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venerdì 1 febbraio 2013

Viaggio a Cuba - 1a parte

Un pettine. Shampoo per bambini. Saponette. Un'acqua di colonia. Assorbenti. Crema da barba.
Poco, pochissimo altro, disposto in teche e scaffali di vetro a una distanza che indica l'assoluta assenza di quel consumismo opulente al quale siamo abituati anche solo davanti ad uno scaffale del supermercato. E' un negozio cubano, rintanato nel labirinto di corridoi sotto l'Hotel Cuba Libre, ex Hilton, preso come base dal Che durante la Rivoluzione e per questo ribattezzato.
Bisogna venire qui per lo shampoo, me lo ha indicato Maria, la padrona della casa particular dove alloggiamo.
Abbiamo prenotato tardi e scelto a scatola chiusa, qui è un po' così: hai un nome e un indirizzo di riferimento e, se quello non ha posto, ti dirotta da qualche amico. 'Stesse condizioni, qui vicino' dicono. Che poi sia effettivamente così, non c'è modo di saperlo se non all'arrivo.
Certo, la posizione è bella.
La casa è nel cuore del Vedado, quartiere ad Ovest di Cuba, e affaccia quasi sul lungomare, il tanto decantato Malecòn, lo 'struscio' di Cuba, che raduna decine di persone a qualsiasi ora del giorno. Chi passeggia, chi corre, chi pesca, chi si scambia effusioni e, la sera, è un formicaio di gente. Una versione lunga chilometri del muretto di paese, dove le voci e lo scalpiccìo diventano tutt'uno col rumore del mare.
 Quando c'è mare grosso le onde tracimano, bagnano la strada e schiaffeggiano l'intonaco delle case, già abbastanza provate dalla mancanza di restauri. C'è un perenne odore di salsedine appiccicosa, lo senti nell'aria e sulle dita, quando tocchi i corrimani delle case.
Anche quello di Maria è umido.
La sua casa è al terzo piano di un palazzo semi moderno e credo sia autorizzata ad affittare solo una stanza, dove al momento alloggia una ragazza canadese, perché quella che tocca a noi è un antro buio con una finestrella e grossi armadi a muro di legno scuro.
Lei e la sua famiglia, marito e due figlie, si arrangiano a dormire in soggiorno. Probabilmente lo farei anche io visto che il prezzo di una stanza - 30 CUC, pesos cubani convertiti, circa 23 euro - equivale allo stipendio medio di un cubano. Chi ha una casa di proprietà come Maria, comunque, è l'eccezione. Comprare casa a Cuba è complicato, le case sono proprietà statale ed è lo Stato che solitamente acquista e vende case. Il sistema non mi è chiarissimo, ma Maria non è contenta della situazione. Come non è contenta di non avere Internet per gestire le sue prenotazioni - 'mi collego dal lavoro di mia sorella, ogni tanto, di nascosto. Dicono che non hanno il cavo per far arrivare la fibra, ma io non ci credo, è che non vogliono farci aprire gli occhi'. Come non è contenta di non poter viaggiare ma questo, stando alle ultime notizie, pare sia un problema in via di risoluzione.
Chissà cosa succederà alla morte di Castro, è quello che si chiedono un po' tutti.

Casa di Maria ha due delle caratteristiche che ritroveremo in molte delle case particulares: lenzuola sintetiche - orrore! - e galli sotto le finestre.
Galli.
Ce ne accorgiamo il mattino dopo, alle sei e mezza.
Si fa perdonare, Maria, perchè ha quella gentilezza tipica dei cubani. Un modo di fare confidenziale e solare che ti mette subito a tuo agio, è premurosa e disponibile. Ci indica itinerari e ci prepara colazioni semplici ma buonissime: frittata, caffèlatte, pane e burro e frutta fresca tra cui la Guayava, frutto da noi sconosciuto e qui propinato veramente in ogni salsa: mangiato fresco ma anche in succo, frullato, panetti di gelatina, marmellata. Ingrediente di torte e dolcetti.
Lo ritroviamo al mercato, prima tappa del nostro giro per l'Havana, dove ci mischiamo ai cubani intenti a fare la spesa.

