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domenica 11 settembre 2011

11 settembre. Il dolore relativo, il dolore assoluto.

Mi portavo addosso l'estate appena trascorsa. Era in ogni pensiero, in ogni odore diverso da quello del mare, pesava in modo intollerabile sopra quegli indolenti giorni di Settembre in attesa dell'inizio delle lezioni. Fino a pochi giorni prima era Agosto ed ero insieme alla persona che mi avrebbe cambiato la vita. Poi, all'improvviso, sola. Vagavo dal letto alla tv senza voglia di uscire, di parlare, di mangiare, credendo di respirarmi dentro un dolore più grande di chiunque altro. A vent'anni lo pensi.
Ero davanti alla tv a lasciarmi anestetizzare da qualche programma spazzatura quando ha telefonato mia zia.
"Metti il telegiornale, subito. C'è stata una bomba o qualcosa in America."
Ho cambiato. Non ricordo se vidi allora il secondo aereo che bucava al cuore la seconda torre o se è una sovrapposizione dei mille video, delle centinaia di replay andati in onda nei giorni successivi.
In quel momento non sapevo nulla eppure sapevo tutto: il mondo, fuori, stava continuando a girare anche se io ero stupidamente in pigiama davanti alla tv. Nel mondo, fuori, stava accadendo qualcosa di incredibile e terribile.

Non lo capisci subito. Non sei abituato alla diretta dell'orrore. Non riesci a immaginarti che dentro a quel buco che brucia e rigurgita fumo color piombo ci siano migliaia di persone che gridano, ingoiano boccate di nebbia acre, tentano di scappare dalle scale calpestandosi, pensano ai loro mariti, genitori e figli a casa, pregano fammeli rivedere Dio, non voglio morire qui, oggi.
Non riesci a credere che quella macchia nera che cade radente al grattacielo sia davvero una persona. È già difficile accettare come reale quello che vedi: soccorritori incrostati di fuliggine, feriti che tamponano il sangue con le giacche, donne in tailleur senza scarpe che vagano sbandate, per strade dove nevicano detriti. Non in una zona di guerra, ma a New York.
Quel giorno non solo io, abbrutita dal mio dolore improvvisamente relativo,ma tutto il mondo, colpito da un dolore improvvisamente assoluto, si abbandonava davanti al televisore con incredulità, impotenza e la netta impressione di non essere più al sicuro.
Poi le torri sono crollate e con loro qualsiasi possibile sollievo.
Quando penso all'11 settembre mi viene sempre in mente molto forte, incredibilmente vicino, un bellissimo libro di Safran Foer. Il singolo dolore di un bambino che non vede tornare il  suo papà. Il conto dei morti a volte non rende giustizia alle tragedie dei singoli numeri.
 Lo sapevo io, mentre la mia sciocca pena d'amore scompariva piena di vergogna dentro le parole tremanti di una reporter statunitense. Lo ha saputo ogni singolo americano che quella mattina ha detto un 'ciao, buona giornata' troppo frettoloso.
Il cielo era così terso e lucido quella mattina.

E voi dov'eravate l'11 settembre di dieci anni fa? Cosa ricordate di quel giorno?

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92 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono di Bologna. Quel giorno stavo aspettando una mia amica in centro e per ingannare l'attesa iniziai a fare due passi per i negozi e le vetrine. Lei arrivò trafelata urlandomi: "Sono cadute le due torri!". Io le risposi: "Ma cosa dici?Ero là sotto un secondo fa!" Lei mi guardò incerta e poi mi disse: "Non le nostre...quelle di New York!". Sentii un tuffo al cuore come non mai...c'era anche stata qualche anno prima. Andammo in un bar, la radio a tutto volume spiegava che anche il Pentagono era in fiamme. Salutai la mia amica e corsi a casa per attaccarmi alla TV e rimanere choccata...guardare un film reale...guardare gente che si buttava viva dai grattacieli...le torri crollare...RIP. Giulia S.

paulina helena ha detto...

ero davvanti alla tv guardare i teletabis con mio figlio quando hanno sospeso la trasmisione e hanno fatto vedere orrore delle torri gemelle mi sembra come se fosse ieri .... quanta tristezza in quel giorno

MaRa ha detto...

Ricordo benissimo quel giorno. Era andata a casa di un'amica per poi uscire insieme. Mentre ci stavamo preparando appunto per uscire, in salone era accesa la tv. Sentiamo la mamma della mia amica dire:" Correte! Venite a vedere cosa sta succedendo!". Abbiam guardato le immagini alla tv e all'inizio non riuscivamo a capire. Sembrava un'incidente. Solo quando abbiam visto l'aereo attaccare la seconda torre, ci siam rese conto che era molto più di quello. Si paralva di terrorismo. E' da allora che ho conosciuto per la prima volta quella parola. E' da allora che ho avuto paura davvero e ho capito quanto male ci sia a questo mondo.

MaRa

http://thesweetbeauty.blogspot.com

clarita ha detto...

eccomi qua: http://www.clarita.it/2011/09/11/11-09-01/ anche io ho scritto dov'ero quel giorno :)

secondo binario ha detto...

Avevo 15 anni e guardavo un telefilm, mi indispettii quando fu interrotto...realizzai molto tempo dopo, oggi ho un fidanzato in volo dall'America, il magone e la tv spenta!

Owl ha detto...

Incredibile, ce l'ho in mano quel libro. Era il mio modo per commemorare qui, risfogliandolo.
L'ho pure scritto su twitter...
Non avevo ancora letto il tuo post.

Io ero al lavoro, me lo ricordo bene anch'io. Avevo l'angoscia perchè quello era il mio primo posto serio in un'agenzia seria... avevo lo stomaco stretto per la paura di non riuscire a scovare nessuna buona idea.

Come hai ben descritto tu, dopo è relativo di fronte all'assoluto.

Anonimo ha detto...

11 settembre .... ero una ragazzina che da poco era diventata mamma ..per la seconda volta...(troppo presto ).. presa da mille dubbi, paure e incertezze .. trascorrevo le mie giornate con loro pappa, nanna, pannolino, ecc .. mi stavano molto stretti i panni di mamma all'epoca... poi sdraiata sul letto in cerca di un attimi solo mio mio e basta ho acceso la tv .. .. mah mi sono sentita cosi egoisticamente fortunata ..!!! ricordo che ho preso i bimbi e li ho messi nel letto grande con me ... anche se stavano dormendo . non so perchè ..!

MammaTogata ha detto...

Ero a casa e stavo guardando incredula che le notizie che si susseguivano in televisione.
Poco dopo mi ha telefonato mio marito (allora era ancora il mio fidanzato) esordendo così: "ma patata, cosa sta succedendo nel mondo?".
Ricordo momenti di sgomento e di panico. Ricordo di aver compreso subito che stava davvero succedendo qualcosa di epocale, qualcosa che avrebbe cambiato per sempre le nostre esistenze. E così è stato. Da quell'11 settembre nulla è stato più uguale a prima

Prez ha detto...

io lo ricordo bene quel giorno...dovevo studiare per un esame di settembre e decisi di farmi un caffè.. ho acceso la tv in cucina e c'era un breaking news del tg5...un aereo contro le torri e poi a distanza di pochi secondi un secondo aereo...mi ricordo che sono rimasta li a bocca aperta con un misto di emozioni perchè io su quelle torri ci ero salita solo 6 mesi prima, a marzo!!!!! Ho subito pensato alla miriade di persone che lavoravano la dentro, alla guardia al metal detector che mi aveva perquisita perchè io "suonavo sempre ...al ragazzo che mi aveva servito la pizza....

Molly ha detto...

Ero a casa. Stavo rimettendo a posto la cucina dopo aver pranzato. Guardavo distrattamente Italia Uno mentre trasmetteva uno speciale su "Non è la Rai"... una cosa trashissima tipo "Che fine ha fatto Pamela? E Ilaria?". Finita la trasmissione (erano le 15.00) ci fu l'edizione straordinaria di Studio Aperto. Dopo pochi minuti inziarono a dire: un aereo, due aerei, uno alla casa bianca, no aspettate, un quarto aereo al Pentagono... ricordo PERFETTAMENTE di essermi voltata verso la finestra dietro di me. In un secondo ho pensato: è la fine, è la fine del mondo. Ora un aereo cadrà anche qua.

Chicca ha detto...

lo ricordo perfettamente, ero a casa, stavo imballando le mie cose, a breve sarei andata a convivere col mio ragazzo ( quello che 3 anni dopo, proprio l'11 settembre, sarebbe diventato mio marito!), avevo la tv accesa per farmi compagnia mentre preparavo scatoloni e scatoloni ... all'improvviso tutti i canali hanno cominciato a mandare in onda quelle immagini, che abbiamo visto e rivisto negli anni seguenti.. non riuscivo a credere che fosse vero, ho pensato ad un film, il solito catastro-film americano... e invece era vero... col cuore in gola ho chiamato il mio compagno, che era in giro per Roma con dei clienti israeliani ... gli ho detto, con voce strozzata "sono cadute le torri" ..lui non capiva, era troppo impossibile, inimmaginabile ... per giorni e giorni siamo rimasti scioccati, cercando di assimilare l'orribile realtà ... e 3 anni dopo, quando dovevamo scegliere la data del nostro matrimonio, abbiamo deciso per quella, per poter associare a quel momento terribile, un ricordo felice, di vita anzichè di morte...

