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mercoledì 19 settembre 2012

Quella volta che ho incontrato Ken Follett...

foto di Alessio Jacona
Prima di parlarvi di Ken Follett, devo fare una breve introduzione.
Quando le cose si fanno serie, abbasso di default il livello delle mie aspettative.
Ero una bambina che si preparava con una dose eccessiva di impegno per qualsiasi evento, fosse una gita di fine anno (preparo-i-vestiti,lo-zaino-,caramelle-per-tutti,walkman-col-doppio-spinotto) una recita alla quale tenevo molto (ripeti-millemila-volte-la-parte-e-per-sicurezza-impara-anche-quella-della-tua-amica), un esame importante (fatti-un-piano-di-ripasso-e-muorici-sopra) e alla fine, vedendo che gente molto meno preparata di me si godeva le cose ugualmente, mi sono inconsciamente votata al FAI MENO (questa è anche una cit. per mia sorella).
In circostanze eccezionali, non preparami dava al mio stupido cervello l'impressione di non avere a che fare con qualcosa di serio. Non avere a che fare con qualcosa di serio, mi tranquillizza. Quando sono tranquilla, e improvviso invece di presentarmi molto preparata, solitamente sto meglio.
Non dico che rendo di più, ma sto meglio.
Insomma, questa cosa del FAI MENO è diventata un orribile modus operandi che mi sono portata dietro negli anni, prevalentemente negli aspetti non lavorativi della mia vita (lo dico per la pace interiore dei miei clienti in lettura di questo post: non è vero, faccio tantissimo quando vengo pagata. giuro!).
Purtroppo, è anche la modalità in cui si è settata il mio cervello quando mi hanno detto 'incontrerai Ken Follett'.
'Incontrerò chi?'
'Ken Follett.'
'Sì, non sono sorda, volevo chiedere nuovamente se è vero che mi troverò al cospetto di un produttore sano di bestseller mondiali, quello de I Pilastri della Terra, lui medesimo.'
'Sì.'
Ecco, l'emozione era talmente tanta che l'unico modo che la mia testa aveva per tranquillizzarsi era il benamato FAI MENO.
Per questo, mi sono presentata all'appuntamento al Charlotte Street Hotel con la mia bella gonnellona verde smeraldo, una tshirt di Threadless, ballerine di brillantini d'oro e niente che si avvicinasse minimamente a un registratore o una macchina fotografica.
Soprattutto, senza aver letto l'ultimo libro di Ken Follett, quello del quale era venuto a parlarci: L'Inverno del Mondo, secondo capitolo della Century Trilogy.
Intendiamoci: Mondadori me l'aveva spedito due giorni prima e mi sono detta: che faccio, me lo leggo a razzo saltando qua e là per capire almeno 'de che stiamo a parlà', oppure confido nella disperazione ispirata originalità delle domande di chi non sa di cosa stiamo parlando?
Indovinate.
Grazie al cielo i miei compagni di intervista erano ben più preparati di me (tipo Alessio Jacona, grazie al quale posso pubblicare queste foto. Questo il suo account Twitter se volete dirgli ' bravo, belle foto'. Gli altri erano Barbara Sgarzi, Mafe De Baggis, Gabriele Ferraresi, Filippo Pretolani).
Dunque, che stavo a dì?
Ah: Ken Follett.
Dunque, l'aspetto che ha un uomo da svariati milioni di copie (130 per la precisione. ripetetelo: centotrentamilioni.) è quello di un distinto uomo inglese di mezza età - calcolando la mezza età su quell'equazione per cui oggi un quarantenne è un 'ragazzo' - che si presenta vestito di tutto punto nella sala dell'Hotel con un sorriso amichevole.
Ken Follett è simpatico e molto intelligente, mai impreparato ad alcuna domanda.
foto di Alessio Jacona
Lasciando le questioni relative al libro a chi l'aveva già letto, mi sono concentrata su alcuni aspetti della sua vita di scrittore rispetto ai quali ero particolarmente curiosa, ma ho anche - come avrete visto - lanciato appelli su Facebook e Twitter in modo da lasciare anche la parola a chi, tra i miei lettori, è fan dello scrittore. Mi sono arrivate tantissime domande, e ho cercato di usarne alcune nel corso dell'intervista.
Per quanto mi riguarda, ero molto interessata aspetti relativi alla nascita di un bestseller nell'era del 2.0
Ho recentemente letto un'intervista a Zadie Smith che, nei ringraziamenti del suo ultimo libro ha citato un'App come Freedom (qui un approfondimento), nata per bloccare a chi la installa l'accesso ad alcuni siti, specie social network, per un determinato periodo di tempo. Questo le ha permesso di ritrovare concentrazione senza distrarsi tra un sito e l'altro.
La mia prima domanda a Follett è quindi stata:
Qual è il suo rapporto tra Internet e scrittura, considerando che non solo è un attivo utente di Twitter, ma - ambientando in precisi periodi storici i suoi libri - probabilmente, usa anche la rete come strumento di confronto e ricerca? Installerebbe un'App come Freedom?
Uso molto la rete per documentarmi, Internet ha rappresentato una rivoluzione nel modo in cui faccio ricerca, in modo ovviamente positivo. Non penso che per me rappresenti uno strumento di distrazione, anzi: è sempre una risorsa preziosa e non userei un'App per bloccarla.

Nonostante la sua scrittura sia molto 'pulita', i suoi romanzi sono molto complessi a livello di struttura, chiamando in causa moltissimi personaggi di fantasia, che si muovono in periodi storici reali. Rimane fedele al 100% alla trama che ha pensato all'inizio, oppure nel corso della stesura del romanzo è disposto a lasciare che i suoi personaggi la 'sorprendano'?
Di solito rimango molto fedele alla trama iniziale. Non la modifico molto, semmai la miglioro: ad esempio, due personaggi che avevo immaginato incontrarsi in modo casuale possono invece incontrarsi per una ragione. Può succedere per altri piccoli dettagli, ma solitamente non va ad influenzare quella che è la struttura della storia, sulla quale lavoro mesi.

Sempre a proposito di personaggi: quando scrive le capita mai di ispirarsi a qualcuno che conosce?
Non completamente, diciamo che prendo piccole parti da persone che conosco. Ad esempio, nell'ultimo libro della trilogia ci sarà un personaggio che emigra in America, viene assunto nell'azienda dei suoi sogni ma, due mesi, dopo viene chiamato per partire in guerra. E ci va pure, anche se non è la guerra del suo Paese. E' quello che è successo ad un mio amico. Da lui, però ho 'rubato' solo quell'episodio, questo personaggio non gli somiglia e non avrà un futuro simile al suo.

Qual è il suo periodo storico preferito, e ha già scritto un libro ambientato in esso? (domanda suggerita da Perlescale via Twitter)
Sì: I Pilastri della Terra. Il Medioevo mi affascina moltissimo, a quell'epoca le persone vivevano una vita durissima: tantissimo lavoro e fatica, nessuna comodità, pativano il freddo e la fame, eppure al tempo stesso erano alle prese con le loro vicende quotidiane, e sapevano anche creare opere di grande bellezza. Non a caso, ne I Pilastri della Terra, parliamo della costruzione di una cattedrale.

Alcuni dei suoi romanzi, come I Pilastri della Terra, hanno avuto adattamenti televisivi e cinematografici. Ha mai pensato di scrivere sceneggiature, dal momento che leggere i suoi libri è un po' come entrare in un film? (domanda suggerita da Alessia Guazzi via Facebook)
E' vero, l'impressione è questa perché scrivo in un modo che permette al lettore di 'vedere' le scene che descrivo, che poi è anche il mio obiettivo. In passato, all'inizio della mia carriera, ho sceneggiato alcune puntate di un telefilm polizesco della BBC. In realtà, però, mi riesce meglio raccontare con le parole che non con le immagini, ecco perché mi ritengo migliore come scrittore che non come sceneggiatore. E poi, gli scrittori sono pagati meglio! (ride)

Per tutti quelli che lo chiedevano: no, probabilmente I Pilastri della Terra non avrà un seguito.
Ma intanto consoliamoci con la Century Trilogy, che arriverà fino agli anni 60 e sta portando Ken Follett davanti a una sfida del tutto nuova: quella di raccontare la storia contemporanea, le guerre e gli eventi che sentiva raccontare da bambino e da ragazzo.
Se smetterà mai di scrivere? Io credo di no, visto che alla domanda di Gabriele Ferraresi 'cosa farebbe se non scrivesse?' ha risposto composto 'oh, probabilmente nel giro di sei mesi sarei un ubriaco!'.

Due consigli, per concludere questa intervista.
Se leggete l'ultimo libro di Ken Follett, L'Inverno del Mondo, non dimenticate di dirgli via Twitter se vi è piaciuto!
Aspirate ad essere voi il prossimo 'produttore di bestseller'? Allora date un'occhiata al suo sito, perché mette a disposizione tanti consigli per aspiranti scrittori.

E ora, beccatevi 'sta foto di me(modalità 'castoro felice')&Ken.
Grazie a Gabriele Ferraresi per la 'nice capture' :)
Leggete anche le belle interviste di Barbara su VanityFair e Gloria su Critica Letteraria.

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158 commenti:

Siboney2046 ha detto...

Ho letto solo I giganti della terra e mi è piaciuto molto. Devo ammettere che avevo notevoli pregiudizi verso di lui proprio perché è uno scrittore da milioni di copie. Non posso dare un'opinione su tutta la sua produzione, ma quello che ho letto è davvero un ottimo romanzo, ben strutturato ed avvincente!

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

ciao, purtroppo non sono una fan di ken follet, quindi non posso approfittare del tema di oggi, ma in ogni caso mi godo come sempre lo "spirito" del post. in realtà invece, sarebbe possibile sapere da dove viene l'intervista a zadie smith? di lei infatti ho già letto due romanzi e li ho apprezzati tantissimissimo... anche per il fatto che li ambienta a willesden (dove ho rincontrato il mio attuale compagno) e ad harlesden (dove abita una delle mie migliorissimissime amiche!!! grazie, baci :)

Silver Silvan ha detto...

Ma é incredibile! E' la sosia perfetta della mia amica Lucia!

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

PS volevo postarti questo annuncio su twitter, ma non credo che ti sia sempre facile leggere tutti quelli che ti scrivono, quindi per semplicità lo aggiungo qui:
http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAX_2&FRM=Frame:MAX_27&RW=1253&RH=1346
Corporate & Advertising position alla mitica Magnum Photos... magari essere esperta del settore!!! però credo che per te sarebbe perfetto.
ancora ciao

MarinaM (Ricette Reali) ha detto...

no, neanche io sono una fan di Ken, ma ho apprezzato comunque moltissimo la tua intervista che non so come definire, "destrutturata", "degiornalistizzata", non so insomma mi è piaciuto molto il tuo approccio al personaggio.
complimenti.

Aristogatta ha detto...

Bel colpo Chiara! Post letto tutto d'un fiato perché mi piace molto Ken Follet. Se me lo fossi ritrovato davanti, da brava aspirante scrittrice, credo mi sarei trasformata in una stalker molesta!

Cappuccino e Baguette ha detto...

Ma poi, la questione del FAI MENO, ha funzionato anche stavolta? No perché altrimenti, da portatrice "insana" di ansia e "control freak" quale sono, la prendo come filosofia di vita permanente...;-)

laura ha detto...

Ciao,per chi come me ha amato "I pilastri della terra", il seguito c'è, ed è "Mondo senza fine".
;)

Anonimo ha detto...

Certo che le tue foto sono moltoooooooooo più' belle!

Anonimo ha detto...

Di Ken Follett vi consiglio un racconto, tradotto in italiano col titolo "Nessuna Conseguenza". provatelo: è semplice e geniale. E agghiacciante. Saluti a tutti. Francesco Spisani Mestre.

mafalda ha detto...

Ho letto due volte i pilastri della terra, che a parer mio è il suo miglior libro. Che bella soddisfazione incontrarlo di persona!
P.S. Sorridi più spesso nelle foto, la modalità castoro ti dona :)

alessia-pizzaefichi ha detto...

Nooooooo una mia domanda a KEN FOLLETT!!!!Io sono una sua adoratrice, I pilastri della terra è il mio romanzo stra-preferito, quasi quasi me lo rileggo...forse è meglio se invece di rileggerlo per la 6 volta mi dedico al nuovo romanzo ^_^ Grazie Wonder mi hai reso felice

emme ha detto...

dai... ma che bella emozione! forte!
:)
emme

Chiara ha detto...

Ciao Wonder... è il mio primo commento, ti ho "scoperta" da un pò e mi hai incuriosita... complimenti per tutto! Adoro leggere, letteralmente. Ho letto anche alcuni libri di Ken Follet, primo fra tutti Mondo senza fine, che è appunto il seguito di Pilastri della terra.Quindi c'è:) Cmq gran bel post. A presto,
Chiara

sternflammende ha detto...

Ciao!
Farò la voce fuori dal coro e verrò sbranata dalle ancelle, ma volevo chiederti come mai sei stata scelta per un'opportunità del genere: sei una personalità che ha tanto seguito nel digitale e nell'ambito dei social media, quindi non pensavo che intervistare un autore quale Ken Follett rientrasse nel tuo ambito.
Significa questo che la gavetta nel "mondo reale" è morta e che un sito molto seguito vale come biglietto da visita universale?

cinzia ha detto...

Ho praticamente imparato a leggere con Ken Follet, in casa mia sono gli unici libri che trovo quando finisco i miei da leggere! Dovrei ringraziarlo perchè grazie a lui so sempre cosa regalare a mio padre!!
"I pilastri della terra" ce l'ha già un seguito! Si chiama "Mondo senza fine"!

Wonderland ha detto...

@sternflammende non capisco cosa intendi dicendo 'la gavetta è morta', come se incontrare Ken Follett fosse un lavoro retribuito. Comunque lavoro nel giornalismo e nella comunicazione dal 2001, ovvero dal mio secondo anno di Università. Di gavetta, credimi, ne ho fatta parecchia.

Francesca ha detto...

