il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

mercoledì 10 ottobre 2012

La nursery

Sono rifugiata in un Caffé Nero (ogni tanto cambio), il collo nel golfone di lana, una zuppa di carote e coriandolo bollente davanti, il computer acceso e le mie cuffiette con tutto lo scibile sonoro su Spotify.
Il Nirvana esiste.
Non avrei mai potuto fare tutto questo a Roma, e mi dispiace che questa cultura del 'vivere' i bar e i locali non sia più sfruttata ('signorì, che ha finito cor caffé che me serve'r tavolino?' - 'le porto il conto?' aka 'te ne voi andà sì, o no?').
Poi vabbé, voi state in manica corta e al supermercato non vendono spaghetti in lattina.
Punti di vista.
(Mi rendo conto ora che questa zuppa è un litro.)
(E' entrato uno che sembra Chuck Norris.)
Porpi è alla nursery, ieri per la prima volta mi hanno telefonato dicendo che forse non stava bene, era piagnucolosa, e se non si 'rallegrava' entro mezz'ora sarei dovuta andare a prendere ('forse ha la febbre, la vediamo abbattuta').
Dunque poco dopo sono andata a prenderla, sulla porta della nursery miagola tutto il suo dolore, poi andiamo a casa e inizia a saltare sui divani.
Temperatura: 35.8
'Porpi, what's up?'
Ennò sai maaami (lei adesso mi chiama maaami e io mi incazzo a bestia quando mi chiama 'mà' come le adolescenti, quindi per protesta la chiamo Viò, allora lei risponde no, non chiamarmi Viò, chiamami Lé. E che è Lé? Lé è Leopardo. Ma non eri un topo? No, un leopardo.).
Ennò, sai maaami è che io aveovo portato un gioco e i bambini lo prendevano, quindi ero upset.
-.-
Comunque lasciate che vi elenchi la meraviglia della nursery inglese, che io amo.
No, davvero, magari con le Primary e Secondary school hanno dei problemi, ma le Nursery.
Non so, io mi sarei divertita da pazzi in una Nursery inglese.

 Intanto entri e sono tutte iper-decorate coi lavoretti dei bambini: bandierine appese di qua, dipinti di là, autoritratti, cartonati, fiori che pendono dal soffitto, cartelloni.
E poi hanno questi tavolini e aree tematiche: area dipinto, area ritaglio/incolla, area libri, area cucina, area costumi, area sabbia e acqua, area cucina etc.
Sono davvero molto stimolati dal punto di vista creativo, e lo apprezzo moltissimo.
Capita spesso che Viola torni a casa con biscotti cucinati in classe insieme agli altri bimbi, disegni e collage, piccoli craft.
E reward stickers :)
Sarà un sistema per noi forse troppo causa-effetto, ma io questa cosa di riconoscere sforzi e progressi dei bambini e 'premiarli', lo trovo incoraggiante ed efficace.
Ad esempio: ai bimbi che salutano i genitori senza lagne timbrano uno smile sul braccio.
Se durante il giorno si sono comportati bene o distinti in qualcosa, tornano a casa con uno sticker attaccato alla tshirt (es. Super! o Very Good! etc.)
Se poi fanno qualcosa di nuovo, o lo fanno molto bene, ecco che arriva il Certificate of Achievement:

Per aver scritto il suo nome bene :)

E' qualcosa di cui vanno orgogliosi, li sprona a migliorare.
Di contro, come tutti i sistemi meritocratici, penalizza chi non ha certe doti. Magari il bambino meno diligente e concentrato non riceve stelline o stickers, ma le aree di comportamento che valutano sono così varie, e così miste tra personali, sociali e scolastiche, che credo ognuno abbia i suoi punti di forza, quelli di cui essere fiero (poi vi dirò se è lo stesso anche alla Primary).
Un'altra cosa che mi piace molto, è che incoraggiano i bambini alla lettura.
C'è una piccola libreria della nursery e ogni giorno i bambini lasciano il libro preso il giorno prima (si presume letto con i genitori prima di andare a dormire) e ne prendono uno nuovo.
Nel corso della settimana ci sono piccoli 'eventi', ad esempio il venerdì è il giorno dello 'show&tell', ovvero ogni bambino porta in classe un suo oggetto e lo racconta agli altri.
Ogni tanto ci sono degli afternoon tea in cui le mamme cucinano dolci e cupcakes.
Ci sono riunioni scolastiche dei genitori... ma al pub di zona :)
Ci sono feste, spesso nate anche per avvicinare le diverse culture presenti nella scuola, che ospita bambini provenienti da 48 nazioni diverse. Viola non ha altri italiani in classe, in compenso ha cinesi, thailandesi, francesi, australiani, indiani, africani e... sì, anche qualche inglese :)
Quindi durante queste feste viene spesso chiesto di cucinare locale (prossimamente ci sarà l'International Food Fair nella hall della scuola, per dire).
Altro? Ah, cose come l'Halloween Disco Party per i bambini. Adorabile :)
Insomma, mi piace tanto il modo in cui gli inglesi, per cultura, si danno tanto da fare quando si tratta di occasioni, creatività e feste. Lo trovo un modus operandi molto vicino a quello che io sono, e a quello che voglio offrire a Porpi.
Che magari fa i capricci per tornare a casa, qualche volta si dimentica di mettere la giacca anche se fanno 12 gradi, ma mi sembra sia felice.
E quando la lascio, ogni tanto, mi fermo qualche minuto a sbirciare dalle finestrelle della nursery che danno sulla strada. E se la vedo ridere, saltellare, prendere per mano qualche bimbo, la mia giornata è decisamente migliore.



Condividi

98 commenti:

pasita ha detto...

Porpi è fortunata. Tu pure.
Io ti leggo e sogno.
grazie.
Pat

stefy ha detto...

confermo tutto: ho una bimba di 6 anni alla primary e un bimbo di 3 alla nursery.
Siamo arrivati a febbraio in quel di cambridge e mi ritrovo tantissimo nelle tue osservazioni :)

Giorgia Percosasiamonati ha detto...

questa sì che è vita: la bimba in nursary, e tu a passare il tempo in un caffè londinese. L'unica cosa che mi viene da dire è Ma Che davvero? Complimenti :)

Claudia ha detto...

ottimo!! che bello, è un sistema che mi pare ottimo, in linea con il senso civico e di comunità tipico degli inglesi.
mi sarei divertita anch'io, sob, invece che dalle suore e piagnucolavo tutte le sante mattine... :-(
invece questo che racconti tu mi piace, ci intravedo davvero un ottimo incipit per quelli che tra non moltissimo, poi, saranno i cittadini adulti di una nazione.
e poi: ma quanto è adorabile la porpi che dice che è upset?!! sta già prendendo su il tipico carattere britannico :-))
ciao ma'!!

indechiffrable ha detto...

che meraviglia.

Wonderland ha detto...

@Pasita avrei voluto essere lei alla sua età! Mi rendo conto di farle un grande regalo e ne sono felice.

@stefy vero? Menomale.

@Giorgia grazie! In realtà più che passare il tempo lavoro.. sperando sempre di avere più tempo. Ma è piacevole!

sternflammende ha detto...

Forse vivo in una realtà particolare, ma sin da quando ero all'asilo sono sempre stata premiata per i successi raggiunti (e punita per gli insuccessi). E' un metodo vecchio come il mondo (as old as time) che a scuola dà risultati eccellenti: sai quanto studiavo volentieri, sapendo che un buon voto avrebbe significato un premio? Certo, non è groundbreaking ma è comunque dall'efficacia comprovata.
Mette un po' di pressione addosso ai piccoli ,però

carolina magrini ha detto...

