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mercoledì 29 giugno 2011

Keith Richards

Le figure. Fingere disinvoltura. Iniziare a credere davvero nel proprio bluff un attimo prima di cadere nella profonda vergogna.
Io a cena l'altra sera ero con i dilui colleghi inglesissimi, o meglio, di inglese non ce n'è nemmeno uno - c'è il greco, il tedesco, il francese. ché ormai i veri londinesi sono una rarità - ma parlano inglesissimo. E io, dicono, parlo americano. Non l'ho mai capita questa cosa. Forse perché pronuncio le parole quasi intere e con le vocali aperte, mentre i veri british parlano chiusissimo e sincopato. Tipo che io chiedo, sorry che significa questaparola e in realtà sono cinque.
Però è tutto sotto controllo: mollata da sola in un paese anglofono sopravvivo, comunico, converso e faccio anche delle battute.
Smetterò.
Perché eravamo tutti a cena e si parlava del più e del meno - io millantavo padronanza perfetta - e a un certo punto la conversazione cade sul discorso sonno. E il sonno da jet lag, e il sonno da neonato, e poi il sonno da me-vojo-divertì. Quelle nottate in cui torni alle 4 e magari devi alzarti alle 7 ma in fondo ne è valsa la pena. Trisettimanalmente.
E a quel punto sgrano gli occhi, perché a sostenere che 'bastano due notti a settimana' è la mia dirimpettaia di tavolata, fichissima nel pieno dei suoi 40s, a cui vorrei tanto chiedere il segreto del suo successo. Un attimo prima della mia domanda intervengono gli altri. In un inglese reso forse ancor più incomprensibile dai rispettivi accenti di origine, io intercetto queste parole:
"Keith Richards."
Ora, cazzo c'entra Keith Richards.
Credo di essere vagamente brilla, perché faccio immediatamente il collegamento: dormire due notti a settimana - lo fa Keith Richards!
Che, se ci pensate, è plausibile. Non so se avete presente il tipo.
A quel punto, pensando di entrare nella conversazione con la classica battuta scema, esclamo:
"You know, old people need less sleep."
Beh, alle persone anziane serve meno sonno.

Il gelo.
E lei, con perfetto aplombe, mi risponde:
"Sì, hai ragione, in effetti sto invecchiando."
E' a quel punto che capisco che Keith Richards è un parto malsano della mia mente + una pessima comprensione della conversazione + cazzo, lo sapevo che due bicchieri a stomaco vuoto no.
Keith Richards è probabilmente una perifrasi di sei parole. Passerò la vita a chiedermi quali, ma certamente NON Keith Richards. E perché cazzo io non abbia compreso un nonsense o un termine sbagliato a caso, ma - tra tutte le parole del mondo - esattamente Keith Richards.
E no, non ho avuto il coraggio di dire che pensavo al chitarrista dei Rolling Stones, quindi ho semplicemente ammesso:
"Aehm. Pensavo stessi parlando di un'altra persona..."
Una qualunque, random, tra le tante persone alle quali mi sento in diritto di dare del vecchio.
E lei, tanto per essere precisi:
"No, I was talking about myself."
No, parlavo di me.

Ha ha.
Davvero, non sapevo come riprendermi. Per peggiorare le cose ho anche detto tipo scusa, è solo che non avevo capito una mazza. Ma non ho menzionato Keith Richards. Ho il coraggio di farlo solo qui, ora, perché è possibile che questo post le venga linkato, lei sappia il motivo della mia figura di merda, e si faccia quattro risate.


In tutto questo, la prossima volta che state per lanciarvi in interpretazioni casuali della lingua del vostro interlocutore, pensateci due volte e ricordate a voi stessi:
KEITH RICHARDS.

Dovrebbe bastare.

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53 commenti:

Luisa ha detto...

Ahahahha!
Oddio che ridere! Ahahha. Io sarei morta di vergogna!
Dai su, può capitare eh.
Ma nessuno poi ha tentato di spiegarti quale passaggio ti fossi persa?

