il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

sabato 19 novembre 2011

Donne vs uomini è la battaglia più scema

Quando si parla di pari diritti tra uomini e donne, mi viene sempre in mente mia mamma. Ogni volta che parto qualche giorno per lavoro mi lancia le jatture perché, secondo lei, mollare una bambina piccola per lavorare è vagamente degenere.
Allora mi trovo cinque chiamate sul cellulare in tre ore e un messaggio in segreteria che racconta di catastrofiche tossi e pediatra in trasferta a Honolulu, suoi urgenti impegni e promesse a rientrare il più presto possibile. 'Ma è proprio necessario?' è il leitmotif di qualsivoglia commento sui miei spostamenti, tranne quello da casa al supermercato.

Mi viene in mente quella mamma del parco che avevo preso come faro nella notte nella mia vita sociale disseminata di amiche single, e mi disse 'non so come fai a volere un ufficio, è un lusso lavorare a casa con i bambini'. Lì ho capito che avere un utero funzionante non è un punto in comune con nessuno.
Ne ho parlato anche su IoDonna della scorsa settimana, che parlava appunto di 'Guerra delle mamme'.

Mi viene in mente, soprattutto, che nessun uomo si è mai permesso di fare un commento su come gestisco il mio equilibrio lavoro/famiglia, mentre per le donne sembra essere uno sport agonistico.

E' per questo che quando rifletto sulla questione delle differenze di (opportunità per) genere, penso sia in parte un problema culturale radicato nei secoli, nel Dna, nella coscienza - chiamatela come vi pare. Un retaggio del quale è lungo e complicato liberarsi e che porta direttamente a tutta una serie di comportamenti e problemi pratici, reali.
Dall'altra penso che prendersela con gli uomini e col maschilismo a volte copre parte della verità, e cioè che le donne hanno due nemici ben più cazzuti: la propria coscienza, quella lì bella infarcita di sensi di responsabilità e di colpa innati, e le altre donne.

Il risultato è che, pur con le migliori intenzioni, la mia impressione è che spesso ci parliamo e piangiamo addosso, facciamo pollaio, fingiamo coalizioni le une con le altre come fossimo nemiche del genere maschile e non una valida controparte.
Ci chiedono di dimostrare di più, e noi ci comportiamo come se davvero avessimo qualcosa da dimostrare. Come se non fosse lapalissiano, che funzioniamo benissimo.

Questo in linea del tutto teorica. Poi vai a vedere le leggi italiane di merda sulla maternità, la quasi totale assenza delle donne nei consigli di amministrazione, le gonne che diventano pantaloni quando sali di livello perché altrimenti spostano l'attenzione dalla tua testa, le quote rosa imposte nemmeno fossimo una specie protetta, i commenti alle foto dei nuovi ministri che per le donne chiedono sempre quell'attenuante casalinga e personale tipo 'ha tre figli e le piace cucinare' come contorno al curriculum*.
E lo capisci perché abbiamo tanto da incazzarci e pretendere.

Giovedì - come avrete intuito dai miei numerosi twit - ho partecipato a ItalianSessions a Torino. Il titolo dell'evento era allettante: Italia: femminile, plurale. Controcanto sul futuro. Alcuni interventi sono stati molto indovinati, altri meno. Sono state sollevate questioni interessanti, portati contributi su concetti intuibili ma che fa bene ribadire, c'è stato uno scambio di opinioni online. Purtroppo non si sono create le condizioni di un next step, ma il problema esiste ed è sempre bene parlarne, sollevarlo.
La presa di coscienza è fondamentale. Assicurarci di aver chiaro il concetto di avere le stesse identiche opportunità è il primo passo per sentirsi in grado di averle, provare ad averle, protestare se non le abbiamo, provare a cambiare le cose.
E smettere di giudicare, e giudicarci.

Potremmo fare molto ed ottenere un sacco di cose.
Non solo siamo anche in netta maggioranza, ma stiamo anche crescendo ed educando la classe dirigente del futuro, siano essi uomini o donne. Abbiamo tutti gli elementi per crackare il sistema dall'interno.

Tra una torta di mele e una lavatrice, sia inteso.

*al riguardo, vedi il bel post di Ci_polla, insieme a me ad Italian Sessions.
** oggi mi sento molto, molto ottimista.

Condividi

107 commenti:

Francybis ha detto...

la parità dei sessi mi fa ridere.

ho 24 anni, sono sposata e disoccupata: nessuno mi da un lavoro e uno mi ha anche detto candidamente il perchè. Perchè resterò incinta prima o poi.

Ecco tutto quello per cui si è lottato..

Wonderland ha detto...

@Francybis dillo a me, che al 5° mese di gravidanza ero a spasso dopo un co.co.pro. scaduto.

Francybis ha detto...

si, ho letto il libro :-)

in ogni caso, come dici tu, possiamo crackare dall'interno.e allora, ben venga il restare incinta..di modo da crescere qualcunA che li pigli a calci in culo tutti quanti!!(vedremo...)

micol ha detto...

uguale per me
30 anni e un utero?
meglio se dici che militavi in al-queda.
preferiscono pensare che ti presenterai con un giubbotto imbottito di tritolo piuttosto che con un bambino nel tuo corpo.
Comunque sono d'accordo, il più grande nemico delle donne, sono le donne.
e su questo dovremmo riflettere.

biancamora ha detto...

Quanto apprezzo questo tuo articolo... Mi ci sento pesantemente rappresentata e al momento sono in ansia per il mio futuro lavorativo. Ho 27 anni e due figli, voluti e tanto amati, ma... Penso anche che qui a Roma, dove l'età media dei figli è ben più in là lo sia anche perché altrimenti... Chi ti prende a lavorare? E a me viene il mal di pancia a pensare ai lavori che non mi piaceranno che accetterò, pur di non sentirmi una mamma e basta.
E invidio la mia migliore amica che coetanea a me sgomita per trovare il lavoro che desidera e poi... Penserà alla famiglia.
Spero sia solo un momento e spero anche che questo schifo di società migliori e finalmente capiscano che enorme risorsa siamo noi donne. Vorrei tanto l'equità, non pensare che tutto quello che faccio è dovuti e se lo fa mio marito dovrei baciare per terra...
Oddio mi sale la bile... Chiudi qua!
Buona domencia!

miss suisse ha detto...

Argomento su cui rifletto e mi incazzo spessissimo! Hai ragione sul fatto che le altre donne e la nostra stessa coscienza (ma quella credo inciderebbe meno se l'esterno non ci facesse sentire così distorte) sono i nemici. Il sistema e la legislatura anche, eccheccavolo: w la France e i paesi Nordici, che pare che da sto punto di vista siano il meglio...dove credo che nessuna donna si debba giustificare se lavora, o sentirsi dire che fortuna tu che lavori da casa (sottotitoli: che non fai un cazzo, perché credo che sia questo il pensiero dominante). Purtroppo io orbito tra2paesi (italia e svizzera) messi uno peggio dell'altro su questo piano, e , so che non è consolante, l'Italia stranamente vince il confronto, che lì se sei donna perché mai dovresti lavorare in età fertile???!!! E mi incazzo, mi indigno, non mi capacito. Spero davvero che, prima o poi, faremo davvero fronte comune e riusciremo a cambiare il sistema, dall'interno, dall'esterno, da sopra, da sotto, sovvertendolo, ammaliandolo..in qualsiasi modo.

Chiaraluce Littledreamer ha detto...

Io mi inkakkio un giorno sì e pure l'altro perché:
- faccio la quasi-ricercatrice (e che è un lavoro?);
- lavoro prevalentemente a casa (tutti ti telefonano, ti citofonano, ti chiedono di fare commissioni per loro perché "tanto sei a casa!");
- ho un nano ultimamente sempre malato da intrattenere tutto il giorno (giochi e ti diverti, no?)
- ho una casa da tirare avanti (ti sei voluta sposare...);
- lavoro prevalentemente tramite skype, banche dati on-line... (eh, ma stai sempre sul pc!);
E se alla sera provo a dire "sono stanca!" parte in automatico la frase del socio "Tu? E allora IO CHE LAVORO che dovrei dire?!?"
Come risolvo? Educando il nano a: fare i letti, aiutarmi in cucina, imparare a distinguere una lavatrice da una lavastoviglie e lo shampoo dal bagnoschiuma... forse non basta ma almeno la mia futura nuora mi ringrazierà! : )

Stefania ha detto...

Così le nuove cenerentole talvolta finiamo per essere noi. Cerchiamo almeno di non diventare una delle sorellastre cattive della fiaba ed evitiamo di giudicare le altre, hobby già molto in voga tra le donne, per non dire tra le mamme… Puntiamo i piedi; difendiamo ciò che più ci a partiene dalla nostra identità femminile: anche se è più comodo un bel paio di scarpe da ginnastica, sappiamo cavarcela con i tacchi dodici e decolletè assassini. Perché noi donne sappiamo che, anche se in punta di piedi, possiamo arrivare dappertutto. Buon wk Wonder

Maddalena ha detto...

Io non vorrei fare quella che si tira addosso la jattura delle altre, ma il mio capo mi ha assunta (e sottolineo assunta sul serio, non con co.co.pro e amenità simili) a ben 28 anni suonati sapendo pure che convivo. Il fatto che io abbia un utero non ha fatto la minima differenza, in nessun modo, e il discorso intimidatorio a non fare figli non è mai stato nemmeno menzionato di striscio. è vero, non so come sarebbe andata se avessi avuto già dei figli, ma anche solo il fatto che abbia scelto me e non una 21enne o il coetaneo maschio è davvero qualcosa, oggi. Il paradosso è che io adesso sono assunta e il mio compagno, che ha solo 26 anni ed è maschio, ha il co.co.pro!
Questo per dire che c'è speranza per tutte, per quanto dura sia.

Per il resto, la legge italiana (SULLA CARTA) è tra quelle che tutelano più di tutte la maternità. Vi siete mai chieste quanto hanno di maternità in UK, per esempio? Tre mesi pagati al 50% tra il prima e dopo la nascita del bambino, poi o torni in ufficio o sono problemi tuoi. Idem in Svizzera...è vero però che quello che è diverso sono le infrastrutture e il sociale, cioè all'estero gli asili costano molto di meno, gli orari sono più flessibili, si promuove molto di più il telelavoro...è questo che fa la grossa differenza, e che a noi manca del tutto. Però sulla tutela, ripeto sulla carta perlomeno, l'Italia non è messa malissimo.
Il problema è che bisogna rispettarla e attuarla, la legge che c'è, e da noi pochi lo fanno.

Per quanto riguarda le altre donne alzo le mani, è da tempo immemore che dico che sono proprio le donne a essere le prime nemiche delle donne, purtroppo. Sottoscrivo come sempre ogni tua parola, anche se immagino già il fuoco di fila dei commenti...

Anonimo ha detto...