Questo tuo post dovrebbe essere inviato direttamente al Ministero dell'Istruzione italiana. E' raccapricciante quanto, invece, nel nostro Paese ci sia poca meritocrazia, non ci sia innovazione (il ché non significa tecnologia!), ci sia un lassismo generalizzato imbarazzante.
Mi piace molto quello che hai scritto; gli ambiti di premiazione sono talmente vari che ogni bambino avrà sicuramente il suo punto di forza. La motivazione non deve esistere solo per i numeri UNO (o presunti tali) ma anche per chi apparentemente ha delle difficoltà e magari ha bisogno soltanto di più tempo per trovare un suo talento.

Noemi Gallo ha detto...

Anche io voglio andare alla nursery!! E invece mi è toccato andare in un banale asilo...!! ;D

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

Però Ma' si dice pure qui a Roma... alla fine c'è continuità :D

Elle ha detto...

Condivido pienamente, non c'é paragone per quanto riguarda la creatività che hanno nelle cose e lo trovo eccezionale!

Marchesa De Carabas ha detto...

La mia Bubu va al nido da un mese e l'ultima tua frase... quasi mi fa scendere la lacrima perché faccio così anch'io :)

Cucina Mon Amour ha detto...

Che bella realtà!!!
Da piccola non mi piaceva la scuola, mi sentivo male fisicamente, ma a quell'epoca non era un problema da risolvere...
E con questo racconto mi sono rivista da piccola e quanto mi sarebbe piaciuto ritornare a scuola in un ambiente del genere.
Capisco il tuo restare qualche minuto in più per vedere se lei sta bene. Io avrei fatto lo stesso.
E quanto mi piacerebbe trovare un posto a Roma che potesse prendere un caffé,scrivere, stare lì... Ma non ci sono...
Un saluto.
thais

Marion ha detto...

che bello e che forte lo zainetto di peppa, mia figlia impazzirebbe :D
senti ma quando tocca a Viola raccontare un oggetto o una favola è già capace? come va con la lingua?
p.s. a Milano c'è già di più la cultura del "vivere" il bar

Cristina ha detto...

Bè più o meno anche alla scuola dell'infanzia di bimba era così e la cosa mi rallegra il pomeriggio.. Di solito quando racconti le cose sospiro pensando a come siamo lontani anni luce qui dalle mie parti, ma questa volta è andata! Siamo in linea con London..quasi quasi domani passo a salutare le maestre che aveva bimba e racconto loro che sono avanti!

Starsdancer ha detto...

Sarà che siamo stati fortunati noi ma alla scuola materna del mio Deddè fanno tantissime attività creative, ci sono gli angoli per creare come li hai descritti tu, alle pareti appesi lavoretti fatti dai bambini, disegni, cartelloni e bandierine o fiorellini (a tema con le stagioni dell'anno). Anche qui usano il sistema per incoraggiarli a fare meglio, Deddè torna spesso con libri regalati dalle maestre perchè è stato bravo a fare qualcosa, e li elogiano moltissimo anche davanti agli altri e ai genitori e se c'è qualcosa che non va glielo fanno notare, però non in maniera pressante. Li incoraggiano anche a stare tutti insieme a non escludere nessuno, ai valori dell'amicizia e dell'accettare tutti anche se sono compagni che non piacciono.
MI sembra molto bello il sistema inglese, ma anche quello italiano non è da buttare via, anche perchè molto spesso le nostre maestre fanno sforzi incredibili con quel poco che hanno.

Cristina ha detto...

Ho una piccola richiesta Chiara e non so se è possibile visto che tu avrai una marea di visite e quindi non so.. Faccio sempre una gran fatica a decifrare il codice captcha che compare per poter commentare sul tuo blog..Da quando sono in azienda tutto il giorno, leggo a razzo i post dei miei blog favoriti e cerco di commentare altrettanto a razzo prima che mia suocera mi incenerisca con lo sguardo..Ma con il codice diventa complesso.. Si può far qualcosa? Grazie in anticipo :)

Anonimo ha detto...

Non ci rimanere male.....ma...CHE INVIDIA!!!!!
Ho un bimbo di un anno e sogno una scuola materna così...proprio come la descrivi tu.....ma di certo...qui..in Italia..nel piccolo paese in cui vivo......NAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA...non sarà mai cosi!!!

MammaInSE ha detto...

Oh be, indubbiamente la creativita' alla nursery si spreca e la mia signorina che adoooooora il messy play, ogni giorno mi arriva a casa con i capelli di quattro colori diversi, i biscotti che ha cucinato ed il playdough che ha fatto (sissignori FATTO) con la maestra!!! L'unico problema e' che tutte le sante sere la devo metteremin candeggina prima di andare a letto ;)

Paola ha detto...

Ma già con il maglione di lana? Qui a Roma oggi era agosto!
Sto per andare a prendere le mie bimbe di 4 anni a scuola: pensa l'altro giorno mi hanno detto che a leggere glielo DEVONO insegnare alle elementari, non spetta a loro della materna (visto che sanno leggere quasi tutto l'alfabeto, speravo le incoraggiassero invece mi hanno smontato)
buuuuuuuuuuuu
ciao Paola

Lens & anything Else ha detto...

c'è poco da fare gli inglesi per certe cose hanno una marcia in più. Interessantissimo sapere che già da piccoli ti fanno capire che significa meritocrazia, cosa che qui in Italia è impossibile far entrare in zucca ad un adulto.

p.s.=sono sicura che Viola sia felice e penso che hai fatto una scelta splendida e coraggiosissima a trasferirti. Viola è veramente una bambina fortunata!!

cavoliamerenda ha detto...

che bella Porpi col grembiulino davanti alla porta di casa :) e che bello poterle offrire tutto questo!

Per il lavoro al caffe' nero, la porta di casa smaltata con i mouldings sui muri e la cultura sociale degli Inglesi... nostalgia bruciante.

PS non essere upset se parla una lingua Pidgin italiana-inglese, secondo me vuol dire che e' felice e si e' ambientata bene. E che quella parola che in Italiano non trova (perche' in effetti non c'e' proprio uguale) la trova in Inglese, che sente come una risorsa in piu' a cui attingere.

O forse mi immedesimo troppo perche' a un anno dal ritorno continuo a usare parole inglesi efficaci nel mezzo del discorso chiedendo a interlocutori imbarazzati "ma come si puo' dire in Italiano?" Ma questa e' un'altra storia.

Anonimo ha detto...

con questo infallibile sistema mio figlio ha imparato a dargliela su con la scuola...
se dopo un po' non riusciva/non otteneva un premio decideva che non valeva la pena di impegnarsi, tanto non lo avrebbero premiato....
e dopo un po' ci si abitua ad essere quello che tanto il premio non lo prende
i bambini ci mettono poco ad accorgersi chi prende spesso premi vari e chi non ne prende mai, e così da subito imparano a fare la classifica tra chi è bravo e chi non lo è...

...se un bambino ha il magone a lasciare la mamma non solo ha problemi di distacco, ma lo colpevolizzano pure !!

bisognerebbe lavorare sul motivo per cui un bimbo non riesce, comodo limitarsi ai premi/punizioni !
sarà un sistema vecchio come il mondo, ma nel 2012 un minimo di progressi ci possono essere, o no?
GG

Morna ha detto...

Io abito in un piccolo paesino sperduto tra i monti, ma l'asilo (azz! scuola dell'infanzia!) ma anche il nido, non sono molto diversi.
Anche qui ci sono le aree tematiche, l'angolo dei travestimenti, l'angolo della pittura, dei libri e l'angolo dei travasi, con farina gialla, bianca ecc. C'è una piccola biblioteca, ma per i genitori, con libri di pedagogia e psicologia dell'infanzia. Quello che invece manca è il rapporto tra genitori. Uniche occasioni sono la festa dei nonni, dove ognuno porta qualcosa, e a natale, stop. Quello andrebbe migliorato. Al momento, sana invidia per la pace nel cafè, io devo scrivere rubando minuti preziosi al lavoro!!