LaWoodstock ha detto...

Avevo 27 anni ed ero in ufficio, un posto che odiavo in mezzo a persone senza scrupoli. Ricordo il mio capo che ha chiamato i miei colleghi uomini nel suo ufficio a guardare la tv, senza dire nient'altro... faceva sempre così quando c'era qualche gara di ciclismo: gli uomini con lui, chiusi in quell'ufficio in fondo al corridoio, noi donne alle nostre scrivanie. Ricordo l'astio verso di lui, non solo il mio ma quello delle mie colleghe, emarginate solo perché donne. Non avevamo internet, perché avrebbe rubato tempo al lavoro... Rimasero là dentro fino tutto il pomeriggio e poi, alle 18, ho spento il mio pc e me ne sono andata a casa. Lì ho capito cosa fosse successo, lì ho visto le due torri bruciare e crollare, i miei genitori davanti alla tv senza dire una parola...
Quando ripenso a quel giorno di 10 anni fa sento ancora tanto astio per non averci reso partecipi di quanto di terribile stava succedendo... Oggi invece sono qui nella mia casa con l'uomo che amo, mentre indosso una maglietta I LOVE NY e bevo un tè in una tazza di Starbucks con il "nuovo" skyline di New York. Ripenso a tutto quello che è successo da quel giorno. In mezzo a tutto il dolore (che ancora oggi mi fa piangere davanti alla tv) quel giorno ho deciso che avrei lasciato il mio posto fisso in cambio di un posto a tempo determinato e di un poco di felicità in più.....

Francy ha detto...

a proposito di "piccolo mondo egocentrico" e storia mondiale... fino a pochi giorni prima il mio pensiero era centrato sull'ammissione all'università. giusto quel giorno, o forse il giorno prima, avevo saputo l'esito positivo del concorso e mi crogiolavo nella mia piccola vittoria, che mi sembrava tanto grande. poi mia mamma stava guardando qualcosa su rete4, io leggevo in camera, e mi ha chiamato dicendo: "vieni a vedere, c'è stato un incidente strano in America". un po' perplessa l'ho raggiunta in sala, e sono stata tutto il pomeriggio attaccata alla tv (lei è dovuta andare al lavoro e ho dovuto cercarle una radio da portare con sè per seguire le notizie). la diretta del secondo aereo, dei crolli, e di quella confusione nel vedere qualcosa che esulava dal possibile, almeno fino ad allora, non me la dimentico più.

Anonimo ha detto...

Era Milano, era lo strascico d'afa dell'estate nel primo pomeriggio, a un pomeriggio dall'inizio del terzo anno di liceo.
Eravamo in cinque, amiche, su un tram che ci portava verso il centro. Era un pomeriggio strano, perché una di noi di lì a pochi giorni si sarebbe trasferita dal padre, a Houston, Texas.
Uno squillo sul suo cellulare, di un'altra amica rimasta a casa. "Un aereo ha colpito le torri gemelle". E io la vidi: un'ombra su quegli occhi azzurri, le palpebre che tentavano di mandarla via. "Non è possibile, ma cosa sta dicendo?".
Pochi minuti e un secondo messaggio. "La prima torre è crollata".
Per me era una realtà tanto distante. Quindici anni scarsi trascorsi nei confini d'Europa. New York solo un lontano sogno dai contorni offuscati: l'esistenza del World Trade Center la scoprii quel giorno.
Conobbi quei grattacieli nelle loro macerie, nei fogli trasportati in aria, nel viso di una donna divenuto grigio.

Il centro di Milano era paralizzato.
Un aggettivo da intendere, per una volta in senso letterale. Uomini, donne, turisti, impiegati, commessi. Fermi.
Tutte le vetrine dotate di monitor trasmettevano i telegiornali.
E lì vidi. La devastazione dell'odio incorniciata da prodotti Mercedes-Benz, su un lato dell'ottagono.

Quindici anni, e un'ombra sugli occhi. Un'ombra di un dolore, per la prima volta, non nostro, di nessuno e di tutti.

Una chiamata di mio padre, la voce ferma, che nascondeva orrore, terrore e un'incrinatura di dolore. "Torna a casa, subito".

vale_joey

Anonimo ha detto...

Sono Cà.
Ho 21 anni, sono ormai una giovane donna come si usa definirci a quest'età, ho una carriera davanti, un fidanzato da anni, una passione, degli studi presi seguendo il cuore.
1O anni fa ne avevo 11.. una bambina. Era il primo giorno di prima media, era nella mia vecchia casa ed ero sdraiata in sala, pancia all'aria, a guardarmi Italia1, come ogni pomeriggio. Di colpo interruppero la trasmissione per mandare delle immagini frette, crude. Mi indispettii, perché mi toglievano il mio programma!? Scocciata cambiai canale.. Canale 5.. poi Rai2.. sempre la stessa scena che mi aveva interrotto il primo programma, e continuavo a non capire.. che cavolo stava succedendo?? Cosa erano quelle immagini!? Di colpo la mia babysitter entrò in sala, mi spense la tv e mi disse di prepararmi che era ora di uscire, di andare a giocare. Persi subito la sensazione di curiosità e turbamento che mi avevano procurato quelle immagini, era ora di giocare! Al parco raccontai alle mie amichette quel che era successo, ma tempo 3O secondi stavamo di nuovo giocando..
La sera a tavola coi miei al telegiornale rividi quelle immagini e, mentre dicevo "ehi queste sono le stesse immagini che ho visto oggi, mi hanno interrotto i cartoni!!" sentii la voce dei telecronisti, le facce preoccupate dei miei.. capii che non era tutto a posto. Capii che NewYork veniva attaccata solo nei film. Capii cosa significavano. Capii.
A prescindere da tutto quello che si può dire o pensare sugli americani, gli ideali, quelli contro il capitalismo che ora, a quest'età, sento tutto intorno a me, una bimba di 11 anni che vede quelle scene, che sente quell'orrore se lo porterà dentro per sempre. Una bimba di 11 anni che vive tutto questo se lo ricorderà, volente o nolente, ogni singolo 11 Settembre..

LaWoodstock ha detto...

Dieci anni fa avevo 27 anni e lavoravo in ufficio pieno di astio con persone senza scrupoli. Ricordo che il mio capo aveva chiamato nel suo ufficio tutti i miei colleghi uomini per guardare la tv nel suo ufficio senza spiegarvi il motivo: succedeva sempre così quando c'era qualche gara di ciclismo, gli uomini davanti alla tv in quell'ufficio in fondo al corridoio, noi donne alle nostre scrivanie. Non avevamo nemmeno internet ai nostri pc, perché avrebbe tolto tempo al lavoro... Quello che è successo l'ho saputo solo alle 18 quando sono uscita, quando sono tornata a casa e ho visto i miei genitori in soggiorno davanti alla tv, con le immagini delle torri che crollavano. Dieci anni dopo sono qui con l'uomo che amo, mentre indosso una maglietta I LOVE NY mai messa prima e bevo un té da una tazza Starbucks con l'immagine del "nuovo" skyline di New York. Sono passati tanti anni e sono successe davvero tante cose... Quel giorno del 2001 ho capito che avrei lasciato il mio lavoro: dopo dieci anni di posto fisso in quell'ufficio ho deciso che avrei scelto di fare la precaria (e lo sono ancora) ma che sarei stata un pochino più felice...

PS: ho scritto già un commento come questo pochi minuti fa ma non compare. Mi scuso se fra poco dovrebbero comparirne due...

cristiana ha detto...

io l'avevo rimosso fino ad poche ore fa, quando un mio caro amico mi ha scritto un sms in memoria, ricordandomi che...stavamo guardando la tv ed in un momento di zapping..vedo la torre che fuma..e no non è un film. E allora cosa? Non c'è audio..ma poi lo capiamo cos'è..quando dopo poco si vede sopraggiungere un altro aereo. E il cuore si è fermato. Il cervello si è spento.

Juliet ha detto...

Me lo ricordo come se fosse ieri, era il mio secondo giorno al liceo ed ero appena tornata dal funerale di mio nonno e quando ho acceso la tv all'inizio ho pensato che fosse un film e invece era la realtà. Credo di essere rimasta attaccata alla tv tutto il pomeriggio. Sicuramente uno di quei giorni che rimarrà impresso nella mia mente per molto tempo.

Brunhilde ha detto...

