il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

mercoledì 4 aprile 2012

E voi che vi lamentate della scuola italiana....

La notizia è arrivata ieri notte, via mail.
Perché le scuole serie comunicano in carta bollata (o quasi). Quelle un po' punk - come le chiama la mia neoamica Allegra - fanno alla romana. Tipo 'ma sì, che un posticino il prossimo term esce fuori" e un attimo dopo "ops, se ne va un bambino, siete proprio fortunate!'.
Quindi, dal 25 aprile, Porpi andrà in una nursery mattutina vicino casa. Che non è la scuola definitiva e ci starà solo per alcuni mesi, ma per il momento va benissimo. Anzi, forse va benissimo proprio perché è temporanea.
Il fatto è che quando in Uk ti prendono a metà anno in una scuola c'è solo una cosa da fare: aver paura.
No, perché le scuole degne di essere chiamate con questo nome come minimo hanno una waiting list di anni. Waiting list che, se la scuola in questione è privata, si paga profumatamente senza alcuna garanzia di essere ammessi. Anche 100 pund per un nome in fondo alla lista: una vergogna.
Qui non si va tanto per il sottile sul pubblico o privato, non esiste la differenza qualitativa/educativa italiana, anzi capita sempre più spesso che le scuole davvero buone siano private. Il pubblico sta andando a rotoli, leggevo proprio qualche settimana fa sull'Evening Standard che un'enorme percentuale di bambini delle elementari statali 'fallisce i test' per passare alle superiori. Insomma, non escono di scuola adeguatamente preparati. Magari sanno fare l'orto sul balcone ma non sanno la storia. O hanno il club di teatro ma non indovinano un quiz di matematica manco con la calcolatrice. Roba così.

Ed è spaventoso, perché a quanto ho capito il sistema inglese tende a inquadrarti dall'inizio - per merito o per scelta della scuola - e mantenerti allo stesso livello.
Per dire: se frequenti alle elementari la scuola 'sbagliata', ovvero quella che non ti garantisce una preparazione adeguata, non hai quasi possibilità di essere ammesso ad un liceo valido. Questo, a catena, ti preclude tutta una serie di ammissioni a scuole/corsi successivi, università inclusa. Se parti da una scuola di serie B, molto probabilmente rimarrai in serie B. E non serve nemmeno pagare, che tanto cosa credi, che i genitori dei bambini delle scuole di serie A non stiano già pagando profumatamente per far frequentare ai loro figli licei di serie A? Quanti ottimi posti dovrebbero esserci, per garantire una valida istruzione a tutti i bambini? Tanti (tutti), molti di più di quelli che già ci sono.
Più si va avanti, più la buona istruzione diventa un imbuto. Devi incanalarti subito nella giusta direzione, ecco perché il 'Reception Year' - una sorta di primina, alla quale si accede dopo aver compiuto 5 anni e che garantisce il posto anche alla scuola primaria - è l'anno cruciale. Se tuo figlio viene accettato in una buona scuola al Reception Year puoi tirare un sospiro di sollievo: avrà le 'credenziali' ufficiali per proseguire una buona carriera di studi.
Altrimenti son cazzi.
Come si viene ammessi? Il criterio per le scuole statali è la distanza alla quale abiti, ma sei comunque superato in lista da fratelli dei bambini già alunni e da categorie protette. Se invece punti la privata non importa dove abiti, devi solo metterti in lista e pregare che si liberi un posto. Molte scuole private vogliono anche un colloquio, sia con i genitori che con l'alunno (!!!).
Come fai a sapere tu, neoimmigrata in terra straniera, a che livello sono le scuole che hai vicino casa?
Per sicurezza devi farti un giro sul sito dell'OFSTED - sì, quello che recensisce le scuole, e mica per conto di pizzaefichi: per lo Stato, il quale è il primo ad ammette il problema educazione.
Per esempio, ho sentito dire che la scuola statale sotto casa - quella dove speriamo la Porpi sia ammessa da settembre - è sì tanto caruccia, ma non consente ai bambini l'accesso ad un'educazione eccelsa.
Altre scuole private nei dintorni sì, ma hanno dei costi che, beh, in confronto una scuola privata italiana è low cost.
Stiamo puntando un'altra scuola statale con un curriculum molto migliore di quella sotto casa, ma non sappiamo se la distanza dalla scuola è sufficientemente breve da consentirci l'accesso.
Quindi abbiamo un po' il dilemma: cosa fare? Non avendo ancora programmi su come e quanto staremo in Uk, converrebbe comunque investire da subito in un'educazione ottima. Perché sull'educazione non si risparmia.
Sì vabbè, poi magari non ti ammettono alla scuola statale, ti presentano il conto della privata e la frase 'sull'educazione non si risparmia' sembra una presa per il culo.
E mi chiedo: come fanno le famiglie con un solo stipendio, o meno agiate? Non so se uscendo da Londra anche le scuole private costino meno, o se magari c'è meno sovraffollamento in quelle statali buone.
So solo che ho conosciuto almeno 3 famiglie che hanno cambiato casa e zona non perché dove abitassero non gli piacesse, ma perché volevano prendere casa attaccati a qualche ottima scuola statale per poter avere la garanzia di istruire al meglio i loro figli.
C'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo.
Io intanto, visto che Porpi per soli 4 giorni non è ammessa al Reception Year l'anno prossimo ma dovrà fare ancora un anno di Nursery, ho un po' di tempo per pensarci. E ci penso quasi da inglese, tipo: perché non affittiamo un monolocale accanto alla scuola statale, l'anno prossimo? Giusto il tempo di avere la prova d'indirizzo per l'iscrizione. Tre mesi di affitto ci costerebbero gran lunga meno di un solo anno in una qualsiasi scuola privata.
E dover pensare una cosa del genere è... oddio.
E' proprio: ODDIO.

Ah, ultima news: la scuoletta del 25 aprile è quella nella cripta di cui parlavo in questo post. Alla fine dovendo scegliere tra il paesaggio tombale e la signora tatuata coi denti neri e la pellacchia.... Oh beh, tanto la fase Emo la passano tutti prima o poi.

Condividi

113 commenti:

chiara ha detto...

Non credevo che la scuola inglese fosse così complicata... Dal punto di vista funzionale è davvero un'assurdità! Spero che quest'anno ti porti consiglio e... Fortuna! E che la Porpi si trovi bene nella Nursery "provvisoria" ;)

viachesiva ha detto...

Mamma mia.. ci sono così tante cose da sapere quando ti trasferisci in un paese straniero.. come si fa? Chi te le insegna? Nella metro ci sono i cartelli per dirti di stare a destra sulle scale mobili, ma nella vita i cartelli non te li scrive nessuno.. Brava te comunque, per il coraggio e l'approccio, noi tifiamo fortissimo :)

Wonderland ha detto...

Grazie! Eh, le cose da sapere sono tantissime e io all'inizio ero nel panico. Poi ho deciso di parlare con tutti. Nel senso, con le amiche di amiche in Uk. Con le mamme al parco. Con le mamme all'uscita di scuola. Leggendo su internet. E piano piano, dopo qualche tempo, mi sto facendo un'idea. Ma è tuttora complicato!

PrecariaMamma ha detto...

Orribile tutto ciò. Sono scenari, per me, raccapriccianti.
Ti consiglierei una tata privata, almeno per il primi anni. Ne girano da quelle parti con ottime referenze: http://www.youtube.com/watch?v=_VdrkcDks4U

Cecilia ha detto...

Oddio m'e' venuta l'anZia pure a me che non figliero' presto... (knock on wood)

Federica ha detto...

ciao chiara
ti seguo da sempre ma credo di nn aver mai commentato! Ovviamente adoro il tuo blog :)
Espatriata anche io da diversi anni in uk, peró in campagna.. ti confermo che anche fuori é lo stesso :( Noi non abbiamo ancora bimbi ma ti giuro che sta cosa mi stravolge e continuo a non accettarla e mi viene l'ansia a pensare a quando mi toccherá affrontarla. Qui da noi per esempio il prezzo delle case da zona a zona (nella stessa cittá) sale e scende vorticosamente in base ai bacini di utenza delle scuole considerate buone o meno dagli osted report. E poi, giusto per stare in tema... so che é ancora tanto lontano ma hai mai sentito parlare delle tasse universitarie by the way?! per me fuori da ogni logica O_O sui 9.000 pound all'anno per quelle piú rinomate (e non molto meno per le altre). Inboccalupo per tutto!!!
federica

Anonimo ha detto...

Yeahhhh (sbadiglio), i tuoi post stanno diventando troooppo tecnico-londinesi, per chi non é London addict e non fará/crescerá/educherá di sicuro figli a Londra e non ha in mente di andarci e/o di lavorarci sono un pó noiosetti e monotematici...
Chiaro, é il tuo blog e ci scrivi cosa vuoi tu, quindi mi sa che sono io che emigro su altri lidi... Scusami se ti dico cosa penso...Ciao, Fabian

CosmicMummy ha detto...

quello che dici è sicuramente vero, non metto in dubbio che la situazione possa essere addirittura peggiore della nostra. anche da noi comunque è molto a fortuna, se hai vicino casa una buona scuola pubblica sei a posto, io del resto ho scelto casa mia perchè aveva un'ottima scuola materna vicinissima e sapevo che le scuole del quartiere godevano di buona fama. conosco persone che hanno avuto molti problemi perchè le scuole vicino casa erano pessime, o l'unica decente nelle vicinanze aveva una lista d'attesa che non finiva mai. non parliamo degli asili nido comunali che sono appannaggio di pochi sfortunati (per entrare in graduatoria devi elencare tutta una serie di sfortune). alle elementari mi dicono che l'accesso al tempo pieno non è garantito, e comunque alle 4 devi andartelo a prendere, mi chiedo una mamma che lavora come fa. anche la materna comunale te lo tiene al massimo fino alle 5, per quest'anno con maternità prima e allattamento poi mi è andata bene, l'anno prossimo probabilmente dovrò pagare una baby sitter che me lo vada a prendere... le scuole private poi, sono in mano ai religiosi. io mio figlio dalle suore non lo iscriverei neanche se fosse l'unica scuola sulla faccia della terra. insomma il sistema scolastico italiano non è tutto da buttare, ma sta peggiorando sempre più, e soprattutto è pensato per bambini che hanno la mamma casalinga. del resto, tutto il nostro paese è organizzato dando per scontato che le donne non lavorino, e in effetti - chissà perchè - quelle che lavorano sono proprio poche.

pomodoriverdilondon ha detto...

ciao,
noi abbiamo vissuto (e in parte stiamo ancora vivendo) lo stesso tuo dilemma. Ci trasferiremo a Londra a giugno con tue figlie, una di otto e l'altra di dodici anni! Lui è già là da un pezzo e, come voi, il motivo del trasferimento è per riunire la famiglia. Come abbiamo fatto, per la scuola? Siamo andati a pescare la zona in cui vivere partendo dalla scelta delle scuole, che nel nostro caso devono essere due! E abbiamo preso casa il più vicino possibile... lo so, è da pazzi, ma se scopri che funziona così ti devi adattare... Btw mio marito lavora nella city e si "spara" un bel viaggetto tutti i giorni, perchè purtroppo a qualcosa abbiamo dovuto rinunciare!
In bocca al lupo!!! Anna

Wonderland ha detto...

