!

Anonimo ha detto...

io faccio ripetizioni ad una bambina/adulta di 10 anni. Minigonna, il mondo di Patty, fa i provini x fare le pubblicità in tv... ma cosa ancor più sconvolgente SI TRUCCA e FA i tutorial di trucco su youtube.
Io mi domando dove caz* stiamo andando a finire.
Sara

ps. E tra un pò il suo cellulare è più figo del mio. (Sì, il SUO cellulare)

Alem ha detto...

La nana ha passato il suo momento principesse, ha schifato winnie the pooh, riconosce hello kitty meglio di sua nonna, ed ora è attratta soltanto da leoni e della vecchia cattiva con la mela avvelenata di biancaneve. Vallaacapì!
Io cerco e cercherò di darle sempre stimoli diversi, e ringrazio ogni giorno IMAGINARIUM di esistere. Amanda è la nostra principessa incarica, Amanda che sembra una barbie, ma non ha seno e finchi ed ha ancora la pancia come le bimbe, si veste con i jeans ed ha una piccola sorellina adottata.
Io ci provo, più di questo non posso fare.

Anonimo ha detto...

Bello questo post, belli tutti i commenti.
Sta a noi mamme (sia di femmine che di maschi) riuscire a far vivere serenamente i nostri figli, dando loro la capacità di contestare modelli granitici proprinati dalla società.
Rimbocchiamoci le maniche.
Loro ci imitano, o imitano la tv se ci sono piazzati svariato tempo al giorno, peggio se senza nessuno che li aiuti a capire cosa guardano.
silviaviola

zauberei ha detto...

Sono contenta che hai cambiato idea, perchè di questo si parlava, non del rosa come demone, ma del rosa come demone quando è da solo.
POi ci sono due questioni incrociate: la prima è la precoce sessualizzazione delle bambine: per cui vedi un negozio per infanti e dici, bello quello se lo po' mette Mary la Secca sul raccordo anulare. Più precocemente si sessualizza la bambina, più le si crea un bisogno che fisiologicamente non avverte, più ella dovrà ricorrere al mercato per adeguarsi al modello. Dal che arriveremo a un'Italia non troppo dissimile dall'India di trent'anni fa, e di qualche zona di adesso.
Poi c'è la questione dello strapotere dei un modello che propone la vita solo relazionale, e azzera il fatto che le ragazze possano essere altro insieme a compagne mamme e spose. accanto alle bambole rosa - e agli articoli ad essere correlate (come sedurre iol compagnuccio? come essere caruccia?) i maschietti hanno il gioco che simula individuazioni esistenziali - meccanico, medico etc. E' un po' triste insomma.

Anonimo ha detto...

Alla mia bimba di DUE anni hanno regalato tutto il kit della perfetta battona: scarpe (rosa) col tacco, smalto, ombretto, lip gloss, arricciacapelli, phon e spazzoia giocattolo... mancava solo un preservativo o un vibratore!

Lei ha subityo voluto gioarci, nonostante anche noi andiamo di imaginarium e città del sole certe cose esercitano un fascino perverso!

Ovviamente sono spariti la sera stessa e sostituiti con un set di attrezzi di legno (martello, chiave inglese etc etc)

PrecariaMamma ha detto...

Io ho risolto (o creduto di risolvere) comprando un sacchetto di stoffa anonimo a scacchi bianchi e verdi e poi ho ricamato (o creduto di ricamare) il nome della figliola. Come unica indulgenza nei confronti del merchandising ho scaricato dal web un'immagine di Trilly, l'ho stampata su carta apposita e poi incollata col ferro da stiro al sacchetto. Alla fine di tutte queste fatiche ho detto alla piccola: "ecco, questo è per l'asilo. Ci mettiamo un cambio completo, se per caso ti sporchi, la maglietta per dipingere, gli antiscivolo per la psicomotricità..." e lei: "...e poi ci mettiamo il lucidalabbra".
Vedi, è una battaglia persa in partenza...

Anonimo ha detto...

Io ho 36 anni e ho ancora un vecchissimo quaderno di hello kitty, e prima il colore di hello kitty era il rosso!!!!
ciao,
Monica

Mic ha detto...