Ero in treno con mia mamma e stavamo andando a Francoforte a trovare Siegfried, che aveva appena iniziato a lavorare là. Arrivammo di sera e sugli schermi alla stazione, dove di solito proiettavano pubblicità, ce lo siamo trovato sbattuto il faccia. Grattacieli abbattuti in America e grattacieli minacciosi lungo il Meno, nervi tesi, follia allarmatissima, sparata alla cieca ed alimentata dai giornali per serve tedeschi.
Mia mamma ci ha messo 9 anni per superare la folle paura irrazionale che i suoi viaggi potessero evocare di nuovo tanto orrore. Doveva nascere Siegmund, e lei diventare Nonna, per spingerla a varcare nuovamente le Alpi.

mara ha detto...

mi ricordo perfino come ero vestita, ero incinta di chiara, la mia seconda bambine ed ero a casa nel primo pomeriggio a stirare mentre marta dormiva nel suo lettino... davo le spalle alla tv quando mi sono resa conto di ciò che era accaduto, e non ho potuto fare a meno di pensare nei mesi successivi a tutti quei padri che non sono mai tornati a casa e non hanno potuto veder nascere e crescere i lo figli.....
mara

Giuls ha detto...

L'11 settembre 2001, avevo appena dieci anni e tornavo da una vacanza a Fiuggi con i miei. Siamo corsi dai nonni che abitavano sopra la mia casa e li abbiamo visti terrorizzati, insieme a mia zia, che guardavano il televisore. Guardai anche io le immagini delle torri colpite, era appena successo. Non mi ricordo cosa dissi, ma mi ricordo benissimo cosa pensai: il mondo come lo conoscevo prima, non ci sarebbe stato più.

Anonimo ha detto...

stavo sostenendo uno degli ultimi esami universitari e quello che era allora il mio ragazzo, e oggi è mio marito, era negli States, il suo Paese

Anonimo ha detto...

Abitavo ancora a Barcellona, la mia città.... Da noi l'11 Settembre è festivo, è la giornata "catalana"...Ero in casa di una amica a riposarci xè la serata prima eravamo state da concerto in concerto....Una amica con chi l'estate del 2010 avevamo passato un mese a NY, ed eravamo salite su una di quelle torri.... Eravamo sedute sul divano a chiaccherare del più e del meno quando ci ha chiamato un amico (quello che, senza dircelo, piaceva a tutte e due e ci avrebbe separate per sempre tra non molto...). Ci ha detto "accendete la TV"....ORRORE....Non ci potevamo credere!!! Abbiamo iniziato a chiamare le persone conosciute l'estate scorsa, ma era impossibile comunicare con loro...PAURA... Ci mangiavamo la tv con gli occhi, non capivamo, ci sembrava così surreale...
Ora sono 9 anni che vivo in Italia, quella amica sono 9 anni che non la sento, e la mia vita è così diversa a com'era quel 11 Settembre, quando avevo 23 anni... In un certo modo è iniziato lì il grande cambiamento della mia vita...

Sonia

Anonimo ha detto...

mia mamma mi era venuta a prendere in bici all'asilo, nel seggiolino non pensavo ad altro che alla melevisione e alla seconda merenda che mi aspettava a casa. delusa trovai queste due torri in fiamme e me ne andai a giocare.
il giorno dopo facemmo un minuto di silenzio e mi ricordo che il bambino di fronte a me aveva il moccolo, ed io avevo il vomito.
ed è incredibile che io mi ricordi così tanto, quando di solito non mi ricordo nemmeno cosa ho mangiato ieri a pranzo.

Anonimo ha detto...

...ops!

intendevo l'estate del 2000... :-))

Sonia

Ramy Caste ha detto...

Ero appena tornata da scuola, il liceo, dopo aver bazzicato un po' in giro dopo le lezioni.
Mi siedo sul tappeto del salotto e accendo la tv, su ogni canale la diretta della CNN, scrivo un messaggio al mio miglior amico, con cui ero a zonzo fino a 10 minuti prima, lui mi telefona e stiamo in silenzio per 1 ora davanti alla tv, guardando le stesse immagini io da casa mia e lui da casa sua.
Me lo ricordo come fosse ieri e provo ancora le stesse identiche sensazioni di allora, tra brividi e pelle d'oca,

Anonimo ha detto...

ero allo studio legale dove facevo pratica e la mia amica mi chiama terrorizzata e dice " il mondo è impazzito" e butta giù... accendo internet e capisco. fuori dall' ufficio mi aspetta il mio ragazzo, anche lui sconvolto, corro a casa e mia madre è in lacrime. una paura pura e assoluta per quel che era successo e per l'incertezza del futuro. 5 giorni dopo sarei dovuta partire per 3 mesi di stage in Danimarca e avrei dovuto prendere 2 aerei in un giorno.... l'ho fatto ma con una circospezione nel prossimo che di solito non mi appartiene ma che mi ha fatto guardare male ogni persona dai tratti medi orientali.... quello che più mi fa male è questo, il non potersi più fidare del semplice vicino di posto in aereo o in treno. Sara

sybin ha detto...

Mi ricordo il senso di irrealtà di quel giorno. Soprattutto perchè mi trovavo con mia sorella in un negozio di noleggio videocassette chiamato "Hollywood Hollywood". Andiamo alla cassa con le medagliette relative ai film scelti e in TV c'erano queste immagini della prima torre in fiamme.
Ricordo che gli diedi uno sguardo distratto, pensando "Ma guarda te che si sono inventati, non bastava 'Armageddon'..." Giuro, è andata così.

Pensavamo fosse un film. Poi vedo il commesso che guarda la TV con gli occhi fuori dalla testa e realizzo che non era un film. Era il TG. Purtroppo stava accadendo per davvero. Non ricordo molto del resto della giornata, a parte la TV costantemente accesa e quelle immagini di orrore e distruzione, a cui tutt'oggi non è stata ancora data una spiegazione esauriente. Non che quanto è successo acquisti più senso se spiegato in ogni dettaglio, ovviamente. Ricordo alcune cose accadute prima e dopo, però: il giardino d'inverno alla base del World Trade Center, visitato nel '95. Il ritorno a New York qualche anno dopo, la cima delle torri persa nella nebbia, e io che decido di non salire.

E poi New York, di nuovo, nel 2003, il cui profilo sembrava quello di un'altra città, completamente diversa. E la paura negli occhi di una signora che mi toccò la spalla sulla metro per chiedermi che cos'era quell'arnese nero, lungo e stretto, che portavo sulle spalle, chiuso in una custodia di juta.
"È un tripode per macchina fotografica", ho risposto.
"I am sorry," ha continuato la signora "I am still freaking out."

Dolci Fusa ha detto...

Ero a casa, quella che ora è solo la casa di mio padre, con la TV già accesa a farmi compagnia mentre facevo non ricordo più cosa.
All'interruzione dei programmi e al sentire le prime notizie non mi capacitavo,
ma tutto è diventato all'improvviso decisamente reale quando hanno mostrato in diretta il secondo aereo schiantarsi sulla torre.
Ho chiamato mio fratello che era chiuso in stanza, ho chiamato il mio fidanzato che era in giro per Pescara e nella confusione capiva metà delle frasi deliranti che gli dicevo.
Mi ricordo che qualche giorno dopo c'è stato quell'incidente al Pirellone di Milano, e mio padre che doveva essere lì e non riuscivo a contattarlo...
Me fortunata.

Anonimo ha detto...

Ero a casa sola con mia sorella. Mi chiama mia nonna al telefono e mi dice: "Ma hai visto cosa sta succedendo? Mi ha chiamato tuo zio e mi ha detto che in America stanno crollando 'palazzi', bombe, terrorismo...Vai a vedere..." Accendo la tv e resto paralizzata in piedi davanti a quello che vedo e la sola frase che riesco a produrre è: "Questo è l'inizio di una lunghissima guerra".
Credo di non essermi sbagliata.
Alice

Marty ha detto...

Avevo 17 anni, ero sul letto, guardavo Italia1, dove trasmettevano "Sabrina, vita da strega"... a un certo punto interrompono le trasmissioni e mandano uno speciale di studio aperto.... e proprio in quel momento stavano attaccando la seconda torre... ricordo che chiamai mio padre al lavoro per raccontarglielo...... un giorno che ha cambiato il mondo....... e la vita di tutti noi.

Anonimo ha detto...

Comoda la moderazione eh.