Anche io ho lavorato come ricercatrice co.co.pro. sia dall'ufficio (per 6 anni) e poi da casa dalla nascita della prima figlia a quella della terza (avvenute nell'arco di poco più di 4 anni). Tutte desiderate tutte cresciute con grandissima soddisfazione. Il lavoro da qualche mese l'ho lasciato - potendomelo permettere - perchè lavorare da casa non è così facile come può sembrare ad uno sguardo superficiale, perchè si sovrappongono diversi livelli di compiti e si mescolano tra loro ed è durissimo riuscire a separarli. Nel bilancio costi benefici di tenermi un lavoro precario e di grande responsabilità o crescere serenamente le mie figlie negli anni più importanti della loro vita ha vinto la seconda opzione. Mi ritengo fortunata di aver potuto fare questa scelta. Certamente i paesi del Nord Europa sono un esempio eccellente di pari opportunità dai quali dovremmo apprendere non solo i risultati finali che hanno ottenuto, ma il come ci sono arrivati per poter pensare di emularli in qualche modo. Siamo nell'era tecnologica e possiamo connetterci con il mondo intero: diamoci da fare e apprendiamo le buone pratiche. D'altronde si studia sempre prima di impegnarsi e incidere sulla realtà, no?

Barbara ha detto...

...ma tua mamma non faceva l'hostess di volo??? (per il resto, concordo e ci rifletto su... )

mafalda1980 ha detto...

Post molto utile e saggio, inquadra esattamente la situazione italiana.
Assunta a tempo indeterminato, ho deciso di dimettermi perché il part time non viene concesso. Trovo donne (e solo donne) che mi criticano perché ho mollato (temporaneamente, perché a casa sclero) il lavoro. Mai una che mi dica una parola buona.
Le donne sono le peggiori nemiche delle donne.

Peggy Lyu ha detto...

La parità tra uomo e donna none esiste e non esisterà mai...e la causa è spesso imputabile a molte donne, che rendono il nostro essere donne sempre più difficile..
Per quanto riguarda le mamme che giudicano le altre mamme: a volte la gente dovrebbe farsi gli affari suoi...

TsUnAmIbAy ha detto...

Leggete....e qualche tassello inizierà (anche se non basta) ad andare a posto....
Ciao a tutte
http://www.einaudi.it/libri/libro/michela-murgia/ave-mary/978880620134

(P.S. Sono sposata e da due anni disoccupata: quando contatto qualche azienda per propormi o vado ai colloqui col mio bel CV non mi richiama nessuno dopo aver fatto la domanda: "Sei sposata?" Risp.: "Si", "Figli ne hai?" risp.:"No"...come se non ci credessero o che fosse comunque ininfluente, tanto sono sposata!....e l'ironia sta nel fatto che figli non riesco ad averne e ci proviamo da 5 anni.......mavaff....)

Anonimo ha detto...

L'impressione che talvolta ho, è che proprio chi dovrebbe proteggermi come figlia (ossia la mia mamma)ci goda un po' nel vedere la fatica di essere mamma. Come dire "hai voluto la bicicletta? e ora pedala" oppure "la stessa fatica che ho fatto io ai miei tempi, ora la devi fare anche tu... e senza sconti eh?!". Quindi credo che se questa dinamica si presenta già in un ambiente "tutelato" come quello della famiglia, non posso aspettarmi di meglio dalla società. Come dici tu, è nel dna e l'unica cosa che posso augurarmi è di far tesoro di questa riflessione e non commettere lo stesso sbaglio.
Dany e il bovaro Flavio

la.daridari ha detto...

"Dall'altra penso che prendersela con gli uomini e col maschilismo a volte copre parte della verità, e cioè che le donne hanno due nemici ben più cazzuti: la propria coscienza, quella lì bella infarcita di sensi di responsabilità e di colpa innati, e le altre donne."

Questo è il nodo!!!!
Sono proprio d'accordo con te. Pronti, via - lavoriamoci su!

Anonimo ha detto...

"i maggiori nemici di una mamma sono la sua coscienza e le altre mamme. nessun uomo si è mai permesso di fare un commento su come gestisco il mio equilibrio lavoro/famiglia".
E' vero, non ci avevo mai pensato, ma le cose stanno proprio cosi.
e allora abbiamo in mano gli strumenti per cambiare le cose almeno per il futuro: mettiamo a tacere la coscienza (questo lo possiamo fare da sole) e smettiamo di farci la guerra (possiamo almeno provarci?). infine ricordiamo che abbiamo in mano la prossima generazione: educhiamo i nostri figli a pensare "pari" fin da piccoli. per esempio con i giocattoli: non esistono giochi da maschio o da femmina, esistono giochi e basta (tata lucia docet) e se un maschietto gioca a fare il bucato che male c'è?

Alice

L'economa domestica ha detto...

Donna senza figli con contratto a tempo indeterminato, compagno pari requisiti, nessun problema economico, recentemente trasferita dai Castelli Romani al ricco (?) Nord Est. E solo qui ho capito quanto molte donne debbano lavorare, e molto, soprattutto su loro stesse.

Mia ha detto...

Poi se sei semi single, con un figlio e abiti nel Profondo Nulla come me, allora la cosa prende un che di grottesco!

zauberei ha detto...

Sono d'accordo su tutta la linea anche se con delle cose in più.
Intanto bisogna prendere atto non solo che le donne sono diverse, possono farsi la guerra, ma anche no, ma anche del fatto che è legittimo perchè le donne come gli uomini non sono ranocchi cagnetti etc. E' normale che abbiano idee diverse su cui non sono disposte a negoziare. Poi si potrebbe anche inculcare nella testa di qualcuno che una donna che lavora e che è contenta rende un uomo contento (e con più quatrini) - si può fare.
Certo personalmente amo molto la soluzione di vita che ho adesso, e faticherei a tollerare un posto fisso che mi confischi la vita privata. E' un lusso che pago molto caro, e so bene che è un lusso e che molti non hanno scelta. Ma è un lusso che consiglierei a molti uomini.

b. ha detto...

Io vorrei solo precisare una cosa che da molti commenti sembra sfuggire, le donne che trattano male le altre, che giudicano, lo fanno secondo i canoni maschilisti. Lo fanno perché sin da piccole gli viene insegnato che le donne sono rivali e bisogna fare a gara per essere le più belle prima di tutto, poi le più intelligenti e furbe, perché se no le altre ti fregano il marito. Basta vedere un qualsiasi post sul tradimento per capire che le donne ancora credono che bisogna prendersela con l'amante e dopo, se proprio gli resta tempo, con il fidanzato fedifrago.
Questo è maschilismo, anche quando viene dalle donne. Per questo è bene insegnare alle nuove generazioni il rispetto e spiegare alle bambine che non spetta solo a loro occuparsi della casa, e ai bambini che crescendo nulla gli impedirà di stirarsi le camicie da soli.
Eppure è qui che io vedo ancora tanta resistenza, tante donne che a parole sono per la parità ma nei fatti "cosa vuoi che gli faccio fare, è un uomo!".

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

nooo eri alle OGR e io non lo sapevo?!!
ci lavoro, ho visto l'intervento della Littizzetto, e non ho visto te!? :-(((

Anonimo ha detto...

Io ho 38 anni, 2 nani, lavoro da 13 (mi sono pure laureata), al momento ho anche il part time...insomma non mi lamento, ma da quando sono mamma per la mia ascesa professionale ho dovuto rassegnarmi perchè altrimenti mi sentivo dire: ma di che ti lamenti?
E infatti non mi lamento, ma l'equità tra i sessi non esiste (almeno non in questo paese)! Anzi ci siamo accollate più mansioni senza manco mollarne una ... è parità questa?

Anonimo ha detto...

Tanti e tanti spunti di riflessione, è inutile dirti che condivido a pieno. Sono una mamma di 30 anni con due bimbi di 4 e 3 anni. Cerco lavoro praticamente da 7 anni (già da quando frequentavo l'università). Ho svolto solo piccoli lavoretti con contratto a progetto e poi una serie di stage, vale a dire "vieni a sgobbare gratis per un minimo di 6 mesi". Il bello è che molti annunci propongono uno stage propedeutico al successivo inserimento (cioè:"Scusa, ma al momento con la crisi non possiamo assumerti" intanto però ti fai 6 mesi gratis... sti maledetti!!) Quando non mi faccio prendere dalla tristezza sorrido sui No e sulle facce che fanno quando dico che sono sposata e ho 2 figli piccoli... per il resto sono ottimista, sono fiduciosa che questa ricerca avrà fine prima o poi e anch'io avrò le mie piccole soddisfazioni! In bocca al lupo a tutte voi ragazze! Flavia

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo quando si afferma che le donne sono le peggiori nemiche delle donne. È un'affermazione che mi manda in bestia, figlia della cultura maschilista nella quale, purtroppo, viviamo.
È vero, esistono molte donne che esprimono giudizi gratuiti e crudeli sui comportamenti altrui. poche, forse, quelle capaci di ascoltare, di comprendere, Di mettersi nei panni delle altre, offrendo disponibilità e sincera amicizia.
Di uomini così, invece, ne conoscete molti? Non credo proprio!
Il punto è che un certo tipo di cattiveria appartiene in maniera trasversale al genere umano, solo che alle donne la cattiveria, anche quella, è perdonata meno!
un saluto a tutte,
p.

michelelan ha detto...

Forse sono fuori dal coro.. Ma in un mondo ideale si dovrebbe lavorare meno, lavorare tutti per stare assieme alla propria famiglia e crescere i figli..
Ho spesso discusso con delle mie amiche parlando di parità di sessi.. La parità dei sessi non è essere come uomo, ma avere le stesse possibilità che ha l'uomo nel lavoro e nella vita..
Ma la donna è sempre la mamma..

Dana ha detto...

4 mesi fa ho partorito 3 gemelli e la domanda che mi fanno più spesso dopo "hai fatto cure? Inseminazione?" (che poi non la capisco tutta sta morbosa attenzione al mio status ormonale, cmq no, non ho fatto niente, sono solo molto fortunella), si insomma, la domanda ricorrente é "ma con tre figli non avrai mica intenzione di tornare al lavoro?"
Veramente io ci voglio tornare, al lavoro, ma il lavoro non so se ci sarà ancora.
E cmq è verissima la cosa del voler dimostrare che valiamo di più di... di qualsiasi temrine di paragone, Lo vivo quotidianamente e sono sfinita....

Maddalena ha detto...

P., non è questione che la cattiveria alle donne venga perdonata di meno, secondo me...quello che si vuole dire, o almeno io, è che se volenti o nolenti si parte già di base in una situazione più "svantaggiata" (vuoi per retaggio culturale, maschilismo, infrastrutture scarse, società e chi più ne ha più ne metta) sarebbe più opportuno per tutte fare gruppo e darsi una mano a vicenda invece di mettersi i bastoni tra le ruote complicando ancora di più le cose. Se proprio vogliamo sfogare la "cattiveria insita nel genere umano", quattro pugni a un sacco di boxe potrebbero essere una soluzione meno dannosa per tutti, no?

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder e ciao a tutte,
io vivo in uno dei paesi nordici in cui le pari opportunitá sono prese abbastanza sul serio. Non é la perfezione ma siamo anni luce dall'Italia.
La riflessione di WOnder é importante e vera: conosco svariate giovani donne che immancabilmente, prima o poi, molleranno il lavoro perché non esiste part time, non esiste asilo nido, non esiste che il padre faccia un benemerito cazzo per aiutare.
E´avvilente.