Dai Wonder allora il tuo inglese e' assolutamente di tutto rispetto sei hai intervistato Ken Follet, perché un conto e'prepararsi le domande, ma capire anche le risposte e' tutta un'altra cosa!!! Quindi brava! (sono del settore, e' per questo che te lo dico). Detto questo, a me lui non piace per niente nonostante sia una accanita lettrice, pero' la tua intervista mi e' piaciuta, e' nel tuo stile. A proposito, la troviamo "solo" nel blog?

Rebecca ha detto...

1. L'occhiale nuovo per l'occasione era stupendo;
2. Mi autorizzi ad attaccare per casa post-it con scritto "FAI MENO" ???;
3. Nemmeno sto post, che rispecchia molto la tua vita professionale, che è ben distante dal mio lavoro (che spero che pian piano diventi davvero una professione :-) ), è "noioso"... BRAVA

LaValigiaDiAlice ha detto...

Complimenti! Confesso che non ho mai letto un libro di Ken Follett, non è un genere di letteratura che mi attrae (ma mai dire mai, potrei cominciare e scoprire che mi piace...). Ho letto però la tua intervista, divertente e interessante! Elisa

radio sirena ha detto...

Brava e bella come sempre! Sono molto felice per te, che emozione!!
P.s.sono sempre io, la sirena libanese ;)

Anonimo ha detto...

Per parecchia gavetta intendi lo stage non retribuito che hai fatto dopo la laurea in scienze della comunicazione? Ti prego dimmi di no, perché quello lo fanno TUTTI. Quindi scusami, ma sei giornalista professionista, col tesserino? O pubblicista? Perché a definirsi giornalista freelance si fa abbastanza presto...per chi scrivi? Non credo sia un tabù parlarne...scusami ma non ho mai letto niente di tuo extra blog, a parte aver sentito che hai una rubrica su Cosmopolitan.

Anonimo ha detto...

....perdonami, sono Giorgia. Non ho un account google e mi sono dimenticata di firmarmi.

CherryBlossom ha detto...

Ma il seguito dei pilastri non e' Mondo senza fine? Oppure intendevi un secondo libro con Jack e Alina come protagonisti? Comunque bella intervista! Io di Follet ho letto tantissimo, i miei sono suoi grandi fan, ma non e' che abbia amato tutto alla follia. Di sicuro i migliori sono quelli storici.

Wonderland ha detto...

@Anonimo (che immagino tu sia quello sopra) ma davvero vorresti che io mi mettessi qui a elencare il mio cv??? Ti consiglio solo di avere più fiducia nell'ufficio stampa di Mondadori, che mi ha invitata all'evento, al quale ho volentieri partecipato. Puoi chiedere a loro, se tante volte hanno pescato la mia email nel file 'stagisti retribuiti del 2006', ma così, a occhio, mi sa di no. Ma possibile che devo giustificare tutto quello che scrivo qui? Che è quest'accanimento?

Anonimo ha detto...

Ma come sarebbe "no, probabilmente I Pilastri della Terra non avrà un seguito"? C'è dal 2007 e si chiama "Mondo senza fine"!!!

Wonderland ha detto...

Scusate, mi sono espressa male: inteso come seguito della saga.

pollywantsacracker ha detto...

Che emozione Wondy!

Condivido appieno la modalità di lavoro "cazzona". Sono fermamente convinta che le idee belle e creative vengano quando si esce fuori, si guardano le persone, si sfogliano i libri di animali, e semmai ci si ubriaca abbestia per vedere quello che normalmente non si vede. Poi si torna a casa, pieni di vita e di idee, ci si mette a lavorare e se c'è il tempo, anche a studiare e a prepararsi, che è sempre una cosa bellissima. Ma se vuoi scrivere, non puoi trovare la creatività solo facendo ricerche.

Sara ha detto...

Posso dire una cosa? Penso che Giorgia intendesse semplicemente chiedere se Wonder è una giornalista iscritta all'albo, non certo che elencasse il CV !!
Io non l'ho letta come un'accusa o chissà cosa...ma forse ha storto il naso di fronte alla parola "gavetta", nel senso che tutti i giornalisti professionisti hanno fatto la gavetta, così come tutti l'hanno fatta durante l'università

Wonderland ha detto...

Sara e Giorgia, non sono iscritta all'albo perché, nonostante avessi accumulato l'esperienza necessaria nei 4 anni (dai 21 ai 25) durante i quali ho lavorato come giornalista, pensavo che i miei piani nella vita fossero altri, e mi sono lanciata nel settore della comunicazione.
Ma a parte tutto, non mi hanno chiamata ad intervistare KF perché giornalista, ma perché BLOGGER. Se notate, la metà degli altri partecipanti ha la stessa qualifica. Volete andare anche sui loro blog a chiedere se hanno o meno il tesserino? Il giornalismo e la comunicazione sono cambiate, il che significa che la gavetta può anche non essere 'classica'. Poi certo, sempre questione di fortuna, talento, tigna, chiamatela come vi pare. Spero di aver risposto alle vostre curiosità.

Anonimo ha detto...

Che mito che sei mi sento quasi lusingata di avere la possibilità di scrivere un commento nel tuo blog.
Se hanno chiesto anche a te di incontrare Ken Follet evidentemente sei diventata una grande giornalista, e ripeto per me sei GIORNALISTA. sai scrivere di tutto e in un modo fantastico. al passo con i tempi moderna, ma seria e frizzante al tempo stesso.

Complimenti, brava!
Daniela

Vale - SaleQuBi ha detto...

Grande Wonder!! Leggo Ken (beh ormai dopo tutti i libri che ho letto mi sento in confidenza) da anni e lo trovo sempre appassionante.
Sto tentando di finire La caduta dei giganti e poi mi acchiappo l'altro.
E' che non avendo ancora ceduto agli ebook mi tocca leggerlo solo a casa per evitare di girare col trolley sui mezzi...

Sara ha detto...

La mia era solo una considerazione, non c'è mica da prendersela!
Forse Giorgia si era solo chiesta, visto che spesso usi la parola "freelance", se fossi una giornalista iscritta all'albo. Così ho intuito io almeno.
Sul fatto che tu ed altri siate andati come blogger, io non ho mica nulla da dire!

sternflammende ha detto...

Dunque, su tua stessa ammissione, il concetto di "gavetta" è cambiato: è legittimo, i tempi sono cambiati e la carta stampata sta morendo. Ma c'era bisogno d'indignarsi davanti alle perplessità sollevate?
Forse sono ingenua, ma spero sempre che l'impegno venga sempre premiato e privilegiato rispetto alle cosiddette botte di culo. Sono retrograda?

sternflammende che non riesce a loggarsi

Wonderland ha detto...

Sternetc. ho detto che il concetto di gavetta è cambiato, non che non si faccia gavetta. Non è tutto questione di botte di culo, perché con la botta di culo te la cavi una volta sola. A meno che tu non sia un bottadiculista di professione. Gente che, credimi, ha tutta la mia invidia.

Anonimo ha detto...

Chiara, senza leggere i commenti mi sono chiesta pure io perchè chiamarti ad intervistare Follet. Non perchè penso che non te lo meriti, non sta a me giudicare. Mi sembrava una scelta impegnativa, tutto lì, insomma ok gavetta e quant'altro ma Follet è Follet. Era un incontro per blogger, ok l'hai poi spiegato sotto, e ho capito anche il contesto dell'intervista.
Non farmi credere che anche qui tutti i commenti che non iniziano con WOW FIGO CHE BRAVA vengano letti come moti insurrezionali, dai, a volte è semplice perplessità e curiosità....

Mich

Elisa ha detto...

@Daniela Scusami ma senza nulla togliere a Wonder che per carità scrive bene, si legge bene e piacevolmente, ha tante belle qualità, ma per diventare un GRANDE giornalista penso che non basti una vita intera di esperienza!!
Non esageriamo per favore!

Serena [verdepomodoro] ha detto...

io nn ho mai letto Ken Follet, però il Finn adorerà la tua interview.... lui li divora!

pesopiuma ha detto...

Mi prendo la libertà di dirti che sei la più figa figherrima del mondo dei figherrimi. Ti invidio e sei eccezionale. E le botte di culo, se arrivano, vanno meritate e sfruttate, mica semplice. C'è gente che se le perde per strada. (vedi: me) La prossima vita rinasco te. M-i-t-i-c-a.

Anonimo ha detto...

Scusate io non ho capito una cosa, cercate la pagina, vi connettete, leggete, insomma dedicate del tempo al blog, e poi ve ne uscite con commenti del tipo "Non capisco come mai ti offrano queste chances lavorative, visto che non sei tutto 'sto mostro di bravura..."
Permettetemi due domande. La prima "Perchè spendete il vostro tempo a leggere Wonder, se non è chissà che?" Leggete articoli di altri giornalisti, scrittori, blogger ecc.
La seconda "Siete consapevoli che siete voi a darle queste chances?" Cioè mi sembra chiaro che se le vengono offerte opportunità come questa dipende dal fatto che il suo blog sia seguito, che riceve diversi contatti, commnenti. E' la conseguenza del fatto che ha pubblico e seguito, altrimenti non se la filerebbe nessuno, brava o non brava che sia. Se non volete che abbia queste opportunità di carriera, non alimentate il meccanismo che le genera!

Comunque a me piaci Wonder, indipendentemente dal tesserino... che poi 'sta fissa per titoli e etichette proprio non la capisco... ci sono giornalisti con tesserino che fanno pietà, però "sono giornalisti". Te che hai comunque esperienza e i requisiti per l'accreditamento saresti 'na pora scema solo perchè non sei andata fino in fondo...
Che poi è una curiosità mia, per carità, ma ci sono costi per avere il famoso tesserino? Si ottiene in modo trasparente o è il solito meccanismo italiano della conoscenza giusta che fa la differenza? No perchè se è così posso anche capire se qualcuno rinuncia ad ottenerlo eh!
Vi

Anonimo ha detto...

ah ma allora mio figlio non è che non studia, è in modalità FAI MENO !
complimenti per l'intervista, sto ken è veramente un piacione !
GG

claudia ha detto...

Se non è una gran botta di culo intervistare uno scrittore del quale non si conosce e non si è letto assolutamente nulla (come hai ampiamente dimostrato), scusa che cos'è??? Non capisco perchè te la prenda tanto, poi, se ti si chiede se hai il tesserino, visto che tu stessa scrivi nei tuoi profili "giornalista". E per esserlo bisogna possedere determinati requisiti, come ben sai. Non è una questione di lana caprina, è come se io mi spacciassi per professoressa avendo "solo" una laurea in lettere. Un po' di modestia, a volte, non guasta...

Anonimo ha detto...

Grazie a Sara, evidentemente mi sono espressa male o sono stata fraintesa...la mia curiosità era semplicemente quella di sapere se sei pubblicista o professionista, dato che dire freelance è un pò vago. Il fatto è che "conoscendo" la tua carriera professionale perchè ne hai sempre parlato ed è anche nella sezione FAQ del blog (oltre che su linkedin, in modo molto dettagliato), sorge spontaneo pensare che tu abbia tutte queste opportunità solo grazie al blog, infatti ti definisci giornalista freelance proprio dal 2008. E' quindi il blog che ti ha dato l'opportunità di diventare giornalista, non le 15 ore passate in una redazione a farti il mazzo. Questa per me è botta di culo, che ti ha permesso di conoscere le persone giuste tramite i social network o il blog, che ti invitano a certi eventi. E' probabilmente a questo che si riferiva una ragazza del commento qui sopra quando diceva che un blog molto seguito vale come biglietto da visita universale. Che di base, pensando alla tua storia, pare anche a me vero. Poi è ovvio, sei brava, sai "vendere" molto bene te stessa e il blog, questo è indubbio. E certo in fondo non hai mica fatto niente di male, solo penso che chi davvero ha fatto una dura gavetta nel mondo del giornalismo (NON sono giornalista!!!!! :-)) o in qualsiasi altro settore possa pensare "oh ma guarda questa qua".
E non prendertela, davvero. Mi paiono considerazioni sensate fatte da chi segue il blog da tanto tempo (non conosco gli altri blogger che erano con te all'incontro quindi non posso esprimermi su di loro) e qualche domanda in proposito, giustamente, se la pone.
Giorgia

Sara ha detto...

Giorgia io avevo capito la tua perplessità subito e onestamente non mi pareva nemmeno fosse stata espressa in maniera cafona od offensiva, non capisco perchè prendersela.
Non c'è nulla di male a fare un'intervista in qualità di blogger, come non c'è nulla di male se molte opportunità sono scaturite in seguito al blog, però come dice Giorgia è lecito pensare che forse non siano state dovute a intere giornate passate a farsi il culo in un giornale (poi magari questo Wonder lo ha fatto davvero, come tanti altri, ma se non ci fosse stato il blog le avrebbe avute ugualmente?forse sì o forse no)
E comunque, che ci piaccia o no, per definirsi commercialista, o avvocato, o medico etc... bisogna essere iscritti all'albo relativo, indipendentemente da aver preso la laurea e da quanta gavetta si è fatta e quanta esperienza si ha, altrimenti io posso prendere per diletto la laurea in giurisprudenza e dire che sono avvocato.

Zia Atena ha detto...

Ma che noia signori... possibile che non si riesca ad essere un po' obiettivi..
Tra quelli che partono con l'osanna e quelli che aggrediscono senza motivo il livello dei commenti scende vertiginosamente.

Non amo Ken Follett, anzi non lo conosco e trovo semplicemente interessante leggere un'intervista a lui ...sarebbe bello chiedere a Wonder altre curiosità su di lui..anzichè stare qui a fare i conti sui CV della gente e sulle botte di culo vere o presunte..

A me per esempio è venuta la curiosità di sapere se anche prima di un'intervista con un omone del genere ti viene quella maledetta voglia di scappare.. come prima di un esame..

SirioUFO ha detto...

Ora, ho letto domande che hanno un loro senso... una serie di "flame" che non hanno molto senso... ma secondo me bisognerebbe riflettere sul fatto che non lo ha chiesto lei di partecipare... è stata invitata.
Botta di culo? chiamata post gavetta? chissenefrega?
E' stata chiamata, è andata, ha fatto bene. Live and let live. ;-)

Anonimo ha detto...

