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giovedì 14 luglio 2011

Ma come fa a far tutto? (eh già: come fa???)

Questo è un commento a un film che non ho ancora visto. Quindi una prima impressione, e come tale sicuramente sbagliata, ma non ho saputo resistere. Ho trovato online grazie al Corriere il trailer di un film Moviemax in uscita a settembre: Ma come fa a far tutto? Si ispira all’omonimo romanzo di A.Pearsons, che racconta le (dis)avventure di Kate Reddy, che si barcamena tra equilibrismi familiar-lavorativi-esistenziali.

Parto con la premessa che sono contraria alla lode al multitasking: ce la cantiamo e ce la suoniamo. Oh com’è dura essere donna-madre-lavoratrice-amante ma cavolo, io ce la farò a far tutto, anche se a volte porterò il cane dal pediatra e il bambino dal veterinario. Mi manca l’elogio del non sentirsi in colpa nel lasciare andare qualcosa, nel mollare il colpo ogni tanto, di poter dire: ‘caro, sono 364 giorni che lavoro E penso a casa, pupi, compleanni e pulci del cane. Ti sto chiamando dall’aeroporto, vado alle Bahamas una settimana e mo’ so cazzi tuoi. Poi quando torno stabiliamo un bel 50/50.’ Però, come ho detto, il film non l’ho visto, quindi potrebbe contenere anche questo messaggio… chissà. Basta che non si traduca nel solito: lascio il lavoro perché i pupi so’ piezz’e core. Potrei non reggere il colpo.
E insomma, ho visto questo trailer, che qui condivido con voi, e ho elaborato qualche prima impressione. Aspetto le vostre, perché questo film sembra riguardarci molto, MOLTO da vicino.

Pro
Lei è interpretata da Sarah Jessica Parker. You know? Carrie Bradshaw. Potete anche vestirla di tonache comprate al mercatino dell’usato dei Padri Pallottini, potete farle crescere i peli delle gambe fino a farne treccine, ma non funzionerà: lei rimarrebbe ugualmente fashion. E lo è – apparentemente – anche guardando il trailer di questo film. Ti aspetti una che è stressata ai massimi livelli in famiglia, ma poi esce col suo tailleurino. E circuisce il marito con un toppino a righe e una coda finto-casual che a me non è venuta nemmeno guardando i tutorial su YouTube. Sciò, via, immagine di madre con la tshirt sformata. Perché una SJP non è come una Sarandon dei tempi d’oro, che ti saresti aspettata guardare la chiazza di unto sulla maglia rosa con un rassegnato occhio pallonio e fare spallucce. C’è compatibilità, al mondo, tra essere delle madri esaurite sull’orlo di una crisi di nervi e un tailleur nero avvitato indossato con chioma fluente e tacco 12. ‘Ho un bambino piccolo’ potrebbe finalmente scendere di graduatoria dal top delle scuse per vestirsi di merda. Hip hip, urrà.


Contro
Dal trailer si intuisce che il suo capo è un tipo simpatico e comprensivo, che accetta di buon grado la ravanata di mutande in webcam così come la consapevolezza che lei a un certo punto potrebbe fare la commovente scelta di piantare in asso l’azienda e dedicarsi alla famiglia. Nella realtà, uno sarebbe così bonario solo se ti avesse fatto firmare, a quella cena aziendale in cui eri ubriaca e hai abbracciato l’amministratore delegato, una nota in cui dichiari di rinunciare a qualsiasi diritto economico in caso di licenziamento, e allo stipendio dei precedenti tre anni in caso di spontanea dipartita.


Pro
Battute fulminanti. Quelle frasi da sgomitare il compagno/marito e sussurrare: “ecco… hai sentito?”.
Collega con dentatura in eccesso e tendalino tricotico, simpatico e comprensivo come un water intasato: “Ma come fa a far tutto, con tutti quei figli?”
Lei: “Ne ho due!”
“Sorprendente.”
”Tu ne hai quattro!”
”Sì ma sono gemelli!”
 Eh allora sì. E’ così chiaro che la madre per questo motivo lavora la metà!
Non vi ricorda un po’ (troppo) questo discorso?

Contro
“Invece di dormire faccio la lista.” FAI LA LISTA? Ma dormi, ma quale lista! A che serve una lista se stramazzi a terra dal sonno? E poi, è irrealistico che quando devi fare la lista riesci a restare sveglia, ma quando si tratta di sesso cadi in coma. Coi capelli in faccia? Oh, andiamo, usa il mal di testa come facciamo tutte.

Pro

Altra battuta:
“Senza quel lavoro io non sono più io, ma senza te, Ben e Emily non sono più niente.”
Ovviamente lui, Ben e Emily non sono i nomi delle sue scarpe di marca, come ci si aspetterebbe da Carrie Bradshaw. Si tratta della famiglia. Perché è così difficile digerire l’idea che famiglia e realizzazione personale possano essere importanti e costituenti di una donna ENTRAMBI?
Che è un po’ quello che ho sempre sostenuto, nel libro è scritto ancor più chiaramente.


Contro
Cosa michia ti aspetti se assumi come tata una così gnocca?

E poi il trailer recita: “Come fai a tenere insieme tutti i pezzi senza perderne qualcuno per strada?” (e partì in sovraimpressione in banner del SuperAttack).
Spero che il film non tenti di dare una risposta. Perché non c’è risposta.
Ma finché c’è ironia, c’è speranza.
E sfido chiunque a non aver pensato che questa tipa, con tutto il lavoro e il casino e i pidocchi e la tata che fa sbavare anche i morti, in fondo è proprio fortunata. Però avrebbe tanto bisogno di una vacanza e, forse, di un marito più collaborativo perché nel trailer lei sta sempre di corsa e lui sempre sbragato a letto.

Cosa vi aspettate da un film del genere e cosa, assolutamente, non sopportereste?
Perchè lo sappiamo, che il luogo comune è durissimo a morire...

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74 commenti:

Waiting ha detto...

daiiii il trailer è carino e secondo me il lavoro non lo lascia perchè pensa a se stessa (non in senso di puro egoismo e basta). E credo che qualsiasi mamma lavoratrice fuori casa pensi di perdersi qualcosa. Lo penso anche io---vabbè solo ogni tanto---l'importante è non avere inutili sensi di colpa.
Detto tra noi non servono a niente!

Alessia ha detto...

contro: il titolo. ,Fa schifo non invoglia per niente forse ha perso appeal con la traduzione in italiano

contro: vedere una donna stra-impegnata sempre gnocca su un tacco 12 e in baby doll fa malissimo alla mia autostima!!!!

Maddalena ha detto...

Io lei, la Sarah Jessica, proprio non la reggo - non so perché!

Per quell'altra cosa, dopo aver letto da cima a fondo lo straordinario spaccato di vita e realtà dei commenti al tuo post precedente, credo di essere giunta a una conclusione: non è che famiglia e realizzazione professionale per una donna NON possano coesistere. Finché una ce la fa, le porta avanti entrambe; poi, se la vita per svariatissimi motivi ti mette di fronte a una scelta (e spesso succede) allora si sceglie obbligatoriamente la famiglia. Perché è un assunto inconfutabile, pare: così come il ghiaccio è freddo e il fuoco è caldo, la notte è buia e la terra ci mette 365 giorni a girare. è proprio una roba che deve essere così e basta, pare. Intendiamoci, non che l'averlo realizzato mi faccia sentire meglio - anzi, tutto il contrario - però almeno ho le idee un po' più chiare e so cosa dovrò aspettarmi quando e se diventerò mamma. Svegliarmi una mattina e non essere più la stessa di prima, ma un'altra, così come hanno detto tutte ma proprio tutte.

muccachicca ha detto...

ma non mi dire che anche Carrie è cresciuta!!!!!!
senza Big, ovviamente!!!!

