Come farebbero le povere neomamme senza quella caterva di indicazioni a buon mercato che amiche, parenti e conoscenti snocciolano a raffica non appena il fatidico momento del parto si avvicina?
Ma soprattutto: come farebbero loro a non elargire presenti per il pupo, senza l'accorato e disinteressato parere delle commesse dei negozi per bambini?
Proprio ieri ho comprato un regalino per il pupo in arrivo di un'amica di Lui, e non ho potuto fare a meno di origliare la conversazione tra la solerte commessa e una generosa quasinonna.
Neononna: "Ah, bellina questa tutina. Questo lo prendo..."
Commessa: "E' taglia zero signora, la taglia zero non va quasi a nessuno. Ormai nascono tutti bimbi grandi, mica come una volta.."
"Eh si, il mio nipotino è stimato già tre chili. Taglia uno, dice?"
"Assolutamente, taglia uno da subito."
Anche a me avevano raccontato questa storia, tanto che quel paio di body taglia zero che mi avevano regalato non li avevo nemmeno portati in clinica. Ecco: mia figlia è nata di tre chili e mezzo e, nonostante questo, col body taglia uno sembrava Eminem.
"Quanti ne vuole signora?" ha continuato la commessa.
"Me ne dia due."
"DUE? Solo due? Guardi che i neonati si sporcano in con-ti-nua-zio-ne."
Oh certo, con questo criterio ho passato i primi due mesi di mia figlia a cambiarla tre volte al giorno. No: non perché effettivamente si sporcasse così spesso, ma per dire di aver usato almeno una volta tutti i completini regalati da nonne et similia.
"Ma che dice" ha continuato la nonna "li prendo tutti taglia uno?"
"Ma si signora, per i mesi successivi ci pensa la mamma."
Anche ai miei parenti avevano fatto questo ragionamento. Risultato: il primo mese avevo quindici repliche di tutto: body, tutine, pigiamini, cappellini, calzini. Dal terzo mese in poi, il vuoto cosmico.
Ricordo benissimo il giorno in cui ho dovuto pensionare la taglia uno: improvvisamente non sapevo più come vestire mia figlia. E' finita che le ho infilato un pigiamino a due pezzi che le lasciava una consistente striscia di pancia scoperta e sono corsa all'Oviesse vicino casa.
E' finita in questo modo.
Prima ho espresso timidamente la mia opinione alla quasinonna con un: "non ecceda con i regali, tanto ci saranno anche quelli di amici e parenti..."
Poi la commessa mi ha incenerita e ha commentato: "ma di tutine non se ne hanno mai abbastanza."
Nell'indecisione, tra una sconosciuta in stivaletti borchiati e una solerte commessa col caschetto, ha scelto la seconda.
Si è caricata due buste colme e ha salutato gentilmente.
"Devo fare un regalo a un neonato" ho esordito allora io "quella tutina blu a strisce. Taglia sei mesi."
"Come sei mesi? Guarda che è brutto regalare una tuti..."
"Non ci provare."
"Ma al neonato si deve rega..."
"Guarda che con me non attacca. SEI. MESI."
"E la mamma che dirà?"
"Un giorno mi ringrazierà, fidati."
So che non sarà bellissimo tirare fuori un tutone grande sei volte più del neonato, ma è bello risparmiare ad un'altra neomamma una corsa all'Oviesse sotto casa col pupo con la panza di fuori.
Credo di sapere cosa scriverò sul bigliettino: "un giorno capirai..."




















