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mercoledì 7 settembre 2011

Sorrisi, felicità, polsi: un post così, a razzo*

"Mamma, sei felice?"
Io non so dove l'abbia imparato. Forse è colpa mia, perché parafrasare la frase 'sono incazzata nera' con 'non sono felice' mi sembrava un'ottima idea per dribblare una parolaccia.
A proposito.
Cazzo quante ne dico. Devo smettere, o meglio: sto cercando in tutti i modi di farlo.
Lui intanto risolve come può.
'Razzo! Mamma ha detto razzo ERRE-A-ZETA-O: RAZZO*' chiarisce alla Porpi, quando mi sente sproloquiare davanti a lei come fossi al raduno della tromba bitonale dell'Autogrill di Lunghezza con cinquanta camionisti ubriachi.
Oppure: 'Mamma ha detto orca boia. No! Lorca in foia. Sorc.. No. Brocca di soia. Cazzo, la smetti di dire porca troia?!"
E io: "Ne hai dette due! Ne hai dette due!"
Per evitare discussioni da II B quinto banco da sinistra, taccio un momento. Respiro.
E dico: "Cavolo!" oppure "Accidenti!" o "Caspita!"
E quando dico caspita so come mi sentirò a ottantasei anni.
Non vi dico cosa succede per la disinvoltura con cui uso la parola 'tette'. Scene che sotterrarsi con una trivella petrolifera sarebbe appena sufficiente.

Questo è il mio post di dichiarazione di intenti: niente più parolacce davanti alla Porpi.
Dal momento che detesto i bambini piccoli che parlano in dialetto (in particolare in romanaccio) o dicono parolacce, mi si prospetta un futuro di mutismo.

Ma ho divagato.
Volevo dire che, dal momento che quando mi inc arrabbio dico 'non sono per niente felice', la Porpi ha indissolubilmente legato il concetto di alterazione del mio umore a quello di felicità assoluta.
E quindi, tipo, me la ritrovo con un branco di pennarelli stappati in mezzo ai piedi, le mani sporche fino ai gomiti, ditate sulla sua libreria e tutto quello che ha da dirmi è:
"Mamma, sei felice?"
>Felice un par de Non sono affatto felice.
"No Porpi, non sono felice."
Labbro tremulo: "Perché non sei felice?"
Eh, mo' andiamo sull'esistenziale.
"Allora, diciamo che in generale sono felice. Però quando sporchi tutta la camera sono un po' meno felice."
Labbro uber tremulo e vocina che si fa flebile come quella di un pulcino strozzato: "Mamma non è felice."
"No, amore, io SONO felice."
"Allora sorridi!"
"Ehm..."
"Dai, sorridi mamma, sorridi!" e a quel punto se non sorrido mi tira gli angoli della bocca all'insù.
Non c'è verso: lei mi vuole felice.
Devo cambiare strategia. Questa cosa dell'essere felice è incompatibile con le inc arrabbature. Come le spiego che quello che ha fatto non va bene e quindi sono momentaneamente affatto felice, ma tendenzialmente di umore buono?
Perchè, anche se la ritrovo che ha dato delle amichevoli cinquine color rossoverde al mobile, a un certo punto sto lì che sorrido come una scema?
Forse dovrei vedere se su eBay vendono spine dorsali per madri senza polso.
Anche polsi vanno bene.

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71 commenti:

elisa (mestieredimamma) ha detto...

anche a me lo chiedono sempre se sono felice.... ma non posso rispondere che con qualche casino in meno sarei stra felice.... non ci resta che bluffare, finchè hanno tre anni....

Saturalanx ha detto...

Wonder, ti leggo da mesi ma stavolta DEVO commentare, dopo aver riso come una scema. Non ci crederai, io ho lo stesso problema col fidanzato - là dove la camionista della coppia sono io, e lui si scoccia.

Per il "non sono felice"... hai provato con un "sono arrrrrabbbiatissssima" stile Richard Gere in Pretty Woman?

Angela ha detto...

Splendido post che mi tocca da vicino, per la felicità, non per le parolacce. Giorgia è, se possibile, ancora più "esistenziale" e mi chiede "mamma tu sei contenta di me?" e me lo chiede appena la mia voce cambia anche impercettibilmente o quando il mio sguardo non è vigile, vispo e luminoso come lei vorrebbe sempre. Insomma i nostri figli ci vogliono felici e ci vogliono felici per quello che fanno. Non so se sono pronta!
Angela

Anonimo ha detto...

prova con "mamma è arrabbiata". col mio grande ha funzionato e poi lui mi chiede "adesso non sei arrabbiata sei contenta?" oppure in tono perentorio "non sei arrabbiata!". la piccolina per ora si fa solo delle belle sghignazzate...