Aristogatta ha detto...

Ok, dobbiamo prendere atto che qui in Italia, nella maggior parte dei casi, un asilo così ce lo sognamo. Tutte queste attività coinvolgenti e tutti questi stimoli la scuola del Bel Paese non li da. Una mia amica fa la maesrtra d'asilo e a quelle pore creature dopo che le hanno fatte cantare e disegnare tutta la mattina alle 12 se magna e se poi non dormi so' ca... cchi!! Detto ciò, quello che mi sono sempre chiesta io è: ma per quale motivo, invece d'invidiare e kagnarci, non ci miglioriamo prendendo le cose buone degli altri paesi e viceversa? Boh!

cavoliamerenda ha detto...

uuups ma e' una giacchina! L'avevo presa per un trendy-grembiulino :)

mela ha detto...

Beata Porpi! Io penso alla mia piccolina e mi viene il magone... Cate ha iniziato da un mese la materna (comunale=non si paga=non puoi pretendere), nella sua classe sono in 26 di 3-4 e 5 anni, le maestre sono 2 che stanno insieme solo per 2 ore al giorno, finchè è bel tempo li piazzano in giardino che per carità, è bello, ma l'attività cerebrale che li impegna di più è non cadere dallo scivolo, quest'inverno non so... Intanto lei che mai se l'era fatta addosso ha cominciato a farlo (non li portano in bagno? non glielo dice? Mah!) e la sera si rifiuta di lavarsi le mani, insomma sta regredendo! Sono così incacchiata che aspetto di sbollire per farci un post! Maledetta scuola italiana!

Fenice ha detto...

Leggendoti mi è ritornata in mente la mia prima insegnante di Inglese.
Avevo cinque anni e mezzo ed ero particolarmenmte fortunata, frequentando una scuola privata, a poter fare inglese dalle elementari e per di più con un'eccellente madrelingua.
Si chiamava Mrs. Brigitte e mi ha fatto amare l'inglese fin da subito.
Il primo giorno entrò in classe con una pila di sterline finte. Ne dava ad ognuno di noi ogni volta che facevamo i compiti e le raddoppiava se facevamo qualcosa di particolarmente bello o particolarmente bene.
A fine anno c'era la conta delle sterline e chi ne aveva di più vinceva un premio ed un posto di primo piano al saggio scolastico.
Considerando che mi sono laureata in lingue, poi "masterizzata" in mediazione lingustica ed ho lavorato molti anni come traduttrice/interprete, direi che con me il sistema ha funzionato alla grandissima =0)
Sono tanto felice per te e Porpi, ma tanto è.

Saretta

rosy ha detto...

Ciao Chiara!
anche io in questi giorni sti vivendo esattamente queste tue stesse sensazioni. Il mio bimbo ha iniziato la nursery da una settimana, anche se e' molto piu' piccolino della tua Viola, perche' ha solo 14 mesi. E' stata una scelta complessa e la ricerca del nido giusto e' durata quasi sei mesi. Direi che superato l'impakatto della forte differenza a livello di spazi e atmosfera con i nostri asili italiani ( qui sembrano piu' delle case che delle scuole ), nonche' del menu' con bastoncini e piselli ( un cruccio per tutte le mamme italiane che tirano su i bimbi ad olio evo e parmigiano ) la nursery inglese e' secondo me straordinaria. Sono rimasta due ore a bocca aperta quando mi hanno raccontato delle mille attivita' con cui stimolano e fanno giocare i bambini, e' tutt'altro che un parcheggio per bimbi di genitori indaffarati, e' una scuola di vita dove i piccoli imparano a far parte di una comunita', a dividere i loro giochi, ad essere una squadra, e dove vengono stimolati tantissimo in base alle loro naturali predisposizioni. Non so bene come funzionino i nidi in Italia, ma qui sicuramente io ci avrei mandato Giulio anche se non avessi dovuto lavorare, e' un'esperienza di arricchimento unica per lui. E quando la sera lo vado a prendere e dalla finestrella della porta lo vedo sereno che gioca con gli amichetti di tutte le nazioni e poi mi viene incontro sorridendo anche io mi sento cosi' felice e soprattutto riesco ad affrontare la mia vita di mamma lavoratrice con tanta piu' leggerezza nel cuore. Un bacio. rosy

PAT ha detto...

Che figata gli stickers sulla maglietta, almeno sono stimolati a migliorare.
Qui purtroppo è molto diverso. Per esempio nella classe di mio figlio la maestra l'altro giorno non li ha portati in cortile a ricreazione perchè uno di loro si era comportato male. Così per colpa di uno gli altri 23 sono rimasti in 30 mq e il tipo che aveva fatto l'idiota che si sentiva una star!! Ancora mi fumano le orecchie......

sternflammende ha detto...

Uno svantaggio dei premi assegnati dopo buone performances è che stimolano tantissimo la competitività: anche alle elementari, almeno per quello che ricordo, era una lotta a chi prendeva più stelline, un confronto ocstante tra chi avesse preso il voto migliore in quella prova e chi invece mantenesse una media nel complesso più soddisfacente nonostante magari non avese preso il massimo nella prova in questione.
Se vi intereessa, da un punto di vista culturale, questa competitività è un retaggio dell'etica protestante, almeno secondo il mio ex professore di storia.

Francesca ha detto...

Non sai quanto ti invidio!!!
Mi consolo...sapendo di non essere l'unica! ;)

...ma la notte no! ha detto...

Spezziamo una lancia a favore dell'Italia, che non sia legata al clima. Nel nido (comunale!) di mio figlio c'è una mini libreria in ogni stanza piena di libretti (comprati da mamme e maestre per lo più!) e una volta al mese si porta a casa il libro della domenica. In più è molto grande e c'è la stanza delle manipolazioni, quella del disegno, quella del disegno con le dita, quella dei giochi di ruolo e via dicendo... lo so, siamo fortunati! Gli stickers però ci mancano!

Anonimo ha detto...

No ti prego cosa mi tocca leggere! Cosa dite non è assolutamente così in tutta l'Italia!ormai sono sempre più convinta che l'Italia sia divisa in due,nord e sud, altroché. Qui a Modena gli asili sono così e cosa pensavi fossero campi di concentramento? Attività,disegni,sculture,uscite,brillantini,bambole,biciclette e sorrisi,ma soprattutto ragazze in gamba che li amano.Almeno dalla mia esperienza non vedo proprio nulla da invidiare all'Inghilterra ma daiiiiii! Forse roma è un'altra realtà? Bah! Allora si,le hai fatto un regalo,ma lasciare il paese per fare gli emigrati no dai non dirmi sia la massima aspirazione di una persona! Poi non so,generalizzare con "gli inglesi" e "gli italiani" fa molto ridere.. Ok se vuoi vado anch'io:"gli inglesi" hanno un pessimo servizio sanitario e sono davvero lerci(o sozzi o lozzi non so come dite a Roma "sporchi"), ok? Va beh solo un'ultima cosa ricorda che l'Italia ne ha da vendere su un sacco di cose non fermarti all'apparenza di ciò che vogliono farti credere

Wonderland ha detto...

@Anonimo E niente, come racconti le cose positive dell'Inghilterra arriva qualcuno che 'aaaah, sputi sull'Italia, vuoi fare l'emigrata e dirci pure che è bello'. Aehm, no. Io racconto e basta. A voi trarre le conclusioni: se state messi meglio siete fortunati, altrimenti meno. Sotto il singolo aspetto. ovviamente.

guesswhatiminlove ha detto...

Anch'io voglio fare la prossima riunione di un lavoro in un pub!!!

Marion ha detto...

@anonimo...ma dai, accusi lei di parlare generalizzando e tu che fai una premessa del tipo: oddio penso proprio che l'Italia sia divisa in due!!! Il massimo dei luoghi comuni.... anche al sud ci sono ottime scuole, fidati!

