il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

venerdì 15 ottobre 2010

Sulla porta (ovvero: metodi di inserimento all'asilo cercansi)

Allora: per oggi avevo previsto un bel post diverso dal solito, una roba proprio carina che sono sicura avreste gradito. Non ho finito di formulare questa intenzione su twitter che il mondo è diventato un luogo ostile per me, gli oggetti che mi servivano hanno iniziato a scomparire, ho avuto la rivolta tecnologica, la palpebra tremens, l'ansia da prestazione e una blanda depressione.
Ecco perché sono qui a scrivere un accidente di niente tirando casuali insulti all'universo.
No: dovreste vedermi, ho le narici dilatate e produco fumo nero dal cervello.
Sono giorni così.

Dunque, la buona notizia è che la Porpi sta finalmente bene, ma avendo frequentato l'asilo per soli 3 giorni e poi essere stata assente 2 settimane, abbiamo dovuto ricominciato l'inserimento.
La cattiva è che non si riesce a inserirla, intendo proprio fisicamente nella classe.
Abbiamo una diapositiva:


E' cambiato tutto rispetto ai primi giorni, adesso ha capito il meccanismo e corca che mi lascia andare. Cammina da sola fino alla porta della scuola, dove mi si aggrappa con foga come se io fossi l'ultima porta del Titanic rimasta a galla e lei JackDawson con le stalattiti al naso.

Inizia a rantolare "maaaammma" ed entriamo con lei che si copre la faccia con le manine.
"Che fai?"
"Mi shono nasshcosshta!"

Le maestre, porelle, ci mettono tutta la buona volontà ma lei non ne vuole sapere. Mi si koalizza addosso piantando quasi le unghie.
O mamma o morte.
Finisce che son due giorni che passo la mattina insieme a lei, e nemmeno vicino ai bambini: dietro a una libreria a dire il solito ritornello: "ma dai Porpi, non vuoi giocare coi bambini?"
"Gno."
"Non vuoi andare con la maestra?"
"Gno."
"Mamma esce a fare una telefonata..."
"GNNNNNOOoooooo...argh...buaaah...sigh...coffcoff...mueeeh...*disperazion*..."
Lei ha un certo talento nel piangere. Inizia sommessa, poi parte coi singhiozzi, in seguito va in apnea finchè non vomita. Non appena la riprendo in braccio, ride.
Se avessi anche una scimmietta che suona i cimbali potremmo fare quasi un numero.
Vi sembrerà più che ovvio il fatto che mi stia prendendo per il culo, e che io da debole madre senza polso e senza la minima autorità, non riesca a rivoltare la situazione.
Abbiamo provato anche comprando la collaborazione dei nani presenti.
"Riccardo, bellodemamma, ti do' una caramella se prendi Viola per mano e la porti a vedere le costruzioni."
Non sia mai! Lei di quelli più bassi del metro e cinquanta schifa il contatto fisico, repelle le relazioni sociali e ignora i richiami verbali.
Quello che vedete sopra è stata la nostra massima conquista: stare sulla porta a guardare. Io nell'atrio, lei ne' dentro ne' fuori, che godeva dello spettacolo offerto dagli atri nani alle prese con educazione motoria.
"Mamma guarda: tel bimbo è caduto! Ahahaha..."
"Ma sei na' carogna, Porpi! Ma vacci tu a fare ginnastica."
"Gno io gno."

Si accettano scommesse per lunedì. La maestra ha intimato: se si koalizza ancora usiamo le maniere forti. Piange o non piange, sta qui con noi.
Mia madre già mi chiama Hitler "aaah quella povera bambiiiina, ma che bisogno c'è di mandarla all'asilo così piccola?"
"Humm.. tipo lavorare?"
"Ma te la tengo iooo."
"Mamma, quando tu dici 'vengo alle nove' arrivi alle undici, ricordi?"
"Ah perché, se ti aiuto devo anche avere degli orari? Ma guarda te!"

Urge inserimento, urge proprio.
E aspetto qualche consiglio.

Condividi

96 commenti:

Jessica.rossi ha detto...

ciao Wonder...
mollala e scappa...
tanto poi le passa....
adoooro i genitori che non ti fanno sentire in colpa.......

Daniela ha detto...

...la lasci lì, semplicemente la saluti e te ne vai!
E' difficile, è straziante, ti sentirai una m....a, ma è l'unica!

Estrella Fugaz ha detto...

mollala lì, l'importante è che poi quando la vai a riprendere le stai attaccata. tanto. recupera il "tempo perso".

Cinzia ha detto...

... Questa e' una delle cose piu' difficili della vita ... io la mollavo e scappavo ..poi stavo 10 minuti fuori dal portone cercando come un ladro di vedere dentro... lei dopo 2 secondi e non di piu' giocava tranquilla con le sue amichette...Non si e' traumatizzata per niente ..io si invece ancora adesso che fa 3° elementare per me e' durissima vederla salire su per le scale DA SOLA (a 8 anni dico io dove vuole andare da sola !! ) e sparire alla prima rampa !! Sigh ...

Claudia-cipi ha detto...

Le maniere forti sono l'unica.
Ma non aspettarti miracoli e saluti sorridenti entro breve.

Il nano faceva scene del genere quando lo lasciavo a mia madre, dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo.
Quanto si era abituato ho dovuto lasciarlo anche ai suoceri ed ha ricominciato, per smettere solo dopo i 3 anni.
Ora ha 3 anni e mezzo ed ha ricominciato per l'asilo.
(sì, koala con unghie, i denti no solo perchè la bocca è impegnata tra pianto e conati...)
Prima o poi gli passerà, dicono... ma essere troppo accondiscendenti li fa insistere molto di più, perchè vedono che "funziona", che quel pianto disperato serve per tenere lì la mamma, che alla fie è quello che vogliono (e poveri tesori, sono piccini, non possono mica capire ed accettare che la mamma deve lavorare per guadagnare due bocchi per mangiare).

In bocca al lupo.

fefe ha detto...

lasciala wonder...è straziante ma lasciala...
Matteo ha impiegato 1 settimana a mollarmi, ma ora mi caccia fuori dalla stanza...ecco...queste si che sono soddisfazioni!!!

erika di prato ha detto...

oddio oddio come ti capisco...la maria(stessa età della porpi, stessi ricciolini, stesse nottatine...) è l'unica bambina della classe che ancora nn è "inserita", che ancora mi viene letteralmente strappata di braccio mentre urla "mammaaaaaa mammaaaa" e mentre le altre mamme tranquille, infilano gli antiscivolo ai loro bambini, tranquilli che fanno ciao ciao con la manina, io devo invece defilarmi di nascosto sententomi una merda e infilandomi in macchina con le lacrime, di dispiacere e anche di rabbia, xchè qualcosa io lo devo aver sbagliato x forza, considera che la stessa scena la faccio anche 5' prima al piano di sopra con la Bianca che è al 2°anno di materna e fà peggio della maria, xchè lei riesce pure a farsi venire la diarrea tutte le mattine mentre stiamo uscendo.....no, guarda, io sono la prima che può offrirti solidarietà, ma l'ultima che può dare un consiglio :(((((

fefe ha detto...

lasciala wonder...è straziante ma lasciala...
Matteo ha impiegato 1 settimana a mollarmi, ma ora mi caccia fuori dalla stanza...ecco...queste si che sono soddisfazioni!!!

La Pirillinca ha detto...

Wonder, mollala e scappa prima che questa cosa di star fuori diventi un rito e si impunti con orgoglio che lei non vuole giocare con gli altri: nella mia vita passata da baby sitter ne ho viste di queste cose e poi uscirne è ancora più complicato!!

: )

Anonimo ha detto...

3 su 3 che dicono "mollala e scappa". questa me la segno, tra un po' mi tocca....

Anonimo ha detto...

Ciao wonder!
Ti parlo da maestra: mantenere la calma il più possibile, trasmetterle sicurezza in relazione al posto in cui la stai lasciando e poi andare via.
Non sta soffrendo, ha solo bisogno di un pò tempo per comprendere la nuova situazione. Poi però il momento del distacco deve arrivare. Abbi tu per prima il coraggio di lasciarla, il coraggio di restare lì da sola arriverà anche a lei. Un bacio e in bocca al lupo!

erika di prato ha detto...

maremma però come siete tutte brave a "mollare e scappare"! No, dico sul serio, nn sto ironizzando, io evidentemente dò loro troppo peso è x questo che anche la grande (dopo 4 anni di asilo), ancora mi fà le scene del primo giorno, e io nn è che stò lì, le mollo e scappo anche io, solo che con le mie i miglioramenti nn ci sono, quindi io penso che sia come x il dormire la notte, dipende da 3 cose: 1)carattere dei bambini, 2)polso dei genitori 3) culo.

chiara ha detto...

COnsigli ... pochi, anche io cercavo la formula magica, ma l'unica soluzione è mollarla (mollarlo, nel mio caso) lì in lacrime, e cercare di non pensarci più
Garantito che dopo 10 minuti che te ne sei andata sta giocando tranquilla, e sarai ripagata dal sorriso che ti farà quando vai a prenderla!

Barbara ha detto...

