il blog di una mamma per caso

giovedì 30 giugno 2011

Freschezza

Freschezza.
L'estate inizia ad appiccicarsi addosso. Alle sette di sera si esce ad innaffiare le piante, e finisce sempre malissimo. Si infilano i piedi nell'acqua, si bagnano le scarpe e i capelli. Si cade. Si tuffano giocattoli. Si aspetta la luce arancione.

mercoledì 29 giugno 2011

Keith Richards

Le figure. Fingere disinvoltura. Iniziare a credere davvero nel proprio bluff un attimo prima di cadere nella profonda vergogna.
Io a cena l'altra sera ero con i dilui colleghi inglesissimi, o meglio, di inglese non ce n'è nemmeno uno - c'è il greco, il tedesco, il francese. ché ormai i veri londinesi sono una rarità - ma parlano inglesissimo. E io, dicono, parlo americano. Non l'ho mai capita questa cosa. Forse perché pronuncio le parole quasi intere e con le vocali aperte, mentre i veri british parlano chiusissimo e sincopato. Tipo che io chiedo, sorry che significa questaparola e in realtà sono cinque.
Però è tutto sotto controllo: mollata da sola in un paese anglofono sopravvivo, comunico, converso e faccio anche delle battute.
Smetterò.
Perché eravamo tutti a cena e si parlava del più e del meno - io millantavo padronanza perfetta - e a un certo punto la conversazione cade sul discorso sonno. E il sonno da jet lag, e il sonno da neonato, e poi il sonno da me-vojo-divertì. Quelle nottate in cui torni alle 4 e magari devi alzarti alle 7 ma in fondo ne è valsa la pena. Trisettimanalmente.
E a quel punto sgrano gli occhi, perché a sostenere che 'bastano due notti a settimana' è la mia dirimpettaia di tavolata, fichissima nel pieno dei suoi 40s, a cui vorrei tanto chiedere il segreto del suo successo. Un attimo prima della mia domanda intervengono gli altri. In un inglese reso forse ancor più incomprensibile dai rispettivi accenti di origine, io intercetto queste parole:
"Keith Richards."

mercoledì 22 giugno 2011

Pettiniamo i pipistrelli

"Ciao sorella."
"Ciaooo. Ti va di fare qualcosa per i poveri animali indifesi?"
La prima volta era una donazione per gli orsi cinesi. La seconda era il braccialetto della PETA. La terza una roba dei tursiopi. Mi aspettavo come minimo una richiesta di sit-in per i pinguini alcolisti delle ande.
"E' che ho trovato un pipistrello minuscolo, dobbiamo salvarlo!"
Effettivamente, mia sorella stamattina portando fuori il cane ha trovato questo affare grande come una nocciolina tremante e attaccato alla colonna del parcheggio. Invece di fare spallucce si è infilata un guanto di lattice da dentista, l'ha prelevato e messo in una scatola da scarpe con le prese d'aria e ha chiamato la Lipu (che sì, si occupa anche di pipistrelli).
"Saalve, oddio ceeeerto che ce lo puoi portare" ha risposto la signorina del presidio di Ostia - sicuramente co'n calippo e 'na biretta - l'unico a rispondere.
"Eh ma sa, siete un po' lontani..."
"Allora portalo al BioParco. C'è un centro Lipu anche lì."
"Ok. Ora vedo se trovo un passaggio...."
"Ma dai, vai in autobus! Io una volta mi sono caricata quattro-cinque animali e ho preso i mezzi."
E io me la immagino questa, col tucano in borsa e il barbagianni sotto il braccio.

lunedì 20 giugno 2011

La figlia dei fiori

Torno da un weekend con le amiche. Di quelli che ogni tanto ci vogliono, sì, fanno proprio bene. Che te la ridi, te la bevi, te la cazzeggi assaporando un Mojito al tramonto, ancora in costume, con la sabbia in ogni anfratto del corpo e i capelli ricci di sale e appiccicosi di crema. L'aria fra le braccia in motorino. I mercatini. Gli amici gay che sviscerano i segreti dell'ormone.
Grossa soddisfazione a lasciarsi convincere a suon di 'e dai che è lowcostissimo'/'e dài che te fa bene'.
In effetti è tutta salute (mentale).
Di quelle cose che quando hai il pancione ti dicono - con un certo sadico piacere - 'eeeeh, adesso hai chiuso, scordatele'. E' bello sapere che non è così. Che magari ci metti tre-anni-tre ma poi recuperi. Quando hai una vita frenetica, equilibrista e multitasking, il cazzeggio è una Spa per l'anima.
(Sì, so che questa citazione resterà negli annali e mi perculeranno in eterno).

