il blog di una mamma per caso

giovedì 22 aprile 2010

12 maggio

Sono rimasta colpita dalla quantità di suggerimenti che mi sono arrivati il post precedente, ma soprattutto dalla qualità delle vostre letture. L'ho sempre detto che ho dei lettori pazzeschi. Adesso i vostri suggerimenti sono in una lunghissima lista sull'iPhone, a portata di tasca per la prossima volta che entro in libreria.
E qui casca l'asino.
Nel senso, dopo citazioni come le sorelle Bronte, o Saramago, o Safran Foer, la Nothomb o la Allende, passando per la Fallaci e Carofiglio, o tutti gli altri che avete citato, arrivo io fresca fresca.
Qui.
Per parlare sempre di libri, ma in un altro senso.
Mi sentite fischiettare? Mi state osservando fare la vaga, con un certo divertimento?
E' così, ok: sto facendo la vaga.
La verità è che me la faccio sotto. Un'altra verità è che a fare sti annunci mi sembra di prendermi troppo sul serio. Ed è vero anche che al tempo stesso muoio dalla voglia di dirvelo.
Facciamo che al tre lo sparo fuori e via, aggiungiamo una notiziola a margine tra la quantità di informazioni che starete ricevendo e diffondendo oggi in rete. Unduettre...

12 maggio

Dodici maggio. San Nereo (Nereo?).
Il 12 maggio è stata inaugurata la Colonna Traiana, Venezia fu consegnata a Napoleone, ha aperto la Tate Modern di Londra, sono nati Katharine Hepburn, Fred Buscaglione e Jason Biggs, quello che infilava l'uccello nella torta di American Pie.
Ah, è anche la giornata nazionale dell'infermiere, che per una ipocondriaca come me qualcosa vorrà pur dire.

Per completare la lista di lieti eventi, il 12 maggio uscirà il mio libro.
Ecco, solo a scriverlo mi prende l'emozione. C'è chi dice che scrivere un libro è come partorirlo. Bene: è come partorirlo quando lo consegni finito, ma poi passa qualche tempo prima di vederlo.
Il 12 maggio vedrò per la prima volta la mia "seconda creatura".
Quella che non piange, non ha notti insonni, non fa le merdine a spruzzo, non dice "gnò" e non soffre un folle solletico sulla pancia. Ma che si è nutrita di tutti i pianti, tutte le notti insonni, tutte le merdine a spruzzo, tutti gli "gnò" e di ogni risata da solletico sulla pancia.
(dimenticavo: si è nutrita anche di svariati Mojito e Spritz).

Presto vi svelerò altri dettagli, dire tutto insieme mi prende un colpo secco, credo.

Intanto mancano esattamente venti giorni. Io inizio a contare :)

martedì 20 aprile 2010

Le librerie sono magiche

No, non sono in Giappone.
No, non vi dirò nemmeno se e quando ci vado, che se no me la tiro da sola.
Facciamo che se riesco twitto una foto dall'aereo, così, un giorno a caso.

Intanto ieri sono rimasta chiusa in una libreria per due ore. Con la Polpetta.
Abbiamo raggiunto Lui per pranzare tutti insieme, al che l'ho fatta addormentare per fare due giri. C'era il sole.
Eravamo io, il passeggino con dentro la Porpi addormentata, un biberon d'acqua, un ciuccio, un telo parapioggia diograziediograzie.
Tempo che s'addormenta e trenta secondi dopo iniziano le prime gocce. Allestisco con fierezza il telo parapioggia: credo sia la prima volta che prendo l'acqua solo io, tutte le altre l'avevo lasciato in macchina.
Cammino raso muro, bagnandomi per metà con le gocce d'acqua quelle grosse che scolano dai tetti delle case, ma almeno un piede su due è asciutto. Non si può dire lo stesso dei capelli.
Il cielo nel frattempo diventa da bianco a grigio topo, si alza il vento, piove in diagonale e le gocce sembrano ormai schicchere d'acqua sulla plastica trasparente che separa la Porpi addormentata
Mi guardo intorno: un Calzedonia, un negozio da uomo, uno di occhiali e una libreria.
So che ho pochi secondi per scegliere, dopo sarà diluvio.
La libreria è una scelta inevitabile. Attraverso la strada ed entro giusto in tempo per sentire il rumore secco delle prime palline di grandine che schioccano sul marciapiede.
Dentro.
In mezzo a scaffali di libri profumati.
Mentre fuori piove.
E la Porpi ANCORA DORME!
Credo di essere morta, forse sono in paradiso.

