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giovedì 3 novembre 2011

Non se ne parla mai abbastanza

Ho guardato questo trailer, e ho avuto voglia di piangere.

Ho guardato questo trailer, e ho ricordato tutte le volte in cui mi sentivo prosciugata di ogni energia, in cui ho desiderato soltanto chiudermi la porta alle spalle e scappare. In cui mi sentivo prigioniera di una casa con quattro rampe di scale, di una mastite, di una notte mai cominciata, di un pianto ininterrotto. In cui desideravo più di ogni altra cosa poter essere sostituibile.
Poter consumare i miei ventisette anni nel modo in cui avevo programmato. Poter dire anche io 'ciao, vado in ufficio'. E poi 'ciao, che è questa faccia? io ho lavorato tutto il giorno, sono molto più stanco di te'. Poter gridare a qualcuno che non fosse il muro. Poter dire a voce alta 'io non voglio. io non posso'. Stare insieme a mia figlia, non da sola con lei. Non sempre. Non in quei momenti. Avere aria per lasciare che i nervi si rimarginassero. Silenzio per lasciare che la mia mente diluisse l'angoscia. Passi per poter tenere la giusta distanza, quella che l'amore te lo fa vedere pulito, non distorto come un film guardato in prima fila. Tempo per ricordare chi fossi, cosa volessi. Parole amiche, volti, risate, per poter dire 'è solo un momento, passerà in fretta. Non sarà sempre così, migliorerà ogni giorno.'
Nessuna madre dovrebbe essere lasciata sola.
Per quanto abbia desiderato suo figlio, per quanto lo ami.
Perché fare la madre è un lavoro pericoloso, delicato, fragile. Hai bisogno di qualcuno - una sorella, un'amica - che ti dica dove poggiare i piedi. E quando prendere aria, quando fermarti.
Quando chiedere aiuto.
Serve coraggio, per chiedere aiuto. E' la cosa più difficile da fare, specie quando il mondo cerca di convincerti che tu stia attraversando un 'momento magico'. Un momento dolcissimo. Un momento in cui qualsiasi difficoltà è attenuata da un amore immenso che ti trasforma da donna a placida martire. L'amore per un figlio - non mi stancherò mai di ripeterlo - per alcune è innato, per altre cresce col tempo in maniera esponenziale. In nessun caso dev'essere usato come attenuante alle difficoltà. Puoi amare tuo figlio, ma in alcuni momenti odiare quello che fa, il modo in cui ti ha ridotta, il tempo che ti sta togliendo. E' umano. Accade.
Niente come il sentimento materno sa essere ambivalente.
E più se ne parla, di questo, più le madri si sentiranno meno sbagliate a provare sentimenti fuori dai canoni (stabiliti da chi, poi?). Più se ne parla, più una madre che si sente fragile, insicura, in gabbia, capirà di non essere l'unica. Che non è matta. Che non sta provando qualcosa di inconfessabile. Che passerà. Che a un certo punto sarà bello come lo aveva sognato.
Si può guardare il mondo da una finestra appannata, con in sottofondo lo stesso pianto ascoltato tutta la notte e credere di non farcela.
E poi disegnare, correre, giocare insieme a una bambina di tre anni che è tutto quello che avevi sognato e molto di più.
E capire che sono due momenti della stessa storia.
E' solo che a noi ce ne leggono soltanto una parte.
Sta a noi scrivere il resto.

Continuo a ricevere mail e messaggi riguardo a questo blog e a 'Quello che le mamme non dicono'. Forse non è un capolavoro letterario, non è il romanzo che da bambina sognavo di scrivere, ma è un libro di cui vado fiera. Rompere il silenzio. Smettere di dipingere la stessa immagine di madre perfetta e stereotipata con l'omertà del postparto. Non sempre è tutto bellissimo, non sempre va tutto benissimo, ma non vuol dire che non ci sia amore verso il proprio figlio.
Non mi stancherò mai di dire: se siete alle prese con un bambino piccolo e sentite di non farcela, chiedete aiuto.
Un giorno ero da sola in casa con Viola, avrà avuto due mesi. Piangeva, si lamentava, non riuscivo a farla mangiare, dormire, rilassare. Pioveva, non uscivo di casa da giorni. Ho chiamato il lacrime mia madre, l'ho pregata di venire a tenerla un po' di tempo.
"Cosa devi fare?"
"Niente."
A volte anche fare niente, ma farlo da sole, è importante.
Sono uscita di casa, sono andata in giro sotto la pioggia a respirare. Ho chiamato un'amica. Mi sono seduta in un bar. Al ritorno, sono passata al supermercato e ho comprato dei pomodori.
Bene: quel momento, quello in cui ero sola davanti al banco delle verdure a comprare dei cazzo di pomodori, era stato il momento più sereno nelle ultime settimane.
Chiamate un'amica. Chiamate vostra madre, o la suocera. Investite otto euro in una tata.
Andate a comprare quei cazzo di pomodori.
Almeno bisettimanalmente.

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postilla: vi segnalo Pandora, che è un'associazione che supporta gratuitamente le mamme. se ne conoscete altre vi prego di segnalarmele, sarebbe bello - per chi legge questo post e ne sente il bisogno - trovare un aiuto immediato e concreto.

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156 commenti:

Odile O.M. ha detto...

sagge parole.
A volte esser coscienti e consapevoli dei propri limiti o attimi di difficoltà, può davvero cambiare il corso della giornata.
(bella sta storia dei pomodori :)

alice ha detto...

non potrei essere più d'accordo.
continuiamo a dirlo che se a volte prenderesti il pargolo e lo daresti in adozione al primo bacarozzo che trovi è NOR-MA-LE, siamo ragazze, persone, non madri terese di calcutta !
che poi il nostro amore per loro sia infinito è un altro paio di maniche. buona giornata a tutte !

Nina84 ha detto...

Oh Wonder! ho un groppone qui sullo stomaco... perchè è come mi sento adesso! Vorrei dirti tante cose... parlarti come ad un'amica... perchè un po' ci è successa la stessa cosa. Solo che non lo farei mai qui in pubblico. Ma posso dirti grazie... perchè il tuo obiettivo l'hai raggiunto. Quando ti leggo SO di non essere nè sola, nè matta, nè strana... solo umana! e mi dico... giorno dopo giorno, un passo per volta, passerà... :)

Chiara ha detto...

Mi hai ricordato un momento preciso di quasi quattro anni fa... http://yenibelqis.splinder.com/post/15828330

Estrella Fugaz ha detto...

Ragazza, mi hai commossa.
Mia sorella ha 2 bambini e non ha più vissuto da quando è nata la sua prima bimba. Suo marito non esiste, anche se è in casa, non è assolutamente presente. I bimbi sono esauriti, urlano, piangono e non ridono mai. A volte vado a trovarli per giocare con loro in modo che lei possa riposarsi, ma non è più capace a farlo. Allora le chiedo di fare qualcosa insieme, all'aperto, ma suo marito non si tiene i bimbi e io da sola non riesco a tenerli perchè non ho figli e non ho pazienza. Ho paura. Per i miei nipoti e per mia sorella. Lei dice che non è vero, non è possibile che si possa avere una vita, con due figli. Aiutatemi a farle capire il contrario. Un abbraccio.

Azzurra ha detto...

ho i brividi sulle braccia!!! è tutto verissimo! e anche che con il tempo migliora... ma è un gran bene che la consapevolezza della normalità si diffonda e trovi voce e spazio. condivido anche su fb. Bravissima!!!

Azzurra

economistapercaso.blogspot.com

Aliceelamamma ha detto...

ho le lacrime agli occhi anche io.. e non posso piangere perchè sono in ufficio. E non per il trailer ma per le tue parole... "Perché fare la madre è un lavoro pericoloso, delicato, fragile." Difficile e lungo. Dove le feste non esistono, dove un minuto sei al settimo cielo e subito dopo piangi.
E l'amicizia è una cosa meravigliosa.

CappuccioeCornetto ha detto...

Niente da aggiungere. E' cosi. Arriva il momento a cui ti preparavi da mesi, e ti scopri inadeguata, impreparata, sopraffatta e stremata. Non riesci a descrivere il misto di amore e di voglia di fuggire, a spiegare perchè quando fa buio ti ritrovi a piangere. Perchè tieni la tele sempre accesa, pur di avere compagnia e un qualcosa che ti dia degli orari. Grazie Wonder. Per rompere il muro ci vuole coraggio, ma da quel varco ci passeranno in tante, e te ne saranno grate. Me compresa.

Gio ha detto...

rabbrividisco nel leggerti perchè rivivo momenti amari passati.
Non sai quanto avrei voluto anche io comprare qui pomodori 5 anni fa...
Ma oggi è una gioia tutti i giorni essere madre.
RIBADISCILO ALL'INFINITO che le neomamme vanno aiutate, fino allo sfinimento!
baci

serenamanontroppo ha detto...

Questo post è un colpo allo stomaco, mi riporta indietro di quasi tre anni a quelle sensazioni che tu descrivi. Un figlio se pur desiderato con tutte se stesse (e anche di più), può metterti alla prova. Può non essere tutto bellissimo come ti dicevano e come avevi immaginato. In quell'inverno ha piovuto tanto ed io ho versato fiumi di lacrime insieme a mia figlia. Poi ho avuto il coraggio di chiedere aiuto, di stringere quella mano che mi veniva tesa e lentamente ho ripreso contatto con me stessa e con il mondo esterno. Fanculo ai manuali e agli stereotipi che ti propinano sul fatto che diventare madre è automaticamente amore per il proprio figlio e che basta seguire certe buone regole di puericultura e nanna, pappa e quant'altro non saranno un problema.
Nel mio caso l'amore è cresciuto con il tempo e oggi che la Ciopola ha 2 anni e 10 mesi l'amo più di ogni altra cosa al mondo, anche se mi fa arrabbiare, stancare e prende tutte le mie energie. Grazie per il tuo libro Chiara, lo avessi scovato prima! e alle mamme blogger che come te hanno raccontato in modo vero e autentico le difficoltà che si incontrano nel post partum.

mafalda1980 ha detto...

Bellissimo post.
Ti ho già scritto quanto mi sia stato utile leggere il tuo libro quando ero ancora incinta, perché mi ha aiutato a rendermi conto che non sarebbe stato tutto rose e fiori, solo che la gente non lo ammette. Mai.
Non biasimo le mamme che, lasciate sole, commettono infanticidio, perché anch'io che passavo le notti da sola -tanto io le tette non ce le ho e devo dormire, domani vado al lavoro- ci ho messo un paio di mesi a voler bene a mia figlia e a prendermene cura non solo per dovere.
No, non se ne parla abbastanza.

LucyintheSky ha detto...

E dire che neanche ci sono passata. Ma mi hai fatto piangere lo stesso. Perché ti credo e perché tante volte mi è capitato di vedere un velo scuro negli occhi di mamme felici...

Elegraf ha detto...

E' proprio vero io ho amato fin da subito mio figlio, ma ho avuto anche la fortuna di avere un marito che mi ha aiutata e una mamma sempre vicina nei momenti di difficoltà, questo mi ha aiutata molto, altrimenti non so come avrei fatto certe volte. E non mi sento meno mamma perché ho chiesto aiuto.
Elenaa

Anonimo ha detto...

queste stesse parole, quasi alla lettera le dicevo ieri a mia madre, a 28 mesi dalla nascita del mio bimbo e dal quasi smarrimento di me stessa. Io non sono "nata" mamma, lei si e non riesce ancora a capire quanto è stato difficile.
"Poi" passa, ma appunto "poi" dopo due, tre anni (e col BIP che faccio il secondo!)

France_chetileggesempreenoncommentamai

Gio ha detto...

Tutto molto vero.. specie durante il primo anno, quando se hai un neonato problematico, come sono state le mie, rischi di impazzire. Dopo le cose migliorano, ma nessuno ti dice che per quei 12 mesi sarà una salita ripidissima, mentre i figli delle tue amiche dormiranno 12 ore per notte, si autosvezzeranno, faranno la pipì a comando e mai nemmeno un rigurgito.

Marta ha detto...

ormai quando sento quelle che hanno appena partorito dire: "va tutto benissimo, è stupendo" le guardo veramente con compassione.
e ditelo che è un massacro!
io l'ho fatto e lo rifarei.

elisa ha detto...

avrei dovuto leggere queste parole 3 secondi dopo il parto, mi avrebbe risparmiato tanti pianti e tanti inutili sensi di colpa, perchè in fondo lo sai che non è proprio possibile essere una madre perfetta, ma tutti danno per scontato che tu DEBBA esserlo. Io mi sono sentita molto sola nei primi mesi, mia madre era lontana, il mio compagno troppo impaurito per starmi davvero vicino. Ma comunque ce l'ho fatta e adesso che mio figlio ha due anni va molto meglio. Grazie wonder

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Come sai sto leggendo il tuo libro e, proprio ieri sera, ero immersa nel capitolo Up & Down, e ho pensato di scriverti qualcosa, oggi. E tu oggi parli proprio delle difficoltà che si incontrano quando diventi madre. Io ho 25 anni e, spero, di diventare madre dopo i 30: leggendo il tuo libro sto scoprendo un lato dell'essere mamma che non conoscevo, proprio perchè nessuno lo dice. Grazie, Chiara. Il giorno in cui dovessi trovarmi in queste situazioni (perchè credo che capiti a tutte le madri, prima o poi), non mi sentirò inadatta. Grazie Chiara, e brava.

M di MS ha detto...

C'è un episodio che ricordo molto bene. Mio figlio aveva due mesi , piangeva sempre, feeling tra di noi molto scarso. Durante una sua crisi mi è scappato: "Quanto mai ti ho messo al mondo!". Il marito, che stava nella stanza a fianco, si è fiondato da me e scandalizzato mi ha detto: "Cosa cavolo stai dicendo?".
Mi sono sentita tremendamente in colpa, oggi mi sento in colpa, eppure è una frase che in quel momento mi usciva dal cuore.

