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giovedì 19 luglio 2012

Brave - Ribelle: l'evoluzione delle Principesse Disney (anteprima)

Principesse. Siamo cadute in questa fase da qualche mese, ormai, precisamente dal nostro arrivo a Londra. Qui, la cultura dominante per le bambine è femminile e rosaglitter a tutti i costi, ora capisco meglio il movimento Pink Stinks, che nel nostro Paese si aggrappava a una presunta 'mania' in modo quasi astratto.
Esempio pratico: in Italia, per le bambine, è normale andare all'asilo vestite in jeans e tshirt.
In Uk non succede: le bambine sono vestite da femmine. Al massimo portano i leggings, e sopra una tunica colorata o un abitino. Il casual unisex è del tutto bandito. Alcune vanno a scuola addirittura vestite da principessa o da fatina, e le stesse scuole (parlo di asili) hanno solitamente alcuni costumi a disposizione per le bambine o i bambini che, appena messo piede in classe, vogliono travestirsi dalla Cenerentola o dallo Spiderman di turno.
Abbiamo collezionato più coroncine di plastica e braccialetti in quattro mesi qui che in tre anni e mezzo in Italia. Porpi si illumina appena vede qualcosa con sopra una principessa e, copiando le amichette, ha iniziato a rifiutare quasiasi abbigliamento che non sia consono. Si veste da sola, e sempra un incrocio tra una fatina, una ginnasta, Ali G. e Katy Perry.
La mia iniziale preoccupazione è stata sopita dalla mera osservazione delle classi superiori alla sua: man mano che le bambine crescono, la tendenza semplicemente muore. Niente più principesse e rosa a tutti i costi superati i sei/sette anni. Questo conferma la teoria di una precocizzazione insita nelle nuove generazioni, perché io forse a cinque/sei anni INIZIAVO con le principesse, invece di lasciarle nel dimenticatoio e iniziare a guardare gli show live action e ascoltare le pop band per tweens.
Comunque.

Dal momento che la passione di Porpi per le principesse va di pari passo a quella per i dinosauri, il mix ci mantiene equilibrati. Compra il giornalino Disney con la stessa passione con cui entra in libreria a sfogliare il mega-libro dei dinosauri finché non trova qualche immagine sufficientemente splatter: "e questa è la coda morta di un dinosauro morto, vero?".
Yessa.

C'è un gran parlare riguardo ai modelli per le nuove generazioni, ed è abbastanza palese che la Disney, creando il marchio 'Princess' dove raduna quanto di più rosa, favoloso e melenso disponga in archivio, ci abbia messo del suo.
Confesso: finché si riescono a proporre anche modelli alternativi, non mi spaventa.
Le principesse fanno parte della nostra storia di bambine, ce ne appropriamo, le amiamo, poi le critichiamo e le dissacriamo (non a caso, uno dei miei post più letti e condivisi - credetemi sulla parola perché mi si è azzerato il contatore di FB ;__; ). Ma in fondo le abbiamo sempre nel cuore, lo facciamo con l'affetto ironico con cui prendiamo in giro un parente.
Zia Biancaneve e la sua pettinatura anni trenta.
La fiatella di Malefica.
Quella gran culo di Cenerentola (cit.).

Anche la Disney stessa ha fatto dei concreti passi avanti per lasciarsi alle spalle il modello di principessa 'passiva', che aspetta di essere salvata dal suo principe mentre intona una canzone a un quadrupede o crostaceo random e scuote quella che si chiama 'la chioma più aspirational e irrealistica alla quale una donna può ambire'.
C'è stata Mulan, guerriera per amore di suo padre.
C'è stata Tiana, lavoratrice indefessa e testa sulle spalle, che riporta sulla retta via il belloccio di turno.
C'è stata Rapunzel, adorabile, che nonostante tutta la sua dose di 'pink-and-purple' lancia un messaggio così profondo e importante, la differenza tra 'il tuo bene' e 'chi spaccia il proprio egoismo per il tuo bene' da fare - per quanto mi riguarda - categoria a parte.

E poi è arrivata Merida.
Ero molto curiosa di vedere il nuovo film Disney, Brave - Ribelle, proprio perché so che l'evoluzione dei personaggi femminili in casa-Topolino sta radicalmente cambiando.
Se negli anni cinquanta rifletteva il modello di donna poco volitiva, che si realizzava in graziose e inutili doti personali e affetti familiari, oggi l'eroina è una donna diversa, capace di fare qualcosa di buono per sé stessa e per la comunità, a dispetto delle convenzioni.
Il percorso per farlo è ancora la ribellione.
Il successo di un uomo è percorrere la sua strada, quello di una donna, conquistarsela.

Nel caso di Ribelle è ovvio: è ambientato nel Medioevo.
Non vi darò inutili spoiler, vi dico soltanto che il film mi ha sorpreso in molti modi.
In primis, sono rimasta incantata dalla grafica 3D: un gioiello, un piccolo capolavoro. Vale la pena di vedere il film anche solo per la chioma rossa di Merida che si muove, gonfia, ribelle e scintillante, oltre i confini dello schermo.

Curioso come un voluto irrealismo delle fattezze dei personaggi vada di pari passo con un incredibile realismo di paesaggi, tessuti, luci ed ombre.
Secondo me, un vero passo avanti a livello di tecnica digitale.


Mi ha sorpreso la caratterizzazione dei personaggi: non c'è una figura maschile forte nel film, sono le donne - madre e figlia - a dominare e mandare avanti la storia.

Mi ha sorpreso un po' la storia: quella me l'aspettavo molto diversa. Potrei dire che in alcuni momenti cade nell'infantilismo senza poi averne i tratti e la delicatezza. Per questo mi ha sorpreso anche la violenza di alcune scene e l'iper-realismo degli orsi: è un film che, personalmente, non porterei mia figlia a vedere perché so che (oggi) la spaventerebbe. Magari tra qualche anno.

Mi ha sopreso il disarmante realismo della dinamica tra madre e figlia 'non mi ascolti'/'non mi capisci'/'vorrei che cambiassi'. Le piccole crudeltà reciproche che alla fine creano danni ben più grandi. Un personaggio, come quello di Merida, la cui ribellione non viaggia affatto sul binario della correttezza: lei cerca un machiavellico mezzo per un fine senza preoccuparsi delle conseguenze.
Ci sarà sicuramente chi obietterà che non è un modello nemmeno questo, ma insomma: almeno stavolta non si ferma a guardare per aria e cantare melodie staccabraccia, quando parla al suo cavallo quello non risponde e col cavolo che sacrificherebbe anche una sola delle sue frecce per uno dei principi che vorrebbe sposarla.
(il principe vanesio che ha una crisi isterica è una piccola chicca)

Mi ha sorpreso la totale assenza di una storia d'amore. Che va bene, che è quasi un sollievo, uno scollarsi da un copione che vede il 'vissero felici e contenti' come morte naturale di qualsiasi storia coinvolga una ragazza.

