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lunedì 3 ottobre 2011

Treni

Treni all'andata

Io all'alba barcollo, è un dato di fatto. Ubriaca di sonno, cerco di fare il più possibile ad occhi chiusi finché non rischio la concreta possibilità di finire i miei giorni come striscia pedonale. A quel punto ne apro uno. Poi lo richiudo.
Mi è capitato diverse volte di prendere un treno all'alba, e per alba intendo prima delle sette, mica le tre di notte. Succede che mi trascino fino al mio sedile in coma, mi sistemo avvolta nella giacca nel modo più comodo possibile tenendo conto dei sedili, delle pulci e di quello davanti, poi infilo le cuffiette dell'iPod e tento lo stato di morte apparente.
Quando sto per cadere beatamente in coma di solito mi sveglia il controllore con quella spintina sulla spalla tipo schifo - lo so che non è personale, figuriamoci - o peggio: quello/a davanti che mi inizia a parlare.
"Eh siamo solo noi qua stamattiN'"
AppunD. Te potevi sedè tre sedili dopo, eh? Buona idea?
"VaD' a trovare mia figlia che vive ggiù."
Cerco di calibrare: qual è l'intensità giusta per annuire e dissuadere dalla conversazione al tempo stesso?
"Lei ci ha una bambinN'"
Mi piace la gente che vuole parlare. Ci sto. Scopro un sacco di cose interessanti, specie sui treni, ma la mia religione mi vieta di conversare prima delle ore nove.
Quando la signora ha terminato il racconto e riesco a dirle 'scusi, ma volevo riposare un attimo', il sole inizia a sparaflasharsi dall'orlo della tendina. Sono già le sette e la gente si sente autorizzata a telefonare, specie alla zia ammalata e un po' sorda.
"ZIE', t'ho detto er TAGHIFLU. TA-GHI-FLU. Eh, so' bustine, tu 'e metti nell'acqua carda e quelle te fanno'r brodino. Pijale zi'. Scrivitelo: Ta come Taranto, Ghi come Ghiro, Flu come 'Nfluenza."
Io già la vedo, l'odissea di quest'ultraottantenne che non trova il Taghiflu.


Treni al ritorno

Il mio vicino ideale è:
Cioè, NON è. In modo che io possa appoggiare la borsa, allungare i piedi, magari recuperare il sonno dell'andata.
Il mio vicino ideale non è: puzzolente, incollato al cellulare, marpione, un gatto (sono allergica), uno che dorme ed è impegnativo da scavalcare in caso di necessità impellenti. Un giorno vi dovrei raccontare di quel volo di ritorno intercontinentale in economica, tra un russo di 150kg. e un'americana di almeno 120, e di come mi sono sentita Spiderman mentre li scavalcavo camminando sui braccioli.

Il pelato - ho detto pelato - che mi sedeva vicino sembrava mite. E molto, molto innamorato.
"Amore, ciao. Mi manchi. (...) Sto tornando, due orette e sono da te. Andiamo a cena? (...) Ah, va bene. Allora un pranzo domani. (...) Ma i tuoi ci sono? Perché gli ho portato un pensierino. (...) Mi devi scusare se non ho chiamato prima, ma non sai che casino. (...) Lo so, lo so. (...) Eh, adesso sto qua in treno, mo' mi metto a dormire. (...) E certo che ti sogno. Io sempre, e tu? (...) Ti amo, ciao. Ciao. Cià."
Che dolce - penso.
Poi apre il Pc, mette le cuffiette e si vede Transformers mandando in slow-motion le inquadrature del culo di Megan Fox. Ce n'è una in particolare, in cui lei sale in moto, che ferma direttamente. Faccio dieci minuti di viaggio co' sto culo in primo piano e non penso che 'gli uomini sono tutti uguali'. Penso solo che i culi sono tutti diversi, e se Dio ha concesso quello a Megan Fox almeno poteva non darle le tette.

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Tre comunicazioni :)

La primaè un ringraziamento: vedete com'è bello ordinato ora il mio template? Il merito è di Sara di GoWow, che mi ha aiutato a ridisegnarlo, ottimizzarlo, renderlo più pulito e funzionale. Se avete bisogno anche voi di un 'ritocchino' al vostro sito non posso che consigliarvela :)

La seconda è che vi presento un nuovo sponsor di Ma Che Davvero?, è il bellissimo concept store Brebì. Vi invito a visitare il loro sito perché hanno oggetti, giocattoli e abiti per i bambini davvero meravigliosi (tra cui le casette gioco in cartone di Kidsonroof cui ho parlato in questo post insieme a Design per Bambini):
Sono felice di dare una mano a Maddalena a farsi conoscere, Brebì ha appena aperto, lei e il suo ragazzo sono pieni di entusiasmo e quello che il loro concept store - e altri - rappresentano è uno stile e un gusto nordeuropei che personalmente adoro.
Per i lettori del mio blog, il 5% di sconto per importi uguali o superiori a € 80 per un mese da oggi. Il codice sconto è: MACHEDAVVERO

- Seconda comunicazione (con mea culpa): no, non ho ancora annunciato a chi andrà il Robertino. Ora le FunkyMamas mi ammazzano. Prometto di farlo tra oggi e domani!

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64 commenti:

Yaxara ha detto...

E quello che dorme russando a bocca aperta dove lo mettiamo? Non è male, certi poi sono in grado di russare in dolby surround. Manco l'iPod riesce a sopraffarli (dopo anni di tratte interregionali in classe infima Bologna-Genova ne ho collezionati tanti: il vicino ideale è la poltrona vuota. Pulita, ove possibile).