Lilla ha detto...

I bambini sono furbi come faine!
Non usare la perifrasi "non sono felice" ma qualcosa tipo "mi sento come un tuono che scoppia" o un più semplice "sono arrabbiata nera".

Oppure usa un simbolo: la mamma di una mia amica non diceva nulla, ma se tirava fuori dal cassetto di cucina il mestolo di legno, tutti sapevamo bene che era ora di BASTA.

Ti leggo sempre, e ti adoro!

Lilla

PS:se ti va di passare da me scrivimi a dunottoATyahooPUNTOit e ti darò molto volentieri user e pwd

TopoGigio e la sua Mamma ha detto...

Be, potresti dirle che sei arrabbiata, credo che a 3 anni capisca cosa sia la rabbia, le dici che sei felice, ma in quel momento sei arrabbiata per quello che ha fatto e se ti prometterà di non rifarlo tu la perdonerai e sarete di nuovo tutte e due felice... il mio ha solo un anno e mezzo, devo ancora arrivarci... :D

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Mamme si diventa, anche con i polsi.
Forse tu non avevi il kit completo all'inizio, ma li avrai presto! :-P
e tra qualche anno io mi vedo molto nei tuoi panni!
baci..
thegirlwiththesuitcase.blogspot.com

Sabrina ha detto...

ciao
anch'io dicevo una catervata di parolacce....ma da quando è nata mia figlia inevitabilmente sono passata ad un linguaggio più edulcorato...
Ecco...diciamo che lei (ha 8 anni eh!!) sa che quando sono arrabbiata parte il PORCA TROTA (nella versione scurrile...) e MAZZO (nella versione scurrile...) Per il resto, piuttosto che dirle che non sei felice dille solo che sei arrabbiata.
Perchè in fondo le ditate sui mobili o i pennarelli che sbavano sul divano oltre a non renderti per nulla felice ti fannno incavolare e non poco ergo ti fanno ARRABBIARE!!
Cosi lei impara che oltre all'emozione del felicità o meno, c'è anche quella dell'arrabbiarsi che non per questo cozza con il concetto di felicità!
spero di essermi spiegata.
Un abbraccio!!
Sabrina

Cinziamammagaia ha detto...

Ciao ! Mi hai fatto morir dal ridere con ste parolacce e mi hai fatto venire in mente una volta in auto con la pupa dopo che uno ci ha tagliato la strada e per non dire un figlio di .... Mi e' venuto fuori una roba del tipo " figlio di una mamma che fa il lavoro più vecchio del mondo e ancora guadagna tantissimo" per dire tante parole e togliermi comunque la soddisfazione ... La creatura non si e' scomposta più di tanto e io dopo ridevo da sola cercando di capire come avevo fatto !!
Anche io cercavo su internet un posto dove vendessero polsi e affini ... Sono una mamma un po' così anch'io ma poi sai quando lei ti guarda e ti dice mamma tu mi fai sempre ridere .. Ho pensato che anche senza "ossa" a lei andavo benissimo !!!!
Grazie per i tuoi post .. Perché siccome mi ci vedo mi sento un po' meno "sgambellata" termine coniato da Gaia per descrivermi...

Mia ha detto...

ma no non sei polso,.... ci vuole solo la strategia giusta e per ogni bimbo c'è la sua. Basta solo trovarla. Facile no? ^_^

pequena ha detto...

:) anche la mia piccola (Sara, 3 anni a novembre) vuole sempre vedermi sorridere altrimenti s'intristisce e soprattutto...dice tante parolacce!!! merito del mese di agosto in campeggio che è servito per imparare tutte le parolacce in circolazione. Ha detto "non mi scassare le palle!!!" ad una mia zia e "che cazzo vuoi, che cazzo ti guardi" ad un ragazzo che la fissava! credo sia l'inizio del periodo "brutte figure".

Sandra ha detto...

"Dispiaciuta" mi sembra un compromesso accettabile.

E complimenti, sono nelle tue stesse identiche condizioni, tranne l'accento, che nel mio caso è abruzzese!!!