Anche un cubano che non lavora può mantenersi, lo Stato concede gratuitamente ad ognuno delle razioni di cibo fondamentale come farina, zucchero, uova, riso.
E di gente che non lavora ne ho vista molta. Seduti in strada o sotto un portico, a conversare.
A zonzo per le strade, pronti ad attaccare bottone coi turisti nel tentativo di portarli da quello o da quell'altro amico che ha il ristorante tipico o la scuola di salsa cubana. Sono sorridenti, gentili, pronti ad accompagnarti anche dall'altra parte della città perdendo ore, spesso in cambio di una percentuale dal gestore del servizio proposto nel caso tu decida di seguire i loro consigli.
A volte diventano fastidiosi, specie se la tua intenzione è girare la città per fatti tuoi, ma non sono mai pericolosi. Cuba è un Paese sicurissimo, e dove - continuano tutti a ripetermi - ci sono più poliziotti che abitanti (è quasi vero).
Percorrendo strade dove si alternano edifici tanto distrutti che sembrano bombardati ad altri che sussurrano tutta l'eleganza che questa città doveva avere un tempo arriviamo all'Havana Vieja, patrimonio dell'Umanità e centro storico della città.
Una meraviglia di edifici storici e viuzze che ruotano attorno a quattro piazze principali, dove l'atmosfera è decisamente più turistica rispetto al Vedado.
Le strade sono affollate da venditori di snack, per lo più frittelle e noccioline.
Si bevono i 'Refrescos Nacionales', equivalenti di Coca Cola, Fanta ed altri soft drinks riproposti in salsa locale, ovvero interamente prodotti a Cuba, come tutti i prodotti in circolazione del resto.
Onnipresenti i baretti improvvisati al piano terra delle abitazioni, dove il piatto forte è il panino prosciutto e formaggio.

Le frittelle le abbiamo provate ma... hm. Non ci hanno convinto.
I dolci più buoni li abbiamo trovati in una pasticceria locale, Caffè Santo Domingo, e ancora non mi spiego come mai - in un Paese tanto caldo - i dolci 'pannosi' vadano fortissimo.
 Tante anche le signore 'mascherate' da cubane, per la gioia dei turisti fotografi. Fiori nei capelli, gonne colorate e sigaro in bocca d'ordinanza, chiedono 1 CUC per una foto.

Visitiamo chiese, monumenti storici e attrazioni, ma più di tutto ci prendiamo il lusso di perderci per il dedalo di stradine che formano un reticolo colorato intorno alle piazze, dove si radunano bar, hotel, negozi di souvenir e una miriade di antri nascosti fra le case dove, osservando bene, si possono scorgere barbieri abusivi all'aria aperta, gruppi di anziani, intere famiglie sedute su una scalinata. La vita a Cuba è in strada, vuoi perché le case sono spesso minuscole - specie in centro - vuoi per il clima. Le mani appese alle grate bianche della porta d'ingresso, i cubani osservano il mondo passare e scambiano chiacchiere con vicini e parenti.

