il blog di una mamma per caso
AGGIORNATE I VOSTRI BOOKMARK!

Il blog continua su www.machedavvero.it.
Presto questa pagina su blogspot non esisterà più.

lunedì 15 aprile 2013

Via dall'Italia, per sentire la rabbia e imparare a fare.

Questa volta tornare è stato più difficile. A Roma il cielo era azzurro pastello, l'aria profumava di sole, i prati erano coperti di margherite. Sono andata a fare l'aperitivo con le amiche guidando con la musica, il finestrino abbassato e quella luce arancione che fa brillare gli alberi del lungoTevere, ed è una sensazione unica al mondo. Porpi ha sostituito il colorito giallino tipico dei bambini inglesi con due belle guance rosse. Ci siamo - tutti - scofanati etti di pasta e verdure, arrosti delle nonne e pizze appena sfornate. Abbiamo colto fiori, messo le maniche corte. Sembrava un altro pianeta, di una bellezza sconfinata e incredibilmente lontana dal fascino insalubre di Londra. Eppure, è proprio quando noti la meraviglia e i doni che la natura e la storia hanno concesso al tuo Paese, che ti sale una rabbia infinita per quello che potrebbe essere, e non è. L'altro giorno ho linkato su Facebook questo articolo ed è iniziata una piccola discussione con alcune amiche.
Lo sostengo anche io, che bisognerebbe andare via dall'Italia, ma non per abbandonare il Paese a sé stesso, piuttosto per tornarci con occhi nuovi. Spirito nuovo. Con la consapevolezza di cosa sia il senso civico, il rispetto della comunità, l'interesse per ciò che si condivide ogni giorno.
Si dice spesso che chi emigra sia più propenso a 'sputare nel piatto dove ha mangiato', quando si tratta di Italia, ma il discorso è diverso. Non è disprezzo ma rabbia, perché abitando nei Paesi del Nord, dove le cose funzionano, la meritocrazia esiste, i soldi circolano e la gente vive bene, ti rendi conto che l'Italia è una nazione che potrebbe essere prima al mondo come qualità della vita, perché davvero non le manca nulla - posizione geografica, clima, natura, cultura, cibo, tradizioni, arte - e invece è impantanata, corrotta, rovinata.
(in fondo alla classifica europea per la qualità della vita dei bambini, tra le altre cose).
Sembra che i suoi cittadini non la rispettino.
E ora non venitemi a dire che l'Italia è fatta di tante brave persone oneste, che si fanno il culo dalla mattina alla sera per mandare avanti la baracca a dispetto di tutto, perché lo so e io credo molto in queste persone perché ne conosco davvero tante, come immagino anche voi. E' solo che credo che siano in minoranza, e che il non-Governo che ci ritroviamo sia lo specchio degli italiani medi.
Quelli che si girano dall'altra parte.Quelli che alzano le spalle pensando che le cose non potranno mai cambiare.
Quelli che raccomandano il nipote, o assumono la figlia dell'amico.
Quelli che 'tanto lo fanno tutti'.
Quelli che vabbè, ormai.
Quelli che mettiti un attimo in doppia fila.
Quelli che pensano a come fregare il prossimo, anche nelle piccole cose.
Figuriamoci, anche io che mi ritengo una persona onesta, qui in fila a Londra alle Poste la prima cosa che mi è venuta in mente è 'adesso come la posso saltare, sta fila?'. Mi sono sentita scema, ve lo dico.
Forse è nel DNA italiano, che vi devo dire.
E quest'approssimazione, questo piccolo menefreghismo verso il prossimo e la presunzione di poter aggirare le regole, sono poi i vizi che ritroviamo in modo macroscopico nel nostro Governo.

Qui le regole le rispettano.
La fila nessuno la salta.
Paga quello che sai fare e non chi conosci.
Le cose di tutti - il verde, la città, gli spazi per bambini - nessuno le rovina perché tutti vogliono goderne.
L'onestà è un valore: un Ministro si è dimesso perché non ha pagato una multa.

Poi ci sono mille cose che NON funzionano, e il rovescio della medaglia è un'ipocrisia diffusa e un rispetto delle regole talvolta eccessivo, tipo che se provi ad attraversare sulle strisce si fermano subito per farti passare, ma se attraversi fuori dalle strisce ti stirano tranquillamente.

Non voglio tessere le lodi dell'Inghilterra perché non è la mia Patria ed è un Paese che ha i suoi bei difetti anche lui. Ma mi fa notare la differenza.
Soprattutto: mi sta insegnando la civiltà.
Una cosa che nel mio Paese non avevo imparato.

Parlavo con un'amica l'altro giorno, che non tornava in Italia da un po', e mi ha detto: 'sono stata al parco ed era tutto sporco per terra, sono stata al museo e mi sgomitavano tutti davanti per prendere il biglietto prima di me, dovevo fare un documento e mi hanno rimbalzato per tre uffici e non ho combinato niente in una giornata. Sì, bello il clima, ma non funziona niente!'

E' una tristezza infinita, quella che provi quando vivi all'estero guardando il tuo Paese. E poi, a tornarci, noti mille cose che potrebbero essere migliorate con poco.
Il giardino lasciato in stato di abbandono al centro di Roma, dove invece di correre i bambini dormono i barboni in pieno giorno.
La pulizia della città, che finisce con la nettezza urbana ma parte dal rispetto dei cittadini.
Lo stato di degrado di certe meraviglie storiche.

Ecco, la cultura è una di quelle cose su cui l'Italia dovrebbe campare, e che invece tentenna.
Ho letto che tutti i Musei Pubblici Italiani guadagnano meno del Louvre, ma vi sembra normale? Se fossero promossi come si deve, sai le casse italiane come tornerebbero floride?

Un'ultima chicca: qui a Londra stanno facendo una mostra su Pompei.
Sì, Pompei in Campania.
Certo, avranno preso in prestito reperti dai musei campani ma non hanno certo a disposizione la città di Pompei.
Eppure la stanno promuovendo coi CONTROCOGLIONI, e l'hanno curata in modo interessante e intrigante, tanto che abbiamo chiamato (noi, italiani!) per visitarla e non hanno posto fino a Maggio.
Qui potete vedere addirittura il trailer della mostra. Sembra una cosa fichissima. Sembra un thriller. Ecco qualcosa che avvicina anche i ragazzi alla cultura. Per dire, c'è anche l'hashtag della mostra: #PompeiiExhibition
Pensate che i musei campani che fino a ieri ospitavano quei reperti abbiano mai lontanamente pensato di fare qualcosa di simile.
Quanto scommettiamo che la mostra su Pompei di quest'anno guadagnerà più soldi della vera Pompei?
E non è assurdo?
E noi, non potremmo fare lo stesso cinquanta volte l'anno, con tutta la cultura che abbiamo da raccontare ai turisti e agli stessi italiani? (Non ci sono fondi, certo. Ma se non fai cose del genere i fondi continuerai a non averli mai, caro Ministero.)

E non vale la pena, se hai vent'anni, o trenta, o quaranta, cazzo, andare via dall'Italia solo per imparare questo: come si fanno le cose, e poi tornare nel tuo Paese a farle?

Lo so, è un post retorico e pieno di cose già dette e già sentite, che non fa che mettere il dito nella piaga. Ma sentivo il bisogno di queste riflessioni, perché più vivo qui, in questo Paese di merda, freddo, piovoso e battuto dai venti, dove mangiano di schifo e hanno la pelle fosforescente, più penso che forse è un posto migliore dove vivere rispetto alla mia bellissima e adorata Patria, con il sole e i profumi mediterranei, con le stagioni e il mare, con le persone aperte e generose.
E la rabbia.
Non sapete la rabbia.

Sogno un Governo di persone che hanno viaggiato per imparare, e che tornano per migliorare.
Perché amano l'Italia più di qualsiasi altra cosa, e sanno cosa può diventare.

Ma poi, l'Italia, quanto sopravviverebbe agli italiani?


Condividi

159 commenti:

M di MS ha detto...

Hai assolutamente ragione. Appena tornata da viaggio a Barcellona e fatte le medesime considerazioni.
Penso che gli spagnoli si sappiano valorizzare meglio di noi. Poi esco di casa e incontro la mia vicina, che è proprio di Barcellona. Le espongo la mia rabbia e lei mi dice:"Da noi si dice la stessa cosa degli italiani. Loro sì che si sanno sempre vendere!".

Ho la sensazione che la crisi di identità sia molto diffusa :-)

Qui a Milano è appena terminato il Salone del Mobile, che come cittadina mi rende veramente orgogliosa. E' un modello che funziona, lavoriamoci.

Anonimo ha detto...

"Paga cosa sai fare e non chi conosci."

Quindi in UK, a Londra, tutti quelli che sanno fare hanno un'opportunità? E tu che opportunità hai trovato?

Yaxara ha detto...

Eh, ottima domanda. La verità è che un paese così ce lo meritiamo. Io a 23 anni ho preso tutto quello che avevo e ora vivo nella città più incasinata della Francia. Dove la gente si lamenta di piccole cose facendole sembrare grandi, eppure in Italia sono dettagli così insignificanti che nemmeno abbiamo il tempo di pensarci. È più un "ringrazia che ci sia ancora qualcosa che funzioni". E penso sempre di più che l'Italia non mi voglia...

ChiaraV ha detto...

Sarà anche un post retorico e pieno di cose già dette e già sentite, ma quanto scrivi è tutto terribilmente e tristemente vero, dalla prima all'ultima parola. E fa venire una grandissima malinconia e tristezza, ma anche tanta di quella rabbia che la metà basterebbe. Chiara, sei forte!

rosy ha detto...

Grande grande grande, come sempre. Tutta le verita' di chi vive all'estero, questo e' quello che tutti sentiamo e pensiamo. A dispetto di chi crede che ce ne fottiamo di tutto.
Quanto mi piacerebbe prendermi un caffe' con te.
Ciao Wonder.

Rosy

Close The Door ha detto...

Non so, io mi sto preparando a emigrare e mi sento un po' come il topolino che scappa dalla barca che affonda, quando invece vorrei essere il timoniere che la manovra, ma l'impegno politico qui non sembra andare oltre la fiducia a tre sessantenni che sgomitano per controllare tutto senza lasciare fiato ai giovani.
Un po' di civiltà l'avevo imparata anche qui, anche se troppo poca. Sì ok, il nord italia si picca di essere più civile del centro/sud e se dirlo è "politicamente scorretto", non è più scorretto di dire che l'Inghilterra è più civile dell'Italia. Semplicemente, è così e dispiace notarlo. La questione è che l'Italia è stata piemontesizzata prima e si è meridionalizzata poi, perché la stessa rassegnazione e rabbia che avevo sempre registrato al centro/sud, da qualche anno la sento potente anche al nord. Previsione nefasta: Ida Magli ha sempre argomentato che l'Unione Europea porterà a una meridionalizzazione, ovvero a una slavizzazione dell'Europa. Spero solo che avrà torto.

Sospesa ha detto...

tristemente devo scriverti che è un gran bel post!!! tristemente perchè sono tutte cose vere e che la rabbia che provi la provo anch'io...che mi sento impantanata in questo paese!

Emily ha detto...

Quanto hai ragione!
Non ho viaggiato molto, sono stata solo in alcune capitali europee, ma la civiltà che ho visto in certi posti in più di 20 anni non l'ho mai vista nel mio paese. E le cose per di più peggiorano giorno dopo giorno... Non c'è neanche più l'educazione basilare.
Un vero schifo...

Giornalista Chiacchierona ha detto...

Il nostro problema nasce perché preferiamo vivere nell'ignoranza e poi, quando usciamo di qui e scopriamo quanto potremmo migliorare, non facciamo mai abbastanza per cambiare le cose.
Il governo dovrebbe occuparsi di questo, dovrebbero darci un esempio e una guida e un maggiore senso di rispetto per le regole.
Hai ragione tu, le regole devono essere rispettate e ci si deve sentire una merda anche solo per aver ritardato una multa, non sentirsi una merda perché la multa salata ce l'hanno messa solo per aver respirato fuori dal nostro metro quadrato e ci ritroviamo a pensare 'pago la multa o mangio?'.
Ormai rispettare le regole, qui, significa togliersi il pane dalla bocca.
Cosa inaudita.
Una cosa che fa incazzare di brutto persone come me che, a pensare di non avere tutto in regola, non ci dormono la notte.
Ci hanno resi incapaci di rispettare le regole per avere una giustificazione per multarci ulteriormente, spingerci a non voler rispettare le imposizioni e farci diventare fuori legge anche senza volerlo.
ovvio che poi vai fuori e ti incazzi pure peggio!

ilariaeoltre ha detto...

Io ho 25 anni, vivo in Germania da 2 anni e da settembre mi trasferiro' in Belgio perche' ho trovato lavoro (via linkedin, nessun amico di amici) a tempo indeterminato...

giusto settimana scorsa ho scritto nel mio blog il post "Perche' sono partita?" http://ilariaeoltre.wordpress.com/2013/04/06/perche-sono-partita/

Mi sono ritrovata in ogni tua parola, e probabilmente solo chi ha mai visto l'occasione di vedere la nostra cara Italia da fuori (e non intendo per una vacanza naturalmente) puo' davvero capire...

Chicca ha detto...

hai davvero ragione... ogni volta che viaggiamo all'estero, e per nostra fortuna capita abbastanza spesso, ci rendiamo conto di quanto poco amiamo e sottovalutiamo il nostro paese ... in francia, anche nel paesello + piccolo e sperduto, anche solo un sasso di epoca romana viene considerato, valorizzato, e ci viene creato un indotto intorno... a roma, pompei, e in altri 100 posti in italia, meravigliose ricchezze archeologiche, magari minori, restano lì a prendere polvere... non parliamo di pompei che crolla a pezzi x incuria e poco amore...
sulla base di questa italia, e roma allo sfascio, tra spazzatura, traffico, parcheggio selvaggio, due anni fa ci siamo spostati, e non all'estero, ma nel civilissimo trentino... qui la gente fa la fila ordinatamente, non sgomita, è gentile, cortese, magari un po' rigida nelle procedure, ma c'è tanta civiltà e rispetto.
i primi mesi ci sentivamo come in una candid camera che volesse farci capire quanto siamo lontani mentalmente da roma... carta d'identità in 5 minuti, file ordinate, seconda fila non sanno cos'è, sorrisi e aiuto anche dagli sconosciuti, pratiche burocratiche che diventano veloci perchè il funzionario ti vuole davvero aiutare...
anche io sono rientrata ieri da roma, e devo dire che mi dispiace ripartire, lasciare gli amici che avidamente rivedo tutti i giorni fino alla partenza, ma quando sono in treno, e arrivo a vedere le montagne, mi sento a casa, mi sento parte di un posto dove ancora si considerano le persone, dove non ti senti fregato ogni momento, dove se hai bisogno puoi chiedere aiuto, e sei certo che ti risponderanno.
il problema dell'italia sono gli italiani, non quella parte onesta, lavoratrice, che paga le tasse e non cerca la strada più breve, e spesso disonesta, ma quella indolente, quella del 'mo' vedemo, quella del sotterfugio e dell'inganno, quella che vota berlusconi perchè leva l'imu, e sti cavoli se va con le ragazzine e fa i festini e evade le tasse e fa le leggi per pararsi il culo, berlusconi mi fa ridere, vorrei essere come lui e lo voto....
siamo noi che ci stiamo scavando la fossa con le nostre stesse mani..

