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mercoledì 16 gennaio 2013

The girl who lived - cronaca di un incidente

Lui ha una tshirt arancione fluorescente con scritto Polo Ralph Lauren in quel modo un po' storto che non vuole darsi arie fino in fondo. I jeans potrei vederli bene addosso a un tamarro, ma cinque anni fa: sono quasi neri e hanno delle scoloriture candeggiate che li fanno sembrare zebrati sulle pieghe. Le scarpe sono quelle della Puma che andavano qualche tempo fa: bianche, senza lacci, chiuse in diagonale, un incrocio fra scarpini da calcio e pantofole da casa. La posa con cui si siede - le gambe larghe, la schiena scesa sulla panca di legno rovinata, il gomito appoggiato in alto - dichiarano senza incertezze che il look completa quella sfrontatezza tipica dei vent'anni. E poi è carino, ha un viso ambrato, liscio e pulito, un sorriso simpatico e gli occhi pieni di ciglia - mi sono sempre chiesta se agli uomini faccia piacere, questa cosa delle ciglia lunghe. Ad alcuni dà quell'aria di bambolotti, ma non a lui. E' solo un ragazzo che fa il fighetto con le credenziali che possiede e la posa, la faccia e la tshirt sembrano allo stesso livello.
Armeggia con un Motorola azzurro scolorito, rammendato con lo scotch da pacchi dietro la batteria.
'Iphone' dice, ridacchiando, allungando l'occhio verso il telefono che stringo in mano.
Lo stringo più forte, perchè in questo momento è il mio unico contatto col mondo che conosco.
Sono nell'Ospedale di Moròn, Cuba. Cinquecento chilometri dall'Avana, cento dalle spiagge di Cayo Guillermo.
Siedo su una sedia a rotelle a fantasia scozzese davanti ad una porta di legno che non chiude bene, aspetto di fare una lastra alla schiena.
Abbiamo già provato ad entrare, qualche attimo prima, ma abbiamo trovato una signora molto in carne, con una maglietta slabbrata e uno spazzolino da denti a raccogliere i capelli, che sedeva sul piano dell'apparecchio per i raggi X.
Stava mangiando.
Aveva una ciotola di riso, o non so cosa, e stava mangiando sul tavolo.
'Dobbiamo aspettare, la radiologa sta pranzando' ha detto il ragazzo.
Lui è il portantino. Non ha un camice, solo medici e qualche infermiere indossano il camice qui dentro, e guida la carrozzella dando per certo che io non abbia alcuna frattura. Perché altrimenti da un pezzo che m'era rotolata giù la testa.

Per non aspettare lì davanti, mi riporta nella stanza del pronto soccorso da dove siamo venuti.
E' divisa in varie anse, ognuna provvista del minimo. E' sporca, le mattonelle verde acqua sono macchiate di polvere e liquidi, a terra ci sono dei ganci per le barelle e sono arrugginiti, i pochi mobili sono carrelli di acciaio. Su due cassetti c'è scritto Pediatria a pennarello.
All'inizio, quando siamo entrati, un'infermiera mi ha chiesto se volessi sdraiarmi.
Ho guardato il letto, una stuoia marrone tra due testiere di compensato ridotte peggio dei banchi di scuola della quarta liceo, coperta da un lenzuolo liso e strappato, macchiato in più punti di sangue, piscio, qualcos'altro di color ocra.


'Ha un lenzuolo pulito?' ho chiesto.
'Questo E' pulito' mi ha assicurato 'è solo macchiato di sangue!'
Come fosse la cosa più naturale del mondo.
E' successo lo stesso quando hanno dovuto  prendermi un campione di urina.
'Tienes que orinar?' ha chiesto l'infermiera. So che è spagnolo, so che lo chiedeva con assoluta disinvoltura, ma con quel termine che in italiano suonava tanto volgare mi sono sentita spogliata, aggredita. Come se stessero già sottraendo dignità alle mie funzioni fisiologiche solo perché mi trovavo in un ospedale. O forse era l'effetto del pitale arrugginito che continuavano a portare avanti e indietro alla vecchietta sdraiata nel letto a fianco.
Mi ha mollato un barattolino di medicinali vuoto con ancora l'etichetta e tutto - alla faccia del contenitore sterile. Poi vieni a dirmi che hai trovato le anfetamine nella mia pipì.
Ha aperto il bagno con la chiave e io ho pensato evviva, apre il bagno con la chiave, vuol dire che non è pubblico quindi pulito.
Ho smesso di pensarlo appena ho visto il pavimento chiazzato di bagnato, il lavandino divelto, il cesso pieno di pipì e una montagna di cartaccia a fianco. Ho chiesto di avere della carta. Carta per pulirmi, carta anche per appoggiarmi. Mi ha dato due moduli dell'ospedale, e quando ho finito ho capito le origini della montagna di carta accanto al cesso. Ho contribuito senza rimpianti.
'Posso lavarmi le mani da qualche parte?'
Lei ci ha pensato su un attimo, sembrava sorpresa dalla richiesta. Poi ha avuto come un lampo di genio 'aspetta' ha detto, ed è tornata con un nuovo mazzo di chiavi.
Ha aperto una porta poco lontano, sono entrata e ho visto il tavolo operatorio di acciaio, con la lampada e tutto. Le pareti sporche come quelle del bagno, un'anticamera con un lavandino e tre saponette che avevano visto giorni migliori.
'Mi lavo con...?'
'Sì, sì, fai con quelle.'
E mi sono lavata le mani nell'unico posto apparentemente dotato di sapone: la sala operatoria.
Con questo sacchetto della flebo che si incastrava da tutte le parti, sono stata riconsegnata al portantino che aveva un nome come Javier o qualcosa del genere, non ricordo. Chiamiamolo Javier.
Ho fatto, nell'ordine, un'ecografia per verificare se - mentre io mi trastullavo coi dolori alla schiena - le mie interiora non stessero lì lì per spappolarsi, e per sdraiarmi sul lettino dell'ecografia ho scavalcato una pozza marrone niente male, segno che forse anche la schiena era intatta.
Poi, finalmente, anche la lastra alla schiena.
Sono tornata nella saletta in attesa del medico, con Lui - illeso - che faceva avanti e indietro senza capire un'acca di spagnolo e le nostre valige accatastate accanto a una sedia a rotelle chiusa.

Quando fai un incidente puoi dire sempre che è colpa di qualcosa. Della velocità, della strada bagnata, della distrazione, dei freni, delle gomme. Alla fine penso che sia il caso quello che c'entra più di tutti, e affoghi nei 'se'.
Se quel treno fosse passato un attimo dopo.
Se noi fossimo passati un attimo prima.
Se non fosse spuntato da dietro una curva.
Se i binari fossero custoditi, in questo Paese, e non strisce senza dislivello che incrociano strade e campagne, segnalate solo da un cartello a forma di croce.
Se avessimo frenato prima.
Se fosse entrata la retromarcia.
Quello più di tutto.