E quando sento mia figlia di 25 anni ripetere "Ah ciuciù, che culo!" (Ah Gesù, che culo!) capisco che mi manca il filtro, tra cervello e bocca....o forse sono troppo pigra per tenerlo sempre attivo!

r ha detto...

anche alice non sopporta la mia infelicità.
e mi dice anche che lei sa se sono felice o no perchè lei sa tutto di me e io non so niente di lei...
inquietante!
però forse se ci pensi sarebbe meglio dire che sei arrabbiata piuttosto che non felice.
la rabbia è un sentimento sano che i bambini capiscono bene.
l'infelicità è un sentimento cosmico che li getta nel panico e rende buio il loro mondo.
almeno penso.
roberta

Storyteller ha detto...

Come cambiano le abitudini con nano tra i piedi! Una mia amica ha dovuto farsi forza e smettere di avere paura del buio per fare coraggio al figlio.
Dai, su, non dire le parolacce ed evitare il dialetto non è poi così male... Pensa al suo futuro linguistico. Te la immagini la Porpi a 10 anni, con meravigliosi occhi azzurri e soffici boccoli biondi che fa " A mà, daje 'n po', sbrighete a provatte sto top, s'è fatta na certa, dovemo annà ar parco, c'avemo na punta co' Venceslao e su' madre, che?, te sei scardata???". (sperando che nel frattempo Venceslao sia diventato un pupo simpatico e la madre sia stata lobotomizzata).

Improvvisamente in quattro ha detto...

I miei dicono "mamma sei contenta?" o, alternativa poetica "hai il cuoricino contento?"

psicomelina ha detto...

Mia figlia è ancora troppo piccola, ma io uso sempre - quando combina qualche marachella - "mamma è dispiaciuta/ si dispiace".

Anche se secondo me bisogna lavorare sul concetto che essere arrabbiati è sacrosanto, ma che non è socialmente accettabile emettere turpiloqui a profusione. Da lì, ognuno trova una valvola di sfogo personale.

Hai mai provato a "turpiloquiare" in inglese? Riesce meglio, è più di classe e la gente non ti capisce, tantomeno Porpi.

Certo, poi vai a spiegare alla maestra di inglese quando sarà, il perché lei risponde "fuck you" ad un semplice "Hello!" :D

cily ha detto...

fa vo lo so!!! la descrizione di quei momenti in cui ti immagini con un punto interrogativo sopra la testa, stile fumetto, mentre ti chiedi dove è nascosta la soluzione, perchè di sicuro ce n'è una. Io sono stata una mamma un pò triste, stanca, arrabbiata, e non mi piaceva. Così sono diventata una mamma sola e incasinata ma contenta, stanca e sorridente. A volte sono una mamma urlatrice che si chiede come possa fare a farsi dare retta da quei due nanetti indemoniati. E poi mi dico, con calma. Qualche regola. Il buon esempio. La coerenza. E sì, con i sorrisi. Con le parole, con la complicità, con chiarezza. Dicendo che alcune cose non si fanno perchè...c'è sempre un buon motivo, a prescindere dall'umore della mamma!!! Sai, non so se è questione di spina dorsale in fondo, io ho capito che credo più nell'autorevolezza che nell'autorità. Ma Porpi ha ragione...i sorrisi sono importanti....e lei è fortunata ad avere una mamma sorridente e divertente!!! ..e in fondo, che bambina sarebbe se non impiastricciasse ?? :)

Francesca ha detto...

Scusa Wonder ma non capisco perchè devi dire che non sei felice, non puoi dire semplicemente "la mamma quando fai così è dispiaciuta? (o è arrabbiata)?". Ha 3 anni quindi capisce cosa vuol dire arrabbiata/dispiaciuta.
Le parolacce, per favore, no. Non si possono sentire i bambini che dicono parolacce (poi al 90% scopri che, guarda caso, le dicono anche i genitori davanti a loro (avrei vari esempi di conoscenti al riguardo)...da chi le avranno mai imparate?!!!)

pollywantsacracker ha detto...

ihih, sei tipo me.

l'unica parola volgare che ho sostituito è stata tette con titte, uhm.

però no, cara wonder. mi rifiuto di credere che cazzo sia una parolaccia. ti sbagli.

Mamma Nuvola ha detto...

Concordo sulla frase "sono arrabbiata", invece che caspita puoi provare ad esclamare che rabbia! La rabbia va e viene e la può capire bene, descrive uno stato d'animo momentaneo. La felicità è qualcosa di più profondo che non dipende dalle sue inevitabili marachelle, meglio chiarire ;)

Clo ha detto...

