il blog di una mamma per caso

giovedì 31 marzo 2011

Cose che capitano in una notte e due giorni

- prendere un treno e cullarsi in quello stato semionirico fatto di giornali, pensieri e soprattutto musica, musica, musica. così tanta e così alta che anche i vicini di sedile ti guardano male. poi ti accorgi che uno di loro si indica insistentemente le orecchie. ok: non hai infilato bene lo spinotto degli auricolari e.. ecco, praticamente stai diffondendo Lady Gaga a volume 28 in tutto il vagone. fino a quel momento, ignara, sorridevi e agitavi anche un po' le spalle. 'born this way' ti sembra improvvisamente un titolo molto azzeccato e autoperculante.

lunedì 28 marzo 2011

Weekend pics - tra Malibu e 'er macaco'


1. è sbocciata la primavera. io metto la giacchina nera da parata militare, faccio sogni inquietanti, starnutisco per i pollini e realizzo con orrore di non essermi ancora iscritta in palestra. da settembre.
2. la Porpi gironzola insieme a noi per Roma (qui eravamo a piazza S.Maria in Trastevere) senza passeggino, senza lamenti, senza biberon. e se la spassa.

giovedì 24 marzo 2011

Magrezza, anoressia, Vogue, sogni.

La gente si sveglia con dieci anni di ritardo, almeno.
No, perché io sta roba dei siti pro-ana pro-mia (per le fortunate tra voi a digiuno - ha ha - del gergo dei disordini alimentari, ana sta per anoressia e mia sta per bulimia - dear friends) la conoscevo bene.
Nel 2001.
Adesso mi si sveglia Franca Sozzani e grida 'ehilà gente, basta con siti che inneggiano alla magrezza assoluta. la magrezza assoluta è brutta, è sbagliata, è malata, non è un modello.'
Ed è bello che a dirlo sia Franca, che lavora nell'industria della moda ma pesa 98 chili.
Ah no, scusate.
Mi dicono dalla regia che ne pesi 38.
E vabbè, inutile fare polemica: c'è gente che è seriamente magra di costituzione e bisogna soltanto prenderne atto.
Chi non ha avuto la compagna di classe al liceo che a merenda si sparava due pizzette con la mortadella e il KitKat e pesava quanto un criceto?
Spero che anche Franca abbia del KitKat nella sua Peek A Boo di Fendi.
(ATTENZIONE: cliccando sul link accetti di vedere immagini thispirational)

lunedì 21 marzo 2011

Hippies VS Control Freaks

Scena uno: al ristorante.
"E per la Polpetta, che è intollerante alle proteine del latte, pasta al pomodoro ma senza parmigiano. Me lo dà a parte, se possibile stagionato. Mi raccomando, niente sedano nel sugo che ha un'intolleranza incrociata col latte. E il pollo arrosto senza puré, mi raccomando, che dentro c'è il burro."

"Noi gnocchi al tartufo."
"E per la piccolina?"
"Assaggia da noi."
"Gli gnocchi al tartufo???"
"Eh."
La piccolina ha nove mesi e, per la cronaca, s'è magnata: gnocchi al tartufo, patate fritte, creme brulèe. Eccola in una diapositiva mentre viene lanciata per aria:

mercoledì 16 marzo 2011

14 minuti

Inizio a leggere Anna per prima.
Non so bene come la trovo e da dove arrivo. Salto di link in link fino ad atterrare sulla cima della sua montagna, Widepeak, e inizio a leggere i suoi post.
Come tutte le volte in cui entro nel microcosmo di blog tematici, mi si apre una voragine virtuale sotto ai piedi e ci precipito dentro con tutte le scarpe. In questo caso però non parliamo di tana del Bianconiglio, né di alcun paese delle meraviglie. Parliamo di cancro.
Ho scoperto le cancer blogger - Anna, Giorgia, Anna Lisa e tutte le altre - un bel po' di tempo fa. Mi sono appassionata al loro modo di raccontarsi, così forte e umano, così destabilizzante per chi non vuole immaginare un bel niente della malattia. Il cancro snocciolato senza tanti fronzoli fra una vacanza e una gita con i bambini, tra una chemio e una serata al cinema, con una lucidità e un carattere che la maggior parte della gente non saprà mai nemmeno dove sta di casa.
Il primo pensiero è stato: questa storia va raccontata. C'è dentro troppo coraggio, troppe cose buone per non essere utile a qualcuno, e non solo a chi attraversa una malattia.

martedì 15 marzo 2011

Sabotaggio

Dopo infinite prese a male e blande depressioni, ho trovato una scrivania dove andare a lamentarmi della vita, del lavoro e del tempo senza farlo ad un muro bianco con Peppa Pig di sottofondo.
"Aehm, e quindi posso venire qui? Non sporco, ho il mio computer e il telefono lo uso pochissimo: sto sempre su Skype."
"Ok."
"...non stampo quasi niente."
"Ok."
"E posso pagarvi in freelensate."
"Certo, in natura."
"Aehmmm'nchessenso?"
"Beh, sai scrivere."
"Ho anche una bella calligrafia."
"Perfetto. Cominci quando vuoi."