Su una cosa non sono d'accordo: io non credo che il senso di colpa risieda nel DNA delle donne. E neanche che le peggiori nemiche delle donne siano le altre donne, in generale. Prova ne é che in questo benedettissimo paese nordico trovo tanta solidarietá femminile, mai mai mai sentito commenti acidi od odiosi nei confronti di una che lavora/non lavora/ha figli/non ha figli e ha diciotto gatti/ha una moglie invece che un marito.
IO penso che l'invidia e l'acrimonia tra donne siano un sottoprodotto della societá maschilista che ancora c'e' in Italia - la cattiva coscienza di una madre che lavora viene da innumerevoli messaggi silenziosi e norme sociali interiorizzate. Cambiano le norme, sparisce la cattiva coscienza - l'ho provato sulla mia pelle eh.
E gli uomini non si permettono di criticare le scelte di una donna perché in fondo tali scelte intaccano pochissimo la vita degli uomini. Non perdi tempo a criticare una cosa che in fondo non ti tocca: se le leggi contro la discriminazione di genere sul lavoro fossero davvero rispettate e si iniziasse ad assumere a prescindere dal sesso, o dallo stato civile, o dal numero di figli, scommetto che gli uomini italici inizierebbero a preoccuparsi. Mon dieu, avrebbero vera competizione!

Mi scuso per il commento eterno ma proprio non potevo non commentare.

PS. Sono incinta, cazzarola. Wonder, il tuo libro lo trovo da comprare online?

bixx

Anonimo ha detto...

Maddalena,
io non comprendo e non condivido l'assunto "le donne odiano le donne". Io non ho pregiudizi nei confronti delle donne, e se una donna ha un atteggiamento ostile nei miei confronti, non penso che tale ostilità sia frutto del suo essere donna. Tutto qui.
buona domenica e grazie per il confronto.
p.

destinazioneestero ha detto...

Purtroppo sono in tante le donne che per realizzarsi sul lavoro posticipano l'età per avere figli. Col risultato che poi i figli dopo una certa età non arrivano più...
E' ora che l'Italia cambi, ma cambi veramente e prenda esempio dai Paesi migliori. I politici non capiscono o sembra non vogliano capire l'importanza delle famiglie e dell'istruzione nella società e per il futuro di un Pese...

Velma ha detto...

Cara Wonderland, a mio avviso in questo post hai fatto un po' di confusione...perchè
- è vero "che nessun uomo si è mai permesso di fare un commento su come gestisco il mio equilibrio lavoro/famiglia, mentre per le donne sembra essere uno sport agonistico"
- è vero che c'è un "problema culturale radicato nei secoli, nel Dna, nella coscienza"
ma:
- gli uomini non fanno commenti perchè non sono interessati a come una donna gestisce il rapporto lavoro/famiglia, perchè non è un loro problema;
- il problema culturale scaturisce da una differenza fisica e intellettiva.
Fermo restando che la donna è intelletualmente superiore all'uomo, il nostro problema a mio avviso non sono nè gli uomini nè le altre donne.
Molto semplicemente il problema è MADRE NATURA che ha reso la donna-madre INSOSTITUIBILE.
Pertanto, ognuna è libera di fare le scelte che ritiene più opportune, ma io credo che per essere una "donna in carriera" si debbano fare dei sacrifici sull' "essere madre" e viceversa...non si può essere entrambe le cose o meglio si può essere entrambe le cose ma non vivendole pienamente.
Tutto questo se stiamo parlando di una donna-madre. Quanto al ruolo della donna in quanto tale nel mondo del lavoro, invece, il fatto che"le gonne diventano pantaloni quando sali di livello perché altrimenti spostano l'attenzione dalla tua testa" è una triste realtà che un po' mi ha sfiduciata, ma è come combattere contro i mulini a vento.
Quanto a quello che succede in Italia...beh...è davvero uno schifo e concordo pienamente con te.

Laura ha detto...

Il punto è che quando due persone decidono di diventare genitori dovrebbero poter avere la serenità di mettere al mondo una creatura senza lo spettro di trovarsi senza lavoro e con mille sacrifici da fare. Perché se la politica è "lasciamo le donne a casa appena c'è un accenno di pancia, che sono solo beghe", magari una ci pensa due o tre volte prima di rimanere incinta.
Perché ci sono realtà in cui solo il lavoro dell'uomo non basta.
è questo che fa schifo.
Ci si riempie tanto la bocca di famiglia e insostituibilità della mamma nel suo ruolo: tutti bellissimi concetti ma la vita reale spesso è diversa e molto più tagliente, molto spesso entrambi i membri di una coppia devono lavorare e stare a casa a fare la mamma per molte è un lusso che non ci si può permettere. E i figli si posticipano.
Non è che vogliamo fare le "donne in carriera" a tutti i costi, è che spesso non si può fare altrimenti.
Perchè? Perché in questo paese non c'è una politica sociale adeguata.

ok pistolotto finito.

solo9mesi ha detto...

Tra una settimana parto col mio compagno e lascio Viola (11mesi) per due notti...è un viaggio di piacere...però non lo dire a tua mamma eh!!!!! :-) la parità non esiste e anche in questo caso l'italia è VECCHIA INSIDE.

Anonimo ha detto...

MAh...
ora mi rendero' molto impopolare, ma le donne in Italia hanno 3 mesi di maternita pagata + 6 facoltativa e un anno di due ore di allattamento. OGGETTIVAMENTE: quanto produttiva sei in quell anno? OGGETTIVAMENTE nei "PASESI MIGLIORI" le donne tornano a lavorare dopo pochissime settimane, tirano il latte e vanno avanti. Lo stato aureo di mamma si perde in sei settimane, negli stati uniti. Certo che il datore di lavoro non fa differenza: 6 settimane contro 8/10 mesi. Fate voi.

Sapete come dicono qui
"be careful of what you wish for"

ElleA

Anonimo ha detto...

In Svezia le donne hanno 18 mesi di congedo di maternità e gli asili sono a carico dello stato per il 90% della retta.
Io tornerò a lavorare quando la nana avrà 5 mesi, diventando matta per trovare un ridicolo equilibrio tra asilo, babysitter (perchè l'asilo mica me la tiene tutto il giorno o quando è malata) e nonni (che lavorano pure loro), investendo praticamente tutto il mio stipendio per pagare qualcuno che si occupi di mia figlia.. Quanto sarò produttiva? Forse lo sarei di più se esistessero delle strutture tipo asili aziendali o assistenza economica, no?

erinet ha detto...

Carissima Wonder e carissime ragazze che commentate. Sono italiana ma ho sposato un francese, ho due bambine meravigliose e la mia vita attiva e una delle due maternità le ho vissute in Francia fino a qualche anno fa....Che dire, abitavo a Parigi avevo l'asilo nido (fichissimo, cibo bio, struttura nuovissima, colorata e gioiosa) sotto casa (costo del quale defalcavo per metà dalla mia dichiarazione dei redditi), sono stata pagata sei mesi per rimanere a casa ad occuparmi di mia figlia, pur non essendo in CDD...Etc, etc
A Parigi avere figli è fico, i Francesi hanno una delle natalità più alte d'Europa e il tasso d'occupazione delle donne è altissimo, perchè lo fai anche più di un figlio se sai che sei protetta, che non perderai il lavoro, che lo stato ti aiuta e non c'è per forza bisogno di nonni senno sei perduto!!
Non ultimo lo sguardo sociale estremamebte positivo rispetto alla maternità, avere figli non è una cosa da sfigati, anzi!!!
Scusate il commento lunghissimo, ma l'Italia, è triste dirlo, è anni luce indietro, non posso che augurarmi che le cose cambino e presto, perchèil gap che ci allontana da modellli più sviluppati si allarga a vista d'occhio!!

Anonimo ha detto...

ok, ci sono donne che si occupano da sole dei figli perchè i mariti (anche se potrebbero) non ne vogliono sapere. beh, secondo me questi mariti possono comportarsi così perchè le mogli glielo permettono. invece di lamentarsi tanto inizino a mettere il marito di fronte alle sue responsabilità. e poi, smettiamola di considerare "un aiuto" quello che fa il marito. non è un aiuto, è la sua parte di lavoro. non si deve occupare del figlio per fare un favore alla moglie, lo deve fare perchè il figlio è anche suo. una baby sitter è un aiuto (a pagamento), il papà deve fare il suo dovere (gratis perchè è il suo dovere).
mi dispiace essere cosi diretta, ma questo è quello che penso. e a volte ho la sensazione di pensarlo solo io.

mamma contro

la cami ha detto...

non so se l'hai già letto...cmq..."Nel paese delle donne" di Gioconda Belli...

penelope ha detto...

Prendi le responsabilità di cui si carica la donna in una coppia con figli. Mettile sul piatto. Dividele equamente per due, tra te e lui, cioè. Ed è fatta. E' Fatta la parità. Leggevo uno degli ultimi post di yeni belqis "con effetto immediato" A qualche commento dubbioso Chiara risponde che in ogni coppia ci sono mediazioni. Vero. Ma le mediazioni in ogni coppia sono di solito quelle per le quali la donna si sobbarca la cura dei figli. E quando ti va bene, ci sono i nonni. Basterebbe questo. Educare il maschile alle pari responsabilità e allora avremo, davvero, pari opportunità.
deb

trilly ha detto...

perchè ci vorrebbe la possibilità di dare una sferzata di freschezza in quest'Italia molto retrograda e stereotipata. tutto qui, non è l'età è la mentalità.

Arianna ha detto...

quando LE ALTRE non sono in grado di fare qualcosa (credere nella vita professionale, dividersi tra ufficio e famiglia, lavorare da casa, provare a realizzarsi nel lavoro anche con un bimbo da crescere, etc) dicono A TE che non si può fare. Enunciano a voce alta i LORO timori e le LORO perplessità. Perchè se riusciranno a demolirti, ad insediarti il dubbio e farti desistere, se anche tu non ce la farai, allora si sentiranno meglio anche loro, non si sentiranno in difetto, resterà intatta la LORO zona di comfort. E il modo migliore per farti desistere è colpirti dove fa più male: farti sentire una sciagurata, un'egoista, una superficiale che priva il bimbo di chissà che.
Ma il loro scopo non è demolire TE (non è che ce l'hanno con te), lo fanno per non far crollare il LORO castello di certezze.
Metti che ce la fai. Che riesci ad essere una mamma fantastica, attenta e presente, e riesci anche a svoltare nel tuo lavoro, a fare qualcosa che ti piaccia e che ti appaghi. Come la mettiamo?
Allora non è vero che "non si può fare", sono loro che "non ce la possono fare". Ed è diverso, moooolto diverso.