Capiti proprio a fagiolo con questo post, si allaccia perfettamente a ciò che viene discusso da mesi in casa mia. Siamo in due più mezzo, io, lui e l'Uragano. Io sono peggio di Ilir il camionista polacco, lui è peggio di Giovanni l'operaio del porto. Insieme siamo messi male. Però io in casa ho imparato a trattenermi, lui no. E infatti Maria l'altra sera ha sfornato un bel vaffa.... dopo che suo padre l'aveva buttato lì nel mezzo di un discorso. Per il momento l'unica cosa che abbiamo "brevettato" è stato il salvadanaio delle parole brutte. Chiunque dice una parolaccia in presenza della principessina, versa 20 centesimi. Chiunque. Ti giuro che nel giro di una settimana, con un aperitivo in casa con amici.....Venti euro li fai come ridere!!!!!!
Per quanto riguarda la felicità: Maria dice sempre che il suo papino è sempre felice e la sua mamma sempre babiata e triste. E' il destino di noi mamme.....

zauberei ha detto...

sulle parolacce io non ti posso aiutare. Io ho recentemente dovuto placare il piccolo Pipik, che in seguito a un cedimento del suo trenino ha tirato giù un bestemmione che levete - ma così sovrappensiero. Per il momento faccio lo scalaggio delle parolacce - poi ti faccio sapere.

Tiziana ha detto...

sono d'accordo con polly......
ho letto che addirittura c'era un papa che voleva santificare la parola c.... e dare l'indulgenza plenaria a chi la diceva minimo 10 volte al giorno.

valepi ha detto...

se trovi qualcosa su ebay fammelo sapere che mi urge!!!
qui non abbiamo ancora iniziato discorsi esistenziali sulla felicità, però Princi mi ripete in continuazione "Ciao. Ti vojjjo taaanto bene" e quando ne combina qualcuna, superata l'iniziale sequela di parolacce e istinti omicidi, a volte (a volte!) riesco a dirle "Ti voglio tanto bene, ma questa volta mi hai fatto arrabbiare" ... a volte (a volte!) funziona... altre no!

p.s. nemmeno mi sopporta triste, se mi faccio male e recito la Valepi piangente mi abbraccia al volo, mi bacia e mi dice "no piangere, no piangere"... come si può non sorridere??
:)

Francesca ha detto...

O mamma..le parolacce..solo quando ci sono bambini intorno mi rendo conto di quante me ne escono così, random!e allora "..azzo" diventa palazzo, vaffacu.." vaffanbrodo ecc..ma non mi danno soddisazione questi sostituti!!
Per la storia della felicità secondo me è meglio spostare l'attenzione su altri sentimenti,che anche i bimbi conoscono, come la rabbia. Così da aiutrarla a gestire anche la sua al momento del bisogno!

Francesca
amoilmiolavoro.blogsfera.com

sarapandina ha detto...

E perchè non spiegarle perchè non va bene quello che fa?capiscono tutto e se vuoi una figlia educata spiegale le cose. così ha una ragione per non farle!
Dirle semplicemente che sei arrabbiata non basta: spiegale che il mobile è più bello tutto pulito e non con le ditate sopra!Che se lo sporca poi il mobile si rovina e non va bene.
Se le insegni già ora avrà cura delle sue cose, sarà educata e avrà rispetto per le cose e per gli altri. E poi è anche un momento di unione.
Bisogna dare un perchè ai bambini.Un perchè convincente.Vedrai penderà dalle tue labbra poi!
Non servono i polsi, basta la pazienza.

mafalda1980 ha detto...

Eh, nota dolente, purtroppo non ho ancora smesso di dire parolacce. Ma prima o poi smetto, promesso.
Quanto al "non felice", da psicologa dell'età evolutiva confermo che è un abisso orrido e immenso per i bambini. Dispiaciuta, arrabbiata, anche inca22ata va bene, ma la mamma non può essere in-felice :)

Robin ha detto...

Mi consola non poco pensare che la Porpi con quell’aria angelica non parlerà romanaccio. Non me ne volere, ma quella parlata proprio non la digerisco ^^’

Livia ha detto...

Sono una nuova lettrice e certi post mi hanno fatto piegare dal ridere. Anch'io sono bionda, romana e ho un figlio di 10 anni al quale non ho mai risparmiato le parolacce più comuni. E la prima che ha detto, intorno ai 3 anni, è stata "testa di cazzo", il mio mantra di quando lo accompagnavo a scuola in macchina :)
Per fortuna ne dice molto meno di quante ne sente, e non ha neanche assorbito il mio romanaccio!
Polso? Spina dorsale? Mi dai il link dove si ordinano, che i miei li ho smarriti?
Un bacione e complimenti per la tua Porpi!

Anonimo ha detto...