Freedom72 ha detto...

incredibile,sn la prima!!!!

Beh...di viaggi intreno per lavoro e per divertimento ne ho fatti per 20 anni....e penso che se avessi avuto il culo di megan fox in primo piano, dopo essermi svegliata dalla letargia cullante trenifera..beh...me stendevo in corridoio...(quando ancora c'erano, i corridoi)

Mela ha detto...

se ti può consolare Megan Fox prima della plastica era sì molto carina, ma certo non la dea greca che è ora!
per il resto trovo che in treno andrebbero banditi i cellulari, la gente è troppo maleducata per usarli (e sorvoliamo sulle suonerie...)
Baci e buona settimana!
Mela

ELENA ha detto...

La legge universale vuole che quando viaggi in treno a mo' di bestiame al macello (l'ho fatto x 14 anni!!!) trovi quello a cui puzza l'ascella alle 7 del mattino e si appende come un macaco al porta borse in alto,quello a cui puzza il fiato di cozza che continua a sbuffare perchè siamo pigiati come sardine e se ti siedi trovi quello che ha il culo alla Platinette e te lo pianta a cinque centimetri dalla faccia.... destino vrudele

Antonella ha detto...

Quando vedo delle strafighe come Megan Fox, mi dico che probabilmente le puzzano i piedi!

Mamma_pasticciona ha detto...

Aspettavo un tuo nuovo post con ansia, ed eccolo qui a rallegrarmi il lunedì! :)
Da un po' che non prendo un treno, prima li adoravo, ora c'ho paura delle zecche (che non sono necessariamente insetti!)!
Buon inizio settimana, io l'ho cominciato parlando di lettere :)
http://sonosolounpodistratta.blogspot.com/2011/10/lettere.html?spref=fb

Lucrezia (The Shabby Labels) ha detto...

Sei adorabile. punto.

The Shabby Labels

MammaTogata ha detto...

Sul treno sono disposta a tollerare le telefonate altrui (anzi, a volte, addirittura mi divertono).
Sono anche disposta a tollerare la classica signora "attacca-bottoni" che ha voglia di parlar bene della figlia e male della nuora.
Quello che invece proprio mal tollero è l'odore di sudore del vicino di sedile (e purtroppo c'è gente che odora di sudore anche al mattino).

Grazie per la dritta di Brebì.

Nadia ha detto...

Mai trovato un gruppo di 30-40 ragazzini scout reduci da un campeggio che decidono di mettersi comodi togliendosi le scarpe e cantando per tutto il tempo?
Sono questi i momenti in cui vorresti che l'estintore nel corridoio si trasformi in un lanciafiamme ^_^

Anonimo ha detto...

e quello che, di fronte a te, cerca nella borsa, tira fuori un giornale, lo apre NON lo legge MA.....lo sistema ben bene sul sedile accanto al tuo (miracolosamente-e ancora per poco-libero) poi con un rapido gesto ZAC! si leva le scarpe e..aaaaahhhhhhh si allunga e ti mette accando i piedi fetidi e con calzino bucato.
variante sul tema: rovista nella borsa e ne estrae un panino con salame ungheresee provola alle 7.00 e comincia a divorarlo rumorosamente quando tu a quell'ora a malapena sei riuscita a sorseggiare un caffè nero. facendoti venire delle nausee che quelle del primo trimestre erano roseefiori.

baci
cannella

son così... ha detto...

daccordo...su tutto... purtroppo
:-)

*Shaina* ha detto...

Oramai ho rinunciato a dormire sui treni....

In questo momento sono su un frecciarossa e ho accanto uno che non fa altro che guardarmi le tette e continua a domandarmi cosa c'entra lo sciopero degli autobus con le metropolitane... (per lui "mezzo pubblico" = autobus)

All'andata invece avevo di fronte uno che puzzava di aglio e di fianco uno che si era tolto le scarpe...

Non ho vomitato per un pelo!

PS: mentre ti scrivo quello di fronte a me si è addormentato e ha cominciato a russare :s

Mammamsterdam ha detto...

Io personalmente mi porto l' uncinetto, perchè come dice il mio idolo Soulemama l' uncinetto ti metti una palla di lana in tasca e lo tiri fuori ogni volta che devi fare delle attese. È zen, è rilassante e con la scusa che devi contare i punti - non è vero, ma è appunto una scusa- puoi fare a meno di rispondere e persino di ascoltare.

chi_cri ha detto...

non ce l'ho con le giovani mamme, premessa. ma una mattina, schiacciata su un treno di pendolari, mi sono sorbita venti minuti di viaggio in cui una mamma raccontava alle amiche viaggiatrici (e a mezzo vagone) le prodezze del suo giovane pargolo alle prese con la cacca. venti minuti di particolari, di dettagli non richiesti, senza potermi muovere, nè spostare, in cui avrei solo voluto..mandarla a cag...e!

Wonderland ha detto...

AHAhahahaha sto morendo... il panino col salame alle 7.00 è verooo! E quelli che scoperchiano l'infern... aehm, la confezione sottovuoto del prosciutto cotto e si mettono a farsi il panino live?
Cose che voi umani. Sì, purtroppo potete immaginare.

Mamma_pasticciona ha detto...

Ho provato anche la variante con la salsiccia, del panino, che gioia, ed erano le 6,30 del mattino! E a mezzogiorno?! Topi morti??! (questa l'ho fregata a Aldo Giovanni e Giacomo, ma Aldo a colazione aveva la peperonata!)
:)

Cento per cento Mamma ha detto...