Sono tornata a casa come... avete presente quella scena di 500 days of summer?
Questa:

Con le Panteganasan dietro che ondeggiavano le braccine, l'autista del 52 che strizzava l'occhiolino e il barbone di largo Argentina che faceva il tip tap.
Oh, uccidetemi, ho visto troppi film.

giovedì 10 marzo 2011

Cosa NON imparare dalle principesse Disney

Metto le mani avanti: io adoro la Disney e le sue principesse. Ci sono praticamente cresciuta. E' per questo che mi permetto questo post dissacrante - ma con grande affetto - sui miti della nostra infanzia. Perché a riguardarli a distanza, col senno di poi, fanno sorridere.
E perché se frequentate questo blog, ma cosa vi aspettavate? Un post pieno di cuoricini e principesse glitterate? :p


Biancaneve: la totale irragionevolezza
Quella sta lì vestita di stracci che lava il pavimento e canta al cavaliere che dovrebbe venire a salvarla. E fin qui. Vittima dell'invidia di una matrigna che se magna pane e botox a colazione viene attirata nel bosco da un cacciatore che incarna un termine ormai in disuso: 'bruto'. E ci va. Voglio dire, io non mi farei accompagnare manco all'Ipercoop da uno così.
In seguito, traumatizzata da un tentato omicidio con ripensamento, la ragazza dalla pettinatura più demodé che io conosca - che non era di moda negli anni 30 e non è MAI tornata di moda in ottant'anni - per superare lo shock si stanzia in una casetta con otto uomini molto bassi e molto brutti, che vivono tutti insieme senza nemmeno una donna. Al confronto la stazione Termini di notte è lo Småland.
Non contenta, sfida la sorte e accetta da una sordida vecchina una mela rossa e lucida, di quelle che farebbe morire fra atroci dolori i fanatici del biologico. Crepasse e basta potremmo dire 'vedi amoredemamma, cosa succede a sognare principi, seguire bruti nel bosco, irretire sette bruttoni e accettare mele chimiche dalle sconosciute?'. E invece no. Passa il principe più femmina della storia dei principi, che fa evidente uso di lacca per capelli e rossetto Chanel, le appoggia le labbra alla bocca con una passione che al confronto il bacio del moribondo è un fuoco d'artificio, e via felici con sorrisi plastici e usignoli svolazzanti mentre i sette nani applaudono esultati.
Ma che s'applaudono?

martedì 8 marzo 2011

8 marzo 1993*: come ottenere una mimosa senza avere le tette.

La scena è questa: ci sono io, giacca tipo Barbour con le maniche lunghissime e solo la punta delle dita fuori a intirizzirsi nell'aria pungente di marzo.
Gli occhiali e l'apparecchio.
(oddio... che presa a male a ripensarci)
E poi c'è lui, un coetaneo che mi piace da morire, col giubbotto aperto e la camminata da uomo consumato anche se ha solo 12 anni.
(non l'ho mai confessata a nessuno, questa cotta. me la maceravo dentro per bene.)
Tra di noi, il baratro selvaggio dell'ora di ricreazione, quella in cui tutto può succedere. Quanti bottoni della camicia hai allacciato, il modo in cui cammini, le tresche che millanti e la marca delle tue scarpe possono decretare la tua posizione all'interno della piramide scolastica. Per quanto riguarda quella sentimentale, se hai 12 anni e sei femmina, c'è solo un elemento a fare la differenza: tette.
A dodici anni non esiste naso importante, acne o portamento sgraziato che non possa essere compensato da una terza.
(poi col tempo gli uomini dovrebbero migliorare, ma non è che succeda proprio sempre...)
Io all'epoca ero nella fase "vuol dire che da grande resteranno belle su", che si traduce in una taglia che i più educati definirebbero 'KateMoss' e i più realisti 'l'ha lasciate a casa'.

mercoledì 2 marzo 2011

Prospettive col tutù, ma senza una vita

Haha.
No, è che io ho dei problemi con quel discorso del cervello e del dargli retta.
Avevo in mente tutto un bel postarello oggi, una polemica sensata e ironica, una presa per il culo gradevole e quasi garbata, va.
Poi mia figlia ha scoperto Rapunzel e le giravolte (insieme) e io ho scoperto i tutù di H&M, quelli 'che-è-sempre-il-caso-di-averne-uno-a-portata-di-mano-in-ogni-stagione' non si sa mai
Vi ho mai raccontato di quella mia amica che a casa aveva il baule dei travestimenti?

E niente, ero tutta concentrata sul 'ah! quello mi ha chiamata 'mamma' anche se sa il mio nome' e 'ah! quell'altro articolo è una vera merda' (ma anche abbondantemente su scadenze di lavoro imminenti) e poi mi arriva questa robetta qui a chiedermi: 'mamma, vuoi giocale co mme?'.
Così, col tutù sopra la tuta e le ballerine sopra i calzini. Come dirle di no?


martedì 1 marzo 2011

Dove ho sbagliato?

Io non ero proprio l'aspirante mammina fatta persona.
Io mi sono data come regola continuare ad essere anche 'altro da' la mamma.
Io ci ho scritto un libro, su questa roba.
E il mio blog non mi sembra il classico 'tuttopappa&pannolini'.
Va bene che lavoro da casa e robe varie, ma sto facendo tante cose. Lo giuro! E' vero!
Allora, porca miseria, qualcuno mi spieghi perché in tre giorni ho incontrato tre persone in contesto professionale e tutte e tre mi hanno chiesto:
"Beh come va la vita da mamma? Quando fai il secondo?"
Ok, ho fatto una figlia, ma il mio core business NON E' la riproduzione, non so come dirvelo.

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