Con "orca in foia" mi hai fatto cadere dalla sedia :-DDD. Flavio tempo fa si è inventato "vaccabanana"! Tipo un giorno che stava salendo su una macchina che non era la mia ha battuto la manina sulla fronte dicendo "oh vaccabanana!". Comunque ti capisco io sono una valanca di "Cazpita!","porca paletta","eccheccaiser" ecc. Quando mi arrabbio dico al bovaro "non va bene, non va affatto bene!" oppure "guardami! ho la faccia di una persona contenta?sono arrabbiata perchè ecc." e poi glielo spiego.
Ce la farai Wò!
Dany e il bovaro Flavio

cowdog ha detto...

te ne do un paio dei miei (di polsi). mi sa che me ne sono cresciuti altri da quando e' nato il tappo.

(io dico "non sono contenta". "contento" mi ricorda il "content" inglese che vuol dire soddisfatto piu' che felice. e mi si addice quando il tappo e' pestifero)

Azienda Agricola Cà Versa ha detto...

ma che bello il tuo blog!!! com'è che non lo conoscevo?! a prestissimo! Valerie

El_Gae ha detto...

Sulle parolacce pensavo proprio ieri una cosa: i miei non le dicevano ed io invece sembro uno scaricatore di porto ma di quelli incazzati duri. Magari vale anche il contrario, no?
Sulla felicità Mari-chan mi chiede se sono "bello". Dove bello è sinonimo di buono, bravo, felice, pulito...

Greta Cuocamattarella ha detto...

stesso problema: anche io sono una che ricorre un tantino al turpiloquio... le parolacce nelle mie frasi sostituiscono la sintassi. e la nana grande che inizia a parlare le ripete, a modo suo ma inequivocabilmente.
per il resto ti scrivo per dirti che il nano piccolo... beh, è nato proprio il 4 settembre, domenica mattina. auguri in ritardo alla porpi!!! adesso dorme nella culla, io sono in montata lattea esagerata e ti dirò, "sono felice": sì cazzo, lo sono!

Lisa ha detto...

Furba la bimba :) ha già capito come toglierti la spina dorsale e arrotolarla sui suoi polsi ;)
Io per fortuna dico di mio poche parolacce, ma già so che il mio crescerà parlando dialetto, viviamo in paese per cui il mio italiano andrà su per il camino...
E se tu dicessi: sono felice felice, ma un po' arrabbiata, e questa è la mia faccia da felice-un po' arrabbiata... ? funzionerebbe?
Lisa che non ha polso nemmeno col proprio gatto..

Stellina ha detto...

hehe che ridere! mia figlia, 18 mesi e mezzo, in auto si è messa a sbraitare imprvvisamente: "TRATTO! TRATTO! TRATTO!" hem... son impallidita... com'è possibile che con tutti gli immani sforzi che facciamo per non fargliele sentire, ste parolacce, ci abbia beccati lo stesso?!
invece ci siam accorti che stava indicando un TRATTORE!
beata innocenza!

per farle capire cosa non deve fare, solitamente le dico che la tal cosa fa arrabbiare la mamma! e lei? mi sorride con la testolina piegata di lato e mi dice: "mamma, mimmi..., mimmina!!!" e ciao spina dorsale, polsi e libri di addestramento per gli gnomi!
bacetto alla Polpetta

Cristina ha detto...

E provare con un "sì sono felice ma sono anche arrabbiata"?

...
...

...perchè questi due sentimenti possono convivere.. no? ;-)

Anonimo ha detto...

Non dico molte parolacce ma mio figlio (5 anni) conosce bene il significato di: MAMMA E' INCAVOLATA NERA!!!!!!! e purtroppo sa benissimo come rivoltarmi come un calzino.

Velma ha detto...

ma "tette" non è una parolaccia!!!!!
le altre si, però!
...
riguardo alla felicità mi ritrovo pienamente in quello che scrivi! la soluzione però è arrivata dall'asilo: le hanno insegnato il significato di pollice su e pollice in giù. Perciò quando disapprovo un suo comportamento le faccio il pollice in giù (e lei fa lo stesso con me, quando la faccio arrabbiare), quando invece siamo in vena di coccole o complimenti ci diciamo paroline mielose e facciamo pollice su.

Brunhilde ha detto...

Incoraggia questa vena di action painting, semmai! L'altro giorno, sfogliando un giornale femminile cercando di evitare le incursioni delle manine di Siegmund, ho notato un servizio sui baby-artisti (mi pare fosse Velvet, ma non sono più tanto sicura).
Magari hai una piccola Porpi Pollock in casa: non ne saresti felice? ;-)

Francesca ha detto...