The Olympic Village Eye ha detto...

Tuo post rifletta cosi bene la mia storia che poi essendo una straniera a roma c'era la difficultà della mancanza della famiglia e della amica .L'asilo nido mi ha sicuramente salvato l'anima, permesso di ritrovarmi e di sognare di nuovo...La maternita e una bellissima avventura piena di up & down non sempre facile da comunicare.
In questo, tuo blog mi piace perché affronta tutto con leggerezza e onesta. Bisous à toutes.

Anonimo ha detto...

grande. sabina

unamammaperdue ha detto...

mannaggia.........
mannaggia.........
i pensieri diventati frase.
quel bisogno di uscire a comprare anche sono una cazzata, di farsi una doccia SOLA in bagno, con la porta chiusa...
e' quello che dico sempre alle mie amiche che stanno per diventare mamme o che lo sono appena diventate, chiedete aiuto, non si puo' fare tutto da sole, o meglio umanamente si puo' ma psicologicamente?? il chiedere aiuto e' il primo passo per non lasciarsi inghiottire da questo brutto male.
non sempre e' tutto roseo, c'e' anche la parte nera.
basta saperlo e basta spere come affrontarla.

Valentina VK ha detto...

si, parlarne e' importante, la mia gravidanza e questi primi 13 mesi sarebbero stati diversissimi se non avessi pescato nell'oceano di internet un gruppetto di fanciulle espatriate sulla viadell'appanzamento con cui dividere le emozioni, anche quelle cupe.
mi ci vuole poco per ricordare come l'allattamento a richiesta ha portato mia figlia oltre il 90 percentile in 3 mesi e me stessa sull' orlo della follia.
poi ho avuto il coraggio di passare al misto e sono rinata come madre. la prossima volta non c'e' ostetrica che mi freghi

destinazioneestero ha detto...

D'accordissimo! Io mi sono trovata da sola (con mio marito ma praticamnete da sola) ad allevare due bambine. Quando d'estate andavo a trovare le mie cognate in un'altra regione italiana non vedevo l'ora di poter lasciare le bimbe a loro per una o due ore e andare a fare una passeggiata. Non era semplice chiedere questo, spesso volevano unirsi anche loro a me con le bambine...

Anonimo ha detto...

ebbene ci sono anche io...mamma di due bambini che hanno solo 18 mesi di differenza...eppure l'inizio, con il primo è stato difficilissimo, duro, stravolgente nel senso più deleterio del termine. E non era colpa sua, del piccolo fagotto, ma mia che non ce la facevo. Io che sono pratica, reattiva, attiva ero preda delle lacrime ogni volta che lui piangeva. Stare sola con lui mi faceva paura, perchè non lo capivo, non riuscivo a distinguere i vari tipi di pianto così come li avevo letti, non volevo viziarlo, non volevo sentirlo piangere. Ricordo che una domenica dai miei, credo che L. avesse un mese, mia mamma mi disse "non è un amore grandissimo?"...e io dissi sì sentendo il deserto dentro me. Mi piaceva qual fagotto, ma non lo adoravo, volevo indietro dei minuti per me, non ore, ma minuti....volevo non essere unica responsabile per quell'esserino. Poi è passata, lui è cresciuto e con lui il mio essere mamma. E' vero quello che dici sai? Alcune sono mamme da subito, altre lo diventano dopo. Io posso testimoniare che con i miei due figli sono accadute entrambe le cose. Con L. sono diventata mamma nel tempo, con la seconda lo sono stata dal primo istante. Ho detestato le amiche che non hanno confessato i loro pianti, o che li hanno confessati solo dopo che io ho avuto il coraggio di dire che fare la mamma, alemno all'inizio non mi è piaciutoproprio per un c@zz. Perchè è facile dire che è dura, è difficile e non tutto rosa e azzurro quando ormai sei fuori dal tunnel. Io non so se la mia è stata vera e propria depressione, ma di sicuro ho imparato ad amare smisuratamente il mio primo nanetto con il tempo.
Grazie per quello che scrivi e per come lo scrivi!

A Prova di Mamma ha detto...

cara Chiara, fra me e te forse non è stato amore a prima vista, ma credo sia solo un brutto scherzo del destino. Ci sono così tante cose che ci accomunano, così tante cose che apprezzo nel tuo scrivere, e poi le esperienze in cui mi ritrovo.

Il post che ti avevo promesso arriverà presto.

Marica

Mondo_di_Alice ha detto...

Grande, come sempre... Io parlo da mamma che l'aiuto l'ha chiesto, 3 giorni dopo che sono tornata a casa dall'ospedale. Mi sono trasferita dai miei con marito e figlio, non ho mai nemmeno lontanamente pensato di farcela... Tuttavia, nonostante l'aiuto, io piangevo sempre e lo stesso, anche se aiutate puo' essere difficile. E' difficile, perché credo che nessuano di noi ai giorni di oggi sia votato al martirio, perché di quello si tratta...

Rebecca ha detto...

scorrono lascrime nel mio viso... e il video non l'ho visto... dico solo grazie a te e a tutte quello che ti seguono e commentano con me!!!non mi sento sola dopo averti scoperto :-D

Anonimo ha detto...

"Cosa sia una "buona madre" lo decidono gli altri. Il coro. Lo sguardo che approva e che rimprovera. Quelli che sanno sempre cosa si fa e cosa no. Cosa è giusto, saggio, utile. Quelli che dicono "è la natura, è così": devi avere pazienza, assecondare i ritmi, provare tenerezza, dedicarti. Se ti senti affondare è perché sei inadeguata. Se soffochi è perché non hai gli strumenti della maturità. Se i figli non vengono devi rassegnarti: non accanirti, non insistere. Si vede che non eri fatta per essere madre. Se non ne hai voluti devi avere in fondo qualcosa che non va. Se non hai nessuno vicino che voglia farne con te è perché non l'hai trovato, sei stata troppo esigente, forse troppo inquieta. Se preferisci il lavoro allora cosa pretendi. Se non ci sei mai che ne sarà di tuo figlio, se gli stai sempre addosso come potrà rendersi autonomo. Se ti stanca sei depressa, se ti fa impazzire sei un mostro. Se hai un padre ingombrante, una madre assente, se sei sopraffatta dalla loro presenza o se sei orfana; se la maternità non ti invade naturalmente e spontaneamente come un raggio di luce, se non ti cambia i connotati rendendoti nutrice solare improvvisamente dedita e paziente: ecco, allora è chiaro che non hai l'istinto giusto. Sei inadatta, sei contro natura. Colpevole, a pensarci bene. Una cattiva madre."

Concita De Gregrio
"Una madre lo sa"

El_Gae ha detto...

Da marito ti straquoto. Soprattutto alla luce della nostra esperienza: quattro palanche alla tata sono i soldi meglio spesi della mia vita. Anche se ci sono i nonni, perchè i nonni non li paghi, la tata si. E, pare impossibile, questo semplifica le cose.

Giorgia ha detto...

Grazie per quello che hai scritto. Mi ha commosso. Hai ragione bisognerebbe ripeterlo sempre e continuare a dirlo!

Chiaraluce Littledreamer ha detto...

Wonder, condivido ogni frase, parola, segno d'interpunzione e pure gli spazi di quello che hai scritto. Ci sono passata. E' stata dura, anzi, durissima. In primis perché odiavo chiedere aiuto; in secondo luogo perché, pur volendo chiederlo, non c'era nessuno che potesse darmi quello che mi serviva in quel momento: CONDIVISIONE. Mi serviva una mamma giovane, che fosse passata da poco per quel calvario e che mi facesse sentire meno cattiva, meno aliena, solo per il fatto di rivolere indietro un po' di quello che ero prima del nano. E' per questo motivo che sto cercando di realizzare un progetto, virtuale e concreto, per essere di aiuto alle neomamme... perché per il prima ce ne sono fin troppi (utilissimi, per carità!) di corsi ma dopo? Chi si occupa di sostenere le mamme dopo il parto? Dalle mie parti NESSUNO, a meno che tu non abbia la depressione post-partum... ma siamo sicuri che non possa essere prevenuta attraverso una solida rete di sostegno? Scusa per il poema ma anche io penso che se ne continua a parlare poco. Troppo poco. Un abbraccio.

cily75 ha detto...

Ho visto quel trailer la scorsa settimana, e ho avuto voglia di piangere. Non ho detto "no te prego, che pesantezza" come molti nella sala, ho solo pensato è vero, è reale, io lo so. E anche pensarlo puó farti sentire inadeguata.
Ho letto il tuo post tutto d'un fiato e ho avuto i brividi. Di figli ne ho due, sono separata e io sono ancora e spesso DA SOLA. E li amo follemente, ma a volte è troppo. E se chiedi aiuto ti puoi sentir rispondere "ma che hai? Sono bambini , ci siamo passati tutti!" appunto..
Sono contenta che qualcuno abbia citato Concita De Gregorio e il suo libro, sensibile, diretto, vero. E il tuo, con piú sorrisi ma ugualmente reale e sfacciato nel dire ció che ancora spesso non si dice. Essere una mamma blogger è una risorsa. Accedere alla forza di altre donne è vitale. In tante ancora nn lo sanno.
Sempre grazie wonder..perchè è vero, non se ne parla mai abbastanza.

Http://ragionesentimentocaos.blogspot.com

Anonimo ha detto...

mia figlia ha 15 mesi e non so...forse un giorno anche io riuscirò a uscie dalla tristezza che mi ha preso dopo il parto....

Wonderland ha detto...

E' bello sentire tutte queste voci, queste esperienze, e condividerle.
A volte quando non si trovano amiche vere, la rete può essere di grande aiuto. Per me lo è stato. Per me VOI lo siete state :)

Non ho ancora letto il libro della De Gregorio ma mi riprometto di farlo. Il brano citato è assolutamente eloquente.

Mia ha detto...

E' vero se ne parla sempre troppo poco. Io sono una di quelle famose donne sole. Mio marito per lavoro torna se va been un pai di volte al mese, èper il resto sono sola. Ogni tanto passa mia mamma compatibilmente con il suo lavoro e quando lei fa il bagnetto al nano mentre gio gli preparo la cena mi sembra di respirare!!! SOno una donna sposata ma vivo come una mamma single. Ho avuto una gravidanza non felice e un parto meno felice ancora perchè mio figlio è nato prematuro. Lui in terapia intensiva a lui a 100 km di distanza e io con un cesareo d'urgenza dal quale nn riuscivo fisicamente a riprendermi. A distanza di 7 mesi ho subito un secondo intervento perchè i punti interni del cesareo erano saltati. E sai chi mi è stato vicino? Le mie amiche dei forum! Mi chiamavano spessissimo per sentire come andava, mentre le mie "amiche a km zero" erano sparite! A volte si chiama ma comunque nn si ottiene risposta. Sono stati e spno mesi pesantissimi per me. Perchè poi delle mamme premature, chi ne parla? Io non sapevo nulla di prematurità e mi sono trovata catapultata in un reparto dove non volevo entrare, con medici che dicevano un sacco di cose di cui capivi la metà e un mare di confusione e di dolore. Mi si è aperto un mondo solo nel momenot in cui di quel mondo ho iniziato a fare parte anche io! Oggi mio figlio ha quasi 16 mesi, sta bene ma quello che ho passato e il fatto di essere sola mi fa vivere questo periodo in modo opposto a come vorrei. Le mamme sono troppo spesso lasciate sole e quando ci sono situazioni particolari come la prematurità, tutto si vive in modo ancora più pesante.

GAB ha detto...

io anche...il primo mese...mi sono sentita sbagliata...ho pensato"mai più! mai più!!!" e per la prima volta in vita mia mi sono ritrovata a chiamare mia madre, in lacrime, perchè non sapevo che fare, come farla calmare...perchè sentivo che i nervi erano a pezzi...e lei è arrivata...io, in lacrime...chiedere aiuto...chi l'avrebbe mai detto? io che amo cavarmela da sola, che me la sono sempre cavata da sola, che non voglio mai chiedere aiuto...ti scopri fragile, di una fragilità sconosciuta, diversa da una delusione d'amore...diverso da quando il tuo ragazzo (ora attuale marito), ti ha lsciata....diversa e basta! e ti innervosisci quando senti solo parole "cicciamorechebellograndiosomeraviglioso"da altre mamme...pensi"ma queste qua non hanno momenti di crollo? sono tutte wonderwoman?".........è bello condividere!

Giancarlo ha detto...

Habemus Mamam...

Anonimo ha detto...

...ecco, mi hai fatta piangere!...mi hai fatto ricordare le notti in cui lei piangeva ed io mi sentivo sola ed ancora più sola quando guardavo le luci spegnersi nelle case vicine e mi dicevo "perchè io devo stare qua da sola"...oppure quando mi prendevo il mio quarto d'ora d'aria ed andavo al supermercato....hai ragione è importante sfogarsi e non vergognarsi! una mattina ho detto a mia mamma che iniziavo a comprendere cosa poteva passare in quelle mamme che fanno gesti estremi, ecco, lei si è spaventata ma io intendevo solo dire che solo provando quel disagio (e ringrazio il cielo che io ho sempre avuto intorno un bel gruppo) puoi capire!
...ed alla mie amiche neo mamme dico sempre "chiamami o chiama e chiedi, anche se la dimanda ti sembra stupida"
ciao, Claudia

Anonimo ha detto...