Guarda, non ce n'è: devi lasciarla, fartela strappare dalle braccia e ingoiare l'eventuale pianto che sgorgherà, trattenerlo fino a quando uscirai dall'asilo e ti infilerai in macchina, ingranando la quarta....
Prevedo questa tragedia per massimo 2 giorni, poi piangerà solo fino a quando tu starai lì, per calmarsi subito dopo il tuo dileguamento. Tempo altre 2 settimane AL MASSIMO e tutto filerà liscio.Garantito. Non cedere ai sensi di colpa, i nani sono dei maestri in materia. Ma lo sai già.
Coraggio!

monica ha detto...

posso fare la voce fuori dal coro? cambia modalità, una baby sitter per un'altro anno. Oggi il mio direttore, uno psicologo, diceva ad una sua collega di altro orientamento che i bambini si affidano al mondo in base alle risposte che gli diamo se rispondiamo al loro pianto, cresceranno più fiduciosi. Forse per la tua piccola è ancora troppo presto.

fiammetta ha detto...

io mando avanti la nonna.o il papà, se può. son più cinici, si fanno ricattare meno, hanno meno pancia di me che sono al settimo mese e ci stò troppo male a vivermi ste scene.vado poi io a recuperare il falcotto, che-s'intende- all'uscita è tutto soddisfatto e pimpante per la giornata trascorsa (che poi son tre ore e mezza di asilo, eh!).

Anonimo ha detto...

al nido in cui va la mia fanciulla fanno entrare anche le mamme i primi due giorni. Prova a chiedere se puoi, magari così si sente più sicura in un ambiente nuovo...
In bocca al lupo
Cecilia

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder, ho appena fatto l'inserimento al nido del mio piccoletto (1 anno e 1/2) e davvero non c'è altro modo se non quello di farli "rassegnare" e di conseguenza abituare al distacco. So che può apparire crudele ma essere decisi nel lasciarli e salutarli con un bel sorriso anche se urlano e si dimenano è l'unico modo. Se ti vede titubante o percepisce di avere una alternativa allo stare lì dove ora non vuole stare, farà tutto ciò che è in suo potere per ottenerla.
E' naturale poveri piccini, anche per loro è una fase di transizione verso una maggiore autonomia non indifferente però poi si abituano e di solito si trovano davvero bene in mezzo agli altri bimbi quando ingranano.
Forza, stringi i denti e lunedì quando la porti sii allegra e solare durante il tragitto parlandole di quanti bei giochi farà con i bimbi e rassicurandola del fatto dopo tornerai a prenderla. Poi con dolcezza e fermezza lasciala là, anche se dovrai fartela scrostare di dosso da una maestra, salutala e vai vai vai senza voltarti.
Sarà dura all'inizio ma prima farà i conti con l'ineluttablità di questa nuova routine, prima ci si abituerà e inizierà ad apprezzarne i lati belli. CREDICI!
UN BACIO e FORZA, lo fai anche per il suo bene.
Sonia

Anonimo ha detto...

E' una questione di sopravvivenza, e purtroppo funziona solo così: molla&scappa. Pensaci:spiegazioni e rassicurazioni sono aria fritta x un bambino che NON vuole fare una cosa. Per loro conta molto l'esperienza, il distacco è un piccolo trauma che viene riassorbito con quello che acquisiscono giorno dopo giorno al nido,cioè stare con gli altri, giocare,le canzoncine, la nanna tutti insieme ecc.Diciamo che vale la cosiddetta prova concreta,cioè la vai a prendere ed è serena e sorridente. La messinscena iniziale può anche durare a lungo,o a fasi alterne: l'altr'anno Giaco è partito bene ma a fine anno gli è ripreso lo strazio del distacco..mi ero fortificata abbastanza da capire che non ero una madre orrenda,anzi stavo molto meglio ora che avevo dello spazio vitale x me!
Col tempo riacquisirai del tempo prezioso per te e per il tuo equilibrio, e questo sarà uno di 'quei momenti' da ricordare nei vari passaggi difficili della nanitudine, ma niente che non avrai superato alla grande! Coraggio!
Mammifera

biancamora ha detto...

Mi dispiace non saperti dare consigli... Mia figlia ha cominciato il nido l'anno scorso ad un anno e da subito se ne è strafregata di me. Ti dico solo che invidiavo profondamente tutte quelle mamma i cui bambini non le perdevano d'occhio.
So alla lunga che sono stata fortunata...
In bocca al lupo!

Bietolina ha detto...

hahahaha scusa ma rido perchè è troppo tenace tua figlia...
pensa che io ho inserito mio figlio nel nido dove lavoro e non mi calcola quasi mai a meno che lui non sia stanco...e a volte ne soffro..mondo crudele :P
e tua mamma...anche mia suocera ha usato lo stesso frasario!
cmq se ce la fai... a resistere al pianto.... lancia la bomba e scappa lunedi!
ti penserò!
^_^

MammaMoglieDonna ha detto...

Ascolta, prima di ogni altra cosa devi decidere se è giusto, necessario, fai te, che lei rimanga all'asilo/ludoteca. Se sei convinta, ma devi esserlo, vai lì e la lasci. Piangerà? Ovviamente si, per giorni e giorni, ma piano piano apprezzerà e smetterà di piangere. Forse dovrai andar via senza salutare per tutto l'anno, come è successo a me. Ma poi passa.
Passa il senso di colpa. Passano gli interrogativi. Smetti di pensare se è la scelta giusta.
Fidati, loro stanno bene lì.
Se stanno male te ne accorgi.
In bocca al lupo.
E ricordati che l'inserimento è una vera schifezza!

Vita di mamma ha detto...

Lasciala alle maestre e vai. É l'unica soluzione. Col tempo si abitua e poi andrá meglio. Spiegale perché deve andare all'asilo, sono piccoli, ma capiscono.
Mio figlio fece cosí durante mesi, io me ne uscivo sempre col magone. Poi passava, a lui e a me.
E non mi pare abbia traumi, anzi!

Justine ha detto...

Per fortuna ancora non mi tocca...ma non c'è scampo, quel giorno arriverà!
solidarietà!

un sorriso
ju

sybin ha detto...

Se posso dire dalla mia non-esperienza, o semi-esperienza dettata dal babisitteraggio, la mamma deve prendere coraggio e andarsene (immagino che sia durissima con la pupa lacrimante sotto il naso), ma anche le maestre ci dovrebbero mettere del loro!

Ho visto pura disperazione negli occhi dei bambini mentre guardavano i genitori che titubanti indietreggiavano verso la porta trasformarsi rapidamente in un "ora te ne puoi andare" non appena scattava la distrazione. Un gioco, un pupazzo, forse l'idea di sentirsi al sicuro.

Se la Porpi non vuole uscire da dietro l'armadio, vai tu a giocare con gli altri bambini. Vedrai che dopo i primi strilli forse ti segue. Non dirmelo: gia' fatto?

Forza e coraggio!

MaestraLaura ha detto...

volete il parere "da mestra" che ha passato le prime due settimane assediata da genitori e pianti strazianti? parlate ai vostri bambini spiegando per bene le tappe della giornata e il motivo per il quale li dovete lasciare lì. I primi giorni laciateli (con la forza e la lacrima in tasca!!) per poco tempo, una mezzoretta va bene) e man mano aumentate il tempo del distacco. Quando avranno capito come si svolge la mattinata si sentiranno piu' sicuri e saranno loro a mandarvi via. La cosa fondamentale è che le maestre non strattonino, non cerchino di tenere con la forza, ma che si limitino a contenere la "disperazione". Io dopo un mese ne ho ancora due o tre che mi seguono come un'ombra!! Mi si attaccano ai pantaloni che ogni 3 per 2 rischio un capitombolo collettivo!Non posso nemmeno andare in bagno perchè le trovo fuori che mi aspettano con i lacrimoni!!! Pero' che bello quando dopo tanta fatica, ogni mattina quando ti vedono arrivare ti corrono incontro con la felicità negli occhi!!!
Wonder...un po' di pazienza e anche un po' di magoni...poi ce la farete! Basta crederci ed avere fiducia nelle risorse di adattamento dei bambini. Pensa che anche gli adulti quando cambiano lavoro, ambiente, si sentono in tensione, non sanno come comportarsi...figurati i nanetti che paure hanno...la differenza è che loro non la nascondono! Fatti consigliare dalle maestre. Quando sei lì con lei, non giocare, non farle domande, non cercare di invogliarla. Lascia che osservi come si divertono gli altri bambini e vedrai che si avvicinerà lei pian piano! In bocca al lupo!

Silvia - Mamma Imperfetta ha detto...

http://www.mammaimperfetta.it/?s=inserimento

Da me c'è parecchia robina, Chiara.
Prova a guardare un po'.
Ero venuta per rispondere al post sull'ufficio (per dire che si, insomma, il fatto che tu stai girando l'Italia per promuovere il TUO libro, frutto del TUO lavoro, nato dal TUO blog, poco c'entra con il desiderio, che capisco molto bene, di avere uno spazio tuo dove poter lavorare in pace e che se tu stai girando l'Italia e hai successo è perchè hai lavorato sodo) ma davanti all'inserimento non ho resistito. La mia l'ho detta lo stesso comunque. :D

Lola ha detto...