Eravamo di ritorno da Cayo Guillermo, e io non stavo nemmeno tanto bene. Dovevamo fare molti km per tornare verso l'Avana, ci siamo alzati presto.
Abbiamo percorso le causeways che attraversano i Cayos, siamo passati davanti al benzinaio dove all'andata ci siamo fermati un'ora perché il tipo era in pausa, poi abbiamo superato Moròn e abbiamo svoltato in direzione Santa Clara.
Avevamo percorso pochi chilometri quando è successo.
C'era un incrocio e un passaggio a livello (si chiama così anche quando è senza sbarra e completamente incustodito? o si chiamano solo binari? io li chiamerei solo binari, gettati sull'asfalto come le bacchette dello shangai), quando abbiamo sentito il fischio del treno da dietro la curva ci siamo resi conto che stava arrivando, e allora Lui ha frenato ma chissà. La velocità, la strada, le ruote della Kia Picanto che avevamo noleggiato.
Quando la macchina si è fermata era quasi sopra i binari, e in quei sei, sette secondi prima dell'arrivo del treno non ho proferito parola perché vedevo Lui silenzioso e immobile. Aveva cercato di mettere la retromarcia e non ci era riuscito.
Vedevo il treno arrivare in corsa, vedevo i passeggeri affacciarsi dai finestrini e gridare nella nostra direzione.
Per un attimo ho pensato che non ci avrebbe preso.
Quando è arrivato l'impatto ho solo gridato, visto la fiancata del treno, visto il paesaggio girare, sentito il mio corpo sballottato come quando Viola agita le sue bambole per sgridarle.
C'erano delle urla ma non erano le mie.
'Ci ha preso il treno!' ho gridato, e ho preso a calci la portiera per uscire dall'auto.
Era rimasta solo la portiera.
Quella, e le mie gambe.
Il fronte della macchina era stato falciato dalla locomotiva, vedevo il motore per terra, il cofano strappato, olio e benzina che uscivano a schizzi.
Si erano fermate alcune macchine, dietro a noi.
Urlavano: 'Hospital! Hospital!'
Io, che in fondo sono una donnetta, mi sono seduta sul sedile della macchina di uno sconosciuto e ho iniziato a piangere.
Lui voleva restare per aspettare la Polizia, io mi sentivo male e volevo andare in Ospedale. Ha deciso per noi un omone cubano tutto vestito di nero, con una Chevy rossa con gli interni rosa antico:
'Lei va in Ospedale, ce la porto io' ha detto.
Solo allora lui ha preso le cose dalla macchina ed è venuto con noi.
Mi sono seduta nella sua auto e...
Yeah. C'era la Macarena a palla.
Immaginate la scena: io mezza morta, la mia auto tranciata da un treno, uno sconosciuto che mi porta in ospedale e.
Dale a tu cuerpo alegria Macarena... dadadàn dadadàn alegria y cosas buenas...
A palla.
...eeeeeeee Macarena! Aaaay!
Ho rantolato qualcosa e lui ha spento la radio.
L'Ospedale era abbastanza vicino, e questo tipo mi ha consegnata a braccia ad un infermiere.
Ecco come ci sono arrivata, in questo posto che assomiglia alle cliniche psichiatriche dei film dell'orrore.
'Que pasò?'
'Se chocaron con le tren!'
'SE CHOCARON CON EL TREN?' chiede lei, sgranando gli occhi mentre mi aiuta a sistemarmi sulla sedia a rotelle.
In questo momento sono molto grata alla mia blanda conoscenza dello spagnolo, studiato a scuola. Ringrazio la Profesora, perché se fossi nelle condizioni di non saper parlare o capire non potrei comunicare: non parlano inglese, nessuno.
'Es un milagro' ripete l'infermiera -  è un miracolo, ringrazia Dio, è un miracolo.
Mi guardo intorno e finalmente realizzo, e ringrazio.
Di essere viva.
Di avere ancora i piedi, le gambe, le braccia, la pancia.
Di poter camminare.
Di non aver ferite aperte o fratture evidenti.
Ho un ginocchio sbucciato, dolori al petto, alla schiena e alla cervicale, ma tutto sommato sto bene.
'Uno su mille ce la fa' dice il portantino, senza sapere di aver citato una canzone italiana e di far partire nella mia testa l'involontario coretto con Morandi.
Frasi simili escono dalla bocca di chiunque chieda cosa sia successo, e inizio a sentirmi non più sfortunata, ma fortunatissima.
'Dovete brindare' dice un'altra infermiera bassa e grassa, con i capelli rossi.
Ha una mollettina con un fiore fatto di pietre finte. Mi concentro su quel particolare per riconoscere in quel posto un'umanità simile alla mia. Qualche vezzo. Qualche pretesa di estetica e pulizia. Le superficialità che raccontano qualcosa. Immagino che a casa abbia dei figli o dei nipoti, che anche a loro metta mollette come le sue, che ami vederli carini e puliti, che possa aiutare anche me, forse, a riconoscere un po' di civiltà in quel posto così sporco e deprimente.
Infatti è lei a portare un nuovo lenzuolo, non pulito ma meno macchiato del primo, dove possa sdraiarmi.
La visita del medico consiste nel palparmi l'addome, quella dell'ortopedico nello schiacciarmi il collo e non capisco. Poi arriva la neurologa, ed è una ragazza gentile e pacata, con grandi occhi neri e capelli lunghi.
Con lei, per la prima volta, riesco ad avere un dialogo completo che non sia fatto di mezze frasi e mani alzate al cielo.
Mi dice che a livello neurologico sembra tutto ok, e io le chiedo come mai non mi abbiano fatto una lastra alla cervicale. Ci pensa su un attimo, confabula con l'infermiera e dice che stanno per farmela.
Torno nella sala della radiologa buongustaia e questa volta non devo indossare quella mantella logora e sudicia della prima lastra. Me la consegna in mano, bagnata, la porto io alla neurologa.
'Hm... sembra tutto ok. Se fra altre due ore la lastra al torace dice che non ci sono emorragie puoi andare.'
'Ma così, senza collare, senza niente? Mi fa male tutto, io devo fare 500km in macchina per tornare all'Avana a prendere il volo.'
'Il collare, dici?'
Confabula di nuovo con l'infermiera, le vedo scuotere la testa e sgranare gli occhi come se avessi chiesto un missile spaziale per tornare a casa.
'Non ne abbiamo' dice 'se vuoi posso farti un gesso.'
'Ingessare il collo??'
'Poi lo levi quando sei a casa.'
'Ma... ingessare il collo? Nessuna alternativa?'
'No.'
E mentre un omone che sembra un salumiere mi ingessa dal mento alle spalle, mi sento come quei cartoni animati che cadono dalla rupe e il giorno dopo sono col collo ingessato e la stampella.

 Dopo circa sei ore dal nostro ingresso all'Ospedale mi dimettono. Scoppio di felicità all'idea di scappare via da quel posto. Voglio andare a casa, voglio andare da Viola.
E voglio un cazzo di Ospedale italiano.

Non è finita, c'è tutta la parte burocratica da sbrigare, e visto che sono io quella che parla spagnolo devo farlo personalmente, con tutto il collo ingessato.
C'è da spiegare l'incidente a due poliziotti alti e robusti, con la tuta blu e stivaloni da cavallo con gli speroni.
C'è da andare in commissariato a fare la dichiarazione e ritirare i passaporti.
C'è da andare all'autonoleggio per l'assicurazione e il cambio macchina.
E' buio quando cerchiamo una casa particular dove passare la notte.
Dopo aver girato un po' troviamo una ragazza bionda che ha una stanza decorosa in periferia, che affaccia su quello che, scopriremo la mattina dopo all'alba, è una fattoria con tanto di galli e maiali. Che hanno fame alle sei, ovviamente.

E' davanti allo specchio di quella casa che mi faccio una foto.
'E' un giorno importante' penso ' devo ricordarmi tutto, devo ricordarmi che potrei essere morta, o gravemente ferita, e invece sono in una casa vista maiali col collo ingessato.'
Ho guardato la foto, dove il gesso mi dava una certa aria di nobiltà, e mi sono messa a ridere.

Per la foto, per i maiali, per quando Javier ha messo Jennifer Lopez a palla dal suo motorola per farmi sentire più a mio agio, per la Macarena, per la gente che gridava dal treno e noi sereni sui binari.
'Cerca il ridicolo in tutto, e lo troverai' (cit.)

Ma soprattutto, ho riso perché ero in piedi davanti a quello specchio.
Ed ero viva.



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173 commenti:

Raffaella - BabyGreen ha detto...

Non ho parole, sono solo felice di vederti!

Sara ha detto...

Il post mi ha lasciato senza fiato. Queste esperienze ti fanno riflettere, spesso si da tutto per scontato e quando si perde qualcosa si pensa al passato. Hai avuto la fortuna di uscire dall'incidente con le tue gambe è un regalo preziosissimo! Buona guarigione. Sara sparktrepuntozero.wordpress.com

Iris ha detto...

keep going ^^

Anonimo ha detto...

Sono commossa. Ed è così bello che tu sia riuscita a trovare la fortuna e a sdrammatizzare anche in questa situazione. Ci pensavo proprio poco fa... è quando inizi a smettere di sentirti sfortunato che la vita ti suggerisce che sei molto fortunato.
Buona guarigione Chiara. Un abbraccio.

mixandmatchblog.com ha detto...

