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martedì 30 agosto 2011

Passione.

Le mie grandi passioni sono tutte iniziate con un grande odio. Alla fine sono giunta alla convinzione che l'odio sia un po' la coda cattiva della passione, quella che afferri quando non riesci a prenderla o quella che riesci a vedere quando il resto sembra troppo lontano.
Io ho una passione. Terribile, sciocca e prepotente, che mi covo dentro da anni e che è riuscita a esplodere per un attimo quando ne avevo venti.

Tutto è iniziato quando avevo cinque o sei anni, ricordo una borsetta azzurra, un corridoio lungo e stretto e il cambio di scarpe. Il body ce l'avevo già sotto da casa, per fare prima, visto che ero sempre in ritardo.
Io e una manciata di tappe con lo chignon fatto alla meno peggio infilavamo queste ballerine rosa che odoravano di cuoio e piedini, poi con le pance ancora sporgenti e le schiene con quella lordosi vezzosa, iniziavamo a muoverci a tempo di musica classica. Con la maestra che cadenzava parole, istruzioni e minacce sul ritmo.
Et-tà-cco-pun-tae-gi-roe-sto.
Eche-net-che-net-che-net-GUAR-DA-ME!
Un giorno dovrei dedicare un capitolo a parte sul palo in culo delle maestre di danza classica, che io ne ho beccata una peggio dell'altra, da quella che batteva col bastone per terra a quella che gli avresti chiesto 'ti hanno torturato da piccola? puoi dirlo, sei fra amici'. Si prendono sempre terribilmente sul serio. Si vestono sempre terribilmente di nero. E dovrebbero decisamente mangiare un po' di più.

Di quegli anni ricordo due cose: la prima è che mi annoiavo mortalmente: tutta quella musica pacata, quel rosa, quegli chignon... Andavo a danza e non avevo la minima intenzione di imparare qualcosa, io facevo semplicemente trascorrere l'ora buttando qua e là piedi e braccia. O almeno, questa è l'impressione di adesso. Solo che, sapete com'è, la mamma insisteva, le amichette ci andavano, e i costumi del saggio erano così belli!
L'altra cosa che mi ricordo è per l'appunto questo essere platealmente pippa e condannata alla penultima fila. E non me ne poteva fregare di meno, ad essere sinceri. Ambivo al Cigno Nero come a scendere in miniera. Leggevo la competizione negli occhi delle compagne e la diluivo con un'alzata di spalle: non potevo essere io il nemico.

Ho smesso intorno ai dieci anni, saltando qualche anno forse, non ricordo. Poi ho tentato qualche corso di qua e di là, simil palestre, simil corsi.
Finchè a diciotto anni suonati approdo per caso allo Ials.
Non so se vi è mai successo di innamorarvi a prima vista. Di guardare in faccia uno, sentire una martellata sopra allo stomaco, semplicemente cambiare direzione e seguirlo. A me è capitato con lo Ials.
Con la puzza incredibile di quel sottoscala pieno di sale, maestri, ballerini. Di fatica, musica e grida, gente che si stretcha per le scale o lungo i corridoi come in 'Saranno Famosi', volti della tv e del teatro che prendono una centrifuga al bar. Tutto molto spartano, sporco, vivo e brulicante di stimoli.
Ogni ora ci sono circa dieci o dodici lezioni allo Ials, questo significa che percorrendo il corridoio puoi sbirciare nella sala della danza classica, con le ragazze in body e codina che tendono educatamente le gambe, in quella dell'hip-hop, un gruppo misto vestito baggy che sembra muoversi senza giunture, quella della danza jazz - meglio nota come 'moderna' - con coreografie rapide ed intense, quella del contemporaneo, del tiptap, della danza del ventre.

Ero andata con un'amica a provare una lezione di 'jazz intermedio', con quella parola intermedio che stava un po' per 'tutto quello che hai creduto di imparare in questi anni non ti servirà quasi a nulla, perché qui siamo bravi sul serio'.
Folgorata. Anche dal giorno uno, quello in cui ero annodata come un tronco e persa come solo una che non conosce i movimenti e tutti gli altri sì può esserlo.
E ho iniziato ad andarci tre volte a settimana, poi quattro. Poi cinque. Alternando jazz a classico ('perché non hai la tecnica'), facendo esercizi a casa, studiando in posizioni di stretching o coi piedi sotto ai termosifoni per curvarli meglio.
Una pazza vera. Seria.
Nel corso di un anno ho recuperato molto di quello che non avevo imparato o voluto imparare fino a quel momento. Nel giro di un anno il mio corpo è completamente cambiato, sono spuntati muscoli e addominali ovunque, si è assottigliato disegnandomisi addosso, ero forte, flessibile, scattante.
Soprattutto: sapevo ballare.
E ballare era una cosa meravigliosa, un canale aperto con il mio corpo, col mio essere femmina dalla punta dei piedi a quella dei capelli. Chi balla si riconosce. Per come si muove, per la consapevolezza che ha dei confini della sua pelle e come usarli, per lo sguardo.
Perché quando sei davanti a quello specchio e ti muovi, capisci di ballare davvero bene quando seduci te stessa.
I ballerini sono dei narcisi di merda, pieni di fisse e disturbi alimentari. Pieni di mode sciocche. Un anno i pantajazz coi pantaloni larghi arrotolati sopra. Uno su, uno giù. Quello dopo la canottiera larga annodata. Poi la tshirt a manica lunga col collo sfilato. E i capelli. Avevo dimenticato la precisione della danza classica anche durante le lezioni di classica. I miei capelli erano sciolti e sudati, ricadevano sul viso e sulle spalle, incrociavano le dita e decoravano i movimenti. Erano poche le ballerine che ballavano vestite in modo comodo o trasandato, e quelle che lo facevano ballavano inesorabilmente male.
Ballo, passione, seduzione, amore, sesso, erano anelli della stessa catena.
Ci si vestiva con cura, si lasciava il trucco sugli occhi, si ravvivavano i capelli e si varcava ancheggiando il grande parquet. Un mucchio di ragazzi e ragazze incredibilmente attraenti, che alla prima nota scioglievano e tendevano i loro corpi contro sé stessi e contro lo specchio. Forti e languidi. Sexy e sfrontati. Esagerati. Folli.

Stava per iniziare anche il lavoro, a un certo punto, perché allo Ials capitava spesso che i direttori casting si fermassero a guardare le lezioni e poi dicessero: tu, tu e tu, non è che vi andrebbe di lavorare per questa o quest'altra cosa?
Ho conosciuto cosa significa un palco vero, e sentirsi guardata da centinaia di persone nel buio. Mentre riempi il palco di te e di quella passione. Non sarei mai più scesa. Non avrei mai più smesso.

Poi un giorno mi sono fatta male. Non ricordo bene quando, so solo che il dolore alla gamba destra si è fatto via via più inteso e io pensavo a una contrattura, lo pensavo perché non volevo smettere di ballare, perché io mi allenavo anche d'estate, perché anche dopo tre giorni di stop recuperare era difficile. E allora andavo avanti a stretching e antidolorifici, consapevole che stava durando troppo per essere una cosa lieve, incapace di smettere.
Poi un medico consigliato proprio lì, e consigliato male. Che mi cura, ma mi cura male. E quello strappo che calcifica a cazzo e diventa un unico lungo e invalicabile muro tra me e la danza.
Piuttosto che tornare a fare tacco/punta, dopo un anno di stop, piuttosto che stare nella saletta piccola e muffita invece che in quella enorme e affollata, ho preferito dire basta.
Tutto o niente.
Non sono più entrata allo Ials, non ho più fatto un solo passo di danza che non fosse in casa da sola, musica a palla, occhi chiusi.
Ma la verità è che quella passione mi punge ancora dentro, mi fa muovere ad ogni nota, mi fa immaginare coreografie su ogni canzone, mi fa guardare quella scatola bianca sull'armadio, dove ci sono le mie Repetto, le mie Capezio e le mie Cuccarini.
(sono scarpe eh. non ho la Cuccarini fatta a pezzi sopra l'armadio...)