Scake ha detto...

Questa cosa delle mezze ore passate nel bar o pub con una cosa minima comprata ed il libro portato da casa l'ho sognata tante volte anch'io e quest'estate ad Edinburgh l'ho provata. E' vero e talmente inverosimile che ogni minuto e mezzo mi giravo a guardare se il cameriere stesse per avvicinarsi per invitarmi a liberare il tavolino. Un delirio!
Ma d'altra parte J.K.Rowling ci ha passato i pomeriggi interi all'Elephant House sul George IV Bridge a scrivere i primissimi capitoli di Harry Potter...quando era ancora povera e nessuno la conosceva!
Scake

Federica ha detto...

E a me come racconti le cose tu mi piace tanto!!E poi è vero gli asili da noi non sono cosi,soprattutto per il discorso di aggregazione,festicciole e aule ben decorate,sono spesso invece deprimenti e per civiltà e caffetterie(dove non ti cacciano via dopo aver consumato)gli inglesi si sa sono avanti!!Io mi divertirei un mondo a sfornare cupcakes da portare a scuola,ma in Italia c'è il divieto assoluto,per motivi igienici,di portare qualunque cosa che non sia preincartata da forni,pasticcerie o supermercati e la festa dura il tempo della ricreazione,con qualche pizzetta rossa o biscottino :(
PS:anche noi amiamo tanto Peppa Pig e l'ho celebrata proprio nel mio blog con una bella torta...un bacio e continua a condividere con chi ama seguirti il tuo diario londinese ;)

Sascha ha detto...

Vedo che siamo giá partite con le polemiche...ma dai ragazze, io l'ho adorato questo post! Cosa ci sará mai di male nell'innamorarsi di alcuni aspetti del nuovo paese dove vivi? Io sono a Londra da un mese e non mi manca ne l'Italia ne il mio paese d'origine, la Svezia.

Chiara, l'ho sempre detto: in Italia c'é il migliore caffé del mondo...ma imparate a gustarvelo! Il caffé é un piacere, una pausa, ci vuole un divanetto morbido, un po' di musica, un po' di chiacchiere o almeno di pensieri...altro che un "gulp" in piedi e via, si torna a lavorare! Adoro i Caffé Nero, gli Starbucks, i Costa Coffee, le Patisserie Valerie, lo Shoreditch Grind (dove siamo state lo stesso giorno la scorsa settimana: sono io quella del commento su Instagram). I love!

Bellissime anche le riunioni al pub di zona :)

Mum 'n' Roll ha detto...

Le riunioni dei genitori in un pub!!! Ecco mi voglio trasferire solo per questo!
I'm jocking of course!
La mia biondina è ancora piccola (quasi un anno) ma sono soddisfatta perchè il nido che frequenta è simile alla nursery che hai descritto.. Le maestre hanno passione.. e un lavoro fatto con passione porta solo risultati eccellenti.
Domenica mentre parteciperò al "brunch creativo" organizzato dal nido penserò alle vostre riunioni a base di birra!

Anonimo ha detto...

Nasci una città, vivi in una metropoli e sei ancora così provinciale?

Rock

Bianconiglia ha detto...

Ma dai, non è vero che situazioni così in Italia ce le scordiamo! La mia esperienza (asilo comunale = non si paga) è stata del tutto paragonabile a quello che descrivi: e non credo di essere stata particolarmente fortunata. E comunque, molto meglio il pubblico del privato, dove il più delle volte il personale non ha formazione specifica, è sottopagato e non vede l’ora di filarsela. Quanto a stickers e timbrini, scusate ma trovo pessima l’idea di premiare chi non piange quando la mamma va via: come dicevano le maestre dei miei figli, un bambino ha il diritto di esprimere liberamente il suo dispiacere nel separarsi dalla mamma, che peraltro è perfettamente normale e dura anche poco; se gli viene impedito, magari smetterà di piangere ma aggiungerà al dispiacere la rabbia nel vedersi costretto a negarlo, e prima o poi li sfogherà da qualche altra parte: e allora sì che saranno cavoli.

marimeri ha detto...

É vero, noi emiliani siamo fortunati che abbiamo gli asili comunali sul modello "Reggio children" famoso ed esportato in tutto il mondo. Basta fare una ricerca su google per rendersene conto. Non so altrove in Italia come sono messi. So di tanti privati meravigliosi e quando sono così lasci giustamente il piccolo con il cuore più leggero. In ogni parte del mondo;) piuttosto il vivere il pub o il caffè è una cosa che amo tantissimo fare quando viaggio e che in Emilia dove abito io NON c'è.

mafalda ha detto...

Magari lei ti chiama Mom come fanno gli altri bimbi, e lo pronuncia in modo molto inglese, "ma'" con la emme che non si sente ;-)

Anonimo ha detto...

Infatti era solo una mia deduzione dai suoi continui confronti tra Inghilterra (super!) e Italia (bleah) il fatto che evidentemente vivo in un altra nazione rispetto alla sua di origine

Anonimo ha detto...


Quant'è vera sta cosa dei bar, cioè l'altro giorno arrivo due ore prima al lavoro (nel centro di Roma), mi siedo per pranzare e mi dico, tanto che pranzo e mi rilasso il tempo piano piano mi passa. 10 minuti dopo, finito il pasto, il cameriere ChetePortoCaffèFruttaDolceIlconto??? vabbè ho capito me ne vado.
Poi sperano che non aprino uno Starbuck in Italia...MA MAGARI!!!! c'è una grossa carenza di bar/posti da vivere qui in Italia!
Elisa

Anonimo ha detto...

Quant'è vera sta cosa dei bar, cioè l'altro giorno arrivo due ore prima al lavoro (nel centro di Roma), mi siedo per pranzare e mi dico, tanto che pranzo e mi rilasso il tempo piano piano mi passa. 10 minuti dopo, finito il pasto, il cameriere ChetePortoCaffèFruttaDolceIlconto??? vabbè ho capito me ne vado.
Poi sperano che non aprino uno Starbuck in Italia...MA MAGARI!!!! c'è una grossa carenza di bar/posti da vivere qui in Italia!
Elisa

Yeye ha detto...

lo zaino di Peppa Pig.. very English style XD
George è il personaggio preferito in assoluto del mio Little Boy, insieme a Lightening McQueen (couldn't survive without his cars)

TheGirlwiththeSuitcase ha detto...

Un asilo così piacerebbe a qualunque bambina o bambino. Grazie per aprirci questa finestra su un mondo che in pochi conosciamo qui in Italia.

Anonimo ha detto...

@anonimo
spiare un blog solo per il gusto di conoscere bene chi lo scrive e poterla attaccarla, anonimamente, senza nemmeno qualificarsi, è un atteggiamento che in quanto a limitatezza mentale va molto aldilà dell'essere provinciale.

Un'anonima che non ti conosce, che non vuole presentarsi e che valuta il singolo gesto.

Cris75 ha detto...

30 anni fa, scuola elementare dalle suore, eravamo premiati dalla maestra/suora per ogni bel voto e a fine anno c'era pure chi vinceva la coppa per il migliore alunno dell'anno. Bè io quella coppa me la sono portata a casa ben 2 volte nei 5 anni, questo per dire che certo non avevo problemi, ma tale sistema era piuttosto criticato all'epoca e oggi ne capisco i motivi. Andava bene per me, per quelli che a scuola non avevano alcun problema, ma penalizzava chi aveva difficoltà. E non va bene, non è giusto.
E addirittura il premio a chi non piange... nonono poveri bambini spinti a fare gli ometti/donnine coraggiosi/e!
Per il resto la nursery di Viola mi sembra assomgli più ai nidi italiani che non alla scuola dell'infanzia, almeno per come io la conosco. Poi sicuramente esistono relatà felici anche in Italia.
E viva la cultura del bar come luogo per lavorare/leggere/passare tempo!