Ho i brividi, e ho pianto, e ho pure riso, a dirla tutta, perché sei irresistibile, sempre. Ti abbraccio, non tanto forte per paura di farti male, ma con grande calore. :*

Claudia ha detto...

bentornata cazzo, sono felicissima di leggerti sana e salva
e complimenti per il senso dell'umorismo :)

Anonimo ha detto...

Gesù.... Ho la pelle d'oca!!
Sylvietta

giovanna ha detto...

i miracoli essitono. anche io sono una miracolata. In bocca al lupo per una guarigione rapidissima. ora sei gia a casa? un abbraccio

Raffaella ha detto...

merda!! anche io senza parole....bentornata.

Sere ha detto...

Chiara, non commento da tanto ma stavolta non posso scappare di corsa. Sono rimasta senza fiato. Ho vissuto un'esperienza simile in Egitto, ma molto meno grave di questa, e posso solo immaginare. Per fortuna Porpi non c'era e non ha vissuto questo incubo. Un abbraccio forte e spero che ti rimetta presto.

Lens & anything Else ha detto...

mamma che storia....da paura!!!
Riprenditi presto, un bacione!

silvia lanfranchi ha detto...

Senza parole anch'io. Solo felice che tu possa raccontarlo.

Midori ha detto...

Tutta la storia è così scioccante che non si sa che dire. Rimettiti presto, ti aspettiamo per continuare a leggerti.

Chiara ha detto...

Ringrazia Dio, Chiara.
Non ti ha chiamata a sè, non era il tuo momento.
Ringrazialo fino all'ultimo respiro.

Francesca ha detto...

Mio dio, Chiara. Il tuo, anzi, il vostro angelo custode ha fatto un ottimo lavoro.
Ti abbraccio, ancora con la pelle d'oca e un nodo in gola, perchè ciò che vi è successo è terribile e meraviglioso allo stesso tempo.

Micaela ha detto...

sei qui.

Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com ha detto...

mamma mia che esperienza!!! ti è andata davvero bene!!! menomale che viola non era con voi... e menomale che non ti sei fatta nulla di grave!!! e che avevi studiato un pò di spagnolo!

Elisa ha detto...

Ti è andata decisamente di lusso!!!
Bentornata!

Elisa

Erica Gazzoldi ha detto...

Niente come certe "testimonianze a caldo" possono far capire la realtà di un Paese... e farci apprezzare ciò che abbiamo in Italia, nonostante la situazione sia quella che è... Per il resto, potrei cominciare a pensare che davvero l'ottimismo attiri la fortuna o qualcosa del genere. Un abbraccio (mi permetto!) e buona guarigione... <3

Bietolina ha detto...

felice di leggerti! sono senza parole!Ho letto e per una volta ho faticato a sorridere leggendoti! Un abbraccio sincero!

sposadaprile ha detto...

un Miracolo, ma vero ! Qualcuno ti accuserà di avere dei Santi in Paradiso.. :-)

Bentornata..

Sabrina C. Fotografie ha detto...

mi sono venuti i brividi! ma sono veramente felice che ora sia tutto ok!

Roberta M ha detto...

Tesoro è bello che tu riesca a trovare dell'ironico in quel che ti è successo!
Noi siamo felicissime e sorridiamo con te, perché sei qui a raccontarcelo!
Un bacione
Roberta

Shaina Quella Stronza ha detto...

Ti abbraccio...

Cappuccino e Baguette ha detto...

Siamo solo felici di ritrovarti e che tu sia tornata salva e senza qualche arto in meno. E fai benissimo ad esserne felice anche tu, nonostante tutta la sfiga e l'assurdità della cosa.

Prossimo Natale però, al massimo gita a Lourdes, ok?!?!

Nonsense ha detto...

Raccontarlo va benissimo.
Riesci perfino a farmi spuntare due risate tra le parole.
Ti mando un abbraccio; c'è un qualche angelo a proteggerti da qualche parte e ne mando uno anche a lui.

Anonimo ha detto...

Brividi. Un forte abbraccio Chiara
Vi

cinzia ha detto...

Mamma mia questo racconto mi ha davvero messo il magone addosso, sia per l'incidente che per le condizioni dell'ospedale in cui ti hanno "curata". Sei davvero stata fortunatissima, sono cose che fanno riflettere tanto, mi vengono in mente un sacco di frasi scontatissime in questo momento, ma ti dico solo: rimettiti presto! :)

ilariaeoltre ha detto...

La vita molte volte è fatta di fatalità. O di persone che da lassù ci proteggono. Non c'è altro da dire credo.

Francesca ha detto...

minchia...!! so di essere la centocinquantesima come scrivevi tu stessa ma non posso non pensare che ti è andata bene... vi è andata bene, potevate passare un secondo dopo invece che uno prima... roba da matti...! Buona guarigione e in bocca al lupo!

Felicemente Mamma ha detto...

Gran culo poter essere qui a raccontarlo... :)

Cristina Yang ha detto...

Fortissima sei!
E bella, anche con il collare.

Ps* Ma a cuba non era la sanità l'unica cosa funzionante e meritevole di nota?

Eleonora ha detto...

Solo tu sei capace di far tremare, accapponare la pelle e subito dopo far scappare una risata.. anche se ci si sente a disagio per quel che si sta leggendo sulle condizioni di quell'ospedale. In Italia ti hanno visitata bene no? Noi ci si pensa solo in termini di schifo, ma l'igiene è determinante per certe guarigioni..meno male Chiara che non avevi ferite profonde.
Un saluto, e buon riposo

Anonimo ha detto...

porca troia :|

Bunny ha detto...

Cazzo Chiara, cazzo. Vai a fidarti delle Picanto :) scherzi a parte, che meraviglia leggerti sana e salva. Ed è vero, c'è molto per cui sorridere ed essere grati. Un abbraccione!

A. ha detto...

Accendi un cero aLLA MADONNA..... ma lui??? tutto bene? fatto niente?

MammaModelloBase ha detto...

Bentornata! Mamma mia sto male ...ma almeno leggendoti sapevo che scrivevi tu e che devi stare meglio.
Un grandissimo in bocca al lupo di una guarigione lampo!

Anonimo ha detto...

ho pianto per te ...pensando a come ti sei sentita. credo che questa esperienza ti farà apprezzare ancora di più la vita.

Robin ha detto...

Che incubo e come vi è andata bene!! Comunque anche in alcune zone della Sardegna ci sono i binari incustoditi come quelli che descrivi: ogni attraversamente mi inquietava... E a ragione vedo! O_o

SuSter ha detto...

Mamma mia Chiara! Ti lasciamo per un mesetto e guarda cosa ci combini!
Ho iniziato a leggere e mi sono chiesta se per caso non fosse un esercizio di scrittura creativa. Allora scorri scorri più giù, ho visto le foto e... cazzarola! tutto vero! Allora, si tratta di una di quelle esperienze che:
A- Potrai dirti felice di "poter raccontare"
B- Quando le racconti ti stupisci te stessa e ti chiedi se davvero le hai vissute in prima persona
C- Ti permettono di riderci sopra solo "dopo" che sono finite e rimangono nulla più che un aneddoto divertente da rievocare con gli amici per i prossimi decenni... sperando che non ne debbano accadere di simili entro breve!

Ben tornata. Ora ci sarà Viola lì a coccolarti.

Daniela ha detto...

felice di rileggerti! buona guarigione!!!

MISSLORETTA..UN MONDO A COLORI! ha detto...

Mai, come in questo post, sei stata più vera! Le tue parole, il tuo sentire, questa esperienza, nella sua totale assurdità, e la tua ironia, soprattutto quella, anche nel descrivere la tragedia, si mescolano in modo perfetto, sincero e hanno l'odore di speranza, serenità e quiete dopo la tempesta! Buona vita! un abbraccio a te, Lui, porpi e l'omone a cui gusta la macarena, per il suo tempestivo soccorso!

Anonimo ha detto...