Nai ha detto...

ah ah ah ma tu sei un mito!!!

nerorimmel ha detto...

una volta mi è capitato un quarto d'ora di misunderstanding solo perché pronunciavo médieval invece di medìeval.
ancora oggi mi chiedo che cosa avessero capito.

sulsecondobinario ha detto...

divertentessimo....ma consolati, io al risotorante ho chiesto la pasta con le zoc...le perchè la mia testa aveva fatto una strana crasi tra cozze e vongole!!!sono quelle cose per qui vorresti sparire...ciao!!!

Anonimo ha detto...

wonder, non puoi capire quanto ti posso capire! :D
almeno tu hai la "scusa" della lingua straniera.
pensa a me che faccio delle figuredimme*da allucinanti, con gente che parla italiano!
vincitrice ufficiale di unghie sullo specchio, nelle situazioni più paradossali.
tana pe' me! :D

bacy
sabilar (+perlina)
;-*

Maddalena ha detto...

Wonder, mi fai sempre scompisciare - gli spaccati di vita vissuta sono er mejo!

Io invece sono super-fiera - causa vita londinese - che il mio inglese si sia evoluto in un vero e proprio British English - ci tengo così tanto che pure sul profilo di Facebook (oh, mica pizza e fichi) ho specificato che il mio inglese è British - sfigata, sì.

Devo dire che gli editor britannici con cui parlo tutti i giorni per lavoro - al telefono, ora, quindi ancora più tricky - si complimentano perché la mia pronuncia è British - la cosa più assurda è che anche il mio capo, che è americano, e la di lui sorella - ogni tanto quando c'è da parlare coi Britons fanno chiamare me perché "you understand them better" °_°

Sì, suona come un commento autocelebrativo ma per arrivare a questo livello nella lingua me so fatta un mazzo così e ora lo dico ;D

mafalda1980 ha detto...

Wonder, sei adorabile.
Ma la quarantenne in questione sa che tu sei Wonderland e in quanto tale in tua compagnia bisogna lasciarsi andare a meravigliose interpretazioni della realtà? :)
Keith Richards a tutte noi.

Mammamsterdam ha detto...

Massì, adesso che hai fatto outing ti ci vorranno solo una quindicina d' anni per convivere con il ricordo, se poco poco sei mesa come me (direi di si da quello che racconti).

Due notti a settimana bastano, dice la tipa? Be, fatti il conto negli ultimi tre anni quante notti a settimana ti sono tocccate e vedi che la batti su tutta la linea, secondo me stai ancora a due notti a semestre, o pure meno. Poi all' età sua, col cavolo, se ti dovesse venir fuori il figlio dei quarantanni per allora hai la Porpi come babysitter perfetta.

Moony ha detto...

no va beh...hahahahahahah sei una grande!! Avrei voluto esserci...quando ti leggo non mi sento sola in queste grandi e divertenti figure di merda!

Pablo! ha detto...

Ahahahahah! Sono sbregata dal ridere!!! Sei unica! Cmq...finalmente un nuovo post, stavo andando in astinenza da ma.che.davvero? Ci sei mancata!!! ;) Betty.

Anonimo ha detto...

N U M E R O 1!!!!!!!
Dany

Debora ha detto...

Mi hai fatto morire dal ridere!

Francesca ha detto...

Lacrime agli occhi. Lo leggevo a mio marito e mi sono dovuta fermare tre volte!

El_Gae ha detto...

Guarda, la settimana scorsa mi sono sciroppato un corso in inglese dove spesso dicevano figure out (credo). Un po' io che non capisco un po' loro che sincopavano (un po' sto astinente e la vedo un po' dappertutto) capivo sempre figa :(

Mia ha detto...

Ahhahah! Sei un fenomeno! Però dai glielo potevi dire....che cavolo non è mica semplice sostenere una conversazione così... ^_^

Giulia Pergolati ha detto...

Sono caduta dalla sedia! hahaha oddio sei veramente troppo forte!

Anonimo ha detto...

