il blog di una mamma per caso

giovedì 29 settembre 2011

Il Buddha ogni tanto

La premessa è che ogni tanto sono una persona dis-equilibrata.
Cioè volevo dire squilibrata.
La sorpresa è che il mio - come lo chiamereste: karma? spirito? status psicofisico? Ernesto? - insomma, quella cosa che più o meno ti garantisce il respiro iniziale e quello finale della giornata senza che nel mezzo ci siano stati morti ammazzati, crisi isteriche o vasi di Nutella svuotati a ditate, ecco quella roba lì per quanto mi riguarda repelle fortemente le influenze esterne tranne quelle di alcune specifici individui.
Io è un po' come se trovassi dei Buddha, ogni tanto.
Persone che mi ispirano immediata serenità, mi instillano pace al primo sguardo, mi contagiano di equilibrio per via aerea.

martedì 27 settembre 2011

Quality time

"C'era una bella ragazza ma la matrigna voleva esssere più bella. Allora lei scappa da sette nani. Poi la strega si traveste da vecchia, le dà una mela, lei cade addormentata, poi arriva un principe la bacia e si sveglia. E vissero per sempre felici e contenti."
"Mamma."
"Eh."
"E' corta."
"Hm."
Non è corta. E' il director's cut.
"Perché la racconti così... così...."
Scojonata?
"Così come quando parli con nonna."
Eh: scojonata.

lunedì 26 settembre 2011

Io bevo

Ci pensavo in treno, di ritorno dal MomCamp.
Nota: non vi farò il pippone di resoconto sul MomCamp.

Ad un certo punto ho dovuto defibrillare la testa con qualcosa di forte scavando nel raro hard rock del mio iPod, ero letteralmente sovraccarica. Quando succede, devo usare metodi drastici. Tipo bere (so che mi immaginate già col Martini in mano, ma anche il bicchiere d'acqua va benissimo. che quando ero piccola e cadevo tutti co 'sto cazz'e bicchiere d'acqua, e alla fine l'ho interiorizzato come un calmante. non so se è il sapore neutro dell'acqua. o il deglutire. il freddo. chissà.), telefonare ad una che sa e che capisce (amica, intendo. anche terapista però in fondo non sarebbe male) oppure lasciarmi stendere definitivamente dalla colonna sonora giusta. A volte anche Me-Me-Me-Megaloman, per dire, mica sono tanto schizzinosa. E poi se nello shuffle capitano gli Anthony & the Johnson o Cat Power sono cazzi. Avete anche voi questo stretto legame talento musicale-pensieri inopportuni-dotti lacrimali?
Se mi direte di sì non credo mi sentirò meno disadattata, ma è ok.

venerdì 23 settembre 2011

Del perché vado alla SOCIAL e non alla FASHION week

Abbiamo lanciato ieri, e i risultati sono al di sopra di ogni aspettativa quindi intanto grazie di cuore. Siamo felicissimi che MumsUp entusiasmi voi quanto noi.
Detto questo, come potete immaginare sono arrivata a fine giornata convertita nello status mappina, ma non per questo intenzionata a recarmi alla Social Media Week di oggi con i miei soliti jeggings e peep toe.
Ragazza, sono tre anni che ti fai tutte le presentazioni e gli eventi del mondo in divisa, è ora di cambiare – sì, me lo sono detta.
Ho chiamato mia sorella, che per quanto adori lamantini e capibara è pur sempre una gran gnocca, e le ho chiesto se per pietà potevamo impiegare mezz’ora per andare alla ricerca di una mise che mi potesse far sembrare una persona seria.
“Un burqa?” ha risposto.
“Ma non seriamente seria. Qualcosa che mi faccia indossare la mia latente scemenza con più disinvoltura possibile. Che la bilanci. Che finché non apro bocca faccia di me una professionista del settore.”
“Tipo?”
“Hai presente Eva Mendes?”

giovedì 22 settembre 2011

Vi presento MumsUp :)

Eccolo.
Per me, il grande giorno.
Sì, anche se stamattina Porpi mi ha svegliata alle 6.30 ("mammiii" - "hmpff" - "ho fatto la pipì a letto" - "nuoooo! aaargh!" - "dai che è come una piscina!") e ora sono qui che digito con gli occhi chiusi di ritorno dall'asilo, costruzioni sparse sotto ai piedi e il corpo che grida la necessità di un lavandino di caffé. Ma va bene così, perché è esattamente in questo modo che deve iniziare.
Ci siamo. Adesso vi racconto il progetto a cui lavoro da mesi con un'entusiasmo e una speranza che non ve lo racconto nemmeno. Stavolta quasi ci credo, stavolta sembra tutto così vero!