Corsie e corsie di volumi colorati, intonsi, con le pagine compatte, mai sfogliate, e le copertine che scricchiolano un po' quando le apri.
Ooooh... siiiii.

Narrativa, saggistica, viaggi, ricette, bambini.
Mi perdo un passo dopo l'altro, ogni tanto lascio il passeggino qualche metro indietro per avvicinarmi meglio agli angoletti nascosti, quelli con la monografia un po' vecchia o il libro di poesie.
Fin da piccola sono sempre stata attratta in modo irresistibile dai libri (La Storia Infinita docet). Ho sempre creduto che certe storie fossero magiche, capaci in qualche modo di uscire dalle pagine, di viverci accanto a lungo.
La commessa va e viene con il carrello, sistemando novità o titoli presi e poi lasciati in giro dai clienti. Non ha l'aria particolarmente felice, questo cozza abbastanza con la mia idea di bibliotecaria.
Forse è perché non è una bibliotecaria, direte, però sono convinta che chi lavora coi libri li debba amare. Per forza. Non c'è alternativa.
Mi guarda la prima volta, la seconda, la terza.
Poi parlo: "non posso uscire fuori con la bimba" come se dovessi giustificarmi.
In fondo è un diritto passare le ore in una libreria, altrimenti sarei entrata da Calzedonia - vorrei aggiungere, ma resto in silenzio.

Vorrei comprare un libro ma succede un po' come con i profumi: dopo averne sentiti tre il naso si ubriaca, lo sapevate? E allora diventa impossibile sceglierne uno.
A me è successo lo stesso: dopo aver letto venti diversi dorsi di libri, ero sbandata di parole. Non avrei potuto acquistarne nessuno.
Cosa cercavo? Non so, forse quello che cerco sempre nei libri. Emozioni. Una bella scrittura. Amore. Avventura, reale o metaforica. Pensieri. Novità. Sorrisi. Storie. Magia.

Proprio oggi ho chiesto su Facebook: consigliatemi un libro.
Bene, visto le tantissime risposte che mi sono arrivate, ripropongo la domanda qui, ma in un altro modo.
Qual è il libro che avreste preso se foste state al mio posto, ieri, in quella libreria? Un libro che vi ha catturato. Non importa che sia il più bello del mondo, o quello scritto meglio. Un libro che significa qualcosa per voi, che vi ha lasciato qualcosa, e che, se foste state nei panni della commessa di ieri mi avreste dato in mano e detto: ecco, leggi questo.

Ho voglia di leggere un bel libro, e non so quale :)

domenica 18 aprile 2010

Fiumicino: di voli cancellati, informazioni sbagliate e cocenti delusioni

Sono in casa davanti al mio Mac, dov'ero ieri sera e dove non avrei dovuto essere per i prossimi dieci giorni.
Eccomi, sono una delle migliaia di passeggeri lasciati a terra dall'eruzione del vulcano islandese comecazzosichiama. Ho perso alcune notti di hotel (troppo tardi per la disdetta), due rail pass se non li utilizzo entro tre mesi, tutta la felicità che avevo di partire per un viaggio in Giappone.
Il Giappone. Ecco: parliamone, perché visto che la nube viaggia verso il nord europa fino a ieri era considerata una meta sicura.
"Non si preoccupi, la rotta non è interessata" ripeteva la signorina del call center Alitalia. Volete sapere quante volte ho chiamato per avere aggiornamenti? Volete sapere com'è finita e perché nonostante io sia qui, ora, avrei invece potuto essere comunque su un volo direzione Tokyo?
Cominciamo dal principio.

ieri, ore 17
Consapevole che la situazione voli è a rischio inizio a documentarmi da siti e tg (aeroporti chiusi solo a nord e cancellazioni al centro, recitano) e a chiamare l'assistenza clienti Alitalia. "Tutto ok, il volo è operativo e la tratta non è interessata" il verdetto.

ieri, ore 21
controllo per scrupolo il sito Alitalia, dove il volo risulta CANCELLATO. Un attimo: io chiedo informazioni sul volo del 18 aprile mentre le informazioni che mi danno sono relative a quello del 17... niente da fare, qualsiasi data richiedo le informazioni sono relative al volo sbagliato. Richiamo il call center per avere conferma "no signora, a noi risulta puntuale e operativo". Provo anche a fare la procedura automatica inserendo il numero del volo "il volo da lei richiesto è puntuale in partenza e in arrivo". Mi rilasso.