Ieri, vicina di casa: "Uh che bello vi prendete una casetta al Lido (di Venezia, ndr).."... "Io sono di Pellestrina (altra isola collegata al Lido)"... Io al posto di Pellestrina capisco PRISTINA, Albania... non so perchè!
Tra me penso "Beh parla proprio bene italiano!!!" e per fortuna non glielo dico ma esclamo "Sei da tanto tempo in Italia?" e lei, basita, "Sì... beh..."
Poi capisco!!!!!
Non le ho spiegato che avevo capito Pristina, ho girato un po' i discorsi ma avrà pensato che sono proprio cogliona.
La cosa più imbarazzante è che gli abitanti di Pellestrina parlano un dialetto strano quindi se avessi detto "parli bene italiano" si sarebbe sicuramente MOLTO offesa ahahah e, contemporaneamente, essendo isolani tutto il resto è Italia, quindi avrà interpretato la mia frase "sei da molto tempo in Italia" come una presa di culo HAAHAH
Bene, w KEITH RICHARDS e PRISTINA!

pollywantsacracker ha detto...

mah, io mi ricordo che una volta avevo bevuto due bicchieri, e due bicchieri non fanno granchè, però due bicchieri+euforia-già-da-prima risultano un po' molesti, no? e allora ho detto tipo a una romana: "mah, mi avevano detto che i romani erano tutti cafoni". e anche un'altra cosa che non sto a ripetere. vabbè. in questi casi speri che la gente si dimentichi.
ma poi cos'è che voleva dire la quarantenne?

bonificiesogni ha detto...

No scusa, ma allora devi rimanere tutta la vita senza sapere cosa si diceva ?! ma è peggio dei misteri di Fatima!...

Serendipity ha detto...

ahahahah io invece capisco sempre Roma per toma quando sono con certi clienti (italiani eh..).
Non so se sono io sorda o se sono alcuni di loro che parlano in modo incomprensibile..
A volte chiedo loro "scusi?" per farmi ripetere...loro ripetono...e io ancora non capisco ahahahahha
e quindi vado a interpretazione.

Diana (Apple pie, love for details) ha detto...

Ahahahahahahahahahhahaha...mi sento male!
Sei troppo forte...

Libraia Virtuale ha detto...

Beh, Wonder, io ho fatto di peggio.
Le carte dicono che sono laureata in Lingue e Comunicazione. Con lode.

Tre anni fa, viaggio di nozze, East Cost e poi California. Se sulla Costa Est va tutto abbastanza bene, arrivo in California e *non capisco una beneamata mazza".

La prima figura in un ristorante messicano a Santa Barbara: chiedo al cameriere due Margarita. E quello mi chiede se sono sicura e parte con una tiritera di cui capisco solo "Grand Marnier". Iniziamo una pantomima in cui lui continua imperterrito a spiegare e io "Could you repeat, please?" "Ok, let's try again. Could you repeat?" finchè il tizio, spazientito: "Senti, ma sei sicura di averceli 21 anni? Fuori il passaporto e fammi controllare!"
Alla fine, ho capito che stava cercando di piazzarmi un Margarita più costoso che arrivava accompagnato da un bicchierino di Grand Marnier. IL bello è che mio marito, che non sa una parola di inglese, aveva capito qual era l'inghippo ma si godeva la sua posizione di presunto ignorante: stava lì, mi guardava e se la rideva.

Tre giorni dopo, mi faccio fare un panino e chiedo se mettono delle salse all'interno. La ragazza mi risponde qualcosa che ho interpretato come "hollyball". Mi faccio ripetere 'sto nome altre tre volte finchè la poveretta inizia a sventolarmi davanti una bottiglietta di olio d'oliva urlando: "Ma non sei mica italiana?"

Ecco, ora che ho fatto outing mi sento meglio.

chi_cri ha detto...

anni fa, in erasmus in america. a pasqua decido di andare a messa. l'unica cosa che capisco è eimen. accidenti, mi dico, sti americani si gasano anche alla messa, che continuano a ripetere hey man, molto colloquiali. invece poi mi spiegano che non è hey man, ma Amen..pronunciato eimen.. :-(

Cla ha detto...

si ma noi vogliamo sapere che aveva detto la quarantenne!!!! ;o)))
io a Londra in farmacia con un evidente enorme herpes sul labbro chiedo lo "zovirax" e questi si guardano straniti, io glielo indico, dico herpes.....dopo un po' di facce storte mi fa "ah zovairax"....ecco ma va*&%$%&.....