E' una società autosufficiente, questo sicuramente, ma la mancanza di confronto col resto del mondo e - ahimé devo dirlo - con l'Occidente inteso come StatiUniti, ne ha penalizzato il progresso.
Se molti cubani sono contenti (o quantomeno ac-contenti), molti altri non fanno che lamentarsi di come vanno le cose. Se è questo è vero in ogni Paese, tanto più si nota qui, dove le differenze con il resto del mondo sono lampanti e in fondo 'tutti hanno il necessario' ma nessuno ha più di quello.
Non so se è stata solo una mia impressione, ma ho come l'idea che questa uguaglianza che livella verso il basso uccida le ambizioni e non aiuti il Paese.
Come saltava all'occhio a me - abituata a centinaia di prodotti e offerte, spot e 'lava più bianco' da tutte le parti - la mancanza di concorrenza, quindi di superarsi, quindi di migliorarsi. Com'è strano vedere in strada solo cartelloni di propaganda, una propaganda che parla di un passato glorioso e del quale i cubani sono orgogliosi, ma pur sempre passato.
Dov'è il presente e, soprattutto, qual è il futuro?
Non dev'essere facile per niente vivere a Cuba. Penso solo alla doppia moneta - peso cubano con il quale sono pagati gli stipendi, che vale pochissimo, e peso convertibile, usato da turisti, da negozi e servizi - e alle file interminabili alla Cadeca per cambiarli. Penso alle condizioni della sanità, che disporrà anche di medici ottimi ma di strutture fatiscenti come quella in cui sono capitata io. Penso agli input che arrivano dall'esterno, ai ragazzi con le tshirt firmate e la suoneria di Jennifer Lopez, al modo in cui si guarda all'esterno quando questo è inaccessibile. Sono felice della notizia riguardo ai passaporti perché era la più assurda delle condizioni.
Il termine dell'embargo, se e quando avverrà - molti dicono mai, per via delle condizioni richieste dagli Stati Uniti, comprensive di restituzione di alcuni territori - forse fa più paura che altro.
---

A presto, con la seconda parte del racconto del mio viaggio a Cuba.
Intanto, se ti piacciono i miei reportage e le mie foto, sostieni il mio blog e votami come Migliore Blogger di viaggio ai #Bloscar2013 di SkyScanner!
Se non ti ho convinto, sappi che puoi vincere un Kindle Fire!
Allora, mi regali un click? Dài, dài :)

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43 commenti:

Hermione ha detto...

I colori di Cuba mi colpiscono sempre...
Mia sorella ha trascorso 2 settimane a dicembre a Cuba, portandosi a casa le tue stesse impressioni, e facendomi venire una grandissima voglia di vedere questo paese.
un bacio!

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

mi piacciono tanto soprattutto le foto! soprattutto le scene di vita: bellissime!!

D'Aria ha detto...

L'ho girata praticamente tutta e tra qualche settimana ci tornerò per la quinta volta.
Ci sono posti bellissimi al mondo, ma nessuno è come Cuba. E' diversa da tutto quello che esiste, da tutto quello che si può pensare.
Va vissuta. E io la amo. La amo immensamente.

PS: se ti va di dare un occhio, ho scritto diversi post sui miei viaggi in terra cubana ;)

ApeVale ha detto...

Cuba è la terra delle contraddizioni.
Chi ci va in vacanza, torna con un ricordo meraviglioso... ma si porta dietro anche quegli sgurdi malinconici di molti cubani, sguardi di chi non ha la cosa più importante al mondo... la libertà.

RocknGiu ha detto...

Che bello tornare a leggerti :D
Complimenti per il racconto e per le foto; mia mamma c'è stata lo scorso giugno e se n'è innamorata :)

http://rockngiu.blogspot.it/

Silvana ha detto...

In base alla tua esperienza, quanto sarebbe complicato visitare Cuba con un bambino di pochi anni?

marilinda ha detto...

accidenti che belle le foto !!! mi hai fatto sorridere ho dato una scorsa ai tuoi post uno più esilarante dell'altro brava

Francesca ha detto...

Foto meravigliose!

Francesca ha detto...

Amo viaggiare e non appena posso parto. Cuba, però, non mi ha mai ispirata, per niente. Le tue foto sono come sempre poesia, la dimostrazione che non serve essere professionisti per trasmettere emozioni. Quindi attendo con ansia di leggere /vedere gli altri photopost e chissà, magari mi convinco a fare un viaggetto da quelle parti... :-)

sternflammende ha detto...

Curiosità: il mare a cuba è cristallino come quello che tipicamente si trova ai Caraibi oppure è più selvaggio?

Quali sono i piatti tipici di Cuba? Quelle frittelle che hai fotografato sono Arepa?

