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mercoledì 13 luglio 2011

Contagio

Devo averle passato qualcosa, mentre scivolava fuori dal mio interno più liquido e rosso, mentre qualcuno le faceva sputare l’apnea e prendere un respiro freddo. Mentre i nostri occhi estranei si incrociavano per la prima volta.
Perché lei non è me, ma è come me.
Come guardarsi da fuori ricordando com’era, essere una bambina in quel modo lì. Le auguravo sinceramente di essere diversa, ma in fondo come potevo pretendere che le mie intime budella producessero qualcosa di così estraneo da loro stesse? E poi c’è un importante contributo maschile, ovvio, ma il problema è che siamo una famiglia così. Ce l’abbiamo entrambi, quel gene.
Si chiama sei così naturalmente elegante.
E si chiama sei altezzosa, che cazzo te la tiri, vaffanculo.
Si chiama lo sappiamo che sai rispondere, lascia parlare gli altri.
Si chiama perché non parli.
Si chiama non startene lì in un angolo.
Si chiama perché finisci sempre per metterti in mostra?
Si chiama pensavo fossi una che se la tira.
Sei troppo sensibile.
Hai grazia.
Sei debole.
Non fare la timida.
Non essere sfacciata.

Mi sono sempre sentita in bilico tra assolute contraddizioni, e come se mancasse una chiave di decodifica. Chissà se davvero la volessi. C’è un certo diritto nello starsene nel proprio mondo, quando sei bambina. C’è un certo diritto nell’essere quello che sei, ma anche quello che vuoi.
Poi certo, le etichette ti piovono in testa da subito. Basta un modo di camminare, di parlare, di sollevare la testa, di tacere per timidezza e strillare per orgoglio.
Buttarsi nella mischia, avere il sorriso in tasca, circondarsi di persone, far ridere.
Sono doni.
Osservare in disparte, essere indecifrabili, saper stare da soli, conservare i sorrisi per qualcuno.
Sono altri doni.

Ma non voglio che chiamino mia figlia ‘principessina’, con quel velo di sarcasmo.
Lei è Viola.
E può essere tutto quello che vuole.
Principessa inclusa.
Che non siamo mica nell'800: le principesse oggi ti fanno il culo a strisce.
Solo, con tanta regale grazia che manco te ne accorgi.
(capito Porpi?)

Per completezza, riguardo a etichette appiccicate ai bambini proprio dalle mamme, ti consiglio di leggere questo vecchio post.

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59 commenti:

Valentina ha detto...

Hai ragione: è un dono essere tutto e il contrario di tutto! Buona giornata!

bussola ha detto...

oddio come lo conosco questo discorso... imparerà da sola... a poco a poco.... ad affrontare il mondo....tirando a volta su il broncio da principessa incazzosa....così come abbiamo imparato tutte... anche se a volte la superficialità della gente lascia ancora un pò di amaro in bocca

Claudia - La casa nella prateria ha detto...

Bellissimo post. Bellissimo e verissimo.

Nai - Cucino da vicino ha detto...

Mia madre mi chiamava Principessa o Primavera insomma ero femmina e voleva una femmina...ed era felice così. Dopo qualche anno mi ha capita e ha iniziato a chiamarmi Attila e Terremoto -_- nei momenti migliori ancora oggi mi grida dietro "acqua desiderata vien giù grandine!!" (perchè c'ha messo 5 anni per avermi) uah ah ah!

LucyintheSky ha detto...

Ho sempre vissuto anche io la paura e la voglia di assomigliare a mia madre...
Uno dei tuoi post più belli. Davvero.

DolcePrinciFessa ha detto...

la principessina che ti fa il culo a strisce ha tutta la mia stima e solidarietà!!!

Marianna ha detto...

E cara...io e mia sorella gemella avevamo 3 mesi e ci chiamavano principessine, ora che ne abbiamo 33 ci chiamano principesse altezzose chi si credono di essere!
la vuoi la verità?
NOI CREDIAMO DI ESSERE NOI STESSE E BASTA!