L'evoluzione c'è, e vedremo dove porterà.

Intanto, Brave - Ribelle  è un film che vi consiglio.
Molto intenso ma anche divertente. Spettacolare a livello tecnico.
Non ultimo, fossi in voi andrei a vederlo per il cortometraggio iniziale che accompagna la proiezione: 'La Luna'. Un piccolo, delicatissimo e toccante capolavoro.


Se nella collezione di principesse di Porpi ad un certo punto si aggiungesse una Merida, sarei solo felice. Certo è che il suo target è, a mio avviso, forse di età superiore alle favole più classiche, quindi dubito in una compresenza della fase-Aurora e della fase-Merida.
Ma chissà: oggi che il merchandising si è del tutto scollato dalla reale visione di un film, è possibile che arco e frecce andranno ad affiancare vestiti rosa e fatine prima di quanto penso.
E poi, coi  T-Rex ci vanno molto d'accordo.

Se lo vedrete anche voi, fatemi sapere cosa ne pensate. Ribelle sarà nelle sale italiane dal 5 settembre prossimo.

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61 commenti:

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

non vedo l'ora che esca nelle sale! avevo visto un'anteprima in tv tempo fa e mi aveva incuriosito, non fosse altro, come appunto si diceva nel post, per la grafica !!!

ciao, roberta

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Non lo conoscevo ma penso che potrebbe incuriosirmi. E il corto "La Luna" sembra davvero ben fatto, già mi piace.

flaminia uberti ha detto...

quella gran culo di cenerentola (Mitica citazione!) ci sono cresciuta come c'è cresciuta metà popolazione femminile... ma è comunque un sogno principesco presso ah Hoc... e continuando nella serie"stronze lumachine" ci sta tutta!

Sei mitica Wonder!

Robin ha detto...

Anche Parigi era tutta una pubblicità di Rebelle! Non avendo figli, in genere non mi soffermo sui dei cartoni ma questa "principessa" ha catturato la mia attenzione. O meglio, lo hanno fatto i suoi capelli ;) E non poteva essere altrimenti, visto che da sempre devo sottostare alla dittatura tricologica che mi porto in testa. Quindi mi piace per partito preso! :)

MammainblueJeans ha detto...

vedo adesso il trailer..mi ha commosso..perchè mi sembra un film che parla di famiglia, di radici, di cose a cui non si tende a dare molta importanza... si parlerà sicuramente anche di amore, anche se- e oserei dire finalmente- manca un principe belloccio simil ken che fa cose stupide...

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

P.S. poi c'è a dire che i corti della Pixar sono tutti spettacolari, li cerco spessissimo su youtube! altra verità il posto sulle principesse: di sicuro il mio preferito!!!

Alessia Carmicino ha detto...

anch'io ho avuto l'opportunità di vederlo in anteprima e l'ho trovato davvero splendido, tecnicamente ineccepibile ma anche molto profondo e maturo nella scelta delle tematiche trattate( ok, in tutta la parte centrale si abbandona a momenti più squisitamente infantili, ma il fatto di centralizzare tutto sul rapporto madre-figlia e scommettere su una eroina che finalmente deve salvarsi solo con le sue forze è -finalmente-un azzardo notevole)...la vera storia d'amore, anche se fuori dal canone, è proprio quella fra madre e figlia:)
ti lascio la mia recensione qui:
http://firstimpressions86.blogspot.it/2012/07/brave.html

comunque complimenti, ti leggo sempre è il blog è grandissimo! Salutami Londra, la amo da morire e mi manca terribilmente:)

Anonimo ha detto...

anche secondo me in generale il mondo dell'animazione negli ultimi anni si è molto distaccato dalle principesse dei miei tempi (la mia preferita è cenerentola!) basta pensare alle principesse del terzo shrek o a azzurro!e poi come dici tu, finchè ci sono le alternative è giusto che vivano anche un pò le favole:avranno tempo di tornare coi piedi per terra!

francy

Anonimo ha detto...

anche secondo me negli ultimi anni il mondo dell'animazione si è un pò distaccato dalle principesse classiche:basti pensare alle principesse di shrek e a azzurro.e poi come dici tu finchè ci sono le alternative è giusto fargli conoscere anche le favole:capiranno da sole...

francy

Marty ha detto...

Non vedo l'ora di vederlo, me lo pregusto già!!

mafalda ha detto...

Il potere delle principesse marchiate Princess è artefatto e malefico. Sembrano le amichette un po' st.....e che ti concedono la loro attenzione. Tutte uguali, capelli a parte. Decisamente distanti dalle originali!
A mia figlia (21 mesi) piace Monsters e co, dopo la fase Biancaneve.
Il nuovo film penso mi piacerà moltissimo, come tutti i Pixar :)

Roberta mammafotografa ha detto...

Il trailer mi ha molto molto incuriosita, penso proprio che andrò a vederlo!!!

Micaela ha detto...

Mi chiedo allora come faccia la mia Miriam, ad essere sempre e costantemente vestita e agghindata di rosa, fiocchi e paillettes, anche se non abbiamo neanche sfiorato in lontananza la cultura londinese...
si vede che allora non dipende dalla collocazione geografica...

Comunque sia, anche io ero parecchio incuriosita da questo nuovo film e ti ringrazio per i suggerimenti, io mi sarei portata Miriam, ma questa cosa che ha delle scene piuttosto "forti" per una quasi quattrenne, allora mi fa desistere dalla cosa...

Cristina ha detto...

Mi hai fatto venire una gran voglia di andare a vederlo!
:-)

Patty ha detto...

ecco, sono felice di non avere una figlia femmina. cosi almeno mi risparmio tutte ste pippe di principesse-rosa-glitter. che poi, sarà pure una fase che passa, ma nel frattempo le nane si atteggiano a principesse melense, e per me non c'è cosa più insopportabile.
se poi sono anche bionde e coi boccoli abbiamo completato l'opera (scusa wonder, nulla di personale)
molto meglio un maschietto che vuole cars.

Wonderland ha detto...

@MammainBlueJeans e @Alessia esatto, è un film che dà molta importanza ai legami familiari e la vera storia d'amore è quella tra madre e figlia. Molto diverso dal solito e intenso, proprio per questo motivo.

@Patty lol, non venire mai a Londra allora. Io non so com'è, ma nell'asilo di Viola 9 su 10 erano biondissime-principessissime :) Io invece col rosa&co, nei limiti, mi trovo a mio agio. E anche coi T-Rex.
Cars invece lo detesto, ma com'è? Lo trovo uno dei film Pixar più brutti di sempre. De gustibus.