Ho letto il tuo libro quando ho fatto il test... un bimbo cercato ma uno shock immenso. Ora sono al quinto mese... e leggendo tutto questo, ho una paura, una paura matta di quello che dovrò attraversare, perchè lo sento che anche per me sarà così. Perchè già non sono quella che va in brodo di giuggiole all'ecografia o ha già comprato il corredino... paura.

greta ha detto...

anche io, commossa, rispondo e dico che è proprio così, che è tutto vero, che l'amore non può essere un'attenuante alle difficoltà che ci sono e straziano,che si è fragili, che ci si sente sole e inadeguate.
la nana grande ha 16 mesi ed ero appena uscita dal tunnel... il nano piccolo compie 2 mesi domani.
in più ci si è messo un orecchio che sembra non sentire, tra un mese dobbiamo rifare gli esami e l'angoscia cresce, la depressione a tratti mi lacera.
le mie giornate sono tornate ad essere quelle che descrivi anche se, ora, so che fra non troppi mesi, spero, le cose saranno diverse.
non è un caso se coralmente tutte rispondiamo più o meno allo stesso modo...
grazie e un abbraccio, era il post di cui avevo bosogno oggi.
adesso esco a comprare i pomodori.

mellyb ha detto...

quando scrivi hai la capacità di arrivare all'anima...grazie...

Anonimo ha detto...

...vento sul fuoco :'(

mamma27enne

Francesca ha detto...

Non sono madre ma sono sempre stata convinta (non chiedetemi perchè) di questa doppia faccia della maternità. Infatti la cosa mi fa molta paura.
Ma nello stesso tempo, mi fa provare un desiderio fortissimo di mettere al mondo un cucciolo tutto mio, "fatto" da me, capace di vedere in me quello che nessun'altra persona riuscirebbe a vedere!
Toccante questo post. Davvero.

Lucy van Pelt ha detto...

Meraviglioso post. Lo stampo e lo incornicio per farlo leggere ad amiche e pazienti.
Mi hai commossa. Bravissima. Applauso.

Anonimo ha detto...

nascita della bimba-depressione post-partum-lavoro
...e dopo 6 anni e un aborto spontaneo di un figlio non desiderato sono arrivati depressione e attacchi di panico...sono una donna vittima della società, del perbenismo e della coplessità femminile, io un'amica non ce l'avevo e non sono riucita ad andare a comprare i pomodori...e nemmeno oggi riesco a figurarmi di poterlo fare realmente... non è piacevole sapere che si sta attraversano un "periodo storto" ma che nessuno lo capisce...(manco tua madre)
solo quando dici BASTA a tutto e a tutti inizi a recuperare te stessa e solo allora riaffiora in te la consapevolezza della maternità desiderata...grazie

Vale ha detto...

La paura, la solitudine... non toccare tua figlia prematura di poco più di 2 kg se non per allattarla, non prenderla mai in braccio per paura di farla cadere, persone che intorno a me si affannano per sostituirmi, io che non ringrazio, che sono fuori dal mio corpo, che non riconsco. Non mi riconosco, non sono io, mi guardo intorno, non vedo nessuno, non mi vedo, non la vedo...la cerco, mi commuovo guardandola, la odio, piange, piange, piange di giorno. Di notte, il terrore della notte, di tutto ciò che non è più mio, lo spazio, il buio, l'angoscia...piange, piange piange e io non ci sono, io non la amo, io non la tocco mai, io non posso essere lasciata da sola, i bisbigli, i mormorii, non sta bene... ma come l'avevano tanto voluta, cercata, amata fin dai suoi primi millimetri, ha preso a pugni il muro, non sta bene, teniamole lontane. Dopo infiniti secondi, minuti, ore, giorni, basta! Basta latte dal mio povero seno pieno, eppure mai stato così vuoto, basta notti con lei, non era il momento, non ero capace...ancora. Una orecchio che mi ascoltava, una voce lontana che mi parlava. E io che nuotavo verso la superficie, fermandomi ogni tanto per compensare. Oggi, 2 anni e mezzo da quel taglio, oggi, nessun mormorio, nessun bisbiglio se rimango sola con lei per giorni. Oggi sono capace di stare senza di lei per giorni e di sentire la sua dolcissima mancanza. Oggi siamo una famiglia nuova, reinventata, riemersa dalla depressione di una mamma.

Eli ha detto...

Mi hai fatta piangere. Grazie.
Avevo congelato queste lacrime in un antro buio del mio cuore perchè pensavo di non meritarmele.
Mi ha fatto bene leggere di un'umanità così vera e uguale alla mia.
Voglio portare il tuo messaggio a tutte quelle mamme-donne che stanno attraversando momenti di fatica e paura. Perchè diventi una goccia di sole che riscalda e abbraccia quando più se ne sente il bisogno.
Grazie.

SuPeRaNa ha detto...

che post perfetto.. non c'è da aggiungerci nulla, si commenta da solo. io personalmente, ho avuto la fortuna di avere un bel post-parto con mio marito sempre accanto, con mia madre che tutto somamto mi lasciava riposare e si smazzava ogni tanto il piccolo. Lui il piccolo, ho avuto un immensa fortuna un bimbo bravo che mi permetteva di riposare la notte e pure il pomeriggio. ho visto amiche veramnete in preda ai peggiori incubi, chi non dormiva non viveva più, chi solo si sentiva inadeguata..ogni tanto basterebbe anche solo chiamare un amica, passare un pomeriggio davanti ad una buona tazza di the..basta veramnete poco per sentirsi vive ancora!

Trasparelena ha detto...

io sono stata fortunata, forse, perchè la mia non ha pianto tanto, e pochissimo di notte. Il primo anno è stato meraviglioso, oggettivamente. Ho senz'altro patito di più il secondo, in cui ho iniziato a lavorare e lei a non dormire per i denti. E lavorare e non dormire è una cosa che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.

Però se ci ripenso il primo anno io non sono mai stata in casa un giorno intero. Uscivo con ogni clima, con ogni tempo. Mi ero comprata una cerata da pescatore per me e uscivo sotto la pioggia con la bambina "sottovetro" nel parapioggia. Sono uscita pure sotto la neve (e lei peraltro il primo raffreddore l'ha fatto a 15 mesi)
perchè a me stare in casa deprime.
Però mi sono mancate le amiche. Quelle si.

E il momento in cui diventa tutto perfetto, quello in cui sono uscita con la mia bambinameravigliosa per mano è arrivato che lei aveva quasi tre anni. Argh.

Ehm io sto cercando il secondo figlio... non penso, quindi, che guarderò il film.

kikka ha detto...

GRAZIE...

Giada ha detto...

Ho salvato il post, lo tengo da parte per tutte le amiche che in futuro diventeranno mamme, lo tengo da parte per me, per ricordarmi cosa è stato e cosa non deve più essere se mai dormirò abbastanza da pensare a un altro bimbo...devo dire che ti adoro quando mi fai ridere, ma ti amo follemente quando fai la seria!

miss suisse ha detto...

Hai ragione, perché se ne parla, eh, ma davvero mai abbastanza, anzi i maledetti luoghi comuni son durissimi a morire.. e le madri si senton inadeguate, sbagliate, frustrate, anche solo strane, mente forse sbagliato è solo lo sguardo che si posa su di loro, per non parlar dei giudizi anche solo scemi, se non dannosi, o cattivi..

Anonimo ha detto...

Leggendo il tuo post ho rivisto me stessa...i mesi successivi alla nascita di mia figlia sono stati durissimi e solo ora ne sono consapevole. All'epoca mi sentivo sbagliata, mi vergognavo a parlare delle mie paure, mi sentivo una madre orrenda. Ho vissuti parecchi mesi con la speranza che qualcuno si accorgesse di me, di quello che provavo.....ma purtroppo le persone vedono solo quello che vogliono, anzi, sono sempre lì pronte a giudicare. Mi sono persino sentita dire: "...ma tu non dovevi fare una figlia, dovevi comprarti una bambola...". Ho toccato il fondo una sera, ero sola in casa, mia figlia piangeva e non voleva saperne di dormire, dopo un'ora di pianto isterico mi sono ritrovata con un cuscino tra le mani e mi stavo avvicinando con rabbia al lettino.... Per fortuna sono tornata lucida subito, ho buttato a terra il cuscino e sono corsa via in un'altra stanza...inutile dire quanto fossi spaventata da me stessa... Non credo avrei fatto del male a mia figlia ma in quel momento non ero più io: esasperata, stanca, sola.... a cosa possono portare tutti questi stati d'animo? Dopo quell'episodio mi sono spaventata talmente tanto che mi sono decisa a chiedere aiuto ad una psicologa. Dopo vari colloqui ho finalmente capito che non c'era niente di sbagliato in me...avevo bisogno di riprendere possesso della mia vita. Adesso sto benissimo, adoro mia figlia, ogni giorno che passa siamo sempre più complici, però...che fatica arrivare a questo! Condivido in pieno: le mamme non devono e non possono essere lasciate sole.....

Donna e mamma

Anonimo ha detto...

Adoro i bambini. Mi piacciono tanto, con i loro sorrisi sinceri, le mani paffute e gli occhi curiosi. Ma le mie sono le parole di una ragazza, che non è mamma e non sa nemmeno se lo diventerà. Leggo il tuo blog perchè mi piace, la tua scrittura mi cattura, sei così profonda e sensibile, mi commuovo ogni volta. Questo post mi ha fatto pensare... io mi sento sola ora, a soli 24 anni, senza amici sinceri disposti ad ascoltare, ad apprezzarmi per ciò che sono, non so a chi affidarmi, quando sento la necessità di staccare e sfogarmi. E se un domani dovessi avere un bimbo... boh. Scusatemi per l'eventuale off-topic, ho scritto di getto.
M.

Mamma_pasticciona ha detto...

Guarda ti giuro, mi son venute le lacrime agli occhi, questo post arriva dritto al cuore di noi mamme. Condivido e sottoscrivo tutto quello che hai detto... andiamo a comprare sti pomodori, anche quando non ci servono, ma andiamo!
Mamma_pasticciona

Anonimo ha detto...

Solo mio marito mi è stato accanto ero sola con i miei 27 anni e le mie tante paure e speranze, senza mamma, suocera, sorella o amica...meno male che c'era lui, lui che accudiva noi.....

Cristina ha detto...

Mi piace quello che scivi dalla prima volta che ho avuto occasione di leggerti...Continua così!
Ho condiviso sulla mia pagina FB così è come se avessimo preso un caffè assieme...
https://www.facebook.com/#!/pages/Nella-cucina-di-Nonna-Pina/303896716294589

Sara ha detto...

Ieri sono andata dalla mia mitica dottoressa e le ho detto "Io non ce la faccio più. Da quando DaddyBear è tornato dall'ospedale non ce la faccio più. Me la prendo con Belvetta. Sfogo ora la depressione post-partum mai curata, il non aver potuto dire, l'essermi sentita sola. Ho paura".
Sai cosa mi ha detto? "Ieri quando mi hai chiesto l'appuntamento ti ho guardata in faccia e speravo che venissi per dirmi questo. Brava. E ricordati che quando non puoi parlarne con nessuno puoi parlarne con me".
Mi sta aiutando, mi ha dato una terapia, forse mi prescriverà un paio di sedute con un bravo specialista.
Ho trovato la forza nelle amicizie e nelle conoscenze nate in rete.
Tu e il tuo libro avete contribuito a darmela.
Quando ti verranno dubbi su quello che stai facendo e dove ti sta portando pensa a questo.

MotoPerpetuo ha detto...

Leggere questo tuo post è stato fulminante. ho sentito subito il bisogno di vuotare il sacco. Grazie, mi hai aiutato a sfogarmi, finalmente.
http://moto-perpetuo.blogspot.com/2011/11/parliamone.html
Verdiana

Anonimo ha detto...

Sagge parole...
Ma lo sai che il tuo libro lo regalo ad ogni amica che sta per diventare mamma?
Io, nonostante avesse desiderato e pianificato questo figlio, mi sono sentita così spiazzata...le prime settimane piangevo in continuazione, e sentivo la mancanza di mia mamma (che non c'è più), e mi sentivo così fuori luogo e così in colpa di piangere quando invece "dicono" che la maternità è un momento così felice....io invece ero ansiosa, depressa, perennenmente tesa... Poi, piano piano, sono uscita da quel tunnel e l'innamoramento x il mio piccolino è cresciuto giorno a giorno. Ma è vero, è così importante ritagliarsi un momento x sè stesse, x farsi una doccia che non duri un momento, x riuscire a mettersi la crema idratante nel corpo o una maschera nei capelli, x guardarsi due vetrine...sembrano cose banali, ma sono così importanti x sopravvivere nei momenti nel quali vedi tutto buio.
Avevo lavorato nel passato in una comunità di ragazze madri, e ora che invece lo sono diventata, penso a loro, a come era facile vedere i loro sbagli, pensare che io non avrei fatto certe cose mai...Invece nei miei primi mesi da mamma, e nonostante io il marito ce lo avessi affianco, le pensavo e ammiravo...
In testa mi torna ancora il momento nel quale ho visto mio figlio, dopo il cesareo, e ricordo la sensazione di non saper che dire. Ricordo di avere pianto, ma non tanto di emozione quanto di paura....
Mi hai fatto piangere, ma fa bene al cuore!
GRAZIE!!