Trasparelena ha detto...

che bel fotopost, grazie, mi hai fatto ricordare di quando ci son stata io!

P.S. come faccio a votarti se mi dice che il mio account gmail non è abilitato? :-(

Anonimo ha detto...

ho amato e amo La Havana dal profondo del cuore, ha segnato un momento fondamentale nella mia vita e ho incontrato delle persone meravigliose.

grazie per questo post!

Debora ha detto...

Credo che Cuba abbia un fascino magnetico cui pochi possone resistere.. Le tue parole stanno incorniciando un posto che ha uno splendore e una meraviglia unici..
C'è tanto da fare, e chissà se mai verrà fatto, ma noi ci dobbiamo sperare e ci dobbiamo credere, e nel nostro piccolo attivarci per far conoscere quanto di bello ci sia in questi posti..
Volevo votarti anche io, ma come per trasparelena mi dice che il mio account gmail non è abilitato... Facci sapere come fare!! ;)

Elisa ha detto...

Ho visitato Cuba nel 2004 e mi sono portata a casa le tue stesse impressioni.
E sopratutto la gente ci diceva le stesse cose che dici tu.
Già nel 2004 si aspettava un cambiamento che ancora oggi tarda a venire ma probabilmente è alle porte come mostra la nuova apertura delle frontiere!
Non sei brava, di più!
Elisa

Anonimo ha detto...

Ti leggo da che è nato il blog ma non credo di aver mai commentato... Cuba ha un dualismo che non ho mai incontrato altrove e che, nonostante una politica autarchica e per la comunità, ha creato disguaglianze incredibili. Basta pensare alla doppia moneta, a questa "apartheid" che indirizza i turisti - soprattutto verso il mare - nei villaggi turistici e che impedisce ai cubani di godere delle loro bellezze o ai ristoranti (e quanti altri esempi si potrebbero fare). Io ogni volta torno entusiasta e turbata e ricordo che la cosa che più mi lasciò allibita la prima volta fu di non trovare un'edicola in tutta l'Havana (per non parlare del resto del paese)...
Anna

Anonimo ha detto...

Ci sei stata 15 giorni, con il portafoglio pieno, sfruttando la loro poverta' e la racconti come un esperta che ci ha vissuto per anni..

i tuoi racconti sono sempre + impregnati di voglia di stupire, di raccontare favole, non di verita'.


ele

Debora ha detto...

Sono riuscita a votarti!!
;)

marivita lombardi ha detto...

voto fatto!!! complimenti per le foto, belle per i colori e le atmpsfere! e soprattutto bentornata!!! mi mancavi!

Paola ha detto...

bello bello bello bello
anche io ti vorrei chiedere: come lo vedi un viaggio a Cuba con bimbi di 5 anni??

ess-enza ha detto...

Bello....sopratutto belle fotografie, voto subito. ;)

Marissa ha detto...

Bello il reportage, ma Cuba non mi attira per niente.
Io amo degli altri tipi di viaggi, in società più organizzate e più attuali. Poi dopo quello che ti è successo non ci andrei mai...!

Violetta ha detto...

Io credo che non sia affatto facile giudicare la situazione cubana. Non voglio darti addosso per l'opinione che hai espresso tu, sicuramente l'autarchia in un mondo connesso e interdipendente come quello occidentale in cui viviamo noi non è comprensibile ed accettabile come valore.
Ma quando dici che l'isolamento ne ha compromesso il progresso... bè che intendi per progresso? Il nostro stile di vita consumistico e insostenibile per l'ambiente?
Il fatto di non poter scegliere un prodotto tra un milione di marche tutte uguali? O il non poter fare shopping il sabato in centro?
Il non avere l'abbigliamento alla moda come valore a cui sacrificarsi? il non avere l'iphone e altre mille gadget tecnologici che alla fine della fiera sono inutili?

Le condizioni della sanità? Tra pochi anni saremo allo stesso livello con la nostra sanità pubblica...