Alessandra1966 ha detto...

Anche Fiona di Shrek è una principessa. E che cavolo di principessa!
E comunque il diritto di essere come si vuole deve essere costituzionalmente garantito non solo da bambini.
Chi ci ama lo fa perché siamo coì, non nonostante questo.

riso,patateborchie ha detto...

Io non me la tiravo ero solo terribilmente timida, nelle fotografie di quando ero bambina ero sempre imbronciata, odiavo le foto specie quelle di gruppo e piangevo, piangevo nel momento in cui mi cantavano "tanti auguri"...ero snob dicevano, ma solo era emozione, oggi ho imparato a trattenerle le lacrime..dicevano snob da bambina figuriamoci da "adulta". Che poi chissà perchè piangevo così tanto per quella maledetta torta.

Dev'essere bello avere una piccola "te".

Didait ha detto...

Il problema credo sia di chi si sente sempre in diritto di etichettare. Ma tu la difenderai per farla essere sempre se stessa, com'è giusto che sia e questo, da figlia, è una gran sicurezza :)

PAMEN ha detto...

Ciao Wonder,

recentemente ho partecipato ad un corso per genitori con una psicoterapeuta.

Una delle rivelazioni è stato che ognuno di noi si porta appiccicate una serie di etichette, da cui a volte finiamo per farci condizionare. E i primi ad appiccicarci le etichette sono proprio i genitori!

Da mamma ho recentemente sbattuto il muso contro
l'assoluta soggettività e parzialità persino del mio stesso modo di valutare (e un pò etichettare) i miei stessi figli.
http://mamarketing.blogspot.com/2011/06/la-mappa-non-e-il-territorio.html

Quanto queste etichette siano sbagliate e inadeguate nel descrivere la complessità dell'essere
lo si capisce solo apprezzando le mille contraddizioni di cui tutti, proprio come Viola e i suoi genitori, siamo fatti.
Elegante o snob?
Simpatica o stronza?
Socievole o musona?
Tutto e il contrario di tutto: dipende dal momento, dal contesto, dalle persone con cui ci relazioniamo.

"La gente è superficiale", ci lamentiamo, giustamente, a volte, come ha fatto Bussola.
Ma la gente siamo noi!!
Tutti abbiamo una visione parziale delle altre persone!

E allora il tuo post deve ricordare a tutti noi
di cominciare a non giudicare troppo dai nostri figli.
La psico del corso diceva:
"Non giudicare come tuo figlio E', perché tuo figlio è molte cose e il contrario di tutte. E tu devi amarlo per quello che è, lui va bene così come è. Limitati a giudicare il suo comportamento. Non puoi cambiare una persona, però puoi incoraggiare certi suoi comportamenti".
Leggendo il tuo post trovo quanto mai vere queste parole.

E poi, volendo vedere, che cavolo vuol dire principessa? Anche Stephanie di Monaco è principessa, per dire ;-)

marina ha detto...

cara Wonder, ricordati che le etichette più pesanti le attaccano le mamme. Quindi difendila sempre dalle altrui sentenze ma sappi che l'ultima parola è sempre la tua.
Con la mia bimba cerco di starci molto attenta, perchè ci ho messo quasi 30 anni ad uscire dalla gabbia di definizioni che mi si era costruita intorno e scoprire che ero anche il contrario di così. E quando cercano di metterci mia figlia, in quella gabbia, divento una leonessa pronta a sbranare....

miss suisse ha detto...