Anonimo ha detto...

ero a NY da un anno. e ci sono restata per i successivi 9 anni.
l'11 settembre 2001 e' stato un giorno terribile che ricordo col cuore gonfio di dolore.
e l'odore acre di morte che e' soffiato uptown due giorni dopo lo portero' dentro per sempre.
anna

Rosy79 ha detto...

ero al lavoro in sartoria , avevo 22 anni...alle 15.00 squilla il telefono della titolare, è la figlia che le dice che a new york un aereo è andato afinire sulle torri,presa dal lavoro non ci do molto peso, penso: sarà il solito incidente aereo come purtroppo ne capitano tanti.. avevamo la radio ma fino alle 18.00 nessuna notizia.Alle 18.00 appunto esco e prendo la macchina per tornare a casa e dall'autoradio comincio veramente a capire che è successo qualcosa di tragico e inverosimile.Per strada pochissima gente e una strana atmosfera.Arrivata a casa c'era già mio padre incollato alla tv.. e li sono rimasta non so per quanto tempo incredula nel vedere quelle immagini..mi ricordo che per le notti successive non son riuscita a dormire + bene.Avevo sempre l'immagine di persone che svntolavano qualcosa dalle torri poco prima di crollare...Ogni anno quando vedo quelle immmagini mi sale un brivido, credo davvero che da allora il mondo sia cambiato. Rosy79

Lady Nutelliel ha detto...

23 anni, una laurea fresca fresca e il grande interrogativo del mondo davanti. Il sogno di andarmene nel nord Europa e un trasloco- il primo di tanti - molto più vicino e molto pesante in corso. Papà era ancora in salute, mamma anche.
Ero sdraiata di pancia sul lettone di nonna. Mi hanno chiamata e sono corsa davanti alla tv della cucina. La seconda torre l'ho vista cadere. Il mio primo ordine da amazon.com - fatto con il 56k - è arrivato tardissimo e tutto punzonato. Pochi mesi dopo ho iniziato a sentir dire che per via delle torri gemelle era un problema assumere nuove persone. Ma queste piccole meschinità sarebbero state un'altra storia. La Storia, quella grande, si intreccia con la maiuscola delle nostre vite.

Anonimo ha detto...

L'ho scritto stamattina nel blog di mio marito e lo riporto perchè le parole sarebbero le medesime..
Era un banalissimo pomeriggio come tanti altri. Studiavo in camera mia, non mi ricordo per quale esame, comunque ero all'università, terzo anno. Mia madre stirava in cucina, mio padre al lavoro così come mio fratello. Mia madre mi chiama perchè hanno interrotto tutte le trasmissioni da casalinghe pomeridane e mi dice che è successo un disastro. Vado in sala e ricordo che la tv non era messa come ora, non avevamo il divano, ma ancora le due terribili poltrone. Mi blocco, incredula, non capisco...e poi la seconda torre... Mi padre chiama dal lavoro e chiede notizie, dice che nessuno lavora più, è tutto in subbuglio e se non sbaglio rientra anche prima. Quel pomeriggio non ho più studiato. E quando non guardavo la tv, guardavo fuori dalla finestra, quasi a cercare di poter immaginare come potesse essere...ma è impossibile. Quella sera sicuramente dovevo uscire con la mia amica Alle, ma so che non lo feci e non è che bisognava darsi tante spiegazioni. Le persone che si buttavano dai grattacieli, l'immagine più dura, indelebile.
E' vero, quel giorno ha cambiato un pò le vite di tutti.
Ed era un banalissimo martedì..sino a quel momento.
Stefy

Anonimo ha detto...

...ero appena rientrata a Roma dalla Puglia, stavo preparando un'esame all'università, sento il cell che squilla, guardo il display..era mio padre, un secondo di stupore (non mi chiamava mai a quell'ora)...ricordo ancora la Sua voce e le Sue parole:"accendi la TV, è la fine del mondo!!!!"....Oggi lui non c'è più (il mio 11 settembre è stato il 30 agosto 2007, quando un infarto mi ha portato via il mio papà...il mio dolore assoluto...)...oggi sono mamma di un bimbo di 2 anni e mezzo (che gli assomiglia tanto!!!) e spero tanto di riusciere ad evitargli il dolore che hanno provato migliaia di persone (figli,mogli, mariti, compagni,padri, madri, nonni...gente comune) e offrirgli un mondo migliore...

Wanesia ha detto...

La mattina avevo dato un esame all`universita` dopo una nottata insonne con i colleghi a casa mia per preparare i disegni,vado a coricarmi alle 11.00 del mattino quando alle 15 mi sveglio per andare in bagno, apro la porta e stavo in un appartamento con delle matricole che si cibavano solo di TV,guardo in diretta quelle torri che crollano....sgrano gli occhi ...dico che cazzo e´....
mi spiegano dell´accaduto....! Ho un ricordo come se fosse oggi, e penso a tante famiglie spezzate che si porteranno sempre il dolore dentro

alterElle. ha detto...

io ero a guardare la Melevisione(come tanti altri ragazzi della mia età)quando all'improvviso interruppero la trasmissione...e credo di aver visto in diretta il tutto...ricordo di esser corsa già dai miei che non avevano la tv accesa ma erano con gente a casa, e di aver raccontato il tutto...fu terribile.

oggi, a distanza di 10 anni, provo ancora le stesse sensazioni, e ricordo quel giorno come se fosse ieri...e mi sento impotente perchè tutto ciò che posso fare è ricordare.

Anonimo ha detto...

Ero a scuola, avevo 18 anni. Il mio compagno di classe Luca è andato in bagno durante una lezione ed è tornato dicendo che la sua ragazza lo aveva chiamato per dirgli che avevano bombardato l'America. Queste esatte parole.
Ci siamo messi tutti a ridere e la professoressa gli ha dato del cretino.
Venti minuti dopo il preside ha interrotto tutte le lezioni.

Io sarei dovuta partire una settimana dopo per andare a trovare il mio "grande eterno amore". Ovviamente mia madre non mi ha nemmeno fatto avvicinare all'aeroporto!

Anonimo ha detto...

ecco, io.. http://leonardo.blogspot.com/2011/09/il-temino-sull119.html

lucyL.

Barbara ha detto...

Ero in campeggio per lavoro, avevamo portato i ragazzi in vacanza, in una località abbastanza isolata. Apprendemmo la notizia dalla radio della mia macchina che tenevamo accesa per la musica. Ricordo la sensazione terribile di paura che il mondo, là fuori, stesse finendo e noi non ne sapessimo quasi niente...
Pensavo a mia mamma ... Mio padre era morto qualche mese prima...

kikka ha detto...

è incredibile quant'è vero il commento di un cronista proprio quei giorni alla tv (non ricordo chi fosse...): l'11 sett. 2001 sarà uno di quei giorni in cui chiunque si ricorderà perfettamente dov'era e cosa stava facendo"..
io ero in vacanza, con il mio fidanzato (ora marito), in sardegna, in una bellissima spiaggia bianca a stendere la lista dei nostri invitati al matrimonio, a chiacchierare dei preparativi...
di colpo le parole da una radio... un'incidente? una bomba?.. non si sapeva ancora nulla di preciso... e di colpo tutta su una lunghissima lingua di sabbia, centinaia di persone nel silenzio più profondo... nessuno più in acqua a giocare, ridere e scherzare come fino a pochi minuti prima... tutti sotto gli ombrelloni cercando di capire, ascoltare... il gelo...
solo il giorno dopo, dalle foto sui quotidiani, abbiamo realizzato la immane tragedia che era successa...

mafalda1980 ha detto...

Ne stavo giusto scrivendo.

http://pimpaepurulla.blogspot.com/2011/09/e-tu-doveri.html

manuela ha detto...

in quei giorni stavofacendo il censimento emio marito era a cas per un'operazione al menisco. era quindi uno dei pochissimi pomeriggi infrasettimanaeli che abbiamo trascorso insieme. sul dvano, davanti alla tv e quando facendo zapping abbiamo visto , non siamo più riusciti a cambaire e ad uscire. mi ricorderò sempre la sensazione di vuoto allo stomaco, essere senza aria e subito pensare " quali ripercussioni avrà su di noi? attaccheranno l'Italia?"... non lo dimenticherò mai e ancora oggi piango se vedo uno speciale sull'attentato.

Chiara ha detto...

avevo 15 anni, ero con mia mamma e mia sorella a fare spese in un ipermercato per comprare tutte le cose per la scuola. ad un certo puntno qualcuno ha detto 'sono crollate le torri gemelle' io onestamente non ho capito, non sapevo neanche cosa fossero all'epoca le torri gemelle...poi siamo entrate nell'ipermercato, e siamo andate nella zona dove vendono le TV. c'era una parete intera, 20-30 TV che facevano vedere tutte i grattacieli che bruciavano, e poi il secondo aereo. ricordo distintamente che avrei voluto mettermi in ginocchio lì in mezzo al supermercato e pregare per tutte quelle persone....sembrava impossibile eppure stava succedendo davvero

Maddalena ha detto...