Anonimo ha detto...

Tranquilla Wonder! Il mio ragazzo in un ristorante in Irlanda ha chiesto con disinvoltura una "SOAP of the day"!!!
Sono passati 4 anni ma quando ci ripensiamo ci pieghiamo ancora in due dal ridere!!

Wonderland ha detto...

Ahahaha grandissimi.
Io in viaggio studio a 15 anni ho detto che volevo delle SHIT sul mio BED. Menomale che Nathan di Misfits non era nei paraggi.

laddoogle ha detto...

Estate dei miei 12 anni. Spiaggia.
Sono nata ad agosto e si stava avvicinando il mio compleanno.
La vicina di ombrellone: "che giorno sei nata?"
Io: "il 21"
...
Lei: "ma sei Vergine?"
Io: "Beh direi proprio di sì! Ho 12 anni!"
...
...
Io capisco e aggiungo... "No, Leone..."

Ci saran stati 30 gradi ma è calato il gelo...

Greta Cuocamattarella ha detto...

"ah greta congratulazioni, aspetti un bimbo! come lo/la chiamate?" mi chiese un'amica fuori da casa sua, di fianco alla sua vicina di casa mai vista.
Ed io, che non amo i nomi stranieri un po' hollywoodiani per i bimbi italianissimi esclamo "beh, di sicuro non kevin o sharon o altri orrori simili!!!".
al che, la vicina dalle origini americane (e io checcazzo ne sapevo):
"sharon...! come mia mamma!!"
Io "..."
La mia amica "..."

Non me ne vogliano nè i kevin o le sharon nè le loro mamme, certo che anche io in quanto a figuracce...

Pentapata ha detto...

dove alzarti urlando " guardate la fuori!!!" e poi scappare.

p.s. il tag è sbagliato "figure" manca " di cacca"

Biancaneve ha detto...

Prima me la prendevo un sacco per le figuracce che facevo, ci rimuginavo sopra e tutto il resto, ora invece sto maturando pian pianino un atteggiamento diverso, ho capito che poi - passato l'attimo - la gente si dimentica in fretta, non passa il resto della sua vita a ricordarsi di quella cosa che abbiamo detto, specie durante una cena in cui si beve vino e quindi è facile farsi uscire qualcosa di troppo o di sbagliato ;-) Quindi,
un bel "chissenefrega" e passa la vergogna. In certi casi vale proprio il motto: "non si piange sul latte versato".
Premesso questo, è da ieri che ripeto ad alta voce le parole "Keith Richards" (cercando di variare l'accento) per tentare di capire che cosa mai possa aver detto la tua commensale :-DDD
Ma niente, il mio english sta perdendo inesorabilmente colpi.
L'ultima volta a Londra ho lasciato parlare un tizio in un pub per un quarto d'ora, per poi, alla fine del suo lungo ed accorato discorso, dirgli che non avevo capito una mazza (a mia discolpa va che era orientale ed aveva una pessima pronuncia).
Saluti :-)

Anonimo ha detto...

hahahahaha!
per restare in tema di british/american english...
dopo i primi 2 mesi di rodaggio linguistico a londra cominciavo a sentirmi abbastanza "figa". quando questa turista americana entra nel ristorante dove lavoravo e mi chiede se abbiamo delle "restraints".
e io inizio a scervellarmi per capire che tipo di "limitazioni" ci potessero essere... finchè la mia collega canadese non mi spiega cosa vuol dire in americano "restrooms"! :-S
bettina

SuSter ha detto...