Evviva, evviva. Perchè Lui NON ha frenato un attimo DOPO.
C'avete degli angeli custodi coi controcoglioni, lasciatelo dire.

Francesca

Ska ha detto...

Un grosso abbraccio, non troppo stretto! ;)

Giuana ha detto...

Per un momento mi sono vista su quei binari, con voi.
Non è neanche lontanamente immaginabile quello che puoi aver provato.
Ti abbraccio. Piano però, che il collo ti fa male.

Anonimo ha detto...

Ciao, post da brividi. Io vivo in Africa da anni, il tuo racconto mi ricorda che nel Paese dove viveo prima, per tornare a casa dalla capitale, dovevo attraversare i binari (no, mi rifiuto anch'io di chiamarli passaggio a livello), e mi hanno sempre detto di guardare a destra e sinistra, come sulle strisce pedonali, per passare. Solo che io sapevo dove erano i binari, e non c'erano curve vicine. Mi è sempre sembrata una cosa assurda, eppure vedo che non è cosa unica. E poi, lavorando in ospedali da che sono in questo continente, come ti ho già scritto su Instagram, tanta, tanta solidarietà per il tuo "ricovero". Pensiamo a chi non può dire "non vedo l'ora di andare in un ospedale italiano", perchè forse quella è la miglior scelta che ha... pensiamo che nonostante ci lamentiamo del nostro servizio sanitario, c'è chi sta molto peggio. E non è un numero ristretto di persone.
Comunque felice di leggerti, saperti sana e salva. Mi sono messa in ansia per te da quel primo tweet come ci si sente in ansia per un'amica lontana. Coraggio!
chiara (scusa la lungaggine)

SuSter ha detto...

E meno male che non eri in un film di Hollywood altrimenti minimo minimo l'auto esplodeva. Ma sicuro che non si sarebbe persa l'occasione per far deragliare un pochino anche il treno...
:-)

Bietolina ha detto...

felice di leggerti! sono senza parole!Ho letto e per una volta ho faticato a sorridere leggendoti! Un abbraccio sincero!

Calzino ha detto...

Sto tremando come una foglia.
Felice di leggerti ancora, ma felice per davvero.

Lilyum ha detto...

Diomio, ho i brividi e sono per tutto quello che ti è successo, certo, ma anche per la felicità che tu sia viva. Per tua figlia, tuo marito e la tua famiglia. E non importa se non ti conosco.

Hermione ha detto...

Non so che dire. Ho i brividi.
Perchè tramite i tuoi post, il tuo libro, le tue foto, è come se ti conoscessi...
Sei stata fortunatissima (nella sfiga!!!).

Ed è bello che tu sia qui a raccontarcelo!!!

un abbraccio, e un bacione a Viola!

Lilyum ha detto...

Diomio, ho i brividi e sono per tutto quello che ti è successo, certo, ma anche per la felicità che tu sia viva. Per tua figlia, tuo marito e la tua famiglia. E non importa se non ti conosco.

Mara Caumo ha detto...

Altro che miracolo, vera botta di fattore C!

Lu ha detto...

Già, basta così poco, non è vero? Non ci pensiamo mai, eppure è così. Beh, è l'inizio della tua nuova vita e sembrerà tremendo da dire, ma queste cose ci fanno risintonizzare con la nostra stessa esistenza. E' una magnifica notizia che tu stia bene. Ti auguro di vivere bene la tua seconda vita.

Arianna ha detto...

Mamma mia, che brutta avventura! Quasi piangevo all'inizio del post, che spavento... L'importante è che sia tutto a posto e che tu sia qui per raccontarcelo e riuscire anche a sorridere. In bocca al lupo <3

Ilaria ha detto...

Che miracolo!!! Mamma mia, terrificante. Grazie a Dio sei viva! Adesso rimettiti in fretta!
Ilaria

Chiara Francioli ha detto...

la vita ha sempre più fantasia di noi. La MACARENA nella macchina... Sono felice di leggere che non ti sei fatta nemmeno un graffio, felice che tu sia qui a raccontarti con la stessa generosità e la stessa grazia di sempre. Riguardati e dai retta all'infermiera: dovete brindare.

Valentina ha detto...

Ho letto tutto d'un fiato il tuo racconto, interrompendo tutte le incombenze in ufficio, e posso solo dirti che per fortuna i miracoli esistono, per fortuna in quell'ospedale ci sei dovuta restare per poco, per fortuna puoi raccontarlo con un sorriso... un abbraccio e buon rientro!

Mirtilla ha detto...

Che esperienza terribile!
sono contenta che tutto alla fine sia andato bene
Bentornata!

Anonimo ha detto...

Non ho parole...ti seguo dall'inzio ed è un po' come se tu fossi una specie di amica, una conoscente...e mi ha toccato da morire il tuo racconto, chissà che paura avete avuto...Grande Chiara, una che riesce a ridere dopo tutto quello che è successo..è decisamente una con le "palle". Torna a casa dalla tua piccola e vedrai che in poco tempo rimarrà solo il ricordo di un'avventura...

vale ha detto...

oddio ho i brividi, è davvero un miracolo che sia andata così, un abbraccio

Francesca ha detto...

Mamma mia! Leggendo questo post mi è venuta la pelle d'oca e mille brividi lungo la schiena! Cavoli, che paura dovete aver preso, tu e Lui! E cavoli, che fortuna sì il tuo esserne uscita praticamente illesa!! Una risata (scarica tensione adrenalinica) ci sta tutta!
Auguroni!

Anonimo ha detto...

...e tieni conto che Cuba "es el paraiso sanitario" del sur/centro america; non oso pensare se fossi capitata in un paese con la sanitá a rotoli. Sembra duro, ma non lo è...Non ti lamentare...Cuba é il posto migliore dove ti sarebbe potuto succedere tutto ció , paralando di america latina.baci

Roberta ha detto...

Bentornata! Accidenti, ve la siete vista brutta, menomale che tutto è andato per il meglio. Sono felicissima di vederti sana e salva!! Un abbraccio grandissimo e buona guarigione.
P.s: mi hai fatto passare la voglia di visitare Cuba xD

Cappuccio e Cornetto ha detto...

Aspettavo il tuo racconto. E intanto mi chiedevo quante millemila emozioni hai attraversato, da quel momento a oggi. Rispetto a Viola, rispetto a te. Quante domande, quante paure. E la risposta migliore, quella del sorriso, direi che l'hai trovata. Tutta la mia stima per la tua forza. E felice che tu sia tornata qui, a raccontarcelo.

Simo ha detto...

Sono contenta di leggerti di nuovo, e con lo spirito di sempre... Bentornata!

Mamma Che Paura! ha detto...

ti vorrei solo abbracciare, e allora facciamo che ti abbraccio a distanza?! un abbraccio.

Chiara ha detto...

Tanta paura!! ma ora sei con la Porpi, il resto è storia di vita vissuta (e mantenuta ;)! un abbraccio e rimettiti presto!

Anonimo ha detto...

Mi dispiace tantissimo!
Rimettiti presto!
Certo...che avventura!

Mary

Steve ha detto...

Letto tutto d'un fiato.. La parte iniziare sembra un racconto di un Romanzo Noir. Sono davvero contento che puoi raccontare quest'esperienza. Credo che esperienze simile facciano cambiare tutto il proprio modo di guardare le cose. o Sbaglio ?

Mella1976 ha detto...

Letto tutto di un fiato.....emozione pianto e anche qualche sorriso qua e là...

Bentornata!!!

Simona ha detto...

Davvero senza parole!!! In bocca al lupo

gloriainthemoon ha detto...

Per la prima volta leggo un post saltando quelli precedenti che ancora mi mancano, per la prima volta commento. Il bello è che non so che dire, solo che mi sto affezionando a te come fossi un'amica e ho avuto paura quando hai scritto dell'incidente. Riprenditi presto! Sono sicura che con il tuo spirito presto ti lascerai alle spalle il peggio di questa storia, te lo auguro con il cuore! Gloria

LaWoodstock ha detto...

