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venerdì 6 maggio 2011

Come un serial killer

Io sono disordinata, indiscipilinata, poco meticolosa, per nulla incline al rigore.
A parte il lavoro, dove - per innato senso del dovere e mania di perfezione - consumo tutta la dose di concentrazione e metodo che possiedo, il resto è caos. Nella mia testa, sulla scrivania, nei cassetti, in frigorifero, tra i capelli, le ciglia, i pensieri, le dita delle mani, i passi, le parole.
E poi arriva un certo punto. Uno che non vuoi, che ti svuota di qualcosa, che non è giusto, che ti viene da gridare.
E' a quel punto che inizio a mettere in ordine.
Allineo libri.
Piego magliette.
Sistemo riviste, giocattoli, chiavi, biglietti.
E poi cucino.
Preparare gli ingredienti, unirli, lavorarli, romperli, mischiarli, dar loro consistenza, forma, lasciarli scivolare tra le dita, vederli cambiare colore, odore, diventare qualcos'altro.

Non mi rilassa.
Ma mi anestetizza.
Mi fa pensare che sto facendo qualcosa di utile, che vedrò dei risultati.
Soprattutto, mi allontana da ciò che sono. Mi rende altro.
E se sono lontana da me stessa, sono lontana anche da quello che mi fa male.
Se non ha importanza.
Se quello che conta è la lievitazione.

Concentrarsi su piccole cose pratiche, immediate. Che ti allontanano da quelle grandi.
Dire 'non è niente'.
E 'non importa'.
Anche se importa.

Questo non significa che le mie torte siano grumi di profumata frustrazione. Molte sono semplici torte, e anche buone a dire il vero.
Ma sono brava a rendere soffice l'oblio, e profumarlo di zucchero e vaniglia.
Almeno finché non vomito.

Se per il post precedente serviva Carrie Bradshaw, per questo chiamate pure Freud.

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63 commenti:

gel ha detto...

magari seguirò il tuo metodo... poi ti dico se funziona anche con me

anna ha detto...

Ti apprezzo anche di più in questa versione. La cucina è anche per me un grande anestetico ed i pensieri non scompaiono, ma almeno sembrano meno amari...

Micaela ha detto...

se devono internare te... allora devono farlo pure con me...
Se preparare torte a te anestetizza a me calma parecchio: è come se mi estraneassi da tutto quello che mi ruota attorno... e trovo pace.

veru ha detto...

Sono come te. Una pazza disordinata che rinsavisce una tantum comportandosi come Bree Van De Camp e che lascia i suoi problemi fuori dalla sua testa per un attimo senza permettere che facciano "whooom" dentro il cervello.

Di norma pure io panifico oppure preparo salse perchè sono due cose che quando cambi gli ordini degli addendi il risultato cambia e allora mi tocca dare il meglio in fatto di organizzazione per evitare di creare mostri.

Emilia ha detto...

non serve Freud, per capire che ognuna di noi combatte la frustrazione , delusione, la tristezza con il contrario di quello che è!! come a dire vediamo se cambia qualcosa! :D

Anonimo ha detto...

posso dire di essere molto simile a te...:)
adesso nella mia camera regna il caos...poi sistemo e cucino ma prima al lavoro!

xebe ha detto...

hai espresso esattamente i miei pensieri.. io faccio lo stesso: prima comincio con il rimettere in ordine e quando sto proprio al limite cucino.
questo post è stupendo, è come leggere "me"..

OrangeButterfly ha detto...

E' esattamente così anche per me. Soprattutto quando sono arrabbiata, frustata. Oppure quando decido di dedicare del tempo solo a me e nient'altro che me stessa, così, lasciando il mondo fuori. Ti capisco, Wonder, non serve Freud: siamo donne. :)

Ladybug ha detto...

Io invece vado controcorrente: cucino solo quando sto bene, quando sono serena e felice. Altrimenti mi vengono delle gran porcate (nel senso di schifezze, e non di cose ipercaloriche e buonissime), mi tocca buttare via tutto e mi deprimo ancora di più.

Claudia ha detto...

