Non volevo essere una di quelle mamme che cambiano paese e poi restano chiuse in casa ancorate alla madrepatria mentre i marmocchi vanno a scuola.
Già mi vedevo, tra cinque anni, farfugliare qualcosa in anglo-romanesco (come vengono fuori i dialetti quando sei all'estero, non avete idea) mentre Porpi traduceva sparando fuori un accento locale da far impallidire i nativi.
Quindi, visto che il mio english è buono ma non perfetto, e che c'è sempre da imparare, avevo pensato di iscrivermi a un corso. Poi ho deciso che sarebbe stato molto meglio andare direttamente sul campo, ma onde evitare che mi sbattessero fuori il giorno due al quinto "chéniuripit-plis?" ho avuto questo colpo di genio: il volontariato.
Se non sapete cosa sono i Charity Shop, ve lo spiego subito. Trattasi di negozi dove la gente porta quello che non usa più (abiti, giocattoli, libri, soprammobili etc. etc. cibo e armi escluse) e ne consente la rivendita, ovviamente ad un piccolo prezzo. Una minima parte del ricavato viene impiegata per le spese di gestione del negozio, il resto spedito direttamente in Africa per progetti umanitari.
Encomiabile.
Ora, i Charity Shop qui sono ovunque. E non sono bettole schifose tipo certi negozietti dell'usato, con le magliette che puzzano di muffa e cadavere. E' tutto messo carino, la roba viene attentamente selezionata e ci sono buone chance di trovare capi e scarpe perfettamente nuovi, specie se lo shop si trova in un quartiere benestante.
Vabbé, un po' di schifezza ci sta, è insita nel concetto di 'seconda mano', ma il giro di clienti dei charity shop è ottimo. Ci entra chiunque, comprano qualunque cosa, donano tantissimo.
Lo shop è gestito da volontari, il che significa che lavori non retribuita, ma nel mio caso è un corso di inglese sul campo. Gratis.
Posso forse chiedere di più?
E quindi, dopo rapide spiegazioni della direttrice - tra cui: 'quando portano sacchi di donazioni non infilarci mai le mani dentro, non sai cosa può esserci: vetri rotti? coltelli? una pistola carica?' omg. - mi sono trovata alla cassa, senza aver mai passato una carta di credito in vita mia ma piena di ottime intenzioni.
E infatti, devo dire, vendo una cifra. Il segreto è dire 'aaaamaaaazing!' ogni volta che una cliente esce dal camerino con un vestito addosso, se questo vestito in una scala da 1 a 5 dove 1 è 'Barbapapà' e 5 è 'Gisele Bundchen' supera il 2. Il 2 è Miss Piggy.
Poi capita che questi pagano e tu sei alle primissime armi con un Pos.
Oh beh, cosa ci sarà di tanto complicato?
Ve lo dico io:
1- se il cliente vi porge la carta invece di infilarla nel Pos, cercate di metterla dal verso giusto. Io c'ho un gusto particolare per i chip di fuori, mi dicono.
2- se finisce la carta, infilate anche quella nel verso giusto. Stampare lo scontrino sulla parte disegnata è un'espressione artistica ancora incompresa ai direttori di negozio.
3 - qualunque cosa succeda, date la colpa alla linea. Ah, la linea. Scusi, ma oggi è lentissima. Mi perdoni, ma credo che la linea abbia causato un errore nelle cifre. La linea mi impone di farla pagare in contati. Sorry, eh.
Un'altra cosa che ho imparato è che quando una signora in evidente stato interessante (ho detto evidente.) ti chiede che taglia è il vestito che ha in mano, meglio rispondere seccamente 'una L' piuttosto che 'non lo so, ma è davvero perfetto se cerca qualcosa di prémaman'.
Lei mi ha guardata come se avesse voluto farmi a pezzi con un coltellino svizzero.
Allora io ho tirato fuori la sempre intramontabile frase:
"Sorry, I don't speak english very well."
Grandi sorrisi, grandi sorrisi.
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Il corso di inglese secondo me
CondividiPubblicato da Wonderland alle 11:11
Tags: esperienze, london, work
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- Sono rimasta incinta per caso a 27 anni, col desiderio di maternità ai minimi registrati. "Ma che davvero?" è stata la prima frase proferita dopo aver visto il test di gravidanza positivo. Passare dal Pampero ai Pampers è stato uno shock, ma ce la stiamo cavando... WRITE ME: machedavvero[at]gmail.com
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46 commenti:
Sei un fenomeno!!!!! Bella idea comunque e mi sa molto meglio del corso a pagamento!!!!!!