Anonimo ha detto...

Ho paura che questa lode alle donne del 2000 che "ce la fanno a fare tutto" sia lo zuccherino per continuare a far fare loro tutto. Si, ci lodano ma poi non cambia nulla, "che brave", e come tutte le brave si devono adattare perchè sono braaaave.

(parentesi: la mia famiglia d'origine mi ha sempre addossato tutte le responsabilità del mondo "devi capire mamma e papà che hanno divorziato perchè sei intelligente, devi capire che mamma ha un altro uomo perchè sei intelligente"... a questo punto se fossi nata cretina mi avrebbero lo stesso imposto di capire tutti e tutto?)

Quindi ho un odio profondo per questa nuova e promossa immagine della donna dell'Actimel che salta gli ostacoli vestita malissimo, ho un odio profondo per la ricercatrice-e-mamma, ho un odio profondo per la pubblicità degli assorbenti che ci convince che anche in quei giorni dobbiamo essere al top dei top. La società di oggi chi CHIEDE solo. Di capire, di aiutare tutti, di vestire 30 ruoli insieme, di essere in carriera ma anche di mettere i nani al di sopra di ogni cosa. Annullarci per loro ma nonostante tutto rimanere carine e sorridenti altrimenti diamo fastidio.

Sono Stufa.

Ho divagato?

Alessia

UnNickname ha detto...

Mmm... bo, Wonder, credo di non cogliere il punto della tua recensione.

A me SJP non piace, la trovo brutta e rinsecchita, quindi mi ispira poca fashion in generale! MA questo non è il punto...

Io non ho visto il film, ma ho letto il libro. Il trailer mi sembra di uno sciocco/cretinetto non da poco, ma lo stesso libro non è da meno.

La tipa è un personaggio che non mi piace, a cui non chiederei mai come fa a far tutto, perché lei NON fa tutto: lavora come una pazza e basta.

A stare con i figli (dopo il lavoro, N.B.) è il padre. Molto partecipe alla vita famigliare, di certo più della moglie.
Lo vedi sempre sbracato perché, almeno nel libro, lei vola da una parte all'altra del mondo senza sosta, torna a casa agli orari più improbabili, e il suo rapporto con il piccolo Ben (1 anno di età) consiste nell'andarlo a guardare mentre dorme nel suo lettino.

E' una donna con una brillante carriera, un lavoro complesso, che si trova in difficoltà.
Ma a me non sta simpatica nemmeno un briciolo.

E mai le chiederei "come fai a far tutto".

Le direi "molla".

Ovvio che anche il lavoro conta nella vita di una donna con figli, ma NON può venire prima del resto.

laVale ha detto...

Sono d'accordo con te: perché una donna non può essere mamma, moglie e manager (o qualsiasi altra cosa voglia essere) senza che questo NON venga considerato un lieto fine!
Cosa non sopporterei? Il lieto fine...

cily ha detto...

si wonder hai ragione!!! io ci ho messo 7 anni ad uscire dal loop della superdonna...(a proposito, ma ne sono davvero uscita???) un pò forse mi serve a sopravvivere...mamma, separata, lavoratrice, studentessa etc etc etc..ma ho lasciato entrare il caos e Dio quanto è meglio!!! e questo film sarà l'esaltazione del luogo comune...ma in fondo, quando mai nella vita di tutti i giorni valgono le regole del luogo comune??
Io comunque il film lo vedrò e riderò...xkè già rido da sola dell mia vita incasinata, ma magari la mitica Carrie è più simpatica!!

Anonimo ha detto...

Quando te l'ho segnalato su twitter ci tenevo proprio che tu ne parlassi. E invece pare che lo avevi già adocchiato da te :D

BTW, ci metterei: se tutto questo fosse stato vissuto da LUI ne avrebbero fatto un film?

No, ok sì un film ne hanno già fatto, o ne hanno fatti a iosa. Il problema è che lì è tutto capovolto.
Qui traspaiono le difficoltà nel fare tutto: mamma, moglie, amante, donna in carriera, a cui si aggiunge il lancinante senso di colpa (mi sto perdendo tutto...)

Nei film dove sono i papà avivere questa vita frenetico i papà non portano i bambini la scuola, non si occupano delle decorazioni natalizie o dei regali di compleanno: vivono le loro vite in carriera e accidentalmente hanno una famiglia chissà dove negli USA. Non hanno sensi di colpa anzi, non capiscono cosa vogliano moglie e figli da lui tanto da biasimarlo. Lui Lavora, giusto cielo!!!
Poi appare un angelo (o uno spiritello o il Karma) che gli toglie tutto: moglie, figli, famiglia, e lui si accorge che senza di loro non è nulla.

E' l'approccio che cambia e finalmente direi qualcuno se ne è accorto.

Non per tornare al discorso di qualche post fa ma il problema è appunto questo, la donna di oggi è ad una impasse. Se pensa alla carriera è una madre snaturata se non ci pensa è una fallita. E noi lì in mezzo cercando di far roteare queste benedette palline e di farle stare tutte su e non farne cadere nemmeno mezza. Impossibile.

io spero che l amorale alla fine del film sia che in tutto occorre trovare il giusto mezzo e l'equilibrio famigliare appropriato alla propria vita, e a quella dei propri figli e del proprio compagno.

Certo, se la smettessero di raccontarci che per lavorare bene occorre stare in ufficio fino alle nove di sera sarebbe già qualcosa.

Importiamolo LI' il concetto del quality time, no? =)

Francesca

valepi ha detto...

boh, la butto giù così prima che i commenti diventino come al solito milioni:

primo pro: mi vien da dire, facile essere super fashion con un'equipe che il trucco e parrucco te lo fanno apposta per il film... scommetto che se andavi dal parrucchiere la codina ti veniva meglio :D ... e poi a me lei non piace... il primo pro è già diventato un contro... vado avanti con la lettura :D

Mirtilla ha detto...

nn lo so..ma quest'attrice e'stato troppo popolarizzata,nn e'che sia tutto questo gran che'!!!

martina ha detto...

oh la tata è vanessa di gossip girl!
e lei è carrie di sex and the city... questo è il problema con le serie tv di successo, quando vedo un film con gli stessi attori non mi sembra di vedere un altro film, mi sembra di vedere carrie che per qualche assurdo motivo ha messo su famiglia ha rotto con le sue amiche e si comporta in modo molto strano per lei...
ma quella bellissima borsa che a un certo punto rotea in aria (ma perchè poi???) è una una mulberry alexa o sbaglio? in ogni caso è magnifica

valepi ha detto...

ok, ho finito di leggere e, purtroppo, da un film del genere mi aspetto solo ed esclusivamente luoghi comuni... condivido in assoluto la speranza che non osi nemmeno dare risposte... sarebbero solo ovvie e banali... non so se riuscirei a guardarlo per prendermi qualche ora di relax e ridere un po': la risata sarebbe amarissima!!!

Daniela ha detto...

Io sto smettendo. Si, quella droga del "ce la faccio, farò tutto, vedranno che sono wonderwoman", ho deciso che mi disintossico. Perché noi ce la cerchiamo. Ho tirato finché me l'ha detto anche mio marito. Sempre a fare tutto, al meglio, di corsa, figli, casa, marito, moglie, lavoro, hobby, sport, cura, tutto! Da delirio.

Poi ogni tanto si litiga, perché vorresti mille grazie e tanto "ohhhh" stupiti con occhi meravigliati. Invece, insomma, se sei masochista cavoli tuoi, no? Così mio marito me l'ha detto, a un ennesimo "tu stiri mai?" "no, perché se ci provo mi dici di lasciar stare che tu sei più veloce, o che così mi riposo, o qualche altra delle tue". 'azz.... Dagli torto.