Alessandra ha detto...

Sarebbe bellissimo poter andare in un caffè con il mio pc, le mie cuffie e la musica che più mi piace sparata nelle orecchie. Sorseggiare un caffè e accompagnarlo con un dolce fatto in casa. Scrivere guardando fuori da grandi vetrate. Lasciarmi ispirare da ciò che da quella postazione riesco a vedere. Concentrarmi sulla differenza che si crea tra l'intimità di quel piccolo rifugio e l'esterno, così complesso ed eterogeneo.

Sarebbe bello se solo ce lo concedessero. Perché se decido di prendere un caffè al bar, lo faccio anche per vivermi quel posto. Ma, anche in queste piccole cose, ci si accorge di quanto la velocità e la frenesia ci stiano divorando!

http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

Anonimo ha detto...

Mi sento di spezzare anche io, come altre, una lancia a favore degli asili/scuole materne italiane. Io sono di Roma, e la mia esperienza (e quella di sorelle e amiche varie) è stata ed è tuttora paragonabile a quella che ci descrivi, per di più in scuole comunali. Esiste l'area/il momento della biblioteca, quella del gioco, del lavaggio-bambole, delle pentoline, delle costruzioni, della pasta di sale, del disegno, e così via; i bambini si dedicano all'orto, seminano piante e poi le osservano crescere, per poi raccogliere i frutti del loro lavoro; cucinano dolci con le maestre e così via. All'entrata sono appesi i loro lavoretti e disegni, cartelloni colorati e via discorrendo. La creatività è ugualmente stimolata. E tutto questo nonostante il grande disagio economico. Anche la mia bambina torna con oggetti realizzati da lei, di volta in volta, o con piantine da lei curate. Inoltre, noi mamme ci siamo organizzate, ad inizio anno, per ripitturare (e quindi migliorare ulteriormente) quella che sarebbe stata l'aula dei nostri piccoli, abbiamo rinnovato degli oggetti e arricchito la biblioteca portando nuovi libri o collaborando con le maestre facendo loro avere cose che magari il comune non sempre elargisce. E tutto questo accadeva già, anche nella precedente scuola, dove mia figlia ha fatto il nido e dove, per dire, a giugno i bambini giocavano con l'acqua in piccole piscine in cortile, in costume. Quindi posso dire di essere felice nel sapere che da questo punto di vista non siamo poi tanto da meno degli inglesi! Meno male! Anzi, Chiara, ti dirò, siamo meglio. Trovo allucinante stampare uno smile sul braccio dei bimbi che non si lagnano quando la mamma/papà li lascia! Credo sia assolutamente antieducativo! Come forse anche tu saprai, talvolta i bambini che piangono durante il distacco hanno paradossalmente meno "problemi" di quelli che non lo fanno, nel senso che trovano il modo di esprimere il loro disagio apertamente, senza tenersi tutto dentro. Per questo non vanno premiati, anzi, "penalizzati"? Per non parlare degli stickers... Che cosa proveranno quei bimbi che non ne portano mai uno, a casa? Sarà perché ho insegnato a scuola anche io, in passato, ma posso dirti con certezza che per ottenere risultati migliori bisogna stimolare proprio i meno "bravi" (che poi perché mai uno che non piange dovrebbe essere più bravo proprio non lo riesco a capire!). Una "meritocrazia" di questo tipo su bimbi ancora piccini mi sembra del tutto controproducente e inappropriata. Insomma, scusate la prolissità, concludo ringraziandoti per il post, che, per fortuna, mi conferma che in questo l'Italia non se la passa poi tanto male! Ciao, Matilde

frantola ha detto...

mah.. giusto per far statistica, mi unisco a quelli che anche in italia han trovato un asilo molto bello. statale.
Bella la struttura, con giardino grande e anche terrazzoni coperti per giocare anche di inverno. e belle le attività e il metodo didattico. La cosa più particolare è che l'ambiente stesso della classe viene "costruito" pian piano nel corso dell'anno grazie all'attività dei bimbi. Quindi all'inizio l'aula è molto vuota e poi si riempie pian piano seguendo le scelte e i lavori della classe.
Sugli adesivi...non saprei. non è un metodo che mi fa impazzire. soprattutto a scuola. Mi pare che debbano "appiccicarti" addosso l'etichetta di bravo per farlo vedere a tutti gli altri.


Anonimo ha detto...

Perdonami ma stai parlando degli asili in Emilia! Il modello Reggio Children è esportato in tutto il mondo anche in Australia (e non è una battuta!). Loris Malaguzzi ed il suo metodo hanno davvero rivoluzionato l'idea di nido negli anni '70! Ci sono scuole meravigliose a Roma come a Napoli o Milano! L'Emilia è l'eccellenza a cui aspirare e l'approccio che hanno con i bimbi è pazzesco. Ma non sono gli unici! Basta trovare maestre o educatrici minimamente capaci! Beatrice

cippetta ha detto...

Beata te...marco ha 4 anni come viola, e alla mattina dice che non vuole andare a scuola perchè lo obbligano a colorare, cosa che lui odia..se non lo fa scatta il castigo sulla sedia della maestra...bel metodo educativo..e io da educatore rabbrividisco...

Biancaneve ha detto...

Bellissimo tutto quello che racconti ed ho sempre pensato che la cultura inglese sia fantastica.
L'unica cosa che mi lascia perplessa è il timbro con lo smile per i bimbi che non fanno i capricci: temo che alla lunga possa incidere nell'eccessivo controllo delle emozioni (e magari spiegherebbe perché gli Inglesi - almeno molti, certo non tutti - siano sempre così ipercontrollati e formali, eccetto che nei pub o in altre situazioni in cui socialmente diventa per loro accettabile esternare rabbia, gioia ecc.). Voglio dire, un bambino che fa i capricci non sempre fa solo i capricci, spesso sta esprimendo un disagio (magari non è pronto per essere lasciato nella nursery, magari non gli piace quella nursery, insomma, ci sono infinte ragioni per piangere). E però siccome i bimbi sono sensibili ai premi ed alle valutazioni (ed un timbro con lo smile è una valutazione) può essere che siano portati a reprimersi pur di averlo.

Anonimo ha detto...

Anche a Firenze c'è tutto ciò!Fidati :)

B.

Anonimo ha detto...

Ma tu non eri quella che ri-voleva la Gelmini? O mi confondo con qualcun altro?

Evvabbe', lo shock dell'espatraiato novello lo passiamo tutti!
Vedrai che se sceglierai bene ti stupiranno anche la Primary e la Secondary.

Enrica

E pure il GP e l'NHS.

Mentalita' aperta Chiara, mentalita' aperta, il segreto sta tutto li.

Wonderland ha detto...

Dunque.
Ci sono cose che MI PIACCIONO e cose che NON MI PIACCIONO sia dell'Italia che di Uk.
E mi limito a raccontarle.
Se ogni volta che racconto una cosa che MI PIACE di Londra mi tacciate di antinazionalismo, e ogni volta che racconto una cosa che NON MI PIACE mi dite che me ne potevo restare a casa, capite anche voi che state sparando un giudizio superficiale ed eccessivamente contestualizzato al singolo episodio, mentre tutto quello che faccio è RACCONTARE.
Mi piace l'Italia, e ha i suoi pregi e difetti.
Mi piace l'Inghilterra, e ha i suoi pregi e difetti.
Non capisco dove sia difficile da capire, un concetto simile.

Anonimo ha detto...