E oggi, come ogni anno a settembre, dico a me stessa: quest'anno trovo un corso e ricomincio a ballare.
E so che non sarà mai più uguale. So che non sarò mai più a quel livello, e che forse questa volta lo specchio mi rimanderà immagini del tutto diverse. Che il corpo dovrò ridisegnarmelo addosso da capo. Ma non importa. Sceglierò qualcosa di diverso e completamente nuovo: flamenco, pensavo.
Mi metterò nuovamente alla prova.
E magari ci riuscirò anche, forse.
Perché il fatto è che lo so che, nel momento in cui ricomincerò a ballare davvero, mi chiederò: perché ho aspettato tutto questo tempo?
E non avrò nessuna risposta.

E voi. Ce l'avete una passione?

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65 commenti:

Freedom72 ha detto...

io, la tua stessa passione, vinto qualche regionale e nazionale,poi la schiena ko....sono 2o anni che non ballo più, e si vedono tutti....dopo il mio cucciolo poi, non è rimast nulla..ahimè!!!! massì, diAmo colpa alla GRAVIDANZA...

Aly ha detto...

La tua stessa, identica, precisa passione...i tuoi stessi, identici, precisi propositi ogni settembre, ma ho cambiato città, ho iniziato a lavorare e mi sembra così difficile ricominciare...chissà...

Giuppi ha detto...

Oh mamma....come ti capisco! Più o meno stessa storia, con la danza anche io.
Tanta classica da piccola fino alle medie, più o meno. Adoravo guardare le grandi allenarsi, vederle ballare leggere ed aggraziate in modo così perfetto, mi sarebbe tanto piaciuto diventare come loro, ma ahimè, forse non era nel mio DNA.
Poi ho smesso, ma all'università scopro di avere una scuola di danza sotto casa e torno, a classica, solamente per scoprire che a 21 anni non sei esattamente un giunco e ricominciare è stato drammatico, ho scoperto di avere un'impostazione tutta sbagliata, perchè non tenevo il bacino nel modo giusto (ah, il ruolo del bacino nella danza classica..si potrebbe scrivere un'enciclopdia!)
Quanto ci sono rimasta male...dopo tre quattro mesi ho lasciato perdere, pensando di appendere le scarpette al chiodo definitivamente. E invece l'anno scorso la voglia è tornata,impellente, ma non ho fatto di nuovo l'errore di provare con classica e mi sono data alla moderna, che ho adorato, davvero.
Ho finito l'anno e ho fatto pure il saggio, a 28 anni suonati, mi sentivo troppo scema, però è davvero una sensazione impagabile.
Quindi ti capisco Chiara, eccome se ti capisco...

Anonimo ha detto...

Il canto. Per me cantare è tutto ciò che è bello, è ossigeno, poche volte nella vita mi sono sentita felice come quando uscivo dalle lezioni di canto e tornavo a casa nell'aria tiepida di primavera, poche cose mi danno gioia come un suono che ti riempie la gola.
Anche io ho smesso ed ogni anno mi dico RICOMINCIO. Sai che fatica ritrovare la voce giusta, sai quante incazzature, perchè se il canto da una parte mi da gioia pura, dall'altra è sinonimo di frustrazione e nervosismo quando non riesco come vorrei, o come potrei. Cantare è meraviglioso, ma mette troppo a nudo le emozioni e forse è questo ciò che mi frena ma nello stesso tempo mi spinge.

C.

micol ha detto...

lindy hop.
come ti avevo postato su FB.
è stato amore a prima vista, ho visto questi due ragazzi ballare è ho pensato "cavolo lo voglio fare pure io!!!"
poi subito una tre giorni di lezioni di passi di teoria e di musica, ma soprattutto di ballo. per me che credo di avere legamenti in sovrannumero visto la mia scarsissima capacità elastica.
ma che ci vuoi fare, non lo faccio per arrivare chissà dove, lo faccio per me. alle volte bisogna essere un po' egoisti.
:-D

Yaxara ha detto...

A me fu instillata da mamma la passione per lo sci a partire dai tre anni. Mi piaceva tantissimo, i maestri mi consigliavano di entrare in agonistica e a me l'idea sorrideva non poco. Mamma disse di no, che la passione doveva restare un divertimento, che a suon di gare e allenamenti continui lo avrei solo odiato. Sulle prime ci rimasi malissimo, ora ho capito che aveva ragione.
Poi, non-sportivamente parlando, c'è la scrittura. E la fisica nucleare, che invece me la sono presa per lavoro a tempo pieno... gli amori folli sono amori folli, già.

elena ha detto...

Come te...la danza...Un amore folle, un demone, ebbrezza pura, anche nella disciplina delle punte, Dioniso, il seduttore. Una passione sempre presente, nel bene e, per quanto mi riguarda, nel male, dai 6 ai 27 anni, in un corpo che non era nato per ballare e che è stato scolpito da ore di esercizi, rinunce, digiuni...scritto così sembra un sacerdozio e forse lo era. Poi un incidente stradale mi ha falciato il crociato laterale sinistro e ho smesso perché non ero capace di accettare che non avrei più potuto essere 'eccellente'. Oggi che sono cambiata (invecchiata? ;-)), che non penso più secondo logiche binarie 'o tutto o niente', a 31 anni suonati, oggi mi va di tornare a ballare, e se anche le mie pirouettes fossero quello di una gallina ubriaca, vorrà dire che mi sarò fatta una risata...con buona pace del Cigno nero!
Elena

Anonimo ha detto...

....un arte marziale, che mi faceva sentire forte e unica...ma il lavoro a tempo pieno, il cambio di casa, di orari e non ce l'ho fatta più...però resterà sempre il ricordo di quando a volte ero stanca e non mi andava di andare in palestra...e mi forzavo, bè uscita di lì potevo rimanere sveglia tutta la notte...che energia!!!

pollywantsacracker ha detto...

avrei sempre voluto andare a cavallo, ma non c'erano i soldi.

Mammachetesta ha detto...

La musica.
Il pianoforte.
Quello era il mio amore.
Ma una pessima insegnante me lo ha fatto abbandonare.
Avevo talento dicevano.
Ma in seconda media se il talento non sanno galvanizzarlo e custodirlo ma solo caricarlo di ansia e aspettative...beh preferisci buttarlo nel cesso per una vasca in centro con le amiche.
Sono pentitissima ovviamente.
E la musica per tornare a impararla come la sapevo fare io è troppo tardi.
Ma amarla e farla amare a mia figlia...quello posso farlo ancora.
Farà quel che vuole. Le scelte sono sue.
Ma gliela farò consocere e assaporare.
Le mani su una tastiera.
Il pensiero solo su quei puntini neri che solo per chi li conosce non hanno segreti.
Alla peggio le resterà una musica in testa...do mi do sol sol do mi do sol sol fa mi re do si do si do re do si la sol.

Sascha ha detto...

Che bel post!
La mia passione è stata per tanto tempo la moda. Ora che lavoro con questa mia passione, mi chiedo se non è più una passione....

Elena ha detto...

Ho fatto danza classica per diversi anni da piccola, ero molto brava e la cosa che mi piaceva ero che, da bimbina tranquilla quale ero, trovavo esaltante tutto quel rigore che si doveva tenere in sala da ballo, poi è diventata davvero troppo costosa la scuola ed ho dovuto mollare, ora ho una grande passione (io, in tutto, sono agli antipodi) ho scelto la kick boxing, mi alleno duramente da circa quattro anni, qualche gara e appena ottenuto un diploma da istruttore... come si dice o tutto o niente

Anonimo ha detto...

Da bambina ho sempre avuto un sacco di passioni.Alcune più brevi altre più lunghe.Però la mia famiglia non ha mai volute accoglierle liquidandole con la stessa frase "non sei costante". Adoravo l'atletica, la danza moderna e il pianoforte ma non mi è mai stato permesso di provarle con corsi adeguati.Per loro era meglio il nuoto.Detestavo l'acqua ghiacciata,la doccia prima di entrare in vasca,l'odore del cloro, il rimbombo delle voci degli istruttori.Però quella è stata la mia "coda cattiva della passione" come la chiami tu. L'ho riscoperto in gravidanza come un'esigenza fisica, istintiva.A 3 mesi ho iniziato a portarci mio figlio e per lui la piscina è un vero piacere e desiderio.Però mi sono ripromessa che , qualora non dovesse più volerci andare, non insisterò.