Ho pianto leggendo, in ufficio.
Il pensiero di andare in un ospedale o dal medico mi mette un'ansia che non ti dico (sono cintura nera di ansia!!) ma vedere le foto di quelle lenzuola... beh, ecco, mi sento fortunata anche io, mi accorgo anche io di essere viva come te... certo, messa meglio, ma viva e posso sorriderne! Però, lasciamelo dire, se con tutto quello che ti è successo te la sei cavata con 6 ore di ospedale, allora quasi viene da fare un paragone: per un dito di un piede rotto, ieri al pronto soccorso ci sono stata 6 ore prima che qualcuno si decidesse anche solo a chiedermi i dati e la tessera sanitaria!! (per la cronaca: non vivo in un paese sperduto ma nell'operosa e attiva e morderna Brianza, tsé!)

Silvia ha detto...

Bello riaverti qui. :)

Silvia ha detto...

Bello riaverti qui. :)

vio-yersinia ha detto...

porca trota...
pensare che poco tempo fa chiacchieravamo di scarpine. L'ho sempre pensato che esiste un momento preciso per ognuno di noi.
Un treno...
la mia lista di incidenti è lunga ma un treno ancora no

Ninni ha detto...

Il modo in cui descrivi l'essere immobili e ormai rassegnati all'arrivo di quel treno è qualcosa che mette i brividi..
auguri, per tutto!

S t E ha detto...

Sei speciale. E di insegnamento. Non avrei avuto le palle di reagire alla stessa maniera se avessi passato quello che hai e stai passando tu!
Non è facile trovare il ridicolo ogni giorno, non credo sia stato facile allora e ancora adesso per te!
'Cerca il ridicolo in tutto, e lo troverai' (cit.)

Un grosso abbraccio virtuale... non vorrei farti troppo male!

Anonimo ha detto...

Come fare di un incidente un post di successo... che poi tanto traumatizzata non eri se sei riuscita a far ste foto...

Ramy51 ha detto...

Mamma che incubo avete vissuto!!! Ma la cosa più bella : poterla raccontare. AUGURI

La Princess S. ha detto...

Ho avuto un incidente su un'autostrada, un mese fa. C'era il ghiaccio sull'asfalto, la mia macchina si è data al pattinaggio artistico. Non era una gran ballerina. Mi ha sbattuta da una parte all'altra della carreggiata. E io ricordo tutto. La prima botta e poi la seconda, fortissima. Quella contro il guard rail. Quella che mi ha fatto sbattere la testa contro il finestrino.
Fortuna che non l'ho presa frontale perché ho avuto la prontezza di sterzare.
Fortuna che quando ero in orizzontale nessuno mi ha trascinata via.
Fortuna che ho la capoccia dura.
Me la sono cavata con 5 punti sotto il labbro, qualche livido e 5gg di faccia gonfia e dolorante.
Anche nel mio caso hanno gridato al miracolo.
Ho pianto dopo tre giorni, per un giorno intero.
Ho il terrore del ghiaccio e non guiderò mai più con la stessa sicurezza di prima.
Ma, cazzo, sono viva.
Siamo vive.
Evviva!

Un abbraccio fortissimo Wonder.
Capisco cosa hai passato :)

Silvana ha detto...

«Io, che in fondo sono una donnetta, mi sono seduta sul sedile della macchina di uno sconosciuto e ho iniziato a piangere». Questa frase mi ha dato i brividi, perché è esattamente quello che è capitato a me quando, qualche anno fa, sono uscita miracolosamente illesa da un frontale sulla tangenziale di Roma. Solo che in quel momento non lo sapevo ancora. Sono questi i momenti in cui rimettiamo le cose nel giusto ordine. Sei stata fortunata e forte (la stessa radice, chissà cosa vorrà dire...), riprenditi presto!

mafalda ha detto...

Ho i brividi.
Ora scrivi. Rielabora il più possibile.
Io stavo per morire di parto, e ci ho messo mesi per comprendere appieno quello che mi era successo.
Ti abbraccio con affetto.

finalmentemamma ha detto...

Un racconto da brividi...come da brividi è la foto di quel lenzuolo! Grazie al cielo sei qui...bentornata tra noi!

altramamma ha detto...

Non riesco a dire altro che "Belin" (sono di Genova).

Non sai quanto sono felice di rileggerti ;)

Anonimo ha detto...

Anch'io capisco cosa hai passato... sei stata davvero fortunata!
Ma Viola? Perchè non era con voi? Beh, grazie al cielo!
Rimettiti presto!
S.

UnaZebrApois ha detto...

mi dispiace per tutto: per la paura, per la terribile esperienza, perchè vivere quegli attimi dev'essere stato un incubo...ma sono anche tanto tanto felice, e questo perchè ti leggo, perchè sei viva e senza (quasi) un graffio, perchè ormai è solo una bruttissima esperienza passata :)

Un abbraccio immenso a tutti voi, ma in particolare a te! (ma senza stringere troppo chè sennò ti faccio male al collo :))) )

Vaty ♪ ha detto...

Chiara.. sono sconvolta. Un treno.. un treno???! Non so che dire.. e non oso immaginare quel che hai passato.
Ti sono vicina e ringrazio anch'io il Cielo che sei lì, davanti a quello specchio, a far quelle foto.
Grazie per averci scritto.. eravamo in migliaia in pensiero..
ti voglio bene anche se non ci conosciamo di persona.
ti voglio bene anche se passo di qua e non sempre riesco a lasciarti il commento.
ti voglio bene per la persona che sei, che traduci in parole i sentimenti di noi mamme, compagne, lavoratrici, viaggiatrici.. DONNE.
Grazie di esistere e grazie al cielo per averti permesso di continuare ad..esistere.

Ti stringo forte a me virtualmente (sperando di non stringerti troppo al collo..;-)
<3
Buona guarigione.
Vaty

The Apple Market ha detto...

Cara Chiara.. sono scioccata dal tuo racconto. Mi sono immedesimata così tanto (sei bravissima nel raccontare!) nella scena del treno che mi sono venti i brividi! Ringrazio, Dio, il cielo o chi vuoi tu che sia andata come è andata!
Io fossi in te andrei ad accendere un cero a qualcuno di importante!
Io da italiana a Londra aspetto con ansia il tuo ritorno!
In bocca al lupo per la tua schiena e il tuo collo!
Annalisa

Brunhilde ha detto...

Hai detto niente, sei viva.
Penso che quell'infermiera che ha parlato di miracolo abbia davvero ragione da vendere.
Evviva e, soprattutto, tantissimi auguri di buona guarigione.

LaLara ha detto...

che bello che sei qui. che bello, chiara.

ilsaporedelsole ha detto...

Non ce n'è. Quando non è la tua ora non è la tua ora punto e basta e continuerai a fare come le anatre ;)

guesswhatiminlove ha detto...

In questi casi credo ci sia poco da dire se non che sono felice di rileggerti dopo questa parentesi d'inferno. Rimettiti presto!

Lauretta ha detto...

credo che la tua vita da quel giorno sia cambiata, credo che il primo abbraccio che hai dato a Viola dopo quello che è successo ti abbia fatto capire il significato di tutto, credo che ci sia qualcosa o qualcuno che può spiegare ciò che è stato in una lingua che non riusciamo a capire, credo che tutto ora abbia nuovi colori e nuove forme. sono contenta di aver letto per una volta un racconto a lieto fine.

country life ha detto...

sono passata dal tuo blog perchè volevo sincerarmi che tu non fossi stata coinvolta nell'incidente accaduto stamani in quel di Londra... e ti ritrovo scampata viva ad un incidente ferroviario.
mi unisco alla tua risata... è bello essere vivi! ♥

kikka ha detto...

agghiacciante...
sono contenta che tu stia bene!
ti abbraccio

babba ha detto...

carissima, anche io in un viaggio me la sono vista brutta anni fa ... non ero ancora mamma però. chissa che cosa avrai pensato in quegli istanti in cui vedevi il treno che vi veniva contro e realizzavi che cosa stavi rischiando, ti immagino che pensavi che dovevi farcela per ritornare dalla tua piccola ... dopo il mio scampato periodo sono diventata molto piu ZEN e imperturbabile di fronte ad ogni evento ! auguri di pronta guarigione

erzsebet91 ha detto...