E così ho smesso. Se ho bisogno chiedo. Ma mi mordo la lingua se non è come voglio. Almeno non lo faccio io. Certo qualche dramma col risotto pastoso, o il segno delle mollette proprio in mezzo alla maglietta, ma poi ha visto, ha capito... Lui sta migliorando e io sto imparando a respirare. Mi mordo la lingua quando vorrei fargli la lista delle cose (come vestire le bimbe, che cambio portarsi, che merenda dare... sopravvivono) e lui di contro provando riesce, si sente migliore, e prova ancora.

Ecco, e che diamine, facciamoli alzare dal letto sti uomini, se serve, poi quando abbiamo finito ci stravacchiamo con loro, non è meglio?

Però questo film ora mi incuriosisce... chissà...

mammaFelice ha detto...

io lavoro, sonno mamma, amo lavorare e cerco sempre di dare il meglio ma onestamente un finale tipo "resto a casa e lascio il lavoro perché i pupi so’ piezz’e core" come dice Wonder, a me piacerebbe!! Non vederlo nel film, ma vederlo realizzato nella mia vita! Non è possibile ovviamente però se potessi ne sarei felice. E ora che tutte mi starete tirando i pomodori... volevo dire ancora una cosa... non sarebbe un'idea dare un incentivo o uno sgravio fiscale a chi mette part time una mamma?? No perchè grazie agli sgravi fiscali tutti assumono solo apprendisti anche se hai 29 anni e 364 giorni... allo stesso modo se le mamme avessero più possibilità di ottenere un part time, riuscirebbero a conciliare tutto o quasi e la vita sarebbe migliore.

Alessandra1966 ha detto...

A parte il fatto che secondo me SJP da il suo meglio in quel gioiellino cinematografico misconosciuto che è "Ed Wood", dove interpreta la compagna scema del protagonista - Johnny Deep, mica pizza e fichi - direi che con questa storia che ce la si fa a far tutto perchè siamo donne, abbiamo la marcia in più e le sinapsi cerebrali più veloci ce la stanno mettendo in saccoccia da troppo tempo. E io mi reputo fortunata perché ho un marito che quella santa donna di mia suocera ha cresciuto come si deve ma devo ancora capire il perchè io impiego tre quarti d'ora a prepararmi per l'uffico, a nutrire i figli, prepararli per la scuola e sganciarli sul target in orario lui ci impiega un'ora e mezzo e arriva invariabilmente in ritardo.

mafalda1980 ha detto...

Detesto Sarah Jessica Parker. Ossuta, nasona e antipatica (come dice IlMioAmore).
Il film non lo guarderò, leggerò il libro :)

Sascha ha detto...

Non sono mamma, non sono 40enne, non ho un marito (bensì un fidanzato però), ho appena una carriera, ma non vedo l'ora di vederlo!!!

manuela ha detto...

mi sembra chiaro che è un filmetto da sabato sera, non il film della nostra vita. cmq si, anche a me farebbe incazzare che lei mollasse tutto, viaggi, bel lavoro, vita sociale per stare coi bimbi. perchè un film non propone mai una soluzione decente per permetterci di essere quello che siamo : cioè mamme E lavoratrici?
io adoro i miei figli, ringrazio il signore di avermeli mandati, anche tutti e tre, ma sono stata a casa per finire la seconda laurea quasi 2 anni senza lavorare e pensavo di impazzire. sono una brava mamma quando mi si permette di essere anche l'altra parte di me, altrimenti divento isterica, nervosa e non sopporto più nessuno...
ciao manuela

Elle ha detto...

Io non sono per questo genere di film, tranne quando sono in un periodo nero e ho voglia di sorridere o commuovermi, a meno che non sia un periodo nero-polemico, perché allora ne ho per tutti, e non ha senso andare al cinema se non c'è né impegno né svago (non necessariamente assieme nello stesso film).
In momenti come questo però tocco con mano la mia posizione totalmente fuori dalla concezione materna della (propria) vita – e ci mancherebbe - però anche io, se decido di andare a vedere un film del genere, oltre a sorrisi e commozione mi aspetto anche un certo tipo di storia/finale. Controcorrente. Ma realistico, please. Perché i luoghi comuni sono in agguato ovunque, peggio degli acari, e io sono allergica (non agli acari). Come dici tu, certi film cercano di dare una risposta, ma la risposta non c'è. O forse semplicemente non è quella che molti si aspettano.
Infatti ci si aspetta che il film ci confermi che la donna deve essere mamma, e che si tolga i grilli dalla testa, vabbè ci avete provato, non ha funzionato, tornatevene a casa e lasciate il lavoro agli uomini. A meno che non siate un pericolo per i vostri stessi figli, allora fatevi curare. Oppure che sveli alla donna i trucchi dell'essere donna in carriera, o comunque lavoratrice, senza sensi di colpa per le assenze, o per le cattive presenze, nella vita dei propri bambini (ma il metro del senso di colpa vale anche per le lavoratrici autonome come, che so, una ristoratrice in una trattoria a conduzione familiare?? Cioè: vale solo per le assenze/presenze o anche per l'ambiente che si offre al bambino?). Oppure, terzo finale-risposta: ci si aspetta che venga legittimata la doppia natura della donna: mamma e donna (in carriera, in viaggio, egoista, non passiva rispetto al suo essere persona), nonché dotata di apparato di regole, consigli, strumenti per applicare al meglio questa terza chance di vita. Effettivamente non siamo computer a sistema binario, se non è 1 è 0.
Come fai a fare tutto? Non ce la faccio, infatti, sono umana. Ma quello che faccio cerco di farlo bene. D'altronde ho solo due mani. Come fai a non perdere pezzi per strada? Non ce la faccio, infatti, ma ci sto attenta e, se posso, torno indietro a recuperare. Sembra facile recuperare. Non lo è per niente: i bambini sono inflessibili, il capo lo è di più. Senza contare il marito. Tutti hanno il coltello dalla parte del manico, e sono molto bravi a dire a cosa una donna deve rinunciare. Un incoraggiamento, no? Siamo tutti con te, vai vai vai, no? La vita deve quindi essere una merda, una fatica, una continua scelta? E se scegliessi una cosa sola sareste contenti?? O rompereste ancora il cazzo coi vostri secondo me dovresti??
Il punto è che nessuno di noi (umani) è perfetto, nemmeno quando facciamo una cosa sola, perché dovremmo esserlo quando ne facciamo due? O tre (per quelle che oltre ai figli e al lavoro hanno anche la palestra)? Io mi aspetto dal film (spero in) qualcosa in linea con questa terza possibilità: possiamo svolgere bene il nostro lavoro (al lavoro), essere buone madri (quando passiamo del tempo coi nostri figli), buone mogli con nostro marito ma anche ottime single, non portare a casa il lavoro né al lavoro la casa, ricordarci che siamo umane, quindi è normale sentirsi in colpa, sentirsi stanche, sentirsi soddisfatte del lavoro, sentirsi felici quando guardiamo negli occhi la famiglia, piangere e sorridere, è normale reagire alla vita. E dobbiamo smetterla di criticare le altre donne e le loro scelte, perché non siamo le addette alle didascalie.

Dani ha detto...

io adoro SJP proprio perchè ossuta e nasona, insomma riesce ad essere comunque perfetta pur avendo difetti..o forse adoro Carrie è lo stesso...
comunque non diciamo fesserie, donna in carriera o semplice lavoratrice il problema è che le cose ci toccano, che se l'aspirapolvere non lo passi tu avrai il mega batuffolo di polvere che ti suona alla porta ogni giorno, se non fai il bucato e non striri rimmarrai senza vestiti ecc...a volte non si ha scelta, la carriera ma cos'è? io sono fuori casa tutto il giorno per tirare la fine del mese, altro che carriera..poi arrivo a casa e quale quality time se hai pure da fare? vitaccia (scusa ma oggi sono un pò così stressata da questa frenesia)

pasadena ha detto...

