il blog di una mamma per caso

giovedì 28 luglio 2011

Design per davvero? > GIOCHI DA VIAGGIO: minimo ingombro, massimo divertimento.

Vero, che l'ho detto un milione di volte che 'mi sto iniziando a interessare al design'? E qui vi avevo addirittura mostrato foto e video della stanza Polpetta.
Stavo quasi iniziando a pensare 'perché non aprire una rubrica dedicata agli oggetti e accessori per bambini più cool e utili in circolazione', ma poi mi sono ricordata che una delle tante cose belle di avere un blog è conoscere un sacco di persone interessanti.
E io ho conosciuto lei.
Il suo blog è un angolino del web tanto essenziale quanto stiloso, pieno di post, suggerimenti e idee innovative. Perché spesso le cose utili sono anche belle e viceversa, basta saperle trovare. E lei in questo ha un talento speciale.
Ehehehehe (risatina malefica): avete fatto due più due anche voi?
E' con grande piacere che vi presento una nuova, piccola, fiammante rubrichina di questo blog:


martedì 26 luglio 2011

Certamente no

Sì, va bene tutta quella storia delle etichette.
Epperò mia figlia davanti agli a bambini che non conosce, probabilmente per timidezza o spirito di difesa, dimostra la simpatia media del bacarozzo sotto al mobile della cucina quel giorno che hai ospiti.
Il problema è che tenta anche di argomentare le sue bassissime prestazioni sociali.

"Tao io mi Tiamo Tlaudio e ttu Ti sei?"
"Eeeehhm. Y'nnome...."
"Tì! Il nome!"
"Y'nnome me lo sono perso. Mi dispiace."

varianti: il nome me l'ha preso la mamma/il nome non ce l'ho/il nome non me lo ricordo

martedì 19 luglio 2011

Say YES to Oh No - part.2

L'Abruzzo che conosco io è una regione troppo occupata a fare le sue cose per compiacerti. Non è alla moda, non è prestigiosa. Ha il fascino delle cose schiette, viscerali, essenziali. E' così come viene, prendere o lasciare.

lunedì 18 luglio 2011

Say YES to Oh No - part.1

Ci siamo quasi stanziate. Io pronta per andar via in qualsiasi momento, lei pronta a restare qui con la testa già in quelle vacanze infinite dei bambini.

sabato 16 luglio 2011

Astenersi delicati di stomaco

Nella ridente città di Oh-No c’è un bambino dalle prodigiose doti naturali, capace di quanto un adulto di stazza media e dalla lunga esperienza nel settore non oserebbe tentare. Un bambino che riesce a fare appello a doti di concentrazione e consapevolezza di sé incredibilmente superiori alla media, che noi comuni mortali, al cospetto, chiniamo il capo.
No anzi, lo giriamo dall’altra parte.
Verdi.
Egli infatti scoreggia a comando.

Io non ho mai assistito a un fenomeno simile. Nemmeno i più fetidi compagni di classe delle elementari sono mai riusciti a prodursi in cotanto virtuosismo intestinale. E’ qualcosa che trascende ogni mia precedente credenza sulla digestione, la Coca Cola e l’autogestione delle proprie emissioni.

giovedì 14 luglio 2011

Ma come fa a far tutto? (eh già: come fa???)

Questo è un commento a un film che non ho ancora visto. Quindi una prima impressione, e come tale sicuramente sbagliata, ma non ho saputo resistere. Ho trovato online grazie al Corriere il trailer di un film Moviemax in uscita a settembre: Ma come fa a far tutto? Si ispira all’omonimo romanzo di A.Pearsons, che racconta le (dis)avventure di Kate Reddy, che si barcamena tra equilibrismi familiar-lavorativi-esistenziali.

Parto con la premessa che sono contraria alla lode al multitasking: ce la cantiamo e ce la suoniamo. Oh com’è dura essere donna-madre-lavoratrice-amante ma cavolo, io ce la farò a far tutto, anche se a volte porterò il cane dal pediatra e il bambino dal veterinario. Mi manca l’elogio del non sentirsi in colpa nel lasciare andare qualcosa, nel mollare il colpo ogni tanto, di poter dire: ‘caro, sono 364 giorni che lavoro E penso a casa, pupi, compleanni e pulci del cane. Ti sto chiamando dall’aeroporto, vado alle Bahamas una settimana e mo’ so cazzi tuoi. Poi quando torno stabiliamo un bel 50/50.’ Però, come ho detto, il film non l’ho visto, quindi potrebbe contenere anche questo messaggio… chissà. Basta che non si traduca nel solito: lascio il lavoro perché i pupi so’ piezz’e core. Potrei non reggere il colpo.