Wonderland ha detto...

@Giornalista lo so, è assurdo. Potremmo aprire un intero capitolo su multe e tasse. E sulla gente tassata su soldi che non ha mai preso e che, forse, non prenderà mai.
Un Governo che funziona è anche un Governo che si occupa tempestivamente di questo.

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

anche se ormai abito a roma da quasi 14 anni, sono originaria della provincia di caserta e quello che tu scrivi lo vivo, quindi, sia da campana sia da romana d'adozione. e ripenso a pompei, a quello che dice l'articolo che hai citato dei mezzi pubblici e della mitica metro C ...sobh! per quanto riguarda la campania mi sento di aggiungere anche un'altra nota: l'isolamento. totale !! basta vedere i collegamenti che prima avevo io con roma. da 6 treni al giorno a solo 1 con collegamento diretto (altrimenti farai in 3 ore una distanza che si copre in un'ora e mezza)! perché la regione campania non può co-sponsorizzare le tratte... e poi non può intensificare la manutenzione e la conservazione della reggia di caserta, che se fosse in germania, per esempio, sarebbe tipo... venerata !! e così via discorrendo. in italia ci sono miriadi di territori abbandonati a loro stessi... e quello di cui si stanno preoccupando i nostri futuri governanti è attualmente il chi deve inciuciare con chi. se non sapessi che scappare da qui no è sempre facile, l'avrei già fatto. ma purtroppo partire ora all'avventura, senza una prospettiva di lavoro all'arrivo, per me al momento non è proprio contemplabile (intendo avere una piccola rendita da investire in affitto durante un'eventuale ricerca). non rimane che sperare nel futuro prossimo, che si tocchi il fondo per poi cambiare davvero ??

l'angolodeltetto ha detto...

Purtroppo se torni e provi a fare non ci riesci. A meno che tu non voglia far tutto da sola. A livello istituzionale non troverai mai "un esercito" di professionisti che si sbattono davvero per ottenere un risultato: farebbero sfigurare tutti i colleghi, è una specie di regola non scritta.
Visita la mostra su Pompei e facci sapere com'è.
Ciao

langolodeltetto.blogspot.it

Hermione ha detto...

Tu hai ragione da vendere, ma il problema è: quelle persone che hanno viaggiato per imparare e che tornano per migliorare, potranno dare il proprio contributo per l'Italia?
Anni fa parlavo con un collega che aveva un'amica (trentenne) che lavorava in Uk nella moda, con un'ottima posizione. Aveva provato a fare domanda in Italia, per la medesima posizione, e la risposta era stata "lei è troppo giovane per questo ruolo". E poco importava che lei quel ruolo già lo ricoprisse, per di più in un Paese straniero.
Davvero, noi un'Italia così ce la meritiamo

eres ha detto...

abito vicino pompei e posso dirti che se ne sta cadendo a pezzi. Sono d'accordissimo con te.su tutto.
e non aggiungo altro, perchè cose da dire ce ne sarebbero. eccome!!!
Non mi devo neanche spostare + di tanto..il mio paese ha il mare, ma anche una bandiera nera perenne, ha una bella spiaggia, prima di immondizia , ha un piccolo castello che rischia di crollare al solo sguardo, ecc ecc ecc ... ma la cosa più tragica è proprio questo menefreghismo e questa ignoranza disarmante ...

Anonimo ha detto...

Scusami eh! Ma non mi sembra che a Londra tu abbia trovato chissa`quale opportunita`lavorativa. Hai constatato tu stessa, poi, come il sistema scolastico non sia di certo migliore del nostro. Anziche`fare gli snob per via della vostra residenza all'estero, tornate e contribuite al cambiamento, tantissimi ragazzi lo fanno nei partiti, nelle associazioni culturali e via dicendo. Il difetto di quelli come te e`uno solo: essere terribilmente provinciali. Lasciate dire le cose a Saviano e soci, non improvvisatevi editorialisti. Moony

Anonimo ha detto...

Condivido ogni parola. Ma sai che tristezza poi andar via. Sono arrivata da appena tre giorni in Sardegna, il sole, il mare, il cibo e la frutta!!!Poi passi una mattina al comune e ti passa la voglia.Giulia

Cordeza ha detto...

Non è un post retorico. Se lo fosse, saresti una "qualunquista" come tante persone che conosco. Ma non ti reputo qualunquista.
Il DNA del "devo vedere come fregare il prossimo" è insito in buona parte dei nostri connazionali, come non negarlo.
Io non mi reputo tale.
Perchè faccio la fila in posta, banca, al supermercato...
Perchè non ho mai cercato la raccomandazione per lavorare (lavoro a Bari... certamente non prima in occupazione giovanile e femminile soprattutto).
Perchè non sono andata a partorire nell'ospedale dove lavorava mio cognato (che era un dirigente) solo per non sentirmi dire "Ah... lei è la parente di Tizio".
Questo è quello che mi hanno insegnato i miei genitori e cerco di trasmetterlo a mio figlio, duenne che rispettosamente fa la fila per andare sullo scivolo.
Ecco... i "giovani" di oggi difficilmente li potremo cambiare, ma la nuova generazione, se vogliamo, possiamo plasmarla nel rispetto della natura, del prossimo, dell'arte.
Rispetto che devono saper anche pretendere... perchè abbassare la testa davanti ai prepotenti è "incitazione a delinquere". No quindi all'omertà che spalleggia i bulli.
Nel breve periodo non ho ricette per vivere "meglio".
Possiamo, però, rendere difficile la vita a chi della prepotenza e dell'arroganza ne fa una virtù.

Valentina ha detto...

Guarda, sará anche retorico, peró il tuo post ha messo nero su bianco le stesse riflessioni che faccio anch'io quando torno nella mia adorata cittá, in Toscana. Noi viviamo in Spagna...diciamo che non è esattamente come Londra (che fra l'altro non conosco personalmente) peró vivendo fuori e guardando l'Italia dall'esterno mi rendo conto che ci sono tantissime cose che potrebbero essere migliorate sia per chi vive, sia per chi va a visitarla, ovvero i turisti. A volte ho addirittura sognato di tornare a vivere nella mia cittá per creare qualcosa, per cercare di migliorarla (si...pretese infinite mi frullano nel cervello a volte), pero forse ancora non sono pronta a scontrarmi con la dura realtá che mi spinse a cercare qualcosa di meglio e andarmene, o forse mi sono fatta più "egoista" o fan sfegatata del Carpediem e ora penso soltanto al benessere dei miei due fanciulli itañoli, BHO!!
Grazie per la riflessione,
a presto
valentina

Anonimo ha detto...

a chi puo' interessare.. VIVI - il progetot politico degli italiani della nuova diaspora - promuove: Nuova costituzione Italiana, Riforma strutturale dello stato, Rientro in amssa dei nuovi italiani all'estero http://www.italianspuntoit.com/vivi-progetto-politico-generazionale/

MaryA ha detto...

....sei arrabbiata tu che ne sei "fuori", figurati chi queste cose le vive tutti giorni e purtroppo non può mollare ....

Bellissimo post, comunque. Brava!

Antonella ha detto...

Dopo 5 anni al Nord, non sai che voglia di tornare e ricominciare! Ma il dubbio di fare una gran cazzata mi attanaglia, la paura che gli italiani non si scuotano mai di dosso questo torpore, questo senso di fatalità e del "cosa posso farci, è così che vanno le cose"... fa tanta rabbia -e paura- anche a me! Ma voglio tornare! Dopo aver viaggiato, voglio tornare a casa!

PS: Ecco, si nota che in questo momento la mia vita è tutta punti esclamativi e puntini sospensivi?

Wonderland ha detto...

@Moony ho infatti sottolineato come anche Uk ha i suoi bei problemi, ma la qualità di vita e i servizi lasciami dire, sono anni luce rispetto all'Italia. Saviano lo lascio fare a Saviano, grazie. Queste sono semplici riflessioni di una persona che abitava in Italia, e ora guarda l'Italia dall'estero.

@Cordeza speriamo ci siano tante mamme come te. Io ne vedo molte, a Roma, che incitano i figli a superare, a fare i bulletti, a svicolare da qualsiasi situazione di responsabilità. Perdonano tutto, perdonano la prepotenza. QUando un bambino spingeva o graffiava mia figlia tante volte ho sentito mamme giustificarlo invece di insegnargli che no, non si fa.

@Hermione e @langolodeltetto vero, verissimo. E tristissimo. A questo non so dare risposta, come a tutto il resto.

Patry ha detto...

Io sono una Padovana che vive negli States da 17 anni. Dopo l'universita' sono tornata in Italia per provare a vivere li' visto che mi era rimasto il pallino... sono scappata via dopo 6 mesi. Tanti amici Americani mi chiedono: "Ma non ti manca l'Italia? Perche' non torni a vivere li'?" E' difficile fargli capire in poche parole cio' che tu hai espresso in questo post. L'Italia e' bellissima, unica in arte, natura, e cose da mangiare, ma quando si tratta di viverci giorno dopo giorno, e' un incubo, specialmente in confronto all'America. Non potrei mai avere la vita che ho qui a Philadelphia li' a Padova. Quindi resto qui, e mi godo il bello dell'Italia quando vengo a trovare papa' o nonna.

veru ha detto...

Devo dire che io invece vivo all'estero e di tornare per cambiare le cose da dentro non ho la minima intenzione perche' anche se parliamo di enti astratti l'Italia non e' altro che un insieme di persone e questo implica che per rifare l'Italia vanno rifatte le persone.

Ci sarebbe da buttare lo stampino, io preferisco non contribuire e restare dove sono (almeno ad oggi, dopo parecchi anni di vita all'estero) perche' onestamente le parole sono troppo semplici rispetto ai fatti e cambiare un Paese cambiando i suoi abitanti e' una cosa che riesce solo azzerando tutto e ricominciando dal nulla. Praticamente impossibile.

Murzillo Saporito ha detto...

Io vivo a Bath da 3 mesi e vengo da una città vicino Pompei e ti dico che sono felice che almeno qualcuno stia dando risalto ad una cosa UNICA come Pompei ed Ercolano. I crolli degli anni scorsi sono solo gli ultimi episodi di incuria e di degrado che per me che ci vivevo erano quotidiano.
La rabbia c'è eccome, ma sono d'accordo con te. Potremmo vivere di solo turismo, un posto bello come l'Italia non c'è al mondo eppure perchè sono così felice che mia figlia cresca in un paese diverso e lontano dai suoi nonni?
Altro che arrabbiata, sono proprio incazzata!

francesca rossi ha detto...

desolatamente, condivido in pieno. con l'aggiunta della paura, perchè io vivo qui e non so proprio come andrà a finire...

Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com ha detto...

post meraviglioso.. .condivido tutto! ho visto il trailer: fantastico!

mammainse ha detto...

Non posso che darti ragione, tristemente e con tutto il cuore.
Sono le stesse cose che provo guardando quei quattro cretini che da mesi ci impediscono di avere un governo e sono piu' o meno le stesse parole che ci siamo detti con marito ieri all'uscita della mostra su Pompei al British.

Hanno un app su iphone per seguire la mostra, hanno un librettino per i bambini con attivita' da fare e cose da cercare all'interno della mostra. E' ben tenuta, ben spiegata ed interessante, nonostante abbiano poco rispetto al patrimonio di Pompei ed Ercolano.

Un paio di anni fa sono stata a Pompei.
Spazzatura, cani randagi, bagni raccapriccianti.
Eppure e' splendida.
Ed Ercolano ancora di piu'.
Ed a me si spezza il cuore.

Anonimo ha detto...

Non tornate mai, io lo ho fatto.
Ve lo giuro ci sto provando qui www.leluigine.it e ce la sto mettendo tutta ma ogni giorno è sempre più difficile.
Dopotutto te ne accorgi quando entri al Consolato italiano a Londra per cambiare residenza quello in fondo è il momento in cui dovresti porti delle domande...quella situazione surreale a cui non eri più abituata dovrebbe farti vedere le cose per quelle realmente sono e invece no...ci provi lo stesso e adesso ti viene voglia di partire di nuovo.

Emanuele ha detto...

Anche io sono a Londra da quasi sei mesi.. e dopo tre giorni a Roma.. ho scritto un post quasi identico al tuo.. stessa rabbia, stessa impotenza..

Lens & anything Else ha detto...

Ecco, la cultura è una di quelle cose su cui l'Italia dovrebbe campare, e che invece tentenna.

Post perfetto, concordo su ogni singola cosa!

Francesca ha detto...

Forse il mio commento sarà parzialmente off topic, ma anche desiderando vedere il nostro paese da fuori non è che sia così facile...io e il mio compagno abbiamo tentato di trovare un'altra possibilità (tra Londra e la Germania) ma in un anno non è mai arrivata. Anche accettando cose diverse dall'attuale lavoro/percorso di studi fatto, anche accettando contratti meno stabili e remunerativi...e allora si che ti sale lo sconforto e dentro di te scatta l'accettazione passiva della situazione...dopo la nostra ricerca andata a vuoto, non posso fare altro che pensare che anche l'accesso alle "occasioni" sia vip...sia fuori che dentro l'Italia.
Francesca

Anonimo ha detto...

In Italia diamo colpa ai politici e alle istituzioni per tutto, legittimo. Ma lo sappiamo benissimo che abbiamo un grosso problema chiamato mafia, infiltrata ai piani alti del potere, capace di gestire commentci ed incarichi politici. Parliamo di questo, ricordiamo chi ha perso la vita per colpa di questa, non snoccioliamo luoghi comuni come italiani brutti, sporchi e cattivi. Come quando si dice che i turisti italiani siano i peggiori, venite a osservare gli studenti americani qui e poi ne parliamo. Evitiamo i cliche`

Sternflammende ha detto...

Sarò onesta chiara: a me questo post pare un articolo di solferino28 nei quali c'è il solito precario che si definisce conteso da mill multinazionali all"estero ma "persona non grata/richiesta" in italia. Non saprei darti argomentazioni razionali, ma mi "urtano" sempre quelli che si producono in deplorazioni circa l'italia e le sue condiZioni. Poi magari avete anche ragione, ma io ( ed è un problema MIO e una questione MIA) quando leggo i confronti con l'estero provo un misto di noia e giramento di palle.