Mi ricordo quando uscì il libro e la mia capa di allora, con una figlia, una tata tutto il giorno tutti i giorni, una colf, un orario che più flessibile non si può, si rispecchiava totalmente nella protagonista. Il che mi fa essere purtroppo molto prevenuta verso libro e film, peccato per SJP a me piace proprio perché ossuta e nasona!

Anonimo ha detto...

@Wonderland: vivendo negli Stati Uniti, ho gia' visto il film. Offre il solito happy ending con soluzione al problema "career and matherhood" all'americana:

dai la precedenza al lavoro e alla carriera e poi con i soldi in piu' che fai manda i tuoi figli al daycare center! Praticamente la soluzione americana di cui parlavo nei miei commenti al tuo post "... mi rode di non avere moralmente scelta". Non proprio la soluzione migliore per i figli, per i motivi che ho spiegato nei miei commenti passati.

Anonimo ha detto...

Aggiungo un commento al "ma come fai a fare tutto?"

Ecco mi viene in mente questa scenetta con angela Finocchiaro.

http://www.youtube.com/watch?v=g7j_mo0dqyY&feature=related

"io sniffo"

Francesca :D

lauretta ha detto...

Carrie mamma mi fa stranissimo :)

ciò detto:

1.Io col cacchio che faccio la lista alle 4.30: che non lo sai che devi portare tua figlia a scuola e fare un po' di sesso con tuo marito? c'è bisogno di togliersi minuti sacrosantissimi di sonno? ma dico io... :)
2. non so cosa aspettarmi ma la trama del film, dal trailer mi sembra abbastanza scontata. della serie che Pierce le fa la corte, lei è lì lì per cedere (perché è lontana perché il marito non la capisce perché è umana ecc) però alla fine la famiglia è la famiglia e va bene così.

Io lavoro, sono una mamma e provo anche a ritagliarmi i miei sacrosantissimi spazi. Però arrivo dove posso e se in casa la polvere da una festa a sorpresa chissene (anzi, spero che almeno ci sia il free bar).

Secondo me il punto è che NON BISOGNA FARE TUTTO. Nessuno ti darà un premio perché per trent'anni ti alzi alle cinque per stirare/ lavare/ fare le torte per l'asilo/ organizzare le feste di compleanno / essere sempre figa vestita bene e ordinata. E che palle.

Un bel film/libro su una mamma take it easy, no?

mafalda1980 ha detto...

Sono finalmente riuscita a guardare il trailer (mia figlia ottomesenne sta cercando di uccidersi da quando si è svegliata).
Beh, penso che almeno su sky lo guarderò, il film.
Sul tema resto dell'idea che chi vuol fare troppe cose non ne fa bene neanche una...

Anonimo ha detto...

no scusate ma quante donne e mamme conoscete che abbiano davvero una carriera? no perchè io sinceramente conosco quasi esclusivamente impiegatucce come me, con laurea e master a fare roba che potrebbe fare chiunque avesse la terza media e un po' di sale in zucca.
Non rinuncio al lavoro e non ci rinuncerei mai solo ed unicamente perchè 1400 euro al mese schifo non mi fanno e perchè io che ho due figlie piccole con solo un anno di differenza fra loro (per la serie la "c'è chi sta peggio wonder!" visto che la mia grande ne ha appena fatti 3 e la piccola 2) in ufficio mi riposo!
non ho la colf, non ho la tata, non una mazza di niente, torno a casa alle 8 e certi giorni faccio un piatto di pastina olio e parmigiano alle bambine giusto perchè non ho la forza neanche di pensare a cosa devo preparare per cena.
Insomma la vogliamo dire tutta? l'emancipazione femminile è una gran presa per il culo e io nella prossima vita voglio fare il papà!

L.

Libraia Virtuale ha detto...

Solo un commento veloce.
Il film non è ancora uscito, quindi non voglio dare un giudizio.
Però ho letto il libro, e l'ho pure recensito (se interessa:
http://goodnewsandgoodbooks.blogspot.com/2010/09/la-donna-che-diventa-un-uomo-e-una.html).
Consiglio: se il libro vi capita tra le mani, leggetelo. A me è piaciuto molto.
In soldoni, la questione di fondo del libro è la seguente: se io sono brava -molto brava- a fare il mio lavoro e in aggiunta ho anche una vita familiare, perché l'organizzazione della mia vita dev'essere fondata su modelli maschili (e maschilisti)?
Insomma, il libro tratta gli argomenti che noi mamme svisceriamo tutti i giorni su questo blog e su altri.
L'ultimo pro, sempre del libro ovviamente, è che ci sono delle situazioni che fanno davvero ridere di cuore e ti fanno dire "ah, ma allora non sono la sola!"

Un abbraccio a tutte voi!

Anonimo ha detto...

E' questo che io non capisco: ha veramente senso fare certi orari? Voglio dire a meno che uno non faccia il medico o il turnista o che so io (e non è il mio caso) perchè mi ritrovo a uscire alle sette di sera quando faccio "mazza giornata"? E non solo io anche i miei colleghi.

Ha senso? Ha senso stare in ufficio fino ad orari improbi? La qualità del lavoro ne guadagna veramente? Ho i miei dubbi. Quindi io non capisco: se io attacco alle otto ed esco alle 17 perchè non dovrebbe andare bene, visto che farei le miei otto ore otto di lavoro? Alle 18, tiè e ti regalo pure un'ora di straordinario.

Ha veramente senso che il mio capo mi mandi delle mail all'una di notte (gente all'UNA DI NOTTE)?

L'altro giorno ero al cinema, ero appena entrata ed erano le 10 di sera. Squilla il telefono proprio mentre lo prendo in mano per spegnerlo. Era un collega. Il capo aveva mandato una mail che serviva una cosa e solo io ce l'avevo.

Ora. Francamente. Sticazzi? Cioè aspettare il mattino dopo no? Pare de no.
Il mio collega era impanicato perso; io molto seraficamente gli ho risposto che ero al cinema e che la mail l'avrei mandata il mattino dopo, come prima cosa, appena arrivata in ufficio.

Non salvo vite umane con il mio lavoro (e nemmeno il mio capo) e nessuno di noi influenza l'andamento dell'economia mondiale.

E allora sai che penso? Penso che questa cosa del lavoro soverchiante che non ti lascia spazio per vivere se lo sono inventati quegli uomini che hanno vite vuote e molto tristi e che, pur con una famiglia accanto, perchè sennò pare brutto, vogliono comunque continuare a divertirsi, a stare fuori fino a tardi e a sentirsi i grandi potenti del mondo quando, come recita anche don Bastiano nel marchese del grillo "non sono padroni di un cazzo".

Mio marito anche la pensa come me, e anche lui non crede nell'annichilimento lavorativo come mezzo per mostrare il proprio valore professionale. Ed è un uomo. POtrebbe volendo. Ma per fortuna ha un cervello.


Quindi io sì, penso veramente che si possano conciliare maternità e lavoro, ma non finchè le cose non tornano in una giusta prospettiva.

Poi ci sta il giorno, la settimana, o anche il mese, via, che una chiusura importante ti costringa a fare orari impossibili. Ma il resto dell'anno hai diritto di vivere, cavolo. Tu, come anche il tizio in cravatta seduto nella scrivania di fronte a te.