Ci stavo pensando proprio oggi: lo ricordo come se fosse appena passato. Avevo da poco compiuto 18 anni e stavo tornando da una lezione di scuola guida. A quei tempi mia nonna era in fase terminale e con noi viveva una signora salvadoregna che si occupava di lei e della casa. Appena entrata, lei mi viene incontro e, in un mix di italiano e spagnolo, agitatissima, comincia a dirmi "non sai, madre de dios, prima è arrivato un aereo ed è andato contro una torre, poi un altro contro l'altra, è la fine del mondo" e io non capivo davvero di cosa stesse parlando, torri, aerei? Poi mi ha trascinato davanti alla televisione e lì ho visto - anche se capire la portata universale di quello che stava accadendo non è stato istantaneo. Quella signora non vive più con noi da molti anni, ma nel ricordo è sempre inscindibilmente legata a quel momento...davvero, non lo dimenticherò mai.

Wonderland ha detto...

Grazie dei vostri racconti. LucyL il post di Leonardo è assolutamente vero e arguto, ma è anch'esso in fin dei conti un post sull'11.9. Ho desiderato raccontare quello che ha significato per me: la relativizzazione del dolore. E forse saranno banali, ma a me tutti questi racconti su quel giorno mi danno un grande senso di condivisione, e la prospettiva di quanto la tragedia possa aver significato a chi non era lì, a chi non l'ha vissuta. Io la ricordo a modo mio. Ogni anno, l'11 settembre, io ripenso insieme a un tragico evento storico e a una persona. Questo è il mio blog personale, e mi sentivo di raccontarlo.

Marianna ha detto...

Quel giorno avevo quasi 20 anni.Quel giorno ero per casa, una giornata come le altre, noiosa e statica.Poi quella notizia..e il mio mondo è cambiato.Ore e ore lì davanti a quella scatola che trasmetteva immagini strazianti, immagini che mi avrebbero segnato per tutta la vita.
A distanza di 10 anni ancora penso a quelle persone che hanno preferito buttarsi giù dalle torri..Dio, cosa sarà stato quel momento per loro..scegliere almeno come morire..almeno per mano loro e non di chissà chi..Oggi è il mio primo anniversario di matrimonio, ma un pensiero grandissimo va a tutte le vittime innocenti di quel giorno.

Selene ha detto...

Non potevo non commentare. Sarò forse giudicata, attaccata ecc., ma ho una domanda da farvi pure io: dove eravate e cosa facevate il giorno quando gli states hanno attaccato Afghanistan e Iraq oppure quando è successo il terribile tsunami in Indonesia? Non ve lo ricordate, lo so. Eppure è morta, tanta, ma tanta gente, nel primo caso ne muoiono ancora, quotidianamente. Mi dispiace per tutti quanti, e se potessi gli dedicherei ogni giorno dell'anno, ma non ho tanto potere di propaganda. Vi invito invece di leggere un approfondimento su ciò che è successo quel giorno quando purtroppo è morta tanta gente innocente: http://www.giuliettochiesa.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=2348:dieci-anni-dopo&Itemid=7

Ah, stavo per dimenticare: veramente, ma veramente non mi ricordo dove ero e cosa facevo quel giorno.

Wonderland ha detto...

@Selena touché. Io, e tutta la società occidentale. È assolutamente vero quello che dici.

Anonimo ha detto...

ciao, io quel giorno ero davanti alla tv ad allattare la mia piccola di due mesi e mezzo, poi programmi interrotti, scene che guardavo alla tv e non capivo, come quando vedi qualcosa che SAI cosa è, perchè lo vedi..esiste.. ma è troppo grande, troppo fuori da tutto per dire "ok sta succedendo", e presi in mano il tel e chiamai mio padre..."stanno cadendo le torri..a new york.." e mio padre che non capiva e mi diceva "ma che dici?" e io sapevo quello che vedevo ma..era come raccontare un sogno..un incubo..in cui la logica c'era ma era troppo strana.. però oggi ho visto un documentario alla tv e mi ha fatto vedere le cose in modo diverso, o meglio sentire che qualcosa di diverso c'è stato: un uomo sopravvissuto alle torri diceva così "voi, la gente, da fuori ha visto solo il brutto..l'orrore, noi dentro abbiamo visto qulacosa in più, abbiamo visto la solidarietà, l'amore, il restare uniti tra le persone che cercavano di uscire da quell'inferno e che comunque si aiutavano tra loro... am me hanno salvato la vita, ora io sono pronto a restituire il favore, se dovesse servire, io darò la mia vita per altri, come altri hanno fatto per me.." questo..

Wonderland ha detto...

... con le dovute differenze: un cataclisma naturale imponderabile non è paragonabile con una strage pianificata di civili in periodo di pace. Neppure lo è un massacro in tempi di guerra per quanto ingiustificato. Quindi non li metterei sullo stesso esatto piano ma concordo sull'assunto di fondo: le stragi di civili sono tutte da condannare, siano avvenute in Usa o in Afghanistan.

Iris ha detto...

Avevo quasi 16 anni, stavo per iniziare la prima liceo. Avevo la tv accesa su "Sabrina", hanno interrotto la trasmissione per un'edizione straordinaria del telegiornale. Ricordo la spensieratezza incrinata, il disagio, il dolore. Una sensazione che m'ha accompagnato spesso negli anni a venire. L'11 marzo 2004, ogni volta che un giornalista nel mondo veniva rapito o ammazzato, il 6 aprile 2009, il 7 luglio 2005.

lucia ha detto...

io mi trovavo in ufficio, appresi la notizia da internet, incapace di fare niente restai tutto il giorno a cercare notizie a vedere filmati a sentire telegiornali, provai la stessa sensazione di quando appresi dell'attentato a borsellino, ero piena di rabbia e rosa dall'impotenza, di saper di non poter fare niente e che la follia dell'uomo non aveva fine e che finirà per distruggerci...

Anonimo ha detto...

Ero semplicemente al mare con un'amica,appena si è sparsa la voce al lido dell'attentato, di corsa a casa a vedere la tv
http://vela834.splinder.com/

tri mamma ha detto...

Lavoravo o meglio ... ci si provava!

http://mammainpausacaffe.blogspot.com/2011/09/11-settembre-2001.html

Zia Elle ha detto...

Ero in ufficio, appena rientrata da un viaggio a NYC. Se fosse accaduto solo qualche giorno prima io sarei stata proprio lì e chissà se sarei stata qui oggi a raccontarlo. Quando ho visto le due torri crollare ho avuto un tonfo al cuore. E pensare che solo pochi giorni prima io ero lì sù in cima a gustarmi il panorama di New York City.

lucia ha detto...

Ci penso ogni volta che è l'11 settembre, l'ho anche scritto nel post. Ero in giardino con mia cognata: le bimbe giocavano in attesa di iniziare per la prima volta l'asilo. Giacomo aveva cinque mesi e le guardava pacioso e sorridente dalla sua sdraietta. Ricordo ancora il punto del giardino dov'era quando la vicina è arrivata (il marito broker era al telefono proprio con quei poveretti delle torri) dicendo di accendere la tv, una cosa terribile stava accadendo in America. Rimasi impietrita davanti alle immagini del secondo aereo che si schiantava e pensai a Giacomo e ad Anna che così ignari stavano ridendo. Pensai che il mondo stava cambiando e loro non se ne stavano rendendo conto, una sensazione strana. Da un lato un brivido mi percosse pensando al loro futuro, dall'altro guardarli così puri e allegri mi ha fatto pensare che c'è sempre la possibilità di ricominciare. Stamattina con i miei figli di dieci anni più grandi abbiamo parlato dell'attentato e pregato per le vittime e per il mondo.

Giuly ha detto...

Ero all'estero, in un posto lontano per iniziare, qualche giorno dopo, un mastern internazionale (lo stesso dove ho conosciuto mio marito).Ero con un gruppo di studenti da tutto il mondo in sala pc, una giornata come tante altre, a fare ricerche, organizzare la bibliografia, prima di iniziare i corsi.Ricordo ancora le prime immagini su internet e subito dopo il viso della mia compagna di classe americana, le lacrime e lo sgomento.La sua corsa al telefono, i nostri abbracci per rassicurarla.
Da quel giorno tutto è cambiato.Oggi ancora provo lo stesso dolore.Rivedo le immagini con accanto a me, mio figlio di 5 anni.
Non so, se ho fatto bene, ma non ce l'ho fatta e ho cambiato canale.Gli spiegheremo tutto quando sarà più grande.

Floriana ha detto...

Ero tornata a casa presto, prendendo un treno al volo, essendomi ritirata con largo anticipo al mio ennesimo esame di Macro.
Guardavo sguaiata sul divano un film che mi piaceva molto: Accadde in Paradiso, su Rai1.
E poi lo hanno interrotto.
Non ho mai più rivisto la fine di quel film.
E alla fine, un anno dopo, Macro riuscii a darla e presi perfino 27. Perché, la vita va avanti, pare.

Dolci Fusa ha detto...