Manoel O. Dias ha detto...

care,

sono un uomo. non sposato. senza figli. (quindi forse dovrei stare zitto?).

pero' su questa cosa penso che dovreste piangervi meno addosso ed essere un po' piu' incisive.

e' vero che la situazione e' ancora abbastanza pessima (specialmente in italia), pero' e' anche vero che le cose sono un po' cambiate...

esempio.

il mio babbo ha quasi 70 anni e non e' praticamente in grado di far partire una lavatrice (nonostante le mille scenate e i mille bigliettini con istruzioni dettagliatissime che io e mio fratello e sua sorella gli abbiamo scritto e appiccicato sulla lavatrice stessa medesima) perche' ai "suoi tempi" gli uomini non facevano nulla.
e' cresciuto con mamma, zia, nonna e sorella tutte sotto lo stesso tetto che gli cucinavano, lo vestivano, facevano le pulizie ecc ecc ecc. poi si e' sposato ed e' passato dal tetto materno a quello coniugale, senza nemmeno un giorno di pausa nel mezzo, e questo e' il motivo per cui non ha mai fatto partire una lavatrice.

bene.

io sono nato 33 anni dopo di lui e so far partire una lavatrice, per esempio. cucino di merda ma cucino. a volte addirittura pulisco il mio appartamento! :-) eccetera eccetera

ora, e' anche vero che conosco dei miei coetanei che sono praticamente allo stesso livello del mio babbo, e che quando li vedo col loro figlioletto in braccio ho l'impressione che non sappiano bene cosa farci (lo vedi nei loro occhi... cercano quelli della moglie come a dirle "ehi, questo qui lo devi tenere in braccio te che io non so che fare!"). pero' questa non e' piu' una regola, non e' piu' la norma.

e poi non e' vero che gli uomini son tutti uguali e delegano a voi le faccende domestiche e l'educazione dei figli. ce n'e' un sacco che non lo fanno.

quindi, sceglietevi quelli giusti. senza pieta'. se uno non ha i requisiti mandatelo a cagare e cercatene un altro. siate strepitosamente irresistibili e allo stesso tempo diabolicamente inflessibili. fatelo. si chiama selezione naturale e funziona da milioni di anni.

m.

La Gattazen ha detto...

Sempre piu spesso rifletto anch’io sulla guerra intra-sex che non inter-sex. Giungo alla conclusione che a noi donne, femmine, ragazze, insomma specie umana genere femminile non va giù che un’altra umana femmina sappia o semplicemtne provi a fare qualcosa meglio di noi, o anche qualcosa in più di noi. Perche purtroppo l’invidia è femmina. Perché purtroppo l’insicurezza è femmina. Perche ancora piu putroppo(perdonate l’errore voluto di sintassi), la vita della femmina è sempre stata , negli anni, nei secoli , nei millenni più sacrificante e dolorosa di quella del genere homo (omo in tutti i sensi ;-).
E questo inevitabilmente genera oltre all’encomiabile capacità di adattamento che “come noi donne nessuno!” anche una innata interna arroganza-presunzione-superbia che riversiamo su chiunque altro, ma in particolare su altre come noi, le donne perché COME NOI dotate di utero e annessi e quindi in qualche modo le altre diventano la nostra immagine riflessa allo specchio (e solo noi conosciamo l’ipercriticità di cui siamo capaci verso noi e verso le altre in particolare).
Si sa che è piu facile odiarci e criticarci che non amarci e perdonarci. Perché la corsa alla perfezione e al “posso fare tutto” (leggi donna multitasking) genera geni ma anche mostri.
Finche non ci libereremo del nostro motto preferito “posso salvare il mondo” sostituendolo con un più umile “posso salvare solo me stessa” (e per fortuna!) vivremo sempre al di sopra delle nostre umane possibilità (e percezioni) e questo distorcerà sempre più la realtà che viviamo fino a riconoscere come nemico chi il nemico non lo è, semplicemente perché non abbiamo il coraggio di guardarci allo specchio e dire “io ti accetto come sei”, “io ti stimo”.
Perché in fondo l’unica cosa che accomuna noi donne è un utero, cosi come l’unica cosa che ci accomuna agli umini è l’essere umani entrambi.
Accettiamo il nostro utero cosi accetteremo anche gli altri…

La Gattazen

Antonella ha detto...

@Manoel sono d'accordissimo con te! Ma infatti il problema non sono gli uomini, ma le donne! Siamo noi stesse che ci remiamo contro. Mia suocera continua a fare la superdonna e pure ci riesce. Lavora e si occupa di figli, marito e ora pure della nipote. Il tutto con il sorriso sulle labbra. Io non so cucinare, non so usare la lavatrice (io e tuo padre insieme saremmo fregati) e cucinare è un grosso problema! Con mia figlia un po' mi arrangio, per forza di cose. Ma sono un drago nel mio lavoro. Io e il mio compagno semplicemente ci siamo divisi i compiti. Ma se a casa le cose vanno bene fuori ricevo solo giudizi e critiche. Mia sucera dice che fare l'insegnante sarebbe un lavoro più consono ad una madre, amiche che non capiscono perchè "abbandono" mia figlia al nido, altre che candidamente dicono che hanno lasciato il lavoro per dedicarsi alla famiglia guardandomi con disprezzo. Io non mi lamento, io FACCIO. Cerco di dimostrare con i fatti che sono un'ottima madre e un'ottimo architetto. E alla lavatrice ci pensa l'uomo di casa!

Alessia ha detto...

Premettendo che sono anni e anni e anni che mi occupo di promozione della parità delle donne, con annessi e connessi, e che di convegni "singolare plurale" sono ormai stufa e arcistufa (e poi che titolo è??? Di nuovo? Un po' di originalità, anche poca, no?!?) e che sono anche un po' acida. Ogni tanto si ritorna alle stesse questioni, rispetto a qualche anno fa, oggi sono molto più d'accordo con Wonder, sui due nemici delle donne. Ma proprio tanto tanto d'accordo! E anche sul fatto che avere in comune un utero funzionante, non voglia dire più o meno niente. Credo fermamente che però ci si possa impegnare per avere i servizi di cui parla @erinet, facendo gruppo anche con gli uomini però, coinvolgendoli, perché io ne conosco tanti che vorrebbero godersi di più i figli, che vorrebbero che la moglie lavorasse e si realizzasse e che magari guadagnasse abbastanza da permettergli un periodo a casa.
E poi nel privato ognuna si gestisca il marito caprone o bambinone che si è scelta, quella è battaglia culturale lunga e faticosa, ma intanto pretendiamo dei servizi validi, fregandocene di tutte quelle che "se porti il bambino al nido sei una madre snaturata", "se stai a casa, è perché sei pigra", "se lavori, è perché sei egoista", "se viaggi, non ti sai sacrificare".... Perché non se ne esce più (e io persone così non le voglio neppure frequentare ai giardinetti, figuriamoci se le voglio ascoltare!)

Wonderland ha detto...

Rispondo con un'osservazione che avevo scritto alla giornalista del pezzo di IoDonna:

Io ho fatto prima la mamma a casa, e senza un lavoro che mi concedesse indipendenza economica e qualche ora d'aria stavo impazzendo. Quando le amiche in ufficio dicevano 'beata te' ero convinta che non si rendessero conto: fare la mamma full time è davvero duro. Avere a che fare con discorsi da bambino, giochi da bambino, ritmi da bambino tutto il giorno, tutti i giorni, se non sei portata è davvero alienante.
Per una donna, il bisogno di essere anche altro, oltre che mamma, dovrebbe essere un diritto sacrosanto. A volte invece sembra che lo spazio per il lavoro, le amiche, la coppia, le passioni, non sia qualcosa che restituisce a un bambino una mamma stimolante e serena, ma solo 'tempo levato ai bambini'.
E' un retaggio della nostra cultura: siamo abituati alla mamma italiana, quella convinta che presenzialismo, lieve ansia e ipercontrollo siano gradevoli manifestazioni di amore. Quella che fa il sugo e le polpette, che va a prendere i bambini a scuola, che li porta alle giostre. Io penso invece che una brava mamma sia soprattutto una donna soddisfatta di sé stessa, che questo significhi stare sempre coi bambini o lasciarli al tempo pieno per dedicarsi alla carriera.
E' vero che le mamme sono giudicate dalle altre mamme, ma è altrettanto vero che siamo le prime a giudicare noi stesse.
Ora che ho riconquistato il mio lavoro come freelance, le volte in cui devo viaggiare per qualche giorno in fondo in fondo mi sento in colpa.
Alla fine ognuna si perde qualcosa: sia che scelga la casa, sia che scelga il lavoro, e vederlo conquistato da un'altra mamma ci fa sempre rimettere in discussione, ci fa sentire la mancanza di quel 'tutto' che non riusciremo mai ad avere.

Vale.81 ha detto...

Io e mio marito in casa dividiamo tutti i mestieri e tutte le incombenze. Molte amiche - mie o dei miei genitori - mi dicono che sono fortunata.
NO, NON SONO FORTUNATA, semplicemente in casa nostra c'è parità. E su questo sono ostinatamente inflessibile.
E credo lo sarò anche per la cura del figlio/a che ci arriverà fra qualche mese.
Io non credo che le donne odino le donne, ma credo che le donne siano le prime fautrici del maschilismo che ancora impera in Italia, quando permettono ai loro compagni, mariti o figli maschi di non contribuire nella gestione della vita famigliare.
Detto ciò, rimane che a 30 anni, volendo sposarmi e avere figli ho accettato un tempo indeterminato - ottimo - ma che non c'entra nulla con quella che avrei voluto essere la mia vita professionale.
In Italia, una donna è ancora spesso costretta a prendere questo tipo di decisione...

Antonella ha detto...

Quando sono rimasta incinta il mio datore di lavoro mi ha fatto le congratulazioni e ora sono di nuovo al mio posto. Poteva trovarne mille senza figli e magari pure con le tette più grosse (XD) ma ha scelto me! E mi ha offerto pure un orario ridotto per via delle mie "nuove esigenze". Purtroppo vedo molte che, non avendone alcuna necessità, si prendono maternità anticipate e facoltative e poi magari pure si licenziano. Questo frega sia quelle che hanno realmente bisogno di stare a casa sia quelle che vogliono e possono lavorare fino alla fine e tornare in pista quanto prima. Mi sono sentita dire da molte "perchè non stai a casa visto che si può" ....forse perchè non voglio e soprattutto non è corretto?

Marta ha detto...

non ci dobbiamo stupire se i datori di lavoro sono terrorizzati dalle ns. gravidanze. non sono terrorizzati dalla gravidanza in sè, ma da tutto il corollario che spesso quest'ultima si porta appresso. diciamoci la verità: tantissime donne oltre a prendersi maternità anticipate, obbligatorie (quelle sono il minimo) e facoltative, si concedono anche permessi perchè il bambino è malato, la scuola è in scipero o chiusa. dobbiamo partire dal presupposto che alle aziende non gliene frega niente dei ns. problemi di gestione familiare. noi dobbiamo essere al lavoro ed esserci anche con la testa. fin dall'inizio dobbiamo crearci una "rete di salvataggio" (v. nonne o baby sitter) che ci supportino nelle emergenze. se non lo si può fare responsabilmente è inutile riprendere il lavoro. Io ho fatto i due mesi di gravidanza e vedo le mie colleghe...le ritengo scandalose. poi quando la mattina arrivo dicendo che mia figlia è stata male tutta notte per un'influenza e che abbiamo dormito solo 3 ore, mi guardano e dicono "ma tu, con tua figlia malata, oggi vieni pure al lavoro???!!!". se queste sono le basi....di che ci lamentiamo??