Sonia

Mara ha detto...

scusatemi, non sono riuscita a leggere tutti i commenti e magari ripeto qualche osservazione già fatta...ma io credo che il vero significato di questo trailer e (forse) del vivere bene la maternità, in tutte le sue innumerevoli, stupende e difficili pieghe, sia nell'essere una donna che diviene mamma, accanto al suo uomo, che diviene papà. Forse è un concetto che può sembrare ovvio, ma non è poi così scontato. Per il mio bimbo, che ora ha 14 mesi,ho ridotto (per non dire quasi eliminato)i viaggi di lavoro e per un anno ho gestito il lavoro a casa (con tutte le fatiche che questo blog descrive bene...). Una fortuna da un lato perchè ho visto crescere il mio piccolino e gli sono stata vicino, ma dall'altra una rinuncia pesante per la mia libertà, per la mia professione (molto particolare) e per quello che ero. Ma ho avuto e ho vicino un uomo splendido, che ha saputo farmi sentire sicura della sua presenza e mi ha dato il suo supporto, come donna e come mamma. E il nostro bimbo lo adora. Il tutto pur lavorando anche lui e avendo un lavoro impegnativo.
Ma noi, ora più di prima (quando eravamo "solo" noi due), siamo una famiglia e viviamo pienamente e con gioia l'immenso dono di essere genitori. E allora, forse, noi donne dobbiamo trovare il coraggio di volere che i nostri uomini siano davvero tali (e non dei bambinoni, come troppo spesso accade...), di parlare apertamente delle nostre incertezze e paure, di non temere sempre di essere inadeguate... ma non dobbiamo dimenticare mai che essere madre è una esperienza che purtroppo non è un diritto di ogni donna, perchè a molte è una esperienza negata. E allora non lamentiamoci quando non serve, chiediamo aiuto se ne abbiamo bisogno e godiamoci i nostri bimbi, il loro guardare al mondo ancora in modo così genuino e positivo... ci aiuterà ad essere delle persone migliori, anche in un Paese in cui la maternità è un problema e non una risorsa.
Condivido con voi il pensiero intimo che ha accompagnato la mia gravidanza..fin dall'inizio ho pensato "con questo bimbo posso finalmente essere la persona che voglio e diventare migliore".
Non tornerei mai indietro. Adoro essere donna e mamma.

Anonimo ha detto...

ancora oggi dopo quasi due anni dalla sua nascita ho mille domande...poche risposte...le amiche assenti...molta consapevolezza di quello che ora è la vita...ce la farò da sola a trovare le risposte? non lo so, ma sapere di non essere fuori dal coro aiuta.....ma ancora c'è tanta fatica da affrontare e un pò di solitudine purtroppo....

MammaMatta ha detto...

sei veramente un mito, e il tuo libro è SUL SERIO un capolavoro.

Parola di una mamma che ci si è ritrovata pienamente.

Anonimo ha detto...

Grazie

Michi[Misia'sMum] ha detto...

Nell ospedale dove ho partorito hanno istituito un nuovo ambulatorio a supporto di tutte le mamme che hanno bisogno di un aiuto psicologico. Anche solo di PARLARE. Credo debbano farlo tutti gli ospedali!!!

Anonimo ha detto...

letto il post ma non i commenti. non ce la posso fare. Ho trattenuto a stento le lacrime nel ricordo di quei giorni in cui avrei voluto ma non potevo perchè non c'era nessuno ed io pensavo di essere sbagliata. Un giorno mio padre arrivò fuori orario e trovò me in lacrime che cullavo una neonata di 2 mesi urlante. DA allora cercò di starmi più vicina e piano piano le cose andarono meglio. Facce diverse di una stessa medaglia...immagine giusta ma quando sei nel tunnel riesci a
malapena a guardarti intorno.
NicolettaS

Anonimo ha detto...

Wonder, hai ragione. Tanta ragione, troppa ragione. Ricordo anche io i giri al supermercatino sotto casa come dei momenti di relax.. quasi di trasgressione. Ero sola, appena arrivata in un paese straniero e con un marito che lavorava tutto il giorno. Le pareti mi venivano addosso, mi avvolgevano, mi soffocavano. La mia bambina era abbastanza tranquilla ma nonostante ciò tutto era pesante come un macigno. Chiamavo mia madre su skype e le dicevo "guardamela mentre vado in bagno, se c'è un problema grida"
Apprezzo molto la testimonianza di "Donna e Mamma", credo che cose così succedano molto più spesso di quanto si voglia dire. O si voglia ascoltare. Poche madri coraggiose lo raccontano in giro. Molte lo pensano. Smettiamola con l'omertà. La donna nel postparto è psicolabile e completamente abbandonata a sè stessa. Salvo poi gridare al mostro ed additare la madre che uccide il suo bebè. Il passo tra noi e "loro" è più piccolo di quanto sembri.

Mammamsterdam ha detto...

Anonima su Skype qui sopra, sei meravigliosa, un esempio per tutti noi.
La cosa che di nuovo e per l'ennesima volta, bellissima del blog, che si vede qui e sempre, è proprio questo potersi riconoscere, capire, consolare.
Io tutte le volte che sento di chi ci sta ancora passando, ripeto quello che mi hanno detto e che mi ha salvata: tieni duro, è difficilissimo ce ce la stai facendo e ricordati che passa. Adesso non ne vedi la fine, ma fidati, i bambini crescono e passa. Ricordiamocelo sempre, poi passa. Però se nel frattempo qualcuno ci aiutasse prima di morire per strada, quanta salute, gioia di vivere e voglia di fare l' amore in più ci sarebbero per tutti.

LEO ha detto...

il mio bambino sta dormendo, ha 35 giorni di vita e io sono in cucina che sistemo le "cose" della gravidanza...fuori piove e oggi abbiamo deciso che stiamo al caldo nella nostra tana...ho letto il tuo libro che sapevo di essere incinta da pochi giorni e poi non ho letto altro...niente manuali-riviste-opuscoli...mi bastavi tu con la tua cruda verita'...adesso sono passati 9 mesi, lui e' arrivato e io ogni tanto vado di la' a "spiarlo" per vedere se respira...lo guardo, RIDE nel sonno e a me sorride il cuore.
Non sara' per niente facile, ma sono sicura che sara' un viaggio straordinario....vi abbraccio tutte e quando ci vediamo per le strade con le nostre carrozzine/passeggini facciamoci un sorriso...che a volte basta.

the siren ha detto...

Immagina l'abisso in cui stavo sprofondando io, completamente sola in un paese così lontano e diverso dal nostro? Non ho odiato niente di mio figlio, ma ho detestato mio marito, la sua famiglia, questo paese e tutto il suo popolo.
Adesso mi guardo indietro e sono felice che sia solo un lontano ricordo.
Offro il mio aiuto a tutte le mamme sole in paesi lontani e so che non sono poche.

Anonimo ha detto...

Grande Chiara, inimitabile.
Ho provato tutto quello che hai scritto in questo post e per questo leggendo avevo la pelle d'oca.
Le cose da fuori appaiono sempre più facili di come siano in realtà.
Grazie
elena

tiny1 ha detto...

Parole sacrosante. Il mio primo, che ha fatto tre anni da poco, era sempre attaccato al seno giorno e notte. Ho detto e fatto così che nessuno saprà mai e di cui mi pento ma nessuno può capire se non ci si passa.
Non si può capire quanto sia logorante non dormire, essere svegliate nel cuore della notte ogni 20 minuti, quando hai il cuore che ti dorme e non ti reggi in piedi e vedi il marito accanto a te che dorme beatamente e non si accorge di nulla e non puoi nemmeno svegliarlo perchè non servirebbe a nulla perchè in quel momento, come dici tu, non sei sostituibile.
Ma poi le cose migliorano, è vero.
E con la mia seconda che adesso ha quasi 10 mesi le cose sono diverse, lei è diversa indubbiamente ma lo sono anch'io, perchè ci sono già passata.

Laura ha detto...

che dire? impossibile non condividere!

LauraT ha detto...

Mamma di due gemelle di 2 anni e mezzo...come capisco la voglia di andare a comprare pomodori da sola! Le adoro, ma la realtà è quella che racconti, ci sono momenti in cui si ha bisogno di una pausa...ed è vero che questo ti fa sentire in colpa, che tutti ti fanno sentire in colpa...e ci sono quelle mamme che: "Ma che dici? Io non le lascerei mai!" Viva le mamme vere, quelle che hanno dubbi e cedimenti!

BiancoAntico ha detto...

Ho iniziato a leggere il tuo blog dopo aver letto il libro, mentre ero in gravidanza. Il libro mi ha fatto ridere di gusto ma non è per questo che l'ho apprezzato tanto, e tanto consigliato ad altre amiche mamme. Non sei la prima a parlare dell'altra faccia della medaglia, la letteratura ne è piena, ma forse l'unica che l'ha fatto con la giusta dose di consapevolezza ed ironia. A mio parere, gli ingredienti giusti per affrontare con serenità ed equilibrio il duro lavoro dell'essere genitori.
Sei una donna coraggiosa.

Grazie di cuore.

Viviana

Sara ha detto...

non sono mamma,
e sogno di esserlo..ma il mio sogno è sempre più spesso "disturbato" dal timore di non farcela, di non essere all'altezza di questo periodo cosi stressante, bello per molti versi, ma davvero duro (per quanto ho capito vedendo le esperienze di chi mi circonda)!
Grazie delle bellissime parole che hai scritto...le stampo e le porto alla mia migliore amica che è da 8 mesi reclusa in casa con 2 gemellini a cui badare..due stelle per l'amor di Dio...ma che le procurano un sacco di stress!!
Un abbraccio forte....
Sara

Anna ha detto...

grazie per questo post.
"non dovrebbe essere mai lasciata sola una mamma".
ti leggo e piango.
io non sono una mamma, non nel senso fisico del termine, perchè i miei piccoli mi hanno lasciato, non sono arrivati a vivere, ma io mi sono sempre e comunque sentita la loro mamma. E lo so che non era questo il tuo discorso ma io l'ho fatto mio comunque,
e allora sono una mamma dentro, e spesso mi sono sentita sola.

Barbara ha detto...

Grido anche io la disperazione data dal tremendo senso di inadeguatezza e allo stesso tempo l'angosciante consapevolezza di non poter essere sostituibile, perché lui vuole te, vuole solo te, ha bisogno di te, del tuo seno e del tuo abbraccio consolante, anche se non sei affatto in grado di consolare nessuno perché tu nuoti nella piu nera disperazione. Ho odiato il mio seno e la sua funzione, volevo che mi portassero via il bambino e non volevo mai stare da sola con lui perché ne avevo paura e sapevo che non sarebbe stato in buone mani. La privazione del sonno, le lacrime che mi soffocavano , l'impossibilità di fare altro che non fosse stare con lui mi hanno portata violentemente a pensare che non potevo farcela e che siccome lui non poteva farcela senza di me, allora avremmo dovuto "sparire" (morire) entrambi. Poi un nuovo terrore per quei pensieri che ho trovato il coraggio di confessare a mio marito, tra le lacrime, ho confessato la mia paura. E lui mi ha capita, forse, ma di certo non mi ha giudicata e non mi ha lasciato sola , nessuno lo ha fatto (perché fortunatamente avevo tante persone attorno a me) fino a quando non ho detto loro che ok, potevano lasciarmi sola. E un giorno mi sono avvicinata alla culla e lui era sveglio e non piangeva! Si guardava attorno e poi guardava me e gli ho detto "ciao!" e l'ho preso in braccio e, sdraiata con lui sul letto, ho iniziato a fare la sua conoscenza, finalmente, e la nostra storia d'amore è iniziata...
Grazie Chiara e grazie a tutte voi!

Anonimo ha detto...

Pensa che quando leggo il tuo blog sotto sotto ti invidio perché tua figlia gia parla, cammina, interagisce davvero..per me ci vorrà ancora un anno buono..mi pare una vita! ..ed a volte è dura tener duro..

Anonimo ha detto...

Secondo me se ci fossero dei posti dove "smollarli", quando sono piccoli/piccolissimi, per un'ora o due, un paio di volte al mese, senza dover dare spiegazioni, ma qualcosa di pubblico (statale, comunale), e sicuro, a metà tra un nido e un consultorio... magari qualche mamma si risparmierebbe l'esaurimento!

Anonimo ha detto...

vero, tutto vero. e allora per favore qualcuno mi spieghi com'è possibile che qualcuno faccia anche il secondo e magari anche il terzo figlio. sinceramente non lo capisco: dopo essere passate attraverso questo tunnel, come si fa a decidere di rifare tutto da capo altri che nel frattempo che crescono ed esigono attenzioni? questo io proprio non lo capisco.

Alice

Anonimo ha detto...

io le mamme coi sensi di colpa proprio non le capisco. e alcune (non tutte) mi stanno anche un po sulle palle. in particolare quelle che si portano i figli ovunque pur di non staccarsene, incuranti del fatto che i bambini in certe situazioni rompono di brutto. a volte vorrei distribuire randellate in capo e dirgli "ma se non ti separi mai da sti nani credi di essere una mamma migliore?". ovviamente non parlo di chi non ha dove lasciarli.

mamma spartana

Laura ha detto...

La maternità e il post partum sono ingabbiati dall'omertà.
è vero, magari il tuo libro non è un capolavoro letterario, ma mi ha fatta sentire un po' meno sola.
Grazie Chiara. :)

manuela ha detto...

BRAVA!!! io ho comprato il tuo libro e l'ho passato a chiunque abbai delle ovaie, perchè ci credo fermamente. sei riusciata con ironia a far cadere un velo spesso spesso sulle mille sfaccettature della maternità, che ... è vero,, è bellissimo, splendido, ti riempe la vita, ti colma di amore... ma nello stesso identico istante è terrorizzante, sconvolegente, ti manca il fiato, vorresti fare per un secondo stop e prendere fiato ma non è possibile.
raccoglili tutti questi post, mi aspetto un bell'articolo, magari su vanity fair, che si dica che è dura, e magari non è una vera e propria depressione post-partum, ma non raccontiamoci che non proprio niente. se siamo tante a scrivere,e non si riesce nemmeno a leggere tutti i post, qualcuno ci deve ascoltare...

Daniela ha detto...

l'ho appena visto al cinema e mi sei venuta in mente :)

Francesca ha detto...