Boh sarà, ma pure io leggo tanta cattiveria gratuita in questi commenti che voi definite fuori dal coro...sinceramente trovo a volte imbarazzanti tutte queste lodi, anzi dopo un po' le trovo pure barbose...ma non penso che wonder scriva sul blog per essere lodata nei commenti, e fra il cercare il confronto e l'insinuazione c'è una sottile differenza. E poi non ci vuole un genio per capire che e' stata invitata in qualità di blogger... Detto questo trovo il post molto piacevole come sempre!
Miki

Samu ha detto...

A puro titolo provocatorio, sia chiaro, perchè io amo questo blog, ma "Ti consiglio solo di avere più fiducia nell'ufficio stampa di Mondadori, che mi ha invitata all'evento [...]" proprio non lo posso leggere.
Parliamo di una casa che ha pubblicato "letteratura" come tutta la Licia Troisi e, attenzione attenzione, 50 Sfumature di Grigio, con traduzione oscena annessa.

Cioè, Mondadori ha dimostrato di avere qualche problema nello scegliere delle ragguardevoli personalità editoriali.
Io non mi fiderei proprio così tanto.

Vale ha detto...

Ciao Chiara,
è la prima volta che commento ma ti seguo quasi dall'inizio, insomma da quando Viola era solo un puntino :) volevo solo farti tantissimi complimenti, sia perchè leggerti mi è piaciuto tantissimo fin dall'inizio, sia perchè molti tuoi post mi sono stati d'aiuto e sia perchè, sarà perchè ti leggo da tanto, è come se ti considerassi una mia amica di cui vado tanto fiera!! brava!
Baci
Vale

Wonderland ha detto...

E' sempre bello leggere i vostri commmenti, anche critici, e vi dico perché. Dietro ad essi si nasconde quello che tanti pensano ma hanno paura di dire, se non nascosti da un computer. Tante perplessità, paure, giudizi, insicurezze, cattiverie, osservazioni sensate e non, che magari se invece di leggere il post qui da me, le stese cose ve le dicesse un amico o un conoscente, non avreste il coraggio di esprimere.
E' umano, a volte viene anche a me la voglia di farlo, quando leggo certi post. Poi penso che dietro a un blog c'è una persona, e che io spesso parlo per rosicatio acuta, e mi trattengo.

Comunque vi ringrazio, perché se questo blog è interessante è anche perché i suoi commenti lo sono.
Buoni o cattivi.

Anonimo ha detto...

cambiando argomento... è vero però che durante l'estate ti sei un po' inchiattita! ;)

Biancaneve ha detto...

Brava, bell'intervista!
E condivido anche la scelta di non andare a questi eventi per noi importanti e significativi accumulando troppo stress, perché lo stress rischierebbe comunque di mandare a monte pure la migliore delle preparazioni.

Di Follett ho letto La cruna dell'ago (uno dei primi, per me tra i più belli, ottimo anche il film che ne hanno tratto) e I Pilastri della terra, entrambi molto apprezzati.

Destinazioneestero ha detto...

I libri di Follett sono stati i primi che ho letto dopo il distacco dai classici e li ho apprezzati molto.
Bella l'intervista e bella la tua foto con lui! Complimenti!

Wonderland ha detto...

Ahaha, sì sono ingrassata! W me!

Anonimo ha detto...

Io non leggo nè acidità nè cattiveria nei commenti a questo post (in altri sì, ma in questo proprio no). A volte te la prendi molto per un nulla, secondo me. Semplicemente sono state chieste delle cose, e di sicuro se fossimo al bar a prenderci un aperitivo il fatto di parlarne a 4 occhi aiuterebbe a non considerarle "accuse", bensì curiosità dato che fino a tre anni fa ti consideravi disoccupata e ora sei giornalista freelance e allora magari uno pensa "mi sono perso un passaggio". Sapessi quante volte mi hanno fatto il terzo grado sul mio lavoro! Ma io non ci trovo nulla di strano!!! Forse il "tono" scritto non aiuta, probabilmente a voce avresti interpretato (giustamente)il tutto come "oh senti un pò ma cos'è che fai esattamente? c'hai il tesserino? e cosa vuol dire giornalista freelance? che sei pubblicista? (già, sei pubblicista? perchè pure per essere pubblicista bisogna seguire un certo iter) o "semplicemente" che scrivi per dei siti e hai una rubrica per un settimanale?". Perchè per definirsi giornalisti bisogna o avere il tesserino, o essere pubblicisti. MA se sbaglio ti prego di correggermi.
Altrimenti, un pò come diceva Sara, mi laureo in giurisprudenza e dico in giro che sono avvocato.
E ti dirò che questa mia osservazione nasce dal fatto che tempo fa ho visto il tuo profilo linkedin e ho pensato: giornalista? Ma dai. E da quando?
E mi è tornato alla mente leggendo questo post ieri sera.
Ma ripeto che non è cattiveria, solo curiosità!!!

Giorgia

ps. perchè, come al solito, se uno non tesse le lodi del blogger di turno, passa sempre per cattivo str***o, anche quando semplicemente chiede....

Annaelle ha detto...

Wonder, non entro nel merito della discussione (non conosco l'iter della carriera giornalistica o bloggerista) ma posso dire che anche io voglio diventare una
"bottaculista di professione"? Mi hai fatto morire dal ridere, davvero... senza ritegno... vorrei tanto cambiare professione e diventare bottaculista!

Ti abbraccio,
Annaelle

Anonimo ha detto...

Allora, adesso vi dico la mia non richiesta opinione sul tema.
Concordo sulla necessità che esistano, per alcuni settori, degli albi. Concorderei ancora di più se gli albi in questione fossero davvero uno strumento di garanzia nei confronti degli utenti finali. Esempio: devo fare la dichiarazione dei redditi, vado da un commercialista iscritto all’albo che io so che sicuramente, in quanto iscritto a codesto albo, ha dovuto non solo sgobbarsi tot anni di esperienza sul campo prima di presentare anche solo la domanda in carta bollata, ma che abbia pure dovuto superare brillantemente un severissimo esame prima di ricevere la qualifica di commercialista certificato. Visto che poi alla fine se mi fai casino con le tasse in galera ci finisco io, voglio essere garantito.
Chiaramente non ve lo devo dire io che in Italia gli “albi” sono l’ennesima barzelletta dello stivale, che ci sono vere e proprie lobby che manco totò riina, che se non sei minimo figlio di settima generazione di commercialista, avvocato, notaio col cavolo che lo superi l’esame.. Ergo, l’iscrizione all’albo non è affatto sinonimo di garanzia di professionalità ed esperienza (almeno, non in questo paese), la dice lunga –per fare un esempio- che anche un medico estromesso dall’albo dei medici perché, per esempio, palpeggiava oscenamente le proprie pazienti possa simpaticamente continuare ad esercitare la professione.
Alcuni albi, con buona pace per chi ha respirato carta e inchiostro per anni nel sottoscala di una redazione di giornale, non hanno più senso di esistere. Anzi, per quanto mi riguarda, non lo hanno mai avuto. Per esempio quello dei giornalisti (non voglio nemmeno menzionare la categoria dei pubblicisti che non è mai servita a un bel niente). Che significa? Che se sei iscritto all’albo sai scrivere bene altrimenti no? Dal momento che è consentito DALLA LEGGE che una testata giornalistica retribuisca una persona anche non iscritta all’albo dei giornalisti per scrivere un articolo che poi verrà pubblicato su un giornale, questo fa decadere automaticamente la necessità dell’esistenza del suddetto albo.
Giornalista dovrebbe semplicemente essere l’autore, retribuito, di un articolo pubblicato su un giornale.
la b.

SirioUFO ha detto...

Mettila così, quando sono ingrassato non rispondevo di si... rispondevo che mi ero semplicemente "ingentilito"...
Te la presto se ti viene utile ;-)

Anonimo ha detto...

Però, B., vedilo come un segno di RISPETTO verso chi si è fatto un mazzo tanto e ha studiato per superare l'esame da giornalsita (che a quanto so è molto duro). Perchè allora io mi definisco, che ne so, traduttore, solo perchè ho il diploma al liceo linguistico. NON E' COSI.
Cioè, alla domanda: che fai? Rispondere "giornalista" se giornalista non sei, non è corretto. Piuttosto dico "scrivo articoli per siti/riviste" (e non significa sminuirsi, perchè si può essere molto più bravi di un giornalsita professionista, intendiamoci)
Che poi qui in Italia certe lauree o esami di stato lascino il tempo che trovano è vero però, ripeto, "appropriarsi" di una qualifica che non si ha non mi pare giusto nei confronti di chi ha seguito l'iter per acquisirla. In fondo il mio mi sembra un ragionamento molto semplice :-)

Giorgia

ps. B cerca di non generalizzare, ti prego. mio fratello è notaio...si è fatto un mazzo così per studiare e superare il concorso...e nessuno della mia famiglia è del settore. Se hai le palle ce la fai. Punto.

Anonimo ha detto...

Certo Ken Follett si ricorderà per sempre di queste domande pungenti ed originali! :P :D

P.s.1 Io sono una di quelle che le cose le direbbe anche in faccia e non solo se 'protetta' dall`anonimato di una tastiera ed uno schermo.
P.s.2 Non mi linciate per non aver iniziato il commento con un "quanto sei brava/geniale/talentuosa/bellissima/supersexy/preparatissima etc etc
p.s.3 Pienamente d`accordo con Giorgia

Francesca (non ho un account google)

Anonimo ha detto...

giorgia,
concordo sul fatto che vi siano eccezioni e che, fintanto che gli albi esistono, non sia giusto utilizzare impropriamente una qualifica acquisita solo se attribuita dallo stesso.
resto comunque perplessa sulla necessita dell'esistenza di alcuni di questi albi che, se non ricordo male, era anche stato ipotizzato di abolire (salvo poi rivoluzioni da parte delle relative categorie.
sicuramente è vero che ci sono anche persone serie che si fanno il mazzo come tuo fratello per diventare notaio e tanto di cappello.. mi domando però come mai in questo paese la burocrazia renda così inacessibile e farragginosa la gestione di certe pratiche (vedi la compravendita di una casa, la compilazione della dichiarazione dei redditi e via dicendo) da rendere non necessaria ma praticamente obbligatoria la consulenza di un professionista che, forte di tale potere, fa un po' il bello e il cattivo tempo soprattutto in termini di tariffe. negli stati uniti, paese che ha i suoi mille difetti e che non voglio certamente star qui ad elogiare, per una compravendita le visure catastali sono pubbliche, il contratto te lo scrivi da solo in accordo con l'altra parte coinvolta e lo firmi davanti ad un "notaio" che altro non è che un funzionario pubblico dove paghi 30 dollari (trenta dollari..) per farti mettere un timbro e un sigillo sul tuo pezzo di carta. per non parlare dei moduli delle tasse che sono semplicissimi da compilare. ora non voglio farla troppo lunga, ma sicuramente molti albi hanno più che altro il solo scopo di garantire un certo potere a determinate categorie di professionisti per interessi prevalentemente politici.
poi concordo sul fatto che fintanto che esiste l'albo che prevede un regolare esame per potersi definire giornalista, allora se l'esame non lo hai fatto non puoi definirti tale, magari sarebbe più corretto definirsi collaboratore, autore o altro.
la mia era più che altro una riflessione sulla reale utilità di molti di questi albi, sucuramente -a mio avviso - quello dei giornalisti non ha più molto senso di esistere.
la b.

Anonimo ha detto...

seguo. non commento quasi mai. appartengo ad un ordine, che è una lobby in sostanza, non qualifica la professionalità.
in ogni caso in gran bretagna non esiste un ordine dei giornalisti, quindi abitando lì è libera di definirsi tale facendo in sostanza quel lavoro.

alice

Scake ha detto...

Bello e capisco l'emozione.
Quest'estate sono andata ad ascoltarmi Alexander McCall Smith e quando abbiamo scambiato qualche parola durante il signing mi sono sentita una grande perche' capivo e parlavo con uno scozzese come fosse italiano. Per me che non sono una professionista, ma una attualmente solo casalinga e' stata una botta de' vita notevole.
E poi io adoro i suoi romanzi!
Scake

Anonimo ha detto...

Mah una bella esperienza che ti hanno proposto e hai vissuto appieno e ricorderai a vita, hai fatto bene.
Però il FAI MENO davanti a Follet fa un pò tristezza tutto qui, molti avrebbero fatto carte false per poterlo fare. Poi era un'intervista da blogger non da giornalisti quindi te lo potevi permettere usare domande suggerite da altri e non leggerti il malloppone....però dirlo al mondo con tutta questa schiettezza che non ti sei sbattuta più di tanto e hai vissuto un'esperienza così unica non è che lasci il segno nei tuoi lettori abituali. Diciamo che è un post da passarci sopra e basta, non entusiasma ma non sei obbligata ad interessare sempre i tuoi lettori e a mostrarti sempre nel modo migliore.
Poi tutta la storia del giornalista o meno non ne so nulla, parlo solo per sensazione. Elisabetta

fenice7810 ha detto...

