Ogni anno passo qualche giorno in montagna, sempre nello stesso posto da quando sono bambina.
E' una cittadina piccola e poco frequentata, che andava di moda sessant'anni fa e adesso si è lentamente lasciata andare permettendo alla vecchiaia di lasciare indisturbata crepe sui muri, aprire chiazze spelacchiate sui prati, tirare rughe profonde sulla fronte dei pochissimi abitanti.
Alzando lo sguardo non si vedono vette alpine ed è piuttosto difficile imbattersi in un paesaggio da cartolina come quelli che ho visto al nord. Nessun ruscello di montagna, pochi sentieri, rifugi raggiungibili a piedi dalla strada, e la cultura montanara diluita nella salita e discesa degli abitanti dei paesi vicini, ché di montagna non ne sanno niente eppure costituiscono il cuore di questo posto. Lo animano. Lo amano.
Nonostante non ci fosse grande organizzazione in loco, io e i miei fratelli abbiamo sempre fatto di tutto, in montagna: dallo sport alle esplorazioni, dalle capanne sugli alberi alla raccolta dei funghi, ad enormi picnic con tutta la famiglia.
Poi arrivava il tramonto, rientravamo.
Aspettavamo la cena giocando ancora all'aperto.
L'altro giorno, a Londra, ho aperto le finestre e ho sentito le campane.
All'improvviso avevo otto anni, ero seduta su una grande pietra a forma di sella di cavallo, l'ultimo sole arancione e viola della sera mi si dipingeva addosso a macchie dense, passando tra le foglie degli alberi. Io ero colma di bianco, nuvole e speranze come solo a otto anni puoi essere. Pensavo al futuro che era l'odore di sugo che arrivava dalla finestra dei vicini e al terrario per le formiche che avrei fatto il giorno dopo insieme a mio fratello.
Il suono di quelle campane mi riempiva, risuonava dentro le mie rassicurazioni e le mie domande.
Chissà come sarà quando tornerò qui, e sarò grande.
Ci torno sempre, su quella roccia a forma di sella di cavallo.
Quelle campane per me sono l'eco della mia storia, tutta quanta. Perché tra quelle montagne ho corso da bambina, ci ho appeso al letto le mie domande di ragazzina, ho fatto a botte con la mia rabbia di adolescente, ho pianto persone che non lo meritavano e sepolto storie che non avrei voluto vivere, ho scritto pagine, ho cullato aspettative, ho costruito pensieri, ho allenato ossessioni, ho nutrito malattie, ho curato ferite, ho portato persone.
Alla luce di quel tramonto arancione e viola, al suono di quelle campane nell'aria pungente della sera.
Ho perso lo sguardo verso l'orizzonte, dove vedo la torre della BT e - ancora più a sud - la ruota minuscola e sfocata del London Eye. Ti cattura lo sguardo e lo fa correre sui tetti e sui camini di questa città, piena di bruma e sbuffi di vapore, qualche luce accesa.
E le campane.
Che era come se mi dicessero: "guarda un po' dove sei finita. guarda la vita, quante cose ti dà da raccontare."
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E il suono delle campane.
CondividiPubblicato da Wonderland alle 11:02
Tags: london, me myself and I, newlife, riflessioni
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- Sono rimasta incinta per caso a 27 anni, col desiderio di maternità ai minimi registrati. "Ma che davvero?" è stata la prima frase proferita dopo aver visto il test di gravidanza positivo. Passare dal Pampero ai Pampers è stato uno shock, ma ce la stiamo cavando... WRITE ME: machedavvero[at]gmail.com
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43 commenti:
che bello!
c'ero anch'io in montagna, non era la stessa ma era simile e mi sono riconosciuta... a me fa un po' nodo alla gola, vorrei essere ancora piccola!
Giuliana
Ho i brividi... grazie per quelllo che riesci a suscitare con le tue parole... sono volata anche io ai miei anni di ragazzina, in campagna dai miei nonni.. a quelle lunghe corse nei campi, alla scoperta del mondo, correvo cercando nidi di fagiano, a volte imbattendomi nello sguardo spaventato di una volpe... il sole forte, il profumo del grano, le campane della chiesetta di Casa del Corto che chiamava i contandini alla messa..
che nostalgia...
Buona giornata... un po' grigia stamani..
Memory is life.
Un abbraccio, magica Wonder.
pura poesia...
Mi hai commossa.
Anch'io ero una bimba colma di bianco, è un'immagine bellissima.
Il mio "posto" è Montecatini, dove abitavano i miei nonni.