Allora essendo una novizia come educatrice di nido (ma con tanta esperienza di nani dai 5 ai 18 anni)ti dico che l'inserimento non può essere breve, pare, per non essere traumatico. Ma se le fasi sono già passate perchè è da un po' che ti sento parlare di nido, non farti paranoie a lasciala piangere. Segui sempre il rito di accompagnarla, giochino-bacetto e saluto deciso. Poi via. Te l'avranno detto anche lì no?
Se tu sei sicura che vuoi che vada al nido anche Porpi capirà che ci deve andare. Ne approfitta se capisce che tu ti senti in colpa a lasciarla al nido. Ma così non deve essere no? Una mamma che lavora ha bisogno della cura di un nido. Io sono contro a demandare in toto a nonna. Ma sempre che io figli non ne ho. E avendone visti tanti di bimbi, ho capito che la cosa più diseduacativa del mondo è far comprendere ai figli i sensi di colpa. Che ci sono ma mai mai mai rendere i figli consapevoli di questo. Quindi fatti una ragione che ululerà un po' ma ti vorrà sempre sempre sempre bene!
un abbraccio

Anonimo ha detto...

i bonzi sono stati bravissimi per le prime 4 settimane, rito di entrata e di uscita e via... alla materna in del centro inserire un bambino dura 5 settimane apposta. Poi sono tre giorni che viene la tata con me a prenderli all'uscita che la mamma torna al lavoro lunedi e sono tragedie... ma piccoli lo capiscono che io non ho proprio voglia di lasciarli e di tornare al lavoro. Si abitueranno.... chissa' io?
bonzomamma

La Pirillinca ha detto...

paola maraone (erounabravamamma) ha pubblicato qualcosa di simile: non lo leggere per non sentirti ancora peggio!! :D

Anonimo ha detto...

non sono mamma ma segno tutto...qua pare proprio che il "molla&scappa" sia l'unica staìrategia di sopravvivenza...

lacionina

country life ha detto...

ciao chiara... ti seguo praticamente da sempre, ho letto il tuo libro, inutile sottolineare che mi è piaciuto moltissimo... mi strappi sempre un sorriso, siano le situazioni che racconti vere o di fantasia... non ha importanza. è comunque bello avere la dote del saper scrivere e attirare l'attenzione di chi legge... spero però che la frase "...da debole madre senza polso e senza la minima autorità, non riesca a rivoltare la situazione..." non rispecchi la realtà... povera te se così fosse... ;-)

Trinity ha detto...

Wonder, ho una nana quasi treenne al secondo anno di asilo.Le mattine in cui è entrata sorridente e di sua spontanea volontà le conto sulle dita della mano. Passa da in braccio a me a in braccio alla maestra e non senza lacrime e "maaammmmma!". Non vomita, cosa che io invece farei volentieri in quei momenti, mentre invece la bacio e vado via facendo ciao ciao.(però quando torno la spio e la vedo sempre giocare sorridente, e mi tranquillizzo) Ringrazziandoiddio non devi timbrare il cartellino, quindi non lo devi fare per forza, però capisco anche la difficoltà di lavorare veramente in pace in casa con la nana e la babysitter/nonna. Una raggazza che conosco e che lavorativamente è messa come te, si è fatta dare in prestito dal condominio una stanzetta della portiera. E' solo un idea, ma potresti cercare una soluzione simile (magari casa di un amica che lavora in ufficio?) COnsidera che essendo il rpimo anno per la tua nana si ammalerà veramente in continuazione (la mia l'anno scorso ogni 2 settimane -__-) e ogni volta rischi di cominciare dall'inizio! Un bacio!

Anonimo ha detto...

Ciao!
Condivido in pieno la Monica che fa' la voce fuori dal coro. Se un bambino non vuole distaccarsi dalla mamma è perché non è ancora pronto. Gli altri bambini che all'uscita sembrano aver dimenticato i pianti del mattino e sembrano non aver avuto traumi...appunto....sembrano.
Invece il consiglio di quella ragazza che dice di mettersi a giocare tu con gli altri bimbi e così verrà anche lei e lasciarla poco tempo al giorno aumentando quando si sarà inserita mi sembra molto buono, da provare. Ciao ciao

WonderP ha detto...

L'argomento ci tocca un pò tutte pare!
Noi non abbiamo avuto problemi col Paciuk, penso che dipenda in parte dal carattere del bambino, ma anche dal fatto che noi eravamo (e siamo) assolutamente, totalmente e definitivamente convinti della bontà della scelta.
Di sicuro non devi sottostare al suo ricatto, perchè di questo si tratta, ma spiegarle (quando è calma a casa, non quando è già incavolata perchè ha capito che la stai per mollare!) che è tutto ok, che tu tornerai, che è un bel posto, che devi lavorare e che quando vi rivedrete potrà raccontarti tutto quello che ha fatto e tu farai lo stesso.
Poi... MOLLALA E SCAPPA!
però non scappare senza averla salutata, tipo "appena si gira sparisco", perchè poi davvero smette di girarsi e non ti molla proprio più!
In bocca al lupo e tienici al corrente!

chiara ha detto...

Uahuahuahuahuahuahuahuah! So sorry ma sono alle LACRIME dal ridere!
Non so darti consigli perchè il mio nano ha 13 mesi e nelle sue uniche 4 ore che l'ho lasciato all'asilo si sedeva sugli altri simili. Dopodichè ho deciso di tenerlo a casa, ma sono più fortunata perchè ho la carta suocera. Quindi attendo trepidante altre news sulla Porpi.
Ma le maestre non possono farle fare un ballettino con gli altri bimbi appena entra in aula? Una sorta di coreografia, giusto per tirarla in mezzo. Si sa mai...magari funziona!

Rebecca ha detto...

Ciao Wonder, concordo con molla e scappa...sicuramnte straziante, ma non c'è soluzione! E te lo dice una che, nonostante abbia 25, si ricorda ancora tutti i pianti fatti per tutti e tre gli anni della scuola materna :-) mia mamma dopo una settimana si è rassegnata, io non sono scresciuta traumatizzata, e comunque appena non la vedevo più, diventavo serena e traquilla...Ammetto che quando sarà ora della mia pulce, mi sentiro morire se farà così...però in fondo, un pò di soddisfazione con il pianto, non te la da???

Anonimo ha detto...

Anche io consordo sul fatto che vada lasciata sola un po' di più ogni giorno. Però a una mia cara amica succedeva lo stesso se la portava lei e con il padre non piangeva mai. Cosi per molto tempo, fino alle elementari. Io proverei a farla accompagnare dal papà (non dalla nonna) e le farei capire che la mamma è andata al lavoro. Prova magari funziona.

Anonimo ha detto...

cara wonder,ti parlo da maestra di nido: non ti fare problemi e ascolta le maestre,è evidente che la nana ti prende per il fondello...ma è normale,il 90% lo fa!!! (e ovviamente le mamme più apprensive si mettono a piangere disperate).ho visto mamme pestare i piedi al momento del primo distacco(10 minuti da soli!),i figli piangere disperati ma solo finchè erano in linea visiva della madre...poi il silenzio-giusto per farle sentire in colpa!-.
se ti può consolare,non sei l'unica e credimi questo tipo di reazione finisce così:una volta ben inserita nel nido non vorrà più tornare a casa!ah dimeticavo...facci l'abitudine alle malattie,il primo anno sarà sempre coì almeno fino a quando non si anticorpizza!
al mmomento posso solo darti una pacca sulla spalla e augurarti in bocca al lupo!
un bacio manu

Anonimo ha detto...

Lasciala Chiara, non c'è altro modo. Ma la prima a essere convinta devi essere tu. Devi essere convinta che stai facendo il suo bene e devi avere piena fiducia del posto dove la lasci.
Senza questi presupposti sarà tutto più difficile. Io ho appena terminato l'inserimento alla sezione primavera del mio piccolo di 22 mesi. All'inizio è stata dura, si rifiutava di mangiare, piangeva a intermittenza, ma abbiamo tenuto duro (anche assistiti dalla fortuna che non si è ammalato per tutto il periodo) e ora si ferma anche per la nanna del pomeriggio. Tieni duro.
Laura

Anonimo ha detto...

eh lo so. è cosi
con noi ci sono volute 4 settimane (di cui 1 a casa malata) di pianti e strappamenti di dosso di koala. dopo un mese, ora queste scene non le fa piu. tentenna solo un pò all ingresso ma poi và.
è l'unico modo.

cannella e nanetta 23mesi

paprika ha detto...

ciao, il mio piccolo ha iniziato la scuola materna e il distacco era una tragedia per lui, ma anche per me. E' stato lui, che da solo ha trovato un rituale per salutarmi, inizialmente piangendo, ma poi col passare dei giorni le lacrime sono diminuite. Ora, entriamo all'asilo, si spoglia, mi saluta col suo speciale rito e sono fuori in 5 minuti (forse anche meno!). Sono soddisfazioni!!!

MichiSub ha detto...

Ciao Wonder.
Nei prossimi giorni mandaci il babbo di Viola, i babbi sono più distaccati di noi e i bimbi lo sentono.
Con tutti e due i miei figli la differenza è notevole! Mio marito mi sgrida perchè alla mattina sono io a trattenere il grande (alla materna), non vorrei staccarmi :-)

Cmq dai, pazienza. Inserire i bimbi di 2 anni è difficile, specie se sono sempre stati abituati a stare con te o coi nonni al massimo.
I miei li ho inseriti a 8 mesi, ma cmq verso i 2 anni hanno avuto lo stesso le crisi di pianto al mattino, per 2 volte ho passato la stessa tragedia mattutina. E' l'età e si deve abituare a stare con persone nuove.