@francy Shreck però è Dreamworks, non Disney. Cmq sì, la direzione generale è quella. Non credo che una principessa sdolcinata come Cenerentola oggi troverebbe posto.

@Micaela sì, se noti nel trailer si vede un orso minaccioso, e ci sono varie scene di lotta fra orsi, ringhi, figure nell'ombra... insomma, secondo me è adatto per bambini che non si impressionano, quindi più grandicelli. Ma anche per gli adulti è un bel film!

Cappuccino e Baguette ha detto...

Sono mesi che il "concubin" mi manda teaser e trailer. Praticamente andremo a vederlo appena esce nelle sale. Sospetto sia cosa certa. Poi in che lingua non si sa (lui sarà negli U.S.A. ed io tra Francia e Italia). Vedremo.

Riguardo ai modelli per le bambine, non basterebbe un intero blog. Credo che la fortuna sia che si possono scegliere e che spesso sono i propri figli a farlo, non i genitori.

Ed anche questo, spesso, è un bel vantaggio.

Anonimo ha detto...

Come ho già detto in altri commenti (a proposito, attenta ad andare al cinema, che' vieni tacciata di madre degenere che osa divertirsi in azzenza della figlia § aehm... LOL)
dicevo.. non ho figli (ancora? chissà), tuttavia mi pongo molte domande sull'educazione dei bambini, in particolare per tutto cio' che riguarda il genere (inteso come gender), e lo sviluppo della personalità dei piccoli (non sono una psicologa/terapeuta ecc). Sono arrivata alla conclusione che in un MIO mondo IDEALE, un eventuale essere in miniatura non dovrebbe avere connotazione sessuale e crescere secondo i propri gusti ed aspettative. Magari adesso sollevo un vespaio, pero' questa è la mia opinione. Non c'è niente di più scoraggiante che vedere certi genitori che agghindano le figlie solo di rosa ed i maschi solo di blu per arrivare fino ai "sei un maschiaccio / sei una femminuccia". Non c'è nulla di personale in cio' che dico, Wonder, anzi. Mi piace la tua idea di maternità come una cosa complementare alla tua vita di donna e capisco che se tua figlia vuole vestirsi di rosa o da principessa sia inutile mandarla a scuola vestita da batman, faccio solo un discorso generale di come la società, portandosi dietro un bagaglio di abitudini, consuetudini e pregiudizi, possa plasmarci fin da piccoli.
Lessi un articolo, qualche tempo fa', su di un esperimento fatto da due genitori Canadesi che chiamarono il figlio X e non rivelarono ne al bambino ne ai parenti/amici il sesso dello stesso. Il fine era di farlo crescere senza stereotipi legati al suo genere e per fare in sorta che lui potesse, lungo la propria crescita, fare le scelte che riteneva opportune (giocare con qualsiasi cosa, andare in giro vestito come voleva ecc). (tra l'altro per parlare di questa storia sono obbligata ad usare un genere, non esistendo in italiano il genere neutro, e già la dice lunga).
Questo commento è inutile ma il tuo post mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su questa mia opinione e mi ha fatto concludere che a dispetto della nostra volontà e convinzioni, sia molto difficile educare i nostri figli secondo dei nostri principi o volontà, perché la società, la scuola ecc influenzeranno in un modo o nell'altro la crescità e l'educazione del bambino.
InZomma, l'ennesimo volo pindarico, ma grazie :)

Tom

Erica Gazzoldi ha detto...

Essere "obbligata" a vestirmi di pizzi, nastri e falpalà? Meglio la ghigliottina ;)... Però, quando ero bambina, mi sarei anche divertita a vestirmi "da femmina", magari. E' ORA che ho problemi con questo tipo di sessualizzazione eccessiva. :/ Le principesse Disney? Ho amato molto Ariel, perché mi affascinava il suo mondo in fondo al mare. Più tardi, mi ha commosso la fiaba di Andersen da cui il personaggio è stato tratto. L'amore come ricerca della vita eterna... e se fosse l'UNICA via verso una dimensione ultraterrena?
Comunque, credo che potrei trovarmi in sintonia con Merida, "il maschiaccio". Vedremo se riuscirò a beccare questo film nelle sale pavesi o manerbiesi. Intanto, Wonderland, grazie per la segnalazione! :)

SILVY71 ha detto...

sono sempre in ansiosa attesa delle nuove uscite Disney. ora dopo la tua appasionata recensione correrò a vederlo :-)

Wonderland ha detto...

Ciao Tom, non è per niente un commento inutile, anzi: la domanda è interessante e quasi 'esistenziale', oserei dire.
Non so risponderti. E' ovvio e lampante che la società ci impone e ci instrada verso differenze di genere fin da piccoli. Fin da quando siamo ancora nell'utero, oserei dire pensando ai vari 'fiocco rosa/azzurro'.
E' sicuramente vero che questo ci porta verso alcune scelte piuttosto che verso altre, ma siamo sicuri che crescere senza il supporto di un'identità di genere (e con questo non mi riferisco ovviamente al rosa e alle fatine, ma a tutto un immaginario e una cultura di riferimento 'di genere') non sia in qualche modo non trovare risposta ad alcune domande?
E' un interrogativo che mi pongo e al quale non ho risposta, ma certamente non vedo soluzione né nel nutrire le bambine a pane e solo-principesse, senza la possibilità di scegliere qualsiasi cosa, né nel chiamare il proprio figlio X.
Forse, come al solito, la virtù sta nel mezzo, ma mi piacerebbe sentire le riflessioni di chi ne sa più di me.

Gs ha detto...

Io l'ho visto ma non mi è piaciuto così tanto, la tecnita 3D, per come la vedo io, è ancora troppo rozza; la storia in sé è carina, ma non mi ha esaltata più di tanto.
Concordo con il giudizio sul cortometraggio iniziale, un capolavoro.

Ata ha detto...

A quattro anni, ma anche a dieci, è lecito sognare di essere una principessa, il problema è se si coltiva quest'illusione anche da grande.
...vabbe', se una bimba di oggi riuscirà a sposarsi col figlio di William, non potrà essere considerata una pazza.
...o forse sì?

pesopiuma ha detto...

Io ho portato un topo a casa perchè volevo essere come Cenerentola. Più di uno, per essere sincera. Adesso di quella principessa mi son rimaste le faccende domestiche, mentre mi farebbe comodo sognare ancora un po', così come quando ero piccola e accarezzavo ratti nella speranza di vestire prima o poi anche io la scarpetta di cristallo (e comunque chi sarebbe in grado di indossarla mai?? Lady Gaga??). Se qui manca la storia d'amore, tanto meglio, sarà sicuramente più godibile.

b. ha detto...