P.S. adoro anche la fotografia e lo scrapbooking!

Dany e il bovaro Flavio

Dani/Hachi ha detto...

Il calcio a 5 :) niente di serio, due allenamenti a settimana e la partita. La gavetta, conquistarmi il posto da riserva, da titolare, la fascia di capitano, quella firmata da tutte le mie compagne di squadra che tuttora quando la prendo in mano due occhietti lucidi me li fa venire. La corsa matta, sentire la capacità polmonare aumentare settimana dopo settimana, i muscoli stanchi. Gli infortuni. Gli scontri duri. La determinazione fino al fischio finale. Lo spogliatoio e i discorsi alla Ogni maledetta domenica. Le delusioni e le soddisfazioni.

Poi la squadra si sfalda, io cambio società, faccio più panca che campo. Alle porte del trasloco nel mio primo appartamento da sola, mollo tutto tra lacrime e delusione cocente.

Ho ripreso gradualmente, dopo un anno sabbatico abbondante, l'anno scorso in una squadretta di calcio a 7 piuttosto tranquilla dove sono praticamente la più vecchia... ma non è lo stesso. E forse è meglio così, perchè il calcio mi manca tantissimo ma non so se ho il coraggio di rimettermi in gioco ai livelli di una volta... ma sì, mi manca, e mi manca un pochino quella che ero quando giocavo.

Anonimo ha detto...

Da bambina ho sempre avuto un sacco di passioni.Alcune più brevi altre più lunghe.Però la mia famiglia non ha mai voluto accoglierle liquidandole con la stessa frase "non sei costante". Adoravo l'atletica, la danza moderna e il pianoforte ma non mi è mai stato permesso di provarle con corsi adeguati.Per loro era meglio il nuoto.Detestavo l'acqua ghiacciata,la doccia prima di entrare in vasca,l'odore del cloro, il rimbombo delle voci degli istruttori.Però quella è stata la mia "coda cattiva della passione" come la chiami tu. L'ho riscoperto in gravidanza come un'esigenza fisica, istintiva.A 3 mesi ho iniziato a portarci mio figlio e per lui la piscina è un vero piacere e desiderio.Però mi sono ripromessa che , qualora non dovesse più volerci andare, non insisterò e seguirò le sue inclinazioni anche se dovessero durare un solo anno.

P.S. adoro anche la fotografia e lo scrapbooking!

Dany e il bovaro Flavio

CaMonzani ha detto...

..la danza.. come capisco le tue parole.. da bambina, piccolissima, mi insegnarono danza del ventre e come qualunque cosa che si impara da piccoli ti rimane.. mi diede la conoscenza di cosa potevo fare con il mio corpo.. poi classica.. moderna.. mischiati ad altri sport, perché io sono quella indecisa, ma lei c'è sempre stata.. poi a 14 anni un maestro che non ci piaceva, non ci riempiva l'anima.. la passione che andava via via calando, la presunzione che solo una 14enne può avere di pensare di aver "già fatto".. smisi alla fine di quell'anno, con un corpo non ancora pronto a smettere di fare movimento, e il cuore non ancora soddisfatto.. come te provai simil corsi e simil scuole, ma non ripresi mai.. non ho più ripreso e da quel giorno mi chiedo perché diavolo io abbia smesso se ogni volta che sento una canzone vorrei danzarci sopra.
Fortunatamente un paio di anni dopo conobbi la fotografia.. la danza mi riempiva di gioia, mi faceva sentire bene, viva.. la fotografia mi riempie la vita, è parte di me, imprescindibile e inscindibile. Il mio amore e la mia passione, che a volte, come hai scritto tu, arrivo ad odiare.. ma solo perché pretendo troppo e non mi prendo il tempo di essere migliore. La passione è una cosa incredibile, quando scatto è come se tutto andasse al posto giusto, come se ogni componente di me e di quello che mi circonda si coordinasse nell'unico modo in cui potrebbe essere.. e sentirsi vivi con quella macchina fotografica in mano.. è incredibile!
Non potendo pensare a nient'altro da pochi anni ho deciso che seguirò questa strada anche per il lavoro, o almeno ci proverò.. ma so che non potrei fare nient'altro e sentirmi felice a questi livelli, sperando di continuare ad amarla.. e tenendomi il ballo per quando esco a divertirmi, o in casa da sola :)

Wonderland ha detto...

@Dani Hachi che bello.. che cosa intensa e particolare... brava! :) Ecco, invece a me non manca per niente quella che ero quando ballavo: un'esaltata piena di disturbi alimentari e narcisismo. Però ballare mi fa sentire viva, mi riempie, mi carica. E comunque non sarà mai come prima per cui... non credo di rischiare di nuovo troppo narcisismo hehehe.

@Elena che bello kick boxing avrei voluto provare ma c'ho diversi acciacchi tra cui una mano che ho rotto e mai aggiustato per bene ahahaha.

@Sasha l'eterno dilemma delle passioni... quando diventano mestiere.

@Polly io ci andavo in montagna dove costava e durava di meno ahahaha. Splendido. Anche per quello ebbi una forte passione tra gli 8 e i 10 anni tanto che ho tappezzato di poster di cavalli la mia stanza O_O Poi ho una zia mezza cavallerizza che si è fatta piazza di Siena, quindi era una passione di famiglia!

Yaxara fisica nucleare? Bellissimo! Oh ma mi stupite! Come sono banale io co 'sta danza.. ahahaha

b. ha detto...

Io dai tre anni ho fatto: sci, pallavolo, kung fu e nuoto. Li ho smessi tutti, alcuni perché non mi piacevano, altri perché appena inizi a diventare bravina ti chiedono di gareggiare e a me non andava. Poi prima di iniziare il liceo ho scelto il tennis ed è stato amore. Ma anche lì chiedevano il salto all'agonismo e a me non andava, facevo le gare interne al circolo e basta.
Mi manca, ma non quanto scrivere, quella sì che è la mia passione da sempre. Quando mi chiedono se gioco ancora a tennis dico di no, e poi penso che mi dispiace e dovrei riprendere. Quando mi chiedono se sto scrivendo e rispondo di no, è come ammettere di aver smesso di mangiare, non so, mi rendo conto all'istante che se non sto scrivendo c'è qualcosa di sbagliato. :)

MaRa ha detto...

La danza è sempre stata la mia grande passione proprio come te! Ho iniziato a 7 anni per esigenze fisiche: avevo i piedi piatti e mia mamma doveva scegliere tra nuoto e danza. Preferì mandarmi a danza classica, dove però la maestra era una stronza con la bacchetta che se ti permettevi il panino in più te lo rinfacciava tutta la vita. Dopo 3 anni abbandonai. Ma la passione mi bruciava dentro. Qualche anno più tardi ( a 15 anni), rimisi piede in un'altra scuola di danza. Stavolta puntai l'indirizzo hip hop. Da allora per 8 anni non ho fatto altro! Passavo praticamente tutti i giorni a danza, dalle 18.00 allle 22.30. Poi dovetti abbandonare di nuovo per lavoro. L'anno in cui mi decisi a ritornare, a novembre ebbi un incidente stradale che mi creò non pochi problemi: inversione delle vertebre cervicali. Il medico legale mi ha sconsigliato di rimettere piede in una sala di danza. Solo nuoto. E da allora, ogni settembre che arriva, non faccio altro che ripensare a quanto sarebbe bello ritornare indietro nel tempo e contnuare quella passione che arde dentro di me. La danza una volta che ti prende, non la lasci più.

MaRa

http://thesweetbeauty.blogspot.com

Francesca ha detto...