Fabian, tranquillo: qualsiasi cosa io scriva qui ci sarà una fetta di lettori a cui piace e una fetta a cui non piace. Ho smesso di preoccuparmene e mi limito a fare quello per cui questo blog è nato: raccontarmi. L'altro ieri parlava di gravidanza e bambini, ieri di feste e crisi, oggi di Londra e foto, domani chissà. Detto questo, sapere che il sistema scolastico inglese è una merda è un argomento che qualsiasi tuo amico emigrato potrebbe tirar fuori una qualsiasi cena a tavola. Poco educato sbadigliare, anzi magari se leggi roba come questa puoi addirittura entrare nella conversazione!! Si chiama cultura generale. Un jolly, sempre.

MammaTogata ha detto...

Io ultimamente sento storie raccapriccianti sulle liste per entrare nelle varie scuole.
Fortunatamente non ho avuto di questi problemi con la mia bambina.
Ho richiesto l'iscrizione alla scuola materna statale ed è stata ammessa tranquillamente.

Francesca ha detto...

@ ComsmicMummy sono d'accordo.
Anche da noi va a c..., per farla breve. O hai una buona scuola vicina, o ti attacchi al tram.
Gli asili nido comunali sono un'utopia (ma c'è veramente qno che riesce ad ottenerlo?! no dico, perchè pare sia impossibile, uno deve stare sotto un ponte per avere un posto lì?) E cmq come hai detto tu mica te li tengono tutto il giorno, se uno lavora fino alle 20 che fa? Ha bisogno cmq di una tata. Elementari uguale, alle 4.30, se fanno anche il tempo pieno, fuori.
E cmq io a scuola dalle suore ci sono stata da bambina, e anche lì alle 17 massimo eri fuori, fortuna che mia nonna mi veniva a prendere perchè abitava vicina.

Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com ha detto...

E noi che ci si lamenta delle nostre scuole...comunque stanno degenerando anche qui mi sa... mi sa che dovremo mandarli alle private pure qui...certe storie! in bocca al lupo wonder! :)

mela ha detto...

beh un pochino mi consolo... dopo averti invidiato quegli splendidi parchi ti invidio un po' meno le scuole :)
scherzi apparte anche io credevo che fosse meno complicato il sistema scolastico inglese e poi concordo proprio con te: ODDIO. Solo ODDIO!

Daniela ha detto...

Io invece voglio proprio ringraziarti per questi post. Noi italiani abbiamo sempre la tendenza a pensare che basti valicare il confine per risolvere tutti i problemi di inefficienza con il quale ci scontriamo. Ma non è sempre così.
Ci vuole coraggio a parlare delle proprie difficoltà quando si cambia nazione, a maggior ragione se si ha la responsabilità di un figlio.
Io ti faccio solo un grande in bocca al lupo. Da quello che leggo, sei una donna con una marcia in più e troverai la strada per affrontare queste difficoltà.
Una cosa gli italiani all'estero si portano dietro; la capacità, di fronte ad un problema, di trovare la soluzione.

Faith London ha detto...

Grande Wonder per la risposta a Fabian! Come si dice su internet, ti quoto tutto! ;)
Per il resto, non vivo a Londra ma vorrei tanto andarci, per ora non ho figli, ma sapevo che il sistema scolastico inglese fa abbastanza schifo.. oltretutto credo anche che una buona scuola inglese non sia comunque davvero buona per quello che insegna.. per dire, se non fai inglese all'università non conoscerai la letteratura del tuo Paese o quasi o.O
Assurdo! E poi c'è l'annoso problema del bullismo..
Per quanto il nostro sistema scolastico faccia schifo e sia stato metodicamente fatto a pezzi dai vari ministri, rimane sempre meglio di molti di quelli esteri... triste realtà.

Danx ha detto...

E chi l'ha detto che sia più importante fare un lavoro da Serie A che saper tenere un orto?
Gli ambienti dei ricchi sono disgustosi.
L'importante è avere un lavoro onesto e non fare del male al prossimo.
PS: la scuola è un campo di concentramemto (cit. Bob Black)

Anonimo ha detto...

Sempre letto, mai commentato.
Anche io vivo fuori dall'Italia, non in UK. Mi sono trattenuta quando, alla notizia del tuo trasferimento, tutte vedavano solo rose e fiori e sputavano contro i sistemi sanitari-scolastici-elettorali-etc italiani.
Aspettavo questi momenti. Il padrone di casa che ti fa la sorpresa. Gli scontri con la burocrazia.
Perche' lo so da me che sarebbero arrivati, perche' ci passano tutti.
Non scrivo questo per dirti "Te l'avevo detto", ma ora entri nella fase in cui ti rendi conto di cosa hai lasciato e realizzi che quando l'hai lasciato lo denigravi, ma ora un po' ti manca. Fosse solo perche' almeno sapevi come funzionava.
Fra un po' inizierai anche a vedere i lati positivi del sistema scolastico, perche' ce ne sono, mentre ora sei confusa da tutte le novita'.
Coraggio.

Io sto pianificando di trasferirmi in UK in un paio d'anni e la mia strategia sara' di prendere casa in base alla scuola.
Hai ragione, non risparmiare sull'educazione. Poi magari non resterete in UK per sempre, ma se la tua bimba non avra' le basi, non avra' nulla su cui appoggiare l'educazione futura, anche se fosse Harvard.

Lilli

b. ha detto...

Non capisco le critiche, questo è un post molto interessante anche per chi vive in Italia! Pochi giorni fa è uscito un articolo sulla Stampa in cui c'era una classifica delle migliori scuole italiane, quelle in cui gli alunni hanno più garanzia di successo all'università, e la sorpresa è che spesso sono pubbliche e di provincia! :) Noi abbiamo tanti problemi, ma quello che descrivi tu no, almeno io che ho fatto le scuole pubbliche dal paesello sperduto fino all'unimi non ho mai notato che i migliori venissero da scuole particolari.
Purtroppo non sapendo quanto restate vi conviene davvero investire nell'istruzione della Porpi, se la situazione è come la descrivi penso ne valga la pena.

mafalda ha detto...

Non ho alcuna esperienza di scuole, perché mia figlia ha 17 mesi e non va al nido (il che a Vicenza è quasi guardato con sospetto).
Ricordo però che quando vivevo a Palermo mi dovettero iscrivere a una scuola privata, perché alle medie statali vicino a casa i bambini dovevano portarsi la sedia da casa...
Il sistema scolastico inglese è piuttosto avulso dal nostro, spero che troviate una buona soluzione.
In bocca al lupo!

Massimiliano ha detto...

x Wonder sulla risposta a Fabian

c'hai preso. Si chiama cultura generale. Io ho apprezzato molto questo post, perchè è concreto e "drammaticamente" reale. Il rapporto genitori-figli-educazione è cruciale ed è normale affrontarlo, anche in un blog in cui si racconta. Ma forse ci sono lettori che vogliono solo "rotolare dalle risate" leggendo un tuo post...:-)

penelope ha detto...

Guarda un po'. Io lo trovo molto interessante, il tuo blog, da quando sei a Londra. Senza polemica con Fabian, per carità, ma si va sempre in altre nazioni da turisti. Avere il punto di vista di un italiano che ci abita, nel posto straniero, è davvero un privilegio
deb

Massimiliano ha detto...

E comunque sbadiglio si scrive YAWN...(cultura generale)

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder, non c'entra niente col post di oggi, ma ti ho pensato quando ho trovato questo sito: http://www.greatlittleplace.com/
ti racconta di posti carini in londra, magari ti/vi può essere utile! la pagina fb è anche più carina, ma non so come linkartela. ciao ciao e in bocca al lupo! Esme

Anonimo ha detto...

Una voce fuori dal coro: ma non vi dispiacerebbe lasciare tutto il giorno a scuola questi poveri figli? Già si fanno dalle 8:30 alle 16:30 (8 ore) non vi sembra che andarli a riprendere alle 19:00 o alle 20:00 sia allucinante per dei bambini di 3-10 anni? E' pesante per gli adulti stare 12 ore fuori di casa figurati per i bambini.. La scuola ha una funzione educativa e di formazione non è una babysitter collettiva quasi gratis. Non è la scuola che si deve adattare al mondo del lavoro ma è il mondo del lavoro che deve capire che i figli sono una ricchezza e non una zavorra!

Siboney2046 ha detto...

Che cosa scandalosa! Ti conviene mandare la Porpi a studiare in Italia non appena avrà l'età per farlo!

Anonimo ha detto...

Wonder io sono nel panico a settembre a Londra dovremmo arrivare anche noi ( io marito e due piccoletti) e tu me lo dai vero il tuo numero di tel e mi spieghi tutto tutto bene bene, no perche' io e l'inglese ci conosciamo ma ecco non abbiamo approfondito! E a me sta storia della scuola mi crea un po' di ansia per non parlare del pediatra! help me! Anna

Ines ha detto...

quanto e' vero! noi a Londra ci abbiamo vissuto pre-figli ma sentivo storie pazzesche, che mi riconfermano le amiche (ora mamme) che sono ancora li'...e e' un problema (waitiling list, assessments etc..) che purtroppo all'estero c'e' quasi sempre. Non ti dico il mal di testa per trovar la scuola qui (Dubai) e lo stress per gli assessment del mio primogenito (ci siamo trasferiti che aveva 5 anni)..roba da doverlo mandare a ripetizione per essere sicuri di aver fatto tutto il possibile! Assurdo, lo so, ma purtroppo vero. E pure la piccolina (3 anni appena) si e' dovuta fare i suoi begli assessments per essere ammessa in Reception Year....che dirti, almeno sei "fortunata": con Viola nata in estate ti sei guadagnata un anno per entrare in waiting list :-)

Michela ha detto...

Effettivamente ho gia iscritto il mio futuro figlio a scuola 10 settimane fa..quando ero d 22 settimane..no comment!
E' una follia generale e nnostante sia disposta a pagare x la scuola privata nn e' detto che prendano I miei figli xche' venendo da 2 genitori italiani il loro inglese a 4 anni nn e' "up to level"....e c credo ma intanto parlano gia 2 lingue!
Coraggio, prima o poi qualcosa salta sempre fuori! Stringi I denti e consolati d avere ancora un po' d tempo!
Michela

easymum ha detto...

Cavoli...si in Italia le cose non vanno benissimo ma mi sembra comunque meglio rispetto a come le descrivi tu a Londra, o forse e' solo la realtà dove vivo io che comunque e' quella di una grande città come Torino.
L'avrai sicuramente già fatto ma hai provato a chiedere se a Londra esiste una scuola Internazionale? Ci sono in molte città europee e li' hanno priorità i figli di immigrati europei. A Torino c'è e funziona molto bene
In bocca al lupo

Ale ha detto...

Ciao Wonder, ciao a tutti! ^^
Io sto in Italia, ancora non ho figli ma spero di averne un giorno.
Tralasciando il fatto che non capisco come si fa a interessarsi solo e unicamente di cose che si conoscono e ci riguardano senza avere perlomeno la curiosità di vedere al di là del tuo orticello...ho letto questo post con molto interesse. Un po per compararlo alla situazione italiana, un po per sapere come funziona davvero all'estero. La scuola, la cultura e il futuro dei piccini sono affari che riguardano tutti, non solo le mamme, non solo chi lavora nella scuola... ma vabbè si vede che sia l'educazione che la cultura sono valori superati...
In bocca al lupo per tutto!

http://mammamiacosafaccio.blogspot.it/ ha detto...