ElizabethB ha detto...

In Italia abbiamo perso il concetto di comunità, siamo un paese di individui che NON formano una collettività. Ecco il perchè della mancanza di senso civico: butto la cartaccia in terra perchè PER ME è comodo, chissenefrega se sporco la mia città. L'importante sono IO e la mia modità. Parlare di nazione, di orgoglio nazionale è quasi una vergogna e l'unica legge che ha successo è quella DEL PIU' FURBO. Fregare il prossimo è valore massimo. Non sai che angoscia pensare di fare crescere la mia bambina nel nostro bellissimo e tremendo paese, non sai quante volte vorrei scappare.
Bel post!

Cordeza ha detto...

@Wonder Non sono un modello, ma cerco di fare il bene di mio figlio.
Mi piacerebbe (o meglio... sarebbe più "facile") dirgli sempre di "sì" e assecondarlo in tutto, ma poi "vengono su dei calascioni" (detta alla barese non volgare!).
Proprio la settimana scorsa, sabato, siamo stati "onorati" di ricevere in città l'ex presidente del consiglio.
Non voglio far polemica politica, ma sicuramente non credo che possa rappresentare l'integrità morale e la trasparenza d'animo.
Una ragazza, giovane (21 anni), figlia di papà, si "dispiaceva" a gran voce perchè non poteva andare a vederlo.
Ecco... io non voglio che mio figlio possa minimamente diventare così (a prescindere dal suo orientamento politico o sessuale).

Principessa Padana ha detto...

Eh è normale che tu la pensi così: a sud del po l'italia è una diskarika. Qui a Milano invece facciamo girare il mondo e l'europa intera. Milano è la capitale morale, economica e culturale.

Leythiana ha detto...

quoto ogni singola parola che hai scritto e sono piena di rabbia esattamente come te.
sono incinta di quasi 5 mesi e continuo a pensare a come crescerà mio figlio in questo paese che ormai non ha più niente di bel paese. e mi si stringe il cuore.

mammaatorino ha detto...

Cara Wonder, le considerazioni che tu fai oggi in questo post, le feci io ben 12 anni fa. Di ritorno da un anno di Erasmus e tre mesi di lavoro fra UK e Eire. L'Erasmus lo feci in Spagna e, credimi, sebbene la Spagna oggi stia peggio di noi, all'epoca era gia' assai piu' virtuosa dell'Italia per molti aspetti (in primis il rispetto delle persone per le persone). Sono considerazioni ahime' ovvie e quando provo ancora a esporle mi si dice chenoi italiani non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Siccome pero' nelle mie vene scorre sangue in parte svizzero, odio le italianate. Non ti dico poi a scuola, visto che sono insegnante... Molte volte mi metto a pensare alla fuga. So che scapperei per egoismo. Vorrei di piu' dal governo cui pago una montagna di tasse per avere servizi scadenti, anche in quanto madre. Eppure, nel mio piccolo, che e' proprio un po' piccolo, sento di voler restare, che forse posso fare qualcosa per rendere questa "povera Italia" un po' meno povera, triste, media e ignorante...Presuntuosa? No. Fiduciosa? Ma...non so per quanto ancora. Speranzosa? Chi visse sperando....

Anonimo ha detto...

Avevamo proprio bisogno di una perla di saggezza della principessa padana. Paola

Anonimo ha detto...

Sono di Milano, nata e cresciuta in centro città..... dalla mia finestra quasi vedevo la splendida Madonnina del Duomo, dai 25 anni in su ho fatto 3 traslochi in 3 città diverse, cambiando 2 regioni, spostandomi al nord-est, ero piena di sogni e di speranze.....ora vivo in Veneto da parecchi anni, ne ho appena compiuti 43, e mi ritrovo senza lavoro, senza soldi, senza aiuti da parte di nessuno, INPS, Comune, Centro per l'impiego, Stato.... non ho diritto alla disoccupazione, non ho diritto alle case popolari, l'unica cosa è l'esenzione del ticket perchè non ho reddito.... ma ringrazio il cielo di non averne bisogno.... poi scopro che centinaia di extracomunitari sono i primi ad avere sussidi che arrivano anche a 1.000 euro al mese, hanno la casa popolare e pagano 50 euro al mese di affitto, e a volte hanno la casa gratis, senza mai aver dato all'Italia nulla..... nel senso mai aver pagato tasse ecc. ecc., avrei tanto voluto diventare madre, ma come avrei potuto vista la situazione???? io sopravvivo grazie al mio compagno, che però dopo anni di lavoro nella stessa ditta rischia di perdere il posto grazie a questa crisi.... se così fosse cosa dovremmo fare???? Penso molte volte alla nostra bella Italia, ma nello stesso tempo vorrei scappare e ......... non tornare più..... se solo avessi i soldi per un biglietto aereo me ne adrei, anche in Africa in qualche missione a curare chi è più sfortunato di me.... e devo essere sincera, nulla di quello che c'è qui mi mancherebbe tranne la Madonnina del Duomo della mia Milano, che mi pento di aver lasciato..... (scusate lo sfogo)FRM.

Francesca Patatofriendly ha detto...

A dire il vero a me dispiace leggere il tuo post.
Non perche' quello che tu scrivi non sia vero, ma perche' vorrei che persone come te invece si impegnassero per trovare il buono che c'e' (e ce n'e' tanto) e si sforzassero di farlo conoscere, perche' il bene e' "virale" proprio come il disfattismo, E se tutti continuiamo a pensare che tanto non si puo' far nulla le cose non potranno che peggiorare.
Se ti va (e se hai tempo) leggi il mio post "Fare qualcosa" scritto proprio la scorsa settimana.
Non e' certo la soluzione a tutti i problemi ma la testimonianza che le persone che vogliono cambiare le cose sono diffuse, forse molto piu' di "quelli che...".
Un abbraccio e a presto

Wonderland ha detto...

Non nascondiamoci dietro il dito delle accuse di rassegnazione e disfattismo: se i problemi ci sono, bisogna riconoscerli.
E' come uno che ha una gamba in cancrena e la gente dice 'pensa ad altro, alle cose belle che hai, non lamentarti' ma cazzo ha la gamba in cancrena! E se non la cura, tanto lontano non va...

neveverde ha detto...

mi interessa molto questo post perchè questo argomento ultimamente continua ad uscire in ogni discorso ... spunta come le margheritine..mi spiego meglio..mio marito lavora in Svizzera e io testarda non ho voluto seguirlo... tutti mi chiedono stralunati il perchè ..e il mio perchè è che in Svizzera è tutto perfetto..quasi noioso.....io voglio rimanere qua in questo povero paese per cercare di cambiarlo perchè è pieno di persone meravigliose.....ma tentano di tenerci separati, inquadrati grazie a IMMERITOCRAZIA , burocrazia e altre prese per i fondelli...ma io testarda ci provo lo stesso....perchè sono un po' ALICE che crede nel paese delle meraviglie

Antares ha detto...

Il post è molto bello e fa riflettere. Mi è solo venuto un pò da ridere perché ho pensato, lavorando da anni con i turisti, a tutta l'inciviltà che queste persone così tanto più civili di noi si portano appresso quando vengono qui in Italia.

Antares ha detto...

Il post è molto bello e fa riflettere. Mi è solo venuto un pò da ridere perché ho pensato, lavorando da anni con i turisti, a tutta l'inciviltà che queste persone così tanto più civili di noi si portano appresso quando vengono qui in Italia.

Carla Casazza ha detto...

Ti leggo sempre, ma non ho mai commentato. Stavolta lo faccio perchè hai dato voce esattamente a quello che ripeto io fino alla nausea a chi ha la pazienza di starmi a sentire. Non vivo all'estero ma ci vado molto spesso, per lavoro e non solo. E vedo cose che mi piacciono, cose che vorrei vedere anche qui da noi. E quando torno in Italia mi investe una tristezza...e la rabbia che dici tu.

Benedetta Palombi ha detto...

Quanta rabbia! Facevo le stesse riflessioni ieri sera, in aeroporto a Roma, arrivando da Torino con 2 ore di ritardo e vagando per un'altra ora e mezza con bimbo trolley e borsa alla ricerca del "passeggino perduto". Senza nessuno che sapesse niente. Senza nessuno che dicesse dove andare. E sai qual è la cosa non sopporto del nostro amato Paese? La mancanza totale delle regole e il pressapochismo.

Anonimo ha detto...

Brava la Boldrini quando sostiene che il male italiano sia il provincialismo. Viviamo in mondo globalizzato, per forza dobbiamo spostarci per lavoro e per opportunita` migliori. Poi, invece di bearvi nel vostro snobismo andate a lavorare con Don Ciotti, la sensibilizzazione spinge al miglioramento. Moony

Cappuccino e Baguette ha detto...

E' un post che condivido molto in questi giorni che mi manca un po' tutto del mio Paese, e sale la nostalgia di Roma, degli amici, della famiglia. Ci sono giorni, in cui credo che ci sia stato rubato molto. Molto più di quello che credevo quando sono partita.

Rabbia è esattamente il sentimento adatto. Sapere che l'Italia con pochissimo, potrebbe fare più di qualsiasi altro Paese, grazie alle sue immense risorse fa male. Essere all'estero ti rende ancora più consapevole di questa assurdità, è verissimo.

Quando vivi all'estero ti stupisci soprattutto di quello che a loro manca, di come proteggono i propri cittadini che poi sono i primi a far rispettare il loro Paese.

L'orgoglio nazionalista francese, sarà anche sgradevole a volte, ma ha salvato la Francia e ha reso la loro lingua una delle più parlate al mondo. L'italiano? Si parla solo ed esclusivamente in Italia.

Pensare all'Italia è come assaporare un frutto dolcissimo e poi, mentre te lo stai godendo, arrivare al cuore e trovarci dentro il marcio. =(

P.S.= Se ti capita leggi il libro di Pier Luigi Celli, quello della famosa e discussa lettera di Repubbica (http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html). Io l'ho trovato interessante. ;-)

Debora ha detto...

Forse si dovrebbe dire per quanto ancora sopravvive agli italiani?

Alice - Operazione fritto misto ha detto...

Io vivo a Torino, la classica città catalogata sotto la E di "E'sologrigiaedindustrialesenzanulladavedere".
Da persona che la conosce sul serio - vivendoci da quando sono nata- so quante cose ci sono ma non si vedono; e so che molti torinesi NON VOGLIONO vedere perchè è bello crogiolarsi nelle lamentele alla "non c'è il mare".

Negli ultimi anni è stata valorizzata e, toh guarda, arrivano da ogni parte del mondo per vederla. E non è poi nemmeno sempre brutto, il tempo!
Ma l'(in)educazione dei cittadini porta a rendere i pullman ad un immondezzaio, un lungofiume che pare una discarica; e quel fascino austero ed elegante della città rovina l'insieme. Un po' come il rossetto sui denti.
Poi vai in Francia e vedi che sanno rendere bella persino la merda di un cane, e lì ti girano.

Io vorrei andare via da Torino -la mia amata e cara Torino- per vivere in un luogo civile ed in cui mi ritrovi: dove non debba essere sfottuta se riempio la borsa di cartacce perchè non trovo il cestino e sia costetta a guardare la ragazza cessa e senz'arte nè parte passarmi davanti perchè "mah, suo padre è amico del capo".

Non dimenticherei la MIA città ed il MIO Paese, ma potrei forse accettare di più, sebbene con più rabbia, la situazione che ora sto vivendo inerme.

Alice

Daniela Meloni ha detto...

5 anni a Londra a fare il lavoro dei miei sogni, hai espresso perfettamente quello che provo tutti i giorni... Un giorno, mi dico, un giorno torneró, per fare a casa mia tutto quello che ho imparato qui.

Poi mi vedo la puntata di Report e mi passa tutta la fantasia.

tostoini ha detto...

Sai di chi è il progetto della parte multimediale della mostra su Pompei? Di una ragazza italiana, che ha dovuto andare a Londra. Tanto per chiudere il cerchio

Claudia Buccarella ha detto...

Vivo a Milano e viaggio spesso, la mia destinazione preferita è la Francia, un paese spesso associato all'Italia per vicinanza di usi e costumi ma... C'è un MA grosso come una casa quando si parla di qualità della vita e di valorizzazione del patrimonio storico culturale e sociale.... un abisso ci separa. Ogni più piccolo esempio di civiltà.... foss' anche la stalla della zia Genevieve sopravvissuta alla guerra dei Cent'anni in Francia viene trattata ala stregua di un vero e proprio museo... curata, ,restaurata e mantenuta con un cospicuo biglietto d'ingresso. Penso ai Castelli della Loira (che non sono esattamente tutti Chateaux degni di un regno, ma anche villini tutt'ora abitati) e faccio ol paragone con i Castelli Romani o della Valle d'Aosta... davvero non riusciamo a fare meglio di quello che abbiamo fatto finora? Perché i francesi, che in fondo sono stati invasi dai romani, accudiscono con amore ed enfasi le vestigia della Roma gallica e si inventano mega parchi divertimento a sfondo romano? È proprio il caso di dire che i dominatori sono stati dominati.

Bruskamente Famiglia ha detto...

Mai come adesso comprendo e condivido la tua rabbia. Da due anni sono stata costretta SOLO a cambiare città e mi "sale il nervoso". Sono nata a Taranto, nella terra dell'ilva , nella terra dove i bambini nascono già malati e mi sono trasferita in Romagna, la regione più "civile" in cui abbia mai vissuto.
Già Italia con Italia la differenza la sento fortemente, immagino quindi il tuo disagio e la tua rabbia.
Io dico sempre che quello che ha di bello Taranto ci è stato regalato ( clima, posizione geografica, paesaggi incantevoli)il resto lo stiamo distruggendo invece di valorizzarlo .
Mi associo alla tua idea e se solo ne avessi il coraggio lo farei anch'io. Ti abbraccio

la Virgy ha detto...

Quoto tutto quello che hai detto. E' la stessa cosa che provo anche io. Sono a Londra da un anno e mezzo, ero in "vacanza" in Italia fino a due giorni fa e anche per me ogni volta diventa sempre un po' più duro tornare al "grigiomideprimocoloritoimproponibile" inglese.
Fa rabbia vedere tutta quella meraviglia sprecata e abbandonata.
Perché in futuro (spero non lontanissimo) è li che mi vedo tornare, nonostante tutto mi sento sempre italiana.

sternflammende ha detto...

Secondo me l'orgoglio nazionalista francese ampiamente citato in questi commenti è quanto di più insopportabile esista nelle relazioni umane. Certo, avrà fatto bene a una nazione, ma se noi italiani siamo conosciuti come "cazzoni", i francesi sono ritenuti universalmente insopportabili e immotivatamente tronfi.