La pallavolo...in quarta elementare un maestro chiede di avere la palestra della sacuola il pomeriggio per provare i ragazzini e cercare qualche talento...tutti mi dicono: sei alta, dai vai a provare...io e la mia inconsapevolezza dei miei 8 anni andiamo in quella palestra...due tocchi, una battuta, dimmi il tuo nome. Quella sera il maestro parla con i miei: sono nel gruppo. Io che ero andata lì tanto per felici nonni e genitori. Il mese dopo iniziano gli allenamenti, 3 volte a settimana. Mi rendo conto che prima di entrare in quello spogliatoio mi batte il cuore a mille, conto i minuti per iniziare. E poi la soddisfazione enorme quando io e un'altra bambina veniamo trattenute per allenamenti singoli, fuori orario con un'altra allenatrice più brava...va avanti così fino a 13 anni, sono nella squadra dell'under 14, la competizione è bellissima...poi un giorno sono sotto rete, salto, atterro male, su una gamba sola...continuo a giocare, sembra tutto ok. La sera nel letto non riuscivo a chiudere occhio per il dolore forte...termino la stagione e finalmente mi faccio controllare il ginocchio. Ho bisogno di un bello stop, almeno di un anno. Iniziano le superiori, nuovi amici, nuovi impegni...quell'anno passa e poi un altro e un altro e un altro ancora...fino a che non inizio a sentirne la mancanza...troppo tardi purtoppo...gli impegni, l'università fuori, è impossibile ricominciare...meno male che ora c'è mio fratello che con le sue presenze in serie C mi fa rivivere il mio sogno...ma ogni partita è una sofferenza assurda...perchè dovevo esserci anch'io su quel campo...

Anonimo ha detto...

Come vi invidio! Mio marito dice sempre "Ma tu non hai una vera passione!!!" ed è vero...

Negli anni ho praticato (con discreto successo) molti sport: pattinaggio, sci, nuoto e tennis, ma non mi sono MAI appassionata.

Mi mancano quella forza e quella tenacia che solo chi ha una vera passione possiede. Quella forza che ti fa andare avanti e tenere duro, sempre.

In bocca al lupo Wonder per la tua nuova avventura danzerina!

Angela

Maddalena ha detto...

Da sempre vivo di passioni, per me è l'unico modo per stare davvero dentro la vita. Tra le più grandi, oltre alla scrittura che resta la prima, ci sono i profumi. Tutto è partito con la mia tesi di laurea: indecisa tra vari argomenti, il professore mi ha proposto di fare una cosa sperimentale sull'estetica del profumo, dal punto di vista filosofico e del marketing. Per scrivere la tesi, ho lavorato per quasi un anno insieme a un signore anziano che è stato naso professionista per moltissime case profumiere in gioventù, e che ancora lavorava. Mi ha insegnato tutto, di quando ancora i profumi si facevano "a naso" e non impostando dei macchinari elettronici...da lì la passione è sempre cresciuta, e ogni volta che mi era possibile frequentavo corsi e scuole. Ormai sono fuori tempo massimo per fare il naso - oltretutto è necessario avere studi chimici alle spalle e io ho fatto tutt'altro! - ma essere una buona critica e consigliera per le amiche e chi me lo chiede mi dà già parecchia soddisfazione :)

Ho sempre ammirato e un po' invidiato chi trovava la sua grande passione nello sport - è una cosa che mi affascina da sempre. Io ne ho provati diecimila, dal judo al basket al surf, alcuni praticati anche per diversi anni, ma nessuno mi ha mai trasmesso quella sensazione di passione e amore e di "essere nata per questo" che invece mi dà la scrittura o l'avere a che fare con le fragranze.
Sono arrivata al livello di pre-agonismo nel nuoto, ma più per inerzia che per altro, e infatti ho smesso quando le cose cominciavano a farsi serie...

Anonimo ha detto...

Per me quella passione era il tennis. E poi rottura dei legamenti, anteriori e posteriori. Non una, ma due volte, stessa caviglia.

Grosso, grossissimo rimpianto.

Ma quest'anno, realizzo il mio sogno, dopo 20 anni di attesa: la settimana prossima sarò nello stadio Arthur Ashe a guardare gli US Open dal vivo.

Ognuno si consola come può...

leparoleverranno ha detto...

Come ti capisco... io ne avevo parlato qualche mese fa qui:

http://leparoleverranno.blogspot.com/2011/02/lesatta-sequenza-dei-gesti.html

E proprio perchè so che non sarà più come prima che non ho il coraggio di riprendere a ballare.

Cristina ha detto...

Il pianoforte. L'ho studiato per 10 anni, ma non è stato solo studio, è stata una storia d'amore. Suonavo per ore senza stancarmi, senza sentire lo scorrere del tempo, persa in una dimensione musicale meravigliosa. Ricordo ancora per i miei 18 anni..La maggior parte dei miei compagni sognava l'auto..Io ho avuto il mio Bechstein 3/4 coda. Un pianoforte antico risalente alla seconda metà del 1800 con i tasti in avorio e un suono incredibile. Poi il lavoro, la famiglia, tante cose da fare, ma la passione vive ancora come un tizzone sotto la cenere, basta che mi sieda al mio piano e posso assaporarla ancora nella sua interezza. La mia piccola invece ama la danza classica e la fotografia...chissà se porterà avanti queste passioni nel tempo..

TopoGigio e la sua Mamma ha detto...

Eh... brucia quando avevi qualcosa stretta nel pugno e questa ti sfugge dalle mani... se poi sei tu a fartela sfuggire brucia ancora di piu...
Avevo 6 anni e facevo ginnastica artistica, ero brava, ma ho scoperto di esserlo solo quando mio padre mi ha detto che partecipavo ad allenamenti con ragazze piu grandi di me e a 30 km da casa(ho un vago ricordo effettivamente di una palestra diversa da quella in cui mi allenavo di solito)

Avevo 6 anni e volevo fare quello che mi pareva.
Mi sono offesa quando mi è stato negato di fare un volteggio al cavallo perchè volevo fare una cosa divertente... e da quel giorno non sono piu andata.

Darei non so cosa per tornare indietro, ma con le ambizioni e la testa di adesso.

Vu' ha detto...

Tante cose fatte a meta'...
La danza,il teatro,l'aikido e poi la scoperta che mi ha cambiato la vita...

LO Y O G A...
Bellissimo,intenso,fisico,spirituale e mentale..
Una passione che prende piede e cambia la vita giorno dopo giorno..
Provatelo e non lo lascerete piu'...

V.

giliola ha detto...

Io non ho mai fatto danza classica da bambina, ballavo nelle balere da ragazzina, la domenica pomeriggio....... ho conosciuto mio marito ballando e mi sono innamorata di lui a ritmo di tango, poi la gravidanza, il bambino da crescere, abbiamo smesso entrambi di ballare il tango, eppoi l'anno scorso, un annuncio in una locandina: corsi di salsa cubana proprio di fianco a casa........ entrambi ci siamo appassionati, e lo sento che il mio corpo ora risponde, lo dice anche lui che il movimento mi ha fatto bene... quando ballo non sento più neiente, nemmeno il dolore alla schiena che mi fa aggrottare la fronte quando mi muovo, che mi fa gemere quando salgo in auto, che mi fa sudare quando mi devo sedere...... sento la musica e non c'è più niente!!!!!!

la.daridari ha detto...

io mi sono decisa a danzare a 25 anni, perchè iniziando a lavorare potevo pagarmi i corsi che non osavo chiedere ai miei, che già mi pagavano l'univarsità...
ma a 25 anni, per brava che e portata che puoi essere, ti manca tutta la base, la tecnica, la postura ecc... così sono folgorata dalla danza contemporanea: un misto di teatro e danza, con movimenti fluidi, di contatto, espressivi, dove la tecnica è talmente eccezionale che la puoi dimenticare... oppure se non ce l'hai ma hai quello sgardo, e quei muscoli nervosi che urlano quello che hai dentro va bene lo stesso.
Cinque anni bellissimi, poi ho smesso perchè stare su un palco a 32 anni, in mezzo a ragazzine che al massimo ne hanno 10 di meno non mi dava quello che cercavo, e mi sentivo ridicola. Nella mia città purtroppo le iniziative per adulti sono sempre collegate a un qualche tipo di recupero mentale o fisico...non per la danza fine a se stessa... e di andare a Milano non ho proprio tempo.
Ma sono una designer e trasmettere le mie idee attraverso il mio corpo è più una necessità che una passione... senza sto male e, anche se in modo diverso, un disegno, un click, una cucitura parlano della mia passione interiore meglio di tante parole.

where rainbows end ha detto...

una passione...
per me i libri. Li leggo e so di non essere sola, mi fanno entrare in mondi magici, mi fanno sentire che i sogni esistono nonostante i problemi della vita reale, che tutto con un pò di forza ed energia e di buona volontà può diventare realtà! Se avessi potuto avrei studiato al fine di poter 'vivere' di testi antichi, di studiarli, salvarli e poterli trasmettere ai posteri.
Il sogno si è poi trasformato ed ora è quello di possedere una piccola libreria colorata dove poter organizzare letture per bambini, con caramelle e un grande pesce rosso sul bancone.
Vorrei poterlo realizzare ma per ora, al giorno d'oggi, e sopratutto non avendo alcuna base di come funziona un'azienda, non mi è possibile.
Forse non è una passione fisica, non sento il mio corpo tendersi per raggiungere l'infinito, ma perchè sono una persona 'lenta' e più di tendere all'infinito preferisco osservare il mondo e assaporarlo poco per volta magari come te fotografarlo quando mi sorprende (anche se le mie foto in questo periodo sono banalissime!)
Comunque danza la provai anch'io, ma latini americani, era bella, riuscivo anche bene, ma non era il mio sogno.
:)è sempre bello leggerti!
V.

