il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

venerdì 29 giugno 2012

Ma Che Davvero? per ActionAid

Questa qui a fianco è Neta Ornelina, ha la mia età e due bambini piccoli. Mostra, fiera, l'orto che coltiva nel suo giardino, con il quale sfama la sua famiglia e ricava un piccolo reddito dalla vendita al mercato. Prima non sapeva da dove cominciare, quindi coltivavano solo legumi. Mangiavano solo legumi.
Roseline ha tre bimbi, ed è finalmente riuscita ad avere una cisterna per l'acqua in casa. Prima, tutta la famiglia doveva camminare ore, sotto il sole, per andare a prendere acqua potabile e pulita.
Simone, la vedete qui sotto, ha 12 anni. Dopo la scuola, invece di praticare uno sport, cura animali e piante. Col ricavato, la sua famiglia può permettersi di comprarle i libri.
Potrei raccontarvi decine di altre storie, le ho tutte qui sotto gli occhi. Famiglie che non avevano un bagno in casa, e ora l'hanno faticosamente costruito e sono fieri di tutto, anche del portarotolo per la carta igienica.
Altre, con pezzi di terra prima coltivati solo a legumi, oggi fonte di ortaggi sani e biologici per le mense scolastiche delle comunità brasiliane più povere. Donne alle quali era vietato commerciare, e ora hanno il loro banco al mercato.

Se c'è una cosa buona dell'avere un blog - oltre ad essere citata da tua madre per telefono - DIOSANTO, NON FARLO MAI PIU' - c'è quella di poter dare visibilità, per quanto possibile, a delle belle iniziative. A persone, associazioni, che fanno qualcosa di buono.

Quando si parla di adozione a distanza ci sono un sacco di domande per aria.
Io, almeno, le avevo.
C'è sempre un po' questo (falso?) mito: mandi i soldi ogni mese nell'illusione che finiscano davvero al bimbo magro e - nonostante tutto - sorridente che ti arriva in foto e con quelli magari, tiè, l'associazione ci paga un cartellone pubblicitario sotto casa tua.
ActionAid è molto trasparente in questo, ed è il motivo per cui ho deciso di dedicare un post a questa ONLUS che si propone come obiettivo quello di combattere la povertà, garantendo una vita dignitosa e serena per il più alto numero di persone possibili.
ActionAid è specializzata nella adozioni a distanza, ma il suo è un approccio globale verso gli interessi della comunità dei bambini.
Con ActionAid infatti non si adotta solo un bambino, ma la sua comunità. L'80% dei soldi inviati - circa 25 euro al mese, meno del costo di un caffè al giorno -  vengono impiegati per progetti utili al suo sviluppo e al benessere generale, per garantire a lui, ai suoi familiari e al resto della comunità il diritto al cibo, all'acqua potabile, all'istruzione e alla salute.
Il 20% viene impiegato per le spese della Onlus.
Mi hanno parlato, in particolare, dei loro progetti in Brasile.
In queste comunità, la maggior parte delle famiglie vive con meno di un euro al giorno. Molte non hanno addirittura reddito, sopravvivono grazie agli ortaggi che coltivano. Alle donne, spesso, non è concesso commerciare né essere parte attiva della comunità, e ne restano ai margini, relegate alle faccende domestiche.
Il sistema scolastico è disastroso: le scuole sono poche e sovraffollate. Considerando che spesso è l'istruzione l'unico lasciapassare per una vita migliore, la sconfitta è infinita. Non solo per loro come Paese, ma per noi come civiltà. Mentre Porpi è qui che già impara a scrivere il suo nome e contare, un bambino più grande di lei non riesce a leggere un libro. Una frase. O una semplice parola.
Mentre lei impara ad andare in bicicletta, un bambino impara a zappare l'orto per raccogliere le verdure che serviranno alla sua famiglia per sopravvivere.
Il contribuito inviato tramite l'adozione di un bambino in una di queste comunità brasiliane - Bahia e Pernanbuco per citarne due - permette ad ActionAid di supportare le famiglie nell'ottimizzare i piccoli orti domestici, organizzare magazzini, combattere la discriminazione femminile e aiutare le donne a reinserirsi nella comunità, e di agire sulle istituzioni per migliorare le condizioni di vita e di istruzione di tutte le famiglie coinvolte nel progetto.