Sono contentissima per te che tutto sia andato nel migliore dei modi possibili ( meglio in un ospedale fatiscente ma vivi, diciamo ); spero che guarirai quanto prima possibile e intanto ti faccio gli auguri: auguri generali, fai tu.
Comunque, giusto per sicurezza, visto che proprio ora sto studiando per la patente, ti posso dire che un binario incustodito, senza barriere n niente, è effettivamente un passaggio a livello, cui bisogna prestare molta attenzione prima di passare ( ma questo ormai lo saprai già ). Certo, le condizioni generali non erano delle migliori.

Anonimo ha detto...

Che esperienza!!!! per fortuna si è conclusa "bene"... un abbraccio grande! Glen

Anonimo ha detto...

Prova le Cayman turk and caicos e Antigua poi ne riparliamo!

Sara ha detto...

Quello di avere un incidente in un paese straniero è una delle mie paure più grandi. Tu l'hai affrontata con forza,coraggio e ironia. Tanto di cappello e rimettiti presto!!

Mel. ha detto...

Per fortuna, non era la tua ora!

Anna ha detto...

Mamma mia Chiara!!!
Sono felice che tu stia bene e che questa storia possa raccontarla, tra l'altro magistralmente)
Ti abbraccio e ti auguro di guarire presto, fatti coccolare e tanto!!!
Anna

Alice Azabel ha detto...

Bentornata da una che non ti commenta mai, non è mamma, non ha quasi nulla di simile a te ma ama leggerti. Un miracolo, si, fortuna che ogni tanto accadono veramente :)
Una abbraccio :)

Wonderland ha detto...

Grazie a tutti per i commenti e per l'incoraggiamento.
È bello sapere che fate il tifo per la mia completa guarigione. I medici cubani non avevano proprio capito tutto, qui in Italia mi hanno fatto tac e risonanza e anche se per fortuna non ho ossa rotte ho qualche problemino ai dischi vertebrali, ma nulla di irrisolvibile. Domani visite con neurologo e ortopedico e sapró quando potrò tornare a Londra. Se, a proposito, conoscete un buon centro di fisioterapia a Londra fatemi sapere!
Gazie a tutti

Luna ha detto...

Cara Chiara,
ho avuto i brividi...veramente un brutto incidente e qualcuno di importante che ora è lassù sicuramente vi ha protetto. Questo sicuramente di farà vedere tutto in maniera diversa, ti farà godere gli attimi della tua vita di più (cosa che credo, leggendoti, tu faccia già ora)...ti auguro di guarire presto e passare ancora del tempo con Viola. un abbraccio P.S. Immagino lei come sia rimasta vedendoti con il collare...si sarà spaventata..

Maiomi ha detto...

Trova un osteopata. Quello ti rimette in sesto come nuova!
In bocca al lupo
;)

Anonimo ha detto...

Che dolce che sei,davvero devi renderti davvero conto che hai un angelo custode. Lo vogliamo chiamare caso? Chiamiamolo caso ma io penso solo che qualcuno ti abbia presa per mano e tirato via di li...
Lorentim

mamma, che emozione! ha detto...

Bentornata chiara!

Anonimo ha detto...

bentornata!!!! di cuore!!!
NicolettaS

Anonimo ha detto...

Che angoscia leggere quello che è successo, meno male che sei viva per potercelo raccontare! Adesso come stai a parte i traumi fisici? Un abbraccio e spero di leggerti presto. Stefania mamma di Vittoria

pasita ha detto...

porkapalettapuzzolente!!!!
felice come non mai di leggerti...
un abbraccio.
Pat

Gio ha detto...

Parto per Cuba tra 2 mesi!grazie alla tua esperienza faró molta attenzione ai BINARI!
Giorgia

Anonimo ha detto...

Che storia, mamma mia, ho i brividi. Ma chissà come ti sembrerà bella la vita, ora, vero ?! Ti gusterai tutto tutto tutto, probabilmente. Ti faccio tanti auguri per una pronta guarigione. Adrialisa

Vaty ♪ ha detto...

Ho vissuto li per un po'. Risento i miei vecchi amici e se ho qualche nome giusto, ti scrivo!
Buona guarigione e.. In gamba come sempre mi raccomando:)
Ma non abbiamo dubbi.. Ormai sei una "pioniera" della National Geographic! Non sarà mica un treno a fermarti ;-)

Ostuni Magazine ha detto...

Per fortuna la piccola non era con voi.
Ti auguro una pronta guarigione
ciao
Barbara

leucosia ha detto...

rimettiti presto! un bacione a te e alla tua famiglia!

Martina ha detto...

Siamo tutte con te. Bentornata Chiara!

hottanta... ha detto...

Uno scontro con un treno, urca! Hai reso efficacemente. E' un po' paradossale, perché mi verrebbe da complimentarmi per la tua resa narrativa, ma la sostanza è più importante: che tu sia viva e con ferite tutto sommato trascurabili. Però, non trascurare le ferite dell'anima. Non so cosa dire di altro, se non augurarti di cuore di riprenderti presto, e totalmente.

Anonimo ha detto...

mamma mia!!!! che esperienza.... cmq queste sono le rare cose che non ti fanno dare mai più nulla x scontato..buona guarigione !

Anonimo ha detto...

Azz, è un mese che aspetto x leggere un tuo post e quando finalmente torni, ci racconti di qs grave incidente :( Vabbè sei qui, siete qui e questo è l'importante , un grosso in bocca al lupo x la guarigione
cesj

marelibera ha detto...

Ti leggo da tanto, ma in silenzio. Mi hai tenuto compagnia durante la gravidanza e ho riletto tutti i tuoi vecchi post mentre piangevo di paura durante i primi mesi della piccola. In questo periodo entrava spesso qui e non ti trovavo e mi mancavi.
Ora, eccoti.
Sei forte, molto più forte di ciò che credi...altro che donnetta! Ho avuto un incidente simile al tuo cinque anni fa. Rottura della terza vertebra cervicale. Ed ero così terrorizzata e arrabbiata che ci ho messo un po' prima di capire. Capire che avevo la possibilità di essere arrabbiata e terrorizzata. Capire che c'ero. E non era così scontato. Ti senti scintillare quando lo capisci. E allora scintilla, Chiara, scintilla! E sorridi, perché il resto della tua vita sarà degno d'essere vissuto!
Ti abbraccio da lontano.

FromFun ToMum ha detto...

fammi sapere quando rientri e andiamo a prenderci un caffe' con Chris...o con le piccole se preferisci.
Adesso mi informo sulla fisioterapia nella nostra zona, poi ti faccio sapere. a presto, Chiara e pensa al futuro, non pensare ai 'se' o diventi matta x

lory75 ha detto...

sono entrata nel blog per leggere se stavi bene, dato quello che è successo ieri a londra, leggo il titolo e nn afferro bene cosa potesse entrarci con la cronaca dell'elicottero, ed invece poi ho letto quasi tutto, ho pensato, no nn può essere, forse sta inserendo uno stralcio di qualche libro, nn può essere che abbia avuto un simile incidente!
Ti sono vicina con tutto il cuore e ringrazio il cielo che con voi nn ci fosse Viola!
vi abbraccio!

Anonimo ha detto...

T'è annata 'na crema! Sia sopravvivere alla botta col treno, sia aopravvivere all'ospedale cubano, dove entri pe' fatte no shampoo e esci coll'epatite! Direi ma anche basta coll'audacia per il 2013!

Un abbraccio

LauraM

Anonimo ha detto...

Chiara, non commento mai. Penso, però, che in questa circostanza ogni banale commento che si rallegra del lieto fine sia ben accetto!
Petra

Diana (Apple Pie) ha detto...

Ma che davvero?
Questo, dopo tanto tempo, è proprio il caso di ridirlo...
Sono felice che tu sia tornata e che sia tutto risolvibile.
Sono felice che sia andata bene.
Non aggiungo altro perché è stato veramente detto tutto.

Un abbraccio
Diana

Anonimo ha detto...