Ho aperto il tuo blog e
a)se gia' ieri stavo pensando ad una tata privata (magari io che mi armo di libri e corsi scolastici!)in Italia e sognavo di mandarla da grande per lo studio li' a Londra, mi hai dato una bella rinfrescata sulla realta':prendo il diploma e divento io professoressa?!
b)Il passeggino!!!!!Sono 3 anni che ci ammazziamo per le metro europee e non sapevo esistesse questo aggeggio stupendo!!!!!!!!!Sono quasi commossa lo giuro....anche la mia schiena!

CoseCheNonEsistono ha detto...

Ecco, la tua frase "c'è qualcosa di profondamente sbagliao in questo" è quello che pensavo io mentre leggevo il post.

Ho ripensato a quando vediamo nei film le mamme che impazziscono per i voti delle elementari nell'ottica dell'università, e ci sembrano delle stupidaggini. Poi invece scopriamo che è la realtà. Mamma mia, speriamo bene.
Coraggio!

In bocca al lupo :)

asiansky ha detto...

Non ci posso credere. Non ci posso credere che si debba iscrivere un figlio a scuola quando si è ancora incinte, e mi domando quale significato abbia la scuola dell'obbligo se poi la fatica per l'iscrizione è così tanta.

Verde ha detto...

E lo so che non c'entra niente con il post...ma sì che c'entra. E' che io, romana come te, ti leggo da un bel pò, da quando mi ha parlato di te ELEONORA una vita fa...e poi c' Allegra che invece conosco da una vita...e insomma Allegra va a londra a vivere e poi ci vai tu...e nella mia testa sorge la domanda. Tra quanto si conosceranno? Avevo ipotizzato 3 mesi (londra è grande) e invece...hahahahah ho perso miseramente. Scusa non ha alcun senso questo commento, ma il motto "tutto il mondo è paese" mi accompagna da una vita ed ogni volta che mi succede mi vien da ridere.

isa ha detto...

ciao!
anche noi pensiamo di trasferirci a londra (da washington dc) e aspettiamo un bimbo, quindi tra qualche empo avremo lo stesso problema...navigando ho trovato questo, magari ti può essere utile! a me piacerebbe che il nostro bimbo mantenesse le radici italiane (pur essendo italo-americano) e non sapendo quanto tempo resteremo in uk...mi sembra un buon compromesso.
spero ti possa essere utile!
un saluto

http://www.islschools.org/london/languages.php

isa ha detto...

ciao!
anche noi pensiamo di trasferirci a londra (da washington dc) e aspettiamo un bimbo, quindi tra qualche empo avremo lo stesso problema...navigando ho trovato questo, magari ti può essere utile! a me piacerebbe che il nostro bimbo mantenesse le radici italiane (pur essendo italo-americano) e non sapendo quanto tempo resteremo in uk...mi sembra un buon compromesso.
spero ti possa essere utile!
un saluto

http://www.islschools.org/london/languages.php

Raperonzolo ha detto...

Dissento!
Lavoro in una scuola pubblica britannica e ho due figli che hanno sempre fatto le scuole qui e francamente il paragone non sussiste. La scuola italiana che casca a pezzi, lo fa letteralmente. Qui lo fa solo "metaforicamente" perché anche le scuole "difficili" hanno strutture fantasmagoriche in confronto all'Italia. Mai sentito di un genitore in UK che deve portare sapone e carta igenica a scuola, qui certe cose sono impensabli. Quanto alla didattica, so che alcune zone di Londra e del nord dell'Inghilterra hanno realtà difficili, ma il problema non è la scuola... è la realtà (famiglie disagiate, bambini che non parlano inglese ecc). E' un problema con cui ogni paese europeo deve fare i conti e qui non è diverso. L'Inghilterra è fatta di tante realtà. Dove vivo io, le scuole statali sono tutte "good" o "outstanding", con percentuali molto alte di bambini che raggiungono un "level 5" alla fine delle elementari (dove è richiesto solo il "level 4")E non è che qui la realtà sia rosea, nella classe dove lavoro (una quarta) ci sono bambini cinesi, bambini che sono stati tolti alle famiglie, bambini seguiti dai servizi sociali ecc, eppure, fatta eccezione per una bambina autistica (che seguo personalmente con un piano individuale), entro la sesta raggiungeranno tutti il livello richiesto. Il mio consiglio è di visitare le scuole, parlare con gli insegnanti, chiedere di poter assistere alle lezioni per farsi un'idea più precisa. Tra l'altro, l'unica differenza tra la scuola privata e la scuola pubblica qui è nel pro ratio 1:18 nella privata, 1:30 nella pubblica (detto questo, nella scuola dove lavoro solo la terza e la quinta hanno 30 bambini, le altre classi circa 25) Un'altra cosa da chiedere è quante teaching assistants ci sono. Una buona scuola statale ne ha una per classe, ma alcune scuole ne hanno una ogni due classi. E' un altro modo per scegliere.

Wonderland ha detto...

@Raperonzolo ma se mi sbaglio sono ben contenta guarda! E' solo che, almeno a prima impressione, la situazione sembra questa. Poi non so se queste difficoltà iniziali d'ingresso siano solo formali o no, quello che vedo è che le madri mettono in lista i figli a scuola quando devono ancora partorire per paura di perdere il posto, o cambiano casa solo per poter avere la speranza di entrare in una scuola pubblica. E l'alternativa è pagare più di mille pound al mese per una scuola privata. Tu capisci che magari a livello didattico sono forse anche meglio di come l'Evening Standard le descriveva, e lo spero tanto, ma un sistema come questo è assurdo.
In più, ti dirò, la scuola pubblica che ho sotto caa è 'good', mica 'satisfactory' e nonostante questo parlando con varie mamme del quartiere ho scoperto che bambini usciti da quella scuola hanno avuto problemi di inserimento in secondary buone. Perché alla fine il problema è l'imbuto, ovvero le secondary, le buone secondary sono molte meno rispetto alle buone primary, ecco perché solo i bambini usciti dalle outstanding con buon rendimento hanno speranze di entrarci. Siano a pagamento o no. Poi, io riferisco quello che mi hanno detto, certamente dopo un mese qui non ho esperienza diretta. Sarebbe bello fare due chiacchiere con te, che a scuola ci lavori. Intanto grazie per le info!

@Verde ho letto questo commento davanti ad Allegra e ora vogliamo sapere chi seiii! Ahahaha :D

Raperonzolo ha detto...

Nella maggior parte delle secondarie statali si entra come nelle elementari, per zona e non per esami di ammissione o livelli raggiunti. Sono solo alcune "grammar" e "accademies" in cui c'è un processo selettivo. Qui da noi non ci sono accademies o grammar, quindi il bambino ad un livello 2 che abita più vicino alla scuola "outstanding" ha più possibilità di entrare del bambino ad un livello 5. Vero però che questo governo ha una politica di conversione in "accademies" che creerà molti problemi in futuro. Vero anche che qui se si hanno figli e si vive in zone con scuole "difficili" si cambia casa;-) Magari ti mando una mail col mio numero di cellulare, così ne parliamo.

Anonimo ha detto...

questi post mi interessano tantissimo. Unica cosa che vorrei "contestare", è... ma che vuol dire "non c'è la differenza qualitativa/educativa italiana, anzi capita che le migliori scuole siano private? Parlo per esperienza direttissima quando dico che, SOPRATTUTTO AI LIVELLI DI ISTRUZIONE PRIMARIA, le elementari in primis, molte private eguagliano o addirittura superano le pubbliche. Poi siamo d'accordo che alle scuole superiori spesso è il contrario. Ma da diversi raffronti ho potuto sperimentare come i bambini siano spesso seguiti e istruiti più adeguatamente alle scuole private, e che alla fine del ciclo si dimostrino più istruiti, almeno nella mia città

Francesca ha detto...

@ Anonimo 14.31: non ho capito quale alternativa proponi. Se io esco dal lavoro alle 20 come faccio? chi me lo va a prendere alle 16.30 se non ho i nonni disponibili? (che poi vorrei cmq ricordare che NON è un obbligo da parte dei nonni guardare i nipoti). devo per forza svenarmi per prendere una tata?

Anonimo ha detto...

Interessante spaccato della situazione scolastica britannica che, personalmente, ignoravo.

Pur amando visceralmente Londra, l'Inghilterra e tutto ciò che riguarda la cultura, la storia e il costume british mi rendo conto di esserne una conoscitrice solo mediamente preparata, tante cose arrivi a saperle solo se le vivi sulla pellaccia e ci sbatti il tuo proprio grugno, eggià!

In bocca al lupo dunque per quest'altra avventura della vostra nuova vita londinese!

PS: Bella pè te per la riposta a Fabian, batti er five Wonder!!!
E già che ci sono e sempre in riferimento alla questione della cultura generale - che quella non fa mai male -, si dice London addictED ;-)

Alessandra rospo & fagio

Francesca ha detto...

@Fabian Io ho 26 anni, sono giovane e non ho ancora figli, ma non per questo mi disinteresso al sistema scolastico, italiano o straniero. I bambini che vanno a scuola oggi saranno gli adulti di domani, faranno parte della società, saranno le persone con cui mi troverò a lavorare insieme, a condividere spazi, a parlare, a interagire. Mi interessa eccome.
E ignorare totalmente quello che succede oltralpe, sì, anche nelle scuole, o negli uffici pubblici, o negli ospedali, lo trovo un pò ottuso. Gli ospedali inglesi fanno pena? chi se ne frega, tanto vivo in Italia. E se sei in vacanza in UK e hai urgenza di essere ricoverato lì?!

Raperonzolo ha detto...

@anonimo - Non bisogna confondere la qualità della scuola e dell'insegnamento con le abilità raggiunte dai bambini. Mi spiego: le scuole private costano, ci vanno fette "privilegiate" della popolazione. Sono bambini che arrivano da famiglie ben educate, con genitori laureati e già a 5 anni partono ad un livello più alto della media, alcuni sanno anche già leggere e scrivere. Chiaro che 6 anni dopo, a 11 anni, siano meglio educati di altri, ma è merito della scuola o è semplicemente un raggruppamento elitario? Se si misura il progresso raggiunto, le scuole pubbliche producono risultati maggiori, ma su 30 bambini ce ne sono magari un terzo che partono ad un livello bassissimo. Per esempio, a 5 anni non sanno ancora parlare bene, capiscono poco e non sono pronti ad imparare a leggere e scrivere. Chiaro che arrivati alla fine le percentuali non saranno le stesse delle private. Ma una buona scuola non è quella che ha gioco facile, ma quella che vince la sfida e riesce a far rientrare nella media bambini che sono partiti senza basi.

Anita ha detto...

che sistema scolastico!! mi aspettavo di più dall'inghilterra sinceramente...

sogno93 ha detto...

stampo questo post e lo faccio leggere a chi ha il coraggio di parlar male della scuola ..

michela ha detto...