Post super come al solito.
Allora..io sono giovane e non mamma..però ho fatto babysitter per 5 anni a diversi bimbi di diverse età e, modestamente, me la cavavo pure bene.
Quando mi facevano inc..ehm, arrabbiare..lo dicevo e basta.
"No! Così mi fai arrabbiare però eh!", magari usando un tono di voce abbastanza alterato e imponente.
E loro capivano.
Basta essere se stessi, usare la semplicità, senza pensare a come raggirare i discorsi. Ti fa arrabbiare quando si comporta così? Diglielo.

Bacione!

B. Road ha detto...

Sei fantastica!!!! Ti adoro e ti invidio perché vorrei riuscire a scrivere scorrevolmente come te! Comunque la tua Porpi è assolutamente fantastica e le sue avventure mi fanno morire dalle risate...
Hai una figlia fantastica e sono sicura che anche tu sia una madre fantastica però dovresti provare davvero con la temuta frase "sono un po' arrabbiata in questo momento"...aspettiamo aggiornamenti sul tuo stato emozionale :)

Saturalanx ha detto...

Dimenticavo... "perdindirindina!" - o, per un'iternational-Porpi, "whopsidaisies!". Del resto, mi par di ricordare che Notting Hill sia già materia nota. ;-)

P.S. complimenti infiniti per il blog!

Mae ha detto...

@ ElGae: mia mamma racconta che da piccola, quando la vedevo arrabbiata o triste, le dicevo "non fare la faccia brutta!"; probabilmente da bambini associamo la mimica di sentimenti poco piacevoli a qualcosa di innaturalmente brutto!

Senza figli, mi ritrovo spesso ad imprecare in un'altra lingua rispetto a quella del paese in cui mi trovo (bilinguismo a parte, alcune le conosciamo tutt*, via!). Preferisco perifrasi non volgari, ma un "oh, putain!" nelle mille intonazioni francesi ogni tanto ci vuole!

Mae

Twinky ha detto...

se dovessero servirti delle parolacce consentite alle orecchie infantili,chiedi pure a me: quando sei maestra te ne inventi di tutti i colori e ti senti moooolto ottantaseienne!!!

mellyb ha detto...

FANTASTICO!!!! è un po' che non ridevo così!!!!!!!!!!!!!!!!

Mammamsterdam ha detto...

Io parafraso con: sono incazzata nera. I miei figli per anni hanno pensato che stronzo fosse sinonimo di: pirata della strada. Fino a che un giorno figlio 2 in preda a incazzatura da: adesso andiamo via dalla spiaggia prima che vi trito e noi figli non siamo d' accordo, mi ha fatto: stlonza. Così, con la elle. Mi è sfumata di botto.

Perchè sappilo se non lo avevi ancora scoperto, questi figli qui tra i 3 e i 5 anni sono dei gran para.... come la faresti la parafrrasi di para; ecco, diciamo che sono delle gran parafrasi oure loro, con o senza parolacce.

Lady Nutelliel ha detto...

Io sono un incrocio tra un camionista ciociaro e un portuale di Civitavecchia.
Lui è piemontesissimo.
Stiamo insieme da quasi 9 anni.
Quando siamo a cena con amici nanomuniti, è il panico. Perché la parolaccia nell'infervoro mi scappa sempre. O la battutaccia.
La figlia di un amico, che mi adora, si aspetta già la frase fatidica "Carlotta tappati le orecchie".
Lui a volte ne ride a volte si secca. Ma forse alla fin fine gli piaccio così ("...proprio così!" by Memole)
Prima del celebre trekking nei canyon ero di scalo a Heatrow. Siccome sto studiano un po' di svedese, ho lanciato a lui l'idea di impararlo insieme a me, così da fare le battute grevi e/o politicamente scorrette in svedese e non farci capire da nessuno.
Per esempio, battute su quelle due educatrici lì, in divisa gialla... ah ah... eh eh.. roftl e lol... poi sento le educatrici che contano gli studenti: ett, två, tre, fyra, fem...
Azz, sono svedesi!
Ecco, allora mi sono detta: meglio dirla tutta, che cercare di mascherarla. Si nota di meno.

Dany82 ha detto...

Io penso che ogni tanto ci sta anche la parolaccia..quando si sbotta, si sbotta, non siamo mica perfetti, e loro i nani lo devono imparare (tantoche la mamma è in gamba lo sanno già,da tutto quello che facciamo per loro, non sarà mica un cattivo esempio solo perchè ci scappa una porca trota o altre parole nei momenti di rabbia ecchecapppero)anzi, facciamogli capire che siamo umane..e che fa molto meglio un vaff..che tenersi la rabbia dentro..