Beh, a proposito di erasmus: il primo giorno a Madrid sono definita a una festa di gente molto più grande di me (a pensarci ora... 28enni, ma io ne avevo 21, di anni). Poiché non capivo un'acca di ciò che dicevano (cavolo! Ma lo spagnolo non era simile all'italiano solo con qualche S in più?), a un certo punto ho candidamente dichiarato di sentirmi un tantino... "incinta"! Eh, sì: embarazada, secondo me era una giustificazione alla mia timidezza. La cosa non mi ha aiutato a sentirmi più a mio agio! ;D

SuSter ha detto...

PS.
Mo' però anche io muoio dalla curiosità di sapere a cosa realmente corrispondevano le parole "Keith Richards"!

Elena e Manuele ha detto...

ahahhaahah cmq spero che la tizia legga il blog e ci racconti cosa ha detto.. XD

leone2000 ha detto...

io che parlo con i miei genitori di maternità dopo i 40 anni dicendo 'eh, che palle, è fuori dal mondo questa cosa, bla bla bla, dopo ti ritrovi con un figlio 20enne e te hai più di 60 anni, bla, bla, bla'.... e mi mamma 'guarda che te sei nato quando io avevo 43 anni'..............

psicomelina ha detto...

A dir la verità per un attimo ho temuto che dopo la tua battuta spuntasse dietro di te Il vecchio Keith a dissentire la tua affermazione. :D Meglio così!

Ad ogni modo penso che il top del British English si raggiunga con una parola... "Whoopsidaisies"

Quando riesci ad inserirlo in una conversazione senza sentirti un perfetto idiota (vedi Hugh Grant in Notting Hill), puoi dire di essere veramente arrivato.

Per il momento io mi accontento di "Keith Richards". :D

Robin ha detto...

Ehhh… Non sei la prima né l’ultima!!!
Oltre alla telefonata di Patty Smith che è stata scambiata per un ”ubriacone di Parigi” qui da noi ne sono successe tante altre, ma taaante! Certo, però, il vino non aiuta la comprehension ;)

Moony ha detto...

Allora ricordo anch'io la più grande figura di merda nella mia vita con i genitori del mio compagno...li conoscevo da qualche mese, era Natale, ci scambiavamo i regali e ad un certo punto arriva il padre con un pacchettino, io lo apro e esclamo: "Ma lei non doveva, che orecchini meraviglioooosiiiiiii"...lui cercava di dirmi qualcosa..ma io non lo facevo parlare eccitatissima per quel regalo inaspettato...alla fine dopo 10 minuti riesce ad interrompermi mentre io mi ero già messa gli orecchini e mi guardavo allo specchio e mi fa : "Veramente volevo farti vedere il regalo che ho fatto a mia moglie" -.- Dopo 10 anni ancora mi prendono per il culo!

Anonimo ha detto...

mi sento chiamata in causa...

Primo incontro con il mio fidanzato (indiano) - nonché primo incontro con un indiano che parla inglese...:
entra in ufficio e inizia a spiegarmi il suo "problem"...
(io non capisco una mazza...per pura fortuna carpisco il cognome ed essendo dotata di memoria da database, inquadro con chi lavora e inizio a pensare quale problem possa avere...)
dopo 10 min di sproloqui incomprensibili (a me), mi sembra di capire che abbia dei problemi con la password dell'accesso mail...
Chiedo il nome utente (baldanzosa!) e lui inizia a spararmi una mitragliata di numeri in successione...di cui capisco ovviamente solo le ultime 2 cifre...
Chiedo cortesemente di ripetere...
1 volta...
2 volte...
3...
Al che mi fa il gesto di una penna che scrive su un foglio immaginario (penso: "c...o, come ha fatto a vedere il punto interrogativo lampeggiante sulla mia faccia??!???")
Lo fornisco di carta e penna e risolviamo il problema...
PENSO: "fiù...scampata...ora se ne va!"
E lui ricomincia una tiritera di altri 10 minuti...
Intuisco che il problema NON era quello...
Ci sono voluti 45 minuti per capire che voleva delucidazioni sull'INPS! "AI-N-P-S"...

Da premettere che avevo appena finito un tirocinio con una capa inglese, in cui si parlava solo inglese...british ovviamente!