Francesca (sempre quella dei commenti fiume sopra e del video della TV delle ragazze. :P)

MammainblueJeans ha detto...

lo ammetto: IO FACCIO LA LISTA TUTTE LE SANTE MATTINE. bevo il mio caffè, faccio la lista e poi studio un'oretta, mentre il nano sbevazza il biberon e guarda la foresta dei sogni su boing.
e non è solo mentale, la scrivo, a caratteri grandi e colorati. e, ovviamente cerco di rispettarla. e sottolineo cerco.

mara ha detto...

premesso che faccio 2 lovari ed entrambi con familiari come capi (sottotitolo Ma chi m'e l'ha fatto fare) andrò a vederlo poichè è da tempo che ho imparato una lezione: Arrivo fin dove arrivo e poi ci metto un punto. Nel caso qualcuno a causa di ciò dovesse morire, mi impegno fermamente fin da ora a partecipare al funerale.......
sono proprio curiosa di vedere dove va a finire.....
bacioni

Mara

Rachele di Genitori Organizzati ha detto...

Il film non l'ho ancora visto ma devo dirvi che ho letto il libro ed è fantastico..io però la protagonista non la immaginavo come Sara Jessica Parker, anche se mi piace tantissimo.
Vi consiglio di leggere il libro, comunque!!!

Annaelle ha detto...

Io sono per le mamme che lavorano. Se una puo', che ci provi a fare carriera. Punto. Si i doveri di mamma sono importanti, importantissimi, ma i doveri verso se stesse pure. Io credo che i bambini a 4/5/6 anni stanno meglio coi loro pari che a casa con la mamma da soli mentre la mamma stira.

Vedo molti commenti di donne quasi arrabbiate con le mamme in carriera. Ma perche'? Non lo capisco. Detto questo SJP e' improponibile come modello, fighissima e truccatissima in ogni momento della giornata... Io, mamma in "carriera" (de che?) hoh ho neanche il tempo di pettinarmi al mattino!

PaolaFrancy ha detto...

Cosa mi aspetto dal film? Delle risate.
Non di certo delle risposte; quelle ce le diamo noi tutti i giorni, sui blog, tra i nostri casini casa-lavoro-bimbi...

Questa è solo una storia. Può essere anche una storia vera. UNA però, o 10, 100 al mondo.
Perchè qui si parla di carriera vera, non di un lavoro semplicemente appagante.
Si parla di una che dice di perdersi i pezzi dei figli ma questi sono già grandini...e quelle madri che devono tornare al lavoro quando il figlio ha 9 mesi (=vita reale, anche se non è stato il mio caso) per andare a guadagnare 1200 euro come impiegata?
Si parla di un marito che fa domande sexyssime mentre asciuga i piatti (o non so cos' altro) e lei ricambia con un bacio mozzafiato, in tutta calma. Ecco, in quel frangente...dove sono i figli? Non stanno urlando giocando correndo per casa?
Una madre davvero super incasinata avrebbe dato un bacio sfuggente al marito e si sarebbe messa a fare la famosa lista - se proprio avesse dovuto farla, anzichè farla di notte al posto di dormire...(come hai detto tu wonder con parole migliori...dormi, tesoro, se hai davvero sonno!!!)

Quindi, ecco, penso di andare a veder il film ma solo per farmi due risate....

Bacio wonder,
Paola

P.s. SJP è davvero strafiga. Proprio perchè è anche davvero brutta. È la prova vivente che non bisogna essere belle per avere stile...

Ecorandagia ha detto...

partendo dal presupposto che è una vita che non vado al cinema, cosa mi aspetterei... bhè tanto per cominciare l'idea che SJP interpreti il ruolo di una moglie con prole mi spiazza e anche di parecchio. Non riesco a vederla se non in altri panni. Ma riuscendo a svincolarla dal suo personaggio non credo di aspettarmi tantissimo. Ho imparato che di solito il trailer sono le parti più carine di un film. Ma potrei anche sbagliarmi. E sicuramente ho imparato che film di questo tipo portano sempre alla conclusione smielata che la vita è sempre bella, un po' come la famiglia del Mulino Bianco. Ma anche qui potrei sbagliarmi. Sinceramente non mi aspetto molto, se non la solita commediola in cui questa volta ricoprendo il ruolo di moglie, mamma e lavoratrice mi immedesimerò di più, ma anche io ho la netta curiosità di sapere dove andrà a finire. Non ci sono risposte come tu hai detto a questo genere di cose.

Wonderland ha detto...

LOL, si è creato il gruppo PRO-ossuta&nasona e il gruppo CONTRO :D SJP divide gli animi!
A me piace proprio perché, come dice Paola, è la dimostrazione che non occorre essere belle per essere 'fighe', stylish, piacevoli. E ricordiamoci che era la gnocca di SATC! Ho conosciuto un parrucchiere che aveva lavorato con loro a NY e mi aveva raccontato 'ti giuro, tu non sai quanto sono brutte struccate... si salva solo una' e non mi ha mai detto chi. Argh.

Detto ciò, CERTO che non ci aspettiamo risposte esistenziali. Ma una risposta alla situazione del film. Che di per sé è certo UN caso tra mille, ma è comunque il caso di cui si parla. Vedremo. Io sono molto curiosa.

p.s. la SJP, per inciso, ha anche le gambe più storte del mondo. questo non le impedisce minigonne da infarto. w SJP.

Cristina ha detto...

A me SJP piace e quindi questo è un pro.. Il film sembra divertente anche se ci saranno sicuramente tanti luoghi comuni, ma quando scelgo un film negli ultimi anni preferisco qualcosa che mi faccia sorridere a qualcosa che mi metta l'ansia per cui questo è un altro pro.
I contro? Il tema mi farà venire sicuramente qualche paturnia post film, poichè, dopo tutto lei cerca di far tutto..io ho mollato. No. non ce la faccio a far tutto, non ci riesco, almeno non come una volta..che io stia rattrappendo?
Cmq lo andrò a vedere, se non altro per scoprire il finale! :)
Buona serata a tutte!

Pentapata ha detto...

come ho già detto in qualche altro posto, il mio segreto per fare (quasi) tutto è: farlo male.
Adesso sapete il mio segreto e dovrò uccidervi una a una, vi riconoscerò siete quelle che tentano di fare tutto su tacco SJP. Non avete scampo.

Tilia ha detto...

Il trailer mi ha ricordato che ho sonno.
Non so rispondere al dilemma lavoro e/o famiglia, idealmente tutto è possibile, come le formule chimiche, ma se si mescolano gli ingredienti sbagliati qualcosa può esplodere...

Elle ha detto...