Arianna ha detto...

Mio marito ha pensato bene di insegnargliele tutte (e quando dico tutte...). Sono pedagogista e, dopo ettolitri di gaviscon per alleviare la gastrite, debbo, purtroppo, ammettere che il piccolo non ne dice una manco sotto tortura. Intendiamoci dicesi botta di cu..., non certo strategia educativa!
Per la legge del contrappasso il secondo nano sarà l'anticristo in persona...speriamo!!
vistodalei.splinder.com

ImperfectWife ha detto...

Uhuhuhuh, questo post mi tocca proprio!! Ehm... perché io chiedo spessissimo al maritino: "Sei felice?" o "Ma tu mi vuoi bene?" :-D... Dite che sono grave?!? Effettivamente dovrei aver superato l'età...

Per quanto riguarda le parolacce... mamma mia, quando avrò figli dovrò decisamente rivedere il mio linguaggio!! ;-)

Maestra Lucia ha detto...

la Porpi è in gamba! però mi sa proprio che devi chiarirle la differenza tra arrabbiata e non felice!
comunque complimenti al tuo compagno per come maschera i tuoi improperi, mi ha fatto troppo sorridere!
se ti va questo è il mio blog, parlo di scuola e del benessere dei bimbi (sono una maestra), se passassi a dare un'occhiata mi farebbe piacere!
http://starebeneascuola.blogspot.com/

giulia ha detto...

lo dico come una 28enne qualsiasi priva di desiderio di maternità: a leggere certi tuoi post vorrei un giorno essere la mamma che sei. (o la figlia? un pochino entrambe.)

MadreCreativa ha detto...

Io al mio piccolo di due anni dico "mamma non è contenta di quello che hai fatto, a mamma non piace quando ti comporti così", ma quando proprio mi girano gli dico "mamma è ARRABBIATA"!

lalaiza ha detto...

Io le dico, libera.
Tanto poi le imparano a scuola. Mi giustifico col dire: "Se non altro, gliele ha insegnate quella buzzurra della sua mamma e non quel buzzurro del compagno di scuola".
:-)

Anonimo ha detto...

OK per le parolacce, ma non insegnare ai bambini il dialetto è privarli di parte della loro cultura e delle loro radici. Io amo l'italiano e personalmente sono anche abbonata alle riviste dell'Accademia della Crusca, ma l'amore per la lingua nazionale non implica di necessità l'esclusione del dialetto dalla nostra vita e da quella dei nostri bambini. Non dimentichiamoci che loro avranno ancor meno occasioni per imparare la lingua locale di quante ne abbiamo avute noi. E' assurdo pensare che chi vuole imparare bene l'italiano debba, nel contempo, evitare di imparare il dialetto. Più lingue si conoscono, sin dall'infanzia (e il dialetto è una lingua) più si potenzia la capacità di apprenderne di nuove. Quindi sì alla dialettofonia unita alla italofonia dalla nascita (e magari meglio ancora unirvi un'altra lingua, come l'inglese).
Anna Rita

Alem ha detto...

E' tutta colpa del gioco delle facce, che propinano ovunque alle 3enni. All'asilo e in ludoteca e alle feste i bambini riconoscono una faccia triste/pensierosa/arrabbiata/felice in tre secondi netti.
Anche la mia me lo chiede continuamente e adesso aggiunge anche un "sei un po' arrabbiata?" e lì mi tocca sorridere e abbracciarla e baciarla, quando in realtà vorrei urlare "maporcaputtanasisonoincazzatissima".

lastejan.wordpress.com ha detto...

OMMIODDIO, stesso problema: parlata genovese da scaricatore di porto e marito "raffinato". "se la prima parola che dice è "cazzo", giuro che la paghi!". Ho avuto culo (fortuna, certo) e ha detto "papà".Inoltre continuo a usare la parola "tette" davanti a mia suocera, cosa che a quanto pare non dovrei fare. Sti gran cazzi.

Charis ha detto...

Questo post fa morire dalla risate... Pensare che anche io a volte mi comporto come la Porpi a quasi 20 anni suonati XD.

Prova con "Mamma non è felice finchè non pulisci tutto", magari prendi due piccioni con una fava XD

mara ha detto...

dopo 12 anni dalla prima figlia ho imparato e le parolacce non le dico. Però quando le due pesti mi fanno inc.... scusa arrabbiare, lo faccio nel migliore dei modi possibile ma il concetto glielo chiarisco sempre.
Baci Mara.
Ps. compra alla Porpi caso mai delle matite.....