Sono curiosa di vederlo, spero davvero che il modello si scosti sempre di più da quelli proposti finora.
Io sono cresciuta completamente disinteressata a fatine, principesse e rosa. Mia madre non mi ha mai comprato libri sulle principesse, non ho visto la tv fino alle elementari, e secondo me non è un caso se ho sviluppato interessi diversi, più "unisex". Non credo che sia il genere a indirizzare verso certe passioni quanto appunto i modelli di riferimento e le frequentazioni.

sakscia ha detto...

Vorrei tornare a a parlare dei "generi", portando la mia esperienza di mamma di 2 maschi.
Secondo me la cosa più giusta è assecondare i gusti dei figli, senza pregiudizi.
Il piccolo, 4 anni e mezzo, l'anno scorso per Natale voleva la cucina e il cicciobello, cose che aveva visto per la prima volta all'asilo e verso le quali era curioso.
Adesso quando mi vede mettere lo smalto o farmi una coda o mettere un cerchiello, vuole imitarmi. Io lo assecondo e lo accontento, mentre il parentado lo deride ripetutamente.Allo stesso tempo ama i dinosauri, Spiderman, Ben10 e Cars (anch'io lo trovo un cartone insulso)ma anche i Barbapapà e la Pimpa, gioca a calcio econ le macchinine.
Suo fratello,8 anni, invece non si sarebbe mai sognato di travestirsi "da mamma", ma allo stesso tempo non ha mai giocato con le macchinine o a calcio.

Fino ad una certa età i bambini non conoscono la differenza fra maschio e femmina, e anche fisicamente sono simili. Siamo noi adulti che li condizioniamo con battutine e battutacce.
Mio figlio piccolo dice che il suo migliore amico maschio è la sua morosa! Mio figlio grande, invece, ha molte amiche femmine, ma istigato dai parenti, sono diventate sue morose (a turno)!!!

Io questo cose non le sopporto, quindo viva il rosa e l'azzurro, ma per tutti!

sakscia ha detto...

Vorrei tornare a a parlare dei "generi", portando la mia esperienza di mamma di 2 maschi.
Secondo me la cosa più giusta è assecondare i gusti dei figli, senza pregiudizi.
Il piccolo, 4 anni e mezzo, l'anno scorso per Natale voleva la cucina e il cicciobello, cose che aveva visto per la prima volta all'asilo e verso le quali era curioso.
Adesso quando mi vede mettere lo smalto o farmi una coda o mettere un cerchiello, vuole imitarmi. Io lo assecondo e lo accontento, mentre il parentado lo deride ripetutamente.Allo stesso tempo ama i dinosauri, Spiderman, Ben10 e Cars (anch'io lo trovo un cartone insulso)ma anche i Barbapapà e la Pimpa, gioca a calcio econ le macchinine.
Suo fratello,8 anni, invece non si sarebbe mai sognato di travestirsi "da mamma", ma allo stesso tempo non ha mai giocato con le macchinine o a calcio.

Fino ad una certa età i bambini non conoscono la differenza fra maschio e femmina, e anche fisicamente sono simili. Siamo noi adulti che li condizioniamo con battutine e battutacce.
Mio figlio piccolo dice che il suo migliore amico maschio è la sua morosa! Mio figlio grande, invece, ha molte amiche femmine, ma istigato dai parenti, sono diventate sue morose (a turno)!!!

Io questo cose non le sopporto, quindo viva il rosa e l'azzurro, ma per tutti!

Rebecca ha detto...

Premetto che non ho letto i commenti precedenti... ma penso che andrò a vederlo solo per quello che hai scritto tra le righe del post "sono le donne - madre e figlia - a dominare e mandare avanti la storia"... I miei sono separati da un tot di tempo, io ok che sono sposata ed ho una quasi treenne che gira per casa, ma i rapporto magico tra me, mia mamma e mia sorella mi rispecchia molto nel " sono le domme a dominare e mandare avanti la famiglia".
Grazie per il post, ti farò sapere.

Biancaneve ha detto...

Sull'identità sessuale consiglio un film molto delicato che è uscito lo scorso ottobre: "Tomboy" di Céline Sciamma. Adatto anche per bambini, non dell'età di Viola ovviamente, un po' più grandini, diciamo sui dieci anni almeno.
Ovviamente l'identità sessuale è anche un costrutto sociale, come tutto del resto. L'importante secondo me è non "forzare" i bambini nelle loro scelte, lasciarli liberi di esprimersi, anche se i condizionamenti gli arrivano poi in maniera indotta (attraverso appunto la scuola, i giocattoli, la televisione ecc.) e sono quelli forse da temere di più.

Bella recensione Wonder, mi hai incuriosito, lo vedrò. :-)

P.S.: come non sarà difficile da capire io ho sempre amato Biancaneve, ma non la versione disneyana che è molto melensa e sdolcinata, bensì l'originale dei F.lli Grimm che è assai più "nera"; ad esempio in quella originale Biancaneve non si risveglia affatto grazie al bacio del principe, ma perché mentre i nani la trasportano dentro alla bara, scivola giù per un dirupo, con la bara e tutto, e così il boccone della mela avvelenata gli esce dalla bocca. E' una fiaba che ha una simbologia profonda che ora sarebbe ozioso raccontare, ma è solo per dire che è la Disney che poi l'ha trasformata nella principessa melensa che conosciamo.
Ah, i capelli non ce li ho come lei ovviamente. :-D

Eireen ha detto...

Buongiorno, a me viene in mente l'immagine di un enorme negozio di giocattoli vicino alla mia cittá d'origine, in Italia. Scaffali e scaffali interminabili di giochi, suddivisi chiaramente in due gruppi: maschili e femminili. Macchinine, robot et similia per i bimbi; ferri da stiro, lavatricine, passeggini e bambole per le bimbe. Come dire: "Voi bambine un giorno sarete donne che faranno le pulizie in casa! Voi bambini, invecem sarete adulti che si trastulleranno con macchine e aggeggi vari". Ok, sto estremizzando, ma insomma tanto per capirci. Però io mi chiedo quanti di questi stereotipi sui maschi e sulle femmine non siano anche un po' naturali. Voglio dire, mio figlio di quasi 6 anni non ha mai guardato le bambole, ma noi non gli avremmo neppure proibito di giocarci, se avesse voluto. Con naturalezza si é sempre avvicinato di preferenza a auto, aerei, treni e trattori. Sua cugina di 4 anni adora bambole e principesse, ma nessuno gliel'ha imposto. Allora qual è il confine tra modelli che impone la societá e inclinazione naturale dei due sessi verso determinate cose? Domanda da un milione di dollari.
E, a parte questo, il film mi sembra interessante: un bel passo avanti rispetto ai sospiri di Cenerentola per il Principe in Calzamaglia!