Io credo che seppur tra mille difficoltà, queste persone vivano molto più dignitosamente di tanti italiani di oggi, a cui nessuno dà l'indispensabile per vivere e che la società capitalista ha tradito, perché non ha portato ricchezza e benessere, ma ha solo diviso la società tra pochi ricchi e tanti poveri.
E nonostante il regime i cubani con il loro desiderio di vedere altro da sé hanno gli occhi molto più aperti di quanto li abbiamo noi, dove c'è libertà di informazione, di parola, di pensiero, ma continuiamo a farci prendere per il c..o da una classe dirigente di m....a, come se non ci rendessimo conto della grave situazione in cui viviamo noi tutti oggi e delle grandi incognite riguardo alla futuro della nostra generazione e dei nostri figli.


Come ogni persona di buonsenso sono convinta che anche ai cubani dovrebbe essere riconosciuto il diritto all'autodeterminazione, negata tanto dal regime che dall'embargo Usa (lampante caso di colonialismo), ma non sono del tutto sicura che la fine dell'isolamento sia la chiave per fare di cuba un paese moderno, semmai ne farà un paese occidentale. E non so quanto augurarglielo, mi basta pensare alla Russia di Putin per avere abbastanza timori...

Mr.Loto ha detto...

Ti ringrazio moltissimo per questo post.
Ho sempre sognato di visitare Cuba ma non ho mai potuto farlo.
Il tuo racconto e le tue foto mi hanno permesso di andarci, almeno con il pensiero.
Un saluto e buon fine settimana.

Alice - Operazione fritto misto ha detto...

Bellissima prima parte del reportage.
Le foto come sempre sono spettacolari.

Ma ho una domanda, forse stupida e forse fuori luogo da fare. Ma non saprei dove porla, quindi provo qui (se non ti va di rispondere, fa' niente)
Mi sono accorta che essenzialmente ci sono due correnti di pensiero: è il risultato (occhio del fotografo+macchina fotografica+photo editing)quello che rende una foto BELLA, o una foto è BELLA se mostra quel che è stato congelato in quell'attimo (quindi nessuna modifica)?
Tu che ne pensi?

E poi, a parte le signore in costumi tipici, quando vuoi fotografare qualcuno, o un gruppo di persone, o una bancarella con qualcuno, come ti comporti?
Io centinaia di volte vorrei scattare una foto a qualche persona che mi ispira, o ai prodotti di un mercatino, ma non ne ho mai il coraggio (nè di farla, nè di chiedere).

Scusa per questo pseudo interrogatorio!

Alice

Shaniqa ha detto...

O-Mio-DIO,
KIKI!!!
Sei proprio tu! Che bello rileggerti dopo tutti questi anni, Waaaaahhhhh

La tua bimba è un amore

Wonderland ha detto...

@D'Aria verrò sicuramente a leggerli!

@sternflammende il mare dipende da dove vai, se cerchi c'è anche il mare 'stile atollo' nei Cayos, ma anche angoli di costa incontaminata e splendida a Sud, verso la Baia dei Porci.

Piatto tipico: arrosto di pollo o maiale o pesce arrosto o aragosta con contorno di 'moros y cristianos' ovvero riso e fagioli neri e insalata. Banana fritta. Flan di dolce. La cucina ahimè non è buona come me l'aspettavo.

Le frittelle non ne ho idea.

@Anonimo se parlassi con cognizione di causa sapresti che il turismo è una delle prime fonti di sostentamento dell'isola, quindi andarci da Occidentale 'col portafogli pieno' significa dare una mano all'isola.

E.. favole? Caro Anonimo, purtroppo questa è la realtà che ho visto coi miei occhi.

@Paola e le altre: non è un viaggio che - per come l'ho affrontato io, ovvero molto 'on the road' - consiglierei per bambini piccoli. E' stancante e di comodità ce ne sono poche, è difficile trovare medicinali anche di base o pappe per bambini, seggiolini auto e simili. La gente è assolutamente ospitale e accogliente ma le strutture dei paesini non sono all'altezza. Discorso diverso se vai in grandi hotel o resort, e se pianifichi pochi spostamenti.

