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sabato 17 dicembre 2011

Cose che ho fatto nelle ultime 72 ore

Cose che ho fatto nelle ultime 72 ore:
- cantato LadyGaga al karaoke di un party di Natale inglese, insieme a inglesi ubriachi.
- sorriso e annuito alla quantità di gente che mi parlava, assai convinta che io comprendessi tutto, al suddetto party. Scambi di battute del tipo: "hai un bell'accento!" - "grazie, ma non ho capito una mazza lo stesso di quello che hai detto fin ora."
- risposto YES! a uno che mi ha fatto una domanda col sopracciglio alzato. domanda che non ho capito. domanda alla quale probabilmente avrei dovuto rispondere un indignato NO! vista la conseguente risata fino alle lacrime del tipo. domanda che non conoscerò mai.
- sentito una vaga sensazione di tempo buttato davanti a una ragazza più giovane di me che ha lasciato casa sua a 18 anni, vissuto in tre paesi, imparato altrettante lingue, e che non sa dove sarà il prossimo anno. era la vita che avrei voluto per me, e che non sono riuscita a regalarmi. fa un po' male.

- camminato scalza per Regent Street. shame on me.
- sentito una prepotente voglia di ufficio e colleghi. ancora più forte del solito. mi fa venire voglia di mandare a puttane tutto il mio lavoro da freelance solo per avere qualcuno con cui sparare cazzate alla macchinetta del caffé. con cui pranzare insieme. con cui fare squadra. la sensazione di appartenere a qualcosa che non sia 'te stessa'.
- visto in videochiamata Skype il primo taglio di capelli dal parrucchiere della Porpi. Fa molto madre degenere ma non era possibile rimandare: sembrava un barboncino.
- soffiato nel culo di una renna di legno insieme a TheQueenFather. muggiva.
- atteso circa 45 minuti Lui davanti all'entrata di Winter Wonderland surgelandomi pure le budella.

- lasciato bigliettini di #leaveamessage con aria vaga, nei seguenti luoghi: sulla metro dentro Styled magazine, su una panchina di Hampstead, in un locale di Belsize Park, dentro a un guanto a forma di zampina di cane in vendita a WinterWonderland, in mezzo ai timer da cucina e dentro a una tazza verde da John Lewis.

- entrata nel bagno dell'aeroporto in jeans e stivali, struccata. uscita dal bagno dell'aeroporto in abitino borchiato, tacco12 e smokey eyes.
- acquistato la tazza più bella del mondo. rotto la tazza più bella del mondo uscendo dal negozio. tornata a comprarne due.
- conversato con un fervente cattolico, mancato prete, il quale ha appena appreso che il suo adorato capo ha recentemente coronato il sogno di un matrimonio gay, e ora è in stato confusionale.
- elaborato massime:
- dimenticato di postare due post che mi ero preparata e che ora è forse tardi per pubblicare, e rimediare con questo stupido riassunto a punti.

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31 commenti:

orecchini.di.perle ha detto...

Wonder, con i tuoi fantastici racconti mi hai rallegrato la giornata! Esilarante. Non c'é altro da dire. Un abbraccio.
P.S. Sembra che tu ti sia parecchio divertita a Londra :-))

Silvietta ha detto...

questa affermazione "era la vita che avrei voluto per me, e che non sono riuscita a regalarmi. fa un po' male." ... va dritta dritta a finire di scorticarmi la carne che è un po' di tempo che porto in giro senza pelle.

...per farti perdonare :) ti propongo di lanciare una serie di materiali scaricabili elaborati con la frase "if life gives you lemons return them ask for a lime and make mojito"

con tanto affetto
francesca aka silvietta

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

stupido post a punti? io lo adoro, adoro londra, adoro le cose hai fatto e capisco come ti puoi essere sentita con la tipa che ha la vita che volevi tu. buon Natale cara Wonderland... e com'era Winter Wonderland? ti sei sentita a casa? :-)

Anonimo ha detto...