Ottima scuola quella sul campo! Io ho imparato di più in una settimana ospitata in famiglia che in 7 anni di studi linguistici (7 causa malattia eh...non sono mai stata una somara! ci tengo...)
In effetti meglio non usare mai la parola gravidanza o premaman se non si è sicuri...si rischia la morte..anche se a me è capitato di non capire che una mia conoscente era al 7° mese di gravidanza..anche questo è imbarazzante..mi guardava male perchè ero l'unica a non averle detto cose smielose sul suo pancione..
buahuahbuahhh! E comunque 'plimenti per il coraggio: ti butti e come va, va. Scommetto che il tuo inglese è già fortemente migliorato (questione di sopravvivenza, ne? :)
So remarkable, Miss Wonderland! Very well :)
imparerai molto di più facendo pratica che studiando :)
ma allora se non potete mettere le mani nei sacchi che portano come fate? li rovesciate in terra?? o avete un metal detector? :)
UAO'!Che bella idea!Fai volontariato agli altri e ...pure a te stessa!Brava e in bocca a lupo!
Ho lavorato anche io in un Charity Shop nei mesi passati a Londra e il mio inglese è schizzato alle stelle.
Bellissimo ambiente e clienti affezionati, come Mrs. Discodance che ogni giorno - per stare in compagnia - passava di là, metteva nello stereo il CD della colonna sonora di Full Monty e se lo ballava (con discrezione).
Oh, per inciso, i vestiti li teneva su eh!
Ponga
grandissima idea anzi, amazing!io mi sono svenata in un corso di inglese ed ancora a volte alla domanda "parli inglese? " mi scappa un "a little bit" ;-)
Quindi la regola "carini e coccolosi" vale a qualsiasi latitudine!
Sei fortissima Wond!!!
"mentre Porpi traduceva sparando fuori un accento locale da far impallidire i nativi"
Si certo, non avevamo dubbi...
Hahahahaha grandissima come sempre! Adoro i charity shop! Ho la casa piena di libri usati comprati in questi negozietti *___*
Scommetto che qualche vestito charity da portare a casa lo trovi anche tu, sbaglio? :)
Immagino che qualche "charity-vestitino" te lo porti anche a casa, o sbaglio? :)
Ma che bella ideaaa!! Quasi quasi potrei anche lanciarmi in questa avventura... tralaltro ne ho anche uno vicino casa.. e il pos.. beh quello lo so usare benissimo visto che lavoro da Zara proprio alla cassa!! :))
Annalisa
Posso dire che da te non me lo aspettavo? Bravissima!
Brava brava brava bravaaaa!
Tutto avrei pensato tranne questo. E' un idea molto interessante. Magari è la volta buona che imparo il francese! =)
Certo, potendoselo permettere, lavorare come volontaria è una scelta molto comoda perchè ti permette di immergerti tra i locali come un vero lavoro ma senza l'ansia da prestazione che comporta lo stipendio da guadagnarsi
che bella idea... ma voglio suggerimenti per impararlo restando in Italy :)
amazing!!!! a me invece non ha stupito! mi ti immagino benissimo sul "campo" !
NicolettaS
Io invece, essendo masochista inside, optai per una esperienza come ragazza alla pari.
Con due marmocchi.
Di 7 e 4 anni.
Eh, ma sono sopravvissuta!
Marika
Io sono stata sbattuta in cassa il secondo giorno dopo essere arrivata a Lonra, e i primi tempi quando i clienti mi chiedevano qualcosa mangiandosi le parole come solo i londinesi sanno fare (battuti solo dagli irlandesi direi), mi venivano le lacrime agli occhi e continuavo a dire "chen iu ripit" proprio come te. Alla quarta volta però si stancavano e iniziavano a scandire le parole come se fossi scema.
Mentre, io pensavo "Ma dove piripicchia sono finiti i miei 5 anni di liceo linguistico? Li avrò mica dimenticati in Italia?" ^^
Vai che sei aaaaamazing!
Ottima scelta!
l'ho fatto anche io, nel lontanissimo 1994 quando passai 2 mesi ospite di una signora inglese a Southampton, ma la sera lavoravo in un pub per guadagnare qualcosa!
Ricordo ancora con terrore quando vennero a chiedermi una "lampshade" io ce li avevo di fianco, una catasta di paralumi, e risposi li abbiamo finiti...
Ma tutto cio e' meraviglioso, alla oxfam sotto casa ho visto passare gimmy choo e luis vuitton, se t capita fammi un fischio che qui arrivo sempre troppo tardi!