Ciao!
Michela

Mamma Cattiva ha detto...

Vai tranquilla, respira forte, mantieni la calma, la saluti e via. Fai finta che ti stanno aspettando a un appuntamento e che non puoi fare tardi. Saresti obbligata a lasciarla. Lei non ne risentirà, suvvia :)
E non ascoltare tua madre. Delega la cura al nido e la nonna faccia la nonna con i suoi orari. Coraggio che aspettiamo 'sto post che ci hai anticipato...

Anonimo ha detto...

Ecco qua un po' di indicazioni scritte da una psicologa+un'educatrice:
http://www.mammeacrobate.com/bebe/418-inserimento-allasilo-come-affrontarlo-al-meglio.html

Io direi di salutarla con fermezza spiegando quando tornerai e andare, anche se dovesse "ricattarti coi pianti". Cerca di stare serena tu per prima. Pian piano non solo si abituerà e si inserirà ma finirà con l'andarci volentieri! I miei corrono dentro felici ad abbracciare l'educatrice e li ritrovo sempre sorridenti al mio arrivo

unamamma ha detto...

Ecco qua un po' di indicazioni scritte da una psicologa+un'educatrice:
http://www.mammeacrobate.com/bebe/418-inserimento-allasilo-come-affrontarlo-al-meglio.html

Io direi di salutarla con fermezza spiegando quando tornerai e andare, anche se dovesse "ricattarti coi pianti". Cerca di stare serena tu per prima. Pian piano non solo si abituerà e si inserirà ma finirà con l'andarci volentieri! I miei corrono dentro felici ad abbracciare l'educatrice e li ritrovo sempre sorridenti al mio arrivo

Anonimo ha detto...

ma davvero ti lasciano restare lì? da me no, quando si deve andare si va. Urla o disperazione, non devono frenare.
E' dura a volte, spesso sono uscita con i lucciconi, ma non ci sono alternative e dopo 2 minuti lei sarà là che gioca. prova!

Anonimo ha detto...

'Gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più gradi di te.' Temere il suo pianto è come vedere il dito e non la luna: non è Porpi che piange, è Porpi che piano piano cresce, perché supera un iniziale dispiacere. lasciala, fidati di lei. :-) Un abbraccio Burbumamma

Angela ha detto...

Cambia scuola ! La proposta della maestra la trovo assurda , si chiama inserimento non strappo . Vieni a vedere la nostra scuola : Il giardino dei Cedri , via delle Benedettine sabato prossimo c' e' la festa d ' autunno .

pandora ha detto...

ahahah!!!...allora, rido perchè noi (io+marghe,2anni) siamo alla terza settimana di nido...e che fatica! i primi 2/3 giorni abbiamo fatto le osservatrici e lei comunque voleva stare solo attaccata a me. poi abbiam provato il tanto temuto saluto (per 20 min.più o meno), le raccomandazioni sono state "signora mi raccomando, si prenda tutto il tempo ma quando la saluta vada via, senza traccheggiare...sennò sale l'ansia, mi raccomando, via!"...e io ligia al dovere l'ho salutata e le ho spiegato che tornavo. il tutto con lei attaccata al collo urlante e completamente terrorizzata. ma io sono andata. panico. la sentivo strillare dal corridoio e non smetteva.
così direi che è stato per una settimana intera (allungando la separazione), in più a casa era nervosissima e dormiva poco e male.
scenario orribile direi.
poi però c'è stata una svolta, l'hanno portata nella stanza della psicomotricità, dove possono sfogarsi, correre e giocare con palline, scivolo&co.e lei si è calmata :) adesso è da una settimana che mangia lì, piange ancora un po' la mattina quando la saluto ma smette appena vado via. gioca, è tranquilla, mangia e a casa è tornata a essere solare come prima...speriamo solo che duri!
comunque penso che all'età delle nostre bimbe lo scoglio più grande sia il panico da separazione, credo che anche la polpetta abbia bisogno di capire che tu te ne vai ma torni!
cerca di resistere, sfogati mentre sei fuori senza che lei se ne accorga e falle mille feste quando la riprendi! e naturalmente aggiornaci ;)
ps: scusa per questo paccone che sto scrivendo (pensare che non commento quasi mai) ma la chicca di tutto questo è che durante le mezz'ore di saluto/separazione al nido io me ne stavo ai giardinetti davanti a leggere il tuo libro! la prima metà mi è piaciuta assai :)

pandora ha detto...

ahahah!!!...allora, rido perchè noi (io+marghe,2anni) siamo alla terza settimana di nido...e che fatica! i primi 2/3 giorni abbiamo fatto le osservatrici e lei comunque voleva stare solo attaccata a me. poi abbiam provato il tanto temuto saluto (per 20 min.più o meno), le raccomandazioni sono state "signora mi raccomando, si prenda tutto il tempo ma quando la saluta vada via, senza traccheggiare...sennò sale l'ansia, mi raccomando, via!"...e io ligia al dovere l'ho salutata e le ho spiegato che tornavo. il tutto con lei attaccata al collo urlante e completamente terrorizzata. ma io sono andata. panico. la sentivo strillare dal corridoio e non smetteva.
così direi che è stato per una settimana intera (allungando la separazione), in più a casa era nervosissima e dormiva poco e male.
scenario orribile direi.
poi però c'è stata una svolta, si è calmata :) adesso è da una settimana che mangia lì, piange ancora un po' la mattina quando la saluto ma smette appena vado via. gioca, è tranquilla, mangia e a casa è tornata a essere solare come prima...speriamo solo che duri!
...penso che lo scoglio più grande sia il panico da separazione, credo che anche la polpetta abbia bisogno di capire che tu te ne vai ma torni!
ps: scusa per questo paccone che sto scrivendo (pensare che non commento quasi mai) ma la chicca di tutto questo è che durante le mezz'ore di saluto/separazione al nido io me ne stavo ai giardinetti davanti a leggere il tuo libro!

CloseTheDoor ha detto...

"favolosa" tua mamma ^^ non so lo ha già scritto qualcuno, ma hai provato a chiedere alle maestre di prenderla in braccio?

secondo i racconti di mia mamma io ho superato così l'inserimento alla materna, e memore di ciò, quando ho lavorato in una materna a mia volta l'ho sperimentato con una piccolina che aveva paura di me: mi vedeva e si metteva a piangere e gridare, finché mi sono imposta e l'ho presa dalla mamma, tenendola in braccio per tutta la durata dell'attività. dal giorno dopo non ci sono più stati problemi.

Emy ha detto...

Ma neanche da pensare che ti stia prendendo per il naso, perchè dovrebbe farlo? :-)
Comunque prova a pensare a come lei si senta, prova a pensare a quando da piccola arrivavi in un posto nuovo pieno di altra gente.
I bambini imitano tanto, ma perchè lei dovrebbe giocare con quei bambini se tu non lo fai?...c'è qualcosa sotto :-) .
Non dare per scontate le cose .
Io ti consiglio...inserisciti anche tu un pochino...leggile un libretto...
Sappi che per la legge di Murphy, più desideri che lei resti tranquillamente a scuola, e meno lo farà. :) .Più vorresti il minimo cenno che lei sia scontenta per riportartela a casa, più è certo che la sua manina dirà ciao lasciandoti con il cuore spezzato a girare i tacchi e tornare a casa pensando a cosa hai sbagliato per avere una figlia a cui non frega nulla di stare con sua mamma :-))

Puo' andare bene l'andare via senza salutare SOLO se le avevi già spiegato in precedenza che tra poco saresti andata via.
Ci sono alcuni bimbi che si commuovono solo alla visione della madre che esce, perciò se non la vedono fisicamente uscire è meglio, ad altri bambini invece fa meglio poterla salutare con tutti i crismi concordati: bacino, abbraccione, altro bacino, altro abbraccione e poi ciao.
Ma rivaluta la tua decisione se a te sembra troppo piccola, troppo attaccata a te, molti bimbi si smollano senza problemi se vengono rispettati nei loro tempi e quindi entrano in queste strutture nel momento giusto per loro.

luby ha detto...

ma solo a me mi hanno scaraventata dentro la classe con in mano un ovetto kinder e...un ciao con tanto di porta che si chiudeva.
ho pianto due giorni si,poi la mamma la salutavo e la mettevo io fuori dalla porta!

Katefox ha detto...

