il blog di una mamma per caso

mercoledì 31 agosto 2011

Fare testina

Come una vera bimbaminkia, ieri mi sono vista gli Mtv VMAs e ho assistito a due scene ricche di pathos.
La prima è stata l'esibizione di Adele.
Ora. Adele è bravissima, le canzoni sono bellissime, ma lei mi sta sulle palle in modo eccessivo. Sembra l'apoteosi del 'dovete stimarmi perché sono brava e ciccia'. Che pure è una gran bella ragazza, però mi sembra che si autocompiaccia un po' di questa accoppiata tanto anti-starsystem di polpaccio pesante più ugola d'oro. Non so, forse è una mia impressione, o magari ho letto troppi articoli su di lei in cui la ciccia era stipata tra le righe.
Dunque, quello che volevo dire è che il direttore della fotografia e il regista del momento-Adele meritano l'ergastolo. Praticamente, il focus della scena era il suo doppio mento. Lei stava per altro benissimo con quell'abitino nero che le disegnava il punto vita e tutto il resto, ma sembrava avesse un mento enorme, il blob. E io spero sinceramente che scesa da quel palco abbia preso il regista e gli sia saltata sopra. Più volte.

martedì 30 agosto 2011

Passione.

Le mie grandi passioni sono tutte iniziate con un grande odio. Alla fine sono giunta alla convinzione che l'odio sia un po' la coda cattiva della passione, quella che afferri quando non riesci a prenderla o quella che riesci a vedere quando il resto sembra troppo lontano.
Io ho una passione. Terribile, sciocca e prepotente, che mi covo dentro da anni e che è riuscita a esplodere per un attimo quando ne avevo venti.

Tutto è iniziato quando avevo cinque o sei anni, ricordo una borsetta azzurra, un corridoio lungo e stretto e il cambio di scarpe. Il body ce l'avevo già sotto da casa, per fare prima, visto che ero sempre in ritardo.
Io e una manciata di tappe con lo chignon fatto alla meno peggio infilavamo queste ballerine rosa che odoravano di cuoio e piedini, poi con le pance ancora sporgenti e le schiene con quella lordosi vezzosa, iniziavamo a muoverci a tempo di musica classica. Con la maestra che cadenzava parole, istruzioni e minacce sul ritmo.
Et-tà-cco-pun-tae-gi-roe-sto.
Eche-net-che-net-che-net-GUAR-DA-ME!

lunedì 29 agosto 2011

Ozio.

C'è questo mio zio che io adoro, che ogni tanto ci veniva a trovare in vacanza e - dopo un anno passato a lavorare - comprava il giornale, afferrava un calice di vino, stendeva i piedi e dichiarava:
OZIO OZIO OZIO OZIO OZIO OZIO OZIO OZIO OZIO OZIO.
Che è una cosa meravigliosa. Bearsi della propria nullafacenza come uno stato di grazia. Dedicarsi a quei piaceri perduti, tipo leggere un giornale di seguito dall'inizio alla fine o ascoltare un cd senza fare altro, lasciando che il multitasking muoia di stenti e la mente respiri.
Questa è la mia immagine per 'ozio':

mercoledì 24 agosto 2011

La ricetta del pesto secondo Lui

NOI CHE il pesto lo facciamo in casa.
Appello ai pubblicitari: smettetela di iniziare le frasi con 'noi che' o 'quelli che' e una frase di senso compiuto totalmente random.
Tipo: noi che mia nonna è brava a stirare.
Noi che si è fatta una certa, arrivederci.
Noi che provateci, ci sta qualsiasi frase.
Noi che supercalifragilisticexpiralidoso.
Noi che ay ay caramba.
Noi che ok smetto.
Dicevo, per la serie noi che facciamo qualcosa in famiglia (scherzavo, non ho smesso) l'altro giorno abbiamo fatto una spesa da liguri fierissimi. Con accenti tipo 'ma il basilico 'ndo l'hanno messo? soo sò magnato?'. Per fare... (tadààààn) il PESTO.

martedì 23 agosto 2011

Monterosso e fermate improvvisate

Questo post non ha un lieto fine.
Dopo aver scattato queste foto sono scivolata sugli scogli e il tappo dell'obiettivo è finito in mare. Mi è uscito un insulto talmente bruto che la signora a fianco ha portato via il bambino.
Ma va bene. Che sarà mai ricomprare il tappo di un obiettivo il 20 agosto. Dopotutto li vendono in tutti i supermercati, proprio vicino alla crema da barba. E gli obiettivi non sono una di quelle cose che si rigano come le guardi.
Sigh.

sabato 20 agosto 2011

Noi, lupi di mare (trip to Vernazza)

C’è che noi non siamo tipi da barca, o meglio: magari se ce l’avessimo lo saremmo pure, ma forse è più qualcosa scritto nel Dna. Tipo che io non mangio pesce, quindi la vita da barca mi ucciderebbe nel giro di un weekend, e non sono riuscita a farmi portare su un natante per più di mezza giornata nemmeno da un mio ex che come secondo lavoro faceva lo Skipper. Quei drammi che ti porti dentro e un po’ ti corrodono.