Raperonzolo...a me risulta che le gravar non esistano più' perché' volevano appunto evitare la divisione fra grammar e comprehensive.
Detto questo nella mia zona ad esempio c sono delle buone primary state school ma solo una secondary che non e' un granché' e se vuoi andare privato devi comunque prendere tuition private altrimenti non entri...
A questo aggiungo che tutte le mie amiche insegnanti (e ne conosco parecchie) mandano i loro figli alle private piuttosto rinunciando alle ferie.
Purtroppo concordo con wonder "c'e' qualcosa d profondamente sbagliato in tutto questo!"

Rebecca ha detto...

Concordo in pieno sulla cultura genelare di questo post... sulle tue tue paure e perplessità... Ma a Londra non esiste nessun "ente" per i neotraferiti che spiega un pò tutta la realtà burrocratica, sanitaria scolastica ecc ecc ecc??? Non vorrei essere nei tuoi panni ora, perchè se anche nel mio paese di 6000 anime ci son problemi con le scuole non oso immaginare cosa farei in un Paese nuovo. Ti abbraccio.

Anonimo ha detto...

A me questo post pare interessantissimo, quindi non sono d'accordo con Fabian, ma che ne dite di lasciare ai lettori la possibilità di esprimere il loro giudizio senza sbranarli?
Lasciamo a Chiara il compito di rispondere ai commenti critici ed evitiamo di fare le fan-girl del tipo: "daje Chiara, fallo nero a questo st****o che ha osato contraddirti".
Se ogni volta che qualcuno (che sia un troll o un vero lettore) esprime dissenso su ciò che scrive Chiara si apre il lancio di pietre... diciamo che passa anche la voglia di leggere e commentare perchè o si fa parte del "pensiero unico" o si viene smerdati a ripetizione.

Bunny ha detto...

Io ho trovato questo post invece molto interessante. Poi, alla faccia di chi dice 'non ti leggo perchè non mi frega niente di quello che scrivi', ma c'è bisogno di dirlo? Una nel suo blog sarà ben libera di raccontare quello che le pare? O che le interessa/preoccupa in quel momento? Comunque la tua esperienza UK mi sta insegnando un sacco di cose...in primis, che non sarei veramente in grado di sopravvivere in terra straniera :)

Francesca ha detto...

@Anonimo 10.37 Scusami ma non sono d'accordo.
Io sono una lettrice di Chiara da tanto tempo, a volte sono d'accordo con lei, a volte, no, e lo dico. Non sono una "Chiara forever qualunque cosa dica".
Non vedo perchè una che legge e commenta non possa rispondere ai commenti altrui (con educazione, s'intende). Siamo qui anche per confrontarci ed esprimere opinioni. Come hai detto tu "lasciare la possibilità di esprimere il loro giudizio"...quindi uno può esprimere un giudizio e se io non sono d'accordo non posso controbattere? E perchè?! Se fosse un botta e risposta tra lettori e Wonder questa si chiamerebbe "la posta di Chiara".
Poi scusa ma certi commenti a me fanno cascare le braccia, indipendentemente dall'essere o meno d'accordo su cosa ha scritto Chiara.
Sbadiglio perchè certi post sono noiosi e monotematici quindi non ti leggerò più. Ma che bisogno c'è di dire così? Se non interessa più il blog, liberissimo, non lo segui più e punto.

Anonimo ha detto...

@FABIAN:
Non sono romana quindi me ne potrebbe fregare di meno di sapere dove lei porta la bimba; non vivo a Londra quindi me ne potrebbe fregare di meno di cosa fa e dove mangia; non ho figli quindi me ne potrei proprio fregare di questo blog; inoltre ho un modo di pensare molto diverso dal suo in tante cose che ci racconta.
Sono qui dall'inizio, leggo e mi interesso perché è piacevole, perché è uno scambio culturale ed avendo io apertura mentale questo mi aiuta a comprendere più cose, su cui magari resto non d'accordo ma almeno ho dei punti di vista che mi aiutano.

Leggere solo quello che ci rispecchia sarebbe troppo semplice, e vagamente inutile, no?

:-)

Anonimo ha detto...

Il giorno in cui smetterai di formulare frasi del tipo: "Bla bla bla LONDRA, bla bla scuola, LONDRA, bla cibo bla topo bla LONDRA,uhh qui a LONDRA", il tuo blog tornerà ad essere un posto divertente.
Lo so, fai la figa e in fondo scrivi di cacchi tuoi, ma siccome non è un blog privato, posso suggerire che tutto queste arie per il fatto che stai in Uk a fare cose amazing mentre le altre devono accontentarsi di fotografare le nutrie del Tevere è un po' irritante.
Torna ad essere quella di prima!!

PS Non sonosoloinvidiosa perchè salgo in Uk almeno una volta al mese e presto mi ci traferirò. No, sai, meglio precisare.

Monica

Wonderland ha detto...

@Monica mi sono appena trasferita a LONDRA. Sto vivendo a LONDRA. Sto scoprendo LONDRA. Ma com'è che quando abitavo a ROMA e scrivevo di ROMA (vatti a rivedere i vari post su: Fregene, Ghetto, Villa Ada, Villa Pamphili, uomini di Roma, celodoriste di Roma etc. etc.) sta cosa non ti faceva risentire?
Nota: NON E' IL POSTO DOVE VIVI CHE TI RENDE FIGO/A O MENO. Tirarsela perché ci si è trasferiti in Uk sarebbe oltremodo scemo. Io racconto, questo è.
E quando sono a Roma racconto di Roma, quando sono a Londra inevitabilmente - e anche perché per me è un'assoluta novità - racconto di Londra.
Finirà anche questa fase, quando la città sarà meno 'nuova' per me, e più abituale.

BabyJoey ha detto...

Ciao Wonder...ora finalmente posso scriverti,in circa 15 giorni ho letto tutto il tuo blog (sisi,proprio tutto tutto!) e devo dirti che ti ammiro davvero tanto...leggo di te,di Viola e mi immagino quando sarò mamma anch'io...sogno che tra l'altro non credo realizzerò tanto presto,in quanto vittima del ben noto precariato...Io cerco comunque di restare positiva,sperando che prima o poi,qualcosa nel nostro Bel paese cambi!
Un bacio a te e alla little London girl ;)

Anonimo ha detto...

come ti brucia quando ti attaccano... lascialo un commento negativo senza che stai li a replicare... cmq leggo tantissimo e aspetto ogni tuo post, ma stavolta un po' di noiume... cioe per la prima volta ho saltato qualche paragrafo.. non mi interessavano tutti i dettagli... e vivo all'estero, e ho figli, ma insomma, mi interessa si il sistema scolastico ma fino a un certo punto e se qualcuno a cena lo tira fuori, io sono piu o meno li ad annuire, un si qua e uno la ma non e che proprio mi entusiasma.... quando scirvi invece delle tue nuove avvenutre, dei mercatini, dei parchi, del cibo... quello si e piu interessante. alla sanita e alla scuola quando ti trasferisci in un posto nuovo bisogna solo abituarcisi e ce la si fa benissimo. della bimba e il suo rapporto con la nuova terra, quello si mi piacera leggere, le sue prime parole in inglese e tutto il resto.

...chiedo perdono per accenti e varie, mancanti;)

mammaditre,emigrata

Wonderland ha detto...

mammaditre mi brucia? mi cascano le braccia piuttosto! ma cosa c'è da aspettarsi dal blog di una che si è appena trasferita a Londra, che parli di Siviglia? Boh.
p.s. vatti a leggere un po' di commenti dei post più 'discussi' e scoprirai, a sopresa, che non solo spesso lascio alle provocazioni il tempo che trovano, ma anche che - a differenza di tanti ma tanti ma tanti blogger - non ho paura a pubblicare i commenti negativi perché, se non costruttivi ma inutilmente distruttivi, si commentano da soli.

Vere ha detto...

Post interessante! grazie Wonder!

x gli "anonimi" che non gradiscono... ma chi ve la fa fare di leggere se siete tanto annoiati? è cosi grande il web che venite a sprecar tempo qui? mboh... vai a capire...

Katefox ha detto...

E' molto interessante questo post Wonder!
Si può fare con te come con il Profeta di Gibran: "parlaci di.."?..perchè quando Londra sarà diventata un'abitudine spero ci parlerai della vita di coppia...le volte che ne hai parlato son morta di risate..e il tuo ricongiungimento familiare avrà portato materiale immagino..

Anonimo ha detto...

London addict va bene oppure si dice I'm addicted to London

Vale&EliVi ha detto...

ok, ci sono, ti ho letta tutta in due giorni nonostante una cipolla di 8 mesi che chiamasse dal box ogni 5 secondi, e ho scoperto che mi piaci. Scrivi di paure, timori, isterismi che sono comuni. anche per una mamma che se l'è andata a cercare, la maternità. Io lo so cosa vuol dire desiderare un figlio. Io l'ho cercata, voluta e mi sono goduta persino le nausee in gravidanza. La cipolla è anche stata brava nei primi mesi, fino ai 5 ha dormito, adesso potremmo andare meglio, ma tant'è... E i post di londra sono belli, vivi, raccontano di una vita che mai vivrò ma che è bello sapere viviate voi. scorci di Londra che probabilmente mai vedrò perchè se verrò in UK magari mi soffermerò solo sui monumenti canonici. Ho vissuto la tua gravidanza, i mesi terrbilis delle nottate fino ad arrivare alla tua Polpetta interattiva, tutto in due giornate. Vedervi adesso a spasso x Londra è bello, una parentesi colorata nelle giornate. Che poi qui da noi sono piovose, quindi ci sentiamo meteo-vicine a voi. Buona Vita.

Anonimo ha detto...

Leggo da vari mesi questo blog e appartengo alla, sono sicura nutrita schiera di lettori che non condividono condizioni di vita ed esperienze che vengono raccontate qui: maternità e affini, trasferimenti in uk, ecc. ecc.
Ciò detto non credo che questo possa rappresentare un limite nell'apprezzare questo blog per almeno due motivi:
1. essere informati, in modo leggero e semplice, su come si muove il mondo al di fuori dei nostri interessi domestici, mi sembra una grande opportunità;

2. cosa sappiamo di cosa succederà nella vita e di quali possono essere le informazioni e le competenze che potremmo trovarci a necessitare? Ma che davvero insegna... :)

ci metto anche un terzo punto! Non viviamo isolati o circondati da persone che fanno scelte di vita identiche alle nostre. Grazie a tante cose che ho letto qui, mi è stato possibile diffondere decine di suggerimenti e spunti che hanno semplificato piccole grandi scelte quotidiane di chi ha a che fare con bambini. Non mi par poco.

Chiara

lauretta ha detto...

c'è una cosa che non capisco, in merito ai commenti negativi che ti sono stati mossi. e cioè:
ma uno sul suo blog, non ci scrive quel che vuole? ;) che senso ha leggere un post se non ti interessa per dire a chi l'ha scritto "che noia, non ti leggo più" ?
mah

ciò detto: trovo molto interessante leggere questo spaccato di vita londinese. fondamentalmente per 2 ragioni:
1. sono una persona molto curiosa
2. scrivi bene bene bene. quindi è un piacere leggerti.

e pensare che inizialmente il tuo blog non mi piaceva...poi sono diventata mamma, ho cominciato a seguirti e adesso sei un appuntamento fisso! :)

Anonimo ha detto...

