il blog di una mamma per caso

mercoledì 30 novembre 2011

I contro di avere un archivio lungo tre anni...

...tutti sanno quanti anni compi.
Sì, mi arrendo: è oggi.
Questo è il post dove, se volete potete, consigliarmi una buona crema antirughe, dirmi che una donna è più affascinante dopo i 30, ricordarmi che in fondo sono ancora ggiovane ma ho già una pupa prét-à-porter e farmi un bonifico di compleanno su quel conto alle Cayman che ho aperto l'altroieri.
L'ho presa benissimo, potete vederlo dal titolo del blog sulla finestra del vostro browser. Forever 28 (o era 21?).

martedì 29 novembre 2011

Il mio difficile rapporto con i corrieri

Ci sono quelli che gli pesa proprio il culo.
Mi spiego: ho il citofono su strada ma l'ingresso del condominio dista circa trenta passi. Non c'è portiere quindi i pacchi devi per forza consegnarli in mano al destinatario, e io sono spesso sola con la pupa: non è che posso proprio andare sempre a prendermeli trascinandomela dietro, magari se fa freddo e lei è in tuta e pantofole da casa.
Allora ci sono quelli di cui sopra che evidentemente conosce il palazzo, e manco citofona: attacca il biglietto di assenza destinatario e se ne va.
A questi, un clistere di Listerine.

C'è quello che 'vieni a metà strada'.
Allora tu scendi e scopri che lui non s'è mosso, e gli girano pure un po' le balle se gli chiedi 'non avevamo detto metà strada?'. Uno mi ha risposto 'io la mia metà l'ho fatta venendo qui col camioncino'.
Ah beh, cazzo, allora sì.

lunedì 28 novembre 2011

Star Party Kit

Ve l'avevo promesso, e mi dispiace se ci ho messo un po', ma ultimamente da queste parti la sensazione è che abbiano riacceso il frullatore della mia vita, il che è fantastico ma toglie tempo ai mille progetti che vorrei realizzare (non è per forza un male, eh... alcune delle mie idee sono un po' strane).
Ad ogni modo, il mese di Natale sarà pienissimo di sorprese, non vedo l'ora!
Intanto, vi presento lo Star Party Kit.


giovedì 24 novembre 2011

Il Dna è quella cosa che ti fa ballare

Come sapere che tua figlia è figlia tua:

- balla.
Qualsiasi musica. ultimamente le peggiori hit preadolescenziali/demenziali che mia sorella le somministra a mia insaputa. L'altro giorno le aveva messo una roba degli 883 e insegnato la mossa di Mauro Repetto. la sapete? Braccio piegato, gomito che spinge prima a novanta gradi a lato, poi verso il basso. E' praticamente il simbolo del fallimento iconografico e musicale. Ovunque Repetto sia, io credo che dovrebbe monetizzare questa cosa. Un epicfail ti conferisce un certo status, se indossato con eleganza.
La pupa, comunque, ci ha regalato la sua migliore performance a due anni: mossa napoletana (ripetuta) al centro della navata della chiesa, durante un matrimonio. Il tutto perché avevano iniziato a suonare l'Alleluja e lei aveva risposto al semplice collegamento 'uh, musica! - si balla!'*.

sabato 19 novembre 2011

Donne vs uomini è la battaglia più scema

Quando si parla di pari diritti tra uomini e donne, mi viene sempre in mente mia mamma. Ogni volta che parto qualche giorno per lavoro mi lancia le jatture perché, secondo lei, mollare una bambina piccola per lavorare è vagamente degenere.
Allora mi trovo cinque chiamate sul cellulare in tre ore e un messaggio in segreteria che racconta di catastrofiche tossi e pediatra in trasferta a Honolulu, suoi urgenti impegni e promesse a rientrare il più presto possibile. 'Ma è proprio necessario?' è il leitmotif di qualsivoglia commento sui miei spostamenti, tranne quello da casa al supermercato.

Mi viene in mente quella mamma del parco che avevo preso come faro nella notte nella mia vita sociale disseminata di amiche single, e mi disse 'non so come fai a volere un ufficio, è un lusso lavorare a casa con i bambini'. Lì ho capito che avere un utero funzionante non è un punto in comune con nessuno.
Ne ho parlato anche su IoDonna della scorsa settimana, che parlava appunto di 'Guerra delle mamme'.

Mi viene in mente, soprattutto, che nessun uomo si è mai permesso di fare un commento su come gestisco il mio equilibrio lavoro/famiglia, mentre per le donne sembra essere uno sport agonistico.

martedì 15 novembre 2011

Tutte le cose che ho imparato sugli uomini (so' due eh...)

Regola n.1
Se un uomo ti vuole, fa di tutto per averti.

Regola n.2
Se non lo fa, la verità è che non gli piaci abbastanza (cit.).

Nota: non vorrei che interpretaste la regola numero 1 come 'non fate niente, devono fare tutto gli uomini'. Quando dico 'fa di tutto' includo anche atteggiamenti in risposta a quelli femminili, e ci sono uomini capaci di non fare assolutamente niente anche se la sera prima ti sei dichiarata e/o lo hai sbattuto alla prima parete disponibile. Sono quelli di cui al punto due.

lunedì 14 novembre 2011

Quasi venerdì

Sono stranamente carica nell'affrontare il lunedì, e questo nonostante io lo abbia cominciato con un prelievo del sangue a digiuno, e se c'è una cosa che mi manda ai pazzi - chi mi conosce lo sa - è iniziare la giornata senza la colazione.
Svegliarmi è un trauma quotidiano di una certa importanza. Sono fortunata che nessuno mi abbia mai proposto baratti indecorosi per pochi attimi di sonno in più: avrei sicuramente accettato.
Già mi vedo al casello del purgatorio con l'omino cornuto che scuote la testa e sghignazza: 'il 14 novembre 2011 hai barattato il 75% della tua anima, il 50mm. e tua zia con tre ore e mezza di sonno in più: fai inversione e prendi le indicazioni per l'inferno. Il girone degli accidiosi è la terza uscita a sinistra dopo la rotonda.'