Non sarai mai troppo presto per liberarsi da etichette e luoghi comuni.. Io son stata una bambina e poi adolescente timida, scazzata, scontrosa, solare. Te la tiri ecc. era un refrain costante quando ancora non sapevo cosa voleva dire (che poi ora non me lo dice nessuno perchè proprio non è qualcosa che mi appartiene), ma contro la mia stessa timidezza, i silenzi ho lottato tanto e son felice che per ora mio figlio non sembra affatto timido, e se lo sarà andrà bene così, le debolezze non vanno nascoste o irrise, ma sapientemente trasformate in punti di forza, fanno parte di noi, ci caratterizzano.

Zia Atena ha detto...

Post Brividoso...ecco sì..viscerale...e sempre per parlare delle contraddizioni..anche dolcissimo...

Wonderland ha detto...

Pamen, Marina, leggete qui:http://machedavvero.blogspot.com/2010/10/etichette-e-jam-sessions.html
sono completamente d'accordo con voi, e spero di non commettere mai l'errore.
Risopatateeborchie: il più delle volte le persone percepite come snob sono semplicemente ipertimide :)

Diana (Apple pie, love for details) ha detto...

Condivido in pieno.
(Mi piace troppo leggerti!)

Anonimo ha detto...

invece noi siamo diversissime e io agevolo con grande piacere. lei si mette in testa la corona, balla, si arrampica, ride ed è bellissima, dice di essere una principessa. e lo penso anch'io. un modo di essere principesse diverso dal vestito lungo e la scarpetta di cristallo, un modo come dire più essenziale, più alla radice. e a me piace questo modo. wow, vuoi dire che stiamo tirando su una nuova generazione di principesse senza paura?

cily ha detto...

il mondo è pieno di etichette, e la cosa più grande che noi mamme possiamo fare è insegnare ai nostri bimbi ad aprire la mente, oltre le etichette, oltre gli schemi, oltre l'assolutamente giusto o assolutamente sbagliato...che trovino il LORO mondo, il LORO equilibrio, la LORO felicità..e se la vivano, piena, serena, vera..."lei è viola" e basta "può essere tutto ciò che vuole", oggi e sempre...e questo è il segreto migliore che puoi regalarle, più del tuo sangue e delle tue viscere ;))

Wonderland ha detto...

Anonimo io però con 'principessa' non intendo rosa, tutù e coroncine eh :)))

Mammadesign ha detto...

Cara Machedavvero, oggi con questo bellissimo e profondo post mi hai convinta a leggere il tuo libro. Davvero.
:D

Anonimo ha detto...

ma che davvero? il concetto di principessa è la percezione di un valore dentro, certamente,proprio qui è il punto.

Mirtilla ha detto...

a volte le persone parlano solo per far prendere aria alla bocca!!!

Anonimo ha detto...

ho un figlio di quasi tre anni...
che adoro perchè è un po’ me un pò papi un po’ i nonni e pure un po’ gli zii...
lo adoro perchè è terremoto, coccoloso, stronzetto, simpatico, acido, testone e tenerissimo... è bravissimo e discolissimo....
è mio figlio.... ed è “libero” di essere quello che preferisce essere nel momento stesso in cui lo è.
è principino perchè se la tire da morire (tutto me) è tamarrissimo perchè vuole la musica a balla in cucina alle 7 del mattino (tutto papà)

è tutto e può essere tutto.....

sono in terapia da quasi due mesi.... e ho scoperto che le etichette volontarie degli ultimi sei anni, senza contare quelle (involontarie della mia adorata mamma) mi hanno condizionata a tal unto da trasformi in qualcuno che in tutta onestà non sono e nn sono mai stata....ma sono tornata quella che sono di nuovo io senza etichette senza paure senza colpe, ma responsabile!

quindi combatto le etichette, le chiusure mentali, innanzitutto mie e poi le altrui, lotto per la libertà di essere liberi e responsabili, lottto i sensi di colpa....che ci appartengono per educazione, ma che assolutamente non dovrebbere esistere....
lotto per cambiare migliorare me e per dare il meglio al mio dolcissimoterremotodiscolo....

liberi di essere quello che siamo nel momento stesso in cui lo siamo e per tutto il tempo che decidiamo di esserlo !!! e gli altri tutti, quelli pronti ad appiccicarci una bella label.... possono andare tutti a@@@@@@@@@@@@@

ops scusa la filippica.
ot: letto il tuo libro bello ! e ti seguo spesso, dai voce a tutte noi!
ladyki

mafalda1980 ha detto...