Chiara,
Quello che racconti sono le tue frustrazioni da neo emigrata a Londra, che alcuni tuoi lettori hanno forse gia' superato in passato. Dicono che uno scrittore bravo e' quello che racconta cio' che conosce meglio. Forse e' questo il tuo problema: prima di raccontare Londra a chi la conosce meglio di te, devi conoscerla bene anche tu.
Qui negli Stati Uniti (che gli italiani citano sempre come paese modello) il sistema scolastico e' simile, forse peggio a quello inglese che descrivi nel post. Se ti trovassi a Boston, ad esempio, il cuore della cultura americana - ti ricordo che qui c'e' Harvard ed l'MIT! - scopriresti che la maggior parte delle scuole pubbliche in citta' sono scadenti. Le uniche scuole pubbliche con risultati alti sono in sobborghi di elite fuori dalle citta', dove la vita e' costosissima e pochi se la possono permettere. Coloro che iscrivono i figli a queste scuole pubbliche (e private) fanno grossi sacrifici per garantire ai figli il proseguimento degli studi in scuole con risultati alti. Senza contare il problema dell'home schooling! Nostri amici, che lavorano come Professors in rinomate Universita' americane, sono stati costretti a togliere i figli dalla scuola elementare con maestri disastrosi per offire loro l'home schooling (i genitori fanno i maestri a turno a casa... tu te lo immagini l'imbianchino che insegna storia ai bambini?) E qui questo e' legale ed accettabilissimo.
@Raperonzolo: io ho un'amica che fa errori di grammatica in inglese quando parla (parla il cockney di South London), e' stata licenziata come segretaria nell'ufficio dove lavoravo a Londra. Un anno dopo, si e' messa ad insegnare storia agli adolescenti nelle scuole inglesi statali, cosa che fa ancora con lunghe pause di maternita' a casa. Insegna storia, non religione!
Quello di dover tirare su il livello di bambini analfabeti e' un problema affrontato molto bene nei paesi socialisti (e.g. UK). I figli dei lords non devono mischiarsi con questi bambini. Loro, si possono permettere di pagare scuole con bambini che partono da un livello culturale piu' alto. Il problema rimane per le famiglie di professionisti come noi che non hanno ne' lords in famiglia ne' lavori con stipendi alti. Noi, alla fine, prima o poi siamo obbligati a comprare casa fuori dalla citta'- niente hipsters I am afraid! per garantire ai nostri figli una buona istruzione. Io ho dovuto fare questo qui a Boston, cosi' hanno fatto la maggior parte dei miei amici con figli, sia qui sia in Inghilterra.

Consolati. Qui abitare fuori citta' significa vivere in sobborghi isolati che hanno solo ed esclusivamente file di case. Niente negozi, niente ristoranti, nient'altro. Non hanno cute city centre, negozietti carini e i scenari raccontati da Jane Austen. Forse in UK, e' piu' facile trovare posti cosi'. Check Saint Albans (north) e le piccole towns che si trovano a sud di Chiswick e Putney. Buona fortuna!
Mamma emigrata a Boston

Arianna ha detto...

Cioè, ma una sul suo blog potrà scriverci quella cippa che le pare? Se un post non piace, pazienza. Se il blog in toto è diventato noioso per qualcuno amen! E' gratis.
Io l'ho letto con piacere questo post, ma se un argomento non mi interessa cambio sito, mica sto qui a polemizzare con Chiara.
casafujiko.blogspot.com

Anonimo ha detto...

A chi mi chiedeva cosa deve fare dei figli se finisce di lavorare alle 20:00: non ho una soluzione altrimenti a quest'ora sarei famosa ma la scuola non è un parcheggio per i figli!! Magari lo Stato dovrebbe offrire un sussidio per le mamme che lavorano in modo che possano pagare una baby sitter che vada a prendere i figli a scuola e gli prepari anche merenda e cena. Ma all'estero, ad esempio nei paesi scandinavi come fanno?

Valentina VK ha detto...

uhm io non ho esperienza londinese diretta, ma sono tornata da pochi giorni dopo essere stata da amici di li'..praticamente due sorelle (estrazione upper middle class) si sono trasferite in una bella cittadina a 30 minuti di treno da londra per mandare ifigli a scuole private molto buone e a prezzi ancora fattibili per le loro risorse (milleottocento pounds al mese per due bimbi) e nonostante cio', i nonni provvedono a pagare meta' di questa retta tutti i mesi..quindi mi sento di condividere il sentimento "c'e' qualcosa di prima di vedere questo tuo post, anche io oggi sul mio blog ho scritto dei miei dubbi su londra..

Anonimo ha detto...

Trovo interessante il tuo post perché insegno lettere alla scuola pubblica e mi sono un tantino rotta a sentire quanto va male in Italia e quanto dovremmo prendere esempio dagli altri. Anch'io, come molti, ho pensato ogni tanto di fare il "cervello in fuga", sai com'è, 35 anni, precaria, laureata e abilitata ma ancora in coda a queste interminabili graduatorie, e chi cavolo me lo fa fare di restare in questo inferno dove prima mi levano anche le mutande a suon di tasse (direttamente in busta paga) per poi dirmi che sono inutile/fannullona/ecc ecc?
Be', adesso lo so: l'istruzione di mio figlio! Anzi, ti ringrazio per avermi fornito una scusa in più. Insomma, ce lo sentiamo dire da ogni parte che "fuori va meglio", che la scuola pubblica italiana fa schifo e io che ci insegno posso confermare e insieme smentire. Non contano le strutture, contano i docenti, e qui il materiale umano, anche se arriva di prima scelta, spesso finisce per "svaporare" con l'uso, nel senso che molti, anche motivati all'inizio, si deprimono "in corso d'opera" e per motivazioni MOLTO OGGETTIVE: lontananza da casa (per molti docenti del sud), classi sempre più affollate anche negli istituti "quotati", un'educazione individuale di ragazzi e genitori che va degenerando in mezzo al disinteresse generale, e se gli alunni "devono portarsi il sapone da casa", come ci rimprovera qualcuno, allora pensate a quanti fondi esisteranno per rinnovare i locali, i materiali, i laboratori e via discorrendo! Ringrazio i santi, la madonna e gli angeli in colonna perché insegno lettere, materia che ancora si riesce a portare avanti "solo" con il libro e il quaderno per gli appunti... Insomma, viviamo in trincea e sembra che all'estero invece fili sempre tutto liscio: belle scuole pulite, ultramoderne, piene di computer, laboratori multimediali e aule con i tavoli in cerchio perché, ommioddio, la lezione frontale no, per carità, che vecchiume!
Insomma, io voglio solo dirti questo: evidentemente l'educazione è anche questione di culo. Dipende con chi vai a capitare, e magari anche le scuole londinesi che vengono denigrate dalle mamme - ricordati, però, che anche le mamme di qui ne hanno sempre una da dire su chi fa un lavoro diverso dal loro - non sono poi così male, dipende se nella classe di tuo figlio/a c'è un ecosistema buono o cattivo (anche nella stessa scuola ci sono buone e cattive combinazioni, ci sono classi che funzionano e classi anche composte da ottimi elementi che però non riescono ad amalgamarsi), la modalità di selezione degli insegnanti, perfino "l'annata". Penso che Londra non sia molto diversa, perché il mestiere dell'educatore è sempre lo stesso e se dovesse dipendere dalle strutture o dalla presenza o meno di strumenti didattici, allora staremmo freschi. Non conosco nulla del sistema londinese, lo scopro con te, ma se dovessi decidere per mio figlio penserei all'eventualità di affiancargli qualcuno al momento giusto (costa meno di una scuola privata), e non perché sia una fanatica delle lezioni ma perché lo vedo di continuo e se per la mia generazione era "l'estrema ratio" per cavare fuori dai guai i ciucci, oggi invece serve soprattutto per "fare la differenza" tra bravi e mediocri, proprio perché la scuola è stata lasciata sola a se stessa e un unico docente, per quanto bravo o motivato, non riesce a dare la stessa attenzione a 30 studenti. Quindi forza e coraggio, che alla fine "tutto il mondo è paese" e l'educazione è fondamentale qui come lì, esattamente come il sistema "a imbuto" (anche qui chi frequenta certe scuole non avrà facilmente accesso ad un'istruzione superiore di qualità, pubblica o privata che sia). Certo, il tuo post mi ha regalato dieci minuti di profonda soddisfazione personale (hihihi, lo vedete che noi italiani non siamo poi così indietro?), ma non è il caso di scoraggiarsi.
Un grosso abbraccio, Myriam

incercadiequilibrio ha detto...

Secondo me state guardando alla questione da una prospettiva sbagliata. Un sistema selettivo rappresenta anche un'opportunità per "selezionarsi". In Italia tutto è appiattito, tutto è ugualmente di basso livello, alla fine tutta la formazione fa schifo e conta principalmente l'amicizia, la raccomandazione, l'appartenenza ecc. ecc. Benvenuti in un paese moderno dove esiste una cosa chiamata "meritocrazia". Guardate che merito non significa soltanto avere un QI sopra la media o essere più "furbi" degli altri, significa anche aver fatto dei sacrifici, aver magari scelto la casa in funziona della scuola, essersi (come diceva qualcuno in un commento) sobbarcati un viaggio quotidiano fino al lavoro via dicendo. Pensate quanti genitori italiani hanno fatto sacrifici enormi per mantenere i figli all'Università per trovarseli poi con un pezzo di carta in mano che non vale nulla. E' facile criticare dicendo "si sta meglio dove si sta peggio", però poi bisogna beccarsi tutto un sistema che funziona in un certo modo (a mio parere malato) e non lamentarsi troppo. Insomma, per tornare al titolo del post, chi si lamenta della scuola italiana ha ragione da vendere.
Un saluto,

incercadiequilibrio ha detto...

Secondo me state guardando alla questione da una prospettiva sbagliata. Un sistema selettivo rappresenta anche un'opportunità per "selezionarsi". In Italia tutto è appiattito, tutto è ugualmente di basso livello, alla fine tutta la formazione fa schifo e conta principalmente l'amicizia, la raccomandazione, l'appartenenza ecc. ecc. Benvenuti in un paese moderno dove esiste una cosa chiamata "meritocrazia". Guardate che merito non significa soltanto avere un QI sopra la media o essere più "furbi" degli altri, significa anche aver fatto dei sacrifici, aver magari scelto la casa in funziona della scuola, essersi (come diceva qualcuno in un commento) sobbarcati un viaggio quotidiano fino al lavoro via dicendo. Pensate quanti genitori italiani hanno fatto sacrifici enormi per mantenere i figli all'Università per trovarseli poi con un pezzo di carta in mano che non vale nulla. E' facile criticare dicendo "si sta meglio dove si sta peggio", però poi bisogna beccarsi tutto un sistema che funziona in un certo modo (a mio parere malato) e non lamentarsi troppo.
Un saluto,

incercadiequilibrio ha detto...