Sono disoccupata da ieri, i miei colleghi già mi mancano, per i cioccolatini e i cornetti che mi regalano a sorpresa quotidianamente, per i pettegolezzi del sabato mattina al telefono con la collega dell'altra filiale, per le risate accucciata per terra che non ti permettono neanche di rispondere al telefono, per tutto questo. Dopo 7 anni da freelance forse non tornerei indietro. Poi però ti ritrovi un contrattito rinnovato di anno in anno...a 35 anni e penso....bà....meglio che non ci penso
Nai

The Queen Father ha detto...

Ecco, adesso passerò alla storia come quello che soffia nel culo alle renne... Dovevi spiegare PERCHÉ avessi ceduto a cotale degradante pratica. Anzi no. Lassa perde. Alla prossima tesò. xxx

mafalda1980 ha detto...

Altro che stupido post a punti! Sono pillole di vita. Mi è piaciuto molto leggerlo e mi farà piacere ripensarci.
Buon weekend :)
P.S. un po' invidiosa dell'incontro con TQF!

Anonimo ha detto...

la massima è geniale!
maura

Azienda Agricola Cà Versa ha detto...

ehh londra ha il suo fascino.. tu ancor di più! mi fai morire! Vally

MichiVolo ha detto...

avrei voluto conversare anch'io con il fervente cattolico!:)

MammaTogata ha detto...

mi pare di capire che ti sei divertita (e che hai fatto divertire).
La mia domanda è: i bigliettini di #leaveamessage che hai lasciato in giro per Londra, in che lingua li hai scritti?

MammaTogata ha detto...

mi pare di capire che ti sei divertita (e che hai fatto divertire).
La mia domanda è: i bigliettini di #leaveamessage che hai lasciato in giro per Londra, in che lingua li hai scritti?

Lady Nutelliel ha detto...

alla prima offerta Ryanair vorrei tornare a Londra solo per cazzeggio. Niente cultura, solo birra, fish&chips, Primark, Holland&Barrett e Doctor Who Experience.
Per la ragazza giramondo e la voglia di colleghi, hai tutta la mia vicinanza.
Non sono freelance, sono dipendente con contratto a termine e part time non per scelta ma lavoro nella vecchia stanza del figlio della capa, a casa sua, lei ha 65 anni ed è sempre in giro per fatti suoi, divido le ore di lavoro con una colf filippina che mi parla solo se ha problemi con il suo pc (e io che da anni vado di Mac non ci capisco più nulla, son ferma a XP) e un micio che, poverello, a furia di star solo è diventato un po' nevrotico. A vole ci divento anche io...

Francesca ha detto...

Sai Wonder, io ho vissuto un po' ovunque, ho qualche anno meno di te, e anche adesso il mio lavoro continua a portarmi in qua e in là, in questo momento mi trovo in un paese sperduto dell'Africa e non ho nemmeno la connessione Skype perché qui non c'è, quindi devo comunicare con casa tramite mail, no, giusto per farti capire... non cambierei niente della mia vita, la amo alla follia, però non sempre è facile stare fuori, molte cose non sono facili... goditi Londra!! (in tutto il mondo, resta cmq forse la mia città preferita)

Rebecca ha detto...

e' proprio un post "Wonderland" questo...sei tu che ti sei raccontata sempre senza la paura di dichiarare pure il primo taglio di capelli via Skype della Porpi :-D Sei il mio idolo, tanto ti anviodio tanto ti ammiro!!! Non mi annoi mai, con sincerità Rebecca

Rebecca ha detto...

e' proprio un post "Wonderland" questo...sei tu che ti sei raccontata sempre senza la paura di dichiarare pure il primo taglio di capelli via Skype della Porpi :-D Sei il mio idolo, tanto ti anviodio tanto ti ammiro!!! Non mi annoi mai, con sincerità Rebecca

Chiara ha detto...

E quindi a quanto ammontano le ore di attesa del Queen sommando quelle degli altri appuntamneti? È tanto primadonna! (scusa è la mia invidia che scrive, siete da panico!)

Anonimo ha detto...