Ho deciso di supportare ActionAid dandogli tutta la visibilità possibile. Non solo vedrete il loro banner e avete letto questo post ma, qui sotto, potete fare direttamente qualcosa con un semplice clic.

Se sentite di poter dare il vostro contributo ad ActionAid per una delle comunità brasiliane, tutto quello che dovete fare è compilare il form sottostante e riceverete tutte le informazioni per adottare un bambino a distanza.

Una tra le cose che mi è piaciuta molto di questa formula di adozione aperta alla comunità eppure comunque legata ad un bambino (oltre al fatto di essere detraibile dalle tasse... haha), è la possibilità di ricevere aggiornamenti da lui, e di andarlo a trovare. Basta informare 5 settimane prima ActionAid per avere la possibilità di andare a vedere, concretamente, chi stiamo aiutando e come.
Spero, nel mio piccolo, di poter contribuire. E chissà, magari verrà voglia anche a voi di fare qualcosa. Oppure, anche se non subito, vi ricorderete di questo post e di questi visi sorridenti la prossima volta che dovrete fare un regalo e, invece di farlo ad una sola persona, lo farete a due.

Condividi

39 commenti:

Sballi ha detto...

ho adottato un bambino con ActionAid nel 2005...come regalo di "promessa di matrimonio" al mio allora compagno. Adesso siamo sposati, abbiamo due bimbi...e il nostro bimbo lontano in Africa è sempre nei nostri cuori!
Grazie per aver dato luce a questa grandissima iniziativa

mafalda ha detto...

Brava Wonder!
Bella iniziativa. Aderirò e diffonderò.

Chiara ha detto...

Mi hai fatta commuovere. Quindi ti dico solo Grazie, senza aggiungere altro. A volte la parola giusta al momento giusto è capace di aprire numerose porte.

Medelea ha detto...

Il tuo blog è veramente bello. Grazie.

alliegraywords ha detto...

Brava Wonder, ottima iniziativa :) Io ho adottato una bimba di Haiti con ActionAid proprio quest'anno, dopo aver letto un articolo simile su un altro blog :)

Milkfree ha detto...

Ho adottato un bambino a distanza qualche anno fa,con Actionaid, e mi sono sempre trovata bene. Soprttutto, come dici tu, per quanto riguarda la trasparenza nell'utilizzo dei fondi.
Poi purtroppo ho perso il lavoro e ho dovuto disdire l'adozione. Ma se un giorno avrò condizioni finanziare un po'migliori lo rifarò senz'altro.

viachesiva ha detto...

A mia sorella regalerò un'adozione a distanza quest'anno, con ActionAid.
Sono orgogliosa di seguirti soprattutto per questi post.

D ha detto...

Per diversi anni sono stata sostenitrice di ACTIONAID, ricevevo aggiornamenti e disegni dalla bimba che simbolicamente rappresentava il progetto che stavo finanziando. La "mia Bimba" era Etiope.
Purtroppo sono sopraggiunti dei problemi che non mi permettono di versare nemmeno la ridicola quota mensile (che ai miei tempi era di 23 euro)... al momento li aiuto solo con il mio 5x1000 (e con quello di tutti i parenti e amici che aiuto con la compilazione dei redditi!) ma spero un giorno di poter fare qualcosa di più!
Mio fratello, la persona più importante della mia vita, lo abbiamo adottato quando aveva appena 48 ore e per me questo gesto ha sempre significato amore. Non abbiamo sangue in comune... ma la mia vita senza di lui non sarebbe la stessa. Non sempre è possibile regalare una nuova vita a persone sfortunate, ma possiamo provare a rendere miigliore quella che già hanno!
E' bello che qualcuno con la visibilità del tuo blog si occupi di questi progetti!
Un abbraccio
LaD

Elisa ha detto...