Secondo me state guardando alla questione da una prospettiva sbagliata. Un sistema selettivo rappresenta anche un'opportunità per "selezionarsi". In Italia tutto è appiattito, tutto è ugualmente di basso livello, alla fine tutta la formazione fa schifo e conta principalmente l'amicizia, la raccomandazione, l'appartenenza ecc. ecc. Benvenuti in un paese moderno dove esiste una cosa chiamata "meritocrazia". Guardate che merito non significa soltanto avere un QI sopra la media o essere più "furbi" degli altri, significa anche aver fatto dei sacrifici, aver magari scelto la casa in funziona della scuola, essersi (come diceva qualcuno in un commento) sobbarcati un viaggio quotidiano fino al lavoro via dicendo. Pensate quanti genitori italiani hanno fatto sacrifici enormi per mantenere i figli all'Università per trovarseli poi con un pezzo di carta in mano che non vale nulla. E' facile criticare dicendo "si sta meglio dove si sta peggio", però poi bisogna beccarsi tutto un sistema che funziona in un certo modo (a mio parere malato) e non lamentarsi troppo.
Un saluto,

Chiara ha detto...

Concordo con Lauretta: un blog x definizione è una sorta di diario online in cui uno pubblica i propri pensieri, opinioni, riflessioni e considerazioni... e sottolineo “propri”!!

A me piace moltissimo leggere i tuoi post Wonder, adoro il tuo modo di scrivere, avvincente e coinvolgente, e rileggere alcune pagine del tuo libro ora che sono mamma mi fa sorridere anche in momenti più difficili.
Per non parlare sei tuoi tweed che sono ormai diventati un appuntamento quotidiano x me come x moltI altri.

Quindi non resta che dire "Continua così!"

Francesca ha detto...

@ Monica
Ma quindi BLA BLA ROMA, BLA BLA com'è bella Roma, io Roma la amo (perchè che Chiara ama Roma lo ha scritto 100 volte, fotografadola, scrivendo nomi di posti, di ristoranti)...etc andava bene ma BLA BLA LONDRA, il cibo, la metro a Londra invece no??
Io sono allibita da certi commenti, allibita, veramente.

Fay ha detto...

Ma che palle mamma mia! E il blog non è più divertente, e non mi interessa il sistema scolastico, e io mica vivo a Londra, santo cielo che pesantezza!!
Ma guardare al di là del proprio naso no eh?!
Certo, chiaramente siamo italiani, viviamo in Italia, quindi chissenefrega delle scuole altrove, o di com'è Londra. Vorrei ricordare che non si sa mai dove ci può portare la vita. Io sono finita molto lontano, e non me lo immaginavo fino a qualche anno fa. Se si può sapere quello che succede altrove, perchè snobbarlo?!

Anonimo ha detto...

Gente, è un blog pubblico e così come voi commentate con entusiasmo io mi permetto di dissentire.
Anche io avevo un blog e non mi sono state di certo risparmiate critiche! Succede quando ti dai in pasto al pubblico...sia che tu sia una blogger, sia che tu sia una star di Hollywood. Seguo questo diario da due anni e non ho mai commentato prima, apprezzo lo spirito di Chiara e il suo modo di scrivere, per alcuni post sono letteralmente rotolata a terra dal ridere, quindi, non sono piombata a caso in questa pagina e ho abbozzato la prima cosa che mi venisse in mente.
Mi permettevo di suggerire alla nostra beniamina di pubblicare post che non fossero un elenco di posti amazing di Londra( sulla bellezza della città sono più che d'accordo) e basta; è che a volte mi sembrava di leggerci un sottile senso di "guardate che vita meravigliosa qui, muahahahah alla faccia vostra", poi magari non è vero, ma questa è la mia impressione e mi andava di dirla, ho ucciso qualcuno forse? Chiara non ha di certo bisogno di essere difesa da voi, sa farlo benissimo da sola. Nessuno le vieta di scrivermi un vaffa grande quanto il Big Ben, ma se c'è la possibilità di lasciar commenti, perchè non dovrei? Perchè non posso dire che trovarsi la parola Londra ogni 3X2 è irritante e che voglio un po' di post vecchio stile(mi mancano quelli sui rapporti di coppia!)? Non mi sembra di aver urtato la vostra sensibilità con questa mia PERSONALISSIMA opinione.

Monica

Francesca ha detto...

La mia bimba e` nata a Birmingham, dove mi ero trasferita solo 5 mesi prima che nascesse, e mi ricordo l'angoscia che avevo quando tutti mi chiedevano della scuola e io dovevo ancora trovare dove partorire...aiuto! Poi ci siamo spostati di nuovo e questa e` un'altra storia.
E comunque secondo me la scuola italiana e` (ancora) buona ed e` un peccato non saperlo e valorizzarlo. MI sembra di aver letto che le elementari italiane fossero ai primi posti europei.

laurac5 ha detto...

Ciao Wonder, immgina i costi quando i bimbi sono piu' di 1! Io ne ho 1 in primary (montessoriana, fantastica) e 1 di 1 anno che ha appena iniziato la nursery. Lavoro part-time, anche se praticamente in perdita economicamente, perche' dopo decenni di studi e di lavoro/aspirazione alla crescita intellettuale, fare la casalinga mi farebbe diventare isterica (e non una buona mamma) - adoro stare con i miei bimbi e sono la cosa piu' bella della mia vita...! Ma solo mamma tutto il giorno tutti i giorni, mi sentivo i neuroni rinsecchirsi ad uno ad uno! insieme all'autostima ecc... Mi ritengo fortunata di avere la possibilita' di scegliere.
Si, le scuole decenti qui costano un sacco ma almeno ti diminuiscono un po' il senso di colpa e l'ansia che penso tutte abbiamo nell'affidare i nostri figli a qualcun'altro. Una considerazione che mi viene in mente e' che forse dopo un po' che vivi a Londra il tatuaggio o lo spazio-cripta ti diventano meno "alieni" e potrebbe essere piu' facile capire se magari il donnone un po' trasandato e' in effetti dolcissima con i bimbi - gli standard estetici (ed igienici!) sono un po' diversi dai nostri, ti sei accorta anche tu, tuttavia credo che la cosa davvero importante sia un ambiente umano affettuoso e allegro per i piccoli, stimolante e "responsabilizzante" per i piu' grandi, poi se c'e' un po' di pittura scrostata sul muro, be' forse conta meno.
Sull'ingresso alla scuola secondary, attenzione, molte scuole sono specializzate ad insegnare a passare bene gli esami, il che non e' la stessa cosa che insegnare bene le materie in oggetto - non e' detto che quelle che sulla carta sembrano quelle migliori poi lo siano veramente nel lungo termine. Conosco ragazzi che a 7 anni, per l'ammissione alla junior school sapevano le tabelline a raffica, poi ammessi alla scuola fighissima da 15000 sterline all'anno, si sono presto dimenticati tutto perche' la preparazione era appiccicata li' con lo sputo giusto per l'esame. L'universita' dove lavoro e' molto competitiva e prende solo studenti con il massimo dei voti, ma spesso ti trovi comunque ragazzi che non sanno articolare i concetti con parole loro o scrivere in modo logico (negli ultimi 2 anni delle superiori si fanno solo le 3 materie scelte per l'esame, molti test sono "scegli una delle 3 risposte" e compiti a casa). Piange il cuore a vedere questi ragazzini sottoposti ad ansia e lezioni private per mesi e mesi per essere accettati nella scuola giusta. Eppure dopo la Montessori primary ci dovremo passare anche noi, il gioco e' quello... Comunque di questi tempi anche le universita' top accettano sempre piu' studenti provenienti da scuole non d'elite, dipende dai voti, dalle esperienze extra-scolastiche e soprattutto dal personal statement e dalla lettera di presentazione degli insegnanti. Quindi direi non facciamoci prendere troppo dalla rat-race e soprattutto non imponiamola ai nostri bimbi gia' da piccoli. Diamo loro tutto il sostegno possibile per aiutarli a dare il meglio di se' in qualsiasi scuola siano, se sono apprezzati, felici e hanno i numeri, brilleranno. Forse un'infanzia con meno stress li rendera' esseri umani migliori e piu' liberi nel pensiero (Steve Jobs? o i creatori di Google?) di tanti passati attraverso la catena di produzione di operatori finanziari per la City (sia pur con stipendio stellare)? probabilmente dipende dalla personale definizione che ognuno ha del successo.
Ma divago. In effetti volevo solo dirti in caso non l'abbia ancora scoperto, che molte nursery anche private accettano i finanziamenti statali per 15 ore settimanali gratuite per tutti i 3-4enni:
http://www.direct.gov.uk/en/Parents/Preschooldevelopmentandlearning/NurseriesPlaygroupsReceptionClasses/DG_10016103
Poi puoi aggiungere altre ore a pagamento, ma intanto e' qualcosa, vale la pena indagare! In bocca al wolf. x

Brigid ha detto...

sorvolo le polemiche perché concordo che si commentino da sole, la rete del resto si presta a spazio per esprimere frustrazioni e cose che non si direbbero a parole... anche se mi domando... se non interessa basta un clic per passare oltre...
va be'

volevo solo fare una battuta... so che non è il tuo genere ma se va avanti così ci diventerai una patita dell'homeschooling mi sa! scherzo scherzo, già homeworking + homeschooling, ci vai fuori di testa!

cmq a paiono molto interessanti questi contenuti, e io ho interessi ben diversi dai tuoi! la gente è un po' limitata eh... non commento mai ma leggo sempre. grazie e buone avventure british

roberta

La classe della maestra Valentina ha detto...

Tanti cari auguri per una serena e felice Pasqua!
A presto.
Maestra Valentina.

Panzallaria ha detto...

mi è presa una gran ansia. in pratica il tuo "destino" è segnato fin dai 5 anni o forse da prima, dal reddito della tua famiglia. Io ho iscritto frollina quest'anno alle elementari: qui in Italia non siamo a quel livello ma poco ci manca, la strada intrapresa grazie alla Gelmini è proprio quella. So di mamme che hanno bambini della stessa età di mia figlia e hanno già prenotato il posto alle medie nelle private, perché nelle pubbliche - a detta loro - ci sono troppi stranieri e pensano che il livello possa abbassarsi per questo. ci sono scuole di serie a e di serie b e troppi pochi posti, elementari volutamente abbandonate a se stesse perché in zone povere...in bocca al lupo, continua a tenerci informati. sono molto interessanti i tuoi post dall'isola. buona permanenza panz

Anonimo ha detto...

Wonder, anch'io Ti leggo tanto e commento poco (niente) ma stavolta... grazie del post. E' da una vita che non vado a Londra, chissà quando ci tornerò, ma mi interessa quello che hai scritto a proposito sia del sistema sanitario che della scuola, l'impressione che ne hai avuto finora ecco. Non l'avrei mai sospettato e sì, è stato argomento di cultura generale a tavola, con mio marito e mio figlio di 2 anni (a lui lo dico per tempo che trasferirsi è un casino ovunque... già che ora lo sò!!!). Comunque, resto basita da chi Ti suggerisce addirittura gli argomenti del TUO blog... a me, i post Tuoi che generalmente non mi interessano, li salto, li leggo frettolosamente o anche no, e mi soffermo magari su quelli che mi piacciono e/o interessano di più. Insomma, ti leggo come blogger, non sei la mia grande amica della vita quotidiana (senza offesa si capisce no?). Ecco, tutto qui. E ci tengo a dirTi che penso Tu sia mollto molto molto democratica, lucida e paziente nel rispondere a certi commenti, certo farà parte del gioco ma BRAVA. E' una delle cose che mi piace di più di una Te che non conosco.