Un post verissimo e toccante. Una madre non dovrebbe mai essere lasciata sola, eppure...sopratutto, mi chiedo, ma...i padri?Dove sono?Che fine hanno fatto?Io lavoro, lui lavora.Io, però, prima, durante e dopo il lavoro devo pensare a cosa fare per cena,se il latte è in frigo, alle riunioni al nido e alla materna,alle visite dal pediatra, alle vaccinazioni, alla piscina, a chi chiamare quando non posso prendere i bimbi a scuola per sostituirmi, etc.etc.etc...Lui esce la mattina e rientra la sera che il piccolo quasi dorme e alla "grande" manca giusto il tempo di un veloce "scambio".E il week end,mi pare di avere vicino uno sconosciuto che per i 5 giorni precedenti non ha praticamente fatto parte della mia/nostra routine.Ed ho pregato in ginocchio e lottato con tutte le mie forze per averlo a casa ad un'orario umano, almeno finché loro sono piccoli, almeno finché é così faticoso.L'ultima risposta è stata:lo sapevi che ero così quando mi hai conosciuto.E io, che sono una donna fortunata con tre nonni ed una zia ad aiutarmi quando serve, sento che nessuno potrà mai colmare il vuoto che lascia la sua assenza nella mia idea di come dovrebbe essere cresciuta una famiglia. Grazie, Chiara. Per il blog e per il libro, per le risate di cuore e per le riflessioni.Per la rete che rafforzi ogni giorno.

kamala ha detto...

d'accordo con ogni parola.. la mia vita è stata tanto sconvolta e tanta era l'ambivalenza dentro senza il coraggio di dirlo, che ho covato dentro di me che, nonostante tanto aiuto,io mi sono esaurita a tal punto che ho perso 20 kg in 4 mesi riducendomi ad uno scricciolo di 33 kg.. per aver fatto troppo per sopperire al senso di colpa ed inadeguatezza, ne sono uscita faticosamente, ma devo dire che c'è tanta omertà e so come tante madri non dicano tutta la verità..

Moony ha detto...

Chiara questo è uno dei più bei post che tu abbia mai scritto!! E lo sai che io ti seguo da sempre. In questo modo non immagini neanche quanto aiuti queste mamme e me che lo sarò fra poco...anche se finchè non lo vivrò veramente non posso sicuramente capire. Grazie di tutto Chiara! P.S. ho letto il libro della De Gregorio: a me è piaciuto molto

Robin ha detto...

Come non condividere questo post?
Non c'è nulla da aggiungere tranne, forse, il ruolo attivo che dobbiamo avere anche noi non mamme, noi amiche che abbiamo continuato la vita scandita da lavoro, uscite, divertimenti e mille impegni. Chiedere aiuto è difficilissimo, tutti lo sappiamo. Allora perchè aspettare che sia la neomamma a chiamarci? Perchè non farci sentire noi, non proporci di aiutarla, di passarla a trovare?
Troppe volte si pensa che una neomamma voglia solo parlare di pannolini e allattamento, o che non sia più interessata alle vecchie chiacchiere tra ragazze! La mia esperienza personale, anche se limitata, mi dice proprio il contrario: quando vado a trovare le amiche diventate mamme mi sento ripetere che quei pomeriggi sono come boccate d'ossigeno per loro :)
Cosa ci vuole? Non è difficile, non serve nessuna esperienza: anche noi non-mamme imbranate e totalmente ignoranti di puericultura possiamo essere un aiuto prezioso. Magari non conosciamo la soluzione per le coliche, ma saremo lì quando il neonato piange senza sosta e la nostra amica mamma piange insieme a lui: magari piangeremo anche noi e ci sembrerà di non poter essere di alcun aiuto, invece piangere in due è già qualcosa :)
Basta non essere indifferenti, tenere aperte le orecchie anche a quello che non viene detto ed essere disponibili ad essere vicine sempre alle persone che amiamo.

P.S. Se poi per celebrare la nascita, invece dei vestitini di marca destinati ad essere indossati due volte, volessimo regalare alla neomamma un'oretta di baby sitter per andare dalla parrucchiera, non credo che sarebbe malaccio. Ma questa è la mia personalissima opinione ;)

Wonderland ha detto...

@Anonimo che si firma Alice: dalle tue parole deduco che non sei mamma (o papà), altrimenti sapresti che questi sentimenti non negano affatto l'amore per un figlio e la gioia di vederlo crescere: tutt'altro. convivono con esse. che nella maternità ci sia un lato oscuro, che alcune percepiscono di più, altre meno, è un dato di fatto. è un lato però: non è l'intero. altrimenti, come dici tu, nessuno farebbe il secondo.

Anonimo ha detto...

wonder, io un figlio ce l'ho, ora ha 3 anni e gli voglio bene dell'anima. ma davvero in quel tunnel non vorrei proprio tornarci

Alice

Mamma Full (ora Part) Time ha detto...

Grazie Chiara, sono scoppiata in lacrime, anche ora che l'alieno ha 2 anni, anche ora che sono sopravvissuta al peggio... perché davvero non si può restare sole, non è umano. Sei una persona coraggiosa e generosa. Grazie sul serio per aver condiviso le tue difficoltà, le tue lacrime, la tua verità con tutte noi.

lamammadimarc ha detto...

Brava Chiara, forse se traducessi in spagnolo quello che hai scritto potrei far capire come mi sento -a volte-con il nano per 12-14 ore al giorno a chi mi circonda...lo coccolo e lo tengo in braccio per tranquillizzarlo e non mi pare vero che sono proprio io quella che ha in braccio un bebé di 2 mesi e mi chiedo chi me lo ha fatto fare..poi per caso passo di fronte ad uno specchio e lo vedo addormentato finalmente e mi reinnamoro di lui. Mi innamoro di lui ogni mattina e ogni sera quando lo metto a nanna, durante il giorno vivo diverse crisi di identità, dalla voglia di andare al cinema con le amiche come quando avevo 15 anni oppure la voglia di andare a lavorare, poi mi vergogno pure di averlo pensato...E mia mamma vive in Italia, io in Spagna, qua ho la suocera ma non è la stessa cosa, uffa. In più mettici il mio carattere, tipico di chi è testarda e vorrebbe fare tutto da sola e hai la spiegazione di certe giornate dove piange lui, piango io e sono frustrata come non mai. Ma lo amo!

Anonimo ha detto...

Buffo, io nel mio momento grigio avevo scritto a te, proprio a te

mi hai risposto una volta e poi piu' nulla...

Bada bene, non e' una critica, io non sono nessuno, ma per usare parole tue "A volte riesci a trovare più empatia in persone che non hai mai visto in faccia che in quelle che conosci da sempre"

Sei in gamba

fe'

Alice nella Milano delle meraviglie ha detto...

Veramente complimenti! Un post stupendo wonder!

Anonimo ha detto...

E' anche la mia filosofia. Grazie per aver rotto il silenzio. Sei una grandissima!

mamma mia ha detto...

è vero, a volte un'amica ti salva la vita, per questo penso sia utile il corso pre-parto..ci sono altre donne nella tua situazione e che presto potranno venire fuori a carrozzinare insieme a te, che avranno dubbi e mille consigli

la luna di stefylù ha detto...

Ciao, sono Stefylù e stamane avevo voglia di leggere navigando nei blog... sono partita da quello di Giorgialand.Blog e sono finita qui.
Mi sembra di leggere me 12anni fa come adesso... sola e con ancora un punto interrogativo in testa: perchè diavolo dipingono tutto così bello riguardo la maternità?????
Apprezzo enormemente questo post e chiunque ha voglia di ribalare le cose e renderle più reali.
Anche io ero solissima quando ho avuto mia figlia... marito in Marina militare, parenti lontani,nessuna amica vicina, nè una virtuale tanto amica per avere un appoggio almeno morale e di confronto... ora sono sola anche se il marito da 3anni fa il suo periodo di lavoro a terra... tornerà a navigare nel 2014 e mia figlia sarà nel pieno dell'adolescenza... ancora una volta il periodo più intenso sarò solissima...e poi mi chiedono perchè mi son fermata ad una figlia sola...
Un abbraccio... forte a te e la tua bimba.

la luna di stefylù ha detto...

Ah, dimenticavo... seguirò il tuo blog ma da quello mio personale(non il creativo)
http://semplicementesenzatempoeillusioni.blogspot.com/

Ciao : )

Antonella ha detto...

A me ha aiutato molto il corso post parto. Stare con delle amiche, con mamme come me e confrontarsi aiuta molto. Peccato che fosse solo una volta ogni due settimane e solo per due ore. Io sarei stata con loro sempre. Poi una mamma mi ha prestato il tuo libro e lì mi sono resa conto che non ero un'aliena!!! Grazie grazie!!!E ora ho pure iniziato a scrivere un blog, parlare aiuta sempre! Wonder sei terapeutica! ;)

Aspirantemamma ha detto...

Ho ritrovato un pezzettino di me in tutti i commenti, anche in chi scrive "lo odiavo"....cavoli, quanto sono veri. Eppure i miei figli sono la mia vita e non tornerei MAI indietro.
Il fatto è che noi donne, noi mamme, siamo un groviglio di emozioni, sentimenti, desideri, sofferenze che forse solo noi possiamo capire.

Anonimo ha detto...

Leggo e mi rendo conto di quanto sono stata sola, io i pomodori non sono mai potuta andare a comprarli... Eppure il più delle volte avrei solo voluto un pò di comprensione per quello che stavo vivendo, da mio marito, da mia madre... vabbè, ora il peggio è passato... ma mi sa che sono incazzata

penelope ha detto...

già , sono passati sei anni, mia figlia è meravigliosa, per i primi tre mesi ho avuto mio marito vicino e dopo mia madre. Ma quando, nelle serate autunnali, mia madre mi salutava verso le sei di sera, mi prenseva l'ansia a rimanere sola con lei...e le sue continue pretese! Fa ridere , adesso che ci ripenso, però all'epoca non ridevo mica tanto, eh!
poi tutto migliora, e lentamente , diventa anche fantastico. Quel film, io non l'ho visto, ma non è stato ben accolto dalla critica. E' delitto in Italia buttar giù, o anche solo scalfire, il monumento della mamma perfetta.

Anonimo ha detto...

ho copiato il link di questo posto e l'ho inviato alla mia cuginetta, che aspetta la sua prima bambina per natale.
perché sappia che a volte può succedere, che non è sbagliato e perché io ci sono passata (e non ne sono ancora del tutto fuori) e stare aggrappata al tuo blog un po' mi ha aiutata.
grazie
erika7

Anonimo ha detto...

quanto è vero...!! sono anch'io una mamma di un bimbo di 3 anni e a gennaio nascerà la sorellina... la paura di ritrovarmi nuovamente sola col peso del mondo sulle spalle mi attanaglia, così come temo la deprivazione di sonno, il raddoppiarsi delle responsabilità... Sono una mamma ma anche una psicologa, eppure questo non mi facilita, la teoria è una cosa, la pratica è un'altra. L'unica cosa che so per certo è che questa nuova maternità mi sta offrendo l'occasione di creare qualcosa di nuovo sul territorio, uno spazio di incontro e di condivisione, soprattutto per le mamme che si trovano sole a remare nel mare del post-partum.
Chiara, se riesco a concretizzare questo progetto te lo farò sicuramente sapere!
Paola

mcomemma ha detto...

Ho letto una statistica secondo cui 7 mamme su 10 soffrono di baby blues...ma allora...domanda 1: ho sempre incontrato solo quelle 3 mamme entusiaste e innamorate del loro neonato? Mai una che mi abbia detto "si, è capitato anche a me!"
Domanda 2: tutte le altre 7 mamme su 10 si trovano in rete?
Non so proprio perchè ci sia cosi tanta resistenza ad ammettere questa fase della vita di ogni mamma....quasi fosse una vergogna!

Odio poi tutta quella categoria di mamme che ti dicono che non HANNO AVUTO IL TEMPO DI FARSI VENIRE LA DEPRESSIONE....perchè noi invece si? E soprattutto, è uno stato d'animo che abbiamo scelto? Se molte si vergognano ad ammetterlo è forse anche dovuto al fatto che la società ne fa ancora una colpa....veniamo guardate come mamme "degeneri" ( e anche scansafatiche, visto che abbiamo tutto questo tempo libero)!

A me è capitato entrambe le volte anche se i pensieri, le paure e le situazioni sono state diverse, anche se non avevo tempo neanche di andare in bagno ed ero sommersa di cose da fare...pur essendo stata tanto sostenuta da mio marito...
Allora non stanchiamoci mai di ribadirlo... è NORMALE!!!

Anonimo ha detto...

sei assolutamente fantastica, di una sincerità scottante e vera complimenti

Nikka ha detto...

E' quasi 3 anni che la mia vita sociale si è praticamente quasi annullata...niente serate fuori, niente cinema, niente di niente...io e il mio compagno ci possiamo permettere solo pomeriggi in giro ma non sono gli stessi di quando si andava da soli spensierati, perchè c'è il pupo che ha i suoi ritmi e non ci lascia in pace come vorremmo....il risultato è che io sono spesso nervosa, vorrei un attimo di pace, vorrei stare con il mio Lui per una giornata, dico una, insieme soli, rivivere la tranquillità di anni fa....cazzeggiare tutto il giorno in giro, poi andare a cena, a vedere un film, senza pensieri, andare a bere l'ultimo drink della serata e tornare a casa facendo l'amore con passione, e non in silenzio per paura di svegliare il piccolo.....ho tanta nostalgia dei vecchi tempi, del passato....ho solo 25 anni e ho voglia di vivere, non di stare in gabbia! Sigh!

Pastafrolla ha detto...

Anche io ho una Viola, di circa 10 anni. Abitiamo in una nazione che non e' casa ne' per me ne' per mio marito quindi non abbiamo nessun parente a portata di mano. Amici e vicini di casa gentili certo ma non e' facile dir loro "mi tieni la bambina" solo cosi' che posso uscire a cercare di riprendere possesso di me stessa, da sola, anche solo per un'ora.

La mia Viola ha avuto il riflusso continuo da piccola fino al primo anno di vita. Dopo cena iniziavano ore di urla e pianti a causa delle coliche e la notte si svegliava ogni ora dispari per essere allattata. Di giorno si allattava ogni due ore visto che meta' di quello che andava giu'ritornava su.