Anche io avevo fatto volontariato in un negozio Oxfam secoli fa durante le ore buche del mio impiego da au pair. Le altre volontarie erano donne dolcissime dai capelli blu violetto che mi offrivano una tazza di "tea" ogni ora. Non ricordo i loro nomi ma certamente erano tipo Mabel o Ethel, nomi che poi sono ritornati di moda in questi ultimi anni.
Era stata un’esperienza positiva, aveva aiutato con l'apprendimento dell'inglese, a rapportarsi con la clientela “indigena” e ancora di natura un po’ aliena per me ai tempi e anche a sentirsi meno sola.
Ricordo ancora l’eccitazione dei giorni dell’arrivo dei sacchi con le donazioni; ai tempi non ci si preoccupava molto di guanti o altro e nell’aprirli e c’era sempre una curiosita’ trattenuta nell’essere i primi a fare chissa’ che scoperta, come se si aprisse la tomba di un faraone. L’odore di usato del retrobottega rendeva molto l’atmosfera.
Mi comprai un “top” che se ci ripenso ora era a dir poco orribile ma allora con i mie ventanni era bellissimo. Mai messo, mi stava malissimo ma ci vollero anni prima che mi decidessi a ri-donarlo ad un sacco di plastica messo fuori dalla porta di casa.
In bocca al lupo in questa esperienza, spero che anche tu possa trovare qualcosa di speciale in uno di quei sacchi.
WoW che super idea!!! è anche per questo che adoro seguirti.
Grande! In realta' in citta' grandi come Londra ci sono anche molti meetup linguistici, che sono pure gratuiti e aiutano a conoscere gente. Ma e' vero che solito lo fanno di pomeriggio/sera e per una mamma puo' essere difficile organizzarsi. Mi sa che hai scelto l'opzione migliore :-)
Il fine giustifica i mezzi! Ottima idea e a mio avviso molto piu divertente di un corso! Good one Wonder!!
per me è un 'idea fantastica.. soprattutto perche' trovo grandioso avere il contatto con le persone .. che a Londra sono di tante culture diverse.. ma a parte la lingua .. trovo geniale , ficcare il naso nelle cose piu strane e divertenti.. un po' come rivivere la storia di chi te li da'.bello , bello, bello
Have a big fun !!!
Io non so se riuscirei a buttarmi, a tentare rischiando di dover utilizzare la frase "paraculo"...per questo ti ammiro in una maniera spropositata!
E concordo con il fatto che per imparare una lingua è meglio buttarsi sul campo.
Io in due mesi di corso in cui si parlava SOLO francese, ho imparato più che in tre anni di studio.
Ho fatto fare una bella risata al docente (madrelingua francese, inglese, tedesco, spagnolo...) dopo aver detto che bevo "uova" invece che "acqua" (maledizione alle pronunce), ma mi è servito più di altre cose!
Alice
http://operazionefrittomisto.blogspot.it/
Hai avuto un'idea ottima per molti versi: imparerai a capire tutti i dialetti esistenti a Londra e troverai un sacco di spunti per nuovi post :)
I mercatini dell'usato hanno un loro fascino, anche io ho fatto volontariato in posti simili... purtroppo non a Londra! Sono d'accordo che è l'idea migliore per imparare l'inglese e fare anche del bene al prossimo... :)
ma l'idea è geniale! un corso gratis.. brava!! io mi son piegata in due dalle risate a leggere la parte del premaman..
C'è sempre la scuola pub, altrimenti. Io l'ho fatta per un anno e l'accento inglesino l'ho imparato lì. Solo che poi lì ho imparato anche tutte le sfumature del verbo fuck e della parola twat :D
Bravaaa!
Io con il pos ho un rapporto tutto particolare:pensa che una volta al posto di inserire il prezzo dell articolo e POI far mettere il codice alla cliente,ho fatto il contrario...risultato?Sta qua aveva un pin del tipo 9478...quindi è venuto fuori lo scontrino da 974 euro.............ed ero in una farmacia....in Italia!!Volevo mori'....
Che bello! Ottima idea!
si si li conosco, credo di averli passati tutti, tra Folkestone e Hastings...ho delle tazze bellissime trovate lì....
brava bell'idea ;)
Brava, non bisogna mai perdersi d'animo.
Ottima idea il Charity Shop e poi la lingua si impara sul campo. Isn't?
Anch'io ho vissuto a Londra e ricordo le prime telefonate di lavoro, capivo 1 parola su 7 e allora simulando disturbi alla linea azzardavo timidi - I'm sorry, I can't ear you... Hello?! Hello?! e mettevo giù.