Aporìa

Anonimo ha detto...

Da mamma emigrata in Inghilterra (non a Londra però!) quale sono, quello che mi preoccupa di più della scuola inglese non sono tanto le carenze educative, ma il tipo di compagni di scuola che mio figlio avrà. Perché se il problema fosse solo coprire a casa le lacune in una o più materie, beh pazienza, spero di essere in grado di aiutarlo. Quello in cui non potrei aiutarlo è gestire compagni di classe di una scuola di grado 3 o 4 cioè quelle definite "satisfactory" o "inadequate" dall'Ofsted, visto che le loro valutazioni, dall'esperienza dell'asilo, non corrispondono affatto a quelle che darei io. E soprattutto, visto che tipo di bambini frequentano quelle scuole, completamente abbandonati a se stessi... Io scoprirò entro pochi giorni in che scuola hanno preso mio figlio per la reception (lui avrà 4 anni il prossimo maggio), sicuramente se fosse quella grado 3 satisfactory di zona (che poi sarà pure classificata come di zona ma non è la scuola pubblica più vicina, ce ne sono almeno altre 2 più vicine a casa) dovremo trasferirci prima di settembre. Non vedo altre alternative. Quello che non capisco è perché continuano a sovvenzionare con il denaro pubblico scuole con livello 4...
Ale

Anonimo ha detto...

ookkey, dopo 'Mamma emigrata a Boston' mi sento in obbligo di essere fortunata di vivere in un paesello italiano con la sua scuola primaria.
E non mi importa più se io lavoro fino alle sette di sera e la scuola inizia dalle otto fino a mezzogiorno.
By the way, anch'io sento i tuoi post londinesi lontani, lontani. Ma mi è venuta voglia di visitare i parchi di Londra con il mio seienne e anche di fotografare ... Non ho mai fotografato in vita mia, ma dopo aver visto le tue foto un anno fa ho acquistato una macchina fotografica e provato a scattare ...e credimi 'ho bisogno di un post con l'a b c della fotografia'.
Grazie
Daniela

Anonimo ha detto...

Mamma emigrata a Boston, quanto riporti tu e' la realta' di Boston, e secondo me di una che gli USA li conosce ancora poco...no offense, ma proprio non mi sembra la realta' oggettiva di questo paese (in cui vivo da una vita e di cui ho cittadinanza).

Wonder, io ho solo una domanda per te... ma siamo sicuri che conti cosi' tanto e che non sia solo una bella strategia commerciale per genitori iperprotettivi??

Gli UK mi sembrano molto + meritocratici dell'Italia, secondo me e' un po' un esagerazione credere che se non vai nella scuola materna giusta puoi dire addio al tuo futuro Nobel...

annaelle

Anonimo ha detto...

mi pare ke sia un falso problema. se ti sei trasferita a londra si vede ke il tuo LUI ha un lavoro alla city o roba simile, cioè strapagato, perciò non avrete problemi a pagare per una scuola privata, l'equivalente femminile di eton.

isabix

Francesca ha detto...

@Monica Ti assicuro che io non commento solo e sempre con entusiasmo. A volte non sono d'accordo e la vedo in modo diverso da Chiara, e lo scrivo.
Ma un conto è esprimere una "personale" opinione, come dici tu, dicendo che non si è d'accordo su qsa, o che la si pensa in modo diverso, un altro è secondo me scrivere cose negative in maniera del tutto gratuita.
E non si tratta di "difendere" Chiara, che non c'entra niente e non è certo questo che faccio. Se io non d'accordo su qsa lo dico senza problemi.
Poi non mi sembra proprio un "suggerimento" scrivere cose tipo smettila col bla bla Londra, quando smetterai tornerà divertente, tutte queste arie per il fatto che stai in UK etc... ora è a Londra e parla di Londra (e cmq mi pare che stia parlando anche di cose negative tipo il sistema scolastico), quando era a Roma parlava di Roma dicendo quanto la amava..allora quello invece andava bene? Roma sì e Londra no?Perchè?!!

Anonimo ha detto...

Io boh, certi commenti proprio non li capisco. Wonder scrive di ció che le capita, prende spunto dalla sua vita per fare riflessioni, per raccontarsi, talvolta anche solo per sfogarsi immagino. Ed é normale che in questo momento Londra faccia da sfondo ai suoi post, mi sembrerebbe assurdo il contrario. Io mi sono traferita a Lussemburgo da un anno, ho cambiato completamente la mia vita e capisco pienamente la sua condizione.
Ció che non capisco é gente piena di frustrazioni e nervosismo che sputa sentenze. Nel senso che i commenti negativi ci possono stare, ma certi commenti negativi... beh mi verrebbe da rispondere "Aho ma sfogala sta rabbia repressa. Esci, svagati, fattela...una inizione di buonumore! :P". (Scusate, la romana verace che é in me ogni tanto ha bisogno di uscire allo scoperto!)
Comunque, giá che ci sono ne approfitto per fare i complimenti all'adorabile wonder: Ho letto tutto il tuo blog in una settimana, e non ti nascondo che in certi momenti avevo le lacrime e ridevo a crepapelle come non mai! Io sono molto simile alla te che ha iniziato a scrivere questo blog, quindi sarai il mio modello di mamma quando toccherá anche a me! :*
Bacino e continua cosí!

Valentina

Anonimo ha detto...

@Francesca

Bla bla bla Roma non era scritto con l'atteggiamento da figa(che ci vedo io e qualcun altro,OVVIO) come bla bla Londra.
Io poi non ho detto nulla sul post scolastico, leggete bene prima di commentare.
Le mie osservazioni derivano da altro, come ho scritto.
Poi, facile buttare nel mezzo parole come "sfrustrazione", mi spiace ma non è il mio caso. Come ho già specificato (ancoraaaa), salgo a Brighton e Londra almeno una volta al mese per lavoro, perciò..

Wonderland ha detto...

@isabix cilecca: il mio Lui non lavora alla city manco per niente, anzi non lavora proprio in ambito finanziario. Trovo comunque di estremo cattivo gusto parlare di quanti soldi possa guadagnare, non trovi?

@Panz la cosa buona è che qui ogni scuola, in corridoio, ha qualcosa come 50 bandiere: i Paesi di appartenenza degli studenti in corso. Impari a convivere con gente di qualsiasi provenienza, di qualsiasi aspetto e con qualsiasi usanza. Da noi, inimmaginabile.

Non so chi era perché il commento è più su e non lo ritrovo al volo, ma qualcuno ha detto "alla faccia nostra". Ecco, a me il concetto che qualcuno sia felice 'alla faccia di qualcun altro' (che peraltro nemmeno conosce) mi sconvolge. La felicità, se di questo si può parlare e sono contenta che i miei post comunichino tutto ciò, non è mai alla faccia di qualcuno. E' bella e basta. E se tu che hai scritto il commento avessi un blog, domanda davvero pura e senza polemica: non ti verrebbe da condividere dei bei momenti, quando li trascorri?

Detto questo, Buona Pasqua a tutti :)

Anonimo ha detto...

se la mia deduzione era sbagliata chiedo scusa, ma non mi pare per niente di cattivo gusto parlare di quanto si guadagni, dato che, purtroppo, le cose che si possono fare/visitare/leggere dipendono dallo stipendio che uno porti a casa.

Isabix

Wonderland ha detto...

@isabix per fortuna Londra è una città dove si può fare tanto anche non avendo i miliardi. Un esempio: i parchi, protagonisti di molti dei miei post, sono gratuiti. I musei sono gratuiti, per lo più. Tante manifestazioni ed eventi idem. Ci si muove con il trasporto pubblico, quindi niente auto e benzina. Questo è uno dei pregi di Londra.

Francesca ha detto...

@ Monica La chiudo qui perchè è Pasqua per tutti e non voglio nemmeno riempire di commenti in eccesso.
E' vero, non hai detto nulla sul post scolastico. Che guarda caso non era proprio per niente un inno alle cose "amazing" a Londra.
Avevo letto benissimo prima di commentare.

Detto questo, è vero che molte cose sono gratuite. Molti musei li ho visitati gratuitamente più volte.
Dell'auto se si vive lì non c'è bisogno, anche se adesso non ricordo quanto costa l'abbonamento alla metro.
I parchi sono ben tenuti e gratuiti.
Non sarà una città perfetta, ma si può fare molto anche con poco.

Anonimo ha detto...

Tutti a Londra, allora! W la Merry England!

incercadiequilibrio ha detto...

@annaelle
ma certo! i genitori italiani sono noti per prendere tutto in maniera iperdrammatica ed iperprotettiva... compresa la scuola! Se uno parla con un british di tutto ciò, la prenderà in maniera molto più tranquilla e meno appanicata, perché in realtà non c'è nulla da appanicarsi. La peggiore scuola inglese darà a tuo figlio/figlia una formazione decisamente migliore (ma meno nozionistica) di qualsiasi scuola italiana. Ricordatevi che qui siamo ancora ai programmi di Benedetto Croce!!!
Leggetevi questo articolo di un corrispondente della BBC in Italia. Parla di salute ma fa ridere ed è illuminante... è anche azzeccato perché mi domando come farà wonder con la sua "malattia" sconosciuta in UK...
http://www.bbc.co.uk/news/magazine-15987082

Un saluto,

isabix ha detto...

wonder, hai letto questo?
http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/apr/08/share-teachers-seasonal-anger-gove

Anonimo ha detto...

come tutti i Paesi, ci sono lati positivi e negativi.. comunque solo in Italia per visitare dei musei si sganciano innumerevoli euri! a Parigi la prima domenica del mese il LOUVRE è gratis! qui, per salire su una minchia di torre di Pisa, 15 euro devi sganciare! ti rendi conto?? per quanto riguarda il sistema scolastico, invece, io credo che un bambino seguito dalla famiglia e senza difficoltà sarà bravo ovunque! è dove sono presenti difficoltà oppure non c'è la famiglia che iniziano i problemi! un bacione e buona Pasquetta!! happy little Easter!!! Elena!

Anonimo ha detto...

comunque cerchiamo di non sputare addosso alla qualità dell'istruzione italiana e estera, e di essere cauti nei giudizi....l'educazione scolastica è compito specifico degli insegnanti, dei quali ci sarà sicuramente chi prende sotto gamba il suo lavoro (come altri in altri settori), ma ce ne sarà pure qualcuno che lo fa con passione no? avere sempre genitori e genitori che hanno la verità in tasca, che ne sanno sempre più degli insegnanti, che hanno ragione loro, è veramente ma veramente pesante per un maestro- professore- che prende mille e duecento euro al mese!! ma chi ce lo fa fare???