Bisogna essere fortunate per trovare un ufficio in cui ci sono colleghi con cui "sparare cazzate alla macchinetta" e via dicendo. Perchè nella maggior parte degli uffici si creano solo dinamiche di cattiveria e frecciatine... almeno, questo è quello che chi lavora in ufficio mi racconta :)

Alessia

psale81 ha detto...

....la stessa vita che avrei voluto anche io...invece sono ancora nel tunnel della depressione post parto ( il cucciolo ha tre mesi e mezzo e io sto male più che mai)...non riesco nemmeno a leggere il giornale figurati pensare al futuro...

Wonderland ha detto...

@Francesca wow, e cosa fai di bello in Africa?

@psale81 solidarietà totale. ma poi passa, davvero.

@Alessia non dico che la vita in ufficio sia un idillio. ma sono 4 anni che lavoro da sola, guardando il muro del salotto, allo stesso tavolo dove mangio. è alienante a dir poco.

@Rebecca grazie :*

@Lady Nutellier vale la pena, e ci sono ottime offerte se prenoti in anticipo.

@MammaTogata inglese ovviamente. spero di nn aver fatto errori ^^

@MichiVolo eh, un'esperienza guarda.

@TQF sì era per un'ottima causa: fotografare gufi. O_o

@francesca aka Silvietta hm. non sono contenta che tu mi capisca, perché so quanto possa essere destabilizzante. chissà se in futuro riuscirò/emo a cambiare le cose. Intanto ottima idea quella degli scaricabili ahahaha!

@orecchini, mafalda, GirlwithSuitcase, Anonimo: Grazie :D

michelagux ha detto...

cosa ho fatto io nelle ultime 72 ore? Dopo 5 anni, 45 esami, nove mesi vissuti in due paesi diversi per due erasmus, una quantità imprecisata di weekend passati sui libri... mi sono laureata!!! non sarà come camminare scalza per Regent Street, però dà la sua bella soddisfazione lo stesso :)

the siren ha detto...

Anche io ho vissuto una vita del genere, ho girato mezzo mondo e parlo 5 lingue. Però, ti giuro, certe volte mi fa male tutto il corpo per la nostalgia feroce. Non sai cosa darei per passare un Natale nel mio paesino sul mare :)

Nina ha detto...

Bellissima la massima !!!!
Vorrei tanto poterla mettere sul nostro blog, dato che si addice perfettamente a quello che stiamo vivendo in questo momento...
Che dici, si può fare ???

www.inviaggioconnina@blogspot.com

alessia ha detto...

arrivo in ritardo lo so...comunque non fare la freelance ma la "dipendente" non vuol dire necessariamente avere colleghi: dipendente da 4 anni, zero colleghi (salvi per brevi intervalli di tempo) sola tutto il giorno con il capo....almeno essere freelance vuol dire non dover avere a che fare con un rompipalle tutti i giorni ^_^

laprecariamente ha detto...

Io ho finito di affezionarmi ai colleghi,dato che essendo precaria, cambio lavoro spesso. Lo faccio per una sorta di sopravvivenza affettiva.

Francesca ha detto...

Sei la numero uno, c'è poco da fare! Idee deliziose per fare regali non solo in occasione del Natale.

Francesca

Laura ha detto...

Io 32 anni, 3 lingue e mezzo (è una lunga storia...), 3 continenti e mezzo (pure questa...), 1 figlio piccolo, continuo a desiderare la vita di qualcun'altra (ma non so di chi, a dire il vero..).
MAH!!!!!
Laura@RicevereconStile

Anonimo ha detto...

Ciao secondo me un po' di invidia e' sana, ti fa vedere negli altri quello che tu non hai e vorresti essere/fare/avere insomma magari come nel tuo caso rinverdisce un desiderio. La vita e' lunga, la strada e' stretta ma sono piu' le cose che farai di quelle che non hai fatto..sei sicuramente in tempo per vivere in altri 2 o 3 paesi e imparare altrettante lingue (almeno come l'inglese) se ti va!!
Buen viaje
La koalina sognante

Francesca ha detto...