Io come te. Uguale. Motivo per cui, ora, mollo il pc e finisco di sistemare. Ne ho bisogno. Non risolve, ma anestetizza. Giusto.

mafalda1980 ha detto...

Io quando vengo colta da questi raptus o cucino o pulisco.
Ma in modo maniacale: la mia fissazione è asciugare e lucidare il lavandino della cucina. Maledetta microfibra.
Coraggio Wonder.

Anonimo ha detto...

tutto bene? che ti è successo?
erika

Anonimo ha detto...

ehm... da giorni tento di commentare con il mio account google ma mi dà errore (mi son persa il concorso per il gadget british!), ora ho scoperto che se metto anonimo funziona...
mah!!
erika

simo ha detto...

significa semplicemente vivere la tanto decantata filosofia del "qui e ora" che per molti è l'unica che porta alla felicità. Perché si dice che quello che abbiamo è solo il presente :-)

ziskucciola ha detto...

Anche io!
Ma per la cucina.

Per l'ordine non c'è speranza, temo.

Waiting ha detto...

psicopatica all'ascolto: le decisioni importanti le prendo pulendo le mattonelle del bagno...e non è che decido di farlo perchè sono effettivamente sporche. Il lavoro fisico non richiede concentrazione e la testa va...

Saetta ha detto...

:-)
Mi fa sorridere pensare a quanto le donne abbiano certi punti in comune.
Io sono disordinatissima, in casa regna perennemente il caos, non sono capace di tenere ordine in(lo ammetto) e anche se ne fossi capace il tempo mi odia.
Detto questo, in certi momenti sono capace di riordinare, pulire e mettere in ordine il piccolo bilocole in cui abitiamo (che per una strana legge cosmica -pur essendo piccolo- da più da fare di una casa a tre piani) in un'ora scarsa.
Capita soprattutto quando sono arrabbiata.
I dolci no. Quelli mi vengono bene solo se ho il tempo per farli con calma... se ho il tempo e lo spazio. Per una buona riuscita solitamente devo prendermi mezza cucina, spargere ingredienti ovunque, sporcare 22 ciotole, usare fruste, frustini, minipimer, grattugie... poi pero' il risultato dimostra che n'è valsa la pena.
Ci fosse qualcuno che pulisce e mette a posto sarebbe il top! ;-)

Ps. 'sto giro cosa ci hai preparato di buono?! :-)

El_Gae ha detto...

Mamma come ti capisco!
Questo significa che per saper oziare di gusto bisogna stare davvero bene. E per capire chi ozia, ancora di più

Anonimo ha detto...

la cucina è terapeutica, a me fa passare il mal di testa in un attimo..
però alcune volte è necessaria una vera folata di vento..
dai un bacio grande a Polpetta.

supermamma ha detto...

io quando stò stressata metto la musica a tutto volume se potessi sentirmi adesso c'è l'ultimo cd dei negramaro a palla mio marito quando torna e sente la radio accesa ha paura! :-S

stregatta ha detto...

Porca miseria, sono esattamente uguale. E davvero pensavo di essere un esemplare unico in quanto a nevrosi di questo tipo...Almeno vedo di essere in ottima compagnia.=)

Non sono Freud, ma ho capito che quando mi do al decluttering selvaggio o e mi trasformo in una fanatica dei fornelli è anche perchè c'è troppo casino dentro di me e tra le mie emozioni. Sistemare problemi e cose al di fuori di noi, ci da l'amara illusione che va tutto bene, che le cose si possono sistemare. E soprattutto la danno anche agli altri che ci stanno intorno. E' come ripetergli: va tutto bene, va tutto bene...Nascondere a noi e a loro la verità.

gemellina ha detto...

Anche io sono disordinata, perennemente incasinata fuori e dentro ma non so cucinare. Sono decisamente negata e non mi piace neanche. Quando lo devo fare per necessità (di solto cucina mio marito), lo faccio controvoglia. Però in quei momento lì, mi prende il bisogno di riordinare e pulire ma la cosa che mi distende di più e non mi fa pensare, è fare una bella corsa in macchina. Lo so che è pericoloso... forse dovrei imparare a cucinare!!!