Asile Day ha detto...

stessa cosa - identica, soprattutto nella consapevolezza - con il teatro. uguale uguale.

pasticciona ha detto...

io ho vissuto di pane e danza per 17 anni, dai miei 3 ai 20, poi un giorno ero lì a lezione bella bella che piroettavo e mi son trovata col culo per terra, un mese di stampelle, cure balle varie poi riprendo piano piano, ci provo con tutta me stessa per un anno però non è più come prima, il mio ginocchio non ha più l'elasticità di prima, bastano due gocce di pioggia e non dico che ho male ma mi da fastidio quel tanto che basta da farmi desistere e smetto, con gran dispiacere ma sinceramente continuare a far pagare ai miei la retta mi sembra anche buttare via i soldi...
anch'io come te immagino sempre coreografie e ogni tanto qualche passettino qualche punta tirati in casa scappa..
lo scorso ottobre son finita quasi per scherzo alla prima lezione gratuita di un corso di tango argentino stile milonguero, credimi non cercavo niente e ho ritrovato la passione, l'armonia, la musica che ti prende e ti coinvolege, che senti un pezzo e immagini il passo, che se ti capita di essere strapiena di lavoro e come me ora latitare la milonga per 20gg ti manca il fiato.. se ti capita prova ma mi raccomando stile milonguero ovvero quello con l'abbraccio stretto, se provi fammi sapere!

El_Gae ha detto...

Uh, Beh! La chitarra (ne parlo diffusamente nel mio blog) che per qualche anno è stata quasi il terzo incomodo tra me e mia moglie. E la bici. Nel 2003 e 2004 siamo stati prima a Santiago de Compostela e poi a Roma in bici. Ora mi si piaga il culo se vado a trovare mia mamma nel paese vicinoacepl

Anonimo ha detto...

E come no Wonder cara, la mia passione è il canto lirico ... lo coltivo con amore da diversi anni oramai, pur svolgendo tutt'altro tipo di lavoro e forse è proprio questo ciò che mi salva .... non ci devo vivere, ma lo faccio con passione. Riesco anche a fare qualche concerto, a cantare ai matrimoni, ma solo per piacere e passione ecco. Posso dirti che, non so se è lo stesso per la danza, per me il canto è un modo di esprimere tutti i sentimenti che ho dentro, tutto l'amore che vorrei condividere .. la mia insegnante di canto dice infatti che il canto e la musica in generale ti salvano da tante cose, dalla negatività, dalla depressione, da tutto ciò insomma che non è energia e positività. Un abbraccio, anzi un acuto in sol maggiore :-) buona passione a te Emanuela

mafalda1980 ha detto...

Quando ho guardato il filmato della tua intervista a Siria avevo capito che sei (non eri, sei) una ballerina. Lo si vede anche in foto.
Buon nuovo ballo!

ali e radici ha detto...

Anche io sono tutto o niente, proprio come te!
la mia passione, quella che è dentro la pelle, alle vene, al midollo è l'equitazione.
ho adorato i cavalli fin da feto credo ( il caso voleva pure che se fossi nata maschio mi sarei chiamata Filippo che ha molto a che fare con i cavalli )
il mio stop non è stato causato da un infortunio ( anche se di quelli ce ne sono stati a iosa facendo salto ad ostacoli ) ma il portafoglio. ad un certo punto mi hanno fatto capire che avrei dovuto fare un passo ulteriore per poter progredire di più, ma purtroppo non potevo osare di chiedere di più ai miei e i lavoretti non bastavano.
quando la facevo i maneggi non erano molti a Roma, e quelli che c'erano si facevano pagare moooolto bene. ora potrebbe andare meglio, ma purtroppo è il tempo che manca, perchè la voglia quella no, quella è rimasta dentro e a volte fatico a farla rimanere li. ora in questo momento mi hai fatto ricordare quanto per me fosse persino buono l'odore della stalla... per me era quasi profumo.
lacrimuccia!!!!!

Anonimo ha detto...

Ho cominciato con la danza classica quando avevo 5 anni... la trovavo noiosa e sterile proprio come dici tu... buttavo braccia e gambe a caso e aspettavo solamente che passasse quell'ora... poi ne ho parlato con i miei e ho cambiato... Ginnastica Artistica! Amore a prima vista!! E come te, due tre quattro, fino a cinque volte la settimana, poi l'agonismo e la rappresentativa regionale, e poi nazionale.... e poi quel incidente assurdo in gara, e il mio ginocchio che e è praticamente da buttare... e io troppo "grande" per sperare di poter recuperare e tornare presto... ci penso sempre... e mi manca... Liby

Illo ha detto...

Mamma mia...la danza, fatta da bambina assolutamente a caso e perchè ci andavano tutte le mie amiche, che da classica si è trasformata in danza jazz con qualche soddisfazione...
Ma la soddisfazione maggiore è stata la salsa, un ballo di coppia da fare con ballerini sempre diversi,la timidezza vinta con i primi passi sicuri sulla pista, la soddisfazione di riuscire in figure difficili e le risate di prese riuscite male...
Non ho più trovato niente che mi facesse sudare con più soddisfazione, che mi lasciasse esausta ma felice, che mi facesse arrivare alle tre di notte senza che mi accorgessi del tempo che passava...e non sono mai stata veramente brava, questo lo so!
Adesso, un marito che non ama ballare e un nano in arrivo, mi chiedo se ricomincerò mai a volteggiare sulle piste...e mi rispondo che DEVO farlo, lo devo a me stessa, alla me stessa di prima del matrimonio che merita ancora di essere interpellata, qualche volta!
Spero di riuscirci... Voglio crederci! ^__^

serena ha detto...

Niente di sportivo e fisico, ahimè...la mia passione sono la grafica e lo scrapbooking digitale....non vedo l'ora di salvare i ricordi nelle mie pagine e di costruire scenette fantastiche per la mia nipotina e i figli delle mie amiche...credo sia un modo per riprendere la mia creatività in mano ed evadere dalla routine di un lavoro noiosetto..

Gaia ha detto...

Ciao , per me e' il flamenco la mia passione! Lo pratico da più di 10 anni e ancora mi ritengo una dilettante! E un genere di ballo molto particolare e molto coinvolgente, se ti prende ti entra nel sangue, nelle vene, nel cervello nella tua anima e non ti abbandona più,, io purtroppo non ho fatto classica, faccio parte di queli che da bambini sono stati costretti a fare nuoto, e quindi all'inizio ho durato molta fatica., ma tu sei avvantaggiata, conosci bene il tuo corpo e domesi distribuisce il peso per l'equilibrio,pero la ritmica e' molto lontana dalla nostra cultura e dalla musica che ascoltiamo in generale! E' per questo che poi il flamenco diventa come unadroga..non ho smesso di ballare nemmeno mentre ero incinta, ho continuato fino ad 8 mesi, e poi mi sono dovuta arrendere perché era un Po troppo faticoso!

Gaia ha detto...