Passo la serata a finire i bagagli, vado a letto e mi sveglio alle sette e mezza per finirli, chiudere tutto e andare in aeroporto per tempo. Il volo è alle 15.10 e basterebbe essere al check in un paio d'ore prima ma so che ci sono code per via delle cancellazioni, non vogliamo rischiare.

ore 10.45 circa
Siamo in aeroporto, Roma Fiumicino. Dai tabelloni il volo risulta attivo, nonostante sia circondato da impietose scritte rosse "Cancelled" relative ad altre destinazioni. Per sicurezza chiediamo al Banco Informazioni dell'Aeroporto di Fiumicino: grosso errore.
"Il volo di ieri è stato cancellato ma questo a noi risulta attivo" dicono.
"Sicuri?"
"Si qui a noi non risultano cancellazioni"
"A che ora apre il check in?" chiediamo, visto che al fantomatico banco non c'è anima viva.
"Oh è presto, apre alle 12, tornate verso quell'ora."

ore 11-12
facciamo un giro come consigliato, tanto il tabellone segnala sempre che il volo è attivo. Colazione al bar, puntatina al negozio di gadget dove Lui compra una custodia per il cellulare e io il cuscino gonfiabile per le 12 ore di volo. Passiamo in libreria, prendiamo libri e giornali, sempre in vista del volo. Bagno. Gomme. Fazzolettini. I soliti giri di rito col sorrisetto scemo di chi è felice di partire e si pregusta anche la poltrona dell'economy. Per me era così, almeno. Avevo salutato la Polpetta, predisposto tutto per lei, dalla nonna alle ore extra di tata, gestito gli impegni di lavoro, disdetto alcuni impegni, letto e scaricato l'impossibile sul Giappone. Ero proprio contenta, si. E poi mi ripetevo "la tratta non è interessata". Cacchio, andavamo dalla parte opposta del vulcano!

ore 12
Il check-in è popolato. Ci sono già una trentina di persone in coda e due hostess ferme, coi display spenti. Pessimo segno. Ci avviciniamo.
"Ma il volo è operativo?" chiediamo.
"No, è cancellato" dicono tranquille.
Io sbianco: "come cancellato? a noi al banco informazioni hanno detto che era attivo!"
"Ah, si vede che avevano informazioni sbagliate."
N.B. il banco informazioni è posizionato praticamente di fronte alla postazione di check-in per il Giappone. Roba che se avevano dubbi - o se vedevano i display spenti: non li hanno visti? - potevano semplicemente parlarsi vis-à-vis.
"Scusate, ma anche sul tabellone delle partenze risulta operativo..."
"Si vede che non è stato aggiornato."
Dalle ore 10.45 di mattina, vi ricordo. Con migliaia di passeggeri in attesa di sapere di che morte devono morì, vi ricordo. Con stato di allerta e perdite di centinaia di migliaia di euro per le compagnie aeree, i tour operator e i viaggiatori, vi ricordo.
"Sa, con questo casino sono normali problemi di comunicazione."
Sono... cosa? Normali? Con tutto questo casino se voi non comunicate noi siamo fottuti, cazzo! Ma loro parlano tranquille, serene, come fosse quasi ovvio.

ore 12.20
Telefonate disperate di rito. Agli alberghi, per tentare di disdire tutto. Ai parenti "no, non siamo più partiti". Twit desolati tipo questi qui sopra. Mio papà che si offre di venirci a prendere per pietà e commenta "almeno vi vedete il derby" -.-