Anonimo ha detto...

Questo post mi ha fatto immediatamente pensare ad una mia amica che quando è stressata, arrabbiata (con il marito poco presente), incasinata e un po' giù si dedicata alle lievitazioni pesanti! Non si accontenta di semplici torte, ma ci dà dentro di pane, focacce ed altre golosità che richiedono tempi di lavorazione e lievitazione lunghi.

Quanto a me, cucinare è un modo per rilassarmi, rallentare i ritmi lavorativi, vivere la casa e fare qualcosa per le persone a cui voglio bene.
Preparare un dolce, sentirne il profumo in fase di cottura, aspettare che sia pronto e intanto bere un thè caldo... che bello!

Angela79

Marika ha detto...

Anch'io come te sono superdisordinata, ma, come te, cucinare e riordinare da un senso a ciò che faccio quando il mondo ti guarda, ti sbeffeggia e ti gira le spalle.....anche se questo anestetizzarmi a volte mi fa perdere la cognizione del tempo...l'ultima volta che il mondo mi è crollato addosso e mi sono "anestetizzata" mi sono "risvegliata" 5 mesi dopo chiedendomi dove avessi messo la mia anima in tutto quel tempo!!!!! Ma casa mia splendeva e mio marito aveva 10 kg in più!!!!

alice ha detto...

io invece sono messa peggio di te: mi calma l'idea di mettere tutto in ordine, ma poi non lo faccio. mi basta l'idea. cioè capisci il livello?

Chiaretta ha detto...

... a me rilassa da morire preparare dolci! Cmq ti apprezziamo in tutte le tue versioni Wonder!!!! ^_^

Anonimo ha detto...

in cosa, secondo te, qualcosa di te fa male a te stessa?
mi piacerebbe capire questa frase...

Marta

Wonderland ha detto...

@Marta io sono piuttosto autodistruttiva di mio, parecchio...

ziacris ha detto...

io uso tanto la blog-terapiae la cucino-terapia.
ziaCris (cancer blogger)

Mirtilla ha detto...

sei fortissima!!!un bacione :)

Moony ha detto...

Mi fa riflettere sentirti dire che sei "autodistruttiva" ma leggendoti non si direbbe proprio. Anche nel post di oggi racconti che come anestetizzante senti il bisogno di fare un dolce...mettere insieme ingredienti per costruire qualcos'altro. Non è un'azione costruttiva? Non è solo un dolce ma molto di più. E anche condividere questo momento con noi...

Anonimo ha detto...

va bè...ti farei altre mille domande su questa frase per capire meglio...ma a 'sto punto, se e quando farai un post sul tema "autodistruzione" sappi che te ne sarò grata!

Marta

mamma cianci ha detto...

Tempismo perfetto! Il tuo post è arrivato proprio in tempo per farmi capire che il motto "mal comune mezzo gaudio" è davvero valido. Oggi giornata decisamente no:punti di vista diversi sull'educazione della prole con la nonna sprint. Avete idea del ginpraio nel quale mi sono infilata? Mi salvi chi può! E cosa può allontanare i miei pensieri? Ovviamente la cucina! Torta all'arancia e cena a base di bistecchine marinate e patate sabbiose. Chissà se basterà ad alleviare l'amaro che ho in bocca...

Wonderland ha detto...

Ho fatto i cupcakes per dimenticare e sono usciti col naso. Ora mi sto mangiando tutti i nasi per farli sembrare normali.

Enrica ha detto...

ora voglia vederli i cupcake!!

knin ha detto...

mi ritrovo tantissimo anche io in questo. la mia vera me vive nel disordine, in questo momento sembra che a casa mia sia scoppiata una bomba. poi mi prende il sacro fuoco dell'ordine e capace che apro anche la "famigerata scatola dei documenti" per dare un nuovo ordine. e poi alla fine quando e' tutto a posto mi sento benissimo. euforia che finisce appena mi rendo conto di quanto poco riesco a farlo durare. ma almeno finche' non ho raggiunto il risultato mi sento via via sempre piu' soddisfatta...