Anonimo ha detto...

si, infatti col commento su shreck volevo solo dire che in generale l'animazione mi sembrava si stesse spostando dal modello di principessa zerbino del principe...e infatti così pare!

francy

marina ha detto...

In termini di genere la mia (poca) esperienza di mamma di quattrenne è questa: i primi giochi di mia figlia da me scelti sono stati libri, animali, costruzioni colorate. la prima volta che l'ho portata in un negozio di giocattoli, facendole scegliere un regalo (aveva 10 mesi e camminava da sola da poco) ha vagato sconcertata per un po' per poi avvinghiarsi (senza nessuna indicazione da parte mia) ad un passeggino x le bambole che ha portato con se' per tutta l'estate. Il primo giorno di asilo nido è impazzita per la cucinetta e le pentoline e già a un anno e mezzo nei bagni dell'asilo nido c'era un gran da fare a guardarsi e scoprire l'altro sesso. Non è credibile nè giusto, secondo me, nascondere le differenze. Ho letto anch'io l'articolo sul bambino canadese e mi era un po' dispiaciuto per quel bambino. Credo sia giusto lasciare liberi e incoraggiare qualsiasi inclinazione dei propri figli, non renderli estranei al mondo reale. Uomo e donna sono un concetto reale, non astratto. Ed è giusto che un bambino si senta libero di essere ciò che sente indipendentemente dall'anatomia, ma non per questo deve esserne all'oscuro. Mia figlia a 4 anni sa bene che l'amore ha mille sfaccettature, e che anche due uomini o due donne possono amarsi e non solo un uomo e una donna come mamma e papà, e questo è spesso frutto di litigi con gli amichetti, a cui invece è stato insegnato che solo il proprio modello di famiglia è "normale": e allora il problema va ben oltre le principesse e spiderman.
grazie chiara per darci spunti di riflessione e di confronto
marina

Pastafrolla ha detto...

Quando Viola e' nata, qui in Inghilterra, ho acquistato vestiti e accessori "neutri". Questo perche' personalmente non amo il rosa e anche perche' pensando ad un probabile secondo figlio magari maschio volevo assicurarmi che avrei potuto riutilizzare i vestiti. Poi mi e' nata un'altra bambina che ha continuato a vestirsi con quello che avevo: maglie arancioni o lilla' al massimo, blue scuro e niente rosa.

Questo fino a quando, l'anno scorso, ha visto una maglietta rosa con un drago verde gigante sul davanti, era nel reparto dei vestiti per maschi e lei l'ha voluta snobbando lustrini e magliettine "da bambina". Ora e' la sua maglietta preferita; pur essendo rosa, di femminile ha proprio poco. In parte sono certa che siamo noi adulti a dare un valore particolare a dei colori rispetto ad altri e che i bambini vengono condizionati da questo. Io mi sono spesso domandata se una maglietta rosa con il drago verrebbe effettivamente acquistata da una mamma per il proprio figlio (maschio!) nello stesso modo che io non mi faccio problemi ad acquistre una maglietta azzurra o da maschio per le mie figlie. Con la sua maglietta rosa con il drago, mai figlia seienne passa ore a giocare con le macchine o con la pista delle biglie. Ma anche con la barbie.

Riguardo alle principesse sotto i 6 anni, mentre e' vero che qui si ha un po' la fissa del dressing up da bambini (forse non avendo il Carnevale bisogna sopperire a questo desiderio tutto l'anno?!) e che all'asilo ci sono un sacco di vestiti da principessa o da supereroe, io le bambine le ho sempre mandate in jeans e maglietta e non hanno mai chiesto di essere vestite come l'amichetta. Se lo avessero fatto, a quell'eta', non credo le avrei assecondate facilmente.

Dopo l'asilo, la "uniform" o divisa della scuola ha assicurato che non ci fossero lotte mattutine su come vestirsi e che i bambini non vadano a lezione di "sfilata di moda" ogni giorno.

A dire il vero quello che a me spaventa di piu' non e' tanto il volersi vestire da principessa fino ai 6 anni, ma i vestiti che vengono proposti e anche acquistati dalle ragazzine sopra gli 8/10 anni, alcuni fin troppo "da grande". Oltre agli stereotipi di genere femminile/maschile, ci sono anche quelli che si aspettano che una bambina non sia una bambina ma una "mini-donna". Credo fosse l'anno scorso che si scateno' una critica feroce sulla stampa e da parte di associazioni di genitori per i "padded bikini" di una famosa catena di vestiti che si mettono oggi e si buttano domani tanto sono cheap (ma questo e' un altro discorso).
http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/retailandconsumer/7589004/Primark-withdraws-padded-bikini-tops-for-seven-year-old-girls.html

Lady ha detto...

Io ho creduto di essere un maschio fino ai 4/5 anni. Sì lo so che sembra strano ricordarsi di quell'età, ma ho ricordi ben precisi dei due tre anni. Quando mia nonna se ne andò. Dicevo... dal momento che secondo me ero un maschio mi vestivo da maschio. Ho cominciato ad esigere di scegliere i vestiti molto molto presto. Ovviamente tuta e scarpe da ginnastica. Sempre. Poi ad un certo punto la rivelazione... o nel mio caso lo shock di sapere la verità... OMG ma sono una bambina... Nooooooooo!!! Effettivamente non avevo il pisellino. ;-)
Mai indossato niente di rosa. Nè allora nè ora. Semplicemente volevo essere diversa dalle altre bambine. Non so se può chiamare già ricerca dell'identità a 8 anni... ma qualcosa del genere mi ha sempre accompagnato. Ovvero: di non perdere mai di vista la mia identità. Un po' lo devo anche ai miei. Che forse essendo ultima di 4 figli mi hanno lasciato quell'estrema libertà di cui godono gli ultimi figli.
E poi io adoravo quei cialtroni di hansel e gretel... ;-)

pollywantsacracker ha detto...

Io in generale non sono affatto contraria al rosa e alle principesse Disney, e non capisco bene quelle mamme che vorrebbero censurare rosa, Winx e femminilità. Voglio dire, io non sono una persona eccessivamente femminile e tantomeno leziosa, però le mie figlie mica sono la mia estensione. Io spiego, consiglio, intervengo, stop. Detto questo, I have a dream (cit): vorrei che la vita fosse il modello di media, pubblicità e quant'altro e non viceversa. E quindi sarebbe bello che loro ci danno il rosa perché noi vogliamo il rosa, e non che loro ci impongono il rosa e noi ci pigliamo il rosa. Se ci danno anche la ribelle perché piace alle mamme, va bene. A me, per dire, Tiana piaceva un sacco. Il suo principe gran coglione, al solito. ;)

GAB ha detto...

da appassionata di cartoon e film in animazione, non vedo l'ora di andare a vederlo! bellissima la protagonista, bellissima la chioma...ah, comunque da piccola il mio mito era lady oscar! non credo di aver mai osannato le principesse disney, e non amavo vestirmi da damina o fatina...forse ora i miei gusti sono un po' cambiati...sono curiosa di vedere marta che strada seguirà!

