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martedì 26 luglio 2011

Certamente no

Sì, va bene tutta quella storia delle etichette.
Epperò mia figlia davanti agli a bambini che non conosce, probabilmente per timidezza o spirito di difesa, dimostra la simpatia media del bacarozzo sotto al mobile della cucina quel giorno che hai ospiti.
Il problema è che tenta anche di argomentare le sue bassissime prestazioni sociali.

"Tao io mi Tiamo Tlaudio e ttu Ti sei?"
"Eeeehhm. Y'nnome...."
"Tì! Il nome!"
"Y'nnome me lo sono perso. Mi dispiace."

varianti: il nome me l'ha preso la mamma/il nome non ce l'ho/il nome non me lo ricordo

"Ciao. Io sono Costanza e ho sinque anni."
"Io quasi tre."
"Giochiamo?"
"No, ho detto QUASI tre. Sono un po' grande, ma un po' piccola per giocare."

varianti: ho tre anni sono troppo grande per giocare con te (a bambini di due anni e venti mesi, tipo)

"Ciao vuoi venire con me sul fortino a zocare con le spade e lo scivolo?"
Con sguardo di compassione e lungo e sospiro:
"Ma certamente no."

CERTAMENTE NO.
Voi capite, non ha tre anni e dice 'certamente no'. Che io non so dove l'abbia sentito o da chi, ma è una delle frasi più respingenti e castranti dell'universo.
Per dire, 'certamente no' è una frase che io avrei tanto voluto avere la prontezza di dire a un paio di uomini presenti nel mio curriculum. Con lo stesso, disinvolto distacco della Polpetta, che pronuncia le due parole e lascia il campo. Convinta di dire chissà quale leggero intercalare di negazione.

In compenso, e non so se è un attenuante, ha totale benevolenza, generosità e passione verso i suoi amichetti di lunga data e sconosciuti random. Nella cittadina di Oh-No c'era questa bambina più grande, che si chiamava Pamela. La incontrava al parco, qualche volta, e ne parlava come fosse la sua migliore amica.
"Ecco guadda! S'è la mia amica Pamela!" esclamava piena di gioia quando la incrociavamo per strada. Oppure "Ciao Pamela, come stai?" o "Pamela, dopo giochiamo insieme?".
Pamela la guardava con una certa indifferenza, ogni tanto annuiva con il famoso ritmo dondolante del 'tu bene bene, gnappa, chi cazz'sei' e per lo più tirava dritto senza rispondere. Tanta esibita superiorità convinceva ancor più Polpetta della validità della sua scelta.
"Hai visto Pamela, che carina la mia amica!"

Non mi stupisco. Anche io ho sempre avuto palesi difficoltà nel riconoscere i veri amici, e istintiva indifferenza per la maggior parte del genere umano.
Salvo rari casi.
E' che adesso dovrei fare 'la mamma' e mostrarle col mio esempio che un pizzico di espansività aiuta il regolare svolgimento delle dinamiche sociali.
Dovrei.

Ok. Devo proprio?

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50 commenti:

Mirtilla ha detto...

e'dolcissima la tua cucciola!!!

mafalda1980 ha detto...

No, non devi. Le competenze sociali (che io a 31 anni ancora non possiedo) si imparano sul campo.
Goditi lo spettacolo senza intervenire, è meravigliosa :)

Mammabradipo ha detto...

Se ti può consolare il mio secondogenito, 3 anni e mezzo, è uguale!!!!! Esempi:
Come ti chiami? Io non ho un mome...
Come ti chiami? Non te lo dirò mai e poi mai...
Come ti chiami? Finestra, ahahaha...

Approcci con i pari: Bè, io sono più forte di te!

Se sono più grandi: Bè, il mio papà è più grande di te!

Solitamente i più piccoli li schifa e va a cercare quelli di 7 /8 anni che non lo cagano di striscio...

Se s'incontarssero lui e la Porpi sai che vaffate che si tirerebbero!!! ;)

Marisa ha detto...

Pensa che io mi sto domandando esattamente la cosa opposta. Mi spiego meglio: io sono tendenzialmente espansiva e socievole da tutta la vita ed anche il mio quasi tre-enne è così o quando non lo è lo porto io ad esserlo (abbastanza facilmente). E' giusto che sia così espansivo e socievole? O bisogna prepararlo già da ora a dubitare e a mantenere le distanze?
Boh. Io non lo so proprio, ma credo che la risposta sia in un caso o in un altro arriverà con il tempo e con le eperienze. Rimane il fatto che i piccoli emulano noi in tutto, e questo basta a farci intuire cosa potrebbero diventare con le debite differenze. Il tempo, il tempo.
Ciao
M

Francesca ha detto...