Io ho pianto per tutti i 15 giorni dell'inserimento....(sensi di colpa, lui che piangeva quando lo portavo e quando tornavo, non mangiava).
All'uscita un bambino disse"non ci voglio più andare all'asilo: c'è uno nuovo che piange sempre"..era mio figlio..quello nuovo..
Ora però, dopo due mesi è felice, chiama i bimbi per nome (come sottolinei tu l'amcizia ancora non c'è)...e posso dire che è una bella esperienza.
In bocca al lupo

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara,
l'inserimento di Alice, che ha 2 anni,è durato 28 giorni (li ho contati, più che altro li ha contati il mio ex datore di lavoro... ;-) in un asilo che di solito fa inserimenti di una settimana... anche lei voleva stare solo con me e mi si aggrappava con le unghie, anche lei non voleva partecipare alle attività degli altri bambini e per i primi tempi quando la lasciavo mi dicevano che poi alla fine non piangeva però faceva resistenza passiva (i primi giorni si metteva a dormire, per la serie "lo preferisco a stare con voi", in seguito se ne stava seduta su un passeggino in un angolo o in piedi sulla porta a guardare). chiaramente non c'è bisogno che ti dica che anch'io mi sentivo una merda. adesso ti dico, sono tre giorni tre di numero (quindi te lo riporto incrociando le dita) che quando la vado a prendere mi dicono che ha giocato ed effettivamente io entrando la vedo che sta ancora ravanando tra i giochi, anche se quando la lascio comunque piange e si dispera. anch'io invidio molto le mamme che accompagnano i bambini e non fanno in tempo a mettergli gli antiscivolo che quelli già si buttano nella casetta di winnie o a spostare robe o a fare costruzioni, però Alice (e credo anche Viola) non è così, e per la mia ti dico, non potrebbe essere altrimenti visto che anch'io ero una bimba assai riflessiva e sensibile. detto ciò, ecco il consiglio banale che mi hanno dato al nido, magari hai già provato ma con la mia ha funzionato quindi te lo dico lo stesso: una maestra mi ha consigliato di farle portare la mattina quando la accompagno un animaletto di peluche o una bambola a cui fosse particolarmente attaccata (con il tacito accordo che le maestre ne avrebbero salvaguardato in ogni modo l'incolumità rispetto agli altri nani). quindi alice va al nido ogni giorno con winnie the pooh, e ogni pomeriggio mi riporto a casa lei e lui. pare sia un oggetto transfer che non li fa sentire soli, che gli dà un'idea di "casa/sicurezza". con la mia ti ripeto, ha migliorato un po' le cose. ti faccio tanti auguri per l'inserimento, insisti perché sei sulla strada giusta. un abbraccio. chiara

maia ha detto...

Io ho 4 figli età 8-6-3-2, e lavoro in un asilo nido, per esperienza di mamma e per ciò che ho modo di vedere dove lavoro ti posso dire che l'inserimento spesso e volentieri è più per le mamme che per i bambini...
Nella maggior parte dei casi i bambini che si disperano hanno mamme che faticano ad andarsene, che sono ansiose e preoccupate, che si sentono in colpa. Quindi anzichè pensare alla bimba ti consiglio di pensare a te, a essere serena quando la porti che il nido non è mica un abbandono anzi, e di essere ferma, decisa , sorridente, soprattutto di non farla mai tornare indietro per salutarla, non insistere sui bacetti o il ciao con la manina ecc... non rimanere troppo, crea un piccolo rituale, come per esempio il vola vola in braccio alla maestra, le prime volte dovrai staccarla a forza ma è normale, poi la saluti le dici dove vai e che poi la torni a prendere, possibilmente guardandola bene negli occhi per farle capire che non c'è pianto che tenga, e poi te ne vai senza aspettare troppo, e senza fermarti alla porta per origliare, tranquilla. Normalmente dopo pochi giorni tutto è ok, il bimbo fa la scenata finchè la madre se ne va, poi in meno di due minuti si mette a giocare tranquillo. PIù tu sarai ferma, ovviamente in maniera dolce e affettuosa, più lei si sentirà sicura. Spero di esserti stata utile.

supermamma ha detto...

second ha fatto lo stesso più sentono che li vuoi lasciare più te lo fanno pesare, ci hi messo 3 settimane dico 3! per inserirlo ed è sempre stato bene, in più c'era il fratello nella stanza accanto alla fine pure io lo lasciavo che piangeva, le maestre me lo staccavano da dosso e io scappavo per paura che mi riacchiappasse
;-)insisti si abituerà e spiegale che vai solo un attimo poi la vai a riprendere

Anonimo ha detto...

Anche io alla materna ero posseduta tutte le mattine e me lo ricordo ancora ora a 26 anni! Il mio problema (che non ho mai confessato a mia mamma) era che non riuscivo a socializzare con i bambini e quindi rimanevo gran parte della giornata a giocare da sola o con Michele, l'unico bambino down. Non so se può servire, ma potresti invitare uno o due bimbi della scuola a passare un pomeriggio da te così poi quando la porti la mattina lei riconosce gli amichetti. Con me penso avrebbe funzionato ma non so se per la tua bimba il problema è questo.
Vale

Anonimo ha detto...

Che ti devo dire, l'ho passata anche io!

Con la grande per l'asilo, a tre anni, alla faccia di quelli che "ma si, è andata al nido, non se ne accorge neanche". 3 mesi di pianti. E ogni mattina a dirle "amore, ci devi andare, non possiamo cambiare questo, puoi decidere se andarci contenta o triste".
Triste.
Va bene, mamma ti vuole bene lo stesso.

E vai così 3 mesi. Poi passa...

La piccola è durata meno, all'asilo, ma stessa scena tua, koala abbarbicato addosso, e quando me la tiravano via unghie piantate nella pelle e un male cane. Stile che "a questo punto è uguale se ve la lancio?"

Però quando stavo in classe con la grande ho provato con lo stile "soprammobile": mi sedevo in terra. E basta. Facevo letteralmente il soprammobile.

Mamma vieni?
No, i grandi non possono giocare
Mamma mi prendi quello?
No, le mamme non possono toccare.
Mamma mi prendi in braccio?
No, non devo farmi vedere tanto dagli altri bimbi, sto qui seduta in terra.
Mamma, mi siedo sulle tue gambe
Zitta.

Prima o poi si rompono.

shestoomuch ha detto...

Probabilmente te l'avranno già detto, ma sfogliando Donna e Mamma mi sono imbattuta sulla foto del tuo libro. Non ho ancora letto l'articolo ma sei citata insieme ad altri libri.
Per l'inserimento la soluzione che abbiamo trovato io e le educatrice è: quando la bimba capisce che devo andare e mi si aggrappa alle gambe l'educatrice prende un pezzo di pane e le dice se ne vuole un pezzo. Quando mia figlia vede il pane si dimentica di me per quei cinque minuti che mi servono per scappare. Mi hanno detto tutti che ho una figlia venduta...

muccachicca ha detto...

Anche io penso che il "piange o non piange rimane li" sia la soluzione giusta...
il mio biscottino è ormai inserito da un mese e mezzo, è felice di stare al nido e quando la mattina stiamo per uscire mi da le braccia per farsi mettere il giacchetto per uscire. arriviamo al nido con grandi sorrisi quando vede le maestre... e ...
e quando sto per pensare di girare per andare via comincia un lamento tipo sirena della polizia e mi si avvinghia alla gamba, o a qualsiasi parte di me dove arriva prima....
la maestra lo prende, lui mi guarda con una espressione tipo " mamma disgraziata mi hai generato solo per abbandonarmi" poi il tempo che arrivo al cancello ( ho le prove perchè sono tornata indietro senza farmi vedere) già giocava con quello che gli capitava sotto tiro...
ergo io tutti i giorni mi sento una merdina in quei minuti in cui lo vedo così sofferente e disperato, ma mi faccio forza e mi dico è solo scena vai e compi il tuo destino...

Michela ha detto...

Io non sono child-free ma pluri baby-sitter di bimbi in età da asilo..come si fa a lasciarli là a piangere?? :(

Mamma con i tacchi ha detto...

La mia Pulce non ha avuto problemi ma ogni tanto mi chiede "perchè non vieni anche te all'asilo?"

Anonimo ha detto...

prova commento per verifica funzionalità

Wonderland ha detto...

Beh, mi pare che il "molla e scappa" sia una delle soluzioni più quotate... Argh. Ecco, forse ha ragione chi dice che se la mamma ha un po' di timore automaticamente il nano diventerà l'anticristo delle scenate da asilo.
Boh, secondo me dipende molto da bambino a bambino e le regole generali come sempre vanno riviste di caso in caso.
La Porpi è una delle bambine più sensibili che io conosca. Piange per niente, e soprattutto è ancora nella fase "degli altri nani non me ne può fregà de meno". Non so se questo cambierà a 3 anni, intanto vedo che le costa proprio fatica, al parco come all'asilo come a casa dei bambini, socializzare e giocare insieme (o in parallelo).
Anche per questo pensavo che l'asilo potesse aiutarla, invece la vedo proprio diffidente, disinteressata.
Vedremo come andrà lunedì ma una cosa è certa: non credo di resistere molto se la sento piangere disperata, andare in apnea e vomitare dietro una porta chiusa.
Mi fa tanto Estivill questo metodo...

Ioletta ha detto...

La mia esperienza è abbastanza differente, nel senso che io ho inserito Bì al nido a 10 mesi, e posso dire una cosa? secondo me prima è meglio è, più sono piccoli e meno fanno scenate. Adesso la mia piccola ha 19 mesi, frequenta il nido a tempo pieno e devo dire che le piace e si diverte molto con gli altri nani (in particolare con un biondino sui 3 anni, ma va beh). Comunque confermo, l'unico metodo è depositare e fuggire.
Queste piccole carogne capiscono perfettamente che piangendo causano malessere e ripensamente, e cercano di usare il loro potere: lasciala lì, e pensa che non la stai lasciando a scavare in miniera, ma in un posto dove può solo divertirsi, sicuramente più che a stare a casa con la nonna. Resisti!

frantola ha detto...