Mamma Che Paura! ha detto...

Dio, come hai ragione. Io, expat, sento esattamente la stessa rabbia, come se mi fosse stato tolto qualcosa, e la cosa peggiore è che me la posso prendere con tutti e con nessuno in Italia, il Paese che amo.

francesca Valencia ha detto...

Ah CaVa, io vivo in Spagna e ti posso assicurare che oramai ho la certezza che è il clima che fa la differenza: facci caso: Spagna, Italia, Grecia e Portogallo sono al collasso, mentre nel Nord Europa si sta bene. Io sto in Spagna nonostante gli Spagnoli e un Governo che con tutto quello che poteva fare è stato prendere ad esempio Berlusconi e pretendere prostitute (tra le altre cose) da chi voleva corromperlo.

Quindi, che dire, l'Italia (e la Spagna) cambierà quando cambieremo DNA, quando arriverà una entità aliena che ci installerà un microchip made in Sweden nel cervello, è l'unica....

E vabbé, consola poco che nel mondo siamo considerati fighissimi, simpaticissimi, bellissimi, mentre gli inglesi e giù di lì non sono certo il massimo della simpatia :-)

Anonimo ha detto...

@Principessa Padana: stai scherzando, vero? Sono meridionale e i più grandi esempi di educazione, civiltà e buon cuore li ho conosciuti nella MIA terra. Una terra difficile, aspra, a cui spero un giorno di tornare, anche se è difficile amarla.
E poi, vivo all'estero dal 2007, sempre nel Nordeuropa, e non è tutto rose e fiori: vivo in una delle capitali più sporche d'Europa e con uno dei più alti tassi di criminalità. La scuola di mio figlio costa 12000 eur all'anno (e NON é una scuola privata, ma una scuola italiana), sono precaria anche qui e non so come farò per tirare avanti. Tutta questo carosello di chi parte, chi resta mi ha davvero stancato. L'Europa attarversa un periodo di fortissima crisi quasi ovunque. E' tempo di prenderne atto e agire di conseguenza. E non si tratta di essere provinciale: ho studiato all'estero, parlo 5 lingue e mi sono sempre smazzata per andare avanti.
Le semplificazioni mi fanno davvero arrabbiare, ecco tutto. Non ci sono formule magiche, tipo vai o resta. Semplicemente, ovunque tu sia, da' il meglio di te, tenta di cambiare il mondo che ti circonda.

Una cittadina europea triste.

Anonimo ha detto...

Appena tornati in svizzera dalle vacanze pasquali... Carichi di sole e rabbia, tanta rabbia anche noi... ,ma soprattutto tristezza perché tutti, ok quasi tutti, si salvano in 2,3.. Ci hanno chiesto di aiutarli a andar via e non é bello... É molto triste, e fa rabbia! Condivido tutto! Ciao
A.

Anonimo ha detto...

Io vivo in Germania da qualche mese. Però sono di Roma.

E tutta sta cosa dell'"all'estero sì che sono civili, noi in Italia siamo dei mentecatti incivili e ci meritiamo tutto il male che abbiamo" non l'ho notata.

I servizi funzionano meglio (anche se dipende da che servizi, in realtà). Se uno butta una cartaccia nella metro, dopo un'ora la hanno levata. (Comunque io non ho mai visto nessuno né in Italia né qua gettare cose a terra. Altrimenti gli avrei gentilmente detto di racoglierla)

Non sono affatto più acculturati. La preparazione della scuola italiana è un miliardo di volte superiore a quella media tedesca, inglese o irlandese (gli unici posti dove ho vissuto), ma forse qua sono io che sbaglio, perché prendo in considerazione solo un campione con istruzione medio-alta (università o phD).

Che ci sono problemi è certo, ma che la maggior parte degli italiani se li meritino proprio no. Sono una piccola elite che sta succhiando tutte le energie vitali all'Italia. Un italiano in media è "onesto" e "civile" quanto lo è un inglese. Ma anche qui, può essere che ero io che frequentavo ambienti non rappresentativi del campione. Anche se spero non sia così...

Giulia

Rebecca ha detto...

Premetto che non ho letto i commenti precedenti... quindi magari altri hanno detto la stessa cosa! Io e mio marito ci stiamo impegnando ad insegnare alla pulce di casa "...occhi nuovi. Spirito nuovo. Con la consapevolezza di cosa sia il senso civico, il rispetto della comunità, l'interesse per ciò che si condivide ogni giorno." Voremmo che fossero le scuole per prime ad insegnare questa cosa, però non è proprio così. A volte mi chiedo perchè lo stato Italiano, non decida ti "comprare" le leggi e lo stile di un qualsiasi altro stato estero che funzioni, tenendo però quel poco che qui funziona... Abbiamo un paese che, come dicevi tu, ha molto... ma pultroppo lo stiamo distruggendo e degradando da soli. Perchè in fondo, come dici tu, gente che si fa il culo dalla mattina alla sera, in Italia ce ne, e l'Italia non fa poi così tanto schifo!

@maria_boux ha detto...

Sono emigrata in Germania l'anno scorso,nonostante lingua assurda e clima difficile, sto crescendo un figlio con il rispetto della societa,in una terra multiculturale e che non ha discriminazioni.e questo mi sembra abbastanza per rimanere, non solo, magari progettare un futuro!concordo pienamente con il post che hai scritto e mi piace molto leggere queste riflessioni dato che mi ritrovo perfettamente.

G. ha detto...

Quell'articolo a cui ti riferisci, non mi è piaciuto.

Credo, come dici tu, che sarebbe bello andare all'estero per imparare, non per abbandonare.

E per andare via ci vogliono, perdonami il termine, due palle così. Le stesse palle che servono per rimanere.

Martina ha detto...

Non puoi far altro che alimentare quell'intrinseco desiderio di viaggiare verso mete lontane, con questo tuo post.
Ho 17 anni compiuti, una maturità ancora da dare ma nella testa ho già capito dove andrò.
Mi sono sentita nella tua stessa maniera quasi ogni volta che sono tornata da una cittadina estera, soprattutto perché "tengo (poco) cuore italiano" e mi sento tanto cittadina del mondo.
Che dire, non posso fare altro che andarmene da questo paese. Per maturare, per spaccarmi la schiena (alla mia età molte cose sono "dovute"), per mantenermi da sola, per vivere la vita che ho sempre sognato.
Un abbraccio forte!

silviopellicostavameglio ha detto...

Tema a cui sono particolarmente sensibile, da laureata ventisettenne che vive in pieno la crisi, il precariato, le mancate opportunità, i difetti dell'I-taglia che ci taglia gambe, sogni e speranza.
Sono giovane e non ho figli, potrei andarmene e non lo faccio (o almeno non lo farei in via definitiva, di questo ne sono -quasi-certa), il perché? Non mi è ben chiaro ma esiste: è il MIO Paese, ne colgo tutto lo splendore ed al tempo stesso tutto lo squallore.
Al momento delle elezioni, esprimendo su Facebook il mio parere, ho detto proprio questo: un governatore è lo specchio di chi ci governa. Noi sappiamo solo scappare o lamentarci, dire che l'erba del vicino è più verde (ma la nostra l'abbiamo resa nera noi stessi), curare il nostro proprio piccolo interesse anche se il resto intorno a noi ci crolla intorno.
Siamo questo, nei 3/4, ma non solo. Ed è per questo, forse, che ancora non me ne vado, preferisco (finché riesco) restare, resistere, illudermi così di lottare e di fare qualcosa per la mia terra anziché scappare per poi tornare 3 giorni al mese e dire 'oddio, che macello è qui'.
E'questo che mi dispiace: aspettiamo di partire per lamentarci ancora di più, nei tre quarti dei casi non torniamo ma ci arroghiamo comunque il diritto di sparare a zero sul nostro Paese che abbiamo lasciato.
In questo, siamo più italiani che mai.
@Principessa Padana, è proprio per la gente come te che stiamo come stiamo... tra le altre cose.

malaikadany ha detto...

Purtroppo la penso esattamente così. Vivo in Olanda da circa un anno, mi fa assolutamente schifo il tempo, gli olandesi sono fin troppo precisi, puntigliosi, spesso gelidi..mi manca da matti il sole, le colline, un mare non di color marrone. Ma qui le cose funzionano alla grande, e sicuramente per mia figlia vedo un futuro migliore qui piuttosto che un possibile rientro in patria. Al sol pensiero delle scuole italiane rabbrividisco. Viva i fluorescenti e gli open minded.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te in tutto e per tutto. E la rabbia sale quando ti rendi conto che basterebbe così poco per far funzionare le cose... Il senso civico? Non sappiamo proprio dove sta di casa. Gli italiani hanno le case più pulite del mondo (perché ci vivono loro) ma poi buttano cartacce dai finestrini della macchina, bottiglie di plastica, giornali, volantini (tanto mica e' casa mia!!!)... I bagni pubblici? Chiaro segno di quanto ce ne freghiamo di tutto e tutti. Sono appena tornata da un viaggio negli USA dove ti puoi tranquillamente fermare al distributore di benzina e portare tua figlia a fare pipì senza dover temere che contragga qualche malattia. In Italia non posso nemmeno andare al bagno in ufficio per quanto fa schifo... Ma come mai ci vogliamo così poco bene? Come possiamo pensare che veramente l'essere più furbo del vicino (saltando quindi ostacoli e dribblando le regole) ci porterà lontano? La tristezza e la rabbia aumentano quando si pensa che... BASTEREBBE COSÌ POCO!!!!!

Grazie per la tua riflessione,
Alessandra

Iana ha detto...

Per carità, l'Italia ha un gran bisogno di dar un peso importante alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale... Ma, da "esperta" del settore posso dire che quel trailer è una cagata pazzesca? Non è che pur di far soldi si debba rendere la cultura mera spettacolarizzazione senza un minimo di senso critico!!! Andrò controcorrente, io sono mezza italiana, mezza nordica, e credo che in Italia oltre agli enormi problemi istituzionali manchi soprattutto la progettualità, in quanto a competenze e capacità però non siamo messi affatto male,me ne stupisco spesso anch'io ma più vedo e studio le differenze tra paesi come Germania e Inghilterra e Italia e più mi rendo conto che abbiamo un ,capitale anche umano e intellettuale non indifferente

Marta ha detto...

di recente è stato girato un film sul declino dell'italia e come viene vista dall'estero

http://girlfriendinacoma.eu/chi-siamo/?lang=it

Anonimo ha detto...

Condivido le tue riflessioni, la rabbia non ne parliamo.... Ma nello specifico ti chiedo: tu personalmente che opportunità di lavoro hai trovato che in Italia non avevi? Non dico di vita più appagante in generale, ma proprio come lavoro tuo, lì va meglio?
Gio

Anonimo ha detto...

E proprio a Londra cosa hanno trovato?
http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_11/londra-scavi-romani_0a1faa22-a2a6-11e2-b92e-cf915efd17c3.shtml

Posso solo immaginare cosa inventeranno per visitarla!

Io sono tornata da Londra e mi pento ogni santo giorno. Qui si affonda. Purtroppo gli italiani civili sono la minoranza. Non c'è speranza.

@tostoini
Sarebbe interessanre conoscere il nome...

"Sai di chi è il progetto della parte multimediale della mostra su Pompei? Di una ragazza italiana, che ha dovuto andare a Londra. Tanto per chiudere il cerchio"

mammagari ha detto...

La paura, l'ansia. E il senso di colpa (!) per essere rimasti.

MISSLORETTA..UN MONDO A COLORI! ha detto...

chissà se un giorni questi nostri politicanti e i cittadini stessi capiranno quale gioiello prezioso è il nostro paese, l'Italia! Che non è solo cantare l'inno al mondiale..è che a volte mi sembra che la frase "le perle ai porci" calzi a pennello..per dire eh! un bacione cara!

Anonimo ha detto...

Io me ne sono andata. L'ho fatto per me e per mia figlia. A 40 anni. Ho lottato anche parecchio devo dire. E alle volte mi sono anch'io adeguata al sistema. Ma quando sono diventata consapevole che il futuro che avevo immaginato per me e per mia figlia si stava sgretolando sotto i piedi, ho smesso di resistere e visto che non volevo adeguarmi me ne sono andata dall'Italia.
E’ stato un amore intenso quello con la mia Terra, penso di averle dato molto di me, ma come tutti gli amori…se non è corrisposto, o addirittura è ferito, forse allora non ne vale la pena. Dopo non è stato facile, per niente, ma vivaddio ho iniziato a respirare. E mi sono ritrovata in una significativa frase di Pino Cacucci:
"Siamo abituati a dare una valenza negativa al concetto di fuga; i sussidiari delle medie ci insegnavano che è un gesto vile, una rinuncia ad affrontare avversità e responsabilità. La fuga è invece l'unica scelta dignitosa quando non puoi cambiare più nulla, e non vuoi neppure lasciarti coinvolgere, diventare complice".
Cy

Anonimo ha detto...

Il problema non e' l'Italia ma gli italiani, come ho spiegato con rabbia in questo mio post recente: http://bostonitalianmom.blogspot.com/2013/03/odio-et-amo-i-hate-and-i-love.html
Anch'io volevo finire il post con una nota di speranza ma poi ho iniziato ad immaginare il giorno in cui mio figlio William andra' a visitare la mia citta', quando sara' un uomo. Che cosa trovera'? Non facevo altro che pensare ad un deserto: Chiese svuotate, palazzi antichi senza scale e senza ornamenti in legno, perche' qualcuno le ha portate via e le ha vendute a poco prezzo. E pensare che qui a Boston mettono in vendita oggetti di vario tipo nel prato accanto alla propria casa, insieme ad un barattolo per le donazioni. E certo, non vedi una sola persona che prende un oggetto senza pagare. Una rabbia, cara Wonder!

Anonimo ha detto...

Onestamente mi sono sentita sempre una "civile" anche nel mio Paese. Quando mi sono trasferita a vivere oltre oceano, ho trovato la mia pace, in questo senso. E si, anche io mi arrabbio perche' vorrei che queste cose esistessero nella mia amata Italia.
Nora

Bianconiglia ha detto...

Scusate, ma c’è bisogno di vivere all’estero per capire che buttare le carte per terra, saltare le code, non pagare le tasse e parcheggiare in doppia fila son cose che non si fanno? Cominciamo a non farlo più, a educare i nostri figli a non farlo e a far sentire un cafone chi lo fa: a lamentarsi con aria scandalizzata senza muovere un dito (altro tipico vizio italico) son capaci tutti.

Close The Door ha detto...