Tutto parte da un'intuizione nata quasi tre anni fa e lasciata fermentare e fermentare.
Avete presente quel momento in cui rimanete incinta e BAM! tutti i vostri punti fermi si disperdono un secondo prima di riordinarsi in altro modo, e la pancia cresce insieme a una marea di dubbi e pensieri, e magari fantasie, gioie, e poi arriva questo esserino lungo 50 centimetri che occupa almeno 50km mentali e tutto è uguale e diverso al tempo stesso, e inizia a cambiare anche dalle piccole cose, dagli oggetti?
Ecco. Gli oggetti.

mercoledì 21 settembre 2011

Se puoi sognarlo puoi progettarlo (e se siete a Milano possiamo incontrarci :)

Prima succedeva questo: avevo un progetto.
Mi entusiasmavo fino alle palpitazioni, lo consumavo! a forza di pensarlo. Partivo in corsa sfinendomi sopra ai suoi dettagli, lo amavo e lo contestavo, ci lavoravo la notte e lo immaginavo di giorno. Non esisteva nient'altro.
Poi arrivava un giorno qualsiasi, e la notavo. Nera. In quell'angolo in fondo a destra dove ti cade lo sguardo quando sei stanco.
La noia.
L'indolenza.
Se lo mangiava piano piano, cominciando dai bordi per non farmene accorgere. Un giorno scoprivo che il mio progetto aveva un buco in mezzo, e lì dentro ci era caduta chissà come la passione. E l'entusiasmo. E tutte quelle fantasie, quelle immagini mi sembravano così stupide, infantili, degne della miglior cretina con troppa inventiva e molto tempo da perdere.

martedì 20 settembre 2011

Fuori dalla porta

Me lo ricordo, quel giorno in cui ero arrivata a lezione con lo stomaco che friggeva e un groppo nero appeso alla gola.
Non te lo immagini, quante cose possano insegnarti un parquet, una sbarra e uno specchio.
Era successa una cosa spiacevole con il Lui di turno, talmente spiacevole che avevo seriamente dubitato di riuscire ad arrivare a lezione, di riuscire a guidare per arrivarci, di riuscire anche solo a uscire di casa e salire in macchina. Ogni movimento era difficile, inutile.
Poi invece l'avevo fatto, tossendo le lacrime per non piangerle troppo. Mi ero asciugata gli occhi, ero corsa a cambiarmi, mi ero scaldata a testa bassa, la schiena appiattita contro la gamba sulla sbarra.
Non sono una di quelle che riesce a rispondere sempre 'bene' quando le chiedono 'come va'.
A volte rispondo 'di merda', ma in un tono socialmente accettabile. Lo stesso di 'bene'.

lunedì 19 settembre 2011

Corpi e anticorpi

La cosa assurda è che sono tre giorni che i quotidiani nazionali sembrano un libretto porno scritto da una casalinga frustrata del Nord Dakota, pieni di improbabili intrighi porno tra gnocca e potere. Gnocca appena maggiorenne e potere dalle prestazioni a stantuffo.
Con il tocco di tristezza finale che è il sesso con l'eliminacode.
Ma non è questa la sede per discuterne, ieri ho già dato un mio modesto punto di vista. Solo che è molto divertente leggere nei commenti sotto agli articoli quanto gli italiani siano profondamente indignati e poi sentire le chiacchiere - maschili - al bar di quanto queste figur(acce) politiche siano segretamente aspirazionali.

Cambiando argomento, volevo dirvi che questa sarà una settimana pazzesca. Sono ormai settimane che mi sveglio all'alba in fibrillazione, e ormai ci siamo. Questo è il settembre che aspettavo e questa è la settimana in cui tutti gli ingranaggi che ho iniziato a muovere mesi fa potrebbero fare click.
A pensarci, forse è meglio che mi sposti.

venerdì 16 settembre 2011

Cosa fareste a un Robertino?