@Selene:
non mi ricordo cosa facevo nel primo caso, ma quando ci fu lo tsunami in Indonesia mi ricordo che era il giorno di Santo Stefano e stavo apparecchiando la tavola per il "riciclo" del pranzo di Natale, ho acceso la televisione e al primo telegiornale siamo rimasti ammutoliti ad apprendere la notizia, ho pianto nel vedere l'accaduto.

Estrella Fugaz ha detto...

Ero in vacanza in un villaggio della sardegna, troppo caldo per andare in spiaggia e abbiamo acceso la tv. Ci chiedevamo che film fosse, poi invece abbiamo realizzato che non era un film. La sera a cena tutti che urlavano "america, america!!!u.s.a u.s.a." e io ho pensato :"Occazzo, mo si scatena pearl arbour 2, sti qua fanno il culo a 'stelle e a strisce' a chi li ha attaccati."

Anonimo ha detto...

Io mi ricordo che ero a casa, con mio padre che guardava la pagina televideo della Borsa e l'indice Mibtel inizia a scendere e a scendere, togliamo il televideo e capiamo cosa è successo.
Ero in terza liceo, ho deciso che sarei comunque partita quasi un anno dopo, per gli Stati Uniti, per fare un anno all'estero.E mi ricordo che ero lì, un giorno di Marzo vicino a primavera, seduta sul divano della mia "american family" la sera che George Bush ha dichiarato che avrebbero attaccato l'Iraq.E ho avuto paura.Ammetto che quel periodo mi ha cambiata, mi ha portata ad una consapevolezza della fragilità degli attimi.
Gi

Rossella - Casa Lellella ha detto...

ero al lavoro.
mi ricordo tutto.
e pensare che prima di quel giorno a malapena conoscevo le torri gemelle...

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Avevo 15 anni. Quando ho acceso la tv e capito cosa stava succedendo, sono andata alla finestra, e ho guardato fuori. La gente che entrava dal panettiere, che accompagnava i figli a casa da scuola, le macchine che passavano, tutto era semplicemente normale. E ho pensato che loro ancora non sapevano nulla. Per loro ancora non era successo nulla, quindi la tragedia non stava esistendo, non potendone essere a conoscenza. Una volta rientrati nelle loro case, tutti quanti, sarebbero stati inghiottiti dal quel polverone che ancora oggi sporca il mondo.

ERIKA DI PRATO ha detto...

http://www3.lastampa.it/focus/web-stories/

Questo link è in riferimento al commento che ho lasciato piú sopra,ed uno dei giornalisti che parlano è appunto mio fratello.
Erika di Prato

ImperfectWife ha detto...

Ero in cucina a fare i compiti. Mio fratello cazzeggiava sul divano facendo zapping. Ha urlato:"Un aereo ha colpito le torri gemelle!".
Mia madre stirava al piano di sotto. Negli USA ci ha vissuto due anni appena sposata. Balbettava:"Ma come, ma cosa dici?"
Poi è arrivato il secondo aereo.

Non mi piace chi polemizza anche in giornate come questa. Oggi si ricordano QUEI morti. E' stata un'immane tragedia, e ce ne sono a milioni ogni giorno, è vero. Ma fare polemiche è inutile, assurdo e noioso.

Anonimo ha detto...

Anch'io ricordo in modo nitidissimo...mi ero laureata a luglio ed ero ancora in "vacanza" cercando di chiarirmi le idee sul futuro, e mi godevo quelle pigre giornate. Ero a casa con mia mamma e mio fratello quando mia zia ci ha telefonato dicendo "accendete la tele, stanno bombardando New York!". Da quel momento non ci siamo più staccati dalla TV: ricordo che mio fratello aveva apputnamento dal dentista e mia mamma dovette mandarcelo a forza perchè non riusciva a muoversi. Pochi giorni dopo ho iniziato ad insegnare in una prima media, e i bambini continuavano a fare domande su domande su quello che era successo, cercavano dai "grandi" spiegazioni che non potevamo dar loro...
Elisa

Giulia ha detto...

Ero in cucina a chiacchierare con un'amica.
Mio figlio, uno scolaretto delle elementari, era di là in soggiorno a guardare i cartoni in TV.
Tutt'ad un tratto corre trafelato in cucina e mi grida: "mamma un aereo è entrato in un grattacielo!"
Gli risposi seccata, con sufficienza,: "sì vabbè tesoro, ma mò basta con 'sti cartoni strani, vai a fare i compiti!!
Dovette insistere più volte per strapparmi alle chiacchiere e trascinarmi davanti alla TV.
La mia amica conosceva un politico della città a cui telefonò subito.
Erano tutti allarmatissimi, le dissero di tornare in fretta a casa sua. Così fece.
Qui a due passi dalla città abbiamo una base NATO, e il consolato americano è ad 1 km da casa mia...
Da allora ho capito che tutto è relativo e le cose possono cambiare in un attimo.
Sono diventata più affettuosa ed espansiva, coltivo l'affetto e mi godo i miei cari, da allora un vago senso di precarietà mi ha reso più consapevole della vita.

giusi ha detto...

Ero all'Opera Universitaria, a studiare come tutti i giorni... Arrivò una telefonata trafelata alla mia migliore amica dal suo ragazzo che stava guardando la tv. Capii subito che il mondo era cambiato, non so perchè. Chiudemmo i libri e andammo di corsa a casa. Ricordo che con noi c'era una terza amica, Chiara... Lei non aveva capito, non aveva colto la gravità... l'abbiamo poi presa in giro per anni bonariamente, perchè la sua reazione fu "ma io devo studiare patologia... lo vedo stasera al tg". Quando rimase sola in sala studio capì che forse qualcosa di incredibilmente terribile stava accadendo

Nat ha detto...

Io avevo 21 anni, l'aria ribelle e stavo per partire per il Sud America. Non ero interessata alla televisione, avevo idee strane e confuse sul mondo e sulle lotte. Avevo delle posizioni molto scomode nei confronti degli Stati Uniti e quando in differita un'amica mi ha messo al corrente di quello che era successo, ricordo che non ne rimasi sconvolta. Nel senso che senza televisione, senza le immagini degli eventi, ogni cosa che succede, disastro naturale, guerra o attacco terroristico, è soltanto un atto brutale che generalmente non ci sovrasta. Il potere mediatico delle immagini è terribile. Dopo qualche settimana prendevo un volo per New York e ho visto i primi abbozzi di "sicurezza negli aeroporti". Partivo il giorno dopo che l'Afganistan veniva bombardato e volavo con il cuore pesante per quello che stavamo lasciando succedere in questo mondo.
A distanza di 10 anni, in Israele, mi trovo seduta davanti ad un computer, oggi la Palestina dichiarerà la sua indipendenza, una bomba è arrivata nel sud di Israele, il mio compagno mi ha salutato stamattina ed è partito per l'esercito. Ieri notte gli ho detto che non dovrebbe partire, che l'esercito non è un posto per persone come lui. E lui, come sempre, mi ha risposto: "E' forse un posto per invasati pieni di odio che vogliono soltanto uccidere? C'è bisogno di persone come noi, da qualche parte dobbiamo fermare l'odio."
Sì, da qualche parte dovremmo.

Liby ha detto...

lavoravo per una tv satellitare. Avevamo televisori ovunque nel nostro open space. Una giornata come tante, solite cose da fare, la noia latente del post-pranzo... e poi... quelle immagini da film apocalittico. Dove cazzo è il telecomando per alzare il volume? Ma è un film? Il silenzio. Quello che ricordo maggiormente è il silenzio di tutti, con gli occhi in alto a fissare quegli schermi... rientrando a casa quella sera, mi sembrava che Roma fosse più pensierosa del solito, più "ferma" nel suo traffico... Non dimenticherò mai quello che stavo facendo l'11 settembre... sono cambiate le mie paure, le mie "preoccupazioni"... no, non lo dimenticherò mai...

Yaxara ha detto...

Io avevo quattordici anni ed era uno dei miei ultimi giorni di spiaggia prima dell'inizio delle scuole. A un certo punto mi vedo arrivare mio fratello, armato di gelato e di un'espressione perplessa.
"Ho visto la tv ai bagni dell'altra spiaggia, deve essere successo qualcosa di grave in America"
Un suo amico è scoppiato a ridere.
"Ma va, non hai capito niente come al solito! Era il trailer di un film, come minimo!"
Tempo di arrivare a casa, accendere la tv e vedere il secondo aereo colpire l'altra torre: decisamente non era un film.

Simone B. ha detto...

Mi dispiace per le persone che hanno perso i loro cari.
Mi dispiace che il mondo sia succube della paura del terrorismo.
Ma mi dispiace soprattutto perchè la gente continua a credere che non sia stata una messainscena.
Il teatrino per giustificare le guerre.

chi_cri ha detto...

ho vissuto a new york per alcuni mesi quando avevo poco più che vent'anni (era il 1998). quando qualcuno dall'italia ci veniva a trovare domandava dove poteva andare la prima sera, chiedendo di indicare un luogo simbolico, o un locale particolare. li indirizzavo sempre alla fermata del metro del world trade center. salendo, nella piazza tra le due torri c'erano alcune panchine, fredde, di marmo. sdraiati lì a testa in su si potevano ammirare le torri, che sembravano svettare lunghissime nel buoi della notte. molte volte io stessa ci sono andata. mi sembrava di essere al centro del mondo e al pensiero ancora oggi mi emoziono.