Hai ragione sui dialetti, vengono fuori in maniera pietosa, ma forse il peggio sono gli spagnoli, no?
Se invece ti intrippi con l'inglese e tutte le sue sfumature di accento ti consiglio incominciare a vederti (o a rivederti in inglese)
"My fair Lady ".
PS
Ho iniziato a seguirti per caso una volta ogni tanto ma con i London diaries mi hai definitivamente conquistato.
Ti faccio i miei complimenti, mi piace cosa scrivi e soprattutto come lo scrivi. Brava, bravissima.
Nota che sono un uomo e non ho figli.
Ottima idea il Charity Shop e poi la lingua si deve imparare sul campo. Isn't it?
Anch'io ho vissuto a Londra e ricordo le prime telefonate di lavoro, capivo 1 parola su 7 e allora simulando disturbi alla linea azzardavo timidi - I'm sorry, I can't ear you... Hello?! Hello?! e mettevo giù.
Hai ragione sui dialetti, vengono fuori in maniera pietosa, ma forse il peggio sono gli spagnoli, no?
Se invece ti intrippi con l'inglese e tutte le sue sfumature di accento ti consiglio incominciare a vederti (o a rivederti in inglese)
"My fair Lady ".
PS
Ho iniziato a seguirti per caso una volta ogni tanto ma con i London diaries mi hai definitivamente conquistato.
Ti faccio i miei complimenti, mi piace cosa scrivi e soprattutto come lo scrivi. Brava, bravissima.
Nota che sono un uomo e non ho figli.
Ehm...io non ho capito, ma questa tizia era incinta? o era solo, diciamo, abbondantella?
Io sono nata e cresciuta a Milano... da poco trasferita in Veneto... sono che non è come andare all'estero.... ma x me un pò lo è stato... il primo giorno vado a comprare il pane e chiedo con educazione quello che desidero e ringrazio, e la commessa in dialetto veneto mi dice: "Signorina da dove viene lei?... ma parla un italiano perfetto.... complimenti" ... e io rispondo: "sono italiana mi sembra logico parlare in italiano....sono italiana...." dentro di me ridevo come una pazza.... e poi mi sono resa conto che in effetti ero l'unica che non parlava in dialetto... me ne sono resa conto xchè in effetti non riuscivo a capirli... era come essere all'estero! E quando ho trovato lavoro in un discount e ho detto che non avevo esperienza.... dopo 10 minuti di spiegazioni su come funzionava la cassa, mi hanno detto: "buon lavoro" .... sono andata nel panico.... con una fila di gente piena di carrelli stracolmi di roba.... l'incubo è stata la mia prima carta di credito dopo 20 minuti di lavoro... ho chiesto scusa al cliente dicendogli che era il mio primo giorno di lavoro, anzi erano i miei primi 20 minuti.... e x non sbagliare ho chiamato il mio responsabile .... ora va meglio.... ma il dialetto veneto non l'ho imparato e non lo imparerò mai... però lo capisco, se parlano piano... so che la tua esperienza è diversa, ma ti capisco e ti sono vicina... in bocca al lupo e buon lavoro/lezione! ciao ciao Ross.
una sera dopo una pizza (sono intollerante al lievito) sono in giro che passeggio.... ho la pancia un pò gonfia x colpa del lievito... incontro un conoscente che non vedevo da un bel pò... mi guarda e mi dice: "congratulazioni..." e io: "x cosa????" .... se avesse potuto sarebbe sprofondato 3 metri sotto terra.... credeva che fossi incinta... io ho riso e gli ho detto.... "SI SONO INCINTA DI UNA PIZZA... LA CHIAMERò MARGHERITA"...... Meglio tacere a volte che fare certe figure.... o no???? ciao Sissi.
Io lo spagnolo l'ho imparato nei bar. Tu almeno non rischi la cirrosi epatica!!!
Ma tutte queste idee (dal corso sul campo al 2 di miss piggy e tutto cio' che scrivi) come ti vengono? Sicuramente quando gli amici della tua meta' gli chiedevano come fossi non puo' non aver aggiunto un "simpatica" almeno una volta! (forse pero' nel tuo caso ci sarebbe stato meglio un "fuori come un balcone!"> :-D
Bel gesto il tuo, utile, non retribuito e meglio di un corso barboso tenuto con altri millemila alunni in un'unica classe!
Io la roba usata la amo però, scarpe comprese, e non mi sono mai schifata di nulla, e fai conto che a Catania è tutta buttata alla rinfusa al mercato, non piegata e profumata =D
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