Non c'entra niente, ma oggi il mio blog, che è nato grazie a te, compie un anno :)
Bella la vita e (quasi) tutto ciò che ci riserva!
Tanto bello leggerti. Illumini le giornate.
Ti capisco, anche per me i posti della mia infanzia causano le stesse emozioni... e ogni volta mi sorprendo per quanto è incredibile che basti un suono, un odore, a riportarmi dieci o vent'anni indietro... (oddio, inizio a dire "VENT'ANNI FA...." MACHEDAVVERO??!! )
Un post assolutamente stupendo, scritto, si sente, col cuore aperto, tanta gioia e forse un pizzico di malinconia. E io piango :)
Un bacio
:'-)
Mi hai toccato nel cuore con questo post... sarà perchè ho un campanile vicino a casa e il rintocco delle campane accompagna queste giornate primaverili che trascorriamo in giardino e ci ricordano l'ora della merende, l'ora che arrivi papà e l'ora di rientrare a casa... le campane sono magiche, come questo tuo post!
...io non ero tanto colma di bianco a otto anni - avevo già un'indole autodistruttiva, una malinconia profonda e la consapevolezza che la vita era per metà meravigliosa e per metà una fregatura abissale - però capisco perfettamente quello che vuoi dire.
Questo tipo di sensazioni e deja vu sono quelli che il grande Ibsen chiama "spettri", immagini di un nostro passato che ritornano improvvise e vividissime a causa di un suono, un colore, una situazione. Lui li trovava tristi, io penso che contribuiscano a far capire quanto la vita valga la pena di essere vissuta, anche quando è difficile guardare al di là.
Bellissimo post.
Ognuno ha un posto speciale dell'infanzia, dove ritorna periodicamente con la memoria. Non saranno forse i posti più belli o affascinanti, ma sono il nostro piccolo mondo.
Grazie di averci riportato lì oggi, con le tue parole. =)
il suono delle campane è in assoluto quello che mi manca di più qui a NYC, perchè sa di infanzia e spensieratezza o per lo meno di altri pensieri.
Mi sono commossa pensando a tuo fratello che legge le tue parole :)
Bellissimo...
cazzarola sei proprio brava.
chapeau.
Il suono delle campane e't tra le cose che piu' manca dell'Italia. Nella mia piccola citta' di provincia toscana, ogni ora e' scandita dal suono di mille chiese medievali. Quasi non ci fai piu' caso, ma quando non c'e' ti manca...Londra e' bellissima ed affascinante, io ci sto davveo bene, ma dentro di noi c'e' sempre un luogo, legato ai nostri ricordi che anche s epiccolissimo e sneza significato per gli altri e' il posto piu' bello del mondo.
Che emozioni, con le tue parole tutte noi siamo tornate a otto anni, quanti sogni e quanta voglia di vivere! Ogni tanto bisogna tornare un po' bambine e sognare ancora con i profumi e i suoni che riportano alla memeria i ricordi, tutti! Grazie di cuore
Dove abito io le campane scandiscono le ore della giornata, il momento di festa e ahime' richiamano per l'ultimo saluto ad una persona cara.Dove abito io la domenica mattina suonano a festa e riempiono il cuore di tutti gli abitanti del mio paesino con l'aspettativa di una bella giornata con la famiglia davanti al ragu' o con gli amici in giro per i lidi vicini, pieni sole e allegria.Dove abito io le campane fanno parte dell'anima cosi' tanto ,che te ne accorgi solo quando vai via quanto quel rintocco balsamico ti serva.Dove abito si sono mille campanili e 1 cuore solo.
pensa che io vivo in un posto del genere, non proprio in montagna, sono in campagna ai piedi delle colline... ma intorno a me vedo solo campi, boschi, colline, mucche, pecore, capanne e villette... ogni volta che sto fuori col bimbo o lo porto a fare una passeggiata torno indietro nel tempo a quando ero bambina e stavo fissa all'aria aperta!
http://mammastudia.blogspot.it/
Bellissimo questo post, come tutti gli altri del resto. Ti seguo con ancor maggior interesse da quando ho scoperto che presto dovrò trasferirmi all'estero...con una bimba dell'età di Viola e un'altra più piccola. Non sono giovane e talentuosa come te...ma ti prendo come ispirazione di ottimismo ed entusiasmo!
Brava!
Cri
Attraverso queste splendide parole è stato come se anche noi, per un attimo, avessimo sentito le tue campare e i tuoi pensieri. Come se avessimo corso con te in montagna.