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

@Sakscia: sono d'accordo con te! I gusti dei figli li "condizianiamo" molto noi con battute e affermazioni. tanto è vero che di recente ho letto (purtroppo non ricordo la fonte perdonami) che solitamente quando ci interfacciamo con una bimba siamo portati a farle complimenti sull'aspetto o sui vestiti, mentre ai bimbi vengono fatti complimenti rivolti alla loro bravura riguardo a giochi e simili. poi c'è tutto il discorso dell'imitazione che secondo me è rilevante !!

Sabrina ha detto...

io odio quando in TV fanno la solita scontatissima battuta "smettila di lamentarti, non sei mica una femminuccia!" e non manco mai di far notare il mio disappunto agli uomini di casa!

Yumummy ha detto...

La mia nana 4 y.o. da almeno 2 pretende di vestirsi da sola (le concedo 2 opzioni tra cui scegliere, giusto per salvaguardare la coerenza con la stagione corrente) ma da subito ha rifiutato i pantaloni dicendomi "mamma, io non metto i pantaloni, sono una signorina io!". Ma la mamma li mette non la convinceva come replica; mi ha sempre preferito in tacchi e gonna. Ma chi glielo abbia insegnato lo ignoro, io mi vesto molto più spesso in jeans e sneakers. Io credo sia il loro istinto. Poi la fase passa, lei abbina jeans, cinturine, magliette e calze come fosse una stylist...mah.

Marta ha detto...

Io mi ricordo ancora un carnevale di tanto tempo fa: avrò avuto 5 anni, mia mamma mi aveva vestito da Biancaneve (che, dato il mio pallore era il personaggio più indicato) e a chi mi domandava dove fossero i 7 nani rispondevo: a casa con la diarrea.
Scusa il flasback,ancora sorrido per com'ero conciata (e la storia della diarrea poi non so dove l'avessi trovata)
a parte questa mia inutile parentesi,preferisco alle lagnose principesse Disney questa principessa qui! Una che è combattiva e che il bacio del principe se lo andrebbe a prendere lei invece che aspettarlo dormendo!
Poi si, che tutte le bimbe abbiano la fase principessa credo sia normale, chi più chi meno: io per esempio tolleravo solo Biancaneve perché fantasticavo che ai nani facesse fare le pulizie!
Credo che la bellezza delle principesse di ogni epoca stia nel fatto che rapprensentino un primo modello di femminilità con il quale confrontarsi e da reinterpretare secondo la propria personalità, creando mix assolutamente originali.

Anonimo ha detto...

Questa volta aspetterò, per leggere il tuo post. Da mesi evito accuratamente ogni trailer o commento su "Brave", ormai manca poco per godermelo al cinema :) .
Sicuro non lo perderò, dal momento che con questi film ci lavoro (non proprio quelli Pixar... ma prima o poi chissà!).

Però, posso dire? Trovo davvero triste che su film meravigliosi creati dalla Disney, si sia creato un così mostruoso merchandising.

Buon fine settimana, Wonder!

Cristiana

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara, come libraia ti suggerisco, in ogni caso, di far leggere a tua figlia le versioni originali delle fiabe, specialmente nella versione dei fratelli Grimm.

Non importa quanto possano sembrarti cupe o pulp (e ti assicuro che molte lo sono, sul serio), l'impatto che hanno sulla costruzione della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di superare gli ostacoli da parte dei bambini è incredibile, credimi; e scoprirai che spesso le "principesse" protagoniste, o le ragazze/bambine protagoniste, non sono affatto figure senza nerbo e senza personalità (l'esempio per tutti Hansel e Gretel: i due si salvano perché Hansel scaraventa la strega nel forno, ma Hansel riesce a liberarsi grazie all'astuzia ed all'intelligenza di Gretel).
Come seconda riflessione direi che mi trovo sostanzialmente d'accordo con Polly: aggiungo che noi stesse o la quasi totalità di noi è cresciuta con le principesse disney, sicuramente non in modo massivo come ora, certo, ma hanno fatto parte della nostra infanzia tanto quanto. Eppure questo non ci ha impedito di formarci una coscienza critica, una personalità ed un senso ironico ed autoironico nel sapere che il principe azzurro non esiste, i topi non parlano e che se vivi sott'acqua 7 giorni su 7, 24 ore su 24, presumibilmente non avrai mai quella ca...volo di criniera che esibisce Ariel ;). Anzi, ti dirò che paradossalmente ora c'è una maggiore scelta proprio per tutta la gamma di nuovi personaggi proposti dalla Disney (cosa che per noi era impensabile, cresciuti con Cenerentola, Biancaneve e Aurora). Cerchiamo di avere fiducia in loro, intervenendo se necessario e consigliando, ma senza farci prendere dalla smania di far diventare Merida l'eroina della vita delle nostre bambine SOLO perché piace a noi e ci sembra che sposi meglio quello che per noi, donne adulte e vaccinate che si sono fatte le ossa sbattendo la faccia nella vita, sia ATTUALMENTE, a 30, 40 o più anni il vero concetto di femminilità. Tanto prima o poi toccherà pure a loro sai ;).
Infine, e poi chiudo, mia figlia, che è una bambina della sua età, con le paturnie e le passioni delle bambine della sua età, mi ha detto "mamma, la mia principessa preferita è Belle, perché è bella, coraggiosa e le piacciono i libri come a me". Ecco, senza gridare al miracolo ed al genio sceso in terra, mi è sembrato un giusto ed accettabile compromesso.
Scusa la lunghezza.

Un saluto

R.

SuSter ha detto...

Ehi ma... quelli sono i MIEI capelli!!!

Silvia B. ha detto...

ma t'hanno pagato per questa recensione? Niente di male se fosse, però è abbastanza spudorata ;P

Anonimo ha detto...

Ciao Wonder,
l'ho visto giusto ieri!
Mi e' piaciuto molto, secondo me ha il giusto mix di comicita' e tenerezza. La scena della pesca e' dolcissima senza essere melensa.
Come ricordavi anche tu, un'ulteriore incentivo per andare a vederlo e' stato il cortometraggio iniziale (gli stavo dando la caccia da un po', sai com'e', Casarosa viene dalle mie parti).
In sintesi, non so dire per i bambini, ma per gli audlti consiglio entrambi.

Monica

zauberei ha detto...