Mi dispiace sapere tutto l'incubo che hai passato. Ma siete vivi tutte e due e questa e' la cosa piu' importante, anche per Viola. Rimettiti presto! ...e torna a scrivere quando puoi, noi ti aspettiamo :)

Anonimo ha detto...

bentornata lucky wonder!

where rainbows end ha detto...

Chiara,
sono contenta che tu sia qui a raccontarlo, a trovare il ridicolo in tutta questa storia!
..e ti sei dimostrata forte, anche in questa situazione, se fossi stata in te sarei morta all'entrata in ospedale!
Spero che ritornerai presto in Italia per abbracciare Viola e non pensare più a questa storia.
Un abbraccio
Valentina

sonia ha detto...

Sono così felice che tu stia bene ...
Non oso pensare a quei 6/7 secondi mentre arrivava il treno...
Rimettiti presto!E ridi sempre...
P.S.: ti voglio bene anche per il riferimento a Harry Potter nel titolo ... :)

sonia ha detto...

Sono felice che tu stia bene!
Non oso pensare a quei 6/7 secondi in cui arrivava il treno...
Rimettiti presto!E ridi sempre...
.. P.S.: ti voglio bene anche per il riferimento a harry potter nel titolo del post :)

LucyintheSky ha detto...

La cosa che più mi pietrifica è immaginarvi su quell'auto ferma, a guardare il treno che arriva, in silenzio.
Credo che quell'immagine dalla tua testa non riuscirai mai a cancellarla, come non cancellerai mai il primo sguardo di tua figlia. Ma è assurdo come la vita sia fatta di ricordi totalmente in contrasto e altrettanto indissolubili.
Ti auguro una rapida guarigione ed auguro a me, anche senza provare quello che hai provato tu, di dare nuovo valore alla Vita e ai singoli giorni che ho la fortuna di vivere, nonostante tutte le cose che mi fanno girare le balle. Sono certa che tu lo farai.
Un abbraccio <3

mamma pasticciona ha detto...

Il tuo post mi ha colpito molto (Tra l'altro ho da sempre una sorta di fobia dei
passaggi a livello...)
Sono una tua assidua lettrice e mi sembra un po' di conoscerti!
Ritieniti davvero fortunata! Buona guarigione!
Un bacio a te e alla piccolina (meno male che non c'eraaaaaa)

curly and.... ha detto...

Mamma che esperienza, ho ancora i brividi e sono felicissima che sei ancora qui tra noi per poterlo raccontare!! Sono davvero situazioni che fanno riflettere su tutto! Tu continua a sorridere perchè hai ancora tantissimo tempo per essere vicina a Viola.
Ti abbraccio =)

Elisa Stocco ha detto...

Ti sono vicina, un abbraccio fortissimo!!!

Lucia ha detto...

brividi..ma non conveniva forse che Lui attraversasse i binari? in 6,7 secondi sareste stati al di là..
ma non oso immaginare in quei momenti cosa possa passare per la testa.
L'importante è che siate vivi. Bentornata!
qual è la prima cosa che ti è venuta voglia di fare nel resto della tua vita?!
Lucia

Nonaddetta ha detto...

Manco da un po' dal blog e anche io avevo pensato che fosse un racconto, all'inizio, poi mi sono raggelata. Forse puoi spiegarci questa cosa: come mai non si scappa dall'auto? E' il tempo che manca, o il panico blocca la coordinazione per aprire la portiera e muovere le gambe? Perchè penseresti che non ti capita MAI una cosa del genere, ma invece dopotutto evidentemente capita: e allora meglio sapere cosa si può fare, in un momento simile..
Sono ancora per aria, immagino voi... e comunque sono felicissima che siate abbastanza interi da essere tornati indietro. Un abbraccio a voi e Viola

Cecibel ha detto...

Di sicuro hai un angelo custode con i contro cogl...scusa per la finesse ma quando ce vò ce vò. Sono contenta che ti stia riprendendo!

Robe di Bimbi ha detto...

Uhhhhh.... ben rinata.
complimenti per la capacità di sdrammatizzare.
e per la capacità di essere felice di essere viva.
io ho ancora i brividi, io, solo per averlo letto.
abbraccia Viola...è una bimba fortunata.
...o il tuo Angelo....
Yu

Anonimo ha detto...

Mamma mia...sono senza parole. Ho solo un pensiero: è stata la paura a bloccarvi? Io non so, forse avendo 6 secondi mi sarei buttata fuori dalla macchina...

Bello vederti sana e salva, dopo questo racconto, poi...

Laura

Anonimo ha detto...

Mi pare necessario sfatare questa cosa che Cuba è il "paradiso sanitario" dell'America Latina, perchè non è vero. Sì, è accessibile a tutti ma le risorse sono sempre più scarse e la maggioranza dei medici sono partiti negli ultimi anni per Venezuela e Bolivia con i programmi di mutuo soccorso dell'ALBA, per uscire dal paese e guadagnare di più (per chi se lo chiedesse il salario mensile di un medico è all'incirca l'equivalente di venti euro). Mi facevano presente che trovare un dentista a La Habana è ormai più unico che raro. La degenza ospedaliera viene comunque trattenuta dalla busta paga. La ricerca a Cuba è di primissimo livello, per chi si può permettere di usufruirne(non è che Chavez si sia fatto anni di trattamenti anti tumorali sull'Isola a caso). Se sei uno straniero e ti fai male nella zona di La Habana di sicuro ti portano alla Clinica Internacional, Purtroppo l'incidente è capitato nel mezzo del nulla e molto lontano dalla capitale.

Sei stata fortunata, Chiara! Ti auguro di rimetterti al più presto.

francesca r. ha detto...

appena fatto un post analogo, causa molto diversa, ospedale molto diverso (italiano, pulito e rassicurante... e per fortuna, altrimenti non me la sarei cavata) ma la fine è stata la stessa. oggi sono grata di essere viva.
in bocca al lupo per la guarigione e il ritorno a casa. sono sicura che per prima cosa abbraccerai tua figlia, e sarà il premio più grosso, poterci essere. per me è stato così. :-)

Carpina ha detto...

Caspita chiara, che cosa allucinante!
Giuro ho pensato: mach-edavvero???
Sono felice per voi che alla fine tutto si stia risolvendo per il meglio e.. Non c'è niente che ti faccia sentire più viva, come la morte scampata per un pelo.

Bentornata on line, safe and spund..
ti auguro davvero di riprenderti presto!
Pina

Anonimo ha detto...

Auguroni tantissimi di guarigione, hai avuto una avventura pazzesca ma per fortuna la puoi raccontare!!! Ti seguo da molto ma non ti avevo mai scritto, questo incidente mi ha colpito molto.
Auguroni!!!!!

Siro ha detto...

Non ci sono parole. Riuscire a sdrammatizzare è un grande dono, di cui anch'io sono provvista, e di cui non mi stanco mai di ringraziare (la mamma? la sorte? gli dei?).
Proprio perché hai questo dono ti metto il link di un video. Hai senso dell'umorismo, quindi lo prenderai nel verso giusto, a me ha fatto ridere e continuo a cantarmi la canzoncina in testa.
http://www.youtube.com/watch?v=IJNR2EpS0jw&feature=player_embedded

In bocca al lupo per tutto, guarisci e dimentica. Ammazza i mostri a suon di risate.

sakehanska ha detto...

in bocca al lupo x una pronta guarigione. marta

Wonderland ha detto...

Un cero? Ma anche dieci! Si, la chiesa è stato uno dei passaggi più che dovuti al nostro ritorno....
Siamo molto contenti, anche se acciaccati (io... Lui è già tornato a Londra e al lavoro a dire il vero).
Perché non abbiamo pensato a scendere dalla macchina? Non saprei dirvelo, ma so che abbiamo fatto bene a non farlo: dopo l'urto la macchina si è girata su se stessa, spostandosi molto. Se fossimo scesi forse sarebbe andata davvero molto peggio.
Ringraziamo il cielo. Solo questo.
E sia anche sempre lodata la scelta di partire senza Viola, altrimenti... non voglio nemmeno pensare cosa avrebbe potuto significare un urto simile per una bambina piccola.

Anonimo ha detto...