Leggo tanti che scrivono che vorrebbero tornare in Italia: non vorrei essere disfattista al contrario, ma lo sapete vero che degli emigrati ritornerà forse l'1%. Quasi nessuno degli italiani emigrati è mai tornato in realtà.
Gli unici che davvero sono partiti, hanno guadagnato e sono tornati a ricostruire il loro paese sono stati i Polacchi, fra il 1990 e il 2000 circa.

Emma ha detto...

Ti seguo da parecchio tempo, ma non avevo mai lasciato un commento...
Mi ritrovo pienamente in tutto quello che hai detto...E' un pò triste da ammettere...Credo che sia davvero un peccato, perchè noi italiani siamo davvero pieni di buone qualità, ma facciamo fatica a metterle in pratica...Spero tanto che qualcosa cambi!!!

Marta P. ha detto...

Sorrido amaramente quando sento gli innumerevoli italiani che si lamentano del ns. Governo e dei ns. politici. Altro non sono che lo specchio della maggior parte di noi. Basta osservare gli italiani in una qualsiasi fila, in attesa del proprio turno: fila indiana come nel resto dei paesi civilizzati? Ma no...noi "foce ad estuario". Tutti ammassati all'ingresso e passa il più furbo.

Quindi non lamentiamoci sempre degli altri ma facciamoci un mea culpa grande come una casa. E forse da lì cominceremo a ragionare.

Marta P. ha detto...

Sorrido amaramente quando sento gli innumerevoli italiani che si lamentano del ns. Governo e dei ns. politici. Altro non sono che lo specchio della maggior parte di noi. Basta osservare gli italiani in una qualsiasi fila, in attesa del proprio turno: fila indiana come nel resto dei paesi civilizzati? Ma no...noi "foce ad estuario". Tutti ammassati all'ingresso e passa il più furbo.

Quindi non lamentiamoci sempre degli altri ma facciamoci un mea culpa grande come una casa. E forse da lì cominceremo a ragionare.

Anonimo ha detto...

la pubblicità di quelle truffe per dimagrire Chiara TE LA DOVEVI RISPARMIARE DAVVERO
Eli

Lucrezia M. ha detto...

Posso dirti che mi hai fatto quasi piangere?
Io sono laureata in Storia dell'Arte. L'unica cosa che riesco a fare è la guida turistica per un'istituzione pubblica che non mi paga, ma mi darà un rimborso spese, penso irrisorio. Posso io poter usare la mia laurea e la mia preparazione (che comprende anche altro oltre quello studiato in università) solo in questo modo?
Mi hanno proposto di collaborare alle ricerche per una mostra "per la gloria" (scritto, nero su bianco). Mesi di lavoro per la gloria?!
Ho parlato con degli inglesi laureati e manco conoscono i propri pittori in teoria famosi. Io sì, ho scritto una tesi sul tema. Io sto pensando di scappare, perché è assurdo sentirsi così inutili, calpestati e umiliati.

Wonderland ha detto...

@tostoini interessa molto anche a me, ci fai sapere chi è?

@Lucrezia già, assurdo. Sentire queste cose fa veramente cadere le braccia.

@Marta appunto.

@Alessadra non so se basterebbe poco, o tanto, vista la cultura italiana. Quel che è certo è che bisognerebbe cominciare.

@Gio io sono un caso particolare, perché il mio skill principale è la scrittura, ovviamente in italiano. Le opportunità ci sono, a occhio più che in italia, e la cosa più bella è che quando non prendi un lavoro non puoi prendertela con il raccomandato di turno, ma solo con te stesso.

Anonimo ha detto...

Com'è il giornalismo made in uk? Hai studiato abbastanza l'inglese per prendere dei lavori?

Anna Perini ha detto...

Hai perfettamente ragione!!!
La penso così da sempre.
Non ho mai vissuto all'estero, ma ho viaggiato e ho subito sempre notato queste differenze.
Mi piace sempre tanto come scrivi!
:)
Anna

Cristina ha detto...

Chiara for president!

L'Italia migliorerà quando noi per primi miglioreremo.
Cominciando dalle piccole cose: chiedere la ricevuta, rispettare la coda, non gettare cartacce nel parco, essere più civili e rispettosi..

Anonimo ha detto...

mah. io un anno in UK a fare stage (pagati 5 pound al giorno) e nulla più. torno in Italia e a Milano dopo due settimane trovo lavoro in un'agenzia di moda (contratto vero). Dopo due anni sono ancora qui, e sto crescendo.

Una mia cara amica italiana che vive a Londra da anni, bilingue, laureata al Goldsmith College, MA alla Royal Holloway, diversi premi di scrittura vinti (nella sua seconda lingua) ancora sta a lavorare part-time in una libreria perché non ha trovato altro. Ah, prima di essere pagata ha dovuto fare sei mesi di lavoro volontario in un charity bookstore, per dimostrare di saper vendere libri. non torna solo perché ormai la sua vita (di relazione) è lì.

saranno casi. chissà se questo commento dissonante che smente il luogo comune degli altri (quasi) 89 lo pubblicate.

Claudia ha detto...

Vero, tutto (purtroppo) vero.
E anche i commenti più diversi -ok, la maggior parte, saltando qualche estremismo- sono altrettanto veri perchè l'Italia è lunga e i problemi sono tanti.
Io a. d. o. r. o. Roma ma non posso fare a meno di venire letteralmente investita dal casino/puzza/sporco/incuria ogni volta che con le pupille a cuore esco dalla stazione Termini e mi inoltro nella città sigh.
Abito a Bologna che mi sembra 'na schifezza poi quando rientro da qualunque posto a sud di Firenze mi pare quasi di tornare nella civiltà E NON MI PIACE, cazzo, anche perchè il mio cuore è interamente italiano (sono calabro-romagnola, fa' te).
Suppongo che, in maniera naturalmente ingrandita e più sfaccettata, tutto ciò sia per lo meno dello stesso stampo della tua sensazione back-to-London.
In ogni caso fa inkazzare.
E tanto.
Sai cosa? Un buon inizio potrebbe essere quello di avere politici (tutti) che vengano dal mondo del lavoro e che a fine mandato ci tornino, come gli inglesi e tanti altri: se appartieni al mondo reale forse qualcosa te ne frega. Tanto, il popolo dev'essere trascinato. O almeno quello italico.

Cristina Richiardi ha detto...

Come hai ragione!! Anche io vivo a Londra e ogni volta che torno in Italia mi viene il nervoso a pensare a cosa potremmo fare se solo lo volessimo!!!

Anonimo ha detto...

Amo viaggiare, ma amo anche vivere nel mio paese, in Italia. Da quando però è nata la mia bimba due anni fa mi chiedo quanto potrebbe vivere meglio da qualche altra parte. Ed è pensando al quotidiano che più mi vengono dubbi, perché mi rendo ogni giorno più conto che si è perso quel senso di rispetto per l'altro che ti fa vivere bene. Due brevi racconti.
La mia bimba frequenta un buon asilo nido con educatrici preparatissime a cui la affido sempre con il sorriso. All'ingresso c'è un ampio spazio dove poter lasciare i passeggini e ci viene chiesto in tutti i modi di chiuderli per consentire il passaggio del lettino dei lattanti in caso di emergenza. I passeggini chiusi sono solo due (uno è il mio che chiudo dall'inizio dell'anno senza poi neanche troppa fatica) Ho scritto alle rappresentati e l'unica che ha risposto ha detto: è la solita cosa all'italiana: la regola c'è per essere disattesa.
L'altro giorno invece, primo giorno di sole così finalmente andiamo al parco, unico grande parco della città dove è impossibile lasciare i bambini camminare sereni perché tra bicilcette e cani senza guinzaglio il pericolo è costante! Stavamo facendo una foto e una signora ha pensato bene di lanciarci una pallina da tennis fra le gambe recuperata da un labrador che si è lanciato a tutta velocità sulla mia bimba e la signora ha avuto il coraggio di dire solo: scusate, ma io non sono tanto brava a lanciare la pallina! E' vero che i labrador sono dei cani dolcissimi adatti ai bambini e io adoro i cani, ma come risultato della giornata mi sono portata a casa mia figlia che dice ora di avere paura dei cani e non vuole più avvicinarsi. Il problema è che se provi solo a dire qualcosa in merito vieni accusata di scarsa sensibilità e rispetto per gli animali e forse è lì il problema, perché quello che abbiamo perso, o forse mai avuto, ma non vorrei essere troppo pessimista, qui da noi è sì il rispetto, per l'uomo però!

kririk ha detto...

Come hai ragione!! Anche io vivo a Londra e quando rientro in Italia vengo assalita dallo sconforto al pensiero che con quello che la nostra bella terra ci offre potremmo vivere molto meglio, potremmo rendere l'Italia veramente il Bel Paese che tutti ci invidiano.

Anonimo ha detto...

non so se avete visto la notizia: una ragazza in Puglia è morta, schiacciata da un treno, "semplicemente" perchè c'era troppa ressa di pendolari sulla banchina.. queste sono cose da terzo mondo, altro che Unione europea.. e poi quando vai in un qualsiasi paese un po' più a nord e ti accorgi che non solo non si muore per una cosa banale come andare al lavoro in treno, ma addirittura i treni sono puliti, confortevoli e in orario...

nonhotempo ha detto...

Se ti dico che mi sono venute le lacrime agli occhi mi rendi per deficiente?

Anonimo ha detto...

C'è qualcosa che nessuno ha detto: che esiste una parte d'Italia dove il rispetto dei luoghi comuni è la norma, si valorizza ciò che si ha e l'approfittare del prossimo (anche in cose piccole come saltare la coda alle poste) è l'eccezione, non la normalità.
Io sono di Bolzano, e sono italiana al 100%, ma ho la fortuna di vivere in una città civile, aperta, con spazi valorizzati e su misura (anche) di famiglie. Non sto facendo un discorso nord vs. sud, per carità, che l'Italia è bella tutta intera (ed è Italia PERCHE' è intera), ma davvero non penso che bisogna armarsi del passaporto per trovare esempi migliori: si possono trovare anche qui.

Sonia

supermamma ha detto...

succede anche a me ogni anno quando torno dall'Olanda dove vivono mia mamma e mia sorella il cielo è grigio fisso! ma funziona tutto alla grande!

mari ha detto...

non è vero, non c'è bisogno di andare via per sentire al rabbia e imparare a fare. io sono rimasta, ho scelto di rimanere, imparando a fare qui, imparando a migliorarmi qui, imparando a diventare "civile" qui. A non saltare le file, a non passare mai sulla corsia di emergenza, a differenziare la spazzatura, ad aiutare le vecchiette a portare la spesa, a non attraversare col rosso e a raccogliere i bisogni del mio cane. dipende molto da come si è fatti, trovo bellissimo vivere all'estero anche per l'incontro con nuove persone nuove lingue e nuove culture. ma diventare un po migliori, un po europei, viene da dentro e dipende da come sei fatta. Per chi non è naturalmente predisposto scappare per un po aiuta tantissimo e sono d'accordo. Ma non è necessario.

Anna Turcato ha detto...

Se è per questo a Londra stanno preparando anche una mostra sulla moda italiana al Victoria and Albert Museum..e qui in Italia è una cosa difficilissima da fare..per dire..

Marta ha detto...

l'italia migliorerà quando la gente capirà che avere un governo di pregiudicati difficilmente porta qualcosa di buono. Non si può continuare a mettere il paese in mano a chi lo ha ridotto in questo modo.

poi posso anche comportarmi in modo civile e rispettare le code, e insegnarlo anche a io figlio, certo.

Anonimo ha detto...

Anche io vivo all'estero, ma non in un Paese dove le cose funzionano meglio, anzi.
Il tuo posto non lo trovo negativo, anzi, il messaggio che lanci è "partire per tornare sapendo come fare"...lo trovo bello. E difficile.
Quello che si dice sempre dell'Africa (dove vivo), che i giovani talentuosi vanno nel mondo a studiare per formarsi e poi non tornano nel loro Paese per cambiare le cose. Vero, verissimo. Ma siamo umani, e dopo anni e anni, quando sento di uno che qui non ci torna, lo capisco e basta. Quando sperimenti che si può vivere meglio, che hai soddisfazione dal lavoro, che hai opportunità che a casa tua ti sogni, bè, bisogna essere eroi per tornare e fare, e non tutti lo sono. Per cui penso che anche chi se ne va dall'Italia per imparare e col desiderio di tornare con maggior "saper fare", possa essere vinto dalla paura di lottare contro i mulini a vento. Però ci spero, in un rientro di cervelli. Ma li capisco, ecco.
E anch'io, come ha commentato qualcuno, quando vedo Report su RaiInternational mi deprimo un po'...a me manca l'Italia, e anche se dove sono ora di sicuro si sta "peggio", le cose brutte e negative le vedo lo stesso. Ecco, credo che non sia solo il fatto di stare in un posto dove si vive meglio che ti fa vedere le cose in un certo modo...è proprio il fatto di vederle da fuori che dà obiettività.
Scusate la lungaggine, ho finito. Pardon.
:-)
Chiara

emmanuelecon2m ha detto...

Pensieri più che condivisibili.. Anche noi (siamo in 3) parliamo spesso di mollare gli ormeggi e partire per porti stranieri (magari un bel posto al sole e al caldo, che ne so, San Francisco), ma difficoltà di vario genere ci tengono ancora ancorati qui. Sei fortunata perché hai avuto la possibilità di aprire il tuo sguardo sul mondo, e brava perché hai saputo cogliere al volo la tua occasione. Certo, l'Italia è un paese meraviglioso e gli italiani sono bravissima gente (nella maggior parte dei casi). Purtroppo bastano quei pochi "stronzi" per rovinare sempre tutto: vedi classe politica degli ultimi 30 anni (io ne ho 31, praticamente sono sempre i soliti da quando esisto a questo mondo!). Ciao a tutti!

Manu D ha detto...

Quanto hai ragione... Intristisce un po' leggere le tue parole perchè sono vere e sacrosante, una per una. Anche io non credo più che l'Italia sarà diversa, ma soltanto perchè sono gli italiani che non sanno cosa sia la civiltà. Vivo a Roma da poco, ma non mi è mai capitato di non trovare traffico a causa delle auto in doppia fila. E' vero i parcheggi sono pochi, ma se tutti cercano la soluzione facile ecco l'ingorgo. E così in tutte le cose...
Io credo tu abbia fatto bene ad andare via e vorrei tanto fare lo stesso anche io :-(

Besito,
Manu

http://manudfancynotes.blogspot.it/

Anonimo ha detto...

Hai ragione! Anch'io vivo in Romagna e si sta veramente bene. Purtroppo non è un luogo comune,davvero nord vs sud non compete proprio. Ma la gente la gente la gente...perché è così diversa pur bello stesso paese? Perché a me fanno un fondoschiena tanto se non metto la cintura o nemmeno pensarlo di andare in scooter senza casco o in due mentre basta fare dai 250 km in giù in verticale e tutto questo svanisce??????? Perché??????!!!!!
Io penso che l'Italia che lavora e che rispetta tasse e regole fino a quando dovrà mantenerne una metà come peso e come intralcio sulle spalle,non potrà davvero avere futuro. Che rabbia davvero.