Angolini di web - fichissimi - di cui ignoravo l'esistenza.
Mamme che - vivaddio - fanno un sacco di altre cose oltre che le mamme.
Colpi di fulmine virtuali.
Una di queste cose o forse tutte insieme è successo con Le Funkymamas, due pazze (vere! serie! infatti non vedo l'ora di conoscerle...muahahaha) creativissime che hanno procreato pupi e realizzato un sacco di cose carine, ad esempio I Robertini.
Solo per il nome sono da amare follemente: pensate a quanti equivoci si prestano quando applicati al linguaggio comune.
banale: dov'è il mio Robertino?
negligente: l'altro giorno ho dimenticato il Robertino sotto al tavolo.
splatter: mi è caduto il Robertino e gli è saltato via un occhio.

giovedì 15 settembre 2011

Il brutto che piace

Una volta l'amica S. usciva con uno e non voleva dirci chi.
Parlava di questo fantomatico Leonardo dicendoci che era un tipo tanto dolce, tanto sexy, tanto preso da lei e tanto fuori dal giro. Così fuori che non voleva neanche farcelo entrare.
Eravamo tutte più o meno convinte che si trattasse di un flirt destinato a spegnersi nel giro di qualche settimana, invece d'improvviso S. era stata requisita. Weekend fuori, cenette romantiche, maratone orizzontali.
Riemergeva di tanto in tanto con aria languida e soddisfatta, ma anche stranamente timida.
"Ma chi è, come l'hai conosciuto, dove abita?"
"Amico di un amico, abita fuori Roma."
Che tradotto vuol dire solo una cosa: non posso presentarvelo.
Una sera li abbiamo beccati al cinema.
Tiè, ecco Leonardo.
Costui era basso, con grosse sopracciglia e una stempiatura che se l'avessi vista di sabato sera a Campo de'Fiori avrei urlato "mio Dio, un parcheggio! Là! Là!".

mercoledì 14 settembre 2011

Disinserimento

Oh, giuro che poi smetto. La blogsfera è invasa da post sull'inizio della scuola che parlano di mamme, pupi, zainetti, maestre e inserimento.
Niente, io volevo solo dirvi che invece ho dovuto fare il disinserimento.

Porpi in alcune circostanze sa essere socievole come l'acaro della lana mortaccina*, e tali circostanze sono solitamente favorite da: alto numero di bambini piagnens e/o sconosciuti, alto numero di persone adulte che cercano di calmarli, alto numero di dinosauri in possesso di qualche altro bambino, alta probabilità di essere lasciata sola in quel marasma anche se per mano a una certa sconosciuta oltremodo corpulenta e con un neo peloso che dice di essere la maestra.
Tali condizioni si sono verificate tutte ieri mattina eppure, senza colpo ferire, quando le ho detto:
"allora io vado..." ha risposto "va bene".
Bella per me - pensavo - ho scampato l'inserimento.
Non ho immaginato il dopo.

martedì 13 settembre 2011

Avevo troppa panza, mi sono iscritto a danza

"Ecco l'orario, i prezzi... aveva già in mente qualcosa?"
"Gli addominali. Lo vede qua? Non sono incinta, eh: c'ho la panza. Mio marito, lui è fissato, fa pilates, yoga, e allora quando mi vede dice che sto tutta con 'sta panza di fuori. E' vero, guardi!"
"Ma sa, dopo un bambino..."
"Due! Due bambini! Tre anni e quindici mesi."
"Complimenti!"
"Quindi voglio fare gli addominali."
"E poi?"
"E poi boh... ma questa lezione, la posturale, mi aiuterebbe a tenere la panza in dentro?"
"Beh la posturale aiuta la postura ma non tonifica molto, sa, la posturale è di mattina e poi..."
"Ho capito: ci stanno le vecchie."
"Ma le interessavano orari in mattinata?"
"Orari entro le 18. Dopo quell'ora io muoio."
"Eh?"
"Intendo che finisce l'asilo."
"Ah."
"Quando avrà due figli capirà."