Allora,
non sono una fan di Ken Follett, non ho letto nessuno dei suoi libri, nonostante ciò l'intervista mi è piaciuta. Molto nel tuo stile, Chiara.
Detto questo, mentre scorrevo il tuo post e leggevo la tua filosofia del FAI MENO (da me pienamente condivisa) mi sono detta: "Adesso la sbranano".
Ho immaginato che nella testa delle persone scattasse subito un ragionamento simile a questo: "Ma come, questa qui viene invitata ad intervistare (non si sa bene con che titolo, dato che è una mummy blogger) un colosso come Follett e lei non solo non dà il massimo per prepararsi, non solo presenta alcune domande non sue, ma ha la spudoratezza di venircelo pure a raccontare?".
Sì perchè il mondo è pieno di gente di talento che n'gna fà. Pieno di gente che avrebbe i numeri, ma non gli capita quell'unica "botta di culo" che basterebbe per svoltare se non la vita, almeno la carriera. Per aprirsi nuove porte, incontrare le persone giuste, farsi conoscere per ciò che si vale.
Detto questo, a me non è parso per niente strano che la Mondadori mandasse te, una blogger.
Come notavi il mondo della comunicazione è cambiato; spesso l'informazione nasce da un conguettio, non più da un titolo di telegionale ed anche le case editrici si adeguano. Vogliono gente sveglia, al passo coi tempi e la tecnologia, dotate di talento e perchè no, anche di una sana "faccia tosta" che IMHO è una qualità.
Ho lavorato per anni anche io nel Giornalismo, quello con la G maiuscola, e posso assicurarti che non esistono albi o garanzie di sorta anche se temo che, per dichiararsi ufficialmente giornalista, occorra essere inserito in uno dei due albi.
Questo comunque, a mio avviso, non cambia nulla. E' solo una QUALIFICA svuotata del suo stesso senso, dato che, purtroppo, non garantisce la qualità di una professionista.
Non considerarti un'abusiva, ma una donna di talento che sa fare il suo mestiere: scrivere, raccontare, cogliere le occasioni della vita.
Sono felice che, negli ultimi commenti, tu abbia ringraziato anche tutti quelli che -alcuni in maniera sicuramente discutibile- ti hanno "criticato" o avanzato domande. Sono felice perchè è stata la conferma che sei una donna di cervello (vabbè non c'avrai le tette, a detta tua, ma tutto nun se po' avè); una ragazza che sa leggere tra le righe una clamorosa "rosicatio manifesta" così come un valido spunto per pensare.
Perchè io, che ti leggo praticamente dagli inizi, mi sono fatta questa stramba convinzione che tu sappia adorare di più chi ti critica e ti punge rispetto a chi ti loda ed imbroda.

Un abbraccio (e scusa la lunghezza del post).

Saretta

Anonimo ha detto...

Certo che abita in GB, Alice, pero' fino a prova contraria scrive in italiano e per l'Italia.

Sara (un'altra...)

Wonderland ha detto...

Saretta, in effetti un po' è così, però sono anche una persona molto sensibile quindi spesso anche critiche gratuite mi fanno interrogare su questioni esistenziali, fare autocritica, andare in crisi magari. E non sempre è tanto piacevole, ecco :/

Anonimo ha detto...

"rosicatio acuta" ahahahahaha.. TE PREGO wonder, scendi dal piedistallo che scrivi mezzo articolo su cosmopolitan e un mummy blog, non sei Oriana Fallaci (pace all'anima sua). Con tutto l'affetto e la stima mi domando cosa si possa invidiare da una persona assolutamente normale come sei tu, posto non essere delle casalinghe disperate chiatte e senza una lira.

fenice7810 ha detto...

Hai ragione, Chiara.
Lo capisco bene e, se può in parte consolarti, anche io non credo minimamente che essere autrice di un blog personale significhi in automatico essere alla mercè di gente ignorante (perchè è sul modo, non sul contenuto, che si discute).
Anzi, se devo dirti la verità, i commenti più brutti, cattivi, gratuiti e perfidi li ho trovati in quel tuo bellissimo post "Come aria", in cui molti hanno lasciato dei commenti spietati.
Per lo più senza senso, almeno per me.

Detto questo, immagino che anche tu avessi messo in conto un po' di melma in mezzo all'erba fresca quando la popolarità ha bussato alla tua porta.

Come dici, sei sensibile e sarà proprio questa sensibilità, unita alla tua intelligenza, a farti capire, SENTIRE, cosa e chi può farti andare in crisi, rimanere male, destrutturarti.
Sarà proprio il tuo punto di debolezza a rivelarsi la tua arma.
E' l'unica soluzione: essere sicure si sè, impegnarsi al massimo, andare a testa alta, ma sempre con lo sguardo basso ed i piedi ben piantati a terra.
Cose che a te non mancano.

Saretta

Sara ha detto...

Io ribadisco che qui non ci sono state critiche gratuite, come in altri post dove effettivamente si è andati oltre addirittura dando a Wonder della mantenuta o cose simili, quello è eccessivo, lì sì, che si è andati oltre la decenza.
Se volete leggerle come critiche gratuite mi sembra ridicolo, manco fossimo a scuola a difendere l'amica del gruppetto.
Fare una semplice domanda "sei giornalista iscritta all'albo?" non è offensivo nè una critica, nessuno ha criticato il fatto di essere stata invitata come blogger, in cui ribadisco io non vedo certo nulla di male. E la stessa domanda io non avrei problemi a porla di persona, perchè ripeto non mi pare offensiva.
@ La B. Sul discorso degli albi, io sono medico, mi sono fatta il mazzo come tanti altri, in mezzo a figli di professori e amanti di primari, ho preso la laurea, ho fatto l'esame di stato, sono iscritta all'ordine dei medici e all'albo, ah, e preciso che sono figlia di due semplici impiegati, quindi per favore, non è necessario appartenere a generazioni di primari per superare l'esame di stato.
Che poi ci siano ANCHE intrallazzi all'italiana in questi ambiti siamo d'accordo, però cmq la legge prevede l'iscrizione all'albo per esercitare, altrimenti io avrei potuto prendere solo la laurea senza fare l'esame di stato, essere comunque brava, perchè le conoscenze dalla laurea all'esame di stato sono le stesse, non è che cambiano, e fornire a giro consulenze mediche. Ma la legge lo vieta. Quindi che ci piaccia o no bisogna essere iscritti all'albo.
E continuo ad essere d'accordo con Giorgia e con le sue osservazioni.

Wonderland ha detto...

@Saretta grazie :) Poi leggo commenti come il tuo, e mi si risolleva il morale e la voglia di scrivere il blog.

@Anonimo ti prego, leggi bene. Mi riferivo a me stessa. Mo' pure mettermi in bocca cose che non scrivo no, grazie.

Elisa ha detto...

Io vorrei anche dire che questa storia del rosicare è arrivata al limite del ridicolo.
Davvero, non si può più sentire!
Ma rosicare per cosa?!
Io seguo questo blog da tanto, ho riso per tanti post, ho riflettuto su altri, alcuni mi sono piaciuti tanto, altri un pò meno, altri mi hanno lasciata perplessa..ma io ho una vita mia e non ho bisogno di rosicare su quella di altre persone!
Mi sono fatta il culo venendo da una famiglia normalissima per arrivare dove sono, faccio il lavoro che amo, mi guardo indietro e sì, posso dire che sono orgogliosa di avercela fatta, ma su cosa dovrei rosicare?!
Wonder è una bella ragazza, ha una bella famiglia, vive a Londra ma non è mica l'unica al mondo!
Ma pensate che se uno scrive un commento che non tessa le lodi dell'autrice del blog sia un disperato senza una vita?!
Veramente io sono basita.

indechiffrable ha detto...

Che onore Chiara, che invidia assoluta!

fenice7810 ha detto...

Ne sono felice, Chiara. dDvvero.
Ti ho appena mandato un mex in PVT sulla tua pagina di FB Wonder Land.
L'ho fatto per dare, in mezzo a tanti anonimi, un nome, cognome, volto a chi ti scrive.
Buona serata!
Saretta

Bianconiglia ha detto...

Confermo che per definirsi giornalista bisogna essere iscritti all’albo, non importa in che elenco. E la trafila necessaria per iscriversi non è inutile, ma serve a fornire almeno le basi della professione, aspetti legali e deontologici compresi: con buona pace di chi pensa il contrario, essere giornalisti non vuol dire solo saper scrivere decentemente.
Comunque in realtà volevo chiedere un’altra cosa: visto che le interviste erano destinate ai vostri blog, e non ad una testata giornalistica, almeno vi han pagati? No perché bello incontrare uno scrittore famoso, ma spero vivamente per voi che non abbiate fatto tutta ‘sta pubblicità alla Mondadori – che non è propriamente la Caritas – aggratis!
Infine scusa davvero se te lo dico, d’accordo sul fatto di non stressarsi troppo, ma anche secondo me andare all’incontro con Follet senza aver letto il libro che presentava (e per quel che si capisce, neanche i precedenti) e proponendogli domande in gran parte pensate da altri mi è sembrato un discreto autogol. Povero Ken, non sono una sua particolare fan ma credo lo stesso che meritasse un po’ più di considerazione…

Mammamsterdam ha detto...

Brava, io adoro Ken Follett e mi è piaciuto leggere di questo tuo incontro. In genere riconosco esattamente la teoria del FAI MENO e ti dirò di più, da quando ho l' ippo-phone, le foto e le interviste le faccio con quello e chi s' è visto s' è visto. Tanto le foto fighe per la pubblicazione ci pensa l' editore a spedirle o ci pensa la testata a mandare un fotografo.

E con questa montatura seria e professionale manco ti riconosceb=vo, mentre per l' effetto castoro, ma li hai mai rngraziati come si deve i tuoi genitori per le spese ortodontiche?:-)

Anonimo ha detto...

Io non trovo l'ingiustizia nella possibilità che è stata data a Chiara, rispetto a giornalisti che hanno fatto "gavetta" per l'iscrizione all'albo:
la stessa opportunità che è stata data a lei l'avrebbe avuta chiunque con le stesse sue capacità.
Evidentemente ha una capacità comunicativa migliore di tanti altri giornalisti iscritti all'albo, e ha tutte le carte in regola per piacere non solo ai lettori del suo blog, ma anche nel mondo del giornalismo.
Per i rosiconi: bisogna rimboccarsi le maniche e accettare i propri limiti perchè non tutti abbiamo le stesse doti (volere è potere...ma non sempre)!
Siete iscritti all'albo ma non avete avuto le stesse sue opportunità lavorative?...evidentemente non vi siete saputi vendere!
Chiara scrive bene e si merita di essere apprezzata

Francesca

Anonimo ha detto...

Oh si, ci sono stati tantissimi commenti cattivi in altri post, soprattutto in quello in cui parlavi della partenza per Roma di viola. Io in quelli relativi a questo post non vedo nulla di particolarmente aggressivo. Solo curiosità e semplici considerazioni sul tuo lavoro. Pelomeno questo e' quello che percepisco.
Comunque....nn vorrai mica dirmi che mondandori vi ha mandati aggggratis? Cioè, per voi e' stata una grande opportunità ' e' vero, pero' avete fatto una discreta pubblicità alla casa editrice che non e' certo l'ultima arrivata, quindi Non mi pare un comportamento molto corretto da parte loro. Almeno un piccolo riconoscimento...
E poi certo, magari un minimo di preparazione sull'argomento forse era d'obbligo...cacchio era Ken Follett!!!

Francesca

Anonimo ha detto...

Io sono taaanto invidiosa.
Fondamentalmente perchè non hai bisogno di lavorare timbrando il cartellino ogni giorno ma, di mestiere, puoi scrivere dei fatti tuoi da casa tua.
E questo ti frutta pure delle interviste.
Certo che sono invidiosa.
Per esserci riuscita evidentemente: o i fatti tuoi sono proprio interessanti o qualcuno ti ha sponsorizzato nell'ambiente dell'editoria.
Io dico che scrivi di cose molto interessanti. Molto.

Prigioniera Libera ha detto...

mamma mia.. che brutta cosa l'invidia.... e per una come me che sostiene le donne lo trovo proprio triste.
Chiara sei bella, geniale, simpatica, sai scrivere... e ti succedono cose belle.. alcuni possono essere anche aggiunta di fortuna... ma evidentemente te la meriti... in ogni caso SAI SCRIVERE e arrivi alla gente altrimenti non saresti qui. E non saresti andata "là"... non farti scoraggiare da commenti sterili, puntigliosi e fastidiosi. Che due palle la gente che si accanisce gratuitamente.
Pensa solo che lo fanno perchè sono loro che vivono male dentro i successi altrui.
Io ti invidio a volte, ma soprattutto ti ammiro e continuerò a leggerti.
Da mamma "non standard" a "mamma non standard"
da "donna" a "donna".
Niente succede per caso.

un abbraccio
Manu

Paola ha detto...

Io davvero continuo a non capire, non capisco perchè vi dovete accanire. Mi spiego, non faccio parte della adoratirici di Chiara a cui basta che si faccia la coda di cavallo o si metta una collana qualsiasi per scatenare cori si "bella/brava/solo tu lo sai fare/ti invidio/ecc..."Io la leggo da sempre ed è piacevole, come Elasti, BStevens e altre blogger. Poi lei ha deciso ad un certo punto di autocelebrarsi, di fare continue marchette sul blog, embè? Non le comprate le sue cose, non seguite i sui link, prendete tutto così come viene. Ha trovato un modo di "sbarcare il lunario" mica dobbiamo essere imbambolate da lei? Leggete i contenuti se vi piacciono altrimenti non leggeteli.Poi sul discorso della risicatio, continuo a non capire cosa c'è da rosicare, ha una vita normalissima non vi pare? Paola

Anonimo ha detto...

Allora, io commento poco, e alcune volte, nonostante i miei commenti siano stati sempre positivi nei confronti dell'autrice, non sono stata pubblicata. Segno quindi che Wonder non stia sempre a pubblicare i commenti di quelle che alcune, con tono dispregiativo, chiamano "Ancelle". Però per favore non venite a dirmi che i commenti negativi di questo post non sono critiche ma semplicemente domande o richieste di informazioni, perchè dal tono ironico-sarcastico che ci sta sotto si capisce benissimo che il significato sia "non ti meritavi questa opportunità" altrimenti tutta l'enfasi posta sul "non sei una giornalista" o "a che titolo sei stata invitata" non ci sarebbe stata.

Poi, a voi che criticate, permettetemi di dire una cosa su quelle come me, che generalmente apprezzano il contenuto dei post di Chiara.
Posto che anch'io trovo poco utili, e non pubblicherei se fossi in Wonder, commenti del tipo "Grande, cmplimenti" o "Brava quanto mi piaci" che hanno il solo scopo di fare un complimento e non offrono spunti di riflessione, non accetto di essere considerata da voi una cretina, senza facoltà di discernimento solo perchè mi piace quello che leggo qui. I gusti sono gusti, a voi qualcosa non piace, a me sì, punto e basta. Non avete alcun diritto di ritenervi depositarie di un'intelligenza superiore alla mia, solo perchè le mie opinioni si discostano dalle vostre. Anch'io dal mio punto di vista potrei dire che siete solo delle rosicone che non hanno neanche la furbizia di celare la propria invidia. Perchè quì, sempre secondo il mio modesto parere, se c'è qualcuna che invidia Wonder, non è la lettrice che dice "Oh mi è piaciuto questo post" e poi torna alla sua vita, al suo lavoro e alla sua famiglia; ma quella che legge e dice "Ma ti pare questa, che avrà fatto mai per meritarsi un'opportunità come questa, 'mo la faccio nera!"
A me questi atteggiamenti sembrano quelli politici: chi è di destra che dà del coglione a chi è di sinistra e viceversa.
Sarò libera di farmi piacere quello che mi pare, senza essere insultata da voi, e viceversa?!