mercoledì 13 luglio 2011

Contagio

Devo averle passato qualcosa, mentre scivolava fuori dal mio interno più liquido e rosso, mentre qualcuno le faceva sputare l’apnea e prendere un respiro freddo. Mentre i nostri occhi estranei si incrociavano per la prima volta.
Perché lei non è me, ma è come me.
Come guardarsi da fuori ricordando com’era, essere una bambina in quel modo lì. Le auguravo sinceramente di essere diversa, ma in fondo come potevo pretendere che le mie intime budella producessero qualcosa di così estraneo da loro stesse? E poi c’è un importante contributo maschile, ovvio, ma il problema è che siamo una famiglia così. Ce l’abbiamo entrambi, quel gene.
Si chiama sei così naturalmente elegante.
E si chiama sei altezzosa, che cazzo te la tiri, vaffanculo.
Si chiama lo sappiamo che sai rispondere, lascia parlare gli altri.
Si chiama perché non parli.

martedì 12 luglio 2011

L'inusuale e bislacca arte della gentilezza

A Roma (periferia): aò à stronza, ellévate. esticazzi che stavi a ffà 'nverzione, so' probblemi tua. chevvoi, che te guardi? cerchi rogna? m'anvedi questa oh.

A Roma (nord): guardi che questo è il mio parcheggio. sono trent'anni che mi metto qui. che vuole? ma si levi dalle palle, lei e la sua city car di merda.

Nella ridente cittadina di Oh-No: oh, davvero stava facendo inversione per parcheggiare qui? scusi, mi sposto subito!

Quando il tuo standard è una caotica, frettolosa, nervosa città che vorrebbe essere metropoli, i cui cittadini sono isterici per status, ricevere delle cortesie ti manda in brodo di giuggiole.
Dopo qualche attimo.
Perché all'inizio ti fa sentire presa per il culo, tanto che ho risposto, già pronta ad andarmene:
"Se vabbè, tu' sorella se sposta subito."

lunedì 11 luglio 2011

Qualcosa di nuovo, qualcosa da Ibiza e qualcosa di mia nonna

Ho un dono: scarico le batterie delle cose.
Ah, dite che non è un dono?
Ok. Però lo faccio e mi succede la maggior parte delle volte con la digitale.
Io sono quella che 'che luce stupenda, e guarda quei due che ballano! il tramonto, questo scenario favoloso. lo sento, sarà la foto della mia vit... NOOOO CAZZO NOOO!"
Perché la Canon non è che ti dà un preavviso. Lei ti avverte 'batteria scarica' e in un nanosecondo è morta. Ma morta secca.
L'alternativa è avere l'iPhone che mi fa l'aggiornamento della library mentre sto aprendo la fotocamera per scattare quell'istante irripetibile che sta per finir.. Finito.
Complimenti! Hai aggiornato la tua libreria di foto!
Grazie eh.

venerdì 8 luglio 2011

Dalla libreria polpetta: i migliori libri per bambini letti negli ultimi mesi

Amo i libri e amo le illustrazioni, quindi per me i libri per bambini sono qualcosa di meraviglioso. Già da quando ero piccola. Leggevo tantissimo e ricopiavo i personaggi che preferivo. Conservo ancora, a casa di mia madre, quei volumi meravigliosi pieni di disegni e storie. Così diversi da quelli che si trovano oggi in libreria. Hanno un gusto, uno stile, che è andato perdendosi tra una linea in Illustrator e un'ombra in Photoshop. Di alcuni si riesce ancora a scorgere lo schizzo di fondo a matita, o qualche pennellata più decisa. Mi ripormetto spesso di dedicare un post ai libri della mia infanzia, e sono certa che presto lo farò.
Intanto, però, ecco qui i preferiti di Polpetta - e un po' anche i miei - tra quelli arrivati negli ultimi mesi nella sua già traboccante libreria. Piccole recensioni e consigli che possono tornarvi utili se volete fare un regalo a qualche bambino, se avete quella manciata di euro da aggiungere all'ordine online per fare cifra tonda, se volete - semplicemente - portare a casa una storia in più da leggere prima di andare a dormire.

martedì 5 luglio 2011

Non lo farei, ma mi rode non avere (moralmente) scelta

Questo non è un post femminista.
E' un post che si pone delle domande a cui non ho risposta.

Prendiamo una coppia con un figlio.
Mettiamo che lui viaggi molto per lavoro.
Mettiamo che nessuno abbia da ridire su questo.E' vero, ha un figlio, ma gli dedica il cosiddetto 'quality time' quando torna - anche se il quantity è fortemente sottovalutato.

Mettiamo che durante gli unici cinque giorni in cui è a casa, in un intervallo di tipo tre settimane, abbia impegni sociali che lo portino ad uscire la sera con ex amici/ex colleghi. Questo significa divertirsi, e ci sta, non vedere la famiglia, e ci starebbe pure questo.
Quasi nessuno ha da ridire. Nemmeno la sua donna, che è indipendente e da sola ci sta bene.
Ovvero, ci sta qualche rimprovero da parte di una nonna o due, forse, ma è socialmente accettabile. E' eticamente, moralmente accettabile. Per lui in primis.

Mettiamo che la stessa cosa capiti a una donna.
Una mamma.

Cosa starò combinando?

 Cosa starò combinando? E soprattutto, vi piacerà?
:)

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