Mah in effetti uno dei miei primi ricordi è l'asilo. quanto lo odiavo.
io volevo starmene seduta in un angolino da sola. andare in mezzo agli altri nani proprio non volevo.
son cresciuta con due sorelle molto più grandi di me quindi ero abituata a stare coi grandi.
capisco la piccola viola.
alla fine la soluzione è stata in effetti l'affiancamento della bionda caterina, indirizzata dalla maestra. mi è stata vicino piano piano e mi ha aiutato a stare con i bimbi.
ognuno ha il suo carattere e non siamo tutti estroversi e socialoni. ma c'è spazio per tutti.
e tocca ad ognuno di noi dover affrontare i proprio demoni e confrontarsi con gli altri, quindi, non c'è scampo, prima o poi si deve cominciare!
in bocca al lupo alla piccola viola. saprà costruirsi la sua personale strada ...

con la mia bimba invece siamo fortunati. è molto socievole. al nido fa il pianto del distacco (1 minuto). e poi è tranquilla tutto il giorno.
in compenso qualche volta la lacrimuccia è scappata al papà che la accompagna e che è piuttosto sensibile.
d'altra parte il lunedì mattina, il pensiero di affrontare la giornata... viene da piangere pure a noi.

Anonimo ha detto...

io sarò un pò più brutale dele altre... sei tu che devi lasciarla lì! Non si può che piange e ottiene ciò che vuole (almeno a leggerti pare così)... piange e viene nel lettone, piange e tu rimani lì da lei... quello che scrivi sul fatto che non socializza cn altri bimbi, è del tutto naturale in questa situazione, lo avevo notato già da molto tempo, fra le righe... mi pare di capire che ha sempre visto pochi bambini e che tu sei una figura molto presente nella sua vita. E' naturale che il distacco sia difficile, che si tratti la sera x dormire o la mattina x andare all'asilo.
Ma se tu per prima non trovi il coraggio di cambiare le cose, le non si "sgancerà" mai.
Scusa il papiro... in bocca al lupo!
ps. non voglio che sembri che sto dicendo che la colpa è tutta tua o che l'hai educata male...ma ci vuole polso ;) oppure no, ma allora il prezzo da pagare è questo, e lei diventerà sempre chiusa e "mammona"..pensaci!
Silvia

carmen ha detto...

Assolutamente maniere forti, concordo con chi ha detto che l'inserimento è per le mamme! I bimbi oggi sono svegli, svegli e furbi e ci capiscono al volo, ci prendono sul lato debole.
Devi farti vedere decisa e mollarla lì...poi magari esci e vai in crisi, sentiti una cacca, piangi ma davanti a lei...DECISA!
Te lo dico per esperienza!Un bacio!

fefè ha detto...

io lo faccio per mestiere quindi mi permetto di darti il mio consiglio:
premetto che sono laureata in scienze dell'educazione e sto prendendo quella in scienze della formazione primaria..ho lavorato in un nido e ho fatto la babysitter (7ore al gg) ad un bimbo che era morbosissimo con la mamma...(ti ho scritto queste cose non per vantarmi ma per dimostrare che forse ne so qualcosa)...
il mio parere è che devi assolutamente fare un inserimento del tipo che tu ti metti vicino a lei nell'ambiente di gioco..puoi starci anche 2 ore finhè lei rassicurata andrà a giocare...ci andrà,..ci vorràun po' forse per staccarsi ma lo farà..tu però non le devi parlare in continuazione facendole domande...magari prendi un gioco e ci giochi un po'...poi magari mettiti vicino a qualche altro bambino di modo che lei guardi ciò che fa lui/lei e magari ne sia incuriosita e inizi a giocare con lui staccandosi da te...

dopo questo il giorno dopo lasci Porpi una mezzoretta...il giorno dopo di nuovo...il giorno dopo 1 ora...è normale che pianga..che abbia crisi isteriche...è normale...ma se tu continui a rimanerle attaccata per non farla piangere lei non si staccherà mai capici?i bambini sanno essere para... furbi diciamo così...e se capiscono che tu non la lasci perchè sennò piange è la fine...piangerà sempre.-...se invece vede che tu la lasci anche se piange prima o poi si rassegnerà e capirà anche che con i bambini sta bene...GARANTITO....ho visto inserirsi bambini impossibili..perchè non dovrebbe succedere anche a Porpi?ci vuole solo un po' di autorevolezza da parte tua...il senso di colpa che avrai sarà comprensibile...e ci sarà...ma lo supererai...
per qualsiasi cosa chiedi pure!!

federica

emily ha detto...

falla portare dal papà. con mio figlio funzionava. con me faceva scene strazianti degne di un oscar, roba da farmi andare al lavoro col marchio di madre infame, con lui lo salutava dalla porta, tipo uomini duri che nn devono chiedere mai.
prova con suo padre, vedi se funziona

Micol ha detto...

La mia piccola esperienza ti dice di farti forza sopratutto tu. I bambini se scoprono un lato debole della madre si buttano come pesci nell'acquario. L'unica è farla interessare a ciò che fanno gli altri bimbi, sopratutto qualche femmina che magari sta proprio giocando in quel momento con qualcosa che reputi interessante per la tua porpi. Cerca di interagire amichevolmente con le maestre, prova a parlare anche con qualche bimbo, falle sentire che sopratutto TU ti senti a tuo agio, non ci sono preoccupazioni in vista.
Poi salutala, un bel bacio, un abbraccio (ma fallo srmpre anche in mezzo al pianto perché deve sapere da te che adesso andrai e tornerai comunque).
Poi, piangerà, ti sentirai il cuore in tumulto, nonché lacrime pronte a scorrere copiose ma fa niente, nasconditi dietro la porta, allontanati dalla sua visuale e attendi... che finisca la crisi di pianto, un minuto, forse pochi secondi perché le maestre sanno come distrarre e coccolare una cucciolina in crisi.
Con mia figlia piccola ho fatto così, è stato un anno estenuante il primo perché se si ammalava e stava a casa due settimane dovevamo partire dall'inizio. Poi però ha adorato l'asilo, le maestre, i compagni, l'ambiente, tanto che ora durante le prime settimane di elementari siamo andate più volte a salutare le maestre e i compagni.
Con calma, tranquillità, che è difficile da tirar fuori in momenti simili ma che deve partire da te, dalla tua consapevolezza che la porpi starà bene anche in un ambiente nuovo e senza te!
Forza, ce la farete!!!!! ^_^

Wonderland ha detto...

Insomma pare che la chiave sia la tranquillità mia. Che però vacilla nel momento in cui la vedo piangente e convulsionata. Ok. Un cane che si morde la coda. Io sono per metodi più soft solitamente, ma se la terapia d'urto è l'unica... certo, l'importante è che non la traumatizzi perché ho sentito almeno due mamme che dicevano "certo, mio figlio a 2 anni l'ho portato tutti i giorni e non ha mai smesso di piangere, ora che ne ha 3 è tutta un'altra storia". Ecco: così mi pare troppo.
Però è anche sano e giusto distaccarla un po' da me (per chi diceva: "ci sei stata sempre e troppo insieme"... ehm, in che lingua lo devo dire che lavorando da casa è praticamente inevitabile???) vediamo che succede domani. Sempre che andiamo, perché io sto influenzatissima oggi -.- Magari mando il papà, con lui non ha un grandissimo attaccamento "koalizzato", vedi mai che si butta tra le braccia della maestra.

Mia ha detto...

Porpi furbetta!!!!
Mi sa che davvero l'unico modo e mollarla e scappare!Piangerai più te di lei probabilmente ma....
Pian piano capirà che mamma se ne va ma poi torna. E' questa la loro paura più grande sai, che la mamma non torni...
In bocca al lupo per domani!

ilmiomondonuovo ha detto...

Quoto la maestra che ti ha detto "Passiamo alle maniere forti".
Il mio cucciolo ha iniziato il nido a 15 mesi e in una settimana lo abbiamo inserito. Il problema è stato il rientro dopo l'estate, dopo due mesi passati a casa con me. Non ne voleva sapere e mi si akkoalava addosso. Dopo un po' di tentaviti "Eh dai, ma ti ricordi che ti divertivi tanto coi bimbi" e cose soft, la maestra mi ha detto "Quando tu sei pronta lo prendo e lo porto di là" e così abbiamo fatto. Sono rimasta dietro la porta e tempo 5 minuti aveva smesso di piangere.
Il giorno dopo ha smesso di piangere dopo 3 minuti, il giorno ancora dopo 1 minuto... e adesso entra da solo facendomi ciao ciao con la manina.
E non sentirti in colpa: hai bisogno del tuo spazio almeno la mattina, e stare coi nonni non è la stessa cosa che stare in un ambiente 100% a misura di bambino e soprattutto con altri bambini.

pamen ha detto...

Carissima Wonder,

non può venire da te la fermezza e la tranquillità: devono essere altre figure che ti aiutano in questo senso, e, in particolare:
- le educatrici, che di solito, prendono il pupo e danno un taglio alle logoranti cerimonie degli addii.
- il padre, che può aiutare a mitigare il distacco pieno di pathos dalla madre.
- il tempo: la Porpi ha imparato a stare fuori dall'utero, ha imparato a fare a meno della tetta, può imparare anche a stare una manciata di ore senza di te. Sensibile o no.