Patata... :D
Ricorda un po' me, molto molto molto selettiva nelle amicizie.
Non so quanto potrai fare per "istigarla" a socializzare. Forse "forzarla", e l'ho messo volutamente tra virgolette, a praticare uno sport di squadra la obbligherebbe a confrontarsi con gli altri bimbi, anche se non le piacciono :P

Anonimo ha detto...

Ehm, nessun consiglio, anche io nella tua stessa situazione... Beh, comunque se noi siamo sopravvissute c'è speranza anche per i nostri figli, no? Tania

valepi ha detto...

che dire? anche Princi che di anni ne ha due e mezzo alterna questi momenti di timidezza-acidità-bostiksullagambadimamma a momenti di socialità... se capita di andare ad una festa di bimbi la sua prima reazione di fronte alla moltitudine di persone è di paura... vojo andare a casa mia... e al massimo resta attaccata a me, anche se i bimbi sono i suoi compagnetti dell'asilo e ci sono le sue maestre... a volte mi preoccupo... poi, quando dopo due ore, si mette a ballare, mangiare, giocare mi dico che è solo un po' timida e ha paura degli ambienti rumorosi e rumorosi...

... ma non so... forse ci preoccupiamo troppo per loro... d'altronde, chi si ricorda come eravamo noi a quell'età?

Gio ha detto...

Ciao, ti sto conoscendo in questi giorni... mi piaci! :)

>vorrei solo dirti che dal mio punto di vista noi mamme abbiamo il compito di accompagnare i nostri figli nelle loro esperienze, ma facciamo da autisti: li portiamo, li mettiamo in sicurezza con la cintura e mostriamo loro la strada... i bambini fanno il resto, vivono esperienze e conoscenze con naturalezza e CHISSà PERCHè CI STUPISCONO SEMPRE ALLA FINE!

(io: mamma di un cinquenne)

LauraP ha detto...

Se ti può essere di aiuto: io sono stata come la piccola Polpi e mia madre mi ha sempre invitato alla socializzazione.. con risultati disastrosi.
Per fortuna mia figlia ha preso da mio marito, ed è esattamente l'esatto opposto: parla con chiunque (pure troppo, direi!). è la classica bambina di 3 anni che, in giro con i bimbi dell'asilo, si ferma a parlare con la signora al bar dicendole "tignola, cosa bevi? va tutto bene?".
Ogniuno ha i suoi tempi ed è bello così.

El_Gae ha detto...

No, non devi. Io ero timido, mia figlia è timida. Io sono migliorato senza particolari interventi (i miei sono degli orsi). Probabilmente ci riuscirà anche lei con due genitori un po' meno chiusi dei miei (spero)

Giulia mamma di Alice in attesa di ghirigori ha detto...

come direbbe porpi:
CERTAMENTE NO!!!!

Anonimo ha detto...

Che ridere!!
Pensa che in famiglia si parla ancora di quando, a 3 anni, al mare rifiutavo le proposte di gioco che mi facevano gli altri bambini. Una volta in particolare mi è stato chiesto di andare a giocare e o ho risposto: candidamente: "è ottimo che io stia qui con la mia mamma". Quindi io la capisco, anche da bambini si hanno delle preferenze!! ;)
Giulia

erika ha detto...

Non posso esserti di nessun aiuto...
la mia grande è uguale a Porpi (quella piccola invece, che ha l'ètà della Porpi, ignora tutti e và dritta x i cavoli suoi e nulla la tange e la scalfisce)
...ed io soffro abbestia se lei sceglie amiche che invece la ignorano
...o se invece bambine + grandi la considerano chiedendole ad esempio come si chiama e lei sopraffatta dall'emozione balbetta "B....Bb...Bi....Bianca" e loro pensando sia balbuziente se ne vanno, ed io le batterei nel muro....
...e lei mi fà:" belline eh, quelle bambine? ora hai visto,siamo diventate amiche!"
...e io muoio dentro x come so che è buffa, intelligente e simpatica e nn riesce a dimostrarlo subito....
:(((((

Wonderland ha detto...