Io ho passato il primo anno della sua vita come una zombie, andavo si' a comprare i pomodori al supermercato ma con le tracce dei suoi rigugiti essiccati dietro la schiena che neanche notavo e guai se qualcuno mi indispettiva tra gli scaffali: se succedeva dovevo trattenere la voglia di ricorrere lo sconosciuto e andargli addosso con il carrello come a far uscire tutta la mia rabbia e frustrazione.

Con la seconda bambina - quasi 4 anni di differenza dalla prima, e la ragione di tale intervallo tra le gravidanze e' ovvia - e' stato piu' facile forse solo perche' sapevamo cosa aspettarci e che l'amore per i figli non e' automatico appena escono dalla pancia... ci sono momenti in cui li si detesta ma non lo si puo' dire a nessuno. E c'e' quasi sempre la "mamma perfetta" dietro l'angolo a farti sentire ancora piu' una merda.

Quindi condivido al 100% quello che dici e devo confessarti che anche adesso che non lottiamo piu' con coliche o notti insonni, a volte faccio fatica a trattenere rabbia e discontento quando le bambine fanno di tutto per mettere alla prova la mia pazienza, che ormai ha raggiunto livelli minimi, o il mio amore per loro che talvolta fatico a ritrovare tra sentimenti di inadeguatezza, solitudine, rabbia ecc. E ora che crescono, mi sale il timore degli anni dell'adolescenza che stanno per arrivare e degli altri colpi che questo amore materno dovra' prendere e se sapro' gestirlo.

SuSter ha detto...

Niente da dire sulle tue riflessioni, ma guardando il trailer del film temo si cada nel solito dramma sentimentale all'italiana di amori impossibili, sfruttando il pretesto di tematiche scottanti (sbaglierò, ma io ci leggo troppo evidenti richiami alla tragedia di Cogne)che non credo vengano affrontate in tutta la loro complessità e spessore (quando ci butti dentro troppa ciccia al calderone non si sente più alcun sapore)

Katefox ha detto...

post bellissimo e commovente.
La Comencini aveva già dato prova di essere sensibile all'argomento con "due partite"
Io poi ce l'ho a morte con i corsi preparto; dove non ti dicono niente di tutto ciò, dove si predica l'allattamento a richiesta senza spiegarlo e lasciando le mamme sole dopo.
Ai corsi preparto dovrebbero far leggere il tuo libro...altro che parlare del pavimento pelvico!

Robinia ha detto...

non aggiungo commenti a questo post così "duro" e vero. Anche io ho provato le stesse cose, come moltissime altre vedo.
Vorrei solo "rispondere", se Chiara me lo permette ;), a chi sopra diceva "come si può essere così folli da fare il secodno figlio?".
Ecco. Io pensavo esattamente la stessa cosa, ma davver eh. Ero così sconvolta che pensavo impossibile farne consapevolemente un altro.
Poi è arrivato. Ora è qui nella sua culla e io sto vievendo il famoso e finora sconosciuto "momento magico".
Con questo secondo bimbo è tutto bello, tutto facile, tutto emozionante. Mi godo ogni istante, ogni progresso, come non ero riiscita a fare col primo. Sarà l'esperienza ma credo più sia la consapevolezza di quel che sarà dopo, di quanto il tempo passa in fretta, di quanto è bello veder sbocciare una vita... Un abbraccio a tutte!

Anonimo ha detto...

Io sono mamma di una bimba di tre anni e mi trovo pienamente d'accordo con anonimo che si firma Alice, e quindi di conseguenza un pò in disaccordo con la tua risposta, Wonder. Il tuo post mi ha commossa, anche io ci sono passata, anche io vedevo la spesa al supermercato come una fantastica gita, manco fosse il weekend a Formentera. Ed è proprio perchè ricordo questo periodo difficile che ho deciso che di altri figli non ne voglio, perchè non ho alcuna voglia di ricominciare tutto da capo. Mia figlia è stata di base molto buona fin da piccola e nonostante tutto mi sono sfiancata fisicamente e psicologicamente e penso che se avessi un altro figlio sarebbe sicuramente meno gestibile. Mi sono da poco "ripresa" la mia vita, e non ho alcuna intenzione di sacrificarla di nuovo per un figlio, nonostante abbia fatto tutti i sacrifici di questo mondo per mia figlia con tutto il cuore. Lo ammetto: preferisco essere la madre normale di un figlio che l'isterica di turno di due o più. Sono cattiva? Sono anormale? Non so. So solo che mi sono fatta un bell'esame di coscienza e no, non ho alcuna intenzione di ripetere tutto.

Francesca mamma di Alice

SuSter ha detto...

Mah... i commenti sul secondo figlio sinceramente mi sembrano un po' superficiali. una mamma che "ci è passata" sa forse dosare e valutare con maggior consapevolezza i disagi e le difficoltà cui andrà incontro con una seconda maternità, e ognuno valuta a seconda dei casi l'eventualità e la propria capacità psico-fisica a "ritentare l'esperimento". Non credo possano esistere in questo scelte giuste e scelte sbagliate. ed è importante ricordare che accanto ai momenti neri esistono anche i momenti di somma felicità, nell'essere madri, e nel dare non c'è solo svuotamento e annichilimento, ma anche arricchimento e crescita. (non ce l'ho con te Chiara: da quel che scrivi si capisce bene questa ambivalenza, ma solo con alcuni commenti catastrofisti che ho letto)

mouaryl ha detto...

Grazie :)
Maria

mouaryl ha detto...

Grazie :)
Maria

Irene ha detto...

Com'è vero!
Io amo mia figlia più di qualsiasi altra cosa al mondo, ma mi viene da piangere.
Siamo sempre io, lei e il cane.
Il papà lavora sempre e quando torna a casa è troppo stanco per stare con lei, mia mamma a 200 km di distanza e mia suocera che è molto disponibile, ma ha dei metodi coercitivi che non voglio assolutamente che mia figlia provi e quindi... sempre noi tre, sempre noi tre, sempre noi tre. Mi sento esausta, sono 8 mesi che non riesco ad uscire di casa da sola, neanche per andare a prendere il pane...
Sembra che nessuno riesca a capire la condizione che sto vivendo a parte le persone che leggono questo blog....ma siete reali??? dove siete?!?!?!?!?!

Anonimo ha detto...

Che dire..condivido in pieno! Perché il primo mese col mio seppur adorato cucciolo è stato pesante e non me l'aspettavo, e anche se l'avevo cercato io, era veramente dura...

Anche perché poi, come hai scritto tu, la gente ti dice "che bello, come sarai contenta"..

witch_d

Annaelle ha detto...

mah io mi domando...perche' la maternita' e' vista come uno sforzo immondo di sole DONNE?
E sti padri, santo cielo, non ci sono? perche' perche' perche'...davvero non me ne capacito.
fateli svegliare anche loro la notte.
bisogna scegliere di non farsi di martirizzare, secondo me.

Annina ha detto...

Grazie! Grazie! Grazie! A volte capita che anche le amiche (nonostante siano mamme pure loro) nn capiscano questi discorsi e anzi ti guardano quasi scandalizzate ... quindi grazie perchè è importante sapere che può succedere che ci sono periodi buoni e periodi meno buoni, che passerà e che nonostante quello che ti vogliono fare credere non sei da sola!

Apemaia ha detto...

Ah ah ah, Irene! Siamo realissime, ma lo schermo forse permette di dire cose altrimenti difficilmente esprimibili a viso aperto...
Sai quante volte mi sono immaginata "e se adesso lo lascio li da solo nel letto ed esco a fare un giretto, solo piccolo piccolo, anche solo fino al cancello e torno su, cosa può succedere? Niente no?" Poi il solo pensiero spaventa, il solo averlo pensato ci apre un abisso, e si richiude il cuore e la paura che ci si fa da sole e passa il momento...
Mi ricordo una volta che il mio bimbo aveva neanche un mese, io con febbre a 40 da mastite, a casa da sola, e lui che piangeva e piangeva e piangeva, e io l'avevo cambiato e cullato e allattato e lui piangeva, e io in pigiama anche alle cinque di pomeriggio, sul gabinetto con la carrozzina in bagno per non lasciarlo solo, che do uno scossone alla carrozzina dicendo "che cosa vuoi? Che c...o vuo? Me lo dici? Eh? Me lo dici?" e lui si è spaventato e ha smesso di piangere e ho cominciato io, come un fiume, l'ho preso in braccio e l'ho stretto, e gli ho chiesto scusa, e ci siamo un pò ritrovati, e perfortuna ho chiamato mio marito dicendogli "ho fatto una cosa bruttissima" (e lui chissà che colpo gli è preso!), e quando gli ho detto che avevo scosso la carrozzina si è messo a ridere e mi ha tranquillizzata ovviamente...ma è dura, è dura non solo i primissimi mesi, ma anche adesso che ha più di un anno, le volte che ha qualcosa che lo infastidisce, se è notte dopo notti di non sonno e di lavoro di giorno, sveglio mio marito per farlo cullare un pò a lui perchè l'istinto mi farebbe dargli delle testate nel muro...
Eppure lo guardo e mi ha rapito l'anima, un amore più grande non esiste, darei davvero la mia vita per lui, e adesso è quello che penso in quei momenti, e non l'ha chiesto lui di nascere ed è il dono più grande che la vita mi abbia fatto...e insomma, io ne vorrei almeno altri due!!!
Brava Chiara, è la prima volta che commento ma ti seguo da tanto e ti ammiro proprio, e penso che alla fine anche a te la Porpi ti ha cambiato la vita (o meglio, sei stata brava tu a trovare la tua strada proprio partendo dalla gravidanza!), anche professionale e in meglio, no?!?
Un abbraccio

manhattan ha detto...

Io lo chiamo il mio "buco nero"..è uno strappo nel legame con mio figlio, nel filo d'amore che ora ci lega. Se ripenso ai primi mesi sento brividi lungo la schiena, non ho ricordi chiarissimi nella mia memoria, ma solo flash di momenti più o meno disperanti. Sì, non ho altre parole per definirli. Mio figlio alle prese con un reflusso silente che i pediatri avevano scambiato per "colichette" (ma come si fa poi a usare 'sto termine così fastidiosamente vezzeggiante??? Arrrrghhh!); mio marito che dormiva in un'altra stanza e lasciava a me le notti (e anche i giorni, of course), tanto, come ha detto una mamma sopra, "le tette ce le hai tu e io domani lavoro"; mia mamma che aveva scelto questo periodo della mia vita per scoprirsi permalosa e un po' vendicativa...Ho resistito, tristemente, più per un forte senso del dovere che per un amore a prima vista per mio figlio. E adesso che le cose vanno proprio meglio (perchè, sì, è vero, migliora davvero) mi guardo indietro e ho lasciato un sacco di cose lungo la strada; tra cui mio marito. Mi sento più forte adesso, certo, ma avessi chiesto più aiuto, avessi mostrato la mia fragilità, forse ne sarei uscita con le ossa meno rotte. Sai Chiara, sono una cosiddetta primipara attempata :-) ma ho varie amiche che si accingono ad avere figli e credo che regalerò loro una copia del tuo "santo" libro. Magari dopo il parto, ché prima sta male, no? Un bacio e grazie.
M

Mammolitta ha detto...

Eh,le tue sono parole che ogni neomamma dovrebbe poter leggere appena partorisce!

Ho due figlie e sì, soprattutto con la prima, quell'amore meraviglioso che ti aspetti di provare appena te la mettono in braccio è tardato ad arrivare... Ho pianto per un mese, tra sensi di colpa per il mio latte che non c'era, per il senso di inadeguatezza di fronte ai suoi pianti, di fronte a mio marito che pretendeva di dirmi con che inclinazione tenere il biberon, e tutti quelli intorno che mi chiedevano "avrà fame?", "avrà sonno" avrà mal di pancia" e che c@zz ne so io! E quelli che mi dicevano riposati, ma io volevo solo stare con lei, anzi volevo a tutti i costi che stare con lei mi piacesse e mi rendesse felice, e invece mi sentivo una straccio, non mi sentivo più me stessa. Poi un lungo sfogo con mia mamma, che mi ha fatto capire che anche Lei (lamia splendida mamma) si era trovata in difficoltà, aveva provato le mie stesse sensazioni...e mi sono sentita meno incapace e ho deciso che dovevo farmi guidare dalla mia bambina, senza avere paura di sbagliare, consapevole che stavo facendo del mio meglio...
Ad un certo punto si svolta, ma prima può sembrare davvero un brutto sogno!

E con la seconda decisamente meglio! Sapevo che quella sensazione di avere una nuvola grigia sopra la testa sarebbe potuta tornare, ma sapevo che erano la stanchezza e gli ormoni che si prendevano gioco di me a farmi sentire così ed allora se conosci il nemico ti difendi meglio e tutto scorre più liscio e l'amore prende subito il sopravvento.

"Perché fare la madre è un lavoro pericoloso, delicato, fragile" parole meravigliose!

unamammaperdue ha detto...

Ho gia' commentato e condiviso sulla mia pagina perché' questo discorso mi sta molto a cuore....sono tornata a leggere un po' di commenti, in quante siamo con questa gran voglia di parlarne? E' davvero un argomento che tocca il cuore, lo stomaco, il cervello. Grazie :)

Neofanta ha detto...

Un abbraccio forte! Neofanta

Anonimo ha detto...

La nascita di un figlio non è tutta rose e fiori ed è necessario che le madri lo sappiano e chiedano aiuto se in difficoltà, ma dal post e dai commenti è impressionante l'assenza dei padri. Ma dove sono? Perché quasi nessuno chiede aiuto a loro? Perché troppe donne continuano a sobbarcarsi tutte le fatiche da sole?

Sara ha detto...