Anonimo ha detto...

si, parli di estero, del sogno americano, della bellezza degli altri paese, si si tutto belllo ma poi leggo:
emmanuelecon2m ha detto...
(magari un bel posto al sole e al caldo, che ne so, San Francisco


S. francisco - sole - caldo nella stessa frase e ti cadono le palle per terra.

stai a casa, và.

Annaelle ha detto...

Io ho lasciato l'Italia quasi 9 anni fa.
Da allora mi sono solo fatta un gra mazzo, da sola, per ripartire da zero. lo rifarei, ma credo che spesso ci si illuda in una realta' diversa, un eldorado che non c'e'. Ho letto l'articolo che hai linkato e mi e' piaciuto, ma mi e' piaciuta piu' la risposta di questo ragazzo, che quoto
"e hai vent'anni vattene dall'Italia ma ricordati che le università non sono gratis, che non sei l'unico ad averci pensato, che ricreare un'altra little Italy non è forse la soluzione migliore, che senza parlare bene la lingua non puoi ambire ad un buon lavoro. Parti ma ricordati che il cibo non ha lo steso sapore, la gente non si comporta nello stesso modo nè è sempre ad aspettarti con le braccia aperte. Ricordati che nonostante la Ryanair non vedrai molti momenti belli e brutti della tua famiglia e dei tuoi amici, che ricostruire la tua vita da zero in città in cui la gente va e viene di continuo non è facile, che la solitudine è sempre dietro l'angolo. Ricordati che no, non è facile non finire per anni a fare il lavoro che doveva mantenerti finchè non miglioravi la lingua, non è facile passare i giorni liberi a cercare un altro lavoro e a studiare per migliorare. Ricordati che quando parti non vai in Erasmus, diventi un immigrato con il tuo bagaglio culturale e gli stereotipi a esso associati.
Ricordati che Eldorado è solo un mito e che per arrivare all'oro devi prima scavare e non è detto che la miniera sia quella buona. Ricordati che se hai mamma e papà che possono pagarti tutto, forse non ha molto senso partire."

Anonimo ha detto...

Dai arriviamo a Rimini va...!!!!

Francesca ha detto...

Io sono appena tornata da Istanbul, e sono rimasta sbalordita.
Ho girato la città in lungo e in largo e...
le stazioni metro e i vagoni metro sono LINDI, tirati a lucido come un parquet. Alle pareti ci sono mosaici, immagini, quadri, maioliche, SENZA L'OMBRA DI UNA SCRITTA. Nei passaggi non ho visto UNA sola carta o un mozzicone di sigaretta per terra.
Ho fatto DECINE di foto per documentare perchè pensavo che nessuno mi avrebbe creduta.
Le strade sono pulite, i tram funzionano bene, i vari collegamenti sono efficienti.
Ad OGNI fermata del tram e metro ci sono i tornelli con la guardia. IMPOSSIBILE prendere il tram o la metro senza biglietto, ed in alcune stazioni metro ho trovato persino la polizia con i metal detector, esattamente come all'aeroporto.
Ho visto pattuglie di polizia continuamente per le strade a qualsiasi ora.
E stiamo parlando di una città di quasi 15 milioni di persone, mica noccioline. Il doppio di Londra più o meno.
Appena rientrata a Roma, arrivata a Termini e scesa a prendere la metro mi è preso lo sconforto.
Sorvolo sullo stato in cui si trovava il treno aeroporto-stazione, per passare alle condizioni tragicomiche della metro.
Vagoni della linea B che paiono quelli della metro di NYC negli anni '80, scritte, graffiti, sporcizia, cartacce, e per finire invasione di gruppi di zingari che saltano come cavallette i tornelli (mi sono girata per vedere se ci fosse un controllore, una guardia, qualcuno al gabbiotto..boh..il deserto!!) per lanciarsi sui vagoni e costringere tutte le persone presenti a incollarsi la borsa al collo, cercando nel mentre di evitare di venire schiacciati dalla folla, visto che i vagoni straripano per la frequenza ridicola delle corse, paragonata ad una qualsiasi città europea.

Mia ha detto...

io sono a Dublino da 2 mesi, e vi posso dire l'Italia non e' assolutamente il peggio d'europa. Conto i mesi che mi tocchera' stare qui prima di venire a Londra. L'Italia mi sa che, almeno con il lavoro che faccio io, va bene solo come retirement

PeggyBoop ha detto...

una cosa cosi l'avrei potuta scrivere io quando da Palermo mi sono trasferita a Padova: la civiltà, mi spiace dirlo, io l'ho conosciuta al nord.

Ilaria Di Lascia ha detto...

Non è un post retorico, i commenti sicuro lo saranno e infatti non mi va di leggerli. Ti dico solo che piango di rabbia ogni giorno. Ho una laurea in beni culturali nel Paese con più beni culturali al mondo ma posso pulirmici il culo (scusa il francesismo) Ho 30 anni ma me ne sento 60...sono stanca.

Anonimo ha detto...

Vivo all'estero da 15 anni. In questi 15 anni ho provato gli stessi sentimenti che hai espresso tu e ho fatto le tue stesse considerazioni over and over again. Sono attaccata al nostro paese, e' li' che spero di finire i miei giorni ma riconosco che non potrei tornarci adesso sia per offrire un futuro migliore alle mie figlie che per l'impossibilita' per mio marito (straniero) di trovare un lavoro nel suo campo (la ricerca). Ho vissuto nell'Europa del Nord dove ho imparato quello che per me e' senso civico: rispettare il bene comune e le regole, rispettare il prossimo, rispettare la convivenza civile. Questi sono gli insegnamenti di base che cerco di fare apprezzare ogni giorno alle mie figlie. Per me in Italia i problemi maggiori sono: assenza di educazione civica, assenza di meritocrazia, gerontocrazia, fastidio per le regole, pensare al proprio orticello, non denunciare il malcostume, mancanza di progettualita'. Per come vanno le cose e per i comportamenti generalizzati che si vedono in giro, l'Italia e' un bel paese solo per le vacanze. Eppure io vengo dalla Romagna, una regione gia' nominata in altri post per un buon livello di vita. Sicuramente in Romagna si vive ancora bene, ma per me che ci torno due volte all'anno la china discendente e' visibile ad ogni rientro. Finche' la rinascita non sara' nelle persone, nei nostri figli che dobbiamo educare al rispetto della cosa pubblica, vedo difficile un risorgimento.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_glYhIPtL5M#!

Chi resta...

sfollicolatamente ha detto...

Sono d'accordissimo con te: andare per poi tornare e apprezzare e fare per cercare di migliorare!
Pero' devo dire che anche in UK ho avuto esperienze di gente non proprio raccomandata ma quasi
(che era gia' nell'ambiente, e allora "perche' non prendiamo questa persona che sappiamo gia' come lavora, piuttosto che uno sconosciuto", dai lo fanno anche loro, oppure creano la job description perfetta per quella persona, succede dai)
Pero' non come in Italia, vero.
Io quando tornai in Italia dopo 8 anni in UK mi arrabbiai tantissimo per un camion della nettezza urbana che bloccava la strada fregandosene, e quanod osai protestare mi disero che stavano a lavorare. Ahbbe...
Bel post (pero' dai, l'espressione dei controcgli..non mi piace, ho imparato proprio in UK che e' un modo di dire senza senso e maschilista ;-) )

Anonimo ha detto...

@anonimo treni puliti, confortevoli e in orario al nord??? Ma dove??? Ti prego pensaci prima di parlare....

Francesca.... DA PIACENZA

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa all'anonimo: avevo letto più a nord (in Italia)...invece era un paese del nord!

Francesca da Piacenza

Anonimo ha detto...

Oddio raga non mi dite che non si deve tornare, perche' io dopo 9 anni di vita da espatriata non ne posso piu', voglio girare per il centro in bici, fermarmi a prendere un gelato al bar, e poi pure una pizza la taglio, e leggere un libro prendendo il sole sulle scale della chiesa, sentire le campane....

Proprio stanotte che non riuscivo a dormire mi sono detta che ci vuole un piano per rientrare, dai raga, ce la si deve fare, mica si devono sfondare le porte aperte! Dai!

Candy Candy.

Pam ha detto...

A sud del Po, discarica (con le c) ma senti senti che principessa. Solo a leggerti mi fai tanta tristezza. Non oso immaginare cosa sia frequentarti. Grazie al cielo sei a Nord del Po. E mi spiace darti questa notizia, ma Milano non mi risulta sia la Capitale. Di nulla.

hottanta... ha detto...

L'argomento mi suscita emozioni contraddittorie. Ho vissuto in UK per quasi 5 anni e questo ha fatto maturare in me la consapevolezza che amo il mio paese. Le scelte di andare o restare sono del tutto soggettive, basta non farne un manifesto come quell'articolo che citi che trovo un'accozzaglia di retorica e luoghi comuni. Del resto mica una intera nazione può emigrare. Ho scritto qualcosa al riguardo nel mio blog.

Alessandro ha detto...

Apprezzo sempre particolarmente il modo in cui riesci a commentare le differenze tra l'Italia e la Gran Bretagna: lucido, distaccato, equo e con molto realismo. Questo post è forte e chiaro sotto ogni punto di vista. Il nostro paese sta perdendo una bella testa. Londra se la sta coltivando. Tu non aver paura di guardare avanti con gli occhi di chi sa come stanno le cose da una parte dall'altra. Grazie ancora.

mari ha detto...

@anonimo (???) no, ho scritto anche su, e io sono di roma e anche a me fanno un culo così se non metto la cintura e ti dirò di più: è avvenuto anche in basilicata.... tu parli di una città precisa, che poi è napoli, ma fare di tutta l'erba un fascio, no.

signorina g. ha detto...

mmmm, come dire, ogni volta che fai questi post un pò mi urti. non voglio fare la stronza, perchè ce ne sono abbastanza al mondo, ma mi sa che la tua stessa carriera sarebbe potuta succedere solo in italia, che a londra di mommyblogger aspiranti scrittrici/giornaliste ce ne sono qualche migliaio (sopattutto in zona sud, mi dicono) (e buon per te! ci mancherebbe, però si insomma il provincialismo non è sempre una male). io personalmente me ne sono andata da un isola che affonda sotto il peso di grandi navi e turisti, tanti, tanti turisti, e posso dire con certezza che volorizzare il turismo NON è la soluzione ai problemi dell'Italia. L'apertura mentale di cui parli sempre servirebbe a tutti, nel mondo, e dopo 5 anni all'estero (in 4 paesi e 3 continenti, a 23 anni) posso dire con certezza che il benessere economico viene sempre con un prezzo (qui in australia a pagare è l'ambiente, per non parlare degli Aborigeni che è come non esistessero proprio), li in the uk lo sai benissimo come vive molta gente, e non è tutto primrose hill e brick lane. quindi dai, goditi il sole e le margherite e la pizza rossa, e goditi pure i soldi che fai tu e quelli fa il tuo compagno, goditi il privilegio di lamentarti dell'Italia, vivendo a Londra e non sotto la soglia di povertà in una qualunque periferia Italiana e non (per non dire il terzo mondo che vabbè, lasciamo stare) che l'Italia ha i suoi pro e i suoi contro come il resto del mondo, e purtroppo uno dei contro è che la maggior parte di noi gggiovani non è il caso che ci rimanga.

la fra ha detto...

Io vivo in Africa. Dove non sono organizzati, sono superficiali e su moltissime cose sono corrotti. Ma c'è vento di cambiamento qui. C'è un investire per il miglioramento che dà speranza. Io amo il mio Paese, lo amo tantissimo: l'Italia ogni volta che torno mi riempie gli occhi e il cuore...ma mi fa tanta tanta rabbia, come a te. Qui i parchi gioco non esistono, per dirtene una, perché provatici a far giocare un bambino sotto il sole equatoriale... In Italia ci sono ma sono mal gestiti, trasandati, a volte addirittura pericolosi. E ti sale la carogna, ogni volta. L'Italia, vista da fuori, sembra una vecchia signora che sapendo di esser stata bella non crede di aver più bisogno di curarsi. Fa rabbia, fa male.

Sascha ha detto...

Un altro post fantastico.

Io vivo a Londra e la amo. Non sono italiana, sono svedese (un altro paese dove le cose funzionano) e ho vissuto, per diversi motivi, sei anni in Italia. Mi ricordo quando ero innamorata di questo paese, quando vedevo solo la sua bellezza. Ancora mi toglie il fiato quando torno a trovare gli amici e la famiglia del mio fidanzato.

Quando sono partita, non ne potevo piú di tutte quelle cose che mi facevano rabbia in Italia: le raccomandazioni, gli stipendi da soglia della povertá (affitto: €800 per un monolocale. Stipendio: €1100. Ditemi voi come dovrei vivere), l'anti-femminismo, alcune mentalitá da medioevo e sí, anche quello che dici tu, un eterno "ti posso fregare". Non ne potevo davvero piú, io, la svedese, ne avevo le scatole piene.

E anche a me fa rabbia perché é letteralmente IL PAESE PIÙ BELLO DEL MONDO. Il clima, la cultura, la storia, il cibo, il mare, la bellezza infinita dell'Italia, da Nord a Sud passando dal centro, non é paragonabile a niente al mondo.

Peró, a differenza di tanti, io penso che la maggioranza degli italiani siano brave, oneste persone. Peccato che a prendere tutte le decisioni sono quelli che sono una minoranza.

...e per chi chiede che possibilitá e opportunitá ci sono in UK: se sei capace, le possibilitá ci sono. Ma ci sono anche MILLE, e dico mille, altre persone molto piú preparate di te. Io, tuttavia, preferisco loro come concorrenza, piuttosto che il figlio o nipote raccommandato.

Michela Boschetti ha detto...

Quelli che hai descritto così bene sono gli stessi sentimenti che sto provando anch'io: partirò domenica per il Canada per raggiungere mia sorella che si è trasferita un anno e mezzo fa. Qui in Italia lascio a malincuore la mia famiglia e il mio compagno. Da una parte mi sento come se stessi scappando dai problemi di questa bellissima ma maltrattata nazione, ma dall'altra spero che quando tornerò a casa potrò contribuire a migliorarla nel mio piccolo con quello che avrò imparato all'estero.
Spero sinceramente che questo "fuggi-fuggi" generale dall'Italia che si sta verificando, porti un giorno alla consapevolezza che così non si può più andare avanti e che bisogna cambiare in meglio.

www.tocchidistile01.com

Anonimo ha detto...