Il treno è uno di quei luoghi che, una volta l'anno, va preso: l'umanità che lo popola è meravigliosa da "studiare"... Ma non alle 6 del mattino!

Claudia ha detto...

ciao Chiara è stato un piacere conoscerti ieri. ...e grazie della lezione su twitter!!ahahah....io la mattina sono in coma come te..prima delle nove vietato parlarmi!!! spero di rincontrarti presto. un bacio

Wonderland ha detto...

@Claudia piacere miooo :) quando mi inviti a cena? Ahahaha :DDD

@Cento per cento mamma: quoto tutto.

@Mamma_pasticciona eh ma i topi morti qualcuno se li coltiva nello zainetto. Le puzze che ci sono in treno... Dio mio.

Maddalena ha detto...

Eddai, pure io metto lo slow motion sul derriere di Megan Fox - perché la bellezza è qualcosa che deve essere apprezzato al di là di gusti inclinazioni e la qualunque, insomma ;)

Conversazioni da treno ne ho a bizzeffe, come una nutrita galleria di personaggi bizzarri e sui generis che farebbero la felicità di qualunque racconta-storie (e infatti fanno la mia)

Maria Pia ha detto...

Ho viaggiato da pendolare per 5 anni e dico che poteva andarti peggio, tipo quello che allunga le gambe anche se ci sei tu davanti e si scaccola di nascosto...o il maniaco che poi ti aspetta anche al parcheggio, tipo di sera alle 10 quando non è rimasta che la tua auto in un'area buia di 200mq...roba da brivido...e che dire dei matti? più o meno pericolosi...da quello che piange se non gli rispondi a quello che ti minaccia di morte...uno addirittura si abbassò i pantaloni mostrandomi il deretano perchè non avevo una sigaretta da dargli, e un'altro mi si è seduto davanti, cercando di guardarmi nella minigonna, toccandosi spudoratamente sotto il cappotto....fidati...ti è andata bene fino ad ora ;-) PS: venivo a Roma....quindi occhio! :-)

Maria Pia ha detto...

E' una romana, per la prima, volta miss over 2011...Teresa Spagnoli:

http://multimedia.quotidiano.net/?media=27253&tipo=photo&id=937475&cat_principale_page=1&canale=0&canale_page=1

Il prossimo anno puoi partecipare anche tu :-D

Wonderland ha detto...

A Miss Over? Ahahahahahaha. Magari tra una ventina d'anni,dai. E arrivarci, come questa qua!

Anonimo ha detto...

io in treno ho fatto gli incontri più assurdi, davvero. ma quello che sto per raccontarvi non ha eguali.
Treno notturno bologna-palermo a scompartimenti (quelli con le porte che si chiudono). sono le 7 del mattino, mancano circa 40 min all'arrivo, sono rimasta sola, forse su tutto il treno. il controllore si è estinto nella notte.
Sale un tizio, 20 anni circa e occhiali a fondo di bottiglia. Fra tutti gli scompartimenti vuoti e aperti naturalmente sceglie il mio, dove giaccio spaparanzata e in coma e con le porte chiuse. voglio essere ottimista: avrà voglia di fare conversazione. due palle. mi alzo e mi siedo più composta.
Lui esordisce così: Sai, ieri ho sentito uno che ha fatto un rutto fortissimo. tu li fai i rutti?
giuro che è vero.
Io sono allibita: mah... non so...
Lui insiste finche io, sempre più imbarazzata, cedo: mah... forse... qualche volta...
Il suo sguardo si illumina. Chiede particolari più precisi: e come sono i tuoi rutti? forti?
sudo freddo, cerco di cambiare discorso, ma lui insiste. gli dico in maniera molto decisa che non gradisco e voglio leggere. Lui si alza ed esce. Tiro un sospiro di sollievo.
Dopo qualche minuto rientra e mi porge una LATTINA DI BIRRA (sono le 7 di mattina). Così fai un bel rutto - dice.
Non ci posso credere. Rifiuto e mi alzo. Lui mi segue nel corridoio - vuotissimo - e mi dice: cos'è, ti fa male il pancino? allunga una mano e mi sfiora la pancia piuttosto in basso.
urlo di paura. per fortuna lui si spaventa, si scusa e si allontana.

ora io dico: ma si può incontrare in treno uno che si eccita con i rutti?
no. questa voi umani non la potevate immaginare.

mafalda1980 ha detto...

Mi hai fatto tornare ai tempi dell'università, quando prendevo il treno alle 6:42...Buona settimana Wonder!

Wonderland ha detto...

Nooooo quello dei rutti dev'essere stato spaventoso ma a raccontarlo è esilarante oddio muoooooio XD

Simona wp ha detto...

Non sono mai una commentatora,ma sappi che quando scrivi post dove in genere sputacchio sullo schermo,poi vado di spam con amici.
Ci metto quasi lo stesso trasporto che uso per Ikea.Ho detto quasi però. :)

Comunque stavolta non posso tacere.
Credo di averlo raccontato a tuttoilmondo un paio di anni fa,quindi se vi era arrivata la voce..beh,ero proprio io quella lì.
Treno regionale.Di fronte a me una signora tutta ammodino.Ha un gelato in mano,ancora confezionato.Lo chiameremo Magnum (non saprei dire con quale desinenza incredibili uscissero quella stagione).Ella prese un tovagliolo di stoffa,lo stese sulle sua gambe (già mi perplimevo ma vabè),poi ne prese uno di carta,e lo pose SOPRA quello di stoffa (perplimento reprise).
Poi tirò fuori dalla borsetta..un...
aiutatemi a dire TAGLIERINO.
Scarta il gelato,e praticamente lo affetta tipo machete su un banano.Fette orizzontali che poi infilza nel taglierino e si mette in bocca senza passare dalle labbra.
Finita la meticolosa opera,fatta con un ritmo che potete ben immaginare,pulisce il taglierino,lo ripone nella borsetta,piega il tovagliolo di carta,indi quello di stoffa.Rimette tutto nella borsetta e si rimette in posizione statica.