Posso dirti che avendo una figlia di undici anni ci sono già passata per questo tunnel di scelte. Lei guarda anche i film di Hanna Montana, li guardiamo insieme, ne parliamo. Perché demonizzare? Ha avuto la possibilità di scegliere fin da subito il rosa, piuttosto che il blu e l'azzurro, senza problemi. Guarda le altre coetanee già truccate e con le scarpe con tacco e sa già che non è un modello da imitare, per sua scelta dopo pomeriggi di chiacchierate.
Perché il dialogo e il buon senso sta alla base di qualunque rapporto, quello tra madre-figlia non è da meno.
Ma bisogna avere tempo e pazienza.
Io non ho mai opposto alcun veto ad uno zaino di hello kitty per mia figlia più piccola, la lascio scegliere.
Che male c'è in fondo? Molto peggio lasciarsi convincere e comprarle le ballerine con il tacco stile lelli kelly che non sopporto proprio.
Le ragalano i pennarelli e le mollette hello kitty, ma non le vieto di usarle.
Poi gioca con le macchinine ed il lego. Giochi prettamente maschili ma che a lei piacciono da morire.

Con il tempo si appassionano ad uno sport, alla lettura di un libro, alla bicicletta, le alternative ci sono ancora, basta fargliele scoprire... o no??

bismama 2.0 ha detto...

Wonder, ho espresso, qualche tempo fa, la mia opinione sul tema: cartoni e nani.
Insomma anche io son d'accordo sul fatto che molti programmi stiano precocizzando il loro pubblico.
Non so se guardi Boing, ma hai mai visto Reality l'isola?
Ok, se lo guardi rimani sconcertata. Io non mi definirei propriamente bacchettona, ma, fidati, a First proibisco di vederlo!
E poi ci sono IlMondoDiPatty e Flor che hanno strategicamente abbassato l'età dei protagonisti per accalappiare proprio dei preadolescenti.
Cioè io a 10 anni, non guardavo mica BeverlyHills ancora. Quelli erano "ragazzi". Io al massimo mi emozionavo con "Piccoli problemi di cuore" O "Candy candy" ecco.
Le ragazzine di adesso (parlo già di 8enni o 9enni) vanno in visibilio per Zack Efron di HSM e svengono davanti al Mondo DiPatty dove c'è Antonella che da delle bellissime lezioni su come "distribuirla" a destra e a manca diventando l'idolo della scuola.

A breve ne parlerà una rivista...si parlerà anche di alcune mie riflessioni fatte nel blog sul tema,spero vivamente che la situazione non degeneri più di così...altrimenti avremmo delle preadolescenti immolate alla causa delle Divinas Vs le Populares!!!

Selkis ha detto...

sai cosa stavo pensando? Puoi spulciare le ricette vegan, sicuramente non usano latte o derivati!!
Ad esempio qui c'è qualcosa
http://www.erbaviola.com/ricette

Cia ha detto...

"Il problema non è sottrarre il pink, ma aggiungere gli altri colori.
"

mai stata più d'accordo! ^_^
E mi sono presa il link di imaginarium, che sembra molto interessante!

Cia

Monica Lualdi ha detto...

rispondo a questo post con 2 ANNI di ritardo, in quanto madre di una settenne ora. avvevo gli stessi timori,scegliere lo zaino per la prima elementare è stato un incubo. si spaziava da barbiewinxtrillycucciolivari a hsmmondodipattyarobasimile. oppure tristissimi zaini invicta NERI(era il colore dell'anno???). noi abbiamo scelto,inizialmente, uno zaino rosso e nero, con trolley, di marca sconosciuta e comprato a tenerife,in un negozietto di Los Cristianos, infognato in una viuzza. poi abbiamo optato per barbie,ma non ho potuto resistere,colpa mia... tornando a bomba, comunque, vedo che alle elementari sono comunque ancora molto bambine, non noto atteggiamenti o abbigliamenti da "teen ager precoci", semmai da "teen ager in ritardo" tra le mamme (anch'io,eh!). quindi, tranquille,rosa con moderazione e non temete, l'adolescenza non è così in anticipo come vogliono farci credere,anzi oserei dire che il mondo è pieno di adolescenti di ritorno tra le 40enni!!! ciao e complimenti per il blog e la pagina fb.

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