Cose che capitano in una notte e due giorni
Pubblicato da Wonderland alle 23:57 36 commenti
Tags: me myself and I, milano, work
Weekend pics - tra Malibu e 'er macaco'
Pubblicato da Wonderland alle 12:56 84 commenti
Tags: dizionario polpetto-italiano, foto, nonni, weekend
Magrezza, anoressia, Vogue, sogni.
La gente si sveglia con dieci anni di ritardo, almeno.
No, perché io sta roba dei siti pro-ana pro-mia (per le fortunate tra voi a digiuno - ha ha - del gergo dei disordini alimentari, ana sta per anoressia e mia sta per bulimia - dear friends) la conoscevo bene.
Nel 2001.
Adesso mi si sveglia Franca Sozzani e grida 'ehilà gente, basta con siti che inneggiano alla magrezza assoluta. la magrezza assoluta è brutta, è sbagliata, è malata, non è un modello.'
Ed è bello che a dirlo sia Franca, che lavora nell'industria della moda ma pesa 98 chili.
Ah no, scusate.
Mi dicono dalla regia che ne pesi 38.
E vabbè, inutile fare polemica: c'è gente che è seriamente magra di costituzione e bisogna soltanto prenderne atto.
Chi non ha avuto la compagna di classe al liceo che a merenda si sparava due pizzette con la mortadella e il KitKat e pesava quanto un criceto?
Spero che anche Franca abbia del KitKat nella sua Peek A Boo di Fendi.
(ATTENZIONE: cliccando sul link accetti di vedere immagini thispirational)
Pubblicato da Wonderland alle 15:54 94 commenti
Hippies VS Control Freaks
"E per la Polpetta, che è intollerante alle proteine del latte, pasta al pomodoro ma senza parmigiano. Me lo dà a parte, se possibile stagionato. Mi raccomando, niente sedano nel sugo che ha un'intolleranza incrociata col latte. E il pollo arrosto senza puré, mi raccomando, che dentro c'è il burro."
"Noi gnocchi al tartufo."
"E per la piccolina?"
"Assaggia da noi."
"Gli gnocchi al tartufo???"
"Eh."
La piccolina ha nove mesi e, per la cronaca, s'è magnata: gnocchi al tartufo, patate fritte, creme brulèe. Eccola in una diapositiva mentre viene lanciata per aria:
Pubblicato da Wonderland alle 18:33 82 commenti
Tags: ristoranti, shopping, viaggi, weekend, weekly style
14 minuti
Non so bene come la trovo e da dove arrivo. Salto di link in link fino ad atterrare sulla cima della sua montagna, Widepeak, e inizio a leggere i suoi post.
Come tutte le volte in cui entro nel microcosmo di blog tematici, mi si apre una voragine virtuale sotto ai piedi e ci precipito dentro con tutte le scarpe. In questo caso però non parliamo di tana del Bianconiglio, né di alcun paese delle meraviglie. Parliamo di cancro.
Ho scoperto le cancer blogger - Anna, Giorgia, Anna Lisa e tutte le altre - un bel po' di tempo fa. Mi sono appassionata al loro modo di raccontarsi, così forte e umano, così destabilizzante per chi non vuole immaginare un bel niente della malattia. Il cancro snocciolato senza tanti fronzoli fra una vacanza e una gita con i bambini, tra una chemio e una serata al cinema, con una lucidità e un carattere che la maggior parte della gente non saprà mai nemmeno dove sta di casa.
Il primo pensiero è stato: questa storia va raccontata. C'è dentro troppo coraggio, troppe cose buone per non essere utile a qualcuno, e non solo a chi attraversa una malattia.
Pubblicato da Wonderland alle 11:13 70 commenti
Tags: articoli, me myself and I, vanity fair, work
Sabotaggio
"Aehm, e quindi posso venire qui? Non sporco, ho il mio computer e il telefono lo uso pochissimo: sto sempre su Skype."
"Ok."
"...non stampo quasi niente."
"Ok."
"E posso pagarvi in freelensate."
"Certo, in natura."
"Aehmmm'nchessenso?"
"Beh, sai scrivere."
"Ho anche una bella calligrafia."
"Perfetto. Cominci quando vuoi."
Sono tornata a casa come... avete presente quella scena di 500 days of summer?
Questa:
Con le Panteganasan dietro che ondeggiavano le braccine, l'autista del 52 che strizzava l'occhiolino e il barbone di largo Argentina che faceva il tip tap.
Oh, uccidetemi, ho visto troppi film.
Pubblicato da Wonderland alle 11:10 37 commenti
Tags: me myself and I, vita da freelance, work
Cosa NON imparare dalle principesse Disney
Metto le mani avanti: io adoro la Disney e le sue principesse. Ci sono praticamente cresciuta. E' per questo che mi permetto questo post dissacrante - ma con grande affetto - sui miti della nostra infanzia. Perché a riguardarli a distanza, col senno di poi, fanno sorridere.