@Violetta per me progresso significa soprattutto libertà. E un popolo non libero di votare un altro partito (perché non esiste!) o di viaggiare fino a pochi giorni fa, o di comprare casa, o semplicemente di avere idee diverse.. purtroppo di passi avanti secondo me ne deve ancora fare. Poi da lì a dire che la fine dell'embargo rappresenterebbe per loro un vantaggio, onestamente ho le mie perplessità. Forse lo diventerebbe col tempo, ma in prima istanza sarebbe uno shock enorme per questo paese, un confronto che li troverebbe impreparati.

@Alice per me una foto può essere bella in entrambi i modi. Ormai tanti fotografi usano la postproduzione, e se è un modo per migliorare lo scatto ben venga. Non sono una purista, basta che non alteri quello che la macchina fotografica ha colto ma si limiti a esaltarlo.
Per quanto riguarda gli scatti, evito primi piani ma essendo in un luogo pubblico e turistico non mi faccio problemi a scattare anche persone.


mafalda ha detto...

Cuba non mi ha mai minimamente fatto venire voglia di andarci, ma le tue foto sono sempre belle :)

Ramy51 ha detto...

I tuoi post sono sempre un piacere leggerli, le tue foto sono molto belle.
Non ho capito come fare a darti il voto. Dopo ci riprovo.

Anonimo ha detto...

certo, anche il turismo sessuale in thailandia e' una delle fonti di sostenstamento, cosi come la droga a cuba ecc....questo li rende legittimi?
andarci col portafoglio pieno e fare foto come se fossero animali da circo e' sfruttamento secondo me... non aiuto. LE tue iniziative e il supporto per i progetti in sud america sono aiuto, e con la a maiuscola, e li ammiro e rispetto.
Ma non il tuo pseudo-viaggio on the road con la costosa fotografica in mano.
Si, aiuti la padrona con i tuoi 23 euro e ci marci sopra perche' non sono comparabili con quanto pagheresti in un paese non sotto dominio del mondo occidentale.

Girandola Precaria ha detto...

La situazione di Cuba è complicata e non credo che sia questo il posto adatto per sviscerarla.
Penso però che sia fuorviante fare confronti con l'Italia. il confronto semmai bisogna farlo con l'America Latina, dove magari c'è più libertà (anche se la dittatura c'è stata fino agli anni 80), dove la sanità e la scuola è solo per ricchi, dove la gente sta nelle favelas.
Qui non si parla di libertà o no, ma di condizioni di vita povere o miserrime per la maggior parte della popolazione, o un minimo garantito per tutti - che altrove non c'è, comunque lo si giudichi.

Chiaretta ha detto...

Ho letto il tuo articolo e ammirato le tue foto: la voglia di partire per Cuba, che mi "tormentata" da un po', non mi da pace! Grazie! <3

Bearblu77 ha detto...

Colori straordinari!
P.s.
Votato!

MISSLORETTA..UN MONDO A COLORI! ha detto...

che posto meraviglioso, e le tue parole lo rendono ancora più speciale. un bacio

LaZitellaFelice ha detto...

Non capisco perché si voglia a tutti i costi polemizzare sulle impressioni che una persona ha avuto su un determinato paese, dopo esserci stata. E' ovvio che questo articolo assume un particolare punto di vista, non mi sembra proprio che pretenda di essere esaustivo. Forse è il caso di cominciare a prendersi un po' meno sul serio e dare la giusta connotazione a un blog che non pretende di essere la Sacra Bibbia, o un libro di economia e politica per raggiungere finalmente la Pace nel Mondo (magari potesse esistere qualcosa del genere!).
Per il resto: interessante il tuo reportage, Wonderland. Ora vado a votarti. E in bocca al lupo per la tua convalescenza. :)

Velma ha detto...

Belle le foto e bello il racconto!

Anonimo ha detto...