Di costei anche i capelli mi paiono politicamente rivoluzionari ancorchè ficherrimi. cercheròlla.
Poi trovo interessante la cosa della genderizzazione forte all'alba vhe poi scema, da noi secondo me succede esattamente il contrario, per questo ci fottono. Da noi quando si litiga sul problema del rosa nelle bimbe è perchè lo si cortocircuita con la questione delle adulte disoccupate, e in effetti una se angustia. Tuttavia non so, i bambini hanno bisogno dei pari, sto imparando tramite pipik che a due anni già portava doni votivi alle ruspe, mi sa che la consapevolezza ha da venì dopo.

Anonimo ha detto...

Figlia 7enne, ormai 3 anni fa: "mamma, io sono una femmina, non una femminuccia tutta rosa e pizzi". oggi veste unisex, ma ha lo smalto viola ai piedi e le treccine afro. federica

Wonderland ha detto...

@zaub parlavo della 'principessitudine', come tendenza che soccombe, ma delle implicazioni successive puoi illuminarmi tu, che io sono alquanto ignorante in proposito e, credo, anche vittima della genderizzazione.
@R. grazie della bella riflessione. Leggere i libri è cosa ottima, ma non trovi alcuni classici un po' troppo cupi per i bambini piccoli?

Federica ha detto...

Ciao Wonderland,seguo il tuo blog da quando ti sei trasferita a Londra praticamente,perchè mi ci sono casualmente e piacevolmente imbattuta proprio mentre cercavo un informazione su questa meravigliosa città che ben conosco e che adoro ;)

Complimenti per il tuo stile e per quello che racconti,è sempre una piacevolissima lettura,che mi ha accompagnata anche negli ultimi giorni della mia seconda gravidanza che ho dovuto trascorrere purtroppo a letto,cosi mi ha fatto anche "compagnia" distraendomi un mondo in un momento difficile...ma ora tutto ok,il bimbo è nato e sta benissimo!!
Continuo dunque a leggerti con affetto;ho anche una bimba di 5 anni che è una "princess addicted" dai boccoli biondi(anche lei come Porpi)e dai colori svedesi,ma la cosa non mi dispiace affatto,anche perchè le principesse di oggi sono davvero molto più simpatiche e moderne(Rapunzel e Tiana come citi tu noi le adoriamo)e non mancheremo di vedere anche Brave e penso che insieme a tutte le altre formino davvero una bella squadra;la cosa che invece mi lascia davvero perplessa è il perchè la gente (le mamme spesso...)si preoccupano tanto delle principesse in rosa considerandole diseducative e frivole per le loro figlie femmine e invece i vari "Ben 10","Pokemon" ecc...ecc...per me assai più diseducativi poichè violenti e senza morale per i figli maschi, non se li fila nessuna?Solita inutile e antica "differenza" tra sessi e per me la vera diseducazione è questa...lasciamo dunque che i film della Disney ci continuino ad allietare senza tante inutili paranoie :) Un bacio e contiunua cosi. Federica

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara,

sulla cupezza di alcuni classici diciamo che dipende, anche se il discorso sarebbe troppo lungo e complesso e non voglio rubare spazio agli altri. Diciamo che quando parlo di fiabe mi riferisco a quelle rielaborate dai fratelli Grimm, mentre escluderei decisamente Andersen (i suoi protagonisti finiscono sempre male e non c'è alcun riscatto) e Perrault (guardacaso la Cenerentola disneyana si basa sulla sua versione).
In generale quello che riteniamo "cupo" è quello che percepiamo in base alla nostra visione adulta della vita, a quello che giudichiamo "bene" o "male", "brutto" e "cattivo" e naturalmente questo giudizio lo estendiamo ai nostri bambini ritenendo che anche per loro sia così. Ma non è sempre vero. Se ti dicessi che nel mio lavoro di libraia ho scoperto che l'animale più amato dai bambini è il lupo, eppure le storie con i lupi sono sempre quelle che i genitori tendono a non voler comprare, mi crederesti?
Per quanto riguarda le fiabe quello che i bambini percepiscono non è il mostro ed il drago, ma il fatto che il protagonista riesca a sconfiggere il drago: la migliore e più semplice definizione che io possa immaginare l'ha data proprio Roberto Benigni "le fiabe non ci insegnano che esistono i draghi, quello lo sappiamo già, le fiabe ci insegnano che i draghi possono essere sconfitti". Ed è vero. Se tu prendi la struttura classica di una fiaba ti accorgerai che è sempre simile. C'è un protagonista, spesso il più indifeso, il più vilipeso, il più apparentemente fragile, il quale, attraverso una serie di peripezie (prove) più o meno grandi riesce a raggiungere il traguardo, a riscattarsi, a guadagnarsi il suo regno dell' "e vissero felici e contenti" che costituisce il suo premio, la sua vita felice finalmente "sua", una vita di cui, indipendentementa dalla sua estrazione sociale, diviene "re" o "regina". Con le sue fate, i suoi mostri, le sue irrazionalità le fiabe raccontano il mondo dei bambini perché quello e' il mondo come lo vedono loro, ed e' per questo che arrivano dritte alle loro emozioni. Se ti fermi un attimo e chiudi gli occhi ti ricordi di quando eri piccola? Com'era il tuo mondo, non era assolutamente normale che fate, mostri e follletti lo popolassero? Non era quello il tuo linguaggio? Non pensare alle sorelle di Cenerentola che nella versione dei Grimm si vedono cavare gli occhi, un bambino non si spaventerà per questo ma constaterà la giusta punizione per chi e' stato malvagio e questo lo rassicurerà.
Ci sarebbe tantissimo da dire ancora e da approfondire ma mi fermo perché altrimenti andiamo decisamente OT rispetto all'oggetto del post (e poi io soffro di logorrea :) ). Un saluto.

R.

RETE ong ha detto...

Pensavo che questo film potesse essere proprio adatto per la prima di nostra figlia al cinema (a 4 anni). Magari visto quello che dici lo verifichiamo prima di portarcela.
Questo perché L. è in piena fase "principesse" dopo il primo anno di materna. Io sono stata cresciuta da madre femminista e per caso del destino avevo tutti amici maschi (i figli delle amiche di mia madre nel quartiere). Ho sempre detestato il rosa e giocato a calcio, ma non per questo mi manca femminilità adesso. Personalmente trovo il messaggio principesco molto irritante: starsene lì in attesa del principe azzurro, valutate solo per la bellezza... e continuo a non amare il rosa, che però arriva nell'armadio delle piccole tra regali e vestiti passati. Lascio che L. scelga da sola quello che vuole mettersi, purché adatto al tempo. Spero di lasciare un messaggio con l'esempio, gli stimoli, i libri e i giochi proposti e selezionati. Il papà è molto più morbido di me e abbiamo appena avuto una discussione su un'orrenda tazza con le principesse disney comprata all'autogrill! Il punto è che vorrei che L. non attraversasse questi anni così importanti pensando che conti solo quanto sei bella. E che coltivi anche altri interessi oltre all'aspetto, che le restino magari. Trovo che i giochi e i vestiti diventino sempre più sessuati e in un certo modo, modello forse anglosassone: mi ha colpito come la Lego pubblicizzasse negli anni '80 una bimba con maglietta arcobaleno e jeans che crea grandi costruzioni, e adesso faccia uscire Lego friends per le femmine, con tanto di salone della parrucchiera. Ma L. l'ha capito che preferisco le astronaute alle principesse.