ore 13
"Facciamo un ultimo tentativo al check-in, sul tabellone il volo risulta ancora attivo io non ci credo che non partiamo..."
Al desk ci confermano che no, il volo non parte, che il cartellone (dalle 10.45 ricordo) non è ancora stato aggiornato. Che quella cinquantina di poveri giapponesini in fila che non capisce un'acca di quello che sta succedendo, stasera se la dorme sulle brandine. E si che stanno peggio di noi.
Inizio a pensare che qualcosa non quadra, che così come te lo devi scoprire da solo che il volo è effettivamente cancellato, forse devi scoprire da solo anche qualcos'altro.
A confermare la mia teoria interviene tale steward di terra.
"Ma avete provato col volo della Cathay?" interviene sentendoci parlare.
"Eh?"
"Ma si, ce n'è uno che partiva proprio mezz'ora fa, faceva scalo a Hong-Kong ma aveva ancora dei posti liberi, ci entravate sicuramente. Alcuni passeggeri Alitalia hanno fatto scambio del biglietto e sono saliti."
Restiamo basiti.
"Perchè... noi...credevamo...il banco informazioni aveva detto... il display diceva... che era attivo... e al check-in non c'era nessuno... e poi siamo venuti qui... e nessuno ci ha detto niente, ne' che c'era possibilità di fare cambio di biglietti ne' che c'erano altri voli per Tokyo attivi..."
"In realtà si perché Alitalia per arrivare a Tokyo passa dal nord, e quindi si prende la nube in pieno, mentre Cathay passa da sud, e la evita."
Ci sentiamo scemi.
Ci sentiamo presi per il culo. Ci sentiamo impotenti.
Ci sentiamo "vatti a fidare del display che dovrebbe essere aggiornato e invece col cazzo. vatti a fidare del banco informazioni per i voli."
Ci sentiamo "ma perché queste del check-in non ce l'hanno detto prima, che esisteva questa possibilità, invece di lasciar correre così, come se uno i soldi per un viaggio li trovasse per strada, come se non si dovesse organizzare niente, come se...?"
"Potete provare a tornare domani" dice lo steward "c'è  un altro volo Cathay. Certo, è in overbooking e ha già una lunga lista d'attesa ma non si sa mai...magari qualcuno rinuncia."
"Si, uno dei cinquanta giapponesi sicuramente" commento.
"Beh si in effetti si aggiungeranno anche i giapponesi da rimpatriare..." commenta lui pensieroso.
"No, non parte! It's cancelled!" ripete alle nostre spalle la hostess del check in a una Tokyo girl con le calze di pizzo nere.

ore 13.30
Lasciamo l'aeroporto, delusi, pieni di rabbia. Mediamente depressi, anche.
Per la cronaca, questo è il tabellone. L'ho fotografato prima di uscire dall'aeroporto, alle 13.05 circa. Dichiara che il volo è ancora attivo (terzultimo in basso). Sono 3 ore che sanno che il volo è annullato, tre ore che non aggiornano i tabelloni.

Questa volta Alitalia ci ha fatto una bella figura dichiarando di rimborsare i biglietti o riprogrammare i viaggi. Lodevole, visto che si tratta di cause di evidente forza maggiore.
Se magari comunicasse anche con l'unico grande scalo aereo italiano rimasto attivo e lo aggiornasse riguardo all'attività dei voli presso lo stesso, non sarebbe male. Se lo scalo fornisse anche soluzioni alternative ai passeggeri qualora fosse possibile evitare di mandare a puttane un viaggio pagato e programmato da mesi, farebbe cosa gradita.
Non voglio dare colpe del casino che sta succedendo, perché è veramente imprevedibile e indipendente da qualsiasi responsabilità umana e aziendale... però. Però. Ti dicono fino all'ultimo che il tuo volo è operativo e invece non è così, poi quando riescono finalmente a dirti che è cancellato non pensano ad avvisarti che girando l'angolo e facendo il check in con un'altra compagnia potresti partire lo stesso... ecco: ti rode il culo.

p.s. c'è gente che starà a fa il trenino, io lo so. Ma tanto si prenderà la maledizione di Montezuma co la Rustichella dell'Autogrill (quanno ce vo'....)