E-ducere, tirar fuori ciò che loro già sono.
Tutto qui.
Ed è inevitabile che ci assomiglino, scommetto che se così non fosse ci dispiacerebbe :)

Mammachetesta ha detto...

MA tu hai smesso di sentirti così? Io no.
Sempre perennemente in bilico.
Sempre con un'etichetta addosso che mi sta stretta, che mi stringe.
E combatto come una pazza perchè per mia figlia non sia così.
Che non voglio che a 36 anni suonati si senta ancora "nè carne nè pesce".
Anche perchè il "mare e monti" è saporito!

Rebecca ha detto...

Come la vivo di persona questa cosa...la sento proprio sulla mia piccola questa storia...a causa del cognome che porta in un paese di 6000persone, è stata ettichettata dalla nascita o forse ancora prima di venire al mondo. Ora ha quasi 19mesi e non capisce certe cose...ma già come le parlano alcune persone mi da sui nervi per tutto ciò che mi spetterà!

zauberei ha detto...

Stai solo attenta a una cosa: quando di una bambina si dice che è una principessina si allude alle principesse di ieri e di oggi meno (sul culo a strisce, devo dire conservo i miei dubbi - come sulla debolezza di quelle dell'epoca) si allude alla loro immagine pubblica e collettiva. E penso che la deprincipessinizzazione a questa età sia un compito fondamentale delle mamme - perchè le principessine de sti tempi o se la prendono la dove non batte il sole, o finiscono in terapia.
Detto questo, il post è così carico di chioccia protezione mamma, la prima volta che te la leggo (magari c'era prima ma non mi era almeno a me capitata qui nel blog) che mi pari sulla buona strada! Più le figlie sono forti e amate meno si devono trincerare dietro le due varianti del palco sia da sola che in cabarettistica performance.Libere di scegliere ecco!

Lalla ha detto...

Ma quanto sei bellina.Tu e la tua polpetta. F.to. una che se la tira.

Wonderland ha detto...

@zauberei ecco, adoro il fatto che certi miei post vengano letti in chiave psicanalitica, me li fa osservare sempre da un altro punto di vista. grazie! non so se io sia una mamma chioccia o meno, forse sì. è che mi viene istintivo 'proteggerla' da certe dinamiche che io non conoscevo, e davanti alle quali non avevo alcuna difesa o chiave di lettura. so che 'ci si deve sbattere il muso' come si suol dire, ma chissà, magari invece sapere che anche io ero così e poi oggi invece sono questa. boh, forse la aiuta.

@Mammachetesta no, in alcune occasioni mi ci sento ancora. ma ho imparato a fregarmene seriamente, a smussare e arricchire. a volte, a dribblare certi sentimenti. e a non espormi mai del tutto, per poi svelarmi a chi dico io. tattiche di sopravvivenza, all'inizio. parti di me, poi. e quanto ho imparato ad essere paracula :D

ari ha detto...

I bambini hanno il vantaggio di poter essere quel che vogliono senza troppe spiegazioni, il mio piccolo mi piace proprio per questo anche a volerlo etichettare il giorno dopo ti stupirebbe sempre... bisogna rispettare la loro personalità e accettare i loro cambiamenti, che ci assomiglino o meno. C'è tempo per farsi addomesticare dalla vita!

ERIKA DI PRATO ha detto...