Agnese ha detto...

Stavo finendo l'università ed ero alla sede Rai di Trieste quel pomeriggio per definire gli ultimi dettagli di uno stage da fare nei mesi successivi a Roma: qualcuno dalla redazione giornalistica ci ha chiamato ed abbiamo seguito tutta la diretta dai loro uffici... il terrore era nell'aria e anche se eravamo solo nella sede regionale di un tg, io e la mia amica ci sentivamo dentro la notizia! E ripensavo alla mia vacanza a NY di due anni prima, in cui non ero salita sulle due torri perchè c'era sempre foschia...
Quelle immagini viste mille volte mi fanno sempre male, ma il mio dolore non è minimamente paragonabile a quello di chi ha perso i suoi cari o ha visto la propria città sotto assedio.

la fra ha detto...

Ero a collina flemming, con mia madre a fare un'ortopanoramica particolare. In quella sala d'aspetto c'era la tv e apparve l'edizione straordinaria per il primo attacco. Un cronista stava raccontando che un aereo per sbaglio era finito addosso a una delle torri. Mentre parlava c'era l'immagine dietro in diretta e abbiamo visto il secondo aereo arrivare ed entrare nell'altra torre. Poco tempo dopo quello sul pentagono e poi la notizia di quello che non era riuscito ad arrivare alla casa bianca. Uscendo da lì per tornare ai Castelli decidemmo di fare il lungotevere come sempre. Ho ancora nelle orecchie l'assoluto silenzio di quel pomeriggio romano, negli occhi tutti gli automobilisti che guidavano rigidi, impauriti... Era la fine del mondo, poteva succedere tutto, il mondo occidentale non era al sicuro. Questo pensavo mentre passavamo vicino S. Pietro e ricordo di aver pensato che poteva essere il prossimo obiettivo.
Il mio futuro marito era a fare il corso per la rafferma da carabiniere a pochissimi km da una base americana, a loro non dissero nulla e lui non ha ricordi di quel giorno.
Tornata a casa ho visto le torri crollare e ho capito che il mondo stava cambiando. Quel pomeriggio uscii con i miei più cari amici, che poi sarebbero diventati i miei testimoni, e ci facmo una canna...nulla aveva un senso, tutto era surreale e inaccettabile.

Azzurra Ginevra Turner ha detto...

Io avevo quasi 11 anni... La testa persa nel mio compleanno che sarebbe arrivato da lì a poco... un altro pensiero alla scuola.. Era un comunissimo pomeriggio come quelli che ce ne sono tanti, in cui sei in casa, tutti riposano e tu che sei l'unica anormale eri davanti la tv per far passare il tempo...
In quel momento ero su rai3 sintonizzata sulla melevisione (LOL) e il telegiornale interruppe tutto... Inutile dire che mi sono arrabbiata (pure, eh.) ma quando poi ho cambiato canale e ho capito che era qualcosa di grave... Ero lì che guardavo la scena imbambolata. E incredula.

Adesso quando sento i trilli dei telegiornali ad orari "non consoni", dire che mi prendere un accidente è poco.

antonella resta ha detto...

Avevo 20 anni, stavo preparando Storia del Diritto Romano. Scesi in cucina a bere un bicchiere d'acqua. E trovai mia mamma ferma al centro della stanza, con lo ramazza in mano, immobile a fissare la TV. Ricordo che mi disse "adesso inizierà la III guerra mondiale". D'istinto chiamai il mio papà, lui era stato a NY 6 mesi prima. Alla notizia continuava a ripetere "ma avrai capito male, non hai idea di quanto siano grandi...". E ricordo benissimo il secondo aereo che entrò mentre commentavo le scene al telefono col mio migliore amico. Restammo in silenzio come 2 ebeti per un quarto d'ora, senza riattaccare, come se avessimo bisogno di stare vicini. Il giorno dopo a Bari la Mc'Donalds era presidiata dalla polizia, come se fosse un potenziale obiettivo; se non fosse stata una cosa così seria, all'epoca ci avrei sorriso. Eppure... Io abito a Gioia del Colle, un importante base Nato. Ho avuto paura allora. Del rumore degli aerei ad ogni ora. Come ne ho ogni volta che succede qualcosa nel mondo. E il nostro piccolo paesino si riempe di giornalisti, gli alberghetti e i b&b sono zeppi di inglesi ed americani. Come adesso per la Libia...

unamammaperdue ha detto...

avevo appena scritto un post al riguardo sul mio blog...mi ricordo quel giorno come se fosse ieri.
http://unamammaperdue.blogspot.com/2011/09/dieci-anni-dopo.html

Libraia Virtuale ha detto...

Ero dal parrucchiere. Cosa già di per sè inusuale.
In quei giorni mio zio doveva subire tre by-pass coronarici, ma i medici che avevano somministrato le prime cure avevano fatto l'esatto contrario di quello che avrebbero dovuto, quindi l'ospedale continuava a rimandare la data dell'intervento.
Sono tornata a casa e mentre parcheggiavo la macchina mia zia mi è corsa incontro: "Non puoi capire cosa è successo!" "L'intervento? Rimandato ancora? Ma vogliono farci morire?" "No, no, che intervento! Vieni a vedere, la guerra!"
Entro in casa e trovo la televisione accesa e mia madre che chiama mio padre: "Torna dal lavoro, subito! Sta scoppiando la Terza Guerra Mondiale!"

Mammabradipo ha detto...

Avevo 19 anni ed ero al lavoro scazzata perchè le mie amiche si erano potute concedere una settimana ad ibiza mentre io niente ferie perchè se mi volevo pagare gli studi dovevo lavorare! Al lavoro abbiamo sentito la notizia via radio e solo nel tardo pomeriggio ho potuto vedere le immagini...tutti gli aeroporti bloccati e le mie amiche che dovevano tornare da ibiza proprio quel giorno...un senso di angoscia indescrivibile!

Anonimo ha detto...

Ricordo perfettamente quel giorno.Era una giornata caldissima e afosa.Mia mamma stava ancora bene(si ammalò l'anno dopo di SLA e l'ho persa quest'anno a febbraio)e mi chiese se avevo voglia di fare un giro in centro...chiacchere shopping,un gelato e la compagnia della mia mamma?Accettai al volo.Dopo un pomeriggio lento,come solo i pomeriggi d'estate sanno essere,e dopo mille borse piene di acquisti ci fermammo nel negozio di una mia carissima amica.Ricordo che era stranamente deserto(in genere è pienissimo),ricordo lei dietro al bancone che con voce prossima al pianto mi dice"visto che casino in America?La torre del WTC,l'aereo"...Ci misi parecchio a realizzare,e poi le dissi che no,non sapevo nulla,quando noi eravamo uscite di casa non c'era stata alcuna notizia.Lei mi rispose "un aereo ha colpito una delle due torri gemelle,l'ho visto in tv,poi non so altro,ho dovuto spengere,era ora di aprire il negozio."La lasciammo lì,e turbate tornammo a casa.La curiosità era a mille,non sistemammo nemmeno la roba comprata e io accesi subito la tele.Ricordo che urlai a mia mamma che era in cucina "non una sola torre,ma tutte e due!!Stanno dicendo di due aerei che si sono schiantati sulle torri. Guarda,accendi accendi!!!!!La Serena aveva ragione,mi dici che sta succedendo???"...Ricordo solo che la guardai sgomenta in cerca di una risposta che nemmeno lei sapeva...Lasciammo la tele accesa per ore...Vedere la gente che si buttava dalle finestre pur sapendo che era un suicidio,o quelli che sventolavano fazzoletti o i fortunati che riuscivano ad uscire...I crolli poi ci tolsero ogni speranza...Fu la fine dell'estate e di tante speranze...

Anonimo ha detto...

Avevo 14 anni. Ricordo che avevo appena iniziato il liceo e che ero da poco tornata da scuola. Pranzavo sempre davanti alla tv. Una volta sintonizzata su Rai1, mi passò la fame. Vidi un aereo schiantarsi contro una delle due torri, persone lanciarsi da non so quale piano, altre riversarsi urlanti per strada. Ma nella mia mente non andrà mai via l'immagine di un pompiere, accasciato a terra, sporco, con la testa tra le mani, di una donna di colore urlante dalla disperazione e di voci concitate in presa al panico.
Ma io, adoro gli americani. Adoro come, nonostante tutto, siano riusciti a rialzarsi.
Sono fortunata, sì. Porto con me un bellissimo ricordo delle Twin Towers. La vista della città da lassù non me la potrò mai dimenticare. Avevo 5 anni, mio padre mi portò per la prima volta a NY per un suo viaggio di lavoro. Me ne innamorai. Ricordo ancora come se fosse ieri l'emozione di guardare la città dai binocoli panoramici a disposizione dei turisti.
Ogni volta che sono tornata sul posto, i brividi. Le lacrime.

marta ha detto...

un bellissimo libro, quello che citi, un bellissimo "monito" quello del ciao frettoloso la mattina, soprattutto per una come me che praticamente lo grugnisce ....

lastejan.wordpress.com ha detto...