@ Wonder: sono medico, attualmente dislocata in Africa. Ho un background un pò particolare perchè i miei sono italiani ma nati e vissuti all'estero quindi di conseguenza anche io sono stata sempre un pò in quà e in là, poi, quando è stato il momento di scegliere per me, ho scelto quello che volevo, cioè stare sempre a giro. Non me ne pento, solo come ti dicevo a volte è dura, ora mi è presa la fissa che se succede qualcosa a casa a qualche mio parente solo per tornare mi ci vogliono 24 ore di viaggio... questa è una cosa che mi angoscia sempre. Sono scelte di vita, e bisogna farci i conti, sempre.

Chiara ha detto...

"la sensazione di appartenere a qualcosa che non sia 'te stessa'": queste parole sono arrivate esattamente dove dovevano arrivare. E' scesa addirittura una lacrima, tanto ci sono arrivate dirette.
Vivo la tua stessa situazione alienante. Un lavoro che assomiglia al tuo, in cui non devo rendere conto a nessuno se non a me stessa, ma che mi priva ogni giorno di un senso di squadra, di soddisfazioni condivise, di vittorie comuni, di lucide analisi di gruppo per migliorare sempre di più e di una affettività che può crescere negli anni.
Chi non fa questo lavoro difficilmente riesce a comprendere quello che offre e quello che toglie.
Io sono comunque contenta, mi ritengo fortunata e non cambierei mai questo lavoro, ma questo non elimina quel senso di totale solitudine che è indissolubilmente legato ad ogni vittoria e ad ogni sconfitta.
Perchè ogni risultato è frutto solo di noi stesse e non abbiamo nessuno con cui realmente gioire, arrabbiarci, condividere un mondo di piccoli e grandi traguardi.
C'è la famiglia, certo, ma non è la stessa cosa, per nulla.
Questo mancato senso di appartenenza fa male. Spesso lo ricaccio indietro, fingo che non faccia parte della mia vita, mi sussurro all'orecchio che forse mi sbaglio e che non mi manca proprio nulla.
Ma in cuor mio manca qualcosa. Lo so benissimo, solo che non ho la possibilità di condividere questa sensazione, esattamente come tutto il resto.
Grazie della lacrima che mi hai regalato. Anche solo leggere nero su bianco le mie stesse emozioni mi fa sentire già più partecipe di un sentimento comune.

Virginiamanda ha detto...

Ciao Wonder,
ho qualche anno meno di te, abitato in 4 Paesi, passato Natale e Pasqua lontana dalla mia famiglia, amato e litigato qualcuno in almeno sei lingue, svolto più o meno sempre lo stesso lavoro ma con colleghi di altre nazionalità.
Ma il senso di inadeguatezza (avrò fatto bene, e se avessi..., ma guarda lei come invece...) non abbandona mai, qualsiasi sia la vita che scegliamo (o ci troviamo). Il mio augurio per te e per le tue lettrici per il 2012 è l'unica cosa buona che ho imparato da quest'anno che se ne sta andando. Bisogna volersi bene, intendo a se stessi. Solo così un po' d'inadeguatezza e di rimpianto se ne va. Amarsi ed accettarsi. Un abbraccio e tanti auguri

Anonimo ha detto...

"- sentito una vaga sensazione di tempo buttato davanti a una ragazza più giovane di me che ha lasciato casa sua a 18 anni, vissuto in tre paesi, imparato altrettante lingue, e che non sa dove sarà il prossimo anno. era la vita che avrei voluto per me, e che non sono riuscita a regalarmi. fa un po' male.
- sentito una prepotente voglia di ufficio e colleghi. ancora più forte del solito. mi fa venire voglia di mandare a puttane tutto il mio lavoro da freelance solo per avere qualcuno con cui sparare cazzate alla macchinetta del caffé. con cui pranzare insieme. con cui fare squadra. la sensazione di appartenere a qualcosa che non sia 'te stessa'. "
non sai quanto ti capisco... e quanto sia un sollievo sapere che non sono l'unica a sentirmi così ogni due per tre! ps blog fantastico, sei una vera comunicatrice, continua così!

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