Un post double-face.
Da una parte qualche foto, e un racconto. Dall'altra una miniguida non esaustiva e dal basso della mia esperienza.
Da dove cominciamo? Dalle cinque terre. Splendide. C'ero già stata una prima volta qualche anno fa e subito ero rimasta affascinata da quei paesini arroccati contro pareti spioventi sul mare, dai colori sgargianti di case e insegne. dalle bandierine che ondeggiano al vento a pochi centimetri dalle teste dei turisti, dagli scorci di mare che ti lanciano gli occhi giù dalle fessure dei palazzi, dai gabbiani appesi a mezz'aria accanto alle terrazze dei ristoranti, dai dieci passi che ti portano dal corso alla piazza al porticciolo.
Devo ammetterlo, per me il mare è una cosa diversa. Più selvaggia, se vogliamo, meno costruita. Sono per le dune, per l'acqua trasparente e i fondali sabbiosi, per la vita in infradito, per le spiagge dove puoi correre.
Le cinque terre le trovo perfette per brevi soste di piacere. Un giro, una passeggiata fotografica, un aperitivo, una cena.
Ieri eravamo partiti molto speranzosi. Io ero armata di Canon e credevo davvero di fare un sacco di foto alla Porpi, Lui si è incollato il passeggino sul treno e credeva davvero che sarebbe servito.
Quando siamo in vacanza, per ovvie cause di forza maggiore, sospendo la mia regola "se-possiamo-lasciamola-a-casa", e portiamo spesso la Porpi a cena fuori con noi.
Le cose possono andare in due modi.
Modo A: la Porpi è simpatica e tranquilla, si intrattiene con noi e del pane prima dell'arrivo dei piatti, mangia di gusto, poi si scatena un po' per crollare dopo un'oretta nel suo passeggino. Al ritorno viene trasportata a letto dove continuerà a dormire per le successive 10 ore.
Il modo A non si è mai verificato.
Modo B: la Porpi è simpatica e tranquilla per 1 minuto e 29 secondi, poi inizia a desiderare oggettistica varia lasciata a casa.
"Dobè y'cabayyo mio?"
"Il tuo cavallo è a casa, Porpi."
"E y'caniolino?"
"A casa. C'è la mucca, eccola qui. Ti piace?"
"Gnò. E dobè l'elefante?"
"Porpi tu NON HAI un elefante."
"Io sì."
"No."
"Sì."
Desidera anche oggettistica non in suo possesso, ecco perché risulta piuttosto difficile premunirsi con giochi portati da casa.
Ordiniamo per lei piatti che in seguito chiamerà per nome.
"Amore, ecco l'orata."
"Oyata? No è 'Oyata'."
"E che è amore?"
"E' Abbelto."
E' Alberto. Ieri l'orata si è chiamata Alberto. A volte alcuni petti di pollo si chiamano Giuseppe, e non chiedetemi perché.
Mangia un terzo del piatto, noi finiamo gli avanzi. Mentre arrivano le nostre ordinazioni decide che è ora di fare un giretto.
"Io scende."
"No Porpi, tu non scendi."
"Io sì. Posho? Posho mamma?
Posho?"
Posho. Che sarebbe "posso?". Te lo chiede così, con due occhioni languidi e la vocina. Posho mamma? E lì ti squaglia. Poi, la nonna le ha insegnato a dire anche "per piacere" e ti stende definitivamente:
"
Posho mamma pepiasele?"
A quel punto potrebbe chiederti di saltare sul tavolo a fianco, lanciare il fritto misto dal terrazzo e togliere il parrucchino al cameriere, e tu gli risponderesti "certo, amore. Puoi."
Sono una madre senza spina dorsale.
Ditemi qualcosa, vi prego.
Fermatemi ora prima che sia troppo tardi.
E insomma, praticamente ieri siamo arrivati al momentaccio del "posho?" e la Porpi voleva scendere, saltellare tra i tavoli e costringermi a quelle scene pietose tipo "Viola torna indietro. Viola, non dare fastidio. Viola, assaggia la pasta di mamma. Viola... ecceteraeccetera" che è una roba che detesto con tutto il mio cuore.
A quel punto l'unico pensiero è stato: se solo potessi far apparire dieci giochi nuovi per distrarla.
E mi è venuto in mente quello spot: "hai bisogno di dire 'la scimmia di mio cugino ha una gamba di legno' in aramaico antico? C'è un'App per questo."
Azz! Le App!
Con un mix di applicazioni scaricate per me ma perfette per lei e altre due o tre scaricate all'istante sono riuscita a dotare l'inquieta Polpetta di un playground virtuale e interattivo.
E' per questo che ho pensato di segnalarvele.
Ok, siamo tutti contrari all'iPhone come tata a ore, ma siamo anche tutti contenti di placare i dieci minuti di isteria del nano prima che stacchi il parrucchino al cameriere.
Ecco le
migliori applicazioni iPhone per bambini che ho trovato fin ora:
1.
Talking Baby Hippo - 1,59euro
La metto per prima perché è l'unica a pagamento. In realtà io avevo scaricato Talking Tom, che era un gatto e pure gratuito, ma era un gatto veramente ORENDO. La dinamica è: tu parli, io ripeto, cosa che per una bambina che inizia a parlare sembrava piuttosto stimolante. Solo che il gatto Tom era talmente brutto che la Porpi si rifiutava di parlare. Grazie al cielo qualcuno si è sentito in dovere di informarmi che esisteva anche Hippo, decisamente più *cutie cutie*. Hippo non solo ripete quello che voi dite/il vostro nano dice, ma è interattivo in modo immediato e basic: solletico, fastidio, gridolini, ciuccio, farfalline, palloncini. La Porpi adora Hippo.
2.
Baby Piano Lite - free
Carinissima. Una sorta di pianola virtuale piena di animaletti. Si può suonare liberamente (fa anche gli accordi, roba fortissima), si possono seguire canzoni guidate, si possono registrare le proprie creazioni, si possono solo far suonare gli animali coi loro versi.

3.
Bubble Snap - free
Questa me l'ero scaricata per me, che sono maniaca della carta da imballo da scoppiare, ma alla Porpi è piaciuta molto per almeno due minuti e mezzo che, credetemi, sono TANTI.
4.
Doodle Buddy - free
"Vojo coloyaye" è una richiesta che nove volte su dieci si traduce con pittogrammi indelebili su pareti di casa/sedili della macchina/tovaglie del ristorante. Doodle Buddy è una lavagnetta virtuale su iPhone. Piccola è piccola, ma non sporca e si può disegnare anche sulle foto. Like!
5.
Vocal Zoo - free
E il coccodrillo come fa? Ma sticazzi, qua trovate tutti gli altri. Un giochino che graficamente fa pena e consiste semplicemente nello schiacciare le foto degli animali per sentirne il verso. Vi vergognerete profondamente di averlo sull'iPhone, eppure ho visto bambini litigarselo... O_O
Altre segnalazioni degne di nota:
Il Baby Monitor - è a pagamento e non l'ho provato, mi ci sono imbattuta mentre cercavo altro. Ma se funziona, onore e gloria eterna a chi permette ai geeknitori di mollare la carrozzina nella stanzina degli ospiti senza dover installare le paraboliche della Nasa.
Ho trovato anche qualcosa di Fisher Price ma non sono riuscita a capire se sia o meno language neutral, a prima occhiata sembravano in inglese.
Inutile le raccomandazioni della nonna: lo sapete pure voi che se non cedete il vostro iPhone al nano solo in casi di estrema necessità egli ve lo sequestrerà in eterno.
Intanto.
Qualche altro suggerimento?