Cla ha detto...

embè? ti anestetizzi a tuo modo per non pensare e allora? va bene almeno ti metti un attimo in pausa...io una volta spaccavo tutto e lanciavo roba (ehm famosa quella dello zerbino lanciato nella tromba delle scale dal secondo piano...)...tra psicopatici ci si intende! forza e coraggio che dopo la salita sulla cima del monte c'è un bel tramonto!!!!! ;o))))

Marzia_ ha detto...

Sai che anchio reagisco così allo stress? se sono incavolata poi...divento una perfetta Mary Poppins ed a volte, nel mio caos, ci vuole proprio! ;)

romì ha detto...

"Ma sono brava a rendere soffice l'oblio, e profumarlo di zucchero e vaniglia.
Almeno finché non vomito."

Ma me ne sono accorta solo io?

Coraggio Wonder!

Anonimo ha detto...

questo post é strano. io leggo tutt'altro tra le righe, ma forse é solo un mio retaggio....

spero tu stia bene
un bacio

mafalda1980 ha detto...

@romì, io sì, ma spero che fosse solo una figura retorica.
Da ex bed, bulimica, anoressica e quant'altro, preferisco glissare.
Abbraccio Wonder!

Mia ha detto...

Sembra la descrizione di me stessa....
Forse è per questo in periodo sto praticamente ribaltando casa per sistemare e ordinare....in realtà non ci sarebbe molto da sistemare....
O forse una parte della mia vita e della mia testa...
Perchè in fondo chi se ne frega no?
Anche se ce ne frega eccome...
Dai Chiara che anche una buona torta a volte aiuta!!!!!

the siren ha detto...

In questo siamo identiche. Io ne vado fiera. E tu?
Coincidenza, ho appena pubblicato un post sulla mia cucina mediterranea fusion, una cosa super semplice e veloce, prova! Baci :-)

Una Valigia di Caffè ha detto...

Freud lasciamolo alle analisi più psicologiche, in questo caso centra molto Leibniz con il suo "Noi siamo quello che mangiamo", non credi?

Buona serata,
Flavia

Pink Butterfly ha detto...

è sempre un piacere leggerti!

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Ma potresti essere mia sorella gemella, o la mia migliore amica, o qualsiasi altra persona che però è identica a me. Io sono esattamente ogni singola lettera, virgola e sensazione che c'è in questo post. Bello, ma anche inquietante perchè io, una descrizione di me stessa come questa, non sono e non sarò mai riuscita a buttarla giù.
Ci hai pensato tu, quindi grazie.
Silvia

miss suisse ha detto...

Non so che dire, perchè io sono uguale uguale. Mi è capitato di alzarmi all'alba, dopo notti insonni causa pupo o grosse incazzature e frustazioni e mettermi a sfornar torte, costruire cose, riempire così l'horror vacui, affogar così la rabbia, addolcire il dolore. Non lo so. Forse hai ragione tu, ci vuole un bravo psicanalista.

_MerAvigliosa ha detto...

Ti leggo da qualche mese su "Cosmopolitan" , da qualche giorno sono "sbarcata" sul tuo blog.
Sei fantastica

delicaterose ha detto...

salve
ho cliccato su posta un commento
e che ti scrivo ?
urca sembra un uomo quello
se non lo è meno male
complimenti per lo slogan dei pampero e per il libro .....lo fai portare pure all' auchan ?

Anonimo ha detto...

Ma insomma... detto tra noi 4 "amiche", che c'è che non va?
Ale

MissMartinaB ha detto...

Funziona anche con me!

Rebecca ha detto...

Prima dell'arrivo della pulce i fornelli per me erano i miei peggiori nemici...poi le lunghe giornate con la nebbia e la baby-blues non mi hanno dato scelta che provare a diventare una loro amica...e ora dopo 16mesi, io sono diventata la loro migliore amica!!!

Freedom72 ha detto...

come ti capisco!!! Però i fornelli rimangono il mio peggior nemico, faccio e...disfo..sennò intossico qualcuno!!

phoebe ha detto...