P.S. ad anonimo non firmato, per la cronaca, mi sono laureata in corso in Relazioni internazionali con 110 e lode, e dopo due mesi dalla laurea ho iniziato a lavorare, senza mai fermarmi se non per periodi brevissimi tra un contratto e l'altro, cambiando mille impieghi perchè tutti precari, spaziando dal back-office bancario all'amministrazione in un'azienda privata, passando anche per il call center, tanto per non stare a casa nei periodi in cui aspettavo un'opportunità di lavoro migliore. Nel frattempo mi sono sposata e ho fatto una figlia, a meno di 30 anni.
Ah, sono alta 1,60 m e peso 50 kg.
Insomma, casalinga disperata chiatta e senza una lira proprio no, non è che lo sei tu?!

Viola

Lalla ha detto...

Va avanti solo chi ha la forza, la costanza, la determinazione, la conoscenza e l'impegno per farlo. Evidentemente tu li hai, e i risultati si vedono.

Aggiorniamoci, gente. Il mestiere di scrivere sta cambiando (è cambiato!), i ruoli cambiano, le strategie di comunicazioni cambiano, e chi non riesce a stare al passo si appesantisce e critica chi invece resta sull'onda.

Chiara merita quel che ha, e non stiamo lì a discutere sull'iscrizione o meno all'albo, e su.

Un vulcano di idee che mette in pratica: basta questo per complimentarsi con lei. E adesso vado su Etsy e mi compro le decorazioni per il compleanno della mia Polpetta (eh già...pure la mia...)che compie due anni. E che pesantezza che siete, mammamia!

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te Paola, su quasi tutto. Pero' credimi che per quanto riguarda le mie "critiche" non si tratta assolutamente di rosicatio, semplicemente di curiosità e pure constatazioni! Ho un un lavoro da freelance che mi soddisfa molto, una bella famiglia, mi sento felice e appagata e seguo questo blog con interesse da molto tempo. Non credo si possa parlare di accanimento in questo caso, ne' di cattiveria. Quando la aggredirono riguardo al post su viola ecco, quello si che fu brutto, perché la gente non può permettersi di giudicare in modo maleducato aspetti soggettivi della vita di una persona. Ma qui si parla di un lavoro che chiara non ha mai nascosto a nessuno, anzi ne ha sempre parlato molto apertamente sul blog quindi trovo assolutamente normale che di fronte a certe situazioni ci sia chi si pone delle domande e non c'e' nulla di strano in ciò. Sarebbe come se, e ripeto l'esempio, avessi un amico diplomato al liceo linguistico che si definisse traduttore, o insegnante di lingue. Certo potresti fare entrambe le cose, ma non hai la qualifica.
Ed e' un po' buffo che ogni volta che una persona solleva in modo educato una questione, questa venga "aggredita" e si parli di accanimento. Personalmente ho anche fatto i complimenti a chiara per come scrive, per il suo blog, per come sappia vendere bene sia se stessa che appunto il blog, mi sono solo "permessa" di farle notare che si e' "appropriata" di una qualifica che non ha. Tutto qui :-) si definisce scrittrice, ed e' GIUSTISSIMO!!! Scrittrice si, accidenti!!! Giornalista, se mi permetti, no. Io, Giorgia, mi sentirei in imbarazzo ad attribuirmi qualifiche che non mi appartengono. Pero' ognuno di noi e' un caso a parte, e di certo non sto qui a fare il processo a nessuno. :-)

Giorgia

Anonimo ha detto...

Un´opinione: questo blog aveva un senso, e un seguito di persone che condividevano ed esprimevano pacatamente le proprie opinioni, quando si sentiva ancora l´urgenza di quel " ma che davvero??", cioé la paura, lo sbigottimento, e anche in fondo l´adrenalina di fronte a quella nuova fase della tua vita, il diventare mamma senza averlo preventivato.
Poi quella fase é passata, tu ti sei traformata e il blog é diventato un pó piú "vuoto", pieno di pensieri e cose belle, certo, ma meno urgente, meno "significante" nel senso di rispondente ad un bisogno.
E la mancanza di un vero senso a questo blog, adesso, porta a un maggiore dissenso. Espressso a volte davvero con cattiveria gratuita, ma non gratuito quanto alle intenzioni: cioé chiedersi "ma adesso di cosa davvero ci vuoi parlare, Chiara?".
PS: é solo un´opinione, prendila come tale.
Bianca.

veru ha detto...

Oddio, io pensavo che ieri si fossero fermati. Rasentiamo il ridicolo ormai... mi chiedo come mai se una persona scrive su Internet delle cose tutti abbiano il diritto di mettere bocca... l'ha mandata la Mondadori e quindi? Non è giornalista iscritta all'albo e quindi? Lavora? Lavora bene? La pagano?

Non vedo dove sta il problema e anzi ricordatevi che 80 commenti su questo blog valgono parecchio e quindi, cari tutti quelli che criticate Chiara (per inciso, io la leggo, commento poco, alcune volte non la condivido e non sono manco mamma!) sappiate che se vi rode il chiccherone per quello che scrive è anche merito vostro se è dove è adesso e se la Mondadori la chiama e se lavora per altre cose belle.

E fateve 'na risata...

(ho scritto da cani, non fa niente. E' venerdì e a Dublino ci sono 8 gradi, vedete voi come sto!)

Paola ha detto...

Giorgia: non era una critica verso le tue osservazioni e so che non rosicavi. Diciamo che mi sono allontanata dal discorso giornalista si/giornalista no perchè non mi sembra importante, diciamo che propendo per la "botta di culo" e poi diciamo che stiamo parlando di Ken Follet, non di Eco. Può capitare di essere invitati da qualche parte ed imbattersi in un VIP. Io mi allargavo un po' sulla questione in generale "critichiamo chiara a tutti i costi" e sull'altro aspetto "adoriamola a prescindere perchè come lei nessuna" e di come questo blog sia cambiato da quando è stata così brava a farlo diventare fonte di guadagno.Paola

Shaina Quella Stronza ha detto...

Tranquilli adesso Chiara ci sforna un altro figlio così potrà tornare a fare la mamma blogger senza dare fastidio al misero ego di qualcuno.

Oggi Mordo ha detto...

Ma che davvero sei incinta 'natavolta?

Anonimo ha detto...

Vorrei capire di cosa dovrebbero rosicare le persone che hanno fatto notare a Chiara che non e' giornalista.
Ci vedo solo tristezza nell'attribuirsi un titolo che non si ha, non certo qualcosa che puo' suscitare invidia.

Giada ha detto...

Avete rotto le palle con questa storia dei titoli e degli albi.

Chi ha i titoli va chiamato Dottore, chi ha delle specializzazioni le snocciola una per una tutto tronfio, chi è iscritto a un albo si sente un mancato premio Nobel...

Ma scendete dai vostri piedistalli dorati e tornate alla realtà: il mondo è di chi è in gamba e si dà da fare, di chi è raccomandato e di chi ha culo.

C'è chi suda sui libri mentre altri (per scelta o per necessità) fanno esperienza lavorativa: ma chi dice che lavorare valga meno che studiare? E se la persona che lavora nel frattempo decidesse di leggere e studiare per conto proprio? E se la persona che studia fosse priva di inventiva, iniziativa e vivacità intellettuale? Chi tra questi due individui apporterebbe più valore al mondo del lavoro?

Insomma, non sono la scuola o il titolo che fanno l'individuo.

Chiedete a voi stessi perchè provate fastidio quando qualcuno si qualifica "giornalista" anche senza essere iscritto ad un albo.

Perchè voi avete speso del tempo a studiare mentre quella persona ha "perso del tempo" a scrivere?

Perchè voi siete delle persone colte e intelligenti (diamine, c'è un attestato che lo prova!) quando invece quella persona non ha alcun mezzo per quantificare e dimostrare le proprie capacità?

O perchè a volte chi non ha titoli e specializzazioni riesce laddove Dottoroni di grosso calibro non ce l'hanno fatta?

Io parlo per esperienza personale, da modesta diplomata ignorante quale sono: ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare.

Ho visto tre diplomati arrivare primi ad un test di q.i., nonostante vi avessero preso parte decine di laureati.

Ho visto Dottori commettere errori ortografici che nemmeno un bambino delle elementari farebbe.

Ho visto laureati fare dei colloqui lavorativi penosi, e la parola penosi non riesce ad esprimere appieno il concetto.

Ho visto Giornalisti scrivere degli articoli illeggibili, Traduttori tradurre in un ital-cirillico astruso, Scrittori che a mala pena conoscevano il congiuntivo.

E poi ho visto gente come Chiara.
Che sa scrivere, che è in gamba, che sa cogliere le occasioni.
Non mi interessa conoscere i titoli che possiede, perchè quando leggo ciò che pubblica mi scende giù che è un piacere e mi fa fare quattro sane risate. E' spiritosa, frizzante, sveglia. Ha un suo stile, una personalità ben definita.

Sì, sono convinta che molta gente rosichi. Perchè Chiara è davvero in gamba ed è riuscita a realizzare i suoi sogni solo grazie alle sue capacità; e non è da tutti. Io non rosico, ma un po' di sana invidia la provo e non mi vergogno di ammetterlo.

Alla faccia di quelli che si sentono infastiditi dai complimenti rivolti a Chiara: brava, continua su questa strada e cogli ogni buona occasione che ti viene offerta, sarebbe da stupidi non farlo! ;)

P.S. Tra parentesi: botta di culo è quando vinci il superenalotto, non quando scrivi bene e per questo vieni notato.

Mammadesign ha detto...

Eccolo finalmente!!!! ;)
Ma il tuo inglese va davvero alla grande (e la tua testa pure), se sei andata li' senza registratore!
Come hai fatto? Hai perso appunti piu' veloce della luce?
P.S. Questa storia dei commenti non e' uno scherzo...:
a volte la gente non si ricorda che dietro allo schermo c'e' una persona... Brava te, a gestirli cosi' bene!
Buon lavoro!

Sabrina ha detto...

cheinvidia :)

Elena ha detto...

Cara Chiara,
potenza dell'Internet! Grazie al tuo post su Ken Follett ho finalmente trovato quello che cercavo da molto tempo, ossia un programma che mi bloccasse internet a lavoro per un tot di ore consentendomi di lavorare senza troppe distrazioni. Ho scaricato subito "Freedom" e ora, dopo averti lasciato questo messaggio di ringraziamento, lo attiverò subito! Non a caso ti ho votata anche quest'anno come miglior blog, te lo stra - meriti (e sei pure bellissima)! Grazie mille e buon proseguimento nella tua vita a Londra, anche a Porpi!

Giuana ha detto...

Sapete cosa si evince da questi 88 (comprendo anche il mio, è ovvio) commenti???
Che troppa gente non ha proprio un ca**o da fare.

Wonder, non ti curar di loro ma guarda e passa.
Sei brava e il tuo "successo" te lo sei guadagnato.

Giovanna 1kgdic

Francesca ha detto...

Bene, avevo scritto un commento e si e' perso. Va beh. Ricomincio. Ho lasciato un commento all'inizio ma ora mi sento di dire la mia (tanto una più una meno :-)) riguardo a due questioni.
Allora, io trovo carina e originale l'idea di Mondadori di organizzare un'intervista a Follett con dei blogger, e pure la trovata di girargli delle domande fatte su twitter o FB dai suoi ammiratori. Una cosa un po' diversa dal solito, insomma. E concordo con chi ha scritto che, ecco, un piccolo contributo bisognava assolutamente riconoscerlo a Chiara e agli altri...stiamo parlando della Mondadori!!!
Questione giornalista si/no. Premetto che leggendo questa qualifica dalle bio di Chiara, pensavo lo fosse sul serio. Il fatto che non sia cosi sinceramente a me poco importa. Qualcuno parlava di rispetto verso chi lo e' davvero. Io parlo da interprete e traduttrice professionista, e tantissime volte mi e' capitato di avere a che fare con diplomati al linguistico che si definivano tali. Non ne ho mai fatto un dramma, perché professionalità e ore e ore passate nella cabina di simultanea a imparare un mestiere pagano. E prima o poi i nodi vengono al pettine. Qui stiamo parlando di una persona che a mio parere sa scrivere bene, forse meglio di tanti altri professonisti. Io non credo proprio che lei si sia definita giornalista per fare la presuntuosa, per tirarsela. Non la conosco personalmente ma la seguo da sempre e anzi, spesso ha avuto bisogno di dosi di autostima per andare avanti. Forse, semplicemente non ha trovato l'aggettivo adatto per descrivere questo suo nuovo lavoro nato grazie al successo del suo blog. Forse, pensando alla sua rubrica su Cosmo, andrebbe bene columnist ("rubricista"), e pensando a tutte le sue creazioni(Hey, le tue scarpe coi dinosauri le ho prese io!!! Il mio cuginetto e' letteralmente impazzito! :-)) io voterei sicuramente per "creativa", e scrittrice, ovvio.
Wonder, non farti scoraggiare dalle critiche, io in questo caso non ho letto cattiveria, magari mi sbaglio ma vedo solo principalmente pure constatazioni.
Vai e continua cosi, tu stai crescendo, e il blog con te. E ben vengano tutte queste belle opportunità che ti vengono offerte. Si vede che te le meriti.

Francesca, che ti legge sempre, da sempre.

Anonimo ha detto...