Anonimo ha detto...

Agganciandomi al commento di Marta...

Per non parlare di TUTTE le donne che gia' al primo mese di gravidanza si mettono in "maternita' a rischio" anche se stanno benissimo perche' e' una di quelle cose che il medico non ti puo' negare e il datore di lavoro non puo' sindacare.

Marta ha detto...

scusate, ho scritto due invece erano cinque (i mesi di maternità obbligatoria).

Anonimo ha detto...

antonella e marta, questo è il problema !!
esiste un diritto, e secondo voi le altre sono scandalose perchè ne usufruiscono....nessuno ci deve giudicare quando stiamo a casa, (si concedono permessi quando il figlio è malato...no lascio un bimbo di quattro anni da solo con la febbre!, oppure con una sconosciuta baby sitter, così sono fiera di non aver abbandonato la catena di montaggio!, e di aver lavorato in perdita !)
ho sentito una donna commentare una collega in maternità anticipata, dicendo:io ho la gravidanza a rischio, ma lavoro lo stesso !

dobbiamo smetterla di fare la gara a chi è la mamma più brava, voi vi sentite di fare così, bravissime, ma non sminuite le altre perchè agiscono in mdo diverso, dobbiamo capire che la fatica di essere mamma la sentiamo tutte, dobbiamo reggerci il gioco a vicenda, altrimenti resteremo sempre indietro.
e il mondo maschile su questa divisione ha sempre prosperato !
GG

Wonderland ha detto...

ecco, questo più o meno è ciò di cui parlo...

Brioscina ha detto...

Sono d'accordo, soprattutto col fatto che ormai anche il fatto di non richiedere la maternità anticipata viene vista in modo strano! Le aziende danno per scontato che appena rimani incinta sparisci.
Pensate che oggi sono andata a parlare con la mia direttrice del personale, per capire cosa devo fare per rimanere al lavoro fino all'8° mese. Beh lei NON NE HA IDEA, perchè NON é MAI CAPITATO che una nostra collega non andasse in maternità anticipata!
A volte siamo noi donne a metterci in condizioni di esser viste solo come casa e famiglia, e così facendo roviniamo anche quelle che vorrebbero continuare la vita che avevano prima.

Concludo dicendo che purtroppo, quando ho scoperto di aspettare un maschio, una parte di me ha pensato che era fortunato, perchè non avrebbe dovuto sopportate quello che sopportiamo noi donne in questi giorni. E il medioevo è passato da tempo!

Mary ha detto...

un monumento a manoel!!! ha ragione, se un uomo si comporta come se fosse ancora nel medioevo, le donne dovrebbero mandarli a quel paese. altrimenti c'è poco da lamentarsi.

Mary

Maddalena ha detto...

GG, se devo essere sincera anche nel tuo commento trovo una buona dose di "giudizio"

del tipo che una madre che non chiede permessi sulla malattia del figlio è tassativamente una che "no, lascio un bimbo di quattro anni da solo con la febbre!" oppure "con una sconosciuta baby sitter, così sono fiera di non aver abbandonato la catena di montaggio!" - ovvero, si evince, per te è una madre degenere.

le frasi tra virgolette sono tue...

purtroppo, anche volendo, sembra sia impossibile non giudicare...

Mammolitta ha detto...

Son proprio arrabbiata.
Ho 32 anni, una figlia di 4 e una di 21 mesi, con la prima gravidanza ho lavorato fino a 3 settimane dal parto, con la seconda mi sono presa tutti i due mesi prima del parto perchè sono un NOSTRO diritto e ne abbiamo bisogno fisicamente!!!! Memore ovviamente delle difficoltà avute dopo il primo parto.
La facoltativa serve molto spesso per allattare tuo figlio se hai latte (anche perchè ci tromentano l'esistenza con l'allattamento a richiesta, il latte di mamma è meglio etc etc) e altrimenti SERVE comunque perchè un bambino HA BISOGNO di sua madre!!!
Poi certo se le necessità ci impongono di lavorare si torna anche prima! Con solo il 30 % dello stipendio ad un certo punto noi non ce la facevamo più e la seconda l'ho messa al nido a 6 mesi, appena iniziato lo svezzamento!
I datori di lavoro (premesso che i miei sono stati "comprensivi" mettiamola così) hanno il DOVERE di rispettare la maternità e quello che comporta! Le aziende hanno una responsabilità sociale, che non significa solo rispettare l'ambiente, non inquinare, etc etc ma anche rispettare la comunità nella quale sono inserite e dalla quale traggono profitto.
A tutte le aziende, a tutto il sistema economico fa comodo che mettiamo al mondo dei figli, che saranno i consumatori di domani, che fanno sì che le famiglie volenti o nolenti facciano girare l'economia, perciò devono anch'esse aiutarci a crescerli e a seguirli.
I figli fanno parte della "normalità" della nostra esistenza, i figli non sono un incidente di percorso, i figli non sono eccezione, sono la norma nella vita di una persona... e di una famiglia. E se i nonni non ci sono più o non sono disponibili e se pagare una babysitter per quando stanno male è troppo oneroso per lo stipendio di due impiegati precari, beh allora il mio permesso per stare a casa me lo prendo eccome e me lo devo prendere senza sensi di colpa!!!!!!!!Oh! echechezzz!
L'alternativa quale sarebbe? Non fare figli? Se vi pare questa la soluzione....

Scusate lo sfogo.
Ciò detto, al momento sono disoccupata ed ho deciso di togliere dal mio curriculum lo stato "coniugata" perchè il sospetto neanche troppo velato è che lo cestinino per direttissima!

Marta ha detto...

ma che diritto è stare a casa quando il bambino è malato?
in che legge è disciplinato?
me lo sarò persa!!?

il diritto è la maternità obbligatoria e non bisogna abusare degli altri istituti che vengono concessi per GRAVI motivi.

il problema sono le colleghe che se via al lavoro lasciando a casa il bimbo malato (ovviamente ben assistito), ti giudicano come se fossi un mostro senza cuore.

Vale.81 ha detto...

rispondo ad anonimo (delle 13.06) C'è differenza tra usare i propri diritti ed ABUSARE dei propri diritti.
Purtroppo, nella mia seppur breve vita lavorativa, ho visto più casi di abusi che casi di reale necessità. E alla fine paga sempre chi ha poi la reale necessità.
Anche questo, a mio avviso, è un caso di "donne contro donne".

Laura ha detto...

Il punto è che se la smettessimo, tutte quante noi donne, di darci addosso come galline isteriche strafatte d'extasy in un pollaio e facessimo invece quadrato, le cose andrebbero meglio. Si farebbero più figli, ma soprattutto verrebbe fuori l'immenso potenziale che abbiamo.
Siamo geneticamente multitasking e ci stanchiamo molto meno rispetto a un uomo.
Avremmo il mondo in mano e invece no. siamo qui a pesare le parole l'una dell'altra.

ah, ps= I millemila mesi di maternità anticipata e posticipata li hai se hai un contratto serio. Cosa che molte ragazze, più o meno giovani, non hanno. Quindi il problema è complesso, molteplice e sfaccettato.

La questione non è trovare di chi è la colpa, ma cercare di risolverlo, sto accidentaccio di problema.

Saretta ha detto...

Lavoro da sempre, apprezzata, stimata, scatti di carriera: ero convinta che non ci fossero differenze tra me e i miei colleghi.
Vivevo nel Castello Incantato evidentemente. Come sono rimasta incinta mi hanno subitanemanete SILURATO.
Quanto ci vorrà a far capire a lor signori che avere un bimbo non significa avere la meningite??

maria ha detto...

Ho una domanda: dopo che abbiamo detto 'le donne sono il peggiore nemico delle donne' che abbiamo concluso? Vedo una sfilza di 'sì è così' 'si è vero' 'si avete ragione', ma a me non sembra chissà che messaggio rivoluzionario. E' da quando sono nata che sento questo discorso ovunque, sulle donne che non sanno essere amiche, che sono più vipere, più maligne, più portate all'affossamento altrui, bla bla blah.
E francamente mi sono rotta di sguazzare in questi detti ripetuti da decenni di bocca in bocca manco fossero l'ave Maria.
Sono convinta che prima di tutto nessuno possa essere amico di tutti, materialmente non ci si può obbligare a trovare simpatica mezza umanità solo perché condividiamo due tette.
Premesso questo, dico che anche una presunta guerra tra donne è ridicola e inutile. Si chiamano antipatie, gelosie, invidie personali ed esistono i tutti e due i generi, in tutte le età, è un dato di fatto.
Il problema per me è ben più ristretto: è il modello di mamma tuttofare che è antiquato, è il modello di donna di casa che nei tempi che cambiano si evolve da angelo del focolare a supereroina del lavoro/casa/famiglia che non deve chiedere mai (aiuto).
E' un ruolo che sta stretto a molte e che altre adorano, ma essendo quasi esclusivamente l'unico modello di cui si sente parlare qui in Italia è chiaro che tutte le donne prima o poi arrivino a confrontarsi con esso, trovandolo idoneo o meno. E' anche l'unico modello su cui giudicare il comportamento delle altre mamme, ed è qui che nascono frustrazioni e reprimende.
E' chiaro che sono le donne quelle che fanno più discussioni in questo ambito dato che le tocca da vicino, mentre i mariti spesso ne sono lasciati fuori proprio dalle donne.
Quindi sono perfettamente d'accordo con chi dice che basta lamentarsi e che bisogna chiedere aiuto alla dolce metà senza vergogne, se si vuole la parità dove non c’è basta chiederla.
Sono anche d’accordo con chi dice che ognuna si deve scegliere la vita mammesca che fa per lei, e se ci sono degli ostacoli e delle difficoltà chiedere aiuto, non è una vergogna, è un segno di maturità.
In ultimis, se qualcuna è criticata per il suo essere mamma, non cominci con la lagna 'le donne sono le peggio', risponda a tono consigliando alla criticona di allargare gli orizzonti mentali, che siamo nel III millennio e le realtà esistenti sono variegate e l'importante è che funzionino :)

Annaelle ha detto...

Marta, e Vale.81.
Sono con voi. Vogliamo un Italia produttiva e efficiente? non approfittiamoci del sistema. Non rubiamo diritti che spetterebbo a chi di problemi ne ha davvero.

Odio la gente che se ne approfitta. Immagina di essere un datore di lavori assumi una con fiducia, e questa ti rimane incinta dopo un mese e sparisce per un anno. Immagina che la persona che manca la sostituisci a fatica, perche' ti serviva. Al prossimo giro di assunzioni ti trovi una ragazza di 25 anni bella e giovane, senza figli e con la fede. Cosa fai?

Siamo noi donne le peggior nemiche di noi stesse. E non perche' parliamo male l'una dell'altra.

ElleA

Anonimo ha detto...