Mamma mia, ma molti di voi campano solo di stereotipi! Napoli, lungomare Caracciolo, Galleria Umberto I, via Roma non sono zone sporche e di degrado. I quartieri spagnoli semmai. Anche a Firenze c'e`una certa differenza fra il glamour del centro e le Piagge. A Londra fatevi un giro in periferia e poi ne riparliamo, credete che che i sussidi statali siano sostanziosi? Che ci sia pulizia e sicurezza? Facile sparare cazzate da Hampsted senza dover avere la necessita`di lavorare per vivere. Nelly

Anonimo ha detto...

Ciao Francesca, posso davvero capire il tuo sconforto ma ti assicuro che la tua considerazione finale non corrisponde al vero. Io e il mio ragazzo senza alcuna conoscenza viviamo e lavoriamo in Germania. Addirittura lui in meno di un anno ha già fatto un avanzamento nella sua azienda e a trent'anni ricopre un ruolo di responsabilità, davvero impensabile in Italia. Come abbiamo fatto? Rispondendo ad annunci di lavoro come avete fatto voi. Le cose non arrivano. Si conquistano. Mettetevi in discussione prima di pensare male dei risultati altrui. Laura

Anonimo ha detto...

Io in Italia ci sono e ci rimango, perché non c'è un paese al mondo bello come il nostro! Detto ciò: quanta rabbia anche per me in questi giorni, a vedere certi teatrini. Ci vuole un bel repulisti, tutti a casa 'sti politici, via aria nuova! e NON E' VERO che dipende anche da noi, perché noi la ns. parte già la facciamo! Io vivo al nord e non ditemi che è la solita storia, mi spiace, ma qui le strade sono pulite, si fa la raccolta differenziata, si rispettano le file ...e non solo nelle zone vip, ma ovunque. Si chiama senso civico o c'è o non c'è! Non è la solita polemica nord-sud, penso che Roma sia la città più bella del mondo e come ogni grande città c'è di tutto (il bello ed il brutto), ma dobbiamo capire che mentre per anni c'è chi si è rimboccato le maniche altrove altri hanno semplicemente aspettato i propri diritti! E i doveri ce li siamo dimenticati? A me il post di Chiara è piaciuto, perché oltre alla rabbia ho letto anche un po' di esame di coscienza...meglio che ce lo facciamo tutti va!
Valentina

Francesca ha detto...

Ciao Chiara,
io sinceramente non capisco chi in certi commenti parla si stereotipi o di facili giudizi solo perchè magari si può avere un certo tenore di vita.
Il post parla esplicitamente di mancanza di meritocrazia in Italia, di corruzione, di favoritismi, di incapacità da parte della maggior parte degli italiani di cambiare la propria mentalità. Del rispetto verso il pubblico che è pressochè nullo. Di un paese vecchio che troppo spesso non ha voglia di reinventarsi. E tutti questi discorsi verissimi vanno assolutamente al di là della condizioone sociale di una persona e di dove questa vive.
Insomma, io ho vissuto per diversi anni a Milano. Vivevo in centro, lavoravo a 5 minuti a piedi da casa. Ero molto fortunata. EPPURE non ero cieca. Avevo occhi per guardare e cervello per valutare che i problemi c'erano, eccome. E molti.
Non siamo dodicenni in gita scolastica che vedono tutto rose e fiori solo perchè non sono a casa loro.
Ciò che qui viene detto e che condivido in pieno è un dato di fatto oggettivo. Poi certo, non esiste il paese dei balocchi e ogni paese ha i suoi problemi, questo è indubbio.
Ma è anche indubbio che noi abbiamo moltissimo da imparare soprattutto dai paesi del nord.
Io sono stata a Stoccolma per tre volte quest'anno, e ogni volta che ritornavo a casa ero molto, molto arrabbiata, per gli stessi motivi che ha elencato Chiara.
Dirò una cosa semplice ma che mi ha fatto riflettere molto.
Due giorni dopo essere ritornata da Stoccolma ero al parchetto con mia figlia che dopo 5 minuti mi dice "ma insomma mamma, qui i bimbi non sono educati, non rispettano la fila e spingono".
Lei aveva ancora in mente i parchetti svedesi. Ordinati e puliti. Con bimbi che corrono e si divertono come pazzi ma che sono stati educati affinchè rispettino gli altri.
E non voglio fare di un filo d'erba un fascio ma se ci fate caso, nel 90% dei casi al parchetto ci sono le mamme che si fanno i fatti loro mentre i bambini si scannano e fanno gli asini. Non voglio fare la bacchettona, sono bambini certo ed è giusto che si divertano ma devono farlo pensando di non essere sulla Luna, e che devono relazionarsi nel miglior modo possibile con i loro coetanei.
I fiori non si strappano, i sassi non si tirano. Non si urla come scimmie allo zoo. Permetterebbero ai loro figli di farlo nel giardino di casa? Non credo proprio.
I bimbi di oggi sono gli adulti di domani, e il problema è proprio che già da ora non viene insegnato loro quale sia il modo migliore (per quanto possibile) per vivere in un paese civile. L'esempio del parchetto può sembrare stupido ma andateci un sabato pomeriggio qualunque e osservate bene.
Il discorso sarebbe lunghissimo. Linko qui il mio post di poco tempo fa, scritto dopo aver parlato con una mamma italiana che si è trasferita da qualche anno a Stoccolma e mi ha raccontato della sua esperienza di madre lavoratrice.
http://ognunohailsuomotivo.blogspot.it/2013/02/essere-madri-in-svezia.html

E io non lo so cosa farò. So solo che al momento il pensiero di crescere mia figlia qui mi fa molta paura.

emmanuelecon2m ha detto...

Chiedo scusa, ma nel mio commento del 16 aprile 2013 alle ore 16:13 c'è un'errore probabilmente dovuto a un copia/incolla troppo frettoloso dal mio editor di testo alla casella dei commenti. Mi cito:"(magari un bel posto al sole e al caldo, che ne so, San Francisco)" è ovvio come la scrittura originale fosse (magari un bel posto al sole e al caldo, oppure, che ne so, San Francisco). Insomma, ho perso l'inciso "oppure" tra le due virgole. Certo, i commenti di Ma Che Davvero non sono il posto dove risolvere diatribe virtuali, ma visto che all'Anonimo che ha commentato dopo di me sono cadute le paXXe, ho pensato bene di precisare e spiegare questa svista, di modo che potesse recuperarle senza conseguenze per la sua salute. Grazie. Una buona giornata...

Anonimo ha detto...

bel post e bellissimi commenti.
mi ha colpito in particolare quella che ha parlato di Ida Maglie e delle sue previsioni sull'Europa Unita: io ho salvato alcuni suoi articoli dagli anni Novanta, e tutte le sue previsioni si sono avverate. Era la più famosa antropologa d'italia, eppure nessuno l'ha ascoltata... mi ha colpito molto anche la signora 40enne, che essendo priva di lavoro e bisognosa di aiuto, ha notato come vengano aiutati prima gli extracomunitari che gli italiani: è una cosa che io vedo da anni, e non fa che aumentare il razzismo e l'odio fra i poveri. E' pazzesco che l'italia scelga di aiutare stranieri e non i suoi stessi figli, nati qui, che hanno lavorato e pagato le tasse qui: anche per questo molta gente si sente TRADITA e ingannata, e aumenta lo scoraggiamento generale. Michela.

Vetekatten ha detto...

Io ho vissuto per quasi 2 anni in Svezia per studiare, paese stupendo e meraviglioso che ho amato alla follia, ma sono voluta tornare in Italia. Quindi gente che torna ce n'è. E sono davvero, davvero, DAVVERO stanca di sentire italiani che non si sono mai mossi di casa, dire che l'unica soluzione è partire che qui va tutto a rotoli. Ma queste stesse persone hanno mai provato a fare dei cambiamenti? Io non credo, vedo tanta gente che si lamenta e non fa assolutamente nulla per migliorare. A volte può succedere che a lamentarsi dell'inciviltà qualcosa cambia, è successo a me dopo una lettera di lamentele con un ospedale. Bisogna anche sapersi porre nel modo giusto.

Stefania ha detto...

la vera sfida é restare in Italia! Andare via per imparare é una cosa che non regge...se vai via é perché non vuoi tornare, le cose si sa come vanno fatte e non c'é bisogno di andarsene x impararle. Io abito in Italia eppure non mi é mai venuto lontanamente in mente di saltare una fila, se prendo una multa sto zitta e la pago regolarmente e tutte queste cose qua...Se decidi di andare via é una tua scelta comprensibile e rispettabilissima ma, ripeto, la vera sfida é restare! Io amo il mio paese e la mia terra e non mi immagino in altri luoghi che qui...condivido che tante tantissime cose non funzionano ma alla fine é il bilancio globale quel che conta...se sei soddisfatto di quello allora basta, basta x vivere sereno e per avere fiducia che ancora tutto puó cambiare...

Laura ha detto...

@Francesca sono d'accordo con te.
Basta guardarsi intorno per vedere come vengono educati (anzi, NON educati, i bambini, non tutti, certo, ma purtroppo la maggioranza, almeno da quello che vedo io).
Hai detto una cosa giustissima: i bambini di oggi saranno gli adulti (e quindi, la società), di domani.
E se già sono maleducati da bambini e poi da ragazzini (per colpa dei genitori, ovvio), coa vogliamo aspettarci?!

Io ho un nipotino piccolo, quando lo porto al parco resto basita.
E' vero, le mamme stanno sedute sulle panchine a farsi i fatti loro (chi scrive sms col cellulare, chi parla al telefono, chi starnazza con altre mamme ugualmente menefreghiste), con i figli a 100 metri di distanza che tirano pallonate che vanno a finire sulle macchine, spingono gli altri bambini, urlano a squarciagola, spaventano i cani correndogli addosso o cercando di tirargli la coda, gettano carte nel prato, ma è questo il modo di fare?!
Certo, i bambini devono giocare e non devono stare impalati come soldatini, ci mancherebbe, però bisogna anche insegnar loro il rispetto del prossimo (umani, animali e pure dell'ambiente), non lasciarli allo sbando.
Per non parlare di quando vedo i ragazzini liceali sul bus... si va dal tono di voce da coro da stadio con cui comunicano da un capo all'altro dell'autobus, alla totale mancanza di rispetto verso le persone anziane, tra chi arraffa il primo posto a sedere quando accanto c'è una persona evidentemente in là con l'età, a chi proprio le prende in giro!! Uno disse qualcosa che non ricordo ad una signora che stava per sedersi e lei con prontezza gli rispose "ci arriverai anche te alla mia età". L'avrei preso a schiaffi e poi avrei schiaffeggiato anche i genitori, se ci fossero stati.
Non parlo di eccezioni, questi sono gli scenari a cui assisto ogni giorno.

AboutMe ha detto...

ciao Chiara ti leggo da un bel pò ma è la prima volta che commento! hai perfettamente ragione su tutto...ormai la gente è stata portata al limite di sopportazione..e non riesco a immaginare davvero come e quando si uscirà da questa crisi.tutto questo scontento sfocia poi alla maleducazione di massa e all'aggresività. bisogna stare sempre attenti perchè ormai basta un niente e si finisce subito a litigare..si sono perse le normali regole di educazione che ci insegnavano i nostri genitori da bambini! la voglia di fuggire è tanta e ogni giorno di più...se potessi credo proprio che l'avrei già fatto! Aly

Anonimo ha detto...

Gentile Signora, non so dove abiti lei e non mi permetto di giudicare la sua situazione; peraltro conosco la realtà di Brescia (la città più multietnica di Italia) e le posso dire che la storia degli extracomunitari che riceverebbero più aiuti e sussidi degli italiani non risponde al vero. Ci pensi: forse a qualcuno conviene che si faccia i capponi di Renzo. .. Rispettosamente, Francesco Spisani, Mestre

Anonimo ha detto...

Ciao! Delle persone che conosco hanno organizzato questa iniziativa che riguarda i beni culturali e le nuove tecnologie
http://dopolapioggia.wordpress.com/2013/04/19/e-le-invasionidigitali-sbarcano-anche-in-friuli-venezia-giulia/
e mi sembrava una bella iniziativa e un ottimo esempio di cosa si può fare (in linea con quello che hai scritto).
buona giornata!
ciao
Bea

Chiara Ricci ha detto...

Ti giuro che appena arrivata a Berlino ho pensato le stesse identiche cose, ho provato le stesse sensazioni. Ho 23 anni, e sono a Berlino per un tirocinio con il progetto Erasmus. Studio filosofia, in Italia non sembra esserci posto per me. Non è un semplice Erasmus: l'anno prossimo, inizierò un master che mi terrà lontana dall'Italia per due lunghi anni. Quindi è un po'più che un Erasmus questo qui, è una prova di volo per me. Le mie sensazioni non sono quelle che si suppone siano tipiche degli Erasmus- non solo parties e gioia, anche perché non frequento le aule universitarie, ma un ufficio per otto ore al giorno. Vuoi sapere la prima impressione che ho avuto arrivando qui, a Berlino? Che è un posto orribile. Che Berlino è brutta. Brutta come pochi altri posti al mondo. Eppure una rabbia, ma una rabbia. Perché tutto funziona. Perché la Germania è la Germania, e il nostro bel paese è il nostro bel paese, il paese dove niente (o quasi) va come dovrebbe andare. Quanta bellezza, quante risorse sprecate - che tristezza, dover partire per poter ambire a quello che dovrebbe essere il minimo, come se fosse facile lasciare tutto, gli amici, la Casa. Che rabbia immensa.

Anonimo ha detto...