Cause di forza maggiore

Mentre scrivo la signorina del call center mi ha ripetuto per la terza volta una roba tipo:
"guardi, a noi Fiumicino risulta operativo e la sua tratta non dovrebbe avere problemi"
"ma è sicura?"
(e lei lo ripete)
Però sul sito di Alitalia continuano a darmi il volo CANCELLATO.
Can-cel-la-to.
Che quando l'ho letto a momenti mi prende un colpo.
Insomma, ero venuta qui per scrivere uno splendido post di arrivederci, tipo ho preparato tutto, ho le valigie sulla porta, i vestiti sulla sedia e il passaporto in pole position e invece magari domattina scopro mestamente che me ne devo restare a Roma e perdere il viaggio.
No. No. Nnnnoooo.
A questo punto invece di salutarvi le cose sono due: o domani verso sera mi ritrovate qui a bestemmiare in turco contro i puffi perché il meglio che ho avuto dalla giornata è stato un bagno di folla e di sangue a Fiumicino. Oppure sono davvero su quel volo, direzione sol levante, sushi planet o manga world come vogliate definirlo, a sognare templi, geishe, okonomiyaki e costumini da Creamy.
Avrete comunque aggiornamenti dal mio twitter :)
Nella migliore delle ipotesi, ovvero quella che non prevede che io prenda a valigiate un dipendente dell'enac - che poraccio non c'entra niente, ma in mancanza di un vulcanologo islandese una s'arrangia come può - cercherò comunque di tenervi aggiornati il più possibile, quindi ogni tanto se volete sapere che fine ho fatto passate a buttare un occhio ;)
Intanto grazie a tutte dei buon viaggio e di tutti quelli che mi hanno dato dritte, consigli e indicazioni sul Japan. Mo' speriamo che servano!!!!
ARIGATO :D

aggiornamento: la signorina del call center e il sito ancora non si sono messi d'accordo, ma noi tentiamo ugualmente. cacchio, andiamo in senso contrario alla nube, qualcosa vorrà dire :) Intanto sto vivendo struggenti momenti di amore materno, e se potessi mi porterei la Porpi nella borsa a mano. Non mi è mai sembrata tanto dolce come stamattina *_* mi mancherà tantisssssimoooo....

giovedì 15 aprile 2010

L'uomo che amava le donne

"L'ho rivisto" ha detto.
Non ha dovuto aggiungere altro, ne' un nome, o un dettaglio, e non importava sapere quando o come. Era tutto in quelle parole: L'ho. Rivisto. E non doveva rivederlo, no, per niente.
Lei l'aveva lasciato indietro, in quell'estate del cazzo di quattro anni fa quando se n'era andato com'era previdibile che fosse. Tutti l'avevano previsto. Tutti, tranne lei.
Ci credeva disperatamente, che il suo amore bastasse a tenerli insieme, a fargli cambiare essenza, a far combaciare i suoi spigoli con le sue morbidezze.

Ero stata io ad aiutarla. Non dicevo cose come "non pensarci, vedrai che passerà". Le dicevo "farà male per un sacco di tempo, ma appena senti un pensiero che si avvicina, spostati. Se ti lasci mordere da un ricordo al giorno ti resterà sempre attaccato alle gambe, non puoi permetterlo".
Ci aveva messo più tempo del previsto, a smettere di sentire quel dolore come se qualcuno le stesse svuotando il cuore con un cucchiaio. Poi, un giorno qualsiasi, incontra un altro. Ci si mette insieme. Poi si lasciano. Poi arriva un altro ancora. E capisce che funziona ancora, che è tornata a bordo della sua vita e andrà tutto bene.

E' a questo punto che lui torna. O meglio: si incontrano per caso.
"Stavo prendendo l'aperitivo con D. e lui mi è passato davanti. Abbiamo parlato un po', mi ha detto che è tornato definitivamente, mi ha invitato per un caffè."
"Se ne poteva rimanere a Londra, 'sto stronzo" commento io.
"Magari l'aria inglese gli ha fatto bene. Magari ora è meno stronzo..." ha risposto lei.
E a me sono cadute le braccia, perché le ho capite quelle parole. E lo so che tra un paio di settimane mi chiamerà con la voce scema, che trema di gioia, per dirmi che stanno uscendo di nuovo insieme. Che fra un mese saranno di nuovo domande e dubbi, come mai non chiama, dove sarà stasera, ha detto che doveva partire, dici che sbaglio se gli mando un sms, dici che sbaglio tutto, devo essere meno pressante vero, devo aspettare che mi chiami lui no?
Che prima o poi dovremo raccogliere di nuovo i cocci. Che non vale spostarsi per mesi dai ricordi che vogliono mettere i denti nella tua anima e poi lanciarsi tra le fauci del mostro. Ma è inevitabile. Non so dire se è una cosa che succede a tutte. A me è successa, tanto tempo fa, era una voragine nel cuore e adesso è una cicatrice appena visibile, guarita dall'amore che ho trovato dopo. Per questo la capisco. Non so come fermarla, non so nemmeno se voglio fermarla.
So solo che proprio ieri ascoltavo questa canzone, e che oggi non posso fare a meno di canticchiarla con un po' di amarezza mentre penso a lei, e quanto sarà felice di andare a prendere il caffè col meraviglioso aguzzino.
Sa benissimo, in fondo, a cosa va incontro. Non so se definire masochistico il modo in cui la bilancia della passione abbia tanto più spazio, sull'altro piatto, per il dolore. E' che alla fine, purtroppo, non basta nemmeno andare in pari.