Dai commenti al post sembra che si stia facendo una gara tra nursery inglese e scuola materna o dell'infanzia italiana: and the winner is...?
Io credo invece che nell'insegnamento, come in tante altre attività, gran parte della differenza la facciano le persone. Quindi sia a Londra sia in Italia, tanto al nord quanto al centro o al sud, ci sono brave insegnanti di scuola materna, con tante idee e tanta voglia di fare, per cui giù a lavoretti, disegni, attività creative, lettura e via dicendo, così come ci sono le "scarfagnone" che hanno deciso di insegnare per l'orario, i mesi estivi di ferie, il posto e lo stipendio statale fisso, che fanno la loro giornatina solo perchè devono, senza sforzi.
Fare gli insegnanti è un pò come fare i medici, non è solo un lavoro, ma una missione, e chi vuole intraprendere questa strada deve sentire sulle spalle la grande responsabilità che ha nel crescere e accudire delle persone.

Poi se vogliamo dire che le scuole inglesi hanno più risorse, materiali, strutture a disposizione rispetto alle nostre, bè è un altro discorso e sono d'accordo. Effettivamente ai miei tempi quando andavo all'asilo si facevano un sacco di lavoretti, dove i materiali erano acquistati dalle scuole stesse, mentre oggi vengono chiesti contributi alle famiglie per la carta igienica e il sapone al bagno, toner e carta per le fotocopie.

Ultima cosa sul sistema incentivi: è vero che è importante fornire stimoli ai bambini, ma bisogna andarci piano, si rischia di ottenere due sgradevoli effetti: 1)troppa competizione
2)l'idea che se non c'è un premio, una ricompensa, non abbia molto senso impegnarsi. Si sostituisce il dover fare le cose con il conviene fare le cose, mentalità che in Italia ha portato al porcile a cui stiamo assistendo.

Violetta

Anonimo ha detto...

Dove hai preso lo zainetto di Peppa? Ti prego dimmi che è un negozio che vende anche on line, é il cartone preferito della mia piccola e glielo comprerei volentieri...

pasadena ha detto...

Sono rimasta molto stupita dei commenti, perchè in effetti i nostri scalcinati asili (almeno quelli che mi è capitato di vedere, perchè il nano è ancora troppo piccolo) sono proprio così (a parte forse i premi). Per dire in un asilo comunale vicino a casa mia fanno anche yoga. In un altro ci sono diverse attività extra aperte a tutti bambini (anche quelli non frequentanti) e oggi, giusto per dirne una, andiamo ad un incontro di musica in culla per bambini con meno diun anno. La realtà scolastica italiana però si sa essere a macchia di leopardo, chissà quella inglese fuori da Londra...

martina ha detto...

Anche se la mia prima idea dopo aver visto il test di gravidanza positivo non è stata "cazzo fatemi ubriacare" trovo che abbiamo molte cose in comune, tipo vivere la gravidanza (nel mio caso) e la maternità (nel tuo) senza tante ossessioni di perfezione e sensi di colpa.
Un abbraccio
http://ciucciechiffon.com/

Wonderland ha detto...

Ma infatti, sto dicendo che questa esperienza inglese è diversa e a mio avviso migliore rispetto alla mia personale e limitata esperienza italiana, ma questo non significa che la scuola inglese sia migliore di quella italiana, e non mi sembra di averlo scritto da nessuna parte. Anzi, se mi dite che anche in italia ci sono realtà simili se non migliori, sono solo contenta!

Anonimo ha detto...

Ehmmmm....si può dire machepalle?!
Chiara, non stare nemmeno a rispondere, c'è gente che davvero non ha nulla da fare se non criticare per il gusto di farlo! Insomma, mica gliel'ha ordinato il medico di leggere questo blog, no? Chiara non critica l'Italia, racconta solo le differenze, sia positive che negative, dal suo punto di vista.Se non vi piace o non vi interessa, non leggete il blog. Punto!

Sara ha detto...

Anonimo quindi se uno la pensa diversamente non può nemmeno esprimere un parere?!
Parlo di pareri espressi educatamente, non di critiche gratuite.
Complimenti, che ampiezza di vedute!!
Guarda che se uno segue il blog non è detto che abbia i paraocchi e debba essere d'accordo su tutto!
Si può anche discutere (civilmente).
E qui nessuno sta criticando o offendendo, come lei racconta la realtà londinese, qualcuno racconta la realtà italiana, che forse non è così diversa, in alcuni aspetti.
Sai esiste il confronto, lo scambio di idee...

serenella ha detto...

Viola è fortunata!
Vorrei lo stesso per il mio bimbo!
Ma neanche paganto si trova la qualità U.U

vitto e libri ha detto...

che meraviglia!! sia la nursery che il caffè :-))

bianca ha detto...

Sembra molto bella, tranne i premi che mi chiedo dal punto di vista dell'educazione dei bambini se non finiscano per danneggiare chi ha solo tempi più lunghi per imparare. Concordo con chi dice che ci sono asili pubblici in Italia molto simili, io ne ho frequentato uno negli anni '80 che era già splendido, forse a Roma o in altre realtà sono più indietro.
E mi chiedevo: gli afternoon tea sono solo per le mamme o anche i papà possono cucinare?

Anonimo ha detto...

Mi auguro che Chiara non possa dirsi d'accordo con il commento dell'anonimo che invita gli altri a non leggere il blog "se non piace o non interessa"... Ci deve essere il solito equivoco e tranello di fondo, di cui, secondo me, anche tu, Chiara, senza volerlo, cadi spesso vittima: non è che chi elenca i pregi della scuola italiana e si permette di dire che, per fortuna, le differenze con quella inglese non sono poi abissali, va immediatamente giudicato per "criticone"... Un conto sono i commenti palesemente acidi (e, devo, dire, quelli a questo post non mi sembrano tali), un altro sono quelli in cui si "racconta" la realtà italiana, magari un po' anche per "raccontarla" a te. Ma che gare e gare tra chi è meglio, santa pace! Io sono una tua assidua lettrice, e il mio lungo commento di prima si è aggiunto ad altri che narravano esperienze simili. Veramente pregherei chi suggerisce addirittura di non leggere il blog di prestare più attenzione ai commenti. Credo che anche a Chiara possa far piacere conoscere realtà che al momento, paradossalmente, le sono "estranee", proprio perché Viola non va alla materna qui da noi. Posso dirla un'ultima cosa? Si ha quasi "paura", talvolta, a commentare un tuo post, anche solo parzialmente, lo sai? Non solo tu ti senti turbata (anche se mi auguro fortemente che a turbarti sia davvero un commento fra 100, altrimenti ho seri problemi di comprensione), ma immediatamente scattano altri commenti "in tua difesa" che invitano chi "osa" pensarla diversamente a non leggere il blog. O mamma mia, che paura! Sai che barba se tutti rispondessero sempre con quel commento che a me sinceramente fa tanto ridere e che ricorre spesso, ossia... "che invidia!"... Io resterò una tua lettrice, fedele, ma non per questo non posso raccontare l'esperienza più che positiva che ho, almeno in questo, in Italia. L'alternativa è impedire un commento al blog. Allora sì che la bella e costruttiva diatriba cesserà. Buon tutto! Matilde

Francesca ha detto...

Avevo lasciato un commento ieri, ma mi sa che si e' perso perché non lo vedo :-)
Mia figlia frequenta una scuola materna comunale e ti dirò che sono organizzati molto bene fra, per ogni aula, angolo teatro con costumi di carnevale a disposizione di tutti i bimbi, angolo lettura con piccola biblioteca, cucina che i bimbi usano per fare pasta di sale, minestrone, pestare l'uva...insomma un sacco di cose oltre al corso d'inglese e psicomotricità. Credo non si possa fare un paragone Italia/estero, bisogna semplicemente avere mooolta fortuna.
Per quanto riguarda lavorare/mangiare in un bar, certo essere di Roma non ti ha mai facilitata, ci sono stata da turista e ho visto un po' come funziona. Io posso dirti che nella mia città emiliana mi capita spesso di pranzare fuori per lavoro e di fermarmi a lavorare al pc senza problemi, anche in provincia. Ma pure a Milano, dove ho vissuto per 4 anni, spesso ho fatto la stessa cosa senza incontrare difficoltà. Certo a Milano non potevi andare ovunque.
Una curiosità: ma le tate non hanno il termometro per provare la febbre ai bimbi e chiamare i genitori solo in caso di necessita'? Io parlo per mia esperienza personale e non so se sia cosi ovunque in Italia, ma io ho sempre sentito che funziona cosi...mi sembra moooolto più pratico no? Perché senno' se tu ti riporti a casa la bimba che in realtà non ha nulla, hai solo perso tempo...e se sei dipendente ti tocca pure prendere un permesso...