Ok, noi genitori timidi che procreiamo figli timidi. E poi diventiamo sfacciati, sperando che loro seguano le impronte ma manco troppo. Spero solo che, nel frattempo, non prenda troppe sòle. Che in amicizia sono durissime da digerire...

Gio ha detto...

... ma noi senza le sòle non saremmo diventati grandi... no?
:)



http://donnaconipantaloni.blogspot.com/

LauraP ha detto...

Wonder.. le sòle fanno bene come le cadute e le sbucciature sulle ginocchia. Tanto nelle prime quanto nelle seconde fanno crescere e sono passaggi obbligati, quindi giusto che le vivano. E noi non possiamo fare altro che sperare che ne abbiano poche e metteci un cerotto (fisico o morale) quando capitano :-)

Brunhilde ha detto...

"Certamente no".. Questa bambina diventerà qualcuno. Favolosa!

Anonimo ha detto...

secondo me NO. non devi. non dovresti. Ecco io ho una bimba che è l'esatto opposto e quante facciate si è presa, o meglio IO penso che lei le abbia prese e che ci rimanga male in realtà non le succede nulla di ciò visto che: o imperterrita chiede di giocare al medesimo bimbo ritroso la volta successiva o si volta alla ricerca di qualcun altro. IO però nn smetto di pensare che forse dovrei insegnarle che nn si può far amicizia anche con i muri. IO che ero e sono tuttora molto timida e riservata. Insomma dubito che i nostri figli assorbano il nostro modo di fare per forza di cose. Credo altresì che nascano con un'identità ben precisa che si può solo attenuare o rinforzare mentre crescono. Quindi NO. Niente devo e dovrei: lasciare che sia e che risponda quello che pensa e che sente realmente è il mio sforzo più grande.
Federica

Anonimo ha detto...

ciao, ti leggo spesso...sei fonte di ispirazione e spesso buon umore; ho una figlia di 4 anni che fino a un anno fa' si comportava come Polpetta! tra i 3 e i 4 anni è cambiata tanto nel rapporto con gli altri, quindi direi che non c'è da preoccuparsi. Spesso si innamorano di bambini e li considerano i loro amichetti del cuore, ma è un'amicizia spesso non corrisposta. Vedrai che a breve comincierà a relazionarsi di piu' e ti stupirà.

Wonderland ha detto...

ma infatti, ora che mi ci fate pensare, il "perché non vai a giocare con gli altri bambini" era un tormentone di mia madre che io ODIAVO.

sulsecondobinario ha detto...

no, no devi, farà da sè! a presto...

serena ha detto...

non ho figli, quindi non ho esperienze dirette, ma credo che dovresti lasciare la Porpi agire spontaneamente....mi sembra se la cavi alla grande da sola ;-)) io da piccola al mare non volevo giocare con nessuno, anzi, c'era una bambina con istinti suicidi che tutti i giorni provava a coinvolgermi e io in cambio le ho dilaniato le ginocchia a morsi (io avevo 2 anni, lei 6..) Ho una nostra foto insieme...mi piacerebbe sapere come sta ( e come stanno le sue ginocchia)...Però ora non sono asociale (un pò selettiva nelle amicizie si, ma ci sta!) quindi non preoccuparti!

Peggy Lyu ha detto...

Tua figlia è uno spettacolo! Lasciara fare, vedrai che imparerà con l'esperienza, come abbiamo fatto tutti.
complimenti er il blog,lo seguo sempre..sto anche cercando il tuo libro ma non l'ho ancora trovato nella mia città..

Elle ha detto...

Ma no, è perfettamente normale: le piacciono le sfide! Se qualcuno le chiede di giocare, se si fa avanti, è troooppo facile! Ma vuoi mettere conquistare l'inavvicinabile Pamela? E il fascino dell'indifferenza di Pamela, dove lo mettiamo? Aggiungi che forse per Polpi non è indifferenza, ma preliminare e invidiabile distacco: mica si può dare l'amicizia così, alla prima di quasi-tre-anni che s'incontra. Chissà, forse Polpi la ammira perché sa trattenere l'entusiasmo quando la incontra... Al contrario tutti gli altri che le si propongono dovranno sembrarle dei poliponi fastidiosi! L'amicizia è una cosa seria, parte da lontano (con le intenzioni, e gli educati saluti) e si avvicina pian piano. Brava Polpetta, coltiva lentamente, che prima o poi raccoglierai.

cily ha detto...

chi nasce tondo non può morire quadrato...ma magari con li angoli smussati???...e quindi?? secondo me, un pò dovresti, ma un pò anche no...e lasciarla essere ciò che è, con i suoi tempi, che in fondo la sua mamma è sopravvissuta alla grande e lei questo lo vede!!!