anto i viaggi di maya ha detto...

a mia figlia, 3 anni e 2 mesi, da poco ho iniziato a leggere le fiabe classiche, e più che dalle principesse è attratta dalle streghe. Poi si rifiuta di guardare i cartoni, che magari le propongo su youtube, proprio per paura delle streghe.
Ma Rapunzel... quella no, la adora, ma prova anche dispiacere quando la strega-madre muore.
interessante la tua presentazione.

Stella ha detto...

Mi è piaciuto moltissimo il penultimo commento; discutevo proprio qualche giorno fa sui danni che la melensificazione e l'indoramento della pillola nelle fiabe possono produrre. Smussare i cattivi, occultare le morti, non parlare della paura e del dolore (dentro un racconto, naturalmente, non nella vita reale, perchè è quella del simbolico/fantastico la dimensione nella quale un bambino può digerire questi temi), non aiuta i bambini a crescere più felici, ma insegna loro che di queste cose, che pure accadono e che sentono, non si può parlare.

Tra l'altro di Raperonzolo e delle sue possibili interpretazioni psicologiche avevo parlato anche io in un post. Guardando gli ultimi lungometraggi animati che sono usciti a me sembra che già da un po' tiri un un'aria ben diversa!

https://artedelcambiamento.wordpress.com/2011/01/28/raperonzolo-e-la-separazione-individuazione/

Sono curiosa, ora, di vedere questa Merida...

Scake ha detto...

Sono in ritardo. L'ho visto stasera ad Edimburgo a 2,50 sterline i bambini e 4,50 gli adulti non so se mi spiego.....
Sul discorso di maschi, X e femmine, sul lasciare liberi i bambini di esprimere la loro sessualita'...i miei figli non hanno mai avuto questo problema di identita'...e peso parecchio sulla casistica visto che ne ho 5 ( dagli 11 ai 4 anni)!
Volevo solo dire che io mi sono goduta questo film per tutti gli aspetti messi in evidenza nel post.
Ho pianto tanto quando Meridan ha coperto l'orso con l'arazzo credendo di aver perso la sua mamma perche' anch'io sono sempre stata una cosi' con mia madre (certo non e' che mia madre fosse l'immagine perfetta della regina di Scozia....) e sapete una cosa? I nostri figli che non conoscono l'inglese e quindi non hanno capito un tubo di tutti i discorsi sul coraggio (secondo me la traduzione "ribelle" e' letteralmente sbagliata nonche' fuorviante soprattutto ascoltando il discorso finale di Meridan) alla fine del film mentre ci vestivamo sono tutti venuti a darmi un bacetto cosi'...senza motivo...tutti quanti.
Abbiamo vissuto questa storia sulla stessa lunghezza d'onda, per questo me lo ricordero' questo "Brave".
Scake

Anonimo ha detto...

Pronta ai blocchi di partenza: domani porto la mia Emma, 5 anni e mezzo a vedere Brave!! Abbiamo guardato insieme alcuni pezzi nei trailer ufficiali ed in effetti alcune scene mi sembrano un po' violente.. Cercherò di spiegarle passo passo quello che succede. Sono quasi più eccitata di lei :D
Patty

Azzurra ha detto...

Sai qual è una "principessa" (più o meno)Disney che ho sempre amato??? POCAHONTAS!!! Totalmente indipendente, anzi è lei a salvare l'uomo!!! Il mio idolo!!!

perdentedisuccesso ha detto...

...bel filmino visto con un piccolo di quasi 5 anni...(una kazzata portarlo..)...urlando PAURAAAAA !!!..mi è scappato fuori dalla sala.. e dritti a casa..

perdentedisuccesso ha detto...

...bel filmino visto con un piccolo di quasi 5 anni...(una kazzata portarlo..)...urlando PAURAAAAA !!!..mi è scappato fuori dalla sala.. e dritti a casa..

Sheireen ha detto...

Per un punto di vista diverso, la mia non-troppo-entusiasta recensione di brave:
http://sheireenswords.blogspot.it/2012/09/brave.html

Anonimo ha detto...

Ciao, a me Brave è piaciuto moltissimo per il rapporto madre-figlia in cui io, ovviamente come madre, mi sono identificata :P (OMG!)
Non condivido l'opinione in base alla quale questo film propugna un modello nuovo di principessa autonoma ed indipendente rispetto alle altre. In realtà, se vogliamo essere precise, ancora più autonoma ed indipendente, nel vero senso della parola, è Belle de La Bella e la Bestia, che rifiuta di sposare l'uomo più bello e conteso del paese - rifiuta il matrimonio - per cercare la sua strada (e Belle non vive per trovare l'amore, "io voglio vivere di avventure" è la prima canzone che canta, sentendosi incompresa dal resto del villaggio che la considera "strana" perché ama leggere, ad esempio, o stare da sola).
Merida è pasticciona e testarda e non considera le conseguenze delle sue azioni, ma alla fine si riscatta comportandosi da coraggiosa per aiutare la madre e così facendo prende veramente in mano la sua vita, perché si assume la responsabilità delle sue azioni: di qui sarebbe stata opportuna la traduzione corretta del titolo, che invece in italiano - ribelle - è fuorviante.
Concludo dicendo che tanto le caratteristiche caratteriali salienti di Merida sono tali e ravvisabili in molte bambine sulla soglia della preadolescenza e dell'adolescenza, che le bambine che ho portato si sono tutte identificate in lei immediatamente, benché in assenza di una storia d'amore ed in presenza di una principessa dalla fisicità completamente diversa dalle altre. Ed anche questo secondo me è significativo. Un saluto Laura

Anonimo ha detto...

Mah, francamente a me le principesse non spaventano affatto, mia figlia, 5 anni, ha ben chiara in mente tra realta' e finzione, e le piace giocare a "far finta di" (e so che questo gioco alla sua eta' e' caldamente raccomandato anche dagli psicologi). Mi preoccupano di piu' le Barbie (che qualcuno le ha gia' regalato, purtroppo), e che considero un male inevitabile, e ancora piu' personaggi tipo Hannah Montana e simili personaggi di telefilm americani, che molte bambine piccole gia' pretendono di imitare.

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