martedì 16 agosto 2011

Porto Venere

Ieri era Ferragosto. Come ogni Ferragosto, mi sono svegliata con il piovischio scemo e un gran giramento di palle, che Ferragosto nonostante ami scambiare gli auguri con gli amici mi sta un po' sui maroni come Capodanno.

domenica 14 agosto 2011

Coast to coast

"Mamma, sai una cosa...?"

mercoledì 10 agosto 2011

Let the sunshine in

Sembra assurdo, ma la fotografia per me sta diventando non solo una passione ma un secondo punto di vista. Qualcosa che mi aiuta a scovare la bellezza nei dettagli intorno, nel quotidiano che deliberatamente lasciavo scorrere a margine. Lasciare che la luce filtri oltre i rami di un ulivo, attraverso una tenda, alle spalle della Polpetta, tra le mie dita, mi consente di lasciarla entrare anche in qualche parte di me. Di notare quanto le cose si mettano in mostra sotto ai miei occhi, di come la vita si pavoneggia senza che nessuno la noti.

lunedì 8 agosto 2011

Bambini col subwoofer


Ore sette dell’otto agosto 2006: ronf.
Ore sette dell’otto agosto 2008: centesima pipì della nottata.
Ore sette dell’otto agosto 2010: ‘mamma, ‘attuccio!’.
Ore sette dell’otto agosto 2011: ‘MAMMAAA IO VOJO’L CORNETTOO, ADESSOOO!’

L’ultimo non è figlio mio. Se lo fosse, gli avrei già montato il silenziatore.
C’è questo bambino, sui cinque anni, che ogni mattina alle 7 – puntuale come la morte – si piazza sotto la finestra della stanza dove dormiamo e strilla la qualunque. Tipo che ha fame/sete/deve fare pipì/dov’è mio fratello/mamma vieni/aeiouipsilon/ayaycaramba.
Lo fa con tanta malagrazia che ogni tanto gli parte anche il fischietto. Avete presente, no, quando strillate con tanta convinzione che la voce non vi sta dietro e qualche sillaba se ne va a fare un giro per cazzi suoi in tonalità di falsetto.

sabato 6 agosto 2011

Come riconoscere il pesce fresco e altre amenità

Quando mi dicono ‘giornata da bollino nero’  a me vengono sempre in mente quelli che campeggiano a bordo guardrail sulla Roma-L’Aquila col tavolino e le sedie pieghevoli. Pane&mortazza e birra Peroni.
Mi sono sempre chiesta: ma sto tavolino se lo portano apposta per le sei ore di coda al casello o ce l’hanno in macchina da prima, visto mai. Io c’ho le bolle di sapone e l’ombrello resident, vuoi che non ci sta uno co’ quattro sedie da regista e pane&mortazza fissi nel bagagliaio? Perché portarseli col deliberato obiettivo del campeggio bordo autostrada è l’ottavo peccato capitale. Ci faranno un Magnum prima o poi (Magnum pane&mortazza. suona anche appetitoso.)
Per dire che ieri siamo tornati a Oh-No sfidando le previsioni che ci davano mummificati al casello. Siamo vivi, stiamo bene e pare che siamo in ferie, infatti stamattina mi ha svegliata alle ore 07.00 un bambino che gridava qualcosa in dialetto locale. Potevo uscire con la motosega oppure decidere che il mio primo giorno di vacanza doveva essere comunque piacevole. Ho scelto la seconda opzione e mi sono sentita come il Mahatma Gandhi, solo che ora crepo di sonno.

lunedì 1 agosto 2011

Fotografare i bambini: i consigli di 6 giovani fotografe

Non so voi, ma se durante l'anno già scatto foto a qualsiasi cosa e faccio quelle scene pietose tipo 'aspetta a bere il cappuccino che gli voglio fare una foto, poi si rovina la schiuma', d'estate la sindrome del giapponese al Colosseo viene amplificata da paesaggi, occasioni, relax, semi di cocomero rimasti sulla guancia e piedi sporchi di sabbia. Finisco regolarmente per riempire la memoria del Mac di triliardi di foto. Confesso: finisco anche per fare ritratti ad amici e figli di amici con la promessa di inviarle 'subito, appena torno a Roma' e invece gli arriviano solitamente tra l'anno e l'anno e mezzo dopo. Ops.

Questa breve introduzione per arrivare al punto: che abbiate una reflex digitale coi controcojoni o una semplice point&shoot ipercompatta, sono dell'opinione che qualche piccola dritta a livello di composizione, luce, scene, faccia piacere a tutti (a me per prima). Ecco perché ho contattato alcune giovani fotografe, tutte non professioniste tranne una, per farmi/farci dare qualche consiglio per fotografare i nostri bambini. Piccoli e semplici accorgimenti che potete mettere in pratica con qualsiasi macchina fotografica, cose a cui solitamente non si pensa ma che possono fare la differenza tra 'questa è Martina in barca, sì ok è un pochino in controluce e le mancano i piedi ma vabbè' e 'guarda che bella questa foto di Martina in barca!'.

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