lunedì 12 settembre 2011

A metà settembre la parola più bella del mondo è ASILO

E finalmente, tra applausi e incitamenti da stadio, domani l'asilo riapre i battenti.
Sì, ad minchiam, di martedì.
E poi ti chiedono: 'ma che faccia stanca.. dovrebbe essere più rilassata, le vacanze sono appena finite!'.
Le vacanze di chi?
Io fino adesso - come anche voi immagino, per lo meno se lavorate da casa - ho abusato delle nonne e di ore di tata, lavorato col solito cartone in background e risposto a telefonate urgenti con un sottofondo che faceva più o meno: "ssenti, io ci'ho fame, ce l'abbiamo una banana? eee? ce l'abbiamo? mamma, ho detto U-N-A-B-A-N-A-N-A! BA-NA-NA! BA-NA-NA! BANAAAAAAAAAAAAAAAAAANA. BApfffff'.
(E' arrivata la banana.)

domenica 11 settembre 2011

11 settembre. Il dolore relativo, il dolore assoluto.

Mi portavo addosso l'estate appena trascorsa. Era in ogni pensiero, in ogni odore diverso da quello del mare, pesava in modo intollerabile sopra quegli indolenti giorni di Settembre in attesa dell'inizio delle lezioni. Fino a pochi giorni prima era Agosto ed ero insieme alla persona che mi avrebbe cambiato la vita. Poi, all'improvviso, sola. Vagavo dal letto alla tv senza voglia di uscire, di parlare, di mangiare, credendo di respirarmi dentro un dolore più grande di chiunque altro. A vent'anni lo pensi.
Ero davanti alla tv a lasciarmi anestetizzare da qualche programma spazzatura quando ha telefonato mia zia.
"Metti il telegiornale, subito. C'è stata una bomba o qualcosa in America."
Ho cambiato. Non ricordo se vidi allora il secondo aereo che bucava al cuore la seconda torre o se è una sovrapposizione dei mille video, delle centinaia di replay andati in onda nei giorni successivi.
In quel momento non sapevo nulla eppure sapevo tutto: il mondo, fuori, stava continuando a girare anche se io ero stupidamente in pigiama davanti alla tv. Nel mondo, fuori, stava accadendo qualcosa di incredibile e terribile.

sabato 10 settembre 2011

Uomini che non baciano le donne

"Non ce la poteva fare."
"Ho paura di no."
"Mi ha pure riaccompagnato a casa, eh! A un certo punto è venuto verso di me ha detto 'se ti serve un passaggio ci sono io...'"
"E tu stavi già in macchina sua.. haha."
"Eh. Però poi... sai come succede, no?"
"Fammi indovinare. Allora, chiacchierate durante tutto il tragitto. Lui non va troppo veloce, è rilassato, fa le battute, parlate della serata."
"Eh. C'era pure la ex a quella cena."
"Però lui ancora non ne parla."
"No, ancora no."
"Poi arrivate sotto casa. C'è qualcosa, è palese..."
"C'è qualcosa sì: sono sei mesi che ci trombiamo con gli occhi!"
"Un anticoncezionale potentissimo. Perché non ci ho pensato anche io?"
"Lo sanno tutti che ci piacciamo. E' solo questione di tempo. Cioè, era. Oddio, non lo so."

venerdì 9 settembre 2011

Favole, twitfavole, favole dell'assurdo

Accessori da implementare sul modello 'bambino': tasto ON/OFF.
Porpi è tra quelle che due ore secche di sonno profondo se le spara volentieri ogni pomeriggio. Tanto profonde che, quando si risveglia ronzando (fa un rumore - mmm mmm - tipo moscone annoiato, da quando ha zero mesi. la prima volta che mia madre l'ha sentito è andata a controllare la lavatrice.) tutta stropicciata e coi capelli in diagonale, chiede: "dov'è la colazione?" E io rido.

In compenso la sera farla addormentare è delirante.
Lei dà le regole.
"Allora mamma. Fasciamo cossì."
Punta il dito indice in alto.
"Così come?"
"Cossì che si fanno teré (3) cose" col dito fa il numero due "uno il lattuccio, due la canzonchina, teré la favola."
Lei ha tre anni e fa le liste. E' più organizzata di me e di voi messi insieme.

giovedì 8 settembre 2011

Martini? There's a party!