Non c'avevo mai pensato all'idea di farlo come regalo! Ottimo suggerimento!

Elisa

Sidera ha detto...

e' triste leggere di già due persone che hanno dovuto disdire perchè hanno perso il lavoro :-( siamo proprio in crisi! io ho iniziato a lavorare da qualche mese e appena mi stabilizzo economicamente vorrei farlo!non conoscevo actionaid, se non con le pubblicità...ma leggendo il post, sono sicura che lo faro con questo!

Elle ha detto...

Sì, ci facciamo sempre queste domande, perché a volte siamo disposti a pagare una piccola quota anche quando non possiamo permettercela, la troviamo, sapendo che ci sono persone per le quali in nostri venti euro equivalgono ad uno stipendio mensile. E poi ci blocchiamo di fronte al dubbio ce giungano effettivamente a destinazione.
Grazie per la segnalazione che, inoltre, ha attirato molti commenti che confermano la serietà di ActionAid :)

ero Lucy ha detto...

Bravissima Wonder, ottimo post.

Witch_D ha detto...

Non per fare la guastafeste, ma pur apprezzando questo genere di iniziative, non mi piace che si parli di adozione di un bambino a distanza: i soldi vanno alla comunità (ed è anche giusto così) e il fatto che si parli invece di adottare un singolo bambino non mi piace, quella sarebbe una cosa diversa..

Anonimo ha detto...

a me proprio quello che non piace sono le letterine che i bambini sono costretti a scriverti per ringraziarti, e il fatto che tu possa andar lì come benefattore, facendo sentire una comunità e soprattutto facendo crescere dei bambini con quel senso dell'essere in debito che secondo me non ha niente di giusto!
giuliana

Stefania ha detto...

Ciao!
Anche io ho adottato una bambina a distanza dal lontano 1999. Oggi sono in attesa della nostra prima bimba ma l'impegno preso con ActionAid non ha mai vacillato. Fatelo in tanti....per dare una mano a chi è meno fortunato di noi! Ciao! Stefy

Mamma Bbestia ha detto...

voi l'avete adottato?

lascienzapercicogna ha detto...

posso dire che per esperienza diretta la totalità delle ong usano i fondi delle adozioni a distanza per l'intera comunità o per il centro dove risiedono i bambini...
E' una forma di marketing purtroppo, che non sempre tutela la privacy del bimbo a mio avviso. Se il donatore si sente emotivamente legato ad un preciso bimbo allora costatentemente cercherà di prendersene cura, altrimente nella maggior parte delle volte si tenderebbe a fare una donazione saltuaria .

Nicole ha detto...

Brava Wonder... è giusto promuovere questo genere di iniziative. Con un piccolo aiuto si può fare davvero tanto! Complimenti per il tuo blog!

b. ha detto...

È giusto essere cauti con i progetti come questo, purtroppo non è un falso mito quello delle organizzazioni che truffano la gente facendo leva sul desiderio di aiutare gli altri! Grazie per averci segnalato una onlus che sembra affidabile, e oltre all'adozione dei bambini ho visto che sul sito ci sono altri progetti molto interessanti, così ognuno può scegliere in base alla propria sensibilità.

la fra ha detto...

io in questo momento vivo in Africa. Questa esperienza mi sta aiutando ad aprire gli occhi su tante cose. Una delle cose che ho capito è che c'è bisogno di organizzazioni serie, ché qui, per esempio, se dai soldi a qualcuno è capace che ci compri il cellulare e non da mangiare ai suoi figli.
Ti ringrazio per aver citato un'organizzazione seria, perché anche io, come tanti, ho sempre avuto dubbi.
Per quanto riguarda l'adozione, in me si fa sempre più strada l'idea di un'adozione REALE e non a distanza.

Marci&Cami ha detto...