Io ci sono passata due volte, l'ultima fresca fresca
(http://mamarketing.blogspot.com/2010/09/dolore-e-sollievo-cronaca-di-una-svolta.html)
posso dirti che:
- sì. è un pò come Estivill, un pò violento e crudele,
infatti è un distacco, mica pizza e fichi
- sì, se ci pensi troppo e razionalizzi ("forse non è pronta per socializzare" "oddio si traumatizza") ti tieni la pupa in groppa fino a 12 anni

E' ovvio che è un trauma, ma come qualcuna ti ha detto non è lei a doverti rendere la vita facile in questo. Mettiti nei suoi panni. Per ora sono estranei, mica è facile per lei. Ma se tu che la devi lasciare, non lei che deve farsi lasciare senza farti sentire in colpa.
E fino a 3 anni la socializzazione non è un loro bisogno. Ma possono sopravvivere e uscirne più forti.

Sei convinta di aver diritto a qualche ora per il tuo lavoro e per la Chiara extra-mamma?
Sei convinta di lasciarla in un posto che ti piace ed è a sua misura?
Sei convinta che Viola non morirà, ma imparerà a starci volentieri (col tempo!) e a trarne mille stimoli?

Se davvero sei convinta (se così non è torna al via e ripensaci) tira fuori la tua grinta e trasmetti a Viola che, si, la mamma la molla, ma poi torna sempre.

Poche ore ai bimbi volano.
In quelle ore può fare esperienze molto arricchenti.
Anche saper stare lontano dalla mamma è una forza che va conquistata.
Tu in quelle poche ore ti ripigli un pò di vita.

Vai e inserisci.
E se sei disperata vatti a rileggere il tuo libro: tutto quello che al momento ti sembrava insormontabile poi si supera...Sarà così anche per questo.

Con affetto
Pamen

pamen ha detto...

Un'altra cosa: mi a che noi genitori di oggi ci facciamo un pò troppe seghe mentali per la paura di traumatizzare i figli.
Il distacco è un trauma, essere genitori è un trauma, crescere è un trauma, la vita è un trauma. Nulla che non si possa superare, però.
Meglio che si abituino.

Te lo dice una che lavora da casa e la cui figlia dopo 1,5 mesi ancora piange all'arrivo al nido, e io ci sto di merda, sì. Però poi lei gioca tranquilla, e io da quando ho 6,5 ore per lavorare come si deve...SONO UNA MAMMA MIGLIORE e persino più felice di essere mamma. Se fossi dovuta tornare in fabbrica dopo 4 mesi non avresti (e pure io, sia chiaro!) neppure avuto il lusso di permetterti troppi dubbi esistenziali!

baci Pamen

Anonimo ha detto...

Ai primi di settembre ho inserito la mia biomba di un anno al nido: la prima settimana erano pianti, singhiozzi, la lasciavo salutandola col sorriso e fuori piangevo più di lei. Per 4 gg ha pianto tutto il tempo che stavo via e quando andavo a prenderla mi stava attaccata stile cozza per il resto del giorno; il quarto ha fatto sciopero: si è messa in un angolo e nessuno poteva toccarla. Dopo una settimana dovevo tornare in ufficio ed ero disperata. la settimana successiva la svolta ed adesso sta benissimo. Tieni duro e ce la farete.

giulia ha detto...

ciao wonder,
Io saro' impopolare, ma NON sono per le maniere forti...
Ogni bimbo ha i suoi tempi, differenti. Forse Porpi non è pronta. O forse non lo siete entrambe - e anche questa ipotesi mi sembrerebbe assolutamente naturale e giusta -
Io farei un passettino indietro... Già abitualmente non ama stare con i bimbi, figurarsi con una 15ina di bimbi!!!
Io farei un lento reciproco lavoro di distacco, magari portala Tu a casa di tua mamma, o chiedi a una amica la sua complicità e falle fare qualcosa con lei.
Oppure prendi una baby sitter che stia con Porpi mentre tu lavori... Ma non smettere mai il tuo ruolo di base sicura per lei. Stessa cosa quando hai un neonato e dicono di lasciarlo piangere... "tanto poi smette, si addormenta". Dorme? No ha chiuso i contatti con il mondo.
Non ti conosco ma ti abbraccio. Fai quel che ti dice il tuo cuore e il tuo istinto. A costo di essere impopolare.
Giulia

erounabravamamma ha detto...

ola', wonder... be' ma se rileggi bene il mio post noterai anche che ho scritto che l'inserimento della pupa, invece, è durato UN ANNO, perciò massima solidarietà (e non ti auguro niente di simile)

Daniela ha detto...

I miei figli sono grandi, con la prima non ho mai avuto problemi, ma ricordo una sua compagna di asilo che per TUTTI i giorni di TUTTI i 3 anni di scuola materna è entrata piangendo. L'accompagnava il papà perchè la mamma non riusciva a lasciarla in lascrime, lui la lasciava sulla porta e le diceva "Ciao Caterina..." lei era disperata, lui chiudeva la porta e lei correva tutta allegra dalle maestre e i compagni!!
VOLTAGGABBANA!!
Però mi è stato utile con il secondo...inserito al nido in un battibaleno, andava molto volentieri per i primi 2/3 mesi poi ha iniziato a piangere prima di entrare, poi quando salivamo in macchina e poi addirittura quando passavamo dalla strada del nido in orario non scolastico...memore dei pianti di Caterina lo salutavo, lo mollavo e mi facevo i 50 km che mi separavano dal lavoro piangendo, lui, il vigliacco, ovviamente smetteva subito!!!
Abbiamo finito il nido così...una pena....

Cristiana ha detto...

Ci siamo passati l'anno scorso, quando Greta aveva 12 mesi... i primi 15 gg sono stati durissimi ma fondamentali. Il mio consiglio è quello di lasciarla, piangerà ma è lunico modo, l'unico.
Fino a che sarai accanto a lei, non ti lascerà mai andare. Meglio un distacco netto... Io mi facevo forza, rimanevo ffuori dalla porta anche x 20, 30 minuti..e nn appena la sentivo placarsi andavo via.
Lo so che è come una pugnalata, è crudele ma non cè, davvero, un altro modo....;-(
Imbocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Se posso aggiungere la mia recentissima esperienza: Albi è stato appena inserito all'ultimo anno di nido, ha la stessa età della porpi, secondo me hanno gestito l'inserimento dei bimbi davvero benissimo.
Innanzitutto solo 5 giorni di insrimento, concentrato (gruppo di 5 bambini per volta, un gruppo a settimana)con anche la nanna nell'ultimo dei cinque giorni. Questo significa che dopo la prima settimana abbiamo inziato a portarlo regolarmente tutti i giorni con orario dalle 8 alle 16.
Seconda cosa importante la gestione del distacco. La maestra ci ha detto di essere nel distacco ferme e brevi. Di spiegargli perchè si sta andando via (la mamma va a lavorare/va a fare la spesa/...) di dare un bacino ed uscire, senza stare a vedere come reagisce, se piange, senza dimostrarsi titubanti.
Il mio le prime tre volte non sapeva bene cosa significasse il fatto che stavo andando via e non ha pianto. Poi quando ha capito che me ne andavo ha cominciato con i pianti. L'ho anche lasciato qualche volta completamente seduto per terra che sbatteva le gambette tutto arrabbiato. Le maestre mi hanno detto che se piangeva troppo dopo andata via mi avrebbero chiamato e non è mai successo. Mi dicono che dopo qualche minuto si metteva a giocare e a fare le sue cose. Ora come ora, passato un mese e mezzo dal primo giorno, Alberto entra nella stanza dei bimbi e nemmeno mi guarda mentre me ne vado sigh! Ma ben per lui! Ciao Elle

CosmicMummy ha detto...

non preoccuparti, si abituerà. tanto da non voler più andare via da lì quando vai a prenderla. è difficile, ci si sente crudeli, ma bisogna girarsi e non tornare indietro, inflessibili. magari poi ti chiudi in macchina a piangere ma lei non deve capirlo. e fidarsi delle maestre, che sono competenti e sanno cosa fare. e far vedere a lei che ti fidi di loro. e poi basta con questa storia che i bambini stanno meglio a casa, con i nonni! i bambini all'asilo si divertono da matti, fanno cose che a casa non farebbero mai e soprattutto sono fra coetanei. l'asilo è un'opportunità di crescita e di educazione e dovrebbe essere un diritto per tutti. oltretutto andiamo verso l'inverno, quando farà freddo e pioverà a dirotto, ma cosa fa tutto il giorno chiusa a casa? forse passerà la giornata appiccicata alla TV?

coraggio, stai facendo la cosa più giusta non solo per te ma anche - e soprattutto - per lei!

Pupazz ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pupazz ha detto...

Mah.. difficile dire, il mio pargolo era contentissimo, era mia moglie che stava in ansia! ;)

Dipende dai caratteri e dalle sensibilita' che sono variabili da pupo a pupo.

Dipende anche da come si e' interagito fino a quel momento col il tiranno da mezzo metro. Piu' sei protettiva/o e piu' e difficile farlo esplorare.

..e poi quello che nun t'ammazza te ingrassa!

maia ha detto...