Oggi x la prima volta
leggendo qualcosa scritto da te
mi sono commossa.
Erika

Veronica ha detto...

me lo ricordo così tanto bene quel post che non c'è bisogno di andarlo a riprendere.

anche in questo, affronti benissimo la questione etichetta. io condivido pienamente.

ma c'è un di più.
io combatto da sempre l'etichetta. non so perché. sono nata così. in genere mi scateno contro l'etichetta.
e questa è la mia etichetta. capisci?
io sono "quella contro l'etichetta" che è pur sempre un'etichetta, paradossale ma lo è.

non c'è niente da fare: alla nostra stupida mania di semplificare non si sfugge.
tanto vale cercarsene una buona e sentirsi tutte le volte nella più totale libertà di cambiarla

Cinzia ha detto...

Principessa ... lo dicevano a me e lo dicono a mia figlia ..stessi motivi timidezza modo di vestire e modo di porsi.. Anche io sono sempre in bilico tra i due mondi, ormai ho deciso che chi mi vuole bene mi apprezza, gli altri ..beh pazienza...
Io ho odiato delle persone che frequentavo perche' vestivo mia figlia (normalmente a me non piacciono pizzi e merletti) con vestiti NUOVI e non trapassati da 8 generazioni come facevano loro ..MA SI PUO ?
Sia la tua Viola che la mia Gaia impareranno come abbiamo fatto noi ! Ciao Cinzia

Elle ha detto...

Il vero dono (da adulti soprattutto) è riuscire ad essere se stessi alla faccia delle etichette. Difficilissimo. Io sono stata tirata su con le etichette, neanche fossero vitamine. Fioccavano da tutte le parti perché chi non mi capiva tentava la catalogazione. E io invece cercavo poi di fare il contrario di quello che era scritto sull'etichetta del momento. Consciamente. Poi però ho scoperto con sgomento e orrore che a molte di quelle etichette, le più sottili, mi sono adeguata. Inconsciamente. Addirittura: per 28 anni sono stata scorpione, personaggio cupo e misterioso, e perciò affascinante (quand'ero piccola mi piacevano le descrizioni dei segni zodiacali, proprio perché "mi descrivevano" e in qualche modo mi "accettavano" così com'ero). Bambina difficile, la bimba scorpione. Poi una mia amica, nel 2007 quando non pensavo più allo zodiaco da tempo, ha deciso di farmi il quadro natale o astrale o com'è che si chiama, ed è venuto fuori che ancora per un'ora dopo la mia nascita il sole, o chi per lui, era in bilancia. Al massimo sono cuspide e ho quindi un briciolino di scorpione in me. Ed io mi sono sentita più leggera, finalmente libera, dopo lo sgomento iniziale e la destabilizzazione, certo: io per anni avevo contato sul mio segno cupo, per giustificare le etichette negative che mi schiaffeggiavano: mi dicevo è colpa della congiunzione dei pianeti!! (sono totalmente incompetente in materia, e questo è un vantaggio quando ciò che serve è solo una giustificazione non confutabile da persone altrettanto incompetenti). La bilancia.. la bilancia è un segno EQUILIBRATO.. questo faceva un'enorme differenza, perché così le mie stranezze erano tali solo agli occhi di persone NON equilibrate come me, per questo a loro risultavo strana e sbagliata! (l'unione fa la forza).
Anche se allora non mi attaccavo più alle descrizioni dei segni per sentirmi NORMALE, io sono rinata quando sono "diventata" bilancia . E le persone che mi vedono ora non immaginano il mio passato di timida ma scontrosa e brusca, ironica e divertente ma irrimediabilmente introversa ecc, né sanno dell'etichetta di "lunatica" che, si capisce, fa molto meno chic di "contradditoria".
Ho scelto un'etichetta a caso (sei scorpione? Ah, ora capisco tutto...) di quelle che ho ricevuto nel corso degli anni, la più assurda per me: perché anche quando meno ce l'aspettiamo (l'oroscopo è una cavolata), le etichette ci INFLUENZANO e fanno molto male, soprattutto da bambini perché portano a crederci ciecamente e comportarsi di conseguenza o a ribellarsi e comportarsi in maniera opposta, ma in entrambi i casi allontanano da se stessi.
SE STESSI è la normalità.