No dico,un tantino inquietante!

Peggy Lyu ha detto...

io ho fatto per tanti anni (per scuola e per lavoro) la pendolare in corriera....e mi sono imbattuta in :drogati che mi chiedevano la droga, ubriachi molesti, sobri molesti, ragazzini molesti, persone con problemi mentali (che sinceramente non davano alcun fastidio...erano solo un pò invadenti, gente puzzolente, gente che dava fuoco ai sedili, che mangiava formaggio dimenticato nella borsa da credo un mese..e potrei continuare all'infinito..
in sostanza:la gente fa schifo =)

Anonimo ha detto...

Chiara, sei fantastica! Riesci a risollevare il morale anche a un venditore delle pompe funebri.
Ma quante risate ce fai fà? L'unico inconveninete è che ti leggo dall'ufficio e le mie colleghe pensano che sia pazza o che il mio computer sia tanto spiritoso!
Un abbraccio
Stefania mamma di Vittoria

Anonimo ha detto...

ahahah ho le lacrime dal ridere! ta-ghi-flu muahahahh
ti prego scrivi altri 10 libri, sei meglio della kinsella, ti adoro! il blog non mi basta.

Enrica ha detto...

siamo in ansia per la sorte di robertino, non vorremmo mai che finisse in brutte mani e magari si ritrovasse in un treno alle sette di mattina a buttar fuori un filone col salame :D

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Ho una passione per i post sui treni. Ne ho presi così tanti quando facevo l'università a Bologna... ho incontrato personaggi interessantissimi di cui ancora oggi ricordo le storie. Oggi, sul Torino-Milano, se ne incontrano meno di persone che hanno voglia di raccontarsi. Ma mi riprometto sempre di scriverci qualcosa, sui viaggiatori che ho conosciuto. Prima o poi lo farò.
Ah cmq anche io, come te, funziono solo dopo una certa ora: pensa che io ingrano bene dalle 11...
PS: sto per iniziare il tuo libro! ;-)

Anonimo ha detto...

Prendo il treno tutte le mattine dal 2005 per andare al lavoro... non aggiungo altro.
Baci!
laVale

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Dimenticavo: una volta in un film (L'uomo perfetto, mi pare) ho sentito dire che all'aeroporto le persone danno il meglio di sè. Io invece ho sempre pensato che i treni siano degli incroci di vite, e che il meglio di sè, a volte, lo tiriamo fuori in treno, durante un lungo viaggio e con qualcuno che ci ascolta...

thegirlwiththesuitcase.blogspot.com

Anita ha detto...

Ahahaahahahhaha Wonder mi fai sempre morire dal ridere!!!! F come N'fluenza!!! Ahahaahhahahahahaha!!!! sono d'accordo con quella che ha scritto che il blog non ci basta più! Scrivi un altro libro!!!!!

Castagna ha detto...

Io viaggiavo talmente PRIMA delle sette che prendevo lo stesso treno delle prostitute nigeriane a fine turno. Dormivano, con facce così distrutte, sconsolate e indifese che veniva voglia di abbracciarle.
Al ritorno di tardo pomeriggio, invece, scendevo spesso con parecchie nigeriane a inizio turno, e le avrei prese a schiaffi, perchè parlavano al cellulare urlando e ridendo quando io (che, per inciso, facevo la prof pendolare, non la prostituta genovese in trasferta, anche se gli orari e le occhiaie potevano trarre in inganno) cercavo di dormire dopo ore di lavoro con preadolescenti chiassosi.

Avendo la faccia e gli occhialini seri da prof, peraltro, quasi nessuno osa quasi mai rivolgermi la parola, in treno, a meno che non sia un collega o che non attacchi discorso io. Uno dei rari vantaggi di avere stampato in fronte il mestiere che faccio.

ELENA ha detto...

E quando rassegnata al non poter dormire e non hai altro da fare ti guardi intorno e ti si siede a fianco uno col giornale, inizia a fogliarlo e tu butti l'occhio, ad un certo punto lui gira pagina e tu lo colpiresti con una gomitata nei denti perchè sei rimasta a metà lettura dell'articolo che tanto ti interessava...
Io per un mese ho trovato un uomo sui sessanta che mi faceva la mano morta, ma non uno alla Richard Gere... un giorno non ce l'ho fatta più, in mezzo alla gente mi sono girata e gli ho detto "scusi la pianta di farmi la mano morta" tutti lo hanno guardato e lui "non ha capito, c'è tanta gente, e la mia valigetta non so dove metterla, forse è il suo sedere che si appoggia a me" e io "guarda caso da un mese alla sua valigetta sono spuntate le dita.. senza offesa ma il mio culo ormai conosce a meno dito (doppio senso) la sua valigetta, provi a tenerla nella mano sinistra" alla sua sinistra c'era un ragazzo grande e grosso ci circa 30 anni, lo guarda e gli fa "attento colletto bianco, faccio il butta fuori", da quel giorno non mi si è più avvicinato