Un bellissimo post..
Hai ragione, il blog può servire anche per informare riguardo a queste iniziative importantissime..è un mezzo di comunicazione molto forte e speriamo che dia dei risultati!
Io da quando ero al liceo ho sempre avuto dei bambini a distanza..anche se è vero che ogni tanto le domande su dove andassero i miei fondi alla fine dei conti!
La speranza è sempre di riuscire a fare, nel mio piccolo, il meglio possibile!

XOXO

Cami

www.paillettesandchampagne.com

supermamma ha detto...

http://supermamma.mammacheblog.com/2009/09/29/adozione-a-distanza/
anche io tre anni fà ho adottato un bambino a distanza proprio con actionaid e sono una fervente sostenitrice di queste iniziative :-)

Camomilla ha detto...

Anche io come qualcuno che ha commentato piu su ho lavorato per progetti umanitari (e non) in Africa ed ho visto con i miei occhi cose che non avrei dovuto vedere e capire cose che forse avrei fatto meglio ad ignorare. Fatto sta che non sono d'accordo con queste cose, i cosiddetti "missionari" laici e non (perche, fatta eccezione per Medici senza frontiere non c'e molta differenza tra i missionari cattolici di un tempo e le associazioni di volontariato che elargisconi soldi bianchi per poter poi far scaricare le tasse alle societa' che vi si appoggiano) vengono visti come divinita' in terra creando un circolo vizioso di adulazione, sudditanza e sussistenzialismo a mio avviso nocivo per tutti.

Io vi segnalo invece un'altra associazione: http://www.kiva.org/, attraverso cui si partecipa a dei programmi di microcredito.
La donazione minima e' di 25 dollari che vengono "prestati" e poi rimborsati. Io sono gia al 4 progetto sovvenzionato (sempre con gli stessi 25 dolari) in 6 anni!

Anonimo ha detto...

Io ho adottato a distanza due bambini in Bangladesh, uno nel 1996 e uno 3 anni fa. La domanda su dove vanno a finire i soldi e' corretta, ma bisogna anche lasciarsi un po' guidare dall'istinto e provare ad affidarsi a chi con anni di esperienza alle spalle ci permette di contribuire con una goccia nell'oceano, ma pur sempre qualcosa.
Monica

Anonimo ha detto...

Io ho adottato a distanza due bambini in Bangladesh, uno nel 1996 e uno 3 anni fa. La domanda su dove vanno a finire i soldi e' corretta, ma bisogna anche lasciarsi un po' guidare dall'istinto e provare ad affidarsi a chi con anni di esperienza alle spalle ci permette di contribuire con una goccia nell'oceano, ma pur sempre qualcosa.
Monica

Anonimo ha detto...

Io ho adottato a distanza due bambini in Bangladesh, uno nel 1996 e uno 3 anni fa. La domanda su dove vanno a finire i soldi e' corretta, ma bisogna anche lasciarsi un po' guidare dall'istinto e provare ad affidarsi a chi con anni di esperienza alle spalle ci permette di contribuire con una goccia nell'oceano, ma pur sempre qualcosa.
Monica

Francesca ha detto...

L'anno scorso ho contribuito alla costruzione di un piccolo pozzo per l'acqua potabile in un villaggio africano, quest'anno invece miglioreranno la scuola, costruendo un teatrino dove far giocar di bimbi. Ho la fortuna di avere un amico di famiglia missionario, che segue personalmente tutte le operazioni e quindi sono sicura che le mie offerte vadano a buon fine. Questa segnalata da Chiara e' comunque una organizzazione molto seria, e per chi magari non puo' permettersi l'adozione a distanza ho visto sul sito che e' possibile anche fare donazioni libere, anche solo di 30 euro, per dire.
Posso dire una cosa? Trovo un po' triste che un post che parli di solidarietà abbia avuto per ora cosi pochi commenti, considerando che machedavvero ne riceve sempre molti fin da subito. In fondo basterebbe dire: dai, rinuncio a una maglietta Zara da 20 euro e quei soldi li mando a una associazione di beneficenza. E' vero, non e' necessario dirlo quando lo si fa, ma mi pare strano considerando che di solito qui si commenta sempre...anche solo per dire "wow bello il sito di abiti XY, corro a vederlo!".