@Giada, hai scritto "non Sono la scuola o il titolo che fanno l'individuo": esatto!!!!! Allora, perché appropriarsi di un titolo che non si ha? (perche' Se scrivi per l'Italia e in italiano, giornalista e' una qualifica) Perché, dato che comunque Chiara e' bravissima? Perché dovrebbe sentire la necessita' di definirsi cosi? E' questo il nocciolo della critica.
Concordo al 100% con quello che hai scritto.

Sara

Anonimo ha detto...

Standing ovation per Lalla e per Giada.

Samesse ha detto...

In UK per essere giornalisti non serve essere iscritti a nessun albo; actually, nemmeno aver studiato giornalismo, o avere amici e parenti in posizioni importanti. In UK, diventi giornalista se dimostri di saper fare il mestiere, e lo diventi per merito, non per via di una serie di pezzi di carta o tesserini della minchia. Indi, tu sei una giornalista all'inglese. Punto.
Don't let anyone, especially ignorant people with a narrow-minded Italian mentality, put you down. Ever. Your work success speaks for you. End of.

Wonderland ha detto...

@Samesse grazie.

marimeri ha detto...

quando Mcd scrive un post lo leggo, così come i post della spora e della rockstar.
sono "una di quelle" che fa i complimenti.
E se tutte le volte che esce un post ci sono tot-MILA visite forse gli uffici stampa fanno bene a farci un pensierino.
Mica sono tutti capaci di avere così tanto seguito, è botta di culo o bravura?

Annaelle ha detto...

@Sara,
io invece non concordo affatto...
Che arroganza nelle tue parole, mamma mia. Ma cosa hai contro chi ha la laurea? Non sono meglio dei diplomati, ma un titolo in piu' lo anno, e a parte eccezioni rare e' il risultato di anni di studio e impegno.

Fattene una ragione, e abbassa i toni.


Anonimo ha detto...

Samesse hai ragione, questo lo sapevo anche io. Ma se scrivi in italiano e per l'Italia, quindi, non vale. Chiara può benissimo dire in UK di essere giornalista perché lo possono essere tutti, se sanno scrivere. Ogni blogger in UK viene definito giornalista. Ma non vale in Italia, questo e' ovvio. Quindi perché definirsi tale, qui? Il giorno in cui scriverà per qualsiasi rivista inglese allora si, che sono d'accordo. Non si tratta di avere i paraocchi o din non essere di larghe vedute...semplicemente in Italia, che ci piaccia o no, e' cosi.

sternflammende ha detto...

Wonderland,
Visto che non se ne esce, e che comunque in Italia questo tesserino ti serve se vuoi essere giornalista,
un modo per uscire da questo impasse c'è: comincia a scrivere in inglese e, una volta che avrai acquisito dimestichezza, magari riuscirai ad essere una columnist per alcune riviste anglofone.

Samesse ha detto...

Anonimo qui sopra, sto dicendo che l'Italia e' INDIETRO :) Molto indietro. Ed e' dunque giusto lavorare all'inglese anche in Italia perche' that's the way to go! Prima o poi si aggiornera'anche il vecchio stivale a furia di boicottamento del sistema no?

mignon80' ha detto...

Ciao, io non ho mai letto Ken follett ma adesso mi attivo perchè m'avete fatto incuriosire tutti quanti.
Dev'essere troppo una figata conoscere IL KEN! :-D

Per quanto riguarda tutti i commenti spaccamaroni. FREGATENE. continua a scrivere che mi piaci un casino!
Ieri alle due di notte ho finito il tuo libro "Quello che le mamme non dicono" e mi è piaciuto proprio tanto. Anche se non sono una del "mestiere" apprezza i miei complimenti.

Ah! dimenticavo, ho un bimbo peste di due anni e mezzo che ultimamente mi fa riprendere dalle maestre dell'asilo..la pazienza..la pazienza...

Giorgia Percosasiamonati ha detto...

Ken Follett! Da non crederci, ti invidio tantissimo, complimenti!

Anonimo ha detto...

adoro Ken Follet, e non mi interesso molto della questione giornalista o no.. anche perchè è pieno di gente che scrive molto peggio di te e lo è! quindi complimentissimi e tanta invidia!

(a proposito di giornalisti che si definiscono tali..

http://nelfreneticomondodigaia.blogspot.it/2012/09/chiara-cecilia-santamaria-quello-che-le.html)

Carlo

Anonimo ha detto...

Alessia

Di mezz'età? :-) Ha ben 63 anni (portati benissimo)

Love him <3

Anonimo ha detto...

Ah Wonder, che vespaio! Ma lo sapete che la Gabanelli non è una giornalista? Eh già, non è iscritta all'albo! Mentre la Lecciso, la Soncini e qualche altra sgallettata possono esibire il tesserino?
Il tesserino serve? Fino ad un certo punto, il talento è un'altra cosa. La Gabanelli è un'incapace? Giammai! E allora perchè su Wonder vi accanite tanto?
E' una blogger, ha posto alcune domande a Ken Follet, stop. Non ha mica rubato il posto a qualcuno di voi!

Chicca

Sara ha detto...

Vorrei precisare che ci sono varie Sare che lasciano commenti, io sono la prima di quelle che ha scritto.
Vorrei solo dire a Giada che evidentemente non ha capito un tubo di quello che stavamo dicendo, e le consiglio di rileggere attentamente i primissimi commenti miei e di Giorgia.

C. ha detto...

Cara Giada, a me pare che tu non abbia capito nulla di quello che è stato detto.
Che Chiara abbia o meno la qualifica di giornalista a me poco importa, sono fatti suoi, ma il punto era banalmente, che ti piaccia o no, che per definirsi professionista di QUALSIASI categoria bisogna possederne i requisiti.
I titoli e gli albi esistono per regolamentare le professioni, ed è giusto che sia così, altrimenti chiunque potrebbe andare a fare qualsiasi lavoro.
Che poi ci siano situazioni di scarsa trasparenza sull'esame di stato da avvocato (per dire), sicuramente è vero, ma è un'altra questione.
Io provo fastidio se uno usa un titolo che di fatto NON ha, perchè sminuisce il percorso che ho dovuto fare io per conseguirlo, è molto semplice.
Aver fatto 100 prelievi non rende un'infermiera, intendersi di economia non rende commercialista, conoscere il codice penale o civile non rende avvocati. Scrivere bene non rende giornalisti. Punto.
Io non rosico di nulla, ho studiato, ho conseguito un titolo e faccio il lavoro per cui ho studiato.
Tu sei hai bisogno di un chirurgo per essere operata vai da uno che ha studiato tanto ed ha passato anni in ospedale ma non ha fatto l'esame di stato per l'abilitazione alla professione??

MarinaM ha detto...

Allora premetto che sono una giornalista - iscritta all'ordine da mooooolti anni - ho lavorato per la carta stampata facendo la gavetta e facendomi il dovuto mazzo e oggi scrivo - libri, un blog - e sinceramente, ma tanto, tanto sinceramente, sono rimasta basita. Cioè ma tutte quelle che stanno facendo le pulci a Wonder per capire se ha o no 'sto cavolo di teserino - Wonder non ti iscrivere, so' 120 euro all'anno buttati nel cesso, ah be' al limite entri gratis nei musei, in Francia e in Germania in UK no basta che mandi un form e dici cosa fai e per chi scrivi - ci stanno serie?!?!
Guardate che il mondo dell'informazione è cambiato e di molto anche. Hanno invitato Wonder perché il suo blog è molto letto e molto visitato, ad esempio io non acquisto settimanali, ma leggo molto on line e pur non essendo mamma leggo volentieri Wonder perché su molte cose mi offre uno sguardo diverso, più ironico, meno ingessato e strutturato di altri. Punto e a capo.

Sulla domanda se è o no giornalsta anche lei, concordo in pieno con @ Samesse, mentre trovo asssurda la risposta dell'anonimo che ha scritto ciò: "Ma se scrivi in italiano e per l'Italia, quindi, non vale. Chiara può benissimo dire in UK di essere giornalista perché lo possono essere tutti, se sanno scrivere. Ogni blogger in UK viene definito giornalista. Ma non vale in Italia, questo e' ovvio".

Wonder non scrive per l'Italia, lei scrive in italiano per il web quindi per l'universo mondo. La leggo io che sto nelle ridenti Marche e anche la mia amica Nani che sta ad Helsinki. Non avere capito questo passaggio sostanziale signifca dover ancora fare mooolta strada, infatti la comunicazione e l'informazine in Italia devono ancora fare molta strada, ma basterebbe che dal paleozoico arrivassero fino almeno al Medioevo.
Tanto stare in ambiti leggeri consiglio a tutti/tutte una visita al blog di Garance Dorè.
Ah questa discussione mi ricorda tanto la levata di scudi delle giornaliste di moda contro le blogger di moda (oh dopo anche lì mica son tutte Garance Dorè, sia chiaro).
Saluti cari a tutti.
MarinaM
www.altezzareale.com

Anonimo ha detto...

Io penso che alcuni non abbiano capito il cuore di certi commenti. Qui nessuno ha detto che Chiara e' una incompetente e non sa scrivere, e certo ci sono giornalisti moooolto più bravi di giornalisti professionisti, questo e' indubbio! Si sta semplicemente dicendo che Chiara si e' "appropriata" (concedetemi il termine) di un titolo che non ha. E certo in UK non esistono albi e blablabla, pero' fino a che lei scrive per l'Italia e in italiano, di fatto e' come se vivesse ancora a Roma! O sbaglio? Certo se scrivesse in inglese per un settimanale londinese, potrebbe tranquillamente definirsi journalist. Ma Perché dire in giro "sono giornalista" (perché di fatto e' quello che fa, dato che lo ha messo come info ovunque)?
Non so, ma a me pare tutto cosi semplice...nessuno vuole fare processi a nessuno...sono solo constatazioni legittime, mi pare. E chi la difende dicendo oh ma lei e' bravissima ecc ecc allora, ripeto, non ha capito il succo del discorso.
Sarebbe interessante pero' capire cosa ne pensi tu, Chiara. Lo chiedo molto tranquillamente.

F.

hottanta... ha detto...

Mah, questo dibattito su "giornalista sì-giornalista no" sta rasentando il surreale...

OnO ha detto...

Incontrai Ken Follett al Festivaletteratura di Mantova anni fa, tenne una vera lezione su come scrivere romanzi con suspance, a dir poco fantastica! Consiglio a tutti di leggere i suoi primi romanzi di spionaggio: Il codice Rebecca, L'uomo di Pietroburgo, ecc.; dopo i Pilastri della terra sono andata ad iniziare dai primi libri che ha scritto ed è stata un rivelazione. p.s. ho una copia dei "Pilastri" autografata!!!!

Anonimo ha detto...

Ma l‘albo dei bottaculisti ci sarà? :)

@annaelle: un titolo di più ce l‘ANNO...speriamo ce l‘abbiano con la h...
@chicca: ecco brava, ci pensavo proprio,sapevo di certe “showgirl“ tesserate ma non me ne veniva il nome!
chiara

Anonimo ha detto...

A me è piaciuto questo post, però anche a me è venuta in gola (o sui polpastrelli) una domanda, non sul CV di Chiara, ma sul perchè hanno mandato una mamma blogger. Insomma, non discuto della qualifica, per essere blogger non c'è bisogno nè di CV nè di tesserini nè di gavetta e se si ha successo è perchè si scrive moderatamente bene e di argomenti interessanti.
Quello che mi chiedo è perchè hanno mandato una che ha un blog che ha per sottotitolo "Il blog di una mamma per caso".
Probabilmente ci sarebbero stati tanti blogger di club letterari, più pertinenti e preparati per incontrare Follett, ma che non collaborano con Mondadori o che non hanno tutti i seguaci di Chiara o che non vengono così bene in foto come lei, che sono semplicemente rimasti a casa.
Se in quel caso rosicano, ci sta pure, no?
Voglio dire, se io ho un blog di cucina da anni, anche moderatamente seguito, e mandano una che ha un blog di moda ad incontrare un guru della cucina, a me possono un attimino girare le scatole? Che poi magari io avrei mille domande da fare allo chef con più stelle al mondo e invece la blogger di moda non sa che chiedere e allora si fa aiutare dai seguaci, seppur numerosi, su Twitter. Si, può essere invidia, ma insomma.... io la trovo anche normale e non c'è bisogno di prendersela.

E, siamo onesti, non sempre viene chiamato il più "titolato", ma il più utile e Chiara era utile alla Mondadori, con il suo successo. E questa non è una cosa brutta per lei, forse un pochino per chi recensisce libri di professione, quello magari si.

Comunque a me sarebbe presa la ridarella isterica e non sarei stata capace di fare neanche una domanda di senso compiuto, quindi sono felice che sia toccato a Chiara e non a me.

Alessandra

Wonderland ha detto...

DUNQUE, facciamo il punto.
116 commenti e il nodo della questione è: se non hai il tesserino non puoi definirti giornalista, nemmeno se freelance.
Mi è capitato di dire o scrivere 'lavoro come giornalista freelance' ma grazie a voi cercherò un nuovo modo di formulare la definizione di quello che faccio, che sia altrettanto breve ed efficace. Se avete suggerimenti, ben vengano.
Intanto, comunque, per scrupolo ho controllato i miei profili. Bene, non ce n'è UNO dove io mi definisca 'giornalista'.


Per Alessandra: questo blog parla anche di libri, così come parla anche di cinema. Così come mi contattano per film in uscita, lo fanno per libri in uscita. Per due motivi, credo: il primo sono i numeri che fa il mio blog, semplicemente. Il secondo è che forse desiderano anche loro un punto di vista diverso su prodotti, film, libri. Il punto di vista di una persona normale, non eccessivamente addetta ai lavori. Su altri motivi per i quali mi invitano, sinceramente chiederei direttamente a loro e non a me.

Anonimo ha detto...