B. Road ha detto...

Quanto ti capisco!!! Io ne ho incontrati di tutti i tipi..alcuni davvero inquietanti...una volta uno mi ha addirittura chiesto se volevo acquistare dell'erba! Giuro di aver detto di no e poi ho cambiato scompartimento! Una volta invece ho incontrato una signora simpaticissima che nel giro di mezz'ora mi ha raccontato tutta la sua vita e alla fine mi ha regalato un anello! Un'altra volta invece ero seduta vicino a una RAGAZZA che era alle grandi manovre col suo naso (schiiiiifooooooo) e lo faceva tranquillamente mentre parlava con uno a cui ha anche sporto la mano per presentarsi (immaginate la faccia di lui...era un misto di panico e rifiuto). M il più bello è stato uno con pantalone beige e bretelle abbinate a una polo manica lunga marrone. teneva in mano un cestino con dentro un coniglio marrone e bianco con uova di carta pesta (era quasi Natale) ma la chicca, che mi ha fatto svenire dal ridere è stato il cappellino azzurro con l'ELICA! Sembrava a uscito da un cartone animato...
Dimenticavo...aveva addirittura gli incisivi sporgenti e la stessa espressione del coniglio.....

Wonderland ha detto...

No ecco, il gruppo di turisti col cappello ad elica l'ho incontrato in stazione il viaggio precedente. Belli ciccioni, americanoni, coi bermuda, e sto cappellino che andava a vento. Mitici.

Anonimo ha detto...

ogni mattina ormai da due anni prendo la corriera, non è un treno, però di personaggi ce ne sono un bel po':
-quella che dorme con la bocca aperta ed occupa quindici sedili poggiando i piedi e le braccia da tutte le parti.
-quello che canticchia le canzoni dell'i-pod ad alta voce (l'ultima chicca 'mare d'inverno, qua no vieneee *pausa* iaaaaa')
-quello che l'ultima doccia se l'è fatta dieci anni fa.
-il pazzo con la patta aperta
-l'incazzato nero
-la ragazza con la risata da gallina, che io alle 7 e dieci del mattino non riesco manco ad aprire la bocca.
ma l'avventura più bella è avvenuta qualche mese fa:
un tizio che continua a dire 'maronna ro carmine, mamma ro carmine' e poi comincia a discutere con l'autista dicendo 'ma sai chi è la mamma ro carmine? la mamma di carmine!' e ride ride, poi comincia a dire che lui è stato arrestato per spaccio, ma che ha pagato una cauzione ed è uscito, dice che un suo amico ha fatto una soffiata, ma che lui non avrebbe mai soffiato(!!!!)
l'autista gli dava corda, io stavo morendo dal ridere (e per il suo fetore)!
poi quando devo scendere questo mi fa: 'buona giornata signorina bella'
PAURAAAAAAA!

poi vogliamo parlare degli autisti?
mi è capitato un tizio pelato, che mi ha accarezzato la gamba dicendo 'brava ragazza, hai timbrato!', poi c'è quello che se non lo saluto si arrabbia, quello che si fa il segno della croce ogni cinque minuti, quello con il cappellino nero di lana ogni stagione dell'anno che offende tutti e tutto e dice in continuazione che la scuola è un diritto, quindi i mezzi dovrebbero essere gratuiti! poi per chiudere in bellezza, c'è quello pazzo per piero pelù che s'offende se qualcuno commenta le sue scelte musicali.




ahhhhhh, c'est la vie!
chiara*

veru ha detto...

E non hai mai viaggiato sul treno dei pendolari che arrivano a Roma la mattina! Ahhhh, là si che si raggiunge il massimo e ci si rende conto che il mondo è davvero troppo piccolo per tutti quanti :D

LaCoinquilina ha detto...

Proprio ieri, viaggio Ancona-Bologna (allietato solo dal tuo libro, Wonder):
1) Vado in bagno. E' lercio, non meno e non più del solito. Puzza, come solo un cesso del treno sa fare. Il rotolo della carta igienica è diligentemente, come da manuale del buon cesso di treno, srotolato per intero sul pavimento e sulla pareti. Insomma, tutto normale. Fatta la pipì vado per lavarmi le mani. Ebbene sì, il tubo del lavandino NON C'ERA proprio! Niagara sui piedi e allagamento del cubicolo! WOW
2) Torno al mio posto (l'unico libero, corredato di fidata gomma vecchia ed annerita spiaccicata sul sedile), cigolando coi piedi fradici nelle Converse e cosa pensa di fare il mio vicino cinese? Aprirmi sotto il naso una confezione famiglia di baccalà essiccato. In Guatemala ho visto la discarica più grande del mondo e lì, in confronto, sembrava di essere da Limoni.
Perchè, porcaccia la miseria son condannata a muovermi su rotaie!? =(
La Coinquilina

Anonimo ha detto...

6 anni di treni quasi tutti i we, posso annoverare:

1- pazzo che trascina il trolley sui piedi di una vecchietta e, alle sue più che legittime rimostranze, le urla "stron*a di mer*a ti ammazzo, ti aspetto giù dal treno!". lei era terrorizzata, gli uomini presenti non hanno fiatato, io e un'altra ragazza siamo andate a chiamare il controllore. al suo arrivo il tipo era tranquillissimo e ha detto testualmente "'ste donnette si agitano per nulla". quella volta ho preteso che ad aspettarci giù dal treno arrivasse la polfer (anche solo per il "donnette", doveva morire). che goduria quando li ha trovati ad aspettarlo fuori dal vagone...