Ogni volta che ripasso per caso da questo blog - di cui un tempo ero assidua lettrice e ammiratrice - mi viene da sorridere, leggendo i post, i commenti osannanti e quelli di critica. Ci ripasso una tantum perché da parecchi mesi lo trovo noioso e vuoto, e ho quindi seguito il consiglio dell'autrice che ha invitato chi trovava il suo blog ormai poco interessante a "girare al largo". In effetti fila, detto senza polemica.
Mi dispiace un po' perché di potenziale ce n'era, ma purtroppo nel corso del tempo è finito a ingrossare le fila delle decurie di blog di mamme hipster e dei loro posts tutti simili, un riuscito mix di suggestioni motivazionali alla "if you can dream it you can do it", foto strategiche e quel pizzico di ironia messo lì per fare vedere che, nonostante la vita della madonna che vive ora, rimane sempre una simpatica nerd inside. Lo scivolone finale è avvenuto dopo il trasferimento in UK, un'occasione che poteva essere sfruttata in modo davvero interessante ma che invece ha dato, sempre a mio avviso, il colpo di grazia, tra accuse di soloinvidia a post che sono praticamente dei copia e incolla delle guide Lonely Planet. Di blog di mamme expat di lusso ce ne sono ormai a bizzeffe, e sinceramente li trovo tutti un poco noiosi, uguali e ripetitivi. AAA: il "di lusso" non è da intendersi come chi fa una vita da nababbo, ma chi espatria potendo contare su alcune risorse: una bella casa, stipendio già assicurato (almeno per uno dei due), baby sitter o asilo, possibilità di svaghi e viaggi in città spesso molto care - dall'altra parte ci sono le mamme che espatriano da Paesi difficili per scappare non dal contratto a progetto sempiterno ma da una situazione di povertà estrema, disagio profondo o addirittura guerra, e che a Londra e simili finiscono a rifare le camere ai piani alti del Jolly Hotel (quando va bene). Mi interesserebbe molto leggere il blog di una mamma expat appartenente a questa seconda tipologia, ma temo rimarrà un sogno: hanno probabilmente questioni più importanti di cui occuparsi e quasi sicuramente non possiedono un computer, tanto meno la connessione internet. Quindi credo che continueremo a incappare in blog di mamme expat che postano foto dei loro pargoletti alla Tate Modern come se fossero i primi nella storia a portare i bambini in un museo, e ad andare in vacanza a Cuba per postare poi le foto della vecchina un poco stracciata ma tanto fiera seduta sulla sedia di fronte a una porta rossa. C'est la vie.
(se avete trovato della spocchia in questo commento lo confermo, ce n'è molta, non ne faccio mistero. potrebbe anche essere che abbia cercato di adattarmi alla falsariga del blog...)

bacco ha detto...

Ho vissuto parecchi anni in Spagna, ho lavorato per mesi in Germania, negli USA, a Taiwan, ma sempre sono tornato alla mia cara vecchia, bistrattata Italia.Ora, a 40 anni, lavoro per un'azienda tedesca in Italia, mi hanno proposto molte volte di andare a Norimberga a vivere ma io sto bene qua.Forse, dopo aver toccato con mano la perfezione delle altre nazioni, sono ormai sempre più convinto che il miglior posto dove nascere, vivere e morire sia proprio l'Italia, così sporca, così disastrata, corrotta, contorta.Ma allo stesso momento così viva, variegata, diversa.L'Italia la si può considerare come il Bignami del mondo.Tutto si riassume in 1000 e rotti km da Nord a Sud.L'Italia ha un solo problema: gli italiani che dovrebbero essere obbligati, fin dalla giovane età, a fare un'esperienza all'estero per capire cosa si stanno perdendo o cosa stanno distruggendo nella loro terra.

Giulia - Parole di Zucchero ha detto...

Ho le lacrime agli occhi, ti giuro! La penso UGUALE UGUALE a te. Non solo provo rabbia, ma anche tristezza. La tristezza dovuta al fatto che se le cose non cambiano, non potro' mai tornare in Italia. Non ha senso da tanti punti di vista, economico, sociale, funzionale. Qua a Chicago la pelle mi sta diventando fosforescente, come dici tu, ma a lavoro apprezzano le mie qualita' anche se sono donna, si guadagna di piu', il governo funziona, il mio bimbo non ha un parco giochi, ma cento, e sono tutti pulitissimi e grandi e sicuri. Mi manca il sole, il profumo dei cipressi, il cibo, ovviamente la famiglia, ma non si puo' tornare in un paese dove non funziona niente, dove ci si deve chiudere in casa per paura degli zingari, dove non si puo' andare al parco senza guardarsi intorno per assicurarsi che non ci siano siringhe per terra. No, non si puo'.

Duda Tissa ha detto...

Scrivo di getto, senza aver letto gli altri commenti. Sono totalmente d'accordo con te, condivido ogni parola e la tua rabbia. Capisco quando tu, onesta, pensi a come saltare la fila alla posta e a volte, in Italia, ti sembra addirittura di essere una sfigata se rispetti le regole... Nel nostro Paese il senso civico non esiste. L'ho sempre sostenuto. Se una persona, che io reputo onesta, convivente con un figlio, compra una casa e fa sì che il papà del bambino cambi residenza solo il tempo di ottenere un mutuo agevolato (quindi pochi mesi) senza batter ciglio, non pensando nemmeno che qualcuno ne ha diritto davvero, ma essendo convinta di essere nel giusto, be'.. qualcosa che non va c'è. O no?

Rosalba ha detto...

Senza offesa. ..avete rotto le palle (non mi riferisco al Primo anonimo ma al secondo delle ore 17:51.)
I problemi ci sono in TUTTA Italia e non soltanto al sud...ma dove vivi?? ? Veramente pensi che al sud la legge non viene rispettata? Io non vi capisco. ..ma ti lascio vivere nel tuo mondo fatato tanto non capirai mai

Anonimo ha detto...

Chiudersi in casa per paura degli zingari??? Fare attenzione alle siringhe a terra??? Oh santa pace, non esageriamo adesso! Povera Italia, non si merita un quadro di questo genere... Sembra che il post ne abbia fomentato la distruzione! Detto questo: io la mia terra la amo, nonostante tutto, e come diceva il ragazzo che ha commentato poco sopra, la trovo il miglior posto per nascere, vivere e morire. Mi chiedo solo quanta sofferenza dovrà provare chi mai dovesse tornarci, qui, una volta stato un expat, che da fuori criticava il paese da cui proveniva, che il "destino" ha scelto per lui. Lamentationes quotidiane? Non più dall'estero, magari, ma dall'Italia stessa, a quel punto. Marianna

Unknown ha detto...

Ti leggo dalla Francia e sono letteralmente esaurita dall'inverno interminabile, dalle notti semibianche, dal maledetto fois gras, dal canard e dalla stramaledetta pasta alla carbonara annegata nella loro ipersuperstramaledetta creme fraiche (che ho visto solo servire ad altri, ovviamente... preferirei morire di fame piuttosto...) Sono perennemente imbarazzata dalla gente che parla tutta uguale come seguendo un registro prestampato che io non ho imparato e non vorrò imparare mai, loro dovranno sempre sapere che io parlo correttamente il francese ma che la mia lingua madre è l'ITALIANO, una forma di espressione, non un codice informatico. Ti leggo da poco, ti ho scoperto per caso, ma ti voglio empaticamente bene. Questa è la forza del futuro: la rete, gente piena di talento che come te si esprime e viaggia, che getta semi di bellezza e di discussione che se curati possono cambiare le cose. Può succedere, succederà. Grazie, di cuore.
Nicoletta Tuttobene

Melina Carla ha detto...

Beh io scrivo da una città difficile: Napoli.
La città sta attraversando uno dei suoi periodi peggiori, mi da quasi la sensazione di un malato terminale, a cui i medici non vogliono somministrare medicine per l'impossibilità e l'inutilità della guarigione.
Spesso sogno di andare via, lontano e non tanto perun'opportunità, ma per trovare una civiltà maggiore, cosa che qui manca totalmente.
Spesso mi accusano che voglo scappare via invece di salvare e battarmi per e nel mio paese, ma la realtà è triste e sconfortante. Nel mentre stringo i pugni e combatto, mi scontro con una presuntuosa ignoranza incivile che qui è il modello di comportamento per eccellenza.
Se freghi il tuo prossimo sei in gamba, se imbrogli sei un vincente.
Sarà anche vero che c'è gente per bene e che come me vorrebbe sdradicare tutto ciò dal paese, ma credo che si tratti di finti perbenisti, di quelli che davvero pensano "ma tanto lo fanno tutti, perchè proprio io non devo farlo?"...
Rabbia e tristezza!

Laura ha detto...

@Marianna Scusami senza offesa ma dove vivi?!
A Roma appena lasci una finestra aperta ti entrano in casa (non per nulla tutti via via nelle palazzine nella mia strada hanno messo le inferriate e i cancelletti alle finestre e portefinestre dei balconi), e non è che io viva in estrema periferia, parlo di quartieri normali e semicentrali.
Nella metro ogni giorno assisto a gruppi di zingari che saltano regolarmente i tornelli mentre io passo regolarmente il biglietto, (e puntualmente non vedo mai un addetto, una guardia) infestano i vagoni dividendosi in gruppettini di 2-3 puntando le borse che sei costretta a tenerti incollata addosso o addirittura a mettere sotto la giacca perchè nella calca ti si buttano addosso.
I parchi sono tenuti in maniera vergognosa, e sì, le siringhe ci sono eccome! Così come le cacche dei cani.
Sono rientrata da poco da una vacanza in un'altra città europea ed ho visto vagoni metro puliti, file ordinate per prendere il bus, dove si sale solo davanti e tutti si paga il biglietto al conducente o si passa la tessera elettronica (e nessuno può sgarrare), parchi tenuti in maniera decorosa. E non solo stata solo nel centro storico frequentato dai turisti, ma anche in zone più decentrate, ed erano ugualmente ben tenute.

Anonimo ha detto...

Anch' io ultimamente non ho più letto il blog, ma questo post mi intrigava. Come l'anonimo precedente sono del parere che dipende da come si vive il paese in cui si abita. Londra non da ricchi può essere un posto infernale così come gli States e tante altre nazioni. Ho lavorato a Londra e con uno stipendio medio in periferia mi sono annoiata a morte con tutte le loro regole! Belle le casette, tutto lindo e pulito ( fuori, dentro scusate ma per loro la pulizia e' un optional) , così in Germania. Mi mancava, devo essere sincera, più che il clima un po' di allegria italiana. Negli States ( a Washington) stavo bene ma perché ero pagata benissimo e con una ottima assicurazione sanitaria, altrimenti con il cavolo che ci andavo. Conosco persone che stanno la' ma quando si ammalano tornano in Italia a farsi curare perché la sanità pubblica, pur con tante pecche, e' eccellente. Ho fatto di tutto per tornare in Italia perché mi piace e nel mio piccolo cerco di cambiarla. L' autrice parla di Roma , ma in piccole città di provincia si vive benissimo ( io sto a Crema) e se provi a disattendere alle regole della buona educazione, tipo saltare la fila o non fare la raccolta differenziata sei additata alla pubblica gogna. Basta per favore sparare sulla nostra nazione! Tanto più se i soldi e la fama li si hanno proprio grazie all ' Italia. Scusa, Wonder, visto che dici che qui il merito non conta, tu come sei arrivata alla tua posizione lavorativa, con le raccomandazioni? Perché se invece è' pura bravura, ti contraddici. Penso che chi non sa apprezzare la nostra nazione se ne debba stare alla larga, altro che tornare! Silvia

Anonimo ha detto...

Quanto è vero ciò che scrivi!
Se avete avuto la fortuna di scoprire e visitare altre città in europa vi rendete conto da sole/i quanto siamo lontani ancora da un modello di sviluppo e rispetto di cose e persone diciamo "civile".

Vi lascio un invito a visitare il blog (www.lavoroineuropa.com)a cui collaboro da un pò e che fornisce offerte di lavoro ed info per vivere fuori dall'Italia...;-)


Chissà magari ci si incontrerà per le vie di Amsterdam o Parigi.

Ciao

Fede

Anonimo ha detto...

Silvia hai espresso educatamente TUTTO CIÒ CHE CREDO PROPRIO PENSIAMO NOI LETTORI AL 99%
Quoto anche che a Roma non è come Cesena Crema Bolzano ecc
L'Italia ahimè contiene più nazioni non facciamo di tutta l'erba un fascio per favore e Chiara si forse dovresti essere più obiettiva sei piena di contraddizioni. Chi ti paga mensilmente gli inglesi (dalla scarsa igiene gusto e intelligenza?) andiamo suvvia

Carlotta ha detto...

Quanto hai ragione Chiara! Passo le giornate a pensare che se solo l'Italia promuovesse il turismo come promuovono l'Italia all'estero saremmo il paese più ricco e invidiato del globo! L'italia è ambita da tutti tranne che dagli italiani, una cosa che, come dici tu, mette una rabbia infinita!

Anonimo ha detto...

Volevo solo precisare che il ministro non si e' dimesso perche' non ha pagato una multa... Si e' dimesso perche' ha commesso una frode con la moglie mentendo su chi guidava la macchina in quella occasione. E tra l'altro la moglie ha confessato la cosa moooolto tempo dopo il fatto solo per una sorta di ripicca.... Quindi non e' che al buon uomo e' venuta la crisi di coscienza...

Per il resto... teoricamente condivido il post...

Ele ha detto...

Ciao! Anche io vivo in Inghilterra da 4 mesi, sono venuta qua per il dottorato. Ho scritto un post simile nel mio blog, quindi mi ritrovo completamente in quello che dici...a parte per il fatto che non è vero che gli inglesi hanno la pelle fosforescente, dai :-P

Nessuno mi ha aiutato a trovare questo posto di dottorato, ho solo mandato il curriculum a 4 lecturer o prof universitari che avevano posizioni aperte di dottorato ed una di queste persone mi ha risposto chiedendomi direttamente quando sarei stata disposta a spostarmi...leggendo solo il mio curriculum!!! E vi posso assicurare che non sono laureata col massimo dei voti, ho un CV normalissimo...ma che per l'Italia era carta straccia, visto che ho ero troppo qualificata per fare lavori da poco, o avevo poca esperienza per fare lavori per cui ci voleva la laurea...tanto si torna sempre lì, come vanno le selezioni del personale o dei dottorandi in Italia la conosciamo tutti e sì, si può provare solo rabbia.

Anche le aziende di qui mi avevano risposto picche in passato, ma almeno si degnano di risponderti nel giro di massimo una settimana...

E' inutile stare a ripetere che qui le persone sono gentili, educate e rispettose della cosa pubblica.
E' inutile dire che i soldi che paghi in tasse sono spesi davvero in servizi al cittadino.

Fra le altre cose io sono studente, quindi ho un sacco di agevolazioni a livello economico, pur essendo straniera.

Ho letto un po' di risposte dove la gente dice che uno poi dovrebbe tornare in Italia e cercare di cambiare...siamo obiettivi: ti permettono di contribuire in qualche modo al miglioramento della nazione nel nostro Paese? Personalmente penso di no.

Non si dica poi che emigrare è facile. E' dura invece, si fa fatica con la lingua in primis e per integrarsi...con il vantaggio che qui, almeno all'università, tutti sono ben disposti ad aiutarti.

Purtroppo in Italia ci si fa solo il fegato amaro. E lo dico con profonda tristezza.

Matteo ha detto...

noi lo sosteniamo (purtroppo) da tempo e abbiamo anche creato un sito, che si chiama per l'appunto www.viadallitalia.com che fornisce info e consigli a chi vuole ingannare l'attuale incertezza italiana attraverso le esperienze all'estero...dategli un'occhiata magari se avete un secondo...

Rachele ha detto...

Quelli che, quelli che... quelli che sono come mia suocera, che ha cresciuto un figlio che oggi scappa anche lui all'estero per evitare gente proprio così!

Blog Widget by LinkWithin