Robi
Solo, uao.
vale_joey
bellissimo post e...mi viene in mente che avrei proprio piacere che passassi da me...avrei un post a fagiuolo!:) perchè tu sei una che sa fare come i pesci..se ti va
http://lalunadentroilmare.blogspot.it/2012/03/vorrei-fare-come-i-pesci.html
hai vissuto una "madeleine" a Londra, wow! dev'essere davvero speciale allora quella città....
Bellissimo.
una lacrima di... non saprei come definire, disegni immagini con le parole... grazie.
stai crescendo.....<3
Leocadia
E' proprio così. Descrivi perfettamente tutto. A me ricorda l'infanzia in montagna il profumo dell'erba appena tagliata: e quando sento questo profumo, ovunque io sia, torno lì , piccolina. Grazie Chiara per rendere così vive le parole.
io ho provato la stessa sensazione quando vivevo all'estero. Una sera, quel profumo di legna da ardere, di Natale umido, mi sembrava di essere al paese dei miei genitori la vigilia di Natale. Ho avuto la netta sensazione che nessun posto fosse realmente lontano e che gli odori sono capaci di risvegliare i ricordi più di qualsiasi parola, immagine, suono. Peccato che durino pochi secondi.
ciao, sai ho letto il tuo blog dall'inizio alla fine praticamente tutto d'un fiato! mi piace un sacco!:) partendo dal fatto che mi fa spesso ridere e poi mi ritrovo in molte delle cose che scrivi! e inoltre mi trovo al 4° mese di gravidanza, all'incirca quando tu hai iniziato a scriverlo!!
Io vorrei solo dire che il commento di SMEMORY mi ha commossa..tanto..
Forse..forse...veniamo dallo stesso posto..
Ciao Wonder! Ti ho premiato con l'award The Versatile Blogger. Se ti va, passa a "ritirarlo" nel mio blog. Buona domenica ;)
Sono d'accordo, la tua è pura poesia.
Anch'io son tornata indietro di vent'anni leggendoti (ho più o meno la tua età), ho pensato alla mia infanzia in campagna e a quel "ero colma di bianco, nuvole e speranze come solo a otto anni puoi essere". Mi ha fatto scendere dei lacrimoni, tu che parli di fratelli, di giochi e pic-nic, perchè mio fratello non c'è più e si è portato via forse anche un po' di quelle nuvole e speranze. Ciao
che belloo
ciaoo
della Turquia
buona sera
http://laracroft3.skynetblogs.be http://lunatic.skynetblogs.be
come per zia Atena e Smemory anche per me le campane segnano il passare delle ore e segnano i giorni nelle loro gioia e nella loro tristezza, feste, matrimoni, nascite e morti.
grazie chiara per questo momento così intimo ma anche cosi universale.
NicolettaS
Chi è stato anche per una sola estate in un posto di montagna .... non lo dimenticherà mai! Io torno ogni anno "sul luogo del delitto" e riassaporo i profumi, i colori, i ritmi di questi paesi incantati anche se un po' dimenticati. grazie per questo post.
...le campane, la domenica, il vestito bella per andare a messa mano nella mano con papà, la mamma a casa a cucinare polenta e..tutti insieme a tavola noi 5..che nostalgia!!
bellissimo post!
Vivere le emozioni di quando ero bambina...le aspettative, le prospettive, le speranze, i sogni e le fantasie...mi mancano moltissimo. Tu, che vedi il mondo ancora con gli stessi occhi...tieniti stretta le dolci sensazioni, Mara.
un post meraviglioso che risveglia i ricordi della mia infanzia.......grazie di aver condiviso le tue riflessioni, ed avermi fatto tornare per un attimo alle domeniche in campagna dai nonni, con il vestitino bello che finiva irrimediabilmente sporcato di erba e terra, tra i filari di pomodori, di vite e di mille speranze..
Io in montagna ci sono nato e cresciut e ci vivo tuttora, pure se qualche volta sento il bisogno di vedute come la tua, perdermi nell'atmosfera cittadina e poetica allo stesso tempo. C'è ancora tempo per cambiare.
Bellissima immagine, anche per chi a 8 anni era già piena di malinconie e struggimenti, ed è cresciuta senza ascoltare risate.
A qualcuno rimangono meravigliosi ricordi, ad altri solo dolorosi rimpianti, ma la vita è composta anche dai mille modi incredibilmente diversi che abbiamo di respirarla. Fino in fondo.
Bella Londra, ma cerca di dare a tua figlia anche un po' di montagne.
Un post pieno di poesia...
Hai avuto un'esperienza alla Proust! (Le campane sono state la tua madeleine!)
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