Ciao , per me e' il flamenco la mia passione! Lo pratico da più di 10 anni e ancora mi ritengo una dilettante! E un genere di ballo molto particolare e molto coinvolgente, se ti prende ti entra nel sangue, nelle vene, nel cervello nella tua anima e non ti abbandona più,, io purtroppo non ho fatto classica, faccio parte di queli che da bambini sono stati costretti a fare nuoto, e quindi all'inizio ho durato molta fatica., ma tu sei avvantaggiata, conosci bene il tuo corpo e domesi distribuisce il peso per l'equilibrio,pero la ritmica e' molto lontana dalla nostra cultura e dalla musica che ascoltiamo in generale! E' per questo che poi il flamenco diventa come unadroga..non ho smesso di ballare nemmeno mentre ero incinta, ho continuato fino ad 8 mesi, e poi mi sono dovuta arrendere perché era un Po troppo faticoso!

ILA ha detto...

Ciao Wonder.
Io... danza classica dai 3 ai 26 anni.
Da piccina una volta a settimana, poi 2, poi 3, poi accademia e quindi tutti i giorni, poi compagnia e prove prove e prove per i balletti di repertorio e i concorsi.
Sono stata Clara, sono stata Aurora nella versone della Bella di Roland Petit , sono stata Lise nella Fille Mal Gardée...
E concorsi, e palco palco palco: quello che hai scritto su come ti sentivi in scena, davanti alle platee buie, colme di gente, avrei potuto scriverlo io, hai catturato benissimo la sensazione. E il desiderio di non voler più scendere.
Lo chignon, le forcine, il body nero con collant rosa. Le punte.
Io avevo le Gryshko, ma ho usato anche le Capezio e le Cuccarini!
Poi l'università, il lavoro e la decisione di sposarmi.
E l'abbandono dell'accademia perchè non riuscivo più ad esserci sempre e a tutte le ore...
Prima convinta.
Poi nostalgica.
Poi disperata.
La passione è un fuoco che ti brucia perenne dentro e non sa smorzarsi, mai.
Anche da lontano. Anche dopo anni.
Alla fine ho detto: basta! Torno a ballare...Ne ho bisogno!
E mi sono avvicinata al Jazz, visti i 28 anni suonati.
Ho trovato un maestro fantastico, ex ballerino della Scala, che fa lezioni toste, sbarra, sbarra a terra e tantissimo centro, e ho scoperto un nuovo danzare che usa anche il pavimento (cosa mai sperimentata con la classica!) e che ho scoperto con sorpresa essere una dimensione a me affine, e... danzodanzodanzo.
Con i capelli sciolti,ora, e con i pantajazz, scalza... lasciando più libero il mio corpo e scoprendo ogni giorno nuovi modi di esprimermi e di ... esserne felice!
Se nasci ballerina, Wonder, resti ballerina per tutta la vita.
Quindi vai, buttati: flamenco, pizzica, taranta, danza del ventre, hiphop, jazz...quello che più ti ispira!
Se il richiamo lo senti dentro, che ancora bisbiglia, sussurra, chiama, urla...ascoltalo.
Non te ne pentirai.
(e tienici aggiornate, mi raccomandooooooooo!!!!)
Un abbraccio

distrattamente me ha detto...

Che bel post!!!!!
Io ho avuto una grande pasione,che mi ha entusiasmata e divertita,e mi ha accompagnata per quasi 7anni, e che tutto sommato è finita bene,nel senso che sapendo di non volere l'agonismo ad alti livelli l'ho abbandonata senza troppi rim(pianti): il salto in alto.
Avevo si e no nove anni la prima volta che ho messo piede in un campo d'atletica e mi è sembrato un sogno,e con l'angolo del materassone blu è stato amore a prima a vista!!
Ricordo ancora perfettamente l'emozione di sentire chiamare il tuo nome,guardare un ultima volta prima di saltare il numero della pettorina,i 17 passi di rincorsa,gli ultimi tre balzi e poi su con il solo pensiero di controllare al meglio ogni centimetro del tuo corpo,inarcare la schiena,sapere di essere sopra l'asta e poi giù,controllando di non far danni con i piedi!!
Per un attimo ti sembra di volare!!Una sensazione unica!!!

Greta Cuocamattarella ha detto...

sì che ce l'ho una passione! la cucina, ne ho fatto un mestiere inventandomi le mie ricette, facendomi un sito e insegnando qui e là. non potrei stare senza fornelli. cuoca mattarella mica a caso...
ma anche io ho avuto la danza, alle elementari con la classica, la solita palestra del comune, il body (noi nero), le scarpette, la sbarra e la maestra esaurita, fanatica, secca e ovviamente stronza. aveva un naso aquilino che le toccava il mento da befana, e non era nemmeno molto brava.
poi, a 25 anni, ho scoperto la danza orientale, prima danza del ventre per qualche anno, poi sempre con la stessa insegnante (vai a vedere i video dal suo sito, è magica... ma vive ed insegna a milano, Francesca Pedretti, la migliore secondo me; adesso ha inventato uno stile tutto suo, meraviglioso, da brivido) ho scoperto la danza tribale. splendida. danzando, come dici tu, si cambia, chi danza si muove in modo diverso ed acquisisce una diversa percezione di sè, si piace di più, i movimenti diventano armonici e sinuosi.
mi manca anche se per un bel po' dovrò farne a meno.
la musica però fa e ha fatto parte di me... prima di danzarla, l'ho suonata, ho suonato la chitarra classica e finger picking per anni, poi mi è passata un po' la voglia ma le corde mi rimangono sempre nel cuore.
adesso la mia nana ha ereditato questa passione e balla sempre... isieme ascoltiamo tanta buona musica e a 14 mesi suona i bonghi...
bello questo post, e solo chi ha una passione vera riesce a trasmettere un'emozione così!
che bello ricominciare a danzare, lo farò anche io. per ora cucino e devo dire di essere molto realizzata.

Flavia Altomonte ha detto...

Ciao Chiara,
devo dire la verità, mi hai fatto un po' commuovere. Forse perché anche io reduce dello stesso dolore, ma contrariamente a quel che è successo a te, oggi son più contenta di aver mollato e forse perché nel mollare la danza ho incontrato il teatro. Questa è la mia passione :)
Il mio consiglio è quello di non lasciarti condizionare dall'età. Non sei mica vecchia? L'età è un anno in più all'esperienza. Quindi, cosa aspetti? Se è questo quello che senti oggi, fallo! Non rinunciare a qualcosa che puoi ancora fare. C'è un tempo per tutto, ascolta bene qual'è il tuo tempo. Forse questo è quello giusto.

Buona fortuna,
Flavia :)

Anonimo ha detto...

Potrei scrivere lo stesso identico post di Anonimo che si firma C. Il canto, la mia unica e sola passione di una vita, abbandonata quando ero sul punto di firmare un contratto discografico per costruirmi una famiglia (no, nessun rimpianto: credo ancora oggi che le due cose siano conciliabili). Ci ho riprovato, ma la voce se non la alleni costantemente non segue quello che le comanda il tuo cervello e va per i fatti suoi: conosco la tecnica ma non riesco a fare quei virtuosismi che per me erano quasi naturali... e poi, quando salgo sul palco, l'emozione è così forte che non so più gestirla e la voce trema... sono cambiata, è dura ammetterlo e ci è voluto del tempo per farlo, ma forse è meglio che mi dedichi ad altre passioni che ho scoperto nel tempo come ad esempio scrivere...

S.

Annaelle ha detto...

Per me e' sudare. E' fare sport, sputando te stessa e fermando il cervello per lasciare andare il corpo. A 12 anni sudare era fare arti marziali, fino 21 quando non potevo piu' permetterlo causa universita'. Poi e' diventato il nuoto, la piscina, fino a diventare istruttrice. Ora e' la palestra, alle 5.45 del mattino, quasi ogni giorno, a ricordarmi che esisto ancora, io che non sono solo mamma a donna in carriera e moglie, ma anche corpo. Niente supera quella sensazione di sudore fatica e cuore in gola...

Passioni.