Ma infatti va benissimo che abbiano chiamato te a fargli qualche domanda, ci mancherebbe. Non so neanche di cosa si occupano gli altri blogger che erano con te.
Dico solo che magari uno che si occupa di libri e solo di libri e lo fa in maniera professionale, potrebbe non avere mai in tutta la vita l'occasione strepitosa che hai avuto tu.
Se ti scrive un commento acido, quindi, non prendertela. Nessuno ce l'ha con te e riversare la propria frustrazione in un commento su un blog è un modo per scaricare la propria rabbia. Sicuramente è una cosa che fa stare bene chi scrive e non chi riceve quegli attacchi, ma se capissi che non è con te. Invece a volte le tue risposte, capisco sulla difensiva, servono più ad alimentare questa rabbia che a capirla e smussarla.
Poi, oh, io che ne so, magari alimentare polemiche è anche un modo per avere più visitatori su un blog e renderlo quindi di successo, non sono una esperta.

Però, da una che ti legge da un anno circa, ti dico la mia: l'idea che mi sono fatta di te, leggendo i post è molto diversa da quella che mi sono fatta leggendo le tue risposte ai commenti.

Alessandra

Wonderland ha detto...

Alessandra: sono semplicemente umana, le parole che le persone scrivono - magari con leggerezza - non mi rimbalzano addosso, e come tutti alle volte perdo la pazienza, specie ultimamente. Ogni volta che scrivo un post, qualsiasi cosa io scriva, so che ci sarà una percentuale di persone che mi darà addosso a prescindere. Per dire cose sensate, cose di dubbio gusto o semplicemente per fare 'la voce fuori dal coro'. Non è facile restare sempre tranquilli e sereni. Purtroppo ai commentatori sono concessi toni che al blogger non sono concessi. Se rispondessi con lo stesso astio di alcuni, questo blog si svuoterebbe (giustamente) dopo tre giorni. Ma è anche difficile porgere sempre l'altra guancia, credimi.

Anonimo ha detto...

Giusto, capisco e apprezzo l'onestà e la sincerità di questa tua risposta.

Alessandra

Elena ha detto...

Cara Chiara,
è la prima volta che ti scrivo ma volevo semplicemente dirti:

quando passo dal tuo blog MI FAI STARE BENE!!
con le tue foto ed il tuo modo di scrivere. PUNTO.
GRAZIE!

Alicia Dexter ha detto...

Tralasciando il fatto che detesto coloro che commentano "Bene, brava, bis, sei geniale..." e a volte mi sembrano falsissime...

Lei scrive di un'intervista a Ken Follet (è così felice che quasi mi fa tenerezza e le darei un bacino:)) e quello a cui assistiamo è un veleno continuo e una discussione sul giornalismo sì o no?
E poi giudizi, giudizi, giudizi.

Cioè... ma come stiamo?

Scake ha detto...

A proposito mi dimenticavo di dirti che "fare meno" anche di una faccia truccata e "aggressive" come quella di alcune donne lanciate nel mondo della notorieta' di oggi la trovo di una onesta' disarmante.
Mi sei piaciuta anche per questo.
Scake

MarinaM ha detto...

ecco appunto @ Alessandra ha detto la cosa giusta "magari uno che si occupa di libri in maniera professionale" (a parte che Wonder diciamo che potrebbe intendersene avendolo scrtto un libro e vi assicuro che un conto è scrivere così per caso un altro quando ti trovi davanti una editor), il bello è questo a me personalmente in questo caso ed in altri - tipo appunto la recensione del film di Disney - piace un commento non professionale, un punto di vista diverso, non ingessato e non considizionato dall'editore, dal capo redattore e via dicendo.
quanto al definirsi giornalista o meno, come disse Rhett Butler a Rossella o'Hara "sinceramente cara me ne infischio".
:-)
MarinaM

LoveIs ha detto...

Scusate ma giusto per farvelo sapere all'albo dei giornalisti pubblicisti si può iscrivere qualsiasi cretino collabori con un giornale locale regolarmente registrato...E non mi uscite la storia che si deve dimostrare di essere pagati perchè ci sono 10.000 escamotage!Conosco fior fior di giornalisti locali iscritti all'albo che non sanno neppure usare i congiuntivi!
Non commento mai, ma quando ce vò ce vò!
E num.2 non mi venite a dire che aver successo con un blog è questione di botta di culo, perchè ci sono milioni di blog e se qualcuno ha più successo di altri e ha migliaia di contatti al giorno, forse un pizzico di bravura dietro c'è.
Se volete leggere blog di VERI giornalisti comunque il web ne è pieno, nessuno vi obbliga a star qua!

Anonimo ha detto...

Macchisene del tesserino. Il problema è che se scrivi un post in cui dici che sei andata da Ken Follet senza sapere cos'ha scritto, senza domande e senza registratore ma anzi facendoti consigliare domande dai lettori non è che dai proprio un'immagine del giornalista serio e professionale. L'hai raccontato tipo "ahò m'hanno detto vai lì, non avevo niente da fare, mi son fatta un giro". Che poi probabilmente non sarà stata così da svacco, mai l'immagine che mi hai passato è stata quella.
Cosa avrebbe dovuto pensare chi si sta sudando la gavetta leggendo che tra un cupcake e un trafiletto di vanity fair sei "passata" da Follet?
Chiara è una blogger molto brava, geniale e creativa. Ha avuto una grande occasione col libro e se la meritava tutta. Adesso sta vivendo della giusta luce riflessa della popolarità del momento. Ma credo sappia lei meglio di me che da adesso in poi la bravura da "giornalista" è tutta da dimostrare. Le auguro di farcela, e spero che questo marasma nei commenti la aiuti a scegliere dei post meno autocelebrativi. Come accennava qualcuno più sopra l'autoincensarsi è diventato più frequente. Può essere un'arma a suo vantaggio, ma è sicuramente un'arma anche molto pericolosa.

Mich

Wonderland ha detto...

Mich considero te, come tutti gli altri miei lettori, abbastanza intelligenti da capire che anche non prepararsi (o quantomeno prepararsi su altri aspetti) e, avendo un blog e molti canali social, dare risalto a domande in crowdsourcing, sia una strategia giornalistica.
Se mi è ancora concesso usare questo aggettivo... hehe.
A me sembrano comunque domande interessanti, e risposte interessanti. Questo è il senso di un'intervista. Come ottenerla, poi, problemi di chi la pone. Se aveste letto solo domande-risposte con un' introduzione più impostata, credo non avreste mai pensato che sono basate sulla mia (ironica) teoria del FAI MENO. Faccio male io, a pensare che avendo un blog che parla di me, è bello anche far vedere sprazzi di imperfezione, umanità, backstage non richiesti, comportamenti impopolari ma autentici, come nello spirito del mio blog dall'inizio?
Secondo me, no.
Ed è anche la forza, secondo me, di questo blog. Il motivo per cui, mentre scrivo, abbiamo superato i 120 commenti.

Anonimo ha detto...

Giusto per amore di verità....io su Instagram leggo journalist....e c'era anche su twitter ma on ci giurerei, forse l'hai tolto...

Wonderland ha detto...

Grazie, su Instagram ho corrett, su Twitter non c'è mai stato. Dubito cmq che a una community internazionale interessi se ho il tesserino o no. Dovrei assumervi come PA (personal assistant) perché come mi controllate voi... :)

mafalda ha detto...

@Carlo del 21/09 alle 17:39, chi chicca hai scovato! Grande!
Le avevo lasciato un commento sarcastico e non devo essere stata la sola, ha addirittura cancellato il blog :-D

Anonimo ha detto...

Ma 120 commenti di qui 60 sono critiche, e alquanto importanti... cosa ci stai dicendo Chiara? Che l'importante e' che faccia "rumore" e non il contenuto?

Bianconiglia ha detto...

@Alessandra, commento 116. Ma secondo te questo è ancora un mommyblog? Perché a me non sembra lo sia più da un bel pezzo, quindi da questo punto di vista non vedo il problema.
@Wonder. Se ti serve definirti, non vedo perché non semplicemente “scrittrice”: mi sembra un dato incontrovertibile. Quanto al fatto che non prepararsi e portare domande di terzi sia una “strategia giornalistica”: se era concordata con il committente, niente da dire. In caso contrario, ecco, confermo che secondo me potevi fare di meglio: le qualità le hai tutte. Comunque, come sempre, è questione di punti di vista: se committente e lettori sono soddisfatti, vuol dire che va bene così. Chi vuole qualcosa di diverso, lo cercherà altrove. Ciao

Anonimo ha detto...

Più di 120 commenti che hanno come argomenti principale fondamentalmente non l'intervista in se' (bella, brutta, domande interessanti, come e' lui, simpatico, disponibile, ecc) bensì sei davvero giornalista o no, Non mi pare un gran successo, se posso essere onesta. Cosi come i mille commenti sul fai bene a mandare tua figlia al mare coi nonni o no...insomma mi sembrano argomentazioni un po' vuote...oh in mezzo mi ci metto pure io che sto commentando eh!!!! NOn voglio assolutamente offendere nessuno per carità!!!). Solo magari cerchiamo di concentrarci di più sull'argomento proposto da Chiara nel post, no?Su Follett, in questo caso.
Poi certo, e qui pure io dico la mia (tanto ormai), mi trovo un po' d'accordo con Mich, con la seconda parte del suo commento. Ovvero, credo e spero Chiara sarà abbastanza intelligente da capire che sta vivendo il suo momento d'oro grazie al blog e al libro ma per fare della strada e continuare ad essere invitata a eventi o cose simili, bisogna continuare a impegnarsi, a far vedere che comunque si vale, e non bastano le mille foto che fa ai posti che frequenta o a se stessa dei suoi outfit e che posta sui social network (ma davvero sei timida? Non ci posso credere dai...!)..vanno benissimo per farsi pubblicità e per autocelebrarsi, ma alla lunga scadono (passami il termine) e soprattutto non bastano.
Io a differenza di altri amo i tuoi post più impegnati, sei cresciuta e va benissimo cosi. Credo sia questa la strada giusta. Forse sono una voce fuori dal coro, ma pazienza.

F.

Wonderland ha detto...

@Anonimo se una percentuale di 160 commenti è negativa, lo trovo è un OTTIMO segno: il blog è sano, vivo, discute, si confronta. Mi spaventerei molto se ricevessi 160 commenti tutti positivi, tutti d'accordo con me.

Anonimo ha detto...

Come ha detto F... .120 commenti hanno come scopo "ridimensionarsi"... lo trovi ottimo davvero? Spero di no, Chiara. Hai talento per andare avanti senza questi "trucchetti" (anche se capisco che non hai scatenato il dissenso), che alla fine mettono solo una pulce nell'orecchio dei tuoi lettori... e mi pare che cmq tu non abbia mai fatto una riga quando c'erano davvero 160 posts d'accordo con te.

Enzo ha detto...

pero' continui a censurare i commenti troppo severi. Quindi va bene essere critici, ma solo fino a un certo punto !

ps nel mio commento "censurato" entravo proprio nel merito dell'intervista, che secondo me e' di una banalita' pazzesca ed e' chiaramente il pessimo risultato del presentarsi davanti ad un grande scrittore senza essersi preparati.

Anonimo ha detto...

A me viene da ridere per tutti questi commenti sull'essere o meno giornalista professionista o pubblicista.
Prima di sparare a zero sulle persone: sapete l'iter per accedere all'ordine dei pubblicisti? Per la carta stampata/online si tratta di presentare 80 articoli la cui pubblicazione deve essere certificata, apparsi su una testata regolarmente registrata, nell'arco di 24 mesi. Stiamo parlando di 3,3 articoli al mese, circa. Che fatica scrivere 3/4 articoli in un mese, un grande mazzo! considerando che non parlo per sentito dire ma per esperienza personale (ho iniziato come "giornalista" in una radio dove ho avviato l'iter per l'iscrizione all'albo pubblicisti e vi posso assicurare che non era una vita terribile, se non per la scarsa retribuzione). Sapete perchè ho lasciato perdere? Perchè stavo buttando soldi (tralascio la questione perchè in teoria il pubblicista viene pagato per gli articoli che scrive, non deve pagare...ma appunto meglio che lascio perdere) e mentre lavoravo sotto-sotto-sottopagata, ho trovato un contratto che mi consentiva di mantenermi senza gravare sulle spalle dei miei, in un settore comunque attinente. Ad ogni modo, mettendo il caso che una persona abbia finito i 24 mesi necessari per l'avvio della pratica, per l'avvio dell'iter è necessario pagare 200€ all'ordine dei giornalisti. Così,per "coprire le spese dell'istruzione della domanda", che se non viene accettata nessuno ti restituisce ;)
Se poi sei così sfigato da essere residente in una delle regioni in cui è obbligatorio sostenere un "esame" per l'iscrizione, finiti i 24 mesi devi sottoporti alla prova...e pagare altri 100€. Mica in tutte le regioni però, bella equità ;)
Detto ciò prima di terminare il suddetto iter, come anticipavo, io ho trovato lavoro come producer: oltre ad occuparmi di aspetti produttivo/organizzativi, lavoro lo stesso come giornalista, ma per carità, non oso definirmi tale per rispetto di chi è entrato nell'albo grazie ai soldi sborsati per fare la scuola di giornalismo o grazie alle conoscenze -i contratti da praticante si contano sulle dita di una mano, perchè poi a scadenza l'azienda deve assumerti a tempo indeterminato, e non sono esattamente i tempi migliori per avere un contratto del genere sotto i 30 anni-. Non ho più voglia di perdere tempo e soldi per entrare nell'albo, dal momento che non è obbligatorio per lavorare -anzi spesso se non sei iscritto trovi lavoro più facilmente perchè "costi meno" a livello di contributi e retribuzione minima-
Tra l'altro il lavoro che faccio ora mi piace molto di più di quanto non potrebbe piacermi scrivere o fare servizi "tradizionali", non mi sento per nulla "di serie b".
Così, tanto per far presente che non è l'ordine a fare di una persona un giornalista.
A volte utilizzare quella parola per definire il proprio lavoro è anche un modo più semplice per far capire alle persone cosa si fa per campare,e lavorare "come giornalista", se fatto con impegno e serietà, non ha bisogno di certificazioni.
Poi il rispetto della deontologia professionale sta al singolo, e non penso sia necessario un organo collegiale perchè la si rispetti (oppure all'estero, dove non esiste albo, i giornalisti sono tutti impostori che si fregiano di un titolo che non gli appartiene?)
Io sono molto scettica, poi fate voi.


daimon

Gnegnegne ha detto...