Capisco, capisco, capisco moltissimo
Io sono un essere davvero disordinato, ma c'è un momento (piccolo, ma c'è) in cui mi sembra che il disordine esterno coincide perfettamente con la mia condizione interiore invero spesso disastrosa.
E quindi vado di ramazza, riordino cassetti, svaso piantine atrofizzate, piego tonnellate di vestiti. Cucinare no, non riesco. E' un limite invalicabile.

zauberei ha detto...

O poverelli i tuoi amici quanto devono stare in apprensione quando tu tipo li inviti e fai due manicaretti in fila!
- Ho fatto il tiramisù!
- Non mi dire! POverina! Cosa possiamo fare per te?

A parte gli scherzi, è un ottimo stratagemma! Purchè a tempo determinato eh, se no è pessimo:)

zauberei ha detto...

O poverelli i tuoi amici quanto devono stare in apprensione quando tu tipo li inviti e fai due manicaretti in fila!
- Ho fatto il tiramisù!
- Non mi dire! POverina! Cosa possiamo fare per te?

A parte gli scherzi, è un ottimo stratagemma! Purchè a tempo determinato eh, se no è pessimo:)

Francescast.84 ha detto...

io sono diplomata in cucina, ho fatto l'alberghiero ... dopo l'esame di maturità sono fuggita a fare la stagione, bè, la cucina di per se può anche essere usata come una metafora di vita, la semplicità in un piatto, spesso è volentieri, è sinonimo di buona riuscita, ma anche di voler andare a parare sul sicuro. Però di una cosa son certa, che dopo la stagione, ho definitivamente posato pentole e piatti e non ho mai più lavorato in quel settore ...
la cucina per quanto bella e per quante soddisfazioni ti possa dare, ti crea addosso troppe aspettative, non solo nei confronti degli altri, ma anche di te stessa, che poi ti portano all'esasperazione, e esasperarsi continuamente non è il caso ... :)
buona giornata

Alem ha detto...

io faccio lo stesso. In questo periodo casa mia è praticamente una pasticceria !

mara ha detto...

sono una "perfettina" di natura, molto spessp mi faccio "ira" da sola, e ho tanta invidia per chi riesce ad uscire di casa anche se dentro non lascia tutto in ordine e tutto perfettamente a posto. quindi come vedi anche l'esatto contrario non è quel gran che.....
che ne dici se tutti imparassimo a trovarci a metà strada, anche se una fetta di soffice dolce non guasta mai? se troverò questa strada e di conseguenza anche questa metà te lo dirò.....
baci
mara

Anonimo ha detto...

Oggi sono davvero giù... depressa, incavolata, delusa.

Ma perchè i dipendenti pubblici sono così paraculati??? Io lavoro nel settore privato e al momento di andare in maternità mi hanno fatta sentire quasi in colpa... Senza tenere conto del fatto che ho continuato a lavorare da casa per non lasciare l'ufficio in difficoltà.
Una mia amica che lavora nel pubblico invece... CHE SCHIFOOO! Ma perchè queste evidenti disparità?

Adesso vado a sfogarmi in cucina: con tutto 'sto nervoso, preparerò pietanze degne di un pranzo di nozze!

Angela79

Rebecca ha detto...

come ti capisco....

tryl ha detto...

esattamente come te. basta quel dito nella piaga che scatto e le cose son due:
o ribalto e pulisco casa
oppure cucino, un numero imprecisato di torte.
esattamente come te per non pensare, per non ascoltare il mio disordine interiore (se si può dire) metto in ordine e pulisco ogni cosa intorno a me.
E' qualche cosa che faccio da anni, ed è più forte di me.
Poi mi rimetto in gioco e dopo sto benissimo.

Anna ha detto...

ho cominciato a seguirti da poco, quindi saltello come una cavalletta impazzita tra post più o meno vecchi.... ed ogni volta mi trovo a pensare che neppure se tu mi avessi letta nel pensiero avresti potuto descrivere così bene le mie sensazioni, ed i miei stati d'animo.. e non solo, perfino le mie abitudini (anch'io cucino per "anestetizzarmi")!
grazie per esserci

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