Anonimo ha detto...

Ciao, con il mio gruppo di amici di vecchia data, ogni anno a Natale anzichè darci in pasto ai centri commerciali per comperare per noi cose inutili, raccogliamo i soldi che ci servono per "regalarci a tutti" il sostegno a due bambine indiane. Oramai sono parecchi anni che lo facciamo e sempre per Natale. Il nostro regalo migliore (per noi ma anche per i nostri bimbi) sono le foto delle bambine (oramai raggazze in piena età scolastica) appese sulla porta di ingresso dei nostri appartamenti.
un appuntamento a cui non rinunceremmo mai. Stessa usanza la sto adottando con i parenti e siamo molto più contenti così che ricevere doni dimenticati subito dopo e di cui non abbiamo realmente bisogno.
Hai presente cosa succederebbe se ogni famiglia o gruppo di amici facesse la stessa cosa? Mascia

b. ha detto...

Ho pensato la stessa cosa di Francesca. Su fb fa ancora più impressione perché sopra c'è la richiesta di consigli per un nome e 300 e passa commenti, sotto questo post con neanche venti like e nessun commento. Un po' demoralizzante. Io spero che Wonder continui comunque a condividere progetti interessanti se ne viene a conoscenza!

Anonimo ha detto...

Premetto che ho studiato cooperazione internazionale e conosco abbastanza bene i meccanismi di funzionamento delle ONG da ritenere ActionAid un'organizzazione affidabile e seria per i progetti che porta avanti nei Paesi in via di sviluppo, adozioni incluse. Detto ciò, ho appena concluso una terribile esperienza lavorativa per conto di ActionAid. Non tutti sanno che molte onlus si affidano ad agenzie di comunicazione esterne per la campagna di raccolta fondi e promozione pubblicitaria. I ragazzi agli stand che vedete nei centri commerciali, per intenderci. Ebbene, vi dico solo che ho rivalutato il call center. Non ho avuto un contratto, non sono stata pagata, perchè "non abbiamo raggiunto abbastanza sottoscrizioni" (si, l'agenzia paga una percentuale sul numero di donazioni che riesci a far firmare in mezzo alla strada, proprio come se vendessi pentole a pressione. Ma ovviamente, questo è stato chiarito a lavoro iniziato, garantendo all'inizio un fisso mensile). Questo non è un modo per gettare fango su sacrosante attività di beneficenza; come ho detto, non ho dubbi sulle attività di ActionAid, ma contesto la prassi di affidarsi a terzi (ovviamente pagandoli, alla voce "spese amministrative" suppongo), che affidabili non lo sono per niente. Scusatemi se in qualche modo ho rovinato le ottime intenzioni di questo post, che, ripeto, condivido in pieno avendo conosciuto da vicino le attività di ActionAid. Ma credo che sia giusto che si sappia che in una piccolissima misura, combattendo le iniquità nel mondo, si creano altre iniquità, chiaramente su un piano del tutto diverso, ma ugualmente disprezzabili.

angela ha detto...