Ok, credo che Lauretta abbia riassunto le mie anta righe con una frase sola: Un bel film/libro su una mamma take it easy, no? Era quello che volevo dire anche io ;-) E sono d'accordo anche con Francesca contro il lavoro soverchiante: io non mai avuto figli, né fidanzati (tanto meno mariti), però ho sempre fatto il mio lavoro DURANTE l'orario di lavoro. Due ore di straordinario? Va bene, anche non pagate, che tanto lo so che come apprendista non sono nessuno, ma fa esperienza, fa curriculum, ti faccio il favore, e le faccio. Ma finito di lavorare ti lascio tutto in ordine, bigliettini, appunti, documenti, pulizie dei cessi eccetera ed io per te non esisto più sino a domattina. Non è questione solo di figli: è questione di vita, e la mia vita è fatta anche di lavoro (vabbè quando ce l'ho) ma non è IL lavoro. Non rispondo al telefono dopo il lavoro né al capo, né ai colleghi, nè al bidello. Me ne son state dette tante, a partire da "ma il telefono perché ce l'hai se non rispondi", ma non ho mai desistito. Ho fatto anche lavori che non mi piacevano, ma trovo peggiore farne uno che magari mi piace ma che mi snerva perché è A ORARIO CONTINUATO.
Poi certo, alle mamme si rinfacciano sempre le assenze improvvise e ripetute perché "il bimbo ha la febbre", e a me verrebbe da chiedere (se fossi mamma): e se ti dico che la febbre ce l'ho io ti senti più in pace col mondo? (ok forse qui sorge semmai il problema della dicitura sul certificato medico, ma è VITA PRIVATA). Solo non mi piacciono le mamme che quando si assentano o chiedono il part time o rifiutano uno straordinario sputano in faccia ai colleghi la loro condizione di madre come se per ciò stesso tutto fosse loro dovuto, come se avessero un privilegio o una malattia speciale dalla loro.
Tutti abbiamo dei diritti sul lavoro, e quelli in più per le mamme dovrebbero mirare esclusivamente a proteggerle dalla discriminazione in cui rischiano di essere gettate per il fatto che da loro dipende vita e benessere di un bambino, ossia qualcuno che da solo non può cavarsela (non come un marito che se vuole può ordinarsi una pizza). Avere diritti "in più" non significa essere speciali, ma solo essere diverse. Esistono permessi e diritti particolari anche per chi non ha a casa un figlioletto ma un genitore o altro parente giuridicamente adulto, ma clinicamente non autosufficiente. E nessuno da addosso al collega che esce un'ora prima perché deve portare dal medico il genitore disabile, né questo collega si vanta di avere un genitore malato cronico o ci marcia sopra. Né per questo rischia di essere licenziato. Credo. Solo che in questo caso non è una scelta, mentre un figlio di solito sì, quindi da un lato gliene si fa una colpa (alla collega-mamma), come se avesse fatto figli apposta per avere le agevolazioni, dall'altro certe mamme lo considerano un requisito in più anche al lavoro (ma avere figli al massimo "dà punteggio" nel privato, per chi la vede così).

Claudia ha detto...

ahahaha, sicuro che vedrò il film, già il trailer mi ha messo allegria!
Mi piacerebbe, mi sorprenderebbe, vedere che davvero, alla fine, qualcosa si perde per strada, non c'è niente da fare. temo che vedrò l'happy end, tutto si aggiusta, il capo è l'unico capo comprensivo del mondo e le dirà che non può perdere una valorosa collaboratrice che sta per mollare il lavoro per la famiglia, non può permettersi di perderla proprio per questo, perché fa una scelta, fa una scelta coraggiosa (?!) e il marito anche se magari gliela mena da metà del primo tempo e per tutto il secondo atto, alla fine si rende conto che le va bene così.
Mah, quando è nata la mia stella mi è arrivato tra capo e collo il lavoro della mia vita, ma proprio quello che non credevo fosse possibile potesse arrivare mai, è arrivato, tutto da fare e da costruire... Ce la posso fare, pensavo mentre la pupa dormiva nella culla piccina picciò e io, accanto a lei scrivevo IL PROGETTO, ce la posso fare. Dopo un anno è arrivato, l'altra mia stella e cazzo però, ho pensato.. E insomma, all'oggi tutto è in un equilibrio fantomatico e lo sapete già com'è; a volte però, mi capita di pensare che proprio i miei figli siano uno stimolo incredibile, che involontariamente mi danno un'energia effetto doping e che siano una fonte di ispirazione inesauribile.
Claudia

Irene ha detto...

mi sembra la mia vita solo che... il mio capo è anche mio marito e non è così carino e comprensivo.... sigh! Sono messa male eh!
Wonder sei un mito!

mellyb ha detto...

L. delle 17.53 sono d'accordo con te!!!!! anch'io al lavoro mi RIPOSO!! e nonostante laurea e master mi ritrovo con 1400 euro al mese che fanno cmq comodo!! tutte le mie amiche sono nella stessa situazione e donne in carriera non ne vedo!!!

alice ha detto...

il titolo è davvero improponibile (l'originale comunque non era da meno: i don't know how she does it). personalmente, propendo per la cagata. magari lo guardo se lo danno in aereo... :-)

Giulia mamma di Alice in attesa di ghirigori ha detto...

io adoro carrie... il mio cane si chiama mr big!!!! e questo è un buon presupposto per il film, il libro è sulla mia libreria e lo leggerò prima di andare a vedere il film e come dici tu mi aspetto che sia ironico e divertente, ovviamente con un happy end . Sicuramente riuscirò a fare tutto, il marito sarà più disponibile e casa e con i bambini, la baby sitter si trasformerà in Robbin Williams di Mrs Doubtfire!!! Cose che purtroppo nella realtà non succedono, ma per soperavvivere ad una vita che sappiamo com'è bisogna anche SOGNARE!!!!!

Anonimo ha detto...

Insisti sul tema di qualche post fa, eh? Insisti!
E' così, non possiamo scegliere, dobbiamo fare tutto (lavorare, fare la mamma, fare la moglie-fidanzata) e stare pure zitte. Accettalo! Stacce! Ce devi sta'!
La donna perfetta italiana s'era già vista anni fa: http://youtu.be/nOmp8ppIIEM
Sono passati 10 anni e non è cambiato niente, che tristezza...
Intanto fanno altri tagli agli asili (invece di garantire asili pubblici e di qualità per tutti i bambini!) e poi ci prendono in giro con le pari opportunità e le quote rosa.
Il film pare scemo forte... adatto proprio a un sabato sera(quando i maritino è fuori con gli amici e i pupi dormono AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!)
A.

Anonimo ha detto...

pentapatata for president!
mi aveva fatto ridere la prima volta e mi ha fatto ridere anche questa :)

a prescindere dal film che non mi interessa molto, visto che in questi giorni hai sollevato la questione delle etichette volevo fare questa riflessione: attenzione, perchè affermare che è possibile fare la mamma ma lavorare, essere desiderabile, avere una vita sociale ecc, PUO' diventare un'altra etichetta. se tutto questo nasce da un desiderio e dalla scelta consapevole e libera in condizioni oggettive positive tutto bene ognuna è libera di scegliere le proprie priorità ma la pressione "sociale" che viene fatta sulle donne che DEVONO arrivare a tutto è un'altra trappola, un 'altra etichetta. e anche per me, come molte hanno già detto, non è accettabile. io i pezzi li perdo eccome e anche in settori stategici (il tempo per me, il tempo per la coppia per esempio), non ne sono felice, certo e sono la prima a risentirne, ma non riesco ad arrivare a tutto sempre pur facendo del mio meglio. il mio applauso dunque a chi riesce a stare sul tacco 12 e fare tutto il resto, si vede che io non ci ho il fisico, ma essere per questo relegate alla mediocrità, no grazie.

Margot ha detto...

Avete presente quella striscia di Calvin&Hobbes dove Calvin spala la neve lasciandone mega cumuli lungo lo stradino e dice + o - " se fai un lavoro abbastanza male è probabile che non ti si richieda più "
Spesso gli uomini pauliscono, organizzano, si occupano di qualcosa o qualcuno così male (anzi : così lentamente) che ti viene da farlo al posto loro. GENI!!!
(impariamo pure noiiiii!!)

Marta ha detto...

il titolo è orrendo...

ma la fotografia è stupenda!

il tema è molto scottante ed ineterssante...in più, per farsi due risate, è d'obbligo andare a vederlo...

io ci vado!

CloseTheDoor ha detto...

"Contraria alla lode al multitasking" STANDING OVATION per te: a furia di dirci quanto siamo brave, con tanta ironia, ce la mettono sempre più in quel posto ;)

non mi piace Carrie Bradshaw, è il personaggio di S&tC che mi stava senz'altro più antipatico. e non andrò a vedere questo film. spero anzi che ti abbiano pagata per farlo ;)

mater et labora ha detto...

Io (che non ho MAI tagliato i capelli a mio figlio all'età di due annie tre mesi) quando la tata gli ha tagliato la frangetta di un centimetro senza dirmi niente ero indecisa se licenziarla (e così salvarle la vita), ucciderla o semplicemente dirglielo. Non ho fatto nessuna delle tre cose, per non offenderla, essendo totalmente schiava di lei. E ho pianto istericamente con un'amica.