Marta è questo:
http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3B00%3B5773%3B5774%3B5823%3B5841%3B5842%3B5843%3B5844%3B&lastMenu=5844&iMenu=1&iNodo=5844&p4=2

Maddalena il giudizio è contro chi giudica scorretto usufruire dei propri diritti.
o dare per scontato che si stia ABUSANDO di questi.

se una è tranquilla con la baby sitter a casa non deve obbligare le altre a fare altrettanto, e giudicarle assenteiste per questo.

GG

Annaelle ha detto...

No, ma se non te la senti di lasciare a casa tuo figlio, o hai il dono dell'obiquita' o accetti che per il lavoro sei un buco nero.
Perche' si fa tanto fatica ad accettarlo?

Laura ha detto...

Parole sacrosante! Sopratutto per quanto riguarda i nostri due reali nemici: la coscienza e le donne!
Dobbiamo fare qualcosa, insieme, unite! Qualcosa di reale!

Apprendista mamma ha detto...

"smettere di giudicare e giudicarci" sarebbe già un gran bel punto di partenza...

Francesca ha detto...

QUOTO AL 100% Manuel!!
NON SOPPORTO sentire le altre donne che si lamentano perchè "il marito non mi aiuta".
Ma siamo nel Medioevo o nel 2011??!!
I compagni/fidanzati/ mariti si scelgono o ce li impongono? SI SCELGONO. Se non aiutano in casa/coi figli etc... la colpa non è degli uomini, è delle donne!!
Io non lo avrei mai sposato uno che non è in grado di caricare una lavatrice da solo o di cucinare qualcosa di commestibile o di stirarsi due camice!! Manuel ha ragione, le donne dovrebbero smetterla di piangersi addosso!

Sara ha detto...

aelle, Marta e Vale.81

Leggo spesso qui, ma non commento mai, spero non me ne vogliate se comincio rispondendo a voi, ma l'ultimo esempio usato da Annaelle tratta un tema sul quale ho riflettuto lungamente.

E' vero che in Italia abbiamo la tendenza ad ABUSARE dei nostri diritti, ma è anche vero che quanti di noi sono giustamente orgogliosi di non farlo a volte dimenticano le difficoltà circostanti e usano un metro troppo severo per giudicare.
Nel caso della gravidanza subito dopo assunzione, per esempio, io ho sempre criticato chi lo faceva. Poi un giorno ho realizzato che il mio tempo indeterminato è arrivato che avevo già 33 anni, al mio compagno quando ne aveva 37. E per molti, se arriva, arriva più tardi: quanto a lungo si può procrastinare una scelta che è comunque legata anche a fattori fisiologici?
Inoltre: e se quella ragazza ci stava provando da tre anni e ha avuto fortuna solo dopo il contratto?
Ripeto, anche io non sopporto gli abusi, ma credo che dovremmo andarci più cauti nel misurarli.

Per dire: una mia amica è incinta, e tutti i giorni si fa tre ore di mezzi pubblici per andare e venire dal lavoro. La dottoressa voleva metterla subito in maternità anticipata, ma lei non ha voluto.
Ora suo papà si è ammalato di tumore, lei è figlia unica e orfana di madre, quindi non ci sono moltissime persone che possano aiutarli. Tutti le dicono di prendere questa anticipata, lei continua a nicchiare. Io non so cosa consigliarle: qual è il confine fra privilegio, diritto e abuso?

Al di là della guerra fra donne, io penso che in un Paese così impoverito a tutti i livelli come il nostro, dovremmo recuperare solidarietà e comprensione, inter-sex e intra-sex.

Anonimo ha detto...

cara wonder, appena rientrata dal viaggio di nozze il mio titolare ha iniziato a fare terrorismo piscologico a me ed a mio marito (..) quando lo incrociava al lavoro dicendogli di non sognarsi di fare figli.
vorrei tanto chiedergli che avrebbe detto lui, se queste stesse parole fossero state rivolte anni addietro a sua moglie o, volendo, a sua madre
che tristezza!!

Antonella ha detto...

No un momento, io ho sottolineato il fatto che i datori di lavoro spesso vengono gabbati da donne che APPROFITTANO dei diritti che sono loro concessi. Quasi tutte le mie amiche si sono fatte l'anticipata grazie a medici compiacenti che hanno firmato una gravidanza a rischio quando non c'era! Io sono l'unica che si è fatta i canonici 5 mesi semplicemente perchè mi ritengo una persona corretta. Non sono una supermamma, ma nemmeno una persona disonesta. Se una sta male ha DIRITTO di avere ciò che le è dovuto, altrimenti prende ferie o si mette in aspettativa. Io non giudico quelle che hanno voluto star a casa dal giorno del concepimento, ma sono stufa di venir giudicata io una scriteriata se non tengo la tetta sempre in bocca a mia figlia o se ho scelto di mandarla al nido per andare a lavorare. Scusate se insisto, ma non fanno altro che farmi sentire una snaturata e comincio ad averle piene!!!

WonderAusten ha detto...

Non sai che darei per poterti avere al convegno che sto organizzando "Non è una Città per Donne"... ma come si fa ad avere un ologramma di Wonderland?!?! ;-)

Vale.81 ha detto...

GG, a me pare che i giudizi li stia dando solo tu.
Io non ho detto che do per scontato che tutte le donne che vanno in maternità anticipata stiano abusando del loro diritto. Ho detto che purtroppo ho visto più esempi di abusi che di reale uso dei propri diritti per gli scopi per cui ci sono. Ovviamente la mia è una visione parziale e circostritta a un esiguo numero di anni. E ovviamente spero di essere solo stata sfortunata, ma temo non sia così.

Marta ha detto...

sì GG, il permesso è vero che puoi prendertelo, risulta come un'assenza giustificata e non è retribuito, ma quello che volevo far notare è che, agli occhi del datore di lavoro, il tuo posto per quel periodo è vacante. comunque lui ha il problema che la lavoratrice di fatto non c'è e deve metter mano (poco o tanto che sia) all'organizzazione del lavoro. a me non sembra tanto un diritto che una può prendersi a cuor leggero.
è un discorso complesso, me ne rendo conto ed ovviamente non voglio offendere nessuno, ma io cerco di comportarmi in un modo per cui poi nessuno abbia nulla da ridire.
gran parte della differenza, a mio parere, la fa anche la frequenza con cui una persona fa ricorso a certi istituti.

Anonimo ha detto...

ciao,
sono una mamma che sta per diventare bis ad aprile. ti ho scoperta e molto seguita dopo la nascita di mia figlia (ho googlato viola, mia figlia, e mi sono imbattuta nella saga della polpetta). sul forum alf ho letto un post di una machedavvero in attesa per luglio...sei tuuuuuu???????
se sì cassa il mio commento e dillo quando vuoi sul tuo blog, naturalmente devi dirlo come e quando vuoi
ciaooooooo
se è sì congratulazioni!:)

Federicasole ha detto...

Da sempre combatto questa battaglia sulla parità dei generi, la mia tesi vertiva su questo. Ma devo ammettere che anche solo nella mia cerchia di amicizie sono le donne le più retrograde nel pensiero: solo a causa dei nostri retaggi culturali che ci appesantiscono non riusciamo a liberarci e a vivere senza pregiudizi. Le mie amiche (non tutte ma molte) pensano che sia normale fare i salti normali fra figli e lavoro, che sia un compito esclusivamente della donna e che se l'è cercata e voluta quindi non dovrebbe lamentarsi. Lo stesso le donne di casa ci godono a vedere la fatica che facciamo noi giovani per conciliare tutto, mia suocera pensa che non dovrei lavorare perchè lei faceva solo la mamma e mi considera strana per questo, come se lo facessi per capriccio. Mia nonna mi guarda male se apparecchio con i piatti di carta quando non ho tempo di lavarli. Il passo più grosso che possiamo fare è recuperare la solidarietà femminile e unirci come forza.

Alice ha detto...

scusate, ma tutto quello che viene detto qui poi diventa anche realtà dei fatti o restano parole di un blog? cioè, tutte quelle che si lamentano che il marito non fa niente, oltre a lamentarsi gli fanno anche capire che il loro comportamento non è corretto? e ottengono dei risultati? perchè se tutto si risolve in commenti al post... beh, non lo vedo tanto utile.

Mammolitta ha detto...

A parte il fatto appunto che il diritto di assistere tuo figlio quando è malato è sancito per legge... e che non è retribuito e che ne puoi usufruire solo se presenti il certificato medico ovviamente! Puoi prenderti quanti giorni vuoi entro i primi 3 anni del bambino mi pare e dopo i tre anni i giorni di assenza che ti concedono per questo motivo sono solo 5 all'anno. Per il resto suppongo che chi se li prende siano permessi che uno normalmente matura, donna o uomo che sia. E il fatto di prenderseli indiscriminatamente per il figlio o per una visita medica propria o perchè ha voglia di stare a casa è un discorso applicabile sia agli uomini che alle donne. Intendo dire che se uno è lavativo lo è al di là dei figli e dell'essere donna.

Detto ciò... non siamo uguali! A differenza degli uomini noi mettiamo al mondo i bambini, per questo abbiamo un compito in più rispetto a loro ed è nostro diritto e dovere crescerli... se la società pretende e noi auspichiamo la parità in tutti i sensi allora ci dovrebbero essere gli strumenti per permettere alle famiglie di procreare in serenità senza danneggiare i propri datori di lavoro. Che poi diciamocelo, la maternità è a carico dello stato, così come i permessi etc etc...cioè ce la paghiamo noi con i nostri contributi che versiamo salatamente! E come sapete all'azienda assumere una sostituzione maternità costa meno che assumere un dipendente normale.

Che poi ci siano i fannulloni, gli approfittatori etc etc sono d'accordo, ma non sono solo le donne! E non so le altre ma delle mie amiche, su una decina che ha partorito, solo 2 si sono prese maternità anticipata, una per il lavoro a rischio e una perchè stava male. Non mi sembra una percentuale esagerata.

Auspicare la parità come la volevano negli anni 60 secondo me al giorno d'oggi non ha senso. In 50 anni le cose dovrebbero essersi evolute ed invece siamo ancora qui a discutere.
Mentre riconosciamo quale diritto le ferie, le festività, il pagamento degli straordinari, il riposo settimanale, le 40 ore settimanali, la malattia, il congedo matrimoniale (avrà più senso il congedo matrimoniale o assistere i propri figli?!?!?!?)... la maternità ancora no... ancora appare un lusso che ci concedono.
Non so, a me sembra così naturale che una donna faccia figli che non capisco davvero perchè si debba mortificare... come dicevano altre qui la società italiana è maschilista e pure schizofrenica!

Anonimo ha detto...

Ragazze, ma qualcuna di quelle che qui decanta il nord europa come "asili costano meno" e "tutte le donne lavorano dopo la gravidanza" ci abita veramente nel Nord Europa?
Non ho letto tutti i commenti, mi sembra di averne vista solo una...
Beh io sono in Olanda, l'asilo 3 gg alla settimana per due bimbi costa 1500 euro al mese. Il 40% delle donne olandesi dopo la gravidanza torna al lavoro part-time, massimo 3 giorni a settimana, perche' tanto tra sussidi e lo stipendio del partner si vive.
magari e' piu' facile avere il part-time, ma non per tutti i lavori. Il mio capo non me lo darebbe mai. La maternita': 3 mesi tra prima e dopo il parto.
quindi non e' vero che qui sono tutte donne in carriera con gli asili gratis. al solito tutte dietro a raccontarsi che l'erba del vicino e' piu' verde. forse si piantasse con questi paragoni senza averne esperienza e si iniziasse veramente a fare qualcosa, la situazione cambierebbe.