Anonimo ha detto...

Buongiorno Chiara, leggo sempre i tuoi post ma non ho mai avuto l'occasione di commentare.
Questa volta invece mi sento di condividere la mia opinione.oggi tra l'altro è una buona giornata: mio figlio mi ha letteralmente trascinato dentro al nido, ed è un bel miglioramento visto i pianti dei primi tempi!!!Io vivo in una città del nord in cui i servizi 0-6 sono quasi completamente affidati al Comune.Dalla descrizione non mi sembra molto diversa dalla nursery dove va tua figlia per quanto riguarda la presenza di atelier, mini-atelier e sezione costruttività.I nostri servizi sono molto rinomati e molte delegazioni estere visitano nido e scuola che sono adiacenti.
Questo non vuole essere una critica al tuo post ma volevo solo raccontarti una felice realtà italiana.Un'altra cosa però mi ha colpito nel tuo racconto:il fatto che i bimbi vengano premiati se non fanno lagne al momento del saluto.Ecco questa cosa non mi convince molto;è vero ci sono bambini che fanno capricci solo per farsi notare o per abitudine ma ce ne sono altri che soffrono veramente il distacco,quando è il momento del saluto sale il magone e quelle sono vere lacrime. Ora io credo che sia meglio esprimere questo disagio e non tenerlo dentro per avere un premio, mi sbaglio?ciao panny

Mammabradipo ha detto...

Grazie per questo resoconto, ci sarà molto utile! Io insegno in una "nursery" italiana (scuola dell'infanzia...), ho trovato molti punti di affinità con la nostra scuola : disegni e lavori appesi in aula, angoli dedicati per le varie attività... ed alcune differenze: fenomenale l'idea degli stickers e dei certificati, delle feste, dell'accoglienza della multiculturalità!
Però in Italia permangono alcuni problemi: 1) I fondi destinati alla cultura, noi ci ritroviamo a far disegnare i bambini sul retro di fogli già usati perchè non ci sono i soldi per le risme (ok per il riciclo ma figuriamoci proporre di stampare stickers e certificati...) 2) regole ferree per quanto riguarda l'alimentazione e l'ingresso di qualsiasi tipo di alimento dall'esterno, impossibile organizzare merende multietniche e cose simili (peccato davvero! 3) Prestito di libri, dopo la prima settimana la biblioteca rimarrebbe vuota! Lo vediamo già con i vestiti della scuola che una volta entrati nelle mani delle famiglie difficilmente ritornano...
Direi che potremo fare di questo uno spunto di riflessione...Grazie

Anonimo ha detto...

chiara non ti ci mettere, non vivo in italia da 6 anni ed ogni volta che faccio una critica al nostro paese/complimento a quello in cui vivo, amici e parenti subito a saltarmi al collo, dicendo che sono la classica emigrata che sputa nel piatto dove è cresciuta etc etc. quindi ho smesso. le critiche le tengo per gli amici stranieri e/o il mio ragazzo altrettanto italiano. dammi retta è una causa persa.

Oly

Anonimo ha detto...

wonder...non prendertela...
posso dedicarti una canzone ?
http://www.youtube.com/watch?v=APVY1nQVLLA&feature=related
baci
GG

Cappuccino e Baguette ha detto...

Parliamo di cose serie.

Io ho i ravioli in scatola quiin Francia (giuro, ho le prove! http://followgram.me/i/288918622683210626_31100455)e ci sono i Pastabox. Vi prego fondiamo il club EICPS (expat italiani contro la pasta in scatola)?!? Non siamo riusciti ad evangelizzarli con il bidet, proviamo con il grano duro!

Sheireen ha detto...

Oddio, ma ogni foto che posti sembra più grande! (e qui potresti giustamente rispondermi "e che ti aspetti da una bambina?").. cmq mi auguro davvero di trovare anche a Milano un asilo così quando avrò un figlio, Viola sta facendo un'esperienza bellissima!

By the way.. oggi è la prima giornata internazionale delle bambine, indetta dall'ONU. Ne ho anche scritto sul mio blog, e pensavo che la cosa potesse interessarti ;)

http://sheireenswords.blogspot.it/2012/10/prima-giornata-internazionale-delle.html

Radioactive Unicorn ha detto...

Ma che meraviglia :) dev'essere splendido per i bambini avere un ambiente che stimoli così tanto la creatività e premi chi si da davvero da fare per migliorare!!
In Italia la meritocrazia purtroppo sembrerebbe non piacere molto...invidio la piccola, magari avessi avuto questa opportunità io da bambina :)!!!

Anonimo ha detto...

fino al punto in cui parli delle riunioni fatte al pub, hai descritto gli asili della mia citta´, e noi non abitiamo a Londra ma in Italia, tié!

mari ha detto...

Sinceramente, credo che tutte le esperienze siano utili: tutto ciò che si può conoscere, imparare, sbagliare. E in tutte le lingue possibili, naturalmente.

Ma la meritocrazia, quella lasciamola stare. Che è proprio un'altra cosa.

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara
leggo il tuo blog dall'inizio, ed è diventato una piacevole storia da seguire. Come si fa con un racconto a puntate. E proprio di questo volevo scriverti: commenti spesso ai lettori "io mi limito a raccontare". Come se in questo ci fosse una tutela per te, una garanzia di incolumità ad essere criticata.
Ma i tuoi lettori che dovrebbero fare, scusa? Dissentono, criticano, estrapolano, si immedesimano. Non puoi negare che il tuo modo di raccontare è molto emotivo, netto, esposto.
E così sono le risposte dei tuoi lettori: emotive, nette, esposte. Non capisco, e te lo dico proprio con ingenuità, che cosa ti aspetti quando scrivi e posti sul tuo blog e perchè ti irritano tanto certe reazioni di singole persone.
notte
Barbara

guardache ha detto...

no vabbè... lo zaino... che lo lumo su peppastore da giorni. lassù sono avanti, si sa.

Anonimo ha detto...

Io vivo in provincia e me ne rammarico, ma leggendo questo post capisco che a Roma stan messi peggio. Io espetienza di nido e materna fantastiche, maestre, strutture, attivitá ecc. La primaria per ora mi sembra gia peggio purtroppo.
P.S. Non vivo in Emilia.

Sui caffe stendiamo un velo pietoso, x avere un tavolo, una connessione gratuita e nessuno che rompa le scatole devi andare in biblioteca.

Gio

Anonimo ha detto...

Ma alla fine questa nursery di tua figlia è privata o pubblica? Non l'ho mica capito.
a.

Anonimo ha detto...

Scusa ma fammi capire, nemmeno sei mesi fa sparavi merda sul sistema scolastico inglese e scrivevi pure un post dal titolo "a ridatece la Gelmini" e ora stai descrivendo il sistema inglese come il migliore del modo...Non è che forse ti è andata bene con questa nursery inglese mentre a Roma semplicemente avevi sbagliato asilo?? Io ho frequentato asilo ed elementari alla Montessori e non era molto diverso da come descrivi il metodo inglese, salvo che per i premi e gli stampini vari. Facevamo pure inglese all'asilo (e parlo di 30 anni fa...). Inoltre se un'insegnante mi chiamasse al lavoro per dirmi che la mia bimba oggi è un pò strana, forse ha la febbre...sarebbe meglio la venisse a prendere...per prima cosa le chiederei "ma le ha provato la febbre? Le ha chiesto se ha mal di pancia?". Ecco perchè se mi facesse lasciare il lavoro per andare a ritirare la bambina e poi scopro che non ha niente mi incazzerei non poco (con la maestra, non con la bimba), sai non tutti fanno un lavoro come il tuo per cui dici vabbè se non scrivo oggi pomeriggio recupero dopo cena quando la bimba dorme! Trovo questo una grande pecca in un sistema che tu descrivi come idilliaco.