UnNickname ha detto...

Wonder, le gambe piu' storte del mondo ce l'ha la Marcuzzi pero'!! :D
(bella e stragnocca davvero, stavolta ;) hihihi)

Anonimo ha detto...

@Wonderland: mi sembra proprio che tu non riesca a posizionarti tra la visione maschilista e quella femminista della maternita'. Vedo nei tuoi posts un continuo ondeggiare tra questi due estremi.

Cosa michia ti aspetti se assumi come tata una così gnocca? Chi l'ha scritto questo? Uno di quegli uomini mammoni che che non si sanno prendere le responsabilita' di cui parlavamo? Certamente, un commento cosi' sarebbe inaccettabile sui media americani!

Anonimo ha detto...

I commenti delle altre non li ho letti tutti...quindi non so se dico una cosa già detta...però mi sembra che per molte di noi sia dura da accettare una realtà incontrovertibile: donne e uomini sono DIVERSI per natura, perciò è del tutto inutile chiedersi "ma perchè loro lavorano senza sensi di colpa e noi no, loro escono senza sensi di colpa e noi no, noi vogliamo fare tutto e loro no..."Come ha detto qualcuno, noi vogliamo fare tutto perchè ci piace che le cose vengano fatte come diciamo noi altrimenti ci incazziamo pure...E' inutile ripetersi "dobbiamo cambiare, siamo incastrate in un clichè"...Cacchiate, secondo me. Noi siamo così: certo, le eccezioni alla ragola esistono, ma sono eccezioni, appunto. Io lavoro (part time) amo moltissimo quello che faccio ma non mi vergogno a dire (ne' mi sento incastrata in un ruolo o men che meno un clichè)che se avessi avuto un lavoro da donna in carriera lo avrei mollato perchè per me stare con mio figlio (e con l'altro che, se tutto va bene, arriverà a novembre) è la cosa più importante in questo momento della mia vita...io non mi sentirei di aver rinunciato a niente per mio figlio perchè avrei semplicemente scelto la cosa che mi fa stare bene. Una piccola postilla sul tuo post "Non lo farei, ma mi rode non avere (moralmente) scelta)". Bhe, posso dirti una cosa? In quel particolare caso io fatico molto a comprendere come dopo una settimana che non si vedono i propri figli non si voglia passare tutto il poco tempo che si ha con loro...che insomma si prediliga un aperitivo anche ad un'ora passata con il bimbo che non si vede da giorni e questo secondo me dovrebbe valere per ENTRAMBI I SESSI!! Scusate se mi sono dilungata!!
Ely79

Wonderland ha detto...

Anonimo tranquillo/a.. avrei fatto la stessa battuta se si fosse trattato del giardinere cubano 25enne :D

Anonimo ha detto...

Scusatemi, sarò strana, eh?
Ma quale madre preferisce trascorrere 9 ore al giorno rinchiusa in ufficio, e poi altre due ore nel traffico? E questo invece di passare del tempo con i suoi figli a leggere libri fantastici, fargli i muffins, decorare camerette, fare passeggiate, far scoprire loro il mondo, far loro le coccole? Che poi nelle ore di scuola o asilo si ha del tempo per mettersi in tiro, farsi la piega, i fatti propri etc. etc.
Tutta sta smania di carriera mi sa di fuga dalla realtà.
Poi sarò strana, eh!

LauraM

zauberei ha detto...

Vorrei che faceste attenzione all'età media di questo commentarium. I figli non hanno sempre due tre e 5 anni. Io sono per l'equilibrio per tutti, non ho stima del carrierismo per nessuno - ma ho avuto una madre con più di 100 dipendenti che alle 2 staccava e tornava a casa, poi magari lavorava da casa ma è diverso. Credo che però la vita professionale quando i figli crescono abbia la possibilità di riallargarsi. Qui ho la sensazione che si sia tutte nel momento della funzione materna a massima dilatazione - ma non è sempre così.

Wonderland ha detto...

Oggi ringrazio Dio perché mi ha mandato Zaub che mi salva dalla contingenza temporale stretta. E c'ha ragione, anche se la 'mammitudine per vocazione' spesso prosegue anche dopo. E spesso è alibi, io credo.

LauraM non sei strana per niente, io trovo non ci sia niente di male a passare la vita coi bambini a fare muffine bolle di sapone, SE DESIDERI QUESTO. Ma ci sono donne che desiderano anche altro, e credo che ogni necessità, bisogno e sogno vadano rispettati. Io adoro fare muffin e bolle di sapone, ma mi basta farle nel weekend. Durante la settimana adoro stare con persone adulti, dedicarmi ad altri progetti, scrivere, lavorare, avere soddisfazioni di altro genere. Per questo non è MAI un discorso assoluto: siamo tutte una diversa dall'altra.

supermamma ha detto...

mi dispiacerebbe se lasciasse il lavoro ma c'è veramente una soluzione tra carriera e famiglia?
di sicuro il film non me lo prederò anche perchè pierce l'ho conosciuto di persona non posso perdermi un suo film! :-)
http://www.blogfamily.it/pierce-brosnan

ellis ha detto...

credimi.. la lista a letto mentre cerchi di prendere sonno "celo" tutta la vita.. purtroppo! è che sono talmente stanca ma la testa continua a lavorare e mi piglia un trip che mi innervosisco, e mi incazzo ancora di più perchè lui sta già russando e diceva di non aver sonno.. e non dormo. ma va bene così. perchè amo la mia vita sempre di corsa!

Annaelle ha detto...

Grande Wonder, questo tuo ultimo commento mi conferma quanto sei mitica! Mi ritrovo in ogni parola! I miei w-e sono nel possibile incentrati su mia figlia, la piscina, portarla dagli amichetti, i playdate etc.. ma in settimana ho bisogno anche di me!

sulsecondobinario ha detto...

Io penso che sarà l'ennesimo colpo alla mia autostima!!!

Malena ha detto...

Ho letto il libro qualche anno fa e l'ho trovato carino, mi dispiace deludere molte di voi, ma alla fine lei molla il lavoro. Almeno nel libro. Ed è più felice. Almeno per un po'. Perchè poi credete che stare tutto il giorno a casa con i figli significh avere più tempo? Per se stesse, per il marito, per gli interessi. No, non è così. Se stai a casa con i figli, senza nonne, nè babysitter, stai ttutto il giorno con i figli. Punto. E te li porti a farti la ceretta. E ti fai la doccia facendo cucùsettete da dietro il vetro. Lavoriamo tutte 24 ore al giorno, chi solo in casa, chi anche fuori. Ho letto alcune di voi che dicono che in ufficio si riposano e ho amiche che affermano la stessa cosa. No, stare a casa non è meno stressante. Però forse può aiutare con i sensi di colpa...
Non mi ricordo chi è che diceva che i bambini di 4/5/6 anni stanno meglio con i coetanei che a casa da soli mentre la mamma stira...bè ma perchè sono solo queste le alternative? Io credo stiano ancora meglio a casa loro con la loro mamma E a giocare con i loro amici. Sono crescitua con una mamma che lavorava, per anni anche di pomeriggio e mi ricordo bene come le saltavamo addosso noi 3 sorelle quando tornava la sera, come la aspettassimo impazienti, come avremmo preferito (taaanto) che lei stesse con noi, nonostante fossimo affidate alle cure della più amorevole delle nonne. La colpa dei sensi di colpa delle mamme che lavorano non è della società dei mariti dei capi degli altri: è dei figli. Perchè ai figli manchiamo quando non ci siamo. Una mia amica in carriera mi racconta dei suoi idilliaci pomeriggi da bambina "in giardino a giocare con gli amici e con la torta nel forno" e si dispera perchè non è capace di dare lo stesso a suo figlio...
Se l'importante è essere libere di scegliere, perchè poi rimanerci male quando una sceglie la famiglia?

leucosia ha detto...

una sana risata a leggere il post i commenti salaci e vedere il trailer contribuisce a una serena dormita tra le braccia di morfeo! per l'autocritica personale...sulle mie inadempienze materne di oggi e quelle a venire , ci penserò domani! dopotutto domani è un altro giorno!
leucosia

psicomelina ha detto...