Anonimo ha detto...

per me è stata prima la ginnastica ritmica prima e la danza poi. ho iniziato con la classica a poco più di 3 anni e l'ho amata ma era un po' troppo presto... alle medie ho scoperto la ginnastica ed è stato amore a prima vista... per la ginnastica si è grandi a 11 anni,soprattutto se non si hanno le doti estreme del talento, ma io ho lavorato tanto,mi allenavo ore a casa oltre che in palestra e sono entrata nella squadra agonistica inaspettatamente. ginnastica vuol dire 6 allenamenti alla settimana da 3 ore- 3 ore e mezzo. è dura ma io l'amavo tanto. a 19 anni smisi, con l'università era impossibile mantenere quei ritmi e allora tornai alla danza, classica e jazz. sempre 5 volte alla settimana ma allenamenti più brevi. e poi...la vita cambia e non si può star dietro a tutto...l'ultima volta che ho ballato ero incinta di 5 mesi. è stato bellissimo...ma per ora faccio la mamma e mi spaventa ricominciare perchè so che non potrei fare pi# di 2 volte a settimana e poi...in che condizioni sono?non lo so e forse non lo voglio sapere...

Lady Nutelliel ha detto...

Che meraviglia la danza. Da piccola avrei voluto seguire il corso, tutt'oggi sbavo vedendo il balletto, purtroppo i miei non potevano permetterselo e io sono sempre rimasta la sola della classe "che non ..."La danza classica prima, la moderna poi. Dalle elementari al ginnasio. Mi è pesato tanto essere quella diversa, per tempo libero e aspetto (incide molto sul corpo. Io ho imparato a conoscere il mio per guarire da una malattia, non grazie all'armonia), non lo nego.
Mi iscrissero però al gruppo scout del mio paese, che ho frequentato fino ai 16 anni. Le lunghe camminate, il pernotto all'aperto, il contatto spinto con la natura mi sono entrati dentro. La passione per quel tipo di vita è rimasta, eccome. E a 33 anni sono felice ed eterna se ho un cielo stellato sulla testa, prati o monti intorno a me, uno zaino in spalla e cammino, cammino, cammino... con i miei pensieri, con le storie che mi vengono in mente, o semplicemente nel silenzio, con il ritmo dei miei passi e il respiro della natura. Qualche giorno fa ho fatto trekking nel Grand Canyon.
Un'esperienza favolosa, a livello umano e fisico, che mi suggerisce di scoprire i deserti e i ghiacciai. Ma l'impatto del ritorno a Roma non l'ho ancora superato ^^;

Anonimo ha detto...

Anche a me piace molto ballare, sopratutto il ballo sardo.

Per i curiosi posto un video, noi balliamo ancora nelle piazze per le feste:

http://www.youtube.com/watch?v=AoJC-dPEK9g&feature=related.

Volevo segnalare, visto che ultimamente si parla spesso di fotografia la pagina di fotografo per passione:
http://it-it.facebook.com/pages/Matteo-Setzu-fotografo-per-passione/154295901266090
Merita senz'altro una visita. Un biglietto da visita della nostra splendida Isola.

mafalda1980 ha detto...

Non c'entra niente con questo bellissimo post che leggo e rileggo come certi libri che amo, ma mi piace moltissimo la tua nuova foto :)

Lerika ha detto...

Ho sepolto punte e mezzepunte a 12 anni circa perché non ero come le altre bambine (ero già come dire... fisicamente sviluppata).
Poi le delusioni coi balli da sala, li adoravo, certo, ma nessuno che volesse fare coppia fissa con me, mentre le mie coetanee avevano tutte il ballerino.
Hiphop mi piace, ma non fa per me, purtroppo, mi sento un bastone.

Mi manca ballare, ed anch'io ogni volta mi ritrovo ad immaginarmi tutto, mentre ascolto la musica...

Mammadesign ha detto...

Ce l'avevo. La stessa tua. Solo che classica, moderna, jazz, per me erano un tutt'uno. L'ho amata e l'ho odiata. L'ho studiata di nascosto da mio padre che me lo voleva impedire. Poi, piano piano, sono psicologicamente crollata. Fisicamente, pure. Poi, un'incidente in motorino con entrambe le caviglie ferite (una solo distorta, l'altra parzialmente rotta) mi ha stroncata del tutto. E, come te, mi sono detta: "Basta, o tutto o niente."
Si vede che non era destino.
Da allora non ho piu' fatto un passo, ne' un corso serio, se non di tango, salsa e balli del genere. E nonostante cio', ancora adesso, quando ballo, perdo il senso del tempo e della realta'. Sono solo un tutt'uno con la musica. Eccome se ti capisco....

Ciapi Ciapi ha detto...

ho letto un pò in su e in giù nel tuo blog ed è proprio buffo come le cose e il mondo di possano vedere in maniera diversa! io ho avuto il mio primo figlio a 23 anni, da completa incosciente ma comunque voluto e cercato e la seconda due anni dopo, e il ricordo più terrificante per me erano le giornate passate con le altre mamme che si lamentavano di continuo di come i loro figli non mangiassero, non dormissero, e le coliche, e i vestitini che non tornano bianchi, e il sesso che stenta, e le vacanze che non si possono più fare se non circondati da nonni e suoceri e io lì a cercare di trovare qualcosa di negativo da condividere perchè non volevo fare la mamma stronza alla "il mio mangia e dorme tutto il giorno, la mia vita sessuale fila a meraviglia e ogni 2/3 ci facciamo un viaggio e ce la godiamo alla grande!". Insomma morale della favola ho ben presto deciso di lasciar perdere i pomeriggi al parco tra mamme e sostituirli con altri svaghi meno stressanti e soprattutto un pò più positivi! Insomma a me il mondo sembra pieno di mamme in crisi e di queste beate nella loro mammitudine di cui raccontate voi mi è capitato raramente di incontrarne. Poi per carità, fare il genitore non è sempre una pacchia, penso che sia come in tutte le grandi responsabilià della vita... avrai sempre il momento in cui ti dici ma chi me l'ha fatto fa! E di sicuro è un'esperienza che ognuno vive a modo suo ma io credo che soprattutto in questo strano paese che è l'italia è la mentalità di base che se cambiasse renderebbe la vita più facile a tutti. sarebbe bello se prima o poi passasse il messaggio che i figli non siano la fine della gioventù, del divertimento e delle ambizioni personali, che certo ci cambieranno perchè sono una scelta di vita, ma forse non necessariamente in vecchie, brutte infelici e frustrate. Che ci si può divertire, avere amici, fare vacanze, uscire a cena, prendere aperitivi, lavorare, leggere rilassarsi e fare tutto quello che si faceva prima in maniera sicuramente diversa, ma proprio perchè diversa, sicuramente interessante!
Ho perso il filo del discorso mi sa! Comunque mi piace il tuo modo di scrivere e mi raccomando, settembre è vicino ;)!

Anita ha detto...

anche io ho fatto danza classica, amavo la danza classica alla follia e modestamente ero davvero brava, tanto che un giorno i miei genitori sono andati alla scuola di danza per comunicare alla maestra che non mi avrebbero più mandata perchè il corso era diventato troppo caro, e la mia maestra gli ha chiesto di farmi restare perchè ero così brava che mi avrebbe tenuta pure gratis e che era un peccato farmi smettere. E ho preso per diversi mesi lezioni gratis e la maestra era contentissima di me, poi i miei hanno trovato lavoro in un'altra città e ci siamo trasferiti e non mi hanno più permesso di frequentare danza classica e anche per me è rimasto un desiderio in sospeso... ero davvero davvero brava e ci mettevo il cuore. Pazienza, sono felice lo stesso, magari avrei avuto successo nella danza ma forse ora non avrei la mia bellissima famiglia, sinceramente preferisco quello che ho ora :))

Lady Mercury ha detto...