Grazie a "L'universo dentro" che mi ha postato questa pagina... oggi mi serviva proprio.
Mi serve sapere che non sono sola:
Sono una ragazza madre di 34 anni... ho una bimba che si chiama Viola ( proprio come la tua) e oggi è uno di quei giorni in cui vorrei staccare la spina e andare a comprare i pomodori... un abbraccio a tutte....

Annaelle ha detto...

Grazie per aver dato eco al mio commento.
O siete tutte ragazze madri, oppure non mi e' chiaro dove i padri sono in questi momenti di difficolta'.
Si, siamo donne e l'istinto materno e blah...ma 50% dei nostri figli sono di un altra persona.

wanda06 ha detto...

e poi quando ti sentivi in colpa anche a comprarli sti pomodori.......... e ti sembrava di essere l'unica a fare fatica! Eppure anche oggi a 3 anni e mezzo di distanza, camminando per la città, mi soffermo a guardarle per strada le madri che spingono le loro carrozzine nuove fiammanti e mi chiedo sempre come si sentono, come stanno dentro...... credo che anch'io prima o poi concretizzero' un progetto per creare un punto di ritrovo o ascolto x madri.... nella mia città, una città medio grande ....non c'è proprio nulla. Grazie

Anonimo ha detto...

Ciao wonderland, io mi riconosco esattamente nella persona che racconti nel tuo blog (che ho letto quasi integralmente, e devo dire che scrivi molto bene - anch'io scrivo per lavoro). Ti voglio pero' da tempo fare una domanda senza peli sulla lingua e cioe': poi si torna ad essere felici "come prima"? Ho un bimbo di 4 mesi che amo con tutta me stessa, ma mi manca la vita di prima. Grazie per la risposta sincera.
V.

Anonimo ha detto...

Ciao....sono erika...mamma di Vittoria, 6 mesi.....ho iniziato a leggerti che ero incinta forse da pochi giorni.....ho usato il tuo libro per tutta la gravidanza per sentirmi meno extra terrestre....ho usato il tuo libro dopo la gravidanza per sentirmi meno extra-terrestre....mi sento, tutt'ora...nonostante i mesi più difficili siano passati...in gabbia....come se fossi in un vestito troppo stretto....a volte desidero solo che esista un bottone "rewind" per tornare indietro....amo mia figlia....ma faccio ancora fatica ad entrare nell'ottica di idee dell'essere una mamma.....non ho nessuno amico/a con figli..nonostante abbia 30 anni...fanno ancora tutti i ragazzini...quindi non capiscono come vivi tu....mi sento attorniata da mamme con gli occhi a cuoricino...che adorano stare 24 h su 24 con i loro pupi....io adoro andare a lavorare....mi annoio a stare a casa con lei....e mi sento una pezzente nell'ammetterlo....mi dico sempre che passerà questo momento...che anche per me verranno gli occhi a cuoricino.....spero sia veramente così.....
quando dico che di figli non ne voglio altri mi guardano come se rivelassi di avere ammazzato qualcuno....non capisco....non si può stare bene con un figlio solo? si sono egoista ...è vero...ma sono anche consapevole di non avere, forse, la forza e la pazienza per gestirne due.....

Anonimo ha detto...

non ho (ancora) idea di come sia quando hai un bebè, sto però cominciando a capire come sia quando entri nel percorso della fecondazione assistita (lo chiamano medicina della riproduzione, che fa più fico!). ci sono giorni in cui ti svegli rabbiosa e cinica, giornate intere da trascorrere in ospedale per fare esami, momenti in cui ti senti le lacrime salire improvvisamente agli occhi, volte in cui odi chi si lamenta per il figlio che "ha un anno e non parla ancora, perchèèèèè?", o per ogni altra cosa che tu, non essendo mamma, reputi un'idiozia e pensi: almeno capitasse a me..cerco sempre di superare questi momenti: con un cupcake al mio gusto preferito, un pianto liberatorio, cercando consolazione da un'amica, con un libro, uno smalto nuovo, progetti per la casa, etc. l'imperativo è non arrendersi!

Anonimo ha detto...

Il post che sintetizza meglio tutto il tuo blog. e che tutte le neomamme dovrebbero leggere. tutte le mamme che si sentono in obbligo di sentirsi sempre e costantemente felici senza se e senza ma.
brava wonder
francesca

Streghettabuona ha detto...

Brava!ho diffusissimo a piu' non posso. Grazie Wonder.

Sheila ha detto...

Ciao Chiara, sapessi, anche la mia scimmietta si chiama Viola e compirà quattro mesi fra due settimane.
La mia micro famiglia (io, Viola e papàinglese), abitiamo in Francia da un anno dove la piccoletta é nata, lontana da tutto e tutti, con pochissimi amici e il limite di una lingua che non ho fatto in tempo ad imparare abbastanza bene prima di ritrovarmi ad averne un disperato bisogno.
Papàinglese é uno scienziatone capoccione e lavora ad un progetto fantascientifico che lo tieno fuori casa tutto il giorno e io e Violetta siamo sole qui in Provenza, in quello che chiamano "un paradiso".
Mi sono vista e letta in tutte le tue parole, nell'inadeguatezza del confronto con il mio compagno "io lavoro tutto il giorno, tu devi solo badare a lei", nel riconoscere in questa frase la fine o almeno lo stand-by dei miei sogni e delle mie ambizioni, nelle urla, le coliche, le lacrime mie e di Violetta, le interminabili giornate di pioggia chiuse in questa bella prigione dorata.
Scusatemi per la lungaggine, ma non parlo con nessuno da giorni, il mio compagno é fuori per lavoro e skypare mia madre 10 min la sera non riempie le mie interminabili giornate. E non posso andare neppure a comprare quei cazzo di pomodori perché diluvia e io non ho la macchina.
Grazie Chiara per tenermi compagnia e ricordarmi che non sono la sola domatrice di scimmie neonate ad essere un pochino esaurita :D

Thumbs up for you luv!

Anonimo ha detto...

Mia figlia ha 4 anni...è stata volutissima...è arrivata subito...grande fortuna :)
tanto ho desiderato un figlio tanto non sento di volerne un secondo... sono molto a disagio quando mi chiedono se avrò un secondo figlio...perchè??Ora ho raggiunto un equilibrio..respiro e non faccio piu' calcoli matematici sul tempo che sto con lei e il tempo che da lei sono lontana ...da bebè mi prosciugava fisicamente e psicologicamente..non si dormiva mai...l'allattamento? mi faceva sentire claustrofobica, il fatto di dover sempre essere l' pronta senza una alternativa alla mia presenza per mangiare, dormire...una ostetrica mi aveva detto che le mamme che allattano sono come le gatte con i loro piccoli...stanno lì a disposizione... io non avevo nemmeno le forze di rispondere...nella mia mente montava solo rabbia ... e io dove finisco???la vera IO intendo!!!ho un cervello,ho girato il mondo,sono politicamente impegnata, sto facendo un dottorato, vivo tra qui e l'inghilterra...non mica SOLO una tetta allattante!!!il mio mondo finisce tutto qui? nel tunnel
"quando non mangia rigurgita...poi la colica,dorme solo in braccio...se la lascio piangere si fa venire il vomito..."

contavo i minuti per le mie mini fughe al supermercato (a prendere i pomodori!)quando ogni tanto mi chiamavano dall'università per fare una lezione...o qualche ripetizione..io rinascevo..mi sentivo ancora io..la vecchia me...sempre combattutta tar stare fuori e stare con mia figlia...poi mi sono detta se io sono piu' serena magari si calma anche lei...un po' è stato vero...il mio vissuto di bambina credo mi abbai influenzato nell'attaccamento ansiogeno verso mia figlia...io sentivo mia madre affettivamente lontana..irrisolta insomma..faceva la casalinga...ma forse non le piaceva...

in ogni caso la fatica fisica per me è stata tanta..il bebè "mangia e dormi "io non l'ho avuto e forse mi avrebbe aiutato...
ancora adesso in media mi sveglio 2 volte per notte...o per i mostri o perchè ha caldo o freddo o sete o la pipi. v. è cosi' ..vivace,tosta, cozza accentratrice...io forse glielo ho permesso...ci ho messo 4 anni a sentire nel cuore quanto fosse adorabile prima non riuscivo proprio a dirlo apertamente...

non so come ho finito il dottorato, lavorato, fatto da moglie e da madre e da amica e da geografa... (a volte mi addormentavo sul computer in biblioteca...neache fossi stata fuori a divertirmi tutta la notte :)l'ennesimo virus o il solito dente..un giorno presa dallo sconforto avevo chiamato la pediatra chiedendo quando diavolo di denti un bimbo di 2 anni dovesse ancora mettere!!!
la parte madre ci ho messo un po' a integrarla al resto delle mie parti...ho fatto del mio meglio...ridendo dico sempre a mio marito. "senti io ho fatto quello che ho potuto alla peggio le pagherò l'analista quando è grande...io me lo sono pagata da sola!" da qualche tempo mi piace definirmi geo-mamma , mi veicola tranquillità...un po' e un po' come dice V.ma di ricominciare da capo con unsecondo figlio non me la sento ancora

p.s meno male che questo libro è stato scritto...

PAMEN ha detto...

Chiara,
avevo letto del film, ma avevo sempre evitato il trailer. E sono bastate poche immagini, anzi pochi suoni per farmi scoppiare a piangere. Per ricordare quel senso di disperazione, la rabbia impotente che ti monta dentro, la sensazione che potresti perdere il controllo e...
Un incubo...
Grazie Chiara per il tuo post. Dovrebbero renderne obbligatoria la lettura ai corsi preparto.

Stellina ha detto...

grazie perchè ne stai parlando ancora, ORA.
sto provando a fare cose piacevoli per ritrovarmi, una su tutte andare a ballare con il mio Lui e andare a danza.
spero che funzioni, alla svelta!!!
non giovano di certo i numerosi km, ma questo è un altro post ;-)

con questo ADORO mia figlia, è la mia ragione di vita, forse troppo.
ah le mille sfaccettature dell'amore materno...

devo ripassare il tuo libro fino a saperlo a memoria

bacetto alla Porpi

Anonimo ha detto...

Cesareo programmato, gravidanza discreta, tanto leggere e pensare a come sarebbe stato...poi niente allattamento e notti davvero difficili fino ai 2 anni...mio marito mi ha aiutata tantissimo, sono fortunata. Sono fortunata perchè ho una famiglia meravigliosa, un bambino sano e stupendo, ma mi porto ancora dentro i segni di una ...boh? depressione mai curata e di un'inadeguatezza senza fine. Non riesco quasi a guardare il trailer, fa troppo male. Nessuna delle mie amiche ammette di aver avuto momenti difficili come i miei, e questo accresce il mio senso di insicurezza...Ora, a tre anni di distanza è tutta un'altra cosa, ma non riesco ancora ad accettare di non ricordare neanche un momento del suo primo anno, da quanto ero stanca e triste. Grazie per tutte queste testimonianze, mi fanno sentire meno sola. Barbara

Anonimo ha detto...

Sono giornalista e mi sto documentando su quest'argomento. la soluzione c'è. sono i gruppi di sostegno all'allattamento, i gruppi di accompagnamento alla maternità. in ogni città ce ne sono. è l'unico modo per sentirsi meno sole, per capire che quello che si sta facendo è giusto, o forse che non c'è un modo giusto e uno sbagliato di essere mamme.

Wonder mi sarebbe piaciuto riportare la tua testimonianza ma non ho ricevuto risposta all'e-mail con cui ti chiedevo un'intervista... pazienza!
ciao!

Wonderland ha detto...

Ciao Anonima giornalista, rimandami la mail perché probabilmente si è persa, è un argomento di cui parlo sempre volentieri perché SE NE DEVE PARLARE! Aspetto tue notize.

dolcemamy ha detto...

Quanto è vero tutto quello che hai scritto, e come è confortante vedere che tutte noi chi prima chi dopo chi proprio in questo momento siamo tutte sulla stessa barca! forza e coraggio neomamme e non!

Elisa ha detto...

Grazie per aver riassunto cosi' bene quello che ho provato anch'io. Leggo e rileggo le tue parole con un nodo in gola perche' e' vero: non se ne parla abbastanza.
Mai a nessuna persona auguro di sentirsi dire da un'altra mamma ... diventata nonna, di farsi curare. Mi sono sentita sbagliata, inadeguata, incapace e in balia di una piccola nanerottola che ho desiderato con tutta me stessa e ho amato smisuratamente mentre stava nella mia pancia. Quando pero' l'ho avuta tra le mie braccia dentro di me ho sentito solo un grande vuoto, vuoto che ho iniziato a riempire piano piano, giorno per giorno, conoscendola e iniziando ad accettare la nuova me e la mia nuova vita.
Sto' condividendo con tutte le amiche le tue parole perche' voglio che siano preparate e soprattutto non voglio che passino quello che ho passato anch'io credendo di essere la sola a fare quei pensieri.
Grazie.

Lia ha detto...