2-marpioni di ogni tipo e forma

3- porco che cerca di guardarmi sotto la gonna (preciso che ho le gambe da prosciutto eh, fossi figa almeno), senza nemmeno fare finta di nascondersi

4-signora che legge un giornale, sulla pagina delle risposte ai lettori. la domanda del lettore era: "la caffeina è considerata sostanza eccitante dalla Bibbia? come si deve comportare un buon cattolico nei confronti del caffè?" purtroppo non sono riuscita a leggere la risposta

5- mamma che insegna alla figlia (12 anni al massimo) i fondamenti della dieta: "amore, pasta e pane, ti fanno ingrassare, devo mangiare solo verdura e frutta e 800 calorie bastano e avanzano. che per abbellire bisogna soffrire". veniva voglia di allungarle una merendina...

6- ragazzo al telefono con la sua (ex?) ragazza: "lo sanno tutti che avete scopatoooooooo!! pu**anaaaaaa! è anche un mio amico, tr*iaaaaaaa! mi hai riempito di corna e io che ti amo e tu ti scopi gli altriiiiii"!"

Monica

Valeria.P. ha detto...

complessivamente fra treno e pulman sono nove anni che mi muovo coi mezzi pubblici (e continuerò a farlo nel visibile futuro.) quindi sì: di pazzi ne ho visti a palate!
L'esperienza più interessante che ho avuto è stata sicuramente quando sono stata avvicinata da un professore di letteratura che era seduto dietro di me. Nel corso dell'ora precedente avevo chiacchierato con un compagno che mi aveva chiesto consigli su come scrivere un saggio e avevo finito col perdermi in dissertazioni sulla narrativa, gli stili di scrittura eccetera. Mi ha salutato, si è presentato, mi ha messo in mano un libro di poesie e poi mi ha detto "continua così, farai strada" e poi se n'è andato.
E io a boccheggiare come un pesce con 'sto libro in mano. Se ci ripenso mi sento ancora lusingata!

La più terrorizzante è stata l'avere come compagno di seduta un ragazzo che teneva fra le gambe uno zaino di cui di tanto in tanto sbirciava il contenuto con aria molto misteriosa. Continuava a sudare come stesse correndo la maratona di New York, controllando mediamente ogni cinque secondi l'ora e il suo cellulare, il tutto decorato con vari tic nervosi come il mordicchiarsi le dita o le lebbra, pallore e sguardo terrorizzato.
Tutto questo in un periodo di alto allarme attentati.
E' stata la mezz'ora più lunga della mia vita. XD Probabilmente era solo un personaggio decisamente soggetto al nervosismo in ritardo per un appuntamento!

ImperfectWife ha detto...

Ahahahah... Grande Wonder!! ;-)
Anch'io dopo 5 anni di pendolarismo assiduo tra pullman e treni ne ho viste di tutti i colori...
In primis ricordo:

1. il maniaco dalla mano morta che si strusciava e quello inquietantissimo che mentre mi guardava teneva una mano sul pacco (che poi voglio dire, ma mi guardate?! Cioè vedete in che stato sono in giro la mattina?! Ma eccitatevi con qualcun'altra, no?!);
2. il tipo che urlava come un pazzo dicendo che non sentiva più le braccia... mamma mia!! o_O
3. last but not least, proprio stamattina, due tizie che hanno allietato il mio viaggio urlando al telefono i loro fattacci: una che si lamentava dei troppi fashion-impegni del suo week end, l'altra che comunicava a tutti di volersi fare "un tatuaggio sul pettooo"... NO COMMENT!!

Anonimo ha detto...

Sono stata pendolare con l'autobus per circa 7 anni e la scena più bella è stata vedere una signora sulla 70ina con in braccio una borsa enorme stile Mary Poppins dalla quale ad un certo punto è scappato fuori un piccione (!) e lei che cercava di riprenderlo perchè poverino l'aveva trovato malandato in una pizza della città e lo portava alla sua amica in campagna per curarlo.
Credo che una volta scesi da quell'autobus ci siamo fatti tutti una bella doccia di Napisan...
Sara

Ramy Caste ha detto...

Commenterò soltanto dicendo :

Arrivi in stazione che praticamente il sole deve ancora sorgere, mezza addormentata ti accoccoli su una panchina in attesa che arrivi il treno con le mani affondate nella giacca, la testa affondata nella sciarpa e cullata solo dalla musica del tuo ipod, perchè ti ci vogliono quei 40 minuti di playlist per riprenderti e iniziare la giornata nel migliore dei modi.
La vedi da lontano. Lei si avvicina lentamente, solitamente ha un palto verde bottiglia e un foulard stretto al collo, la borsetta appesa all'avanbraccio e si guarda intorno come se stesse cercando proprio te. Tu abbassi lo sguardo sperando di avere doti camaleontiche che ti mimetizzino perfettamente con l'ambiente circostante. Non sei sola in stazione, ci sono almeno altre 10 persone delle più svariate età, orientamenti ed etnie. Ma tu lo sai che lei vuole te. Ha un lieve sussulto quando ti vede, il passo si fa più determinato, deciso, ti scruta con lo sguardo e tu sai bene che a meno che ti metta a correre a rottadicollo lungo il binario, tu sarai la sua prossima preda. E' sempre più vicina. Ci sono 15 panchine prima e dopo di te, ma lei ha già scelto quale sarà la sua. Nella tasca stringi nervosamente l'ipod e con una leggere ma decisa rotazione del pollice alzi il volume al massimo come se questo potesse servirti realmente a qualcosa. Fingi spropositato interesse per il porfido della banchina e continui i tuoi studi geologici fino allo spasmo mentre lei ti passa davanti. Senti lo sposamento d'aria di lei che ti si siede accando. C'è la pausa d'interruzione della canzone, è uno stacco di pochi secondi ma odi distintamente il brusio sommesso vicino a te. Lo ignori. Inizia la nuova canzoni e ringrazi il cielo di aver delle cuffie fucsia e ben visibili dai satelliti, create apposta perchè il mondo intorna si accorga che tu stai ascoltando musica e non vuoi rotture di cazzo. Ed è lì, è in quell'esatto momento che arriva. Secca, pungente, irreale. La gomitata nelle costole. Ti strappa dal tuo mondo, alzi la testa e lentamente la ruoti verso la tua sinistra. Lei è lì, ti sorride e sta muovendo ancora le labbra. Tu hai delle cuffie fucsia ma lei ti sta parlando comunque. Strappi tristemente la mano dalla tasca, come pesasse e 10 kg, la avvicini alla cordicella gommosa degli auricolari e tiri. Secco. Perchè fa troppo male. In quell'esatto momento in cui la cuffia scivola fuori dal tuo orecchio sai che non avrai più scampo, sai che per i prossimi 50 minuti desidererai un deragliamento di treno o una morte improvvisa, sai che da lì in poi la tua giornata andrà di merda e sai anche che ora puoi dare una vera voce a quel sorriso, a quel brusio irreale che ti aveva accompagnata durante le pause, a quegli occhi che ti hanno perforata fin dal loro arrivo sulla banchina del treno.
"Come le stavo dicendo questo tempo ci fa ammalare tutti, pensi che io ho 3 nipoti e nel giro di 2 settimane han fatto tutti l'influenza. Ho detto a mia figlia di..."