Mi permetto di dire la mia sia sulle ONG che sulla vera situazione in Brasile.
Ho lavorato per quasi un anno in una nota ONG che si occupa prevalentemente dell’assistenza e sostegno a bimbi e mamme in situazioni di povertà, guerra, disagio, etc.
Era tutto regolare a livello finanziario, nessuno si intascava nulla insomma, peròperòperò…..i costi di gestione del personale e della struttura erano alti, i fondi raccolti in Italia venivano poi mandati in UK per poi essere dirottati verso US, dopo essere stati filtrati più volte….
Ai progetti andava insomma solo una parte –secondo me abbastanza esigua- del ricavato dalle donazioni (Action Aid afferma che i costi di gestione sono solo il 20%...lo spero per loro).
Altra questione: sono stufa arcistufa del fatto che il Brasile (sesta potenza economica mondiale, che mangia in testa all’Italia) venga presentato come una landa desolata dove abitano derelitti in fervida attesa dei fondi delle ONG e di ogni possibile elemosina.
Se queste situazioni esistono davvero (e non sono siparietti pietistici creati per far spalancare il portafogli ai donatori) sono situazioni non generalizzate, isolate all’area del Sertao (la parte più interna del Nordest del Brasile), e sicuramente ingigantite.
Non ho mai sentito di nessuno che passa fame o sete in Brasile, la scuola è gratuita e spesso ti regalano libri e materiale scolastico, certo esistono situazioni di disagio anche perché spessissimo le famiglie sono molto frammentate, è comune fare figli con uomini diversi (nei ceti meni abbienti) e ritrovarsi a dover campare da sole tot figli, ma il diavolo non è così brutto come lo si dipinge: la vita è più semplice, ripeto mai sentito nessuno che sia morto di fame, si hanno molte meno esigenze, altri ritmi.
In particolare mi ha lasciato stupita questa affermazione: “Alle donne, spesso, non è concesso commerciare né essere parte attiva della comunità, e ne restano ai margini, relegate alle faccende domestiche”…ma quando mai???? Ma chi ma dove?
La verità è che spesso molta gente non ha tantissima voglia di lavorare, e invece che andare a lavorare nei campi a raccogliere la canna da zucchero o altro per mantenere i figli, preferisce tirare a campare facendo poco sforzo.
Questo per parlare della zona “povera” del Brasile: di quella ricca nemmeno faccio menzione, perché rosico e spero di andarci ad abitare presto, altro che Italia dei miei stivaloni!
Quindi, non mi piacciono queste descrizioni artefatte, su cui si è un po’ calcata la mano nel descrivere una realtà che corrisponde prevalentemente agli stereotipi degli occidentali-.

pasadena ha detto...

Condivido il pensiero di @Camomilla , infatti, anch'io sostengo Kiva, anche se anche in questo caso ogni tanto escono polemiche su come sono prestati i soldi nella pratica. Forse perché ho conosciuto (causa master nel non profit) diverse persone che lavorano in ONG e studiato come vengono ripartiti i fondi del fundraising. Detto ciò, anche se si tratta di marketing e comunicazione, le associazioni serie come AA meritano attenzione e rispetto. E se si può aiutare una comunità comunque, ben venga.
...certo che c'è un mondo nel non profit come racconta l'anonimo di sopra che lascia alquanto a desiderare (eufemismo)

Annaelle ha detto...

Concordo con Angela...
ma che sono ste storie strappalacrime e stereotipate dei poveri sfigati del terzo mondo? Siamo sicuri non siano una bella campagna mediatica per aprire i borselli? Intendiamoci, nessuno critica actionaid, ma la campagha "acquisti" sembra proprio strategica!

Wonderland ha detto...

Le storie qui riportate sono, ovviamente, vere, documentate da interviste e immagini realizzate sul posto. Non certo per strappare la lacrimuccia con l'ennesima storia di persone meno fortunate, ma con l'intento di portare alla luce situazioni di emergenza e povertà che riguardano soprattutto famiglie con bambini, quelle a cui ActionAid si dedica.
Sulla serietà di questa organizzazione non ho alcun dubbio.
Sul discorso della 'sudditanza psicologica' non sono molto d'accordo: nessuno fornisce soldi alle famiglie in cambio di gratitudine, anzi, AA cerca di creare le condizioni per cui siano le famiglie stesse a riprendersi economicamente, avviando piccole attività o ottimizzando quelle già esistenti. E lavorando con le istituzioni per offrire loro di più, quindi spesso anche indirettamente.

Annaelle ha detto...

Non lo so, io ci credo che tali situazioni esistono, ma sinceramente non mi piace questo modo di fare recruiting....troppo da manuale.
Detto questo, fai benissimo a dar luce ad AA, per dar visibilta' a un associazione che merita. Pero' come vedi dai racconti di sopra, non tutte hanno lo stesso feeling.