Ciao,
sono Lia sono mamma di Federico, che tra meno di un mese compirà 3 anni, e di Elisa che ha 17 mesi.
Volevo condividere la mia vita di mamma così che magari possa essere di aiuto ad altre mamme.
L'esperienza con Federico è stata in generale molto positiva (anche se ho avuto grossi problemi con l'allattamento e ho subito un intervento per rimuovere un ascesso al seno, fortunatamente mi sono informata e sono stata adeguatamente seguita e ciò mi ha permesso di proseguire l'allattamento che dura ancora...) Io e mio marito abbiamo voluto bissare subito, infatti quando Federico aveva solo 9 mesi sono rimasta incinta di Elisa.
Con lei le cose erano molto diverse, una bambina completamente differente dal fratello, e pur non avendo più avuto problemi di allattamento, l'esperienza in generale è stata meno positiva, lei vuole sempre starti addosso, ha bisogno di contatto continuo; anche adesso che gioca da sola o con il fratellino, dopo un po' arriva vicino e vuole essere presa in braccio, e non le importa se stai cucinando o sei impegnata, lei in quel momento ha un urgente bisogno di te.
Io cerco di partire sempre dal presupposto che i bambini non si lamentano mai senza un motivo (al contrario di molti adulti...) e quindi cerco di armarmi della maggior dose di pazienza possibile e di capire cosa c'è che non va, vedo che rispondendo e assecondando subito le loro esigenze, i problemi si risolvono prima e io posso ridedicarmi a me stessa, e questo può voler dire metterli a dormire nel mio letto o prenderli un momento in braccio.
Ho avuto anche la fortuna di avere un marito molto presente (nonostante frequenti viaggi di lavoro) e anche una madre sempre disponibile, che mi ha aiutato a prendermi delle pause (anche andare a fare una ceretta era un momento piacevole perchè lo facevo da sola...)
Ho frequentato un gruppo di sostegno all'allattamento (organizzato da La Leche League) e questi incontri, dove non si parlava esclusivamente di allattamento, mi hanno aiutato a condividere e risolvere i miei problemi, con altre mamme. Credo che frequentare persone che hanno i tuoi stessi problemi possa essere di notevole aiuto, perchè ognuno dice la sua e ci si confronta in maniera costruttiva.
Penso che la maternità porti sia gioie che dolori, come tutta la vita del resto, ma quando una donna vicina a me mi dice di aspettare un figlio, non mi viene da pensare "povera te, non sai cosa ti aspetta", è bellissimo diventare madre, ma è anche un percorso mooooolto faticoso.
Sono una persona che è abituata a cavarsela sempre da sola, con le proprie forze, ma durante la maternità ho capito che se i figli si fanno in due un motivo c'è...

Anonimo ha detto...

Leggere (e rileggere) i commenti a questo post è un toccasana!Sono mamma di due splendidi ranocchi, intorno ai quali ho ricostruito (e sto ricostruendo)pezzo per pezzo la mia vita,perchè diventare madre mi ha costretto e rinascere mescolando tutte le carte ogni volta e rimettendo insieme i pezzi come un puzzle.La nostra prima è nata prematura all'improvviso, con rischio vita per lei e per me:inutile dire quanto sia stato difficile.Il secondo è stato ipermonitorato,e io con lui,per tutta la gravidanza.Per questo, ora ho la fobia dei medici e delle visite!Non vedevo l'ora che nascesse,per essere sicura che stesse bene.Poi è nato,urlando,ed ha smesso circa 8 mesi dopo...Ora la prima ha quasi 5 anni,il secondo 18 mesi.Cominciano a giocare insieme,sono molto afettuosi tra loro e questo mi rimpie il cuore...Crescono sereni, curiosi e tanto divertenti:mi dico quindi che la fatica vale la pena e che ho fatto un buon "lavoro".Però,se penso che prima di essere madre avevo in mente di avere tre figli...mi viene la pelle d'oca!Francesca

Anonimo ha detto...

Ho trovato il tuo post solo oggi. Sto entrando nel 4° mese di gravidanza e non ero nata per essere madre. Almeno credo. Anche prima di trovare il tuo blog "sapevo" (l'arroganza di chi pre-giudica senza aver provato, certo, ma chissà perché tutti i vostri post non fanno che confermarlo) che l'istinto materno non nasce insieme alla donna, o per lo meno a tutte le donne. Dei due, a volere il bimbo non ero io; ma a 35 anni, dopo 4 di pacate ma sfibranti discussioni, alla fine ho ceduto, spiegando a mio marito mille e mille volte cosa questo avrebbe comportato, per me e per il rapporto, con la sua famiglia che premeva perché intraprendessimo questa "fantastica avventura", io che sono terrorizzata/fortemente irritata dai bambini sotto i 10 anni e lui che impazzisce per tutti i neonati che incontra ma poi voglio vedere, dopo tre ore di fila passate col nostro che piange, e vomita e... (tutte le altre cose simpatiche che le mamme sanno ma che non ti sbandierano nel pacchetto promozionale).
Mi sono lasciata convincere e quindi sono colpevole di delitto premeditato. Ora sto cercando di trasformare un punto di deboleza in un ponto di forza e convincermi che alla fine ne verrò fuori meglio di come ci sono entrata ma è dura, mi sento come una bomba ad orologeria con il timer puntato sul prossimo giugno, quando i problemi preventivati diverranno reali. Troppo pessimismo? Non posso farci nulla, mi sento realista e mi aspetto il peggio sperando in meglio, quindi non avrò nessuna paura a chiedere aiuto. Per ora istinto materno zero, tenerezza men che meno e devo stare attenta a non condividere troppo quello che penso, perché lui mi accusa di "farlo sentire in colpa". Dirò solo che strangolerei tutte quelle (sottolineo E) che quando sentono che sono incinta mi dicono quanto sarò felice col mio frugoletto in braccio e "si vede già la pancia?" (Cribbio, è da quando avevo 15 anni che lotto per avere un ventre piatto! Come mai nelle pubblicità delle auto di lusso o dei cioccolatini non fanno vedere mamme incinte ma sempre supermodelle magrissime, tanto per dirne una? Come posso amare il pancione quando l'immagine della donna vincente è sempre magra, single e senza figli?).
Quando ho visto il trailer del film ho subito pensato "finalmente qualcuno in Italia ha il coraggio di aprire questo capitolo", poi ho sentito i commenti e le polemiche sollevate dal film, i fischi alla prima, e allora mi sono detta "ecco, è la solita Italia delle mille fandonie su come ogni scarrafone è bello a mamma sua e che nega sempre i problemi - e i sentimenti - delle donne, soprattutto delle mamme, che sono donne di serie B, costantemente negate dalle immagini pubblicitarie, tenute nascoste e segrete, sempre a totale disposizione del pupo, che nemmeno possono esprimere un dubbio (non dico una paura), per non far sentire in colpa i loro mariti-martiri". Ero furibonda, e pensa che non ero ancora incinta.
DOve voglio arrivare? Non so, forse solo solidarizzare con Cristina Comencini e con te e tutte quelle che invece questo coraggio di squarciare il velo ce l'hanno. Penso che l'affronterò e saprò anche non soffocare il pupo nel lettino al terzo mese, anzi sono certa che facendo tesoro dei vostri consigli sarò una madre decente (meglio della mia che mi accusava ad ogni piè sospinto di aver rovinato il rapporto con mio padre solo per il fatto di esistere, ogni volta che era di cattivo umore per qualcosa e quando ero troppo piccola per capire quanto fosse ingiusto).
Un grosso abbraccio.
Non-ancora-mamma

Anonimo ha detto...

...Spesso rileggo il tuo post ed i commenti lasciati... continuo a credere sempre più di quanto sia importante parlarne, ci sono passata e ricordo attimo per attimo il primo anno di vita del mo primo figlio. Non potrò mai dimenticare il sentirmi inadeguata, incapace e inutile, mai dimenticherò le cattiverie che le mie orecchie hanno dovuto ascoltare, senza contare quelle che ti hanno riportato o quelle ascoltate da una finestra un pò troppo aperta, mai dimenticherò, mai potrei dire ad una neomamma che sarà una passaeggiata, mai potrei raccontare una bugia, perchè ingannare una mamma e farla sentire inadeguata come mi sono sentita io? che male mi avrebbe mai fatto? è la seconda volta che ne parli e ti chiedo di scriverle ancora, di rileggere passo passo e di reimmedesimarti in tutto, di riscrivere queste parole e diffondile tu che hai molte più capacità di noi tutte. Gridalo al mondo intero!

francesca ha detto...

bene, ho appena letto la pagina iniziale del blog "Ma che davvero?" e sono ridotta in lacrime. non riesco a fare quella cavolo di telefonata per chiedere aiuto, non riesco a fare niente per sentirmi meglio. merda, come sono ridotta! ma è possibili che delle semplici parole ti faccino sentire così? scusami...

Freddilove ha detto...

Io non ho avuto figli in pancia...li ho avuti tramite il cuore...e li ho adottati....uno neonato la bimba e' arrivata che aveva 4 anni e mezzo....ed improvvisamente io che avevo sempre detto che volevo NON due ma tre figli sono piombata in una crisi post -partum senza aver nemmeno partorito...il bimbo grande era geloso non dormiva la notte e mi diceva che non gli volevo piu'bene,la bimba aveva il suo carattere e mi respingeva non si fidava e diceva sempre NO! Mio marito che desiderava tanti figli ha da subito latitato.....e poi,quando gli ho chiesto aiuto dicendo che mi sentivo strana aggressiva con i bimbi che non dormivo non riuscivo a lavorare mi ha detto"strano pensavo proprio che eri una buona mamma....." ed io mi sono sentita una fallita pazza e inaffidabile....poi un commento di mio figlio"Mamma ma tu urli sempre!" mi ha fatto riflettere e ho trovato il coraggio di chiedere aiuto ad una amica psicologa.....nonostante tutto se ripenso a quel periodo mi sento ancora inadatta inadeguata....e mi vergogno...

CloseTheDoor ha detto...

Io ho avuto gli incontri postparto e tanto aiuto in casa, eppure ricordo bene l'effetto del pianto continuo e inconsolabile. E' una cosa snervante, che ti fa sentire impotente. Difficile spiegarlo a chi non ci è passato e magari non avendo figli immagina che siano tutti capricci che passano insegnando al neonato come si sta al mondo.
La privazione di sonno e l'esposizione al pianto di una persona che ti chiede aiuto continuamente è formazione degna dei reparti speciali dell'esercito, altroché...

marimeri ha detto...

Uno dei più toccanti articoli sul baby blues letti online.
grazie

Gianbumbi ha detto...

Per molti versi, questo post arriva tardivo...
Ho partorito 15 mesi fa. Ho desiderato sinceramente il mio bimbo. La sua nascita mi ha lasciata inerte sotto il peso dell'amore improvviso e devastante che ho provato verso di lui (N.). Ho avuto poche difficoltà, con N, rispetto a quelle che hai vissuto tu, Wonderland (a parte le ragadi che per più di un mese mi hanno letteralmente scavato i capezzoli, ma questa è un'altra storia).
Dicevo che, anche se probabilmente il mio è stato un bimbo "facile", anche io mi sentivo angosciata dal dover stare da sola con lui, dal vuoto che sentivo quando il mio maritino usciva di casa la mattina, all'idea delle ore da passare al cospetto del mio piccolo essere, schiava delle sue esigenze e dei suoi ritmi. Proprio IO! io che ho fatto del “me la cavo da sola” il mio motto per 30 anni, contavo i minuti al ritorno di mio marito?? e senza nessun “valido” motivo, perché in fondo il mio bimbo era bravissimo?
Eppure mi schiacciava la sensazione di non avere il controllo di nulla, di non comandare nulla, di aver letto 4 libri ma di non avere la “ricetta” per risolvere i piccoli problemi che un neonato ti pone.
Non dimenticherò mai la sensazione di libertà, di gioia pura che ho provato la mattina che sono uscita per riprendere a lavorare, il giorno che N. (mio figlio) ha compiuto 5 mesi. E pensare che ero preoccupata di lasciarlo, perché alcune conoscenti mi avevano detto che tornare a lavoro era "uno strazio, una sofferenza unica, che non passava minuto senza pensare a lui". E invece no. Per niente. Mi sono sentita una mamma anomala per quella sensazione di deliziosa leggerezza provata nel rifare, da sola, la strada che tutte le mattine facevo quando N. ancora non c'era. Mi sono sentita bene perché N. non c'era e perché mi aspettava una giornata da dedicare al mio lavoro (che ho sempre amato).
Forse non c'era nulla da vergognarsi per quella sensazione di libertà.
Sono tornata da N., al pomeriggio, felice e più serena. Io penso che anche lui, in fondo, sia stato contento di ritrovare la sua mamma più “leggera”.

Anonimo ha detto...

Anche per me e' stato lo stesso, e lo e' ancora. Ed e' difficile. Anche dopo 6 mesi dal parto.
Io ho combattuto da sola. SOLA, sempre da sola. La bimba piangeva e io ero SOLA, la bimba doveva esser cambiata e io ero SOLA, la bimba non si attaccava bene al seno e mi faceva venire le ragadi e io ero SOLA, la bimba vomitava e io ero SOLA, la bimba non dormiva la notte e io ero SOLA, la bimba imparava a prendere il ciuccio dopo ore di prove mie e io ero SOLA, la bimba incominciava a fare i primi versetti e io ero SOLA.
Mio marito ha cominciato a tradirmi verso la fine della gravidanza.
Ad una settimana dal parto lui tornava a casa alle 11 di sera dopo esser stato con lei. Io non capivo, non sapevo, lo chiamavo al telefono e lui non rispondeva.
Passavo tutto il giorno da sola con la bimba e cercavo di non farle mancare mai nulla ma ero distante e mi sentivo mancare l'aria.
Ora lei ha 6 mesi ed e' una bimba miracolosamente allegra e buona, io ho il cuore a pezzi.
Ma la notte la metto con me nel letto vuoto e il suo profumo riesce a farmi addormentare serena.
Solo chi e' mamma puo' capire cosa si passa durante e dopo la gravidanza.
Nessuno puo' capire quanto sia ancora piu' doloroso passarlo come l'ho passato io.

fedart ha detto...

...questo post è prezioso...è prezioso per me oggi, con una bimba di 15 mesi...l'ho stampato, lo tengo nel cassetto e, quando serve...mi sento meno sola...GRAZIE!

Silvana ha detto...

Leggo coi lacrimoni agli occhi. Tra un mese partorirò un bambino che amo ma per il quale non ero pronta. Sono una giornalista e blogger freelance (molto più sfigata di te, s'intende) e mi chiedo da 8 mesi cosa sarà di me di qui a qualche settimana. Spero di non crollare. Per mio figlio, ma soprattutto per me.

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