Chiara un abbraccio e rimettiti presto alla grande!!! Che bello leggerti ancora!!!!

Vale

sternflammende ha detto...

Caspita che storia orrenda...
Comunque mi chiedo perché sia sempre tu a subire le conseguenze delle azioni: prima con l'interruptus, adesso con l'incidente. La giustizia divina non esiste, anche se probabilmente R'llhor ti ha concesso una grazia a patto che tu sacrifichi qualcosa alle sue fiamme..

Francesca ha detto...

Chiara è andata bene perchè poteva andare molto peggio, spero che ti rimetterai del tutto.
Io sono medico e vivo e lavoro in Africa da anni, e quello che ho visto dalle tue foto dell'ospedale del posto ti assicuro che è 10 volte meglio di quello che vedo io (e in cui lavoro) ogni giorno. Per chi si scompensa a vedere quelle foto, sappiate che quello è quasi un livello "medio" per tanti paesi.

Anonimo ha detto...

come ha scritto qlcuno piu' su...noi abbiamo avuto bisogno di un medico a cuba e infatti all'avana ci hanno mandato alla clinica internazionale, e li' ci siamo detto ah pero', come sono attrezzati! un paio di giorni dopo eravamo all'ospedale pubblico di vinales, e li' invece era tutta un'altra cosa...per chiudere, pediatra a trinidad, me lo sarei portato in italia da quanto era bravo! la nostra esperienza e' stata: preparazione ottima, risorse molto scarse a meno che non ci si possa permettere l'assistenza a pagamento.
ps anch'io mi chiedevo: ma perche' non avete portato viola? noi siamo andati con nostro figlio di 2 anni ed e' stato bellissimo! beh, il destino vi ha dato una mano anche con questo, pensa che a cuba i seggiolini per bambini in auto non esistono (noi ce lo siamo portati da casa), non voglio neanche pensare a un'incidente del genere a un bambino senza seggiolino. bentornata e recupera in fretta!
manu

Anonimo ha detto...

mi dispiace tantissimo per quello che ti è successo , soprattutto immagino come ti sia potuta sentire in un Paese straniero, con una lingua diversa e abitudini e usi diversi.purtroppo però i passaggi a livello incustoditi non sono un'esclusiva cubana, anche da noi in Italia ce ne sono parecchi, almeno nella mia regione e incidenti del genere ne sono capitati anche qui con esiti meno miracolosi. ti abbraccio tantissimo e però con quel gesso non stavi per niente male!!!! un bacione alla porpi. paolamamma

Saturalanx ha detto...

Chiara, come tanti, ti seguo sempre ma ti commento di rado, ma stavolta non potevo farne a meno.

Sapevo dell'incidente da Twitter, ma sentirtelo raccontare è diverso. Sentire, sì, perché sono qui seduta alla scrivania, e però mi sembra di sentirla la tua voce, e soprattutto il silenzio, lo sguardo di quei maledetti sei secondi.

Un abbraccio forte a te e a Lui, magari meno acciaccato ma presumo altrettanto terrorizzato, e tanti auguri di pronta guarigione!

ero Lucy ha detto...

Santoddio. Sono sgomenta.
Ti abbraccio forte.

La mamma di A ha detto...

Un abbraccio!!!!

Minimoda di Prato ha detto...

Io mi sono messa a piangere.
Grazie a Dio, sei qui
Ti abbraccio forte
Erika

Federica ha detto...

...accipicchia!...sembrava un bel racconto surreale,all'inizio. Ma no, era vero! Ho scoperto questo blog da poco, mi sono fatte delle assurde risate fino alle lacrime leggendo il tuo libro, e allora... sono proprio contenta di potere continuare a leggerti!

Federica

joya89 ha detto...

sono tanto spaventata e felice allo stesso tempo di sapere che stai bene.

Morgana ha detto...

Posso rispondere almeno per me alle domande "perchè non siete scesi dall'auto, manca il tempo o è il panico?"

2 anni fa io ero in motorino, letteralmente FERMA. Pochi metri più avanti c'era un camion, io avevo rallentato e mi ero fermata. Non capivo cosa lui volesse fare, non aveva frecce, niente. Stavo per dare un colpetto di clacson per fargli capire "ehi, che fai?!" quando questo disgraziato ha ingranato la retromarcia senza guardare ed è venuto sparato indietro a tutto fuoco.
Mi ha travolta. La mia salvezza è stata che il motorino si è letteralmente "agganciato" al dietro del camion con la parte che ricopre la ruota anteriore, mentre si è nel vero senso della parola "piegato a fisarmonica".
Se il motorino non si fosse agganciato e fosse andato sotto il camion io sarei andata sotto con lui.
Dalla mia bocca non è uscito un "ah".
Il mio corpo era immobile, mentre passanti intorno urlavano "buttati giù dal motorino".
Ero PARALIZZATA.
Quando richiamato dalle urla dei passanti il tizio è sceso io finalmente sono riuscita a muovermi, tremavo dalla testa ai piedi e gli ho urlato di tutto, manca poco gli metto anche le mani addosso, mi poteva veramente uccidere.
Ma 5 secondi prima ero paralizzata.

Moky ha detto...

Più leggevo e più pensavo "Oh cielo, oh mamma, oh cristo, oh gesù..." Per fortuna che sei qui a raccontarlo!

son così... ha detto...

Sono allibita, scossa, incredula e infine..felice !!! Per te, per Viola e anche per tutti noi che ti leggiamo e sguiamo quotidianamente! Rimettiti, dimentica o cerca di ricordare il meglio.. E che la Macarena sia con te! :)

Gigia ha detto...

Sono felice che tu stia bene.

Un forte abbraccio

Chiara ha detto...

OhMyDog. Donna fortunata...

Un sorriso e un abbraccio forte forte

Venere degli Stracci ha detto...

Mi è capitata una cosa simile, meno rocambolesca perchè in Italia, ma molto simile..
Tutti quelli che alzavano le mani al cielo e che a me, come a te, dicevano "SEI STATA FORTUNATA; OH CHE MIRACOLO" li avrei picchiati ripetutamente se solo ne avessi avuto la mobilità necessaria per farlo ma dopo cinque anni non posso negare che quell'incidente sia stata un punto cruciale della mia vita, sul piano fisico in peggio, su quello mentale paradossalmente in meglio.

Rimettiti!

TheTuscan ha detto...

Ma quale donnetta. Sei solo un essere umano.

Tulipe Blanche ha detto...

sono sincera..questo me l'ero perso e ho le lacrime agli occhi...un cartone che sta guardando la mia piccola ora ha detto:"Grazie al cielo sei ancora qui"
Si grazie al cielo sei ancora qui.
Ti abbraccio forte forte Chiara.

vitt

Anonimo ha detto...

Oddio Wonder!!
Ero a Cuba fino a tre giorni fa e abbiamo deciso di non prendere la macchina a noleggio proprio per quei cavolo di passaggi a livello iper pericolosi! Le strade sono davvero agghiaccianti.Insieme ai bagni sono gli aspetti peggiori di Cuba. Mi dispiace tantissimo che ti rimanga questo brutto ricordo. Fortuna che è andata MOLTO bene!
Buona guarigione! e continua a scrivere!

Gaia ha detto...

azz
:-(

bentornata a casa!

sorairo ha detto...

Non ti leggo da mesi e mi tocca fare un infarto!!!! Mi spiace per la pessima esperienza..Però essere vivi è un vero miracolo che spesso si da per scontato, lamentandosi di mille cose che grandi o piccole non fanno la vita vera...

francesca Valencia ha detto...

Gli ospedali a Cuba sono quelli che sono ma sappi che i medici cubani sono tra i migliori al mondo. Pensa che nel 2001 gli Stati Uniti rifiutarono l'aiuto dei medici cubani solo per orgoglio. Ma sono buoni medici, peccato per le infrastrutture. Continua il tuo viaggio nella bellissima Cuba!

Anita ha detto...

Praticamente tremo...tra due mesi vado a Cuba e faccio il tuo stesso itinerario...ci farò attenzione, prendiamo la macchina anche noi...un abbraccio grande!

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