E perché se frequentate questo blog, ma cosa vi aspettavate? Un post pieno di cuoricini e principesse glitterate? :p
Quella sta lì vestita di stracci che lava il pavimento e canta al cavaliere che dovrebbe venire a salvarla. E fin qui. Vittima dell'invidia di una matrigna che se magna pane e botox a colazione viene attirata nel bosco da un cacciatore che incarna un termine ormai in disuso: 'bruto'. E ci va. Voglio dire, io non mi farei accompagnare manco all'Ipercoop da uno così.
In seguito, traumatizzata da un tentato omicidio con ripensamento, la ragazza dalla pettinatura più demodé che io conosca - che non era di moda negli anni 30 e non è MAI tornata di moda in ottant'anni - per superare lo shock si stanzia in una casetta con otto uomini molto bassi e molto brutti, che vivono tutti insieme senza nemmeno una donna. Al confronto la stazione Termini di notte è lo Småland.
Non contenta, sfida la sorte e accetta da una sordida vecchina una mela rossa e lucida, di quelle che farebbe morire fra atroci dolori i fanatici del biologico. Crepasse e basta potremmo dire 'vedi amoredemamma, cosa succede a sognare principi, seguire bruti nel bosco, irretire sette bruttoni e accettare mele chimiche dalle sconosciute?'. E invece no. Passa il principe più femmina della storia dei principi, che fa evidente uso di lacca per capelli e rossetto Chanel, le appoggia le labbra alla bocca con una passione che al confronto il bacio del moribondo è un fuoco d'artificio, e via felici con sorrisi plastici e usignoli svolazzanti mentre i sette nani applaudono esultati.
Ma che s'applaudono?
Pubblicato da Wonderland alle 15:23 95 commenti
Tags: cartoni, cose da nano, principesse, riflessioni
8 marzo 1993*: come ottenere una mimosa senza avere le tette.
Gli occhiali e l'apparecchio.
(oddio... che presa a male a ripensarci)
E poi c'è lui, un coetaneo che mi piace da morire, col giubbotto aperto e la camminata da uomo consumato anche se ha solo 12 anni.
(non l'ho mai confessata a nessuno, questa cotta. me la maceravo dentro per bene.)
Tra di noi, il baratro selvaggio dell'ora di ricreazione, quella in cui tutto può succedere. Quanti bottoni della camicia hai allacciato, il modo in cui cammini, le tresche che millanti e la marca delle tue scarpe possono decretare la tua posizione all'interno della piramide scolastica. Per quanto riguarda quella sentimentale, se hai 12 anni e sei femmina, c'è solo un elemento a fare la differenza: tette.
A dodici anni non esiste naso importante, acne o portamento sgraziato che non possa essere compensato da una terza.
(poi col tempo gli uomini dovrebbero migliorare, ma non è che succeda proprio sempre...)
Io all'epoca ero nella fase "vuol dire che da grande resteranno belle su", che si traduce in una taglia che i più educati definirebbero 'KateMoss' e i più realisti 'l'ha lasciate a casa'.
Pubblicato da Wonderland alle 12:37 74 commenti
Tags: donne, me myself and I, ricordi
Prospettive col tutù, ma senza una vita
Haha.
No, è che io ho dei problemi con quel discorso del cervello e del dargli retta.
Avevo in mente tutto un bel postarello oggi, una polemica sensata e ironica, una presa per il culo gradevole e quasi garbata, va.
Poi mia figlia ha scoperto Rapunzel e le giravolte (insieme) e io ho scoperto i tutù di H&M, quelli 'che-è-sempre-il-caso-di-averne-uno-a-portata-di-mano-in-ogni-stagione' non si sa mai
Vi ho mai raccontato di quella mia amica che a casa aveva il baule dei travestimenti?
E niente, ero tutta concentrata sul 'ah! quello mi ha chiamata 'mamma' anche se sa il mio nome' e 'ah! quell'altro articolo è una vera merda' (ma anche abbondantemente su scadenze di lavoro imminenti) e poi mi arriva questa robetta qui a chiedermi: 'mamma, vuoi giocale co mme?'.
Così, col tutù sopra la tuta e le ballerine sopra i calzini. Come dirle di no?
Pubblicato da Wonderland alle 21:48 41 commenti
Tags: fashion, favole, me myself and I, vita col nano
Dove ho sbagliato?
Io mi sono data come regola continuare ad essere anche 'altro da' la mamma.
Io ci ho scritto un libro, su questa roba.
E il mio blog non mi sembra il classico 'tuttopappa&pannolini'.
Va bene che lavoro da casa e robe varie, ma sto facendo tante cose. Lo giuro! E' vero!
Allora, porca miseria, qualcuno mi spieghi perché in tre giorni ho incontrato tre persone in contesto professionale e tutte e tre mi hanno chiesto:
"Beh come va la vita da mamma? Quando fai il secondo?"
Ok, ho fatto una figlia, ma il mio core business NON E' la riproduzione, non so come dirvelo.
Pubblicato da Wonderland alle 18:10 72 commenti
Tags: me myself and I, riflessioni, work
Chi sono
- Wonderland
- Sono rimasta incinta per caso a 27 anni, col desiderio di maternità ai minimi registrati. "Ma che davvero?" è stata la prima frase proferita dopo aver visto il test di gravidanza positivo. Passare dal Pampero ai Pampers è stato uno shock, ma ce la stiamo cavando... WRITE ME: machedavvero[at]gmail.com
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