ActionAid ha detto...

Ciao a tutte, mi chiamo Alessandra, lavoro da 6 anni in ActionAid e mi occupo di raccolta fondi, in particolare sul web. Prima di tutto vorrei ringraziare Chiara per aver parlato delle nostre attività e le sue lettrici per aver risposto portando le loro idee ed esperianze. Vorrei provare a rispondere ad alcuni dei commenti emersi nei giorni scorsi, come ad esempio quello di Giuliana e di Camomilla che parlano dell'"sentirsi in debito" e della "sudditanza" che il sostegno può creare nei Paesi più poveri. Premesso che in molti casi questo può succedere, la visione di AA è propro quella di lavorare "insieme" alle comunità locali per cercare soluzioni condivise ai loro specifici bisogni (per questo ad esempio non abbiamo espatriati ma solo personale del luogo).
In merito ai disegni fatti dai bambini va detto che spesso per molti di loro si tratta di un'attività che non fa parte della loro vita, perchè magari sono costretti a lavorare o ad aiutare la famiglia, per questo a volte, anche se grandi, disegnano cose molto semplici, senza nessuna forzatuta da parte dell'operatore di AA. Inoltre si tratta di un momento di svago e di gioco in cui tutti i bambini, anche quelli non sostenuti a distanza, possono disegnare e divertirsi insieme.

ActionAid ha detto...

In merito alla testimonianza di Anonimo sulla ricerca di sostenitori tramite Face to Face, posso dire che come noi molte organizzazioni non profit si avvalgono di fornitori esterni, esperti in questo tipo di attività. Ma in base agli accordi che abbiamo stabilito con le agenzie con cui attualmente lavoriamo, ci risulta impossibile che possa essersi verificata una situazione di questo tipo. In ogni caso siamo disponibili a capire meglio cosa è successo, se vuoi puoi contattarci allo 02742001 chiedendo della mia collega Licia, grazie.

ActionAid ha detto...

Per dare un feedback anche ad Angela vorrei dire che in Brasile, come in altri paesi che stanno crescendo economicamente, uno dei problemi più gravi è il forte divario tra chi beneficia della crescita e i poveri. I poveri sono molto più numerosi e in Brasile vi sono sacche di povertà sia in città (favelas) che nelle campagne. I rischi che corrono i bambini sono altissimi: violenza, droga, traffico di esseri umani. E spesso, nelle campagne, i contadini non hanno diritto alla terra, che spesso è l'unica fonte di cibo.
In Brasile, ActionAid lavora al fianco di queste persone e delle comunità più emarginate (per esempio le afro-brasiliane) per far conoscere loro i diritti che hanno e come rivendicarli, per organizzare attività che permettano ai bambini di evitare “la strada” o entrare nel circolo della droga. Oppure sosteniamo le donne ad avere un lavoro che garantisca educazione e cibo ai figli. O aiutiamo le donne e le bambine che spesso sono vittime di violenze fisiche e sessuali. Perchè crediamo che la povertà abbia tante facce, e anche in contesti di crescita economica esistono situazioni di emarginazione ed ingiustizia su cui lavorare, ma possiamo farlo solo grazie alla sensibilià e all'impegno dei nostri sostenitori.
Spero di aver aver dato altri spunti di riflessione e qualche risposta, grazie ancora per i commenti e per quante di voi decideranno di adottare un bambino a distanza (magari proprio in Brasile!) con ActionAid!

Anonimo ha detto...

Bella iniziativa la tua, Brava! Noi siamo due pensionati abbiamo una nipotina lontana (vive a Parigi, città dove mia figlia lavora e si è sposata). Abbiamo adottato un'altra nipotina, Kalaluka, una ragazzina dello Zambia di 9 anni. Siamo contenti e la sua foto è sistemata accanto alla mia nipotina Giada. Continueremo a dare il nostro contributo (una pizza in meno al mese non ci toglie niente).

Blog Widget by LinkWithin