Marina

Anonimo ha detto...

"Io penso invece che una brava mamma sia soprattutto una donna soddisfatta di sé stessa, che questo significhi stare sempre coi bambini o lasciarli al tempo pieno per dedicarsi alla carriera"

Wonderland, non ti sembra un pò troppo comodo? Una buona carbonara è fatta con la pancetta e il guanciale, ma è pesante e piena di grassi. Non puoi averla buona E leggera. O l'uno o l'altro. La buona novella del "quality time" è una boiata autoindulgente volta a mitigare i sensi di colpa, ma si scontra con la realtà, che non tiene conto delle idee in voga. I bambini hanno bisogno di stare con i genitori quanto più è possibile. Questo è oggettivamente difficile oggi, talvolta impossibile, ma la cosa non cambia di una virgola la questione. Quindi l'assioma mamma in carriera = buona madre perchè è soddisfatta, è falso come l'inferno, se hai dubbi chiedi ai figli di tali madri cosa pensano della cara mammina. Difficilmente ti piacerà quello che ascolterai.

Signore mie (sembro una di quelle vecchie dal pizzicarolo....), molti dei vostri (nostri) problemi nascono dal fatto che nessuno vuole rinunciare a nulla, che si pretende di avere diritto a tutto. Non è così. Tutto nella vita presentaun prezzo da pagare, e non è una questione di genere o di tempi.

Un piccolo imprenditore avrà difficoltà a pagarvi la maternità (specie se ha pochi dipendenti), è normale che abbia paura ad assumere quindi. Non è la croce rossa, è una azienda, sta li per un motivo solo: i soldi.
Avere una carriera richede molto tempo e dedizione, ergo dovrete sacrificare il resto. Vale anche per i maschietti: molti di quelli in carriera hanno vite private disastrose.
Se non volete accettare lavori che non vi piacciono, non fatelo: trovatene altri! Se non ci riuscite nella vostra città, andatevene. Se in Italia non riuscite (io fui tra questi) andatevene. Andate dove il lavoro che vi piace tira. Questo ha un prezzo da pagare, in tanti modi che chi non è mai espatriato non immagina, ma nulla è gratis al mondo. Se siete sposate parlate col marito e trovate insieme il posto, la soluzione, essere in due non è un peso, è una ricchezza! Per la cronaca: quando poi le cose le vogliamo fare veramente, le facciamo. Io andai via anni fa, un mio collega, alla verde età di 55 anni, ha preso moglie e figlie e se ne è andato nei Downunder.

Su signore (e due...) più determinazione e meno lamentele, che avete qualità e cervello per riuscire! Determinazione eh, non stronzaggine....

Chiedo scusa per l'eccessiva lunghezza del post.

Anonimo ha detto...

@ Marina:

gli asili nido e gli asili in genere qui (in Svezia) sono largamente sovvenzionati. C'é anche da dire che nelle 'grandi' cittá non c'é posto, e quindi non é insolito che si iscriva il pupo in lista d'attesa appena nato (o prima che nasca).
Per la maternitá, qui sono 15 mesi per la madre al 70% dello stipendio.
Molte, moltissime tornano a lavorare ed é molto diffuso il part time; in genere i datori di lavoro concedono flessibilitá e se non lo fanno sono cazzi per tutti perché in materia di bimbi la Svezia non scherza.
Questo é quello che so. Non c'é da lamentarsi, tutto sommato. Farei comunque molta, molta attenzione a dipingere la Scandinavia (ma anche l'Olanda) come il paradiso in terra.

bixx

Francesca ha detto...

@ Anonimo delle 12.58: i miei genitori hanno sempre lavorato entrambi tutto il giorno, uscivano la mattina e toranvano la sera, e io stavo con i miei nonni, eppure io non ricordo nemmeno UN SOLO giorno in cui non mi abbiamo ricontrollato i compiti, o ascoltata mentre raccontavo la giornata di scuola, o giocato con me sul tappetto dopo che erano tornati a casa stanchi, e certo non mi sognerei mai di dire che non siano stati dei bravi genitori o che mi abbiano dato qualcosa di meno perchè stavano fuori 12 ora. Il tempo di qualità ESISTE, sta a noi usarlo.

Anonimo ha detto...

Ho una domanda: secondo voi quanto tempo devo aspettare prima di poter cercare un bimbo, avendo cambiato società a giugno 2011?

Mammolitta ha detto...

"Un piccolo imprenditore avrà difficoltà a pagarvi la maternità (specie se ha pochi dipendenti), è normale che abbia paura ad assumere quindi. Non è la croce rossa, è una azienda, sta li per un motivo solo: i soldi"


La maternità NON LA PAGA L'AZIENDA la paga l'INPS!!!
Te la trovi in busta perchè te li versa l'azienda che li recupera negli F24. Non fanno beneficienza!
Non è una giustificazione per non assumere donne! Le aziende non falliscono a causa delle maternità perchè ci sono tutti gli strumenti per tutelare lil datore di lavoro... paghiamo i contributi nelle nostre buste paga proprio perchè l'inps paghi il congedo maternità! Non pesa sull'azienda quindi, a meno di accordi particolari (80 % inps + 20% datore di l'azienda).
Mammolitta

Anonimo ha detto...

Intanto 20% li sgancia l'azienda, che comunque si deve assumere un sostituto. Che cmq ti ha assunto per lavorare, non per far figli.

Perche' continuiamo con la mentalita' assisstenzialista? ma l'inps, non sono le nostre tasse ? il nostro stato? che cazz... andiamo avanti con il magna magna e poi vediamo che resta?

patalice ha detto...

guarda... i miei lavoravano tantissimo quando io e mia sorella Jn eravamo piccoline... Paparotto Gigiotto prima delle 10 di sera non è mai stato a casa, e noi di conseguenza lo aspettavamo sveglie con una voglia incredible di vederlo! la SuperMamma aveva appena aperto la sua attività, quindi quando ancora ci allattava faceva 3/4 volte al giorno avanti e indietro da casa della SuperNonna per darci da mangiare... se anche io farei così?! non lo so... sarà che la SuperMamma non è la SuperNonna... sarà che forse io vorrei "godermi" di più i miei figli... ma amo incondizionatissimamente i miei, che stimo e con i quali vivo e lavoro...e non li cambierei con nessun PRESENTISSIMISSIMO genitore al mondo!

Anonimo ha detto...

Mia madre è sempre stata una donna in carriera..non ho mao sofferto per questo ho avuto un' infanzia meravigliosa con una madre stupenda e sempre presente! Anonimo delle 12.58....hai scritto un mare di stronzate...scusa tanto!

zauberei ha detto...

Non riesco a leggere tutti i commenti, ma il numero da anche l'ampiezza di un problema.
Secondo me è proprio obbiettivamente sbagliato dire che i bambini hanno bisogno dei genitori il più possibile. Per cui l'ideale è una madre al 100 per 100 dedita. Mi viene l'angoscia - per il figlio - al solo pensarlo.
Una madre al 100 per 100 dedita è una madre che:
1. Non distingue l'età del figlio da 0 mesi, 3 mesi, 1 anno 6 anni 12 anni.
2. E' intrusiva, soffocante svalutante.
3. Non è una controparte soggettiva, non ha niente da dire
4. Non insegna al figlio l'indipendenza, non insegna al figlio il rischio, no
5. non sopporta la separazione, il dolore e non insegna al figlio a elaborare queste cose.

Io non giudico le donne che non lavorano, e trovo che la via di mezzo per uomini e donne sia auspicabile. Io l'ho trovata e ne sono molto contenta: non mi piacerebbe essere nella condizione di lavorare tanto e non godermi il privato. E' un lusso purtroppo e trovo che le condizioni economiche che spesso impongono delle scelte sono di fatto patogene.
Ma una madre che lavora, se le si desse la possibilità di farlo in modo duttile e nel rispetto dei tempi di emancipazione dei figli, è una madre che ha più chance di instaurare un equilibrio sano con se stessa e il bambino, di una che è polarizzata a casa o nel lavoro. Le donne italiane sono costrette per la contingenza, per le difficoltà che hanno a focalizzare le loro attenzioni sulla prole, e questo non fa bene a nessuno ( e secondo me tanti fenomeni che si vedono, certe difficoltà a svincolarsi per diventare adulti e adulte - rragazzine che non riescono a diventare donne, e fare figli, generazioni di persone che non riescono ad andarsene di casa - è anche un po' l'esito di questo aspetto psicologico e culturale, che va a influenzare l'economia e certi sviluppi mancati che circolano (per cui per esmepio, a nessuno viene in mente di lottare o protestare per i costo degli affitti, per eventuali sgravi fiscali etc.)

Anonimo ha detto...

Io lavoro dal 98 in uno studio legale, sono l'unica dipendente e sono a tempo indeterminato. Faccio 8 ore al giorno, ed esco di qui mai prima delle 19.15. Corro a casa, sentendomi in colpa anche se becco un rosso in più al semaforo. Quando sono a casa, poi, ho mille cose da fare, e mi destreggio tra lavori di casa e figlio di 3 anni e mezzo.
Ho fatto 6 mesi di maternità e il capo col cavolo che mi ha concesso quel minimo di flessibilità che avevo chiesto "torno presto in ufficio, ma vorrei un po' di tempo per stare a casa, ho tante ferie accumulate..." SEEEEEEEEEE CIAOOOOO per potermi prendere qualcosa, ho dovuto minacciare di andare dai sindacati! E poi ho preso la maternità facoltativa per un altro mese, distribuendo una settimana al mese fino ai 3 anni di mio figlio. In totale 7 mesi tra obbligatoria e facoltativa.
Tornassi indietro COLCAVOLO che ne farei così poca! farei come tutte quelle che ho sempre "rimproverato": gravidanza a rischio FINTA da subito e a casa fino all'anno del bambino.
E un vaffa gratis al mio capo! Che non l'ha capito che la mia maternità me l'ha pagata l'INPS, che non era un part time quando facevo solo 6 ore (quando mai erano 6?!) per l'allattamento... Che avrei diritto a stare a casa quando sto male (oggi, per esempio, ma non posso, perchè già domani pom devo portare mio figlio ad una visita, e che fai, stai a casa tutto sto tempo, lasciando l'ufficio chiuso, che lui non c'è mai e gli affari vanno male e forse chiudiamo del tutto?!)
Sto cercando un lavoro, mando cv a tutti, rispondo ad annunci online e scrivo alle ag. interinali, ma NESSUNO che mi richiami. NESSUNO.
Ad un colloquio che sono riuscita ad ottenere, l'estate scorsa, la seconda domanda è stata HAI UN FIGLIO, UN FRATELLINO NON GLIELO VUOI FARE?! ecco, la mia cancellazione dall'elenco dei papabili, era tutta in quella domanda. Ovviamente ho risposto ASSOLUTAMENTE NO, ma non bastava! Per quel posto, poi, hanno preso una che ha 48 anni e molta meno esperienza di me nel settore, e stai sicura che il figlio non glielo fa!