martedì 13 aprile 2010

Winner, winner!

E finalmente sono anche riuscita ad estrarre la vincitrice del candy per il secondo compleanno di MCD :)
Ecco qui la schermata dell'estrazione:


Congratulazioni Serendipity :)
Scrivimi e segnalami che modello di tshirt desideri, e di che taglia.
Per tutte le altre, grazie di aver partecipato. Qui la lista completa dell'estrazione. Se non trovate il vostro nome forse non avete postato il link o non ho potuto verificarlo. Sarà per la prossima!

lunedì 12 aprile 2010

Wonder in Japan!

Noo, dai, non ditemi che lancio il sasso e ritiro la mano :)
Rieccomi. Adesso ci faccio un post così lo dico a chiare lettere: vado in Giappone!
No, ecco, non pensate a un trasferimento, a sei mesi di monte Fuji o roba simile. E' poco più di una settimana.
Ehm, si: senza Polpetta.
(coro di disappunto del pubblico che aspettava una foto della Porpi in abiti da Geisha)
Io e Lui. Soli. Come - incredibile! - una coppia.
Ci sono tanti motivi per cui non possiamo/vogliamo portarla, quindi non tentate di farmi venire i sensi di colpa: non attacca.
Ci mancherà tantissimo ma la lasciamo in ottime mani (2 coppie di nonni + 2 paia di zie + 1 bisnonna + 2 prozie + 2 cani + 1 tata).
E intanto. Oddio, ancora non ci credo. E' una vita che sogno le strade caotiche di Tokyo e i templi di Kyoto, le cerimonie del tè contro i megastore da otaku dove un'appassionata di cartoni anni 80 come me può anche trovare il Nirvana e morire di gioia sul colpo.
Eccola, l'occasione. Come lasciarla scappare?
Prometto tonnellate di foto, prometto aggiornamenti costanti se trovo la linea, prometto racconti dettagliati al mio ritorno.
E colgo l'occasione per chiedervi consiglio! Se conoscete il Giappone o siete di ritorno da una vacanza proprio lì, perché non mi date qualche dritta su posti da vedere, ristoranti, negozi, attrazioni? Sarebbe graditissima! Il nostro giro sarà Tokyo-Kyoto-Osaka e partiamo domenica prossima.
Commentate qui sotto o mandatemi una mail :D

sabato 10 aprile 2010

Ragazza, muovi il culo da quel divano (sabato sera a casa)