Margherita

gattasorniona ha detto...

Che bello, mi fai venir voglia di tornare all'asilo! :-)))

pasquale ha detto...

sono contento che tu e tua figlia vi troviate bene con la nursery, ma c'e' solo un piccolo dettaglio che non hai specificato, cioe' quanto sborsi per mandarla all'asilo (privato immagino, dato che in UK praticamente non esistono asili pubblici).
E' anche vero che la scuola inizia a 4 anni.

In vista delle elementari invece, non so se tua figlia sia battezzata, ma ti assicuro che ti mangerai le mani se non l'hai fatta battezzare entro il primo anno di eta'...

Bubittilove ha detto...

Ma infatti è stato interesare leggere queso racconto. Fare paragoni poi viene naturale.. Nel mio caso sono stata contenta di apprendere che la materna comunale di mio figlio è davvero sopra la media.. ambienti a tema con area costumi e travestimenti, cucina, teatro e gruppo musicale.. biblioteca molto ben fornita, che funziona meravigliosamente, disegni, piantine, sculture, tutti appesi per la classe.. e oi anche tante feste per le famiglie: dal palio tra le sezioni in autunno per l'accoglienza dei piccolini, alla festa di natale con uno spettacolo teatrale meraviglioso dove per tradizione le mamme ballano il cancan, alla festa dei papà in cui a recitare sono appunto i papà. E poi il laboratorio di danza una volta alla settimana, i genitori che partecipano come possono in base a tipo di lavori e competenze alle attività, ai laboratori di fotografia e di lingua inglese per i bimbi dei 5 anni.. i compleanni dei bimbi festeggiati con bimbi e maestre con torte e regalini.. tutto questo ad un costo estremamente accessibile in particolare se paragonato ai privati e alle scuole anglosassoni.. insomma davvero non ci si può lamentare..

TheSweetColours ha detto...

Sembra un altro mondo!

Leyla ha detto...

A parte le polemiche che mi sembravo inutili e ridicole,questo post mi è piaciuto molto!
Tu hai la capacità di descrivere sia i lati positivi,che quelli negativi di Londra e del suo sistema scolastico,con un'onestà che si trova raramente.
E mi sembra assurdo che tu non possa scrivere le tue valutazioni senza avere un branco di polemici che ad ogni tua parola hanno qualcosa da dire,mi dispiace dirlo,ma è così!
Io sono stata un'au pair a Londra e quindi ho avuto diretta esperienza delle scuole a Londra.Anche in Primary school i sistemi sono gli stessi.Il bambino che io guardavo tornava sempre a casa con un sorrisone dopo aver ricevuto gli adesivi e tutti i bambini avevano il loro momento di gloria! :)
Non mi è mai sembrato che lui o i suoi amici fossero in nessun modo turbati da questa cosa,anzi ne erano contenti!

http://onlyastorminacoffeecup.blogspot.it/

Enzo ha detto...

cioe' veramente l'asilo e' tutto decorato con i lavoretti dei bambini, dipinti, cartelloni ? Ed hanno i tavolini dove possono disegnare, ritagliare, giocare con la sabbia, giocare a cucinare, leggere ?
Giura !
Davvero Londra e' una spanna avanti al resto del mondo !!

sternflammende ha detto...

queste levate di scudi stanno diventando assurde: tra l'esterofilia e il nazionalismo c'è una sana via di mezzo. Se uno manifesta il proprio dissenso, non vuol dire che covi rabbia, frustrazione o sia roso dalla rosicatio. Se dico al panettiere che le pagnotte decorate con le stelline sono ridicole sono forse invidiosa?

Anonimo ha detto...

Io la materna l'ho fatta a Roma quasi vent'anni fa. La mia maestra della mattina era fantastica. Il massimo dell'attività artistica che ricordo probabilmente sarà stato il dipingere le magliette (lì ho imparato a disegnare le "navi eigizie", più o meno l'unica cosa che so disegnare). Eppure uno dei ricordi più belli che ho è la "battaglia" a seguito del ratto delle sabine, inscenata a fine anno nel cortile gli assedianti su dei tubi da gioco a tirarci addosso pallottolone di carta. Puoi la scuola aveva diverse carenze. Non ricordo tavoli tematici nè niente del genere, ma ho sviluppato un grande amore per i miti, le leggende e i romani (per esempio ci portò a Ostia in gita). Ma soprattutto per la strega merendina che cercava di fregarci il cibo ogni volta a ricreazione! :)
Secondo me la cosa più importante è e sarà sempre l'insegnante. Infatti la mia della mattina ce l'invidiavano, mentre quella del pomeriggio non mi ha lasciato nessun ricordo.
Poi che l'Inghilterra stia avanti da un punto di vista di strutture è assolutamente innegabile. Sono ora in erasmus in Inghilterra e l'Università che frequento è da sbav! Inoltre hanno una marea di club, associazioni, chi più ne ha più ne metta. Non solo si conosce un sacco di gente, ma c'è anche talmente da fare che se mi iscrivessi a tutto quello che mi interessa non avrei tempo per studiare/dormire/mangiare. Per non parlare dell'aula studio aperta 24/7 o della biblioteca accogliente la domenica alle 8 di sera.
D'altra parte è quasi da quando sono arrivata che impreco contro il tempo/il cibo carissimo/la mancanza di bidè/i posti che chiudono presto, quindi nessun posto è perfetto.. :D

FromFun ToMum ha detto...

brava Viola! mi fa piacere che la nursery le piaccia.

Da una che ha felicemente abbandonato l'Italia per Londra e che vive qui da 12 anni ti posso dire solo una cosa...stai attenta, Chiara.

io pensavo che sarei stata qui per un paio d'anni, ma poi l"inghilterra (nel mio caso Londra) ti seduce piano piano e ora vedo l'Italia come un bellissimo luogo di vacanza. Un marito e una figlia dopo, io a Londra sono proprio a casa...attenta che non succeda anche a te e alla Porpi...

Anna ha detto...

Fa venire voglia di andarci!
Ma è vero che - in compenso - gli asili londinesi sono super-iper costosissimi?

FloraeFood ha detto...

ciao Chiara seguo molto il tuo blog e ti faccio i miei complimenti!! è bello questo post e anche lo zainetto di peppa mia figlia ne ha uno simile....ma forse scrivi questo post nn sapendo la realtà delle scuole materne italiane! mia figlia va a una materna comunale gratuita a MIlano e ti posso dire tra l'altro con immenso piacere che la situazione è come quella descritta!! A settembre siamo arrivati e la sua aula era vuota pronta per essere addobbata con le creazioni dei bambini tutti fatti con materiali reciclati; giochi con la sabbia, con l'acqua, travestimenti, attività motoria, corsi d'inglese, religione, angolo della pittura, cucina, albero di natale creato con le loro mani e ora che è carnevale abiti creati da loro!!! Questa è la situazione qui a Milano, nelle altre città italiane non so e nn voglio giudicare. Sulle premiazioni anch'io non sono d'accordo come metodo e mai lo applicherò con i miei figli!! per quanto riguarda i bar ti dò ragione qui te cacciano via!!! Un saluto e ancora complimenti per tutto quello che hai fatto...

Blog Widget by LinkWithin