Idanna-sensi-di-colpa-a-mille.

Oggi Mordo ha detto...

Crackare il sistema dall'interno è la più grande idea che abbia mai sentito. Dovrebbero farti Ministro dell'Istruzione.

giordana ha detto...

30 anni, contratto a tempo indeterminato e una abbastanza lanciata carriera davanti agli occhi, poi UNA FIGLIA. Oggi mi sento rispondere che "attualmente non sono una risorsa su cui l'azienda può puntare" perchè devo uscire inevitabilmente tutti i giorni alle 16.30 per correre a prenderla al nido.

Antonella ha detto...

Anonimo delle 12 e 39:
Che il quality time sia una boiata, lo dici tu. Io ho passato tutta la mia infanzia e giovinezza con mia mamma a casa e fidati che a volte ne avrei fatto volentieri a meno. Un genitore non è solo una chioccia, ma è anche un esempio. Avere a casa una mamma 24 su 24 a disposizione va bene se lo fa con piacere, se deve essere una sofferenza allora no. Vedere una mamma che rinuncia a tutto per un figlio non credo che faccia bene a nessuno dei due.
Per quello che riguarda il lavoro credo che tutti abbiamo dei diritti e dei doveri. Vero che i doveri andrebbero rispettati, ma è vero anche che i furbetti esistono e come sempre inguaiano chi invece è onesto. Ovvio che i datori di lavoro non dovrebbero gneralizzare, ma sono esseri umani che prima di tutto tirano l'acqua al loro mulino. Anche se la maternità è pagata dall'inps, capita che uno si trovi all'improvviso senza una (o più dipendenti) e non per tutti i lavori è possibile trovare una degna sostituta (a volte il lavoro deve essere insegnato).
Se volete il mio parere mi trovate qui: http://antoquasi.blogspot.com/2011/11/cosa-fai-nella-vita-la-mamma.html

Stellina ha detto...

...donne contro le donne: SCANDALOSO!!! c'è una collega col contratto a termine che resterà a spasso solo perchè si è fatta riconfermare il contratto di un anno prima di annunciare di essere incinta da 2 mesi. e che doveca fare?!? infatti la lascerannoa a casa comunque ma almeno ha un anno pagato! la sua capa è una DONNA e ha detto a chiare lettere che è molto delusa dal suo comportamento.
HO LA NAUSEA!!!

bacetto alla Porpi

Stellina ha detto...

...dimenticavo il particolare su me stessa: ho aspettato di avere il tempo indeterminato per provare ad avere figli, altrimenti mi sarebbe capitato come la collega di cui ho scritto sopra.
a me è andata bene, ma 2 anni di attesa fanno di me una mamma ancora più "anzianotta"

Anonimo ha detto...

HELP...SEMBRA DI ESSERE IN UN POLLAIO
:)
serena

Wonderland ha detto...

"Un genitore non è solo una chioccia, ma è anche un esempio."
Ecco, lo penso anche io con tutto il cuore.

Ogni commento che leggo mi dà la piena idea di quanto questo argomento sia del tutto irrisolto. Politicamente, socialmente, ma anche un po' nella nostra testa.

virginiamanda ha detto...

Ciao Wonderland,
e ciao a tutti i commentatori/trici.
Credo il problema sia più d'uno.
1) non tutti ci devono per forza stare simpatici, né dobbiamo sentirci solidali con loro. Che il punto in comune sia il sesso o la provenienza, uno può starmi molto o poco antipatico. Anche perchè nel mio caso dovrei sentirmi solidale con Borghezio (provenienza) e Flavia Vento (sesso).
Per fare un movimento sociale, prendere come punto di partenza la somiglianza di quello che abbiamo tra le gambe non mi sembra vincente.
2) genitori presenti vs genitori che lavorano. La mia esperienza: i miei genitori hanno deciso DI COMUNE ACCORDO che mia madre sarebbe rimasta a casa con noi fino al compimento dei 18 anni dell'ultimo figlio (io). Per farlo, mio padre le ha pagato i contributi.
3) Abuso vs uso dei permessi, maternità, etc... questo non è un male femminile, ma sociale. Chi se ne approfitta fa come chi se ne approfittava delle assenze a scuola quando c'era compito. Ovvio che lo puoi fare, ma danneggi la società. Questo riguarda non un sesso, ma il senso civico e la coscienza di ognuno.
4) Papà che non aiutano in casa. Mia esperienza: detto quanto sopra, mio padre si è sempre fatto in quattro per non farci mancare nulla (aveva tre figli da mantenere ed una moglie praticamente assunta da lui) quindi lavorava anche quattordici ore al giorno. Mia madre non ha mai voluto che stirasse una camicia da solo. E papà negli anni si è ingegnato, non chiede, fa. Appena la mamma si gira, passa l'aspirapolvere o stira. Se mi sembra che mio padre mi abbia trasmesso un concetto sbagliato e maschilista o retrogrado della paternità? Affatto. I miei si amano ancora dopo mille anni di matrimonio, mia madre l'ha fatto volentieri di rimanere a casa ad accudirci, papà c'è sempre stato alla sera. Mia madre non rinfaccia a mio padre di non fare i lavori in casa, ed io trovo che anche questa sia divisione dei compiti ed equità. Tu lavori, io accudisco i bambini e la casa. Che il tu o l'io sia un uomo o una donna non cambia il concetto. La base è una coppia che gestisce la propria mole di doveri e li ripartisce come crede senza che uno dei due si senta sovraccaricato.
5) Cara Wonderland, l'argomento è complesso e richiede un'attenzione da parte non solo dei politici, ma dalla base che quei politici vota. Ma come questi commenti dimostrano, la base elettorale non è molto omogenea nelle sue rivendicazioni.
Un caro abbraccio e grazie per il confronto

Rebecca ha detto...

sono orgogliosa di seguire un blog come il tuo Chiara, guqrda che successo con questo post, e non entro nel dettaglio a commentare se non per dire che solo la cosa "donne contro donne" ci deve far seriamente pensare... nel mio piccolo penso che qui in Italia questo nostro status donna-lavoratrice-mamma non verrà mai risolto. Ma ciò che è stato scritto sopra "Un genitore non è solo una chioccia, ma è anche un esempio" lo condivido al 1000%

Wonderland ha detto...

Grazie a tutti dei vostri commenti, e di questo confronto, secondo me molto indicativo della situazione. E' vero, come dice Virginia, che il primo cambiamento va fatto alla base, e secondo me è una presa di coscienza e un chiarimento di idee su diritti/doveri che appaiono ancora confusi, pieni di retaggi del passato. Parlarne però è sempre utile. Si inizia a piccoli passi, qualsiasi cosa.

Anonimo ha detto...

fino ai 18 anni dell'ultimo figlio???

accidenti, il pannolino ve lo siete fatti cambiare a lungo, eh...

Mammolitta ha detto...

E' vero guarda come ci arrabbiamo, più o meno tutte... però il parlarne aiuta secondo me. Io credo che appunto nemmeno noi donne siamo consapevoli di quali siano i nostri diritti (ed alcuni commenti ne sono la dimostrazione) ed è per questo che alla fine quasi ci sentiamo in colpa a fare figli, o crediamo che in fondo sia giusto così. In fondo in Italia la situazione dal punto di vista degli istituti non sarebbe così disastrosa, ma c'è ancora chi pensa che chi usufruisce dell'allattamento sia una lavativa, che chi si prende un permesso lo faccia per un proprio capriccio, che chi non lavora 10 ore al giorno ma chiede un part time sia un peso per il sistema economico.
D'altra parte c'è chi invece viene giudicata una madre degenere perchè sceglie di realizzarsi anche nel lavoro, perchè vorrebbe non sentirsi in colpa verso i propri figli se per un giorno li lascia alla nonna o alla babysitter, se non si sente la classica mamma chioccia.

Il problema secondo me è proprio questo, noi stessoefacciamo fatica ad accettarci e ad accordarci sul ruolo di mamma. Ma in fondo dovremmo forse renderci conto che ognuno è felice e realizzato a modo suo e il compito dello Stato e della società dovrebbe essere quello di poter fare delle scelte in serenità. Questa dovrebbe essere l'evoluzione dell'essere umano, se 50 anni fa il problema non ce lo potevamo e era normale accettare il compromesso (se hai figli stai a casa se vuoi lavorare non devi farne) forse oggi invece le cose le cose dovrebbero essere un po' cambiate.

In bocca al lupo a tutte, comunque la pensiate!

Anonimo ha detto...

Sono una mamma di 28 anni.
Il mio primo figlio è nato morto e mi sono dovuta fare a casa 5 mesi CINQUE MESI di maternità perchè è obbligatoria. Io volevo tornare al lavoro, ma non potevo. Quando sono tornata sono rimasta di nuovo incinta. I miei capi hanno storto il naso ma io ho lavorato fino a 3 settimane dal parto. Sono rientrata che mio figlio aveva 5 mesi. Ho chiesto il part time: negato. Ho chiesto la flessibilità d'orario: negata. Ora mi ritrovo a scadenza contratto e lo prenderò in quel posto. Bell'italia, bella davvero...

Anonimo ha detto...

l'unica cosa in cui voglio essere multitasking è mettermi lo smalto mentre guardo Gossip Girl.

Alessia

sara ha detto...

sono d'accordo con te a proposito di problema culturale. Io devo dire che ho avuto fortuna , perchè dopo che sono stata licenziata da una multinazionale svedese in seguito alla mia gravidanza, ho trovato lavoro in un piccolo ufficio. Il mio titolare è un mammo moderno: si portava la figlioletta in ufficio mentre la moglie era in giro per il mondo per lavoro e , forse anche per questo, è sempre stato molto comprensivo nei miei confronti (oltre a rendere il mio contratto indeterminato dopo la mia seconda gravidanza, mi permetteva di tenere la piccola in ufficio per allattarla mentre lavoravo...)... in tutto cio, persiste sempre quel senso di colpa dentro di me ogni volta che lascio i bambini per fare qualcosa che non sia necessario..per quanto vorrei e potrei essere libera, non ci riesco.

Anonimo ha detto...

"Mi viene in mente, soprattutto, che nessun uomo si è mai permesso di fare un commento su come gestisco il mio equilibrio lavoro/famiglia, mentre per le donne sembra essere uno sport agonistico."
Tesoro, è solo perchè NON GLI INTERESSA...

Martina ha detto...

Guarda, hanno creato un sito che potrebbe piacerti/vi (a tutte le donne): http://tutti-uguali.it
Intanto gli uomini non possono entrarci, ci si collega tramite facebook e chi di loro ci proverà... avrà una sorpresa :D
C'è anche il test su "che razza di uomo sei", da morir dal ridere, il mio è uscito Pavone ahahah

Blog Widget by LinkWithin