E' sabato sera e sono a casa.
Il mondo sta uscendo a vedere amici, divertirsi, cenare fuori, bere, ridere. Io sono a casa.
Ma che novità - mi direte - non lo sapevi che la vita dopo un figlio contempla spesso e volentieri momenti come questi?
Oh, si, certo che lo sapevo.
Ma io volevo essere diversa. Io me l'ero promesso, era una delle conditio sine qua non per portare avanti la gravidanza. A me sta roba solo a pensarci mi metteva i brividi.
Volevo essere quella che le cose le fa lo stesso, che continua ad uscire tutti i weekend come faceva un tempo, che usa tacchi altissimi con più frequenza delle sneakers, che conosce le serate giuste e le persone giuste. Invece eccomi qui.
Bicchiere di vino, un Van Morrison d'annata che suona dal computer tanto per sentirmi meglio, un film in inglese che aspetta di essere visto e compreso al 60%, non di più.
Ma il problema non è il non uscire in sè.
E' che non ne ho voglia.
Mi sono svegliata alle cinque per un biberon reclamato a strilli, mi sono rimessa a dormire qualche ora, ho dato una pappa e passato il resto della seguente giornata piacevolmente in centro, tra un parco, un caffè e un gelato. Sono tornata stanca. Lei non voleva mangiare, non voleva cambiarsi, non voleva niente.
Continua a non volere parecchie cose, tra cui dormire.
Ma questa non è una giustificazione sufficiente. Neppure lontanamente, ragazza.
Mia madre si è offerta per tenerla e farci uscire, ma ho declinato. Avremmo anche un'ipotetica cena da amici, ma niente. No way.
La socialità da lei richiesta è spenta o non disponibile.
Fantastico.
A questo punto avrei voglia di stare da sola, davvero. Tipo, non so, vedermi cinque puntate di una serie tv americana con una vaschetta di gelato in braccio e una chat sotto mano. Oh se è triste.
Sono un po' di sabati (sabati? what's sabati?) che succede questo. Ma io ho capito la magagna.
Non è che coi figli non esci perché non ti riesci a organizzare, è che ti fanno passare la voglia, ti adagiano non troppo metaforicamente (sul divano).
Occheschifo.
Devo. Assolutamente. Farmi. Tornare. La. Voglia. Di. Uscire.
E devo conoscere gente nuova. Sisisi.
Smetterla di bere mentre sono al Mac di sabato sera.
E sentirmi meno frustrata se non sono più la socialite di un tempo.

A mia discolpa cosa posso dire, beh vediamo...
Ad esempio, che tra una settimana parto per il Giappone.
No, il mio culo non resterà stanziato su un divano a lungo, lo prometto.

Incontri, timidezza e guerrigliere

"E cosa ne pensate di questo argomento?"
"Oh beh a me una volta è successo che...blablablabla...divertentissimo, no?"
"Invece io credo che...blablablabla...ed è assurdo!"
"Beh, non sapete com'è andata a finire per me... blablablabla..."
Wonder: "..."

"E che mi dite di quest'altra cosa? Mai successa?"
"Sempre! Costantemente! Pensa che blablablabla...."
"Oddio sìììì! Io blablablablabla...ahahahaha :)"
"Noi un giorno blablablablabla..."
Wonder: "Ehm...io...uhm...no, niente."

"E quindi quali sono le vostre conclusioni?"
"Beh, per me blablablabla..."
"Davvero, non credevo che blablablabla.."
"Blablablabla. BLA!"
Wonder: "Io...."
"BLA! BLA!"
Wonder: "...."

Nota bene: i BLA non sono da intendere come BLAteramenti idioti, ma come aneddoti veri, e il più delle volte divertentissimi, di altre mamme blogger.
Intimidita da cotanta arguzia, esuberanza e spirito di gruppo, io, che per natura sono timida come un riccio, dopo qualche incerto tentativo ho stabilito che ero lì per osservare e partecipare emotivamente. Poco altro.

Ipotesi tra l'altro pienamente confermata pochi minuti dopo:
"Nooo ma tu sei Wonder! Io ti adoro sei bravissima! Tu hai scritto quel post sulla mamma palla!"
"La mamma palla?"
"Dai, si! La mamma palla! Che divertente, ancora rido! Sei proprio un genio."
"Ehm..no, non sono io che ho scritto la mamma palla."
"Ah non sei tu? Ah allora niente. Scusa eh, ciao."

Ieri ho scoperto alcune cose:
1. nonostante la fama, a Milano può esserci un sole della madonna, che invece di dire "si bella Milano ma guarda che cazz'e tempo che c'hanno sti poracci" ti fa venire voglia di restare lì a bere Spritz invece che riprendere il treno delle diciannove
2. nei dialoghi a cinquantasei voci la mia timidezza mi impedisce di formulare pensieri coerenti e di proferirli in tonalità udibili dall'impianto acustico umano
3. va bene che sono una mamma e va bene che ero lì per quello, ma dopo dieci minuti a parlare di cose da mamme la mia testa si mette ancora sulla difensiva e va in modalità "ho bisogno di cambiare argomento o di bere qualcosa"
4. fare il viaggio di ritorno in treno con una donna che conosce e parla correntemente il fenicio, il punico e l'aramaico, ha una figlia che è una piccola guerrigliera curda, amici dalle storie tragiche, ha presentato un libro con Piero Angela e porta le scarpe (parola sua) più brutte del mondo: priceless.