Ero a casa, avevo 18 anni, l'estate dopo la maturità. Mio papà dice "Accendi la tv, è successa una cosa strana, un incidente, due aerei che si sono scontrati, non si capisce". Accendo e vedo la torre che fuma, il replay dell'aereo che ci entra dentro. Guardo per un paio di minuti, ma non riesco ad afferrare, dovevo uscire. Prendo la macchina, vado nel paese vicino, in tutto pochi minuti. Entro nel ricreatorio (i miei ultimi mesi da cattolica, quanto sono cambiata in 10 anni), saluto i miei amici e dico "Avete visto l'aereo che..." "Vuoi dire i due aerei" "No, no, ho visto il video, era uno" "Ne è caduto un altro ora". Guardavo la tv e il mio cervello girava a vuoto.
Poi le persone che si buttavano giù, e io che pensavo "No, scemo, prima cerca di scappare dalle scale!", non sapevo cosa fosse il panico.
Avevo i brividi ma non capivo. Le torri sono crollate e mi è sembrato surreale. Pensavo che dentro c'erano tantissime persone, tante da non potermele immaginare, e che sarebbero morte tutte. Mi sembrava che fosse un altro pianeta, un resoconto di qualcosa successo tanti anni prima, già storia. Mi chiedevo "Cosa devo provare davanti a questo? Come mi dovrei sentire?". Stavo uscendo da avvenimenti molto brutti nella mia famiglia e mi sembrava di non riuscire più ad avere sentimenti veri, tutto quello che potevo provare mi sembrava prosciugato. E' crollata anche la WTC 7, che non era stata toccata, e non ho proprio più capito niente. Credevo che una delle Twin Towers ci fosse caduta sopra. Per tanti anni ho sempre avuto una sorta di distanziamento. Mi sentivo stronza, ma non riuscivo a immedesimarmi nella tragedia degli americani. Oggi che ho una famiglia provo qualcosa come se fosse successo adesso: lavoratori, turisti, genitori, figli, fratelli, innamorati, tutti via in un colpo solo. Penso a come sarà dispiaciuto a dei genitori dover lasciare i loro figli, come dispiacerebbe a me, alla rabbia dei figli per essere costretti a crescere senza di loro. Ora mi sembra di avere sentimenti abbastanza per tutti, e se penso ai singoli, alle loro storie possibili, mi viene una tristezza tremenda.

Cla ha detto...

avevo 24 anni ero sposata da 1 anno appena fatto (e sarebbe durata altri 2 mesi appena) ero al lavoro e stavo lavorando fianco a fianco con il mio capo, mi chiama al lavoro mio marito e mi dice che una delle due torri è stata trapassata da un aereo, lì per lì non gli ho creduto visto che mi ha sempre fatto un sacco di scherzi cretini ma questo mi sembrava troppo, l'ho liquidato e ho continuato a lavorare, dopo poco mi richiama dicendo che anche l'altra torre è stata attaccata....ho aperto internet e con il mio capo abbiamo guardato la tragedia....è un giorno che nessuno dimenticherà mai.

Francyfra ha detto...

A pochi giorni dalla discussione della mia tesi, nel pieno di un periodo di stress e superlavoro, un mal di testa terrificante mi aveva costretto ad un giorno di pausa e riflessione su come concludere il lavoro come desideravo nel tempo che effettivamente avevo, senza rischiare - come invece stavo facendo - un crollo nervoso.
Invidiavo tutti gli altri, che non avevano una tesi di laurea da concludere ed un centodiecielode da portare a casa senza meno.
Ero in trance davanti alla tv, pensando ovviamente ad altro - i capitoli, le tavole, la frase per aprire che non veniva, quella per concludere che non convinceva e sotto il tailleur meglio la maglia rosa o quella verde?
Poi le immagini mi hanno riportato a terra bruscamente. Una bomba anzi no, un incidente aereo.. incredibile, certo, che dramma. Poi è arrivato il secondo aereo - in diretta davanti ai miei occhi - e il buco sulla sagoma della seconda torre ha ammantato di orrore quello che fino a prima era una semplice tragedia della casualità.
Terrorismo. Attentato. Intenzione di uccidere migliaia di persone innocenti. Persone che stavano dando l'addio al telefono, che si lanciavano nel vuoto, che sapevano di non potersi salvare.
Di colpo le piccole sciocche preoccupazioni del nostro quotidiano erano spazzate via dalla agghiacciante consapevolezza che nessuno più era al sicuro, nessun luogo era intoccabile. E che avremmo potuto esserci noi, lì dentro, là sotto.

Anonimo ha detto...

era martedì.
ero in vacanza da sola, una settimana alle cinque terre in totale solitudine per capire se chiudere una storia e lanciarmi nel buio incontro a una nuova avventura (festeggiamo 10 anni la prossima settimana...)
ero in spiaggia a monterosso, c'erano tanti inglesi, americani, tedeschi, praticamente ero l'unica italiana.
verso le quattro del pomeriggio hanno cominciato a trillare mille cellulari, gente in tante lingue diverse rispondeva, parlava in modo affannato, la voce tremula, qualcuno ha urlato, qualcuno ha pianto.
io ho solo capito le parole "twin towers" e "war".
la spiaggia si è svuotata, sono montata sul trenino e sono tornata nella mansarda di corniglia trovata su internet. ho acceso la tv
e il mondo non è stato più lo stesso

erika7

Anonimo ha detto...

Lavoravo in un'agenzia di pubblicità multinazionale allora, un palazzone, quasi un grattacielo. Un collega becca la notizia su internet e urla a tutti di correre in sala riunioni. Accendiamo il maxischermo delle presentazioni importanti e restiamo senza parole. La seconda torre ce la becchiamo in diretta, urliamo di paura ma qualcuno è eccitato come davanti a un videogame. Cominciamo a fare delle ipotesi di fantapolitica (col senno di poi mica tanto fanta). Arriva una collega, è la capa degli account e cerca qualcuno dei suoi, senza alzare gli occhi sullo schermo e senza togliere dalle labbra la sigaretta dice: "Ah, ecco dove siete tutti! Beh? Non si lavora oggi?" Forse non ha saputo, non ha capito, pensiamo. Le spieghiamo quello che è successo. Lei insiste: "E allora? La presentazione mica la spostano perché sono crollate le torri eh? Milano non è NY! Forza, spegnete la tv e tornate a lavorare..." Noi restiamo atterriti e pensiamo al suo egoismo, alla tristezza del suo alito e della sua solitudine, alle sue (e alle nostre) nottate immolate per anni sull'altare di questo lavoro terribile ma così figo. Nemmeno per un istante ha pensato ai nostri colleghi a NY, perché Milano non sarà NY ma l'agenzia invece sì, siamo la periferia dell'impero della comunicazione e la nostra sede centrale è proprio a due passi dalle torri, infatti i centralini sono tutti in tilt, i colleghi americani sono irraggiungibili anche sui cellulari. La presentazione del giorno dopo hanno dovuto spostarla per forza, non c'era nessun aereo da poter prendere. I giorni dopo ancora ne sono saltate tante altre di presentazioni. E' saltato anche uno shooting importante a Los Angeles. E anche qualche testa è saltata, nel senso dell'organigramma - nuovi capi al posto di ex nuovi capi - ma la testa della collega no, quella è rimasta tale e quale anche dopo anni, mi dicono. Io non la vedo più, un paio di mesi dopo l'11 settembre ho cambiato agenzia, illudendomi di cambiare vita almeno un pochino.

Anonimo ha detto...

Io lavoravo in un'agenzia web, quindi eravamo tutti connessi a internet. Il mio vicino di scrivania, che stava per l'appunto cazzeggiando anzichè lavorare a un certo punto è sbiancato, mi ha guardata e mi fa "si è schiantato un'areo contro una delle torri gemelle di New York".

E poi il panico. Gli aerei che da uno diventavano due, poi tre, poi quattro, le linee telefoniche impazzite, la connessione internet assente, la certezza che il prossimo aereo avrebbe distrutto il centro di Milano, il tempo di sentire mio marito prima del black out telefonico : " non ti muovere vengo a prenderti".

La paura, l'angoscia, l'incertezza: sensazioni nuove con cui ora abbiamo imparato a convivere.

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