Molto bello, poi però leggo i commenti e mi esce proprio dal cuore: buttati di più! te lo meriti e lo merita tua figlia. una cara amica si fece 15 gg di Brasile con una neonata e un 3enne. si può fare! :)

Violetta ha detto...

@Zitellafelice
Scusa eh,però sta storia del polemizzare ha proprio rotto le scatole!

Siamo tutti d'accordo che sia un blog, sappiamo leggere i titoli, grazie. Pensiamo però che in quanto tale esso sia un luogo di discussione e confronto, per cui se il post lo consente in base all'argomento che tratta, si esprimono delle opinioni, che possono non essere dello stesso ordine di quelle dell'autore. E' abbastanza normale che se Chiara propone il suo punto di vista, a me, come ad altri, venga l'istinto di esprimere il mio. Il tutto molto educatamente e nel rispetto delle idee di tutti. Non a caso in fondo al pezzo è scritto "posta un commento", non "posta un apprezzamento".
E se tutti dovessero commentare scrivendo quanto sei bella e quanto sei brava, non capisco proprio a cosa servirebbero i commenti e che contributo potrebbero dare al blog.

E, sia chiaro, anche a me è piaciuto il reportage in quanto tale, solo non condivido l'opinione espressa da Chiara.

L'ho detto anch'io che la libertà il diritto all'autodeterminazione e dei cubani dovrebbe essere rispettato. Ma dal pezzo mi è sembrato che si parlasse anche di un progresso economico. Si parla di concorrenza, di persone che hanno tutto il necessario per vivere ma niente più, di t-shirt firmate e Jennifer Lopez...non sono qui a osannare un sistema economico anacronistico e pieno di falle, ci mancherebbe, semplicemente mi permetto di dissentire sul fatto che a penalizzare Cuba sia stato il mancato confronto con l'occidente. Punto.

Anonimo ha detto...

chiara, il fatto di non pubblicare certi commenti che si permettono di criticare (come il mio in cui ti suggerivo di portarti tua figlia in vacanza, senza peraltro usare toni offensivi) non solo e' antipatico per una 'blogger di successo', ma credo che sia anche controproducente. La gente si stufa e, alla lunga, i blog chiudono.

Wonderland ha detto...

@Anonimo se il tuo commento non usava toni offensivi mi sembra strano tu non riesca a trovarlo.
Comunque lasciatemi dire che lasciare Porpi a casa è stata la MIGLIOR DECISIONE DI SEMPRE. Con quell'impatto, Dio solo sa cosa le sarebbe potuto succedere.

alessandra ha detto...

cubA è stato il mio regalo dei 18 anni. mi è rimasta nel cuore, ho viaggiato spesso e visto parecchi posti..nonostante tutto niente mi è rimasto così impresso come quei luoghi. lo spirito, i colori, l'allegria e anche la strana situazione che vige in questa terra meravigliosa, tutto ti rimane dentro e te lo porti sempre con te. spero di poter tornare un giorno e viverne un altro pezzetto :)

sorairo ha detto...

TI voto subito! Anche senza Kindle, ma l'ho visto ed è un triplo incentivo!

Mi spiace per i commenti negativi, però è utile vedere cosa ne pensi di un paese. E' un tuo pensiero e non un libro di diritto internazionale. Proprio no! Mi piace molto ciò che dici. E se fosse un popolo più seguito forse farebbe di più. Ma in parte gioca anche la lotta per l'indipendenza contro l'america del nord. figurati se copiano gli occidentali! In certi paesi è dura affermare il presente...

paolikkio ha detto...

calle K, entre primera y septima

eh si, bella l'Avana come anche tutta Cuba, grazie alla fantastica popolazione che la abita

p.s.: non importa se il commento non viene pubblicato

casas Cuba ha detto...

ottimo posto , veramente complimenti all'autore , mi sembrava essere a Cuba mentre lo leggevo.... voglio consigliare a tutti questo sito web , www.casas-cuba.org, sono appena tornato e mi sono trovato bene, è di un cubano locale ed è molto serio.

grazie a tutti

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