lunedì 5 aprile 2010

Fotopasquali

Credo di aver preso qualcosa come due kg. in due giorni, ma se non a Pasqua...quando? :)
Ecco, il tempo non c'ha assistito. In compenso i parenti si. Con quintali di cioccolata, grappolate di ovetti, torri di Colombe, quarti di bue in tripla salsa, cosci di pollo panati, torte salate, torte glassate, casarecce, torte del Bimby, torte del supermercato, caffè con panna, digestivi come se servissero.
Mi devo ancora riprendere bene.
Siamo stati due giorni al mare, in Toscana, prendendo un po' del primissimo sole di stagione, lasciandoci scaldare i piedi dalla sabbia e rosolando la Porpi con dovizia ("si è mezzogiorno ma vabbè dai, è il dueaprile ma chevvoichesucceda...") che infatti ce s'è scottata per bene come un pollo allo spiedo.
(nella foto sotto: Lui e la Porpi, coordinatissimi di jeans e di passo, anche se a dire il vero lei indossa i treggings...)


Siamo tornati a Roma di sabato sera, very controcorrente ma anche very paraculo, dal momento che il giorno dopo c'ha piovuto pure nelle mutande. Siamo stati accolti dalla caldissima, deliziosa e serena casa-dello-zio, che è il mio zio preferito e non solo perché mi fa tajare, cucina da Dio e si prende poco sul serio nonostante abbia i controcoglioni.
E' perché possiede il gatto più obeso del creato. Però mi ha vietato di fargli una foto. Lui lo rispetta, il gatto. Non ama che si rida di lui.
(LOOOOOOOOL)


piesse: presto un paio di novità... pensavate ch'erano finite? NNnnoo eh! :D

giovedì 1 aprile 2010

MCD 2nd birthday candy!


1 aprile 2008
Incinta e terrorizzata, apro un blog con un post molto indicativo...

1 aprile 2009
La Polpetta ha pochi mesi e io mi devo ancora riprendere del tutto. Primo compleanno del blog, festeggiato con un candy e una livechat strepitosa, di cui si conservano ancora i ricordi...

1 aprile 2010
La Polpetta è cresciuta, cammina balla gioca e fa le battute. Grazie al blog, ma soprattutto a voi, sto per pubblicare il mio primo libro.

Oggi festeggio due anni di blog. Due anni intensi, difficili, pieni di alti e bassi ma anche di nuove consapevolezze e sorrisi. Gli anni in cui mi sono trasformata da ragazza in carriera a mamma, a tante altre cose. Conservando le parti di me che amavo di più, tenendomele strette con le unghie e con i denti.
Scrivere qui mi ha fatto crescere e il confronto con voi mi ha dato modo di mettermi sempre in discussione, di questo non posso che ringraziarvi.
Ecco il mio piccolo regalino. Volevo festeggiare l'apertura del nuovo e-shop di MCD ma purtroppo non sono ancora riuscita a realizzarlo -.- Ecco però un paio di modelli per bambini in anteprima, che metto in palio come blog candy per festeggiare insieme a voi.
Spero vi piacciano ^_^



Ecco le regole per partecipare:
1. diffondete la notizia del blog candy per il secondo compleanno di MCD. Potete farlo su Facebook, su Twitter o sul vostro blog tramite questi banner (linkateli al mio blog):
2. lasciate un commento a questo post. Se vi va, ditemi i vostri pensieri riguardo al mio percorso, a questo blog, al mio secondo blogday :) Nei commenti per favore indicate il link dove avete diffuso il banner (o dove avete parlato del blog candy), ad esempio il link al vostro blog o ai vostri profili fb/twitter, e firmatevi con un nome (o nickname) e una email valida.
3. se avete voglia - non è indispensabile :) - e se vi piacciono le mie tshirt diventate fan di MCD su Facebook
3. la partecipazione scade l'8 aprile. Tra tutti coloro che avranno partecipato correttamente verrà estratto un vincintore tramite random.org che potrà scegliere tra uno dei due modelli di tshirt. Sono disponibili a partire dalla taglia 1 anno.

Volevo anche fare una livechat come lo scorso anno, ma visto il ponte di Pasqua ho pensato di rimandarla... magari per l'uscita del libro che ne dite?
Intanto vi ringrazio ancora. Tantissimo.

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