Lo sai che arriverà un'estate fatta di castelli di sabbia e corse dietro a una biondina molto bassa, ma è bello poter vedere ancora entrambi i lati delle cose. E, ogni tanto, staccare dalla tua testa e lasciarti trasportare dai racconti di persone che, nonostante la tua stessa età, hanno storie e condizioni completamente diverse. Ti arricchisce.

venerdì 17 giugno 2011

Nomi che ti stanno sulle palle. Eh sì, ci sono.

Quando ci siamo messi a fare la lista dei nomi per Porpi - che già di per sé è stata una roba ai confini della realtà, con ipotesi saltate fuori in sala parto e l'anagrafica che ci stava per mandare la neuro - c'era questo nome che tornava a riproporsi senza mai riuscire a scalare la top ten.
Ora, non si sentano chiamate in causa quelle che lo portano, ma il nome in questione era Beatrice.

Beatrice è un bel nome, per carità, ma mi stava sui coglioni come un gatto sul cofano caldo di una Mercedes a dicembre.
Tutto per colpa di una Beatrice, figlia di amici dei miei.
Beatrice era una bambina che colorava nei margini, era in prima fila al saggio di danza, aveva le calze di filanca che non facevano pieghe alla caviglia e 'guarda che lei è sempre pettinata'.
Non che io fossi Tarzan, intendiamoci, ma ho ancora impresso nel solco dietro l'orecchio l'unghia di mia madre che mi tira i capelli indietro. Volendo potrei farci una pista da biglie che mi finisce nel cervelletto.
Beatrice una volta è venuta in vacanza con noi in montagna e ho scoperto il significato della parola 'inadeguatezza'.

mercoledì 15 giugno 2011

Livestreaming incontro Ma Che Davvero? - Peg Perego - bambini dimenticati in auto: la tecnolgia può aiutarci?

Grazie a tutti di aver partecipato, l'incontro è andato molto bene e soprattuto ha dimostrato che le conversazioni nate in rete possono avere un seguito concreto.
Ovviamente non abbiamo ahimè trovato una soluzione immediata, ma Peg Perego si è dimostrata attenta alle nostre idee e aperta al dialogo, nonchè alla ricerca tecnica verso innovative soluzioni per risolvere il problema.
Che dire, il primo sassolino è stato lanciato, ora speriamo di poter tornare a parlare della questione con nuove strade e possibili, concrete soluzioni.Magari chissà, di riuscire ad aprire un dialogo anche con le case automobilistiche.
Qui trovate video e resoconto dell'evento.
Grazie ancora a tutti!

martedì 14 giugno 2011

Quando fai il secondo?

Ho una bambina di quasi tre anni. Questo significa che sto iniziando a riconquistare barlumi di libertà sempre più ampi, spazi miei, conversazioni che non includano parole come «da da da/bubi!», le stanze della mia casa, le mie notti di sonno.

Passo dopo passo, sto tornando pienamente me stessa, senza nulla togliere alla piccola, bellissima biondina che gira per casa, ai ristoranti siede composta, adora gli aperitivi, piange solo se c'è un motivo e sostiene una conversazione quasi normale. E poi certo fa pure la bambina, altrimenti avrei sfornato Super Vicky.

Continua a leggere QUI.

lunedì 13 giugno 2011

Demotivational: the next level

"Scusi..."
"Mi dica. Ho dimenticato qualcosa nel negozio?"
"No, volevo dirle. Aehm. Viene qui spesso?"
"In che senso?"
"Che magari una volta non lo so, ci prendiamo un caffé."
"Sta provando a rimorchiarmi?"
"Hahaha. Ha."
"No, ma si rende conto: ho gli occhiali da sole!"