GiuSci ha detto...

Ma questa bimba è un genio, questa gliela rubo.

mara ha detto...

dalle tempo, vedrai che crescendo la cosa migliorerà e imparera da sole a riconoscere anche gli s.....
ciao mara

Anonimo ha detto...

Cavoli, ma allora non sono la sola ad avere questo tipo di preoccupazioni...

Sono sempre stata un'incredibile sfigata a livello di amicizie (un po' per timidezza, un po' perchè ho acquisito una certa propensione all'isolamento tipica di mia madre). Non che non ne abbia avute, anzi, ma poi magicamente ad un certo punto le "amiche" hanno sempre iniziato a schifarmi (cosa che è successa pure dopo che sono diventata mamma... chissà come mai???).

Anche io ho passato l'infanzia con i miei che mi dicevano la mitica frase "perchè non vai a giocare con gli altri bambini?" e io puntualmente mi sentivo sempre quella fuori dal gruppo.

Insomma alla fine di amiche sincere, di quelle con cui passi la vita, con cui ti trovi a condividere tutto, insomma quelle amicizie da romanzo io non le ho mai trovate e mi chiedo con insistenza come poter aiutare il mio piccolino a non soffrire della mia stessa sfiga.

Speriamo davvero che la timidezza/tendenza ad isolarsi non sia una cosa che si passa ai figli come il colore degli occhi o le lentiggini!

Un bacio a tutte!

Angela

MaRa ha detto...

Ogni volta che leggo i tuoi post rido! Sei troppo forte!!
E credo che tua figlia abbia preso tutto da te!!
Brava Viola!! :D

http://thesweetbeauty.blogspot.com

Francesca ha detto...

Tua figlia è uno spettacolo!
Io non la forzerei in nulla, è giusto che prenda la sua strada e si imponga da sola, quando lo vorrà... Certo, capisco che non dev'essere facile stare lì a guardare!

Continua così che sei forte!

Mammamsterdam ha detto...

Meglio soli che male accompagnati. E comunque con Pamela si rivela la legge del contrappasso, quindi whats the problem? Mica vorrai pure farti il problema della socializzazione di tua figli, risparmiatelo per quando i suoi migliori amici avranno genitori odiosi e a te ti tocca berci il the per amore dei bambini.

Gli abruzzesi hanno il senso del clan, ricordatelo, a Porpi finora l' ha vista troppo poco per clannizzarla, diovisalvi il giorno che lo fa.

Robin ha detto...

Eh beh? Anche se ha solo 3 anni ha il diritto di avere le sue simpatie, no? :)
Si vede che con alcuni bambini che incontra per caso è colpo di fulmine, con altri che la tampinano non c'è verso d'ingranare.
Non mi sembra strano, anzi sono sicura che chiunque proverebbe un certo senso di deja vu... ;)
Potresti però regalarci un bel post audio della Porpi che manda a quel paese tutte le blogger amiche virtuali della mamma!!

Anonimo ha detto...

ho scritto sulla mia moleskine "Non devo mai dire vai a giocare con, perché non giochi con... ODIO ODIO qst frase"
Ogni tanto la rileggo perché avendola sentita x tutta la mia vita (e pure adesso me la menano sul fatto del parlare poco) ho paura di dirlo a mia figlia. Lo vedo già quel carattere introverso che si sta formando e sono convinta che potrò fare ben poco per cambiarlo. pazienza.

Elisewin ha detto...

Ti leggo ogni giorno. E aspetto i tuoi post .... e come hai scritto è meglio lasciar da parte le etichette. Io, vivace fino allo sfinimento da bambina, mi sono fatta convincere dalla mamma di essere una timidona. In realtà, per non deluderla e fare la "brava", mi comportavo bene di fronte a lei. In silenzio e attaccata alla sua sottana. Poi quando se ne andava ero me stessa. E' davvero complicato fare la mamma e ora che c'è Il Piccolo di un anno e mezzo me ne rendo conto. Ti dico solo questo: oggi, uno dei primi giorni di inserimento al nido, mi spinge fuori dalla porta del salone gioco, dicendomi "No". Rientro e non mi vuole vedere, lo porto a casa e piange. Boh. La cosa certa è che i bimbi sanno meravigliarci ogni secondo.
Mi spiace dilungarmi...magari sarebbe meglio fare un doppio commento. Ma voglio condividere con te la poesia di Loris Malaguzzi che calza a pennello...
"Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare

cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire

cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è."