Sarà che avrà avuto pena del mio inglese?? Dopo 3 anni che stiamo insieme e a volte mi sento cretina a parlare inglese in Italia...mi iscrivo ad un corso di inglese...e il prof (londinese di Kensington) mi dice alla prima lezione "Oh, here we have a Pakistani accent!"
Eh no! L'accento PAKISTANO NO EH!!!!!!!

Anonimo ha detto...

ah... ho dimenticato di firmarmi, quella del fidanzato indiano sono io: Anna
(stocaldomidàallatesta)

M. Rubino ha detto...

In "cocktail veritas" è successo anche a me qualche volta.
Una di queste mi è costata una notte che, sinceramente, si preannunciava da favola.

:)

Meraviglioso il tuo blog! Ti ho conosciuta tramite il libro, regalato da un'amica del cuore e mi sono presa una cotta per il tuo modo di scrivere (di essere).
Complimenti :)

ciao
M.

Gemma ha detto...

Che ridere! Che ridere anche gli altri racconti :))
Mi aggrego anch'io, tanto per far capire i miei livelli di comprensione. Appena ventenne vado per un paio di settimana in America con mio fratello, ospiti di amici italiani residenti là da una vita; andiamo a cena a casa del figlio e un suo amico (americano) mi chiede qualcosa che ovviamente non capisco. Presa dal panico non sono neanche in grado di dirgli che non ho capito, ma la mia faccia parla per me. L'amico ripete la domanda. Occhio sbarrato. Ripete una terza volta la domanda scandendo le parole come si fa con un demente... Niente da fare. A quel punto sorride (prendendomi palesemente per i fondelli) e se ne va. Allora chiedo a mio fratello (che aveva assistito senza intervenire in mio aiuto...) cosa mi avesse chiesto e lui, ghignando "Ti ha chiesto se capisci l'americano". "..."

Moony ha detto...

@ Anna: Quanto ho riso!!.....accento pakistano....hahahahahahahha Comunque devo dire che le lettrici di Wonder hanno questa autoironia meravigliosa! Adoro leggervi! Faccio sempre i complimenti a Wonder per i suoi post..ma questa volta li faccio anche a voi tutte...mi rendete le giornate piacevoli.

Lola_unbound ha detto...

Aggiungo la mia figuraccia... Premessa: vivo negli States da parecchi anni quindi con l'inglese non ho problemi, ma... quando si tratta di decifrare certe pronunce regionali passiamo direttamente alle comiche. La scena si svolge in Tennessee, dove per la cronaca i pomodori li chiamano "maters" e le patate "taters", tanto per darvi un'idea del livello di astrazione.

L'estate scorsa compro del pesce al supermercato. Commesso, gentilissimo:  "Do you want some ASS with it?" 
Gasp! Devo aver capito male. Gli chiedo di ripetere e lui, di nuovo: "Do you want some ASS with it??" A ri-gasp. Ma che sta a di' questo? Ass? Culo? 
Vergognandomi non poco chiedo per la terza volta, "what?"
E lui, ormai prendendomi per deficiente, ma sempre gentilissimo: "Do you want some ASS with it???" Oddio, continuo a non capire, chiedere una quarta volta è impensabile quindi decido di andare sul sicuro e rispondo no grazie.

Mentre mi allontano con il pesce in saccoccia e la faccia stralunata, colpo di genio: "Do you want some ICE with it??" Ho iniziato a ridere come una pazza nel mezzo del supermercato, reggendomi al carrello per non cadere.