Adesso dalla diatriba sul tesserino da giornalista passiamo a quella sui commenti. Io spenderei due parole anche sul look scelto per l'intervista, fossi in voi, mi pare una tematica rilevante che ancora non abbiamo sviscerato...Chiara vuoi discolparti pubblicamente per aver indossato una t-shirt stampata in siffatta occasione?

Raffaella ha detto...

WOW, io sono senza fiato dopo questa discussione...
Brava Wonder, certi vespai li sai creare solo tu!!! :)
L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è che sei andata ad intervistare KF completamente impreparata... ecco io sarei "morta di vergogna" per non sapere nulla sui suoi libri (non sono una sua fan).
Quanto alla botta di culo, io non la vedo così, ti hanno dato una grande opportunità e tu hai come sempre fatto del tuo meglio.
Mio marito ha il tuo stesso "problema", non ha il tesserino ma scrive sia x la carta stampate che per siti internet. Non si è mai posto il problema (forse perchè ha sempre scritto per giornali e riviste straniere -tra cui The Guardian). Ti assicuro che ha colleghi e amici che hanno il famoso tesserino e non sanno mettere insieme due parole di italiano (figuriamoci d'inglese!).

Un abbraccio
Raffaella

Anonimo ha detto...

A proposito dell'ordine chi vi scrive è giornalista pubblicista ormai da parecchi anni. Ci vuole tanto ad avere il tesserino? No, è una cazzata. Devi fare esami o essere particolarmente in gamba? Nemmeno. Devi solo PAGARE. Per iscriversi, almeno nella mia regione, ti chiedono circa 400 euro. Devi aver scritto un tot di articoli (pagati anche cinque euro l'uno) in un tot di tempo. L'ordine ha tutto l'interesse ad iscriverti perché si becca subito 400 euro e poi 90 ogni anno. Mica scemi! Molte persone che scrivono per il mio giornale pur avendo i requisiti per richiedere il tesserino hanno preferito evitare: nessuna voglia di sborsare una tale cifra. Comunque, sarete tutti più tranquilli sapendo che da agosto le cose sono cambiate e non sarà più possibile diventare pubblicisti. OLÈ!

E tutta la sorpresa sull'invito Mondadori? Ma avete presente come lavorano gli uffici stampa? Sembra di no. Devono solo organizzare l'evento, fare in modo che ci siano un tot di persone, fare in modo che se ne parli. A me hanno chiesto duemila volte di andare all'incontro stampa con Abraham Yehoshua ad un festival. E, scusate, ma Ken Follet può nascondersi a confronto. E chi sono io? Nessuno. Date così importanza a questo evento con Follet perché non avete idea di come funzionino queste cose, del fatto che lui ne avrà fatti milioni di incontri così, che nel suo contesto una roba così non conta niente (anche se immagino che questo non gli abbia impedito di essere gentilissimo).
.

Chiara, andare da ken Follett conciata in quel modo ti fa guadagnare mille punti! Niente trucco, occhialuta, pallidina, t-shirt. Insomma, mi chiedo quante di queste tue formalissime e burocratiche lettrici si sarebbero presentate in tiro. Già le immagino... ;-) Ti ho vista più in tiro al mare con tua figlia.
Serena

Anonimo ha detto...

Mi viene da rispondere a tutti i commenti che leggo sopra: ma cosa vorreste tutti quanti?
Una poverina che continua a dire quanto sia emozionante vivere questa esperienza all'estero ma che chiaramente si sente annaspare, che domani se il marito si trasferisce nuovamente dovrà dire quanto sarà bello iniziare una nuova avventura ecc, ecc...da un'altra parte, per una volta che le capita un'occasione così particolare, che cosa avrebbe dovuto fare, rifiutare perchè non all'altezza?
Suvvia rosiconi...
Stef

Anonimo ha detto...

Mi sorprende che questo post sembri averti scombussolato nell'umore. Hai un blog? Sai che se ci scrivi tot sconosciuti verranno a leggerlo. Chi per curiosità (come me), chi per affetto, chi per screditarti a titolo gratuito. Tutti i commenti sono sottoposti a tua autorizzazione, alcuni li puoi eliminare a piè pari se ti danno così fastidio. Tutti quelli che sentono la spinta a scriverti espimono il loro punto di vista. Chi ha una sorta di affetto verso di te come persona sarà sempre gentile e magari tacerà quando è in disaccordo con te, chi come me è qui per curiosità e ha voglia solo di esprimere la sua opinione lo farà sempre e comunque, positiva quando gli piace il tuo post negativa quando legge cose che sono contrarie alle sue prospettive di vita. Scrivi un post in cui ti mostri imperfetta? Ok lo sanno tutti che in fondo sei umana, io per prima sono piena di difetti...ma non li scrivo in un blog, e se lo facessi metterei in conto che un post di questo genere suscita soprattutto critiche. Tra tutto quello che è qui commentato avrò letto 2 o 3 commenti cattivi, ma sono così plateali che sicuramente non li hai nemmeno considerati. Gli altri sono punti di vista diversi dal tuo, punto. Hai ottenuto il risultato di fare il post della settimana, che ha smosso un argomento per svariati giorni in svariate persone che hanno letto alla fine di questa Mondadori e di questo libro. Obiettivo centrato, sempre brava. MA non provare a far credere che i commenti a questo post ti hanno ferito. Sei troppo intelligente per non aver messo in conto le diverse reazioni. Non prenderci in giro, questo è brutto ed è questo meccanismo che non è accettabile per avere più commenti possibili.

Raffaella ha detto...

WOW, io sono senza fiato dopo questa discussione...
Brava Wonder, certi vespai li sai creare solo tu!!! :)
L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è che sei andata ad intervistare KF completamente impreparata... ecco io sarei "morta di vergogna" per non sapere nulla sui suoi libri (non sono una sua fan).
Quanto alla botta di culo, io non la vedo così, ti hanno dato una grande opportunità e tu hai come sempre fatto del tuo meglio.
Mio marito ha il tuo stesso "problema", non ha il tesserino ma scrive sia x la carta stampate che per siti internet. Non si è mai posto il problema (forse perchè ha sempre scritto per giornali e riviste straniere -tra cui The Guardian). Ti assicuro che ha colleghi e amici che hanno il famoso tesserino e non sanno mettere insieme due parole di italiano (figuriamoci d'inglese!).

Un abbraccio
Raffaella

Rebecca ha detto...

wow che "polveroni"che a volte succedono nel tuo blogg... sorrido e ti ammiro per essere in grado di incassare ancora una volta tutti questi commenti, negativi o meno, ma per me, come ho scritto in altri post, retsa di fatto, che l'invidia e il rosicare, sono delle brutte bestie. Brava ancora.

Anonimo ha detto...

Ma perchè hai cancellato il blog "il frenetico mondo di gaia" con l'articolo linkato da Carlo?
Dai, dov'è finita la tua autironia?

Comunque se cerchi un profilo professionale col quale presentarti credo che "scrittrice" risponda perfettamente alla realtà.

Lorenza ha detto...

Due considerazioni generali nate dai molti (non tutti!) commenti letti: credo che la "botta di culo" sia trovarsi nel posto giusto, al momento giusto, facendo la cosa giusta. Però il talento lo devi avere per andare avanti. E io credo che Chiara lo stia ampiamente dimostrando: creare un blog così strutturato, scrivere bene e fare bellissime foto non mi pare una semplice botta di culo. E poi: dove sta scritto che solo un giornalista con tesserino può fare domande a uno scrittore durante un incontro? I "titoli" hanno il loro valore e la loro utilità, ma alla fin fine conta quello che sai fare e come (e lo dico sia da traduttrice qualificata che si vede rubare il lavoro da universitari con la zia madrelingua, sia da insegnante non abilitata che fa il suo lavoro con impegno, ma che ci rinuncerebbe immediatamente per avere una Scuola degna di tale nome e in cui non regnassero il caos e l'improvvisazione come succede da anni).

sternflammende ha detto...

Alcune osservazioni discordanti (alle quali io stessa ho contribuito) magari sono poco piacevoli per l'autrice, ma per favore, smettiamo di dire che chi non è d'accordo è semplicemente invidioso. Altrimenti si scade ai livelli dei fashion blog. Se c'è una certa invidia da parte mia nei confronti di Wonder, forse è perché mi piacerebbe lavorare nel settore in cui è attiva lei: è quindi traducibile come malcelato spirito d'emulazione. Forse è la stessa cosa che smuove quei lettori tacciati d'invidia e rosicatio.

That's all

sternflammende ha detto...

Alcune osservazioni discordanti (alle quali io stessa ho contribuito) magari sono poco piacevoli per l'autrice, ma per favore, smettiamo di dire che chi non è d'accordo è semplicemente invidioso. Altrimenti si scade ai livelli dei fashion blog. Se c'è una certa invidia da parte mia nei confronti di Wonder, forse è perché mi piacerebbe lavorare nel settore in cui è attiva lei: è quindi traducibile come malcelato spirito d'emulazione. Forse è la stessa cosa che smuove quei lettori tacciati d'invidia e rosicatio.

That's all

Anonimo ha detto...

anonimo del commento 145.. il blog se lo sarà cancellato Gaia da sola. probabilmente per la prima volta si è trovata commenti da utenti normali e non solo da suoi amici e conoscenti. e non è stata in grado di sostenere la sua opinione.

non è la prima volta che cancella dei post, questa vola però ha preferito eliminare tutto!

Gaia (un' altra!)

Anonimo ha detto...

Io credo so debba guardare alla qualità dei commenti, non alla quantità. Mi spiego: non credo sia un gran buon segno avere in questo caso 160 commenti che NON parlano principalmente del post, bensì della questione giornalista si/no. E questo, secondo la mia modesta opinione, non e' bello. Insomma, tu scrivi di un'intervista a Follett e sarebbe un successo se tuuuuutti questi commenti fossero incentrati sul TIPO d intervista, sull'autore, sui libri...non che ci si fossilizzi su critiche a te! Al
A tua persona e a quello che fai...non so se mi spiego. Io ti leggo molto spesso e il tuo blog mi piace, ma ho notato purtroppo, e sottolineo purtroppo, che quando ci sono molti commenti e' perché ti stanno criticando...io di SANE discussioni qui non ne ho presenti. Non pretenderei certo solo lodi nei tuoi confronti, ma ecco in questo caso io avrei considerato come un successo la presenza di molti commenti che si ti criticano, ma magari sulle domande poste,sul tipo di intervista...alcuni ce ne sono, ma quanti? Un 10%, forse.
A me per esempio leggendo il post verrebbe in mente di chiederti come e' Follett: se la tira? E' disponibile? Io (che non leggo i suoi libri e quindi non so nulla di lui) sarei curiosa di sapere come ha iniziato a scrivere, per esempio...

Chiara

sternflammende ha detto...

@Chiara (commento delle 11.13) quello che tu hai constatato è purtroppo una deriva generale della blogsfera. Nel momento in cui un blogger, con la sua personalità, riesce ad imporsi come maker/influencer, è normale che sorga una smodata attenzione alla sua persona più che su quello che scrive.

sternflammende ha detto...

@Chiara (commento delle 11.13) quello che tu hai constatato è purtroppo una deriva generale della blogsfera. Nel momento in cui un blogger, con la sua personalità, riesce ad imporsi come maker/influencer, è normale che sorga una smodata attenzione alla sua persona più che su quello che scrive.

Rebecca ha detto...

@ sternflammende ; anche sul tipo di invidia si potrebbe parlare all'infinito, invidia buona o cattiva??? Per me invidia cattiva in questo post era l'essere puntigliosi su C.V. tesserino, motivo dell'invito... Invidia buona è "ok, sono invidiosa di lei perchè è arrivata ad un determinato livello, ma ti ammiro, cerco di capire come hai fatto, mi impegno ... e di certo non ti mollo smazzate sui motivi sopra scritti..." Tutto qua. Con ciò benissimo i commenti poco piacevoli, ma a volte si passa, per conto mio la soglia del rispetto, e si legge tra le righe cattiveria, che al mondo ce ne già tanta...Ecco l'invidia ed il rosicare che intendevo. scusate la lunghezza, ma nemmeno passare per quella che la difende sempre a spada tratta; poi magari nemmeno ti riferivi al mio commento :-)

Anonimo ha detto...

Certo Wonder, io mi riferivo al fatto che in un commento hai scritto che la forza di questo blog er anche il fatto che questo post aveva raggiunto gli oltre 120 commenti...ecco se io avessi un blog non so se mi andrebbe che di questi 120 più della meta fosse incentrata su critiche alla mia persona e non su quello che ho scritto...il mio commento nasceva anche dal fatto che ci sono altri blog moooolto commentati nei quali si trovano appunto commenti solo sul post, non critiche all'autore. Tutto qui.

Chiara

sternflammende ha detto...

@rebecca: no, ho fatto una considerazione generale sul "tono" dei commenti, dal momento che io stessa non sono stata uno zuccherino. Secondo me l'"invidia cattiva" è quella che si traduce in veri e propri insulti (il post come aria ne è una prova). Essere puntigliosi sul cv può sì indicare una sorta di curiosità morbosa, ma è anche un modo per scoprire come ha fatto ad arrivare dove è, dato che lei fa un lavoro cui molte delle lettrici aspirano. E vedere il percorso fatto dagli altri può cmq aiutare chi magari non sa bene come muoversi, no? Io per prima non sono in linea con molte delle idee dell'autrice, ma la leggo come "caso di studio" di persone che ce l'hanno fatta nella ormai quasi defunta rete 2.0

Fr@ncesc@ ha detto...

Risfogliando il numero di Settembre di Glamour ho trovato un articolo di Tommaso Sorchiotti che forse puó interessarti, sulla nuova figura del "citizen journalism". Tra l´altro Sorchiotti scrive " Amo ripetere la definizione del professor Jay Rosen: citizen journalism é quando la gente, in altri tempi pubblico, usa gli strumenti della stampa che sono in suo possesso per informarsi l´uno con l´altro".
Se pensi che il pezzo possa interessarti, Chiara, te lo scansiono e te lo invio via mail.
Ciao!

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