Cecilia ha detto...

Ahahahahah! Ancora rido non solo per il post, ma anche per tutti i commenti XD considerato che raramente ho viaggiato in treno da sola (più metropolitane di città varie e tanti autobus), noto che la costante è il maniaco che fissa insistentemente - a chi di noi non è capitato?
Poi segue la vecchietta, io una volta ne ho incontrata una che chiedeva alle persone il segno zodiacale per farti una specie di analisi e ti raccontava che lei aveva imparato l'inglese ai corsi gratuiti della chiesa evangelista o.O (e intanto non si era convertita, li faceva solo perché gratis).
Una volta ho pure incontrato, mentre raggiungevo in autobus il campo di allenamento, un ragazzo che era stato a fissare alternativamente me e la valigetta del mio arco per 20 minuti buoni, come se ci fosse dentro una bomba o un kalashnikov finché, esasperata, non gli avevo detto "sì, è un arco, qualche problema?!" e si è allontanato -_-'

Francesca ha detto...

Fantastico, come sempre.

Buona settimana!

Veronika ha detto...

Mi fai morire dal ridere!
Ieri in metropolitana a Milano, non è stato molto diverso! :D

MAMMOLINA ha detto...

Ho lettio il titolo del post emi son detta: questo è per me, che passo circa 3 ore al giorno sui treni...si fanno strani incontri davvero, la domensione Trenitalia è un mondo parallelo...
Un saluto

gne ha detto...

Il commento dei rutti mi ha fatta MORIRE..anche se davvero deve essere stato spaventoso.
Ho sentito che tempo fa sul trenino di Balduina girava un uomo inquietante che ti avvicinava dicendo di essere un regista di film porno e di cercare attrici :|

mara ha detto...

dopo aver letto il post e i vari commenti sono felicissima di non viaggiare quasi mai con i mezzi pubblici anche se andare in auto in citta nelle ore di punta non è poi il massimo...
baci
mara

maria ha detto...

io più che altro ho fatto autobus e metro, e penso che non ci siano paragoni col treno... nel senso che sono 10 volte peggio...
ne ho viste davvero tantissime, ma 2 in particolare:

-la tizia firmata da capo a piedi che siccome c'é calca nel vagone della metro (quella vecchia e scarcagnata a vagoncini graffitati) si spiaccica su di te e ti piazza la sua louis vutton dritta sulla spalla e sulla faccia, tipo mensola... Non avendo tendenze Carriesche non sono finita in sindrome di Stedhal ma le ho fatto notare che mi stava scartavetrando la faccia 'e signorì che ce deve fa è la metro piena' 'eh beh, potrebbe cambiare braccio' 'no ho paura dei borseggiatori, resista 2 minuti'. E bon, non c'è stato verso di staccarmi da louis fino a termini...

-il matto che ti attacca bottone nell'autobus affollato e ti chiede nome cognome scuola indirizzo email n.telefono nome del gatto taglia delle mutande etc... All'inizio l'ho un po' preso in giro inventandomi nomi tipo 'Rosalinda maria pia' e 'studio l'ergonomicità dei materassi', poi mi sono rotta e l'ho mandato via, se n'é andato tutto sorridente... E un ragazzo che mi stava accanto mi fa 'poi voi donne vi lamentate pure che non rimorchiate mai' e giù la mandria di amici a ridere... Certe giornate ti fanno perdere fiducia nel genere maschile...

Anonimo ha detto...

Carro bestiame Trieste-Lecce e viceversa. Dalla profonda Puglia fino a Mestre sempre pieno come un uovo, dopo Venezia diventa l'equivalente del deserto dei Tartari. E io, in quel frangente, crollo sui sei sedili dello scompartimento e DORMO, almeno per quell'ora e mezza di pace. L'ultima volta, alla stazione successiva a quella di Mestre è salito sto rompiballe, si è seduto accanto a me svenuta dal sonno e ha piazzato la sua simpatica manina da maniaco sul mio leggiadro sedere. Mi sveglio dal coma giusto in tempo per minacciarlo di un manrovescio a mano aperta, e si giustifica dicendo "ah, ma pensavo che non dicevi niente perché ti faceva piacere". Dopo tredici ore di treno ho meditato l'omicidio. Attenuanti garantite, poco ma sicuro.