giovedì 10 novembre 2011

Guestpost dei miei ormoni: il discreto fascino del boscaiolo

Sto scoprendo il perfetto kit da 'donna con uomo semi-expat'.
Ciò comprende:
- le amiche single che ti mandano messaggi minatori del tipo 'venerdì recluta nonna: vieni a fare la cojona con noi. 'no' non è una risposta e sotto il tacco 12 non è weekend. passo.'
- sempre le stesse, ti fanno scoprire boutique erotiche di lusso in bilico tra fetish e burlesque dove entri per edonismo e ti porti a casa misteriosi ovetti, bodypaint al cioccolato, piume, nastri di seta, dadi da gioco. Ed è subito Dita VonTeese.
- serate in compagnia di telefilm e programmi trash che un uomo non vedrebbe mai (leggi: Glee e Masterchef) e di libri da troppo tempo sul comodino.
E qui arriviamo dove volevo arrivare.
Sto leggendo questo libro qui e mi ritrovo, fra i protagonisti, il classico rude uomo di montagna. Noncurante delle intemperie, taglialegna, cacciatore, vissuto oltre ogni candida scrivania dietro la quale siamo abituate ad immaginare i nostri compagni.

mercoledì 9 novembre 2011

La parte del torto

Quando ero giovane avevo un talento: passare dalla parte del torto.
Perché mi infiammavo, ero poco diplomatica, avevo tratti da drama queen e godevo immensamente a chiudere le discussioni in modo plateale (poi però mi sentivo male).
Sono cambiata: sto cercando di allenare la mia parte accomodante e moderata.
Questo accade quando qualcuno mi frega il parcheggio, quando subisco un torto sul lavoro, quando ricevo una risposta acida, quando devo moderare un commento sgradevole.
Dialogo e civiltà prima di tutto, anche se dentro covo un'orgia di parolacce che manco i primi dieci minuti di un cinepanettone.
Per farlo, ho rispolverato l'antica arte di insultare le persone con termini di uso comune. L'importante è darsi alla macchia un attimo prima che capiscano: la soddisfazione risiede in quell'intervallo di tempo e ne è direttamente proporzionale.

lunedì 7 novembre 2011

La carogna del lunedì

E' lunedì e io sono incazzata per vari motivi che riassumendo sono: è lunedì. Ma anche: quando finiscono le vaccinazioni dei bambini e le ansie a grappolo che si portano dietro? Che palle.
E perché mi dimentico sempre le visite mediche, i tagliandi e tutte quelle robe lì e finisce che ho dieci visite da prenotare, ma queste vengono surclassate dalla lavatrice che decide di rompersi oggi, che è lunedì, esattamente nell'attimo in cui mi chiamano per lavoro e rispondo, ispezionando il cestello: 'Pront? Noooo, merda!'?

venerdì 4 novembre 2011

Vizi, concessioni, luce densa

Giusto per ricordare che poi le cose cambiano.
Arrivano le parole, i sorrisi, le corse e le battute. La luce di un pranzo all'aperto, di un novembre romano che sembra aprile, di un obiettivo nuovo nuovo pronto ad essere (ab)usato per cogliere il sole trasversale che taglia la bruma del parco. Una luce densa e senza ombre.

giovedì 3 novembre 2011

Non se ne parla mai abbastanza

Ho guardato questo trailer, e ho avuto voglia di piangere.

Ho guardato questo trailer, e ho ricordato tutte le volte in cui mi sentivo prosciugata di ogni energia, in cui ho desiderato soltanto chiudermi la porta alle spalle e scappare. In cui mi sentivo prigioniera di una casa con quattro rampe di scale, di una mastite, di una notte mai cominciata, di un pianto ininterrotto. In cui desideravo più di ogni altra cosa poter essere sostituibile.

mercoledì 2 novembre 2011

Un tipo ribelle

"E lei che ci fa qui invece di stare in giro a divertirsi?"
Che domanda. Ho un pacco di lastre in mano, la faccia lamentevole di chi ha mal di schiena da mesi, ho fatto una fila di un'ora per il mio turno in questo corridoio di linoleum che odora di minestra e lei ha il coraggio di chiedermi perché non sono in giro a divertirmi. Ma poi, sono le dieci di mattina di mercoledì: perché dovrei essere in giro a divertirmi?
"Lei è giovane, ma che problemi vuole avere. L'ha viste le altre qua fuori, come sono storte?"
Là fuori c'è anche mia madre, che magari c'ha le vertebre che giocano a Shangai ma tutto le puoi dire tranne che è storta. E se glielo dici e ti sente, ti prende a borsettate. Ha sempre un libro di Nicholas Sparks nella borsa, e quello fa male.
"E dunque, vediamo queste lastre..." fa lui, che ha un cognome di quelli stupidi che cozzano con la professione di medico. Una volta ho conosciuto un dott. Peperino che lavorava in terapia intensiva. Era molto basso e aveva la faccia da maniaco dei giardinetti, quindi ti strappava lo sghignazzo idiota anche se in effetti eri davvero demoralizzato. Un po' come quel maestro elementare di una mia amica che si chiamava Lamorte. Lui il contrario, ti castrava l'entusiasmo: 'andiamo in gita con Lamorte'.
Yuppi!

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