Maddalena ha detto...

Per me hai ragione, è necessario scindere le due cose. Io ho avuto una mamma, meravigliosa, ma che quando era arrabbiata lo dissimulava, oppure lo legava al concetto di tristezza. Risultato? Ancora oggi, ogni volta che mi arrabbio con qualcuno o per qualcosa - anche quando ne avrei le mie sacrosantissime ragioni - mi sento sempre terribilmente in colpa. Perché le persone buone non si arrabbiano, bisogna essere sempre felici e sorridenti solo per il fatto di stare in piedi e comunque è una cosa che non si fa.

Non è vero. I bimbi devono capire quanto prima che essere arrabbiati è NORMALE, capita, che ci sono delle azioni che infastidiscono gli altri e che noi ne siamo responsabili e - soprattutto - imparare a gestire il fatto che qualcuno può essere arrabbiato con te, e non si risolve con uno schiocco di dita.

Detto questo, "tette" è una bad word? ;)

Anonimo ha detto...

"intachellacosaesoret" è il mio intercalare quando devo fare qualcosa che non mi riesce... quando mi è capitato di dover fare dei lavoretti con dei bambini e tipo la colla non attaccava,uscivano frasi come: intache...(sguardi dei bambini addosso)..eeee... (attimo di silenzio)... cheeeee... bel cagnolino che hai disegnato! che fatica resistere tutto quel tempo!
bunny83

Claudia ha detto...

Ahahahahahahaha la mia Caterpillar quando mi vede in progressiva alterazione mi abbraccia e mi frega con un "tivogliobene e tu mi vuoi bene?"... a quel punto che rispondere???... Dal lato parolacce solitamente parto con ringhio e rincorsa col "CA..." che poi si perde in un miserabile e poco soddisfacente "...volo"... Ma la domanda sulla felicità ogni tanto parte anche a lei...la risposta (quale che sia il mio reale stato d'animo) è un bacione... per ora le basta.

erReMBi ha detto...

Visto che anche la mia bimba di 3 anni ultimamente mi chiede spesso se sono felice (soprattutto quando ne fa qualcuna che non dovrebbe!) ho deciso di rispondere la verità:se fa qualche monelleria la risposta sarà NO, NON SONO FELICE QUANDO FAI/TI COMPORTI COSI'...e devo dire che funzione.
Ciao.
Raffaella di http://mammacosaleggi.blogspot.com/

Fra ha detto...

che tenerezza e simpatia di post!
... dà il cinque rossoverde alla libreria :)

Laura ha detto...

il problema è che queste bambine sono troppo furbe .
ti toccano sempre nei punti dolenti. :)

cippetta ha detto...

Anche marco mi chiede sempre "sei felice?tanto felice?", però ha capito il concetto che se fa qualcosa di brutto divento per un pò triste e si dice da solo "sono stato monello"
A proposito di parolacce, un giorno a mio suocero è scappata "porcatroia", bella bella in barese...e lui subito a ripeterla bella chiara come nemmeno la parola "mamma"riesce a dire...per fortuna abbiamo glissato facendogli credere che avesse detto "rotatoria"..ma che fatica inventare sinonimi credibili..

Hanami ha detto...

CIao Wonder,
recentemente mi è capitato di leggere il libro "the slap" di Christos Tsiolkas, che in italiano è stato tradotto come "lo schiaffo", anche se ignoro quale casa editrice lo abbia pubblicato. Parla della reazione di un gruppo di persone d'estrazione sociale medio-bassa di fronte a uno schiaffo dato ad un bambino. Hai mai pensato di scrivere qualcosa sull'argomento?

psicomelina ha detto...

Comunque tornando "a razzo" sul tema... ho trovato questo link su facebook bellissimo!!!!!

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.279797258703541.85130.199207930095808

Speriamo solo di non finire così!!!!

laCocchi ha detto...

Madre usava "Perdinci bacco!" e "STAI ATTENTA SAI, CHE IO E TE CI DISGUSTIAMO".
Poi si chiede perché sono venuta fuori così :D
Comunque il "Ci disgustiamo" funziona. Giuro. Ogni tanto lo usa ancora ora e io scappo.
(Io la Porpi la voglio conoscere perché io e lei andremmo d'accordissimo. Anche se io c'ho 26 anni :D)

Lucy van Pelt ha detto...

Sei uno spasso!!! Ora che ti ho scoperta non ti mollo davvero. Brava, complimenti per tutto quello che fai!

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