Le giornate no

Oggi è una di quelle giornate.
Quelle no.
E allora mi affido a qualche ricordo recente. Pomeriggi di sole. Pensieri che si muovono educatamente in testa senza sbattere. Rumori bianchi. Respiri lunghi e distrazioni.
Mi è capitato altre volte, di sentirmi nella mia vita come una mosca in un barattolo. Dura qualche ora, difficilmente sopravvive alla notte. Ma quando accade inchioda la testa in un limbo di ovatta e latte, srotola il tempo all'indietro per farti arrivare che è tardi, così tardi, e non sai cos'hai fatto in tutte quelle ore. Chi sei stata, come farai a dimenticare tutta quella vita andata persa.
Quando accade, l'unica è scappare.
Uscire e non lasciare spazio al vuoto e alle domande.
Perché ci sono persone che non capiranno mai, la vita semplice ti spoglia degli strati.

sabato 11 giugno 2011

Le mamme della rete si fanno sentire, eccome!

Qualche tempo fa, sulla pagina Facebook di Ma Che Davvero?, ho lanciato questa discussione riguardo alle drammatiche vicende dei bambini dimenticati in auto dai genitori e a possibili soluzioni basate su tecnologie esistenti: i sensori.
Avete risposto in moltissimi, proponendo idee, critiche, pensieri.
La discussione è stata letta e apprezzata da Peg Perego, e mercoledì prossimo 15 giugno sarò nella loro sede milanese a portare le nostre idee e osservazioni, e discutere sulle nuove frontiere della sicurezza in auto per i bambini.

L'incontro sarà in streaming su questo blog mercoledì alle 12.30, e il video sarà corredato da una chat dove ognuno di voi potrà scrivere le sue domande, che leggerò personalmente ai miei interlocutori.

venerdì 10 giugno 2011

Uomini che si incontrano almeno una volta nella vita

Che poi l'altro giorno ero a pranzo con mia sorella e alcune amiche sue, nel senso che loro avevano organizzato il pranzo e io mi sono imbucata.
E loro erano vestite da trentenni e io da ventenne.
No, forse loro da ventenni io da quindicenne.
Ma non importa.
Se questo succede quando ho superato i 35 anni siete autorizzati ad abbattermi.
Non avete notato che ho cambiato la foto del profilo dove sembro una ggiovane hipster in gita? Io un po' mi faccio ridere e un po' mi viene da prendermi a padellate in testa. Ma questo costantemente.

Dicevo, ho sentito un po' di questi discorsi delle ventenni VERE - che io ho fatto finta di esserlo con nonchalance fino a 29 anni e 364.9 giorni e anche adesso ogni tanto - e devo dire che ci sono tipologie maschili che tornano e si ripropongono ciclicamente un po' a tutte.

martedì 7 giugno 2011

Il sale nei capelli

Il mare è qualcosa di nuovo che ti si spalma sulla pelle. Non solo l'odore denso della crema solare, la consistenza della sabbia calda che scivola tra le dita e riga l'ultimo lembo di pelle prima del costume. E' il sale che arriccia i capelli e condisce focacce. La frutta fresca e il vino ghiacciato. I piedi nudi, l'aria che accarezza i fianchi dopo un inverno trascorso nel bozzolo di maglioni e camicie. La punta del naso che si arrossa. I costumi tirati fuori dall'armadio, che hanno proprio quell'odore: di costume da bagno.  La sera che è rosa e lunghissima, con il sole che si distende all'orizzonte per ore e si riflette nel ghiaccio del bicchiere. Olive verdi. Una musica che ti ricorda qualcosa che deve ancora succedere. Qualcuno, magari.

mercoledì 1 giugno 2011

Io non sono. Una persona. Coerente.

Io non sono. Una persona. Coerente.
Like a rockstar
Ed è fichissimooo!
Voglio dire, la coerenza è sopravvalutata.
La capisco nelle scelte importanti, nei valori, ma nel quotidiano sperimentare is so much better.
Mi piace giocare.
Con me stessa, con le mie passioni, cambiare idea e interessi, stili e contraddizioni, essere questo e quell'altro, così, come mi sveglio al mattino. Mixare film stupidi e letture impegnate - e viceversa - mise serie e accessori strani, indossare occhiali per sentirmi fatale e fare l'intellettuale con le labbra rosse. Fare cose che non avrei mai fatto. I limiti si possono superare, se non esistono.
La vita è un parco giochi.
Bisogna divertirsi, fare, disfare, strafare, tornare sulla stessa strada saltellando al contrario, saltare con gli occhi chiusi, sporcarsi di fango con la benda sull'occhio e il giorno dopo vestirsi da principessa. Essere corrette. Essere scorrette. Avere un obiettivo. Non sapere cosa fare. E poi trovare una strada. O dieci.

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