(Di sicuro il mio è il commento più lungo della storia dei blog)

Wonderland ha detto...

Concordo. Non voglio assolutamente forzarla, solo che mi fa troppo ridere 'Certamente no'. Un po' meno quando lo dice a poveri bambini pieni di ottime intenzioni e dotati di madri permalose.

mafalda1980 ha detto...

@Elisewin, è stupenda e verissima. Me la appunto subito.

Francesca ha detto...

Wonder, ASCOLTA ME: non forzarla, mai.
Io sono stata una bambina timida, timidissima, riservata, introversa e scostante, un pò principessa e molto "inarrivabile",non so se mi spiego, e ricordo con orrore i tormentoni dei miei, dei nonni, delle maestre "perchè non vai, perchè non fai, perchè non giochi con loro...etc" che mi hanno perseguitata per anni. Mi hanno aiutata, mi sono serviti a qualcosa?! CERTAMENTE NO.
Vuoi sapere come sono diventata?! (ho 25 anni)
Ho tanti amici (veri), parlo anche coi muri e...
sono una di quelle famose principesse che ti fanno il culo a strisce, per citare una tua frase di qualche post fa.

Gemma ha detto...

Ma la storia del nome perso/rubato/prestato dove l'ha presa?! :)) In effetti "certamente no" è la risposta più respingente che esista...sono certa però che questo è un segnale che sa già il fatto suo :). E' buffissima!

lamilo ha detto...

Se tu sarai troppo espansiva, lei si chiuderà nella sua timidezza per non competere con te.
Se tu sarai timida, lei potrebbe imitare il tuo esempio.
Se la forzerai farà esattamente il contrario di quello che immagini.
Sei una mamma, qualsiasi cosa farai sarà probabilmente quella sbagliata.
Io lo lascio fare (ha 4 anni) e noto che quando gli dico 'gioca con chi vuoi e solo ai giochi che vuoi tu', lui si rilassa e diventa espansivo. Altrimenti è attaccato alla mia gamba.

Stellina ha detto...

eh, i rapporti interpersonali iniziano presto, nel bene e nel male! al mare ho avuto modo di constatare quanto siano cafoni e cattivelli alcuni bambini: saranno i nostri figli il frutto del nostro esempio? faranno la loro parte? i piccoli hanno cercato di cavare gli occhi alla mia gnoma che mi guardava costernata, mentre lei era disposta a prenderli per mano, sorridendo, o a fare una carezza ai loro capelli. devo insegnarle ad essere perfida? mah...

bacetto alla Porpi

clarita ha detto...

Bè, sapete cosa mi disse la figlia di mio cugino, nonchè damigella al mio matrimonio, - età 3 anni - quando le dissi che ero triste perchè mio marito era fuori città? "Claa, piangi tu che così lui tonna prescto!"

Questi bimbi hanno già capito tutto...

PrecariaMamma ha detto...

Una volta eravamo a una festa di paese, e avevamo comprato un giornalino della pimpa a mio figlio, che lo stava sfogliando tenendo in mano un dinosauro.
Passano due bambini più grandi, e uno dice all'altro: "guarda, ha un dinosauro"
Io e il papà cogliamo l'occasione: "chiedi ai bimbi se vogliono giocare con te" diciamo a nostro figlio.
Lui, tutto convinto, corre da loro.
"Ho anche la pimpa" dice, entusiasta.
I due lo guardano con disprezzo, quel treenne pretenzioso:
"Non rompere le palle" risponde uno dei due, spezzando il cuore di mio figlio e anche di noi genitori

...

Morale: genitori, non interferite con le dinamiche di socializzazione, le conseguenze sono imprevedibili

widepeak ha detto...

ovvio che no.
guarda mi chiedevo qualcosa di simile proprio giorni fa in cui mio cognato accusava le mie bimbe di non essere sufficientemente espansive con lui che non ci fa una telefonata una. ci ho pensato mezzo secondo. poi ho pensato che mi piacciono poco espansive così. mi piacciono proprio!