Pianoforte. Sei anni, dalla seconda media al quinto liceo. Tardino, indiscutibilmente. Infatti le mani a salsicciotto erano (e sono) quello che erano. Ma l'amore c'era tutto. Dove non arrivava la tecnica (tempo per studiare poco quanto niente), arrivava la voglia di suonare tutto quello che mi appassionava. Anche a quattro mani, avendo avuto la fortuna di trovare una compagna di quattro mani con cui mi trovavo da dio.
Ultimo saggio tre giorni prima degli orali della maturità, Valzer di Chopin e due quattro mani tra i più belli che abbia mai suonato.
Poi l'università, mille chilometri, la facoltà con iper-ultra-obbligo di frequenza cinque giorni su sei, dalle nove di mattina alle sette di sera. Tornare a casa una volta ogni tre mesi, e, appena rimesse le mani sul pianoforte, la sorpresa: il nervo del braccio destro che inizia a tirare, tirare forte, e sapere che è il primo biglietto da visita di qualcosa che potrebbe diventare tunnel carpale, e sapere di non potersi permettere una cosa del genere a 23 anni, al braccio destro, per di più.
E chiudere il pianoforte, con incazzo furioso, e rimandare ancora una volta.

Ilaria ♥ ha detto...

Fino a 15 anni la danza è stata la mia passione più grande, ma poi ho lasciato perchè non sopportavo più le mie insegnanti e forse io non gli stavo particolarmente simpatica poichè preferivano le ultime arrivate a me che stavo lì da una vita.
Un giorno ho lasciato e non sono più tornata.
Così ho dato sfogo alla mia seconda passione: l'inglese, che oggi parlo in modo fluente; e poi ho conosciuto la passione per la grafica, e oggi sto studiando per farne il mio futuro professionale :) Le passioni hanno sempre guidato la mia vita, non ho mai fatto nulla che non mi venisse dal cuore.

antonella resta ha detto...

Dio che nostalgia...ho iniziato a ballare a 6 anni. Un alternativa al nuoto, che mi avrebbe costretta a tagliare i capelli..dovevo muovermi, il pediatra si arrabbiava con la mia mamma perchè ero troppo tondetta. E in effetti lo ero: troppo tonda, troppo alta...il mio corpo non era fatto per ballare, so io quanto a faticato...ma io ballavo, ballavo...e sognavo...fino a quando, agli esami di III livello, la tipa dell'Accademia di Roma mi dice"Tu sei troppo alta, al massimo finirai in quarta fila.Potresti provare con la televisione!".Cioè...tu, ad una 16enne, alta 1.80 e con una IV di reggiseno, che sogna la Scala (che ancora non esisteva Amici), gli dici così??? Ed ho smesso...troppo delusa ma troppo consapevole che era vero...tutte le mie compagne di corso ora ballano, o hanno almeno una scuola di danza...io sono diventata avvocato. Mi sono concessa ogni tanto qualche corso qua e là, ho persino fatto un saggio qualche anno fa. Ma non è lo stesso. Ed ogni volta che sento l'impulso di ricominciare mi dico "seee...a 30 anni...ma dove vai?!?" e so che sono solo scuse, che ho solo paura di restarci male se davanti alla specchio vedrò che i miei Grand battemant saranno una ciofeca...

sognarenoncostanulla ha detto...

Io invece non avevo mai danzato, se non da piccola, verso i 5-6 anni, facevo danza classica ma la cosa mi ha annoiata subito. Poi 2 anni fa, a 27 anni, mi sono iscritta a un corso di danza del ventre, che avevo sempre desiderato imparare ma non ne avevo mai avuto il coraggio. Sono soddisfattissima e te la consiglio, all'inizio sembra dura, ma imparati i movimenti base il resto viene da sè. Non ti scolpisce molto, forse un po' la vita e i fianchi. Quel che è certo è che rilassa tanto, mette di buonumore. Io, che non mi piaccio granché, mi sento addirittura femminile e seducente quando danzo, ho riscoperto il mio corpo e la mia femminilità. Magari prova una lezione gratuita, tutte le scuole ne fanno:) Ad ogni modo credo che, qualsiasi danza tu scelga, ti farà stare bene.

Anonimo ha detto...

tre le mie grandi passioni: nuoto, pallavolo e danza del ventre.
Nuoto praticato dalla prima elementare fino alla seconda media, fino ad arrivare a livello di pre-agonismo, e facendo gare su gare con i nuotatori di altre piscine, ma per il solo gusto di nuotare, non per arrivare per forza tra i primi tre a toccare il muretto alla fine della vasca. Pallavolo dalla seconda media alla seconda liceo, 4 anni di divertimento e sudate due volte a settimana in palestra, sempre per il semplice gusto di giocare. E poi ho smesso, perchè la scuola era pesante e non riuscivo più a stare dietro a tutto. Ora ho la danza del ventre, che faccio da 5 anni, e sempre per il solito maledettissimo gusto di divertirmi. anche se quando danzo mi sento stragnocca, concedetemelo... Bella, sinuosa, sexy e misteriosa, anche se nella vita reale sono una sottospecie di bozzolo timido e introverso. Ma ti capisco perfettamente... LE PASSIONI TI BRUCIANO SEMPRE DENTRO!

Layla

Robin ha detto...

Ahah, è proprio vero! Le insegnanti di danza sembrano fatte con lo stampino: di "normali" ce ne sono poche, ma ho avuto la fortuna di incontrarne una, almeno così pare, a 30 anni suonati :)
Non è mai troppo tardi quindi, ti consiglio d'iscriverti a un corso, uno qualunque, senza nessuna pretesa se non quella di divertirti col tuo corpo. E' impagabile :)))

Simone B. ha detto...

"Per il mio lavoro, io rischio la vita, e la mia ragione vi è quasi naufragata…” (V. Van Gogh)

CloseTheDoor ha detto...

E perché non provare il TANGO??? E' una cosa completamente diversa, io l'ho fatto con quello che oggi è mio marito - ero negata, ma mi piaceva da matti, sono sicura che ne ricaveresti soddisfazioni enormi e nuove rispetto all'esperienza da "solista".

sybin ha detto...

È incredibile come le passioni si risveglino così, all'improvviso, dopo che pensavi di aver "voltato pagina". O che non era importante. O che si può stare senza. O che "tanto è l'ennesima cosa che mi prende un pò e poi mi stufo."

Io mi sono innamorata. Si, è amore, non saprei come altro spiegarlo. Fin da piccola ho sempre voluto scrivere. E ultimamente ho ripescato una storia che scrissi (notare il Trapassato Remoto), seppellita sotto le fotocopie dell'università e rilegata con una spirale di plastica che sta letteralmente cadendo a pezzi, causa età avanzata. L'ho tradotta in Inglese per un progetto d'artista e...BAM.

Tipo che per due-tre settimane ho fatto le tre di notte a tradurre, aggiustare, integrare, riscrivere, chiedere aiuto in rete ai madrelingua (God bless Wordreference!), e il giorno dopo ero fresca come una rosa. La gioia che questa cosa mi ha dato ancora me la porto dentro.

Insomma, adesso non solo voglio continuare a scrivere, ma voglio farlo in Inglese. Pazzia?
Beh, come dice Ercole (sì, quello della Disney), "le persone fanno sempre cose pazze quando sono innamorate." E passione e amore non sono forse la stessa cosa? Fatemi gli auguri...

Quindi Wonder, se vuoi tornare a ballare fallo e subito. Se no ti rimane il groppo in gola!

Anonimo ha detto...

La tua passione è il mio lavoro...so che forse un pó mi odierai per questo. E so benissimo di cosa parli...
Io sono un'insegnante di modern...e di propedeutica classica (ma nn sono come le tue, forse anche io mi prendo troppo sul serio, ma di sicuro nn mangio poco ne mi hanno torturata...al max le torture di solletico le faccio alle mie cucciole!)...una di quelle che ha sempre sgobbato a lezione ma condannata alla prima fila laterale/seconda centrale perché c'era qualcun altro che aveva ipotecato il posto. Ma io sapevo che era la mia strada...dal momento in cui mettevo il mio piede nudo su quel pavimento di legno, sentivo la passione crescere ed ero certa che nessuno mi avrebbe mai distorto dai miei sogni. E i miei nn erano sogni da ballerina...dico sempre "se avessi voluto fare la ballerina avrei fatto scelte diverse"...io sono insegnante dentro, sono coreografa "inside"...e ti giuro nn sai quanta soddisfazione provo quando un mio corso (dalle cucciole all'intermedio) raggiunge ogni piccolo risultato.
Se nn ricominci ancora vuol dire che nn è ancora il tuo momento....che arriverà un giorno quando meno te l'aspetti!
E ti riconoscerai nel movimento...sono sicura! ;)

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