Simone B. ha detto...

Bologna-Roma. Il rientro da un festino. tanto tanto tempo fa.
Io e il mio cane. Cassio.
Scompartimento vuoto. Fumo nell'alba di reintro a casa. Sono sfatto abbastanza da addormentarmi fumando. Ma desisto.
Cassio dorme. Accucciolato sotto il sedile. Solo il suo fiato mi raggiunge.
Dormo.

Entra come un elefante una donna. Fiorentina. Hostess su non so quale linea aerea. 80 kg.
Mi sveglia con un cannolo siciliano sotto il naso.
Io fatico a credere che mi stia davvero svegliando. Ma lei insiste. Così mi scuoto dal mio dolcissimo torpore. E accetto il cannolo.

E inevitabilmente chiacchieriamo.
Del tempo. Della vita. Dell'amore. Dei massimi sistemi.

Lei mi mette una mano sul ginocchio. Fingo che non stia succedendo niente. In fondo lei è fiorentina, penso sia più espansiva.
La mano scivola sempre più verso l'interno coscia. Sorrido. Un sorriso liquido. Imbarazzato.
Le fermo la mano. Scusandomi. Che forse aveva frainteso. Che non era il caso.
E lei. Con un savoir-faire mai visto.
"Ma tu icchè c'hai la ricotta sul pantalone, lì sul tu pac'o, mica te stavo a stuprà!" In tono romanesco toscano.
Rido. Divertito. Mi scuso se io ho frainteso. Mi pulisco da me. Effettivamente la ricotta campeggiava in bella vista sopra la cerniera.

Siamo in arrivo nella capitale.
Finalmente a casa. Cassio rispunta fuori da sotto i sedili. Scodinzola. Lei lo accarezza svogliatamente.Guardandomi.

Mi alzo prendo la giacca.
Lei si alza. Pure lei si alza.
Mi giro per salutarla e lei mi infila la lingua in bocca. In una frazione di secondo ho la sua lingua nella mia bocca. Penso di staccarmi e poi invece la lascio fare. La bacio anche io. Le nostre lingue si attorcigliano. In questa presa completamente fuori. Da qualsiasi cosa.
Le regalo un bacio. Mi dico.

Poi le accarezzo i capelli e la bacio sulla guancia. Le dico che ho un ragazzo. Non una ragazza.
E lei mi sorride. Mi da un altro bacio.
E mi regala questo vassoio di cannoli.
"Oh bellino sei così smagrito che tu devi mangiare qualcosina o sennò nessuno crederà più alle tue stronzate!"
Con accompagnamento di pacca sul culo.
E tu c'hai ragione bella bambina...
Peccato che le mie non sono scuse.

Scendo.
Roma.
Cassio caga sul binario.

Anonimo ha detto...

che noia, ormai non hai nulla da raccontare come mamma?! non ci interessa granchè la tua vita lavorativa, sempre le stesse storie, la tua vita interessante... ma forse non lo metterai questo comm... e cmq lo so non devo leggere se non mi interessa, ma quando ci vuole...

Bambolina e Barracuda ha detto...

è strano...come persone che non hai mai conosciuto ti sembrano così vicine...amiche...quando ieri ho letto la notizia di Anna Lisa sono rimasta bloccata...una profonda tristezza che non passa...scusa lo sfogo Wonder....ma le amiche servono a questo, no?

vene80 ha detto...

mi é appena arrivato un adorabile vestitino in cashmere che ho comprato su Brebi!!!
troppo grazioso!!!!! grazie per i "consigli per gli acquisti"!

Anonimo ha detto...

Stazione Torino Porta Nuova, ore 8,45 circa. Bar Segafredo. Un tizio davanti a noi fa la coda per lo scontrino. "Un euro, grazie", dice la cassiera. Il tizio mette le mani nelle tasche, paciocca un po', chiaramente non trova niente.
Allora si tira giù i pantaloni e... paio di braghette corte. Mette le mani nelle tasche, paciocca un po', chiaramente non trova niente.
Si farma? Giammai! Tira giù le braghette ed ecco spuntare dei boxer azzurri larghi. Si mette le mani nelle tasche, paciocca un po'. I boxer scendono quel minimo da far vedere il quarto strato, ma per fortuna trova l'euro. Lo passa alla sbigottita cassiera che ci guarda.

La vita da pendolari ti porta sempre tante sorprese

maria ha detto...

@ anonimo qua sopra: ma scusa, che una che è madre deve per forza parlare sempre è solo di figli? ce l'avrà una vita al di fuori dei pupi, mi pare più che giusto che ne parli...

giringirella ha detto...

Scusami se mi intrometto in questo post allegro e divertente con una notizia triste, ma mi chiedevo se, presa da tutti gli impegni che ultimamente hai, tu avessi saputo di Annastaccatolisa...che purtroppo non ha vinto la sua battaglia contro la bestiaccia.
Non so perchè io abbia sentito il desiderio di avvisarti... forse perchè l'avevo scoperta grazie a te... forse perchè sono davvero troppo scossa...
Visto che c'è la moderazione magari non pubblicarlo questo commento... volevo solo essere sicura che tu lo avessi saputo...
Un bacione.

Anonimo ha detto...

ANONIMO: meno male che in questo blog non si parla sono di figli ! Il web è già fin troppo pieno di lagnosissime mammine perfettine.

**Vale** ha detto...

Ce ne sono davvero di tutti i tipi sul treno!! Se poi viaggi in orari improbabili, la possibilità di incontrare tipi altrettanto improbabili sale in maniera esponenziale!!!

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