Waiting ha detto...

Nessun commento.
Solo un complimento per il post davvero bellissimo.
Brava: come sempre d'altronde

ImperfectWife ha detto...

Post splendido... E... leggendo la descizione mi ci sono riconosciuta, ecco. :-)

mammaatorino ha detto...

Wonder, le etichette arrivano anche da chi meno ti aspetti...i nonni, per esempio. Oppure gli amici. Mia figlia è diventata un maschio. Anzi, un maschiaccio, secondo alcuni. Per me è Anna, con tutto quello che c'è dentro! :) Com'è che riesci sempre a toccare le corde sensibili? ;)

oliviainviperita ha detto...

è la prima volta che commento e lo faccio segnalandoti il link ad un video, una pubblicità progresso giapponese per difendere la creatività dei bambini.
Perché tutto ha origini più profonde. Quel modo superficiale e compiacente che hanno gli adulti di spiare i comportamenti, i giochi e le manifestazioni dei bambini per poi catalogarli, appiccicare etichette che sottolineano soltanto l'ignoranza degli adulti.
Ecco qua: http://www.youtube.com/watch?v=7uAA-B-PZpA&feature=player_embedded

GiorgiaLand ha detto...

Solo ieri al corso di massaggio neonatale l'insegnate ci ha chiesto di scrivere un augurio per i nostri bimbi.

Ho scritto:

"Spero che sarai tutto ciò che vorrai essere"

Sempre bello leggerti,
Giorgia

Cristina ha detto...

Bel post, bello e ...vero.. L'ho letto più di una volta perchè spesso quest'anno mi sono interrogata su questo argomento delle "etichette", considerato che alla mia bimba ne è stata appiccicata una molto grossa e pesante da trasportare, ossia quella di molto brava a scuola. A lei piace la scuola perchè è curiosa, le piace imparare e scoprire cose nuove e le cose, almeno per ora, le riescono bene. Io cerco di farle capire che anche gli errori servono a capire meglio, ma lei fatica a farsi una ragione quando sbaglia.. e soffre. Da lei la maestra si aspetta che faccia il meglio, questo crede, e se non riesce..è un piccolo dramma Ne abbiamo parlato con la maestra, a metà anno e siamo andate avanti cercando il più possibile di sdrammatizzare, in fondo è solo in seconda elementare, ma per lei, per la mia piccola cocciuta è terribilmente importante.. Qualcuna di voi con bimbi più grandi si è trovata in una situazione simile? O magari l'ha vissuta sulla propria pelle? Grazie Wonder per ogni parola che hai scritto :)

Cristina ha detto...

Una piccola curiosità: sulla mia rubrica questa settimana parlo dell'utilizzo o meno del grembiule a scuola. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi..
La rubrica la trovi qui: http://www.udine20.it/mamma-2-0-grembiule-si-grembiule-no/

Ma è più veloce commentare su FB qui: https://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/Udine20/155101771533

Grazie. Cristina
Ps. Naturalmente anche tutte le altre mamme e non sono invitate a dire come la pensano ;)

Cristina ha detto...

...
uau
...
che bel post
quanta verità

Anonimo ha detto...

ma poi...che cacchio vuol dire "principessa"??!

Mammamsterdam ha detto...

Ma chi sono questi stronzi che osano rivogersi con sarcasmo alla Porpy nostra? Non ci manco provino (io ho due maschi, tocca difendersi)

lauretta ha detto...

Figli o non figli, le persone hanno da sempre la scomoda (e spesso non richiesta) voglia di dover etichettare sentimenti, dinamiche, comportamenti e affini.
Comunque la giri, la frittata è questa (ed è pure venuta male): la gente i cazzi suoi non se li fa e non se li farà mai.
Si proteggerà da sola, quando sarà il momento, come hai fatto tu, come ho fatto io e come farà anche mio figlio.