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara,

Ho stanato il tuo blog, che non leggevo da qualche secolo, e ti ho scoperta a Londra come me.
Mi permetto un'osservazione un po' più da insider, visto che lavoro in un'università e mi occupo di ammissioni: credimi, all'università la gente in gamba arriva anche da scuole statali. Non lasciarti influenzare troppo dalle "pushy mothers"; io ho avuto una discussione abbastanza vivace con un'amica, secondo la quale dovrei mettere i miei bambini in una scuola religiosa (cattolica o CoE) perchè "offrono molto di più"... per poi scoprire che il "molto di più" sono i corsi di scacchi e di tennis. Francamente possono vivere senza.
Come qualcun altro ha detto, più che l'apprendimento, nel quale genitori con una buona cultura e un po' di iniziativa possono integrare eventuali lacune, l'aspetto a cui stare attenti è la disciplina e l'interazione con gli altri bambini. Ma, al di la' del fatto che non potrei comunque permettermelo, non vorrei nemmeno mettere i miei bambini in una prep school popolata esclusivamente da bambini biondi (scusami, lo so che tu e la Porpi siete bionde, spero di rendere l'idea...). Insomma, la scuola è una cosa che mi preoccupa, ma non mi angoscia.

Ah, e per inciso, da quest'anno le scuole statali di Londra non hanno preiscrizioni, ma si fa una domanda a un organismo unico con una lista di 6 (mi pare) preferenze. Quindi la signora con pancione perdeva il suo tempo :-)

Per curiosità, in che zona di Londra stai?

In bocca al lupo!

Elisa

Anonimo ha detto...

Prima di tutto, la maggior parte dei vostri commenti (compreso l'ultimo) su Londra non sono diversi da quelli di mia madre che ce l'aveva sempre con Londra e con il fatto che avevo lasciato l'Italia (e gli italiani) per Londra (e i British)!!

Annaelle, tu conoscerai bene Boston ma non Londra. Sono i Bostoniani che sono ossessionati con i premi Nobel ed il mandare i figli ad Harvard, non i londinesi!

Wonderland, quell'integrazione di culture e razze diverse di cui parli e' solo apparenza (o politeness, per essere precisi). In realta', se quando parli ha l'accento indiano, algerino o italiano, tu per i tuoi compagni di classe cresciuti in Britain, sei e sarai sempre un "bloody foreigner" (oppure, come hanno detto piu' volte nel mio ufficio a stranieri, una persona unfriendly). Questo lo scoprirari con il tempo.
Auguroni di Buona Pasquetta a tutti,

Mamma Emigrata a Boston

Massimiliano ha detto...

leggere che alcuni pensano che l'unico modo per trasferirsi a Londra è essere straricchi è un significato palese dell'ignoranza e del pressapochismo di molte persone.

Io mi sono incuriosito sull'argomento e prima di giudicare ho guardato un po' di siti, ad esempio questo:

http://www.sognandolondra.com/it/curiosita-consigli-londra/costo-vita-londra/costo-mese-londra/ e ho scoperto che potrei vivere a londra anche con il mio "povero" stipendio italico...:-)
condivido però l'opinione espressa che fare i conti in tasca agli altri è abbastanza disgustoso.

Roberta ha detto...

Ciao Wonder, direi che finora la tua permanenza a Londra non è stata particolarmente fortunata, ma io non mi lascerei abbattere... se proprio ti dovessero vendere l'appartamento o non trovassi posto a scuola per Viola ti resta sempre un'alternativa: tornare qui, in Italy! :-)

Verde ha detto...

Prendi la V cambia colore aggiungi tre lettere e dì ad allegra che tempo fa volevo spedirle una valigia dinosauro a casa perché il sito non spediva in italia;)

enrico ha detto...

Questo post (e molti dei commenti) mi sembra costruito su di un "ragionamento all'incontrario". Si la scuola inglese e' elitaria. Anzi, la societa' inglese e' elitaria. C'e' la regina, l'aristocrazia, ecc. ecc.
E il problema del gap tra l'educazione pubblica e quella privata e' al centro del dibattito pubblico da almeno 20 anni (Blair ci aveva scommesso molto sopra, ha perso la scommessa ed e' uno dei motivi per cui Cameron ha vinto). Ma non posso pensare che la scuola italiana (o il sistema italiano) sia migliore. In Italia l'OFSTED non esiste, vinci il concorso e rimani in cattedra fino alla pensione senza che nessuno ti controlli. In UK gli insegnanti vengono assunti direttamente dalle scuole, dopo competitive selezioni, colloquio, etc. E possono essere licenziati dal direttore della scuola. Lo scopo dell'OFSTED in teoria e' di livellare le scuole verso l'alto. Inevitabilmente pero' si creano dei circoli viziosi e la famosa serie B di cui parli. La colpa pero' non e' dei "cattivi" insegnanti, ma piu' del ceto sociale degli studenti, e delle famiglie di provenienza. Scuole in cui il 90% degli alunni non parla inglese a casa e che vive in famiglie povere hanno poche chance di avere un ottimo score dall'OFSTED (ma ci sono eccezioni). Ma bada bene che quei bimbi avrebbero poche chance anche se andassero in scuole eccellenti.
Immagino che questo problema ci sia anche in Italia, nelle zone degradate, con la differenza che la scuola pubblica italiana si affida alla buona volonta' di insegnanti sottopagati. In UK c'e' uno sforzo a livello di governo. Mi pare una bella differenza.
Ultima nota sulle universita' (anche se probabilmente non ti tocca ancora...). Io ho fatto il PhD a Londra e all'epoca la tassa massima per studenti EU era sulle 3000 sterline, pero' so che volevano liberalizzare e non sono informato su come siano le tasse adesso. In ogni caso anche li' non c'e' paragone con l'Italia, dove la laurea non vale niente perche' tutti entrano all'universita' (il famoso "diritto allo studio" no ?). In UK entri se vali e Cambrdige e Oxford costano quanto tutte le altre universita'. Le banche ti fanno prestiti per studiare, che restituisci solo quando hai uno stipendio.
Il welfare in UK e' perfino esagerato (nel senso che genera inevitabilmente un po' di fancazzismo). Io ho mandato i miei figli ad un asilo (privato ovviamente) per circa 2 anni. Le rette sono molto care, ma lo stato mi ha sempre pagato quasi tutto indietro (child tax credit, etc.).

ps ovviamente io sono un "cervello in fuga", e non posso sopportare discorsi del tipo 'ah allora vedi che in Italia non fa poi cosi' schifo ?' . Nulla cambiera' mai finche gli italiani (quelli rimasti intendo) non accetteranno il fatto che l'unica cosa su cui l'Italia e' ancora superiore agli altri paesi europei sono le tagliatelle della mamma.

Anonimo ha detto...

@mamma emigrata a boston:
quello che dici sui "bloody foreigner" e' fuori dal mondo. Immagino che possa essere vero nei paesini, ma di certo non a Londra. Chi parla con l'accento indiano e' quasi sicuramente un immigrato di terza generazione, e si sente inglese quanto la regina. Ma in che razza di ufficio lavoravi? Forse all' UK Independence Party ?

Elena ha detto...

@ Enrico: tu sei un cervello in fuga? benissimo, resta pure in fuga, e cerca di non permetterti di sputare addosso a quella che in ogni caso è la patria che ti ha tenuto fino alla laurea. e' chi ha le palle che resta e cerca di fare qualcosa per il suo paese.. dato che qua non ci si può aspettare di avere qualche supporto dalla classe dirigente, sappi che c'è gente, tipo moltissimi insegnanti, che si fanno un culo quadruplo a scuola, per poi vedere formarsi di cotali ingrati. Quindi, resta pure in UK, in IT non c'è bisogno del tuo cervellone! Pat

Annaelle ha detto...

mamma a boston, secondo me le tue' realta' sono molto ristrette...

e enrico, grazie per il tuo commento... molto utile e concordo a pieno con la tua affermazione finale...

Susy ha detto...

Leggo i commenti e mi viene in mente questo film:
http://www.youtube.com/watch?v=KhwFu8KcsxU

Parliamo del 1963, ma è ancora incredibilmente attuale purtroppo... Il nostro belpaese e tutti i suoi mali... La cosa triste è che in 50 anni non siamo riusciti a fare proprio un bel niente.
I cambiamenti devono avvenire dall'alto, noi possiamo fare tutte le proteste che vogliamo, ma tanto non cambia nulla.
Chi ha il potere se lo tiene stretto e hai voglia ad invocare giustizia!
Il sistema è questo, o rivoluzioniamo tutto e lo facciamo TUTTI o non critichiamo chi abbandona la nave e se ne va perché non ne puó piú.
Allo stesso modo non critichiamo chi nel suo piccolo resta e ce la mette tutta per fare sempre ilsuo dovere ogni giorno.
Il primo errore é stare gli uni contro gli altri.

rosy ha detto...

Ciao! era un po' che non venivo sul tuo blog e cosa scopro? che ti sei trasferita a Londra! dove io vivo oramai da 5 anni..e incredibile, che anche tu ti stai barcamenando nell'inquietante mondo dell'educazione inglese. Proprio ment io sto cercanso una nursery per il mio bimbo..insomma siamo diventate compagne di avventura...Ora vado a leggere un po' per capire anche imotvi di questa scelta, sono molto curiosa..Sicuramente avrai di meglio da fare e sarai impegnatissima, ma se hai voglia di prendere un te con una mamma incasinata e ancora disorientata nel mondo delle scuole inglesi ( magri xcapirci qualcosa insieme h fammi un fischio. Un mega in bocca al lupo! Rosy

Anonimo ha detto...

Vivo in uk da 4 anni.
Abbiamo avuto le stesse perplessita' riguardo la scuola primaria per nostra figlia a Londra.
La soluzione?se non trovi casa vicino ad una buona scuola statale o se non sei disposta a pagare una fortuna (anche 3000£ per term) ,trasferitevi in campagna.In genere i collegamenti via treno con Londra sono ottimi,le scuole statali(specialmente le cattoliche) sono decenti e le private costano un pochino meno.Noi viviamo ad Henley on Thames in Oxfordshire e non mi pento neanche un po' di essermi trasferita.La cittadina offre tutto e se hai voglia di Londra c'e' il treno.MIo marito viaggia ,io ho trovato lavoro qui.
Conosciamo figli di amici che hanno frequentato tutto l'iter scolastico nelle state school in Berkshire e ora sono stati ammessi a Cambrige...tira le somme! Certo la scuola ha delle lacune ma questo e' un ' altro sistema e te lo dice una che lavora nel settore....
Ti auguro buona fortuna
Teri

Lucia Marangone ha detto...

A proposito di scuola, bambini e inglese.. Io da qualche settimana sto studiando l'inglese con Marco (che ha da poco 3 anni) con le lezioni "Canta English", un modo divertente di imparare la lingua cantando e giocando insieme ai bimbi. Volevo condividere con voi quest'esperienza sperando che possa tornare utile a qualcuno! In sostanza nel pacchetto sono compresi un DVD con le lezioni di Mr. Jhoan Peter SLoan e un gioco da tavola dove Marco può imparare i nomi delle cose che giocando scopre.. Chissà, forse può essere un buon regalo per le mamme (e i papà) in cerca ;) grazie a tutti/e

Antonio Moine ha detto...

Ma i bambini già a 3 anni riescono ad imparare l'inglese? veramente? io è da un po che me lo chiedo e mi sa che farò la prova con qualcuno di questi giochi didattici.. Intanto grazie a te per il consiglio!

Antonio Moine ha detto...

Ma i bambini già a 3 anni riescono ad imparare l'inglese? veramente? io è da un po che me lo chiedo e mi sa che farò la prova con qualcuno di questi giochi didattici.. Intanto grazie a te per il consiglio!

Blog Widget by LinkWithin