Se lei mollasse il lavoro sarebbe moooolto moooolto irrealistico. Dal momento che l'80% delle donne che lavora lo fa non per appagamento, ma per pagamento (ah, il 27 del mese!), dire mollo tutto per amore dei figli sarebbe una grande sciocchezza.

Soprattutto perché niente lavoro porta a -->
possibilità di permettersi indossare il tailleurino fighetto rasentano lo 0,4% che a sua volta
abbassa l'autostima e la cura di sé
che a sua volta....

Insomma, il lavoro fa bene. Magari un part time!!!


Personalmente ho 25 anni e una figlia di 1 anno. Ho iniziato a lavorare da poco, ma se dovessi pensare di rimanere a casa "24/7" mi prenderebbe un colpo perché quando mia figlia avrà 18 anni e quindi sarà tempo di andare all'università.. io ne avrò... 42? E che faccio poi? Chi mi assumerebbe più? Di questi tempi sono vecchia anche per iniziare un lavoro da commessa, figuriamoci a 40 anni!!!!!!

Anonimo ha detto...

Penso che il film sia da vedere solo per passare un paio d'ore spensierate :)
Per il resto, la mia personale realtà è che non vedo l'ora di rientrare al lavoro dopo questi mesi di maternità..e allo stesso tempo mi viene già da piangere a pensare che non potrò prendere il cucciolo al nido prima delle 19:30...
AIUTO, purtroppo la fregatura è che secondo me noi donne siamo proprio geneticamente in bilico tra mille desideri/sensi di colpa.

Witch_D

Francesca ha detto...

A parte il fatto che i titoli italiani di solito sono sempre ORRENDI, questo film dev'essere carino. Speriamo sia poco cliché.
Per quanto riguarda il resto: voto 10 a SJP, 10 a Greg Kinnear che adoro fin dai tempi di "Qualcosa è cambiato" con Jack Nicholson (l'hanno ridato qualche sera fa, che gioia). Poi: la tata è bella, ok, ma è la stessa attrice che interpreta quella scassacazzi di Vanessa in Gossip girl, IPC (indi per cui) mi sta sulle balle per partito preso.

Baci a Porpi.

P.S. Ci anticipi che libri ti sei portata in vacanza? Poi ovviamente ce li recensirai a tempo debito, ma ce li dici, eh?, ce li dici, eh?, dai! Ce li dici?

Lady Nutelliel ha detto...

Io penso che il concetto di quality time andrebbe importato sul lavoro. Troppo spesso viene premiato chi scalda la scrivania più a lungo... Certo, non in tutti i lavori è applicabile ma in molti... quando hai fatto, e bene, quel che c'era da fare... che stai a fare? Facebook non ce l'hai a casa? Io non ho figli, vivo "more uxorio" da 8 anni ma ho, distanti, due genitori malati. Giuro che inizio ad essere stufa della disponibilità h24-7/7 che mi viene richiesta per 600€ (seicento, non ho perso una cifra) al mese. Perché quando mi squilla il cellulare la sera tardi o la mattina presto di domenica, per prima cosa penso a infarti, ictus, cadute. Poi è solo il colleha M. detto Chiagn'e fott'.

Luisa ha detto...

L'idea del film e interessante ma estremamente facile a scadere nel solito qualunquismo ricco di cliché. Speriamo non ne venga fuori una commediola infarcita dai soliti luoghi comuni su maternità-famiglia-lavoro-sensi di colpa.
Staremo a vedere e speriamo bene.

Anonimo ha detto...

Il film non me lo perdo e sono pronta ad affrontare qualsiasi tipo di cliché sia stato cavalcato, in fondo ci stanno proponendo una commedia da ridere e non un documentario sulla situazione femminile.
Sono una mamma di 32 anni, alta 1 metro e 78, peso 64 kg, ho una bella presenza ed ho una piccola azienda che mi sono costruita partendo da zero e senza spalle coperte. La delusione piu' grande e' stata scoprire che il nostro problema siamo noi, le donne. Si perché siamo noi che ci giudichiamo a vicenda e che tentiamo di nascondere le nostre debolezze e insoddisfazioni dietro alla critica verso chi fa scelte diverse dalla nostra. Io combatto tutti i giorni con donne che mi dicono quanto sono fortunata a poter staccare dai figli per andare a lavorare, si e' vero sono fortunata ma voi perché non vi rimboccate le maniche e vi trovate un impiego se il ruolo che vi siete scelte non vi soddisfa? Combatto contro una suocera che mi dice si te lo tengo io oggi non c' e' problema e poi mi accoglie dicendomi che ha dato a mio figlio la sua prima pappa, che mi sono persa questo momento che non tornerà più, d'altronde le mamme che lavorano devono assumersi le conseguenze della loro scelta, combatto contro chi dice che voglio lavorare per fare la signora, e anche se fosse? Ma che t'importa a te se cio' non nuoce all'equilibrio della mia famiglia? E per dovere di cronaca lavoro per la mia autonomia, autostima e libertà. Insomma Wonder sante le tue parole sulla diversità di ognuna di noi e sul tuo appello ad essere come desideriamo essere e non come gli altri vorrebbero che fossimo.

nicoz ha detto...

vabbè ma anche se fosse, che male c sarebbe a lasciare il lavoro se è una scelta voluta e non imposta?

cioè se avere figli dev'essere una "lettera scarlatta" (una B^^) che ci autocuciamo sul tailleur (o sulla tunichetta d zara^^) ma chi ce lo fa fare a noi di fare i figli?

guarda che puo' essere fico osare esser casalingUa (anche solo part time?) per poter stare con il proprio pupino, ci sono momenti che nn torneranno più quindi nn è meglio goderseli?
:-)))))

PAMEN ha detto...

Impressione dal trailer: film OK per 2 risate e anche per sollevare discussioni sul tema "parità".

Il libro l'ho letto prima di avere figli e l'ho trovato illuminante e ben scritto...Certo la protagonista lavorava alla City di Londra e doveva portare i biscotti fatti in casa all'asilo e aveva anche aiuto dal marito...

Il libro sulle mamme take it easy c'è già e si chiama "Confessioni di una mamma pigra" di Mead Ferro Muffy, anche quello illuminante: in fondo la maggior parte delle seghe mentali ce le creiamo noi stesse facendoci condizionare dalla pubblicità e dai media.

Comunque finché noi donne non riusciremo tutte insieme a pestare i piedi e a PRETENDERE la parità prima di tutto in casa... la nostra vita sarà un triplo salto mortale.

Annaelle ha detto...

Ho ripescato questo post far un commento specifico...
Anonimo che vivi in america, ma come fai ad aver visto il film (gia' un mese fa) se ancora deve uscire??????
Su IMDB la release date e' il 16 sett.
http://www.imdb.com/title/tt1742650/


non e' che ne spariamo per il gusto di... no....

Alchemilla ha detto...

Vorrei invitarti a esprimere la tua opinione su questo post, se ti va, credo non tornerò più in argomento ma visto che apparentemente la pensiamo diversamente mi piacerebbe avere un tuo commento. Grazie.
http://www.lacasadialchemilla.com/2011/08/e-poi-non-ne-parlo-piu.html

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