Anonimo ha detto...

da bambina viaggiavo con il libro attaccato, tipo appendice. mia mamma, col terrore della figlia asociale, mi spediva al parchetto, al grido di "vai a giocare con gli altri bambini". per poi trovarmi arrampicata sui giochi con il naso infilato nel libro, immobile e assorta in mezzo a 2000 bambini che correvano e urlavano.
a distanza di 20 anni (oddio, 20 anni, che dolore) lavoro per una società di relazioni pubbliche e parlo con perfetti sconosciuti per tutta la giornata lavorativa, amo ancora leggere e mi isolo quando ho un libro in mano, ma esco ogni volta che è possibile e conosco gente nuova senza particolari problemi.
si cresce, si evolve, si smussano un po' gli angoli e si reagisce alla timidezza. io non la forzerei...
monica
(ps: però ero logorroica anche da piccola, quello mi è rimasto eh...)

Annette ha detto...

La più elegante è mia figlia che qualdo qualcuno le chiede il nome assume posa timida e sguardo da gattina, poi scandisce: cacca!

Anonimo ha detto...

Sai che anche mia figlia (3 anni a ottobre)è come Porpi? E io mi sono fatta parecchi scupoli nei confronti delle altre mamme, che magari penseranno che sono una madre degenere che non ha educato sua figlia. Quando gli altri bimbi chiedono ad ALice come si chiama, lei li guarda con sufficienza, un pò altezzosa, e non risponde. Se le porgono dei giocattoli, li prende con la punta delle dita, li guarda schifata e li lancia da un'altra parte. A lei piace osservare gli altri bambini, si mette in un angolo e li studia. Poi racconta in giro che quelli sono i suoi amici. E ha una particolare adorazione per i bambini più grandi, che ovviamente la snobbano. Credo che cmq i bambini non vadano forzati, che lei imparerà il suo modo di interagire con gli altri. A volte si sente quasi fuori luogo fra i suoi simili, si crede "grande", e sta più volentieri con mia sorella, che ha 23 anni. E all'asilo ha pochissimi amichetti, che si è selezionata mooolto accuratamente. D'altronde da piccola ero così pure io....

Francesca mamma di Alice

Anonimo ha detto...

Uuhh, sembra scritto per me questo post. Da piccola ero timida a livelli assurdi, il che mi ha fatto passare die momenti anche poco piacevoli da ricordare, poi con gli anni sono migliorata senza diventare mai però "sfacciata" (detto nel senso positivo) anche se mi sarebbe piaciuto tanto. Ho passato la gravidanza pregando e sperando che la mia bambina non ereditasse il mio carattere, ma quello del padre, che è sì un pò timido, ma dotato di una simpatia e di un sense of humor che lo ha sempre fatto diventare (e dico sempre perchè lo conosco da quando andavamo all'asilo!) l'anima della compagnia. Se vedi mia figlia, 3enne da meno di un mese, nel suo ambiente, sembra una che la vergogna nn sa neanche dove stia di casa, sempre allegra e con un carattere che definire forte è poco. io felicissima di questo, poi la rivelazione: alla prima festina a cui siamo andati, di un amichetto del nido, ecco che mi accorgo che Cucciola non è poi così spavalda, anzi...L'ho vista restar ì, ferma a guardare gli altri che giocano senza muovere un passo, e mi si è stretto il cuore...Mio marito dice che non devo preoccuparmi, lei non è me e neanche lui, lei è solo lei, Ilaria, e troverà il suo modo di rapportarsi agli altri come abbiamo fatto noi, e chel'importante è non caricarla di ansie inutili...Molto di buonsenso ma più semplice a dirsi che a farsi per me...AnnaL

Lu ha detto...

tu sei fantastica, ma la Polpetta è super!

beepbeepmommy ha detto...

Certamente no è terribilmente esilarante. E in fondo è così spontaneo, perchè rovinarlo?!
E' sorprendente scoprire quanto i figli possano essere diversi da noi. La mia che forse è ancora piccolina (un anno ad agosto) ha un carattere socievole al limite dello sfrontato, e lo ha dichiarato fin dai primi mesi: pensa che la scorsa settimana in posta è riuscita a farsi prendere in braccio da una sconosciuta (ma molto disponibile) e a frugarle nella borsetta!

p.s.: complimenti per il tuo blog!

Melia ha detto...

Tua figlia ha la sindrome di Bartleby!!! Grande!

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