Quando ti arrivano certi inviti non c'è nemmeno da chiedersi se andare o no.
L'unica vera domanda è: ma che ca acciderbolina mi metto? Il mio armadio è un'allegra comune che accoglie vestiti smarriti dal 1993 ad oggi. La salopette blu elettrico che andava tanto quando avevo 16 anni convive con un abitino burlesque dell'anno scorso, con una sciarpa che era di mia mamma, una tshirt numerata (68) di mio papà quando era super-smilzo e vari pezzi acquistati tra Roma e i miei viaggi, sostanzialmente sportivi o molto connotati. Troppo connotati. Divertenti. Però mi manca il basic.

mercoledì 7 settembre 2011

Sorrisi, felicità, polsi: un post così, a razzo*

"Mamma, sei felice?"
Io non so dove l'abbia imparato. Forse è colpa mia, perché parafrasare la frase 'sono incazzata nera' con 'non sono felice' mi sembrava un'ottima idea per dribblare una parolaccia.
A proposito.
Cazzo quante ne dico. Devo smettere, o meglio: sto cercando in tutti i modi di farlo.
Lui intanto risolve come può.
'Razzo! Mamma ha detto razzo ERRE-A-ZETA-O: RAZZO*' chiarisce alla Porpi, quando mi sente sproloquiare davanti a lei come fossi al raduno della tromba bitonale dell'Autogrill di Lunghezza con cinquanta camionisti ubriachi.
Oppure: 'Mamma ha detto orca boia. No! Lorca in foia. Sorc.. No. Brocca di soia. Cazzo, la smetti di dire porca troia?!"
E io: "Ne hai dette due! Ne hai dette due!"
Per evitare discussioni da II B quinto banco da sinistra, taccio un momento. Respiro.
E dico: "Cavolo!" oppure "Accidenti!" o "Caspita!"
E quando dico caspita so come mi sentirò a ottantasei anni.
Non vi dico cosa succede per la disinvoltura con cui uso la parola 'tette'. Scene che sotterrarsi con una trivella petrolifera sarebbe appena sufficiente.

martedì 6 settembre 2011

Una piccola sorpresa :)

Quanto ve ne ho parlato? Tra le righe, tanto.
Volevo realizzare questo piccolo progetto per vari motivi: perché mi piace disegnare e lavorare con la grafica, perché non ne posso più dell'offerta italiana ferma su due o tre marchi carini che però ci escono dalle orecchie, e non ultimo per ringraziarvi dell'affetto con il quale mi seguite.
Non tutto è pronto, ma da oggi posso annunciarvi che su machedavvero.it troverete anche scaricabili e goodies per le piccole/grandi feste e ricorrenze dei vostri bambini, in parte gratuiti e in parte acquistabili sul mio Etsy shop, che aprirà a breve.
Ne avete visto un esempio nel post del Porpleanno ed ecco qui, oggi per lanciare questa nuova attività voglio semplicemente regalarvi un kit intero. Quello che ho usato per la festa di Polpetta. Questo qui:

lunedì 5 settembre 2011

Il Porpleanno: le foto

Siamo nella fase in cui le principesse sono un must. Ma anche i dinosauri. E le stelline. E allora il party di Polpetta è stato un mix di decorazioni e giocattoli, musica e bambini, e ancora qualche grande perché si sa, le amiche single che ti vogliono bene vengono anche ai compleanni di tua figlia :)
Ecco a voi le foto del Porpleanno. O meglio, di come l'ho organizzato. Spero vi piacciano perché nei prossimi giorni vi svelerò la piccola sorpresa a cui lavoro da un po'.

domenica 4 settembre 2011

Tanti auguri Porpi

E' oggi. E abbiamo festeggiato ieri, causa maltempo, ed è stato bellissimo.
Non sembra vero, che questa robetta alta e magra che canta, balla e ridacchia l'abbia fatta io. Ma li conoscete meglio di me tutti i discorsi tipo 'tre anni fa a quest'ora ti stringevo per la prima volta blabla...' o 'signoramia come passa il tempo', perché li avrete fatti voi ai vostri figli, o li avrete sentiti per voi.
Oggi Polpetta compie 3 anni.
Tre.

venerdì 2 settembre 2011

Design per davvero: back to school!

Rientro a scuola. Sottotitolo: ARGH o EVVIVA. Dipende se superate o meno il metro e trenta.
Comunque, questa volta la domanda giunta da Alessandra a Design per davvero, la rubrica di Designperbambini, è una e semplice:
"Ci dai qualche idea per il back to school?"
Ed eccoci qui, persi tra deliziose cartelle vintage, bento box, scrivanie, cestini e astucci. La parola a Designperbambini.
Enjoy!

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