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder! per prima cosa, complimenti per i post, che diventano sempre più profondi e scuotono i sensi.
la "perlina" non è ancora nata, (siamo a 29 settimane) ma ci piace fermarci (io e agos) a pensare cosa sarà. chi diventerà. cosa farà. a chi assomiglierà. (agos dice che se prende da me, siamo rovinati! evvabbè.) e l'idea comune è che nostra figlia sarà speciale, perchè sarà esattamente se stessa. sarà quello che vorrà essere. metà io e metà lui. prendendo il meglio e il peggio di entrambe. come un quadro dai colori forti e dolci, dalle pennellate decise, ma anche un po "sbavate"...

un bacio forte wonder & porpi & lui
sabilar ;-)

kikka ha detto...

parole sante!!

MammainblueJeans ha detto...

evviva le principesse che ti fanno un culo a strisce!

Wonderland ha detto...

@sabilar esatto, la penso anche io così :) perlinaaa? come siete romantici :DDD

@lauretta quoto tutto. ahimè, lo facciamo tutti.

Isotta ha detto...

Letto più o meno tutti i tuoi post..li ho amati quasi tutti, ma questo. Questo si è scagliato dritto in mezzo agli occhi, mi ha smosso dentro e fatto piangere. Perchè sono quello che credono, e credono esattamente il contrario di quello che sono. Perchè ho un'avversione nel pensare di mettere al mondo un altro essere ed un attimo fa, per un secondo, ne ho sfiorato la sensazione di desiderarlo. Perchè sei così tanto glam e così tanto profonda, contraddittoria, proprio come mi sento io ed ho il diritto di essere, abbiamo il diritto di essere.
Grazie.Un abbraccio.

Neofanta ha detto...

Anche per me la questione "etichette" è stata dolorosa e dannosa. Post bellissimi, diquelli che fanno centro e fanno ribollire il sangue nelle vene, per rabbia e per sollievo. Un abbraccio, Neofanta

Nonaddetta ha detto...

ahi! che centro hai fatto...

mari ha detto...

Cito Wilde, che diceva più o meno così:
"Tutte le donne diventano come le loro madri. Questa è la loro tragedia. Gli uomini no. E questa è la loro tragedia".

Da prendere con ironia, eh.
(io, ad esempio, sono mamma di un maschio...)

Anonimo ha detto...

Tante madri chiamano le figlie principesse e a me viene l'angoscia perché ci vedo proprio quella femminilità passiva e tutta aspetto che dovremmo superare. Poi le principesse sono quelle che per nascita, cioè senza nessun motivo, o peggio ancora dopo un matrimonio, per la società diventano superiori al resto del popolo. Io non vorrei che mia figlia aspirasse a una cosa simile, la trovo ingiusta e in fase di superamento, ci sarà ben un modo di farle sentire speciali senza ricorrere sempre a quel "principessina".

CloseTheDoor ha detto...

mi ha colpita il post e il commento sulle etichette date dai genitori.

mi ha fatto tornare in mente che l'etichetta che mi porto dentro fin da bambina - data da mia madre of course - è di "remissiva".

è una cosa contro cui lotto ormai da anni, chissà se ne uscirò...

Pentapata ha detto...

beh alle volte è invidia pura. Labimba sarà deliziosa, spiega alla bimba che a certe affermazioni c'è solo una replica: ruttare.

spero che tua figlia rutti a richiesta Darling....

CloseTheDoor ha detto...

standing ovation per PentaPata !

Freedom72 ha detto...

h letto ultimi 5 messaggi,reduce da sesta malattia cn svrinfezione batterica del piccolo pio....grande,come semnpre!!

Maria Elena ha detto...

chiamavano 'principessina' anche me da bambina, sai?

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