Secondo ma bisogna tener presente che l'inserimento alla scuola materna e al nido sono due cose molto diverse, sia per l'età dei bambini sia per i metodi utilizzati. Nel nido in cui lavoro l'inserimento viene fatto in maniera molto graduale, con la mamma che resta inizialmente due ore, poi una poi ecc...ma il tutto ha comunque un limite di tot settimane, non si può andare avanti a oltranza, altrimenti non ha neanche senso fare un inserimento. Ci sono dei tempi e dei limiti, ognuno ha i suoi tempi certo, ma i bambini fin da piccoli hanno anche bisogno di limiti, questo non significa usare le maniere forti e crudeli, anzi. Faccio un esempio: è molto probabile che un bambino lasciato in una camera piena di giochi non sappia cosa scegliere,dove andare ecc.. mentre se gli viene data possibilità di scelta tra due giochi si senta più sicuro. Anche per gli adulti è così, troppa scelta non ti da scelta..avere dei confini e quindi delle regole è utile. Questi limiti li stabilisce la madre, non il bambino. Ognuno a modo suo, certo non con il pugno di ferro. Probabilmente la tua bimba è la più sensibile che conosci perchè giustamente è l'unica che conosci così profondamente, ma come metro di misura del suo malessere al nido non ti consiglio di prendere i suoi pianti al mattino, nel caso avesse veramente problemi di inserimento ci sono altri segnali da guardare, cambiamenti che puoi notare nel dormire, o nel mangiare, o comunque nei momenti in cui è a casa. E guarda che io sono una di quelle che hanno allattato per 2 anni ogni bimbo, che me li porto tutti nel lettone anche adesso, insomma, non proprio una dura! Fermezza non vuol dire essere duri...ops scusate ho scritto troppo

Anonimo ha detto...

Ciao ti seguo da poco e mi diverto tantissimo a leggere i tuoi post. Sono un'educatrice di nido e di casi come il tuo ne ho visti tanti. compresa la mia bimba che ha 18 mesi e che per due-tre giorni mentre la maestra la portava in classe lei con le braccia protese urlava "Mammaaaaaaa!" Ed è stato straziante anche per me che sono del mestiere e che so che appena chiudono la porta passa qualche minuto e giocano tranquilli.
Ormai il vostro è diventato un braccio di ferro, lei sa che la prenderai in braccio, che rimarrai lì. Ti sta sfidando e logicamente ha timore di questo posto nuovo e di questo persone che deve imparare a conoscere. Quello che posso consigliarti è di provare a portare insieme a lei un giochino, anche detto oggetto transitorio. Un bambolotto, orsacchiotto o un qualsiasi altra cosa che le ricordi casa (mi raccomando assicurati di averne un doppione che se poi lo lasciate a scuola è finita!!!). Inoltre bisogna essere sempre positivi, mai dire "non vuoi andare dalla maestra?" "non vuoi giocare con i bimbi?" non risponderanno mai di si. Meglio "Andiamo a giocare?" Ad esempio con la mia inizio già da casa a parlarle della scuola :ora andiamo da Barbara, dai bimbi, mamma torna presto. Sono sicura che giocherai e ti divertirai!" Non so come funziona nel tuo nido ma noi facciamo un inserimento graduale. Primo giorno tutto il giorno insieme a mamma in classe, secondo giorno mamma si allontana 10 minuti, terzo giorno un'ora o un'ora e mezza, fino ad arrivare al saluto sulla porta. Scusami forse mi sto dilungando troppo è che ho a cuore questo argomento perchè ogni volta che mi trovo all'inizio dell'anno con bimbi nuovi la mia maggiore preoccupazione è che l'inserimento avvenga in maniera tranquilla non solo per il bambino, ma anch per il genitore perchè me li vorrei abbracciare tutti quando piangono a dirotto pensando di essere delle pessime mamme e dei pessimi papà perchè stanno lasciando i loro figli piangere.Presto la tua piccolina capirà che la stai lasciano in mani sicure e che tornerai presto e ti accoglierà senza nemmeno una lacrima!
Spero di non averti annoiata
Complimenti ancora per il tuo blog

Valentina

Chiara ha detto...

sì, però a parte tutti i consigli... continuo a collegarmi ai commenti perché veramente spero ci sia stata una svolta, avendo vissuto un'esperienza di inserimento molto simile (siamo quelle che vanno al nido con winnie,... a noi il trend positivo sta continuando da una settimana, ma incrocio le dita...). come sta andando? siete tornate? fatto qualche miglioramento? aggiornaci!... e in bocca al lupo! chiara

Chiara ha detto...

lo riscrivo perché non so se al primo giro me l'ha preso... in caso perdona il doppione... ma a parte tutti i consigli, come sta andando? siete tornate? ci sono stati dei miglioramenti? aggiornaci e... arinbocca al lupo!

cecilia ha detto...

Ciao!
Ti dirò quello che con la mia ha funzionato in maniera incredibile: parlarle occhi-negli-occhi da grande-a grande.
Puoi iniziare già la sera prima, con tutta la calma e la dolcezza del mondo, ma estremamente ferma. Ormai è grandina, il linguaggio lo capisce alla grande e generalmente apprezzano essere trattati con rispetto:
"Porpi, domani la mamma ti porta all'asilo...io lo so che tu preferisresti stare insieme, ma domani mattina proprio non si può. Tu ti comporti da bimba grande e non piangi... ecc ecc. Poi la mamma torna a prenderti, lo sai che la mamma torna sempre (anche quando vorrebbe darsi alla fuga in Brasile - omissis) e che non ti devi preoccupare..."
Poi la mattina dopo idem. Mentre la prepari e la porti glielo spieghi bene e le racconti le cose belle che farete insieme quando vai a prenderla (le cose più normali del mondo).
Se sono trattati con rispetto e fermezza generalmente rispondono con la stessa moneta...
ma tu non mollare: glielo spieghi e rispieghi, che le darai un bel bacio e andrai via. e così farai.
giuro che la parola molto più che l'azione funziona con i piccoli nani dueenni...

Anonimo ha detto...

completamente d'accordo...parlare - sempre - spiegare - anche di più...fino ad esaurirsi, perchè è una fatica immensa.

ogni mattina dice che non vuole andare e le ripeto i motivi per cui l'asilo è bello, che mamma esce per fare spese e che poi tornerò a prenderla con il dolcetto che ama (lei pranza all'asilo).

non è mai del tutto convinta ma accetta tacitamente ormai, i primi 10gg erano pianti disperati sull'uscio della scuola...e io me la staccavo amorevolmente, sempre col sorriso, ripetendo come una psicotica 'a dopo amore'.

è stata dura, mi sembra che ora dopo un mese vada di gran lunga meglio, ma osnoc erta che le pause lunghe siano terribili perchè poi si ricomincia coi convincimenti e i lunghi discorsi.

l'unica cosa reale da fare è convincersi noi in primis che sia la cosa giusta da fare, che le fa bene, che la aiutiamo ad individuarsi...perchè se poco poco non siamo certe loro lo capiscono e fanno leva sulle nostre incertezze. che poi ci fanno tenerezza e li terremmo con noi pur di non farli disperare...ma non devono capirlo!!!!

Anonimo ha detto...

Controcorrente anch’io. Sinceramente non mi sembra per niente normale che un bambino si disperi in questo modo. Passi un piccolo pianto di distacco, genere “mi dispiace che tu te ne vada”, e che si solito cessa appena la mamma si è allontanata. Ma convulsioni e vomito che continuano anche dopo che la mamma non c’è più mi sembrano davvero troppo. O la Porpi è un asso del capriccio, o c’è qualcosa che non va. Io credo che innanzi tutto mi chiederei se quell’asilo in particolare è il posto giusto per mia figlia: dal poco che ne hai raccontato, qualche dubbio mi verrebbe. In alternativa, valuterei l’atmosfera familiare che circonda il concetto di asilo: se la bambina respira anche solo in parte un clima del genere “povera creatura abbandonata in un posto triste e desolato”, ovvio che non avrà nessuna voglia di andarci. Di sicuro non credo che le maniere forti siano una soluzione, anzi, se davvero c’è un problema rischiano solo di peggiorarlo. Ricordiamoci sempre che quando una persona vive un disagio, prima o poi lo butta fuori: magari dopo tanto tempo, magari in modo che nessuno si aspetta. E allora sì che rischiano di essere cavoli.
Ciao
Bianconiglia

bea ha detto...

Ma non mi sembra che qui si stia parlando di "convulsioni e vomito che continuano anche dopo che la mamma non c’è più"( vedi post di bianconiglia), nel post iniziale io leggo "Lei ha un certo talento nel piangere. Inizia sommessa, poi parte coi singhiozzi, in seguito va in apnea finchè non vomita. Non appena la riprendo in braccio, ride."
Solitamente il vomito autoindotto nei bambini piccoli è un modo di comunicare un rifiuto, un modo per evitare di affrontare esperienze nuove, per imporsi. Sembra che la bambina abbia l'abitudine a provocarsi il vomito anche in altre circostanze, quindi non è da attribuire a un malessere derivato dal nido, anche perchè i giorni passati al nido sembrano essere stati effetivamente pochissimi. Quella del vomito è una cosa molto comune, in questo caso si potrebbe cercare di insegnare alla bambina nuovi modi di esprimere i propri rifiuti, in maniera che abbandoni l'abitudine del vomito. Queste nuove modalità le troverà la mamma dopo aver attentamente analizzato le diverse situazioni in cui questo avviene. Per quanto riguarda l'inserimento al nido.... ci piacerebbe sapere come è andato in questi ultimi giorni, spero meglio!

Roberta ha detto...

Ah, quanto ti capisco!!!!
Ma il metodo migliore è nel primo suggerimento, lasciala e vai via... piano piano smetterà di piangere...
Un abbraccio soldiale,

Roby

Blog Widget by LinkWithin