Follie Di Mamma ha detto...

beh dai, sono cose che succedono! io sono nata e cresciuta all'estero e di queste figure ne ho fatte parecchie! Voglio dire, in metropoli da melting-pot trovi gente di tutte le nazionalità che parlano inglese con mille accenti diversi! se poi per lavoro ti tocca comunicare, ad esempio, con gli asiatici, altro che figure di merda!!
Comunque, tanto perché siamo in tema "misunderstanding" questa la DEVO raccontare!
Gestivo un bar alle canarie e un mio cameriere (di Milano) non era una cima in inglese. Una sera viene da me tutto preoccupato dopo aver discusso ad un tavolo con 6 clienti scozzesi. Mi dice "ehm, scusami ma abbiamo un problema...quei tizi insistono nel chiedermi se si possono rubare i menù"....e io "come rubare i menù?? ma forse stanno scherzando!!" (tra l'atro sono anche brutti e tutti sbaffati). E lui "no, macché, si stanno anche incazzando perché non riesco a dar loro una risposta seria...ma d'altra parte cosa devo rispondere se mi dicono CAN WE STEEL IT?"??
epilogo: i sei scozzesi in realtà volevano sapere se era ancora possibile mangiare e chiedevano da mezz'ora "CAN WE STILL EAT?".
Per fortuna giorni dopo, il cameriere milanese ha avuto l'accortezza di licenziarsi.

Sophie's ha detto...

.....e' vero sono ancora piu' esilaranti i commenti se e' possibile q.s volta, del post che e' sempre piacevole da leggere....poi oggi mi avete fatto di un bene, ero cosi' tesa...Lola con ASS...sei stata la ciliegina sulla torta...comunque io l'opzione no grazie con il mio sorriso piu' bello la utilizzo ormai al primo tentativo fallito....ciao. Antonella

tappolina ha detto...

Io con l'inglese sono messa abbastanza bene(grazie anche a un nonno americano che mi ha insegnato fin da piccola)ma le migliori figure di merda le faccio in continuazione al telefono con i clienti stranieri che chiamano per informazioni da tutto il mondo con accenti inglesi a volte davvero imbarazzanti. Molto spesso quando dopo una presentazione del tizio di 10 minuti in cui non ho capito una beneamata fava fingo un'interferenza sulla linea.
"Oh ..sorry..hello?...hello? there's a very bad line(finto fruscio sulla cornetta fatto con la maglia)..hello?"
E butto giù...il 50% delle volte mi va bene e non richiamano!!se lo sai il capo mi ammazza!

Anonimo ha detto...

me n'è venuta in mente un'altra!
sempre londra, stesso ristorante, il collega nuovo e figo mi disse: "you smell terrific"...ed io lo riempii di insulti!! mannaggia i false friends!
bettina

Anonimo ha detto...

ehi girovagavo sui blog e leggo un commento riguardante altro e così mi rendo conto che il mondo è piccino e quello virtuale lo è ancor di più....quindi riporto di cosa si trattava magari riesci traducendo in inglese puro a capire se l'altra sera era questa la frase che non hai capito.Credo che si riferissero alla frase di Keith Richard che diceva più o meno "ci vuole un coraggio da giovani per lasciarsi invecchiare senza intervenire".....se così fosse ringraziamo la commentatrice del blog "non solo mamma"

paola

Anonimo ha detto...

Quando non capisci è sempre meglio sorridere e annuire o al massimo chiedere di ripetere, onde evitare figure barbine XD
Io sono abituata con gli americani e il British lo afferro a fatica, l'ultima volta che mi sono trovata con degli inglesi e ho detto che mi piaceva l'inglese americano si sono rabbuiati e hanno inziato a borbottare nervosamente tra loro, l'unica cosa che ho colto è stata "Shitty American English".


Inachis

CosmoGirl ha detto...

Nooooo adesso mi hai rovinato Keith Richards!! Adesso le farò io le figure di merda ogni volta che lo sentirò nominare!

Lisa ha detto...

Ma alla fine hai capito cosa aveva detto la tipa?? :) simpatica gaffe :) a me è capitata tante volte ehehe, ma si capiva benissimo che non avevo capito 'na mazza! :)

Ladybug ha detto...

Ahahah! Che ridere!

Cmq sei in buona compagnia: qualche anno fa, a cena con amici americani, alla loro proposta di fare due passi (2 km) dal ristorante all'hotel dopo cena, risposi che avrei fatto un po' fatica, visto che per l'occasione portavo le scarpe con le rotelle (heels/wheels)!
Che se ci pensi, sarebbero state perfette: dal ristorante all'hotel in tempo zero!

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